mercoledì 30 ottobre 2019

Presunta morte di al-Baghdadi

[I giornalisti asseriscono cose che sanno che non sono vere, nella speranza che se le ripetono a lungo diventino vere. Enoch Arnold Bennett] "Appena confermato che il sostituto numero uno di Abu Bakr al-Baghdadi è stato ucciso dalle truppe americane. Molto probabilmente avrebbe preso il primo posto. Ora anche lui è morto!": lo twitta Donald Trump. Le indicazioni che hanno portato alla cattura del leader Abu Bakr al-Baghdadi, secondo la Cnn, sono state fornite da un informatore dell'Isis che ha ottenuto anche un pezzo di biancheria intima di al-Baghdadi e un campione del sangue del califfo che sono serviti per confermare con l'esame del Dna l'identità prima che il raid avesse luogo. I resti del capo dell'Isis Al Baghdadi sono stati dispersi in mare. Lo hanno confermato i vertici del Pentagono in una conferenza stampa. Il capo di stato maggiore interforze Usa Mark Milley ha annunciato che nei prossimi giorni saranno diffuse immagini del video del raid contro al Baghdadi, dopo il processo di declassificazione. Nonostante l'uccisione del capo dell'Isis Al-Baghadi, "la situazione in Siria resta complessa", ha detto il capo del Pentagono Mark Esper. Su alcuni media inglesi e americani, dal 'New York Times' al 'The Guardian', si comincia a dubitare della ricostruzione fatta da Trump circa la morte di Abu Bakr al-Baghdad. Il New York Times mette in dubbio il macabro racconto della morte del capo dell'Isis che Donald Trump ha fatto agli americani in diretta televisiva. Diversi sono i punti critici rilevati dal quotidiano, in particolare la descrizione del Califfo che urla e piange nel tunnel dove poi si è fatto esplodere. Secondo il New York Times, infatti, le immagini alle quali hanno assistito Trump e i suoi collaboratori nella 'situation room' erano senza audio. Non solo, di Baghdadi braccato nel tunnel il presidente americano non ha potuto nemmeno vedere le immagini in diretta. Gli ultimi minuti di vita del leader dell'Isis, infatti, sono state riprese dalle telecamere installate sugli elmetti dei soldati americani che stavano facendo il blitz. Quei video però sono stati consegnati a Trump soltanto dopo la conferenza stampa. Su una domanda specifica della Abc sul racconto cinematografico di Trump, il capo del Pentagono Mark Esper ha provato a tergiversare dicendo di essere all'oscuro di certi dettagli e di ritenere che il presidente abbia parlato con i militari sul campo per farsi dare tutte le informazioni. Analoga l'analisi che si legge sul 'The Guardian'.  E in Italia anche esperti di Medio Oriente come il giornalista Alberto Negri si mostrano perplessi per alcune 'incongruenze' che emergerebbero dalla versione dei fatti fornita dal presidente americano. "Non c’era audio, non si vedeva quasi niente perché era notte - scrive Negri su FaceBook - si distinguevano a stento le sagome degli attaccanti e dei jihadisti. Ma Trump, grazie a una fervida immaginazione, è stato in grado di descrivere nei dettagli la morte di Al Baghdadi. I russi non sono convinti, turchi e curdi lo assecondano, i siriani tacciono se non per protestare contro l’annuncio di Trump di occupare i loro pozzi petroliferi. I testimoni in zona parlano di tre ore di battaglia, raid e bombardamenti: fatti da chi e come? Da un aereo Usa e da sei elicotteri che poi dovevano tornare in Iraq? In Iraq o in Turchia che è a 5 minuti di volo ed è un Paese con basi Usa e Nato? Un racconto che fa acqua da tutte le parti: forse a Trump il Pentagono ha dato informazioni monche perché non si fida". Il leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, viveva in tunnel sotterranei, attrezzati con sistemi di ventilazione e illuminazione, e con librerie contenenti libri religiosi. Lo afferma Mohammad Ali Sajid, il cognato di al-Baghdadi, in un'intervista trasmessa in Iraq e riportata dal New York Times. Il Califfo comunicava con flash drive e consentiva a chi lo circondava di usare cellulari. Quando voleva cambiare postazione - riferisce - si spostava con due pickup Toyota bianchi accompagnato da cinque uomini.

La Serbia con Putin

[Se un giorno dovessi fare un trapianto di cervello, vorrei quello di un giornalista sportivo. Perché so che non è mai stato usato. Paterno Joe]  La Serbia vorrebbe avere in dotazione i sistemi missilistici anti-aerei di produzione russa S-400, ma al momento non può permetterseli. Lo ha affermato il presidente serbo Aleksander Vucic, nel corso della visita effettuata presso la base aerea militare di Batajnitsa, vicino Belgrado, dove si tiene la seconda fase delle esercitazioni congiunte fra Serbia e Russia Slavic Shield 2019. Il presidente ha rilevato come gli S-400 garantirebbero la protezione dello spazio aereo serbo. “Ci piacerebbe avere in dotazione gli S-400, ma solo sei russi ce li lasceranno qua, perché al momento non ce li possiamo permettere”, ha spiegato Vucic, ripreso dall’ufficio stampa del dicastero della Difesa di Belgrado. La premier serba Ana Brnabic ha firmato venerdì sera Mosca un accordo di libero scambio fra il suo Paese e l'Unione economica euroasiatica, di cui fanno parte Federazione russa, Bielorussia, Armenia, Kazakhstan e Kirghizistan. L'intesa sostituisce gli accordi bilaterali che la Serbia aveva con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, estendendo la collaborazione agli altri due Paesi dell'Unione economica euroasiatica, e aprendo in tal modo l'export senza dazi di merci serbe a un mercato potenziale di 185 milioni di consumatori. Si tratta in particolare di sigarette, acquavite, formaggi, prodotti ortofrutticoli. I dazi restano tuttavia per l'esportazione di automobili dalla Serbia verso quegli stessi Paesi. In Serbia Fca produce la Fiat 500L nello stabilimento di Kragujevac. La premier Brnabic ha rassicurato l'Unione europea, con la quale la Serbia ha in corso il negoziato di adesione, affermando che nel momento in cui Belgrado entrerà nella Ue annullerà tale accordo commerciale di libero scambio con l'Unione euroasiatica, che è stata fondata il primo gennaio 2015, e alla quale potrebbero aderire altri Paesi della ex Unione sovietica. Attualmente oltre il 60% del totale dell'interscambio economico e commerciale della Serbia è effettuato con l'Unione europea. Lo scorso anno l'interscambio del Paese ex jugoslavo con i cinque Stati dell'Unione euroasiatica è ammontato a 3,4 miliardi di dollari, il 90% con la sola Russia, Paese storicamente legato alla Serbia da una stretta alleanza e amicizia. Nonostante le pressioni di Bruxelles, Belgrado non ha aderito alle sanzioni imposte dalla Ue a Mosca per la crisi ucraina.

Erdogan megalomane

[I giornalisti non vivono di parole, sebbene talvolta siano costretti a rimangiarsele. Adlai Ewing Stevenson] "La Turchia sta camminando passo dopo passo verso la vittoria in una nuova guerra d'indipendenza". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando al gruppo parlamentare del suo Akp ad Ankara dell'operazione militare contro i curdi in Siria.    "A chi pensava di poter fare con la Turchia quello che ha fatto con la Siria, l'Iraq e la Libia, abbiamo risposto penetrando nelle loro tane e distruggendo le loro speranze", ha aggiunto il leader di Ankara, sottolineando anche i progressi del Paese di fronte alle difficoltà economiche degli ultimi mesi Doppio schiaffo della Camera Usa ad Ankara, a due settimane dalla visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca: i deputati hanno approvato in modo bipartisan quasi all'unanimità una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e un'altra che chiede al presidente Donald Trump di imporre sanzioni e altre restrizioni alla Turchia e ai dirigenti di quel Paese per l'offensiva nella Siria settentrionale. Immediata la reazione di Ankara, che "rifiuta" la risoluzione sul genocidio armeno, bollandola come una decisione "ad uso interno, priva di qualunque base storica e giuridica".  "E' un passo politico insignificante - ha detto il capo della diplomazia di Ankara Mevlut Cavusoglu - indirizzato solo alla lobby armena e ai gruppi anti-Turchia". Il ministero degli esteri turco ha condannato fortemente anche la risoluzione sulle sanzioni, sottolineando che la decisione non è consona all' alleanza Nato tra i due Paesi e all'accordo tra Usa e Ankara sulla tregua in Siria, e ammonendo Washington a prendere misure per evitare passi che danneggino ulteriormente le relazioni bilaterali. "Violenti scontri" sono avvenuti tra le forze turche, con le milizie locali loro alleate, e le truppe del regime di Damasco a sud di Ras al Ayn, la città di confine passata sotto il controllo di Ankara con l'offensiva lanciata il 9 ottobre. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui si tratta del primo "confronto diretto tra le due parti" dall'avvio dell'operazione turca.   Secondo l'ong, le truppe di Ankara hanno attaccato quelle del regime alla periferia del villaggio di Al-Assadiya con colpi d'artiglieria e con il supporto di droni. Ne sono seguiti scambi di fuoco sul terreno.  Altri scontri si segnalano tra le milizie curde delle Forze democratiche siriane e le forze di Assad da un lato e le milizie filo-Ankara dall'altro. Secondo l'Osservatorio, almeno 7 combattenti lealisti e 4 miliziani ribelli sono rimasti uccisi. Gli scontri avvengono a poche ore dalla scadenza della tregua concordata da Turchia e Russia per il ritiro delle milizie curde ad almeno 30 km da
tutta la frontiera turca.

Cosa nostra dopo Riina/58

[Sembra che certi giornalisti vedano il loro compito come il tentativo di spiegare ad altri quello che loro stessi non capiscono. Markus M. Ronner] È morto Ignazio Melodia, "u dutturi", 64 anni, condannato per mafia e ritenuto per gli inquirenti, prima di essere arrestato l'ultima volta nel 2017, reggente della famiglia mafiosa di Alcamo. Un soprannome derivante dal fatto che per anni ha esercitato la professione di medico all'Asp di Trapani, presso il dipartimento di Igiene pubblica. Fratello di Nino, ritenuto il capomafia del mandamento alcamese e in carcere per scontare un ergastolo, "u dutturi", proprio nello scorso mese di giugno era stato condannato dai giudici della Corte di Appello di Palermo a 6 anni e 4 mesi di carcere in continuazione. Una ventina di giorni fa dal carcere era stato trasferito in ospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico.  I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito un sequestro beni, su provvedimento della sezione misure di prevenzione per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro, riconducibili o comunque nella disponibilità di Luigi Salerno, 72 anni, storico esponente della famiglia mafiosa di Palermo-Centro. Salerno è stato condannato dalla Corte di Appello di Palermo prima a 6 anni di reclusione e successivamente ad altri 9 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Già in passato è stato destinatario di un procedimento di prevenzione, culminato nel gennaio 2015 con l'emissione, da parte del Tribunale di Palermo, di un decreto di sequestro per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Nel corso di ulteriori indagini nel maggio 2018 le fiamme gialle lo hanno nuovamente arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei titolari di una storica attività commerciale palermitana nel settore dell'abbigliamento. Sulla scorta di ulteriori accertamenti economico-patrimoniali svolti dagli specialisti del gico, il tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di una tabaccheria nel quartiere Zen e una focacceria nella zona turistica di via Maqueda e di 5 immobili nei quartieri Brancaccio e Capo e formalmente intestati a prestanome, per un valore stimato complessivo pari appunto a circa 1,5 milioni di euro. [segue]

