domenica 31 maggio 2020

Decolla Apt Crotone

[Con un aiutante mille cose sono possibili. Proverbio russo] Il Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha sottoscritto il provvedimento di indizione della conferenza dei servizi per gli oneri di servizio pubblico per l’aeroporto di Crotone, che consentirà di avviare le gare per individuare i vettori aerei che garantiranno i collegamenti aerei. Si tratta di una seconda conferenza dei servizi, che fa seguito a quella che la Regione aveva concluso nell’ottobre 2019 (a seguito della disponibilità delle risorse stanziate dallo Stato con la Legge 30 dicembre 2018, n. 145), resasi necessaria dopo che nel febbraio scorso i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno rilevato l’incompatibilità rispetto agli orientamenti della Commissione Europea, ritenendo indispensabile avviare i lavori per una nuova conferenza di servizi. Obiettivo della Giunta regionale calabrese è concludere, a distanza di un anno e mezzo dallo stanziamento delle risorse, l’iter finalizzato alla definizione delle modalità del loro utilizzo. I successivi adempimenti, di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’ENAC, dovrebbero assicurare l’avvio dei voli a inizio primavera 2021. Resta in stallo l’aeroporto di Reggio Calabria che, al pari di Crotone, può essere oggetto di oneri di servizio pubblico sulla base delle leggi statali. Peraltro, secondo quanto comunicato lo scorso 20 aprile dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su richiesta dei competenti uffici regionali calabresi, risulta ancora disponibile la somma di circa 2.900.000 euro rimasta inutilizzata dopo che è andata deserta la gara bandita nel novembre 2015, l’ultima che ha interessato l’aeroporto di Reggio Calabria.  

Clinicamente c19 non esiste più

[Se sai di sapere molto stai diventando vecchio. Proverbio russo]  "Clinicamente il nuovo coronavirus non esiste più". Così Alberto Zangrillo, direttore terapia intensiva del San Raffaele di Milano, a '1/2 ora in più'. "Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere a fine mese-inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l'università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio del direttore dell'Istituto di virologia Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta".  Il nuovo coronavirus "potrebbe ora essere diverso: la potenza di fuoco che aveva tale virus due mesi fa non è la stessa potenza di fuoco che ha oggi", lo afferma  il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti. "E' evidente - sottolinea - che oggi la malattia Covid-19 è diversa: la presentazione clinica e il decorso sono infatti molto più lievi". Nessuna vittima in 9 regioni nelle ultime 24 ore per il coronavirus in Italia, secondo i dati della Protezione civile. Sono Marche, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. La Lombardia ne fa registrare 33 su 75, il 44% del totale, unica regione a far registrare oggi un numero di deceduti in doppia cifra. Le altre sono tutte al di sotto delle 10 vittime. I malati coronavirus - gli attualmente positivi nei dati della Protezione civile - calano in tutte le regioni, tranne in Umbria dove il numero resta invariato rispetto a ieri. Nel dettaglio: i contagiati totali da coronavirus sono ora 233.019, 355 più di ieri, quando se ne erano registrati 416 in più, quindi in calo nelle 24 ore. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 210 in più (ieri 221), pari al 59,1% dell'aumento odierno in Italia. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile. Ci sono 5 regioni che comunicano zero nuovi contagiati: Umbria, Sardegna, Molise, Calabria e Basilicata. Sono 75 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 111 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 33, mentre ieri erano state 67. I morti a livello nazionale salgono così a 33.415. Sono saliti a 157.507 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.874. Sabato l'aumento era stato di 2.789. Sono 42.075 i malati di coronavirus in Italia, 1.616 meno di ieri, quando il calo era stato di 2.980. Sono 435 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, 15 meno di ieri. Di questi, 170 sono in Lombardia, 2 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 6.387, con un calo di 293 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 35.253, con un calo di 1.308 rispetto a ieri.

Riaprono moschee a Gerusalemme

[La corda è buona quando è lunga; il discorso è buono quando è breve. Proverbio russo] Dopo una chiusura di 70 giorni dovuta al coronavirus, la Spianata delle moschee è stata riaperta stamane al pubblico. Secondo la agenzia di stampa palestinese Wafa, migliaia di persone si sono subito riversate al suo interno. In vista della riapertura, nei giorni scorsi la moschea al-Aqsa era stata completamente sterilizzata. Oggi i fedeli hanno avuto istruzione di rispettare le distanze di sicurezza fra di loro e di astenersi dal raggiungere i luoghi di preghiera nel caso non fossero in condizioni sanitarie idonee. L'afflusso dei fedeli è avvenuto in un clima di tensione dopo che ieri, ad uno degli ingressi della Città vecchia, un giovane disabile palestinese è stato colpito a morte dal fuoco di agenti della guardia di frontiera israeliana che in un primo momento lo avevano ritenuto un attentatore. Le autorità israeliane hanno aperto un'inchiesta sull'incidente e stanno vagliando le versioni fornite dai due agenti che hanno sparato.Il ministro della difesa - e premier alternato - Benny Gantz ha espresso "dolore" per l'uccisione da parte delle polizia ieri a Gerusalemme di un palestinese, disarmato e autistico, che invece gli agenti ritenevano erroneamente in possesso di un'arma.    "Siamo dispiaciuti per l'incidente in cui Yihad Elkhalak - ha detto Gantz in apertura della riunione di governo - è stato ucciso e condividiamo il dolore della famiglia. Sono sicuro che l'indagine sull'accaduto si concluda rapidamente e con risultati".    Condanna netta da parte del rappresentante dell'Olp Hanna Ashrawi secondo cui "l'escalation dei crimini e delle violazioni di Israele coincide con i passi concreti sul terreno in preparazione della formale annessione" di parti della Cisgiordania. "Mettere fine a questo brutale e violento regime coloniale - ha concluso - è una responsabilità internazionale che il mondo non può più a lungo eludere". In Iran riaprono oggi le moschee per le preghiere quotidiane, a condizione di osservare i protocolli sanitari: lo ha annunciato il presidente Hassan Rohani durante la conferenza quotidiana sulla lotta al coronavirus, aggiungendo che da oggi sono revocate anche alcune restrizioni alle attività produttive, con i centri commerciali coperti che potranno rimanere aperti anche oltre le 18:00.     "L'eliminazione di queste restrizioni non significa che si possa tornare presto alla situazione precedente alla pandemia, al contrario - ha insistito - ci vorrà molto tempo". Il contrasto al coronavirus appare anzi oggi "più difficile, mentre il virus sta viaggiando da una provincia all'altra".    Rohani ha invitato i cittadini a osservare pienamente i protocolli sanitari per prevenire una nuova grave ondata di COVID-19, "altrimenti saranno imposte severe restrizioni nel Paese". Tra le 200 e le 225 persone sono state uccise nelle proteste scoppiate in diverse città dell'Iran nel novembre dello scorso anno, sull'onda dell'aumento del prezzo dei carburanti. Lo riporta la Isna, citando il ministro dell'Interno Abdolreza Rahmani Fazlihas.Il bilancio definitivo dei morti nelle proteste di novembre sarà pubblicato tra qualche giorno, ha detto Rahmani Fazli, aggiungendo che "durante le proteste una quarantina di persone, circa il 20 percento degli uccisi, è stata colpita con armi non convenzionali, e non era collegata a nessun organizzazione." "Alcuni mi incolpano per aver tagliato Internet durante i disordini" - ha concluso.    "Internet è stato tagliato perché gli Stati Uniti, i monarchici, i membri dell'organizzazione fuorilegge Mujahedin Khalq e l'Isis stavano addestrando le persone alla lotta armata attraverso i social media allo scopo di fomentare una guerra civile".

sabato 30 maggio 2020

Da domani più voli per Lmp e Pnl

[Prendetelo (l’infedele) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno. Sura 69:30] Dal 1 giugno DAT Volidisicilia assicurerà fino a tre voli giornalieri da Palermo verso Lampedusa e Pantelleria e viceversa, fino a cinque collegamenti settimanali sulla Lampedusa-Catania e due collegamenti settimanali sulla Pantelleria-Catania in base al periodo, con possibili incrementi nel caso la richiesta di traffico dovesse esigerlo. La conferma arriva dalla compagnia che gestisce i collegamenti in continuità territoriale con le isole minori siciliane in una nota in cui replica ai sindaci di Lampedusa e Pantelleria sui presunti disservizi degli ultimi giorni. La compagnia auspica, a partire da luglio 2020, il ritorno al programma operativo originale previsto dalla convenzione, con il ripristino anche dei collegamenti da Trapani a Pantelleria e vv, ora sospesi per improcrastinabili lavori di manutenzione sulle infrastrutture di volo dell’aeroporto di Birgi. Intanto rimane disponibile la navetta gratuita di superficie offerta da e per l’aeroporto di Palermo per i passeggeri con origine o destinazione Trapani che ne facciano richiesta. DAT Volidisicilia ribadisce anche che il programma operativo durante l’emergenza non è stato imposto dalla compagnia bensì concertato con la Regione Siciliana e l’ENAC. Tale operativo è stato tarato sulle effettive esigenze del traffico da e per le isole, crollato di oltre il 95%, e per rispondere alla necessità di ridurre al minimo i movimenti nella fase critica dell’epidemia. Inoltre, durante il periodo di emergenza, ogni qualvolta vi è stata la reale necessità, DAT Volidisicilia si è resa disponibile ad introdurre capacità supplementare per rispondere alle esigenze delle due isole, organizzando anche voli addizionali non previsti dal programma concordato. Infine, DAT Volidisicilia ricorda di essersi aggiudicata i servizi di continuità territoriale con un bando che prevedeva condizioni di normalità. “Non può essere attribuita in toto ad un privato – si legge nella nota del vettore – la necessità di assorbire situazione emergenziali come quella venutasi a creare, semplicemente perché non è previsto da convenzione e, soprattutto, perché il vettore non può avere le forze da solo, in tali situazioni, per far fronte a richieste che vanno ben oltre quanto di sua normale competenza. Lo stesso vettore ha dovuto rispondere all’emergenza subendo anche gli effetti di vincoli normativi che i sindaci dovrebbero conoscere benissimo. La limitazione della capacità a bordo per il distanziamento fisico, problema di fondamentale importanza per la sopravvivenza del comparto, è la situazione da risolvere al più presto e che sta mobilitando vettori ben più grandi di DAT Volidisicilia e che potrebbe compromettere l’intera ripresa del traffico aereo da e per l’Italia”. Non sembra avere avuto seguito il desiderio della Dat di cambiare handling a Palermo Punta Raisi, il vettore danese al momento è servito da Aviapartner, ma Gh avrebbe fatto sapere, prima della pandemia, di non essere minimamente interessata.  

