giovedì 30 aprile 2020

Fase 2 in Apt

[Sometimes by losing a battle you find a new way to win the war. A volte perdendo una battaglia trovi un nuovo modo per vincere la guerra. Donald Trump] “Con la fase 2 dalla fine di maggio e primi di giugno il traffico aereo potrebbe riprendere, all’inizio il traffico nazionale e poi a seguire quello internazionale”. Lo ha detto Giovanni Scalia, ad di Gesap, nel corso del meeting online dal titolo “Ancora in quarantena i collegamenti per la Sicilia?“, e che rientra nell’ambito del calendario di eventi della SKALacademy organizzato da Skal International Palermo in collaborazione con travelnostop.com. Sembra il convegno dell'ovvio, dell'andrà tutto bene, del certamente, del si capisce, del macimancherebbe altro, del certo che si,  del mal pur di meno che a questo … ma ci stiamo prendendo in giro perché sappiamo benissimo che dovremo affrontare un vero e proprio dopoguerra.  “Le compagnie sono pronte – ha aggiunto Scalia – e in tempi abbastanza brevi saranno in grado di riprendere i collegamenti, e se ci sarà la certezza normativa anche verso l’estero. Sul piano sanitario come aeroporto stiamo studiando un piano poderoso sulle nuove procedure. Attualmente transitano 200 passeggeri al giorno invece dei 25 mila a cui eravamo abituati quindi ovviamente è più facile mantenere le distanze. Quando i numeri cresceranno sarà più complesso, intanto stiamo lavorando a percorsi diversificati, distanziamento, divisori per rendere terminal adeguato all’aumento dei flussi. Per quanto riguarda le previsioni, per quest’anno si potrebbe ipotizzare un calo a 3 milioni di passeggeri dai 7 milioni del 2019. Di questi 3 milioni la maggior parte sarà costituita da traffico nazionale. Di certo è che i rapporti consolidati in questi anni con le compagnie aeree ci fanno ben sperare ma stiamo a vedere il quadro normativo e sanitario. E mentre United ha cancellato il volo Palermo-New York che dovevamo inaugurare a maggio e che verrà riprogrammato nel 2021 stiamo lavorando con Volotea per aprire una nuova rotta domestica su Palermo”.
Francesco d'Amico casalingo
A tenere i piedi ben piantati,talmente  realista che non ha paura di dire le cose come stanno, una voce controcorrente, ma fin troppo realista ci pensa il dottor Francesco d'Amico (con la d minuscola) che ha sostenuto che   “le prospettive non sono rosee – ha aggiunto Francesco D’Amico, direttore Area Marketing e Commerciale di Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania – la stima è una perdita di traffico del 60%, la ripresa avverrà prima sul traffico nazionale e poi su quello internazionale visto che non ci sono certezze su quando i confini saranno aperti, non solo in Italia ma anche in Europa e nell’aree extra-Schengen. Stiamo vivendo una crisi come ne ce ne sono mai state negli ultimi 50 anni, l’effetto sarà 10/15 volte peggiore del post 11 settembre. Ci aspettiamo, e speriamo, che dall’Icao arrivino regole standard per tutti aeroporti. Per quanto un marchio covid-free sia difficile da attribuire i test sierologici per i dipendenti potrebbero essere la chiave di volta per aprire alla mobilità”. “Anche gli aeroporti milanesi sono pronti a ripartire – ha aggiunto Vittorino Capobianco Aviaton business development e head of destination management di Sea – la ripresa del traffico sarà graduale, prima sul versante nazionale e poi internazionale. Per quest’anno il traffico intercontinentale un po’ ce lo scordiamo, possiamo aspettarci che tornerà a inizio del 2021. C’è però una bella notizia: l’attesa tappa-evento di WorldRoutes 2020, che era in programma a Milano il prossimo settembre, è stato spostato dal 14 al 16 novembre. Si tratta dell’evento mondiale più grande dell’aviaton industry. Per  la Lombardia si tratta di un evento importante oltre che simbolico perché sarà il primo a svolgersi a Milano nella fase post crisi da coroavirus”. Tanto per creare confusione non poteva mancare l'intervento dell'enac. Gli aerei semivuoti? “È un modello economicamente insostenibile mentre noi dobbiamo riempire gli aerei, vincendo la paura di volare e garantendo a tutti che il virus non salirà a bordo”. Lo ha detto in una intervista al Sole 24 Ore Nicola Zaccheo, presidente dell’Enac aggiungendo: “l’Italia del trasporto aereo cresceva il doppio della media Ue nel 2019, mentre Eurocontrol registra oggi un -93% rispetto a un anno fa. Gli analisti prevedono il ritorno ai livelli 2019 in 18-24 mesi, ma dobbiamo ridurre questo tempo. Stiamo lavorando con tutti gli operatori e con la ministra Paola De Micheli alle misure che dovrebbero andare nel prossimo decreto del governo”. La proposta di Zaccheo prevede: piano da 10 miliardi di investimenti, ricapitalizzazioni pubbliche diffuse, via il limite Ue del 49% del capitale extra Ue. La prima emergenza, per Zaccheo, è “il sostegno al settore per superare i problemi di liquidità: dobbiamo garantire l’accesso alle linee di credito garantite dal governo a tutti gli operatori, evitando guerre che scarichino tutti i problemi sui soggetti più deboli della filiera. Inoltre lavoriamo alla sospensione di vari oneri. La prima decisione dell’Enac è stata la sospensione dei canoni che i gestori aeroportuali avrebbero dovuto pagare nel luglio 2020. Li pagheranno nel 2021 dopo che saranno stati normalizzati con i dati di traffico. Stiamo lavorando per sospendere alcune tasse, come la maggiorazione dell’Ires. Inoltre – prosegue – l’Enac ha già deciso di sospendere la fatturazione dei servizi che fornisce agli operatori e di ridurre le sanzioni”. Alla domanda su quanto vale il pacchetto liquidità, risponde: “Circa un miliardo di euro”. Zaccheo spiega anche come saranno regolati i rimborsi per i voli cancellati: “Abbiamo proposto una deroga temporanea agli obblighi di compensazione in caso di cancellazione per l’emergenza Covid e un rimborso al passeggero tramite voucher valido 12-18 mesi. È una proposta in ambito europeo ma noi pensiamo di anticiparla in Italia”.

Cig in deroga senza fondo volo?

[An unjust peace is better than a just war. Una pace ingiusta è migliore di una guerra giusta. Marco Tullio Cicerone] Nel prossimo decreto di aprile "confermeremo molte misure" già previste nel decreto Cura Italia e stanzieremo "13 miliardi sugli ammortizzatori sociali, per ulteriori 9 settimane di copertura". Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, sul sito del Corriere della Sera, intervistata dal direttore Luciano Fontana. La cig sarà "utilizzabile fino a fine dicembre 2020", ha spiegato Catalfo, parlando di "misure importanti". Saranno, a breve, trasferiti all'Inps i primi decreti per la cassa integrazione in deroga, 1.400 entro venerdì prossimo. Dalla prossima settimana si procederà con un ritmo di 2.500 decreti al giorno. Proprio oggi sono stati ultimati i collegamenti tra la piattaforma della Regione siciliana e quella dell'Istituto di previdenza. Per i pagamenti, la Regione ha avuto dall'Inps rassicurazioni: dieci giorni, al massimo due settimane anziché 30 giorni. In Sicilia al momento la platea di percettori della Cig in deroga è di 140-145 mila unità, per un totale di 37 mila aziende. La stima è dei percettori è di oltre 200 mila unità.     "Abbiamo fatto un lavoro enorme", dice  l'assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone. Ritardi? "Polemiche pretestuose, il pentagramma della politica ha le sue note, in questo caso la mistificazione e la strumentalizzazione", aggiunge l'assessore. "Abbiamo fatto un ottimo lavoro - afferma - abbiamo trovato subito 108 milioni e grazie all'interlocuzione col ministero siamo arrivati a 300 milioni. Si sta lavorando con una procedura semplificata rispetto al sistema Paese, c'è stato un confronto faticoso con oltre 50 sigle tra sindacati e associazioni. Abbiamo chiesto uno sforzo al personale, per tre giorni gli impiegati hanno risposto a oltre 800 mail. Siamo partiti, unica Regione in Italia, senza problemi, nemmeno di natura informatica". Nei centri per l'impiego 140 persone si occuperanno di istruire le pratiche e trasferirle all'Inps.    "Ricordo che abbiamo firmato un accordo con l'Abi che consente di ottenere l'anticipazione dal sistema bancario avendo il decreto di pagamento", conclude l'assessore Scavone.  “Il Coronavirus ha messo in ginocchio anche il traffico aereo, in particolar modo in Italia, con danni incalcolabili sulle società e preoccupanti riflessi sui lavoratori di tutti gli scali della Penisola: specie nel settore dell’Handling, i servizi a terra per passeggeri e compagnie aeree, servono interventi immediati per oltre 10 mila addetti. Il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro e il segretario nazionale della Legea Cisal Gianluca Colombino, intervenendo sulle difficoltà delle società Handlers che in gran parte avevano già in atto degli ammortizzatori sociali. Si tratta delle società che si occupano dei servizi di assistenza a terra, carico e scarico bagagli, check-in, imbarco passeggeri e biglietteria. “E’ necessario che il Governo si attivi subito per estendere l’integrazione del Fondo del Trasporto Aereo a tutte le forme di Cassa integrazione dovute al Covid-19 – continuano Cavallaro e Colombino – evitando così di far perdere a oltre 10 mila lavoratori una quota consistente della retribuzione, per una cifra che in alcuni casi può andare da 400 a 800 euro al mese. Una situazione inaccettabile e a cui bisogna porre immediatamente rimedio, visto che si tratta di un settore nevralgico ed essenziale per il Paese. L’attuale statuto del Fondo del Trasporto Aereo, infatti, non consente di agire in modo chiaro, generando incertezze: siamo di fronte a un pericoloso vuoto normativo che va subito colmato con un Decreto e la modifica dello statuto, estendendo l’integrazione del Fondo del Trasporto Aereo a tutti gli ammortizzatori sociali attivati per il Coronavirus e quindi anche alle aziende non incluse nei Fondi Fis e bilaterali”.  Tali aziende del settore del Trasporto Aereo (che a differenza di altre aziende si sono trovate nell’obbligo di attivare l’ammortizzatore sociale CIG in deroga art. 22 – quello che passa attraverso le Regioni per capirci ) avendo già in corso una precedente cassa Integrazione che hanno sospeso per l’emergenza in atto, non potevano utilizzare altra tipologia di ammortizzatore sociale ( senza pagare somme addizionali) se non quello previsto dall’art.22 dello stesso decreto.  L’INPS non avrebbe ritenuto la cassa integrazione in deroga art.22 prevista dal DL Cura Italia compatibile con l’aggancio al Fondo Speciale del Trasporto Aereo, negando la possibilità di accedere al Fondo del trasporto aereo a tutti i lavoratori interessati dalla stessa CIGD e togliendo pertanto la possibilità di garantire agli stessi lavoratori, al pari di quelli delle altre aziende aeroportuali che hanno potuto accedere alla CIGS , un salario pari al 80% dello stipendio. La circolare numero 8 dello scorso 8 aprile del Ministero del Lavoro che all’ultimo capoverso conferma la impossibilità di accedere al fondo del Trasporto Aereo per le aziende che hanno attivato la CIG in deroga art. 22 del decreto Cura Italia . In netto contrasto sia con quanto palesemente richiamato nelle attività istitutive del Fondo del Trasporto Aereo (che da statuto dovrebbe assicurare la protezione del reddito ai quei lavoratori che in costanza di rapporto di lavoro subiscono processi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa e per le quali opera a qualsiasi titolo un integrazione salariale) sia con la stessa volontà espressa dal legislatore nello stesso Decreto Legge Cura Italia , all’interno del quale lo stesso Fondo del Trasporto aereo è stato rifinanziato in maniera consistente. I lavoratori del Trasporto Aereo hanno in busta paga mensilmente una trattenuta che serve a finanziare lo stesso Fondo ed appare quantomeno paradossale che chi ha avuto delle trattenute sul proprio salario mensile oggi venga penalizzato in maniera così pesante da una sorta di lacuna legislativa. 

