martedì 31 dicembre 2019

Fca-Psa ok alla fusione

[La condivisione di beni fisici è il naturale proseguimento dell’opera source. L’economia dell’attenzione è basata anche sulla verità. Web Column] Fca avrebbe sottovalutato il valore del suo business americano di 5,1 miliardi di euro (5,6 miliardi di dollari) al momento della sua acquisizione di Chrysler. E sarebbe quindi finita sotto la lente dell'Agenzia delle Entrate. La notizia, anticipata da Bloomberg, è stata confermata dall'AGI da fonti qualificate. Altre fonti vicine al dossier riferiscono che Fca potrebbe dover restituire 1,5 miliardi di dollari. "Non condividiamo affatto le considerazioni contenute nella relazione preliminare dell'Agenzia delle Entrate e abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi",  sostiene un portavoce di Fca. "Va inoltre rilevato - aggiunge il portavoce Fca - che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse, senza alcun significativo esborso di liquidità o conseguenza sui risultati". I gruppi Fca e Psa hanno raggiunto l'accordo per la fusione. La nuova società sarà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell'operazione e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno. Il nuovo gruppo avrà "una solida struttura di governance", con John Elkann alla presidenza e Carlos Tavares ceo. Il cda avrà 11 membri, con una maggioranza di consiglieri indipendenti. Sarà consigliere anche Tavares con mandato iniziale di 5 anni.  Al perfezionamento dell'operazione il consiglio di amministrazione della nuova società includerà due membri in rappresentanza dei lavoratori di Fca e del gruppo Psa.  Oltre due terzi dei volumi a regime del gruppo Fca-Usa saranno concentrato su 2 piattaforme, con volumi annuali di circa 3 milioni di veicoli sia sulla piattaforma small, per le piccole vetture, che su quella compact/mid-size, per le vetture compatte di taglia media. Fca e Psa prevedono che i risparmi associati alle tecnologie, ai prodotti e alle piattaforme rappresenteranno il 40% circa dei 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali a regime, mentre i risparmi relativi agli acquisti - che beneficeranno principalmente delle economie di scala e degli allineamenti al miglior prezzo - rappresenteranno un ulteriore 40% di tali sinergie. Il restante 20% sarà rappresentato da risparmi in altre aree, tra cui marketing, It, spese generali e amministrative e logistica. Queste stime di sinergie non prevedono alcuna chiusura di stabilimenti in conseguenza dell'operazione. Si prevede che le sinergie stimate genereranno un flusso di cassa netto positivo già dal primo anno e che l'80% circa delle sinergie sarà raggiunto entro il quarto anno. Il costo una tantum per raggiungere tali sinergie è stimato in 2,8 miliardi di euro. Prima del closing, Fca distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro mentre Psa distribuirà ai propri azionisti la quota del 46% detenuta nella società di componentistica Faurecia. La capogruppo della società avrà sede in Olanda sarà quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Usa. Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa avrà "team, competenze, risorse e dimensioni in grado di cogliere con successo le opportunità offerte da questa nuova era della mobilità sostenibile".  Fca e Psa distribuiranno ciascuna un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro nel 2020 relativo all'esercizio 2019, soggetto all'approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione e azionisti. Al closing, gli azionisti di Psa riceveranno 1,742 azioni della società risultante dalla fusione per ogni azione Psa detenuta, mentre gli azionisti di Fca avranno una azione della società risultante dalla fusione per ogni azione detenuta in Fca.  Il perfezionamento dell'aggregazione tra i gruppi Fca e Psa è previsto in 12-15 mesi, "soggetto alle consuete condizioni di closing, tra cui le approvazioni degli azionisti delle due società nelle rispettive assemblee straordinarie e il soddisfacimento dei requisiti antitrust e altri requisiti normativi". La quota della società cinese Dongfeng nel nuovo gruppo scenderà al 4,5%;  Fca continuerà a lavorare alla separazione della partecipazione detenuta in Comau, che sarà effettuata quanto prima successivamente al perfezionamento dell'operazione, a beneficio degli azionisti del nuovo gruppo.

Olio di Puglia diventa Igp

[Società gestite su base non etica, il cui vantaggio va a pochi che detengono il potere, possono svilupparsi solo nel breve periodo. Webdixit]  L' 'Olio di Puglia' diventa Igp. La Commissione europea ha approvato  la domanda d'iscrizione dell'Olio di Puglia nel registro delle Indicazioni geografiche protette (Igp). Insieme a quella dell'olio pugliese, sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Ue le iscrizioni di altri quattro Igp: il 'Pan galego' spagnolo, lo 'Sneem Black Pudding' irlandese, l'olio d'oliva greco 'Kritsa' e il formaggio greco 'Krasotiri Ko'. I prodotti saranno aggiunti alla lista di circa 1.460 prodotti Igp già protetti dall'Ue.

La procura indaga su bpB  

[Internet favorisce il nascere di organizzazioni etiche basate su modelli di comunità è destabilizza le strutture gerarchiche. Veni vidi web] La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati per concorso in bancarotta due ex manager della Banca Popolare di Bari nell'inchiesta sul crac delle società del gruppo Fusillo di Noci (Bari). Sono Gianluca Jacobini, ex condirettore generale, figlio dell'ex presidente Marco Jacobini, e Nicola Loperfido, ex responsabile della direzione crediti. La banca, è l'ipotesi dei pm, avrebbe contribuito al dissesto delle società continuando a erogare credito e così aumentandone i debiti. C'è anche l'ex amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, Giorgio Papa, tra gli indagati per concorso nella bancarotta fraudolenta delle società del gruppo Fusillo di Noci (Bari). La Procura ipotizza lo stesso reato nei confronti di Gianluca Jacobini, ex condirettore generale dell'istituto, e di Nicola Loperfido, ex responsabile della direzione crediti. I tre avrebbero contribuito, in concorso con gli ex amministratori delle società Fusillo, ad aggravarne lo stato di dissesto, erogando prestiti quando le imprese erano già in crisi. Nei confronti di Jacobini e Loperfido il 12 dicembre scorso, alla vigilia del commissariamento della banca, il cda ha avviato le procedure per una azione di responsabilità. L'attenzione della magistratura barese sul loro coinvolgimento nel crac delle società del gruppo Fusillo risale all'estate scorsa, quando la Guardia di Finanza, su disposizione del procuratore aggiunto Roberto Rossi e del sostituto Lanfranco Marazia, ha eseguito perquisizioni nelle sedi delle società poi dichiarate fallite (all'epoca erano indagati per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio quattro imprenditori) e nella direzione generale della banca. Le indagini della Guardia di Finanza "hanno consentito di far emergere il ruolo della Banca Popolare di Bari - spiegavano gli inquirenti già al momento delle perquisizioni - quale principale creditore delle imprese sottoposte a procedura concorsuale, risultate esposte con l'istituto di credito per una cifra di poco inferiore ai 140 milioni di euro, a seguito delle ingenti linee di credito elargite negli anni". Stando agli accertamenti dei finanzieri baresi, la banca, nonostante fosse creditrice di oltre 100 milioni di euro dalle società del gruppo Fusillo, all'epoca in procedura di concordato preventivo, nel marzo 2019 avrebbe erogato in loro favore nuova finanza per circa 40 milioni di euro. Un "intervento estremamente oneroso - annotava la Gdf - che si aggiunge ai numerosi già effettuati in passato, sulla cui sostenibilità finanziaria appare necessario investigare". Ed è proprio sulle linee di credito concesse dal 2010 al 2019 dalla banca alle società Fusillo che si sono concentrate le indagini degli ultimi mesi, fino all'attuale ipotesi di bancarotta anche a carico degli ex dirigenti della Popolare di Bari.

lunedì 30 dicembre 2019

A Lampedusa 6.500 alberi

[L’azienda deve avvicinarsi al modello di comunità con valori condivisi, avere obiettivi a lungo termine e una propria ideologia. Veni vidi web] Un albero per ciascuno degli abitati di Lampedusa: sono 6.500 gli alberi di Carrubo, Pino e Oleandro che saranno piantati nella zona di ponente, dall'Albero del Sole fino al Muro Vecchio, lungo circa un chilometro e mezzo. "Vogliamo ripristinare la vegetazione che molti anni fa era parte integrante del contesto naturale dell'isola", dice il sindaco Totò Martello.    "I lampedusani e Lampedusa sono un tutt'uno - aggiunge - e dare in 'adozione' un albero a ciascun abitante è un modo per rendere ancora più forte questo legame". I primi 100 sono già stati piantati, nei prossimi giorni il lavoro proseguirà fino alla messa in posa di tutti gli alberi, donati dall'Azienda forestale dell'assessorato regionale all'Agricoltura. "Ringrazio il dirigente generale Mario Candore e l'assessorato all'Agricoltura per l'impegno profuso in questa iniziativa - aggiunge Martello -. Lampedusa è conosciuta in tutto il mondo per le sue spiagge e per il suo mare cristallino ma la nostra isola può offrire molto altro". 

Il cannolo Ruggero

[Se un venditore dice che le cose vanno male per colpa del mercato, allora vuol dire che anche quando andranno bene sarà a causa del mercato. Dunque lui è inutile. Colloqui in Casaleggio associati] Lo hanno chiamato "Ruggero" in onore di Ruggero II, incoronato a Palermo primo Re di Sicilia quasi mille anni fa. E' il cannolo che non rammollisce a causa del rilascio dell'acqua da parte della crema di ricotta nella 'scorza', l'involucro del dolce siciliano famoso in tutto il mondo. Sviluppato da un team del Cnr di Palermo, guidato da Mario Pagliaro, con l'ausilio di una piccola quantità di glicerina, un prodotto naturale usato per ricoprire la parte interna della scorza prima della farcitura, il nuovo cannolo rimane croccante e piacevole al gusto anche a distanza di 12 ore dalla farcitura. "Ancora una volta - dice Pagliaro - a rendere possibile un'importante innovazione per il sistema socieconomico della Sicilia è un bioprodotto oggi ottenuto pressoché integralmente dalle risorse biologiche".