India nel caos

[Non c’è spettacolo sulla terra più attraente di quello di una bella donna in atto di cucinare la cena per una persona che ama. Tom Wolfe] È caos negli aeroporti indiani a causa della ripresa, da questa mattina, dei voli nazionali, bloccati in tutto il paese da due mesi per l'emergenza coronavirus. I voli internazionali sono ancora tutti fermi, a esclusione di quelli di rimpatrio dei cittadini indiani rimasti bloccati all'estero.  Tra partenze e arrivi, oggi, il solo aeroporto di Delhi dovrebbe contare 360 voli interni. I media riferiscono di code interminabili agli ingressi dei terminal sin dalle prime ore del giorno, per le complesse procedure di controllo sanitario imposte per il Covid-19. Una volta entrati, dopo ore di attesa, moltissimi passeggeri hanno appreso che almeno la metà dei voli risultava cancellata. Infuriati, i viaggiatori hanno denunciato su tutti i social che Air India non ha avvisato in tempo delle cancellazioni.  Una volta arrivati a destinazione, i passeggeri dovranno sottoporsi alla quarantena di due settimane, in strutture governative o alberghi a pagamento, e accettare di utilizzare la app nazionale Aarogya Setu. Circa 15.000 rohingya sono in quarantena nei campi profughi del Bangladesh, dove sono stati rilevati 25 casi del nuovo coronavirus, hanno reso noto oggi le autorità locali. Gli epidemiologi temono lo scoppio del Covid-19 nei campi di Rohingya nel sud del paese. Quasi un milione di membri di questa minoranza musulmana fuggita dalla persecuzione nella vicina Birmania vivono in condizioni di estrema povertà in condizioni affollate all'interno delle baracche. "Nessuna delle persone infette si trova in condizioni critiche. La maggior parte di loro ha pochissimi sintomi.    Tuttavia, li abbiamo collocati in centri di isolamento e messo in quarantena le loro famiglie", ha detto Toha Bhuiyan, un funzionario sanitario del distretto di Cox's Bazar, dove si trovano i campi. L'India ha registrato 8.000 nuovi casi di coronavirus e 265 morti in un giorno. Lo riporta la Bbc.   Si tratta dell'aumento di contagi più alto in 24 ore per il continente dall'inizio della pandemia. Più di un terzo dei nuovi contagiati si trova nello Stato di Maharashtra, uno dei più ricchi. Finora l'India ha registrato 173.763 casi di Covid-19 e 4.980 vittime.

Se 10€ non bastano…

[Sulla lingua c’è il miele, e nel cuore c’è ghiaccio. Proverbio russo] Il dirigente generale dell'assessorato regionale del Lavoro, Giovanni Vindigni, ha rassegnato le dimissioni dalla carica. La decisione è arrivata dopo un colloquio riservato con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che, d'intesa con l'assessore Antonio Scavone, le ha accolte. La Giunta ha affidato l'incarico ad interim al ragioniere generale Giovanni Bologna, che si è insediato. Il dirigente era stato al centro delle polemiche politiche per un intesa con i sindacati per un premio di produzione compreso tra 8 e 10 euro per ogni pratica di cassa integrazione in derogata ultimata. "Il dottore Vindigni - ha sottolineato Musumeci - è persona perbene, trovatasi, suo
malgrado, al centro di una vicenda sulla quale occorrerà fare chiarezza. Per questa ragione con l'assessore Scavone abbiamo avviato un'indagine interna e stiamo verificando, al tempo stesso, la quantità e la qualità del lavoro prodotto in questi dieci giorni dai dipendenti collocati in lavoro agile". Credevamo che dopo lo scandalo e le dimissioni del dirigente ingenuo l'accordo accordato ai dipendenti regionali non avrebbe avuto seguito. Da fonte sindacale, invece, apprendiamo che l'accordo è valido. Malgrado l'accordo, scandalosamente sia operativo i ritardi restano,  dunque i dipendenti regionali restano sempre più inaffidabili. Ieri, nel corso della riunione sindacale con Aviapartner Palermo si sottolineava questa lentezza atavica. Da una prima sommaria indagine risulterebbe che Aviapartner Palermo ha la pratica in stato di "sospesa". Il modello di domanda non sarebbe stato firmato digitalmente. Le domande non firmate purtroppo non fanno fede del soggetto titolato della domanda e vanno quindi ripresentate. Sempre che abbiano i titolo. Probabilmente i dipendenti regionali non sanno leggere perché da una più attenta lettura le domande sono formulate correttamente. Dopo una dura presa di posizione presa ieri dal segretario della Legea Gianluca Colombino che "chiediamo che l'assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone sblocchi subito la situazione, altrimenti si faccia da parte, e siamo pronti a presentare un esposto alla magistratura: abbiamo fondati motivi di temere che, già dall'inizio della prossima settimana, potrebbero essere a rischio i servizi a terra in aeroporto a causa delle tensioni e delle proteste spontanee scatenate nei lavoratori da questa assurda vicenda ormai fuori controllo". Dopo le "minacce" questa mattina alle 08,30, ebbene si di sabato, il comitato si è riunito dando garanzie che le pratiche sarebbero state controllate e la settimana prossima messe in pagamento. La cassa in deroga parte il 16 marzo, si sono riuniti il 30 maggio ma solo dopo essere stati "minacciati", gli sciacalli e le iene, tanto care al principe di Salina, ormai infestano la regione siciliana.  

Ci mancava solo Bertolaso …

[Non si possono insegnare trucchi nuovi a un vecchio gatto. Proverbio russo] “L’ordinanza del presidente della Regione in merito all’ingresso nel territorio regionale è ancora valida o va interpretata in base ai rapporti di amicizia personali e politici?” Se lo domanda Claudio Fava che ha presentato oggi un’interrogazione in merito alla presenza in Sicilia nei giorni scorsi del dottor Guido Bertolaso. “Dalla stampa apprendiamo che la visita in Sicilia di Bertolaso sarebbe riconducibile esclusivamente a questioni personali e pertanto, come ogni cittadino che vuole entrare nel territorio regionale, avrebbe dovuto rispettare le stringenti disposizioni emanate dal presidente della regione in merito alla quarantena obbligatoria. A rendere ancora più incomprensibile quanto avvenuto c'è anche l'incontro informale a pranzo con lo stesso presidente della regione. In una situazione che sta causando enormi disagi a tutti e nelle stesse ore in cui Musumeci si mostra inflessibile sulle procedure di riapertura del territorio regionale, una simile disparità di trattamento appare come uno schiaffo alle migliaia di cittadini siciliani rientrati nell'isola e costretti, ancora oggi, a restare isolati in quarantena per due settimane". Del caso ha scritto oggi da La Sicilia, che ha sollevato l'interrogativo sulla presenza di Bertolaso e sul rispetto delle norme sulla quarantena. Ma l'Ansa addirittura parla di un probabile incarico nel governo in deroga di Musumeci. Ma di ufficiale non c'è ancora nulla, ma è probabile che Guido Bertolaso presto si stabilirà per un pò in Sicilia. Top secret il ruolo, si parla di una consulenza in stretto rapporto col governatore Nello Musumeci, che gli ha chiesto una mano: i due si stimano dai tempi dell'eruzione dell'Etna e del terremoto di Santa Venerina: era il 2002. L'ex capo della Protezione civile potrebbe fare da super consigliere per la gestione della fase 2 nell'isola, con particolare attenzione all'aspetto turistico e sanitario, su cui punta molto il governo per sostenere l'economia dell'isola.    L'invito da Musumeci, Bertolaso l'ha ricevuto il 20 maggio (l'ha pubblicato sul proprio profilo Fb): una settimana dopo è sbarcato a Palermo, per un colloquio col presidente e l'assessore alla Salute, Ruggero Razza.

Vueling riattiva i voli

[Se rincorri due conigli non ne acchiappi nessuno. Proverbio russo] Torna a volare in Italia anche Vueling, che ha annunciato la ripresa di 180 rotte in Europa tra giugno e luglio, recuperando quasi 2mila voli settimanali. Nel nostro Paese la compagnia aerea, per la stagione estiva, riaprirà 19 rotte dirette da 8 aeroporti italiani. Nei prossimi giorni verrà ufficializzata la data esatta della ripresa dei collegamenti (che comunque avverrà intorno alla seconda metà di giugno), ma già si conoscono le prime tratte che verranno riattivate: da Roma Fiumicino il vettore opererà 10 voli no stop per Barcellona, Ibiza, Valencia, Malaga, Londra Gatwick, Parigi Orly, Spalato, Dubrovnik, Mykonos e Santorini; mentre da Milano Malpensa Vueling metterà in vendita 3 rotte per Barcellona, Ibiza e Parigi Orly. Dagli altri sei aeroporti italiani – Venezia, Napoli, Bologna, Catania, Palermo e Bari – Vueling offrirà la connessione diretta per Barcellona. Inoltre, chi vola dall’Italia avrà l’opportunità di avere una connessione – via Barcellona – con molte delle 72 rotte che la compagnia aere offrirà nei prossimi mesi, come quelle per il Regno Unito, il Portogallo, la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio, la Svizzera e i paesi nordici. In Spagna, poi, la compagnia aerea riprende le operazioni anche ad Alicante, Bilbao, Siviglia, Maiorca, Ibiza, Tenerife, Gran Canaria, Santiago de Compostela, La Coruña, Vigo, Asturie, San Sebastián, Madrid, Saragozza, Valladolid, Minorca, Valencia, Granada, Almería, Jerez, Fuerteventura, Lanzarote e La Palma. "Aspettavamo da tempo questo momento – ha commentato Javier Sánchez-Prieto, presidente di Vueling – E ora che la situazione sanitaria sta lentamente rientrando, abbiamo approntato un graduale ritorno all’operatività con la speranza di volare di nuovo. Desideriamo riprendere a volare per portare avanti il nostro scopo aziendale: avvicinare i nostri clienti alle loro famiglie e agli amici, per offrire loro la possibilità di godere di alcuni giorni di relax dopo la tensione degli ultimi mesi e, naturalmente, per aiutare la ripresa economica il più presto possibile".