mercoledì 29 aprile 2020

Hong Kong continua a sognare

[Te do na pizza che quando smetti di girare i vestiti che porti so passati de moda. Dialetto romano] Aveva già sfidato Pechino vendendo materiale critico nei confronti della leadership cinese ed era stato anche in prigione. Adesso, il libraio di Hong Kong Lam Wing-kee torna a vendere i suoi libri, ma questa volta sceglie di farlo a Taiwan dove da oggi ha riaperto la sua libreria, la Causeway Bay Books, a Taipei, dove -dice- "abbiamo ancora il diritto di leggere libri". Avrebbe preferito un'inaugurazione senza troppo clamore, con poca gente anche per via dell'epidemia di coronavirus. Lam però all'apertura, in un palazzo nel centro della capitale taiwanese, ha trovato ad attenderlo reporter, fotografi e sostenitori. La notizia è che il libraio di Hong Kong non demorde e torna, ad un anno dall'inizio delle proteste nell'ex colonia britannica. Lam Wing-kee era tra i cinque librai arrestati nel 2015 a Hong Kong perché vendevano pubblicazioni critiche verso l'elite politica cinese. Dapprima era stato dato per scomparso, dileguatosi nel nulla. Si seppe dopo che era rimasto in detenzione per 400 giorni.

Abbott batte tutti

[Te strappo le braccia e te ce pio a pizze. Frase del dialetto romano] E' la Abbott l'azienda che ha vinto il bando di gara per la fornitura di 150mila test sierologici da effettuare su un campione della popolazione italiana. Il decreto di aggiudicazione è stato pubblicato sul sito del Commissario straordinario. Il decreto, oltre ad aggiudicare la fornitura alla Abbott che si è classificata "prima nella graduatoria di merito", prevede che "si dia avvio alle verifiche del possesso dei requisiti dichiarati in gara" dall'azienda e stabilisce si "procedere alla stipula del relativo contratto, apponendo la clausola di risoluzione automatica dello stesso qualora dalle suddette verifiche dovessero emergere cause ostative alla prosecuzione del rapporto contrattuale". Presto una nuova e più realistica radiografia dell'Italia colpita dal Covid-19. Sarà l'azienda americana Abbott, quindi, a fornire dall'inizio della 'fase 2' i test sierologici per stimare la percentuale di italiani colpiti dal virus, molti dei quali potrebbero - ma non è scientificamente certo - anche aver sviluppato anticorpi. Partiranno il prossimo 4 maggio a livello nazionale, su un primo campione di 150mila persone, le analisi sul sangue per definire se una persona è stata contagiata, anche inconsapevolmente. Governo ed esperti aggiungeranno così un tassello importante nella strategia post-lockdown, che permetterà di capire il livello di diffusione del coronavirus nel Paese e pianificare le tempistiche sul ritorno graduale alle attività. Ad offrire gratuitamente i kit sarà il colosso farmaceutico statunitense 'Abbott', selezionato con quattro giorni di anticipo tra i 72 partecipanti alla gara indetta dal governo poco più di una settimana fa. 

Forza Gnazzio

[The quickest way of ending a war is to lose it. Il modo più rapido di porre fine a una guerra è di perderla. George Orwell] Leogrande ha spiegato che per il lotto unico sono state presentate tre buste, (da Synergygtoup di German Efromovic, ex Avianca; dal consorzio guidato da Almaviva e da UsAerospace partners di Ignazio Coraci). Per il lotto handling da Aviapartner, AH, e Asc handling sempre di Coraci. Per il lotto manutenzione hanno presentato una offerta Atitech e Asc handling. Insomma, Coraci a tutto campo.  SW Italia S.p.A., per il tramite dell’Avvocato Iorio, ha infatti già manifestato il proprio interesse a partecipare alla cordata che potrebbe rilevare gli assets di Alitalia. La manifestazione di interesse è stata inviata anche a Ferrovie dello Stato S.p.A. che, come noto, aveva già sottoscritto un’offerta vincolante per l’acquisto della compagnia.C’è anche, indirettamente, una compagnia azera che guarda ad Alitalia. Sw Italia, che ha inviato qualche giorno fa la sua manifestazione d’interesse a Fs ed ai commissari, è una compagnia cargo che fa capo a Silk Way Airlines, società dell’Azerbaijan, e alla britannica Cargo Invest, degli imprenditori Ignazio Coraci e Francesco Rebaudo, presidente e amministratore delegato di Sw. Coraci, in particolare, è un uomo d’affari italiano, siciliano di Alcamo, ma residente a Londra, con doppio passaporto, che ha fondato nel 2015 la compagnia cargo, Sw Italia, dopo esperienze nella logistica. Ma quale è la correlazione con l’Azerbaijan? Coraci è sposato con l’imprenditrice Jamila Askarova ed è vicino alla famiglia del presidente dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev. Silk Way Airlines è socio importante di Sw Italia: la compagnia azera, che tra i suoi clienti ha enti governativi ed attiva in passato con i suoi trasporti anche in zone di guerra come l’Afghanistan, è collegata proprio alla famiglia Aliyev tramite una holding. Ora resta da capire se la manifestazione d’interesse per Alitalia verrà (o meno) presa in considerazione. Tanto per essere chiari la pandemia ha solo rallentato l'ingresso di Asc handling a Punta Raisi che ha già ottenuto la certificazione. Insomma cazzi amari per Gh e Aviapartner a Palermo …  Sembrano azzerati i sogni di gloria a Palermo, quando gli scienziati risolveranno l'epidemia c19, nemmeno il tempo per contare morti e feriti, ed ecco che dal varco principale entreranno le truppe azere.  Tre handling sono troppi a Punta Raisi è risaputo, uno dovrà saltare: le scommesse sono aperte fate il vostro gioco puntando sul cavallo vincente.  La GS AIR nasce per rappresentare compagnie aeree ed entità turistiche che abbiano bisogno di una presenza radicata in Italia e contatti privilegiati con tour operators, agenti di viaggio e pubblico locale, nonché con tutti gli altri soggetti che partecipano alla catena del valore dell'industria turistica e dei trasporti. La GS AIR assicura ottimale copertura del mercato italiano in modo efficiente, con costi variabili per i propri “Principals” strettamente legati ai risultati ottenuti. In più, grazie alla minuziosa conoscenza del mercato locale, GS AIR è in grado di portare avanti azioni di marketing mirate e su misura rispetto alle esigenze dei propri clienti, ottimizzando il ritorno sull’investimento.  Dell’organizzazione fa parte uno staff di grande esperienza professionale maturata in anni di servizio con le migliori compagnie aeree del mondo quali KLM, Philippine Airlines, British Airways, Gulf Air e Qatar Airways. Ogni membro dello staff GS AIR garantisce il più alto livello di servizio e una forte determinazione nell'assicurare il raggiungimento dei risultati prestabiliti.  La GS AIR ha conseguito ottimi risultati per le compagnie rappresentate e lo dimostra il fatto che tutte le compagnie ci sono rimaste fedeli dal primo momento in cui hanno deciso di entrare nel mercato italiano. "Marzo ha prodotto il crollo verticale delle vendite" di Alitalia registrando un -76,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, che è proseguito ad aprile con -97%. Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, in un'audizione in videoconferenza alla Commissione Trasporti della Camera, sottolineando che ciò è stato dovuto al Covid-19 e all'avvio del lockdown in Italia. A marzo i ricavi "sono risultati pari a 43,95 milioni di euro contro i 186,73 milioni" dello stesso mese del 2019 con una contrazione del 76,5%. Ad aprile arriva il peggio: le vendite precipitano del 97% con ricavi "neanche per 5 milioni a fronte dei 160 dell'anno precedente".    L'obiettivo "molto ambizioso" di partenza della newco pubblica per la nuova Alitalia sarebbe il primo giugno, ha detto Leogrande circa il futuro della compagnia che partirà con due newco, dove "una prenderà in affitto il ramo CityLiner (la compagnia regionale) e una prenderà in affitto il ramo di Alitalia", ha precisato Leogrande. "Le restrizioni ai viaggi" tra i Paesi Ue "saranno revocate al più presto tenendo conto degli sviluppi epidemiologici ed evitando qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità": lo ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Vera Jourova, dopo una discussione sull'impatto del coronavirus sul settore del turismo, in vista dell'estate. Alla riapertura delle frontiere interne dell'Ue "non ci dovranno essere selezioni su chi può o non può entrare in un Paese sulla base della cittadinanza o della nazionalità", ha sottolineato la commissaria, evidenziando che non è ancora il momento di parlare di un possibile passaporto sanitario per i viaggi o dell'uso delle mascherine a bordo degli aerei. Il via libera ai viaggi extra-Ue, invece, "avverrà in un secondo momento, tenendo conto degli sviluppi". "Secondo le stime della Commissione - ha spiegato - il turismo potrebbe perdere almeno il 50% del suo fatturato nel 2020 e alcune aree saranno più colpite, con una situazione seria in particolare per l'Europa del sud". Marzo è stato un mese "disastroso" per il trasporto aereo: il traffico passeggeri globale è crollato del 52,9% rispetto al periodo dell'anno precedente, segnando il più grande declino della storia recente. Lo rende noto la Iata, misurando l'impatto del lockdown internazionale contro il coronavirus. In termini destagionalizzati, i volumi globali di passeggeri sono tornati ai livelli del 2006, ma aprile, avverte l'organizzazione, sarà un mese ancora peggiore.   "Marzo è stato un mese disastroso per l'aviazione. - spiega il direttore generale Alexandre de Juniac - Le compagnie aeree hanno progressivamente risentito del crescente impatto delle chiusure delle frontiere e delle restrizioni legate al Covid-19, anche sui mercati nazionali. La domanda è scesa allo stesso livello del 2006, ma abbiamo il doppio delle flotte e dei dipendenti. Sappiamo che la situazione è peggiorata ancora di più in aprile e la maggior parte dei segnali indica una lenta ripresa".

