martedì 31 marzo 2020

Una piccola pietà pietosa

[Incidit atque lavat, penetrat, mundat quoque serum. Monda, penetra, e lava, e incide il siero. La regola sanitaria salernitana] Dopo il Marriott, grazie ad un accordo con Federalberghi, altri hotel a Roma e nel Lazio saranno messi a disposizione del sistema sanitario. L'hotel Marriott sarà operativo già da domani e disponibile per il trasferimento di pazienti positivi in osservazione e i sintomatici che non possono fare la quarantena a casa. Due alberghi, oltre al Marriott, già sono operativi: uno sulla Laurentina e l'altro a Ipogeo degli Ottavi per un totale di 130 posti già occupati.  Bandiere a mezz'asta - L'Italia si ferma per lutto, anche la Santa Sede. I sindaci in tutto il Paese espongono sulla facciata del loro Comune la bandiera a mezz'asta osservando un minuto di silenzio. Prendono ufficialmente il via i lavori della task force tecnologica, "un contingente multidisciplinare di 74 esperti", istituita dal ministro per l'Innovazione, Paola Pisano, che ne dà notizia, in accordo con il ministero della Salute.  Il gruppo valuterà e proporrà soluzioni basate sui dati "per la gestione dell'emergenza sanitaria, economica e sociale" legata al Coronavirus. Al vaglio del team anche una possibile app in grado di tracciare gli spostamenti. Il gruppo di lavoro, previsto dal dl Cura Italia, diventa operativo a seguito del decreto ministeriale firmato da Pisano. L'Italia si unisce ad altri 52 Paesi a sostegno della richiesta di cessate il fuoco globale del segretario generale Onu Antonio Guterres alla luce dell'emergenza coronavirus. La dichiarazione è stata rilasciata da 53 Paesi membri delle Nazioni Unite, a titolo nazionale e in veste di membri del Gruppo di Amici su Bambini e Conflitti Armati, del Gruppo di Amici su Donne, Pace e Sicurezza e del Gruppo di Amici sulla Protezione dei Civili, di cui l'Italia è membro attivo. "Supportiamo pienamente la richiesta del segretario generale - hanno scritto i 53 Paesi in una dichiarazione - e facciamo eco alle sue parole quando dice che è il momento di bloccare i conflitti e concentrarsi insieme sulla vera battaglia delle nostre vite". Altri tre decessi tra i medici per l'epidemia di Covid-19. Non ce l'hanno fatta, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Gaetana Trimarchi, medico di famiglia di Messina, guardia medica in Val di Fassa; Norman Jones, cardiologo di Seregno (Como); Roberto Mileti, ginecologo di Roma. Il totale dei camici bianchi deceduti a causa del contagio sale così a 66.  Intanto, secondo gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità relativi a ieri, sono 8.358 gli operatori sanitari contagiati, 595 in più rispetto al giorno precedente. Dispiace per il personale paramedico e per i medici ma vorremmo ricordare che hanno fatto un giuramento …  Gli Stati Uniti invieranno in Italia materiale sanitario per 100 milioni di dollari: lo ha detto il presidente americano Donald Trump spiegando anche che gli Usa stanno già fornendo respiratori all'Italia così come alla Spagna e alla Francia. "Giuseppe - ha aggiunto Trump riferendosi al presidente del consiglio Giuseppe Conte - era molto contento". Una nave cargo della Mezzaluna rossa turca che trasporta materiale sanitario per la lotta al coronavirus giungerà nei prossimi giorni in Italia. Lo ha annunciato stasera il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, spiegando che si tratta di un gesto di solidarietà verso un Paese "che sta attraversando un periodo difficile". Un aereo di aiuti medici verrà anche inviato in Spagna. Oltre alla Cina, Cuba, Albania, Polonia, Russia, Turchia … tutti in Italia a fare passerella…  Ma quanto ci costerà , alla fine, tanta solidarietà? 

Anche la Nato contro covid 19  

[Bene vixit qui bene latuit (Ha vissuto bene chi ha saputo stare ben nascosto). Proverbio latino] Marta Dassù, già sottosegretaria al ministero degli esteri, farà parte del comitato di personalità creato dalla Nato con il compito di tracciare una riflessione per rafforzare il processo politico all'interno dell'Alleanza Atlantica. Ad annunciare la creazione del gruppo di esperti è stato il segretario generale Jens Stoltenberg, precisando che "sarà composto da 5 donne e 5 uomini" e "offrirà raccomandazioni per rafforzare l'unità dell'Alleanza e aumentare la consultazione politica e il coordinamento tra alleati", ha aggiunto il norvegese. Oltre a Dassù il gruppo è composto da Greta Bossenmaier (Canada), Anja Dalgaard-Nielsen (Danimarca), Hubert Védrine (Francia), Thomas de Maizière (Germania), Herna Verhagen (Olanda), Anna Fotyga (Polonia), Tacan Ildem (Turchia), John Bew (Regno Unito) e Wess Mitchell (Usa). Il gruppo sarà co-diretto da de Maziere e Mitchell. Nuovo picco delle vittime a causa del coronavirus in Spagna. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 849 nuovi decessi. Il totale sale così a 8.189. Ne danno notizia le autorità spagnole citate dai media. Notevole balzo anche nel numero di contagi, quasi dieci mila in un giorno, dopo cinque giorni di rallentamento. I casi aggiornati sono 94.197, rispetto agli 85.195 registrati ieri. I ricoverati in terapia intensiva sono 5.607 e i guariti dimessi 19.259. Al ritmo di crescita attuale, alla metà di questa settimana ci si può aspettare che i casi di coronavirus possano superare un milione di casi a livello globale. Lo sostiene l'Organizzazione mondiale della sanità, scrive El Pais, facendo riferimento alle ultime cifre complessive diffuse ieri e che denotano una tendenza all'accelerazione. In Belgio, una bimba di 12 anni è morta a causa del coronavirus. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie locali stando a quanto scrive l'agenzia di stampa Belga. "E' un evento molto raro ma che ci ha sconvolti", ha detto il virologo Emmanuel André nel corso della consueta conferenza stampa, scrive Le Soir. La bimba è la più giovane vittima in Europa, secondo il giornale ricordando che in Francia si è registrato il decesso di un'adolescente di 16 anni e in Portogallo di un ragazzo di 14.  L'Olanda supera la soglia dei 1.000 morti a causa della pandemia da Coronavirus.    Complessivamente nei Paesi Bassi si contano 1.039 decessi e 12.595 contagi. Lo riferiscono le autorità sanitarie locali precisando che 175 persone sono morte nelle ultime 24 ore e 845 sono risultate positive. In totale 722 persone sono state ricoverate in ospedale per un totale di 4.712. "L'Ue analizzerà la legge" sull'emergenza per il coronavirus "in Ungheria e monitorerà da vicino la sua applicazione da parte del governo, inclusa l'applicazione" delle norme "che criminalizzano le notizie false. In questi tempi incerti, la certezza legale e la libertà di espressione devono essere garantiti". Così il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, ricordando che l'Esecutivo presenterà un meccanismo sullo stato di diritto. Linee guida alla polizia Gb, controlli non abusi. Imporre il rispetto del "distanziamento sociale" e le restrizioni del lockdown fissate dal governo britannico nei giorni scorsi in modo "coerente", ma sforzandosi di mantenere un clima di "fiducia" con i cittadini e di usare prioritariamente l'arma della "persuasione". Sono i paletti indicati dai vertici delle forze dell'ordine del Regno Unito per chiarire agli agenti l'atteggiamento da tenere sul fronte dell'emergenza coronavirus dopo l'entrata in vigore della legislazione di emergenza che attribuisce fra l'altro poteri speciali di controllo e d'intervento al personale in divisa. - "Ovviamente è della massima importanza che le misure di emergenza" adottate dai governi Ue per il coronavirus "non vadano a scapito dei nostri valori fondamentali. La democrazia non può funzionare senza media liberi. Rispetto della libertà di espressione e certezza del diritto sono essenziali". Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo il caso Ungheria. "Eventuali misure devono essere limitate al necessario, proporzionate e soggette a controllo. La Commissione europea seguirà da vicino la loro applicazione".

Test su 5 vaccini italiani

[Primum vivere, deinde philosophari (Prima vivere, poi filosofare). Proverbio latino] Sono partiti in Italia i test preclinici di cinque vaccini contro il coronavirus. Sono tutti condotti dall'azienda biotech Takis, i risultati sono attesi a metà maggio e la sperimentazione sull'uomo potrebbe partire in autunno. Lo ha detto  l'amministratore delegato dell'azienda, Luigi Aurisicchio.  I vaccini si basano su diverse regioni della proteina Spike, la principale arma con cui il virus aggredisce le cellule respiratorie umane.  I test, autorizzati dal ministero della Salute e condotti su topi, prevedono una prima iniezione, seguita da un richiamo. I risultati saranno quindi analizzati dalla Takis e dall'Istituto Spallanzani. Queste valutazioni permetteranno di individuare il candidato vaccino migliore in vista dei test clinici: "Selezioneremo quello che si dimostrerà più potente nell'indurre anticorpi anti-Covid 19", ha osservato Aurisicchio. Se i risultati saranno soddisfacenti, il vaccino potrebbe essere sperimentato sull'uomo nel prossimo autunno.  I cinque vaccini sono stati ottenuti a partire dai frammenti del materiale genetico del virus che corrispondono ad altrettante regioni della proteina S, o Spike (punta, artiglio), che il coronavirus SarsCoV2 utilizza per agganciarsi alle cellule del sistema respiratorio umano per penetrare al loro interno.  Tutti e cinque i vaccini si basano invece sulla tecnologia chiamata elettroporazione, che consiste nell'iniezione nel muscolo seguita un brevissimo impulso elettrico che facilita l'ingresso del vaccino nelle cellule e attiva il sistema immunitario.  L'azienda è riuscita a cominciare la sperimentazione preclinica senza finanziamenti esterni, ma adesso per poter proseguire nella ricerca ha lanciato una campagna di crowdfunding che ha lo scopo di raccogliere velocemente la somma necessaria per accedere alle fasi successive di sviluppo del vaccino.