venerdì 29 maggio 2020

Povera Gesap

[Quando il denaro parla, la verità tace. Proverbio russo] Nel giorno in cui la Gesap comunicava gli esaltanti numeri realizzati nel 2019, comunicava alla società Aviapartner Palermo che l'accordo per garantire il presidio notturno andava rivisto, insomma la gesap mentre sostiene di essere brava, mentre snocciola i numeri di un bilancio irripetibile sostiene che i soldi non ci sono più per garantire l'appalto del presidio notturno. Dunque l'accordo, rivisto, sarà fatto ma in massima economia: 30 minuti prima saranno chiamati gli operatori con la reperibilità, doppio buono pasto. In mattinata Gesap ha incontrato i sindacati, dicendo in una breve premessa, che il premio produzione non esisteva più visto che a fine anno si prevede un bilancio in rosso di circa 10 milioni di euro. Vorremmo tanto sapere se i super minimi restano intatti, così come gli eccessivi compensi dati ai dirigenti della Gesap (Chieppa, Abbate, Petrigni …). Ovviamente le auto con autista per il presidente e l'ad saranno state abolite, visto che non ci sono più  soldi. A seguire i sindacati hanno incontrato anche i responsabili di Aviapartner Palermo. La novità, che già si sapeva, è che la cassa in deroga durerà fino al 20 di giugno. Ma poi cosa succederà? Non si sa è tutto da vedere, quale ammortizzatore sociale verrà preferito? Sicuramente la Legea e la Cgil, che ora condividono  lo stesso tavolo, troveranno una soluzione; gli altri resteranno nel loro tavolo separato a giocare a ruba mazzo.      Il consiglio di amministrazione della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio del 2019, che prossimamente sarà sottoposto all'assemblea dei soci, con un valore della produzione pari a 78.751.918 euro (+ 5,24% rispetto al 2018), un risultato lordo della produzione di 8.206.301 euro ed un utile netto di esercizio di 5.036.999 euro (+15,41%), positivo per la sesta volta consecutiva. Gli elementi che hanno accresciuto il margine operativo sono: l'aumento del traffico sullo scalo (+5,5% dei movimenti degli aeromobili, +6% dei passeggeri, +6% del tonnellaggio merci), che ha fatto lievitare i ricavi core di oltre 4,6 milioni di euro (+6,55%); un minor peso dei costi di produzione nonostante l'aumento - proporzionalmente inferiore all'aumento dei ricavi - del 4% (c'è stata una crescita del valore aggiunto del 7,34%, che indica il recupero di produttività); la stabilità dei costi relativi al personale; la maggiore copertura dei rischi riguardanti gli oneri e le spese future. La combinazione di questi e altri fattori ha determinato un reddito ante imposte di 7.358.543 euro nettamente superiore a quello registrato nell'esercizio 2018 (6.205.052) e un risultato netto positivo di 5.036.999 euro, +672 mila euro rispetto al 2018. 

Cantine piemontesi in crisi

[God created war so that americans would learn geography. Dio ha creato la guerra in modo che così gli americani imparassero la geografia. Mark Twain] Le piccole cantine delle province di Asti, Cuneo e Alessandria che producono Moscato d'Asti docg hanno bottiglie ferme e spedizioni bloccate. Lo rivela l'associazione Comuni del Moscato. "I nostri agricoltori sono naturalmente preoccupati - spiegano - per un consumo che non avviene, mentre un'altra vendemmia si sta avvicinando e, in questo quadro piuttosto complesso, l'associazione dei sindaci del Moscato ritiene che tutti gli operatori del comparto, dalle istituzioni al Consorzio di tutela, debbano trovare una sinergia di lavoro che discuta ed affronti questa situazione, per difendere il lavoro in vigna e il reddito annuale dei contadini".    I produttori sono preoccupati anche per la mancanza di manodopera, che rischia di compromettere il lavoro nei vigneti.    "Chiediamo - afferma il presidente dell'associazione, Alessio Monti - soluzioni: un tavolo di confronto e di lavoro permanente, composto dalle associazioni di categoria, dai lavoratori e dalla Regione, per discutere anche del ricollocamento dei disoccupati che ricevono l'indennità per il Coronavirus e dei cassaintegrati". Profondo rosso per il vino piemontese. Il Coronavirus ha già provocato una contrazione del fatturato stimata in 300 milioni di euro, nel primo quadrimestre del 2020. A soffrire sono soprattutto le piccole cantine, paralizzate dalla chiusura del canale horeca. Per salvare un comparto fondamentale dell'economia piemontese, rilevante voce di export, scende in campo 'Piemonte Land of Perfection, il 'superconsorzio' che rappresenta tutti i principali consorzi di tutela del Piemonte. L'ente evidenzia che il crollo del vino piemontese "avrebbe ripercussioni nefaste e imprevedibili su una filiera agricola che coinvolge molti altri comparti produttivi, dalla tecnologia ai nuovi media".    Per questo Piemonte Land ha elaborato una serie di richieste alle istituzioni regionali e nazionali, tra cui la distillazione d'emergenza delle eccedenze vinicole, 250-280 mila ettolitri per un valore di 43 milioni di euro; lo stoccaggio, con una quantità stimata in 600 mila ettolitri; la riduzione delle rese sia in vigneto sia in cantina: gli ettari interessati, sono circa 34 mila, per un volume attorno ai 731 mila quintali di uva e un valore di 58 milioni di euro. L'azienda  vitivinicola Terre Miroglio, di proprietà di Edoardo Miroglio, con la moglie Ivana e i figli Marta e Franco, si espande nella Langa e nel Monferrato e arriva a 120 ettari complessivi con le ultime acquisizioni, 7,5 ettari di terreni a Cissone (Cuneo), nell'area di origine del'Alta Langa docg, e 12 ettari a Nizza Monferrato (Asti), nella zona del Nizza docg.     Terre Miroglio comprende le aziende vitivinicole Tenuta Carretta (a Piobesi d'Alba) e Malgrà (a Mombaruzzo), "Da sempre la nostra famiglia lavora, crede e investe sul territorio di questa parte del Piemonte, storicamente attraverso il comparto tessile, e da oltre trent'anni con un impegno diretto e crescente nella produzione di grandi vini", spiega Ivana Brignolo Miroglio, presidente di Terre Miroglio e coordinatrice, per il Piemonte, dell'associazione nazionale "Donne del vino".    Giovanni Minetti, amministratore delegato di Terre Miroglio, sottolinea un valore che va oltre il prodotto vino: "Le vigne non rappresentano un patrimonio prezioso solo per la produzione vitivinicola. Il riconoscimento Unesco pone l'accento su come includano anche un grande valore culturale, storico e sociale.   In questi anni condizionati dal fenomeno del riscaldamento globale stiamo assistendo a una serie di cambiamenti anche dal punto di vista della risposta della vite all'esposizione al sole. Questo ci induce a fare valutazioni diverse da quelle che venivano fatte prima del 2000. Alcuni versanti ritenuti in passato poco adatti alla produzione di vini di qualità - spiega Minetti - sono oggi rivalutati perché in grado di produrre uva meno stressata, con un migliore rapporto tra acidità e zuccheri e una buona maturazione di polifenoli e antociani." 

Twitter censura Trump

[Se le mogli fossero buone, Dio si sarebbe già sposato. Proverbio russo] Con una lettera al CEO di Twitter, Jack Dorsey, la neo ministra israeliana per gli affari strategici Orit Farkash-Hacohen ha chiesto la “sospensione immediata” dell’account della Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, “per la sua costante pubblicazione di post antisemiti e genocidi”. Fra gli esempi citati, i recenti post in cui Khamenei ha invocato “l’eliminazione dell’entità sionista” definendola “una mortale formazione cancerosa che deve essere sradicata e distrutta”. Khamenei ha anche scritto che “il regime sionista è una realtà con cui la regione deve fare i conti” così come “deve fare i conti con la realtà del coronavirus: deve essere accettato o combattuto? Il sionismo deve essere estirpato”. “Le norme di Twitter contro l’odio in rete – afferma l’ufficio della ministra Farkash-Hacohen – non permettono che un utente promuova la violenza o attacchi direttamente o minacci altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale o appartenenza religiosa, o esorti a omicidi di massa”. Twitter censura un tweet del presidente Usa Donald Trump, accusandolo di violazione dei propri standard sull'esaltazione della violenza. Il presidente, parlando dei disordini per l'uccisione dell'afroamericano George Floyd, aveva scritto: "Non posso star qui a guardare quel che succede in una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debolissimo sindaco di estrema sinistra Jacob Frey si dà una mossa, o manderò la Guardia nazionale per fare il lavoro che serve". Il tweet resta però visibile. Il tweet presidenziale proseguiva così in una seconda parte: "... questi TEPPISTI stanno disonorando il ricordo di Goerge Floyd, e io non permetterò che accada. Ho appena parlato con il governatore Tim Walz e gli ho detto che le forze armate sono totalmente con lui. Se ci sono difficoltà, assumeremo il controllo, ma quando parte il saccheggio, si inizia a sparare. Grazie!". "Questo tweet viola le regole di Twitter sull'esaltazione della violenza - ha scritto il social network sulla pagina di Trump - Ma Twitter ha stabilito che è nell'interesse pubblico che resti accessibile". La censura avviene dopo che due tweet del presidente erano stati segnalati come contenuti aventi bisogno di 'fact-checking' di Twitter nell'ultima settimana, scatenando l'ira di Trump e di molti suoi sostenitori. In risposta, il presidente aveva firmato un ordine che mira a togliere alle maggiori reti sociali l'immunità legale per quello che scrivono i loro utenti.

Per fortuna c'è il Mossad

[Il formaggio gratis si trova solo nella trappola per topi. Proverbio russo] Dalle prime ore dell’emergenza Covid19, Israele ha dovuto far fronte al problema degli approvvigionamenti. Un piccolo paese, in larga parte dipendente da forniture estere, Israele ha dovuto fronteggiare una fortissima competizione globale per garantire ai propri cittadini respiratori, mascherine, guanti e tutto il resto. Una sfida logistica enorme, una gara contro il tempo “contro” paesi più grandi e più ricchi. È qui che il PM Netanyahu capisce che l’importanza della questione rende necessario l’utilizzo di ogni strumento di cui il paese è dotato e così nomina Yossi Cohen, il Capo del Mossad, alla testa della task-force per gli approvvigionamenti. Ed il Mossad, si sa, non scherza. Ora in un altro passo significativo verso la normalizzazione, il Mossad “riconsegna” al Ministero della Sanità la direzione della task-force per gli approvvigionamenti, chiudendo un’altra pagina epica della sua storia. Fonti informate dei fatti descrivono le operazioni svolte come tra le più complesse mai svolte dalla celebre organizzazione di Intelligence. Ynet rivela in esclusiva questa mattina la portata dei risultati ottenuti. 1.300 respiratori (più 4.700 in arrivo), 3.740 respiratori made in Israel entro luglio, 80 milioni di mascherine chirurgiche (142 milioni in arrivo), 1,3 milioni di mascherine N95 (più 14 milioni in arrivo) 180 milioni di guanti, 7 milioni di occhiali protettivi, 2 milioni di test covid19, 33 tonnellate di materiali disinfettanti e milioni di medicinali di diverso tipo. Parte dei materiali sembra arrivino da paesi con i quali Israele non ha rapporti diplomatici, altri sono stati ottenuti con operazioni clandestine, altri ancora comprati sotto mentite spoglie. Le operazioni hanno scatenato la curiosità dei media di mezzo mondo. Chissà se prima o poi non ne esca un film di spionaggio. Di sicuro possiamo dire che Daniel Silva ha già messo all'opera il mitico agente Gabriel Allon per  regalarci l'ennesima  trama mozza fiato.   

