lunedì 30 settembre 2019

Glory to Hong Kong

[Quando suona il campanello della loro coscienza fingono di non essere in casa. Leo Longanesi] La governatrice Carrie Lam guiderà domani una delegazione di Hong Kong in missione a Pechino per la partecipazione alle attività celebrative del primo ottobre, in vista dei 70 anni della fondazione della Repubblica popolare.    Lam "sarà a capo di un gruppo di oltre 240 persone provenenti da diversi settori", si legge in una nota del governo di Hong Kong: il suo "ritorno a Hong Kong è atteso nella serata del primo ottobre via Shenzhen". La mossa creerà tensioni e critiche nel mezzo delle proteste pro-democrazia contro governo locale e di Pechino. Nuova domenica di scontri a Hong Kong: nel 17/mo weekend di proteste del movimento pro democrazia, nonostante il divieto, e a pochi giorni dalla festa per i 70 della repubblica popolare cinese, la polizia ha schierato anche i corpi speciali, i cosiddetti 'raptor', ha usato i lacrimogeni e cannoni ad acqua e coloranti blu, sparato colpi di avvertimento in aria e arrestato molte persone. Gli attriti si sono concentrai a Harcourt Road, all'Admiralty, a Causeway Bay, il distretto dello shopping, e alla stazione della metropolitana di Wan Chai, dove centinaia di manifestanti vestiti di nero, con maschere e caschi hanno costruito barriere con cestini dell'immondizia e canne di bambù per "resistere" agli assalti della polizia.    La marcia puntava ad aderire alla Giornata globale contro il totalitarismo, celebrata da simili proteste andate in scena in diversi luoghi del mondo in uno sforzo congiunto di proteste contro il Partito comunista cinese.  Decine di migliaia di persone hanno manifestato oggi a Taiwan esprimendo solidarietà alle proteste pro-democrazia in corso da oltre tre mesi a Hong Kong.    Ma marce al fianco della protesta di Hong Kong, in occasione della Giornata mondiale contro il totalitarismo, si sono svolte anche in Giappone e Australia.    Per le strade di Taipei si sono tenuti cortei e iniziative varie con molteplici slogan conto la Cina malgrado la pesante pioggia, con parte dei partecipanti vestiti con abiti scuri e maschere antigas, due simboli degli attivisti di Hong Kong.    Almeno mille in piazza a Sydney, con cortei anche a Melbourne e Brisbane, dove si è cantato l'inno "Glory to Hong Kong". In Giappone centinaia di persone - almeno 400 secondo l'emittente Nhk - sono scese in piazza a Tokyo, con lo slogan "Lotta per la libertà di Hong Kong" ripetuta su cartelli e striscioni. "Continueremo a applicare in pieno il principio un Paese due sistemi" mantenendo "un alto livello di autonomia". Così il presidente Xi Jinping, riferendosi a Hong Kong, nel breve discorso tenuto alla grande sala del popolo in occasione della cena di gala per i 70 della fondazione della repubblica popolare cinese.    "Agiremo nello stretto rispetto della costituzione e della basic law. Hong Kong e Macao prospereranno e progrediranno insieme alla madre patria e avranno un futuro ancor più luminoso", ha detto X.

2/10 incontro decisivo

[Dai mano libera a un uomo e te la ritroverai dappertutto. Mae West] Il premier incaricato Benyamin Netanyahu e il leader di Blu-Bianco Benny Gantz si incontreranno mercoledì prossimo, dopo le festività del Capodanno ebraico, in un ultimo tentativo di formare un governo di unità prima che lo stesso Netanyahu rimetta l'incarico ricevuto dal presidente Reuven Rivlin. A chiamare Gantz, che si trova a Londra, è stato lo stesso Netanyahu, visto l'esito infruttuoso da parte dei team del Likud e di Blu-Bianco di trovare un'intesa nella riunione svoltasi questa mattina. L'appuntamento di mercoledì avviene in concomitanza con l'avvio dell'audizione di garanzia di Netanyahu per le accuse di corruzione e frode di cui è sospettato nelle quattro inchieste giudiziarie che lo riguardano. A questo proposito l'Avvocato dello Stato Avichai Mandelblit ha concesso a Netanyahu che sia il suo gruppo di avvocati a rispondere e anche che la stessa audizione si svolga in 4 giorni invece che in 2.  Lo Shin Bet (sicurezza interna) e l'esercito israeliano hanno annunciato che sono stati arrestati tre palestinesi sospettati di aver organizzato l'attentato terroristico in cui lo scorso 23 agosto alla fonte di Dolev in Cisgiordania fu uccisa la ragazza israeliana (17 anni) Rina Shnerb e feriti il padre e il fratello. I tre - tutti del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) - sono stati catturati, dopo una lunga caccia, in una vasta operazione nel distretto di Ramallah in Cisgiordania. Lo Shin Bet ha fatto sapere che la cellula di cui facevano parte i tre stava progettando altri attacchi. Il suo presunto capo - è stato aggiunto dai media - è stato portato in ospedale in condizioni critiche dopo un interrogatorio dello Shin Bet. Altri membri del Fplp sono stati stati arrestati in altre operazioni analoghe nelle scorse ore in tutta la Cisgiordania da parte dell'esercito.

Capodanno ebraico numero 5780 

[Quanti uomini ho avuto? Miei o delle altre? Mae West] È stato aperto dalla mela bagnata nel miele, come da consuetudine, il capodanno ebraico numero 5780 in calendario dal 29 settembre, fino a quella del primo ottobre. I festeggiamenti a tavola, che danno il via anche ai dieci giorni del pentimento che terminano con il "Giorno dell'espiazione" (Yom Kippur), sono caratterizzati dal rito della benedizione del vino e da tutti i cibi dolci che vanno dal miele, ai fichi fino ai datteri con il fine di augurare il meglio per il nuovo anno.  Nel menu anche il melograno come simbolo di speranza. Non mancherà il Challah, pane tradizionale ebraico a forma di treccia e le torte e i panini al miele, per ribadire l'auspicio di trascorrere un anno pieno di dolcezza.  Tutti i piatti mangiati durante la cena saranno composti da fichi, mela, zucca, finocchio, fagiolini, porri, bietola, datteri, melograno. "Il capodanno ebraico - spiega Angelo Di Porto del ristorante "La Reginella" e de "La Taverna del Ghetto" di Roma - è il numero 5780 e si festeggia da questa sera fino a martedì iniziando con mele e miele". "Il senso della consuetudine, seguita da un menu di cibi dolci, è quella di augurare il meglio per il nuovo anno". "La festività - conclude - avvia i giorni del pentimento che terminano con il "Giorno dell'espiazione".

Coffee lovers con poesia

[Ero Biancaneve.. poi mi sono lasciata andare. Mae West] Giornata speciale il prossimo primo ottobre per tutti i coffee lovers: con la Giornata mondiale del caffè si potrà ricevere in cambio un caffè o un tè scrivendo una poesia con i propri amici nei locali aderenti all'iniziativa "Meet With A Poem", consultabile all'indirizzo internet.  La possibilità, offerta in oltre 25 Paesi e mirata ad investire nelle proprie relazioni, è giunta alla quarta edizione. L'iniziativa è indetta da "Julius Meinl", azienda familiare austriaca da oltre 150 anni ambasciatrice nel mondo della cultura delle caffetterie viennesi, storicamente note- spiegano gli organizzatori- per aver ispirato artisti e scrittori e per aver offerto ai creativi uno spazio di incontro per discutere e condividere le proprie idee. All'evento partecipa, per questa edizione, il cantautore "di platino" Tom Odell. "Il mondo digitale ci avvicina - afferma il cantautore - ma a volte può rendere più difficile mantenere legami autentici con coloro che ci circondano. La campagna "Meet With A Poem" incoraggia a prendersi una pausa dai propri cellulari e a riscoprire le connessioni reali".   Il 97% degli Italiani lo beve ogni giorno, alcuni anche più volte al giorno. Ma la passione per il caffè non si limita alla Penisola, è anzi un fenomeno global. Ed è il globo intero a celebrare il primo ottobre la Giornata Mondiale del Caffè. ''Noi italiani - sottolineano Andrea Cuomo e Anna Muzio, autori del libro "Mondo Caffè" - amiamo considerarci i depositari mondiali della cultura del caffè, i soli interpreti di quello "vero", vale a dire l'espresso. A partire da questo prodotto, da noi inventato a fine Ottocento, abbiamo creato un primato che si manifesta in un italian way of life ammirato ovunque e in un vocabolario parlato da Napoli a New York, da Parigi a Singapore". Il caffè è vincente anche in cucina: Cuomo e Muzio hanno svelato la presenza di questo ingrediente nella cucina di 30 grandi chef, dal caffelatte di capra di Annie Feolde agli spaghetti al caffè, ricotta e pancetta croccante di Alfonso Caputo. L'International Coffee Day 2019 vuole celebrare la cultura e la filiera del caffè ricordando che quasi 3 miliardi tazzine sono consumate ogni giorno nei quattro angoli del pianeta. Tuttavia, malgrado una crescita costante dei consumi, la filiera produttiva in 50 Paesi sta attraversando una delle crisi più pesanti, con quotazioni del raccolto anche del 30% inferiori ai listini degli ultimi 15 anni. Una vera e propria minaccia alla continuità produttiva soprattutto in aziende agricole a conduzione familiare.  La Giornata mondiale del caffè lancia così una petizione online, una chiamata alle armi di tutti gli amanti di questa corroborante bevanda, per sostenere - anche partecipando a uno dei tanti eventi in cartellone - per cambiare il destino di 12 milioni di piccoli coltivatori, assicurando loro un reddito minimo vitale. Un video, girato a Kibuye in Rwanda, racconta questa sfida.

