venerdì 31 gennaio 2020

Intervista a Gero La Rocca

Gero La Rocca è il nuovo presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Sicilia. Eletto  dal comitato regionale dei gruppi giovani imprenditori, alla presenza del presidente nazionale Alessio Rossi, La Rocca ricoprirà la carica per il triennio 2018-2021. Completano  la squadra tre vicepresidenti: la messinese Sveva Arcovito, il catanese Gianluca Costanzo e il palermitano Giuseppe Di Martino. Trentasei anni, agrigentino, La Rocca è laureato in lettere e filosofia, ha due master in comunicazione e un percorso formativo presso l'alta scuola per i giovani imprenditori di Confindustria. Ha fondato ed è amministratore unico di Ecoface Industry, azienda che si occupa di valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata e che sviluppa piani di marketing e comunicazione nell'ambito del settore della differenziata. “La parola chiave - afferma il neo presidente - è impegno: per questo chiederò ad ogni componente della squadra responsabilità massima per portare avanti il programma tracciato. Insieme possiamo e dobbiamo, con la giusta dose di umiltà e determinazione, dare un contributo per migliorare la nostra terra e convincere i nostri coetanei che anche qui è possibile creare e fare impresa. Ed è in quest'ottica, seguendo sempre il metodo dell'analisi e della proposta, che chiederemo un confronto diretto e serrato con il governo regionale, consapevoli che è alla politica che spetta il compito di decidere, ma anche di dare spiegazioni economiche agli obiettivi politici”. Scrive Salvatore Petrotto nel libro “il sistema Montante” a pag. 133/134/135 che ... l’ex presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro, nel 2011 favorì la nascita di ecoface, attraverso l’assegnazione di un capannone presso un’area industriale pubblica è la concessione di un prestito agevolato di circa 2 milioni e mezzo di euro erogati dall’irfes. ... se non fosse che, due anni fa, l’azienda Progeo, la più grossa realtà imprenditoriale agrigentina nel settore del riciclo dei rifiuti è andata a fuoco. È ovvio e anche superfluo  in questa occasione precisare che, tutti i comuni convenzionati con la Progeo sono stati costretti a passare con l’azienda sponsorizzata da Giuseppe Catanzaro, la ecoface dei fratelli La Rocca. Non sappiamo, scrive Salvatore Petrotto, per il momento, se Catanzaro, oggi pesantemente inquisito, è ancora garante dei fratelli La Rocca è se ha interessi di altro genere, rispetto a Ecoface. Ecco l’intervista al presidente dei giovani industriali siciliani.  Il governo regionale dice addio all'aumento dell'addizionale irpef. È l'inizio di un nuovo corso? Si tratta di un provvedimento programmato da tempo dal momento che le maggiorazioni dell’Irap e dell’Irpef erano legate al deficit sanitario che, negli anni, è rientrato. Di certo è un fatto positivo perché toglie finalmente dalle spalle dei siciliani una penalizzazione importante. Perché in Sicilia la raccolta differenziata non sempre funziona? Secondo i dati del dipartimento regionale Acqua e rifiuti nei primi quattro mesi del 2019 la media regionale si è attestata sul 39,05 per cento con il picco di aprile quando ha toccato quota 39,5. Sicuramente alla base delle difficoltà legate alla raccolta differenziata c’è un problema culturale e di sensibilità collettiva e una carenza impiantistica da colmare. Mi piace comunque guardare sempre il bicchiere mezzo pieno e quindi non posso che cogliere i miglioramenti degli ultimi periodi. Un giovane perché dovrebbe restare in Sicilia? I Giovani imprenditori siciliani di Confindustria ormai da un anno collegano le attività a un hashtag: #restoinsicilia. Un invito, un monito che abbiamo scelto perché siamo consapevoli delle opportunità che questa terra offre. Ed è per questo che noi siamo rimasti. Abbiamo fatto una scommessa nonostante la consapevolezza che competere da qui sia davvero complicato, ma abbiamo la forza e la determinazione che deriva dal sentirci parte di una comunità. Non è il momento di abbandonare il campo. È il momento di unire le forze per rilanciare l’economia del nostro territorio. Cosa è cambiato in Sicindustria dopo l'arresto di Montante? Gli imprenditori continuano a lavorare come hanno sempre fatto. Noi giovani vogliamo concentrarci sul futuro, abbiamo un compito preciso: portare avanti le nostre imprese nel migliore dei modi così da tutelare i nostri lavoratori e far crescere l’economia. Ed è quello che facciamo. Lei è citato nel libro di Salvatore Petrotto "il sistema montante". Vuole replicare? Nel merito della questione abbiamo dovuto coinvolgere i nostri legali. Avendo massima fiducia negli organi giudiziari, ci sembra giusto attendere gli esiti conseguenti.

Cina più lontana

[Cara Maestra, un giorno m'insegnavi | che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali; | ma quando entrava in classe il Direttore | tu ci facevi alzare tutti in piedi, | e quando entrava in classe il bidello | ci permettevi di restar seduti. luigi tenco]  I voli dalla Cina non potranno arrivare più in Israele fino a nuovo ordine. Lo ha annunciato oggi il responsabile della sanità israeliana Yaakov Litzman in riferimento alla diffusione del Coronavirus. Litzman, citato dai media, ha anche detto che gli israeliani che hanno visitato la Cina dovranno stare in quarantena a casa per due settimane. Gli aeroporti cinesi si svuotano, i voli da e per il Paese vengono cancellati ogni giorno a decine, con immaginabili disagi per i passeggeri che in alcuni casi restano a terra in uno scalo dal quale non parte più la coincidenza. E ogni giorno una nuova compagnia si aggiunge al lungo elenco di quelle che hanno deciso di sospendere i collegamenti con la Cina. Dopo British Airways, che ha interrotto tutti i voli verso il Paese, e American Airlines, che ha sospeso i voli di Los Angeles da e per Shanghai e Pechino, anche Air India e la sudcoreana  Seoul Air hanno deciso di fermare i voli , mentre l'indonesiana Lion Air che gestisce i gangli vitali della rete di collegamenti aerei nel sudest asiatico, potrebbe decidere di paralizzare l'intera regione. Ecco lo stato dei collegamenti da e per la Cina:  Lufthansa sospende i voli per la Cina fino al 9 febbraio, decisione applicata anche alle sue sussidiarie Swiss e Austrian Airlines. Normalmente il gruppo tedesco opera 73 voli settimanali da e per la Cina, principalmente Pechino e Shanghai. Air Canada ha sospeso tutti i voli diretti da Toronto, Montreal e Vancouver per Pechino e Shanghai fino al 29 febbraio. Air France ha sospeso i suoi tre voli settimanali su Wuhan fino al 24 febbraio.  Seoul Air ha sospeso i voli da e per Wuhan, Zhangjiajie e Linyi. Lion Air ha cancellato oltre 50 voli per la Cina fino a febbraio. I voli provengono da cinque aeroporti internazionali di Manado, Surabaya, Giacarta, Batam e da Denpasar (Bali) a 15 aeroporti in Cina. La sospensione verrà gradualmente introdotta e proseguirà fino a nuovo avviso. Le compagnie aeree di Hong Kong stanno dimezzando il numero dei loro voli fino alla fine di marzo. Cathay Pacific ha ridotto i voli verso 24 destinazioni a 240 settimanali. La compagnia possiede Cathay Pacific Airways, Air Hong Kong, Cathay Dragon e Hong Kong Express. Air India ha sospeso i voli Delhi-Shanghai, che operano sei volte a settimana fino al 14 febbraio. Finnair ha cancellato tre voli settimanali per l'aeroporto internazionale di Pechino Daxing fino alla fine di marzo, nonché i suoi voli bisettimanali per Nanchino. Jetstar Asia ha sospeso temporaneamente i voli per le città cinesi di Hefei, Guiyang e Xuzhou a partire fino a fine marzo. La seconda compagnia aerea della Corea del Sud, Asiana Airlines, sospenderà temporaneamente i voli per le città cinesi di Guilin, Changsha e Haikou a partire da febbraio. Korean Air sta  prendendo in considerazione la messa a terra di alcuni dei suoi voli verso la Cina continentale per via del calo della domanda di passeggeri. Korean Air operava quattro voli a settimana per Wuhan, l'epicentro dell'epidemia, prima di sospenderli il 23 gennaio. La taiwanese Eva Air ha annunciato una cancellazione parziale dei voli da e per la Cina continentale per due settimane a partire dal 2 febbraio. Il Kazakistan ha annunciato mercoledì che intende sospendere tutti i voli, il traffico di treni e autobus e così il rilascio dei visti ai cittadini cinesi. Prima della sospensione di mercoledì, c'erano 24 voli a settimana dal Kazakistan alla Cina, incluso un volo giornaliero per Urumqi, la capitale dello Xinjiang. L'olandese KLM ha tagliato un numero di voli verso le città cinesi per un mese a causa di un calo delle prenotazioni. Sospesi i voli diretti per Chengdu e Hangzhou. I voli per Xiamen saranno sospesi da venerdì. Il vettore sta inoltre riducendo il numero di voli per Shanghai da 11 a sette a settimana. Air Canada ha sospeso tutti i voli diretti da Toronto, Montreal e Vancouver per Pechino e Shanghai fino al 29 febbraio. SkyUp Airlines, low cost ucraina, ferma il servizio charter all'isola di Hainan fino al 28 marzo. Ukraine International Airlines non vola più su Hainan fino al 24 febbraio

Pil divide l’Italia

[Mi sono innamorato di te | perché non avevo niente da fare, | il giorno volevo qualcuno da incontrare, | la notte volevo qualcosa da sognare. Luigi Tenco] "Nel 2018 il Pil in volume è aumentato dell'1,4% nel Nord Est, dello 0,7% nel Nord Ovest e nel Centro e dello 0,3% nel Mezzogiorno". Lo comunica l'Istat ricordando che la crescita media su base nazionale è stata dello 0,8%. L'Istituto di statistica evidenzia come quindi il Nord Est sia stata la "ripartizione più dinamica", trainata "dalla performance dell'industria". Tanto da doppiare il risultato del Nord Ovest, che insieme al Centro restano sotto la media nazionale. Invece "la crescita più lenta si registra nel Mezzogiorno".  "Il Pil procapite vede in cima alla graduatoria l'area del Nord-ovest con un valore in termini nominali di oltre 36mila euro, quasi il doppio di quello del Mezzogiorno, pari a circa 19mila euro annui". Lo rileva l'Istat in base a dati riferiti al 2018.