Moody's abbassa rating Renault

[Dite che la bellezza salverà il mondo perché non avete assaggiato la pastiera. Tauzio, Twitter] Moody's abbassa il rating di Renault da Ba1 a Ba2, e il rating di probabilità di default da Bai-Pd a Ba2-Pd, con outlook negativo. Conferma invece il rating di Fca a Ba1 e a Ba1-Pd la probabilità di default, con l'outlook che cambia a sotto osservazione con direzione incerta. Per Psa Moody's conferma il rating di Peugeot a Baa3 e l'outlook diventa invece negativo. L'agenzia di rating conferma anche quello di Volvo a Ba1, ma l'outlook è stato cambiato in negativo.  Moody's motiva l'abbassamento del rating per Renault con la stima che "la recessione causata dal coronavirus provocherà un pronunciato indebolimento nelle metriche di credito. Ci aspettiamo - viene spiegato - che durante il 2020 il margine rettificato potrebbe scendere al di sotto del -3%, rispetto a un già molto debole 0,8% nel 2019". Nota positiva viene segnalata nel "programma di ristrutturazione dell'azienda, un modo adeguato per affrontare la debolezza della redditività e migliorare la competitività". Per Fca l'agenzia di rating valuta positivamente la liquidità dell'azienda e la richiesta di prestito con garanzia Sace. Lo stesso per la liquidità di Psa e di Volvo, ma il parere sull'outlook riflette l'impatto potenzialmente grave che il coronavirus potrebbe avere sulle prestazioni operative e sulle metriche di credito nel 2021. La casa automobilistica francese Renault, in difficoltà finanziarie, ha annunciato la soppressione di circa 15.000 posti di lavoro nel mondo, Francia sono 4.600, nel quadro di un piano di risparmio di circa 2 miliardi di euro in tre anni. Un progetto definito "vitale" dalla direttrice generale Clotilde Delbos. "Questo progetto è vitale", ha dichiarato la direttrice generale, Clotilde Delbos, citata in una nota ma non mancano le prime reazioni critiche, con il sindacato CFDT che denuncia una "rottamazione sociale" e assicura che "si farà sentire con tutti i mezzi" a disposizione. Il piano di ristrutturazione di Renault prevede dunque il taglio di "circa 4.600" posti in Francia, su 48.000 e "oltre 10.000" nel resto del mondo. Si basa essenzialmente "su misure di riconversione, mobilità interna e uscite volontarie", precisa il gruppo in una nota. Parte dei dipendenti che andrà in pensione non verrà sostituito ma non sono annunciati licenziamenti in tronco. Il colosso automobilistico simbolo della potenza industriale transalpina e proprietario di cinque marchi (Renault, Alpine, Dacia, Lada e Samsung Motors) intende eliminare circa 8% degli effettivi nel mondo (180.000). In Francia il piano riguarda, in particolare, quattro siti. Nessuno verrà chiuso, come richiesto dall'amministrazione del presidente Emmanuel Macron, ma le condizioni restano in parte da definire: Caudan (Morbihan), Choisy-le-Roi (Val-de-Marne), Dieppe (Seine-Maritime) e Maubeuge (Nord). La strategia include lo stop della produzione a Flins (Yvelines), esaurita la catena di Zoe, dopo il 2024. Lo stabilimento, che conta attualmente 2.600 dipendenti, verrà riconvertito e recupererà l'attività del sito di Choisy-le-Roi, che occupa attualmente 260 addetti al riciclaggio di pezzi. Resta in sospeso l'avvenire di Fonderie de Bretagne, con circa 400 dipendenti, a Caudan, con un'annunciata "revisione strategica". Stessa cosa a Dieppe, che occupa circa 400 persone. Renault dice di voler aprire "una riflessione sulla riconversione della fabbrica, finita la produzione dell'Alpine 110".Prevista inoltre la fusione dei siti di Douai e Maubeuge, nel nord della Francia, per creare un centro d'eccellenza di auto elettriche e utilitarie leggere. La produzione dei veicoli utilitari elettrici Kangoo dovrebbe trasferirsi a Douai. A livello internazionale, Renault punta a sospendere "progetti di aumento delle capacità previsti in Marocco e in Romania". 

Gli hongkonger non si arrendono

[Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie … Ungaretti ] La polizia di Hong Kong ha eseguito almeno 150 arresti, soprattutto per manifestazione non autorizzata, contro i 120 riportati ufficialmente nel pomeriggio sulla sua pagina Facebook. Gli ultimi casi sarebbero, secondo i media locali, collegati ai tafferugli in corso a Wanchai. Gli agenti, in tenuta antisommossa, hanno caricato, usato spray urticanti, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere le migliaia di persone scese in strada a protestare contro la legge sulla sicurezza nazionale all'esame a Pechino del Congresso nazionale del popolo.    La legge rischia di infliggere un colpo letale all'autonomia dell'ex colonia. In base a quanto circolato sui social media, i due punti di ritrovo sull'isola di Hong Kong erano stati individuati al grande magazzino SOGO di Causeway Bay e al Southorn Playground di Wanchai, a partire dalle 13:00 locali (le 7:00 in Italia), al fine di dare vita a una marcia non autorizzata per dimostrare alla comunità internazionale che gli 'hongkonger' hanno ferma determinazione nella lotta per la democrazia.    Gli attivisti hanno scandito slogan come "Niente rivoltosi, solo tirannia". Nel corso della mattinata migliaia di persone si sono unite alla protesta e la polizia, oltre ai gas lacrimogeni, ha usato spray al peperoncino e cannoni ad acqua per cercare di disperderle. Alcuni dimostranti a volto coperto hanno eretto in strada barricate improvvisate per bloccare il passaggio dei mezzi della polizia. E' stata convocata per oggi, venerdì, secondo fonti diplomatiche, una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla controversa legge sulla sicurezza che la Cina intende imporre a Hong Kong. Una richiesta in questo senso era stata avanzata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. L'argomento - a quanto si è appreso - verrà discusso durante una videoconferenza informale e a porte chiuse, con modalità tali da consentire a qualsiasi membro di intervenire, e a cui la Cina, in linea di principio, non può opporsi. Ieri Pechino si era opposta a una riunione formale del Consiglio di sicurezza voluta con urgenza da Washington sullo stesso argomento, affermando che Hong Kong era un "affare interno" della Cina. 

A Beirut riprende la protesta

[Male non fare, paura non avere. ] Gruppi di attivisti e manifestanti anti-governativi si sono radunati nel centro di Beirut in occasione di una nuova seduta del parlamento, nel contesto delle proteste anti-governative in corso da ottobre scorso. Il parlamento libanese si era riunito lo scorso aprile, in una sede provvisoria alla periferia di Beirut per via delle misure anti-Covid-19, e anche allora vi erano state contestazioni. Il raduno odierno è avvenuto lungo la strada tangenziale che collega il centro di Beirut con la parte occidentale della città. L'obiettivo era quello di tentare di impedire il flusso di convogli di auto di deputati diretti al palazzo dove si tiene la seduta del parlamento. Era stato  smantellato alcuni mesi fa, nel centro di Beirut, l'assembramento di tende e gazebo del movimento di protesta antigovernativo scoppiato a ottobre scorso e proseguito per mesi in diverse città del paese. L'episodio avviene mentre il paese è in stato di "mobilitazione generale" per l'emergenza del coronavirus e il governo ha imposto il coprifuoco notturno come misura per frenare la pandemia di Covid-19. Il ministero degli interni ha spiegato che le tende e le strutture dei sit-in permanenti in piazza dei Martiri e nella vicina piazza Riad Solh sono stati rimossi per permettere la disinfestazione della zona. Le due piazze erano diventate da metà ottobre il simbolo di una protesta popolare senza precedenti negli ultimi anni e che ha coinvolto quasi tutte le regioni del Libano. Un giovane libanese è morto in ospedale in seguito alle ferite riportate durante gli scontri avvenuti nella notte contro l'esercito libanese a Tripoli, epicentro delle rinnovate proteste popolari contro il carovita e la corruzione. Lo riferiscono media libanesi, secondo cui il giovane Fawwaz Samman, di 26 anni, era stato ferito ieri sera da colpi di arma da fuoco esplosi dall'esercito. Di questo non vi sono conferme ufficiali. Secondo i media in tutto si contano una quarantina di feriti negli scontri di questa notte a Tripoli e nelle cittadine circostanti. Sono proseguiti fino a tarda notte scontri tra manifestanti antigovernativi e soldati libanesi in varie città del Libano, dove da giorni sono riprese le proteste contro il carovita, la corruzione e il sistema bancario, quest'ultimo considerato assieme ai politici il principale responsabile della grave crisi economica in cui si trova il Paese. Le violenze erano cominciate  a Tripoli, nel nord del Libano, ma si sono propagate in serata a Sidone, nel sud, a Beirut e nella valle della Bekaa. I dimostranti, in larga parte giovani armati di bastoni e pietre, hanno preso d'assalto le sedi dei diversi istituti bancari e hanno tentato di assaltare la sede della Banca centrale a Beirut e le sedi locali dell'istituto di credito nazionale a Sidone. Nella Bekaa le proteste si sono svolte nella cittadina di Barr Elias, lungo la strada Beirut-Damasco. Incidenti analoghi si sono registrati nel centro di Beirut e in altre zone della capitale.    

