sabato 30 novembre 2019

Fiat Duna premiata

[La vita è solo una dannata cosa dietro l'altra. Elbert Hubbard] Robusta, affidabile, infaticabile ma terribilmente sgraziata, tanto da diventare protagonista di barzellette e dileggi, la Fiat Duna ha dovuto aspettare 34 anni prima di vedersi assegnare un riconoscimento di prestigio. Ai tempi la più bersagliata era la Diesel, proprio quella che ha vinto alla kermesse motoristica meneghina Auto Classica 2019. Il mensile specializzato Ruote Classiche ne ha, infatti, premiato un esemplare nel corso del maxi raduno organizzato all'interno della fiera. Certo, non si è trattato del trofeo 'Best in show', quello per l'auto più bella in concorso ma della coppa per 'L'auto che viene da più lontano'. Poco importa, la Duna Diesel, dal padre illustre Giorgetto Giugiaro, ha conquistato un riconoscimento dalla rivista del Belpaese di maggior prestigio in campo collezionistico. Una vera rivincita. Il merito di questo successo va a Mauro Minetti, trentenne spezzino, che l'ha acquistata, curata e manutenuta con amore in questi anni, mantenendola originale in tutto e per tutto. Un ligure tosto che sfidando il dileggio generale l'ha portata in passerella a Milano Auto Classica, tra decine di veterane e bellezze di tutt'altro blasone. Questo ardire è stato premiato dalla rivista della Domus. Come sottolinea il direttore, David Giudici, 'La Duna Diesel, ormai è una vera rarità... Il premio è stato consegnato come auto che veniva da più lontano ma abbiamo premiato anche il coraggio e l'ostinazione nel conservare una delle più discusse berline italiane. Una vettura che non avrà mai un valore economico di rilievo ma che resta testimone di un periodo effervescente per il marchio torinese". Prodotta in Brasile come versione a tre volume derivata dalla pluripremiata e celebrata Fiat Uno, la Duna fu in realtà un modello di successo in Sudamerica, dove fu assemblata e venduta dal 1985 al 2000. Fu anche importata in Italia, dal 1987 sino al 1991 (più a lungo nella variante familiare che ebbe discreti consensi), dove proprio per le sue forme squadrate fini subito nel mirino di comici e barzellettieri. Per la cronaca, il premio principale della rassegna è andato a una splendida Mercedes-Benz 190 SL nella categoria 'Lo stile non ha tempo'. Un'Alfa Romeo Spider 2.0 ha vinto per "La preferita della redazione" e una AMC Eagle per 'La più rara'.

Telamone a Gabriella Anca Rallo

[Non dare mai spiegazioni - i tuoi amici non ne hanno bisogno e i tuoi nemici non ci crederanno comunque. Elbert Hubbard]  "Esemplarità al femminile per una Sicilia che produce valorizzando il territorio": con questa motivazione Gabriella Anca Rallo dell'azienda vitivinicola Donnafugata, è tra le personalità siciliane che oggi sono state premiate premiate con il Telamone 2019, nella suggestiva cornice del Museo Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento.    Il Premio Telamone - istituito nel 1976 - rende omaggio alle personalità che si sono distinte in campo culturale, economico e sociale, dando lustro alla Sicilia nel mondo; un riconoscimento attribuito in passato a siciliani e siciliane come Leonardo Sciascia, Letizia Battaglia, Giuseppe Tornatore, Andrea Camilleri.    Gabriella Anca Rallo è riconosciuta come una pioniera e protagonista del rinascimento del vino siciliano. È la donna dei vigneti e della comunicazione di Donnafugata che ha fondato con il marito Giacomo nel 1983. Il suo contributo è stato determinante per l'ascesa qualitativa e per la notorietà dell'azienda: sua l'idea di sviluppare il dialogo arte e vino, affidandosi all'illustratore Stefano Vitale per la realizzazione delle etichette di Donnafugata oggi famose per il loro stile fantastico e femminile. È stata tra le socie fondatrici dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino; nel 2001 il Vinitaly di Verona le ha conferito la Medaglia di Cangrande e nel 2018 è stata insignita dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. "Sono onorata per questo tributo che intendo condividere con tutte le donne che con me in azienda hanno vissuto questa esperienza di lavoro e di vita - ha commentato la signora Rallo -. Mi considero fortunata di aver intrapreso con mio marito Giacomo l'avventura di Donnafugata; oggi con i miei figli José e Antonio, siamo impegnati anche nella Sicilia orientale, sull'Etna e a Vittoria, ed è davvero un privilegio quello di poter raccontare la nostra terra - attraverso il vino - e di regalare grandi emozioni". 

I raccomandati di donMariano   

[C'era una volta un tale che si pensava superiore a me: e lo fu veramente finché continuò a crederlo. Elbert Hubbard] I turni di dicembre metterebbero a nudo come Aviapartner, a Palermo, non rispetterebbe  gli accordi siglati con i sindacati. Leo ... pardo che dovrebbe essere il nuovo rsa della cisal ha ben 12 spezzati. Che farà leo ... pardo? Dirà a donMariano di leggere attentamente gli ultimi accordi sindacali (gli spezzati sono solo 9 in casi estremi) prima di fare i turni farlocchi? Se invece non si lamenterà  vuol dire che il sindacato ha sbagliato, per l’ennesima volta, il proprio rsa. Il comportamento di Aviapartner Palermo potrebbe essere classificato come comportamento antisindacale visto che palesemente disattende gli ultimi accordi sindacali. Ma cosa farà GC10 davanti a un comportamento prevaricatore da parte di Aviapartner nei confronti dei propri dipendenti e dei suoi iscritti? Farà finta di niente dopo aver fatto il pieno di deleghe? Anche la Piovra ha 10 spezzati, ma si sa lui si lamenta in privato, solo con i bagagli, in pubblico dice sempre si. Penalizzati Piombo (6), Fumo di Londra(6), Nerone (6), occhi belli (7), pisello(5), cane morto(7) ... 

venerdì 29 novembre 2019

Terremoto a Malta

[Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole. Elbert Hubbard] Il primo ministro maltese Joseph Muscat intende annunciare le sue dimissioni a breve. Lo riferisce in apertura il Times of Malta, sottolineando che la sua decisione arriva al culmine della crisi politica generata dall'inchiesta sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia. Muscat stamane ha incontrato il presidente della Repubblica George Vella, al quale - spiega il giornale - potrebbe aver anticipato la sua decisione. È atteso un discorso televisivo del premier. Uccidere Daphne Caruana Galizia costò 150mila euro. Questa la cifra che Yorgen Fenech, il re dei casinò nonché ad della holding Tumas Group che cercò di fuggire da Malta in yacht, pagò all'intermediario di morte Melvin Theuma, il tassista-usuraio il cui arresto ha dato la svolta alle indagini sull'omicidio della giornalista dilaniata il 16 ottobre 2017 con una autobomba confezionata, piazzata e fatta esplodere dai tre esecutori materiali (Vince Muscat ed i fratelli Vince e George Degiorgio) arrestati già a dicembre, meno di due mesi dopo. La cifra, secondo "molteplici fonti giudiziarie" citate dal Times of Malta, è emersa tanto nelle registrazioni presentate da Theuma (che ha ottenuto la grazia ed il condono tombale per la sua collaborazione e che domani testimonierà per la prima volta in tribunale) quanto in separati interrogatori dello stesso Theuma e di Fenech. Secondo la versione di Theuma, fu l'imprenditore a commissionare l'omicidio e a consegnare i 150mila euro a Theuma per i tre sicari.    La Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo ha deciso di inviare una missione urgente per esaminare lo stato di diritto a Malta dopo i recenti sviluppi sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia. Il Parlamento discuterà della situazione a Malta nella plenaria di dicembre. Lo rende noto l'eurodeputato dei Verdi Sven Giegold, che aveva partecipato alla precedente missione del Parlamento europeo a Malta subito dopo l'omicidio della giornalista. E, nelle stesse ore, il presidente della Repubblica maltese, Goerge Vella, ha rinviato una visita di due giorni in programma da lunedì prossimo. "La decisione è stata presa alla luce degli sviluppi locali" sul caso Caruana, secondo quanto detto un portavoce dell'ufficio del presidente. Muscat, diventato premier vincendo le elezioni nel 2013 a 39 anni, lo ha rinnovato nel 2017 trionfando con oltre il 55% nelle elezioni anticipate da lui stesso convocate dopo le prime rivelazioni della giornalista. Nel sondaggio del quotidiano, il 53% ha indicato che vorrebbe che "finalmente si dimettesse" ed un altro 41% ha auspicato che "resti finché non saranno incriminati i o il mandante" dell'assassinio della giornalista. E Joseph Muscat era a conoscenza da tempo dei sospetti degli inquirenti sul re dei casinò Yorgen Fenech. Lo era perché firmò un ordine speciale che autorizzava le intercettazioni dei telefoni dell'allora Ad della holding Tumas Group nonché direttore generale della centrale termoelettrica dell'isola. Lo riportano tanto Malta Today quanto il Times of Malta, quest'ultimo - citando "molteplici fonti" - specifica che Muscat firmò l'ordine a favore dei servizi di sicurezza maltesi (Mss) ben 15 mesi fa e che nel frattempo è stato costantemente aggiornato sullo stato dell'inchiesta. Malta Today aggiunge che l'ormai ex capo di gabinetto, Keith Schembri, era presente alla riunione tra i responsabili del Mss ed il premier. Il parlamentare olandese Pieter Omtzigt, relatore sul caso Caruana per il Consiglio d'Europa, ha scritto una serie di Twitter osservando che la notizia sul ruolo di Muscat nelle indagini "solleva ancora più gravi preoccupazioni". Secondo fonti di partito riportate dal Malta Independent, il premier domenica scorsa avrebbe avuto intenzione di dimettersi, ma sarebbe stato convinto a restare grazie all'intervento di due maggiorenti del Labour, dove però sarebbe già partita la corsa alla successione con tre candidati principali: la deputata Miriam Dalli, considerata favorita, l'attuale vicepremier Chris Fearne, ed il ministro dei trasporti, Ian Borg. Uno dei più aspri critici di Daphne Caruana Galizia, l'ex parlamentare del Partito Nazionalista Jeffrey Pullicino Orlando che ne diventò il bersaglio preferito quando trasmigrò tra i laburisti, si è scusato pubblicamente lodandone "il coraggio e la tenacia". Orlando, tanto popolare a Malta da essere conosciuto semplicemente come Jpo, era uno dei personaggi più presenti nel blog 'Running Commentary' aperto nel 2008, in cui la giornalista oltre agli scoop che le sono costati la vita pubblicava centinaia di notizie e fotografie di gossip locale. In una "lettera aperta a Daphne Caruana Galizia", ripresa dal Malta Independent e dal Times of Malta, Jpo (ora presidente dell'Istituto superiore per la scienza e la tecnologia). "Hai mentito così spesso, su così tante persone, che molti di noi - ha scritto Pullicino Orlando - hanno finito per non crederti quando hai detto la verità. Così come con il ragazzo che gridava 'al lupo'. Ti rimprovero per le menzogne e per lo spreco del tuo notevolissimo talento nel farti scrittrice di pettegolezzi maliziosi. Tuttavia io ti lodo per il tuo coraggio e la tua tenacia nel denunciare quelli tra noi che hanno usato le loro connessioni e le loro posizioni per tessere una ragnatela di corruzione che ha esposto il nostro paese alla vergogna. Che possano avere quello che meritano. Che tu possa riposare in pace". Una delegazione della Federazione nazionale della Stampa italiana, composta dai giornalisti Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, si trova a Malta per partecipare alle iniziative promosse dai colleghi dell'isola per chiedere verità e giustizia per Daphne Caruana Galizia dopo gli ultimi sviluppi sul caso del suo assassinio, il 16 ottobre 2017. A Borrometi e Ruotolo, il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti hanno affidato un messaggio. "Grazie a chi sta manifestando per le vie di Malta perché sta difendendo la dignità e i diritti di chiunque, nel mondo, crede nei valori della libertà di informazione. Nel mondo, in Italia, a Malta, mafie, corruzione, malaffare temono le luci, perché per realizzare i loro sporchi affari hanno bisogno del buio delle complicità e del silenzio assassino. Non basta colpire gli esecutori, bisogna arrestare i mandanti e costringere alle dimissioni i governanti che li hanno coperti e protetti", scrivono i vertici della Fnsi. "Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo, due giornalisti costretti a vivere 'sotto scorta' per le loro inchieste contro mafia, camorra, corruzione - proseguono Lorusso e Giulietti - hanno più volte acceso i riflettori sull'assassinio di Daphne Caruana Galizia e per questo abbiamo scelto loro come rappresentanti delle principali associazioni che hanno a cuore la libertà di informazione. Grazie ad un loro appello, sostenuto dalla Federazione nazionale della Stampa italiana, in tutta Italia si stanno realizzando le panchine dedicate a Daphne e quanto prima vorremmo portarne una da sistemare davanti al palazzo del governo a Malta. Saremo fino alla fine dalla vostra parte - concludono - fino a quando mandanti, esecutori, protettori non saranno arrestati, chiunque siano, qualunque sia il loro ruolo o il loro colore politico".