giovedì 30 gennaio 2020

L’arancia rossa di Sicilia in Cina

[La differenza fra una donna che si sposa per interesse e una prostituta è che la prima si vende e la seconda si affitta. Mademoiselle Fontette de Sommery] L'arancia rossa di Sicilia conquista la stampa cinese. Nel pieno della campagna produttiva dell'arancia rossa in Sicilia, il Progetto European Art of Taste Italian Fruit&Veg Masterpieces, finanziato da Unione Europea e CSO Italy, ha realizzato importanti attività di comunicazione per far toccare con mano ai giornalisti cinesi il prodotto nel periodo in cui esprime al meglio tutte le sue caratteristiche gustative e sensoriali. A gennaio a Shanghai in collaborazione con Oranfrizer, una delle aziende co- finanziatrici del progetto di Cso Italy e che ha sede a Catania, si è tenuto il primo meeting del 2020 con giornalisti e blogger del settore agroalimentare che ha focalizzato l'attenzione sull'arancia rossa italiana esportata dalla Sicilia alla Cina.    Numerose le domande sulle modalità di trasporto più economiche e più veloci da ottimizzare lungo la via della seta, per contribuire ad accorciare il viaggio via terra e via mare degli agrumi dall'Italia alla Cina, altrettanto interesse è stato mostrato sui regimi di qualità dell'Unione Europea delle produzioni di altissimo pregio esportate in Asia.    "Le varietà Tarocco e Moro prodotte in Italia, nella Piana di Catania alle pendici del vulcano Etna - si legge in una nota ufficiale di Oranfrizer - vantano infatti caratteristiche distintive. Questi frutti sono riconosciuti in Cina come unici rispetto a quelli diffusi localmente, principalmente per due peculiarità: la tenerezza della la polpa e il piacevole gusto agrodolce, speciale e molto equilibrato al palato, è soprattutto molto diverso alle produzioni cinesi perché distante dall'amarezza".    Dopo l'evento di Shanghai i giornalisti interessati sono arrivati in Sicilia, ospitati da Oranfrizer, una delle aziende co-finanziatrici del progetto di Cso Italy. La visita alla scoperta degli agrumeti di produzione dai quali saranno raccolti gli agrumi che nel 2020 saranno destinati alla Cina, ha dato l'opportunità ai giornalisti di fare una vera e propria esperienza sensoriale. Durante la visita infatti i partecipanti hanno vissuto da vicino la Sicilia da raccontare ai consumatori cinesi, acquisendo molte percezioni utili a descrivere in modo autentico il territorio di origine dei tesori agroalimentari italiani che superano i confini d'Europa. 

Mistero a Kabul

[È pieno di cuori in affitto e nessuno si scandalizza. alemarsia, Twitter] Fra qualche anno si conoscerà la vera storia di come e perché è stato ucciso il terrorista Qassem Soleimani. Per qualche decennio solo congetture daranno vita alle più svariate situazioni tutte possibili ma, effettivamente, poco probabili. La nostra tesi è che gli israeliani hanno fornito le coordinate al Pentagono, poi il resto è solo un successo. Se i missili erano nostri ci sarebbe stata la condanna dell’Onu, un piano di pace non ancora presentato da Trump, le elezioni del 2 marzo. Dunque si è preferito aggirare l’ostacolo applicando il detto che il fine giustifica i mezzi. Gli israeliani sono abituati a strategie complesse, molto intriganti: quello che appare oggi potrebbe essere frutto di un miraggio. I talebani affermano di aver abbattuto in Afghanistan un aereo e un elicottero USA. L’aereo, un E-11 A ABCN, sarebbe stato usato dalla CIA per trasportare Michael D’Andrea, capo della sezione “Iran”, e a questo titolo responsabile dell’assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani.  Secondo la stampa araba, i Guardiani della Rivoluzione iraniani avrebbero sovrinteso all’operazione. Gli israeliani hanno ucciso i migliori ingegnere iraniani coinvolti nel progetto nucleare, all’improvviso i servizi segreti iraniani sono diventati bravi. Grazie alla collaborazione dei talebani avrebbero abbattuto un aereo della cia che aveva come passeggero d’Andrea. Fatalità, non vi montate la testa.  Il CentCom ha smentito la perdita dei due velivoli, ma in internet hanno cominciato a girare foto dell’aereo abbattuto. Un ufficiale del Pentagono ha successivamente negato che l’aereo trasportasse personale della CIA.   Il 'mistero' su un aereo precipitato nella provincia di Ghazni, nell'est rurale dell'Afghanistan per lo più in mano ai talebani, ha tenuto banco per ore. In serata il Pentagono ha rischiarato la vicenda, almeno in parte: un velivolo è precipitato, apparteneva alle forze Usa, si trattava di un Bombardier E-11A, utilizzato per convogliare in tempo reale informazioni sul campo di battaglia. Nessun accenno a eventuali vittime. Il 'mistero' nelle prime ore, avevano spinto la compagnia di bandiera locale Ariana Afghan Airlines e l'aviazione civile di Kabul negare una ricostruzione diffusa inizialmente, secondo cui era caduto un aereo commerciale del vettore. I mezzi del vettore che erano in volo sono regolarmente atterrati, ha spiegato l'amministratore delegato Mirwais Mirzekwal. Nel corso della giornata, i talebani hanno poi annunciato in un comunicato che si sarebbe trattato di un velivolo dell'intelligence militare americana, come poi dimostrato. Sui social infatti, un account vicino agli insorti ha mostrato quelli che appaiono come resti di un jet Bombardier Global Express E-11A, impiegato appunto per il coordinamento delle operazioni militari e la sorveglianza elettronica dall'aeronautica Usa. "Un aereo dell'intelligence del nemico è precipitato nell'area di Sado Khelo del distretto di Deh Yak, causando la morte di tutto l'equipaggio e di membri di alto livello della Cia. Il relitto e i corpi si trovano sul luogo dell'incidente", si legge nel comunicato dei ribelli che controllano l'area. L'aereo si è schiantato "verso le 13" locali (le 9.30 in Italia), ha spiegato il portavoce della polizia provinciale di Ghazni, Ahmad Khan Seerat, aggiungendo che "la zona non è sicura" a causa della presenza dei talebani, che complica notevolmente l'invio di soccorsi e le indagini. Il governo di Kabul ha spedito sul posto un contingente di Forze speciali. Resta incerto anche il motivo per cui il mezzo è precipitato. Le forze Usa in ogni caso escludono l'abbattimento da parte di fuoco nemico, e annunciano l'apertura di una inchiesta. Nelle immagini diffuse in rete i resti del Bombardier mostrano tracce di bruciature. La polizia locale ha confermato che il velivolo ha preso fuoco, senza precisare tuttavia se l'incendio sia stato causato dall'impatto col terreno o se sia avvenuto in volo, dopo essere stato colpito. L'incidente giunge mentre sono ancora in corso le trattative tra Usa e talebani per un possibile parziale ritiro dell'esercito americano in cambio di accordi sulla sicurezza nel Paese. Negoziati che però sono già stati più volte interrotti dopo escalation militari.

mercoledì 29 gennaio 2020

VdF contro polizia a Parigi

[Utero in affitto: le nuove schiavitù, perché i pochi possano essere ‘liberi’.Chiara Giaccardi] Tafferugli, oggi pomeriggio a Parigi, durante una manifestazione di pompieri partita da place de la Republique e diretta a place de la Nation. Gruppi di vigili del fuoco che protestavano contro la riforma delle pensioni, ma anche contro la mancanza di personale e i carichi di lavoro, si sono scontrati a più riprese con la polizia, che ha opposto anche un fitto lancio di lacrimogeni. Secondo le ricostruzioni, i manifestanti in testa al corteo avrebbero forzato il cordone di polizia, provocando una prima reazione degli agenti. Successivamente, il corteo si è diviso in due parti: una si è fermata al punto d'arrivo, place de la Nation; un'altra si è diretta verso il périphérique, il raccordo stradale attorno a Parigi. Per impedire questa deviazione, non autorizzata dalla Questura, la polizia ha montato una barriera per bloccare il passaggio ed ha usato gli idranti. Scontri fra pompieri manifestanti e polizia si erano registrati anche lo scorso ottobre e la giornata si era conclusa con diversi feriti.

Cina in ginocchio

[Il Vaticano si è pronunciato contro le cosiddette madri in affitto. È una gran cosa che non l’abbiano fatto prima della nascita di Gesù. Elayne Boosler] Il giornale danese Jyllands-Posten ha scatenato l'ira della Cina con una vignetta raffigurante la bandiera cinese sulla quale, al posto delle stelle, ci sono cinque coronavirus. Il disegno, uscito dalla matita di Niels Bo Bojesen, è stato pubblicato ieri ed ha suscitato immediatamente la protesta dell'ambasciata di Pechino a Copenhagen. "È un insulto alla Cina e danneggia il popolo cinese", è scritto sul sito della rappresentanza diplomatica, secondo la quale la vignetta "supera il limite della libertà d'espressione" e chiede "le scuse pubbliche". Altrettanto indignata la replica del giornale. "Non ci possiamo scusare per qualcosa che non riteniamo un'offesa", ha risposto il direttore Jacob Nybroe. Una posizione appoggiata anche dal premier danese Mette Frederiksen, che rivendica "la libertà d'espressione e di disegnare" della Danimarca. Quindici anni fa il Jyllands-Posten provocò la rabbia del mondo musulmano per aver pubblicato dodici caricature di Maometto, tra le quali la più celebre ritraeva il profeta dell'islam con in testa una bomba al posto del turbante. L'autore del disegno, Kurt Westergaard, è andato in pensione dieci anni fa ed ha sempre ribadito di non essersi pentito della vignetta. È di 132 morti e circa seimila persone infettate l'ultimo bilancio ufficiale del coronavirus cinese, anche se sembrano rallentare i contagi giornalieri. Tuttavia i casi hanno già superato quelli della Sars nel 2002-2003. Intanto in Cina Toyota ha bloccato la produzione mentre Starbucks ha chiuso temporaneamente metà punti vendita. British Airways ha sospeso tutti i voli da e per la Cina. È pronto l'aereo per gli italiani bloccati a Wuhan. Il volo organizzato dall'Unità di Crisi della Farnesina, per rimpatriare i cittadini italiani bloccati a Wuhan, la città cinese maggiormente coinvolta dal nuovo coronavirus, partirà domani una volta acquisite le necessarie autorizzazioni da parte cinese. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Il volo, operato dal Comando Operativo di Vertice Interforze raggiungerà direttamente l'aeroporto di Wuhan con a bordo personale medico specializzato. All'arrivo in Italia i connazionali seguiranno un protocollo sanitario definito dal Ministero della Salute. Si susseguono misure di protezione rispetto alla diffusione del virus. Le prove di Coppa del mondo di sci, previste in Cina a febbraio, sono state annullate. La British Airways ha deciso di sospendere tutti i voli da per la Cina. Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio. Pochi giorni fa anche McDonald's aveva annunciato una decisione simile.  All'estero la nazionale di calcio femminile cinese è stata messa in quarantina in Australia. L'Ue chiede alla Cina piena cooperazione e assistenza a tutela dei cittadini comunitari che attualmente sono bloccati a Wuhan e nell'Hubei. La richiesta è in una lettera inviata al ministero degli Esteri dalla presidenza di turno croata, nel mezzo delle battute finali dei negoziati per mettere a punto l'evacuazione dei cittadini di diversi Paesi Ue dall'area del focolaio.