Chi andrà alla casa bianca/21

[Pensa in modo sbagliato, se vuoi, ma in ogni caso pensa con la tua testa. Doris Lessing] La Presidente della Camera dei Deputati, Nancy Pelosi, ha risposto alla dura lettera del presidente americano Donald Trump ai democratici in cui l’accusa di non avergli permesso di difendersi nell’inchiesta per impeachment. “È ridicola”, ha detto la speaker dem secondo quanto riferisce il sito della Cnn. “Non c’è niente da commentare, ho lavorato e non l’ho letta per intero. Ne ho visto l’essenza, è malato”, ha riferito Pelosi. Agognava di finir nei libri di scuola come un presidente migliore di Abramo Lincoln. Invece Donald Trump è  entrato nella storia indossando gli umilianti panni del terzo presidente Usa messo in stato d'accusa con la procedura di impeachment. Prima di lui sono finiti a giudizio solo Andrew Johnson nel lontano 1868 e Bill Clinton nel 1998. Entrambi sono stati assolti in Senato, come succederà con ogni probabilità in gennaio anche al tycoon, che conta sulla granitica maggioranza repubblicana nella camera alta del parlamento. Richard Nixon invece si dimise nel 1974 prima di essere imputato. Due i capi di imputazione: abuso di potere per le pressioni su Kiev per far indagare il suo principale rivale nella corsa alla Casa Bianca Joe Biden e ostruzione del Congresso per aver bloccato testimoni e documenti. Il voto della Camera è arrivato dopo settimane di aspre polemiche e dopo un lungo, a tratti velenoso dibattito in un ramo del Congresso saldamente controllato dai democratici. Alcuni repubblicani sono arrivati a paragonare l'indagine di impeachment all'attacco di Pearl Harbor o alla crocefissione di Cristo, sostenendo che Ponzio Pilato si è comportato meglio con Gesù.  Alla fine i due articoli sono stati approvati rispettivamente con 230 e 229 voti, tutti dem tranne tre contrari. Compatto invece il no del Grand Old Party. Ma ora si apre un nuovo fronte di guerra: dopo il voto la speaker della Camera Nancy Pelosi ha annunciato che i due articoli non saranno inviati al Senato finché non ci saranno garanzie di un processo giusto in quel ramo del Congresso, finora negate a suo avviso dalle mossa del leader dei senatori Mitch McConnell, che è andato alla Casa Bianca per coordinare le strategie e affermato che non sarà un giudice imparziale. Nel giorno più buio della sua presidenza, il tycoon ha aspettato la votazione prima twittando nel bunker della Casa Bianca e poi tenendo un comizio in Michigan, Stato cruciale per la sua rielezione. È li che ha saputo la notizia ma ha reagito come sempre attaccando, osannato dalla folla che gridava "altri quattro anni". “Non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Abbiamo l'appoggio del partito repubblicano", ha esordito. "Dopo tre anni di caccia alle streghe, bufale, vergogne, truffe, i democratici stasera stanno cercando di annullare il voto di decine di milioni di patrioti americani", ha denunciato, accusando l'opposizione di "abuso di potere". "Questo è il primo impeachment dove non c'è un reato", ha incalzato, convinto che sarà un "suicidio politico" per i dem. E ha vantato l’unita’ del partito: "non abbiamo perso neanche un voto dei repubblicani e tre democratici hanno votato con noi". Intanto, durante la sua conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin ha detto: l'impeachment di Trump si basa su accuse inventate e il Senato respingerà le imputazioni contro il presidente americano. La bestia nera resta Nancy Pelosi, cui alla vigilia del voto aveva inviato un'infuocata lettera di sei pagine accusandola di aver "dichiarato guerra aperta alla democrazia americana" con la "crociata" di un impeachment che è "un fazioso e illegale colpo di stato". Una lettera "ridicola" e "triste", ha replicato la Pelosi, ammonendo che "se consentiamo ad un presidente, qualsiasi presidente, di proseguire su questa strada, diremo addio alla repubblica e buongiorno al presidente re". La speaker democratica ha rincarato la dose aprendo il dibattito alla Camera. "Trump non ci ha dato altra scelta. Il presidente ha violato la costituzione e resta una costante minaccia per la sicurezza del nostro Paese e l'integrità delle nostre elezioni", ha denunciato, dopo aver letto accanto ad un tricolore americano il Pledge of Allegiance, il giuramento di fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti. Nel frattempo davanti a Capitol Hill centinaia di attivisti manifestavano a sostegno dell'impeachment, dopo gli oltre 600 tra raduni e marce in varie città di tutti i 50 Stati Usa, a partire da New York.  "Che atroci bugie. Questo è un assalto all'America e al partito repubblicano", le ha risposto su Twitter il tycoon, che mira a galvanizzare la sua base e a trasformare l'impeachment in un boomerang politico contro i democratici. I sondaggi mostrano un Paese spaccato a metà sulla messa in stato d'accusa ma nel frattempo il gradimento del presidente sembra salire, stando all'ultimo sondaggio di Gallup: dal 39% di quando è iniziata l'indagine all'attuale 45%."Riuscite a credere che oggi sarò messo sotto accusa dalla sinistra radicale, e dai fannulloni democratici, e non ho fatto niente! (quest'ultima frase scritta in maiuscolo). Una cosa terribile. Leggete le trascrizioni.    Questo non dovrebbe mai più succedere ad un altro presidente.    Dite una preghiera!". Lo scrive Donald Trump su Twitter nel giorno in cui la Camera americana vota l'impeachment.  Se la Camera persegue l'impeachment, i democratici "dichiareranno guerra aperta alle democrazia americana": lo scrive Donald Trump in una lettera alla speaker della Camera Nancy Pelosi.   "Questo impeachment è una vergogna e una disgrazia per il Paese": questo il primo commento di Donald Trump con i giornalisti dopo il voto della commissione giustizia della Camera. "È un imbarazzo per il Paese, ha aggiunto Trump che ostenta comunque sicurezza: "Non mi importa se il processo sarà lungo o corto", ha detto, lasciando capire di essere sicuro di spuntarla. Il tycoon è poi tornato ad attaccare Hillary Clinton, il deputato dem Adam Schiff che ha coordinato le indagini alla Camera, e l'Fbi definita corrotta. Il deputato Jeff Van Drew del New Jersey, un moderato democratico contrario all'impeachment di Donald Trump, ha comunicato ai suoi consiglieri che intende cambiare partito la prossima settimana e dichiararsi repubblicano. Il cambio mostra le tensioni all'interno del partito democratico in vista del voto in aula per la messa in stato di accusa del presidente americano. Rick Gates, l'ex consigliere della campagna di Donald Trump, è stato condannato oggi a 45 giorni di carcere per aver mentito all'Fbi e per aver cospirato allo scopo di occultare decine di milioni di dollari legati all'attività di lobbying per l'Ucraina fatta insieme a Paul Manafort, ex capo della campagna del tycoon. Gate, 47 anni, aveva collaborato all'inchiesta del Russiagate dopo esservi rimasto coinvolto. [segue] 

sabato 28 dicembre 2019

Chalencon, Drouet ... non trattano

[Amuri voli fatti, e l’asinu vastunati. Frase siciliana] Dopo una giornata di Natale 'nera', i servizi di trasporto pubblici rimangono anche oggi fortemente limitati in Francia a causa degli scioperi contro la riforma delle pensioni, giunti al 24/o giorno.    Ragazzi, la Francia ci dà sempre lezioni di vita, di lotta sindacale seria. Niente a che vedere con le pupiate dei nostrani sindacalisti.  Migliora tuttavia, riferisce Le Figaro, il traffico dei treni ad alta velocità Tgv, con un convoglio su due in servizio, contro l'uno su cinque di ieri. Leggermente migliore la situazione per le linee internazionali, con un Eurostar su cinque in servizio, due Thalys su tre e due Lyria su cinque. Aviapartner è presente in alcuni scali francesi, sicuramente chi ha un contratto a 4 ore non farà, se non eccezionalmente, dieci ore al giorno penalizzando i full time. Solo a Palermo succedono queste indecenze, che non hanno motivo di esistere, anche un neonato capirebbe che il mancato rispetto di precisi accordi sindacali è , a dir poco,  incomprensibile. Ma si sa che  l’arroganza è figlia della ignoranza, che, attenzione, non deve essere mai motivo di vanto.  In Francia se una azienda sgarra paga in vari modi, in Italia, purtroppo, i sindacalisti trovano le soluzioni, in Francia i sindacati dettano le condizioni. In Italia firmano. Per quanto riguarda la metropolitana parigina, su un totale di 16 linee il servizio è normale solo su 2, dove circolano treni senza conducente, oltre che su quella che porta all'aeroporto di Orly. Su altre linee il servizio è fortemente ridotto e limitato alle ore di punta. Il traffico stradale molto limitato dovrebbe permettere di scongiurare i giganteschi ingorghi come quelli dei giorni precedenti il Natale. Nuovo fine settimana difficile in Francia per gli scioperi dei trasporti, nel pieno nelle vacanze natalizie. Oggi è iniziato il 24esimo giorno di protesta contro la riforma delle pensioni, con manifestazioni che hanno richiamato migliaia di persone, a partire da Parigi, dove sono scesi in strada anche centinaia di 'gilet gialli'.    I media francesi rilevano che il blocco di metro e treni, che continuano a circolare a singhiozzo, rischia di superare il record di 28 giorni consecutivi raggiunti nel 1986-87. Anche perché la ripresa della trattativa tra governo è sindacati, che contestano la fine dei regimi pensionistici speciali, è attesa soltanto il 7 gennaio. Avremo mai uomini in Italia come Christophe Chalencon, Eric Drouet? 

venerdì 27 dicembre 2019

Crescita troppo lenta

[Cui jinchi cannarozzu, attuppa vucchi. Frase popolare siciliana] Nell'area euro si protraggono "pressioni inflazionistiche contenute e deboli dinamiche di crescita, malgrado i primi segnali di stabilizzazione del rallentamento economico e di lieve incremento dell'inflazione di fondo". Lo si legge nel Bollettino economico della Bce nel quale si sottolinea come nell'ultima seduta "il Consiglio direttivo ha ribadito la necessità di mantenere un orientamento di politica monetaria altamente accomodante per un prolungato periodo di tempo". Nel capitolo sulle finanze pubbliche, la Bce ribadisce che l'Italia ha un debito elevato e che non ne ha ancora avviato la riduzione. Insieme ad altri Paesi, tra cui Belgio, Spagna, Francia, Portogallo, Finlandia l'Italia è fra i Paesi con documenti programmatici di bilancio "che presentano rischi di non conformità al Patto di stabilità e crescita" e che "continuano a registrare livelli di debito molto elevati per i quali non è stato ancora avviato un costante percorso di riduzione". "Alla luce dell'indebolimento delle prospettive economiche, i governi che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero essere pronti ad agire in maniera efficace e tempestiva". È quanto si legge nel Bollettino economico della Bce che sottolinea come i governi dei paesi con un debito pubblico elevato "devono perseguire politiche prudenti e conseguire gli obiettivi di saldo strutturale" e che "tutti i paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per conseguire una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita".   L'Italia è fra i Paesi con documenti programmatici di bilancio "che presentano rischi di non conformità al Patto di stabilità e crescita" e che "continuano a registrare livelli di debito molto elevati per i quali non è stato ancora avviato un costante percorso di riduzione". Lo scrive la Bce nel Bollettino economico menzionando i casi di Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia e rilevando che questo fattore "desta particolare preoccupazione per i paesi con un elevato rapporto tra debito pubblico e Pil".