La Nato non crede a Mosca

[A nulla ci si abitua tanto presto che le cattive abitudini. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] L’Alleanza atlantica ha respinto la proposta russa di congelare il dispiegamento di missili nucleari a corto e medio raggio. Lo riferisce il Financial Times. La decisione viene dopo che gli Usa si sono ritirati dal patto anti-proliferazione firmato durante la guerra fredda. La Nato ha respinto la proposta del Cremlino giudicandola non credibile, anche perché lascerebbe attive in Russia occidentale batterie di missili in grado di colpire diverse capitali europee.Mosca e la Nato sono in una dura polemica in relazione ai nuovi missili SSC-8 russi che, secondo Washington e l’alleanza, violano il Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF) firmato nel 1987. L’offerta russa è “non credibile” perché “non tiene conto della realtà sul terreno: la Russia ha già dispiegato gli SSC-8 in violazione del Trattato INF”, ha spiegato la portavoce della Nato Oana Lungescu. “A meno che – ha continuato – la Russia non distrugga in maniera verificabile il sistema SSC-8, questa moratoria sui dispiegamenti non è un’offerta reale. Noi facciamo ancora una volta appello alla Russia a comportarsi come un attore internazionale responsabile”. L’offerta, comunque, suggerisce un’apertura di Mosca a un dialogo sulla questione e, in questo varco, potrebbe tentare d’inserirsi l’Unione europea, che è interessata a evitare una costosa e potenzialmente disastrosa corsa agli armamenti.

Easyjet lascia l’apt di Genova

[Amore, amabile follia... Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort]  E’ durata un anno e mezzo la presenza di easyjet all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, dove aveva iniziato a operare nel marzo 2018. La compagnia low cost britannica, che aveva già interrotto il collegamento con Amsterdam lo scorso 1° settembre, lascia lo scalo ligure con la fine della stagione estiva, garantendo i voli per Londra Luton fino al 1° ottobre, con Berlino fino al 20 ottobre, Manchester fino al 24 ottobre e Briston fino al 26 ottobre.  Alla fine, nel solo 2019 avranno volato circa 80.000 passeggeri da e per Genova con easyjet. La società Aeroporto di Genova esprime rammarico per una decisione giunta nonostante le azioni di supporto e la buona relazione commerciale con il vettore, ma che rientra nelle prerogative della stessa easyjet, essendo tipicamente riconducibile alla redditività delle rotte rispetto a mercati concorrenti.  Lo stesso gestore aeroportuale fa sapere che, con l’intento di confermare gli obiettivi del piano industriale, sono state avviate subito azioni volte alla individuazione di vettori in grado di sfruttare l’avviamento delle rotte non riconfermate da easyJet.

Acqua passata

[L'amore, nella società contemporanea, è soltanto lo scambio di due immagini fittizie e il contatto di un'epidermide con un'altra. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Il presidente della Fondazione Federico II, Gianfranco Miccichè e il direttore generale, Patrizia Monterosso presenteranno a Piazza del Parlamento, l'1 ottobre alle 19, l'evento e l'omonima opera "Acqua passata".   Un'installazione ideata e realizzata dall'artista Cesare Inzerillo e da Monterosso, con la collaborazione del Comune di Lampedusa e Linosa, dell'Assessorato alle Culture del Comune di Palermo, del Centro Regionale per la Progettazione e per il Restauro e di Snapshots from the borders, in ricordo della tragedia del 3 ottobre 2013 e dei 366 uomini, donne e bambini di nazionalità eritrea che persero la vita a 800 metri dall'isola dei Conigli di Lampedusa. E anche in memoria dei diciottomila migranti che dal 2013 sono morti nel Mediterraneo.   "Acqua passata non rappresenta la realtà, ma la presenta e ne individua la follia", affermano gli organizzatori. L'opera si sviluppa su un modulo rettangolare di 26 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza ed è allestita su Piazza del Parlamento (luogo di transito di centinaia di cittadini e di visitatori) dove resterà visibile fino al 30 ottobre. L'installazione si compone di una barca approdata a Lampedusa nel 2009 con duecento migranti e del gigantesco Calcio Balilla, dell'artista Cesare Inzerillo, proveniente dalla mostra itinerante, Museo della Follia. I visitatori potranno leggere su un totem presente nello spazio dell'allestimento una descrizione puntuale e dettagliata dell'opera a firma della giornalista e storica dell'arte Valentina Bruschi.

domenica 29 settembre 2019

È morto Silvio Novembre

[L'amore trionfa su tutto, eccetto che sulla povertà e sul mal di mare. Mae West]  È morto  a Milano Silvio Novembre, il maresciallo della Guardia di Finanza primo collaboratore di Giorgio Ambrosoli ai tempi del Banco Ambrosiano. Aveva 85 anni. "La prima considerazione è che perdiamo un amico, vicinissimo a papà ma anche a tutti noi in questi quarant'anni - il ricordo di Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio - La seconda è che perdiamo un esempio altissimo di cittadino, che ha saputo esercitare la propria responsabilità di privato e di uomo delle istituzioni con profondo amore per l'Italia. E che, nonostante per comprensibili ragioni abbia voluto lasciare la Guardia di Finanza, non ha mai abdicato all'impegno per il Paese". "Sarebbe riduttivo - continua Umberto Ambrosoli, contattato dall'Adnkronos - guardare alla sua persona solo attraverso il filtro delle vicende della Banca Privata Italiana. Il suo impegno è andato ben oltre: quando lasciò la Guardia di Finanza mise la sua esperienza e competenza a disposizione dei commissari liquidatori del Banco Ambrosiano, avendo in quella occasione la possibilità anche di insegnare il suo metodo di lavoro ai tanti giovani collaboratori dei commissari". Così come sarebbe sbagliato, dice ancora il figlio di Giorgio Ambrosoli, dimenticare "l'impegno da lui profuso nei decenni successivi per la cultura del rispetto delle regole e della ricerca della verità, prima fondando la Società civile e poi recandosi assiduamente nelle scuole a incontrare gli studenti". Il rapporto tra la famiglia Ambrosoli e Novembre era dunque rimasto saldo e vivo, nonostante negli ultimi anni l'ex maresciallo delle fiamme gialle fosse provato dalla vecchiaia e dalle condizioni fisiche. "Silvio - ricorda ancora Ambrosoli - era persona dai modi molto umili, sfuggiva a qualunque occasione di protagonismo, negli eventi pubblici stava sempre in seconda fila. Era una persona generosa". Il 7 dicembre 2014 Silvio Novembre fu insignito dell'Ambrogino d'oro da parte dell'allora sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Maresciallo della Guardia di Finanza, ha indagato per conto della Procura della Repubblica di Milano sul fallimento della Banca Privata Italiana - si legge nelle motivazioni - Con abnegazione ed altissima competenza tecnica, ha collaborato con il commissario liquidatore, avv. Giorgio Ambrosoli, standogli vicino ben oltre gli stretti obblighi di servizio. Ha contribuito poi, con i commissari liquidatori del Banco Ambrosiano, alla tutela degli interessi collettivi. Fondatore del circolo Società Civile, ha diffuso in città e nelle scuole il valore della legalità, dell’integrità e della lotta alla corruzione. Milano onora in Silvio Novembre un esempio di servizio generoso e instancabile alle istituzioni". "Onestà, professionalità, affidabilità e fedeltà alle Istituzioni. Silvio Novembre rappresenta un esempio, forse l'esempio, per tutti i finanzieri. Alla famiglia vanno le nostre più sincere condoglianze" il cordoglio del Sialf, il sindacato italiano dei lavoratori finanzieri.

sabato 28 settembre 2019

Incerto futuro per Pernigotti

[Quando si arriva all'aspetto finanziario, ricordati che non si possono evadere le tasse sul prezzo del peccato. Mae West] Si fa di nuovo incerto il futuro della Pernigotti. A tre giorni dalla scadenza prevista per la firma dei contratti che avrebbero dovuto rilanciare la produzione dello stabilimento di Novi Ligure (Alessandria), questa sera la proprietà turca della storica azienda dolciaria italiana ha comunicato alla cooperativa torinese Spes il recesso dal contratto preliminare per la cessione del comparto cioccolato-torrone. Una "doccia fredda", come la definisce la stessa cooperativa, a poche ore dalla rottura delle trattative tra il Gruppo Toksos e Giordano Emendatori per la cessione a quest'ultimo del comparto gelati. Scricchiolano dunque i due pilastri su cui si basava il piano di salvataggio della fabbrica, annunciato a inizio agosto dall'allora ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. "Avevamo capito, pur non ricevendo nessuna informazione ufficiale, che l'accordo tra Emendatori e Pernigotti fosse gravemente compromesso - afferma il presidente di Spes, Antonio Di Donna - ma speravamo che si trovasse una soluzione e che comunque l'accordo tra Pernigotti e Spes, non avendo evidenziato criticità, si potesse chiudere nel rispetto degli impegni sottoscritti". Questa sera, invece, dopo che per settimane gli advisor e i legali di entrambe le società hanno lavorato per arrivare alla stesura definitiva del contratto, è arrivata la comunicazione del recesso, che rimette in forse il futuro dello stabilimento di Novi Ligure e dei suoi lavoratori, circa 150. "Sono profondamente deluso e dispiaciuto, il progetto di Spes avrebbe potuto rilanciare il sito produttivo - afferma ancora Di Donna -. L'assunzione di tutto il personale e la valorizzazione del territorio novese erano alla base di quanto ho avuto modo di rappresentare ai lavoratori la scorsa settimana. Ora ho il rammarico che tutto resti solo un'illusione per le persone che ho incontrato". La cooperativa sarà comunque presente alla riunione del Mise, il 2 ottobre a Roma, "per rispetto dei lavoratori e delle istituzioni". "In tale occasione ci aspettiamo di capire le reali ragioni che hanno portato Pernigotti a chiudere la trattativa anche con noi", dice Di Donna, che resta convinto della validità di un progetto "il cui valore sociale - fa notare - mette al centro l'interesse di una comunità più che dei singoli e che rappresenta una vera opportunità per il rilancio del sito Pernigotti di Novi Ligure. L'impresa sociale Spes non si è tirata indietro e se ci saranno i presupposti è disponibile a riaprire la trattativa - conclude - purché si definisca un percorso seriamente volto alla reindustrializzazione con impegni e tempi certi a tutela di tutti i soggetti coinvolti". 

