mercoledì 30 ottobre 2019

Cosa nostra dopo Riina/58

[Sembra che certi giornalisti vedano il loro compito come il tentativo di spiegare ad altri quello che loro stessi non capiscono. Markus M. Ronner] È morto Ignazio Melodia, "u dutturi", 64 anni, condannato per mafia e ritenuto per gli inquirenti, prima di essere arrestato l'ultima volta nel 2017, reggente della famiglia mafiosa di Alcamo. Un soprannome derivante dal fatto che per anni ha esercitato la professione di medico all'Asp di Trapani, presso il dipartimento di Igiene pubblica. Fratello di Nino, ritenuto il capomafia del mandamento alcamese e in carcere per scontare un ergastolo, "u dutturi", proprio nello scorso mese di giugno era stato condannato dai giudici della Corte di Appello di Palermo a 6 anni e 4 mesi di carcere in continuazione. Una ventina di giorni fa dal carcere era stato trasferito in ospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico.  I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito un sequestro beni, su provvedimento della sezione misure di prevenzione per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro, riconducibili o comunque nella disponibilità di Luigi Salerno, 72 anni, storico esponente della famiglia mafiosa di Palermo-Centro. Salerno è stato condannato dalla Corte di Appello di Palermo prima a 6 anni di reclusione e successivamente ad altri 9 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Già in passato è stato destinatario di un procedimento di prevenzione, culminato nel gennaio 2015 con l'emissione, da parte del Tribunale di Palermo, di un decreto di sequestro per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Nel corso di ulteriori indagini nel maggio 2018 le fiamme gialle lo hanno nuovamente arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei titolari di una storica attività commerciale palermitana nel settore dell'abbigliamento. Sulla scorta di ulteriori accertamenti economico-patrimoniali svolti dagli specialisti del gico, il tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di una tabaccheria nel quartiere Zen e una focacceria nella zona turistica di via Maqueda e di 5 immobili nei quartieri Brancaccio e Capo e formalmente intestati a prestanome, per un valore stimato complessivo pari appunto a circa 1,5 milioni di euro. [segue]

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