giovedì 28 maggio 2020

easyJet vola basso

[Fai quel che devi e avvenga quel che può. ] easyJet sta pianificando di tagliare fino a 4.500 posti di lavoro, a seguito del crollo del trasporto aereo per la pandemia di Covid-19. Il taglio rappresenta quasi un terzo (30%) dei dipendenti totali della compagnia aerea, oggi pari a circa 15mila. “Anche se torneremo a volare il 15 giugno – ha spiegato il Ceo Johan Lundgren- prevediamo che la domanda riprenderà a crescere lentamente, tornando ai livelli del 2019 tra circa tre anni. In questo contesto, stiamo pianificando di ridurre le dimensioni della nostra flotta e ottimizzare la rete e le nostre basi”. Ma ammonisce easyJet che non volerà più in Italia se saranno mantenute le norme di distanziamento sociale sugli aerei. A lanciare l’avvertimento è l’amministratore delegato della compagnia britannica, Johan Lundgren, dalle pagine del Corriere della Sera. “Non voleremo da voi” se l’Italia dovesse prorogare il metro di distanza oltre il 15 giugno, afferma il manager, sottolineando che “sarebbe impossibile per le compagnie operare potendo vendere soltanto un terzo dei posti”.  La ripresa dell'attività di easyJet in Italia coinvolge anche gli aeroporti di Bari e Brindisi, gestiti dalla società Aeroporti di Puglia. Dal 16 giugno ripartono, infatti, i collegamenti aerei Bari- Milano Malpensa (con frequenza giornaliera) e il Brindisi-Ginevra (a cadenza settimanale), che collegherà la Puglia con il Nord Ovest del nostro Paese e con la Svizzera. Trasformare la crisi in opportunità: questa la sfida lanciata dal coronavirus cui dobbiamo rispondere "presente" , raccolta immediatamente dal presidente di Aeroporti di Puglia Tiziano Onesti, riconosciuto Manager del settore trasporti che vanta grande esperienza nel settore aviation. "L’odierno annuncio della ripresa dei voli tra Bari e Milano Malpensa e tra Brindisi e Ginevra è accolto con grande soddisfazione ed entusiasmo – dichiara Onesti. Un segno importante per la nostra organizzazione alla quale esprimo il più forte apprezzamento per come è stato affrontato il periodo di lockdown". Tornare alla normalità, con gradualità e consapevolezza, anche ripartendo dagli spostamenti tra importanti aree del nostro Paese e dell'Europa. In quest'ottica, auspicando un ulteriore ampliamento dell’offerta, soprattutto di quella internazionale, il Presidente ha ricordato che la riprogrammazione dei voli verso la Puglia "favorirà la ripresa dei flussi turistici che tanta importanza rivestono per l’economia" della Regione, che "sta facendo fronte all'emergenza in modo lucido e consapevole" e si candida a meta, senza dubbio, attrattiva anche in una fase di allarme sanitario. "Invitiamo i passeggeri - conclude Onesti - a tornare con fiducia sia in aeroporto che in volo, adottando in modo responsabile tutte le misure e i protocolli necessari a garantire la massima sicurezza di quanti, operatori e viaggiatori, formano la variegata comunità aeroportuale”. "Siamo molto contenti di poter finalmente tornare a volare in Italia, anche se inizialmente con un numero ridotto di collegamenti. Il trasporto aereo è un servizio fondamentale e svolgerà un ruolo cruciale nella ripresa dell’economia del Paese, consentendo la mobilità di persone e aziende – commenta Lorenzo Lagorio, Country Manager di easyJet Italia – easyJet continuerà a lavorare in sinergia con gli aeroporti e con le autorità competenti per garantire alle persone di potersi spostare in sicurezza e riprendere a pianificare i propri viaggi di piacere e di lavoro".

I morti aumentano

[La libertà per essere uomo, la povertà per essere libero. ] I decessi legati al coronavirus NEL MONDO hanno superato quota 350mila (350.423), secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins. I casi totali sono quasi 5,6 milioni (5.588.400). I tre Paesi più colpiti sono gli Stati Uniti, il Regno Unito con 37.130 e l'Italia con 32.955.  Gli Stati Uniti superano i 100.000 morti per coronavirus. E' quanto emerge dai calcoli del New York Times. Si tratta del numero più alto di decessi al mondo per il virus. Il bilancio dei morti - sottolinea il New York Times - è il più elevato al mondo ed eccede il numero dei militari americani morti in tutti i conflitti combattuti dagli Usa dalla guerra di Corea in poi. La pandemia del coronavirus si appresta a diventare la più letale della storia Usa dopo quella della spagnola nel 1918 in cui persero la vita 675 mila americani. Tornano a salire i dati su contagi e decessi per l'epidemia di Covid-19 in Italia e le regioni sorvegliare speciali sono ancora Lombardia, Piemonte e Liguria, in un'Italia decisamente frammentata, con regioni in cui i nuovi casi si contano sulla punta delle dita e altre in cui sono nell'ordine delle decine e delle centinaia. E' una situazione molto diversificata, quella dell'andamento dell'epidemia in Italia, proprio in un momento come questo, in cui "i dati importanti sono quelli relativi ai parametri nelle diverse regioni italiane in vista della riapertura", osserva il fisico Federico Ricci Tersenghi, dell'Università Sapienza di Roma.  Secondo il bilancio giornaliero della protezione civile sono 50.966 i malati di coronavirus in Italia, 1.976 meno del giorno prima, quando il calo era stato di 2.358.  Sono 117 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore, in risalita rispetto al livello più basso da inizio marzo toccato con 78. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 58, la metà del dato nazionale, mentre il giorno prima erano state 22. I morti a livello nazionale salgono così a 33.072. Otto regioni - Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise, Basilicata - e la Provincia di Bolzano senza nuove vittime. Risalgono i nuovi positivi in Italia, con un ritorno ai livelli di 4 giorni fa. Sono ora 231.139 i contagiati totali, 584 i più. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 384 in più. Il giorno prima l'incremento nazionale era stato di 397. Sono saliti a 147.101 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento di 2.443. Martedì l'aumento era stato di 2.677. Sono 505 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 16 in meno. Di questi, 175 sono in Lombardia, 8 meno. I malati ricoverati con sintomi sono invece 7.729, con un calo di 188, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 42.732, con un calo di 1.772. Il rapporto tra tamponi fatti nelle ultime 24 ore (67.324) e casi individuati (584) è di un contagiato ogni 115,3 test, quasi lo 0,87%, nella media degli ultimi giorni. Se si escludono i tamponi ripetuti, circa il 40% in media, la percentuale di positivi sui soli nuovi casi testati - come da parametri del ministero della Salute - sale all'1,6%.

35 molecole contro c19

[The two most powerful warriors are patience and time. I due guerrieri più potenti sono la pazienza e il tempo. (Lev Tolstoj)  ] Israele è sul punto di avere una cura ufficiale ed efficace all’epidemia. I ricercatori sono riusciti a individuare le proteine che iniettate nell’organismo di un paziente affetto da Covid-19 svolgono la funzione di immunodepressori e permettono di rallentare il decorso della malattia, fino alla guarigione. Resta da capire se in seguito potranno verificarsi casi di recidiva e se sì dopo quanto tempo, insomma, quanto durerà la protezione garantita dagli anticorpi. Sennonché la battaglia di Israele contro il virus procede anche in altri settori. Sempre il Jerusalem Post ha dato ampio spazio alla collaborazione tra la nazione e l’India per lo sviluppo di un test super-rapido in grado di rilevare la positività al Covid-19 in pochi minuti. "L’obiettivo" ha affermato Avigal Spira, portavoce dell’ambasciata israeliana a Nuova Delhi, "è di consentire alle persone di tornare il più velocemente possibile alla propria routine, dal momento che il virus continuerà a circolare ancora per qualche periodo". Scoperte 35 molecole per combattere il virus SarsCoV2, grazie a una potenza di calcolo analoga a quella che l'Italia ha utilizzato per scoprire il bosone di Higgs; una appartiene alla famiglia dell'isrossiclorochina. Descritte sul sito ArXiv, ora potranno affrontare i test per capire se potranno diventare farmaci anti-Covid-19. Sono state selezionate fra le 9.000 analizzate dal progetto guidato dall'azienda Sibylla Biotech e dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Le molecole, che adesso potranno cominciare il percorso di test in laboratorio per capire se potranno diventare futuri farmaci anti Covid-19, agiscono impedendo al nuovo coronavirus di legarsi alla sua nelle cellule umane. Spin-off dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e delle università di Trento e Perugia, la Sibylla Biotech ha individuato due bersagli per le nuove molecole: sono due tasche che si trovano nella struttura principale porta d'ingresso utilizzata dal nuovo coronavirus per invadere le cellule umane, il recettore Ace2 che, oltre che sulle cellule dell'apparato respiratorio, si trova su quelle di molti altri organi, compresi cuore e intestino. Le tasche sono due stati intermedi che la struttura della proteina Ace2 assume ripiegandosi su stessa ed entrambe possono diventare due 'talloni d'Achille' per il coronavirus.  Una volta individuate grazie ai calcolatori messi a disposizione dall'Infn, le due tasche sono state confrontate con i circa 9.000 farmaci già commercialmente disponibili oppure in fase di sperimentazione clinica per verificare quali, fra questi sono state individuate le 35 molecole promettenti. Fra queste una appartiene alla famiglia chimica dell'idrossiclorochina e verrà valutata in laboratorio con altre sei molecole della stessa famiglia. L'idrossiclorochina sembra limitare la replicazione del virus in vitro, ma le sue potenzialità contro la Covid-19 sono discusse e controverse. Nell'ipotesi, ancora da dimostrare, di una qualche efficacia clinica, l'analisi condotta da Sibylla Biotech potrebbe contribuire a spiegarne il meccanismo d'azione molecolare e alla messa a punto di protocolli clinici mirati. Su richiesta, Sibylla mette liberamente a disposizione la ricostruzione a livello atomico delle tasche di legame di ACE2, affinché chi possiede molecole proprietarie possa eseguire dei test al computer e quindi in laboratorio su questi bersagli.