I russi si ritirano

[In tempi di crisi la Chiesa dovette prendere un papa in affitto. Pio Nolo.Lia Celi] Brutte notizie per i collegamenti tra la Sicilia e la Russia. Nonostante gli ottimi risultati registrati nella scorsa Summer sulle tratte Palermo-Mosca e Catania-Mosca, Pobeda, la compagnia low cost di Aeroflot, ha cessato i voli dall’Isola. Già da un po’  di settimane sul sito della compagnia russa non erano stati caricati gli operativi né della Winter e adesso neppure quelli della Summer 2020. E ora Palermo e Catania sono proprio sparite dalla mappa delle destinazioni servite da Pobeda. A quanto pare sono due le cause che stanno alla base della decisione di cancellare i voli diretti dalla Sicilia. Intanto il blocco dei voli imposto dall’Enac a Ernest Airlines dal 13 gennaio. Ernest Airlines infatti a giugno scorso aveva annuncia una partnership con il vettore russo Pobeda Airlines che prevedeva che Ernest Airlines fosse il marketing carrier e Pobeda l’operating carrier. Inoltre, Ernest era diventato ufficialmente GSA (General Sales Agent) di Pobeda nel territorio italiano. Già da prima dell’accordo di giugno, comunque i collegamenti di Pobeda venivano effettuati in collaborazione con Ernest Airlines, concessionaria da parte di Enac di una parte dei diritti di traffico tra Italia e Russia. Altro problema è il blocco nella consegna dei B737 Max imposto a Boeing dopo i due incidenti mortali dell’anno scorso. Che un vettore russo utilizza aeromobili americani la dice lunga su la qualità e sull’affidabilità dell’industria aeronautica della Russia.  In pratica, la compagnia non avrebbe abbastanza aerei con cui operare le tratte e quindi ha deciso di tagliarne alcune. È in programma domani, giovedì 30 gennaio, a Palermo un focus sul turismo russo. L’occasione è data dall’apertura degli Uffici di Visit Petersburg nel capoluogo siciliano. La Città di San Pietroburgo infatti potrebbe diventare una delle mete top del 2020. L’anno infatti si è aperto con un’importante notizia per la città russa: l’aeroporto Pulkovo ha ottenuto la cosiddetta “settima libertà”(viene da ridere visto che la libertà non esiste in Russia), che consente a una compagnia aerea di volare fra due paesi terzi, senza toccare il proprio. Si tratta di un sistema utilizzato soprattutto dalle compagnie a basso costo che di fatto lancia San Pietroburgo nell’orbita del turismo low cost rendendola una destinazione appetibile per un pubblico sempre più ampio di viaggiatori. Inoltre, la novità segue la recente introduzione del regime di visti elettronici gratuiti, validi anche per i viaggiatori italiani. Dallo scorso 1° ottobre, infatti, i viaggiatori non dovranno più recarsi in ambasciata o consolato per il visto sul passaporto ma potranno richiederlo online e riceverlo in 4 giorni per un soggiorno di massimo 8 giorni a San Pietroburgo e nella sua regione. Dunque, per incrementare e qualificare ulteriormente i propri flussi turistici dall’estero, la città si è dotata di una propria struttura di promozione turistica rivolta proprio ai mercati esteri: Visit Petersburg. Visit Petersburg ha un proprio brand, un proprio sito web http://www.visit-petersburg.ru/en, i propri social media e i propri Uffici all’estero, le cui aperture, per quanto riguarda l’Italia, sono state affidate al tour operator siciliano Bts Tourism & Travel guidato da Alfio La Ferla, storico operatore del mercato turistico russo in Sicilia e non solo. E proprio l’Ufficio di Palermo sarà il primo in ordine di tempo ad essere operativo, nei prossimi, giorni nella centralissima via Libertà, 97. L’opening sarà dunque celebrato domani presso la Sala Concerti dell’Istituto dei Ciechi di Palermo, in via Angiò 27, con inizio alle 15.30. Saranno presenti Alfio La Ferla, amministratore unico di Bts Tourism & Travel di Palermo; Evgeny Panteleev, console generale della Federazione Russa a Palermo; Nadezhda Petrova, direttrice generale dell’Ufficio Statale di Informazione Turistica della Città di San Pietroburgo; Anna Nevinskaia, vice direttrice Generale per lo Sviluppo dei Progetti dell’Ufficio Statale di Informazione Turistica della Città di San Pietroburgo; Arnold Rish, vice presidente senior del Soviet del Turismo di San Pietroburgo, insieme alle autorità locali.

martedì 28 gennaio 2020

Hamas rifiuta il piano Trump

[L’universo è abitato da altre civiltà? Certo, l’universo è immenso. Composto da migliaia di galassie. Se fossimo soli ad abitarlo, dovremmo pagare un affitto altissimo. Bilbo Baggin] 'Uno stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale d'Israele'. Donald Trump svela il suo piano di pace per il Medio Oriente. Ma Hamas rifiuta. Il presidente americano propone la soluzione dei due Stati con Gerusalemme est capitale della Palestina. Lo affermano fonti della Casa Bianca riprese da alcuni media Usa mentre il tycoon si appresta a illustrare il piano insieme a Benyamin Netanyahu. "La gente in Medio Oriente, soprattutto i giovani, sono pronti per un futuro migliore"."Quello di oggi è un grande passo verso la pace": lo ha affermato Donald Trump annunciando il piano per il Medio Oriente. "È giunto il momento per una svolta storica", ha aggiunto. Il piano di pace Usa per il Medio Oriente conta 80 pagine ed è "il più dettagliato" mai presentato finora: lo ha detto Trump in una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Gerusalemme resta la capitale indivisa di Israele". Trump ha dichiarato che il premier israeliano gli ha detto che il piano di pace Usa per il Medio Oriente è una base per negoziati diretti. Il piano di pace Usa per il Medio Oriente prevede investimenti per 50 miliardi di dollari a favore dei palestinesi: "Ci sono molti stati pronti ad investire", ha assicurato Trump. "Questa potrebbe essere l'ultima opportunità per arrivare a una pace in Medio Oriente", ha sottolineato il presidente Usa. Trump ha annunciato che, se ci sarà l'accordo tra le parti, gli Usa apriranno un'ambasciata a Gerusalemme Est, confermando che quest'ultima potrebbe essere la capitale del futuro Stato palestinese. Trump ha affermato di aver inviato una lettera al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano di pace Usa per il Medio Oriente e ha evocato un tempo di 4 anni per negoziare. "Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen respingendo il piano di pace annunciato oggi dal presidente Usa Donald Trump.  Il Piano di Trump "è aggressivo e provocherà molta ira". Lo ha detto alla Reuters, riferita dai media israeliani, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme "non ha senso". "Gerusalemme - ha proseguito - sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo Piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese". Il piano di Trump è "destinato al fallimento". Così l'Iran boccia senza appello la proposta del presidente americano per una pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi. "Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo ed è destinato al fallimento", afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi di Teheran, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è "un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese".  Gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei territori come parte di Israele. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu illustrando il piano di pace di Donald Trump in una conferenza stampa a Washington. Secondo il piano, ha aggiunto, i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele. Netanyahu si è detto pronto a negoziare con i palestinesi un "cammino verso un futuro Stato", ma a condizione che questi riconoscano Israele come uno "Stato ebraico". In un primo commento del piano illustrato dal presidente Usa Donald Trump il ministro degli esteri Giordano Ayman Safadi ha messo in guardia dalle "conseguenze pericolose di qualsiasi misura unilaterale possa essere adottata da Israele e dalla imposizione di fatti sul terreno come la annessione di terreni, la espansione di insediamenti nei territori palestinesi occupati, e la violazione dei Luoghi Santi di Gerusalemme". Lo riferisce la agenzia di stampa giordana Petra. 

Gli appuntamenti elettorali

[Non solo non vedete la luce in fondo al tunnel, ma il tunnel a breve vi chiederà l’affitto. lddio, Twitter] Dopo il voto in Emilia Romagna e in Calabria, nella primavera del 2020 sono attese anche le elezioni regionali in Veneto, Liguria, Toscana e Marche, Campania e Puglia. Si spera che il cazzaro verde possa replicare anche in queste regioni il brillante successo ottenuto in Emilia Romagna. "Facebook ha rimosso dalla pagina di Matteo Salvini il video della vergogna: la diretta della sua citofonata a casa di Yassin". Lo dice l'avvocato Cathy La Torre, che difende il ragazzo del Pilastro di Bologna, dove il 21 gennaio il leader della Lega è andato a suonare al citofono, chiedendo se lì abitava uno spacciatore. Ne era stata chiesta la rimozione per "incitamento all'odio". L'avvocato ha pubblicato lo screenshot con cui Facebook comunica la rimozione."È la prima di una lunga serie di vittorie per cui ci batteremo fino allo stremo, ve lo prometto, su questa meschina pagina della nostra vita democratica", scrive su Facebook l'avvocato Cathy La Torre, commentando la rimozione del 'video del citofono' dalla pagina social di Matteo Salvini. "Quella diretta - sostiene il legale - ha devastato la vita di Yassin. Yassin, incensurato, 17enne italiano e giocatore di calcio, si è ritrovato in tutta Italia bollato come 'lo spacciatore'. La rimozione del video non riparerà tutto questo. E Matteo Salvini sarà chiamato a rispondere delle sue responsabilità per le vie previste dalla legge. Ma è un segnale comunque straordinario. Un ex Ministro dell'Interno vede rimosso il video di una sua incursione nella vita di una famiglia, nella sua privacy, a seguito di una segnalazione per 'incitamento all'odio'. È una vittoria. Ma è solo la prima" Il centrodestra ha già anticipato che sarà Fratelli d'Italia ad indicare i candidati Governatori per la Puglia e per le Marche che saranno, rispettivamente, il copresidente del gruppo dei conservatori europei Raffaele Fitto e il deputato Francesco Acquaroli. Queste regioni dovrebbero andare al voto tra maggio e giugno 2020, ma il Ministero dell’Interno che ancora non ha ufficializzato una data precisa. Ma nel 2020 saranno chiamati alle urne anche gli abitanti di Napoli, Roma e Terni per le elezioni suppletive di Camera e Senato. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri correrà a Roma per lo scranno lasciato libero dal neo commissario europeo Paolo Gentiloni, con il sostegno dei Dem, Italia Viva, Sinistra italiana, Psi, Articolo 1. "Il candidato che contrapporremo a Roberto Gualtieri per le elezioni suppletive a Roma centro sarà Maurizio Leo" dichiara la leader di FdI Giorgia Meloni. Mentre per le suppletive di Napoli, necessarie dopo la morte del senatore del M5S Franco Ortolani, il Pd avrebbe raggiunto un'intesa con altre forze del centrosinistra per schierare il giornalista Sandro Ruotolo.  Per quanto riguarda Terni, si dovrà individuare il sostituto al Senato di Donatella Tesei, diventata presidente della regione Umbria, il prossimo 8 marzo. E, sempre quest'anno, si voterà anche per eleggere i sindaci di numerose città tra cui Aosta, Arezzo, Reggio Calabria, Trento, Venezia. In questo caso la data possibile dovrebbe venire scelta tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Isis target Israele