Faida politica a Bagdad

[Amuri pri forza nun hai valia. Frase popolare siciliana] Iran, Russia e Cina hanno avviato esercitazioni militari navali congiunte nel mar Arabico e nel nord dell'Oceano Indiano. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, secondo cui le attività dureranno 4 giorni e copriranno un'area di 17 mila chilometri quadrati. "È la prima volta che la Repubblica islamica dell'Iran conclude un'esercitazione combinata con due delle maggiori potenze navali mondiali a questo livello. Questo processo proseguirà nei prossimi anni", ha spiegato l'ammiraglio della marina di Teheran Gholamreza Tahani, portavoce dell'esercitazione, che è stata ribattezzata 'Cintura di sicurezza marina'. Il presidente iracheno Barham Saleh ha dichiarato in una nota di non avere intenzione di nominare primo ministro il governatore della provincia meridionale di Basra, Asaad al-Eidani, candidato del gruppo parlamentare sostenuto dall'Iran, dicendosi disposto anche a dimettersi per evitare la sua designazione. Il Paese resta perciò nell'incertezza sul suo futuro dopo circa tre mesi di proteste di massa senza precedenti. Nella nota, Saleh afferma di non voler ratificare la nomina "per evitare ulteriore spargimento di sangue e al fine di salvaguardare la pace civile". Il nome di Al-Eidani è stato proposto mercoledì dal blocco Fatah, di cui fanno parte anche leader associati a forze di mobilitazione popolare paramilitari sostenute dall'Iran. La sua nomina era stata prontamente respinta dai manifestanti iracheni, scesi in piazza lo stesso giorno per chiedere un candidato indipendente. Saleh ha dichiarato di essere pronto a presentare le sue dimissioni al Parlamento per impedire la nomina di al-Eidani. Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 5:23 ora locale (le 2:53 in Italia) in Iran, non lontano dalla centrale nucleare di Bushehr. Secondo i dati dell'agenzia geologica statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a circa 40 km di profondità ed epicentro 44 km a sudest di Borazjan. Non si segnalano al momento particolari danni a persone o cose. I media statali iraniani non hanno immediatamente riferito del sisma. L'Iran si trova su importanti linee di faglia ed è soggetto a terremoti quasi quotidiani. Nel 2003, un sisma di magnitudo 6,6 ha distrutto la storica città di Bam, uccidendo 26.000 persone.

giovedì 26 dicembre 2019

Navalny di nuovo arrestato

[Diu nni scanza di risoluzioni di minchiuna.Detto siciliano] L'oppositore russo Alexei Navalny è stato arrestato. Lo riferisce la sua portavoce, Kira Yarmysh su Twitter. Ieri Navalny aveva denunciato la scomparsa di uno dei suoi alleati, Ruslan Shaveddinov. "Alexei è stato portato via con la forza e incarcerato. Non ha opposto resistenza", ha detto la portavoce. La Duma ha approvato in terza e ultima lettura dei controversi emendamenti alla legge sui media per permettere alle autorità russe di bollare come "agenti stranieri" anche gli individui, compresi i blogger e i giornalisti. Amnesty International e Reporter senza frontiere hanno definito il progetto "un ulteriore passo verso la limitazione dei media liberi e indipendenti". Hanno votato a favore 311 deputati, quattro si sono astenuti. Il provvedimento deve essere ancora approvato dal Senato e firmato da Putin.Nove canali televisivi russi sono stati proibiti in Lettonia a causa delle sanzioni Ue contro il miliardario russo Iuri Kovalchuk, co-proprietario delle reti. Lo riporta il Moscow Times citando a sua volta i media lettoni. Kovalchuk, un banchiere vicino a Vladimir Putin, è sotto sanzioni Ue per l'annessione russa della Crimea e possiede una quota della holding proprietaria dei nove canali.    "Questo divieto rimarrà efficace finché Kovalchuk non sarà rimosso dalla lista delle sanzioni Ue", ha spiegato il vice presidente del Consiglio nazionale dei media elettronici, Ivars Abolins.

Teheran ha paura

[La prima parti di lu pazzu è  tinirisi saviu. Frase siciliana] La polizia anti-sommossa e forze di sicurezza presidiano oggi massicciamente Teheran e altre città iraniane per impedire nuovi raduni di protesta per commemorare gli uccisi nella repressione delle manifestazioni del novembre scorso, mentre le autorità hanno imposto restrizioni all'accesso ad Internet per impedire la diffusione di notizie e video.    Testimoni riferiscono di ingenti schieramenti di forze di sicurezza, oltre che nella capitale, a Tabriz, Sanandaj, Kermanshah, Isfahan e Shiraz, dopo che nei giorni scorsi attivisti e familiari avevano lanciato appelli attraverso i social media per tenere commemorazioni per gli uccisi nel 40/o giorno dallo scoppio delle proteste del mese scorso. In un comunicato emesso ieri, 135 cineasti hanno affermato che avrebbero partecipato oggi alle commemorazioni.    Sono almeno 208 le vittime accertate della repressione delle violente proteste contro il rincaro della benzina scoppiate il mese scorso in Iran. Lo sostiene un nuovo bilancio di Amnesty International,"basato su informazioni credibili ricevute dall'organizzazione", secondo cui il numero reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. Il precedente bilancio diffuso dall'ong era di 143 morti.  Il regime di Teheran potrebbe aver ucciso più di mille persone dall'inizio delle proteste. Lo ha detto l'inviato Usa in Iran Brian Hook che ha parlato anche di "migliaia di feriti e di persone arrestate". "Non possiamo essere certi dei numeri, perché il regime blocca le informazioni", ha detto Hook, che ha parlato di almeno 7.000 manifestanti incarcerati dalle autorità iraniane da quando sono scoppiate in tutto il Paese le proteste, il 15 novembre scorso, dopo l'annuncio di un forte aumento del prezzo del carburante in piena crisi economica. Il circuito secondario del reattore nucleare ad acqua pesante di Khondab in Iran, nella provincia nordoccidentale di Marzaki, a 88 km dalla centrale di Arak, è da oggi operativo. Lo riferisce l'Iran, spiegando che il reattore modernizzato a scopo di ricerca mira a sviluppare la tecnologia per costruire reattori nucleari a uso medico, industriale e agricolo. Il primo circuito era impiegato per togliere calore dal centro del reattore, mentre il secondo servirà a trasferirlo dal primo circuito alle torri di raffreddamento e infine all'esterno. L'Iran ha la capacità di produrre fino a 25 tonnellate di acqua pesante all'anno e attualmente ne produce circa 20 tonnellate, che vengono anche esportate. Teheran ha superato nelle scorse settimane il limite di 130 tonnellate di riserve di acqua pesante consentito dall'accordo sul nucleare del 2015.

Maluvicinu turco

[Lassa muriri a cui ti conusci, e poi t’avanti. Frase siciliana] A gennaio il parlamento turco voterà su un eventuale invio di truppe in Libia a sostegno del governo d'unità nazionale contro le forze del generale Khalifa Haftar.    Lo ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan. La mozione sarà presentata alla ripresa dei lavori parlamentari, il 7 gennaio. Conoscendo la profonda correttezza politica del presidente turco, non abbiamo dubbi che il parlamento, compatto, voterà favorevolmente per accontentare il premier psicopatico. Dovremmo iniziare a boicottare i prodotti di origine turca, 869 è il codice a barre. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che il governo libico sostenuto dalle Nazioni Unite ha chiesto ad Ankara di inviare truppe turche per aiutare le autorità di Tripoli a difendere la città da un'offensiva delle forze rivali.  Il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan, è a Tunisi, dove ha avuto un colloquio con il capo di Stato tunisino, Kais Saied. Lo rende noto l'agenzia di stampa turca Anadolu, secondo cui l'incaricata per la comunicazione della presidenza tunisina, Rachida Ennaifar ha affermato che Erdogan è stato ricevuto da Saied, un incontro incentrato sulla crisi libica. La delegazione turca è formata dal ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, della Difesa, Hulusi Akar, dal capo dell'intelligence, Hakan Fidan, e dal direttore delle comunicazioni della presidenza turca, Fahrettin Altun. La visita avviene mentre la Turchia sta progressivamente rafforzando i legami con il Governo di accordo nazionale di Tripoli, anche in campo militare. La crisi libica, con possibili passi per un cessate-il-fuoco, e le iniziative di collaborazione economiche e commerciali tra Turchia e Tunisia sono stati al centro dei colloqui a Tunisi tra il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan e il collega tunisino, Kaies Saied. Un incontro nel quale Erdogan ha denunciato lo spiegamento di migliaia di combattenti stranieri, principalmente sudanesi e russi, in Libia. Lo riferisce l'agenzia di stampa turca Anadolu.    "Gli sviluppi in Libia non riguardano solo la Libia, ma hanno gravi conseguenze negative per i Paesi vicini, principalmente la Tunisia", ha affermato Erdogan in conferenza stampa congiunta con Saied. Per il presidente turco, la Tunisia ha un ruolo importante nella ricerca di soluzioni alla crisi. "Abbiamo discusso dei passi da compiere per un cessate il fuoco e un ritorno a un processo politico in Libia", ha detto.