Libano ostaggio di hezbollah

[Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci. Elbert Hubbard]  Un ragazzo palestinese di 16 anni, Fahed al-Astal, è stato ucciso oggi al confine della striscia di Gaza, Khan Yunes, dal fuoco di militari israeliani. Lo hanno riferito fonti mediche locali secondo cui in quell'incidente sono rimaste ferite altre quattro persone.    L'incidente è stato confermato dalla radio militare israeliana secondo cui sul confine "un gruppo di persone si è confronto con i soldati".  È  di 10 feriti il bilancio di scontri nella notte a Beirut, Libano, tra esponenti dei due movimenti sciiti Hezbollah e Amal e manifestanti anti-governativi. Lo riferiscono media libanesi. Secondo le fonti, i disordini sono scoppiati verso la mezzanotte, quando attivisti anti-governativi si sono radunati nel centro di Beirut interrompendo la circolazione di una strada principale vicino alle piazze dei sit-in di protesta. Militanti di Hezbollah e di Amal, due partiti che sostengono il governo, sono quindi accorsi con pietre e bastoni dal vicino quartiere di Khandaq al Ghamiq e hanno attacco i manifestanti. I militanti hanno poi assaltato vetrine di negozi e le auto parcheggiate nei pressi di piazza dei Martiri e piazza Riad Solh, i due luoghi simbolo della protesta in corso da metà ottobre.    L'esercito e la polizia sono intervenuti e dopo circa due ore hanno riportato una calma relativa nella zona del centro di Beirut.   Il 1° novembre 2019 la banca centrale libanese ha autorizzato la riapertura delle banche private, fissando tuttavia per un tempo indefinito il limite settimanale di 2.500 dollari per i prelievi in contanti e i trasferimenti all’estero. L’attuale rivolta in Libano ha avuto inizio con la crisi di liquidità (impossibilità di ritirare denaro in banca e con bancomat) che ha costretto governo e parlamento a istituire con urgenza una nuova tassa, peraltro presto revocata. I 13 giorni di sommosse hanno causato almeno tre morti. Tutte le direttrici stradali erano interrotte da barricate e l’aeroporto inaccessibile. Il Libano era isolato dal resto del mondo. È dimostrata la presenza in Libano dei serbi di Gene Sharp (Otpor, Resistenza, e Canvas, Centro per l’Applicazione di Strategie e Azioni Non-violente), abituali promotori delle “rivoluzioni colorate”. Il 25 ottobre 2019 il ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha lanciato il Counter-Hizballah Internationale Partnership (CHIP), ossia il Partenariato Internazionale contro lo Hezbollah, un’iniziativa cui hanno aderito una trentina di Paesi, nonché la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Secondo la linea della “Riunione Ministeriale per promuovere un futuro di pace e sicurezza in Medio Oriente”, tenutasi a Varsavia il 14 e 15 febbraio 2019, e della successiva riunione in Bahrein del 21 ottobre, gli Stati Uniti vogliono tagliare le entrate non-iraniane dello Hezbollah. Una strategia che dovrebbe mettere alle corde lo Hezbollah e costringerlo a piegarsi all’Iran, fino a provocare una rottura con Teheran. L’operazione ha condotto al blocco delle attività delle banche libanesi e le manifestazioni che si susseguono da 12 giorni. Mentre il popolo libanese scandisce slogan contro il sistema politico che gli è stato imposto dal 1943, nell’ombra i dirigenti affrontano una terribile crisi finanziaria e i parassiti cercano di trasferire all’estero il denaro che hanno rubato. Il 27 ottobre circa 100 mila manifestanti hanno formato una catena umana lungo i 170 chilometri che uniscono le città di Tripoli, a nord, e Tiro a sud. L’implacabile strategia degli Stati Uniti, che provoca come effetto collaterale la distruzione dell’economia libanese, già produce i suoi frutti in seno allo Hezbollah.

Sindacato unico a Punta Raisi!

[Dateci una religione che ci possa aiutare a vivere, perché non possiamo morire senza assistenza. Elbert Hubbard] In un clima di incertezza Gh  non ha potuto fare a meno di accettare le richieste del tavolo sindacale, in 4 mosse GC10, usando solo i cavalli, ha messo sotto scacco il re. Come tutti sanno GC10 è il leader della CISAL-Legea. In apt la Cisal è ormai considerato il sindacato unico, altre sigle esistono per garantire la libera concorrenza delle tessere, non c’è però storia. Gli altri possono aspirare ad essere eterni secondi molto lontani. Un uomo solo al comando. Ricordiamo solo che GC10 ha risolto le drammatiche problematiche di Aviapartner Palermo; ha ottenuto, per la prima volta, il premio produzione per i dipendenti Gesap; infine con Gh Palermo (che ha utili risicati, circa 15 mila euro nel 2017) ha convinto il Saracino che premiare i propri dipendenti era non solo giusto ma anche doveroso.  Incremento  del buono pasto dal 1 gennaio a 8 euro. Stanziamento  di un premio annuale di fine anno (dal prossimo anno) con un maxi buono pasto ai sensi del TUIR (testo unico di imposta) che nei fatti certamente  sarà quantificato in un incontro che si terrà entro il prossimo 30 Aprile (come scritto nell’accordo) e che non potrà essere inferiore a 258 euro! Nonostante il contratto di solidarietà VIETI PER LEGGE alla possibilità di incrementare i contratti in essere , l’azienda ha accettato la proposta di incrementare le ore al personale forzatamente a part time (quindi non solo i 68 .... ma tutti quelli alla data odierna in servizio) nel semestre della summer . Per cui chi vorrà (previa richiesta da fare entro e non oltre il 31 Dicembre, potrà avere un contratto a full time nel periodo estivo. Altra cosa da non sottovalutare è l’inserimento di un capoverso che prevede la possibilità sulla base di specifiche esigenze di fare richiesta di modulazione diversa. Chi non vorrà fare richiesta  si considererà rinunciatario e rimarrà col contratto in essere! Si è anche ottenuto , con una straordinaria intuizione di GC10, la possibilità di azzerare il bacino degli stagionali GH offrendo loro un contratto a tempo indeterminato  di 6 mesi sempre ovviamente nel semestre non interessato dal contratto di solidarietà. Inoltre qualsiasi contributo della società di Gestione sarà dato ai lavoratori sotto forma di premio di produzione con parametri e modalità di erogazione da stabilire in un accordo di secondo livello che sempre entro il prossimo 30 aprile troverà l’accordo definitivo. Non ultimo,  a febbraio dovrebbe partire la trattativa per l’applicazione per la clausola sociale collegato al passaggio di EuroWings con Gh dal primo di maggio. 

Fabio Tuiach dimettiti!

[Per evitare la critica non bisogna dire niente, non fare niente, non essere niente. Elbert Hubbard] Povera Italia se a rappresentare il suo popolo ci sono rappresentanti come Tuiach, il bello della democrazia è proprio questo: l’ignoranza vince sempre. Il 19 novembre, nell’aula del Consiglio comunale di Trieste, si è discusso il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Nel corso del dibattito, iniziato l’11 novembre e parecchio animato, ha chiesto di intervenire anche il consigliere Fabio Tuiach, eletto con la Lega e poi passato a Forza Nuova (già noto per le sue invettive contro gli omosessuali e le sue posizioni sul femminicidio). L’ex pugile prende la parola per esprimere il suo disappunto di fronte alle origini ebraiche di Gesù. “Io da profondamente cattolico mi sono sentito un po’ offeso perché (Liliana Segre) ha detto che Gesù era ebreo”. Non solo Gesù è nato ebreo, ma è anche morto da ebreo.  Il turbamento di fronte alla scoperta è tale che il consigliere comincia a farfugliare, con versi poco comprensibili. Finché arriva alla conclusione (per la gioia degli altri consiglieri). 

Helga Black Friday grève

[Gli uomini sono puniti dai loro peccati, non a causa d'essi. Elbert Hubbard] Sono almeno 139 i comuni italiani dove venerdì si manifesterà per il 4/o sciopero globale per il clima, indetto da Fridays For Future, il movimento dei giovani ispirato da Greta Thunberg. È  il numero che si ricava dal sito di FFF Italia. La data del 29 novembre è stata scelta per due motivi: da un lato è il giorno del Black Friday, che per i giovani di FFF rappresenta il simbolo del consumismo insostenibile. Dall'altro, cade alla vigilia della Cop25 di Madrid, l'annuale conferenza dell'Onu sul clima, che comincia lunedì 2 dicembre e andrà avanti fino a venerdì 13 (doveva tenersi in Cile, ma il paese latinoamericano ha rinunciato a ospitarla per i suoi problemi interni). Manifestazioni di ragazzi sono previste in tutto il mondo. "Eravamo in piazza il 15 marzo in più di 2 milioni - scrive FFF Italia sul suo sito -. Ci siamo tornati il 24 Maggio, raggiungendo oltre 130 paesi in tutto il mondo. E durante la Climate Action Week, tra il 20 e il 27 Settembre 2019, hanno scioperato più di 7,5 milioni di studenti in tutto il mondo, dall'Islanda all'Antartide. Tutto questo, però, non è bastato: le emissioni di CO2 del 2019 non accennano a diminuire. Ecco perché torneremo in piazza il 29 Novembre!" FFF Italia presenta un programma in tre punti: abbandonare le fonti fossili, garantire giustizia climatica a tutti i popoli, ascoltare la scienza. Alle manifestazioni di domani per la prima volta non parteciperà Greta Thunberg, che si trova su di una barca a vela in mezzo all'Atlantico, impegnata a tornare in Europa dall'America a zero emissioni. L'attivista sedicenne svedese ieri ha scritto su Facebook che si trova a circa mille miglia nautiche da Lisbona, la sua meta. Dovrebbe arrivare i primi giorni di dicembre, in tempo per partecipare alla Cop di Madrid.