Gli ultimi colpiti dal covid 19

[Adducere inconveniens non est solvere argumentum (Portare eccezioni non è mai risolvere la questione). Proverbio latino] Continua ad essere il Nordafrica, con 2.167 contagi e 118 morti, la parte del continente più colpita dal coronavirus. E' quanto emerge da un post su Facebook dell' "Africa Centres for Disease Control and Prevention" (Cdc) che colloca al secondo posto come macroaree quella meridionale: 1.406 casi concentrati quasi tutti (1.326) in Sudafrica. Nella parte settentrionale del continente il maggior numero di contagi viene registrato nel popoloso Egitto (656 e 41 decessi), Algeria (582 contagi e 35 morti) e Marocco (556 e 33) almeno secondo la statistica aggiornata a stamattina da questa istituzione tecnica dell'Unione africana. Nel complesso i casi di Covid-19 in Africa sono ora 5.255 e hanno causato 172 morti (i guariti sono 371). I Paesi ufficialmente colpiti sono ora 47 su 54. In Africa occidentale i casi sono 966 (e 25 i morti), in quella orientale 429 (con 7 decessi) e nella parte centrale 287 (17 vittime). Nel più popoloso stato africano, la Nigeria, i contagi sono 131 e i morti 2.  Presente in molte aree di conflitto, dal Medio Oriente all'Africa subsahariana, l'Ordine di Malta chiede una risposta congiunta alla diffusione della Covid-19 in regioni dove i sistemi medici non sono in grado di far fronte alle attuali esigenze. "Le preoccupazioni crescono per le comunità che vivono in zone di guerra in tutto il mondo, dove l'accesso all'assistenza sanitaria di base è scarso e insufficiente. Gli sfollati di queste zone soffrono per la carenza di acqua potabile, cibo e servizi sanitari", spiega il Grande Ospedaliere Dominique de La Rochefoucauld-Montbel. In totale 25 Paesi africani hanno già segnalato casi di Covid-19. L'Ordine di Malta ha molte attività mediche in corso in circa 30 paesi africani e sta fornendo attrezzature di protezione alle sue équipe mediche, come materiali e prodotti per la disinfezione e piccole attrezzature mediche: tensiometri, tende a concentrazione di ossigeno e barelle. "L'aspetto più importante per noi è seguitare ad offrire i nostri servizi medici. Diamo priorità alla protezione del nostro personale in modo che possa continuare a lavorare al servizio delle comunità locali", ha detto il Grande Ospedaliere. Padre Gérard, fondatore e presidente della Confraternita del Beato Gerardo, a Mandeni in Sudafrica, uno delle aree più povere del mondo, avverte di un possibile tsunami: "Il Sudafrica è un Paese di 59 milioni di abitanti e se il numero di malati è, per il momento, ancora basso, vediamo arrivare lo tsunami, dobbiamo affrettarci. Siamo di fronte a un pericolo enorme, le nostre strutture sanitarie non sono all'altezza della sfida, e il virus si sta diffondendo rapidamente nel Paese". "Secondo le previsioni del ministro della Salute, il 60-70% della popolazione sudafricana sarà infettata dal virus. Un modello epidemiologico prevede tra 88mila e 350mila morti solo per il Sudafrica". Si moltiplicano anche le preoccupazioni per un possibile focolaio di coronavirus in Siria, che è ormai entrata nel decimo anno di guerra. Nella sola provincia nord-occidentale di Idlib, quasi un milione di persone è fuggito dalle loro case nell'ultimo anno a causa delle continue violenze. Molti vivono in insediamenti sovraffollati, dove le condizioni igieniche e sanitarie sono molto scarse. "La situazione nel Nord-Ovest della Siria era già molto fragile prima dell'epidemia di Coronavirus, ora con quasi un milione di nuovi sfollati interni in movimento, una rapida diffusione del virus provocherebbe conseguenze oltre ogni immaginazione. Il sistema sanitario già ora non è in grado di affrontare le conseguenze legate alla guerra", dice Janine Janine Lietmeyer Team Leader Middle East del Malteser International, l'agenzia di soccorso internazionale dell'Ordine di Malta. Con le sue organizzazioni partner in Siria, l'agenzia di soccorso internazionale dell'Ordine continua a gestire e rafforzare le capacità sanitarie - ospedali e centri di assistenza sanitaria di base - e sta intensificando le attività nel settore idrico, igienico e sanitario (WASH) distribuendo più acqua, articoli per l'igiene e contribuendo a risanare le pessime strutture sanitarie nei campi e negli insediamenti nati spontaneamente. "Purtroppo non siamo in grado di servire le strutture con le necessarie attrezzature di protezione, poiché nulla è disponibile sul mercato locale", spiega Janine Lietmeyer. In Palestina, in Cisgiordania, l'Ospedale della Sacra Famiglia dell'Ordine di Malta a Betlemme, che è dotato dell'unica e sola unità di terapia intensiva neonatale in tutta la regione, continua il suo prezioso lavoro. Dalla chiusura a zona rossa del 6 marzo, a Betlemme sono nati circa 150 bambini.   "Le restrizioni di movimento hanno aumentato le difficoltà per trasportare i neonati prematuri nel nostro ospedale, dove il personale può occuparsi dei neonati nati prima delle 32 settimane e del peso di circa 500 grammi, e per i neonati che hanno urgente bisogno di un intervento chirurgico e devono essere trasferiti in un altro ospedale", dice l'ambasciatore dell'Ordine di Malta in Palestina, Michele Bowe. La situazione nella regione è particolarmente preoccupante a causa della mancanza di attrezzature mediche come ventilatori e ossigeno e per la carenza di maschere, alcool e disinfettanti. Le stesse preoccupazioni valgono anche per altri Paesi che stanno attraversando crisi umanitarie dovute a guerre civili, povertà e disordini politici. Jelena Kaifenheim, responsabile regionale del Malteser International per le Americhe, afferma: "In Colombia, abbiamo un medico distaccato presso la segreteria sanitaria di La Guajira per sostenere la gestione delle crisi.    Le severe misure di quarantena in Colombia hanno creato ulteriori esigenze. La situazione è ora drammatica, soprattutto per i rifugiati venezuelani e le popolazioni locali, che sopravvivono con lavori umili e che ora faticano a sfamarsi". La maggior parte di loro non ha accesso all'acqua, al sapone, ai servizi sanitari e non ha le condizioni di base per rispettare le norme di quarantena in materia di igiene".    Il Malteser International fa anche parte di un gruppo di crisi che comprende l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l'Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) e il ministero della Sanità colombiano.

1.400 € per la cigd

[Aquila non capit muscas (L'aquila non prende le mosche). Proverbio latino] Sottoscritta la convenzione per l'anticipo della cassa integrazione da parte delle banche ai lavoratori sospesi a causa dell'emergenza
coronavirus. Il governo con la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, l'Abi e le parti sociali, dopo un lungo confronto in videoconferenza, hanno infatti condiviso un protocollo che consente l'anticipo ai beneficiari degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto "Cura Italia". "Un altro passo avanti per agevolare al massimo le procedure di accesso alla cassa in deroga per oltre 2 milioni di lavoratori che ne hanno diritto: le aziende che presenteranno la domanda alle Regioni non dovranno pagare l'imposta di bollo prevista dalla vecchia normativa". Lo ha scritto su Twitter la Ministra del lavoro Nunzia Catalfo.  Siglata, infatti, nella tarda notte di ieri la convenzione per l’anticipo, da parte delle banche, della cassa integrazione ai lavoratori sospesi a causa dell’emergenza coronavirus.  L'anticipo della Cassa integrazione da parte delle banche ai lavoratori per via dell'emergenza Coronavirus sarà pari fino a 1.400 euro: lo prevede la convenzione siglata dall'Abi, i sindacati e il ministero del Lavoro questa notte. Si è tenuto conto della durata massima dell'integrazione salariale, 9 settimane, stabilita per ora dal Decreto Legge Cura Italia. L'Abi ha invitato le banche associate, nell'applicare la Convenzione "ad evitare costi per i lavoratori che beneficeranno dell'anticipazione in coerenza con le finalità e la valenza sociale dell'iniziativa". L'associazione, in una nota, ha chiesto anche che "le banche e tutte le parti coinvolte, in particolare Inps, Regioni e Province autonome che gestiscono gli ammortizzatori sociali, a collaborare per assicurare la più tempestiva attuazione della convenzione". L'anticipazione dell'indennità di cassa integrazione da parte degli istituti che aderiranno "avverrà - è scritto nella convenzione - tramite l'apertura di credito in un conto corrente apposito, se richiesto dalla Banca, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale". La convenzione favorisce anche la gestione delle pratiche in "remoto", così da limitare l'accesso in filiale alle esigenze indifferibili, in coerenza con quanto concordato tra ABI e i sindacati dei bancari Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin lo scorso 24 marzo. Per questa ragione l'Abi raccomanda che i lavoratori interessati si rivolgano per telefono alla propria banca in modo che non sia necessario recarsi in banca per ricevere l'importo sul conto corrente. 

lunedì 30 marzo 2020

Non basta il lockdown

[Carmina non dant panem (Le poesie non danno pane). Proverbio latino] "Speriamo che Italia e Spagna siano quasi arrivate alla stabilizzazione, ma il virus non se ne andrà da solo e serve uno sforzo ulteriore". Lo ha detto il dottor Mike Ryan dell'Oms rispondendo ad una domanda sull'epidemia di coronavirus nei due paesi. "La questione è non solo come stabilizzare i contagi, ma è come ridurre i contagi. E per far questo non è solo una questione di lockdown: andare giù con i contagi significa rafforzare lo sforzo sanitario pubblico per spingere giù il virus. Su questo bisogna concentrarsi, su quale strategia adottare per spingere già il virus". Sono complessivamente 75.528 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.648. Domenica l'incremento era stato di 3.815, più del doppio. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile. Si registrano 11.591 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 812. Domenica l'aumento era stato di 756. Crescono anche i guariti. Sono 14.620 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.590 in più di ieri.  E' l'incremento più alto dall'inizio dell'emergenza. "La pandemia di covid-19  sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari in molti Paesi. La domanda in rapida crescita di strutture sanitarie e di assistenza medica minaccia di lasciare alcuni sistemi sanitari incapaci di operare in modo efficace". A dirlo il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. "Le epidemie precedenti hanno dimostrato che quando i sistemi sanitari sono sopraffatti, i decessi dovuti a condizioni prevenibili con la vaccinazione e curabili aumentano notevolmente". Occorre dunque mettere in atto "una serie di azioni mirate e immediate per riorganizzare e mantenere l'accesso a servizi sanitari essenziali di alta qualità come vaccinazione di routine, assistenza durante il parto e trattamento di malattie infettive e non trasmissibili. Inoltre "i governi devono garantire il benessere delle persone che hanno perso il proprio reddito e hanno un disperato bisogno di cibo, servizi igienico-sanitari e altri servizi essenziali" ed "è anche importante che i governi tengano informate le persone sulla durata prevista delle misure e garantiscano sostegno agli anziani, ai rifugiati e ad altri gruppi vulnerabili" ha detto il direttore generale dell'Oms. "Per aiutare i Paesi a gestire l'ondata di casi Covid-19 mantenendo i servizi sanitari essenziali, l'Oms ha pubblicato un manuale dettagliato e pratico su come impostare e gestire i centri Covid-19" ha annunciato Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Il manuale - ha spiegato - riguarda la progettazione strutturale, le misure di prevenzione e controllo delle infezioni e i sistemi di ventilazione, con istruzioni salvavita per far fronte all'ondata di casi che alcuni Paesi stanno affrontando in questo momento". Quanto all'Italia, Mike Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha evidenziato che "se si pensa che il lockdown in Italia è in atto da 2-3 settimane, dovremmo iniziare a vedere una stabilizzazione dei nuovi contagi. E se si contano i nuovi casi ogni giorno, bisogna sempre considerare che quelli che si registrano oggi sono il risultato di una esposizione avvenuta due settimane fa. Speriamo di vedere una stabilizzazione". Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 646. "Oggi registriamo 1590 guariti, il dato più alto dall'inizio dell'emergenza coronavirus" in un singolo giorno, che porta il totale dei pazienti che hanno sconfitto l'infezione a 14.620". Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile. Sono 156.962 le persone sottoposte a controllo e 58.481 gli esercizi commerciali ieri nell’ambito delle verifiche sul rispetto delle misure di contenimento del covid 19. Sono i dati resi noti dal Viminale. Sono 29 le persone positive al coronavirus denunciate per violazione della quarantena. Sanzionate 6.623 persone e 83 negozianti mentre le denunce sono scattate anche per 58 persone che hanno dichiarato il falso. Infine sono nove i negozi chiusi e nove quelli sottoposti a chiusura provvisoria.