Shin Bet implacabile

[Ciò che è fatto non può essere disfatto. W. Shakespeare] Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano, ha neutralizzato una cellula di attivisti di Hamas che progettava  una serie di attentati contro civili e militari  uno dei quali avrebbe dovuto avvenire nello stadio di calcio Teddy, a Gerusalemme. Un membro della cellula a dicembre andò ad assistere ad una partita di calcio in quello stadio nell’intento di studiare le sue misure di sicurezza. La formazione clandestina di Hamas secondo lo Shin Bet resta ancora «molto pericolosa». In base all’accordo fra Likud e Blu-Bianco raggiunto lunedì sera, il nuovo governo sarà composto da 32 ministri, che diventeranno 36 al termine della fase di crisi coronavirus. Sarà dunque il governo col più alto numero di ministri della storia d’Israele. Gantz sarà vice primo ministro per i primi 18 mesi, Netanyahu sarà vice primo ministro per i secondi 18 mesi. I dicasteri saranno equamente divisi tra il blocco guidato da Netanyahu e quello guidato da Gantz. Questa una probabile assegnazione dei ministeri. Difesa: Benny Gantz (Blu-Bianco); Finanze: Israel Katz (Likud); Esteri: Gabi Ashkenazi (Blu-Bianco); Giustizia: Avi Nissenkorn (Blu-Bianco); Edilizia e abitazione: un parlamentare Likud; Istruzione: un parlamentare Likud; Economia: Amir Peretz (Laburisti); Assistenza sociale: Itzik Shmuli (Laburisti); Pubblica sicurezza: Miri Regev (Likud); Sanità: Yaakov Litzman (Ebraismo Unito della Torà); Istruzione: un parlamentare di Yamina se il partito della destra aderirà alla coalizione; Trasporti: un parlamentare Likud; Interno: Aryeh Deri (Shas); Assorbimento immigrati: Pnina Tamano-Shata (Blu-Bianco, la prima ministra di origine etiope della storia d’Israele); Cultura: Assaf Zamir o Miki Haimovich (Blu-Bianco); Comunicazioni: Orit Farkash Hacohen (Blu-Bianco) o Yoaz Hendel (Derekh Eretz). Presidente della Knesset: potrebbe essere Yariv Levin (Likud). Sarebbe inoltre previsto un ministro arabo agli affari delle minoranze. E' di tre morti e quattro feriti, tra cui un bambino, il bilancio di un raid aereo attribuito a Israele e compiuto nelle ultime ore nella regione di Damasco in Siria. Lo riferisce l'agenzia governativa siriana Sana, secondo cui le vittime sono state colpite da schegge dei razzi sparati dall'aviazione israeliana nelle località di Hujeira e Adliye vicino alla capitale.

Altre 9 settimane di cig

[The supreme art of war is to subdue the enemy without fighting. L’arte suprema della guerra è quella di sottomettere il nemico senza combattere. Sun Tzu] Salta il Consiglio dei ministri del 30 aprile chiamato a dare il via libera al 'Decreto Aprile'. Il provvedimento è in fase di completamento e l'esecutivo punta a vararlo nei prossimi giorni,dunque a maggio. Probabile che, un secondo Cdm convocato nei prossimi giorni, dia il via libera al decreto semplificazioni, l'altro binario sul quale il governo punta alla ripartenza economica dopo la fine della fase 1. "Il termine per gli emendamenti al dl imprese - spiega relatore Luca Carabetta (M5s) - sarà fissato dalle Commissioni Finanze e attività produttive della Camera, dopo l'ultima audizione di Sace, ma l'accordo raggiunto è per il 4 maggio. Sarà possibile che le modifiche concordate vadano nel decreto di aprile, così da essere immediatamente vigenti, senza dover attendere la conversione in legge del dl imprese". "L'impianto del decreto rimane, non faremo stravolgimenti - sottolinea il relatore al dl imprese - anche perché il testo calza il frame che ci ha dato l'Ue. Tuttavia sicuramente interverremo con degli emendamenti sul versante delle semplificazioni. Dalle audizioni è emerso che c'è parecchia burocrazia a carico delle imprese. Stiamo lavorando sulle semplificazioni non solo con norme da introdurre con emendamenti al decreto, ma anche dialogando con l'Abi perché le banche agiscano direttamente. Altri emendamenti dovrebbero estendere la platea di chi ottiene la garanzia, e dovrebbero riguardare delle semplificazioni da parte del garante del credito, quindi i Fondo e la Sace". "Ci sono poi - prosegue Carabetta - due grossi temi su cui stiamo lavorando: il primo è quello di un conto corrente dedicato per le garanzie Sace; il secondo è la tutela legale delle banche, per evitare che vengano chiamate a rispondere nelle cause per bancarotta". Infine c'è il tema dei tempi di restituzione: "Confindustria ha chiesto 30 anni, ma in Germania - conclude - hanno previsto  10 anni; ecco, su questo limite temporale si può discutere".  Intanto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, annuncia che nel prossimo decreto di aprile "confermeremo molte misure" già previste nel decreto Cura Italia e stanzieremo "13 miliardi sugli ammortizzatori sociali, per ulteriori 9 settimane di copertura". La cig sarà "utilizzabile fino a fine dicembre 2020", ha spiegato Catalfo, parlando di "misure importanti". Tutti i lavoratori aeroportuali che finanziano il fondo volo dovrebbero poter usufruirne, a prescindere dalla durata, di questo strumento, al momento negato da una classe politica impreparata. Il divieto di licenziamento, previsto dal decreto Cura Italia fino a metà maggio, "verrà prorogato". "E' mia intenzione prorogare" questa misura, "abbiamo un ventaglio di tutele per le imprese e per i lavoratori che consente di mantenere il lavoratore all'interno dell'impresa, accanto agli strumenti che danno liquidità", ha affermato Catalfo. "Dobbiamo cercare di evitare l'aumento della disoccupazione o la chiusura delle attività imprenditoriali", ha aggiunto.

martedì 28 aprile 2020

34 anni fa Chernobyl

[Te do 'na pizza che pe staccatte dar muro ce vo la spatola. Dal dialetto di Roma] Era da poco passata l'una del mattino del 26 aprile 1986 quando l'esplosione del reattore numero quattro nella centrale di Chernobyl, in Ucraina, provocò il più grande disastro nucleare della storia assieme a Fukushima, in Giappone, nel 2011. A 34 anni di distanza le conseguenze di quella catastrofe, che sprigionò una potenza equivalente a 500 bombe atomiche come quella sganciata su Hiroshima, "restano", ha detto l'Onu ricordando "uomini, donne e bambini colpiti dalla contaminazione che non saranno dimenticati".    La nube tossica causò la morte di 31 persone e l'evacuazione di 400.000 persone dall'area ma tutto il mondo fu terrorizzato. E negli anni la calamità ha causato migliaia di tumori coinvolgendo circa 8,4 milioni di persone tra Ucraina, Bielorussia e Russia. Le cause dell'incidente, che l'Unione Sovietico tentò di insabbiare, sono da imputare ad errori tecnici, cattiva gestione, problemi relativi alla struttura e all'impianto.

72esima Giornata dell’Indipendenza

[Se vai a dormì cor culo che te rode, te sveji cor dito che te puzza. Frase del dialetto romano] Anche Yom HaZikaron, la giornata israeliana dedicata alla memoria dei caduti è stata caratterizzata dalle restrizioni anti-coronavirus. “La decisione di tenere chiusi cimiteri militari è dolorosa – ha detto il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, Aviv Kochavi – ma è giustificata ed è importante rispettarla. La distanza sociale non impedisce la nostra vicinanza e profonda empatia per il lutto, anche in questo momento speciale”. Secondo i dati del Ministero della difesa, sono 42 i cittadini israeliani morti in servizio dal Giorno delle Rimembranze dell’anno scorso. Altri 33 sono deceduti negli scorsi dodici mesi in conseguenza di gravi patologie subite servendo la Difesa negli anni precedenti. Come ogni anno al suono delle sirene tutto il paese si fermerà per un momento di raccoglimento.  In vista della 72esima Giornata dell’Indipendenza (che quest’anno ricorre domani 29 aprile), l’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha comunicato che attualmente la popolazione dello stato d’Israele conta 9.190.000 cittadini, 171.000 in più rispetto allo scorso anno (+1,9%). Di questi, circa il 74% (6.806.000) sono ebrei, il 21% (1.930.000) sono arabi, mentre altri 454.000 cittadini (5%) appartengono ad altre minoranze. Nel corso dell’anno passato in Israele sono nati 180.000 bambini, 44.000 persone sono decedute e 32.000 persone sono immigrate dalle comunità della Diaspora. Complessivamente, il 78% della popolazione ebraica d’Israele è nato nel paese. Dalla fondazione dello stato nel 1948, 3,3 milioni di persone sono immigrate nel paese. Nel 1948 viveva in Israele solo il 6% della popolazione ebraica mondiale, che allora contava 11,5 milioni persone. Oggi vive nello stato ebraico il 45% dei 14,7 milioni di ebrei del mondo. Nel 2020, le cinque più popolose città israeliane sono Gerusalemme (936.047), Tel Aviv-Jaffa (461.352), Haifa (285.542), Rishon Lezion (254.238) e Petah Tikva (248.005).