Uruguay vince Pou

[Una macchina può fare il lavoro di cinquanta uomini ordinari, ma nessuna macchina può fare il lavoro di un uomo straordinario. Elbert Hubbard] Il 46enne Luis Lacalle Pou, candidato del conservatore Partido Nacional, ha vinto le elezioni presidenziali in Uruguay battendo il candidato del Frente Amplio Daniel Martínez. Sarà in carica a partire dal 1 marzo 2020. “Il mio riconoscimento e grazie a tutti gli uomini e le donne che stanno difendendo i voti e la democrazia ad ogni tavolo in questi giorni” ha commentato il presidente eletto su Twitter. Nato l’11 agosto del 1973, Lacalle Pou è sposato con Loli Ponce de León ed è padre di tre figli: Luis, Violeta e Manuel. I dati ufficiali sono incontestabili: nel 2018, l’economia dell’Uruguay è cresciuta meno del previsto, +1,9% rispetto al 2,7% del 2017, secondo la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL) e i dati dell’inizio del 2019 sono poco promettenti (+1,5%). Un pericoloso aumento del deficit e del debito pubblico si somma alla drastica riduzione degli investimenti e delle esportazioni. Importanti economisti segnalano come cause le circostanze regionali sfavorevoli e gli errori che una piccola economia paga a caro prezzo, come la crescita della spesa pubblica e la mancanza di una reale spinta riformista. Il Governo riconosce la necessità di contenere la spesa pubblica, ma si ritiene che gli investimenti nelle infrastrutture e quello che si prevede essere un raccolto di soia ottimo riescano a salvare l’anno. Le svalutazioni delle monete di Argentina e Brasile hanno messo sotto pressione i prezzi delle merci in Uruguay, mettendo il paese in una situazione di svantaggio competitivo. Gli esperti ritengono da anni che il modello paese latinoamericano non sia sostenibile a lungo, a meno che l’Uruguay non diventi una piattaforma logistica regionale e un fornitore di servizi di qualità. La stabilità politica e giuridica, così come i bassi livelli di criminalità, di corruzione e di povertà, ha trasformato l’Uruguay in una eccezione in seno all’intera America Latina, il che attrae investitori stranieri. Le aziende multinazionali si installano a Montevideo e nelle zone franche e le potenze mondiali si contendono i migliori accordi con l’Uruguay.

Black Friday decolla

[Un'idea che non è pericolosa non è degna di essere chiamata tale. Elbert Hubbard] Il Black Friday è alle porte e Aegean ha deciso di festeggiarlo offrendo sconti esclusivi del 40% su tutti i voli diretti internazionali da e per Atene dall’8 gennaio al 25 giugno 2020, da Milano, Napoli, Roma, Bologna, Catania e Venezia. L’offerta comprende anche il 100% di miglia premio extra per ogni acquisto di miglia premio ed è valida esclusivamente per i soci Miles+Bonus. La Grecia con la sua storia e i suoi bellissimi paesaggi è il luogo ideale per organizzare una vacanza nei mesi invernali e primaverili e la sua capitale, considerata la città più ricca di storia in Europa, è una delle metropoli cosmopolite più ammirate di oggi. Atene, con le sue attrazioni uniche, tra cui l’Acropoli, il Museo del Partenone e dell’Acropoli, i suoi bellissimi quartieri, la sua eccellente cucina e la famosa vita notturna, offre eventi culturali, passeggiate e attività cittadine in ogni stagione dell’anno. In qualità di più grande compagnia aerea della Grecia e membro di Star Alliance, AEGEAN offre una vasta rete di destinazioni che collegano ogni angolo della Grecia con il resto del mondo, come Atene e le isole magiche della Grecia. Attualmente la compagnia viaggia verso 151 destinazioni, in 44 paesi. Wizz Air ha annunciato sconti fino al 30% sui voli selezionati e prenotati oggi, con un tempo di viaggio illimitato. Coloro che prenoteranno i loro biglietti oggi, parteciperanno automaticamente ad una lotteria in cui avranno la possibilità di vincere un buono WIZZ dal valore di 1.500 euro. Indipendentemente dalla scelta della destinazione, si ricorda che lo sconto del 30% è valido solo oggi. La destinazione designata potrà essere una o più, avendo la possibilità di scegliere tra le oltre 100 rotte disponibili direttamente dall’Italia o tra le oltre 700 altre rotte disponibili sulla rete WIZZ in tutto il mondo. Il 30% di sconto si applica sulle tariffe, incluse tasse e spese non opzionali, escluse invece le spese amministrative. Questa promozione si applica il 29 novembre 2019 dalle 00.00 alle 23.59, ora centrale Europea, su selezionati voli WIZZ. Il periodo di viaggio è illimitato fino al 31 marzo 2020 (il viaggio deve essere ultimato il 31 marzo 2020). Il prezzo si applica solo alle prenotazioni effettuate sul sito wizzair.com o sull’app mobile WIZZ. Il Black Friday è senza dubbio il momento migliore per aggiudicarsi un volo a prezzi scontati. Anche Ernest Airlines partecipa a questa campagna di sconti offrendo riduzioni fino al 25% e su diverse tratte che interessano città dell’Albania e Ucraina servite dai maggiori aeroporti Italiani. Basta inserire il codice BLACKFRIDAY al momento della prenotazione. Basterà andare sul sito di Ernest per prenotare il volo e viaggiare dall’1 dicembre fino al 31 marzo 2020. La compagnia suggerisce di visitare Kiev Capitale Politica dell’Ucraina, nota per i suoi palazzi imponenti e gli sterminati parchi verdi; Lviv, capitale culturale del Paese, ricca di musei, monumenti architettonici, templi e antiche piazze e nota perché vi si ritrova l’atmosfera romantica di Parigi e Tirana, “città colorata” per via delle sue case dipinte con i toni dell’arcobaleno. Per approfittare della promozione c’è tempo fino alla mezzanotte di venerdì 29 novembre. Qatar Airways ha lanciato tariffe in promozione in occasione del Black Friday, per tutti coloro in cerca di nuove avventure, di un’occasione per rilassarsi o per scoprire le ultime magnifiche destinazioni della compagnia a prezzi agevolati.  Per 7 giorni, da oggi e fino al 4 dicembre, sarà possibile approfittare delle offerte Qatar Airways per il Black Friday – sia sulla classe Economy sia sulla classe Business – sulle più belle destinazioni nel mondo, prenotando su qatarairways.com o presso le migliori agenzie di viaggio il proprio volo, per viaggiare fino al 27 novembre 2020. Che si tratti di una vacanza rilassante o di una nuova avventura, i passeggeri di Qatar Airways hanno da oggi la possibilità di scoprire nuove destinazioni a prezzi convenienti in Economy Class, come Mombasa e le Maldive a partire da 489 euro, Zanzibar partire da 529 euro, Tokyo a partire da 549 euro, le Seychelles a partire da 579 euro e Sydney a partire da 1.029 euro. Le stesse destinazioni sono raggiungibili in Business Class a prezzi convenienti grazie alla promozione Black Friday, con Mombasa a partire da 1.669 euro, Maldive a partire da 1.999 euro, Zanzibar a partire da 2.559 euro, Tokyo a partire da 2.219 euro, le Seychelles a partire da 2.309 euro e Sydney a partire da 3.249 euro. Per scoprire le offerte della compagnia è possibile visitare https://www.qatarairways.com/it-it/offers/black-friday.html. Air Italy ha annunciato un ventaglio di offerte, valide su tutte le rotte, con una campagna promozionale di 6 giorni per celebrare il ‘Black Friday’. Prenotando entro il 2 dicembre si può volare verso tutte le destinazioni Air Italy con uno sconto fino al 25%. La promozione è valida per volare nel periodo dal 5 dicembre 2019 al 24 ottobre 2020 su tutto il network nazionale e sui voli sia dall’Italia verso Stati Uniti, Canada, Africa e Oceano Indiano. In vendita biglietti per voli domestici in partenza dall’hub di Malpensa e Roma verso Napoli, Palermo, Catania, Cagliari, Olbia (stagionale) e Lamezia Terme. Ogni volo propone molteplici servizi, e tutte le rotte sono perfettamente collegate con il network internazionale coperto da Air Italy verso gli USA, il Canada, l’Africa e l’Oceano Indiano. Tutti i voli di Air Italy per il Nord America, le Maldive, il Kenya e Zanzibar vengono operati da Airbus A330-200, dotati di 24 posti nell’esclusiva cabina Business Class, che consente di volare con il massimo comfort su sedili completamente reclinabili, accompagnati in crociera dalla costante attenzione del personale di bordo e da un servizio esclusivo con menu e vini rigorosamente italiani, servizio Wi-Fi e un ampio programma di intrattenimento in volo. www.airitaly.com

giovedì 28 novembre 2019

Regia occulta in MO

[Nessuno ha tanto bisogno di una vacanza quanto chi ne ha appena avuta una. Elbert Hubbard]   Cinque manifestanti antigovernativi sono stati uccisi e altri 32 feriti ieri sera in scontri con le forze di sicurezza nella città santa irachena di Najaf.    La polizia avrebbe aperto il fuoco contro di loro per impedirgli di appiccare un incendio a una moschea nel centro città. La notte precedente manifestanti avevano dato alle fiamme il consolato iraniano.    È di almeno 350 morti il bilancio delle tensioni nel paese dal 1 ottobre, quando i manifestanti sono scesi in strada contro la corruzione. Raffiche di fucili automatici sono state sparate stasera a Beirut da non meglio precisati uomini armati nel quadro di crescenti tensioni politiche e confessionali nella capitale libanese. Colpi di arma da fuoco sono stati uditi ripetutamente nei pressi dell'incrocio stradale di Cola, poco lontano dal centro della città. L'esercito libanese si era dispiegato stasera in forze nei pressi delle strade che dividono i quartieri controllati dai partiti sciiti Hezbollah e Amal dai quartieri a maggioranza sunnita di Qasqas e Tariq Jdide, non lontano da Cola. Dopo 40 giorni di continue proteste anti-governative non violente nel centro di Beirut, ieri sera e questa sera militanti di Hezbollah e Amal, partiti che difendono il governo e che sono contrari alla mobilitazione popolare in corso, hanno attaccato i manifestanti nel centro di Beirut con bastoni, pietre e coltelli, minacciando di tornare in forze e con armi da fuoco. Dopo l’incertezza politica in Israele, al momento senza governo, e le manifestazioni antigovernative in Libano, Iraq e Kuwait, i disordini raggiungono l’Iran con manifestazioni contro il rincaro del prezzo della benzina.  Israele notoriamente non dimentica, se non ci sono le condizioni per un attacco militare contro l’Iran, allora si cambia strategia puntando sulla stabilità politica. Il gioco è più facile, per dei professionisti come i sionisti, quando la popolazione è in piena crisi economica facilmente si scende in piazza, si contano i primi morti, i paesi occidentali si indignano, condannano, l’embargo diventa più duro. Il prossimo Stato dovrebbe essere l’Arabia Saudita. In seguito al ritiro degli USA dall’Accordo 5+1 dell’8 maggio 2018, l’economia iraniana ha subito un calo del PIL di circa il 10%. Il prezzo dei prodotti di provenienza occidentale è quadruplicato. Le entrate di alcuni operai e artigiani si sono dimezzate. Incapaci di trovare insieme una soluzione, governo e Guardiani della Rivoluzione continuano accanitamente a combattersi. Il presidente, sceicco Hassan Rohani, ha chiesto alla Guida, ayatollah Ali Khamenei, di mettere fine al contrasto indicendo un referendum. A seconda di come il quesito venisse formulato, risulterebbe favorito l’uno o l’altro schieramento. Le manifestazioni sono particolarmente violente nel Khuzistan, regione araba alla frontiera con l’Iraq. Gli arabi iraniani e gli sciiti iracheni contestano entrambi l’immobilismo del potere bicefalo a Teheran. Il governo iracheno ha preventivamente chiuso la frontiera, lasciando però passare le merci. 