In Afghanistan elezioni col botto

[La ricchezza è una convinzione; la povertà una certezza. Leo Longanesi] Sono state registrate diverse esplosioni a Kabul, Ghazni, Jalalabad e Kandahar nel giorno delle elezioni presidenziali poche ore dopo l’apertura dei seggi. I 10 milioni di elettori afgani, soltanto il 30% del Paese, scelgono il nuovo capo di stato tra il presidente uscente Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah, a capo del governo di unità nato dopo il voto del 2014. A Kandahar, nel sud del Paese, tre persone sono rimaste ferite per la deflagrazione avvenuta all’interno di un seggio, ha dichiarato il portavoce del governo locale. Secondo l’ospedale si tratta di quindici feriti. I talebani hanno rivendicato gli attacchi a Ghazni, Kaboul e in altre regioni dove le autorità non hanno ancora confermato le esplosioni. Per garantire la sicurezza sono stati dispiegati oltre 100mila soldati e poliziotti. I talebani hanno minacciato di colpire con razzi e con attacchi kamikaze. Preceduto da una lunga scia di sangue e da diversi rinvii, il giorno del voto è arrivato per l'Afghanistan, chiamato a scegliere  il proprio capo di Stato nelle quarte elezioni presidenziali dalla caduta del regime talebano nel 2001. Sono circa nove milioni e mezzo gli elettori che si sono registrati per votare, su una popolazione di 33 milioni. Ma ai seggi si andrà nella paura: gli islamisti hanno promesso nuovi attentati, dopo quelli delle scorse settimane che hanno preso di mira centri elettorali e appuntamenti della campagna. Non sono da escludere neppure rappresaglie contro i votanti, invitati apertamente dai talebani a rimanere a casa. Cinque anni fa a molti che erano andati alle urne amputarono un indice, il dito macchiato con l'inchiostro usato al seggio. Un monito a non appoggiare un governo visto come simbolo della corruzione e strumento dell'oppressione occidentale.

Atlantia ancora senza ad

[I ricordi si interpretano come i sogni. Leo Longanesi] La costituzione di un comitato esecutivo, così come previsto dallo Statuto, è l'ipotesi sul tavolo del Cda di Atlantia convocato su richiesta dell'attuale Ad Giovanni Castellucci nel corso del quale potrebbe rimettere il proprio mandato. Il comitato sarebbe giudicato possibile per una holding finanziaria, dato che le società operative controllate sono tutte presidiate da amministratori nella pienezza dei poteri, e consentirebbe di prendere tempo -sotto la guida del presidente Fabio Cerchiai -per cercare un nuovo Ad. I "casellanti e i dipendenti delle società autostradali tornano a incrociare le braccia il 13 e il 14 ottobre con un nuovo sciopero nazionale dopo quelli fatti durante l'esodo e il controesodo estivo. A determinare lo sciopero - le cui modalità devono essere ancora definite - è stata una nuova rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che sembrava invece avviata a una soluzione positiva. Il negoziato, riferiscono i sindacati, si è interrotto per il rifiuto di alcune delle società concessionarie di concordare con i rappresentanti dei lavoratori la cosiddetta "clausola sociale". A lasciare il tavolo sarebbero state le società concessionarie rappresentate dalla Associazione Acap-Fise, fra queste le società del gruppo Gavio, e le autostrade del Nord Est (es. la Bre.be.mi), mentre il gruppo Autostrade per l'Italia era disponibile a continuare il dialogo. La 'clausola sociale' voluta dai sindacati è una clausola che tutela occupazione e stipendi in caso di subentro di un nuovo concessionario. Un tema stringente di fronte alla prossimità del rinnovo da parte dello Stato di diverse concessioni. Rinnovi che coinvolgeranno nell'immediato circa 4.000 addetti. La disposizione garantisce al dipendete la continuità del suo contratto di lavoro, mantenendo anzianità, livelli di stipendio e soprattutto le garanzie dell'art.18 per chi è stato assunto prima del Jobs Acts. Inoltre, se approvata e inserita nel ccnl, la clausola eviterebbe anche che "livelli occupazionali e retributivi" diventino oggetto di trattativa con il Governo in sede di rinnovo della concessione. "La clausola sociale rappresenta un fattore indispensabile e fondamentale per dare garanzia e tutela a tutti i dipendenti del settore, al fine di garantire la continuità occupazionale, l'applicazione del Ccnl di settore, il mantenimento di tutti i trattamenti economici e normativi, in un momento di grande cambiamento che investe l'intero arco delle concessioni autostradali" scandisce la nota congiunta dei sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl. I dipendenti immediatamente coinvolti sono "un quarto del totale del complessivo del settore", dicono i sindacati e a questi si aggiungono quelli coinvolti da "probabili ulteriori riorganizzazioni delle concessioni autostradali a partire dalla ventilata revoca di Autostrade per l'Italia". 

venerdì 27 settembre 2019

Iran viola accordo nucleare

[Errare è umano, ma ti fa sentire divino! Mae West] Arricchendo uranio con centrifughe a tecnologia avanzata, l'Iran ha perpetrato un'ulteriore violazione dell'accordo nucleare che aveva raggiunto con grandi potenze e progetta di installare un numero di questi macchinari maggiore rispetto a quanto annunciato. Lo segnala un rapporto dell'Aiea, L'Agenzia internazionale per l'energia atomica, come riporta il sito di Al Arabiya. L'Arabia Saudita invita la comunità internazionale ad applicare "la massima pressione con tutti gli strumenti disponibili" per porre fine alla condotta aggressiva dell'Iran, dicendo che il modo più efficace per controllare Teheran è tagliare le sue risorse finanziarie.    All'Assemblea generale dell'Onu il ministro degli Esteri saudita Ibrahim al-Assaf ha nuovamente incolpato l'Iran per l'attacco alle strutture petrolifere di Riad: "Sappiamo molto bene chi ha c'è dietro a questa aggressione", ha detto ieri sera Assaf.

DiVin Ottobre

[C'è una sola gran moda: la giovinezza. Leo Longanesi] Torna in Trentino nei fine settimana di ottobre la rassegna 'DiVin Ottobre', organizzata dalla Strada del vino e dei sapori del Trentino in collaborazione con i propri soci e inserita nel calendario delle manifestazioni enologiche provinciali #trentinowinefest.    Questa 14/a edizione si svolgerà dalle colline di Trento alla Valsugana, dalla Vallagarina alla Piana Rotaliana, dalla Valle di Cembra alle Giudicarie fino al Garda Trentino.    In programma trekking guidati nei boschi e nei vigneti, feste dedicate ai prodotti simbolo del periodo - come zucche, castagne e radicchio, ma anche mais e patate - visite in cantina, alla scoperta dei segreti della vinificazione, degustazioni guidate a base di eccellenze del territorio.    Il via della rassegna nel fine settimana dal 4 al 6 ottobre con Ecofiera di montagna a Tione e il Festival della polenta di Storo.    Per scoprire l'elenco completo degli appuntamenti si può visitare il sito www.tastetrentino.it/divinottobre