I mandanenti di Palermo-Camporeale/12

[I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico. Oscar Wilde] Nasce dalla fusione dei mandamenti di Partinico  e San Giuseppe jato.  Noti criminali hanno ben rappresentato questi paesi. Nené Geraci, i fratelli Brusca ... ormai caduti in disgrazia sono stati rimpiazzati da altri galantuomini.  I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo hanno eseguito un provvedimento di confisca, su richiesta della Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Palermo, di beni immobili per un valore di circa 4 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore edile Benedetto Valenza, 57 anni, di Borgetto, coinvolto in diverse inchieste antimafia. In particolare è stata confiscata una villa con piscina, con area Spa e boschetto privato, a Partinico (Pa). Valenza è figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Borgetto, nonché vittime di lupara bianca, il 21 aprile del 1983, in quanto "uomini d'onore" legati al gruppo del boss Gaetano Badalamenti. L'imprenditore già nel 2001 aveva subito una prima confisca. Era finito anche nell'inchiesta sul cemento depotenziato utilizzato per realizzare appalti pubblici. Nell'ottobre del 2016, dopo indagini del Gico, una villa di circa 600 metri quadri per complessivi oltre 22 vani, con un vasto parco di oltre 1,5 ettari comprendente numerosi altri corpi accessori nonché un garage coperto di 100 metri quadrati e una piscina era stata sequestrata. Grazie all'analisi dei rilievi aerofotogrammetrici dal 1994, i finanzieri sono riusciti a dimostrare che la costruzione della villa era in realtà avvenuta tra il 1994 ed il 1998, anni in cui Valenza era in piena espansione imprenditoriale. Per questo motivo, alla luce della evidente sproporzione fra redditi dichiarati e beni posseduti, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ha ritenuto di disporre la confisca della villa e di tutte le sue pertinenze quantificati per un valore di circa 4 milioni di euro.  La Dda di Palermo chiede la condanna a oltre 150 anni di carcere per 10 boss, gregari ed estortori dei clan mafiosi di Partinico e Borgetto. L'accusa, davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale di Palermo, era rappresentato dai pubblici ministeri Roberto Tartaglia e Annamaria Picozzi. Gli imputati rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia aggravate dall'avere favorito Cosa nostra e danneggiamenti. La pena più alta (28 anni) è stata chiesta per il capomafia Nicolò Salto. Queste le richieste di pene: Antonino Frisina, 20 anni; Antonino Giambrone, 4 anni; David Giambrone, 1 anno; Francesco Giambrone,22 anni e sei mesi; Giuseppe Giambrone, 26 anni e 8 mesi; Tommaso Giambrone, 4 anni; Francesco e Salvatore Petruso, 5 anni e 4 mesi; Antonio Salto, 20 anni; Nicoló Salto, 28 anni 5 mesi e 10 giorni. L'indagine che ha portato al processo coinvolse anche il giornalista della tv privata Telejato Pino Maniaci che fu accusato di estorsione. La sua posizione è stata stralciata e Maniaci è sotto processo davanti al giudice monocratico. Secondo la Procura, avrebbe preteso denaro e favori - come un contratto per la compagna - dai sindaci di Borgetto e Partinico in cambio di una linea soft della sua televisione sulle attività delle amministrazioni comunali e su relazioni e parentele scomode di alcuni primi cittadini. Poche centinaia di euro e i riferimenti spiacevoli sarebbero spariti dai servizi di una emittente conosciuta per le sue battaglie antimafia. La Dia di Trapani ha sequestrato beni e conti correnti riconducibili a tre imprenditori di San Giuseppe Jato (Palermo) accusati di aver finanziato la latitanza di Matteo Messia Denaro.Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Trapani - Sezione Penale e Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della DIA. Le indagini hanno permesso di ricostruire gli interventi dell'associazione mafiosa, rappresentata nella circostanza dai boss Salvatore Crimi e Michele Guccidardi, nella gestione di una grossa operazione, finalizzata alla speculazione immobiliare attraverso l'acquisto, ad un'asta giudiziaria, di una vasta tenuta agricola di oltre 60 ettari e la successiva rivendita alla società agricola riconducibile ai tre imprenditori di San Giuseppe Jato.L'azienda agricola, di proprietà della moglie di Antonio Salvo, nipote degli esattori salemitani Nino e Ignazio Salvo, veniva formalmente acquistata all'asta da Roberto Nicastri, ritenuto prestanome del fratello Vito, noto imprenditore del settore eolico per 530.000 euro.Il prezzo di vendita reale dei terreni era, però, notevolmente superiore a quello dichiarato negli atti notarili e la differenza, pari a oltre 200mila euro, sarebbe stata versata in contanti nelle mani dagli uomini di Cosa nostra, per la loro attività di "intermediazione immobiliare".Gucciardi avrebbe inoltre costretto l'originaria proprietaria dei terreni a rinunciare ai propri diritti di reimpianto dei vigneti sulla tenuta agricola, per consentire agli imprenditori di San Giuseppe Jato di ottenere finanziamenti comunitari per 600mila euro circa, in parte distratti per pagare il prezzo d'acquisto della tenuta stessa. [segue]

martedì 29 ottobre 2019

In difesa dei bambini

[Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di uno un giornalista. Karl Kraus] L'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha sollecitato gli Stati europei a intraprendere maggiori sforzi per proteggere i minori rifugiati e migranti che non solo hanno sopportato viaggi difficili e pericolosi, ma continuano ad affrontare rischi e avversità una volta giunti in Europa, fra cui condizioni abitative insicure, essendo erroneamente registrati come adulti, e carenza di cure adeguate. L'ultima edizione del rapporto dell'Unhcr "Viaggi Disperati", pubblicato oggi, registra che da gennaio a settembre 2019 circa 80.800 persone sono arrivate in Europa lungo le rotte del Mediterraneo - cifra in calo rispetto alle 102.700 persone giunte nello stesso periodo del 2018. Di coloro che sono arrivati, oltre un quarto erano minori, molti senza genitori. "Questi bambini sono fuggiti da conflitti, hanno perso i propri familiari, mancano da casa da mesi, perfino anni, e alcuni di loro hanno subito abusi orribili durante il viaggio, ma le loro sofferenze non terminano una volta giunti alla frontiera - ha dichiarato Pascale Moreau, Direttrice del Bureau per l'Europa dell'UNHCR - in tutta Europa, i minori non accompagnati, in particolare, sono accolti di frequente in centri di grandi dimensioni privi della sorveglianza dovuta, carenza che li espone a ulteriori abusi, violenze e stress psichico e al rischio crescente di migrare nuovamente o scomparire".    Quest'anno la Grecia è stata meta di approdo della maggioranza degli arrivi di tutta la regione del Mediterraneo - un numero superiore a quello registrato in Spagna, Italia, Malta, e Cipro insieme. Ad oggi, oltre 12.900 bambini sono arrivati in Grecia via mare, compresi quasi 2.100 minori non accompagnati o separati, molti dei quali provenienti da Afghanistan, Siria e altri Paesi caratterizzati da conflitti e violenze. Le condizioni antigieniche dei centri sovraffollati delle isole dell'Egeo sono estremamente preoccupanti. Le autorità greche hanno annunciato misure volte ad allentare la pressione causata dal sovraffollamento e vi sono esempi riusciti di buone prassi proposte sul territorio, fra cui l'affidamento di minori in seno alla comunità. Tuttavia, a fine settembre la maggior parte dei minori non accompagnati in Grecia si trovava ancora in soluzioni alloggiative inadeguate. Date le condizioni estremamente rischiose a cui sono esposti, l'UNHCR rivolge un appello agli Stati europei affinché in segno di solidarietà mettano a disposizione posti per ricollocarli e accelerino le procedure di trasferimento di quanti fra essi soddisfano i criteri di ricongiungimento ai propri familiari. 

Master Academy Galvagno i vincitori

[Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa. Leo Longanesi] Sedici maestri gelatieri provenienti dalla Grecia, dal Marocco, da Israele e dalla Sicilia si sono sfidati a Palermo per conquistare un posto nell'Olimpo dei gelati, e proprio al cibo degli Dei è ispirato il gusto vincitore della competizione. La selezione internazionale del Gelato Festival World Master 2021 è stata ospitata dalla Master Academy Antonino Galvagno e si è tenuta dal 23 al 25 Ottobre. Il Trofeo Antonino Galvagno, conferito al vincitore assoluto della competizione, è stato assegnato al giovane gelatiere ateniese Thanasis Tsagkliotis (gelateria La maison fine pastry - Atene) per la sua morbida crema ottenuta da yogurt greco, nobilitato dall'uso di ingredienti preziosi che esprimono a pieno l'immaginario dei sapori mediterranei: cannella, fichi, noci e cioccolato. Un abbraccio goloso ed equilibrato ispirato al cibo degli Dei ha stregato la giuria, composta da autorevoli esperti del settore.    A portare a casa la qualificazione per la selezione internazionale per il Carpigiani International Day 2021 anche l'israeliano Adrey Peroff (gelateria Peroff, Givataim - Israele) con il suo gelato al whisky variegato con caramello salato.    Anche il Marocco sarà rappresentato con il gelatiere Sofian El Fakiri (Gelateria Hotel Mira Palace & Resort, Al Hoceima - Marocco) e il suo gelato al torrone di mandorla, con salsa arancia, cioccolato bianco e croccante. È stato particolarmente apprezzato anche il lavoro di un altro gelatiere greco Nikolaos Neroladakis che con il suo gusto "Santorini" realizzato con croccante al sesamo nero, miele, cannella e biscotto al sesamo, condividerà insieme al collega Thanasis Tsagkliotis le fasi successive della sfida internazionale Carpigiani International Day. La giuria ha inoltre premiato due gelatieri siciliani che proseguiranno la sfida nazionale per conquistare la vetta del gelato più buono del mondo: Il palermitano Pietro Sampino (gelateria Alba Beach Mondello - Palermo) con il suo gusto "Ori di Sicilia" dove pistacchio, mandorla, arancia e ricotta si incontrano tra una ricca variegatura e un crumble di scorzette di arancia candita e frutta secca caramellata, e la catanese Serena Urzì (gelateria Ernesto - Catania) con il suo "Traversata del gusto" un gelato di ricotta, stracciatella al cioccolato di Modica e mix di frutta secca. 