Gaza riapre

[Sto impicciato come cenerentola a mezzanotte meno un quarto. Frase dialettale romana] I ristoranti di Gaza potranno riaprire a partire da oggi, purché rispettino le regole del distanziamento sociale. Lo ha annunciato il ministero dell'economia di Hamas come riferito dai media. Secondo fonti locali la decisione ha fatto seguito alle richieste dei proprietari dei ristoranti di alleggerire la crisi economica. Ad oggi nella Striscia, in base ai dati diffusi, sono stati registrati 17 casi tutti importati da palestinesi di ritorno a Gaza. Dallo scorso marzo, dall'accertamento dei primi positivi, il governo di Hamas ha imposto misure rigide contro la diffusione della malattia: scuole, università, moschee e i ristoranti sono stati chiusi. Le autorità egiziane sono impegnate in questi giorni nella costruzione, lungo un tratto del confine con Gaza, di un reticolato elettrificato. Lo riferisce il sito palestinese QudsNews che mostra in merito un breve filmato. Fonti stampa locali aggiungono che l'iniziativa egiziana è presumibilmente da collegarsi alla lotta in corso nel deserto del Sinai fra l'esercito egiziano e gruppi armati legati all'Isis. Con il nuovo reticolato, secondo quelle fonti, l'Egitto intende impedire a miliziani di Hamas di entrare clandestinamente nel Sinai per unirsi ai combattenti islamici.

lunedì 27 aprile 2020

I pennivendoli di Montante

[Te do un calcio al culo così forte che per ridarmi la scarpa ti devi pijà na purga ] Che una parte dei giornalisti italiani non ha mai capito il mestiere è risaputo. Stanno lì per non fare un cazzo, scrivere quello che fa piacere al potente di turno. Questo l'ha capito da tempo il giornalista Giuseppe Petrotto che nel suo libro "il sistema Montante" cita i giornalisti Mulé, Sottile,Borrometi, Amadore, Lo Bianco, Rizza, Pepi, Savatteri, Castaldo, Morgante Cavallaro, Galullo, Astone …  al servizio della disinformazione. Grazie alla certosina opera di distrazione di massa, le teste di legno della squadra antimafia, probabilmente creata ad arte dai servizi segreti italiani e dalla Cia, hanno persino potuto avventurarsi indisturbati in notevoli scorribande finanziarie, ad esempio, dentro la Banca Nuova, del bancarottiere Zonin, che aveva oscuri interessi di qualsiasi natura, anche in Sicilia.  Secondo qualche gola profonda, conclude Petrotto, quando in confindustria spadroneggiavano Montate, Lo Bello, grazie ai servizi segreti, all'ambasciata americana a Roma e alla Cia, era stata creata una centrale operativa, dove si formava la classe dirigente, asservita a una vera e propria holding del crimine economico e politico internazionale. Domani la commissione regionale Antimafia deciderà sul mandato da dare al presidente Claudio Fava di denunciare il giornalista Paolo Borrometi (sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia), ascoltato mesi fa dall'organismo parlamentare nell'ambito dell'inchiesta sul ciclo dei rifiuti nell'Isola. "Borrometi ci ha accusati, in un post su Facebook, di aver detto falsità nei suoi confronti", dice Fava.    Il giornalista ragusano, direttore del blog "La spia", era stato nei mesi scorsi audito dall'Antimafia, insieme ad altri cronisti, perché nel 2015 si era occupato della questione rifiuti, in particolare a Scicli, Comune poi commissariato.    A una domanda dell'Antimafia sulle ragioni per cui a quel tempo non avesse dato notizia di un manifesto a sostegno del sindaco di Scicli Francesco Susino, firmato da intellettuali, Borrometi aveva detto di ricordare che la pubblicazione era avvenuta e che avrebbe fatto pervenire all'Antimafia l'articolo in questione. "I funzionari della Commissione - osserva Fava - l'hanno più volte sollecitato a spedire il testo, ma senza esito. L'ultima telefonata risale alle 11.11 del 2 marzo scorso.    Alle 11.57 l'articolo - fino a quel momento introvabile - compare nell'archivio del sito". "Da qui l'accusa di falso lanciata da Borrometi contro la Commissione. Ma da una banale analisi informatica è parso chiaro che la pubblicazione era avvenuta proprio quel giorno, dopo la telefonata, ed era stata retrodatata di cinque anni, cioè al periodo in cui sul blog comparve in forma integrale un'interrogazione parlamentare dell'allora senatore del Pd Giuseppe Lumia, che accusava l'amministrazione di Scicli di essersi macchiata di gravi reati nella gestione dei rifiuti".   "Non voglio sentir parlare di polemiche - aggiunge Fava - Noi intendiamo semplicemente difenderci da un'accusa". Il presidente dell'Antimafia è stato anche informato che su Wikipedia la voce che riguarda il giornalista ha subito una modifica lo scorso 17 aprile: "Sono state tolte un paio di righe nelle quali Borrometi si attribuiva il merito di aver fatto sciogliere il Comune di Scicli. L'amministratore del sito, poco dopo, le avrà reinserite, visto che sono ricomparse: evidentemente i cambiamenti devono avvenire secondo criteri ben precisi".    Probabilmente, dice Fava, "Borrometi ha ben poco da vantarsi: quando il sindaco Susino è stato scagionato, il giudice, nelle motivazioni, si è chiesto come un'indagine del genere avesse potuto superare la fase istruttoria".   "Definirsi un giornalista antimafia, come fa Borrometi, è un'idea aberrante - sottolinea Fava, figlio di Giuseppe, ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio '84 - I giornalisti cercano umilmente la verità, come ci hanno insegnato i 'padri' di questo mestiere. Le autocertificazioni e le patenti antimafia hanno prodotto equivoci a tutti i livelli, basti ricordare il caso dell'ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante.     Facebook, poi… L'informazione parla a tutti, non ai diretti interessati, e considero puro esibizionismo l'uso dei social per fini giornalistici. Uno lancia un'invettiva, l'altro risponde.    Ma che gioco è?". 

Fieg contro la pirateria

[Ho ingoiato tarmente tanti rospi che ciò 'no stagno ar posto dello stomaco. Frse del dialetto romano] Migliaia di riviste, giornali e libri sarebbero stati illecitamente diffusi attraverso almeno 17 canali Telegram. E' l'ipotesi della Procura di Bari che ha disposto un sequestro preventivo di urgenza, in corso di esecuzione da parte della Guardia di Finanza, per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d'autore. Il provvedimento riguarda persone in corso di identificazione le quali, "in concorso tra loro - spiega la Procura - introducendosi nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, hanno sottratto migliaia di file in formato Pdf dei predetti beni tutelati dal diritto di autore riversandoli illecitamente su numerosi canali della piattaforma di messaggistica istantanea denominata Telegram, permettendo così una tanto capillare quanto abusiva diffusione in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri". L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, è stata avviata dopo la denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) su questo fenomeno di pirateria digitale presentata il 10 aprile all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). "Le indagini - aggiunge la Procura di Bari - proseguono per ricostruire l'illecito giro di affari e individuare gli autori del reato nonché le responsabilità penali delle società coinvolte".

Nuova escalation nel golfo Persico

[Te strappo la spina dorsale e te ce frusto. Frase di frequente usata a Roma] Donald Trump ha annunciato di aver dato ordine di “affondare e distruggere” le navi militari iraniane che “attaccano” quelle Usa in mare dopo un confronto teso tra un’imbarcazione da guerra della Marina Usa e le Guardie della rivoluzione iraniane nel Golfo Persico. In un tweet postato poco fa il presidente Usa ha scritto: “ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di affondare e distruggere qualunque imbarcazione armata iraniana che attacchi le nostre navi in mare”. Risale improvvisamente la tensione tra Washington e Teheran. E ancora una volta a infiammare il clima nella regione mediorientale è un tweet di Donald Trump, in cui il presidente americano minaccia di bombardare le imbarcazioni dei pasdaran iraniani che metteranno in pericolo le navi militari statunitensi: in tal caso "ho dato ordine alla marina di abbattere e distruggere qualsiasi barca armata iraniana". Sale così il rischio di una nuova escalation legata non solo alla crescente irritazione del Pentagono per le manovre dei pasdaran più volte denunciate e considerate pericolose e spregiudicate.  Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato  di avere mandato in orbita con successo il primo satellite militare fabbricato nel Paese.  Nour (luce) 1 è stato inviato dalla base di Ghased nel deserto centrale dell'Iran ed è stato posto in un'orbita a 425 km dalla terra. Il riemergere della tensione ha intanto avuto un effetto immediato, facendo risalire le quotazioni del petrolio dopo lo storico crollo dei giorni scorsi. Le Guardie della rivoluzione iraniane sono pronte ad attaccare le navi degli Usa "terroristi", se queste dovessero effettuare manovre ostili. Lo ha detto il generale Hossein Salami, citato dalla televisione di Teheran, con una risposta speculare alle parole del presidente americano Donald Trump, che ieri aveva minacciato di eliminare le navi da guerra iraniane dal Golfo se avessero compiuto azioni ostili contro quelle americane. "Resisteremo con forza contro le minacce alla nostra sicurezza nazionale e alla nostra integrità territoriale", ha aggiunto Salami. "Siamo determinati a sviluppare le nostre capacità difensive sulla terra, in mare e nello spazio, e non ci fermeremo mai", ha detto ancora il capo dei Pasdaran, con riferimento al lancio del primo satellite militare iraniano, che ha suscitato le proteste di Washington.  "Siamo determinati a difendere la nostra sicurezza nazionale, le nostre acque territoriali, i nostri interessi marittimi e le nostre flotte militare e commerciale e, se gli Usa li minacceranno, subiranno la nostra risposta rapida e decisiva", ha concluso il generale. Dopo il lancio in orbita del primo satellite militare di produzione nazionale, il Nour-1, l'Iran si prepara a svelare "nuove sorprese". Lo ha detto il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale di Teheran, contrammiraglio Ali Shamkhani, citato dall'agenzia Tasnim. Gli Usa hanno reagito duramente al lancio del Nour-1. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha sostenuto che Teheran "dovrà renderne conto".  Il mese sacro islamico di Ramadan avrà inizio in Iran nella giornata di sabato. Lo ha annunciato Alireza Movahhednejad, membro della commissione istituita presso l'ufficio della Guida suprema Ali Khamenei con l'incarico di osservare l'apparizione della luna crescente, da cui dipende l'inizio del mese di digiuno e preghiera per i musulmani. Secondo i gruppi di monitoraggio, la luna nuova verrà osservata nel territorio della Repubblica islamica a partire da questa sera. Un relazione sul monitoraggio lunare verrà fornita come previsto all'ayatollah Khamenei. L'Iran ha cominciato a ricevere segnali dal Nour-1, il suo primo satellite militare di produzione nazionale lanciato mercoledì in orbita a 425 km dalla terra, ed è pronto a lanciarne un altro "in un futuro non troppo lontano" a un'orbita ancora più alta e con un'efficienza ancora maggiore. Lo ha detto in un'intervista tv il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie della rivoluzione islamica, brigadiere generale Amir Ali Hajizadeh.