Fs sbarca in Spagna

[Coltivate solo quelle abitudini da cui siete disposti a farvi dominare. Elbert Hubbard] Trenitalia sbarca in Spagna per i servizi alta velocità Madrid-Barcellona, Madrid- Valencia/Alicante e Madrid-Malaga/Siviglia. Il consorzio ILSA, composto da Trenitalia e Air Nostrum, è stato selezionato da ADIF, il Gestore dell'infrastruttura ferroviaria spagnola, come primo operatore privato ad accedere nel mercato iberico. L'inizio del servizio commerciale è previsto per gennaio 2022 e avrà una durata decennale. Il consorzio ILSA offrirà 32 collegamenti giornalieri con una flotta di 23 treni.

Nani fiscali i giganti del web

[Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere paura di sbagliare. Elbert Hubbard] Fra il 2014 e il 2018 i giganti del web hanno risparmiato oltre 49 miliardi di euro di tasse a livello globale, domiciliando circa la metà dell'utile ante imposte in Paesi a fiscalità agevolata. Il risparmio, rileva R&S Mediobanca analizzando i conti delle 25 WebSoft con fatturato superiore agli 8 miliardi di euro, sale a 74 miliardi se si includono i 25 di Apple, 'regina' dell'ottimizzazione fiscale, davanti a Microsoft (16,5 miliardi), Google (11,6 miliardi) e Facebook (6,3 miliardi). Nel 2018 l'aliquota media del campione è stata del 14,1%, ben al di sotto dell'aliquota ufficiale del 21% degli Usa e di quella del 25% della Cina, dove hanno la sede operativa gran parte delle aziende. Amazon, Google e Facebook sono riusciti a contenere il tax rate rispettivamente all'11%, 12% e 13%.  Nel 2018 i colossi di internet hanno pagato 17,6 miliardi di tasse, risparmiando 5 miliardi grazie al ricorso a paesi a fiscalità agevolata, 1,3 miliardi grazie alla riforma fiscale degli Usa e 6,3 miliardi per i crediti fiscali relativi alle attività di ricerca. Da notare che tutte le sette Websoft cinesi hanno sede fiscale alle Cayman mentre 13 delle 14 statunitensi, con l'eccezione di Microsoft, nel Delaware. Il meccanismo utilizzato dalle big tech per risparmiare sulle tasse è sempre lo stesso, quello di spostare il fatturato delle controllate italiane in Paesi deve le aliquote fiscali sono basse. Così i ricavi aggregati in Italia sono stati solo di 2,4 miliardi di euro, pari allo 0,3% di quelli globali, con utili fermi a 64 milioni, a fronte di 110 miliardi conseguiti in tutto il mondo. Gli 'over the top' continuano dunque per la loro strada, sfruttando l'assenza di una web tax e facendo lo slalom tra le norme fiscali. E continuando a trovare più conveniente pagare centinaia di milioni in transazioni - come hanno fatto Google nel 2017 (306 milioni), Apple nel 2015 (318 milioni), Amazon nel 2017 (100 milioni) e Facebook nel 2018 (100 milioni) - anziché fatturare nel nostro Paese il giro d'affari riferibile ai clienti italiani. A livello occupazionale i lavoratori in Italia delle Websoft sono aumentati dal 2017 di 1.770 unità, arrivando a quota 9.800, in stragrande maggioranza assunti da Amazon che nel nostro Paese dà lavoro a 4.608 persone. Un fatturato cresciuto nel 2018 a 850 miliardi di euro, con un aumento del 24,5% sul 2017 (e del 110% sul 2014), utili in crescita del 20,3% a 110 miliardi, che portano a 413 miliardi il saldo dei profitti incassati tra il 2014 e il 2018, dipendenti quasi raddoppiati (+91,6%) a quota 2 milioni in cinque anni, con la sola Amazon che, con i suoi 647 mila impiegati, ha determinato la metà di questo aumento. Sono i risultati impressionanti messi a segno dalle 25 multinazionali 'WebSoft' (web e software), analizzati da R&S Mediobanca. La crescita annua dei ricavi nel quinquennio è stata pari a quasi sei volte quella delle multinazionali manifatturiere (20,3% contro il 3,1%), 'stracciate' anche sul fronte degli utili (+20,3% all'anno per le websoft a fronte del +4,3% delle altre). La capitalizzazione di Borsa ha toccato a metà novembre del 2019 i 5.065 miliardi con un aumento medio annuo del 19,8% a fronte del +3,3% delle multinazionali della manifattura. A fine 2018 la capitalizzazione aggregata dei giganti websoft valeva 8 volte quella di Borsa Italiana, con tutta la 'corporate Italia' che vale meno di ciascuna delle tre società sul podio: Microsoft (1.027 miliardi), Google (821 miliardi) e Amazon (791 miliardi).

Italia 2/o esportatore olio

[Chiunque dice che con i soldi non si compra la felicità impari a spenderli meglio. Anonimo] Con 191 mila tonnellate esportate, il 33% del totale Ue, l'Italia è il secondo paese europeo per spedizioni di olio di oliva verso mercati terzi, con un valore di oltre 905 milioni di euro. Sono i dati di Eurostat, riferiti al 2018. Il primo esportatore europeo in paesi extra-Ue è la Spagna, con oltre 301mila tonnellate, il 52% del totale, per un valore di 1,2 miliardi di euro. Nel 2018 gli Stati membri dell'Ue hanno esportato oltre 1,6 milioni di tonnellate di olio d'oliva, per un valore di 5,7 miliardi di euro, in lieve calo rispetto all'anno scorso, ma in aumento del 15% rispetto al 2013. Il 63% di queste esportazioni sono verso altri Stati membri dell'Ue, per un valore di 3,2 mld di euro. Le spedizioni extra Ue hanno fruttato 2,5 miliardi. Gli Stati Uniti sono la principale destinazione (203mila tonnellate, il 35% del totale), seguiti da Brasile, Giappone e Cina. Nel 2018 i paesi Ue hanno importato 1,2 milioni di tonnellate di olive, per un valore di 3,9 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto al 2013. L'85% di queste importazioni proveniva da altri Stati membri. 

13/12 stop di 24 ore Az

[Il mio grado di eleganza sta tra la piccola fiammiferaia e il tenente Colombo. Anonimo]  "Al momento una soluzione di mercato non c'è". Così il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione davanti alla commissione Industria al Senato sul dossier alitalia. "Non c'è una proroga al consorzio che si stava costituendo perché quella strada non c'è più", aggiunge.  "Stiamo valutando diverse opzioni con attenzione", spiega Patuanelli aggiungendo: "È  dieci anni che si tenta di privatizzare", osserva, tuttavia la compagnia "ha una dimensione che il mercato fa difficoltà ad accettare". Sciopero nazionale di 24 ore del trasporto aereo venerdì 13 dicembre. Lo hanno proclamato Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo. Alla base della protesta, il perdurare della crisi di Alitalia, la situazione del comparto del trasporto aereo, per il quale i sindacati chiedono a tutte le aziende l'applicazione del contratto di settore, e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà del trasporto aereo.  "I commissari di Alitalia mi hanno garantito 34 tratte in più da Roma e Milano per Catania e Palermo, dal 20 dicembre e il 6 gennaio, per un totale di circa 5.822 posti compreso l'upgrade di 826 posti in 28 voli mattutini da Linate. Un aumento dell'offerta che avrà l' effetto di abbassare le tariffe". Lo ha riferito il viceministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, parlando del 'caro voli nell'isola' a un incontro alla Sac, la società che gestisce l'aeroporto internazionale del capoluogo etneo, riportato dal quotidiano La Sicilia. La compagnia aerea garantirà da e per Linate 16 tratte in più: 10 (1.328 posti) su Punta Raisi e 6 (752 passeggeri) su Fontanarossa; 18 i voli extra da e per Fiumicino: 8 (1.344 posti) su Palermo e 10 (1.572 passeggeri) su Catania."Abbiamo sempre detto che vogliamo prima vedere un'Alitalia ristrutturata, poi considereremo un investimento", ha ribadito l'amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, smentendo, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, le indiscrezioni su un'iniezione di capitale fino a 200 milioni di euro nella compagnia italiana. Lufthansa, scrive ancora Bloomberg, avrebbe comunicato al governo italiano che la visione strategica per Alitalia è più importante che un'eventuale iniezione di capitale. "Preso atto della mancanza di significative evoluzioni" nelle problematiche rappresentate il 15 ottobre scorso, Atlantia "informa che allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l'adesione della società al Consorzio finalizzato alla presentazione di un'eventuale offerta vincolante su Alitalia". Così la nota in cui si precisa che "resta in ogni caso ferma la disponibilità a proseguire il confronto per l'individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia". 

mercoledì 27 novembre 2019

Stangati a Napoli

[In amore il solo fallimento consiste nel non tentare più. Elbert Hubbard] Alla vigilia della partita contro il Liverpool il pugno di de laureatiis si abbatte contro gli 11 partenopei. Forse occorreva più dialogo, se vuoi una squadra di campioni non puoi imporre, ma chiedere. Aurelio De Laurentiis ha dato l’ok ai suoi collaboratori per procedere all’invio delle raccomandate per l’attivazione del Collegio arbitrale e per avviare i procedimenti con la richiesta di risarcimento che arriverà fino al 25 per cento dello stipendio mensile lordo (di proposito, quello di ottobre non è stato ancora pagato) e per il solo Allan la richiesta sarà del 50 per cento (200 mila euro circa). Lo scrive l’edizione della Gazzetta dello Sport online. La somma che verrà sottratta dalle buste paga dei giocatori si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro. Il mediano brasiliano, dunque, pagherà più di ogni altro per le offese rivolte a Edo De Laurentiis, il vice presidente, nell’immediato dopo partita col Salisburgo quando il dirigente aveva provato a convincere i giocatori a rispettare l’ordine del padre che avrebbe voluto la squadra in ritiro. Alle sue rimostranze aveva risposto in maniera piccata proprio Allan, al punto che le parti avevano sfiorato, addirittura, lo scontro fisico.  