Durante nuovo ceo Sisal

[L’amuri sfraga e li sdegnu sparagna. Frase siciliana] A seguito della separazione dei business dei pagamenti e del gaming, Sisal Group ha nominato Francesco Durante Chief Executive Officer di Sisal Spa, la società concessionaria di Stato, leader nel mercato dell’intrattenimento e del gioco legale. Nel prossimo Cda di Sisal SpA, Durante sarà cooptato come consigliere d’amministrazione. Durante, 1971, laureato in Economia e Commercio alla Luiss di Roma, nel 2009 entra nel Gruppo Sisal alla guida della Business Unit Retail Gaming, per poi assumere anche la carica di Amministratore Delegato di Sisal Entertainment. Precedentemente ha lavorato in Gruppi multinazionali come Lucent Technologies e Sara Lee, ricoprendo in Italia e all’estero ruoli di vertice in ambito finanziario e commerciale. Intesa Sanpaolo, attraverso Banca 5, e Sisal Group, attraverso SisalPay, hanno costituito una NewCo che offrirà una gamma di servizi finanziari di prossimità, come prelievi e bonifici, e di pagamento estremamente ampia, consentendo ai cittadini italiani di pagare e svolgere attività finanziarie di base in modo semplice, veloce e sicuro.    La nuova realtà servirà circa 20 milioni di clienti, sia attraverso una capillare rete di oltre 50mila esercizi, presenti anche nei comuni e nelle frazioni più piccole del Paese, sia attraverso prodotti e servizi digitali particolarmente innovativi. La società sarà operativa da gennaio 2020 e sarà partecipata al 70% da Sisal group e al 30% da Banca 5. Il nuovo amministratore delegato sarà Emilio Petrone, il presidente Paolo Fumagalli e nel cda ci sarà Fabio Gallia.

easyJet in Tunisia

[Fimmina ca ti cunsigghia, ti metti la gunnedda o la briglia. Frase popolare siciliana] Era il 2015 quando, dopo l’attentato terroristico a Sousse, easyJet  aveva interrotto i propri collegamenti verso la Tunisia. Ma nel 2020 qualcosa cambierà. La compagnia aerea ha infatti annunciato il suo ritorno nel Paese nordafricano con l’inserimento di due operativi a settimana dall’aeroporto di Gatwick (Londra) in direzione Enfidha-Hamamet Airport. Bisognerà attendere l’estate, e del resto la scelta di volare su una destinazione balneare come Enfidha non è casuale. Non solo Tunisia, però: dal Regno Unito infatti verranno aperte ben 12 nuove rotte tra le quali figura anche lo scalo di Tirana in Albania. Una novità assoluta per il vettore che a partire dal 1° maggio 2020 porterà i passeggeri da Gatwick alle coste adriatiche tre volte a settimana. Nuove possibilità per chi viaggia. Un piano strategico che parla direttamente a quei clienti che cercano qualcosa di diverso dalle classiche mete turistiche. Un network, quello di easyJet, in espansione. La Tunisia, già durante l’estate 2019 si era confermata in forte ripresa con un inaspettato rilancio e un piano-sicurezza supportato dal Governo locale. L’Albania rappresenta invece il futuro. Già apprezzata da chi cerca una vacanza low budget, ha conquistato (e probabilmente sempre più lo farà) chi ama il mare ma, a fronte di servizi più limitati, preferisce spendere meno che in altre località come ad esempio la vicina Grecia. easyJet non arresta la propria crescita sul mercato italiano. Il nuovo orario estivo prevede appunto delle new entry. Da Catania si volerà su Edimburgo, mentre da Olbia e Cagliari si andrà facilmente in Francia, rispettivamente a Bordeaux e Tolosa. Londra Luton sarà collegato all’aeroporto di Verona e da Malpensa, base della compagnia, decolleranno gli aerei verso Tivat (Montenegro) e Preveza (Grecia). Confermate – in aggiunta – alcune rotte invernali attualmente in essere. Il Mar Rosso con Marsa Alam e Marrakech sarà raggiungibile da Venezia, raddoppierà il Napoli-Torino passando a due voli al giorno e infine da Milano, si continuerà a volare su Fuerteventura. Grande attenzione ancora per Tirana, l’operativo da Milano sarà attivo con 5 frequenze settimanali.

mercoledì 25 dicembre 2019

A Natale spumante dolce

[Onde ridurre ulteriormente le spese, il Ministro della giustizia ordina che... solo per lui la prescrizione sia preventiva e pregressa ancor prima che i processi siano prefissati a ruolo e pertanto i P. M. che li scrissero nel registro degli indagati siano pregiudizialmente mandati in proscrizione. Per favore attenti agli errori di stampa. Andrea Camilleri] Per il brindisi di Natale vincono i grandi classici italiani: uno spumante dolce, bello gelato, è il miglior abbinamento con i dolci della ricorrenza, panettone e pandoro, quando non sono farciti. A dirlo  è Marco Sabellico, storico curatore della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso. ''Abbiamo i classici, e allora diamo importanza alla grande tradizione nazionale. - sottolinea l'esperto degustatore - Il più famoso è il Moscato d'Asti, nelle diverse versioni. Scegliamo un piccolo vignaiolo che fa un buon Docg. Mentre se il lievitato delle feste ha del cioccolato o frutti di bosco bene, ad esempio, il connubio col Brachetto d'Acqui o la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc o, ancora tra i vini dolci, un Freisa frizzante. C'è un mondo intero per molti versi ancora da scoprire e le feste di fine anno possono essere una buona occasione, anche perché sgrassano il fine pasto. Spostandosi in Veneto, coi dolci lievitati abbinamento ideale è col Prosecco Dry e con il Cartizze Dry. Ottimo il connubio tra pandoro e panettone anche col Recioto di Soave, il Recioto della Valpolicella, oltre che col Torcolato di Breganze. Siamo il Paese - ricorda Sabellico - con la maggiore produzione dei vini dolci e stiamo assistendo a una rinascita d'interesse per queste realtà. In Calabria ho assaggiato interessanti e rari Moscato di Saracena e il Terre di Gerace Bianco''. Se sulla tavola di Natale sono previsti il foie gras, formaggi erborinati o dolci al cucchiaio e pasticceria cremosa, per il curatore della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso, ''la scelta ideale si sposta sui Vin Santo toscano, una eccellenza da non perdere, come la Vernaccia di Oristano e il Muffato di Orvieto, oltre tutti i passiti. Il vermouth bianco di Torino col pandoro ci sta, diciamo che è una simpatica provocazione e un'occasione di assaggio in virtù della valorizzazione dello storico disciplinare di produzione.  A fine pasto, tra una chiacchiera, un croccante, torroni, frutta secca e un sigaro, benvengano i passiti e i tanti amari dei diversi territori italiani. Il cioccolato è abbinabile, va sfatato il tabù, e sposa bene il vermouth rosso''.

A Natale si sciopera

[Che cosa conta il buon nome, una volta che si sono messi al sicuro i soldi? Giovenale] La protesta dei lavoratori francesi contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron non si ferma neanche per Natale e prende forme inconsuete: ieri sera una quarantina di ballerine dell'Opera di Parigi, in tutù, hanno dato vita al quarto atto del Lago dei Cigni di Ciakovskij sulla gradinata del teatro. Alle loro spalle - mostrano le tv francesi - uno striscione informava che "L'Opera di Parigi è in sciopero" e che "La cultura è in pericolo". I lavoratori del settore pubblico in Francia, tra cui le ballerine del celebre teatro, scioperano contro la riforma che vorrebbe cancellare quaranta sistemi pensionistici di categoria per unificarli in un solo meccanismo a punti. I ballerini dell'Opera parigina possono andare attualmente in pensione a 42 anni, grazie ad una legge che risale al 1698, voluta da re Luigi XIV.  

Saar sfida Netanyahu

[Il presente non è mai il nostro fine; il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo l’avvenire è il nostro fine. Così, non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e, preparandoci sempre ad esser felici, è inevitabile che non lo saremo mai. Blaise Pascal] A due giorni dalle elezioni primarie per la guida del Likud si accende il confronto fra Benyamin Netanyahu ed il suo rivale Gideon Saar. Nel tentativo di erodere il sostegno al premier, Saar ha promesso oggi che se eletto "garantirà il futuro degli insediamenti ebraici" in Cisgiordania, sgombererà il villaggio beduino di Khan el-Ahmar (dove si trova la 'Scuola di gomme') e provvederà ad estendere la legge israeliana su tutti gli insediamenti ebraici. "Fatti, non parole" ha aggiunto, in polemica con Netanyahu che in precedenza lo aveva invece accusato di essere segretamente in sintonia con la sinistra. Il 52enne Gideon Saar è stato a lungo considerato una stella nascente a Likud e un potenziale futuro erede. Ma mentre altri fino ad oggi hanno atteso pazientemente l’uscita di scena volontaria di Netanyahu, Saar ha scelto di affrontarlo a testa alta. È fermamente contrario ad uno Stato palestinese e appoggia l’annessione della Cisgiordania. In varie occasioni pubbliche ha dichiarato che questa mossa dovrebbe essere “una politica ufficiale del Likud” e che il partito ha bisogno di “abbandonare formalmente l’idea dei due Stati”. Sebbene la vittoria di Bibi nelle primarie di Likud sia data per certa, va ricordato che si tratta ancora di un appuntamento cruciale per determinare il prossimo primo ministro israeliano. Per la prima volta in un decennio Netanyahu viene sfidato per la testa del partito. La tesi sostenuta da Saar poggia sulla convinzione che un primo ministro sotto accusa non possa essere in grado di formare un governo. Saar, nonostante i sondaggi a lui sfavorevoli, potrà contare su alcuni amministratori locali e su qualche membro della Knesset, che in prospettiva potrebbero garantirgli visibilità anche in ottica nuovo esecutivo (dal momento che si voterà per la terza volta il 2 marzo 2020). Il pensiero corre all’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman che pubblicamente ha ammesso di essere intenzionato a sostenere il perdono per Netanyahu ma solo nel caso in cui il premier decidesse di ritirarsi dalla vita politica. Sullo sfondo il programma del suo sfidante, Gantz, le cui posizioni sulla atavica questione di pace sono in gran parte sconosciute, anche se più volte è trapelata la sua intenzione di procedere prima alla cura delle divisioni tra israeliani, e solo in seguito ad un accordo tra israeliani e palestinesi.Pochi giorni fa inoltre Netanyahu e Mike Pompeo, il Segretario di Stato americano, si sono incontrati per discutere del patto di difesa Usa-Israele. Ganz da parte sua ha chiarito che si oppone all’accordo in corso di negoziazione. 