Disoccupazione in aumento

[Uno sguardo ... ricordo, sono morto in un momento. Lucio Battisti] La pandemia ha un effetto "devastante e sproporzionato" sui giovani lavoratori. Più di un ragazzo su sei ha smesso di lavorare a causa del Covid, secondo un'analisi dell'Ilo (l'Organizzazione mondiale del lavoro). E quelli che sono ancora occupati hanno visto una riduzione del loro orario di lavoro del 23%. Complessivamente, l'emergenza sanitaria sta portando a una perdita stimata nel 10,7% delle ore lavorate nel mondo, nel secondo trimestre 2020, rispetto all'ultimo trimestre del 2019, pari a 305 milioni di posti a tempo pieno. La quasi totalità dei lavoratori (94%) vive in paese con qualche tipo di misura restrittiva sui luoghi di lavoro per il contenimento dei contagi.    I giovani sono i più esposti a questa crisi per il tipo di attività che svolgono: il 77% è nell'economia informale (la media per gli over 25 è di circa il 60%) e in oltre 4 casi su dieci opera nei settori più colpiti, dove sono occupati 178 milioni di ragazzi. Inoltre, già prima della crisi, c'erano 267 milioni di giovani che non studiavano né lavoravano (i cosiddetti Neet, not in employment, education or training), inclusi quasi 68 milioni di disoccupati.    L'emergenza sanitaria ha reso la vita più difficile anche molti studenti. Metà di loro si aspetta di completare i propri studi in ritardo, mentre il 10% dubita di poterli completare del tutto. Che lavorino o no, dall'inizio della pandemia la maggioranza dei giovani intervistati dall'Ilo racconta di essere diventato vulnerabile ad attacchi di ansia e depressione.    Dall'Ilo arriva quindi un appello a una risposta politica "urgente e su larga scala per evitare danni a lungo termine ai giovani in termini di formazione e prospettive nel mercato del lavoro". In particolare, c'è la raccomandazione a iniziative mirate sui ragazzi da inserire all'interno di una cornice di politiche del lavoro "inclusive e lungimiranti" e collegata ai piani di rilancio. Il supporto andrebbe incanalato, secondo l'organizzazione, "in quei settori in grado di creare lavoro decente e produttivo", e affiancato a test diffusi e al tracciamento dei contagi, che possono portare a dimezzare le ore di lavoro perse. "Stimiamo che in media d'anno l'impatto del lockdown sia di quasi 2 punti di valore aggiunto e di 2,2 punti di occupazione, per poco meno di 400 mila occupati". Lo ha detto il Direttore per la produzione statistica, Roberto Monducci, in audizione in Commissione Lavoro al Senato. Nel dettaglio, spiega, "la limitazione delle attività produttive fino a tutto aprile determinerebbe su base annua una riduzione dei consumi del 4,1%, del valore aggiunto dell'1,9%, con un'impatto sull'occupazione in base d'anno di circa 385 mila occupati. L'Istituto di Statistica rileva anche che le donne occupate sono presenti in molti settori classificati a medio e ad alto rischio rispetto alla possibile esposizione al virus: sulla base della classificazione fornita dall'Inail sui diversi gradi di rischiosità dei settori in cui si opera, si stima che gli occupati uomini lavorino in settori a basso rischio nel 62,9% dei casi, contro il 37% delle donne. Viceversa è più alta la quota di lavoratrici che opera in settori a rischio alto o medio-alto (28% contro 12%).  E ancora: "Le politiche di innalzamento dell'età pensionabile insieme all'applicazione di normative volte al contenimento delle assunzioni, hanno portato a un innalzamento dell'età media dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale, pari a 50,7 anni". 

mercoledì 27 maggio 2020

Stop lockdown in Israele

[La povertà ha bisogno di molto, l’avarizia di tutto. Proverbio russo] Da oggi in pratica è finito il lockdown in Israele. Ultimi nell'ordine, da questa mattina sono stati autorizzati a riaprire - dopo due mesi di fermo - ristoranti, pub, hotel, piscine e altre attività anche se con le consuete misure di sicurezza e di contenimento. La notte scorsa il governo, dopo la conferma del basso numero di infezioni, ha infatti dato il via finale alla ripresa di queste attività che specie a Tel Aviv sono il cuore pulsante delle città. La loro riapertura segue di pochi giorni il riavvio delle scuole, delle palestre, delle spiagge, dei centri commerciali ed altre attività. Nonostante il semaforo verde da parte delle autorità, i media hanno sottolineato che molti dei bar e dei ristoranti restino invece chiusi a causa delle difficoltà economiche e delle restrizioni sul distanziamento che, come altrove, possono incidere sul recupero delle perdite subite durante lo stop. Va ricordato che la pandemia ha fatto schizzare in Israele il tasso di disoccupazione passato dal 4 al 25% con oltre 1 milione di disoccupati: numero che secondo gli ultimi dati sembra tuttavia in diminuzione. L'Associazione di categoria dei bar e dei ristoranti - calcolati in tutto il paese in circa 14mila - ha fatto sapere che molti dei propri associati attraversano forti difficoltà anche nell'ottenere dal governo prestiti e assistenza. La tv pubblica ha calcolato che a restare chiusi saranno circa 4.500 esercizi sul totale, lasciando 70mila impiegati senza lavoro. La stessa fonte ha sottolineato che il lockdown dei ristoranti ha comportato ogni mese perdite per mezzo miliardo di shekel (circa 130 milioni di euro). Nonostante gli incentivi per il settore prevedano la possibilità di estendere la superficie esterna dei locali, le linee guida del ministero della sanità con il distanziamento di un metro e mezzo tra i tavoli di fatto - hanno fatto notare rappresentanti del comparto - riducono del 50% la capacità di accoglienza incidendo sui ricavi.

Sindacato responsabile

[Adoro i panini. Diciamolo chiaro, la vita è più bella tra due pezzi di pane. Jeff Mauro]  In una giornata dove molti lavoratori non si vedono ancora accreditati gli stipendi mensili aziendali e/o le quote degli ammortizzatori sociali per un notevole ritardo da parte dell’INPS l'Organizzazione Sindacale L.e.ge.a. Cisal Puglia, registra un dato estremamente positivo: ieri è stato  sottoscritto un accordo di F.I.S. (Fondo Integrazione Salariale) con assegno Ordinario, con le società Ariete Soc. Coop. e Meit Multiservices S.r.l. presso gli scali aeroportuali pugliesi, gestiti da Aeroporti di Puglia S.p.a., anticipando praticamente, tutti gli importi riguardanti l’ammortizzatore sociale avviato. In data 22 Maggio 2020, le società Ariete Soc. Coop. e Meit Multiservices S.r.l., avviano nell’appalto appena aggiudicatosi in data 01 Maggio scorso negli scali pugliesi di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie, per il settore delle pulizie e dei servizi vari, la procedura per la FIS con assegno ordinario, cosa che inevitabilmente vedrebbe ai lavoratori aumentare l’attesa per il credito derivante dall’INPS, considerato il pagamento diretto nei loro confronti, rivelando le buste paga più leggere di quasi l’80%. Non essendo tollerabile ad oggi ancora un’aumento del numero di lavoratori con forte disagio economico, in data 25 Maggio 2020, la Legea ha voluto vederci chiaro. Difatti, in data 26 Maggio 2020, in virtù di una buona conduzione aziendale nelle relazioni sindacali, delle società Ariete e Meit, su richiesta sindacale, le aziende hanno accettato, sottoscritto e convenuto nell’anticipo salariale dell’ammortizzatore sociale per i lavoratori dei quattro scali. 

Turkish Airlines riparte

[Allah ama coloro che combattono per la Sua causa. Sura 6:13] La compagnia aerea Turkish Airlines riparte con il programma dei voli dal 4 giugno, quando è prevista la riattivazione dei collegamenti nazionali all’interno della Turchia.  Dal 10 giugno riprenderanno i voli intercontinentali e giovedì 11 è previsto il primo atterraggio all’aeroporto di Milano Malpensa, dove lo scorso 20 maggio è arrivato il primo volo al terminal 2, operato da Qatar Airways proveniente da Doha. Turkish Airlines effettuerà un volo giornaliero con Malpensa.  La compagnia aerea low cost turca Pegasus Airlines riprenderà i collegamenti internazionali fino al 14 giugno. La Turchia è determinata a proseguire secondo i piani le sue controverse trivellazioni in cerca di idrocarburi nel Mediterraneo orientale nonostante l'emergenza Covid-19. Lo ha dichiarato il ministro dell'Energia di Ankara, Fatih Donmez, precisando che la nave da perforazione Fatih avvierà da luglio le sue prime attività anche nel mar Nero. In un'intervista all'agenzia statale Anadolu, il ministro ha spiegato che la compagnia petrolifera di stato Turkish Petroleum ha inoltre presentato una richiesta per condurre attività di esplorazione nel Mediterraneo orientale alla luce del memorandum d'intesa siglato lo scorso 27 novembre a Istanbul tra la Turchia e il Governo di accordo nazionale libico (Gna) di Fayez al-Sarraj per la delimitazione dei confini marittimi, che però è ritenuto illegittimo dalla comunità internazionale.   Lunedì scorso, Francia, Grecia, Cipro, Egitto ed Emirati Arabi Uniti sono tornate a denunciare in una nota congiunta la attività di Ankara come "illegali". Si celebra oggi con una cerimonia nel 60/mo anniversario del primo golpe in Turchia la riapertura di Yassiada, una delle isole dei Principi al largo di Istanbul, dove vennero imprigionati e processati l'allora premier Adnan Menderes e due suoi ministri, prima di essere giustiziati nell'isola di Imrali, sempre nel mar di Marmara. A inaugurare la riapertura dell'isola, ribattezzata della Democrazia e delle Libertà, sarà il presidente Recep Tayyip Erdogan, che l'ha voluta come simbolo della lotta all'interventismo armato dell'esercito contro le istituzioni civili in Turchia. L'inaugurazione assume ulteriore rilievo visti i riferimenti al fallito tentativo di putsch del 2016 per rovesciare lo stesso Erdogan. "Yassiada, che ha ospitato uno dei più oscuri periodi della storia della democrazia, è rinata" e "racconta alle nuove generazioni le conseguenze dei colpi di stato", annuncia in uno spot l'ufficio per la comunicazione della Presidenza di Ankara.

martedì 26 maggio 2020

… NIENTE IN ORDINE

[… tagliate loro le mani e la punta delle loro dita.  Sura 8:12] Dopo l'infezione da Covid-19 i polmoni sono a rischio per almeno 6 mesi ed il 30% dei guariti avrà problemi respiratori cronici. E' il nuovo preoccupante scenario che arriva dal meeting della Società Italiana di Pneumologia. Gli esiti fibrotici, cioè la cicatrice lasciata sul polmone da Covid-19, possono comportare un danno respiratorio irreversibile e costituiranno una nuova patologia di domani e "una nuova emergenza sanitaria", avverte lo pneumologo Luca Richeldi, membro del Cts. Bisognerà quindi attrezzarsi e rinforzare le Pneumologie.  I decessi legati al coronavirus nel mondo hanno superato quota 350mila (350.423), secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins. I casi totali sono quasi 5,6 milioni (5.588.400).    Tra i paesi più colpiti dalla pandemia gli Stati Uniti contano 98.902 morti, il Regno Unito 37.130 e l'Italia 32.955.    Il numero di contagi negli Usa è di oltre 1,68 milioni, in Brasile di circa 392mila e in Russia di oltre 362mila. Sono 230.555 i contagiati totali per il coronavirus in Italia, 397 più di ieri. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 159 in più. Ieri l'incremento nazionale era stato di 300. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Quattro regioni - Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata - e la provincia autonoma di Bolzano registrano zero nuovi contagiati. Sono 78 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, l'incremento più basso dal 2 marzo scorso. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 22, in calo rispetto ai 34 di ieri. I morti a livello nazionale salgono così a 32.955. Ieri l'aumento in tutta Italia era stato di 92 vittime.     Sono 521 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 20 meno di ieri. Di questi, 183 sono in Lombardia, 13 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 7.917, con un calo di 268 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 44.504, con un calo di 2.070 rispetto a ieri.