In Sicilia contagio contenuto

[In Europa ci sono due capitali: Parigi e Napoli. Stendhal] "Sin dall'inizio dell'epidemia di Sars-cov-2 in Italia, dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti), emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto della diffusione del contagio e dei tassi di letalità". Lo sottolinea il report della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell'Università degli Studi di Palermo e del Laboratorio di Riferimento Regionale per la diagnostica molecolare del virus del Policlinico Universitario "Paolo Giaccone". Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati in Sicilia sono 68.251 (+3.086 rispetto a ieri), su 64.892 persone: di queste sono risultate positive 3.020 (+39),mentre attualmente sono ancora contagiate 2.272 (-48), 524 sono guarite (+81, di cui 24 ricoverati e 57 in isolamento domiciliare) e 224 decedute (+6). La Sicilia è in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8). Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti come ad esempio: Valle d'Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia Autonoma di Trento 672,3", prosegue l'analisi.    "Sicuramente un ruolo determinante - proseguono i docenti - ha avuto l'iniziale diffusione del coronavirus nelle Regioni del Nord Italia ma di certo le misure del Dpcm dell'8 Marzo 2020 ci hanno permesso di contenere notevolmente i danni e magari, tra qualche settimana di vincere la battaglia". "Fin da subito in Sicilia è stata abbracciata una linea più rigida rispetto al resto d'Italia con ulteriori ordinanze emanate dal presidente della Regione e dal Governo Regionale", affermano gli autori del report a Livia Maria Amato, Stefania Candiloro, Claudio Costantino. 

Nitto resta in galera

[Napoli non è sporca… è l’Italia che sporca Napoli. Diego Armando Maradona] "Esistono ragioni di sicurezza, di ordine pubblico e di buon senso per dire no al rientro di alcuni detenuti pericolosi nei luoghi dove vivevano e dove hanno commesso gravi reati. Ecco perché certe decisioni lasciano sbigottiti. E l'incredulità che provano alcuni magistrati, da sempre in prima linea, è la stessa che sta provando la gente comune. Se proprio si rende necessario assegnare agli arresti domiciliari personaggi mafiosi di spessore, allo scopo di decongestionare le carceri in questo periodo di epidemia, si prendano assolutamente in considerazione soluzioni diverse". Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, alla luce dei casi Bonura, Iannazzo, Sansone e, per ultimo, Zagaria. Il governatore siciliano si rivolge al premier Conte e ai ministri dell'Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede, affinché si valutino misure alternative alla scarcerazione. “E’ ristretto in regime di 41bis" e "quindi in celle singole e con tutte le limitazioni del predetto regime che lo proteggono dal rischio di contagio". Con questa motivazione il giudice della Sorveglianza di Milano ha bocciato la richiesta di differimento pena ai domiciliari per motivi di salute del capomafia ergastolano Nitto Santapaola. Benedetto, detto 'Nitto', Santapaola, 81 anni, in una nota del carcere di Opera nel quale è detenuto, firmata dal direttore Silvio Di Gregorio, viene descritto come "soggetto di elevata pericolosità sociale, uno dei massimi esponenti dell'organizzazione criminale denominata 'Cosa Nostra'". La direzione del carcere di Opera, a seguito di un'istanza della difesa di differimento pena e quindi di scarcerazione per motivi di salute, aveva trasmesso alla Sorveglianza nei giorni scorsi una relazione sanitaria sulle condizioni di salute del boss. Il giudice Paola Caffarena nelle poche righe di provvedimento chiede alla direzione del carcere di "tenere aggiornato questo ufficio circa le condizioni di salute del detenuto", ma non riscontra "allo stato i presupposti" per la concessione del rinvio della pena, dato che "il Santapaola è ristretto in regime" di 'carcere duro', in "una cella singola e con tutte le limitazioni del predetto regime che lo proteggono dal rischio di contagio". Un caso, quello di Santapaola, per condizioni e pena da scontare diverso da quello di Francesco Bonura, imprenditore condannato per mafia andato ai domiciliari nei giorni scorsi. Una scarcerazione, come aveva chiarito il Tribunale di Sorveglianza, presieduto da Giovanna Di Rosa, decisa con un "provvedimento" di "concessione del differimento pena nella forma della detenzione domiciliare secondo la normativa ordinaria applicabile a tutti i detenuti, anche condannati per reati gravissimi, a tutela dei diritti costituzionali alla salute e all'umanità della pena". Il Tribunale aveva spiegato che il detenuto era "affetto da gravissime patologie" e che gli rimanevano da scontare solo 11 mesi, 8 mesi con la liberazione anticipata.

domenica 26 aprile 2020

Israele aiuta l’ap

[Arrangiamento: arte musicale nata e sviluppatasi a Napoli. Anonimo] Israele sta prendendo misure per garantire la sopravvivenza dell’Autorità Palestinese. Lo ha detto al Consiglio di Sicurezza il coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, citando in particolare gli incontri con il ministro delle finanze israeliano Moshe Kahlon che ha assicurato che il gettito fiscale riscosso da Israele e trasferito all’Autorità Palestinese non scenderà sotto i 137 milioni di dollari al mese. Mentre due milioni di persone a Gaza vivono giornate di tensione nel timore che presto o tardi anche nella Striscia si manifesti il coronavirus - finora si sono avuti solo 17 casi positivi, con 10 guarigioni - nell'intimo delle abitazioni c'è già chi da un mese sta pagando in prima persona il prezzo della crisi sanitaria. Secondo la organizzazione Aisha per la protezione delle donne e dei bambini si sta registrando un netto aumento nelle violenze familiari in seguito all'ordine impartito alla popolazione di uscire il meno possibile per strada. "In particolare - ha detto la direttrice di Aisha, Rim Freineh - sono denunciate pressioni psicologiche e violenze verbali. Talvolta si giunge anche a violenze fisiche".    Nel 70 per cento dei casi, la causa immediata delle violenze è da attribuirsi alle accresciute difficoltà economiche. Ad esse si aggiungono complicazioni legate alla chiusura dei tribunali islamici che si occupano delle vertenze familiari e dei tribunali civili. La polizia ha intanto ricevuto altre incombenze più urgenti. Di fronte a situazioni di violenza, nel 59 per cento dei casi - secondo Freineh - non resta dunque altra scelta che chiedere aiuto alla famiglia. Altri si rivolgono ad Ong come la sua, o ai vicini. "Mancano - secondo Freineh - piani preordinati per affrontare le violenze familiari". La situazione, avverte, si fa sempre più preoccupante. Organizzazioni come Aisha possono oggi solo dare voce al senso di impotenza di chi denuncia di essere vittima di sopraffazioni domiciliari. A Ramallah, nel coordinamento della lotta al coronavirus, spicca su tutti una figura femminile: quella della governatrice della città Laila Ghannam, una delle figure politiche più influenti nella politica palestinese. Svolge l'incarico, con polso, dal 2010. Laureata al Cairo in psicologia ed assistenza sociale, di fronte alla crisi ha saputo imporre alla popolazione una rigorosa chiusura in casa, alleviandola però con misure concepite per venire incontro alle esigenze immediate.    Sua l'idea di installare su un veicolo una cassa automatica che passa nelle strade e consente così di prelevare contanti senza allontanarsi da casa. Sua l'idea di definire i blocchi stradali come 'sbarramenti di amore' perché concepiti - ha spiegato agli abitanti - per garantire la loro salute. E giorni fa Ghannam - che fa da tramite fra il presidente Abu Mazen, i servizi di sicurezza e la popolazione - si è presentata ad una coppia di sposi intenti negli ultimi preparativi del matrimonio.    "È triste - ha ammesso - che parenti ed amici non siano con voi. Ma l'importante è restare in casa. Allora sono venuta io a partecipare alla vostra gioia". Poi per gli sposi ha fatto aprire alcuni posti di blocco.    Sostenitrice di al-Fatah, Ghannam ha detto in passato di ispirarsi anche alla figura di madre Teresa, "per la sua totale dedizione ai bisognosi". La prossima missione sarà gestire a fine aprile il Ramadan. Il digiuno islamico è infatti l'occasione tradizionale per incontri familiari, ma finché si combatte la pandemia non potranno avvenire. Agli sposi ha intanto augurato "una vita felice senza coronavirus e senza l'occupazione israeliana". 