Siria senza Natale

[Nessuna nota la tua tristezza, le tue lacrime o il tuo dolore, però tutti notano i tuoi errori. Anonimo]  È di almeno 8 morti, tra i quali cinque bambini, il bilancio di un raid aereo su un edificio scolastico utilizzato come rifugio in un villaggio nella provincia di Idlib, nel nord della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani che attribuisce la responsabilità del bombardamento ad "aerei russi". Idlib, ultima roccaforte delle opposizioni anti-Assad, è teatro di una massiccia offensiva terrestre delle forze governative siriane.  La Turchia sta trattando con la Russia nel tentativo di raggiungere una nuova tregua nei bombardamenti sulla provincia di Idlib. Lo riferiscono i media internazionali. "Stiamo seguendo da vicino il processo per porre fine agli attacchi e questi attacchi dovrebbero concludersi immediatamente con un nuovo cessate il fuoco", ha detto il portavoce della presidenza, Ibrahim Kalin, in una conferenza stampa. "Questa è la nostra principale aspettativa dalla parte russa", ha aggiunto. La regione di Idlib ha visto un aumento delle violenze nei giorni scorsi mentre le forze del regime appoggiate dai raid aerei russi hanno lanciato un nuovo assalto per catturare uno dei più grandi centri urbani nell'area. Il governo del presidente Bashar al-Assad è intenzionato a riprendersi la zona e il bombardamento è continuato nonostante il cessate il fuoco annunciato ad agosto. Circa 80 tra militari governativi siriani e miliziani antiregime hanno perso la vita nelle ultime 48 ore nelle battaglie in corso nel nord-ovest della Siria tra le truppe di Damasco, sostenute dalla Russia, e gruppi armati delle opposizioni appoggiate dalla Turchia. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo cui gli scontri sono in corso da mercoledì nella zona a est del distretto di Maarrat an Numan nella regione nord-occidentale di Idlib. L'Osservatorio ha documentato l'uccisione di una cinquantina di miliziani anti-regime, tra cui combattenti qaidisti, e di una trentina di militari e miliziani lealisti.Gli europei "sostengono il terrorismo" in Siria e per questo devono fare i conti "con i rifugiati": lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad in una intervista dell'ad della Rai Monica Maggioni pubblicata prima da alcuni media siriani e poi su Raiplay. "Chi ha creato questo problema? Perché avete i rifugiati in Europa? È una domanda semplice: per il terrorismo sostenuto dall'Europa - e ovviamente da Usa e Turchia - ma l'Europa è stato il protagonista principale nel creare il caos in Siria", ha detto Assad rispondendo a una domanda, secondo il resoconto integrale fornito dall'agenzia di Stato siriana Sana. "L'Ue ha sostenuto i terroristi in Siria dal primo giorno. Hanno accusato il governo siriano, e alcuni come la Francia hanno inviato armi. Loro hanno creato il caos". Il presidente siriano ha poi ribadito di non avere nulla a che fare con le armi chimiche e che le sue truppe non le hanno mai usate. La milizia turcomanna siriana, che si è distinta appoggiando l’esercito turco contro il PKK/YPG, ha ricevuto due o più carrarmati Leopard 2A4, versione con sistema digitale. Questi blindati, fabbricati dalla società tedesca Krauss-Maffei, facevano parte dell’equipaggiamento di quasi tutte le forze NATO degli anni Ottanta. L’esercito turco, che ne ha acquistato 340, ne ha dispiegati in Siria almeno cinquanta e ne ha perso in combattimento una dozzina. È la prima volta che in Medio Oriente una milizia dispone di blindati moderni. Non si sa chi siano i piloti di questi carri e dove siano stati addestrati. Occorre un addestramento di almeno quattro mesi prima che ci si possa avventurare su un campo di battaglia. Non si sa nemmeno da chi siano formate le squadre tecniche e da dove provengano i pezzi di ricambio, giacché la manutenzione è indispensabile per il loro funzionamento. Non si sa se la Germania ne sia stata preliminarmente informata. La milizia turcomanna, con la denominazione di Esercito Nazionale Siriano (ENS), è basata a Idlib, dove protegge gli elementi di Al Qaeda qui rifugiati, curati e nutriti da “ONG” francesi e tedesche. "Violenti scontri" sono avvenuti tra le forze turche, con le milizie locali loro alleate, e le truppe del regime di Damasco a sud di Ras al Ayn, la città di confine passata sotto il controllo di Ankara con l'offensiva lanciata il 9 ottobre. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui si tratta del primo "confronto diretto tra le due parti" dall'avvio dell'operazione turca.   Secondo l'ong, le truppe di Ankara hanno attaccato quelle del regime alla periferia del villaggio di Al-Assadiya con colpi d'artiglieria e con il supporto di droni. Ne sono seguiti scambi di fuoco sul terreno.  Altri scontri si segnalano tra le milizie curde delle Forze democratiche siriane e le forze di Assad da un lato e le milizie filo-Ankara dall'altro. Secondo l'Osservatorio, almeno 7 combattenti lealisti e 4 miliziani ribelli sono rimasti uccisi. Gli scontri avvengono a poche ore dalla scadenza della tregua concordata da Turchia e Russia per il ritiro delle milizie curde ad almeno 30 km da tutta la frontiera turca. Il governatorato di Idlib è separato dal resto della Siria da una zona di cessate-il-fuoco, pattugliata dalle forze terrestri russe. Gli accordi precedenti firmati dalla Turchia prevedevano il ritiro di tutte le armi pesanti dal governatorato di Idlib. Dal momento che gli accordi non sono stati rispettati, l’Esercito Arabo Siriano, appoggiato dall’aviazione russa, è intervenuto per cacciare gli jihadisti di Al Qaeda. Non si sa quale potrebbe essere la reazione dei russi se questi blindati entrassero in contatto con i suoi soldati. Nel 2015 l’esercito turco abbatté un Sukhoi russo; la milizia turcomanna, guidata dal lupo grigio Alparslan Celik, finì, con cognizione di causa, uno dei piloti, Oleg Pechkov. Ne seguì una crisi importante tra Federazione russa da un lato e Turchia e NATO dall’altro.

Gorgonzola a Natale

[La laida pri dispettu, la bedda pri talentu. Frase siciliana] Perfetto da servire come fine pasto ma anche declinato in preparazioni più complesse e raffinate. Nel menu per le feste che rispetta la tradizione non può mancare il Gorgonzola Dop. Lo sanno bene gli chef Cannavacciuolo, Bertinotti, Zuin, Cravero e gli allievi dell'Istituto Ravizza di Novara che suggeriscono 10 ricette d'effetto da servire per la cena della vigilia, il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno. Si va dall'antipasto al dolce, proponendo abbinamenti con i classici ingredienti delle feste: caviale, foie gras, cotechino e panettone. Piatti da accompagnare con un vino rosso robusto e intenso anche da uve appassite, da vendemmia tardiva o morbidi vini bianchi e rosati. Una chicca per veri intenditori, infine, è il Gorgonzola Piccante servito a fine pasto abbinato con vini da dessert o liquorosi tipo Marsala vergine, Porto o Moscato di Scanzo. Si parte dai cucchiaini di riso rosso con mousse di gorgonzola, ribes e riccioli di sedano di due allievi dell'Istituto Ravizza, Gabriele Plurione e Alessandra Scirli. A firmare sia il plin di Gorgonzola, salsa al foie gras e lamponi disidratati, che il cubo di tartare di carne con salsa al Gorgonzola e tuorlo d'uovo è lo chef Antonino Cannavacciuolo. Il risotto alla carota nera, aceto di vino, fondente di Gorgonzola e caviale, come anche il cotechino caldo alla fonduta di Gorgonzola sono le proposte dello chef Gianpiero Cravero. Arrivando ai dolci, il panettone farcito con fonduta di Gorgonzola, noci e miele è la ricetta dello chef Piero Bertinotti, mentre il millefoglie con mousse al Gorgonzola, gelèe di pere e noci al caramello salato è firmata dall'allieva dell'Istituto di Novara, Aurora Termini. Lo chef Sergio Zuin, infine, propone il Gorgonzola sul pandoro, la mousse al Porto e le pere Martin Sec al Gorgonzola. 

martedì 24 dicembre 2019

Boeing senza ceo

[L’amuri è comunque lu tritrolu: ‘ncumincia duci e finisci amaru. Detto siciliano] Dennis Muilenburg lascia il timone di Boeing a causa della crisi del b737 Max. Il top manager si è dimesso e al suo posto il board del colosso aeronautico ha nominato David Calhoun. Le dimissioni di Muilenburg hanno effetto immediato e Calhoun, che sarà anche presidente, assumerà l'incarico dal 13 gennaio prossimo. L'interim sarà assunto dal o Greg Smith. "Il cambio della guardia al vertice è stato deciso - spiega Boeing - per ripristinare la fiducia nella compagnia impegnata a riparare i rapporti con i regolatori, clienti e tutti gli stakeholder. Con la nuova leadership, Boeing opererà con un rinnovato impegno alla trasparenza, inclusa una migliore e proattiva comunicazione con la Federal Administration Aviation, le autorità a livello globale e i clienti". "Credo fortemente nel futuro di Boeing. Sono onorato di guidare questo grande gruppo e i suoi 150 mila dipendenti che stanno lavorando duro per creare il futuro dell'aviazione", dichiara Calhoun. Un “paracadute d’oro” per Dennis Muilenburg, l’ex CEO di Boeing che ieri si è dimesso dalla carica e dal board dell’azienda, dopo una serie di problemi culminati con la crisi del 737 Max e nei due incidenti al velivolo che sono costati la vita a 346 persone. Secondo quanto scrive la Cbs all’ex manager potrebbe essere pagata una buonuscita da 26,5 milioni di dollari, in parte in contanti e in parte in stock. Una cifra, che, scrive la testata americana citando documenti che l’azienda a consegnato alla SEC, potrebbe arrivare fino a 58,5 milioni, in base ai termini finali dell’accordo per l’uscita di Muilenburg dal colosso aeronautico.


Accordo EastMed

[L’amuri corrispunni cu lu vurzuni. Frase siciliana] Israele, Grecia e Cipro firmeranno ai primi di gennaio un accordo per il gasdotto EastMed. Lo ha confermato il premier Benyamin Netanyahu, citato dai media, preannunciando che sarà ad Atene insieme al ministro dell'energia Yuval Steinitz per siglare l'intesa che contribuirà "alla sicurezza energetica dell'Europa e alla prosperità di Israele e del Mediterraneo dell'est". La cerimonia, secondo i media, dovrebbe avvenire il 2 gennaio. Secondo i progetti il gasdotto EastMed - alimentato dalla riserve a largo delle coste dei tre paesi mediterranei - si snoda per 2mila chilometri da Israele, attraverso Cipro, la Grecia, per arrivare fino al sud dell'Italia e da qui in Europa. Ha una capacità tra i 9 e i 12 miliardi di metri cubi all'anno.

Tutto pronto a Betlemme    

[Molte persone si perdono le piccole gioie nella speranza della grande felicità. Pearl S. Buck] Banksy ha di nuovo scelto Betlemme in Cisgiordania e il 'suo' hotel 'Walled off', a ridosso del Muro di protezione di Israele, per la sua ultima opera. Intitolata 'La cicatrice di Betlemme' è esposta all'entrata dell'albergo - che il misterioso artista britannico ha aperto nel 2017 - e raffigura una piccola mangiatoia posta di fronte a piccoli pezzi di muro trapassato da una granata. Le parti di muro, sui quali sono apposte scritte che inneggiano all'amore, alla pace e alla libertà, sono lo sfondo della mangiatoia. Il foro della granata fa pensare a una stella al di sopra di Maria, Giuseppe e Gesù, contornati come da tradizione da un bue e da un asino. Su Instagram l'artista ha definito l'opera "una Natività modificata". È tutto pronto a Betlemme, in Cisgiordania, per le celebrazioni del Natale incentrate sulla tradizionale Messa di mezzanotte alla Natività dove è prevista la partecipazione del presidente palestinese Abu Mazen insieme a rappresentanti diplomatici, tra cui il Console generale italiano a Gerusalemme, Fabio Sokolowicz. Nel pomeriggio di oggi monsignor Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato dei Latini a Gerusalemme, entrerà - come vuole la consuetudine - in forma solenne a Betlemme per i Vespri e poi per la Messa. Sarà lui stesso a celebrare domani - giorno di Natale - la Messa solenne sempre nel complesso della Natività.    Nel suo messaggio per Natale, Abu Mazen ha sottolineato che "nonostante le sofferenze, l'ingiustizia e l'oppressione dovuta alla dura occupazione militare israeliana della nostra terra e dei Luoghi Santi cristiani e islamici, siamo determinati a celebrare Natale e l'Anno Nuovo con un messaggio di gioia e pace al resto del mondo". Il premier Benyamin Netanyahu, in occasione del Natale, ha fatto gli auguri a "tutti gli amici cristiani in Israele e nel mondo". "Lo stato di Israele - ha detto - è il culmine di molte profezie e dei nostri più profondi valori. Abbiamo in comune la stessa civiltà, quella giudaico-cristiana, che ha dato al mondo i valori della libertà, di quella individuale, della santità della vita e della fede in un Dio unico". "Lo stato di Israele - ha aggiunto - non sarebbe nato se non ci fosse stato l'appassionato sostegno della Cristianità nel 19/mo secolo così come nel 20/mo e nel 21/mo".    "Sappiamo - ha concluso - che non abbiamo amici migliori di quelli cristiani. Per questo grazie, grazie a tutti voi per essere a fianco di Israele, a favore della verità".

