domenica 27 ottobre 2019

Il ritorno dei peronisti

[I clichés giornalistici migrano da media a media. Dimitri Lyubosvetov] A spoglio non ancora concluso, è ormai certa la vittoria del peronista Alberto Fernandez alle elezioni argentine. Il suo consenso è ormai oltre il 47 per cento e il presidente uscente argentino Maurizio Macri si è felicitato con lui per la vittoria e "la grande elezione fatta". Nel quartier generale del suo movimento Cambiemos a Buenos Aires, Macri ha annunciato di aver invitato a pranzo Fernandez alla Casa Rosada per concordare "una transizione ordinata per il benessere di tutti gli argentini". Folla in strada celebra il ritorno dei peronisti al potere. L'economia argentina ha registrato ad agosto un calo del 3,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2018 secondo dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica (Indec). Il rilevamento indica inoltre un calo dell'1 per cento rispetto al mese precedente, mentre nei primi otto mesi dell'anno la riduzione dell'attività è pari al 2,3 per cento nel computo su anno. A trascinare al ribasso l'indice sono soprattutto le voci relative a intermediazione finanziaria (-16,4 per cento), commercio (-8,8 per cento), industria manifatturiera (-6,6 per cento), costruzione (-4,6 per cento), servizi sociali (-3,6 per cento), luce/acqua/gas (-3 per cento), turismo (-2,1 per cento), trasporti e comunicazioni (-1,6 per cento). In attivo invece le voci relative ad agricoltura/allevamento/pesca (+6,5 per cento), e attività estrattiva (+3,8 per cento). Il rilevamento dell'ottavo mese del 2019 tiene conto della forte volatilità scatenatasi dopo le elezioni primarie dell'11 agosto sfociata tra le altre cose in una svalutazione della moneta di oltre il 25 per cento e nell'impennata del differenziale misurato con i titoli del Tesoro statunitense, passato da 800 ad oltre 2500 punti. In tale contesto il governo si è visto obbligato a varare un pacchetto di misure eccezionali per attenuare l'impatto della svalutazione e della conseguente inflazione sui salari. L'acuirsi repentino della crisi economica e finanziaria ha portato inoltre alla rinuncia del ministro delle Finanze, Nicolas Dujovne, sostituito da Hernan Lacunza, ministro tuttora in carica. Nell'ultimo rapporto sulle proiezioni dell'economia mondiale (World economic outlook) l'Fmi prevede per l'Argentina una contrazione del Pil del 3,1 per cento nel 2019 ed un ulteriore calo dell'1,3 per cento nel 2020. Sul fronte dell'inflazione l'istituto finanziario multilaterale prevede un aumento dell'indice dei prezzi del 57,3 per cento quest'anno, la terza inflazione più alta al mondo, e del 39,2 per cento nel 2020. Unico miglioramento previsto è quello relativo al deficit della bilancia dei pagamenti che passerà secondo il Fondo monetario dal 5,3 del Pil al 1,2 per cento quest'anno e a un saldo positivo dello 0,3 per cento nel 2020. 

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