LE BUGIE DEI MACELLAI

 [Fidem qui perdit, perdere ultra nihil potest. / Chi perde la fiducia, nulla più può perdere). Proverbio latino] I decessi provocati dal coronavirus nel mondo hanno superato quota 34mila su un totale di oltre 723mila casi: lo riporta l'ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Le persone finora guarite sono 151.991. I casi di contagio sono 723.328 ed i decessi 34.005, indica l'università americana. In Iran le morti per coronavirus sono fino a cinque volte di più di quelle dichiarate e l’opacità nelle comunicazioni da parte del regime ha già causato il propagarsi dell’epidemia in almeno dieci altri Paesi, compreso il Canada e la Gran Bretagna. La denuncia arriva da fonti sanitarie vicine all’Oms a Ginevra. Secondo questi dati riservati, fino al 23 marzo i decessi legati al coronavirus erano 7493, contro i 1685 rilevati dal ministero della Salute iraniano, mentre le persone contagiate erano 52.310 invece che 21.638. Il conteggio alternativo si basa su notizie di intelligence all’interno del sistema sanitario locale, cioè medici e funzionari che hanno sotto mano la situazione reale.  Altre 117 persone che avevano contratto il coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore in Iran, portando il totale delle vittime a 2.757. I casi accertati di Covid-19 salgono a 41.495, con 3.186 nuovi contagi in un giorno. Le persone guarite sono invece 13.911. Lo rende noto il ministero della Salute di Teheran. Ma sono dati poco attendibili secondo Oms.  Non c’ è però ancora un serrata totale, come in Italia. Il numero dei decessi resi noti a Wuhan non convince Radio Free Asia. L'emittente, in un lungo articolo pubblicato sul proprio sito, solleva dubbi sulla veridicità delle vittime, "circa 2500'', registrate in città. "Dall'inizio della settimana, 7 grandi società di pompe funebri hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti alle rispettive famiglie. Questo fa pensare che siano morte più persone rispetto a quanto indicato dalle cifre ufficiali", si legge nell'articolo, che si basa anche su dichiarazioni rese da cittadini in forma anonima.  Per delineare il quadro, Radio Free Asia fa riferimento anche alle informazioni diffuse dal sito Caixin.com, secondo cui 5000 urne sarebbero state consegnate ad un'azienda di pompe funebri nell'arco di una sola giornata. I numeri sono al centro di discussioni sui social e nell'articolo di RFA si arriva ad ipotizzare il totale di 42.000 decessi sulla base di ragionamenti ad oggi privi di evidenze concrete. Si ipotizza che nel complesso verranno consegnate ogni giorno circa 3500 urne tra il 23 marzo, data di inizio del processo, e la festa del QingMing che cade il 5 aprile. La Russia chiude completamente le sue frontiere a partire da lunedì per arginare la diffusione del coronavirus. Lo annunciano le autorità russe. Un decreto del governo stabilisce che la Russia "limita temporaneamente il traffico" di tutti i suoi posti di frontiera stradali, ferroviari e marittimi".  In Russia si registrano 302 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore per un totale di 1.836 infettati. In totale i morti sono ufficialmente nove e le persone dimesse dagli ospedali perché guarite 66. Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus, ripreso dalle agenzie. La grandissima Russia che ha un lungo confine con la Cina che ha soldati in non solo Siria ha così pochi casi? Siamo seri non diciamo cazzate. Vero è che la pandemia è un modo come un altro per fare propaganda per tentare di spaccare l'Ue, e perché no anche la Nato.   All'indomani dell'annuncio della prima morte per coronavirus in Siria, il governo proroga fino al 16 aprile le misure restrittive per tentare di frenare il diffondersi del Covid-19 nei territori controllati dalle forze lealiste: l'agenzia governativa siriana Sana riferisce che il governo ha deciso di prolungare il coprifuoco notturno, imposto a tutto il territorio, dalle 18:00 alle 6:00. Il governo ha anche ordinato che ogni distretto amministrativo, all'interno di ciascun governatorato, sia isolato dal resto degli altri distretti: sono dunque proibiti gli spostamenti da una città all'altra della Siria, così come dai capoluoghi di governatorato ai centri periferici e minori. Nella Siria governativa si registrano finora ufficialmente nove casi positivi. Gli altri morti causati da una feroce guerra civile quelli non contano, sono morti di serie b e non meritano compassione. Nei territori controllati dalla Turchia del nord-ovest e in quelli sotto controllo curdo nel nord-est per ora non si registra, almeno in via ufficiale, nessun caso di contagio. Le truppe ottomane presenti in Siria e Libia non hanno registrato nemmeno un contagio in patria? Nemmeno nei paesi occupati. Vero che Allah è grande ma finiamola di sparare minchiate. 

Il Congo teme le sommosse

[Caveat Emptor (Stia attento chi compra). Proverbio latino] Un esempio di come i problemi sociali possano condizionare le misure di auto-confinamento contro il coronavirus è appena venuto dalla Repubblica democratica del Congo che ha dovuto rinviare sine dine il blocco della sua capitale-megalopoli da oltre 17 milioni di abitanti, Kinshasa.    Il terzo agglomerato urbano del continente africano dopo Il Cairo e Lagos, come annunciato giovedì, avrebbe dovuto entrare in un "confinamento totale" da sabato per evitare la propagazione del virus, riferisce il sito Jeune Afrique.    Ma venerdì sera l'autorità provinciale di Kinshasa ha rinviato la misura a causa di "speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità" e per "prevenire atti suscettibili di creare insicurezza": insomma "sommosse", come ha esplicitato su Twitter il movimento cittadino "Lucha". Due parlamentari di diversa estrazione politica dal canto loro hanno esortato le autorità a "garantire l'acceso all'acqua potabile e all'elettricità" sospendendo le bollette durante il blocco.    Questo "confinamento totale intermittente" rinviato a data da destinarsi prevedeva, per tre settimane, quattro giorni di divieto di uscire di casa seguiti da altri due in cui sarebbe stato consentito fare provviste.    Mercoledì il presidente Félix Tshisekedi aveva decretato lo stato d'emergenza e l'isolamento di Kinshasa dalle 25 altre provincie dell'enorme paese dell'Africa centrale ricco di risorse naturali, miseria e conflitti. Anche se i casi dichiarati di Covid-19 siano solo 58 e cinque i decessi, la caotica e sovraffolata capitale congolose sembra un enorme acceleratore per la diffusione del virus in tutta l'area. 

Cuarentenials argentini

[Numquam periclum sine periclo vincitur (Il pericolo non lo si vince mai senza pericolo). Proverbio latino] La vita continua in Argentina, nonostante il rigido codice di quarantena imposto dal governo, e questo vale anche per i reparti di maternità degli ospedali, affollati da partorienti e neonati che già i media hanno ribattezzato 'Coronials' o anche 'cuarentenials'.   
Ma per effetto delle rigorosissime restrizioni, le nuove madri affrontano problemi organizzativi e affettivi assolutamente inediti.   Una significativa testimonianza l'ha offerta Candela Sande, 30 anni, che venerdì ha dato alla luce il suo primo figlio, Baltazar. "I miei genitori - ha raccontato a La Nacion - sono di Bahia Blanca ed hanno affittato un appartamento a Buenos Aires vicino al nostro, per aiutarmi nella gestione del piccolo nato".    Ma "quando con il taxi siamo tornati a casa dall'ospedale con mio marito - ha detto - papà e mamma, i nonni di Baltazar, non hanno potuto fare altro che mandarci un bacio simbolico dal marciapiede di fronte. Mi è venuto un nodo alla gola".   Il distanziamento sociale obbligatorio ha modificato radicalmente i comportamenti famigliari per l'arrivo dei nuovi nati. Un altro esempio? Tomàs e Ana, di Cordoba, che hanno descritto il dolore del loro primo figlio di cinque anni, Santo, quando sono tornati a casa col suo fratellino, Justo.    "Santo - ricorda - ci ha visti ed è corso ad abbracciare il nuovo membro della famiglia. Ma noi glielo abbiamo dovuto impedire per raccomandazione dei sanitari. Ci ha guardato incredulo, ed è scoppiato in lacrime". Per la prima volta in 43 anni non saranno in Plaza De Mayo. Solo una pandemia ha potuto fermarle, ma giurano che la marcia annuale del 24 marzo, che ogni anno in occasione dell’anniversario del golpe militare porta a Buenos Aires migliaia di attivisti, è solo rinviata. “Vista l’emergenza sanitaria in atto e il fatto che siamo un fattore a rischio ci fermiamo e vi chiediamo di fermarvi”, hanno dichiarato le Madres de Plaza de Mayo, che dal 1977 ogni giovedì scendono in piazza per chiedere giustizia e verità per i loro figli. Prosegue intanto il progetto di archivio desaparecido, del Centro di giornalismo Permanente di Roma che punta, attraverso un lavoro d’inchiesta giornalistica, a creare un archivio digitale e multimediale fatto di documenti e testimonianze, per mantenere la memoria su una delle pagine più drammatiche della storia del secolo scorso. “Una campagna che passi anche dai social media, che sia capace di ricostruire, e tramandare alle nuove generazioni la dura e decennale lotta di queste famiglie per ottenere dignità, memoria e giustizia”, raccontano gli autori.