[Si può essere poeta e avere i capelli corti. Si può essere poeta e pagare regolarmente l’affitto. Si può essere poeta e fare l’amore con la propria moglie. Jules Renar] L'Isis vuole lanciare una "nuova fase"  prendendo di mira Israele. È il contenuto di un messaggio audio diffuso sul network di propaganda dei jihadisti. Il portavoce dell'Isis Abu Hamza al-Quraishi, in un audio diffuso oggi, ha dichiarato che il nuovo leader dell'Isis Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi incoraggia i suoi combattenti a "lanciare una nuova fase" e ha promesso importanti operazioni contro Israele.  Il premier Benyamin Netanyahu ha deciso di ritirare la sua richiesta alla Knesset di immunità parlamentare dopo l'incriminazione a suo carico in tre inchieste giudiziarie. Lo ha reso noto lui stesso su Facebook. "Prenderemo tempo più avanti - ha detto - per mandare in frantumi tutte queste accuse sproporzionate fatte dai miei detrattori. Ma adesso, non permetterò ai miei rivali politici di usare questa faccenda per ostacolare l'opportunità storica che sto conducendo", ha aggiunto riferendosi al Piano di Pace di Trump che sarà presentato oggi.   Nel messaggio, indirizzato ai cittadini israeliani, Netanyahu lamenta di essere vittima di una "persecuzione personale ed ossessiva" da parte dei suoi rivali i quali "continuano ad occuparsi di bassa politica, arrecando così danno in un momento decisivo nella Storia del Paese". Denuncia inoltre di non aver potuto beneficiare di "procedure oneste" in Parlamento e di aver dunque deciso - rinunciando alla richiesta di immunità - di "mettere fine al gioco sporco". "Così come ho fatto tutta la mia vita - conclude Netanyahu - continuerò a dedicare tutto me stesso al futuro del nostro Stato a voi, cittadini di Israele". "Di fronte ai cittadini israeliani si profila una scelta netta: un premier che lavori per loro, oppure un primo ministro che si deve occupare dei suoi casi". Lo ha detto il leader centrista Benny Gantz - maggiore avversario nelle prossime elezioni politiche del 2 marzo del premier - dopo aver appreso la rinuncia da parte di Netanyahu alla richiesta di immunità parlamentare che la Knesset avrebbe dovuto discutere da oggi. "Nessuna persona - ha spiegato Gantz- può gestire uno stato e al tempo stesso misurarsi con tre gravi incriminazioni penali".  Il premier Benyamin Netanyahu dopo Washington, dove nel pomeriggio Trump rivelerà il suo Piano di Pace, andrà in volo domani a Mosca dal presidente Vladimir Putin per aggiornarlo sul Piano stesso. Lo ha detto l'ufficio del premier. Alcuni media sostengono anche - ma per ora non ci sono conferme - che nell'occasione dell'incontro tra i due leader possa essere liberata Naama Issachar, la ragazza israeliana detenuta a Mosca per possesso di droga e per la quale sia Netanyahu sia il presidente Rivlin hanno chiesto la grazia.

lunedì 27 gennaio 2020

Masaniello apre le ostilità

[Affittasi risolutrice di problemi altrui. Disponibile a dialoghi interiori, dispensatrice di consigli, efficace su tutti tranne su se stessa.mesmeri, Twitter] Alla presenza degli rsa Umberto Manzo, Gennaro Pressano, Giovanni Pirrone, Stefano Santaniello con la presenza di Ciro Luisi (Masaniello), segretario regionale della legea cisal ha avuto luogo il direttivo sindacale aeroportuale di Napoli Capodichino. Dopo una falsa pace, che non ha portato a un nulla di fatto, inizia un nuovo anno che fa riemergere vecchi rancori sindacato-azienda e costringe la cisal ad iniziare lo stato di raffreddamento. Il Saracino ha dieci giorni di tempo per convocare la sigla sindacale e tentare le risolvere  i punti critici che vanno dalle generali  disfunzioni organizzative, i parametri dell’adeguamento orario part time gruppo 2017, assunzioni operai/impiegati 2015, rinnovo premio 2020 (ticket e riconoscimento economico turni centrali). Chiarimenti è intenzioni gruppo Algese che, aggiungo io, visto che il capo scalo è lo stesso potrebbe essere esteso, per conoscenza,  anche a Sigonella. Visto che purtroppo non siamo in Francia si comunica che tale richiesta e da ritenere come attivazione procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge 146/90 e successive modifiche 83/2000.  Non ultima potrebbe partire da Napoli la vertenza nazionale che riguarda il fondo pensioni PrevAer. 

Il giornalismo che ci piace/9

[Le emozioni le prendiamo in affitto ma il prezzo da pagare è sempre più alto di quello che potevamo immaginare. CannovaV, Twitter] È morta a 36 anni dopo una lunga malattia autoimmune che l'aveva costretta ad un trapianto di rene, Lina Ben Mhenni, blogger, giornalista, paladina del diritto alla libera espressione e attivista dei diritti umani. Il suo blog divenne famoso in tutto il mondo durante la rivoluzione dei gelsomini nel 2011 in Tunisia ed è stata spesso considerata come "la voce della rivolta tunisina". Lina Ben Mhenni si recò a Sidi Bouzid, dove si era dato fuoco Mohamed Bouazizi l'attivista tunisino che si diede fuoco a dicembre del 2010 per protestare contro le condizioni economiche della Tunisia e morì il 4 gennaio del 2011. La blogger è stata la prima a raccontare quanto stava accadendo sul suo blog. Nel 2011 ha pubblicato, per le edizioni Indigène, 'Tunisian Girl, blogueuse pour un printemps arabe', in cui racconta la sua storia di blogger indipendente e di manifestante, prima e dopo la rivoluzione. Nel 2011 venne candidata al premio Nobel per la Pace e molti sono stati i riconoscimenti che ha ricevuto in questi anni, tra i quali il Premio Roma per la Pace e l'Azione Umanitaria: il Premio come migliore reporter internazionale del quotidiano El Pais nel 2011, il Premio Sean MacBride per la Pace, il Premio Minerva per l'azione politica, il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo nel 2014. Lina negli anni successivi alla rivoluzione si è sempre interessata ai problemi della gente denunciando le violazioni ai diritti umani e i soprusi al potere, finendo anche per vivere sotto scorta per le minacce di morte ricevute. Ultimamente aveva aderito con entusiasmo al movimento #EnaZeda, traduzione letterale di 'Anch'io', versione tunisina del fenomeno mondiale #Metoo a difesa di tutte le donne tunisine molestate. Grande il cordoglio in Tunisia da parte di giornalisti e società civile. Era figlia del noto attivista tunisino, Sadok Ben Mhenni. [segue]

domenica 26 gennaio 2020

Shoah a Palermo

[Ma se non paghi 18 rate dell’utero in affitto poi ti pignorano il figlio? postofisso2012, Twitter] Tre musei regionali commemorano la Shoah. Lunedì 27 gennaio - abituale giorno di chiusura - alcuni siti apriranno invece le porte per accogliere pubblico e studenti nella Giornata della Memoria. Si tratta del Museo archeologico Salinas, di Palazzo Abatellis e del museo di Arte contemporanea RISO che - rispondendo ad una disposizione del presidente Nello Musumeci e su indicazione del dipartimento dei Beni culturali diretto da Sergio Alessandro - hanno organizzato una serie di visite guidate, appuntamenti e proiezioni fino a giovedì 30 gennaio.    In particolare, al Museo archeologico Salinas, dal 27 gennaio all'1 marzo, nelle sale al primo piano, si potrà visitare la mostra "Documenti di storia ebraica dalle collezioni del Museo Salinas", tra monete, libri e fotografie. Nei pannelli e nel filmato appositamente realizzati, verrà raccontata la storia degli ebrei a Palermo, che inizia intorno al III-IV secolo d.C.    e si chiude nel 1492 con l'Editto di espulsione dei re cattolici di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona.    Sempre lunedì sono stati organizzati da CoopCulture (che cura i servizi e il bookshop del museo) due eventi per i ragazzi delle scuole. "Vagoni di Memoria", nel segno dell'accoglienza e dell'integrazione.    "Abbiamo cercato nelle nostre collezioni e composto insieme un percorso di ricerca attraverso pochi ma significativi pezzi - dice il direttore del Salinas, Caterina Greco - che raccontano la presenza di una forte comunità ebraica a Palermo e nelle immediate vicinanze. Presenza che fu documentata dagli storici di fine '800 di cui restano importanti testimonianze scritte nella nostra biblioteca".   Una mostra e un concerto si terranno invece lunedì 27 gennaio a Palazzo Abatellis. Alle ore 11, nella sala del Trionfo della Morte potrà essere visitata l'esposizione "I metalli islamici con iscrizioni ebraiche e l'epigrafe ebraica"; alle 18, nella stessa sala, si terrà il concerto "In memoriam Aldo Mausner". "Presentiamo l'esposizione di alcuni manufatti che fanno parte delle collezioni di Palazzo Abatellis - spiega la direttrice Evelina De Castro - i cosiddetti metalli mamelucchi del XIV sec. Opere la cui decorazione fa riferimento a iscrizioni arabe che presentano incisioni posteriori in ebraico.    Un esempio, dunque, di questa circolazione mediterranea e sovrapposizione di culture. Nel pomeriggio ospiteremo il concerto, proposto da Dario Oliveri, in memoria di Aldo Mausner, violinista del Teatro Massimo recentemente scomparso, testimone per le giovani generazioni di Palermo. Saranno eseguiti brani di autori come Girolamo Arrigo, Ernest Bloch, Marco Betta e Gavin Bryars sul tema della memoria e della condizione esistenziale dell'escluso e del rifiutato".  "Un momento storico", "un'opportunità che si presenta una volta nella storia e che non può essere mancata". Così il premier Benyamin Netanyahu ha definito l'imminente pubblicazione del Piano di Pace sul Medio Oriente di Donald Trump."Oggi - ha detto Netanyahu che si appresta a partire per Washington dove avrà due incontri, domani e martedì, con Trump - abbiamo alla Casa Bianca il più grande amico che Israele abbia mai avuto". "Per tre anni - ha aggiunto in un video diffuso su Facebook - ho avuto colloqui con Trump e il suo staff a proposito dei nostri più vitali interessi di sicurezza che devono essere inclusi in qualsiasi accordo. Ho trovato orecchie aperte alla Casa Bianca su tali bisogni".    Questa mattina, nel frattempo, con un volo di linea è partito alla volta degli Usa il leader centrista di Blu-Bianco Benny Gantz, maggiore avversario di Netanyahu nelle elezioni di marzo.  Una giornata di "collera popolare" è stata proclamata in Cisgiordania in occasione della pubblicazione del 'Piano Trump' per il Medio Oriente, prevista per martedì. Su iniziativa delle 'Forze Nazionali ed islamiche' la giornata dovrà vedere una forte mobilitazione contro quello che definiscono "l'Accordo della vergogna, che è respinto da tutti i palestinesi". Intanto la radio militare israeliana ha annunciato che, nel timore di disordini, alcune unità dell'esercito sono state poste in stato di allerta.