La guerra dei Benetton

[La vita? Na strada piena de sassi, sassi in cui ce se inciampa, ce se cade, ce se fa male, contro cui bisogna proteggese co’ e scarpe de fero. Ma manco questo basta perché mentre te proteggi i piedi c’è sempre quarche d’uno che te tira ‘na pietra in testa. Anna Magnani] Il rischio che Autostrade per l'Italia (Aspi) possa vedersi revocare la concessione senza indennizzo affonda Atlantia in Borsa, con la holding della famiglia Benetton che preannuncia una battaglia legale senza esclusione di colpi per scongiurare una misura che decreterebbe il fallimento di Aspi, con impatti pesantissimi per la stessa Atlantia e le sue controllate. E nella lettera inviata domenica in tarda serata al Governo minaccia di prendere l'iniziativa per sciogliere il contratto dando così l'avvio alla richiesta di un maxirisarcimento da 23-25 miliardi di euro. Una lettera definita, a quanto si apprende, "inaccettabile" dal ministro Paola De Micheli. A gettare benzina sul fuoco, in un clima già incandescente, contribuisce il quadro impietoso del sistema delle concessioni autostradali tratteggiato dalla Corte dei Conti, dove a vincere sono i privati, che si assicurano profitti ingiustificati, lesinano sugli investimenti, si vedono prorogate le concessioni senza gara, e a perdere è l'interesse pubblico a una gestione efficiente, sicura e trasparente dei quasi 7 mila chilometri di rete autostradale. La possibilità che il Milleproroghe spiani la strada a una revoca delle concessioni senza indennizzo (stimato da Mediobanca in 22 miliardi per Aspi) e ne affidi la gestione all'Anas, ha spaventato gli investitori. Atlantia ha perso il 4,85% bruciando 883 milioni di euro. In caso di revoca Aspi andrebbe in default, non avendo le risorse per rimborsare 10,8 miliardi di bond e 7 mila posti di lavoro sarebbero a rischio. Il rating di Atlantia diventerebbe 'spazzatura', con effetti a catena sulle sue controllate, da Adr ad Abertis. "Se confermato l'articolo 33 sarebbe molto negativo portando a una sostanziale riduzione del valore dell'indennizzo per Aspi e alzando il livello di scontro", scrivono gli analisti di Equita, secondo i quali, però, la norma punterebbe a "rafforzare" la posizione del governo "nella rinegoziazione del contratto con Autostrade". L'ipotesi di modificare "ex lege alcune clausole" della convenzione, ha affermato Aspi, presenta "rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee", in relazione ai quali la società "sta valutando ogni iniziativa" per tutelare i suoi diritti. Aspi ha avvertito Mit, Mef e il premier Conte che l'adozione di una norma simile determinerebbe la risoluzione della convenzione (art.9-bis comma 4), facendo scattare il diritto al maxi-indennizzo.

A tavola!

[Era questo la vita: un sorso amaro. Umberto Saba] Sulle tavole del Natale non mancherà panettone (73%) e tortellini in brodo (44%), ma anche pandoro (33%) e cappone (16%). È quanto emerge da un'indagine promossa dalla Camera commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Confcommercio Milano, Bit, Homi e Tuttofood e realizzata da Digicamere.  Il dato di consumo è calcolato su un campione italiano prevalentemente lombardo (90% Milano e Lombardia, 10% resto d'Italia). Tra i cibi alternativi hanno la meglio pietanze come le lasagne vegetariane (33%). Per lo stile sulla tavola delle feste vincono invece le candele (52%), seguite dalle decorazioni commestibili (24%) e dalle corone natalizie (22%). Per la casa i trend sono gli alberi di Natale monocolore per il 43% e il presepio illuminato per il 38%, ma anche addobbi sospesi per il 32%. I settori agricoli legati alle feste riguardano gli alberi di Natale, frutta, ortaggi, carni suine e fiori in colture protette. Prime in Italia per totale imprese dei settori sono Catania, Trapani con oltre 8 mila imprese, Treviso con oltre 7.546 (+17,9%), Cuneo con 6 mila (+16,9%), Bari con 5.736 (+22,1%), Verona con 5.725 (+14,9%). Superano le 5 mila anche Salerno, Foggia e Ragusa. Un'attività su dieci circa è straniera a Ragusa (9,4%) e Prato (8,7%). In totale sono 193 mila le aziende in Italia con 276 mila addetti (Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese al terzo trimestre 2019, 2018 e 2014).  Gli italiani spenderanno 2,7 miliardi per il cenone di Natale, vale a dire 100 milioni in più dell'anno scorso. È quanto emerge da un'indagine condotta dal Centro Studi di Confcooperative, secondo cui però l'aumento delle tredicesime di 800 milioni non spingerà i consumi. All'Italia del rancore, secondo l'indagine, sono subentrate paura e incertezza, fattori che hanno fatto sì che 9,1 miliardi della tredicesima siano destinati al risparmio, rispetto agli 8,8 dello scorso anno. Aumentano così gli italiani che imbandiranno le tavole all'insegna dell'austerity. Tra gli under 40, tre su dieci, secondo l'indagine, hanno acquistato in anticipo e congelato prodotti risparmiando il 15-20% rispetto ad una spesa fatta oggi. I cenoni, tra luci e ombre, esalteranno il Made in Italy con 9 italiani su 10 che li trascorreranno in casa, in linea con gli scorsi anni; a Capodanno, invece, complici partenze e cenoni, gli italiani che festeggeranno in casa saranno 5 su 10, in linea con lo scorso anno. Superstar dei cenoni, come sempre, le bollicine italiane con oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare, il 10% rispetto allo scorso anno. Quanto al menu di Natale, secondo Confcooperative, in pole position ci sono vongole e frutti di mare per i primi piatti con una spesa di 110 milioni di euro; pesce per i secondi (455 milioni); carne, salumi e uova (530 milioni); vini, spumanti e prosecchi (440 milioni); frutta, verdura e ortaggi (410 milioni); pasta, pane, farina e olio (225 milioni; formaggi freschi e stagionati italiani (115 milioni). Chiuderà il paniere il carrello dei dolci composto da panettone e pandoro in primis, oltre alle tantissime specialità dolciarie regionali (420 milioni). Brindisi dal calice amaro, infine, per oltre 2 milioni di famiglie che vivono in assoluta povertà. 

38% non soddisfatti Ue

[Non viviamo mai; siamo sempre in attesa di vivere. Voltaire] Oltre un italiano su due (52%) tende a non avere fiducia nell'Ue, mentre solamente il 38% dice di averne. È quanto emerge dal sondaggio Eurobarometro pubblicato oggi, in cui si evidenzia che il dato italiano è fra i più bassi a livello europeo. Solamente nel Regno Unito che prepara la Brexit (29%), in Francia (32%) e Grecia (34%) si registrano livelli inferiori di fiducia nell'Unione. La media in Ue è del 43% e a guidare la classifica ci sono Lituania (66%) e Danimarca (63%). L'Italia è negli ultimi posti fra i 28 Paesi membri in tutte le voci del sondaggio che misurano la soddisfazione dei cittadini rispetto alle politiche europee. Solo il 30% dei cittadini pensa che la propria voce conti all'interno dell'Ue (contro una media del 45%), il 45% è soddisfatto di come funzioni la democrazia nell'Unione (52% la media Ue) e solo poco più di un italiano su due (55%) sente di essere anche un cittadino europeo, contro una media Ue del 70%. 

-18 miliardi alla mafia

[La vita di un uomo infelice è un fondo nero con delle stelle d’argento. Honoré De Balzac] Negli ultimi 5 la Guardia di Finanza ha sottratto alle mafie beni mobili e immobili per 18 miliardi, una cifra che corrisponde ad oltre l'1% del Pil. Dai dati emerge che dal 2015 ad oggi sono infatti stati confiscati beni per circa 7 miliardi - rientrati definitivamente nelle casse dello Stato - mentre i sequestri ammontano a quasi 11 miliardi. Confische e sequestri sono il risultato di oltre 10mila accertamenti svolti dai finanzieri, con una media di più di 5 al giorno, e di circa un milione di attività ispettive all'anno. Complessivamente, nei 5 anni presi in esame, gli accertamenti patrimoniali hanno riguardato 55mila soggetti, 30 al giorno. Alle confische e ai sequestri si è arrivati al termine dei procedimenti nei confronti di soggetti pericolosi 'qualificati', persone indiziate di reati gravi, e di quelli 'socialmente pericolosi', o nell'ambito delle indagini antiriciclaggio, finalizzate ad individuare gli investimenti nei 'beni rifugio: diamanti, metalli preziosi, quadri e reperti archeologici.

Milano sempre prima

[La banalità della vita è tale da far vomitare di tristezza, quando la si guarda da vicino. Gustave Flaubert] Milano vince per il secondo anno consecutivo la Qualità della vita 2019, la graduatoria del Sole 24 Ore giunta alla trentesima edizione e pubblicata oggi.    L'ultima classificata, quest'anno, è Caltanissetta mentre Roma e Napoli salgono alcuni gradini. Se il caso di Milano è emblematico, questa classifica fotografa le performance positive di tutte le province delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Subito dietro Milano, nella classifica generale 2019, si confermano le province dell'arco alpino: sul podio ci sono anche Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. Nella top ten delle province più vivibili si incontrano anche Trieste (5) e Treviso (8). La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l'ultimo posto per la quarta volta nella storia dell'indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105ª) e Crotone (106ª) la precedono di poco.