Sop via Crucis

[Non multa sed multum (Non molte cose ma molto). Proverbio latino] ‘Unione delle Comunità Ebraiche Italiane destinerà una parte dei propri fondi dell’Otto per Mille, e farà ogni possibile sforzo di raccolte fondi dedicate, in raccordo anche con l’Associazione Medica Ebraica, per sostenere la lotta al coronavirus e aiutare gli enti che in prima linea si dedicano alla solidarietà sociosanitaria. È quanto deliberato dalla giunta dell’ente, con criteri di ripartizione che curerà l’apposita commissione Ucei. II mondo delle religioni, con la sua capacità di raggiungere le persone e creare comunità e vicinanza, deve oggi più che mai unirsi in questa sfida, sottolineano le Comunità. Niente Processione della Domenica delle Palme né Via Crucis a Gerusalemme, almeno nelle forme tradizionali fino ad ora applicate. Lo ha deciso l'amministratore apostolico di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa in adesione alle restrizioni imposte dalla lotta al coronavirus. "Tra pochi giorni inizierà la Settimana Santa, che è il cuore dell'anno liturgico, e anche in quell'occasione - ha scritto in una lettera inviata alle parrocchie, ai sacerdoti e ai fedeli - le nostre possibilità di celebrazione saranno assai limitate".

Premio Abel a Furstenberg

[Orator fit, poeta nascitur (Oratore si diventa, poeta si nasce). Proverbio latino] L’Accademia norvegese di Scienze e Lettere ha annunciato  che assegnerà il Premio Abel a Hillel Furstenberg, dell’Università di Gerusalemme, insieme a Gregory Margulis della Yale University. Il premio Abel è stato istituito dal governo norvegese nel 2001 “per dare ai matematici il loro equivalente di un premio Nobel”. Furstenberg, 84 anni, è il primo israeliano a vincere il prestigioso premio. Nato a Berlino nel 1935, Furstenberg fuggì con la famiglia dalla Germania nazista nel 1939 e si stabilì negli Stati Uniti. Dopo aver insegnato in diverse importanti università americane, nel 1965 si trasferì in Israele dove entrò a far parte dell’Istituto di Matematica Einstein dell’Università di Gerusalemme, contribuendo a fare di Israele un centro mondiale per gli studi matematici. Nel 1993 gli venne assegnato il Premio Israel.

domenica 29 marzo 2020

IDF contro covid-19

[Divide et impera (Dividi e comanda) Proverbio latino] I primi 500 soldati israeliani saranno dispiegati da oggi in tutto Israele per assistere la polizia nelle operazioni per far rispettare le direttive emesse mercoledì scorso dal governo a contrasto della diffusione del coronavirus. E, contrariamente a quanto era apparso in un primo momento, secondo i media, saranno armati.   Non è stato spiegato cosa abbia spinto l'esercito a cambiare idea sull'armamento ma, a giudizio di analisti, la mossa sembra il primo passo verso il lockdown totale del paese al quale il governo di Benyamin Netanyahu sta pensando. In questo caso l'esercito schiererebbe altri 2-3 mila soldati con lo stesso compito. "Le truppe - ha spiegato il portavoce militare - saranno impiegate in base alle istruzioni emesse dal ministero della sanità". I militari - pari a 8 compagnie - provengono da varie basi di addestramento e saranno sparsi nei vari distretti di polizia in cui Israele è suddivisa, zone della Cisgiordania compresa. Le regole di ingaggio sono chiare: rinforzo degli agenti nel pattugliamento, nell'isolare e mettere in sicurezza alcune aree, nel blocco delle strade e nel rispetto della quarantena. "Le truppe - ha spiegato l'esercito - in questi giorni sono state ben addestrate per la loro missione e pronte ad operare tra la popolazione civile". Il coinvolgimento dell'esercito nella lotta all'infezione da Covid 19 è andato gradualmente aumentando in questi ultimi giorni, a partire dall'assistenza ai servizi di emergenza impegnati nell'aiuto ai malati e anche nel lavoro con le autorità locali. Campagna per la lotta al Coronavirus. Manifesto pubblicitario a Tel Aviv con Benjamin Netanyahu, Avigdor Lieberman e Benny Gantz coperti dalle mascherine. Insieme per combattere la pandemia. Impennata nei casi positivi è stata registrata oggi in Israele. In mattinata erano ancora stimati in 3685, ma stasera il ministero della Sanità ha aggiornato la cifra a 4247. I casi gravi sono passati da 65 a 74. I decessi da 12 a 15. Il ministero ha precisato che comunque anche le guarigioni sono aumentate, essendo passate da 89 a 132.  Il governo israeliano sta pensando all'eventualità di mettere in quarantena alcune cittadine di ebrei ortodossi, tra cui Bnei Brak, vicino Tel Aviv. La motivazione è che in queste fasce di popolazione, i tassi di contagio sono più alti che nel resto della popolazione a causa del mancato rispetto, finora, del divieto di riunione imposto dal ministero della sanità nella lotta al coronavirus.   "Abbiamo non pochi problemi - ha ammesso in un'audizione alla Knesset un esponente del governo - con gli ortodossi, specie in posti come Bnei Brak. Una parte della discussione riguarda la possibilità di imporvi una chiusura e una quarantena". Da giorni si rincorrono gli appelli anche da parte dei rabbini capo di Israele a rispettare le disposizioni che hanno incluso la chiusura delle sinagoghe e delle scuole di studio. Questa mattina il ministro della sicurezza pubblica Gilad Erdan ha duramente attaccato un funerale di massa, svoltosi ieri sera all'uscita del riposo sabbatico proprio a Bnei Brak, definendolo "un grave incidente che mette in pericolo la vita". "Chiedo alla polizia - ha aggiunto su twitter - di far applicare le istruzioni del ministero della sanità in ogni parte del paese, senza eccezioni". I dati delle infezioni, diffusi dal ministero, sembrano aver convinto uno dei maggiori rabbini del mondo ultra ortodosso, Chaim Kanievsky, di base a Bnei Brak e finora piuttosto restio ad adeguarsi alle direttive. Oggi ha emesso una direttiva alla propria comunità di attenersi alle regole e di pregare all'aperto in massimo 10 persone e con una distanza uno dall'altro di 2 metri.

A Pantano premio Camilleri

[Clausulae insolitae indicunt suspicionem (Le clausole insolite sono sospette). Proverbio latino] La siciliana Ester Pantano ha vinto il premio Camilleri a Cortinametraggio il festival ideato e diretto da Maddalena Mayneri dedicato al meglio della cinematografia 'breve' italiana. La 15esina edizione in versione 2.0 è andata online dal 23 al 28 marzo, aderendo alla campagna #iorestoacasa lanciata dal mondo della cultura per contrastare la diffusione del Covid-19, con l'hashtag #CortinametraggioLive.    Il Premio Camilleri è stato istituito quest'anno dal Festival per ricordare il celebre scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e regista e dedicato al talento di una giovane attrice o attore under 30 che si è particolarmente distinto nelle ultime stagioni nella serialità italiana. La catanese Ester Pantano è interprete e co-protagonista della serie tv 'Imma Tataranni: sostituto procuratore' e protagonista femminile del film tv 'La Mossa del Cavallo - C'era una volta Vigata' tratto dall'omonimo romanzo di Andrea Camilleri.

600.000 casi nel mondo

[Similia similibus curantur (I simili si curano con i simili). Proverbio latino] Oltre 4.800 pazienti guariti dal coronavirus sono usciti dall'isolamento in Corea del Sud mentre altri 4.500 rimangono in quarantena sottoposti alle terapie. Lo annuncia il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, riporta la Cnn online. E' la prima volta che il numero dei guariti supera quello dei malati dal 20 gennaio, quando vennero confermati i primi casi di coronavirus nel Paese asiatico. Hanno superato i 600.000 i contagi da coronavirus nel mondo, secondo l'ultimo bilancio della Johns Hopkins University. Per la precisione, i casi finora registrati sono 601.478. Secondo l'ultimo bilancio, i deceduti in tutto il mondo sono 27.862 e i guariti 131.826.    Al primo posto come numero di contagi ci sono gli Stati Uniti, con 104.837 casi, al secondo l'Italia con 86.438 e al terzo la Cina con 81.948. "Non vorremmo che la confusione sui dati" dell'emergenza coronavirus "servisse a nascondere la responsabilità dei generali nella 'Caporetto' della sanità pubblica italiana". Paola Pedrini, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia definisce "sempre più inattendibili" i numeri diffusi su Covid-19 ed esprime il timore che "traggano in inganno l'opinione pubblica". In piena epidemia di Coronavirus, fra le polemiche per la penuria di materiale sanitario, la Francia ha ordinato un totale di un miliardo di mascherine alla Cina. Per il trasporto del materiale - destinato innanzitutto al personale degli ospedali che protesta ogni giorno per la carenza di protezioni per medici e infermieri - sarà necessario un ponte aereo, con un totale di 56 voli su circa 14 settimane.     A coprire le tratte saranno 4 voli a settimane effettuati da aerei russi Antonov. Ogni apparecchio caricherà 18,3 milioni di mascherine, fra le quali più di 74 milioni di FFP2. Le maschere, in un primo tempo, saranno immagazzinate in Cina a Shenzen e a Shanghai.    All'Eliseo, si tiene molto a sottolineare la reciprocità che esiste fra europei e cinesi - scrive oggi Le Monde - "per respingere ogni interpretazione di salvataggio del Vecchio continente da parte di Pechino. E si ricorda che a fine gennaio il governo cinese aveva sollecitato l'aiuto della Commissione europea, che aveva inviato 56 tonnellate di materiale sanitario, tute di protezione, disinfettante e maschere chirurgiche". Una fonte della presidenza, citata dallo stesso quotidiano, afferma che "ci rendiamo conto del disegno geopolitico che si delinea da parte cinese, e in misura minore da parte russa. Pechino vuole mostrare la sua forza, esibire il fatto di aver superato la crisi e aver sconfitto il virus al punto da venire in aiuto al mondo intero". Pechino, osserva il quotidiano francese, "aggiunge alle sue consegne una potente propaganda, destinata a far dimenticare di aver negato e di aver detto menzogne durante i primi due mesi della crisi sanitaria a Wuhan". Pedrini guarda alla situazione attuale in Lombardia e nelle aree della regione più colpite. Uno dei temi al centro del dibattito in questi giorni riguarda gli accessi ai pronto soccorso che sembra stiano vivendo un alleggerimento della pressione, e i malati che restano a casa. "Il ragionamento è un altro - osserva Pedrini. Prima si facevano i tamponi solo ai ricoverati, da qualche giorno si fanno ai ricoverati e agli operatori sanitari sintomatici, che sono quasi tutti ovviamente positivi anche se con pochi sintomi. Questo ha creato un dato di positivi non ricoverati sul territorio che prima non esisteva, numeri falsi perché riferiti ai soli operatori sanitari e non alla popolazione intera". "A questi numeri possiamo eventualmente aggiungere qualche tampone di controllo ancora positivo fatto ai dimessi convalescenti, spiega. Ci chiediamo se chi gestisce i numeri è solo incompetente, se vive in un universo parallelo o se ci sta marciando". "Sta passando un messaggio sbagliato, veicolato anche da alcuni dirigenti delle aziende sanitarie: diminuiscono gli accessi al pronto soccorso, quindi la gente ha paura di andarci o i medici di famiglia li mandano troppo tardi. Chi di noi sta lavorando in prima linea non si può permettere il lusso della chiacchiera: è assolutamente chiaro che la gente ci andrebbe al volo in ospedale quando sta male, ma i servizi di emergenza urgenza non ce la fanno a garantire tutti i ricoveri perché posti comunque non ce ne sono: i letti non si liberano", la riflessione di Pedrini. Il camice bianco analizza la situazione che si sta vivendo nella regione, in particolare nelle province più colpite dai contagi, come Bergamo, e fa riferimento anche alle dichiarazioni del direttore generale dell'Asst Bergamo Ovest, Peter Assembergs, che ieri all''Aria che tira' su La7 aveva parlato di un "confine pericoloso" e aveva spiegato che la gente ammalata "sta troppo a casa e aspetta perché ha paura" e "quando arriva da noi è già compromessa". Pedrini fa invece notare che piuttosto il problema è che i posti letto negli ospedali faticano a liberarsi e questo potrebbe influire. E aggiunge anche che "è vero: la richiesta dei pazienti ai medici di famiglia, almeno in Lombardia, sembra si stia riducendo, ma siamo molto preoccupati che questa notizia tragga in inganno l'opinione pubblica", conclude il numero uno dei medici di famiglia lombardi della Fimmg.