As virtuale    

[Nessuno possiede la felicità, talvolta si ha la fortuna di averla in affitto e di essere l’inquilino. Marc Levy] Ieri sulla carta è nata a Caltagirone in provincia di Catana, la compagnia aerea Aerolinee Siciliane Spa. L’assemblea della nuova società si è riunita nell’Istituto di sociologia Luigi Sturzo. Gli azionisti fondatori sono stati accolti da Luigi Crispino, anima del progetto per dare vita a una compagnia aerea di bandiera dell’Isola. Un notaio di Catania ha letto la lista dei soci fondatori di “Aerolinee Siciliane” e ha poi proceduto all’atto costitutivo e dello statuto della SpA. “Abbiamo ribaltato le regole della politica e dell’economia insieme – dice Crispino, ex patron di AirSicilia – Per la prima volta in Italia nasce una vera compagnia ad azionariato diffuso, secondo i modelli di successo di aziende come Volkswagen, Google o Amazon. Oggi, possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto e ancora di più lo saremo nel futuro. Oggi diciamo che vogliamo volare e lo faremo”.  Non è la prima volta che si tenta di creare una compagnia aerea siciliana, ma fino adesso sono stati dei tracolli. C’è stata la deficitaria esperienza di Air Sicilia, compagnia aerea che durò poco, in seguito il fallimento di WindJet che lasciò tutti a terra. Tuttavia i disagi nei collegamenti tra la Sicilia e il resto del mondo indurrebbero dar vita ad una nuova compagna aerea sicula, ma al momento si tratta più di una sfida teorica che sostanziale. Aerolinee Siciliane sboccia come società per azioni, ma non ha al momento un patrimonio e neppure una amministrazione. L’intenzione degli azionisti è quella di proporre la società al mercato, raccogliere quindi i risparmi dei siciliani che vogliono investire in azioni e con questi costituire il capitale di base al quale aggiungere gli affidamenti bancari (eventuali) per giungere all’acquisto o all’affitto degli aeromobili per poter coprire le tratte.Il piano economico della nascente compagnia siciliana prevederebbe di acquisire 12 aeromobili entro cinque anni. Considerando che il costo di un Airbus va, a seconda del modello, dai 75 ai 115 milioni di euro ciascuno si parla di un investimento che in 5 anni supererebbe il miliardo di euro ma nel piano economico l’investimento è valutato in 300 milioni di euro che comunque, allo stato, significherebbe un esborso superiore al mezzo milione di euro per ogni investitore attuale a fronte di dividendi del 3% ovverosia analoghi a qualsiasi fondo di rischio proposto da qualsiasi banca ad un risparmiatore facoltoso. Una sorta di società aerea siciliana in realtà c’è sempre stata, di proprietà dell’Ast, l’Azienda Siciliana Trasporti controllata quest’ultima direttamente dalla Regione Siciliana. La compagina è la Aeroservizi, che si occupa solo dell’apt di Lampedusa. A gennaio 2019 il presidente di Aeroservizi Gaetano Tafuri che è pure presidente dell’Ast, aveva lanciato l’idea di una “compagnia aerea” tutta siciliana. Una ipotesi in passato già indicata dall’ex governatore Rosario Crocetta. Dopo air Sicilia Luigi Crispino tenta di far decollare una nuova compagnia low cost EFly  Crispino dice che "dopo l’acquisto della licenza Jar-145 e la certificazione del Camo che autorizza EFly a fare la manutenzione sugli aerei in noleggio dalla Aircraft Leasing Management, le mie dimissioni porteranno alla rimozione degli ostacoli per la compagnia per ottenere la licenza. Ho fatto questo nell’interesse della EFly”. Non basta perché EFly non decollerà mai realmente. La Air Sicilia è stata una compagnia aerea italiana  fondata nel 1994 da luigi Crispino  e Antonio Carotta. Cessò i voli il 22 febbraio 2002 e fu dichiarato il fallimento nel gennaio 2003. Venne costituita dall'imprenditore calatino, come sfida al monopolio dell'alitalia e per creare una compagnia regionale che desse impulso al trasporto aereo in sicilia. Aveva due hub negli aeroporti di catania  e palermo e altre destinazioni per linate, fco, firenze, pnl e lmp. Iniziò i voli con un atr 42 revisionato e acquistato in leasing finanziario dal consorzio ATR (marche I-ATRM denominato Mister Volare) esercendo le rotte Palermo - Roma Ciampino, Palermo - Lampedusa e Palermo - Pantelleria con voli giornalieri e la rotta Palermo - Bergamo con voli trisettimanali. Nell'agosto del 1995 conquistò il record di volo mensile per gli aerei a turboelica volando nel mese per 398 ore ed impiegando ben sei equipaggi. Nel gennaio 1996 fu immesso in flotta il secondo ATR 42, sempre fornito direttamente dal consorzio ATR (nome: Peter Pan). Nel giugno del 1996 fu immesso in flotta il primo jet f28 denominato Mary Poppins per acquisire poi i jet boeing con i quali collegò la Sicilia a Milano e Roma. L'operatività della compagnia fu costellata da problemi finanziari ma andò avanti per circa sette anni, durante i quali la compagnia subì due stop ai collegamenti da parte dell'enac. Quando dovette interrompere definitivamente l'attività per fallimento Crispino venne indagato per bancarotta fraudolenta ma dopo circa nove anni è stato assolto perché il fatto non sussiste. Successivamente Crispino entrò nell'azionariato di windjet, che sospese i voli nell'agosto del 2012. La Wind Jet è nata nel 2003 a catania per volontà di Pulvirenti, imprenditore di belpasso, della grande distribuzione alimentare Fortè e per alcuni anni presidente del catania calcio. Ha operato con una flotta di 13 airbus su rotte nazionali e internazionali soprattutto verso il nord ed est europa. La sede legale era a catania, e le basi operative erano situate presso gli apt  di fontanarossa, punta Raisi e dal 2011 di rimini miramere. Wind Jet è stata la prima compagnia low cost italiana, con oltre 2.900.000 passeggeri trasportati nel 2008. Dall'11 agosto 2012, a causa di problemi finanziari, la compagnia ha cessato le proprie operazioni.

sabato 25 gennaio 2020

Blackrock green

[Il signor A. smentì chi gli aveva dato del venduto. Si trattava di noleggio. Fragmentarius] Il gigante dei fondi BlackRock traccia la strada per il futuro ed annuncia una svolta netta del suo business dichiarando ufficialmente che la sostenibilità diventerà il suo "standard negli investimenti". L'occasione è la lettera agli investitori in cui il gigante dei fondi, per voce del suo numero uno Larry Flint spiega l'intenzione di schierarsi anche attivamente.    "Considerando i crescenti rischi di investimento che circondano la sostenibilità, saremo sempre più propensi a votare contro i dirigenti e i consiglieri di amministrazione quando le società non svolgeranno progressi sufficienti in materia di informativa sulla sostenibilità e non predisporranno linee guida e piani aziendali ad essa connessi", dice Flint che ricorda come dal dialogo di BlackRock con i clienti di tutto il mondo, emerga come siano sempre più numerosi quelli che si spostano verso investimenti sostenibili.    Basterebbe soltanto che il 10 o addirittura il 5% degli investitori lo facesse, calcola, e si assisterebbe ad un massiccio spostamento di capitale.

Migranti -92% in Ue

[Noleggio leggìo. egowalter, Twitter] È stato respinto dalla Cassazione il ricorso della Procura di Agrigento contro l'ordinanza che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch3 approdata a Lampedusa forzando il blocco. La rotta migratoria del Mediterraneo orientale (+46%) e quella balcanica hanno registrato nuovi aumenti dei flussi nel 2019, mentre si registrano drastici cali su quelle del Mediterraneo centrale -41%; e occidentale, -58%, con i livelli più bassi dal 2013. I dati preliminari di Frontex per il 2019 mostrano un calo generale di -6%, a 139 mila, il 92% in meno rispetto al picco del 2015. Ne ha parlato il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri in una conferenza stampa. "Gli sviluppi in Libia sono un fattore importante, che monitoriamo con attenzione, perché potrebbero avere un impatto sulla rotta del Mediterraneo centrale", ha aggiunto.

Aegean interessata a Croatia Airlines

[Ho solo il piano A perché il piano B l’ho dato in affitto. Terza_nota, Twitter] La società Aegean conferma la sua partecipazione alla fase di offerta indicativa non vincolante della privatizzazione di Croatia Airlines, che non implica alcun impegno diretto da parte della Società. Qualsiasi decisione materiale sulla potenziale partecipazione o meno di Aegean alla fase successiva della trattativa verrà presa nei prossimi mesi, a seguito delle disposizioni di accesso a informazioni e discussioni ulteriori, il tutto secondo il procedimento che la Repubblica di Croazia stabilirà. Aegean ha stabilito un nuovo record di traffico passeggeri, raggiungendo la soglia dei 15 milioni di persone trasportate nel 2019 e registrando un aumento del 7% del traffico passeggeri totale; un risultato significativo che segna 20 anni di attività. In particolare AEGEAN e Olympic Air hanno trasportato 14,99 milioni di passeggeri nel 2019, quasi 1 milione in più rispetto all’anno precedente, offrendo complessivamente 17,85 milioni di posti a sedere. Questo risultato ha determinato il continuo aumento degli investimenti sul network internazionale, che continua a essere il principale motore di crescita con 8,7 milioni di passeggeri, che corrispondono a un incremento dell’11%. Tale incremento è stato trainato sia dall’hub di Atene (+11%) sia dalle basi regionali di Salonicco, Heraklion, Chania, Rodi, Kalamata (+ 8%) dove i passeggeri stanno crescendo a un ritmo decisamente superiore rispetto al trend generale del Paese, che mostra segni di riduzione. Anche il traffico nazionale ha registrato un incremento del 3%, nonostante il rimanente significativo onere dell’aumento dell’IVA sui passeggeri, che rimarrà per quattro anni consecutivi (2016-2019) al 24%. Il load factor è migliorato di quasi 1 punto percentuale (pp), passando dall’83,9% del 2018 all’84,8%. “Abbiamo registrato una crescita dell’11% del traffico internazionale e una crescita complessiva del 7% nel corso del 2019 ampliando la nostra capacità soprattutto all’inizio e alla fine della stagione turistica tradizionale. Continueremo a investire per ampliare la stagione turistica e l’offerta di servizi di qualità dedicati ai nostri clienti, per conseguire uno sviluppo sostenibile e una crescita per l’azienda, l’industria turistica e l’intero Paese”, ha detto Dimitris Gerogiannis, CEO di Aegean.