Sac vende

[Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società.  Margaret Atwood] L’assemblea della Sac, società che gestisce lo scalo di Fontanarossa, ha approvato l’iter che porterà alla privatizzazione dell’aeroporto internazionale di Catania, il quinto in Italia e il primo nel Mezzogiorno con quasi 10 milioni di passeggeri trasportati l’anno. La notizia è pubblica da alcuni organi di stampa locali. La vendita avverrà con una gara ad evidenza pubblica e la selezione di tre advisor: uno finanziario, uno legale e uno industriale. Tra i requisiti che la società acquirente deve essere ‘investitore con sede nell’Ue’, ‘gestore aeroportuale o azionista di maggioranza (o di minoranza qualificata) di altri gestori aeroportuali Ue, avere ‘parametri di solidità patrimoniale. Il vincitore sarà scelto non solo sulla base del prezzo, ma soprattutto della qualità del piano industriale. E ci saranno precisi paletti: divieto per il socio privato di vendere le azioni per almeno 5 anni, diritto di prelazione per i soci pubblici in caso di successiva cessione della maggioranza da parte dei privati. Un sondaggio sull’acquisizione dell’aeroporto di Catania sarebbe stato già fatto dal gruppo Benetton, da Save di Venezia, ma anche da investitori stranieri: due società australiane, dalle francesi Airport de Paris e Adp Vincì e dall’argentina Corporacion America.  “A questo punto è ufficiale: il governo Musumeci ha dato il via libera alla vendita di un altro pezzo di Sicilia allo straniero – a dichiararlo è Luigi Crispino, componente del Comitato Vussia -. Non ci vengano a dire che si vende per gli investimenti. La Regione e il Comune per la prima volta si stanno dannando l’anima per portare settecentocinquanta milioni di investimenti in favore di un aeroporto che non sarà più dei siciliani, secondo le loro intenzioni. Il Vussia ha calcolato in 300 milioni l’anno la quota che i siciliani verseranno direttamente nelle casse del nuovo proprietario privato. Se sono vere le voci che circolano, oltretutto, l’operazione finanziaria sembra avere un retrogusto massonico, di quella stessa massoneria che continua a scindersi fino al punto di non consentire di sapere se è buona o collusa con il malaffare peggiore di questa terra. Di certo, sappiamo che la mala gestione di questi anni, con sprechi che sono stati ampiamente documentati in passato, sarà ora coronata dalla gestione di uno degli affari meno trasparenti e più vigliacchi della Sicilia. Chi ha approvato la vendita è colpevole di aver pugnalato alle spalle tutti noi siciliani”. 

LVMH compra Tiffany

[La concorrenza è la vita del commercio e la morte del commerciante.Elbert Hubbard] LVMH ha rivisto al rialzo a 130 dollari per azione la sua offerta per l'acquisto Tiffany, e le due aziende avrebbero ora avviato trattative. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti. E i titoli Tiffany volano in Borsa, arrivando a guadagnare fino al 3,7%. Il gruppo del lusso francese LVMH ha annunciato l’acquisizione di Tiffany per circa 14,7 miliardi di euro. In quella che rappresenta la più grande operazione finanziaria del colosso transalpino guidato da Bernard Arnault pagherà 135 dollari per azione in contanti. L’operazione dovrebbe concludersi a metà del prossimo anno. “Abbiamo raggiunto un accordo definitivo per l’acquisizione di Tiffany da parte di LVMH al prezzo di 135 dollari per azione in contanti – si legge in una nota congiunta -. La transazione valuta Tiffany a circa 14,7 miliardi di euro, ovvero 16,2 miliardi di dollari”.

Il giornalismo che ci piace/4

[Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società. Margaret Atwood] Il governo laburista maltese perde altri due pezzi, sull'onda del caso Caruana. Dopo Keith Schembri, capo di gabinetto del premier Joseph Muscat, ha rassegnato le dimissioni anche il ministro del Turismo Konrad Mizzi. Ed il ministro delle finanze Chris Cardona si è autosospeso dal suo incarico. Lo riferiscono i media locali.    Quest'ultimo era stato interrogato dalla polizia sabato. “Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata.” L’ultimo post di Daphne Caruana Galizia su Running Commentary si chiude così, alle 14.35 del 16 ottobre 2017. Pochi minuti dopo la Peugeot 108 su cui Daphne si sta allontanando da casa salta in aria, e quella frase diventa un testamento involontario consegnato ai lettori del suo blog. Daphne ha pagato con la vita trent’anni di giornalismo investigativo in cui ha denunciato i lati più oscuri di Malta, dalla corruzione dei suoi politici al narcotraffico al riciclaggio di denaro sporco, dall’influenza del regime azero sulla politica locale al ruolo di Malta nello scandalo dei Panama Papers al sistema della vendita della cittadinanza maltese che vale il 2,5% del PIL dell’isola. “Quando un giornalista viene ucciso ne soffre tutta la società,” ha scritto Margaret Atwood. E questo è tanto più vero se accade nel silenzio assordante della giustizia. Fino a quando anche un solo giornalista perderà la vita per aver raccontato la verità, le ultime parole di Daphne rimarranno un monito doloroso tra i fiori negati del suo memoriale. C'è una storia che passa indomita fra le strade insieme fastose e nascoste della Capitale e quelle esotiche del Brasile: è la storia dell'ex boss della Banda della Magliana, Fausto Pellegrinetti che, a partire dalla storica "Operazione Colosseo" condotta a fine anni 80 dal magistrato Otello Lupacchini (oggi Procuratore Generale della Corte d'Appello di Catanzaro) in cui la Banda della Magliana vide arrestata la propria corsa criminale, arriva fino ai castelli della Slovacchia, oggi al centro come non lo è mai stata prima d'ora di un grosso vortice mediatico-giudiziario, seguito alla morte del giornalista investigativo Jan Kuciak  (e della sua fidanzata). Fatto che ha determinato il coinvolgimento della 'ndrangheta nell'omicidio e le dimissioni del premier Robert Fico.   La morte del giornalista ha una stretta analogia - sottolinea il Procuratore - con quanto è accaduto a Daphne Caruana Galizia, la giornalista d'inchiesta e blogger maltese eliminata lo scorso ottobre 2017 con un'autobomba davanti alla propria abitazione. La ferocia della organizzazione si sposta dunque anche fuori i confini italiani, quando ormai i traffici mossi dalla stessa e i capitali da essi generati hanno invaso il mondo intero. L'ultima azione eclatante e feroce della criminalità organizzata calabrese all'estero non si registrava che nel 2007 quando a Duisburg, in Germania, si compie una strage tutta interna alle 'ndrine di San Luca, roccaforte dei mammasantissima calabresi. Ora però il raggio d'azione si sposta verso chi mette il naso nei ricchi affari che possono provenire da investimenti europei. [segue] 

martedì 26 novembre 2019

Dopo Hong Kong Singapore?

[Il socialismo è la distribuzione degli utili senza alcun responsabilità per le perdite. Elbert Hubbard] "Noi siamo con i manifestanti di Hong Kong. Gli Usa vogliono vedere la democrazia ad Hong Kong": lo ha detto Donald Trump. I candidati anti-governativi in corsa alle elezioni distrettuali di Hong Kong hanno conquistato quasi il 90% dei seggi, 396 sui 452 in palio, assestando un duro colpo alla governatrice Carrie Lam e al governo centrale di Pechino. Mentre è in ballo ancora l'assegnazione di due seggi, riportano i media locali, il fronte pro-establishment ha perso più di 240 seggi rispetto alla tornata elettorale del 2015. Il governo di Hong Kong ascolterà "certamente con umiltà le opinioni dei cittadini e rifletterà su di loro con serietà". E' l'impegno della governatrice Carrie Lam affidato a una nota, che è il primo commento dopo la pesantissima sconfitta del fronte pro-establishment alle elezioni distrettuali di domenica. Il governo, ha assicura la Lam, "rispetterà il risultato del voto". "Hong Kong è parte integrante della Cina, a prescindere dal risultato elettorale", ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. "Qualsiasi tentativo di danneggiare il livello di prosperità e stabilità della città, non avrà successo", ha continuato Wang nel primo commento ufficiale di Pechino sull'esito del voto a Hong Kong. La contestazione a Hong Kong sembra ormai non avere sbocco e il sostegno popolare sta crollando. Nessuna delle rivendicazioni dei manifestanti verte su problemi reali: sovraffollamento e insalubrità delle abitazioni, disoccupazione e condizioni di lavoro, difficoltà di accesso alle cure e all’educazione.  Le cinque rivendicazioni del movimento cercano invece di umiliare innanzitutto il governo regionale:  abrogazione della legge sull’estradizione dei criminali verso la Cina continentale;  elezione per suffragio universale del capo del governo;   liberazione dei teppisti, che non devono più essere chiamati “rivoltosi”; denuncia delle violenze dei poliziotti e delle triadi;  dimissioni del capo del governo, Carrie Lam. Temendo che il movimento debordi in un’altra città-Stato creata dai britannici nella regione, il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, ha chiesto aiuto alla Conferenza dei sindacati: “Se dovessimo affrontare sommosse come quelle di Hong Kong, diventerebbe impossibile governare Singapore, adottare provvedimenti e mettere in atto decisioni difficili, pianificare qualunque cosa a lungo termine… La fiducia in Singapore ne uscirebbe distrutta. Credo che sarebbe la fine di Singapore”.

Bus gratis a Palermo

[Ci sono certe cose dove l'occhio femminile vede sempre più acutamente di cento occhi maschili. Gotthold Ephraim Lessing]  "Quattro passeggeri su dieci non pagano il biglietto e sono soprattutto questi che si lamentano del servizio di trasporto pubblico che offre Amat a Palermo.    Credo che soltanto chi paga il servizio può essere legittimato ad esprimere critiche". Lo ha detto nella sede di Ance Palermo, il presidente dell'Amat, l'azienda a partecipazione comunale dei trasporti pubblici, Michele Cimino, intervenendo ai lavori su 'La mobilità nelle aree metropolitane' delle Giornate dell'Economia del Mezzogiorno. "Stimiamo una perdita tra i 3,5 e i 4 milioni di euro all'anno, cifre che sono importanti per il nostro bilancio" ha sottolineato Cimino. Il presidente dell'Amat ha parlato anche del concorso per 100 autisti e della opportunità di mettere a punto "un tavolo di azione comune che si occupi di mobilità integrata e condivisa con Gesap, Amat, Sispi, Autorità portuale, Ance e Università". Autobus gratis a Palermo per chi è in regola con il pagamento delle tasse comunali. La proposta è stata avanzata dal sindaco Leoluca Orlando nel corso di un incontro con i sindacati per fare il punto sulla situazione delle società partecipate, che versano in una situazione finanziaria critica. Orlando ha chiesto all'Amat, la società che gestisce il trasporto pubblico in città, di fare una simulazione e di dargli quanto prima un report per capire la fattibilità dell'iniziativa.    La proposta è quella di garantire il trasporto pubblico gratuito a chi paga i servizi, cercando così di combattere l'evasione di tributi comunali, a cominciare dalla tassa sui rifiuti. La Tari ha infatti percentuali record di evasione: tra i residenti più di uno su tre è moroso, un dato ancora più alto riguarda gli esercizi commerciali. Ma già a Palermo si viaggia gratis visto che non ci sono i controlli, una tassa va pagata se il servizio viene fatto, caro il nostro sindaco, è giusto non pagare se il comune dimentica l’immondizia nei cassonetti. Dunque, la sua proposta è pura demagogia becera tanto per parlare inutilmente.