Bibi e Benny d'accordo

[Caput imperare, non pedes (A comandare è la testa, non i piedi). Proverbio latino] Il premier Benyamin Netanyahu e il suo ex avversario Benny Gantz sono a buon punto per la formazione di un governo di unità nazionale in Israele. I due - dopo un primo positivo incontro ieri sera in cui sono stati registrati "significati progressi" - torneranno ad incontrarsi stasera con l'obiettivo di chiudere i colloqui e dare vita all'esecutivo. Tra i termini dell'intesa, anche la staffetta tra i due al vertice dell'esecutivo con i primi 18 mesi affidati a Netanyahu e dal settembre del 2021 quella di Gantz. L'accordo prevede anche che Gantz, che continua ad essere bersagliato dalle critiche per la sua scelta, lasci la presidenza della Knesset - a cui è stato nominato nei passati giorni - per diventare o ministro degli esteri o della difesa. Netanyahu inoltre - secondo i media - vuole mettere nell'intesa una legge che un primo ministro incriminato può continuare nella carica. Con altri due casi accertati sono arrivati a 106 i positivi all'infezione da coronavirus in Cisgiordania. Lo ha annunciato il premier Mohammad Shtayyeh spiegando che i due nuovi malati si riferiscono uno al villaggio di Qatanna, a nord ovest di Gerusalemme, e un altro nel governatorato di Hebron. Finora c'è stata una sola vittima, una donna palestinese del villaggio di Bidu. Il numero dei casi positivi di coronavirus è salito oggi in Israele a 3.865, di cui 66 sono giudicati in condizioni gravi. Lo ha reso noto il ministero della sanità. I decessi sono stati finora 12. Due paramedici del Magen David Adom - equivalente israeliano della Croce Rossa internazionale - sono rimasti stupiti nell'apprendere che ha avuto una diffusione internazionale una immagine che li riprende mentre sono assorti in preghiera accanto alla loro ambulanza. Abraham Mintz indossava il 'talled' ebraico, mentre il suo compagno Zohar Abu Jana, un beduino musulmano, era genuflesso a terra sul suo tappetino. Quella pausa religiosa ha catturato l'attenzione dei media internazionali.     Da un anno Abraham e Zohar prestano servizio assieme nella zona di Beer Sheva, nel sud di Israele. "Non compendiamo il clamore
suscitato dalla foto" ha detto Abraham alla televisione Ch. 12. "Semplicemente pregavamo assieme. Questa è la nostra realtà quotidiana". "Quando è il momento - ha aggiunto Zohar - fermiamo l'ambulanza per alcuni minuti. Ognuno prega anche per l'altro. In questo lavoro è normale lasciare da parte la politica perché siamo chiamati ad aiutare persone in difficoltà". L’esercito israeliano ha bombardato alcune postazioni militari di Hamas nel nord della Striscia di Gaza dopo che Israele aveva subito un attacco missilistico. Negli scorsi giorni Gaza aveva lanciato l’allarme per l’insufficiente numero di respiratori presenti, 45 rispetto ai 150 minimi necessari oltre ad avere soltanto 70 posti letto in terapia intensiva. Il ministro della sanità Rami al-Abadlah ha commentato: “Anche senza la pandemia il ministero della sanità non è in grado di fornire alla gente i servizi necessari. Sarebbe catastrofico se questa pandemia si diffondesse, abbiamo iniziato a trasferire alcune apparecchiature mediche verso i nuovi ospedali che si occuperanno dei pazienti ricoverati per il Covid-19”. La situazione è molto critica all’interno della zona. I continui attacchi tra le due parti non fanno altro che impoverire o uccidere i civili presenti. Adnan Abu Hasnan dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha sottolineato che: “Gaza ha bisogno di tutto, ma specialmente abbiamo bisogno di rifornimenti medici, abbiamo bisogno soprattutto di strumenti tecnologico-diagnostici, strumenti per affrontare la situazione per individuare le persone che hanno realmente contratto il virus”.

sabato 28 marzo 2020

Torna l'ora legale

[Il mondo é un teatro, vieni, vedi, e te ne vai. Proverbio latino] Le lancette degli orologi andranno spostate un'ora in avanti, garantendo nei prossimi 7 mesi benefici per tutto il sistema: nel 2019, secondo quanto rilevato da Terna, il risparmio è stato di 505 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 190 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 250 mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 100 milioni di euro.     Il beneficio nel 2020, specifica la società che gestisce la rete elettrica nazionale, "potrà tuttavia essere influenzato dalla riduzione dei consumi registrata in questo periodo di chiusura delle attività per effetto dell'emergenza sanitaria da Covid-19".

Chiusa la Porta di Giaffa

[Excusatio non petita, accusatio manifesta (Scusa non richiesta, accusa manifesta). Proverbio latino] Ora in osservanza delle norme anti-coronavirus,   è stata chiusa, principale via di accesso alla Città Vecchia di Gerusalemme.  La Porta di Giaffa, Porta dell’Amico  o Porta della Torre di Davide è un antico passaggio nelle fortificazioni della Città Vecchia di Gerusalemme. È la sola porta che si apre sul lato occidentale della cinta muraria ed è da li che partivano le strade per Giaffa ed Hebron. Un documento del Ministero della Sanità afferma che Israele ha solo 50 ventilatori in deposito per l’uso in situazioni di emergenza, secondo Channel 13. Israele sta cercando di acquistare ulteriori ventilatori per soddisfare la domanda attesa in mezzo alla pandemia. Intanto è purtroppo aumentato il bilancio delle vittima da Coronavirus, ora sono tre. Il governo israeliano ha approvato misure pubbliche ancora più stringenti nella lotta al coronavirus mentre i casi di infezione sono arrivati nel paese a 2170. Le nuove direttive prevedono la chiusura dei negozi non essenziali, il divieto di uscita da casa se non per comprare (una persona sola) cibo, per andare al lavoro, per visite mediche, per recarsi in farmacia e per altri servizi essenziali. Non ci si potrà, inoltre, allontanare per più di 100 metri dal proprio domicilio. Trasporti pubblici ridurranno del 25% il servizio all'essenziale con i taxi che dovranno portare una sola persona.  Un appello urgente a decine di migliaia di manovali palestinesi attualmente impiegati in Israele affinché rientrino immediatamente in Cisgiordania è stato lanciato dal premier palestinese Muhammad Shtayyeh. Il premier ha menzionato la crescente diffusione in Israele del coronavirus e la previsione che nelle prossime ora vi sarà imposta una chiusura di vaste dimensioni che comunque impedirebbe loro di continuare a lavorare nei cantieri. Al loro ritorno - ha aggiunto Shtayyeh - dovranno osservare 14 giorni di quarantena nelle proprie abitazioni.

Cigd accordo regionale 

[Primum non nocere (Prima di tutto non nuocere). Proverbio latino] C’è l’accordo regionale in Sicilia sulla Cassa integrazione in deroga. E’ stato raggiunto dopo alcuni incontri propedeutici effettuati nei giorni scorsi, al termine di una riunione, in videoconferenza, convocata dall’assessore regionale del Lavoro, Antonio Scavone con l’Inps, l’Anpal e i rappresentanti delle forze sociali, datoriali, del mondo delle professioni e del terzo settore più rappresentative. "Un risultato soddisfacente - ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - che permette, grazie a procedure più semplificate e concertate con tutti gli interessati, di accelerare la corresponsione di un sostegno al reddito ai lavoratori sospesi e a rischio di espulsione dai processi produttivi a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Tra le novità più significative l’accesso alla Cassa integrazione degli operatori del Terzo settore". I datori di lavoro che hanno sospeso la propria attività potranno richiedere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga per la durata della sospensione del rapporto di lavoro. A beneficiare del sussidio i lavoratori subordinati – anche i pescatori delle acque interne – esclusi i dirigenti e i lavoratori domestici. Il trattamento di Cigd, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo per le ore di riduzione o sospensione delle attività, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola. Limitatamente ai lavoratori del settore pesca si farà riferimento alle ore non lavorate o alle giornate di mancata pesca. I periodi per i quali verrà richiesto il trattamento in deroga potranno essere anche non continuativi. "Il trattamento può essere riconosciuto – spiega l'assessore Scavone - per un massimo di nove settimane, a decorrere dal 23 febbraio e limitatamente ai dipendenti già in forza a  quella data . Eventuali maggiori periodi dovranno essere autorizzati dal governo nazionale". 