Frescobaldi è la Cantina dell'Anno

[I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono. Karl Kraus] È Frescobaldi la "Cantina dell'Anno" 2020 per il Gambero Rosso. Il riconoscimento enologico arriva con la nuova edizione di "Vini d' Italia", guida che raccoglie 22 mila vini sui 45 mila degustati dagli oltre 70 esperti della Città del Gusto. I "Tre Bicchieri", massimo riconoscimento assegnato dalla pubblicazione ai prodotti vitivinicoli per le singole categorie, sono 457. Tra gli undici premi speciali il "Rosso dell'anno" va a "Carmignano Ris '16- Piaggia". "Colli di Luni Vermentino Lunae Et. Nera '18- Lunae Bosoni" è invece il "Bianco dell'Anno". Il premio per le "Bollicine dell'Anno" va a "Valdobbiadene Brut Nature Particella 232 '18- Sorelle Bronca". La classifica dei migliori continua poi con il "Cerasuolo d'Abruzzo Rosa-ae '18- Torre dei Beati" che è il "Rosato dell'Anno", mentre il riconoscimento per il "Miglior rapporto prezzo qualità" è attribuito al "Barbera d'Asti Lavignone '18- Pico Maccario". "Cantina emergente" è "Tenuta Santa Caterina", Leopardo Felici è invece il "Viticoltore dell'anno". Completano la lista il "Trentino Vino Santo '03- Toblino" che vince il premio "Dolce dell'Anno", mentre i produttori di Manduria si aggiudicano il premio per la "Viticoltura Sostenibile". "Centopassi" conquista quello del "Progetto Solidale". "I protagonisti della guida- commenta il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia- si troveranno nuovamente a festeggiare la qualità dei loro vini, i successi raggiunti e le potenzialità internazionali". "Il Gambero Rosso - aggiunge- conferma il suo ruolo unico di player capace di scoprire, comunicare e promuovere le eccellenze".


lunedì 28 ottobre 2019

Bukovsky è morto

[La gente non conosce le loro idee, ma riconosce le loro facce. Serge Halimi] Vladimir Bukovsky, lo scrittore e dissidente del regime sovietico che negli anni '70 denunciò gli abusi psichiatrici a cui erano sottoposti i prigionieri politici in Urss, è morto. Considerato "un eroe di grandezza quasi leggendaria dal movimento dissidente", come ricorda il New York Times, Vladimir Konstantinovich Bukovsky, è morto domenica sera per un arresto cardiaco a Cambridge, in Inghilterra, a 76 anni. Lo ha reso noto il Bukovsky Center, che ha sede negli Stati Uniti e che gestisce la memoria dell'ex dissidente. L'uomo era ricoverato all'Addenbrooke Hospital di Cambridge, ma le sue condizioni erano critiche da vari anni. Bukovsky fu il prigioniero politico sovietico più famoso negli anni '70 e uno dei primi a denunciare il fatto che i dissidenti venissero rinchiusi negli ospedali psichiatrici in Urss. Rimesso in libertà dopo dodici anni di reclusione, nel 1976 era stato scambiato con il capo del partito comunista cileno Luis Corval'n, che era stato arrestato dal dittatore Augusto Pinochet; ed era stato trasferito in Gran Bretagna, dove viveva da allora. Dopo il crollo dell'Urss, Vladimir Bukovsky aveva lavorato per un po' con le autorità russe ma poi si era nuovamente allontanato da esse ed anzi era entrato in aperta opposizione con il Cremlino. Nel 2008, non era riuscito a candidarsi alla presidenza russa perché aveva la doppia nazionalità russa e britannica. 

Chi andrà alla casa bianca?/ 12

[Non c'è nulla di più spregevole dei giornalisti che amano il loro mestiere.  Arno Schmidt] Donald Trump allo stadio Nationals Park di Washington in occasione della quinta partita del World Series di baseball. Accompagnato dalla First Lady Melania Trump, Trump ha incassato un sonoro 'buu' dal pubblico quando la sua presenza è stata annunciata dallo speaker. Numerosi anche coloro che gridato 'lock him up', 'arrestatelo''. Lock her up' era la frase 'preferita' di Trump contro Hillary Clinton. Allo stadio erano presenti anche striscioni con 'Impeach Trump'.    L'ex segretaria di Stato Hillary Clinton ha denunciato che i russi "tengono gli occhi su qualcuno che attualmente è nelle primarie democratiche a la stanno preparando per diventare la candidata di un partito terzo" per dividere gli elettori liberali e aiutare la rielezione di Donald Trump. "È la favorita dei russi" ha aggiunto, senza fare il nome della candidata, che però è stata identificata dai media Usa nella deputata delle Hawaii Tulsi Gabbard. Lei replica: "Accuse vigliacche". Definisce poi l'ex first lady di essere "la regina dei guerrafondai" e di orchestrare una campagna "per distruggere la mia reputazione".  Il 50% degli americani è favorevole all'impeachment di Donald Trump e alla sua rimozione dalla Casa Bianca. È quanto emerge da un sondaggio della Cnn, secondo il quale le donne sono a più a favore degli uomini per la messa in stato di accusa del presidente e per la sua rimozione. Le donne sono il 56% contro il 44% degli uomini. Donald Trump ha detto ai cronisti di non sapere cosa stia succedendo al dipartimento di Giustizia con l'indagine sulle origini del Russiagate e che lascerà l'inchiesta all'attorney generale William Barr. La dichiarazione segue la notizia che l'indagine da amministrativa è diventata penale. Questo significa che i dirigenti e gli ex dirigenti dell'Fbi e del dipartimento di giustizia eventualmente coinvolti rischiano un'incriminazione e che aumenteranno i poteri di raccogliere prove dell'attorney John Durham - titolare dell'inchiesta - anche con mandati emessi da un grand Giurì per acquisire documenti e testimonianze.  Il presidente americano Donald Trump ha deciso che il New York Times e il Washington Post non saranno più distribuiti ogni mattina alla Casa Bianca. “Non abbiamo rinnovato gli abbonamenti”, ha dichiarato la portavoce del presidente Usa Stephanie Grisham. “Si tratta di un risparmio considerevole per i contribuenti”, ha aggiunto parlando del costo delle copie dei due quotidiani americani definiti “nemici del popolo” da Trump. Il presidente Usa già lunedì si era scagliato nuovamente contro il NYT parlando a Fox News: “Non lo vogliamo più alla Casa Bianca. Probabilmente taglieremo l’abbonamento e anche quello al Washington Post. Sono dei fake”. Stephanie Grisham ha precisato al Wall Street Journal che la Casa Bianca pretende che anche tutte le agenzie federali chiudano i loro abbonamenti ai due giornali. “Sono convinto che i giornalisti del New York Times e del Washington Post continueranno a fare giornalismo di qualità senza preoccuparsi se il presidente li legga”, ha detto il presidente dell’associazione dei corrispondenti alla Casa Bianca Jonathan Karl. [segue] 

domenica 27 ottobre 2019

Il ritorno dei peronisti

[I clichés giornalistici migrano da media a media. Dimitri Lyubosvetov] A spoglio non ancora concluso, è ormai certa la vittoria del peronista Alberto Fernandez alle elezioni argentine. Il suo consenso è ormai oltre il 47 per cento e il presidente uscente argentino Maurizio Macri si è felicitato con lui per la vittoria e "la grande elezione fatta". Nel quartier generale del suo movimento Cambiemos a Buenos Aires, Macri ha annunciato di aver invitato a pranzo Fernandez alla Casa Rosada per concordare "una transizione ordinata per il benessere di tutti gli argentini". Folla in strada celebra il ritorno dei peronisti al potere. L'economia argentina ha registrato ad agosto un calo del 3,8 per cento rispetto allo stesso mese del 2018 secondo dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica (Indec). Il rilevamento indica inoltre un calo dell'1 per cento rispetto al mese precedente, mentre nei primi otto mesi dell'anno la riduzione dell'attività è pari al 2,3 per cento nel computo su anno. A trascinare al ribasso l'indice sono soprattutto le voci relative a intermediazione finanziaria (-16,4 per cento), commercio (-8,8 per cento), industria manifatturiera (-6,6 per cento), costruzione (-4,6 per cento), servizi sociali (-3,6 per cento), luce/acqua/gas (-3 per cento), turismo (-2,1 per cento), trasporti e comunicazioni (-1,6 per cento). In attivo invece le voci relative ad agricoltura/allevamento/pesca (+6,5 per cento), e attività estrattiva (+3,8 per cento). Il rilevamento dell'ottavo mese del 2019 tiene conto della forte volatilità scatenatasi dopo le elezioni primarie dell'11 agosto sfociata tra le altre cose in una svalutazione della moneta di oltre il 25 per cento e nell'impennata del differenziale misurato con i titoli del Tesoro statunitense, passato da 800 ad oltre 2500 punti. In tale contesto il governo si è visto obbligato a varare un pacchetto di misure eccezionali per attenuare l'impatto della svalutazione e della conseguente inflazione sui salari. L'acuirsi repentino della crisi economica e finanziaria ha portato inoltre alla rinuncia del ministro delle Finanze, Nicolas Dujovne, sostituito da Hernan Lacunza, ministro tuttora in carica. Nell'ultimo rapporto sulle proiezioni dell'economia mondiale (World economic outlook) l'Fmi prevede per l'Argentina una contrazione del Pil del 3,1 per cento nel 2019 ed un ulteriore calo dell'1,3 per cento nel 2020. Sul fronte dell'inflazione l'istituto finanziario multilaterale prevede un aumento dell'indice dei prezzi del 57,3 per cento quest'anno, la terza inflazione più alta al mondo, e del 39,2 per cento nel 2020. Unico miglioramento previsto è quello relativo al deficit della bilancia dei pagamenti che passerà secondo il Fondo monetario dal 5,3 del Pil al 1,2 per cento quest'anno e a un saldo positivo dello 0,3 per cento nel 2020. 

Most wanted è al Zawahiri

[Sarà perché le aziende consigliano una distanza di sicurezza che tutti gridano quando parlano al telefonino… poi va a finire tra qualche anno che alla gente cominceranno a spuntare cactus sulle orecchie e allora le ditte pronte con la risposta: "è perché non ha rispettato la distanza consigliata". Presto succede che dirotteranno un aereo con un telefonino: "fermi tutti o faccio un'interurbana". Beppe Grillo]  "Conosciamo già il successore del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, è già nei nostri sistemi". Lo afferma Donald Trump. Con la morte di Abu Bakr al Baghdadi, il 'ricercato numero uno' dagli Stati Uniti è ora il leader di al Qaida, l'inafferrabile medico egiziano Ayman Abdel Rahman al Zawahiri, unico ad avere 'l'onore' di una taglia da 25 milioni di dollari sulla testa offerta dal dipartimento di Stato Usa, proprio come al Baghdadi e, prima di lui, il suo predecessore ed ex capo Osama bin Laden. Al Zawahiri è ufficialmente il capo di al Qaida da quando la notte del primo maggio 2011 bin Laden fu ucciso in un blitz delle forze speciali Usa in Pakistan. Il medico egiziano, che ha 68 anni, è stato tra i fondatori di al Qaida alla fine degli anni Ottanta, e già numero 2. Come leader negli ultimi anni ha però dato più l'impressione di inseguire con affanno gli eventi che di dettare l'agenda della jihad globale. Di fatto, è stato messo in ombra proprio dall'Isis di al Baghdadi. La sua ultima 'apparizione' risale all'11 settembre scorso, 18esimo anniversario degli attentati contro l'America pianificati proprio da al Qaida.