Sarde a becca ficu 

[Ditemi, l'amore è compreso nell'amicizia o l'amicizia nell'amore? Gotthold Ephraim Lessing] Una piazza di sardine anche a New York, dove in serata sono attese alcune centinaia di persone a Washington Square Park, nel west village, vicino alla statua di Giuseppe Garibaldi.    L'iniziativa è organizzata da un gruppo di expat (le 'Sardine atlantiche') e chiama a raccolta gli italiani che vivono nella Grande Mela per "denunciare la retorica dell'odio, della discriminazione, dell' esclusione dei più deboli che sta infestando come erba cattiva la nostra politica". Senza dimenticare, tuttavia, che il populismo e il sovranismo sono caratteristiche anche della politica americana. "Guardiamo agli Stati Uniti e all'Italia con le stesse preoccupazioni, rigettando ogni forma di discriminazione, razzismo, xenofobia e populismo", hanno spiegato gli organizzatori. Una piazza piena il 22/11, non solo di giovani, e un messaggio ripetuto: "Populisti, la festa è finita". Lo grida, davanti al teatro Massimo davanti a migliaia di persone, Chiara Puccio, una delle "sardine" sbarcate a Palermo. Questo è l'esordio del movimento in Sicilia che dice basta alla comunicazione politica aggressiva. "Avete rovesciato odio e bugie, mescolando verità e menzogne", incalza Chiara. "Ma ora la corda, troppo tesa, si è spezzata. Non c'è bisogno che venite a liberarci. Siamo noi a doverci liberare della vostra presenza ossessiva". La piazza applaude. Una ragazza alza un cartello che sul filo dell'ironia proclama: "Sarda si nasce e io siculamente lo nacqui". Il movimento non caccia indietro la politica ma con Leandro Spilla attacca quella che in tv espone il suo volto peggiore della rissa e dello scontro. "Noi reclamiamo la politica del confronto vero e dei valori. E siamo qui per dire che consideriamo la diversità una ricchezza. Finora c'è stata una narrazione aggressiva". Si sarebbe sentito male stamani nella sua abitazione di Torrano, frazione di appena 33 abitanti nel Comune di Pontremoli (Massa Carrara) il docente di scuola superiore di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), che aveva "minacciato" su facebook, di punire i propri studenti se "avessero osato" manifestare contro Salvini, assieme alle 'sardine', a Fiorenzuola. Il docente, secondo quanto si apprende, sarebbe stato soccorso dal 118 e trasportato per precauzione all'ospedale delle Apuane Noa di Massa (Massa Carrara) dove è stato sottoposto a degli accertamenti clinici. Massimo riserbo da parte della Azienda sanitaria locale: l'ipotesi è che l'insegnante abbia accusato un lieve malessere dopo le tensioni scaturite nelle ultime ore a seguito del suo post poi rimosso. Il professore si è poi scusato pubblicamente con tutti studenti, genitori, colleghi e dirigenti. 

Sciopero generale in Cile

[All'uomo, un uomo è ancora più caro di un angelo. Gotthold Ephraim Lessing] Con barricate nelle principali strade delle città del Cile e nuovi blocchi stradali, è iniziato oggi lo sciopero generale nel Paese convocato dal Tavolo di unità sociale, che raggruppa decine di organizzazioni e sindacati nel Paese.    Nella Regione metropolitana di Santiago, alcuni manifestanti hanno bloccato il traffico simultaneamente nei comuni di Cerrillos e Penaflor, generando una grave congestione del traffico in tutto il settore occidentale di Santiago. Gli incidenti fra manifestanti e forze dell'ordine avvenuti in Cile nei quasi 40 giorni di proteste hanno prodotto un bilancio di oltre 2.800 feriti. Lo ha rivelato l'Istituto nazionale dei diritti umani (Indh). In un rapporto l'organismo ha precisato che dai controlli realizzati nei diversi ospedali è emerso che fra i 2.808 feriti, 232 hanno sofferto lesioni oculari, per il 75% dovute a spari.    Dal 17 ottobre e fino a ieri, si dice nel documento, 437 persone erano rimaste ferite per colpi d'arma da fuoco, mentre 1.180 avevano riportato lesioni dovute all'impatto di pallini sparati da armi in dotazione alla polizia. L'Indh ha quindi aggiunto che le persone arrestate nello stesso periodo sono state 7.259 (5.136 uomini e 1.103 donne), di cui 867 minori di età.    Nel rapporto si precisa infine che a seguito delle violenze sono state presentate alla magistratura 499 denunce contro 'carabineros' e membri delle Forze armate, di cui 79 per violenze sessuali.

lunedì 25 novembre 2019

Israele non ha colonie

[L'eguaglianza è il più saldo legame dell'amore.  Gotthold Ephraim Lessing] Gli Usa non considerano più contrarie al diritto internazionale le colonie israeliane in Cisgiordania: lo ha detto il segretario di stato Mike Pompeo in una conferenza stampa. "Dopo aver esaminato attentamente tutti gli argomenti di questo dibattito giuridico, abbiamo concluso che l'insediamento delle colonie di civili in Cisgiordania non è contrario al diritto internazionale", ha spiegato, rinnegando un'opinione legale del dipartimento di stato che risale al 1978.    La dichiarazione Usa riflette "una verità storica: che il popolo ebraico non è colonialista straniero in Giudea e Samaria (Cisgiordania)". Ha subito dichiarato l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu dopo le affermazioni del segretario di stato Usa Mike Pompeo. "Infatti, ha continuato l'ufficio del premier, noi ci chiamiamo ebrei perché siamo il popolo della Giudea".  L'Olp ha dichiarato domani per tutti i Territori palestinesi una 'Giornata di rabbia', con lo stop di tutte le attività, contro le recenti dichiarazioni del segretario di stato Usa Mike Pompeo a favore della legalità degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Mahmoud al-Aloul, vice presidente di Fatah - la maggiore delle componenti dell'Olp - citato dalla Wafa, ha attaccato l'amministrazione Usa guidata da Trump ed Israele responsabili di "molti crimini" contro il popolo palestinese.

Iran senza rete  

[Cos'è una piccola umiliazione in confronto a un mucchio di soldi? Anonimo]  Il dipartimento di stato Usa ha sollecitato Facebook, Instagram e Twitter a sospendere gli account dei leader del regime iraniano finché internet non sarà ripristinato nel Paese, in presa alle proteste dopo il caro benzina. "E' un regime profondamente ipocrita: sospende internet mentre il suo governo continua ad utilizzare tutti i suoi account sulle reti sociali", ha detto l'inviato americano per l'Iran, Brian Hook, in una intervista a Bloomberg. "Chiediamo alle società delle reti sociali come Facebook, Instagram e Twitter di sospendere gli account della guida suprema Khamenei, del ministro degli esteri Zarif e del presidente Rohani finché non restituiscono internet al loro popolo", ha dichiarato Hook.L'aeronautica militare iraniana conduce la seconda fase di un'esercitazione militare su vasta scala nella provincia centrale di Semnan. Le manovre, ribattezzate 'Guardians of Velayat Sky-98', si svolgono in un'area di 416 km quadrati, simulando attività sul Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz allo scopo di testare i nuovi equipaggiamenti dell'esercito e il livello di preparazione di fronte a possibili minacce di guerra. L'esercitazione include diversi tipi di sistemi missilistici di produzione indigena e radar aerei. Lo riporta l'agenzia Mehr. Gli Usa dispiegheranno complessivamente in Arabia Saudita ulteriori 3.000 soldati, cifra che include anche l'invio di militari già annunciato nell'ultimo mese, dopo l'attacco ai siti petroliferi di Riad. "Gli Usa non cercano alcun conflitto con l'Iran, ma manterranno una robusta presenza militare nell'area per essere pronti a rispondere a ogni eventuale crisi e a difendere le forze e gli interessi americani nella regione", ha dichiarato il portavoce del Pentagono. Una petroliera iraniana è stata colpita da due missili al largo della costa dell'Arabia Saudita, a 120 chilometri di Gedda, secondo l'agenzia statale iraniana Irna. In precedenza i media iraniani avevano parlato più genericamente di due esplosioni e dell'attacco di un missile. "Si tratta di un attacco terroristico", riferiscono fonti anonime all'agenzia. Al momento non è chiaro quale sia l'entità del danno, l'Isna parla di una perdita di petrolio nel Mar Rosso. Tutto l'equipaggio a bordo della petroliera "è illeso e la nave è stabile". Lo riferisce in un comunicato la compagnia petrolifera nazionale iraniana precisando che, contrariamente alle notizie diffuse in precedenza, "non c'è nessun incendio a bordo".  Migliaia di sostenitori del governo iraniano sono scesi in strada oggi a Teheran per denunciare i "disordini" scoppiati 10 giorni fa nell'ambito delle proteste per il rincaro della benzina. Sventolando bandiere della Repubblica islamica e cartelli su cui si leggeva "Morte all'America", i dimostranti hanno sfilato fino alla centrale piazza Enghelab (Rivoluzione) della capitale, dove si sono tenuti alcuni comizi. Lo riporta la tv statale iraniana mostrando le immagini dei cortei, in cui sono apparsi anche ritratti della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, che era invece finito nel mirino dei manifestanti anti-governativi nei giorni scorsi. L'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani è "particolarmente allarmato dal fatto che l'uso di proiettili veri" da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti "avrebbe provocato un numero significativo di morti" nelle proteste scoppiate lo scorso fine settimana contro il rincaro della benzina in Iran. Lo ha dichiarato il portavoce dell'organizzazione, Rupert Colville, sottolineando che le vittime tra i manifestanti sarebbero "decine" secondo "media iraniani e altre fonti". Secondo Amnesty International, almeno 106 persone sono state uccise nelle manifestazioni degli ultimi giorni. L'organizzazione afferma di essere arrivata a questa conclusione attraverso "video verificati, testimoni oculari e informazioni raccolte da attivisti fuori dall'Iran", che mettono in luce una serie di "uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza iraniane". Secondo Amnesty, il perdurante blocco di Internet servirebbe "a creare un black-out dell'informazione sulla brutale repressione". Intanto, nonostante le rigide misure di sicurezza imposte in molte città iraniane, con un forte dispiegamento di forze dell'ordine, ci sono state proteste in diversi centri. Scontri segnalati nella capitale Teheran e a Shiraz, Isfahan, Mahshahr, Kermanshah, Zanjan e Karaj.I leader delle violente proteste verranno impiccati. Lo sostiene il quotidiano conservatore Kayhan, molto vicino alla Guida suprema Ali Khamenei, citando fonti giudiziarie, secondo cui i dimostranti sarebbero stati pagati per "creare il caos". Il crimine che verrà contestato ai manifestanti, sottolinea il giornale, è quello di 'Baghi', cioè rivolta armata contro le autorità e i principi del sistema della Repubblica islamica. Il portavoce della magistratura di Teheran ha fatto sapere che "un gran numero" di persone, ritenute responsabili di "sabotaggi e disordini" è stato identificato e verrà arrestato, aggiungendo che tra i ricercati ci sono anche persone accusate di aver inviato video delle manifestazioni a media stranieri. E il ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, accusa: il sostegno espresso dagli Stati Uniti al popolo iraniano per le manifestazioni contro il rincaro della benzina è "una vergognosa bugia" e "uno show ipocrita". Il segretario di Stato americano Mike "Pompeo deve per prima cosa rendere conto degli atti di terrorismo e dei crimini contro l'umanità compiuti nei confronti del popolo iraniano", ha aggiunto Zarif, criticando anche l'appello di Francia e Germania a non reprimere le proteste. "Gli europei, che sostengono i disordini per cercare di nascondere la loro incapacità rispetto agli Usa" sulle trattative con l'Iran, "saranno responsabili delle conseguenze delle loro pericolose provocazioni", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.