Il pub più lungo d’Europa

[L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati. Leo Longanesi] Malti e luppoli pregiati, birrifici artigianali da tutto il mondo invitati a partecipare dopo una rigorosa selezione, ma anche folklore brassicolo e goliardia: è questo lo spirito di “EurHop -Roma Beer Festival”, il Salone internazionale della birra artigianale, che per tre giorni, dal 4 al 6 ottobre, trasformerà il Salone delle Fontane dell’Eur, a Roma, nel “pub più lungo d’Europa”. Due banconi da 45 metri, con 400 spine, vedranno alternarsi le migliori proposte brassicole nazionali e internazionali selezionate da Manuele Colonna, famoso publican romano, tra i maggiori esperti del settore. Con oltre 22mila presenze lo scorso anno, 800 birre artigianali in mescita, più di 20mila litri spillati e 100 produttori, rappresentati dai propri mastri birrai, provenienti da 14 nazioni, la manifestazione, giunta alla sua settima edizione, si è affermata come una delle più importanti d’Europa. Anche quest’anno la proposta brassicola spazierà dalle più note produzioni delle nazioni di antica tradizione birraria – come Belgio, Germania e Inghilterra – alle protagoniste del rinascimento birrario mondiale – USA e Danimarca -, fino alle originali specialità spillate dai birrai dell’Est Europa e del Portogallo, Paese che sta rapidamente emergendo nel settore della birra artigianale grazie alle sue produzioni dallo stile classico ma con un'”anima” latina. L’Italia, padrona di casa del festival, sarà rappresentata dai birrifici di 17 regioni, da Nord a Sud, con una vasta gamma di stili e lavorazioni. Dopo anni in cui si è registrata l’affermazione delle Ipa e delle Apa, le produzioni dei mastri birrai nostrani confermano un ritorno alle basse fermentazioni, come Pilsner, Bock e Marzen: birre limpide, “beverine” e dai gusti tradizionali. Non tralasciando l’interesse anche per proposte più ricercate, come quelle dai sentori aciduli: le sapide gose e le berliner weisse fruttate. In occasione di “EurHop” la Capitale sarà inoltre animata da “EurHoff”, il Fuori Salone che coinvolgerà numerosi pub nei quali si terranno eventi, approfondimenti, incontri con esperti del settore, degustazioni. Sarà l’occasione per far conoscere agli amanti della birra artigianale i mastri birrai internazionali più famosi che arrivano a Roma solo in occasione del Salone. Il successo delle birre europee. Uno studio condotto dall’agenzia di ricerche di mercato Mintel ha sancito il primato europeo sugli Usa nella produzione di novità brassicole: l’Europa, con il 52% di nuove birre lanciate sul mercato, supera le novità statunitensi, ferme al 19%. Una situazione che capovolge quella di pochi anni fa, quando il saldo era a favore dei nordamericani con il 54% di nuove creazioni contro il 29% del vecchio continente. Secondo The Brewers of Europe, con 9.500 birrifici attivi – per tre quarti microbirrifici – l’Europa produce circa 400 milioni di ettolitri l’anno e l’Italia, con i suoi 862 birrifici artigianali, è quarta tra le nazioni con il maggior numero di birrifici. Nessuna sorpresa, invece, tra i “campioni” europei della produzione brassicolaartigianale: in vetta restano Germania e Gran Bretagna seguitedall’emergente Polonia, dalla Spagna, dall’Olanda e dal Belgio.Tra le nazioni che hanno registrato la maggior crescita in termini di produzione c’è l’Italia che con un +7% è seconda solo al Portogallo (+8%). EurHop Roma Beer Festival – Il Salone Internazionale della Birra Artigianale, Salone delle Fontane, Via Ciro il Grande 10-12, Roma – Info: www.eurhop.com. Date e orari: Venerdì 4: 17.00 – 3.00 Sabato 5: 12.00 – 3.00 Domenica 6 12.00 – 24.00.

Catania capitale dei blogger

[Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio. Vangelo] Passaggio di consegne tra la città di Billings (Montana, Usa) e quella di Catania che ospiterà il TBEX, la conferenza internazionale che mette in connessione travel blogger, fotografi, giornalisti del settore turismo e operatori professionali, che per la prima volta si svolgerà in Italia, dal 10 al 13 marzo 2020. Dal palco Rick Calvert, il ceo di TBEX ha introdotto Mario Bucolo, produttore esecutivo di TBEX Catania che ha presentato il capoluogo etneo agli oltre 500 partecipanti di Tbex Nord America attraverso la proiezione di due video, uno – quello ufficiale – realizzato da Paolo Barone, con immagini concesse dalla Regione Siciliana, e la clip di Giuseppe Castiglia ‘Catania, figghiozza d’o Patri Eternu’ coi sottotitoli in lingua inglese. Entrambi i video hanno riscosso grande apprezzamento tra il pubblico di esperti che sempre più numeroso si sta iscrivendo all’evento di Catania; infatti, sono già oltre 250 i blogger che si sono registrati per marzo 2020.     Bucolo ha anche colto l’occasione per annunciare ufficialmente l’attivazione dei social media dedicati al turismo e l’hashtag #DiscoverCatania che accompagnerà tutta la comunicazione turistica dei prossimi mesi. I social, sono già attivi sulla rete: su Facebook la pagina @DiscoverCataniaOfficial; su Twitter e Instagram @discovercatania curati dall’esperta di TBEX, Cinzia Costanzo. “Con il lancio dei social media ufficiali dell’evento e dell’hashtag ‘#DiscoverCatania’ – ha commentato il sindaco Salvo Pogliese – si è fatto un altro passo avanti sia per l’organizzazione del TBEX Europe 2020 a Catania, sia per meglio qualificare la strategia di posizionamento e comunicazione turistica della città”.

La camminata tra gli olivi

[Tra due mali, scelgo sempre quello che non ho mai provato prima. Mae West] Sono oltre cento le città che prendono parte alla terza edizione della "Camminata tra gli olivi", appuntamento in programma con l'Associazione nazionale Città dell'Olio il 27 ottobre fra colline, sentieri, terrazze e borghi alla scoperta di itinerari nell'Italia dell'olio extravergine. L'iniziativa, che per l'occasione festeggia i 25 anni delle Città dell'olio, è stata riconosciuta con il premio onorario "Raccomandato dalle Strade dell'Olivo del Consiglio d'Europa" dalla fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia.  L'evento prevede appuntamenti dedicati a famiglie e appassionati, attraverso paesaggi legati alla storia ed alla cultura dell'oro verde e percorsi tra gli olivi con caratteristiche storiche e ambientali selezionati da ogni singolo Comune. "La Camminata tra gli Olivi - commenta il presidente delle Città dell'Olio Enrico Lupi - è un evento che continua a sorprendere per la capacità che ha di coinvolgere migliaia di persone a dimostrazione del fatto che il turismo dell'olio è un asset strategico delle nostre economie locali". L'Associazione Nazionale Città dell'Olio, con i suoi oltre 320 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi e per l'inserimento di aree territoriali olivicole nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

La vigna eccellente ad Isera

[La noia segue l'ordine e precede le bufere. Leo Longanesi] Dal 10 al 13 ottobre le #trentinowinefest, manifestazioni enologiche che puntano a valorizzare i vitigni “testimonial” del Trentino, fanno tappa nella Città del Vino di Isera per celebrare il suo gioiello: il Marzemino. L’antico vitigno rappresenta infatti il simbolo della Vallagarina dove è arrivato, trovandovi le condizioni ideali per sprigionare le sue doti di gentile eleganza, nel XVI secolo, ultima tappa di un lungo viaggio partito dalle lontane terre dell’Asia Centrale. Dal colore rosso rubino e fragranze di frutti di bosco con note speziate e balsamiche, è uno dei vini più importanti del Trentino. Il borgo della Destra Adige ospita infatti “La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera”, evento organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito della promozione delle #trentinowinefest, che in questi ultimi anni ha accompagnato l’omonimo concorso nato nel 2001 per premiare il miglior vigneto di Marzemino. Un’iniziativa unica in Europa, che per una volta non vede in lizza i vini, ma intende valorizzare proprio il lavoro dei viticoltori che, con passione e dedizione infinite, curano ogni giorno i loro filari ottenendo un’uva eccellente e contribuendo a rendere straordinario il paesaggio della valle. La premiazione della 18esima edizione, fissata per domenica 13 ottobre, segnerà dunque la conclusione di quattro giorni tutti da vivere: una grande festa per i wine&foodlovers e non solo. Infatti, il fitto calendario propone cene a tema nei ristoranti di Isera, un percorso enogastronomico tra le corti del paese e uno in compagnia dei soci lagarini della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino tra le meravigliose sale del settecentesco Palazzo De Probizer, degustazioni a cura di Onav e Slow Food e laboratori gastronomici teatralizzati assieme alla nota compagnia Koinè. Ci sarà anche spazio per assegnare, per il terzo anno, un premio letterario a uno scrittore o giornalista che abbia saputo, attraverso la propria opera, valorizzare temi legati all’agricoltura, alla viticoltura e al territorio. La kermesse, che fa parte di DiVin Ottobre, rassegna organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante tutti i weekend di ottobre (link), sarà preceduta e accompagnata da A tutto Marzemino, in programma dal 3 al 13 ottobre: un ricco calendario di degustazioni, aperitivi, menù a tema, visite in cantina e nei vigneti, in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, per far conoscere caratteristiche e sfumature di questo vigneto dentro e fuori la Vallagarina.

Eco Delta a rischio?

[La gloria o il merito di certi uomini è scrivere bene; di altri, non scrivere affatto.  Jean de La Bruyère] Poco importa se il sottoscritto non è partito per sei mesi, per il secondo anno, come previsto da una conciliazione. Prendo atto che Aviapartner non mantiene le promesse scritte. Ovviamente da questa situazione paradossale  esce moralmente distrutta la organizzazione sindacale che non alza la voce, anche quando dovrebbe, per non irritare il padrone. Altro che gilet gialli qua i sindacalisti hanno la faccia come il culo. Ma per fortuna non sono iscritto a nessun sindacato. Ma l‘esperienza serve per crescere e consigliare gli altri. Se la mia conciliazione è stata carta straccia per Aviapartner Palermo probabilmente anche Eco Delta rischia. Licenziata a settembre  di due anni fa ha firmato una conciliazione che prevede la sua riassunzione dopo due anni con lo stesso livello. Nel frattempo ha percepito la disoccupazione. In precedenza anche in Gh Palermo e Catania è stata applicata questa formula. Anche in questo caso tutto regolare per i sindacati. Ricordo che anni fa nel trapanese imprenditori e sindacati firmarono un accordo che permetteva di pagare lo straordinario in nero, cioè fuori busta, eludendo così le tasse. È possibile che i sindacati e i loro rappresentanti non pagano mai, con la scusa di difendere e tutelare il lavoratore interpretano la legge a cazzo di cane. 