venerdì 24 aprile 2020

Chi andrà alla casa bianca?/37

[Rara est concordia formae atque pudicitiae (La donna raramente è bella ed onesta). Proverbio latino]Donald Trump ha annunciato su Twitter che firmerà un decreto per sospendere temporaneamente l'immigrazione negli Stati Uniti. La decisione, spiega il presidente americano, è motivata "dall'attacco del nemico invisibile" del coronavirus: "Dobbiamo proteggere i posti di lavoro del nostro grande Paese", ha aggiunto Trump. ''Trump ha fallito nell'agire rapidamente contro la pandemia e questo sta costando enormemente all'America": parola dell'ex vicepresidente Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca, secondo cui per il tycoon "è finito il tempo delle scuse". "E' chiaro che il presidente non ha alcun interesse a risolvere il problema e a salvare le vite umane, con gli Usa che sono i primi nel mondo per decessi e casi di contagio e che contano già 22 milioni di americani che hanno chiesto un sussidio di disoccupazione", ha attaccato Biden. La luce solare, i raggi ultravioletti o il disinfettante iniettato nel corpo per uccidere il coronavirus. E' il suggerimento che arriva da Donald Trump, secondo il quale si potrebbero testare iniezioni di ultravioletti, di disinfettanti e di candeggina per vedere se uccidono il coronavirus.    L'indicazione scatena subito una pioggia di polemiche con molti esperti che definiscono "irresponsabile e pericoloso" il suggerimento di Trump perché potrebbe spingere qualcuno a provare a iniettarsi il disinfettante in casa per conto proprio.    Trump ha inoltre affermato di non essere d'accordo con il super esperto Anthony Fauci sul fatto che gli Stati Uniti siano ancora indietro sui test per il coronavirus. Molti paesi al mondo "vogliono i nostri test. Siamo coloro che ne stanno facendo di più", ha aggiunto.  Brutte notizie per Donald Trump, a cui l'effetto pandemia potrebbe costare caro alle urne.   Secondo l'ultimo sondaggio della Ssrs, condotto per la Cnn, Joe Biden è avanti di 11 punti sul tycoon, col 53% delle preferenze degli elettori contro il 42% dell'attuale presidente.    Secondo il sito specializzato RealClearPolitics, che fa la media dei principali sondaggi, Biden è avanti di oltre 6 punti e in tutte le rilevazioni. "Non posso saltare davanti al microfono e spingerlo via...". Anthony Fauci è la massima autorità negli Usa in fatto di malattie infettive, il 'virologo in chief', e a volte davvero strapperebbe quel microfono dalle mani di Donald Trump, pur di non sentire quel che il presidente dice sull'emergenza Covid-19.    Le sue 'faccette' dietro al tycoon durante il quotidiano briefing con la stampa della task force anti-coronavirus della Casa Bianca sono oramai diventate virali: non solo l'espressione di una italianità innata (Fauci è nato a Brooklyn da genitori di origini siciliane e campane) ma spie di una incontenibile frustrazione di fronte alle uscite poco ortodosse del presidente di fronte a una materia così delicata. Da una parte il piglio severo e rigoroso dello scienziato, dell'immunologo che ha fornito contributi fondamentali nel campo della ricerca sull'Aids e altre malattie infettive. Dall'altra i metodi spiccioli e imprevedibili di un presidente da sempre scettico verso la scienza e che punta dritto al messaggio che vuole inviare al suo elettorato, spesso contraddicendo con fatti e parole quello che i 'suoi' medici e scienziati hanno appena spiegato. Così Trump tocca chi gli sta vicino, stringe mani, continua a minimizzare sulla virulenza del virus, lascia intendere su Twitter che è già stufo del 'social distancing', muove accuse alla Cina facendone un capro espiatorio di questa crisi, e parla di un forse improbabile uso dei farmaci per la malaria per curare il coronavirus. Dietro, Fauci, alza gli occhi al cielo, lo guarda storto, storce la bocca: non è facile - ha confessato in una intervista ad una rivista scientifica - apparire davanti al Paese per rappresentare i fatti e la verità quando vengono dette cose che non sono vere e fattuali". Joe Biden ha vinto le primarie democratiche in Wisconsin, tenutesi la scorsa settimana nonostante l'emergenza coronavirus. Lo riferiscono i media statunitensi. Con il 94% dei voti scrutinati, l'ex vicepresidente è al 63,4% contro il 31,3% di Bernie Sanders. Il senatore  ha dato il suo endorsement a Biden in un'apparizione a sorpresa in video live dell'ex vicepresidente. Sanders, che ha sospeso la sua campagna la scorsa settimana, ha affermato che è necessario che tutti, non solo i suoi supporter, sostengano Biden per fare in modo che Trump diventi un presidente con un solo mandato. "Farò tutto quello che posso perché questo accada", ha assicurato nel video, dove Biden lo ringrazia, definendo il suo appoggio "molto importante per me". Sarà probabilmente quello di Michelle Obama il prossimo endorsement 'di peso' all'ex vice presidente Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca. L'ex first lady, 56 anni, è in trattativa con il team di Biden per dare il suo contributo alla campagna elettorale nella raccolta fondi virtuale e starebbe pensando di pubblicare un video simile a quello del marito Barack per appoggiare la sua candidatura a Usa 2020. Mentre nel partito democratico cresce la pressione perché Biden cerchi di convincere la popolarissima Michelle ad entrare nel suo ticket per sconfiggere Donald Trump a novembre. Il New York Post, intanto, traccia il percorso con cui gli Obama "potrebbero vincere altri otto anni alla Casa Bianca". "Biden ha già detto che sceglierà una donna come vice, ma nessuna delle candidate, tra cui Kamala Harris, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar, ha suscitato molto interesse nella base democratica", scrive il Nyp, sottolineando che invece con l'ex first lady sarebbe un ticket "inarrestabile".Joe Biden avanti in Florida, uno degli stati che deciderà le elezioni del 2020. Secondo un sondaggio di Fox, l'ex vice presidente ha il 46% dei consensi a fronte del 43% di Donald Trump. [segue]

Otto-Uno operativa

[Se te prendo te sgrullo così forte che te faccio cascà i tatuaggi. Frase tipica romanesca] I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 14.882, mentre i decessi sono stati finora 193. Lo ha reso noto il ministero della Sanità.     Fra i ricoverati 139 versano in condizioni gravi, e di essi 107 sono in rianimazione. Finora 5.685 persone sono guarite.     La città più colpita dalla pandemia resta Gerusalemme con 3.116 contagi, seguita dalla cittadina ortodossa di Bnei Brak (2.635) e da Tel Aviv (492).Postazioni di milizie filo-iraniane sono state colpite nelle ultime ore nella Siria centrale in un raid aereo attribuito a Israele. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l'attacco è stato compiuto da velivoli israeliani contro una non meglio precisata base di "milizie iraniane" a est di Homs, nella zona desertica di Palmira. Non si hanno notizie di vittime o di danni materiali.    L'attacco è avvenuto poche ore dopo la visita a Damasco del ministro degli esteri iraniano Javvad Zarif, ricevuto dal presidente siriano Bashar al Assad. Nelle ultime settimane si sono intensificati i raid israeliani, o attribuiti a Israele, nella Siria centrale e meridionale contro postazioni e basi iraniane e di milizie descritte come vicine all'Iran. Ieri sera l'agenzia governativa siriana Sana aveva riferito di un attacco israeliano, affermando che la contraerea aveva risposto al raid abbattendo alcuni missili sparati dai jet. La Base 'Otto-Uno' è una delle unità più segrete delle Operazioni speciali dell'intelligence militare: una sorta di 'risolvi problemi', votata alla soluzione di questioni complesse ed estreme. Dall'inizio della pandemia la 'Otto-Uno' è diventata la punta di diamante del Centro di informazione nazionale sulle cure del coronavirus, costituito presso l'ospedale Sheba di Tel Aviv con il compito di raccogliere ed analizzare le conoscenze della malattia nel mondo. Secondo Nahum Barnea, giornalista di Yediot Ahronot - ammesso ai segreti dell'Unità -, gli uomini che ne fanno parte ricordano tanti 'MacGyver', famoso personaggio televisivo Usa ricco di risorse inimmaginabili. Sono loro, tra gli altri, ad avere come missione quella di contrastare l'Iran o gli Hezbollah. Pur non dimenticando gli obiettivi primari, ora si sono riconvertiti in poco tempo su altre missioni.  Fino a 4 settimane fa - hanno raccontato ad uno stupefatto Barnea - non sapevano "cosa fosse un ventilatore polmonare", ora sì. Ci si sono messi in 120, lavorando h24 per 7 giorni su 7 e alla fine il risultato è uscito: un prototipo fatto in casa collegato ad un monitor che soddisfa le richieste delle autorità mediche Usa e britanniche. "Invece di 70 mila dollari - hanno spiegato - il nostro costa 4.500 dollari e soddisfa". I primi 100 apparecchi sono stati consegnati nei giorni scorsi. Ma hanno 'inventato' anche maschere protettive (tipo quelle dei giardinieri), al prezzo di 29 shekel l'una (quasi 8 euro): ne hanno prodotte 22 mila, 3500 al giorno. Oppure tute protettive che non sono ingombranti e non fanno sudare. Ma anche speciali siringhe per malati di coronavirus: sono meccaniche e attivate a distanza con un sistema elettrico di controllo. Il ministero della Sanità ne ha ordinate 10mila. Ora sono al lavoro sulle ambulanze sterili in cui l'autista è isolato nella propria cabina e in grado di muoversi meglio.

C19 non crede in Putin

[Te strappo la spina dorsale e te ce frusto.Frase del dialetto romano] I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato quota 190.000, mentre il numero complessivo dei casi ha passato la soglia dei 2,7 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University.    Nel mondo si registrano adesso 190.861 decessi a fronte di 2.709.408 casi mentre le persone guarite sono 738.490. Almeno 70 tra pazienti e dipendenti di un ospedale psichiatrico di Arkhangelsk, nel nord della Russia, sono risultati positivi al nuovo coronavirus: lo riferisce l'agenzia di stampa Interfax citando le autorità regionali. La clinica è stata posta in isolamento sabato, quando una delle persone che vi lavora è risultata contagiata. Secondo una dipendente della struttura, citata dalla testata online Meduza, si tratterebbe di un'infermiera da poco tornata da Mosca. In Russia sono stati accertati 4.774 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, meno dei 5.236 di ieri e dei 5.642 di martedì. In tutto, si registrano 62.773 casi dall'inizio dell'epidemia. Nel corso dell'ultima giornata ci sono state altre 42 vittime, che portano ufficialmente a 555 i morti di Covid-19 in Russia. I guariti sono invece 4.891, di cui 471 nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il centro operativo nazionale per la lotta al coronavirus, ripreso dalle agenzie di stampa russe.    Si registrano meno nuovi casi anche a Mosca, l'area più colpita del Paese, dove oggi i nuovi contagi individuali sono 1.959 contro i 2.548 di ieri e i 3.083 di martedì. Nella capitale russa i casi accertati sono in totale 33.940 e i decessi 288, di cui 27 nell'ultima giornata.Sono 5.849 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Russia nelle ultime 24 ore, una cifra in salita rispetto ai 4.774 di ieri. In totale, dall'inizio dell'epidemia, i contagi accertati in Russia sono 68.622 e i morti 615, di cui 60 nel corso dell'ultima giornata. Lo riporta il centro operativo russo per la lotta al coronavirus.    A Mosca, la zona più colpita del Paese, si registrano 2.957 nuovi casi, che portano a 36.897 il totale dei contagiati dall'inizio dell'epidemia nella capitale russa. I morti a Mosca sono in tutto 325, di cui 37 deceduti nelle ultime 24 ore.    Le autorità sostengono che in Russia siano stati effettuati in totale 2,5 milioni di tamponi, di cui 150.000 nel corso dell'ultima giornata.