Il giornalismo che ci piace/3

[Le ricchezze non rendono l'uomo libero ma solo più occupato. Anonimo] Guerrigliero, poeta e cultore della poetica latino-americana, giornalista, innamorato delle donne, di tutte le donne, pigro come un bradipo e capace di visioni improvvise, angelo e demone. A poco più di un anno dalla morte di Antonio Giaimo, un gruppo di amici artisti e intellettuali hanno ideato e prodotto uno spettacolo a più voci e strumenti per ricordare e tentare di svelarne il profilo autentico e a più facce, che andrà in scena giovedì 28 novembre alle 19 presso il caffè letterario Al Kenisa di Enna, dal titolo "Invece ce la faccio da solo". La prima scena come un flash si svilupperà alla finestra della sua casa, proprio di fronte al caffè-libreria diretto da Michele Sabatino, il luogo dove Giaimo "soggiornava" quasi ogni sera e dove continuerà la narrazione.    Si tratta di un pot-pourri di materiali eterogenei - versi e testi sparsi, brani da inchieste giornalistiche sui beni culturali, video-interviste, clip fotografiche - assemblati in un corpo omogeneo dal regista Gianluca Sodaro, attore in scena Vito Ubaldini, interviste di Concetto Prestifilippo, musiche di Michele Di Leonardo, direzione artistica Walter Amorelli, con il contributo del video-artista Simone Scarpello e la supervisione di Rino Agnello e Antonio Ortoleva.    Nato a Enna nel 1945, Antonio Giaimo ha diviso la sua vita, che si è fermata a 73 anni, tra la Sicilia e il Sud America.    Cresciuto al quotidiano L'Ora di Palermo negli "eroici" anni Settanta come cronista e soprattutto come esperto di beni culturali, archeologici in particolare - aggrediti da tombaroli e palazzinari - si trasferì con un contratto all'Ansa di Montevideo dopo aver conosciuto una turista uruguyana che in seguito sposò e gli diede due figli, Gianpaolo, oggi musicista, e Mariangela, ricercatrice all'Università Cattolica di Montevideo. Lì venne a contatto con circoli di poeti e con ambienti della sinistra rivoluzionaria ancora in epoca di dittatura. Seguì le vicende della P2 di Licio Gelli che proprio a Montevideo si era rifugiato, indagò sull'archivio segreto del Venerabile, che fu al centro delle peggiori trame oscure in Italia, e sul suo leggendario tesoro miliardario. Sul tema divenne un esperto e spesso veniva chiamato a collaborare dai colleghi italiani inviati in Uruguay. Dopo 14 anni rientrò in Italia, a Palermo, assunto al Giornale di Sicilia, impegnato nella redazione delle province. Rimase sempre legato alla sua città natale, aprendo la strada verso il giornalismo a una bella pattuglia di giovani cronisti e corrispondenti ennesi. In pensione, si ritirò a Enna dove animò un blog dedicato alla poesia latino-americana e intestato a Xavier Heraud, il poeta guerrigliero peruviano ucciso dalle milizie paramilitari a 21 anni. Amico di personaggi come Umberto Eco ed Enzo Sellerio, irascibile e tenerone, Giaimo era uno spregiudicato affabulatore, ti poteva tenere infilzato per ore ai suoi discorsi senza fine e non temeva di esternare in pubblico verità o solo intuizioni crude e imbarazzanti, con un misto di ingenuità da bambino impertinente e di diabolico scrutatore di uomini e donne che corteggiava con fogli volanti di poesie in fotocopia. Restò indelebile il commento di un amico intellettuale che così dipinse questo moderno "flaneur": "Tutti siamo un po' Giaimo, ma solo lui ha il coraggio di esserlo sino in fondo". [segue]

domenica 24 novembre 2019

Google bank?

[Poiché il mondo non è che un palcoscenico tu devi essere per forza la buca dell'orchestra. Anonimo] Google è pronta a entrare nel settore bancario. Il prossimo anno, offrirà conti correnti gestiti da Citigroup e una piccola banca di credito cooperativo dell’Università di Stanford. Lo riporta il Wall Street Journal. Il colosso di Mountain View seguirà la strada tracciata da altri gruppi tecnologici: Facebook, che vuole la sua valuta digitale, ha lanciato Facebook Pay, una piattaforma per i pagamenti valida anche su WhatsApp e Instagram; Apple, recentemente, ha lanciato la propria carta di credito. L’obiettivo di tutti i colossi tech, naturalmente, è quello di raccogliere un numero sempre più consistente di dati sugli utenti.

La vendetta del Saracino

[La vita è un immensa camera oscura. Anonimo] Cosa avrebbe fatto GC10, cosa si sarebbe inventato con la sua visione complessiva del gioco sindacale, non lo sapremo mai perché non c’era.  I ragazzi di Aviapartner Catania preferiscono le vecchie, stantie sigle sindacali che vanno a discutere le sorti dei lavoratori senza la passione dovuta. Dunque l’accordo siglato a Catania, senza GC10, è stato prevedibile, noioso, copia incolla di altri accordi ...? Probabilmente sì ma di sicuro non lo sapremo mai. Di sicuro il Saracino, con questo accordo, ha praticamente azzerato Aviapartner a Catania. Catania era stata tra le protagoniste dell’acquisizione di Ata a livello nazionale, impedendo di fatto l’ingresso di Gh a Linate e Mxp. I manager Gh non avevano nascosto la loro delusione, disappunto ... ma ecco la vendetta. Il Saracino non dimentica e, cosa più importante,  non perdona mai.   Il  sito aeroportuale di Catania Fontanarossa, per intese in corso di formalizzazione tra i soggetti interessati e Organi competenti (Handlers; Gestore; OO.SS.; ENAC) si vuol procedere ad una rivisitazione dei servizi di handling aeroportuale, con riduzione degli operatori qualificati e certificati, al fine di accrescere la qualità di erogazione dei servizi a terra, migliorando la safety in air side e la ottimizzazione degli spazi nelle aree operative, con conseguenti benefici attesi per l’intera filiera del trasporto aereo di sito; in particolare GH, in seno alla presente, intende confermare le intese e gli accordi di sito, sia per ciò che attiene la prospettiva prossima dei servizi aeroportuali a terra, che per l’applicazione di quanto previsto in materia di clausola sociale; GH Catania affronta da tempo ed in continuità la gestione dell’esubero aziendale, con ricorso ad ammortizzatori sociali, per cui si richiamano ai fini della presente, i precedenti atti riferibili a tale materia ed in particolare: la procedura ex artt.4 e 24, legge n.223/91 del 06/12/2018; l’accordo del 19/12/2018 ad esito della procedura di cui al punto che precede; l’accordo del 14/01/2019 presso il Ministero del Lavoro e delle P.S. per la proroga del CDS a tutto il 10/02/2020; GH e Aviapartner Catania  hanno convenuto una forma di collaborazione e di sinergia, nella direzione e nelle attese della formalizzazione di cui sopra, nonché soggetta alla vigilanza regolatrice essenziale esercitata dall’ENAC, che prevede in particolare: una ripartizione dei servizi di handling, ritenuti nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza nel mercato liberalizzato e nel contempo ad incremento reale della qualità complessiva dei servizi di assistenza a terra; un periodo di collaborazione sperimentale e transitorio, dal 1° dicembre 2019 al 31 gennaio 2021, che prevede l’assunzione in via temporanea e sperimentale di tutti i servizi in capo esclusivo a GH, nelle more di dare attuazione in via stabile come da accodo medesimo, secondo ripartizione convenuta e determinata tra le due imprese;  l’impegno a preservare i livelli occupazionali delle due imprese nel sito; l’applicazione della clausola sociale per il cliente ex ATA Euro Wings (in base al dettato del Protocollo Assohandlers), per complessivi n.6 Fte, rinviando a successive determinazioni tra le parti per ulteriori Fte fino ad un massimo di n.13 Fte, nel caso di prosecuzione dell’accordo tra le stesse oltre il termine del 31/01/2021 (lo stesso vettore ha deciso di lasciare Aviapartner Palermo con l’inizio della summer 2020 per passare con Gh Palermo);  il ricorso all’istituto del distacco di Operai, da AP a GH, per l’esecuzione dei servizi oggetto della collaborazione tra le due imprese, nonché per il mantenimento dei livelli occupazionali complessivamente considerati, con un numero variabile di Fte da un minimo di n.12,4 nel corso del periodo temporaneo ad un massimo di n.28,4 nel periodo da giugno a settembre 2020;  l’accordo redatto in data 21/11/2019 tra GH, Aviapartner e le OO.SS., in particolare per il riferimento all’applicazione della clausola sociale “Euro Wings”.  GH, nell’attribuire la finalità della salvaguardia occupazionale e della tenuta dei livelli attuali, riconosce il divieto di ricorso a forme di riduzione del personale, al di fuori della sola ipotesi della non opposizione al licenziamento, per fuoriuscita incentivata, da conseguirsi in sede protetta sindacale, per l’intera durata di efficacia del presente accordo fino al 31/01/2021, richiamando a tal proposito espressamente l’accordo del 19/12/2018 in tema di misura massima dell’incentivo all’esodo; le parti richiamano, ai fini dell’accordo sulla gestione dell’esubero aziendale di cui alla presente, un’eccedenza pari a N.38 Impiegati e N.87 Operai, previsto nell’Accordo presso il Ministero del 14/01/2019; GH dichiara la propria disponibilità, in continuità di gestione degli esuberi, a decorrere dal 1° febbraio 2020, ad evitare il ricorso al licenziamento collettivo, mediante applicazione in via esclusiva delle sole seguenti forme di flessibilità: ricorso alla fruizione delle ferie (saldo disponibile), in modalità “programmata”, nel corso del periodo 02/2020-01/2021, per Impiegati e Operai, a riduzione della prestazione, particolarmente nei periodi di minore operatività; l’azienda si riserva di utilizzare, in via di flessibilità uno spostamento della prestazione lavorativa dal periodo invernale al periodo da giugno a settembre, secondo valutazioni da conseguirsi in apposito accordo entro il 31/12/2019; in tale ipotesi va tenuto in conto la possibilità di modificare la struttura e la distribuzione verticale di contratti part-time, che tengano in considerazione anche gli accordi precedenti in materia; le parti convengono che le fuoriuscite incentivate per non opposizione di cui sopra verranno ritenute a calcolo a riduzione del monte orario da poter utilizzare in flessibilità, tanto per Impiegati che per Operai; le parti convengono che, in corso di durata del presente accordo, non si procederà ad alcuna assunzione di personale stagionale senza prima aver verificato di concerto la possibilità di maggiore impiego delle risorse aziendali; le parti rinviano qualsiasi modifica alle scelte di gestione degli esuberi di cui alla presente alla scadenza del periodo di efficacia del 31/01/2021, salvo il caso che si dovesse verificare, per qualsiasi motivazione o causa, l’inefficacia o la risoluzione del presente accordo, ivi inclusa l’ipotesi di natura inibente a causa di disposizioni da parte di ENAC, per ciò che attenga al rapporto di collaborazione tra “GH” e “Aviapartner” nelle intese di cui in premessa, ovvero altre cause che modifichino lo scenario di mercato, incluso quanto potrà riguardare gli sviluppi della questione “Alitalia”. 