App fedeltà giornalisti in Cina

[Definizione di curva: la più graziosa distanza tra due punti. Mae West ] Sono circa diecimila i giornalisti di 14 media statali cinesi che, tra reporter e direttori, si dovranno sottoporre all'esame nazionale per verificare la loro lealtà al presidente Xi Jinping, prima di ogni cosa segretario generale del Partito comunista cinese (Pcc).     Alcuni, riporta il South China Morning Post, saranno chiamati a partecipare dai primi di ottobre alla fase sperimentale dell'esame attraverso l'app Xuexi Qiangguo, in base alla nota diffusa dall'Ufficio propaganda del Pcc. Pur in assenza di date per la prova generale nazionale, al momento si sa che le materie principali di studio includono la conoscenza del marxismo e del pensiero del presidente Xi, alla base di una delle 5 sezioni.    Xuexi Qiangguo, il cui significato è "studiare per rafforzare la nazione", è un aggregatore di notizie di articoli, video e documentari sul pensiero politico del presidente. È come un "Libretto rosso dei pensieri di Mao", ma in versione digitale. La polizia di Hong Kong ha usato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti radunati nel parco di Tuen Mun, che avevano lanciato contro gli agenti una molotov. Veri e propri tafferugli si sono invece verificati nella vicina stazione, e in una delle piazze principali, con le barricate messe in piedi dai dimostranti e dove gli agenti hanno utilizzato spray al peperoncino e proiettili di gomme per riprendere il controllo della situazione. Diversi manifestanti sono stati arrestati, aggiunge nel suo resoconto la tv pubblica di Hong Kong. "Elementi radicali hanno danneggiato la stazione ferroviaria con spranghe, lanciando oggetti sui binari e erigendo barricate", recita un comunicato della polizia, che accusa i manifestanti di aver "lanciato bombe molotov mettendo in serio pericolo la sicurezza di agenti e altri presenti sul posto". In precedenza, i dimostranti in nero avevano ammainato una bandiera cinese dandola alle fiamme. Gli organizzatori del corteo, formalmente una protesta contro l'inquinamento acustico, sono stati costretti ad annunciare la fine della manifestazione con oltre un'ora di anticipo. "Dispiegare agenti in tenuta anti-sommossa invece di altri in grado di negoziare con noi porterà solo a un'escalation della tensione tra polizia e dimostranti. Una cosa assolutamente non necessaria", ha detto uno degli organizzatori, Michael Mo.  Hong Kong si prepara a un'altra giornata  di proteste, parte del 16/esimo weekend consecutivo di manifestazioni anti governative e pro-democrazia e all'indomani degli scontri degli attivisti con la polizia segnati dall'uso di lacrimogeni, spray urticanti, proiettili di gomma e molotov. Una catena umana è attesa a Kowloon, lungo Ma Tau Wai Road, soprattutto su iniziativa di gruppi cristiani, insieme a in sit-in in corso, nell'ambito di quella che è stata presentata come una manifestazione religiosa di adesione alle proteste partite oltre mesi fa con la contestata legge sulle estradizioni in Cina, nonostante le preghiere e gli inni che saranno cantati.    L'obiettivo, tuttavia, è l'aeroporto internazionale con il tentativo di bloccare i collegamenti verso lo scalo: l'Hong Kong International Airport Authority ha reso noto che i treni saranno operati solo tra l'aerostazione e il terminal nel centro della città, saltando le fermate intermedie. Nel pomeriggio sono attesi sit-in nei centri commerciali di Shatin.    La polizia di Hong Kong è alle prese con lo "stress test" sulla sicurezza dell'aeroporto della città con rigidi controlli sui mezzi di trasporto pubblico. Il piano è la risposta ai propositi dei manifestanti circolati online che puntavano a bloccare i collegamenti e, possibilmente, ad avere sit-in allo scalo. Secondo i media locali, gli agenti hanno predisposto controlli alla fermata degli autobus verificando i flussi in entrata e in uscita. Alcuni ragazzi, in attesa a Lantau Link Toll Plaza, hanno visto i loro documenti registrati dalla polizia, mentre immagini sono state filmate sui mezzi in previsione della possibile identificazione dei manifestanti. Nel frattempo, i due mezzi blindati delle forze dell'ordine con cannoni ad acqua sono stati spostati verso Chek Lap Kok. La polizia in tenuta antisommossa sta anche presidiando diverse stazioni della metropolitana, con particolare attenzione alla stazione dell'Airport Express di Central e lungo le fermate della linea Tung Chung.

giovedì 26 settembre 2019

Bottiglie Aperte a Milano

[In amore, il denaro compera tempo, luogo, intimità, comodità e un piccolo angolo dove stare soli. Mae West] Conto alla rovescia per l’ottava edizione di Bottiglie Aperte a Milano nella location di Superstudiopiù a via Tortona, il 6 e 7 ottobre nel cuore della città meneghina, per condividere, con le aziende selezionate dal team di Bottiglie Aperte, le eccellenze del mondo vitivinicolo italiano. L’evento – prodotto e organizzato da ABS Wine&Spirits, Gruppo Aliante Business Solution, in collaborazione con Blend di Federico Gordini, ideatore del format della manifestazione – si è infatti affermato come il più importante appuntamento milanese sul vino, a cui è attesa una platea di oltre 5000 persone in rappresentanza di stampa, operatori di settore e appassionati. L’obiettivo dichiarato è bissare il successo delle precedenti edizioni, puntando sulla formula, rivelatasi decisamente attrattiva, che propone masterclass con verticali guidate da esperti e momenti di approfondimento sulle tematiche di attualità del mondo enologico. L’evento del 2018 ha registrato la partecipazione di 250 cantine vitivinicole, che hanno presentato 900 referenze in degustazione. E se, nella scorsa edizione, sono stati 4800 operatori presenti del settore Ho.Re.Ca., quest’anno ci sono ottime premesse con oltre undicimila iscritti provenienti principalmente da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, le stesse regioni maggiormente rappresentate tra le aziende presenti. Tra queste, in qualità di partner della manifestazione, Radici Natural Wines, agenzia di distribuzione che ha radunato sotto la propria egida un gruppo di venti aziende presenti in catalogo e proporrà una masterclass sui vini naturali guidata da Sandro Sangiorgi, che torna gradito ospite dell’evento, presente nel calendario www.milanowineweek.com. L’edizione 2019 inaugurerà inoltre la collaborazione con SpumantItalia e il magazine Bubbles Italia, che mirano a veicolare il mondo spumantistico italiano all’interno di un evento tanto rilevante per valorizzare coloro i quali, nel mondo-vino promuovono creatività, originalità ed effervescenza. Ad essi saranno dedicate alcune masterclass, riservando particolare attenzione a realtà produttive, Consorzi ed enti che ritengono il palcoscenico milanese e il mercato Horeca essenziale per la propria crescita.

1924 Prosecco a Londra

[Un uomo in casa è peggio che due nella strada. Mae West] Grande successo per il “1924 Prosecco” della Carpenè Malvolti, presentato in anteprima alla stampa inglese. Una straordinaria accoglienza per l’ultimo vino spumante della storica Cantina di Conegliano, che ha voluto celebrare – con una selezione unica e prima, ottenuta per il 90% da uve Glera e per il restante 10% da altri storici vitigni a bacca bianca del Territorio Trevigiano – il 95esimo anniversario dalla prima iscrizione in etichetta del termine Prosecco, avvenuta per mano di Etile seconda Generazione della Famiglia. Traendo ispirazione dal vino delle origini, il “1924 Prosecco” si presenta come l’evoluzione naturale di quello Spumante che ha cambiato per sempre la storia dell’enologia italiana, di cui ricalca la mappa sensoriale oltre che qualitativa nonché il valore storico. La visione di Carpenè Malvolti si inserisce coerentemente nella strategia di marketing d’impresa, che nell’internazionalizzazione del Prosecco ha investito e creduto prima di chiunque altro, portando in giro per il mondo non solo la qualità superiore del predetto Vino Spumante ma anche la sua storia, la cultura e la tradizione di un Territorio da millenni vocato alla viticoltura ma che solo nell’ultimo secolo e mezzo ha vissuto una nuova fase di crescita e sviluppo. Ed è proprio dal mercato inglese – secondo mercato al mondo per i volumi importati di Prosecco Superiore – che il tour internazionale del “1924 Prosecco” ha scelto di partire. Dall’ultimo report del Consorzio Docg le esportazioni del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg verso il Regno Unito sono pari a 7,4 milioni di bottiglie per un controvalore di 50 milioni di euro, facendo registrare una progressiva e straordinaria crescita sin dal 2009 – anno di nascita della Docg – ed incidendo per circa il 20% sulle esportazioni totali. Il lancio ufficiale ai Partners ed al pubblico è avvenuto al Bentley’s Oyster in Mayfair, in collaborazione con il Partner distributivo Hallgarten & Novum Wines. Da Londra, il tour mondiale del “1924 Prosecco” riparte poi per una mission in Canada, il mercato nordamericano di riferimento per eccellenza della Carpenè Malvolti, dove è presente da oltre 50 anni. Negli Stati Uniti, dove a fine ottobre sono in calendario una serie di tappe in Florida, New York City, California ed Illinois. Si proseguirà quindi in diversi Paesi Europei tra cui naturalmente l’Italia, il Belgio e la Francia, prima di avviarsi a conclusione nel mese di novembre in Asia ed Oceania, ed in particolare a Seoul in Korea, a Tokyo in Giappone e a Sidney, in Australia.

mercoledì 25 settembre 2019

Adria Airways default?