giovedì 23 aprile 2020

Coprifuoco in Turchia

[Ma quella è la tua ragazza o hai vestito er cane? Frase del dialetto romano] È iniziato alla mezzanotte di ieri un nuovo coprifuoco totale in Turchia che proseguirà fino a domenica per cercare di ridurre la diffusione del Covid-19. Il divieto generalizzato di uscire di casa riguarda le 31 maggiori province del Paese, con l'eccezione dei lavoratori ritenuti essenziali, tra cui gli operatori sanitari. Vengono comunque garantiti i servizi pubblici di base. Il lockdown in precedenza era stato imposto solo negli ultimi due fine settimana per non danneggiare eccessivamente le attività produttive, ma questa nuova stretta fa leva sul ponte festivo legato alla celebrazione oggi della Giornata della Sovranità nazionale e dei Bambini, in cui si commemora il centenario della nascita della Grande assemblea nazionale di Ankara. Le autorità hanno deciso di tenere chiusi fabbriche, uffici e banche anche domani, primo giorno del mese sacro islamico di Ramadan. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Turchia si registrano oltre 98 mila casi e 2.376 vittime di coronavirus. "Su iniziativa della Turchia, un vertice straordinario del comitato esecutivo dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a livello di ministri degli Esteri si terrà in videoconferenza" domani. Lo annuncia in una nota il ministero degli Esteri di Ankara, sottolineando che nel summit "verranno discussi la cooperazione rafforzata e il coordinamento tra i membri Oic nel quadro della lotta la Covid-19 e i passi congiunti da intraprendere". La riunione si svolgerà alla vigilia dell'inizio del mese sacro islamico di Ramadan, che avrà inizio tra giovedì e venerdì. I Paesi musulmani hanno già imposto numerose restrizioni alle preghiere comunitarie nelle moschee e alle altre forme di assembramento a scopo religioso. "La Missione di sostegno dell'Onu in Libia (Unsmil) è estremamente preoccupata per il deterioramento della situazione umanitaria a Tripoli e dintorni a causa dell'intensificarsi dei combattimenti degli ultimi giorni". Lo riferisce l'Unsmil in una nota precisando che "almeno 28 civili sono stati feriti e 5 uccisi, tra cui donne e bambini, a causa del drammatico aumento di bombardamenti indiscriminati su aree popolate da civili. Questi attacchi hanno anche provocato danni a proprietà e infrastrutture civili. Il 17 aprile, anche il Royal Hospital di Tripoli è stato colpito, causando gravi danni all'unità di terapia intensiva e l'evacuazione del personale e dei pazienti".     Preoccupa l'Unsmil anche il "deterioramento della situazione umanitaria a Tarhuna, a causa dell'escalation militare dentro e intorno alla città". L'Unsmil quindi rinnova la richiesta di una tregua umanitaria "per consentire ai libici di prepararsi per il Ramadan e alle autorità di affrontare la crescente minaccia del Covid-19". Ramadan inedito per i musulmani di Francia che si apprestano a digiunare confinati, senza la possibilità cioè di incontrare amici e parenti né di pregare alla moschea. La data esatta per l'inizio del Ramadan verrà determinata giovedì, alle ore 18:00, da parte del Consiglio Francese del Culto Musulmano (Cfcm), il principale organo rappresentativo dei musulmani di Francia. Il Ramadan "inizierà molto probabilmente venerdì 24 aprile, visto che la luna del mese di Ramadan sarà in teoria visibile" alla vigilia su "gran parte del continente africano e tutto il continente americano", spiega il Cfcm. Gli Imam della Grande Moschea di Parigi proporranno, su radio Orient, durante tutto il mese, un sermone quotidiano su "diversi temi come la pazienza, la solidarietà, la morale, il comportamento", spiega il rettore, Chems-eddine Hafiz. La Francia conta la comunità musulmana più importante d'Europa, con una stima di circa 5-6 milioni di musulmani tra praticanti e non praticanti. La Turchia si augura "sulla base delle valutazioni scientifiche e degli esperti" di celebrare una "doppia festa" alla conclusione del mese sacro islamico del Ramadan, a fine maggio, affiancando la festività religiosa a quella per il superamento della fase acuta dell'emergenza coronavirus. Lo ha dichiarato il presidente Recep Tayyip Erdogan al quotidiano filo-governativo Sabah, sostenendo che si registra un'evoluzione positiva nella curva dei contagi e che non risultano criticità negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva del Paese. Per il secondo fine settimana consecutivo, il governo di Ankara ha imposto un coprifuoco totale per la lotta alla pandemia, che si è concluso alla mezzanotte scorsa.   Salgono a 101.790 i casi di coronavirus in Turchia, con 3.116 contagi registrati nelle ultime 24 ore su 40.962 test effettuati. Le nuove vittime sono 115, per un totale di 2.491 deceduti confermati dall'inizio della pandemia. I pazienti in terapia intensiva sono 1.816, con 982 malati intubati. I guariti crescono a 18.491, con un aumento di 2.014 in un giorno. I test complessivi effettuati finora ammontano a 791.906. Lo ha annunciato nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

Az speriamo che chiuda

[Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia.  Luis Sepùlveda] Sono 6,75 milioni i lavoratori beneficiari di cassa integrazione o dell'assegno ordinario per l'emergenza Covid, dei quali 4,29 milioni (quasi due terzi) con gli importi già anticipati dalle aziende con conguaglio Inps e 2,45 milioni con pagamento diretto Inps. Lo si legge sul sito dell'Istituto nel quale si ricorda che le domande arrivate sono state 309.485 di cui 122.903 con pagamenti a conguaglio. Ad oggi sono state autorizzate 219.295 domande. Per quanto riguarda la cassa senza causale Covid l'Inps ha autorizzato a marzo alle aziende 19.999.771 ore di cassa integrazione con un calo dell'8,2% su marzo 2019 e un calo del 5,9% su febbraio. Il problema è un'altro e non di poco conto. Chi ha potuto usufruire della Cig in deroga nel settore aeroportuale non dovrebbe avere l'integrazione del fondo volo. Cosa che non succederà ai dipendenti Alitalia e AirItaly. Se andiamo  a controllare le buste paghe dei dipendenti aeroportuali troviamo una voce specifica che parla di fondo volo. Probabilmente si farà causa allo stato per ottenere i propri diritti.  Tutti i dipendenti, dal gestore agli handler si autofinanziano il fondo volo, non si capisce per quale motivo non tutti pur pagandolo non ne usufruiscono. Non è un mistero che questo sia un governo di incompetenti, ma questo abbiamo per fortuna, pensate se c'era Salvini. Basta leggere cosa ha dichiarato recentemente il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture:  “Non nascondo che avere una compagnia nazionale è davvero strategico. Ho sempre avuto l’idea che Alitalia vada rilanciata. Ma ora che ho la responsabilità come ministro dico che c’è la consapevolezza di un ruolo che è strategico per il Paese sul fronte commerciale e sul fronte del rilancio del turismo, che è una filiera importante”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli durante il suo intervento su Facebook a “Scuola di Politiche”. “Il trasporto aereo italiano era già in crisi profonda prima dell’emergenza coronavirus, ma ora si rischia il disastro se il Governo non interviene rapidamente, anche con ammortizzatori sociali straordinari”. Ad affermarlo Monica Mascia, segretaria nazionale della Fit-Cisl. “Già prima della pandemia – prosegue – continuavamo a registrare crisi aziendali, da ultima quella di Air Italy. Ora rischiamo l’estinzione del settore, che non possiamo permetterci perché il trasporto aereo è un asse portante su cui ricostruire la ripresa economica, a partire dal turismo e dal trasporto delle merci. È urgente che il Governo attivi ammortizzatori sociali straordinari per tutelare salari e occupazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto aereo, prevedendo, in particolare strumenti per dare adeguato sostegno economico alla categoria delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali. Inoltre, è necessario proseguire il confronto sulle proposte del sindacato per un nuovo sistema dei trasporti, raccolte nel documento ‘Rimettiamo in movimento il Paese’, presentato nel mese di ottobre scorso ai ministeri competenti, in modo che al momento della ripartenza tutte le aziende possano competere puntando sulla qualità del servizio offerto e non sul dumping sociale e contrattuale, come facevano alcune imprese prima della crisi”, conclude Mascia. La newco per Alitalia "noi riteniamo che possa partire entro le prime settimane del mese di giugno, con necessari passaggi". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione alla commissione Trasporti della Camera. Su notizie di stampa "si è parlato di una flotta molto molto limitata. Ciò non corrisponde al vero: il range di aeromobili che transiteranno immediatamente alla newco è superiore ai 90, dai 113 di oggi", ha aggiunto. La nuova Alitalia "inizialmente" sarà in mano pubblica ma poi io ritengo che possa essere valutato in un momento successivo l'eventuale mantenimento totale della compagnia in mano pubblica", ha affermato Patuanelli. "Credo che parlare di esuberi zero sia molto difficile", ma, ha osservato il ministro, "l'accompagnamento che si farà tra la oldco e la newco dovrà garantire la massima tutela occupazionale". "Quella dotazione economica nata in periodo pre-Covid", con il prestito di 400 milioni, "che doveva accompagnare fino a maggio la procedura di cessione, nonostante l'enorme perdita di questo mese e mezzo, è sufficiente per accompagnare fino a maggio l'amministrazione straordinaria", ha sottolineato. "E' evidente che c'è una parte di danno che continuerà a gravare sull'amministrazione straordinaria ed è legato al Covid, che dovrà essere ristorato, io ritengo, con le risorse che l'Europa metterà a disposizione ai singoli Stati". Fino ad ora quanti miliardi abbiamo dato ad alitalia? Indubbiamente troppi. Forse questi soldi potevano essere spesi meglio nel settore sanità e pubblica istruzione.  

SALMO 121

[Te infilo due dita nel naso e te porto in giro come un giacchetto a primavera. Frase del dialetto romano] Le tre fedi monoteiste, ebraismo, cristianesimo ed islam, contro il coronavirus in una preghiera comune a Gerusalemme, la Città tre volte santa. L'invocazione è stata scritta dai due rabbini capo di Israele - il sefardita Yitzhak Yosef e l'askenazita David Lau - alla luce della "terribile situazione mondiale" ed ha visto l'adesione convinta dei capi delle Chiese cristiane in Terra Santa - il Patriarca greco ortodosso Theophilos III, il Patriarca latino Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa - degli Imam Gamal el Ubra e Agel Al-Atrash e del leader spirituale druso Mowafaq Tarif. In una cerimonia trasmessa in live stream in tutto il mondo, i religiosi si sono trovati nel luogo "neutrale" dell'albergo King David per chiedere insieme - ma secondo le regole sanitarie odierne - "a tutti i cittadini del mondo di unire le proprie forze e condurre una preghiera congiunta per la salute e l'unità". Richiamando il Salmo 121, i religiosi hanno poi invocato il Signore di non abbandonare i propri figli. "In questi giorni turbolenti, continuiamo a sentire - hanno aggiunto riferendosi anche al razzismo e all'antisemitismo - voci crescenti contro intere comunità. Questa nuova terribile realtà ha colpito tutta l'umanità senza distinzione di religione, genere o razza". L'Arcivescovo Pizzaballa ha sottolineato che "in tutto il mondo si soffre per il coronavirus e dobbiamo pregare. Soprattutto qui, perché Gerusalemme è la città di tutti i popoli che pregano qui ed è la città che rappresenta tutti i popoli, dal momento che questa malattia non conosce confini. Siamo tutti uniti per pregare l'Unico affinché abbia misericordia di noi". Israele ha accusato il gruppo terroristico libanese fino-iraniano Hezbollah d’aver tentato di violare la sovranità israeliana, e ha annunciato che intende presentare formale protesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Condanniamo queste azioni e ci aspettiamo che il governo libanese adempia alle proprie responsabilità e prevenga le minacce contro Israele e la regione”, ha affermato il ministro degli esteri, Israel Katz. Le Forze di Difesa israeliane hanno individuato chiari segni di tentativi di infiltrazione in tre punti della barriera con il Libano. Poco prima, i militari avevano contrastato un tentativo di intrusione in territorio israeliano lanciando razzi illuminanti e rastrellando l’area interessata. Anche oggi, come negli ultimi giorni, il numero dei nuovi contagi è stato inferiore a quello delle guarigioni.  Un test rapido e non costoso per l'accertamento casalingo dell'infezione da Covid-19. E' quello a cui sta lavorando un gruppo di ricercatori del Technion di Haifa secondo cui il kit si compone di due provette da test e un contenitore di acqua calda. I risultati - in poco meno di un'ora - avrebbero inoltre un'affidabilità del 99%. La microbiologa Naama Geva-Zatorsky - che guida il gruppo dei ricercatori del Technion - ha spiegato ai media che il kit si basa su materiale già esistente prodotto da una azienda Usa che ha mostrato di essere efficiente nell'identificazione del materiale genetico del coronavirus. L'innovazione introdotta dal Technion consiste - ha aggiunto la microbiologa - è lo sviluppo di un protocollo che prevede l'adattamento del test a casa e in tempi rapidi. Geva-Zatorsky ha spiegato che il suo laboratorio al momento sta lavorando ad ulteriori verifiche e che, se riceveranno l'autorizzazione del ministero della sanità, potranno produrre il kit su larga scala in poco tempo. E nel futuro - ha aggiunto - lo stesso sistema potrà essere impiegato per altri virus o agenti patogeni. I test sono considerati anche in Israele la chiave della possibile exit strategy dalla malattia e soprattutto della ripresa dell'economia, finora affossata dall'infezione che ha portato il tasso di disoccupazione attorno al 25% della forza lavoro. Per questo il premier Benyamin Netanyahu ha dato come obiettivo al paese quello di 30mila test ma finora, a causa della scarsezza del reagente chimico per l'infezione, si è arrivati con fatica fino a 10mila al giorno nell'ultima settimana. 