Forse ucciso Abu Bakr al Baghdadi

[Finalmente sono un giornalista anch'io: ora i fatti non mi interessano più. Pat Buchanan] L’uomo più ricercato del mondo, il terrorista più pericoloso del pianeta, l'”emiro” dello Stato islamico (Isis) Abu Bakr al Baghdadi sarebbe stato ucciso dalle forze speciali americane in un raid in Siria nordoccidentale. Sono in corso verifiche, secondo i media Usa, ma gli ufficiali di Washington – tra i quali apparentemente anche il presidente Donald Trump – sono convinti, questa volta, di aver centrato l’obiettivo. Certo, quando si tratta di al Baghdadi il condizionale è d’obbligo: non è infatti la prima volta che l’emiro viene dato per morto. Ma, in questo momento, la sua scomparsa assumerebbe i caratteri dell’opportunità. Infatti, le ultime vicende della guerra siriana – con l’intervento turco e il parziale ritiro Usa – fanno temere un risorgere dalle sue ceneri della fenice Isis. Al Baghdadi è nato a Samarra il 28 luglio 1971, col nome di Ibrahim Awad Ibrahim. Abu Bakr al Baghdadi è, di fatto, un nome di battaglia. Avrebbe studiato l’Islam presso l’Università di al Azimiya, a Baghdad e, durante la guerra irachena del 2003, sarebbe diventato imam, aderendo ad al Qaida e diventando seguace del leader jihadista Abu Musab al Zarqawi. Nel confuso e violentissimo dopoguerra iracheno, al Baghdadi diventa l’emiro di Rawa, una carica informale nell’ambito dei jihadisti, che gli consente di far uccidere molti sostenitori delle forze della coalizione e del governo legittimo iracheno. Nel 2004, però, viene arrestato a Falluja dalle forze irachene e mandato dalle forze Usa presso il famigerato centro di detenzione di Camp Bucca, e poi a Camp Adder. Ma le autorità americane lo rilasciano presto, non ritenendolo un pesce grosso e aprendo così la strada a sospetti e illazioni. Il suo formale riconoscimento come numero uno dello Stato islamico dell’Iraq è del maggio 2010, quando Abu Bakr al Baghdadi viene nominato al posto di Abu Omar al Baghdadi, che nel frattempo era stato ucciso. Quattro anni dopo, a giugno 2014, al Baghdadi viene proclamato “califfo” dello Stato islamico e un mese dopo svolge un discorso presso la grande moschea al Nuri a Mosul. Si tratta di una carica non riconosciuta, come non verrà mai riconosciuto lo Stato islamico stesso ovviamente dalle entità statuali, ma neanche dalle autorità giuridiche islamiche riconosciute dalla comunità dei fedeli. Il suo “regno” è stato caratterizzato da violenza: attacchi terroristici contro gli sciiti, contro i cristiani, nei paesi occidentali. E, nelle aree dell’Iraq e della Siria controllate dall’Isis, violenze inenarrabili. A questo punto, al Baghdadi diventa l’uomo più ricercato del mondo, superando anche il leader di al Qaida, Ayman al Zawahiri. E comincia la grande caccia, nella quale viene dato più volte per morto o catturato. Come a novembre 2014, quando le forze irachene lo davano per ferito. O nel 2015, quando fonti ufficiali irachene avrebbero dato ancora una volta al Baghdadi come gravemente ferito, prima, poi ucciso a Ninive. Nel 2017, poi, furono i russi a sostenere di averlo ammazzato.Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha confermato oggi che Abu Bakr al Baghdadi è stato ucciso in un raid Usa in Siria. “Il terrorista numero uno al mondo Abu Bakr al Baghdadi è morto”, ha detto in un discorso dalla Casa Bianca. Al Baghdadi è morto “come un cane, come un codardo”, ha detto Trump, spiegando che il capo dello Stato islamico si è fatto esplodere uccidendo così anche tre bambini che erano con lui. “Era un uomo cattivo e violento ed è morto in maniera cattiva e violenta”, ha affermato il presidente. “È morto come un cane, è morto come un codardo”. “Ha fatto esplodere il suo giubbotto, facendo morire anche i bambini che erano con lui”, ha detto Trump, dopo aver annunciato che il “terrorista numero uno” al mondo era morto nel raid contro un compound. Baghdadi, quando si è fatto saltare in aria, era in una galleria. “La galleria è crollata con lui”, ha detto Trump. Il suo corpo è stato “dilaniato”, ma nonostante ciò “alcuni test hanno dimostrato con immediatezza e certezza che si trattava di lui”. Al Baghdadi “ha passato gli ultimi momenti nel terrore”, ha detto Trump. Le forze Usa, ha continuato il presidente, sono “rimaste nel compound per due ore” e hanno “portato via materiale sensibile”: piani futuri, “cose avevamo interesse ad avere”. L’azione, ha detto ancora Trump, s’è giovata anche dell’aiuto di altri paesi. “Voglio ringraziare la Russia, la Turchia Iraq e i curdi siriani”, ha detto.

sabato 26 ottobre 2019

Schiaffo a Bezos

[Siamo nati solo per consumare e quando non possiamo farlo, il mondo si riempie di frustrazione, povertà, autolimitazione ed autoesclusione. José MujicaIl Pentagono assegna a Microsoft il contratto cloud Jedi che vale fino a 10 miliardi di dollari. Lo annuncia il Dipartimento della Difesa. Amazon viene così battuta dopo essere stata in pole position per la maxi commessa a lungo. Il contratto Jedi è finito di recente nel mirino di Donald Trump, che si era impegnato a esaminare il processo di assegnazione dopo le lamentele di società come Microsoft e Oracle. Amazon fa capo a Jeff Bezos che ha anche il controllo del Washington Post, uno dei più 'odiati' da Trump. Nei giorni scorsi il segretario alla Difesa, Mark Esper, si era chiamato fuori dalla decisione sul contratto cloud Jedi visto che suo figlio lavora in una delle società che hanno presentato l'offerta. La decisione del Pentagono di assegnare la vittoria a Microsoft arriva a sorpresa per Amazon, considerata a lungo la favorita per aggiudicarsi la commessa del Joint Enterprise Defense Infrastructure. Amazon sembrava avvantaggiata, fino a quando Trump non ha iniziato a criticare Bezos, il proprietario del Washington Post, spesso definito dal presidente 'Amazon Washington Post'. Amazon si dice "sorpresa" dalla decisione del Pentagono di assegnare il maxi contratto cloud da 10 miliardi di dollari a Microsoft. Secondo indiscrezioni riportate dai media americani, il colosso di Jeff Bezos sta valutando le opzioni a sua disposizione, inclusa una possibile azione legale che potrebbe essere legata a presunte interferenze di Donald Trump. Amazon chiude il trimestre con risultati deludenti: l'utile arretra del 26% a 2,1 miliardi di dollari, in quello che è il primo calo dal 2017. I ricavi sono saliti del 24% a 70 miliardi di dollari. A pesare sono stati i significatici investimenti per ridurre i tempi delle consegne, ma il mercato non ha reagito bene. Nelle contrattazioni preapertura a Wall Street il titolo ha pero il 6,53%. 

In Gh Palermo solo sacrifici

[Socialismo non è altro che il doveroso proposito di non cacciare la testa nella sabbia delle cose metafisiche di fronte alle più urgenti esigenze della materia, della vita sociale, collettiva, bensì di mettersi al fianco di coloro che vogliono dare un senso alla terra, un senso umano. Thomas Mann] Ancora ammortizzatori sociali per Gh Palermo, nel periodo tra ottobre/novembre e maggio successivo, anche ai fini di un’eventuale ulteriore ricorso all’ammortizzatore sociale, in dal 01.11.2019 e scadenza alla data del 30.04.2020 (poi per due anni ci sarà la mobilità?); la riduzione oraria potrà essere applicata anche al personale part-time, fermo restando il limite, in caso di riduzione ad ore, che la prestazione lavorativa non possa risultare inferiore ad almeno n.4,00 ore di servizio, nella singola giornata interessata dalla riduzione oraria di solidarietà; l’entità della riduzione oraria è da intendersi “settimanale”, come media di distribuzione nell’arco periodale massimo mensile, ovvero anche lì dove la distribuzione della riduzione oraria non dovesse essere costante di settimana in settimana; i sindacati dimenticano che i mancati riposi non si conteranno più e tutti i dipendenti diranno di si, si lamenteranno diranno che i sindacati sono venduti che loro ormai sono merce di scambio. I figli stagionali per il loro silenzio.
Ci manca solo, cosa che succede da due anni in Aviapartner, che i dipendenti Gh iniziassero a raccogliere i soldi per un regalo natalizio al loro capo scalo.  Le parti espressamente prevedono, nell’arco del periodo di tempo di applicazione dell’accordo, il ridimensionamento della riduzione oraria massima di cui sopra, in corrispondenza delle punte di maggior operativo voli, con corrispondente minor ricorso all’integrazione salariale; è possibile inoltre, nella previsione espressa delle parti, applicare riduzioni inferiori, con corrispondente riduzione dell’integrazione salariale, in tutti i casi in cui dovrà essere assicurato un maggiore fabbisogno tecnico-produttivo, per esigenze di servizio, anche di natura eccezionale o non programmabile, ovvero in caso di acquisizione di più ampia attività, a qualsiasi titolo, da cui possa scaturire l’esigenza di un maggior impiego di personale;l’applicazione delle modalità di riduzione oraria così come le modifiche di ricorso alla riduzione oraria dovranno essere precedute da concertazione aziendale con le RSA e risultare da apposite programmazioni  di turni e/o ordini di servizio, soggette a verifiche da parte delle RSA; si prevede espressamente che, in caso di perdita di attività, per subentro di altro handler (Asc, infatti, è in fase di certificazione presso l’enac di Palermo, a gennaio sarà certificata, poi inizierà la caccia dei vettori),senza applicazione della “clausola sociale”, il contratto potrà essere risolto anticipatamente, a discrezione aziendale, a valere quale clausola risolutiva espressa tra le parti. In caso di acquisizione di attività, con obbligo di ricorso alla “clausola sociale”, le parti riconoscono l’obbligo delle assunzioni, che derivino dall’applicazione di tale previsione contrattuale, nelle forme e modalità che saranno oggetto di accordo specifico tra le parti. L’azienda, a richiesta sindacale, nel caso di differimento circa la liquidazione della quota di integrazione salariale, riferibile al Fondo del Trasporto Aereo, potrà riconoscere ai lavoratori interessati somme equivalenti, a titolo di anticipazione soggetta a restituzione, secondo modalità da convenirsi. Inoltre, in accoglimento della richiesta sindacale, l’azienda riconoscerà il ticket anche qualora la prestazione giornaliera dovesse risultare inferiore a n.6,00 ore, ma non a 4,00, per il solo ed esclusivo caso della riduzione oraria di solidarietà. Niente integrativo, ma forse il loro integrativo è proprio il riposo forzato. Se in estate troviamo spesso coordinatori, ros in stiva senza gli stagionali, che usciranno a fine mese, cosa succederà? I ritardi saranno biblici e gli organi preposti non sentono, non parlano, non vedono. 

Sciocolà celebra lo sport

[Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. Karl Kraus] Una Ferrari monoposto F2004 interamente realizzata in cioccolato, un pallone di volley in cioccolato bianco nelle mani dello zar Ivan Zaytsev, una scacchiera da mordere per un torneo a punti, un Museo del Louvre del Cioccolato dove ammirare delle sculture ovviamente in cioccolato. Modena si prepara ad ospitare la seconda edizione di Sciocolà, il Festival del cioccolato quest’anno dedicato al mondo dello sport che dal 31 ottobre al 3 novembre animerà la città. 50 maestri cioccolatieri e pasticceri da tutta Italia faranno apprezzare e conoscere il cioccolato in tutte le sue declinazioni in più di 100 stand espositivi sparsi per il centro cittadino. La realizzazione in scala 1:1 della Ferrari (20 quintali di cioccolato) è un omaggio a Michael Schumacher nel suo cinquantesimo compleanno a opera del cioccolatiere Mirco Della Vecchia e del suo team di maestri cioccolatieri. Il Louvre del Cioccolato, invece, sarà opera dal cioccolatiere Stefano Comelli. Il Premio Sciocolà d’oro, conferito a una personalità che si è particolarmente distinta nel proprio campo, sarà assegnato al pallavolista Ivan Zaytsev, conosciuto come “lo Zar”. Verrà inoltre realizzato un casco in onore di Marco Simoncelli e donato alla fondazione che porta il suo nome. La manifestazione a ingresso libero è promossa da Cna Modena, organizzata da SGP Events in partnership con Acai, patrocinata dal Comune di Modena e dalla Regione Emilia Romagna, con il contributo della Camera di Commercio di Modena.   