[L'opinione pubblica è una giurisdizione che l'uomo dabbene non deve mai riconoscere senza riserve, e non deve mai rifiutare. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] La compagnia di bandiera slovena, Adria Airways, ha cancellato tutti i voli che erano previsti per ieri e per oggi, come si legge sulle pagine de Il Sole-24 Ore. Il vettore ha mantenuto solamente il collegamento con Francoforte. Secondo quanto riportato dalla fonte, la compagnia resta in attesa di un aiuto da parte del governo locale per scongiurare di dover dichiarare lo stato fallimentare. Parallelamente però procede anche la ricerca di un investitore in modo che la sospensione dei voli possa essere temporanea. Sempre secondo quanto riporta il quotidiano, l'Agenzia per l'aviazione civile ha fatto sapere che comunicherà oggi la propria decisione sul ritiro della licenza operativa ad Adria Airways. Fraport, la società che gestisce lo scalo di Lubiana Brnik, sta dando assistenza ai passeggeri che si sono comunque recati in aeroporto, nonostante i voli cancellati dalla compagnia. Lo scalo funziona regolarmente nonostante la cancellazione dei voli del vettore. 

Bibi ci riprova

[Governare e sempre scegliere tra svantaggi. Charles De Gaulle] Il presidente israeliano Reuven Rivlin potrebbe affidare questa sera stessa l'incarico di formare il nuovo governo al premier uscente Benyamin Netanyahu. Lo riportano a sorpresa vari media che tuttavia non citano alcuna fonte ufficiale. L'indiscrezione è presente sui notiziari delle tv commerciali Canale 12 e Canale 13 e alla radio pubblica Kan. L'ufficio di Rivlin ha poi annunciato che è stato anticipato alle 18 locali (le 17 in Italia) l'incontro del presidente col leader di Blu Bianco Benny Gantz e con Netanyahu.  "Accetto l'incarico, occorre un governo di unità nazionale e la riconciliazione che in questo momento è essenziale". Lo ha detto il premier Benyamin Neranyahu che non ha nascosto le difficoltà dell'incarico avuto da Rivlin.  Netanyahu ha giustificato l'esigenza di un governo di unità nazionale con tre emergenze: "l'Iran, la situazione economica e il Piano di Pace di Trump che, se non ci fosse un governo, potrebbe anche non essere presentato". Il premier ha anche sottolineato che è possibile una "leadership congiunta" aggiungendo che è aperto ad un accordo di rotazione con Benny Gantz leader di Blu-Bianco. Ma ha insistito che il governo di unità deve essere "formato rapidamente". Poi ha spiegato che se non sarà in grado di formare un governo rimetterà il mandato nelle mani di Rivlin. Gantz, no governo con un premier incriminato  - "Blu Bianco sotto la mia guida non accetterà di far parte di un governo in cui ci fosse per il suo primo ministro una incriminazione grave": lo ha affermato Benny Gantz, pochi minuti dopo che il capo dello Stato Reuven Rivlin aveva affidato a Benyamin Netanyahu l'incarico di formare un nuovo governo.  Cinque anni or sono il presidente Obama appoggiò la coalizione delle più importanti figure militari israeliane in pensione, a sostegno di ogni politica regionale per la pace. Nacque il Commanders for Israel’s Security. Nel medesimo tempo, Obama incoraggiava anche l’alleanza dei partiti arabi israeliani nell’intento di dare impulso alla “soluzione a due Stati”. Una strategia che nelle elezioni legislative del 2015 fu un fallimento di fronte a Benjamin Netanyahu. Il leader del Likud, sostenuto dal quotidiano gratuito Israël Haymon, di cui è proprietario il padrone di casinò statunitense Sheldon Adelson, imperniò la campagna elettorale sul pericolo di un’imminente distruzione di Israele. La coalizione di Netanyahu alla fine ottenne la maggioranza alla Knesset. Nei successivi quattro anni, il primo ministro Netanyahu ha moltiplicato le dichiarazioni roboanti sul pericolo che rappresentano Hamas, Hezbollah e Iran, ma ha fatto tutto il possibile per evitare ogni confronto. Gli elettori hanno perciò cominciato a interrogarsi su quanto reale fosse questa minaccia proclamata imminente. Le dimissioni ad aprile del ministro della Difesa Avigdor Lieberman, che rifiuta i termini del cessate-il-fuoco con Hamas, hanno provocato le elezioni parlamentari di aprile 2019. L’ex capo di stato-maggiore Benny Gantz fonda un partito, coinvolgendo due personalità laiche e altri due ex capi di stato-maggiore, il cui programma prevede negoziati con i palestinesi, senza tuttavia rinunciare ad alcuna acquisizione israeliana, nonché un rafforzamento della democrazia, pur senza cancellare l’identità ebraica del Paese. Un’ambiguità che non gli ha permesso di prevalere. Ma nemmeno Netanyahu riesce a formare un nuovo governo: Lieberman denuncia subito la confusione giuridica su cui gioca il primo ministro pur di mantenere l’alleanza con i partiti religiosi. Il dibattito, all’inizio limitato all’esenzione dal servizio militare degli studenti delle yeshiva, si amplia a una serie di altri temi, tra gli altri le attività vietate nel giorno dello shabbat. Vengono perciò indette nuove elezioni a settembre 2019. L’ex primo ministro Ehud Barak si rimette in politica per "lottare contro l’apartheid". La lista araba unificata del 2015 si ricostituisce, includendo tutti i partiti arabi, dai comunisti agli islamisti. A causa delle vacanze estive, la campagna dura non più di due settimane. Lieberman riesce a imporre il tema della laicità dello Stato; Netanyhau invece trasforma le elezioni in un referendum sulla propria persona. Di punto in bianco il primo ministro annuncia l’intenzione di annettere alcune zone della Cisgiordania e ipotizza un trattato di alleanza militare con gli Stati Uniti; suona a ripetizione l’allarme, ora però sul possibile ingresso degli arabi israeliani nel governo di Gantz. Tuttavia Netanyahu perde le elezioni. I guai giudiziari che coinvolgono la famiglia di Netanyahu sono stati ampiamente ripresi dai media, ma non hanno avuto impatto elettorale. Secondo i risultati ancora provvisori, pare non sia possibile la formazione di alcuna coalizione di maggioranza, a meno che l’uno o l’altro partito disattenda gli impegni presi in campagna elettorale. Benché l’argomento non sia mai stato esplicitamente affrontato, sembra che la disfatta di Netanyahu segni la fine della politica espansionista israeliana, ereditata dal colonialismo britannico. Israele potrebbe adottare una politica “normale”, senza tuttavia mettere in causa per il momento l’occupazione dei territori annessi dal 1967.

Buona cena ragazzi

[Chi non ha carattere non è un uomo, è una cosa. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Oggi una cosa è stata chiara a tutti nel corso della riunione sindacale, il Saracino ha dimostrato che ha un cuore che non è suo. Per il terzo anno Gh, rinnovando il contratto per la pulizia degli aeromobili alla concorrente Aviapartner Palermo. Questi salvataggi avranno un prezzo, non indifferente,  e lo scopriremo nei prossimi anni.  Aviapartner incrementerà il valore nominale del ticket/buono pasto ad € 10 per ogni giornata i cui il lavoratore sarà impiegato con lo strumento cd dell'orario spezzato (per un massimo di 9 giornate mese pro capite) e nel caso del superamento del tetto delle 4 ore si procederà all'integrazione del suddetto buono ticket con uno ulteriore pari al valore valore nominale di 5,19 €, integrandolo con un cd buono colazione di € 3,10. Inoltre verrà assegnato un periodo di ferie, ex festività, rol(sia in giornata ad ore) utilizzando il monte ore residui e non goduto degli anni precedenti nonché il maturato e non ancora goduto dell'anno 2019. Ove fosse necessario si conviene di poter utilizzare in anticipo il monte ore ferie 2020 sia in giornate che a ore. Aviapartner aveva proposto 12 spezzati e la banca delle ore. La seconda non è stata accettata dai sindacati,  9 gli spezzati (quanti i nostri ros). Nel precedente accordo gli spezzati erano 4. Abbiamo più che raddoppiato gli spezzati, non c'è che dire.  Le parti si incontreranno di nuovo a marzo 2020 per fare il punto della situazione.  Questa sera l'azienda ha invitato i dipendenti tutti a una cena per festeggiare cosa? Probabilmente l'aumento degli spezzati. Dopo queste belle notizie una bella mangiata è quello che ci vuole.