Le notti dello Shavuot

[Non c’è vergogna nel non sapere; la vergogna sta nel non scoprirlo. Proverbio russo] Dalla sera del giorno del 28 maggio fino alla sera del giorno 30 maggio termine dello Shabbat celebreremo Shavuot (Festa della Mietitura, Festa delle Settimane o Festa delle Primizie) Ricorda la promulgazione dei Dieci Comandamenti e la presentazione delle primizie al Santuario. Si usa trascorrere la prima notte di Shavuot studiando per tutta la sera. Esistono dei libri appositi in cui sono indicati i brani della Bibbia, del Talmud e dello Zohar da leggere. Come per gli altri giorni di festa solenne, di Shavuot è permesso accendere da un fuoco già acceso, è permesso cucinare e trasportare oggetti da un luogo pubblico a uno privato. In alcune Comunità si usa fare pasti a base di cibi di soli latticini forse perché, non avendo ricevuto ancora la Torah, gli ebrei non sapevano come macellare in modo kasher gli animali. Altri pasti sono comunque a base di carne, come è consuetudine nei giorni festivi. Si è soliti adornare il Tempio con fiori e piante, in ricordo del profumo che gli ebrei sentirono quando furono promulgati i Comandamenti. Non si dice Tachannun (preghiera di penitenza) nei cinque giorni successivi a Shavuot. Questa festa  poco conosciuta ai cristiani se non a chi ha qualche amicizia ebraica. Viene commemorato l'evento più importante nella storia d’Israele, vale a dire il dono della Torah (Legge) sul Monte Sinai, ma si festeggia pure la raccolta del grano e della frutta inoltre è una delle tre feste in cui si compie il pellegrinaggio al Muro del Pianto. La morale del popolo ebraico si basa sui valori trasmessi dalla Legge, il dono da parte di Dio della Torah fu un evento unico e straordinario. La festa ricorre 50 giorni dopo la Pasqua, ecco che viene denominata “Pentecoste”. Per questa festa non si usano "simboli" cioè non troviamo lo Shofar, (corno di montone) o l’Hannukah (candelabro) presenti in altre feste ebraiche e che catturano la nostra curiosità quindi stimolano a conoscere le tradizioni d’Israele. A Shavuot, mancano certi elementi proprio per evitare distrazioni, l’attenzione è rivolta esclusivamente alla Torah. Infatti per tutta la notte fino all’alba, si fa lettura della Legge visto che essa è per gli Ebrei ancora oggi il modo di auto-perfezionarsi, allora lo studio durante tale occasione è definito "un atto di auto-perfezionamento nella notte di Shavuot." Al mattino prosegue la lettura del libro di Ruth l'antenata del re Davide, nato e morto nel giorno di questa ricorrenza. Per la festa di Shavuot in ogni sinagoga è messo un decoro floreale, che rievoca i fiori sbocciati sul monte Sinai dopo il dono della Torah. C’è un certo parallelismo tra la Pentecoste ebraica e quella cristiana spesso le radici ebraiche del cristianesimo sono dimenticate, i Cristiani a Pentecoste celebrano il dono dello Spirito Santo. In Calabria si inizia a registrare una maggiore attenzione verso gli Ebrei della regione, con i quali si condivide già in determinate zone come la Riviera dei Cedri, o Ferramonti di Tarsia, un’amicizia importante e storica confermata dai vari eventi organizzati annualmente tra le comunità. Occorre un recupero delle tradizioni e far tesoro di un ricco patrimonio culturale come quello che ha Israele. Una comunione tra le grandi confessioni religiose è fondamentale deve esserci rispetto per costruire una società migliore oggi devastata dalla perdita dei valori. L’apertura mentale può avvenire con una crescita culturale, con la conoscenza, con l’eliminazione dello stigma verso qualcuno o qualcosa. Quale miglior modo per aggregare i popoli se non condividendo le feste principali delle religioni? Dove c’è gioia, c’è anche pace, una pace che dobbiamo ritrovare al più presto, mettendo in risalto tutto quello che ci unisce: l’amore per Dio e l’amore per il prossimo. Non ci resta che fare i nostri sinceri auguri a tutta Israele per una felice Pentecoste. Shavu'òt o Shovuos, in uso ashkenazita; Shavuʿoth in ebraico sefardita  e mizrahì (שבועות, lett. "Settimane"), noto come Festa delle Settimane in italiano  Pentecoste  e come (Πεντηκοστή) in greco
antico, è una festività ebraica che cade al sesto giorno del mese ebraico di Sivan (tra il 14/5 e il 15/6). È una delle 3 feste bibliche di pellegrinaggio  (Shalosh Regalim). Gli ebrei di lingua greca  diedero il nome di pentecoste   (πεντηκόστη) poiché cade 50 giorni dopo Pesach. Escludendo il giorno stesso di Pesach, la festa cade 49 giorni più tardi. Questa festa pone termine al Conteggio dell'Omer.  Shavu'òt ha numerosi aspetti che ne hanno determinato i vari nomi con cui viene identificato. Nel  Tanakh  è chiamata "Festa della mietitura" (חג הקציר, ag ha-Qatsir; esodo 23,16)  e "Festa delle settimane" (חג שבעות, ag Šavu‘òt; Es 34,22; Deuteromio 16,10)  ed ancora "Festa delle primizie" (יום הבכורים, Yom ha-Bikkurim; numeri 28,26). Shavuot è una delle feste   meno celebrate tra gli ebrei secolari   della diaspora, mentre è più sentita tra gli ebrei d'Israele.  Secondo  la legge ebraica (Halakhah), Shavuot è celebrato in Israele   per un giorno e nella diaspora (fuori di Israele) per due giorni. L'ebraismo riformato  celebra solo un giorno, anche nella diaspora.

Cenacolo a giugno?

[Con le bugie si può andare avanti in tutto il mondo – ma non si può mai tornare indietro.Proverbio russo] Dal 2 giugno il Cenacolo vinciano potrebbe ripartire, ma il condizionale è d'obbligo secondo Emanuela Daffra, direttrice del polo museale della Lombardia che include fra l'altro la Certosa di Pavia, il Castello scaligero e le grotte di Catullo a Sirmione, la cappella espiatoria di Monza e il parco nazionale delle incisioni rupestri in Val Camonica.   Non è dunque ancora il momento di acquistare i biglietti online, anche se al momento sul sito specializzato che li mette in vendita sono disponibili dal 2 giugno. "Ma è un errore", ha spiegato Daffra.    "Immaginiamo di poter aprire a giugno - ha detto.    Noi lavoriamo per quello, ma non c'è stato dato per ora nessun annuncio ufficiale". Insomma si aspettano direttive precise prima di riaprire con tutte le cautele. La situazione è più complessa in alcune strutture rispetto ad altre. Senz'altro hanno meno difficoltà quelle all'aria aperta dove non ci sono problemi di condizionatori e ricircolo dell'aria. 

Se sale la protesta in apt

[Chiunque neghi al gatto il latte scremato dovrà dare la panna al topo. Proverbio russo] La redazione di ‘Campania Veritas’ ha intervistato il Dirigente sindacale di LEGEA CISAL, Edoardo Marra, il quale ha delineato in modo dettagliato il quadro della situazione. Ecco le parole del dirigente: ” Oggi siamo qui dinanzi al Maschio Angioino dove c’è l’aula consiliare. Siamo presenti con un nutrito gruppo di lavoratori aeroportuali stagionali i quali richiedono un riconoscimento di un sistema di disoccupazione e di ammortizzatori sociali che possa coprire ciò che era la loro entrata unica garantita dall’attività del periodo estivo presso l’aeroporto di
Capodichino. Ci siamo anche noi tutti lavoratori Aeroportuali a tempo indeterminato – prosegue il Dirigente – perché siamo in attesa dell’assegno della cassa integrazione guadagni in deroga (non quella straordinaria) che prevede il pagamento diretto dell’ INPS al lavoratore del 60% della retribuzione annuale (e non dell’80% come garantito ai dipendenti Gesac) a cui manca anche il riconoscimento del fondo trasporto aereo che invece è stato completamente caricato per i dipendenti in cassa integrazione dell’Alitalia, la compagnia di bandiera che ha già avuto un finanziamento di stato esorbitante, considerato lo stato di pandemia, per poterla salvare dal fallimento.” Purtroppo gli scenari che si ipotizzano non sono certo rosei, soprattutto in virtù di ciò che poi aggiunge il signor Marra :” A parte i problemi relativi a questa pandemia si è poi verificata una richiesta di abbattimento costi da parte del gestore (Gesac) che ha intenzione di internalizzare alcuni servizi, quali la raccolta carrellini e l’assistenza passeggeri disabili, togliendo di fatto lavoro alle due aziende che fino ad ora se n’erano occupate, ovvero la Gardenia e la GH Napoli, aumentando di fatto il precariato. Abbiamo infine scelto di non far unire tutti i lavoratori coinvolti nel disagio a questa manifestazione – conclude il dirigente – nel rispetto delle regole del distanziamento sociale, nella speranza che Comune e Regione possano intervenire per dirimere questa matassa, che viceversa porterà noi lavoratori ad incrociare le braccia il 3 giugno, giorno in cui dovrebbe riprendere a livello nazionale l’attività aeroportuale a pieno regime”. Se la città di Masaniello inizia a protestare, Napoli la città che per prima è insorta contra i nazisti inizia a non credere più alle promesse (che non saranno mai mantenute) di questo governo, allora, forse, questo inutile governo dovrà iniziare a preoccuparsi. Se Napoli scende in piazza, Palermo con i dipendenti aeroportuali cosa faranno? A Palermo, i dipendenti dell'aeroporto ballano e cantano come i Backstreet Boys, in questo sono stati bravi l'anno scorso, ma avranno il coraggio di scendere in piazza? I dipendenti di Aviapartner Palermo quando capiranno di essere talmente effimeri con i nove ros titolari, il responsabile della sicurezza che continua con i suoi report deliranti (zero ritardi, zero incidenti …), donMariano annuncia che molto
probabilmente il primo di giugno si ritornerà a lavorare. Il problema è vedere come in considerazione del fatto che fino al 23/6 dovrebbe essere valida la cassa in deroga. Mi auguro che prima di iniziare ci sia un incontro con i sindacati, venga chiesto chi vuole rientrare e chi, invece, no, fruttando ancora la cig anche se in deroga.  Tornare a lavorare in Aviapartner significa timbrare per due ore, il resto è cig. Va avanti, perché ci sarebbero i presupposti, la lotta per ottenere il diritto negato del fondo volo degli aeroportuali in Cigd, non ci meraviglia che una lotta così concreta venga portata avanti da GC10. Il d.l. 5 ottobre 2004, n. 249, convertito in l. 3 dicembre 2004, n. 291, ha istituito il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo. Oggi i lavoratori del comparto aeroportuale pagano per garantire il fondo volo ai dipendenti della più volte fallita Alitalia, di AirItaly, dei gestori. Effettivamente girano i coglioni davanti a tanta ingiustizia. Lo scopo di tale fondo consiste tra l’altro nella realizzazione di politiche di sostegno del reddito dei lavoratori del settore, mediante erogazione di specifici trattamenti a favore dei lavoratori Aeroportuali. I dipendenti aeroportuali in busta paga hanno trattenute per autofinanziare il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale. In particolare, viene previsto che il Fondo eroghi una prestazione integrativa tale da garantire che il trattamento complessivo sia pari all’80% della retribuzione lorda di riferimento della quale vengono indicati i criteri di identificazione (con ciò dunque consentendo l’erogazione di somme superiori al massimale riconosciuto dall’Inps in caso di attribuzione di trattamenti di integrazione salariale). Secondo l’interpretazione data all’art. 5 dalla circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dell’8 aprile 2020, il trattamento in questione non spetterebbe ai lavoratori che fruiscano de i trattamenti di integrazione salariale diversi dall’intervento straordinario. In ordine al ricorso al trattamento regolato dall’art. 22 del d.l. 17 marzo 2020, un eventuale utilizzo del la cassa integrazione in deroga di cui all’articolo 22 non consentirebbe di accedere alla prestazioni del relativo Fondo di solidarietà di settore. Tale lettura non è però corretta. Dunque esisterebbero i presupposti legali per tutelare i lavoratori del settore, coinvolti in ipotesi di riduzione o di sospensione dell’attività lavorativa operi, a qualsiasi titolo, un’integrazione salariale, una prestazione integrativa, tale da garantire che il trattamento complessivo goduto sia pari all’80% della retribuzione lorda di riferimento, risultante dalla media delle voci retributive lorde fisse, delle mensilità lorde aggiuntive e delle voci retributive lorde contrattuali aventi carattere di continuità, percepite nei 12 mesi precedenti.   Di fronte alla possibilità seppure con un ricorso legale di potere recuperare i propri soldi dopo avere mensilmente e forzatamente ricevuto la trattenuta del fondo trasporto aereo in busta paga, quanti lavoratori formalizzeranno un ricorso? E quanti decideranno come sempre di subire le angherie del sistema? Ai posteri l'ardua sentenza........