Panettone al Pecorino

[Tutti i cambiamenti, anche quelli più attesi, possiedono la loro malinconia, poiché ciò che lasciano dietro di noi è parte di noi stessi. È necessario morire in una vita prima di poter entrare in quella successiva. Anatole France] Dall'alleanza fra Rau Arte Dolciaria, azienda di Berchidda (Sassari), e il Consorzio di tutela del pecorino romano DOP, nasce il Panettone salato da aperitivo. Sardo nell'idea, negli ingredienti, nei colori persino. Risultato del desiderio di sperimentare costantemente nuove strade per promuovere l'Isola e i suoi prodotti fuori dai suoi confini. Due le versioni del Panettone salato in commercio per questo Natale, già presentato (e andato a ruba) alla Fiera di Torino e all'Aeroporto di Olbia: la prima con pecorino romano DOP, salsiccia, e pomodorini (Smeralda, Delizia di terra). La seconda con acciughe, carciofi e olive (Smeraldo, Delizia di mare). "L'idea - spiega Tonino Rau - nasce dopo aver creato con la Lucrezio R, l'altra azienda di famiglia dove troviamo Sebastiano Rau, una linea moderna da miscelazione di aperitivi e cocktail, dall'evocativo nome 'Isola delle Pietre': gin, vodka, vermouth e bitter rigorosamente accompagnati dall'impiego di erbe aromatiche sarde". "Abbiamo sperimentato per un anno impasto e ingredienti, e finalmente eccoci qua, con questi prodotti a lievitazione totalmente naturale per 72 ore, lievito madre e olio extravergine di oliva", conclude. "Ci consideriamo parte della storia della nostra Isola, già a fine '800 il nostro prodotto si è radicato qua, oramai il 95% della produzione è tutta sarda e per noi è motivo di orgoglio promuoverla, difenderla, e soprattutto tutelarla nel mondo - sottolinea Salvatore Palitta, presidente del Consorzio - e questa scelta ci conferma che il nostro pecorino è versatile e può essere ben utilizzato per tanti usi e palati. Noi abbiamo il dovere di tutelare la nostra storia, la nostra cultura e la sostenibilità ambientale. Il pecorino romano è un prodotto che nasce da un territorio e da un ambiente incontaminato, che noi dobbiamo preservare. Lo facciamo avendo ogni giorno cura dei nostri prodotti - conclude Palitta - e impegnandoci al massimo per farli conoscere al mondo".

Buon natale uighuri

[La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza. Charlie Chaplin] La polizia di Hong Kong è intervenuta per disperdere una manifestazione a favore degli uighuri dopo che - stando alle autorità - una bandiera cinese era stata rimossa dal palazzo municipale. Lo riferisce il Hong Kong Free press. "Diversi manifestanti sono stati arrestati, e scontri si sono verificati successivamente quando i dimostranti hanno tentato di ritardare l'afflusso degli agenti creando dei blocchi stradali". La protesta a Hong Kong deborda anche nel mondo dei videogame. È iniziata su uno di giochi più popolari, Gran Theft Auto V Online, una “battaglia epica” tra “dimostranti” dell’ex colonia britannica, abbigliati nella tipica foggia nera, e giovani cinesi continentali che invece hanno assunto le fattezze di poliziotti anti-sommossa.Secondo quanto racconta abacus, il magazine online di culture digitali del South China Morning Post, nell’ultimo aggiornamento del gioco – Diamond Casino Heist – sono offerti nuovi abbigliamenti e, mettendo assieme diversi “item”, gli utenti sono riusciti a ricreare gli abiti del perfetto dimostrante di Hong Kong. Così, attraverso la chiamata alle armi avvenuta nel forum LIHKG, si è costituita una “crew” denominata “Stand With Hong Kong”, che ha attaccato con molotov e altri strumenti stazioni della metropolitana e auto della polizia. Riproducendo, insomma, scene che si sono viste nella realtà per le strade di Hong Kong negli ultimi sette mesi di rivolte. Immediata è partita la risposta dei giocatori della Cina continentale, che hanno assunto le fattezze della polizia in assetto anti-sommossa. Ne è partita quella che abacus definisce una “battaglia” epica. A quanto pare, gradualmente le forze provenienti dalla Cina popolare sono diventate soverchianti. Così, da parte dei dimostranti virtuali hongkonghesi, è partita nel mondo social un appello a unirsi alla battaglia. Il mondo dei game è, da tempo, un nuovo fronte della rivolta di Hong Kong. Da entrambe le parti si sono lanciati giochi di simulazione. Il passaggio su Grand Theft Auto appare, in effetti abbastanza naturale: il game crea sostanzialmente un mondo in cui il giocatore può fare quel che vuole, anche rapinare banche o usare lanciarazzi contro i pedoni. Gli incidenti si sono verificati nel centrale distretto finanziario.

Sorgenia diventa F2i

[La vita è sostanzialmente incoerente e la prevedibilità dei fatti un’illusoria consolazione. Alessandro Baricco] Il fondo infrastrutturale F2i si è aggiudicato la partita su Sorgenia. Lo rende noto un comunicato di Nuova Sorgenia Holding, la società in mano alle banche che controlla il gruppo energetico, il cui cda odierno ha deliberato di accettare l’offerta formulata da F2i, assieme al suo partner di minoranza Asterion. “A esito di una procedura competitiva svolta con l’ausilio degli advisor finanziari Lazard e Colombo&Associati, nonché dell’advisor legale Molinari e Associati, il cda, a seguito della verifica delle offerte pervenute, ha deliberato di accettare l’offerta formulata da F2i/Asterion – si legge nella nota –. La scelta è stata effettuata in considerazione sia del prezzo riconosciuto ai venditori sia della valenza industriale del progetto presentato da F2i/Asterion, che consentirà fin da subito una significativa crescita di Sorgenia nel campo della produzione da fonti rinnovabili”. Il contratto preliminare di compravendita verrà sottoscritto non appena possibile e, al più tardi, entro il mese di gennaio 2020 e allo stesso verrà data esecuzione immediatamente dopo l’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti per la tutela della concorrenza e del mercato.

lunedì 23 dicembre 2019

Il ritorno degli ottomani

[A volte basta un attimo per dimenticare una vita, ma a volte non basta una vita per dimenticare un attimo. Jim Morrison]  La Turchia "può elevare il proprio sostegno militare navale, aereo e terrestre al governo legittimo libico se richiesto". Lo ha ribadito oggi il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. "Rimarremo al fianco dei nostri fratelli libici finché la pace e la sicurezza non verranno assicurate, come stiamo facendo in Siria", ha sottolineato il ministro della Difesa di Ankara, come riferisce Anadolu    "Siamo preoccupati per il deterioramento della situazione dei diritti umani in Libia, compreso l'impatto del conflitto in corso sui civili, gli attacchi contro i difensori dei diritti umani e i giornalisti, per il trattamento di migranti e rifugiati, le condizioni di detenzione e l'impunità". È quanto si legge in un comunicato firmato dal portavoce dell'Ufficio dell'Alto Commissariato dell'Onu per i diritti Umani (Ohchr), Rupert Colville."Nel 2019, il nostro ufficio insieme alla missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha finora documentato almeno 284 morti civili e 363 feriti a seguito del conflitto armato in Libia, con un aumento di oltre un quarto del numero di vittime registrato nello stesso periodo dell'anno scorso", si legge nella nota sul sito dell'Ohchr, che prosegue precisando che "gli attacchi aerei sono stati la principale causa di vittime civili, con un bilancio di 182 morti e 212 feriti, seguiti da combattimenti sul terreno, ordigni esplosivi improvvisati, rapimenti".  "Tra gennaio e novembre, oltre 8.600 migranti sono stati intercettati in mare dalla Guardia costiera libica e riportati in Libia, che ovviamente non può essere considerato in nessun modo come un porto sicuro per lo sbarco", denuncia ancora l'Onu. Migranti e rifugiati in Libia "continuano a essere regolarmente sottoposti a violazioni e abusi", ha detto ancora l'Onu. "Noi avevamo chiesto le armi a tanti Paesi, inclusa l'Italia, che pure ha diritto di scegliere la politica che più le aggrada e con cui i rapporti restano comunque ottimi. Da Roma, in verità, non sono mai giunte risposte ufficiali", ha detto il premier libico Fayez Sarraj parlando con il Corriere della Sera delle armi fornite dalla Turchia. "Alla luce dell'attuale escalation in Libia, soprattutto attorno a Tripoli, l'Unione europea reitera il suo appello a tutte le parti libiche perché cessino tutte le azioni militari e ricomincino il dialogo politico". "Tutti i membri della comunità internazionale dovrebbero osservare e rispettare l'embargo sulle armi dell'Onu". Così in una nota il portavoce dell'Alto rappresentante dell'Ue, Joseph Borrell.  "Con Di Maio abbiamo avuto un ricco scambio d'opinioni. Quanto invece alla sua tappa a Bengasi dal nostro aggressore e Tobruk non ho visto alcuna sostanza, ha aggiunto. 

Le chiacchiere di Trump

[La vita: una lacrima che nessuno asciuga, un vuoto di presente. Alda Merini] Il presidente americano Donald Trump ha ufficialmente inaugurato la Us Space Force, le forze spaziali americane, il primo nuovo servizio militare Usa in oltre 70 anni. "Lo spazio è il nuovo dominio mondiale di combattimento in guerra", ha dichiarato Trump durante la cerimonia della firma del National Defense Authorization Act del 2020 presso la base di Andrews, appena fuori Washington. Dopo avere recentemente abbandonato i curdi, dopo la seconda guerra mondiale non sono più riusciti a vincere una guerra, adesso vogliono dominare sulla spazio, insomma un’altra malacumparsa. "Tra le gravi minacce alla nostra sicurezza nazionale, la superiorità americana nello spazio è assolutamente vitale", ha sottolineato il presidente Usa. La creazione della Space Force fa parte di un pacchetto di spesa governativa da 1.400 miliardi di dollari, compreso il bilancio del Pentagono.    La navetta Starliner della Boeing non potrà raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale: lo detto l'amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstin. La navetta non è però perduta e si sta lavorando per farla rientrare a Terra, nella base dell'Esercito Usa di White Sands nel Nuovo Messico nel giro di 48 ore. "Abbiamo programmato il rientro a White Sands entro due giorni - ha precisato Jim Chilton della Boeing nella conferenza stampa congiunta con la Nasa - se potremo stare più a lungo e fare più test, lo faremo". La navetta costruita dalla Boeing per la Nasa ha lasciato la base di Cape Canaveral (Florida) con un lanciatore Atlas V alle 12,37 italiane. La capsula, senza equipaggio, era diretta alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), dove ad accoglierla la aspettavano i sei membri dell'equipaggio al comando di Luca Parmitano, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Ma nonostante il lancio sia avvenuto senza alcun problema non è entrata nell'orbita prevista, anche se ora si trova in una configurazione stabile, come scrive la Nasa sul suo sito. I tecnici della Nasa e della Boeing stanno cercando di definire cosa è successo. Con la Crew Dragon della SpaceX doveva restituire agli Stati Uniti la capacità di trasportare uomini nello spazio. Il test doveva essere definitivo prima di poter dare il via libera al trasporto degli astronauti e il suo successo doveva dare il via libera al primo volo di un equipaggio con un veicolo americano dopo l'uscita di scena dello Space Shuttle, nel 2011. L'obiettivo di questo test di volo era provare la capacità dei sistemi operativi della Starliner in orbita, come quelli di attracco alla Iss, comunicazione, controllo ambientale e propulsione, e raccogliere dati che certifichino la capacità della navetta di trasportare sulla Stazione Spaziale e riportare indietro sulla Terra un equipaggio umano. A bordo della Starliner c'è Rosie (chiamata così in onore di Rosie la Rivettatrice, icona culturale degli Stati Uniti, che rappresenta le donne americane che lavoravano nelle fabbriche durante la seconda guerra mondiale), una sorta di manichino con l'aspetto di un astronauta, vestito con la tuta, che darà informazioni importanti sull'esperienza di volo per l'equipaggio grazie ai suoi 15 sensori. Con lei a bordo c'è anche un enorme peluche di Snoopy spaziale.