La vendetta di Caruana Galizia

[E come disse Confucio. L’uomo è sempre alla ricerca di qualcosa. A volte anche in affitto.Alfredo Accattino] L'avvocato 42enne Robert Abela è stato eletto leader del Partito laburista maltese, diventando automaticamente anche primo ministro dopo le dimissioni di Joseph Muscat accusato di interferenze nelle indagini sull'omicidio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia.    Figlio dell'ex presidente George e visto come outsider incarnazione della continuità col suo predecessore, Abela è stato scelto dalla maggioranza dei 17.500 elettori laburisti - che hanno votato per la prima volta direttamente il loro leader - per la sua promessa di continuare "con le ricette vincenti" di Muscat. È stato preferito al chirurgo 52enne Chris Fearne, vicepremier uscente. Abela, attivista di lunga data del Partito laburista, è diventato membro del parlamento maltese solo durante le ultime elezioni del 2017, convocate in anticipo da Muscat e vinte a mani basse dal suo partito nonostante un'ondata di scandali che ne hanno scosso l'entourage. Abela subentra per soli 2 anni e mezzo in carica, fino al settembre 2022. Il capo della polizia maltese, Lawrence Cutajar, stamani ha presentato una lettera di dimissioni  che il governo ha accettato. Lo ha annunciato il nuovo primo ministro, Robert Abela, con al suo fianco il ministro dell'interno, Byron Camilleri. Cutajar era stato nominato 3 anni fa e messo dal premier Joseph Muscat ma è sempre stato pesantemente criticato per i ritardi e le omissioni nella inchiesta sulle alte sfere coinvolte nell'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Il posto di Cutajar è stato attribuito ad interim al suo vice, Carmelo Magri, fino alla nomina di un nuovo Commissario capo. Abela ha precisato che Cutajar ha presentato stamani al governo una lettera di dimissioni, che è stata accettata. "Nella sua lettera Cutajar ha scritto che la nomina di un nuovo primo ministro richiedeva un cambiamento al vertice, affinché possano cominciare ad essere fatta la necessaria riforma del corpo di polizia", ha detto il premier sottolineando che comunque sotto la guida di Cutajar la polizia ha raggiunto risultati positivi, compresa l'incriminazione di quattro persone (i tre sicari ed il sospetto mandante, il re dei casinò Yorgen Fenech) per l'assassinio di Daphne Caruana Galizia. Tuttavia i media maltesi oggi ricordano che Cutajar e la sua indipendenza sono state contestate sin dalla nomina, quando il partito Nazionalista (all'opposizione) sottolineò i post di Cutajar su Facebook, in cui ripetutamente incensava il governo laburista e l'allora premier Joseph Muscat (definito "uomo con le palle"). Abela oggi ha annunciato che la prossima settimana il consiglio dei ministri discuterà una proposta di riforma "seria e trasparente" della procedura per la nomina del capo della polizia. Durante la breve campagna elettorale per la corsa a leader del partito laburista (che ha una saldissima maggioranza assoluta in Parlamento e quindi, automaticamente, esprime il primo ministro), Abela ha più volte dichiarato di volere un capo della polizia "che abbia la fiducia di tutti" ed ha proposto che il candidato si sottoponga ad una audizione parlamentare prima di assumere l'incarico. Inoltre Abela ha più volte lasciato intendere di non essere soddisfatto della comunicazione della polizia sulle indagini per l'omicidio di Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre 2017. "Non c'è stata alcune informazione: una totale mancanza di comunicazione" ha affermato. L'opposizione ha salutato con soddisfazione le dimissioni di Cutajar ("dovute da lungo tempo" a causa della "eclatante incompetenza con cui ha gestito le sue responsabilità"). Amaro l'intervento di uno dei figli della giornalista uccisa, Paul Caruana Galizia, che su Twitter ha postato un link con i commenti del 2017 scrivendo: "Quanto ci hanno preso in giro quando, un giorno dopo l'assassinio di mia madre, chiedemmo le dimissioni del primo ministro, del capo della polizia, del Procuratore Generale e di indagare su Keith Schembri".

Crodino via da Crodo   

[Ti prendo a noleggio l’immaginazione. Ci faccio un giro, ma non so se la riporto intatta. RickDuFer, Twitter] "Il Crodino non deve lasciare Crodo". È l'appello degli amministratori della valle Antigorio, una laterale dell'Ossola, per difendere l'aperitivo 'biondo', nato nel 1964, che porta il nome del piccolo paese. Nello stabilimento di Crodo - 80 dipendenti - la produzione del Crodino dovrebbe cessare a dicembre 2020 per essere trasferita altrove.    Il sindaco di Crodo, Ermanno Savoia, ha deciso di chiamare a raccolta amministratori, politici, sindacalisti e lavoratori per un'assemblea che si terrà venerdì sera. L'amministrazione sta cercando la strada per convincere Campari, che ha mantenuto la produzione a Crodo nonostante lo stabilimento sia passato alla società danese Royal Unibrew, che ha acquisito tutti gli altri marchi di acque e bibite prodotti. "Dobbiamo fare di tutto perché una produzione che lega il suo nome al territorio, il Crodino, non emigri verso altri stabilimenti", sostiene il sindaco Savoia.

Chi andrà alla casa bianca/25

[Affittasi vuoti interiori per smaltimento pensieri ingombranti. blunoneuncolore, Twitter] Bernie Sanders in volata. Secondo un sondaggio condotto da SSRS per Cnn, il senatore del Vermont candidato alla Casa Bianca è testa a testa con Joe Biden a livello nazionale. Il 27% degli elettori democratici è infatti a favore di Sanders, mentre il 24% è con Biden. Lo scarto rientra nel margine di errore del sondaggio, e quindi - precisa Cnn - non c'è un candidato in vantaggio su un altro. La rilevazione è comunque è la prima a livello nazionale di Cnn che non mostra Biden da solo in testa.    Sanders e Biden sono decisamente avanti rispetto a Elizabeth Warren, che conquista il 14% delle preferenze, e a Pete Buttigieg con l'11%. Michael Bloomberg, l'ex sindaco di New York, ha il 5% dei consensi. Andrew Yang e Amy Klobuchar hanno il 4%. Negli Stati Uniti a otto giorni dall'avvio delle primarie democratiche Bernie Sanders appare saldamente in testa in Iowa staccando di ben sette punti l'ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg e di otto l'ex vicepresidente Joe Biden, scivolato al terzo posto.    Secondo l'ultimo sondaggio del New York Times, il senatore del Vermont guida col 25% dei consensi. Dietro Buttigieg col 18% e Biden col 17%. Staccatissima Elizabeth Warren col 4%. Strada in salita nel processo d'impeachment per i sette 'manager' democratici dell'accusa, che fino a venerdì presentano in Senato gli 'opening arguments', ossia le argomentazioni di apertura per illustrare le accuse contro Donald Trump nell'Ucrainagate. Il primo round è stato vinto infatti dai repubblicani, cioè da Trump. Dopo una estenuante maratona di 13 ore, hanno respinto compatti con 53 voti contro 47 gli undici emendamenti democratici per introdurre nuove prove emerse in parte dopo la messa in stato d'accusa. I dem chiedevano di acquisire dalla Casa Bianca, dal Dipartimento di Stato, dal Pentagono e dall'ufficio budget documenti relativi alla decisione del tycoon di congelare 400 milioni di dollari di aiuti militari per costringere Kiev, secondo l'accusa, ad aprire un'inchiesta sul suo rivale nelle presidenziali Joe Biden e il figlio Hunter. E volevano chiamare a testimoniare l'ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, il chief of staff Mick Mulvaney ed altri due consiglieri della Casa Bianca. Ma sono stati sconfitti su tutta la linea, dopo un duro scambio di accuse in aula. Il Grand Old party ha quindi approvato la risoluzione del suo leader Mitch McConnell. Unico punto messo a segno dai dem è aver strappato tre giorni, anziché due, per spalmare le 24 ore a disposizione per presentare il caso, evitando altri tour de force notturni. Una concessione ottenuta grazie ai mugugni di alcuni senatori repubblicani. Anche la difesa, guidata dall'avvocato della Casa Bianca Pat Cipollone, avrà lo stesso tempo: da sabato a martedì (esclusa la domenica). Successivamente, tra mercoledì e giovedì prossimi, sono previste 16 ore per le domande (in forma scritta) dei senatori. Solo dopo questa fase la risoluzione McConnell consente di votare eventuali mozioni per introdurre testimoni e documenti. Sarà un momento cruciale, in cui si vedrà se almeno quattro senatori repubblicani voteranno con i dem, altrimenti venerdì 31 gennaio il processo potrebbe già concludersi.  Improbabile che si presenti Trump: "mi piacerebbe andarci", ha detto lasciando Davos, precisando però che i suoi difensori probabilmente obietterebbero. [segue]

venerdì 24 gennaio 2020

L’accordo del secolo

[Faccio mente locale e l’affitto. Ty_il_nano, Twitter] Riconoscimento della sovranità israeliana sulla Valle del Giordano e sugli insediamenti nell'Area C della Cisgiordania, quella, in base agli Accordi di Oslo, già sotto controllo da parte dello Stato ebraico. In cambio, riconoscimento a tempo debito da parte degli Usa di uno Stato palestinese "smilitarizzato" che includerebbe il resto del territorio della stessa zona C, oltre le attuali Aree A e B, più Gaza. Questi i punti principali, secondo varie fonti citate anche dai media, del piano di pace del presidente Trump che dovrebbe essere reso noto, a parere di alcuni, entro il 2 marzo.    Ovvero prima delle elezioni politiche in Israele. Il Piano è stato respinto in toto da Ramallah dalla dirigenza palestinese.    "Insistiamo - ha detto Nabil Abu Rudeina, portavoce di Abu Mazen - per la fine dell'occupazione israeliana e per la costituzione di uno Stato palestinese lungo le linee del 1967, con capitale a Gerusalemme est". "Che Israele e Usa - ha concluso - non valichino linee rosse". Nell'Accordo del Secolo' messo a punto da Trump insieme al consigliere Jared Kushner ed altri (definito dai media di Israele "la migliore offerta mai fatta"), sarebbe previsto il riconoscimento da parte palestinese di Gerusalemme come capitale di Israele e di Israele come Stato ebraico. Per quanto riguarda la smilitarizzazione dello Stato palestinese, questa comporterebbe anche la Striscia di Gaza e quindi di Hamas.