In Italia i sommelier della birra

[Ci riprendiamo tutto quello che è nostro. Gomorra] Approda per la prima volta in Italia il Campionato mondiale dei sommelier per la birra: lo ospiterà Rimini il 27 settembre. Un concorso, organizzato dalla Doemens Academy insieme al partner italiano Arte Bier di Stefan Grauvogl, al quale parteciperanno 80 'Biersommelier' provenienti da 18 Paesi e tra questi 15 partecipanti dall'Italia. Con vari turni di gara che porteranno alla finale, i Biersommelier dovranno dimostrare le loro abilità nei settori di competenza, tecnologia, descrizione sensoriale e presentazione della birra. A giudicare chi sarà il migliore, il sesto campione del mondo, una giuria internazionale. La figura del 'Biersommelier' si è affermata da qualche anno, col compito soprattutto di promuovere questa bevanda in modo tale da conferirle un'immagine preziosa. Il campionato mondiale è stato inaugurato nel 2009 e si tiene ogni due anni in diverse città del mondo, alla ricerca del 'numero uno' tra oltre 5.000 sommelier. L'evento italiano sarà ospitato dal Grand Hotel di Rimini. (ANSA) - Anheuser-Busch InBev, il colosso mondiale della birra a cui fanno capo anche i marchi Stella Artois, Corona e Budweiser, ha fissato a 27 dollari di Hong Kong il prezzo dello sbarco in Borsa delle sue attività asiatiche, valutate ora circa 5 miliardi di dollari. Si tratta del livello più basso della forchetta, fissata una settimana fa da InBev tra i 27 e i 30 dollari di Hong Kong, che piazza comunque la Ipo al secondo posto tra le più importanti di quest'anno.     Stretta dalla necessità di tamponare il maxi debito da oltre 100 miliardi di dollari accumulato dopo la mega acquisizione di SABMiller nel 2016, Ab InBev aveva progettato la quotazione in tempi più rapidi. A luglio scorso, in coincidenza con le tensioni anche sui mercati generate dalle proteste ad Hong Kong, il gruppo è stato però costretto ad un rinvio, tagliando peraltro drasticamente l'obiettivo di raccolta, inizialmente fissato a 10 miliardi di dollari.

Vino di qualità della Valle templi

[La generosità non è altro che la pietà delle anime nobili. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Incrementa gli ettari di terreno coltivati a vigna e mira a passare dalle attuali 3.500 bottiglie a circa tredici mila. Il Parco archeologico di Agrigento, che è già passato da 2 a 5 ettari coltivati, lo farà con il progetto "Diodoros II". Tra i filari delle vigne della Valle crescono vitigni autoctoni come il Nero d'Avola, il Nerello Cappuccio e il Nerello Mascalese che danno vita al vino "Diodoros": un prodotto di eccellenza apprezzato dagli esperti del settore.    Il progetto, che sarà articolato in venti anni, è stato presentato nella sede di Villa Aurea dal direttore del Parco archeologico, Roberto Sciarratta, e dal presidente della cooperativa Cantine viticoltori associati di Canicattì (Ag) che hanno siglato una nuova intesa che disciplina la gestione del nuovo vigneto. "Questa iniziativa non è un souvenir - ha spiegato Sciarratta - ma una complessa opera di recupero del paesaggio che abbiamo intrapreso negli ultimi anni e che ha visto il Parco vincere il Premio del paesaggio nel 2017. Questo progetto, nato quasi dieci anni fa, è di valorizzazione e di ripresa della coltivazione".     "E' un marchio di qualità - ha spiegato il presidente della coop Cantine viticoltori associati di Canicattì, Giovanni Greco - che sarà testimonianza di queste bellezze di livello mondiale.    L'obiettivo è legare le bellezze archeologiche e paesaggistiche alle produzioni di eccellenza. Questo territorio ha una particolare vocazione per le produzioni di qualità, impiantare altri ettari di terreno significa veicolare in maniera importante il turismo enogastronomico e l'economia in generale".

L'ignoranza dei numeri

[L'uomo raggiunge da novizio la soglia di ogni età della vita. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Chi scrive è un poliziotto e svolge la stessa professione del protagonista del suo libro, Romeo Giulietti. Ma, come sottolinea nella prefazione Erri De Luca, "se questo fosse il libro di uno scrittore di storie poliziesche, mi sarebbe caduto di mano. È invece il libro di un uomo che ha messo la sua esperienza e la sua professione di fede nella giustizia dentro una storia aspra e saggia". 'L'ignoranza dei numeri', una storia 'di molti delitti e di poche pene' è il nuovo libro di Francesco Paolo Oreste, edito da Baldini+Castoldi. "Mi sono trovato dentro Napoli, nel suo metabolismo famelico, in mezzo ai suoi febbrili anticorpi, e ne sono uscito a fine storia, accompagnato all'uscita con un foglio di via, altrimenti sarei rimasto dentro", aggiunge ancora De Luca. Il romanzo di Francesco Paolo Oreste si annovera nel genere poliziesco,la risoluzione di un omicidio nel caleidoscopio della Napoli, città metropolitana, ma non si esaurisce in esso; si presta, infatti a tante letture. Certamente una socio- antropologica: si racconta, si descrive la Città del mare e del Vesuvio, ma anche delle " palazzine", degli stradoni, degli incroci, dei bar/ edicole, delle rotonde, che dividono strade , ma all'occorrenza uniscono persone, quelle persone che vogliono che il loro territorio, tante volte stuprato, offeso,sfruttato, non riceva l'onta di diventare la pattumiera più grande d'Europa. Ed arriva la lettura di taglio ambientalista e civile: un Parco da tutelare, la salute dei figli da assicurare; una Terra che produce albicocche, pomodorini e viti, non può essere sommersa dai rifiuti provenienti da ogni dove, rifiuti speciali che concimano di veleno le terre vesuviane e che mettono una pesante ipoteca sul futuro dei suoi abitanti. Ma nella Protesta i cittadini da vittime diventano colpevoli; lo Stato, quello che dovrebbe tutelarli li attacca, li bastona, impedisce loro di prendersi cura della propria Terra, di difendere la propria salute e quella dei propri figli. Chi ha vissuto quei giorni conosce bene il clima di "Stato d'assedio" che si viveva, la percezione di essere considerati alla stregua di malviventi da parte di chi dovrebbe proteggerti dai malviventi. E l'ispettore Giulietti, che è uomo di Legge, che non riesce a condividere la Legge al di fuori della Giustizia, del riconoscimento di quella dignità che ciascun cittadino deve avere garantita, non può non schierarsi dalla parte del popolo, dalla parte di chi riceve l'offesa di essere schiacciato nelle idee e nel corpo. Ogni personaggio incontrato nel romanzo è vestito di quel rispetto di quella dignità che fa chiedere scusa a Giulietti, per sé e per gli altri. L'ignoranza dei numeri si legge, quindi anche come un romanzo d'amore: amore per la Terra, per i suoi cittadini, per il proprio lavoro, per la Legge, per la Giustizia; in tutto il romanzo si respira questa dimensione: ciascun personaggio è raccontato con lo sguardo di chi non annulla le Persone; Giulietti, infatti, valuta le situazioni, non giudica le persone anche quelle più "grigie": se ad un ragazzino di dieci anni si chiede di " fare l'uomo di casa" e non di essere bravo a scuola che colpa ha se poi ciò che impara è scippare nelle auto? Poi c'è l'amore per Rebecca, amarena e cioccolato, le poesie che di quell'amore si fanno voce, il mare che a quell'amore offre rifugio. Francesco Paolo Oreste, con questo romanzo allontana la Città da Gomorra e la avvicina a Partenope; a quell'Amore steso tra l'azzurro del cielo e del mare, in un lembo di terra che dell'Amore ha acquisito fantasia e disperazione, e Compassione, la " partecipazione con". E tutto questo l'autore lo vive intensamente e lo racconta con uno stile fluido che interseca il racconto a dialoghi " leggeri" che si ispirano al teatro tradizionale napoletano, e tra le righe affiora la musica e qualche verso di Pino.

Via giornale L'Ora

[Ho tre tipi di amici: quelli che mi amano, quelli non mi danno la giusta attenzione e quelli che mi detestano. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] La memoria di un giornale che ha coniugato informazione e impegno civile sarà rievocata a Palermo con alcune iniziative promosse dal comitato degli ex giornalisti del quotidiano L'Ora presieduto da Marcello Sorgi. La scelta della data, il 29 settembre, è un omaggio a Vittorio Nisticò, storico direttore del giornale, nel centenario della nascita. Con Nisticò, maestro di tre generazioni di cronisti, viene ricordata la storia memorabile di un giornale che pubblicò la prima grande inchiesta sulla mafia, sulla sua evoluzione e sui suoi rapporti con il potere politico e per questo subì attentati, persecuzioni e denunce. Tre suoi giornalisti Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato - furono uccisi.   Chiuso dal 1992, L'Ora e la sua testimonianza civile saranno ricordati la mattina del 29 settembre con la scopertura da parte del sindaco Leoluca Orlando di una lapide nel palazzo che fu l'ultima sede del quotidiano nel tratto di strada che sarà denominato "via giornale L'Ora".   La sera al teatro Santa Cecilia si terrà un reading di testi di Nisticò, con intermezzi musicali diretti da Ignazio Garsia.    Sarà proiettato un video con riferimenti alle figure di Nisticò, De Mauro, Salvo Licata e Nino Sofia. Verranno inoltre anticipati i contenuti di un libro, "L'Ora. Edizione straordinaria", edito dalla Biblioteca regionale con i testi di 46 ex redattori e le immagini più significative tratte dall'archivio del giornale.