Knesset senza presidente

[Primum non nocere (Prima di tutto non nuocere). Proverbio latino] La Corte Suprema d’Israele ha intimato al presidente della Knesset, Yuli Edelstein, di mettere ai voti la carica di presidente della knesset entro mercoledì. La sentenza arriva a seguito di una petizione presentata alla Corte da gruppi per i diritti civili che chiedono la ripersa dei lavori della Knesset nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia covid-19. Edelstein, definendo “scorretto” l’intervento della Corte in un processo interno della Knesset, ha dichiarato: “Con tutto il rispetto, non accetto ultimatum”. E ha aggiunto: “Intendo mettere ai voti la posizione di presidente della Knesset il più presto possibile compatibilmente con le circostanze, e non oltre la data in cui la Knesset si riunirà per l’istituzione del governo”. Dopodiché la Corte Suprema ha ribadito all’unanimità l’ingiunzione a Edelstein ha indire il voto entro mercoledì. Il presidente della Knesset Yuli Edelstein ha annunciato le proprie dimissioni attaccando con forza la decisione della Corte Suprema che gli imponeva di mettere ai voti la sua carica entro mercoledì, come richiesto dalla maggioranza dei parlamentari. “La decisione della Corte Suprema non si basa sulla lettera della legge, ma su una sua interpretazione unilaterale – ha detto Edelstein.  I 61 parlamentari nel blocco centrosinistra+lista araba, guidato da Benny Gantz, chiede invece che la Knesset elegga il nuovo presidente, candidando Meir Cohen (di Yesh Atid), che ne è stato vicepresidente fino alle elezioni dell’aprile 2019. Ma non è chiaro quando il voto potrà aver luogo. Il consulente giuridico della Knesset, Eyal Yinon, ha detto che le dimissioni di Edelstein non lo dispensano dal convocare il voto entro mercoledì. Ma Edelstein ha annunciato che si rifiuta di farlo. Il blocco di Gantz accusa Netanyahu di voler impedire la sostituzione di Edelstein (del Likud) per impedire la messa ai voti di un disegno di legge volto a impedirgli di essere primo ministro in quanto incriminato. “Il parlamento d’Israele appartiene ai cittadini d’Israele – ha detto Gantz – e i rappresentanti eletti adempiranno le leggi e le decisioni della Corte, giacché nessuno è al di sopra della legge”.

venerdì 27 marzo 2020

In Sicilia oggi zero morti

[Cuivis homini est errare, nullius nisi insipientis est perseverare in errore (Errare è tipico di ogni uomo, ma perseverare nell'errore è tipico dello sciocco). Proverbio latino] Sono 1.168 i positivi al coronavirus in Sicilia, 73 in più di ieri. I dati sono aggiornati alle 17 di oggi e comunicati dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.   Dall'inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 11.079. Di questi sono risultati positivi 1.260, mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.168 persone.   Sono ricoverati 500 pazienti, di cui 75 in terapia intensiva, mentre 668 sono in isolamento domiciliare, 53 guariti e 39 deceduti.   Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 55 (2 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 49 (22, 2, 4); Catania, 344 (129, 13, 18); Enna, 147 (89, 1, 7); Messina, 216 (126, 5, 6); Palermo, 204 (82, 13, 2); Ragusa, 29 (8, 3, 0); Siracusa, 63 (18, 14, 2); Trapani, 61 (24, 0, 0). "Solo a Palermo sono oltre 2.500 le richieste di aiuto già pervenute, famiglie allo stremo.    'Abbiamo fame, dateci qualcosa da mangiare' chiedono in numero sempre maggiore". Gabriella Lipani, direttore dell'Associazione Banco Alimentare, non nasconde di essere preoccupata. La sua Onlus, assieme a Caritas diocesana e Banco delle Opere di carità, che il Comune di Palermo ha chiamato per fare fronte a quella che è ormai una vera e propria emergenza parallela a quella sanitaria: la necessità di fornire generi alimentari ai più bisognosi. Una platea di famiglie disperate, i cui componenti sono per lo più disoccupati o lavoratori in nero, che non è più in grado di fare la spesa. E la situazione rischia di degenerare, come dimostra il tentativo di saccheggio a un supermercato avvenuto ieri da parte di un gruppo di persone che ha riempito i carrelli e ha tentato di fuggire senza pagare. Il Comune, attraverso le circoscrizioni e i servizi sociali territoriali, ha attivato il sistema di assistenza alimentare.

Quasi 1.000 morti in un giorno

[La politica è la lotta per la felicità di tutti. José Mujica] Sono 10.950 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 589 in più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 999. Per quanto riguarda il numero dei morti, sono 9.134 in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 969. E' l'incremento più alto dall'inizio dell'emergenza. Giovedì l'aumento era stato di 662. 50 sono vittime relative a ieri e non conteggiate. Sono complessivamente 66.414 i malati.Da domani, per velocizzare i tempi di consegna del materiale sanitario, verranno utilizzati non solo i camion ma anche gli elicotteri dell'Esercito. Lo ha annunciato il commissario Domenico Arcuri sottolineando che il personale militare sarà utilizzato anche "per aumentare il numero degli uomini che lavorano nei depositi e sono preposti alla distribuzione dei materiali". "Oggi consegniamo 136 ulteriori impianti di terapia intensiva, negli ultimi 2 giorni ne abbiamo consegnati 142. Negli ultimi 3 giorni abbiamo consegnato complessivamente 9,6 milioni di mascherine". Tutto questo senza l'aiuto dei cosacchi di Putin. Così il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa alla Protezione civile. "Un'impresa italiana che produce ventilatori dalla prossima settimana raddoppierà la produzione, da 25 a 50 ventilatori al giorno - ha aggiunto La logica è diventare in fretta autosufficienti". "Quanto all'incentivo 'Cura Italia' (50 milioni, ndr), molte centinaia di cittadini e imprese si appalesano per contribuire a produzione dispositivi di protezione individuale. Altre aziende italiane hanno raddoppiato la produzione di caschi per attenuare il rischio che i pazienti finiscano in terapia intensiva. Un consorzio di imprese nazionali intorno al settore della moda ha avviato la produzione di 1,5 milioni mascherine in una settimana a partire da lunedì". Uno stanziamento di altri 75 miliardi, ordini del giorno che siano impegnativi per il governo, un nuovo incontro fra il premier Giuseppe Conte e i leader di opposizione, stabilire insieme la linea da tenere anche in Ue e un relatore anche di opposizione per i decreti che riguardino il coronavirus. Sono queste le richieste presentate dalle opposizioni alla cabina di regia con il governo. Su una parte di queste il governo avrebbe aperto: è già stato stabilito che ci sarà un incontro fra Conte e i leader dell'opposizione, la prossima settimana, ed è ritenuta una strada percorribile quella degli ordini del giorno per recepire le indicazioni delle opposizioni. Più stretta è la via del doppio relatore. C'è poi un'apertura a un dl che vada oltre i 25 miliardi annuncianti, anche se il governo non si è sbilanciato in cifre. Governo e opposizioni si sono detti disponibili a nuovi incontri ma, per il momento, non sono state fissate date.

Cigs in Gesap

[Bonae fidei non congruit de apicibus iuris disputare (Non risponde a buona fede il cavillare sulle sottigliezze del diritto). Proverbio latino] Prima di ogni altra cosa bisogna precisare e dire con chiarezza, che mentre molti enti, pubblici e privati, donano qualcosa per le strutture ospedaliera in lotta contro un nemico invisibile la Gesap, fino ad ora, brilla per il suo silenzio e come se non esistesse. Probabilmente la Gesap è come un miraggio. Anche quando è parzialmente chiuso riesce a dare il meglio del peggio di se: la parola solidarietà non fa parte del codice etico, tanto voluto dal cda, della Gesap. Dovreste dare le dimissioni solo per questo.  L’aeroporto di Palermo è aperto (come è previsto dal decreto del ministero dei Trasporti) e opera al momento con tre movimenti al giorno (due voli da e per Roma Fiumicino e uno da e per Lampedusa). Ma il drastico taglio dei voli effettuato dalle compagnie aeree – a causa dell’emergenza sanitaria Covid19 – ha fatto segnare, nella terza settimana di marzo, il calo dei passeggeri del 98%o – in media 250 passeggeri al giorno – e -94% sui movimenti rispetto allo stesso periodo del 2019. Il raffronto dei dati 2020/2019 sulle prime tre settimane di marzo è impietoso: -76% (-53% sui movimenti). Le statistiche sull’anno consegnano un -21% sui passeggeri e un -14% sui movimenti), dati destinati a peggiorare. Inoltre, la chiusura di quasi tutti gli esercizi commerciali all’interno dell’aerostazione ha causato l’inevitabile crollo dei ricavi. Già agli inizi di marzo, la Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino, ha messo in campo un piano straordinario per ridurre i costi di gestione, per tentare di mitigare in parte i danni economici causati dal crollo del traffico aereo e salvaguardare i livelli occupazionali: razionalizzazione dell’efficienza energetica, rimodulazione delle operazione nel terminal, a partire dalla concentrazione e dall’accorpamento dei banchi check-in e dei gate partenze e arrivi, smaltimento delle ferie residue dei dipendenti, blocco delle prestazioni straordinarie e lavoro a distanza (smart working). Ora, infine, è stato siglato con i sindacati di categoria l’accordo per la cassa integrazione straordinaria (cigs) di dodici mesi, per tutti i dipendenti, con il mantenimento dei servizi minimi, richiesta da Gesap per crisi aziendale dovuta a eventi improvvisi e imprevisti. “Per attivare concretamente la cigs, l’ultimo passaggio formale è la convocazione da parte dell’ufficio provinciale del lavoro, che si attende con urgenza – afferma Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap – in questa situazione surreale la società si è trovata a dover affrontare una crisi improvvisa e inaspettata che, con grande senso di responsabilità di tutti i lavoratori, si sta fronteggiando, garantendo i servizi essenziali e l’operatività stessa dell’aeroporto. L’accordo di avvio della cigs con i sindacati garantisce una concreta salvaguardia dei livelli occupazionali e farà si che questa crisi non metta a repentaglio nessun posto di lavoro”.  