Nobel contro Iran

[Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere. Lucio Anneo Seneca] Sono state almeno 304 le vittime della dura repressione in Iran delle violente proteste scoppiate il mese scorso contro il caro benzina. Lo indica un nuovo bilancio fornito da Amnesty International, che finora aveva parlato di 208 morti accertati. In una lettera aperta, 134 premi Nobel hanno invitato la Guida suprema iraniana Ali Kamenei a garantire che Ahmadreza Djalali, esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria ed ex ricercatore presso l'Università del Piemonte Orientale di Novara, condannato a morte in Iran con l'accusa di "spionaggio", "possa tornare a casa da sua moglie e dai suoi figli e continuare il suo lavoro accademico a beneficio dell'umanità". Lo rende noto Amnesty International aggiungendo che oltre 160.000 persone hanno già firmato l'appello sul sito amnesty.it. Djalali - ricorda l'organizzazione a tutela dei diritti umani - stava lavorando al Karolinska Institute di Stoccolma prima di essere arrestato, nell'aprile 2016, dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz. Le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui "confessava" di essere una spia per conto di un "governo ostile".

@Scale a IB e BA

[Una banca è un istituto di credito che ti presta volentieri del denaro se puoi dimostrare in modo convincente che in fondo non ne avresti bisogno. Bob Home] Iberia e British Airways al top dei livelli previsti da Iata sul versante delle sue certificazioni per l’Ndc. I due vettori hanno infatti annunciato di aver raggiunto lo status “@Scale”, basato su un set di criteri che attestano la piena capacità di gestire i volumi di transazioni Ndc, oltre che di garantire un’effettiva assistenza avanzata ai clienti b2b H24. Sono oltre 4.000 le agenzie collegate a Ndc, ed Iberia e British Airways continuano a sviluppare contenuti ad hoc per tale protocollo. Tra le prossime mosse, l’estensione ai collegamenti verso il Nord America, con price points tripli rispetto alla distribuzione legacy, e il completamento dell'operazione su tutte le rotte entro il 2020. Com’è noto, Iberia ha già iniziato ad offrire le sue tariffe Basic su alcune rotte domestiche solo via Ndc, mentre British Airways farà lo stesso sulle sue tratte europee entro il primo quarto del 2020.

sabato 21 dicembre 2019

Fuga dall’Italia

[La vita umana, per modo di dire, e composta e intessuta, parte di dolore, parte di noia; dall’una delle quali passioni non ha riposo se non cadendo nell’altra. Giacomo Leopardi] Sono 816 mila gli italiani che si sono trasferiti all'estero negli ultimi 10 anni.Oltre il 73% ha 25 anni e più; di questi, quasi tre su quattro hanno un livello di istruzione medio-alto. Lo riferisce il report sul l’immigrazione dell’estate.  Il calo degli immigrati in Italia provenienti dal continente africano nel 2018 è pari al -17%. Ci si continua a spostare alla ricerca di un lavoro dal Sud verso il Settentrione e il Centro Italia e il fenomeno è in lieve aumento. Secondo il rapporto Istat sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente, nel 2018, sono oltre 117 mila i movimenti da Sud e Isole che hanno come destinazione le regioni del Centro e del Nord (+7% rispetto al 2017). A soffrire di questi esodi sono soprattutto la Sicilia e la Campania, che nel 2018 perdono oltre 8.500 residenti laureati, età media 25 anni.    Sono quasi due milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni in condizioni di sofferenza, ovvero a cui mancano due o più dimensioni del benessere (dalla salute al lavoro, dalla sfera sociale a quella territoriale, passando per l'istruzione). È quanto risulta da rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Quella che l'Istituto chiama la "multi-deprivazione" è più alta, si sottolinea, "tra i giovani adulti di 25-34 anni e nel Mezzogiorno".      Tra i ragazzi del secondo anno delle scuole superiori la quota di coloro che non "raggiunge la sufficienza (low performer) nelle competenze è del 30,4% per l'italiano e del 37,8% per la matematica". Lo rileva l'Istat nel Rapporto Bes, con riferimento all'anno scolastico 2018/2019. "Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di studenti che non raggiungono un livello sufficiente sale - viene sottolineato - al 41,9% per le competenze in italiano e al 53,5% per quelle in matematica".  "Nell'ultimo anno gli indicatori segnalano un miglioramento del benessere. Oltre il 50% del totale dei circa 110 indicatori per cui è possibile il confronto", si spiega nel rapporto, "registra un miglioramento". A livello territoriale, i valori più elevati si rilevano al Nord quelli più bassi al Centro. Analizzando le diverse sfere alla base del Bes, si confermano difficoltà su lavoro, conciliazione dei tempi di vita e soddisfazione economica.    "Nel 2018, la speranza di vita alla nascita raggiunge il massimo storico, 82,3 anni (80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne)". Così l'Istat nel Rapporto Bes, dove però sottolinea come la maggiore longevità femminile si accompagni "a condizioni di salute più precarie".      "Nel 2018 nel 54,9% dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o dal precedente", rileva l'Istat nel Rapporto Bes, sottolineando come permangono "forti differenze di genere nella relazione tra autore e vittima dell'omicidio: l'81,2% delle donne uccise è vittima di una persona conosciuta (64% nel 2004)". In generale, viene spiegato, "nel 2018 si sono verificati 212 omicidi di uomini e 133 di donne (corrispondenti rispettivamente a 0,7 e 0,4 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso). L'ultimo anno conferma la tendenza alla diminuzione del tasso di omicidi degli uomini (0,8 nel 2017), ma non di quello delle donne che rimane stabile (0,4 nel 2017)". "Nel 2018, il 10,4% delle famiglie ha denunciato irregolarità nell'erogazione dell'acqua nella propria abitazione, un livello stabile rispetto all'anno precedente ma in costante aumento negli ultimi 5 anni". Lo rileva l'Istat nel Rapporto Bes. 

Libano incerto

[La tristezza è poesia, tutte le volte che la tristezza è senza ragione. Xavier Forneret]  Il premier incaricato libanese Hassan Diab ha detto che intende formare il prossimo governo in al massimo sei settimane di tempo. Citato dai media libanesi, Diab ha detto di voler tentare di annunciare la nascita dell'esecutivo in un mese, "al massimo in sei settimane". Diab ha ricevuto ieri l'incarico dopo un mese e mezzo dalle dimissioni del premier Saad Hariri, nel contesto delle massicce proteste popolari antigovernative scoppiate nel paese a metà ottobre. Stamani Diab ha incontrato Hariri e ha assicurato che il governo sarà formato da "specialisti" senza però fornire ulteriori dettagli. Le consultazioni per la creazione dell'esecutivo cominceranno domani. È possibile che la nuova ondata di ribellioni nel mondo arabo sia condannata a infrangersi sul muro del potere che ricorre alla forza, degli interessi finanziari e geopolitici radicati e dell’indifferenza (o sarebbe meglio dire la complicità) del resto del mondo? È difficile non percepire la fragilità dell’aspirazione verso il cambiamento visitando il Libano, uno dei “laboratori” di questi movimenti in equilibrio tra rivoluzione e rivolta. Entrata nel suo terzo mese, la protesta libanese è alla ricerca di nuovo slancio.  Il Libano presenta tutti gli ingredienti alla base dei movimenti di protesta: povertà cronica di parte della popolazione, disprezzo sociale, nepotismo e corruzione, oltre a uno stato inefficace e ingiusto. Ma in Libano, per molto tempo, il trauma della guerra civile, la libertà d’espressione e il clientelismo politico hanno permesso di smorzare gli effetti di questo mancato sviluppo. Ora però le cose sono cambiate, prima di tutto perché una nuova generazione si è liberata dal peso della storia, del settarismo ossessivo e della paura del futuro. Contro ogni tradizione, sono i giovani ad aver trascinato i loro genitori che sembravano rassegnati, portando un soffio di idealismo in questo paese malmenato. Sotto una tenda nei pressi del Grand Sérail a Beirut, attorno a un narghilè condiviso mentre la pioggia si abbatte sulla città, un gruppo di giovani di ogni religione ridisegnano il mondo in una serata di dicembre, decisi ad andare fino in fondo. Ma le forze conservatrici e controrivoluzionarie non sono ancora state sconfitte. Anzi, al contrario. Dopo una prima fase di shock all’inizio della protesta, il 17 ottobre, gli ingranaggi politici hanno ricominciato a funzionare in questo Libano ancora fondato sui piccoli accordi di “spartizione della torta” negoziati al temine della guerra civile, nel 1990. I più anziani l’hanno capito, i giovani pensano comunque che valga la pena combattere la battaglia per il rinnovamento. Il potere, insomma, si rifà il trucco e promette di affrontare tutti i problemi trascurati per anni – elettricità a singhiozzo, spazzatura non smaltita, disoccupazione e corruzione onnipresente – soprattutto per convincere la comunità internazionale, che sarà chiamata a mettere mano al portafogli per salvare il Libano dalla crisi finanziaria. “È necessario che le autorità politiche libanesi si diano una svegliata”, ha commentato il capo della diplomazia francese Jean-Yves Le Drian, non certo per contestare il “sistema” come fanno i manifestanti ma per renderlo più presentabile. Con la forza (come in occasione delle ultime manifestazioni), con le provocazioni, con la dissuasione o con la forza d’inerzia, i poteri coinvolti hanno interesse a cambiare tutto perché nulla cambi, che si tratti dei filo occidentali di Saad Hariri o dei filoiraniani di Hezbollah, fulcro del sistema pur disponendo di un esercito e di una struttura paralleli.