TUTTO A POSTO ...

[Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano. Sura 2:193] Manca circa una  settimane al 3 giugno, giorno in cui si potrà riprendere a circolare liberamente in tutta Italia se la curva dei contagi continuerà la sua discesa, e le regioni in ordine sparso e con modalità diverse hanno già aperto i confini,  consentendo gli spostamenti tra comuni e province limitrofe. Una fuga in avanti rispetto alle scelte fatte dal governo con l'ultimo decreto tanto che il ministro della Salute Roberto Speranza - uno dei più rigoristi nell'esecutivo - ha scritto al presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: il divieto resta e i governatori, assumendosene la responsabilità, possono agire in deroga solo per spostamenti di "assoluta necessità". E quanto al 3 giugno, ha ribadito il ministro delle Autonomie Francesco Boccia, riaprirà solo chi ha i numeri in regola: "se una regione è a basso rischio, probabilmente sarà consentito lo spostamento. E se è ad alto rischio, di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni. Ma speriamo non sia così". Sono state 1.321 le persone denunciate nel fine settimane nell'ambito dei controlli sulle prescrizioni per il contenimento del Coronavirus: il picco di trasgressori si è registrato domenica (770), con un numero in aumento rispetto agli altri giorni. Tra sabato e domenica sono state controllate dalle forze dell'ordine complessivamente 238.488 cittadini: la quota dei sanzionati si è attestata sullo 0,55%. Dunque si mantiene ancora bassa la percentuale di indisciplinati.

Miracoli al Ben Gurion

[L’amicizia è come il vetro – una volta rotto, non si ripara più. Proverbio russo] Il S. Sepolcro a Gerusalemme riaprirà le porte ai fedeli la mattina domenica prossima. Lo si apprende da fonte religiosa. La riapertura avverrà secondo le regole sanitarie imposte dalla lotta al coronavirus e saranno dettagliate in seguito. Il luogo santo alla cristianità era stato chiuso ai fedeli lo scorso marzo nella fase maggiore dell'infezione. Per la prima volta è atterrato all’aeroporto Ben Gurion in Israele un volo commerciale della compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Eithad Airways (ma senza insegne) in arrivo direttamente da Abu Dhabi. Si tratta di un cargo contenente 16 tonnellate di aiuti umanitari anti-pandemia destinati ai palestinesi di Cisgiordania e Gaza. Le donazioni sono state organizzate dal World Food Programme in collaborazione con Israele. Il volo è stato coordinato con il Ministero degli esteri israeliano, sebbene gli Emirati Arabi Uniti non abbiano mai allacciato rapporti ufficiali con lo stato d’Israele.

Dal Mit E-Vent

[La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella. Anthelme Brillat-Savarin] Mentre le strutture sanitarie mondiali fanno i conti con la carenza di ventilatori polmonari per affrontare l'emergenza da Coronavirus, il Massachusetts Institute of Technology di Boston (Mit) sta lavorando ad un progetto per un ventilatore di emergenza, che costa poche centinaia di dollari e può essere costruito usando materiali facilmente reperibili. Al progetto 'open source', cioè aperto a tutti, ci sta lavorando un team che si chiama E-Vent sulla base di ricerche già messe in campo dall'istituto da un decennio: si tratta di un ventilatore manuale con un sistema meccanico in grado di aiutare ad automatizzare il processo di pompaggio per la ventilazione artificiale, il costo si aggira intorno  ai 400-500 dollari. Il progetto era inizialmente pensato per aree rurali o paesi in via di sviluppo. Con l'emergenza sanitaria mondiale, il Mit ha ripreso in mano il progetto per la realizzazione di questo ventilatore che andrebbe utilizzato in situazioni di emergenza, fino a quando non si rende disponibile un macchinario in una struttura sanitaria. "Stiamo pubblicando una guida alla progettazione - spiega un componente del gruppo di lavoro - accogliamo con favore qualsiasi input che altri team possano avere". "I dispositivi - aggiunge - devono essere fabbricati secondo i requisiti della Fda (l'agenzia del farmaco Usa, ndr) a cui chiederemo l'approvazione e utilizzati solo sotto la supervisione di un medico".

lunedì 25 maggio 2020

Come cambierà il settore aeroportuale?

[Non esiste nulla che non possa essere risolto con un sorriso e un buon pranzo. Anonimo]Air Serbia, dopo due mesi di stop per l’emergenza coronavirus, ha ripreso i collegamenti internazionali passeggeri con un volo stamane da Belgrado su Zurigo. Per l’occasione all’aeroporto Nikola Tesla si è recata la ministra dei trasporti e infrastrutture Zorana Mihajlovic, che ha annunciato la ripresa nei prossimi giorni di altri collegamenti aerei con Francoforte, Londra, Vienna, Parigi, Amsterdam. La ministra ha confermato che da domani per l’ingresso in Serbia non sarà più necessario presentare il test di negatività al Covid-19, nè vi sarà più l’obbligo della quarantena. Tutto riguarderà la personale responsabilità di ognuno nel rispettare le misure di prevenzione e sicurezza contro il contagio. Si è svolta la 2^ edizione del ciclo di webinar ‘Turismo – viaggio tra gli operatori del settore per capirne il cambiamento in atto’ organizzato da Global Blue con la partecipazione di Stefano Gardini, presidente di Associazione italiana travel retail-ATRI, e Raffaele Pasquini, Head of Marketing&Business Development- AdR – sul futuro del settore aeroportuale. Secondo Stefano Gardini, presidente di Associazione italiana travel retail-ATRI, “si andrà verso uno scenario nel quale alcuni vettori potranno uscire dal mercato, con il segmento delle low cost che potrebbe essere ridimensionato, sicuramente più concentrato. Gli interventi di Stato, d’altra parte, consentiranno la sopravvivenza di alcuni a scapito di altri, soprattutto di coloro che hanno capitali interamente privati. La conseguenza immediata sarà rappresentata da tariffe medie più alte, con una conseguente contrazione dei segmenti più elastici. Il modello delle low cost potrebbe soffrire del calo dei viaggiatori della fascia ‘leisure’ e l’equilibrio tra domanda e offerta potrebbe spostarsi su una prevalenza di voli tradizionali, mercati e segmenti business. D’altra parte, però – ha sottolineato Gardini – l’innovazione tecnologica, con la crescita di telelavoro, e teleconferenze, potrebbe impattare parzialmente riducendo le esigenze dei viaggi business, congressuali e fieristici”. “Va fatta grande attenzione ogni qualvolta si dice che il mercato turistico ed aeroportuale potrà vivere solo del turismo domestico – ha aggiunto Raffaele Pasquini di AdR – Gli aeroporti sono aziende inserite in un contesto di mercato, ed è noto a tutti quanto siano fondamentali, per quantità e qualità, i flussi internazionali ingresso sull’Italia. A Fiumicino, in questi mesi di profonda crisi, abbiamo gestito flussi giornalieri pari al -95% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. La previsione della riapertura interregionale, e delle frontiere italiane verso l’Europa, previsto per il 3 giugno è sicuramente un bel passo avanti; ci auguriamo dunque sia l’avvio di una graduale ripresa, e gli annunci di questi giorni da parte di diversi vettori europei circa una possibile ripartenza ci portano a guardare con maggior ottimismo ai prossimi mesi. Il panorama rimane altamente incerto, ma AdR è pronta ad accogliere nei propri scali flussi crescenti di passeggeri, avendo già posto in essere un ampio set di misure a favore di una nuova healthy experience aeroportuale”. Nel corso del webinar si è toccato anche il tema dell’approccio che i passeggeri potranno avere sia verso lo stare in aeroporto sia verso la scelta della compagnia aerea: sicuramente, hanno concordato Gardini e Pasquini, si apre una nuova fase, con il tema della salute che può diventare una leva centrale anche nelle politiche di marketing. Turkish Airlines ha esteso fino al 4 giugno la sospensione dei suoi voli interni alla Turchia e fino al 10 giugno quella dei collegamenti internazionali. In precedenza, lo stop di tutte le tratte era previsto fino al 28 maggio. La low cost Pegasus, seconda compagnia turca, ha fermato i voli interni fino al 3 giugno e quelli internazionali fino al 14 giugno. Il governo di Recep Tayyip Erdogan ha riferito l’intenzione di far ripartire il turismo interno dalla fine di questo mese e quello internazionale da metà giugno. Il ministro della Salute di Ankara, Fahrettin Koca, ha annunciato che è in preparazione un piano per effettuare test di massa sul Covid-19 ai viaggiatori in arrivo dall’estero ai valichi di frontiera terrestri e aeroportuali.