Az incontra i sindacati

[Affittasi campeggio in Val di Tenda. Fichi d’India] Incontro in mattinata a Fiumicino tra il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande, il direttore generale Giancarlo Zeni ed i sindacati. Si tratta del primo  tra i nuovi vertici e le rappresentanze sindacali e dovrebbe servire per fare il punto della situazione, in particolare sul rinnovo della cassa integrazione e il rifinanziamento del fondo di solidarietà per il trasporto aereo. “Abbiamo dato ampia disponibilità a collaborare con il commissario Leogrande e il direttore Zeni su tutto ciò che serve per rilanciare Alitalia in un percorso condiviso”, ha detto il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, al termine dell’incontro, sottolineando che il commissario straordinario “ha dato piena disponibilità al confronto”."Abbiamo di fronte un orizzonte temporale molto ambizioso, il 31 maggio, che dobbiamo fare di tutto per rispettare". Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande in audizione alla commissione lavori pubblici del Senato. Il direttore generale di Alitalia Giancarlo Zeni in audizione, parlando del piano, ha aggiunto invece: "Nei giorni scorsi ho letto sui giornali delle anticipazioni su un piano" per Alitalia: "sono anticipazioni che sono del tutto infondate, il lavoro è appena partito e stiamo aggredendo la costruzione dell'orario della compagnia che è l'architrave portante e quando saremo in dirittura d'arrivo di questo esercizio si capirà bene". Il 2019 di Alitalia “si chiude con una crescita sia dei ricavi per il traffico passeggeri (+1,7%) sia dei passeggeri di lungo raggio (+4,7%)”. Lo comunica la società, sottolineando che è stato “un anno caratterizzato anche da ottime performance operative, che hanno visto la compagnia affermarsi come la seconda linea aerea più puntuale in Europa e la settima nel mondo”. L’aumento dei ricavi nel 2019 “è stato trainato soprattutto dal settore intercontinentale, che nel 2019 ha avuto una crescita di fatturato del 5,3% sul 2018 e del 14,7% rispetto al 2017”. Hanno volato con Alitalia 21,293 milioni di passeggeri e, in particolare, “sui voli di lungo raggio ne sono stati trasportati 2,849 milioni, con un +4,7% sul 2018 e un +12,1% sul 2017”. Dicembre è stato il 26esimo mese consecutivo di aumento del fatturato intercontinentale, “con una crescita del 10% su dicembre 2018 e del 18,3% sull’ultimo mese del 2017”. Con l’82,2% dei voli atterrati in orario durante il 2019, Alitalia è stata “la seconda compagnia aerea più puntuale in Europa e la settima nel mondo. Rispetto al 2018 ha confermato la piazza d’onore europea ed è salita di una posizione nel ranking mondiale, da ottava a settima”. A certificarlo è stata la società Cirium, che ha acquisito FlightStats, e che segue la metodologia A14 “ovvero con una tolleranza in arrivo di 14 minuti rispetto all’orario di atterraggio previsto”.

3 gli impresentabili

[La malattia è il prezzo che l’anima paga per l’occupazione del corpo, come un inquilino paga un affitto per l’appartamento che occupa. Shri Ramakrishna] In Emilia Romagna un candidato ha riportato sentenza di condanna in primo grado per la legge Severino che vedrebbe, qualora eletto, sottoposta a sospensione di diritto la carica di rappresentante della Regione. Per la Calabria sono invece due i candidati in posizione rilevante ai sensi del Codice di autoregolamentazione; una terza posizione verrà definita nella giornata di oggi. Lo ha detto il presidente dell'Antimafia, Nicola Morra. Il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, ha spiegato che il lavoro sulle liste avviene in tre fasi: prima vengono ottenute le liste elettorali, poi queste vengono trasmesse alla Procura nazionale antimafia per un primo controllo, infine i dati vengono trasmessi dalla Procura nazionale. La Commissione a questo punto compie una ricerca per ottenere la documentazione relativa a tutti i carichi pendenti dei candidati e acquisire le sentenze passate in giudicato.

Ebrei a Palermo

[Sono stato in vacanza in Terra Santa e ho avuto l’idea di noleggiare una barca sul mitico lago di Tiberiade, ma sono rimasto allibito dal prezzo: 150 euro all’ora. Ho protestato, e il noleggiatore seccato mi ha fatto notare che quello era un lago famoso, che Gesù aveva attraversato camminando sulle acque. “Non mi sorprende – risposi – con questi prezzi…”.Mauroemme]  Era dura la vita degli studenti ebrei stranieri che studiavano nell'Università di Palermo durante il fascismo negli anni delle persecuzioni razziali.    Alcuni furono espulsi, altri tentarono di sfuggire alle persecuzioni, almeno tre furono uccisi tra eccidi e campi di sterminio. Quella pagina di storia e di orrori viene ora riaperta dalla stessa Università che ha ritrovato negli archivi carte, documenti, libretti, schede, relazioni. Le tracce di vite bruciate finiranno in una mostra e saranno ricordate in una lapide, due momenti delle iniziative promosse dall'Ateneo per la Giornata della memoria. Il 26 e 27 gennaio incontri, rappresentazioni teatrali, conferenze daranno vita a un calendario di eventi presentato dal rettore Fabrizio Micari.    L'Università di Palermo fu un caposaldo del razzismo. Con le leggi del 1938 cinque professori, tra cui il premio Nobel per la fisica Emilio Segrè, vennero cacciati. Lo annunciava con grande compiacimento l'allora rettore Giuseppe Maggiore, teorico del razzismo, nella relazione per l'apertura dell'anno accademico 1938-39. Nella "grande ora che passa", diceva, "l'Università non può essere apolitica" e le misure antisemitiche "non rappresentano una persecuzione, ma attuano una campagna di energica profilassi nazionale".    Tra il 1923 e il 1938 erano 60 gli ebrei stranieri che studiavano a Palermo. La gran parte veniva dalla Polonia e dalla Romania e seguiva i corsi di medicina. Quasi tutti si laurearono ma per tre il destino fu fatale. Josef Lewsztein, fuggito da Palermo, venne catturato e ucciso nell'eccidio di Forlì (il suo caso ricostruito da Alessandro Hoffmann è diventato un testo teatrale che sarà messo in scena il 27 gennaio). Chiaia Chasis, diventata medico, morì in un lager nazista. La sua famiglia venne sterminata, solo il fratello pure laureato a Palermo si salvò. Un altro medico ebreo polacco, Ignazio Fruchter, morì in un campo di sterminio. "Ma di molti altri si sono perse le tracce", ha detto Alessandro Hoffman che con altri due docenti, Matteo Di Figlia e Mario Varvaro, il 27 gennaio interverrà a un seminario. Sul tema delle persecuzioni razziali anche il museo Salinas ospiterà un'altra mostra. "Gli antisemiti di recente hanno trovato rifugio nell'antisionismo". Lo ha detto il presidente israeliano Reuven Rivlin nell'incontro con Emmanuel Macron nell'ambito delle cerimonie per il 75/o anniversario della liberazione di Auschwitz in corso a Gerusalemme. "Israele - ha aggiunto - è aperto alle critiche, ma non consentirà che il nostro diritto ad esistere come stato ebraico nella nostra patria sia minacciato".

Hajji Abdullah capo Isis

[Se il denaro non può comprare la felicità, la può comunque prendere in affitto.Anonimo] Sette manifestanti iracheni sono rimasti feriti a Baghdad in scontri con le forze di sicurezza durante nuove proteste governative. Lo riferisce la tv irachena al Sumariya, precisando che gli scontri sono in corso nel quartiere centrale di Kilani, dove già ieri si erano registrate violenze. Da ottobre l'Iraq centro meridionale è teatro di crescenti massicce proteste popolari anti-governative. In tre mesi sono state uccise circa 500 persone e oltre 20mila sono rimaste ferite.  Il nuovo leader dell'Isis, il 'Califfo' Abu Ibrahim, è stato identificato dall'intelligence occidentale in Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, noto con il nome di guerra di Hajji Abdullah. Lo riferisce il Guardian, citando due fonti di due diversi servizi di intelligence.    Il leader dell'Isis è originario di Tal Afar, in Iraq, sulla sua testa pende una taglia da 5 milioni di dollari spiccata di recente dal Dipartimento di Stato Usa. Tre palestinesi sono stati uccisi dopo aver cercato di entrare in Israele dalla Striscia di Gaza e aver sganciato un ordigno esplosivo sui soldati che, in risposta, hanno aperto il fuoco, uccidendoli. Lo scrive Le Figaro, citando un comunicato dell’esercito israeliano. “Posso confermare che tutti e tre sono stati uccisi”, ha detto una portavoce dell’esercito israeliano all’Afp citata da Le Figaro.
   

giovedì 23 gennaio 2020

Il conto di Giuffrè

[Un giorno sei entrato nel mio cuore e non ne sei uscito più; almeno mi pagassi l’affitto! Ti voglio bene! Anonimo] L’ex presidente della Gesap Tullio Giuffrè  porta in tribunale l’azienda e chiede oltre 250 mila euro. Giuffrè nel settembre scorso è decaduto dalla carica di presidente della società di gestione aeroportuale per via delle dimissioni di tre componenti su 5 del Cda dell’azienda. Ora, proprio per tale presunto accadimento,l’ex presidente chiede i danni perché, i tre componenti del consiglio si sarebbero dimesso “senza alcuna motivazione attivando la clausola statutaria della decadenza”. La pupiata di Orlando, purtroppo sindaco di Palermo, con il fido Ambrogio ha indotto tre consiglieri alle dimissioni, senza alcuna reale motivazione. Tanto è vero che dopo poco i 3 sono stati riconfermati, non però   Giuffrè. Orlando poteva revocare  il mandato perché era venuto meno il rapporto fiduciario tra dipendente è azienda. In più la nomina politica avvalora ulteriormente questa opzione. Che Orlando sia specializzato nel gestire male le aziende partecipate dal comune è cosa risaputa, ma che un ingegnere gestionale sia complice di tanta pacchiana ignoranza politica lascia perplessi. Ecco perché la Gesap deve essere privatizzata per evitare, purtroppo troppo tardi, che una classe politica incompetente continui a sperperare denaro pubblico.  Come riporta il Giornale di Sicilia, Giuffrè, che è anche docente universitario ed ex assessore della giunta Orlando, presenta il conto  chiedendo il pagamento di oltre 250 mila euro e affidandosi al legale Pierluigi Vigneri. Furono le dimissioni dell’Ad Giovanni Scalia e dei consiglieri Cleo Li Calzi e Domenico Cacciatore a scatenarne la decadenza da presidente. Le dimissioni, come sostiene il legale di Giuffrè, sarebbero avvenute senza alcuna motivazione  ma solo al fine di raggiungere finalità eccentriche e abusive mirate a farlo saltare. In tutto alla Gesap Giuffrè chiede un conto di 253 mila. Sono 152 mila i compensi residui e il mancato guadagno dall’Università a titolo di danno patrimoniale, 101 mila il danno non patrimoniale.