Adp contro covid-19

[Bonum comune est melius quam bonum unìus (Il bene comune è migliore del bene del singolo). Proverbio latino] Nel frattempo AdP continua ad operare contribuendo a importanti missioni di solidarietà per arginare l’emergenza COVID-19, come l’arrivo di 200mila mascherine dalla Cina in favore del personale sanitario pugliese e le decine di container partite alla volta del Lussemburgo, attraverso un’operazione NATO, per la realizzazione di un ospedale da campo. Operazioni che in questi giorni hanno interessato l’aeroporto ‘Karol Wojtyla’ di Bari, unico scalo pugliese al momento operativo in applicazione del decreto del 24 marzo emanato dal Ministro dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute, che per via delle cessata attività di linea ha disposto la chiusura di numerosi aeroporti italiani. A tal proposito si comunica che AdP ha recepito la nota dell’ENAC che dispone la proroga dello stop temporaneo dell’aeroporto di Brindisi fino al 3 aprile 2020. “A fronte della forte criticità della compagnie aeree, stiamo vivendo anche una forte criticità delle infrastrutture aeroportuali italiane”. Lo ha detto il vicepresidente di Assaeroporti Fulvio Cavalleri intervistato da Class Cnbc. “L’anno scorso abbiamo movimentato 193 milioni di passeggeri. Se facciamo una stima di quella che potrebbe essere la perdita del traffico da marzo a ottobre, sempre che sia questa la data prevista per una ripresa, vuol dire che soltanto in questo periodo sono 130 milioni di perdita di passeggeri sul 2019. E quando si riprende ci sarà una ripresa lenta, per motivi economico e sociali”, ha aggiunto, sottolineando che “vediamo con grande apprensione questo periodo, perché a fronte di ricavi zero ci sono costi non comprimibili”. Assaeroporti, ha aggiunto Cavalleri, ha “una serie di richieste che formuleremo a breve per il decreto di aprile: il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali; l’alimentazione del Fondo del traffico aereo; la sospensione del pagamento dei canoni concessori e la soppressione dell’Ires; l’eliminazione di tasse che non riguardano il trasporto aereo come l’addizionale comunale; e il differimento di modifiche non necessarie al quadro regolatorio per consentire agli aeroporti di risparmiare fieno in cascina e resistere fino a quando ci sarà questa ripresa”. Ma ovviamente la crisi non riguarda solo l’Italia. Solo martedì 24 marzo hanno volato nei cieli del continente 6.268 velivoli, “oltre il 77% in meno” (-21.254) rispetto a un anno fa, secondo quanto comunica su Twitter Eamonn Brennan, direttore generale di Eurocontrol. Il dato segna un’ulteriore diminuzione rispetto a lunedì, quando in Europa erano decollati e atterrati 6.837 aerei, il 75,9% in meno del 2019.

Ora Putin ha paura

[Inter caecos regnat luscus (Fra i ciechi regna l'orbo). Proverbio latino]  Il governo russo ha ordinato la chiusura di tutti i bar e ristoranti nel Paese a partire da domani per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Mosca. La Russia "è riuscita a contenere il coronavirus" fino adesso ma il Paese non è in grado di "bloccare" completamente la minaccia. Lo ha detto Vladimir Putin parlando alla nazione, sottolineando che ora è "imperativo" rispettare le indicazioni delle autorità. Per contenere l'epidemia, Putin ha annunciato che verrà introdotto "una settimana di stop" alle attività "non essenziali", dal 28 marzo al 5 aprile. "State a casa", ha detto Putin in televisione. Tre pazienti sono deceduti a Mosca a causa del
coronavirus. Lo ha reso noto il dipartimento sanitario della capitale russa, spiegando che ''due pazienti anziani (e allora visto che avevano già vissuto, pazienza ...) sono morti a Mosca. Erano risultati positivi al test per il coronavirus''. Si tratta delle prime due vittime del Covid-19 in Russia.  In una nota diffusa dalle autorità sanitarie russe si spiega che i due soffrivano di polmonite e di complicanze. Till Lindemann, cantante del gruppo metal tedesco Rammstein, è ricoverato a Berlino in terapia intensiva a causa del coronavirus. Lo rendeno noto i media tedeschi, secondo i quali il cantante 57enne ha cominciato ad avvertire i primi sintomi della malattia al ritorno da un live in Russia. Lindemann sarebbe arrivato in ospedale con la febbre alta. Gli accertamenti hanno confermato una polmonite e la positività al Covid-19. Come ogni dittatura le notizie non devono trapelare, i morti, i positivi, chi è in terapia intensiva restano un tabù. In Russia va tutto bene tanto che si organizza una missione militare in Italia, non si era mai visto che un paese della Nato permettesse turo questo al nemico. Il presidente Vladimir Putin ha chiesto l'imposizione di una tassa del 15% sui capitali che dalla Russia vengono esportati all'estero nonché l'introduzione di una tassa del 13% (equiparata dunque a quelle sul reddito) sugli interessi generati da investimenti finanziari (ma solo se il capitale investito è superiore a 1 milione di rubli, ovvero circa 12 mila euro al cambio attuale). I proventi verranno utilizzati per finanziare le misure sociali anti-crisi. In pratica si tratta di una tassa sugli oligarchi e sulla classe più abbiente russa. Vladimir Putin terrà oggi un discorso alla nazione, in connessione con la pandemia di coronavirus. Il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov, ha dichiarato che il capo del Cremlino “sta ultimando i dettagli” dell’intervento e parlerà in diretta televisiva dopo le 15 moscovite, le 13 in Italia. Ad oggi la Russia sembra essere scampata ad un contagio su ampia scala, ma la situazione potrebbe essere molto più seria di quanto ammettano i dati ufficiali e ieri lo stesso sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, molto vicino a Putin, ha denunciato il pericolo di sottovalutare la crisi, ha detto che “i numeri reali dei malati sono più alti” e ha esortato a prendere misure più stringenti. Vladimir Putin ha annunciato il rinvio della consultazione popolare sugli emendamenti alla Costituzione russa prevista per il 22 aprile, a causa dell’espandersi del contagio da coronavirus. “Credo il voto sulla Costituzione vada rinviato”, ha detto il presidente russo durante il suo discorso alla nazione. La riforma costituzionale che potrebbe permettere a Putin di restare presidente fino al 2036 divide i russi. Secondo un sondaggio del centro demoscopico Levada condotto dal 19 al 25 marzo su un campione di 1.624 persone di varie fasce di età in diverse regioni della Russia, il 48% degli intervistati è favorevole alla riforma mentre il 47% è contrario.    La riforma di fatto elimina per Putin il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato consentendo al leader del Cremlino di ricandidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030.    Il 30% dei russi intervistati si è detto categoricamente contrario e il 17% si è detto abbastanza contrario. Il 23% ha invece dichiarato di essere fermamente a favore e il 25% di essere abbastanza a favore. Secondo gli ultimi dati ufficiali, in Russia vi sono 658 contagiati da coronavirus, 29 in più rispetto a ieri. Ma anche dall’entourage vicino a Putin si sollevano dubbi sulla reale entità del contagio in Russia, considerato molto più esteso. La misura colpisce anche bar e ristoranti - tranne la consegna a domicilio - e i principali parchi di Mosca. La Russia ha deciso di fermare tutti i voli internazionali per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Mosca. Lo stop partirà dalla mezzanotte di oggi. Le compagnie aeree russe continueranno a volare per riportare in patria i cittadini o se autorizzate da speciali permessi delle autorità. In Russia ci sono ufficialmente 658 casi di coronavirus e tre morti.

La pecora fuori dal gregge

[Homo faber fortunae suae (L'uomo è artefice del proprio destino). Proverbio latino] Il premier britannico Boris Johnson è stato contagiato dal coronavirus ed è in auto-isolamento. Lo riporta Downing Street precisando che i sintomi sono al momento "leggeri". Il tampone è stato eseguito ieri dopo che il primo ministro conservatore aveva accusato sintomi definiti leggeri di contagio da Covid-19.  Contagiato anche il ministro della Sanità, Matt Hancock, che ha confermato in prima persona di essere a sua volta risultato positivo al test e di avere al momento "sintomi lievi". Hancock è ora in auto-isolamento, come ha fatto sapere.  "Dopo aver manifestato sintomi lievi ieri, il Primo Ministro è stato sottoposto al test sul coronavirus su personale consiglio del chief medical officer, il professor Chris Whitty", ha detto oggi una portavoce di Downing Street. "Il test è stato eseguito da personale dell'Nhs (il servizio sanitario nazionale britannico) qui al numero 10 e il risultato è stato positivo". La portavoce ha precisato che comunque Johnson al momento non ha smesso di lavorare e "continua a guidare la risposta del governo all'emergenza coronavirus". Nei giorni scorsi era stato precisato che, in caso d'impedimento, la guida dell'esecutivo sarebbe passata temporaneamente al suo vicario di fatto, il titolare degli Esteri, Dominic Raab, uno dei due ministri elevati nei mesi scorsi al rango di Primo Segretario di Stato (l'altro è Michael Gove).  Johnson si rivolge ai britannici via Twitter, spiegando di avere febbre e tosse, ma di essere in grado di guidare il Paese. "Sto lavorando da casa in auto-isolamento perché è assolutamente la cosa giusta da fare. Ma non abbiate dubbi che posso continuare a guidare la controffensiva nazionale contro il coronavirus, col mio top team, grazie alla magia delle moderne tecnologie". Il premier ringrazia poi tutto lo staff e "ovviamente il nostro meraviglioso personale" sanitario. Il discorso alla nazione di Boris Johnson di giovedì 12 marzo ha lasciato sbigottito il mondo intero. Non tanto per le parole utilizzate: Il virus nel Paese è molto più diffuso di quel che dicono i numeri. Stiamo andando incontro alla peggior crisi sanitaria del dopoguerra. Preparatevi a vedere morire molti dei vostri cari. Quanto per il fatto che il primo ministro britannico si sia presentato in conferenza stampa accompagnato da due esperti medici, Chris Whitty e Patrick Vallance, i quali hanno subito spiegato che avrebbero perseguito la strategia dell’immunità di gregge. Rifacendosi alle teorie della psicologia comportamentale, David Halpern, un altro medico messo a capo di un’apposita commissione, ha convinto Boris Johnson che sarebbe stato sufficiente applicare la nudge theory. In parole povere, il governo e le autorità avrebbero dovuto limitarsi a dare indicazioni di massima e di buon senso. Non imporre alcun divieto. In netto contrasto con quanto accaduto in Cina e in Italia, e in seguito anche in Spagna e in Francia. Le indicazioni di base, se seguite, avrebbero permesso di diffondere un contagio controllato, che non avrebbe affossato la sanità pubblica e avrebbe permesso alla maggioranza della popolazione, “il gregge” per l’appunto, di immunizzarsi nel tempo.