Olio nuovo +80%

[Io voglio solo esistere in pace. Anonimo] Al via la vendita dell'olio nuovo in tutte le regioni con la produzione di extravergine stimata nel 2019 in aumento dell'80% dopo il crollo storico registrato lo scorso anno. Emerge da un'analisi di Coldiretti su stime Unaprol/Ismea diffusa nella giornata dedicata all'olio nuovo nei mercati di www.campagnamica.it, da Roma a Milano, da Padova a Brindisi in occasione del giro di boa della raccolta delle olive che è stata completata per oltre il 50%.    "A livello nazionale si punta - sottolinea la Coldiretti - ad una produzione di oltre 315 milioni di chili, che resta comunque notevolmente inferiore alla media dell'ultimo decennio. I primi dati globali provvisori per i principali concorrenti dell'Italia su scala mondiale relativi alla stagione di raccolta dell'olio di oliva 2019/20 evidenziano che la Spagna dovrebbe produrre 1.35 milioni di tonnellate di olio d'oliva, un po' meno rispetto al 1.77 milioni di tonnellate dell'anno precedente mentre la Grecia raggiungerebbe le 300mila, in crescita rispetto alle 185.000 tonnellate dell'anno precedente". "Nel confronto con il 2018 - viene spiegato - la produzione torna a crescere al Centro Sud dove si concentra gran parte del raccolto nazionale mentre è prevista in discesa al Nord". Stando alle stime di Coldiretti, a pesare sul mercato è il basso prezzo di olive e olio riconosciuto agli agricoltori già ad inizio campagna con valori che sono al di sotto dei costi di produzione, in calo fino al 40% rispetto allo scorso anno in Puglia dove si produce oltre la metà dell'olio di oliva Made in Italy.    "Nei soli primi otto mesi dell'anno si registra - denuncia la Coldiretti - un balzo del 48% nell'arrivo dall'estero di olio iberico per un quantitativo di ben 280 milioni di chili, spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali e mondiali".
    

   

Bibi sarà processato

[Non offrire soldi fin quando non ti vengono chiesti. Anonimo] Per la prima volta nella storia di Israele un primo ministro in carica, Benyamin Netanyahu, è stato incriminato per corruzione, frode e abuso di potere. L'accusa formalizzata dal Procuratore generale dello stato Avichai Mandelblit arriva in un momento delicatissimo per il Paese che, dopo due tornate elettorali, non è riuscito a formare un governo e si avvia a nuove elezioni. Ed è stata immediatamente bollata dal premier in tv come un golpe della magistratura, un "tentativo di ribaltamento dei poteri", mentre il rivale Benny Gantz parla di un "giorno triste per lo stato". E le opposizioni chiedono le dimissioni del premier. La scure del procuratore su Netanyahu è legata a tre inchieste distinte. La prima è il Caso 1000, ovvero l'inchiesta che vede il premier accusato di aver accettato regali - soprattutto sigari e champagne - da facoltosi imprenditori (Arnon Milchan e James Packer) per circa 691mila shekel, pari a circa 180mila euro, in cambio di favori. La seconda, è il Caso 2000 e riguarda invece le intese con Arnon Mozes, editore del quotidiano 'Yediot Ahronot' per avere una copertura informativa benevola, in cambio della promessa di una riduzione delle tirature di un giornale rivale. Dossier che vede anche Mozes incriminato da Mandelblit. La terza, quella più delicata, è il Caso 4000 sui rapporti intercorsi tra il 2012 e i 2017 tra Netanyahu, all'epoca ministro delle comunicazioni, ed il mogul Shaul Elovitch della compagnia di tlc Bezeq, proprietaria del sito di informazione Walla. Anche in questo caso si ipotizzano favori al gruppo in cambio di una copertura giornalistica benevola per il premier e per la sua famiglia. E proprio in relazione a quest'ultima indagine c'è l'accusa più pesante, l'incriminazione per corruzione, oltre a quelle per frode e abuso di ufficio che riguardano anche i primi due dossier. "La decisione del Procuratore generale sul primo ministro - è scritto nel documento di spiegazione dell'incriminazione - è stata presa dopo un approfondito esame delle numerose asserzioni sollevate dagli avvocati del primo ministro durante i quattro giorni dell'audizione nello scorso ottobre. Tutte sono state esaminate in profondità come avviene in un regolare processo" ma "è stato rilevato che queste non cambiavano le accuse attribuite al primo ministro". Secondo l'incriminazione dunque - il primo ministro - che ha sempre respinto ogni accusa con veemenza - "ha danneggiato l'immagine di pubblico ufficiale in servizio e la pubblica fiducia" ed è sospettato di aver abusato della sua posizione e status accettando "corruzione in cambio di azioni connesse al suo ufficio". L'incriminazione - ha detto Mandelblit - è stata avanzata solo "in base a considerazioni legali e sulle evidenze. Nessuna altra considerazione mi ha influenzato". E comunque "resta innocente fino alla sentenza di un tribunale".  Dalle parole ai fatti: Gideon Saar, il maggior rivale di Benyamin Netanyahu all'interno del Likud, dopo averlo preannunciato la settimana scorsa, ha chiesto oggi formalmente al partito di svolgere primarie per la leadership dell'organizzazione. Nella sua richiesta al presidente del partito Haim Katz, Saar ha indicato in due settimane il lasso di tempo in cui si deve svolgere la consultazione. Questo - a suo giudizio -consentirebbe al nuovo leader, e Saar si è detto fiducioso sul suo successo nelle primarie, di provare a formare un governo nei 21 giorni che la Knesset ha a disposizione per trovare un premier prima che si passi definitivamente a nuove elezioni.    La sfida di Saar a Netanyahu è stata lanciata subito dopo l'incriminazione del premier da parte del Procuratore generale Avichai Mandelblit. Saar ha esplicitamente attaccato Netanyahu per le sue critiche alla magistratura accusata di "tentato golpe" nei confronti del premier.

venerdì 22 novembre 2019

Al via Festival Borghi

[Non sono tutti liberi coloro i quali disprezzano le loro catene. Gotthold Ephraim Lessing]  Sarà la Lombardia l'ospite d'onore della seconda edizione del Festival Nazionale dei Borghi più belli d'Italia, in programma a FICO Eataly World di Bologna dal 22 al 24 novembre. Tre giornate alla scoperta del fascino dell'Italia nascosta, con i Borghi a raccontare bellezza e territori, forse, meno battuti ma altrettanto preziosi e autentici, con anche un centinaio di produttori locali, eventi, incontri, mostre ed esperienze da provare. "Nella prima edizione abbiamo accolto 40 mila visitatori, quest'anno puntiamo a 50 mila - racconta il direttore dell'Associazione I Borghi più belli d'Italia, Umberto Forte - La nostra rete conta ormai 307 borghi. Non si pone come alternativa, ma come integrazione della grande offerta nazionale. Siamo convinti di poter dare un forte supporto al turismo tradizionale, sollevando un po' le mete più ambite dal sovraffollamento. Anzi, non sarebbe male se città come Roma, Venezia o Firenze ci aiutassero, promuovendo i borghi vicini".    Il cui patrimonio, sottolinea il presidente dell'Associazione, Fiorello Primi, "non è da meno delle più grandi e conosciute destinazioni turistiche. Con un elemento in più: l'accoglienza, l'ospitalità, l'umanità delle nostre comunità locali, della gente che abita questi luoghi di grande fascino e che rappresenta il valore aggiunto della nostra offerta".    Inaugurazione del Festival con il patron di Eataly Oscar Farinetti e a seguire il convegno Un viaggio nel fascino dell'Italia nascosta e poi presentazione della nuova piattaforma Buy Borghi, l'arrivo dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con una mostra fotografica sui tesori trafugati dai borghi e ritrovati e il focus realizzato con inLombardia con 20 borghi lombardi protagonisti e Morimondo (MI) a farla da padrone.

giovedì 21 novembre 2019

Telaviv a/r Damasco

[Impunitas semper ad deteriora invitat (L'impunità invita a delitti peggiori). Proverbio latino] L’esercito israeliano ha rivendicato oggi gli attacchi “su larga scala” di ieri contro postazioni del regime siriano e anche delle forze iraniane al-Quds in Siria, un paese alleato di Teheran, nemico di Israele. “Gli aerei da combattimento dell’esercito israeliano hanno colpito una decina di obiettivi militari delle forze iraniane di al-Quds e delle forze armate siriane, inclusi missili terra-aria, quartier generale, magazzini e basi militari”, ha detto l’esercito in una dichiarazione riportata dal quotidiano Haaretz. L’esercito ha pubblicato una mappa di sei siti colpiti, la maggior parte vicino alla capitale siriana e uno nella Siria meridionale, vicino al confine israeliano. L’esercito israeliano, che raramente rivendica attacchi sul suolo siriano, ha affermato che “un missile antiaereo siriano è stato sparato nonostante chiari avvertimenti di non farlo”. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale Sana, la difesa antiaerea siriana ha risposto a un “pesante attacco” da parte di aerei israeliani e “abbattuto” diversi missili vicino a Damasco. La stessa agenzia riferisce stamane di “due civili uccisi” dalle schegge di un missile israeliano che ha colpito una casa nella cittadina di Saasaa, a sud-ovest di Damasco. Ma il quotidiano israeliano Jerusalem Post citando un dispaccio della Rueters, ha riferito invece di “11 morti”. “Alle 01:20 (00:20 italiane) gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato diversi missili vicino a Damasco. La nostra difesa antiaerea ha risposto a questo pesante attacco, intercettato missili ostili ed è stata in grado di distruggere la maggior parte di questi missili, ha detto Sana, citando una fonte militare. L’esercito israeliano non ha detto se gli attacchi hanno causato vittime, ma ha affermato che detiene il potere a Damasco “responsabile” delle azioni sul suo territorio. “Siamo pronti per diversi scenari”, ha detto l’esercito israeliano, che la scorsa settimana ha effettuato un’operazione contro la Jihad islamica nella Striscia di Gaza, un’enclave palestinese di due milioni di persone. La difesa antiaerea siriana ha sparato su “obiettivi ostili” nel cielo di Damasco. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, senza fornire ulteriori dettagli. Su Twitter sono già molte le testimonianze delle esplosioni avvenute nei pressi della capitale siriana. Il giornalista siriano Sohayb Masri cita fonti militari secondo le quali dei “caccia israeliani hanno preso di mira la zona di Damasco con dei missili ai quali ha risposto la contraerea siriana che è riuscita a distruggerli quasi tutti prima che raggiungessero i loro obiettivi”.