Nasce premio Tullio De Mauro

[L’inquilino non mi paga. Ho carenze d’affitto.AlexSetolosi, Twitter] Il comune di Marsala istituirà un premio letterario intitolato a Tullio De Mauro. Lo ha annunciato l'assessore comunale alle Politiche sociali e culturali Clara Ruggieri al termine di un convegno dedicato al famoso linguista di fama internazionale ed ex ministro della Pubblica Istruzione scomparso il 5 gennaio 2017, che negli ultimi dodici anni di vita aveva scelto Marsala, e in particolare il litorale della Riserva naturale dello Stagnone, dove aveva comprato casa, come "buen retiro" estivo dove continuare i suoi studi in un clima di assoluta tranquillità. E proprio per avere scelto Marsala, il primo settembre 2016 il Comune gli aveva concesso la cittadinanza onoraria motivandola con "l'attaccamento e il consolidato senso di appartenenza al territorio".

Forum al Shoah Yad Vashem

[Senzatetto cerca senzapavimento per dividere l’affitto. MixMic76, Twitter] "Il popolo ebraico ha appreso la lezione della Shoah: che non possiamo prendere alla leggera le minacce di distruzione, che dobbiamo affrontarle quando sono ancora piccole. E soprattutto che, seppure apprezziamo grandemente l'aiuto degli amici, dobbiamo difenderci da soli". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu a Yad Vashem a Gerusalemme. "Senza gli Alleati, a cui siamo eternamente grati, non vi sarebbero stati superstiti oggi", ma occorre ricordare che "80 anni fa, quando il popolo ebraico fronteggiava la distruzione, il mondo ci ha girato le spalle". Nel Forum sull'antisemitismo al Museo della Shoah Yad Vashem il premier Benyamin Netanyahu si è detto preoccupato perché i leader mondiali non hanno elaborato una posizione unita contro l'Iran, "il regime più antisemita del pianeta". "Israele ringrazia il presidente Donald Trump ed il vicepresidente Mike Pence - ha aggiunto - che si confrontano con i tiranni di Teheran i quali minacciano la stabilità del Medio Oriente e del mondo". Tutti i governi dovrebbero pure mobilitarsi contro l'Iran, ha concluso. Il presidente francese, Emmanuel Macron, in visita a Gerusalemme, ha detto che "l'antisionismo, quando equivale alla negazione dell'esistenza di Israele come Stato, è una forma di antisemitismo". In conferenza stampa con l'omologo israeliano, Reuven Rivlin, il leader francese ha tenuto a precisare che "questo non significa che sia impossibile avere disaccordi, criticare tale o tale azione del governo di Israele, ma la negazione della sua esistenza equivale oggi a una forma contemporanea di antisemitismo". Stamani Macron ha incontrato il premier Benyamin Netanyahu con il quale ha parlato degli sviluppi della situazione in Libia anche alla luce del coinvolgimento della Turchia. Lo riferisce l'ufficio del primo ministro secondo cui Netanyahu ha chiesto a Macron - che si trova in Israele nell'ambito delle celebrazioni del 75/o anniversario della liberazione di Auschwitz - che la Francia si unisca alle sanzioni contro l'Iran "per la sua attività nel nucleare e le sue attività aggressive nella regione". Il premier - secondo la stessa fonte - ha anche affrontato il tema degli sforzi di Hezbollah in Libano di dotarsi di missili ad alta precisione. La Francia, ha detto Macron, farà di "tutto" per "aiutare" il Libano a rispondere alla "profonda crisi" che sta attraversando. Il leader francese intende inoltre rimanere "vigile" sulle "attività terroriste" che, dal Libano, potrebbero minacciare Israele. 

Fine di un amore a Punta Raisi?

[Dopo l’utero in affitto propongo il cervello in comodato d’uso.Anonimo] Mentre un nuovo handling si appresta ad entrare a Palermo Punta Raisi scoppia la guerra tra Gh e Aviapartner. Per colpa di un parcheggio negato  il postale che viene  gestito da Gh con il contributo di tre elementi di Aviapartner sembra essere sfumato. Una guerra scaturita, come sempre succede, da banalità, da incomprensioni. Alle sette di mattina (in largo anticipo) è atterrato il volo proveniente da Lmp. Il volo Dat gestito da Aviapartner non avrebbe avuto personale in servizio, dato che si inizia alle 7,30. Non c’erano nemmeno quelli del presidio notturno che si sono limitati a fare 4 ore, dunque a casa alle 5. Gesap chiama Gh per far parcheggiare il volo, Gh risponde picche “il volo non è nostro”. Dopo una serie di email mandate a mezzo mondo per lesa maestà Aviapartner offesa fa sapere a Gh che non ha più personale per il postale. Aviapartner, è bene ricordarlo, per ben tre anni è stata salvata da Gh che gli ha affidato le pulizie notturne degli aeromobili (11 aerei da pulire) sembra non stimare più la finta concorrenza. Faranno pace le donne più potenti di Punta Raisi prima della summer? Visto che molti stagionali sono figli di colleghi della Gh la rappresaglia è la vendetta potrebbe essere esemplare, spietata ... come odiano (amano) le donne nessuno mai. Si spera nel disinteresse sindacale nella  guerra in corso, un loro intervento potrebbe essere devastante, ovviamente in negativo. Potrebbe intervenire de Ruggero grande capo della Gh ... ma probabilmente ha cose più importanti da risolvere. Asc già certificata potrebbe entrare entro Pasqua togliendo compagnie a Gh principalmente, ma anche vettori charter ad Aviapartner. 

mercoledì 22 gennaio 2020

 #MeToo censurata

[Affittasi coscienza pulita. Mai usata.Anonimo] Una ragazza di 15 anni, una delle vittime sessuali di Jeffrey Epstein, tentò di scappare a nuoto da una delle isole Vergini americane dove il finanziere portava e abusava di molte minorenni ma poi fu catturata e le fu sequestrato il passaporto. È quanto emerge dagli atti di una nuova causa, la prima alle Virgin Islands americane, contro il miliardario, suicidatosi in carcere a New York mentre attendeva il processo per i suoi numerosi reati sessuali. Il procuratore locale ha sostenuto che Epstein e i suoi partner "portavano minorenni nelle Isole Vergini, le tenevano prigioniere e abusavano di loro, causando alle ragazze gravi conseguenze fisiche, mentali ed emotive". Epstein è accusato anche di aver usato visti falsi per questo traffico e un database computerizzato per tracciare i movimenti delle sue vittime.    L'azione legale mira a sequestrare parte della sua fortuna (stimata in 442 milioni di dollari) e le due isole di sua proprietà, Little Saint James e Great Saint James.  Oprah Winfrey fa un passo indietro sul documentario per raccontare le donne che hanno denunciato e accusato di molestie il produttore discografico Russell Simmons. Una rinuncia a essere produttore esecutivo che Oprah Winfrey inizialmente spiega con differenze dal punto di vista creativo con i registi. Poi però confessa: la decisione è legata al forte pressing di Simmons affinché molasse il progetto. Nella campagna per boicottare il documentario dell'era del #MeToo sono finite anche alcune delle donne che hanno denunciato il produttore discografico: hanno ricevuto tentativi di intimidazione. Alla regina del piccolo schermo, Simmons ha fatto notare come una delle sue maggiori accusatrici, Drew Dixon, stava mentendo sulle loro interazioni. Oprah - riporta il New York Times - ha ricevuto chiamate telefoniche anche da altre persone che hanno sollevato dubbi sulla credibilità di Dixon. Pur sostenendo di continuare a credere nella donna, Oprah Winfrey è stata costretta ad ammettere che la sua storia presenta delle contraddizioni. Da qui la decisione del passo indietro dal documentario, che rientra nell'accordo con la Apple. I registi però non demordono e confermano che la loro produzione esordirà come previsto al Sundance Film Festival il 25 gennaio.

Mattarella a Gerusalemme

[L’universo è stato trasformato in stanze d’affitto. Tertulliano, 155-230 d.C.] Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è atterrato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per poi proseguire per Gerusalemme dove si tratterrà fino a domani. Questa sera Mattarella parteciperà alla cena nella residenza del presidente israeliano Reuven Rivlin in onore dei capi di stato che partecipano alle cerimonie per il 75/o anniversario della liberazione di Auschwitz. Domani in giornata Mattarella prenderà parte al Museo di Yad Vashem a Gerusalemme al Forum internazionale sulla Shoah e l'antisemitismo. Prima di andare a Yad Vashem per il Forum intitolato 'Ricordare la Shoah, combattere l'antisemitismo', Mattarella domani mattina avrà due incontri bilaterali. Il primo con il presidente israeliano Rivlin e il secondo con il presidente sloveno Borut Pahor. Il presidente Mattarella è arrivato in Israele da una missione in Qatar, dove accompagnato da vari imprenditori italiani, ha incontrato l'emiro Tamim bin Hamad al-Thani.  L'Egitto ha dato una nuova dimostrazione di armoniosa convivenza fra le religioni inviando il proprio ministro delle Antichità, Khaled al-Anani, ha inaugurare una storica sinagoga dopo lavori di restauro. La cerimonia si è svolta nei giorni scorsi e ha riguardato un luogo di culto ad Alessandria che costituisce "il più antico monumento ebraico rimasto in Egitto", come l'ha definito un post Facebook del dicastero riferendosi alla sinagoga "Éliyahu Hanavi", ossia "del profeta Elia". L'edificio risale al 1881 ed è composto di due piani, di cui quello superiore consacrato alla preghiera delle donne. La sinagoga ha un altare di marmo e custodisce "un gran numero di libri della Torah scritti su cuoio e carta", riferisce ancora il ministero. L'Egitto è un paese a stragrande maggioranza islamico ma vanta numero esempi di attenzione delle istituzioni per le minoranze religiose come quelle dei copti (i cristiani egiziani che rappresentano un 10-15% della popolazione) e degli ebrei. Battersi per la libertà di pensiero, essere forti e mai indifferenti: è il messaggio che la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha lanciato agli oltre 2mila studenti incontrati al teatro Arcimboldi di Milano in occasione della Giornata della Memoria. Ripercorrendo quegli anni che, dall'esclusione da scuola nel 1938 per le leggi razziali fino alla detenzione nel campo di concentramento l'hanno resa, prima una "lupa affamata" che "sognava la vendetta" e poi una "donna libera e di pace", Segre ha invitato i ragazzi a "battersi sempre per la libertà". "Il mio corpo è stato prigioniero, ma la mia mente no", ha detto. "Ho sempre pensato con la mia testa e così dovete essere anche voi, non come quelli che seguono quelli che gridano più forte". "La vittima deve essere più coraggiosa e denunciare" mentre chi sta intorno "non deve essere indifferente e stare con il bullo che sembra più forte", ha concluso ricordando che "i nazisti ad Auschwitz erano i bulli di allora".