Una mascherina per sempre

[Sei come er sole: nun te se pò guardà. Frase tipica del dialetto romanesco] Mascherine made in Calabria con il Maghen di David (la Stella di Davide): è il contributo della Comunità Ebraica calabrese alla lotta contro il COVID-19. Lo rende noto l’associazione culturale Virginia Olper Monis. "Le mascherine, autorizzate dall’Istituto Superiore di Sanità – è scritto in una nota – sono realizzate da un’azienda di Cittanova, ‘Fratelli Tranfò’, associata Confartigianato Imprese Calabria. È una delle 55 aziende italiane i cui articoli, essendo in possesso dei requisiti previsti, sono stati riconosciuti idonei dall’Istituto Superiore di Sanità che ha dato parere favorevole alla realizzazione. I dispositivi sono fatti per aderire alle mascherine Ffp2. La Comunità ha donato anche le visiere”.Una mascherina di protezione, disponibile anche con visiera, che si compra una volta sola e non si getta perché è lavabile e riutilizzabile all'infinito.    "Drop", questo il suo nome, ideata a Ragusa e pronta per la produzione dalla fine del mese di maggio, è frutto del Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group - azienda nota per avere creato innovazioni applicate alle energie alternative e al trattamento delle superfici dei metalli.    Il progetto risolve due problemi dell'emergenza Covid-19: supera, con un unico acquisto, la difficoltà di reperire grandi quantità di mascherine monouso; e riduce l'impatto sull'ambiente non dovendo smaltirle subito dopo l'utilizzo. Lo spirito dell'iniziativa è anche quello di esorcizzare la paura del contagio trasmesso dalle "gocce" di chi è positivo al virus. Da qui il nome "Drop" ("goccia", in inglese) e il design del frontale a forma di goccia. Il Centro di ricerca e sviluppo della Cappello Group, con un assemblaggio di materiali tecnologici disponibili in Italia, in poche settimane ha creato una mascherina riutilizzabile, resistente e leggera, versatile ed efficace, così come hanno confermato i test scientifici e la ricerca interna condotti sui prototipi di questo dispositivo di protezione "made in Sicily".    In attesa delle certificazioni e validazioni sanitarie, "Drop" viene subito immessa sul mercato perché si rivolge prevalentemente alla popolazione. E a conferma dello spirito soprattutto solidaristico del progetto i primi esemplari, per un valore commerciale pari a 100mila euro, saranno donati dalla Cappello Group alla Protezione civile regionale della Sicilia, agli ospedali di Ragusa, Vittoria e Modica e al Comando Vigili del fuoco della provincia di Ragusa.

Apt siciliani ancora chiusi

[E' ora d'anna a fa' er quattro de spade (questo non si capisce subito, ma significa che si sta andando a dormire) Frase del dialetto romano] Anche il capo scalo di aviapartner a Palermo ha buttato la spugna ed è in cigd, il vice capo scalo, tenuto conto che venivano a mancare i presupposti della sua presenza in apt, è, al momento dovrebbe essere  in 104. DonMariano, che già da tempo lavorava da casa, è stato invitato a restare a casa in cig: anche chi crede di essere indispensabile, insostituibile … in effetti, in fin dei conti,  potrebbe risultare  inutile. Ci auguriamo che DonMariano possa superare il trauma che si ha quando si ritiene di essere stati abbandonati. L'unico che continua a lavorare da casa, malgrado sia in cigd, è chi si occupa di safety. Manda email giornalieri su report che
riguardano la puntualità dei voli, che parlano anche degli incidenti mai avvenuti, della puntualità nella riconsegna bagagli. Insomma è riuscito a creare, dopo mesi di incomprensioni,finalmente una macchina perfetta. Non dite mai la verità alle persone che vivono nel loro mondo, non capirebbero. La storia ce lo insegna.   Anche in Sicilia continuano a essere prorogate fino al 3 maggio le misure finalizzate ad una forte limitazione della mobilità delle persone sul territorio italiano e del trasporto dei passeggeri, per far fronte all’emergenza coronavirus e contrastare la diffusione della malattia. A firmare il decreto sulle limitazioni che riguardano il settore del trasporto aereo, ferroviario, automobilistico e marittimo, è stata la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli di concerto con il ministero della Salute. In particolare, dunque, in Sicilia, “nel settore del trasporto aereo, sono assicurati esclusivamente i servizi minimi essenziali e l’operatività dei servizi è limitata agli aeroporti di Catania, Lampedusa, Palermo e Pantelleria”. Nel settore del trasporto ferroviario dei passeggeri, “vengono garantiti i servizi minimi essenziali sia per le attività a mercato che per quelle svolte in base a contratti di servizio per la lunga percorrenza stipulati da Trenitalia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con almeno una coppia di collegamento su ogni direttrice”. Per i “servizi Intercity, Trenitalia potrà d’intesa con le amministrazioni vigilanti valutare ulteriori rimodulazioni in funzione delle ridotte esigenze di mobilità”. Nessuna limitazione è invece prevista per il servizio di trasporto merci e per i servizi a carattere emergenziale. Confermate le limitazioni dei collegamenti con la Sicilia e Sardegna, “attraverso la sospensione del trasporto marittimo dei viaggiatori, mentre continua ad essere assicurato esclusivamente il trasporto delle merci possibilmente su unità di carico isolate non accompagnate”. Gli spostamenti via mare per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa sono assicurati mediante alcune corse giornaliere di andata e ritorno. Il trasporto aereo di viaggiatori da e verso la Sicilia è assicurato, solamente per improrogabili esigenze di connessione territoriale con la penisola, esclusivamente presso gli aeroporti di Palermo e Catania mediante due voli di andata e ritorno Roma-Catania e due voli a/r Roma-Palermo. Intanto, secondo alcune informazioni emerse, i voli nazionali sulla direttrice nord-sud potrebbero riprendere a metà del mese di maggio. A ulteriore dimostrazione di questa ipotesi l’ultimo aggiornamento della vendita dei voli in casa easyJet, in base a cui, i voli ora sono messi in vendita a partire da lunedì 18 maggio. Ricordiamo invece che sul sito Ryanair i voli sono in vendita già a partire dall’8 maggio. Eliminare, solo per i piccoli aeroporti, al di sotto del milione di passeggeri, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco (legge 350/2003), applicata sul biglietto aereo. La richiesta è partita da Airgest, società di gestione
dell’aeroporto di Trapani Birgi, nel corso di un incontro istituzionale, in video conferenza con il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Giancarlo Cancelleri. “Una piccola perdita da parte dello Stato – ha spiegato il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – stimata attorno a 12 milioni di euro, porterebbe un vantaggio enorme in termini di sviluppo territoriale, di gettito indiretto e di competitività dei piccoli scali. Il viceministro – prosegue Ombra – si è impegnato a sostenere questa richiesta, che formalizzeremo con una lettera firmata da tutti i piccoli aeroporti, da inviare al ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, allo stesso viceministro e ai presidenti di tutte le regioni interessate”. Prosegue, quindi, l’azione del presidente Salvatore Ombra, per individuare tutti gli strumenti che possono essere utili non solo all’aeroporto di Trapani ma anche a tutti gli scali minori nazionali. Intanto Ombra, insieme al consigliere di amministrazione Carmen Madonia e al responsabile amministrativo Dario Sorbello, ha incassato, in un incontro riservato che si è svolto a Palazzo D’Orleans, nuovo sostegno per lo scalo, da parte del presidente della Regione siciliana. “Musumeci ci ha ribadito la sua fiducia – ha sottolineato Ombra – e la vicinanza del Governo regionale allo scalo trapanese, non solo confermando i 9 milioni circa già stanziati, ma prevedendo ulteriori fondi nella prossima finanziaria”. Sostegno anche da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone che si è fatto carico delle proposte tecniche avanzate dalla dirigenza di Airgest, progetti e idee per fronteggiare il dopo lockdown già approvate dall’associazione di categoria Assoaeroporti, proponendosi di veicolarle e sostenerle nei tavoli sia regionali che nazionali. "Probabilmente entro metà maggio pubblicheremo le linee guida a cui stiamo lavorando" sulla ripartenza dei viaggi all'interno dell'Unione europea. Ci saranno dei "principi orizzontali da rispettare", con dettagli diversi a seconda della modalità di trasporto. "Certamente il distanziamento sociale, il fatto di dover indossare dei dispositivi protettivi, così come la disinfezione di aeroporti e velivoli, saranno parte delle nostre linee guida". Lo ha annunciato la commissaria ai trasporti, Adina Valean, durante un forum organizzato dalla Commissione europea in diretta sui social. "Dobbiamo essere sicuri che tutti i criteri sanitari siano rispettati prima di allentare le misure di qualsiasi tipo legate agli spostamenti - ha detto Valean - questa crisi sanitaria continuerà a lungo, finché non troveremo un trattamento o un vaccino. Credo che le misure che hanno provato la loro efficacia, come il distanziamento sociale, continueranno a essere rispettate in un modo o nell'altro". "Penso sia giusto dire che la pandemia durerà più della chiusura dei confini", ha affermato la commissaria.