Truffa a Messina?

[Un reporter è un uomo che ha rinunciato a tutto nella vita, ad eccezione del mondo, della carne, e del diavolo. David Murray] Il pubblico ministero Antonio Carchietti ha notificato un maxi avviso di conclusione delle indagini preliminari con contestuale avviso di garanzia a 24 tra ex amministratori, dirigenti, revisori dei conti del Comune di Messina. L'inchiesta era partita a marzo 2017 per verificare la regolarità dei bilanci comunali successivi al periodo 2009-2011, ha messo sotto la lente di ingrandimento i bilanci dell'ente durante l'amministrazione di Renato Accorinti. Avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie, documenti e chiedere di essere interrogati l'ex sindaco di Messina Renato Accorinti, gli ex assessori Guido Signorino, Gaetano Cacciola, Eller Vainicher, Nina Santisi, Sergio De Cola, Daniele Ialacqua, Sebastiano Pino, Nino Mantineo, Patrizia Panarello, Filippo Cucinotta, i dirigenti del Comune Antonio Cama, Salvatore De Francesco, Giovanni Bruno, Vincenzo Schiera, Riccardo Pagano, Maria Canale, Domenico Manna, Antonella Cutroneo e Calogero Ferlisi, gli ex revisori dei conti Dario Zaccone, Federico Basile e Giuseppe Zingales e il direttore generale all'epoca dei fatti contestati, Antonio Le Donne.  L'ex presidente del Consiglio comunale di Messina Emilia Barrile è stata condannata a otto anni e tre mesi di carcere per corruzione nell'ambito del processo "terzo livello" che ha accertato l'esistenza di un comitato di affari composto da professionisti, politici ed esponenti della criminalità che gestivano la cosa pubblica messinese. La Procura, guidata da Maurizio De Lucia, ipotizzò a carico dei 17 rinviati a giudizio, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, induzione indebita, accesso abusivo a un sistema informatico e intestazione fittizia di bene. Un solo imputato è stato assolto. 

San Martino Puppet Fest

[Il più grande socialista di tutti i tempi fu Cristoforo Colombo: quando s'imbarcò, non sapeva dove andava; quando approdò, non sapeva dov'era; quando tornò, non sapeva dov'era stato; e tutto ciò con denaro preso in prestito. Karl Weber] Marionette, burattini, pupi e pupazzi saranno i protagonisti di dieci giorni di mostre, spettacoli, laboratori creativi, letture animate e visite guidate. È la seconda edizione del San Martino Puppet Fest che, dall'1 al 10 novembre, legherà in un ponte immaginifico le due ricorrenze d'autunno, la festa dei morti e San Martino. La manifestazione è ideata da Alfredo Mauceri e promossa dall'associazione "La compagnia dei pupari Vaccaro-Mauceri Siracusa" con il patrocinio gratuito del Comune di Siracusa; la direzione artistica è affidata al burattinaio e ricercatore Albert Bagno. Il festival si snoderà tra il teatro Alfeo, dove sono in programma gli spettacoli di teatro di figura e dei pupi, e il museo dei pupi, dove si svolgeranno le visite guidate alla scoperta del mondo dei pupi, i laboratori creativi e le letture animate. "Due luoghi di interesse storico-artistico che si trovano nella Giudecca, palcoscenico en plein air delle giornate di apertura e di chiusura del festival", dicono organizzatori.

Chiude pizzeria Impastato

[Come sarebbe bello il socialismo senza i socialisti. Filippo Turati] Cessazione dell'attività per la pizzeria Impastato, gestita dalla moglie di Giovanni Impastato, il fratello di Peppino, il militante di Democrazia Proletaria ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978. Il provvedimento è stato emesso dal Suap di Carini, a seguito di un esposto anonimo che avrebbe fatto scattare i controlli di Polizia municipale di Carini, Guardia di Finanza, e Asp Palermo. Le contestazioni mosse sono diverse: licenze rilasciate dal Comune di Cinisi invece che da Carini, che ha competenza territoriale, carenze igienico-sanitarie, modifiche strutturali non autorizzate e presunte irregolarità sugli scontrini fiscali. L'area sulla quale insiste la pizzeria, sulla statale 113, nei pressi dello svincolo autostradale, è nel comune di Carini, ma le licenze per la somministrazione delle bevande alcoliche e quella per la tabaccheria sono state inspiegabilmente rilasciate diversi anni fa dal comune di Cinisi. "Si tratta di una chiusura provvisoria - spiega Giovanni Impastato - quelle licenze furono rilasciate a mio padre oltre 60 anni fa dal comune di Cinisi perché allora si pensava che metà del locale fosse in territorio di Cinisi, quindi mio padre chiese al nostro comune. Oggi, scopro, a seguito di questi controlli, che siamo a Carini, quindi è un problema di confini. Polizia municipale e comune di Carini mi hanno detto che l'immobile ricade nel loro territorio, di conseguenza ci dobbiamo adeguare".

Cioccolato all'olio d'oliva

[Il crollo del socialismo in alcuni paesi non significa che abbia fallito: ha perso una battaglia. Fidel Castro] Un cioccolato 'speciale' a cui viene aggiunta oleouropeina, una sostanza estratta dall'olio extravergine d'oliva, fa anche bene ai diabetici: riesce infatti a evitare l'incremento della glicemia che si avrebbe dopo aver consumato un normale cioccolato e consente perciò ai pazienti di gustare questo alimento senza dover ricorrere ai prodotti senza zucchero. Due quadretti di cioccolato 'all'olio d'oliva' sono perciò una trasgressione sana, perché il cacao, in quantità moderate, può ridurre il rischio cardiovascolare grazie ai suoi effetti antiossidanti. Normalmente i diabetici devono accontentarsi di prodotti speciali senza zucchero, perché quello contenuto in cioccolatini, tavolette e creme fa alzare troppo la glicemia. Il nuovo cioccolato è stato messo a punto da ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Mediche dell'università La Sapienza di Roma: contiene oleuropeina, una sostanza derivata dall'olio extravergine d'oliva che contribuisce a tenere bassa la glicemia. Mangiare 40 grammi di questo cioccolato 'all'olio d'oliva' non modifica in alcun modo la glicemia come accadrebbe con altri tipi di cioccolato: lo dimostra lo studio sperimentale appena pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, secondo cui il nuovo cioccolato consentirà anche ai diabetici di sfruttare le potenziali capacità benefiche del cioccolato, per esempio l'attività antiossidante e protettiva sul sistema cardiovascolare.    Il nuovo cioccolato è stato sperimentato su 25 pazienti con diabete di tipo 2 e 20 soggetti sani che sono stati invitati a consumare 40 grammi di crema al cacao e nocciole, normale oppure arricchita con il 4 per cento di oleuropeina. "I risultati mostrano che nei diabetici il consumo di cioccolato all'olio d'oliva riduce il picco glicemico che si ha due ore dopo l'ingestione del cioccolato senza oleuropeina: la glicemia media dopo il consumo di 40g di cioccolata è di 140 mg/dl, dopo aver mangiato quella arricchita con oleuropeina scende a 125 mg/dl - spiega Francesco Violi, coordinatore dell'indagine, professore ordinario di Medicina Interna dell'università La Sapienza di Roma e presidente del Collegio dei Docenti Universitari di Medicina Interna (COLMED) - Non solo, il cioccolato 'speciale' permette un miglior utilizzo del glucosio. L'oleuropeina è stata identificata da Francesco Violi in studi precedenti ed è responsabile dell'effetto protettivo dell'olio extravergine d'oliva sul metabolismo: contenuta in olive e foglie d'olivo, evita gli sbalzi di glicemia dopo mangiato che nei diabetici sono assai spiccati e che contribuiscono a un peggioramento dell'arteriosclerosi e quindi a un aumento del rischio di infarto e ictus. 

I media premiano i vini italiani

[Radiamo al suolo le foreste, le vere foreste, e costruiamo foreste anonime di cemento. José Mujica]La Famiglia Tedeschi produce vini eleganti e strutturati, dotati di grande personalità e tipicità, caratteristiche che hanno conquistato la stima delle più prestigiose testate internazionali a partire proprio da quelle targate Usa. Riconoscimenti che non arrivano soltanto per l’Amarone ma anche per i Valpolicella e il Valpolicella Ripasso che grazie ad una forte identità ed una spiccata eleganza conquistano mercato e stampa. Si inizia con Wine Spectator che premia l’Amarone della Valpolicella Classico Capitel Monte Olmi Riserva annata 2012 con un punteggio di 92/100, mentre per l’annata 2015 l’Amarone della Valpolicella Marne 180 ottiene 91/100; sempre la rivista americana attribuisce un punteggio di 90/100 a tre vini – l’annata 2015 del Valpolicella Superiore Maternigo e del Valpolicella Classico Superiore La Fabriseria e il Capitel San Rocco del 2016. Wine Advocate, invece, assegna 96 punti all’Amarone della Valpolicella Classico Riserva La Fabriseria annata 2011, 95 all’Amarone della Valpolicella Capitel Monte Olmi Classico Riserva annata 2012, 94 all’Amarone della Valpolicella Marne 180 annata 2015; il Valpolicella Classico Superiore La Fabriseria annata 2015 ottiene 92 punti mentre per il Valpolicella Superiore Maternigo annata 2015 e il Valpolicella Ripasso Capitel San Rocco annata 2016, il punteggio è di 90. Spostandoci in Europa, Falstaff attribuisce 94 punti all’annata 2017 del Capitel San Rocco Valpolicella Ripasso Superiore DOC e al Fabriseria Valpolicella Classico Superiore DOC del 2016, 92 punti al Valpolicella Superiore Maternigo annata 2016 e 90 punti al Valpolicella Superiore Capitel Nicalò 2017, portando l’azienda ai vertici delle classifiche della rivista. Risultati estremamente significativi per l’azienda veronese, a conferma di come il percorso di ricerca intrapreso sulla zonazione e sulla valorizzazione dei singoli vigneti di proprietà si stia rivelando la scelta vincente. Infine, Tedeschi accelera sui mercati internazionali e in particolare negli Stati Uniti dove debutta con un riscontro più che positivo attraverso la distribuzione diretta.

giovedì 24 ottobre 2019

A Tohti il premio Sakharov

[Gesù fu il primo socialista, il primo che cercò di ottenere migliori condizioni di vita per l'umanità. Michail Gorbaciov] È Ilham Tohti, economista uiguro che lotta per i diritti della sua minoranza in Cina il vincitore del premio Sakharov 2019 per la libertà di pensiero che ogni anno viene conferito dal Parlamento europeo. Lo si apprende a Strasburgo. Il "parlamento ha deciso di assegnare il premio Sakharov per la libertà di pensiero a Ilham Tohti". Lo ha annunciato oggi in Plenaria il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, ricordando che l'economista uiguro "è stato imprigionato a vita". "Chiediamo che venga immediatamente rilasciato dalle autorità cinesi", ha detto Sassoli riscuotendo un applauso della plenaria.