Az mutante

[Primum facere, deinde philosophari (Prima fa', poi filosofeggia). Proverbio latino] Le compagnie europee rischiano di perdere 76 miliardi di dollari di ricavi e la domanda passeggeri è stimata in calo del 46% rispetto ai livelli del 2019. E' questo l'ultimo scenario tratteggiato dalla Iata, l'associazione internazionale del trasporto aereo, che rafforza il suo appello ai Governi europei perché attuino un intervento urgente. Un declino di questa portata - avverte - mette a rischio circa 5,6 mln di posti di lavoro e 378 miliardi di dollari in Pil sostenuto dal trasporto aereo. Già da mesi il governo italiano vuole riprendersi Alitalia, non bastano i soldi buttati per ripianare gli innumerevoli debiti accumulati da apprendisti commissari, l'eterna cig per il personale.  "Alitalia è la storia del volo commerciale italiano nel mondo. Ha un portato di cultura, tradizioni e competenze unico che non può andare disperso. Un valore italiano e deve continuare ad esserlo. Siamo certi di trovare all'interno della compagnia tutte le professionalità necessarie al rilancio dell'azienda. Sono  favorevolmente colpito dall'ultimo decreto del Governo su Alitalia. Una strada che Usaerospace Partners Inc potrà percorrere insieme alle istituzioni italiane ed ad ogni altro interlocutore pronto a collaborare al rilancio di questa storica azienda italiana": con queste parole Carlo Goria, che cura in Italia gli interessi della statunitense Usaerospace Partners, ha espresso l'interesse del suo Gruppo a rilevare in un unico blocco l'intero pacchetto Alitalia. "Conosciamo molto bene le complessità in cui versa Alitalia -ha proseguito- e siamo certi che tutti dovranno e vorranno fare ogni sforzo per permettere a questo importante marchio di tornare ad essere un player globale, capace di competere e portare l'eccellenza italiana nel mondo". La dichiarazione è giunta in contemporanea con la notizia dell'interesse espresso anche dall'imprenditore di origine boliviana German Efromovich (già in passato aspirante a rilevare Alitalia insieme a Riccardo Toto  e Claudio Lotito), attraverso la lussemburghese Synergy Europe. Un nome non nuovo nel settore del trasporto aereo di linea, in quanto direttamente collegato col Gruppo latino-americano Avianca. Nella manifestazione d'interesse dichiara ricavi per 4 miliardi di dollari. Il suo sito Internet presenta diverse controllate, oltre a Wow: Asc handling, con sede a Londra Heathrow, Sw Italia, che si occupa di cargo da Malpensa soprattutto verso Azerbaijan e Hong Kong, Robinson (due divisioni attive nella riparazione e allestimento dei jet business) e Oasis aviation group, servizi cargo tra Usa e Africa. Presidente del gruppo è Michele Roosevelt Edwards (cognome acquisito dopo il terzo matrimonio), facoltosa americana, cattolica e repubblicana, la cui charity di beneficenza, la US Charitable Trust, proprio in questi giorni ha dichiarato il suo sostegno al Policlinico Gemelli di Roma nella lotta contro il Covid. Alitalia è strategica e tornerà ad essere la compagnia di bandiera.  Ma il nostro governo pensa in piccolo.  Ma la newco che la farà decollare partirà da dimensioni molto ridotte, appena un quarto di quelle attuali. A questo stanno lavorando il Governo e il commissario straordinario Giuseppe Leogrande, che puntano a fare in fretta, dando vita alla nuova Alitalia nazionalizzata in poco più di un mese, perché la liquidità in cassa sta terminando. La nuova rotta per la compagnia, improntata col decreto Cura Italia, è stata illustrata ai sindacati nel corso di una videoconferenza convocata dal ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, cui hanno partecipato anche i ministri dei trasporti Paola De Micheli e del Lavoro Nunzia Catalfo, oltre al commissario Leogrande. Il Governo ha ribadito la strategicità della compagnia resa ancora più evidente da questa situazione legata all’emergenza coronavirus e ha confermato la strada della newco pubblica. L’elemento nuovo emerso nella riunione riguarda il perimetro della nuova società che, come anticipato in mattinata da Patuanelli in un’intervista a Repubblica, sarà “limitato”, cioè “proporzionato alla capacità di fatturare di oggi”. Tradotto, la newco partirà con una flotta di 25-30 aerei, cioè quelli che stanno volando in questo momento di emergenza Covid-19, ovvero un quarto della flotta totale attuale che conta 113 velivoli. Se ci fosse una riduzione analoga anche per il personale, si arriverebbe a circa 3 mila dipendenti dagli attuali 11 mila. Riportando così la compagnia ai livelli del 1957, all’Alitalia Lai nata dalla fusione con Lai, che contava circa 3 mila dipendenti e 37 aerei. Ben lontani quindi dagli anni 2001-2004, quando l’Alitalia di cui era azionista lo Stato aveva oltre 20 mila dipendenti e una flotta di 160-185 aerei. La newco verrà costituita al più presto, un mese o poco più, e nel consiglio di amministrazione entrerà anche un rappresentante dei lavoratori.  Elemento che trova il plauso dei sindacati, preoccupati però dalla mancanza di un piano di crescita della compagnia una volta finita l’emergenza. “La nuova Alitalia deve nascere con un’idea di sviluppo ed aumento dei voli, superata la fase emergenziale”, avverte la Cgil insieme alla Filt, chiedendo che l’eventuale piano industriale sia “a tutela dell’occupazione”. Giudizio sospeso dalla Uil e Uiltrasporti, che attendono dai prossimi incontri (forse già lunedì 30) chiarimenti sul perimetro della newco, l’organico dei lavoratori, la flotta e “sui progetti di crescita che si devono mettere necessariamente in campo in previsione della ripartenza del mercato”. Chiedono rilancio anche Cisl e Fit, secondo le quali questa situazione di emergenza “non può essere il punto di riferimento per costruire l’Alitalia futura”. Non mancano i dubbi su come tutto questo si integrerà – fa notare l’Fnta – con l’esito del bando per la vendita che ha già raccolto 8 manifestazioni di interesse, di cui 3 per l’intera compagnia. Intanto l’effetto coronavirus rischia di pesare ancora di più sui dipendenti della compagnia. La proroga della cigs chiesta dall’azienda fino al 31 ottobre (per 3.960 dipendenti, di cui 2.785 solo per il coronavirus) rischia di far lievitare i dipendenti coinvolti fino a quasi 6 mila: è in programma l’incontro con i sindacati e il Ministero del lavoro per chiudere la trattativa, ma è difficile che su questi numeri si raggiunga un’intesa sulla procedura, che scatterà quindi con il mancato accordo dei sindacati. “La crisi di Alitalia, certamente aggravata dal COVID-19, ha radici profonde. La compagnia aerea si trova da quasi tre anni in amministrazione straordinaria, in questo periodo ha continuato ad accumulare perdite ingenti a fronte di una redditività esigua. La crisi globale del settore potrebbe rendere particolarmente difficoltosa la formulazione di un piano industriale sostenibile”. E’ quanto scrive la Banca d’Italia in un documento depositato alla Commissione bilancio del Senato che sta esaminando il decreto Cura Italia. Per Bankitalia comunque la nazionalizzazione di Alitalia “non rientra nel campo di applicazione del divieto di aiuti di Stato, anche in virtù del principio di neutralità rispetto al regime di proprietà sancito nel diritto europeo, che esige tuttavia per il futuro il rispetto delle medesime regole di concorrenza per le imprese pubbliche e private”. Gli aiuti di Stato in favore del settore del trasporto aereo in generale contenuti nel decreto, infine, sono “in linea con le iniziative adottate a livello europeo. La Commissione europea ha fatto riferimento a questo comparto come a uno dei possibili destinatari di aiuti in virtù della deroga per circostanze eccezionali”.

giovedì 26 marzo 2020

Gli sciacalli non muoiono mai

[Estore ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae. / Siate prudenti come serpenti e semplici come colombe. Proverbio latino] Nell'ultimo mese gli attacchi hacker al sito dell'Oms sono raddoppiati, anche se senza successo. Lo afferma, riporta il daily Mail, il capo della sicurezza informatica dell'organizzazione Flavio Aggio, secondo cui l'identità degli autori degli attacchi non è ancora stata chiarita. Gli hacker, spiega Aggio, hanno cercato di rubare diverse password dello staff. "Non abbiamo dati precisi, ma il numero di questi attacchi contro di noi e dell'uso del nome dell'Oms per colpire altri soggetti è raddoppiato". Un picco negli attacchi, ha rivelato una ricerca dell'azienda di cybersecurity Blackstone Law Group, è stato registrato il 13 marzo, quando un gruppo di hacker ha utilizzato un finto sito che riproduceva quello utilizzato dall'Oms per la posta interna. Anche in Italia, riferisce l'esperto di cybersecurity Oren Elimelech, consulente del governo israeliano e della Level Ins Agency, il rischio si è alzato. All'inizio della crisi Elimelech aveva spiegato che ci troviamo davanti a "una delle più grandi campagne di phishing realizzata fino ad ora, cominciata proprio agli inizi di febbraio in concomitanza con la diffusione del Covid-19". Di recente anche la Polizia di Stato ha invitato gli utenti a prestare particolare attenzione, specialmente per le donazioni a ospedali, essendo state segnalate pagine fake in tutto simili alle originali. Non mancano email di phishing contenenti link a virus che, se scaricati, criptano il contenuto dell'intero computer, esigendo un "riscatto" per liberare i dati in ostaggio. "Indispensabile - spiega l'esperto israeliano - mantenere la massima allerta e seguire alcune regole d'oro, fra le quali navigare in internet in modalità anonima,scegliere password complesse e diversificarle per ogni sito o servizio,mantenere il PC o lo smartphone aggiornati così come i software antivirus". Nonostante la situazione di emergenza in cui stanno lavorando gli ospedali, non si ferma purtroppo l'azione degli hacker. Un ospedale a Brno, nella Repubblica Ceca, è stato colpito da un cyberattacco nel mezzo dell'epidemia da coronavirus. Secondo il sito ZDnet, che riporta la notizia, l'attacco ha costretto a posticipare operazioni chirurgiche e dirottare i pazienti più gravi ad un ospedale vicino. La struttura colpita è anche abilitata a fare i test per il Covid-19, nel paese sono stati registrati circa 117 contagi. Al momento non è chiaro, spiega la testata, se l'attacco ha compromesso la possibilità per la struttura di compiere i test. Dopo l'attacco al Brno University Hospital, questo il nome della struttura, si sono messi al lavoro il team del National Cyber Security Center, la polizia ceca e lo staff informatico della struttura ospedaliera. Questo episodio non è l'unico registrato. All'inizio della scorsa settimana è stato colpito anche il Champaign-Urbana Public Health District systems, nell'Illinois, Stati Uniti, che però non è una struttura abilitata ai test del coronavirus. "In un momento di crisi, gli hacker vedono delle opportunità - spiega al sito ZDnet l'esperto di sicurezza Flavius Plesu - e i team che si occupano della sicurezza dovrebbero essere vigili e capire che i rischi di un cyberattacco sono più alti che normalmente. Gli hacker traggono vantaggio dalla stanchezza e dal superlavoro degli staff che potenzialmente abbassano la guardia".