Italia a crescita zero

[Lo zitello, a differenza della zitella, crede che la sua sia una libera scelta. Lina Sotis]  Il Fmi rivede al ribasso le stime per il pil italiano sia per quest'anno sia per il 2020. Dopo il +0,9% del 2018, per il 2019 la crescita è prevista a zero, ovvero 0,1 punti percentuali in meno sia rispetto alle previsioni di luglio sia a quelle di aprile. Per il 2020 la crescita è attesa a +0,5% (-0,3 punti su luglio e -0,4 su aprile). A pesare, afferma il Fondo, è l'"indebolimento della domanda interna, un minore impulso si bilancio e un contesto esterno più debole". Per l'Italia è "particolarmente essenziale" un impegno "credibile" per un calo del debito pubblico nel medio termine dice il Fondo. Il Fondo stima un debito pubblico in aumento al 133,2 nel 2019 dal 132,2% del 2018. Nel 2020 salirà ancora attestandosi al 133,7%, per poi raggiungere il 134% nel 2024. Il deficit è previsto scendere al 2,0% del pil quest'anno dal 2,1% del 2018. Nel 2020 sarà al 2,5% e raggiungerà il 2,6% nel 2024.Il Fmi taglia le stime di crescita di Germania e Francia e  Gb. Nel 2017 l'economia non osservata vale circa 211 miliardi di euro, il 12,1% del Pil. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat in cui si precisa che l'economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro e le attività illegali a circa 19 miliardi. Le stime per il 2017 confermano la tendenza alla riduzione dell'incidenza sul Pil della componente non osservata dell'economia dopo il picco del 2014 (13,0%). Le unità di lavoro irregolari nel 2017 sono 3 milioni 700 mila, in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016. L'aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato (-0,7% rispetto al 2015). Più in dettaglio, nel 2017 il valore aggiunto generato dall'economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco meno di 211 miliardi di euro (erano 207,7 nel 2016), con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente, segnando - spiega l'Istat - una dinamica più lenta rispetto al complesso del valore aggiunto, cresciuto del 2,3%. L'incidenza dell'economia non osservata sul Pil si è perciò lievemente ridotta portandosi al 12,1% dal 12,2% nel 2016, e confermando la tendenza in atto dal 2014, anno in cui si era raggiunto un picco del 13%. La diminuzione rispetto al 2016 è interamente dovuta alla riduzione del peso della componente riferibile al sommerso economico (dal 11,2% al 11,1%), mentre l'incidenza dell'economia illegale resta stabile (1,1%). Guardando alla composizione dell'economia non osservata, ovvero il peso percentuale che ciascuna componente ha sul totale dell'economia non osservata, la correzione della sotto-dichiarazione del valore aggiunto risulta essere la componente più rilevante in termini percentuali: nel 2017 pesa il 46,1% (+0,3 punti percentuali rispetto all'anno precedente). Il valore aggiunto generato dall'impiego di lavoro irregolare costituisce la seconda componente in termini di peso sul totale, attestandosi nel 2017 al 37,3% (-0,5 punti percentuali rispetto al 2016). L'Istat evidenzia una tendenza al calo del peso di questa componente dal 2014, quando si è registrato un valore pari a 38,2%. L'incidenza delle altre componenti dell'economia sommersa (mance, fitti in nero e integrazione domanda-offerta) si attesta al 7,6%, rimanendo sostanzialmente stabile rispetto al 2016. Il peso delle attività illegali invece presenta un andamento crescente dal 2014. In particolare, aumenta di 0,3 punti percentuali rispetto al 2016, portandosi nel 2017 al 9,0%. L'incidenza del lavoro irregolare, rileva l'Istat, è più elevata nel settore dei servizi (16,8%) e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli altri servizi alle persone (47,7%) dove la domanda di prestazione lavorative non regolari da parte delle famiglie è rilevante. Molto significativa risulta la presenza di lavoratori irregolari anche in agricoltura (18,4%), nelle costruzioni (17,0%) e nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (15,8%). In termini assoluti, nel comparto del commercio e quello degli altri servizi alle persone sono impiegate il 61% del totale delle unità di lavoro non regolari (il 63,9% delle Ula dipendenti e il 54,1% delle Ula indipendenti). Nell'industria in senso stretto, dove la diffusione del lavoro irregolare è contenuta (7,6%), il comparto della produzione di beni alimentari e di consumo presenta il tasso di irregolarità più elevato (9,3%). Il confronto tra settori evidenzia che in agricoltura l'incidenza del lavoro irregolare dipendente è quasi 5 volte superiore a quello del lavoro indipendente (rispettivamente 38,3% e 7,8%), mentre negli altri servizi alle imprese e nel comparto istruzione, sanità e assistenza sociale, il tasso di irregolarità degli indipendenti è oltre il doppio di quello dei dipendenti.

Juve piena di debiti

[Ogni uomo dotato di ragione potrebbe essere un socialista moderato. Thomas Mann] L'effetto Cristiano Ronaldo pesa come un macigno sui conti della Juve. L'ultima semestrale di Exor, la holding che detiene il 63,77% del club, mette a nudo i conti bianconeri, decisamente appesantiti dall'ingaggio del portoghese: i debiti finanziari netti hanno toccato i 464 milioni, con una crescita di 154 mln in un solo anno; il patrimonio netto è passato da 72 a 32 milioni e il bilancio bianconero si chiuderà con un passivo intorno ai 40.  La Champions a tutti i costi per frenare un indebitamento netto in costante crescita negli ultimi tre esercizi, con i debiti dei campioni d'Italia che sono 14,5 volte il patrimonio netto del club. È la stessa Exor, in una nota, ad ammettere come la grande ossessione del popolo bianconero serva a far quadrare i conti. "L'esito della Champions League - ha spiegato Exor nella sua relazione influenzerà in maniera significativa il risultato economico dell'esercizio 2019-2020, che al momento è previsto si chiuda in perdita". Se sul piano dell'immagine l'acquisto di CR7 è stato un successo strepitoso, lo è meno per quanto riguarda i conti, anche perché il suo arrivo ha fatto alzare ulteriormente l'asticella con conseguente innalzamento dei costi di gestione della rosa (294 milioni). “A febbraio c’è stato un prestito di 175 milioni con lo scopo di dotare la società di risorse finanziarie. Oltre all’approvazione del bilancio chiediamo agli azionisti un aumento di capitale da 300 milioni dedicato al piano di sviluppo fino al 2023-24 con gli obiettivi di mantenere la competitività sportiva, incrementare ricavi e dare visibilità al brand”. Lo ha detto il presidente della Juventus, Andrea Agnelli aprendo i lavori dell’assemblea degli azioni della Juventu. “I numeri – continua – sembrano enormi confrontati con la realtà italiana, ma dobbiamo guardare alla realtà europea. Lo United ha chiesto risorse agli azionisti per 450 milioni di sterline, il Real nel marzo 2019 ha chiesto risorse per 600 milioni di euro, il Tottenham ha rifinanziato un debito per più di 500 milioni sterline, lo stesso United ha emesso obbligazioni per circa un milione di sterline.Il nostro mercato di riferimento è l’Europa non l’Italia”.

Roma domani bloccata

[I difetti di una moglie devono essere corretti o sopportati: chi riesce a correggerli rende la moglie più sopportabile, chi li sopporta rende migliore se stesso. Marco Terenzio Varrone] Bus, treni e aerei: la giornata di domani si profila un venerdì nero sul fronte degli scioperi. Roma, in particolare, è a rischio paralisi per la protesta di tutte le municipalizzate. L'Ama non assicurerà la raccolta dell'immondizia. A fermarsi a livello nazionale ci sono anche i treni, dalle 21 di questa sera alla stessa ora di domani,  e i controllori di volo. Quest'ultimi incroceranno le braccia dalle 13 alle 17. Per l'agitazione dei sindacati di base non mancheranno disagi nella scuola e nemmeno nella giustizia per la mobilitazione degli avvocati. Le Ferrovie dello Stato hanno fatto sapere che circoleranno regolarmente le Frecce di Trenitalia. Lo sciopero va dalle 21 di giovedì 24 ottobre alle 21 di venerdì 25 ottobre. Saranno inoltre garantiti i collegamenti regionali nelle fasce pendolari (6.00-9.00 e 18.00-21.00). Anche nel resto della giornata - prosegue la nota -, Trenitalia si impegna ad assicurare la quasi totalità dei collegamenti, con possibili leggere modifiche al programma dei treni. Sarà assicurato il collegamento fra Roma Termini e l'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. Garantiti tutti i convogli elencati nell'apposita tabella dei treni previsti in caso di sciopero, consultabile sull'orario ufficiale di Trenitalia e sul sito web trenitalia.com.Il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ha autorizzato una ulteriore proroga per la presentazione dell'offerta vincolante per la nuova Alitalia al 21 novembre 2019. La proroga, si legge in una nota del Ministero, è subordinata a due condizioni: intervento diretto dei commissari e immediato confronto con gli offerenti; una richiesta di aggiornamento quotidiano sullo stato di avanzamento dei lavori. Quello di domani, venerdì 25 ottobre, sarà l’ennesimo venerdì nero sul fronte dei trasporti. Cub, Sgb, Si-Cobas, Usi-Cit hanno proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata nel trasporto aereo, ferroviario (dalle 21 di stasera), trasporto pubblico locale, marittimo e autostradale (dalle 22 di stasera). Fermi anche i lavoratori Alitalia aderenti all’Usb (piloti, assistenti di volo e personale di terra), all’Anpac, Anpav (piloti e assistenti di volo per 4 ore dalle 10 alle 14) e Anp (per 4 ore dalle 10 alle 14). Le categorie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl si fermeranno per 4 ore, dalle 13 alle 17, all’Enav.
Filt-Cgil, Fit-Cils e Ugl-Ta hanno proclamato uno stop di tutta la giornata anche dell’handling degli aeroporti milanesi. Fs ha già fatto sapere che circoleranno regolarmente le Frecce di Trenitalia e saranno garantiti i collegamenti regionali nelle fasce pendolari (6-9 e 18-21). Alitalia ha cancellato 240 voli e attivato un piano straordinario di riprotezione dei passeggeri, assicurando che opereranno regolarmente quelli nelle fasce garantite dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

mercoledì 23 ottobre 2019

A Gh Palermo nulla, niente!

[Ritengo gli uomini capaci di tutto; per questo non mi sono sposata. Jutta Heine] Appresa la notizia che Gesap e sindacati avevano chiuso il contratto integrativo (premio produzione) i dipendenti della Gh (azienda di handling partecipata da Gesap al 20%) si sono indignati, un bel gruppo addirittura si sarebbe anche cancellato dal sindacato. I più arrabbiati sono i famosi 100 ex Gesap passati con Gh nel 2005, che dicono sempre che loro sono tutelati. Quando capiranno che non è così? Sarà troppo tardi! Ma è bene ricordare che gli integrativi si possono creare e applicare solo quando l’azienda porta in bilancio utili, più utili realizza più alto può essere il premio. Gh nel 2018 ha avuto utili per 15.000 euro. Il risultato d’esercizio 2017 riporta un utile di 77.470 Milan euro. Cifre irrisorie per parlare di integrativo, probabilmente i sindacati punteranno a un più corposo buono pasto. Di sicuro la Gh Palermo ha comunicato  ai propri dipendenti che dovranno pagare il parcheggio. Il sei novembre partirà la trattativa per l’integrativo in Gh. Certo moralmente non ha senso che chi metaforicamente si annaca debba prendere un premio, mentre chi si spacca la schiena (pioggia, caldo, vento ... ros, coordinatori che ti scassano i cabasisi) non debba avere nulla. Importante è fare partire i voli in orario, perlomeno provarci. Un apt cresce se aumentano i passeggeri gestiti dagli handlers, dunque sarebbe il caso di ripensare, rivedere la politica dei premi produzione. Un gestore senza handling è una entità astratta. La Gesap ha stanziato una somma, una tantum e irripetibile, pari ad € 250.000, a valere per l’anno 2018, da destinare a iniziative di welfare aziendale. In buona sostanza si traduce nel l’attribuzione di opere, servizi o, in taluni casi, somme sostitutive (benefit). 850 € a lavoratore a tempo pieno riproporzionando per i lavoratori a tempo parziale. Ai primi 70 lavoratori tra impiegati e operai con maggiore presenza un importo ulteriore di 390 €. Sono esclusi i dirigenti. Poco importa se l’aeroporto in estate ha problemi di black aut energetici, che l’aria condizionata spesso è guasta, che quando piove è un problema anche per chi sta al bhs ... importante è premiare per i risultati raggiunti. Dopo la Gh Palermo si parlerà di integrativo anche in Aviapartner. A essere onesti l’anno scorso l’azienda ha dato ai propri dipendenti 20/16 buoni pasto da 10€. Inoltre un pacco natalizio abbondante, quest’anno dovrebbe essere confermato tutto, con l’aggiunta che, dopo l’ultima trattativa sindacale, l’azienda ha offerto un cena. Dobbiamo dare atto che l’attuale capo scalo ha fatto più del dovuto, se consideriamo che Punta Raisi per Aviapartner resta uno scalo stagionale. Non è stata aperta nemmeno la cig. Tutto questo senza l’intervento del sindacato. Certo poi il capo scalo di Aviapartner si innamora delle sue idee, e le donne credono in quello che fanno: tanto è vero che i turni di donMariano sono indiscutibili. Che poldo è un buon capoturno, che nove ros è il numero esatto per un handling stagionale. Ma è risaputo che le donne hanno sempre ragione. 

Bolivia in bilico

[I socialisti credono in due cose che sono assolutamente differenti, e forse persino contraddittorie: la libertà e l'organizzazione. Elie Halevy] Dopo oltre 48 ore di polemiche sull’esito delle elezioni presidenziali in Bolivia, torna in discussione la vittoria al primo turno del capo di Stato uscente, Evo Morales. Dopo lo scrutinio del 96% delle schede, Morales dispone di un vantaggio di 9,36 punti percentuali sul suo principale avversario Carlos Mesa, uno scarto insufficiente per garantirgli la rielezione al primo turno. Intanto, per sgombrare il campo dai sospetti di brogli, denunciati a gran voce dall’opposizione, il governo della Bolivia ha invitato l’Organizzazione degli Stati americani (Oas) a procedere a un controllo dei voti. “Qualunque sia il risultato, il governo l’accetterà”, ha dichiarato il ministro degli Affari esteri, Diego Pary, durante una conferenza stampa.

Porti italiani ultimi

["Che sta entrando?" / "Ti dirò io che sta entrando" / "Il Socia-lismo sta en-trando." Ezra Pound] I porti italiani fanalino di coda del Mediterraneo: perdono quote di mercato mentre gli altri ne guadagnano. Le disconnessioni e le riforme incompiute ne bloccano la competitività, frenando la crescita del Paese: se il traffico portuale italiano crescesse anche solo del 5%, come quello spagnolo, genererebbe 775 milioni di valore aggiunto e circa 7.600 posti di lavoro, con un incremento del fatturato del complesso delle attività che gravano attorno al porto di oltre 2 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto Isfort presentato al quinto Forum di Conftrasporto-Confcommercio, che descrive una Italia in netta controtendenza rispetto al complesso della portualità mediterranea. Negli ultimi 10 anni, infatti, mentre gli altri porti del Mar Mediterraneo rosicchiavano a quelli del Nord Europa, che restano i padroni, circa il 7% delle quote di mercato continentale, il sistema italiano ne perdeva il 2%, passando da una quota dell’8% al 6%. Non solo: guardando al canale di Suez, tra il 2011 e il 2018 le tonnellate di merce in transito sono aumentate del 42% mentre i porti italiani hanno fatto registrare solo un +2%. Anche sul fronte dei container, tra il 2005 e il 2017 la crescita del traffico degli scali di tutto il Mediterraneo è stata del 46% mentre quella del sistema portuale italiano solo della metà (+23%). Burocrazia e ritardo digitale inceppano il sistema, accusa Conftrasporto sottolineando come non sia ancora stato varato lo sportello unico doganale, atteso da 16 anni: ci vogliono 68 istanze da trasmettere a 18 amministrazioni diverse per svincolare le merci in import/export, un ritardo digitale che rallenta tutto il sistema. Andrebbe quindi promossa l’integrazione tra le operazioni doganali e le innovazioni sviluppate a supporto dell’efficienza della logistica.

Torna Zagara d'Autunno

[Castro è pazzo: il suo socialismo non è altro che una versione sadica di Marx. Alina Castro] Tutto pronto per la Zagara d'Autunno, la mostra mercato dedicato al florovivaismo che riporta a Palermo oltre sessanta vivaisti, una grande mostra ed eventi dedicati alle piante ed all' ambiente. L'evento, previsto nell'ultimo week end di ottobre, dalla mattina di venerdì 25 al pomeriggio di domenica 27, è ormai un appuntamento fisso per gli appassionati di cultura verde e giardinaggio. Quest'anno, spiega il direttore Rosario Schicchi, la mostra sarà dedicata al mondo dell'ulivo e dell'olio, al cambiamento climatico ed al ruolo fondamentale di questa pianta nella riduzione della co2 in atmosfera. La mostra, curata da Paolo Inglese, Silvia Fretto, Tiziano Caruso e Rosario Schicchi, sarà inaugurata alle 10 di venerdì. Ampio spazio sarà dato anche alla scoperta del patrimonio degli ulivi monumentali siciliani.    Il titolo dell'esposizione "Olive e oli d'Italia" vuole sintetizzare l' attenzione al complesso settore, cardine della cultura mediterranea, che ruota attorno alla produzione delle olive da mensa e da olio, nelle sue numerose varietà coltivate.    All'interno del Gymnasium ci sarà l'esposizione di olive ed oli italiani afferenti a circa 100 cultivar, con schede tecniche, pannelli esplicativi e foto di ulivi monumentali; all'esterno sarà attivo un mini frantoio messo a disposizione dagli oleifici Barbera, per la dimostrazione della molitura delle olive a freddo. I visitatori potranno partecipare ai laboratori per la preparazione delle olive da mensa e alla degustazione guidata di diversi olii delle differenti DOP siciliane, ma anche toscane e calabresi a cura di alcuni docenti dell'università di Palermo e dell'Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia. Un momento speciale sarà dedicato alla degustazione di pane ed olii d' eccellenza, secondo le più genuine tradizioni contadine. Prevista anche una esposizione della collazioni di agrumi proveniente dal giardino della Kolymbetra di Agrigento che sarà allestita nella piccola casa del Papiro. Si prevedono le consuete eccellenze nelle adesioni dei vivaisti - spiegano gli organizzatori della Zagara - sessantacinque tra Italia ed estero, con un numero totale di visitatori che oramai si attesta attorno ai 15 mila ingressi in tre giorni. Nell'ambito della manifestazione sono previste anche presentazione di libri, conferenze e momenti culturali che si svilupperanno attorno al tema del giardino mediterraneo e della biodiversità vegetale. 

La Siria invasa

[Chissà perché tutte le malattie mentali cominciano per PSI: psicopatico, psicotico... Roberto Benigni] "Grande successo al confine fra Turchia e Sira. Una zona sicura è stata creata. Il cessate il fuoco ha retto e le missioni di combattimento sono finite. I curdi sono al sicuro e hanno lavorato molto bene con noi. I prigionieri dell'Isis catturati sono al sicuro", ha twittato Donald Trump. Le forze russe hanno attraversato il fiume Eufrate attorno a mezzogiorno (le 11 in Italia) e si dirigono verso la frontiera tra Siria e Turchia come previsto dall'accordo raggiunto ieri a Sochi da Putin ed Erdogan: lo riferisce il ministero della Difesa russo citato dalle agenzie Tass e Interfax.  "È troppo presto per giudicare il risultato dell'accordo tra Erdogan e Putin" sulla Siria. Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in una conferenza stampa in vista della riunione dei ministri della Difesa della Nato di domani. Stoltenberg ha poi stimato che dopo l'accordo tra gli Usa e la Turchia si sono visti sviluppi "incoraggianti" per "una riduzione significativa della violenza", ed ha richiamato "all'urgente necessità di una soluzione politica negoziata" per la Siria. I combattenti curdi hanno informato l’amministrazione Usa di essersi completamente ritirati dalla zona di sicurezza voluta dalla Turchia nel Nord della Siria, a poche ore dal scadenza del cessate il fuoco negoziato da Washington con Ankara. Cessate il fuoco che sarebbe stato però prolungato, dopo il vertice tra Putin e  Erdogan. Secondo quanto precisato alla France presse da un funzionario Usa, il comandante delle Forze democratiche siriane (Fds), Mazlum Abdi, ha inviato una lettera al vicepresidente americano Mike Pence in cui afferma di aver ritirato “tutte le forze dell’Ypg”, le Unità di protezione del popolo, principale componente delle Fds. Intanto, c’è stato un accordo tra Erdogan e Putin che si sono incontrati a Sochi: tra le cose decise c’è anche quella di truppe russe e turche che pattuglieranno la cosiddetta zona di sicurezza nel Nord-Est della Siria. Assad, infatti, ha parlato infatti di invasione della Turchia. La tregua è stata inoltre prolungata. La Turchia mette fine alle sue operazioni militari nel Nord della Siria e da ora in poi tutto dipenderà dal ritiro dei miliziani curdi dal confine turco. È quanto ha detto il ministro degli Esteri russo spiegando alla stampa l’intesa raggiunta dal presidente russo Vladimir Putin con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan in un colloquio durato oltre sei ore. A poche ore dalla scadenza della tregua ottenuta giovedì scorso dagli Stati Uniti per fermare l’offensiva militare lanciata da Ankara il 9 ottobre scorso contro i curdi nel Nord-Est della Siria, il leader turco ha annunciato da Sochi di aver raggiunto “un accordo storico” con Putin che garantirà “l’unità territoriale e politica della Siria e il ritorno dei profughi”. “Sta finendo, e tutto dipenderà dalle modalità con cui verranno attuati gli accordi, tra cui il ritiro delle armi e delle forze delle unità curde in questione”, ha detto Lavrov. Stando al memorandum di intesa siglato oggi a Sochi, Mosca e Ankara hanno deciso che “a partire dalle 12 del 23 ottobre, la polizia militare turca e guardie di frontiera siriane entreranno nella parte siriana del confine turco-siriano, fuori dalla zona dell’Operazione ‘Primavera di Pace’, per facilitare il ritiro degli elementi dell’Ypg (Unità di protezione del popolo) e delle loro armi a una profondità di 30 chilometri dal confine turco-siriano, che dovrà essere completato in 150 ore”. Trascorse le 150 ore, “pattuglie congiunte russo-turche inizieranno a operare a Ovest e a Est dell’area dell’Operazione Primavera di Pace a una profondità di 10 chilometri, a eccezione della città di Qamishli”, si precisa nel memorandum riportato dai media russi. Putin ha quindi sottolineato la necessità di avviare un dialogo tra il governo di Damasco e i curdi per garantire i diritti del popolo curdo come “parte integrante” del Paese.

martedì 22 ottobre 2019

Bobbio il borgo più bello

[Il socialismo dal volto umano. Alexander Dubcek] "L'incoronazione a Borgo dei borghi d'Italia rappresenta il coronamento di vent'anni di lavoro per creare un brand turistico del nostro meraviglioso paese" spiega Roberto Pasquali, 62 anni, bobbiese purosangue, sindaco del paese dal 1999 e consigliere comunale dal 1985, all'indomani del successo decretato dal programma di Rai3, condotto da Camila Raznovich e dedicato ai borghi più belli d'Italia. "Le carte vincenti sono la nostra storia e la nostra cultura - prosegue - ma anche l'essere inseriti in un contesto, la Valtrebbia, che Hemingway ha definito la vallata più bella del mondo. Abbiamo un meraviglioso fiume balneabile, una natura selvaggia sui nostri monti e richiami storico artistici unici in paese".    Affacciata sul fiume Trebbia, la cittadina di Bobbio risente delle influenze delle regioni con cui confina e di cui in passato ha fatto parte (Liguria, Lombardia e Piemonte): sulle colline circostanti si coltivano ancora il nebbiolo e il dolcetto ed i piatti tipici sono di "fusione" con quelli della vicina Liguria. Il paese è ai piedi del Monte Penice a 272 metri di altezza con poco più di 3500 abitanti, che si triplicano nella stagione calda quando la vallata è meta di turismo estivo.    Il territorio è abitato fin dal neolitico ed è divenuto romano nel 14 a.C. con la successiva nascita del primo nucleo del borgo di Bobium. Ma la storia di Bobbio si identifica soprattutto con quella del monaco missionario irlandese Colombano che vi è morto nel 615 e con il Monastero di San Colombano, da lui fondato nel 614, monumentale aggregazione di edifici tra i quali svetta la facciata della basilica affiancata dall'elegante porticato dell'abbazia, dove hanno sede il museo e il celebre scriptorium.    L'altro simbolo di Bobbio è il famoso ponte Vecchio, detto anche Gobbo o del Diavolo (per il particolare profilo ondulato e contorto). Un ponte di età romanica con rifacimenti successivi e sovrastrutture barocche, lungo 280 metri con undici arcate diseguali tra loro.    Bobbio è anche il paese natale del regista Marco Bellocchio, che qui da anni in estate organizza il suo Festival del Cinema.    "Bellocchio è un altro fiore all'occhiello del nostro paese - conferma Pasquali - e il suo festival ha contribuito in modo determinante a fare da traino per il turismo. Ma grandi meriti vanno anche ai nostri commercianti, che mantengono alta la bandiera della tradizione e della tipicità con i loro negozi".    Da vedere a Bobbio, paese che in centro mantiene ancora le strade storiche con l'acciottolato, anche la piazza San Francesco, il santuario della Madonna dell'Aiuto (1621) e il monastero di San Francesco, conservatosi nello stile francescano rustico del XIII secolo con chiostro del XV secolo, mentre la chiesa è stata ricostruita in forme barocche all'inizio del Settecento.

1000 furti in casa al mese

[E.T. telefono casa. Melissa Mathison] Sul territorio milanese la Procura "registra in media circa 1.000 denunce di furto in abitazione ogni mese (909 casi in media nei primi sei mesi del 2019), con un andamento tendenzialmente costante e alcune oscillazioni stagionali legate, con tutta probabilità, ai periodi di festa ai quali si associa l'assenza dei proprietari dalle abitazioni (durante l'estate e nel corso delle Feste natalizie)". Lo si legge nel Bilancio di responsabilità sociale della Procura milanese, presentato assieme ai bilanci di tutti gli uffici giudiziari.    In relazione ai furti in appartamento, "si è assistito anche a fenomeni che potremmo definire di 'migrazione criminale'", come per le "bande di ladri di etnia albanese e georgiana: questi ultimi soprattutto nei periodi estivi migrano verso le grandi città europee, per lo più deserte per il periodo di vacanza, e lì in un breve arco temporale 'battono a tappeto' interi quartieri per poi ripartire facendo perdere le loro tracce".  "Il 99.9% dei ladri di appartamento sono bianchi e lo dico perché a volte si ha un'idea un po' strana del colore della pelle in relazione alla criminalità". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco nel corso della presentazione del bilancio di responsabilità social del 2018 degli uffici giudiziari milanesi.

Vaticano sull'orlo del crac

[Dio, come sei carino al telefono stanotte. Sacha Guitry] La crisi finanziaria del Vaticano è arrivata a sfiorare il fantasma del default. A scriverlo, nel nuovo libro in uscita oggi, è Gianluigi Nuzzi che ha affidato a 'Repubblica' un'anticipazione del suo volume dal titolo "Giudizio Universale". I risultati delle indagini della task force sui conti della Santa Sede, voluta da papa Francesco, sono impietosi e raccontano di un deficit che "ha raggiunto livelli preoccupanti, a rischio di condurre al default". Nel libro si mette in evidenza il continuo calo di donazioni che arrivano al Vaticano. "Gli scandali - scrive Ezio Mauro nel suo articolo - erodono la fiducia dei fedeli". "Giudizio Universale" riapre poi il caso Viganò, il Prefetto della Comunicazione costretto alle dimissioni dopo aver censurato una lettera di Ratzinger, pubblicando alcuni sms tra lo stesso Viganò e monsignor Georg Ganswein, prefetto della Casa pontificia che segue il papa emerito, in cui si parla proprio della missiva incriminata.  "Stamattina l'avvocato Angela De Rosa, è andata dal Promotore di giustizia vaticano e ha consegnato una copia del libro "Giudizio universale" corredata da una breve nota da me firmata esattamente come nel novembre 2017 quando sempre lei portò una copia di "Peccato originale" da cui è nata l'inchiesta sia vaticana, sia della procura di Roma sui presunti abusi ai chierichetti del preseminario San Pio X". Lo rende noto all'ANSA, lo stesso Gianluigi Nuzzi. Alla presentazione questa sera alla Galleria Alberto Sordi era prevista la presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio che invece non parteciperà per impegni di governo. Ci sarà invece Kamil, il ragazzo che ha testimoniato nell'inchiesta sugli abusi del San Pio X, ha spiegato lo stesso Nuzzi.

500.000 famiglie con oltre mezzo mln

[Il socialismo è la distribuzione degli utili senza alcun responsabilità per le perdite. Elbert Hubbard] In Italia 500.000 famiglie detengono patrimoni finanziari superiori a 500.000 euro, ma la maggior parte di questa ricchezza è stata ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente. È quanto emerge dal rapporto Aipb-Censis presentato in questi giorni.  La ricchezza finanziaria complessiva delle famiglie italiane non è ancora tornata ai livelli pre-crisi. La ricchezza alla fine del 2018 ammontava a 4.218 miliardi di euro cioè -0,4% in termini reali rispetto al 2008. Nella composizione del portafoglio delle attività finanziarie degli italiani vince la voce contante e depositi bancari con 1.390 miliardi di euro, pari al 33% del totale e una crescita del 13,7% rispetto a 10 anni fa.

lunedì 21 ottobre 2019

Oggi si vota in Canada

[Così come per la religione cristiana, anche per il socialismo la peggior pubblicità sono i suoi seguaci. George Orwell] Le elezioni canadesi di oggi vedono una vera e propria 'carica delle donne': le candidate hanno raggiunto il numero record di 651 tra tutti i partiti, con un aumento del 9% rispetto al 2015, secondo Equal Voice, una ong che promuove l'elezione di più donne nella politica canadese.    "Un grande progresso ma rimane molto lavoro da fare", commenta l'associazione, ricordando che "se tutte le donne elette nella storia del Canada sedessero nel parlamento oggi non coprirebbero i 338 seggi". Il partito più 'rosa' è il New democratic party di Jagmeet Singh, con 165 candidate per 338 scranni. Con 156 seguono i Verdi, unico partito guidato da una donna, Elizabeth May. Quindi i liberali di Justin Trudeau, con 132.



Il Cile nel caos

[Per fare bene il socialista bisogna essere milionario. Ignazio Silone] Due persone sono morte carbonizzate durante il saccheggio ad un grande magazzino di materiali per l'edilizia e il bricolage, durante il quale si è sviluppato un incendio. Salgono così a 11 le vittime di cui si ha notizia dall'inizio delle proteste in Cile. L'incendio si è verificato alla filiale della Costrumart di La Pintana, nella regione metropolitana. Sale a quasi 1500 il numero delle persone arrestate in Cile per le violente proteste nel fine settimana, di cui circa 650 nella sola capitale Santiago. Lo riferiscono le autorità locali. Il generale Javier Iturriaga del Campo, incaricato della sicurezza a Santiago del Cile durante lo stato di emergenza dichiarato dopo le violenze dei giorni scorsi, ha detto che nella capitale cilena e nei dintorni sarà in vigore un coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino. Lo riferisce la Bbc. L'esercito aiuterà la polizia a pattugliare le strade durante l'emergenza dichiarata per 15 giorni, durante i quali le autorità potranno limitare la libertà di movimento e di riunione. Eventi culturali e sportivi sono stati cancellati e i negozi ieri sono rimasti chiusi, come pure l'intera rete di trasporto sotterraneo. Centinaia di soldati stanno presidiando le strade di Santiago, per la prima volta dal 1990, quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet. E nonostante le misure le proteste continuano. Amnesty International ha sollecitato il presidente cileno Sebastián Piñera a garantire il rispetto dei diritti umani durante lo stato d'emergenza, sottolineando che questa decisione, con cui si affidano alle forze armate funzioni di mantenimento dell'ordine pubblico, non fa che aumentare i rischi che si commettano violazioni. Lo si legge in un comunicato dell'organizzazione a tutela dei diritti umani. "Già nei giorni scorsi, nel contesto delle proteste contro l'aumento del prezzo dei trasporti pubblici, le forze di sicurezza hanno impiegato forza eccessiva e sono stati segnalati arresti arbitrari di manifestanti", denuncia Amnesty. "Invece di reprimere le proteste, il governo cileno dovrebbe trovare soluzioni alle richieste provenienti dalle proteste e indagare su tutte le denunce di violazioni dei diritti umani segnalate nel corso delle manifestazioni", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. Manifestanti hanno attaccato gli uffici dell'anagrafe di Lo Espejo, località a sud di Santiago del Cile, incendiandoli e provocando importanti danni. Lo riferisce Radio BioBio. I vigili del fuoco sono accorsi sul posto spegnendo le fiamme ed il comandante Jaime Flores ha confermato che l'incendio è stato causato da un gruppo di manifestanti che hanno saccheggiato i locali. Flores ha aggiunto che i danni causati sono importanti perché sono andati distrutti molti documenti dell'anagrafe. "Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno": lo ha detto il presidente cileno, Sebastián Piñera, condannando nuovamente le violenze avvenute durante le proteste di questo fine settimana contro l'aumento delle tariffe. Piñera, durante un incontro con i media, ha insistito sul carattere 'organizzato' delle proteste sottolineando che "unico scopo" dei responsabili "è quello di causare il maggior danno possibile".