LA MAFIA DOPO RIINA/57

[In politica i saggi non fanno conquiste; la stessa massima vale in amore. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] La corte d'appello di Palermo ha condannato complessivamente a oltre 3 secoli di carcere gli imputati del processo denominato Panta Rei che vede alla sbarra boss, estortori  e gregari di Cosa nostra dei clan di Porta Nuova, Villabate e Bagheria. Ha retto dunque l'impianto accusatorio e le pene sono state rilevantissime. Un solo imputato, Massimo Monti, è stato assolto. Il processo si svolgeva in abbreviato davanti alla corte d'appello di Palermo.    Il procedimento nasce da una indagine del 2015 dei carabinieri.    Gli imputati erano accusati di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, danneggiamento e traffico di droga. L'inchiesta ricostruì la mappa del pizzo in diverse zone della città e gli assetti di vertice delle famiglia del Borgo Vecchio, Villabate e Bagheria. Nessun'attività commerciale sfuggiva al racket. Gli inquirenti accertarono il ruolo di Teresa Marino moglie del boss Tommaso Lo Presti oggi condannata a 10 anni e 8 mesi. Sarebbe stata lei a gestire la cassa del pizzo. La Natività, il capolavoro di Caravaggio rubato a Palermo nell'ottobre 1969, era finito in mano alla mafia. Prima di rivenderlo a un mediatore d'arte svizzero il boss Gaetano Badalamenti cercò di avviare una trattativa con il parroco dell'Oratorio di San Lorenzo, Rocco Benedetto, dichiarandosi pronto a restituire la tela in cambio di denaro. Di questi contatti, mantenuti anche con lettere dei mafiosi e annunci sui giornali, parlò lo stesso parroco al regista Massimo D'Anolfi che stava preparando un documentario sulle opere d'arte trafugate. L'intervista inedita, il cui contenuto viene ricostruito dal quotidiano "The Guardian", è stata consegnata alla polizia e ripescata dallo stesso D'Anolfi.     Sarà presentata a Palermo in occasione di una mostra su opere e capolavori scomparsi. Il parroco, morto nel 2003, non era riuscito a convincere gli investigatori e il sovrintendente alle Belle arti della pista mafiosa. Era stato addirittura indagato come complice dei ladri. Ma poi l'inchiesta era stata archiviata. Questa storia sembra uscire da un romanzo di Daniel Silva, una indagine del mitico Gabriel Allon. [segue]

martedì 24 settembre 2019

Il Saracino salverà ancora Aviapartner Palermo?

[La convinzione è la consistenza dell'intelletto. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Recita un paragrafo dell'accordo di sito stipulato in questi giorni tra Gh, Ap, Gesap, Enac e sindacati a Punta Raisi che "per quanto concerne l'individuazione normativa delle risorse si conviene di favorire prioritariamente le richieste su base volontaria, rientranti tra le mansioni convenute tra le aziende, previa concorde valutazione congiunta tra le stesse da effettuarsi prima della redazione delle liste".  Non sarà facile convincere le aziende a prendersi anche ros, capiturno e coordinatori quelli restano con chi li ha nominati. Che faranno i nove ros di Aviapartner questo
inverno? Talmente sono tanti che potranno giocare solo a pinacola. Con circa 45 tempi indeterminati, si contano 7 capiturno, nove ros. Quando Ap aveva clienti come Wj, Maridiana e easyjet non si contavano tante teste pensanti. Possiamo dire che, oggi,  Aviapartner, a Punta Raisi,   è una azienda di colonnelli, dove tutti danno ordini ma non si sa bene a chi (alla faccia del budget!).  Ancora non si è capito se gh darà le pulizie invernali alla concorrente Aviapartner, anche perché il postale (volo notturno), gestito da gh, dovrebbe continuare. Senza le pulizie degli aeroplani che sostano per la notte a Palermo Aviapartner avrebbe ben poca cosa da fare.  Nel frattempo donMariano prepara i turni di ottobre come se le pulizie notturne sono un fatto acquisito, mentre i coordinatori della gh non sanno ancora nulla, domani sapremo la verità. E se il Saracino ricambiasse il colpo basso ricevuto da Aviapartner che gli ha soffiato l'Ata all'ultimo minuto? Domani sapremo se il Saracino è vendicativo. Da indiscrezioni apprendiamo che l'azienda a Palermo punterà alla flessibilità più estrema con spezzati, evitando la cig al momento.  Nel frattempo  nessuno dice che Eurowings (questa è l'unica cosa che conta!) a marzo passerà con gh e che, sempre a marzo, easyJet è in scadenza di contratto. Ma a Punta Raisi da sempre il silenzio è d'oro, il cucchiaio è d'argento, i pallettoni sono sempre stati di piombo. 

Il Kievgate travolge Trump

[Le passioni fanno vivere l'uomo, la saggezza lo fa soltanto vivere a lungo. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Crescono le richieste di impeachment tra i democratici a Washington, dopo che Donald Trump ha praticamente ammesso di aver parlato di Joe Biden e del figlio durante la telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy al centro della denuncia al presidente fatta da un funzionario dell'intelligence Usa. Adam Schiff, il presidente della commissione dell'Intelligence della Camera protagonista del braccio di ferro tra Congresso e vertici nominati da Trump dell'intelligence per la testimonianza del whistleblower, ha detto che l'impeachment "potrebbe essere l'unico rimedio" se veramente il presidente ha chiesto al leader ucraino di indagare per trovare materiale compromettente sull'ex vice presidente ed ora candidato alla Casa Bianca democratica. Schiff, che finora si è sempre opposto alle richieste d'avvio delle procedure di impeachment sostenute dalla sinistra dem, ha detto che forse si sarà costretti a questo passo: "Io voglio che il Paese comprenda che è l'ultima risorsa". Secondo fonti della commissione guidata da Schiff sarebbero state le parole di Trump - "non vogliamo che nostre persone, come il vice presidente Biden e suo figlio, creino corruzione in Ucraina" - a far scattare le richieste dei democratici che chiedono, sostenuti anche da qualche Gop, che il presidente renda pubblica la trascrizione del colloquio con il presidente ucraino. Intanto, Nancy Pelosi, la Speaker della Camera che in questi mesi si è sempre opposta all'impeachment per il Russiagate come una misura rischiosa, ha inviato nel weekend una lettera ai democratici del Congresso riconoscendo che l'amministrazione Trump "entrerà in un nuovo capitolo di illegalità che ci porterà su tutt'altro livello di indagine", se il capo dell'Intelligence, Joseph Maguire, che giovedì testimonierà al Congresso, continuerà a rifiutarsi di condividere le informazioni, citando il privilegio presidenziale. La lettera, in cui la leader democratica sembra sbilanciarsi, senza nominarlo, sulla possibilità dell'impeachment, è arrivata dopo che Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata newyorkese diventata la leader della sinistra dem, ha affermato che "il più grande scandalo nazionale non è il comportamento del presidente che viola la legge, ma il rifiuto del partito democratico di avviare l'impeachment per questo". Mentre un membro democratico della commissione Intelligence, Jim Hemes ha spiegato come "fare pressioni su un leader straniero con l'obiettivo di fargli fare il proprio lavoro politico, trovare del marcio su un avversario, è estorsione, è usare i fondi degli Stati Uniti e la fiducia pubblica per la tua corruzione personale". Ma per Donald Trump le discussioni su un suo possibile impeachment per la vicenda della sua telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy non "sono assolutamente serie". Rispondendo alle domande dei giornalisti al suo arrivo al Palazzo di Vetro, il presidente americano è stato costretto ancora una volta a difendersi: "Abbiamo avuto un colloquio telefonico perfetto con il presidente dell'Ucraina", ha detto, sostenendo che non è possibile definire non appropriata la conversazione dal momento che è stato discusso il problema della corruzione. "E' molto importante parlare della corruzione - ha detto - se non si parla della corruzione, perché dare soldi ad un Paese che si pensa sia corrotto? E' importante cogliere l'occasione per parlare a qualcuno della corruzione". Donald Trump ammette di aver parlato di Joe Biden e di suo figlio Hunter con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un'ammissione che riaccende il dibattito fra i democratici sul possibile impeachment del presidente per aver chiesto ad un governo straniero di indagare su un suo rivale politico in vista del 2020. Ad aprire a una messa in stato d'accusa sarebbe anche la speaker della Camera, Nancy Pelosi, che senza pronunciare la parola impeachment parla tuttavia di un "nuovo grave capitolo di illegalità".  La speaker della Camera Nancy Pelosi si appresta ad annunciare un'indagine per un possibile impeachment di Donald Trump. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'annuncio ufficiale è atteso alle 17.00 ora locale (le 23 in Italia).  Donald Trump ordinò al capo di gabinetto della Casa Bianca di congelare oltre 391 milioni di dollari di aiuti all'Ucraina alcuni giorni prima la controversa telefonata col nuovo leder di Kiev Volodymyr Zelensky. Lo riporta il Washington Post, spiegando che l'ordine fu comunicato al Pentagono e al Dipartimento di Stato.    Nella telefonata Trump, come ha ammesso, pressò il presidente ucraino perché fosse aperta un'indagine per corruzione contro il figlio di Joe Biden, suo avversario per la rielezione alla Casa Bianca. "Non c'e' stata alcuna pressione sull'Ucraina": le indiscrezioni in questo senso sono una "caccia alle streghe". Lo afferma il presidente americano Donald Trump, sottolineando che i dettagli della conversazione telefonica con il leader dell'Ucraina Volodymyr Zelensky potrebbero essere diffusi.

Alta velocità in Texas per Salini

[Soltanto l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Kairos Investment Management, dal 12 settembre, ha ridimensionato la posizione ribassista su Astaldi  dall'1,49% all'1,37%. Lo si apprende dalle comunicazioni della Consob relative alle posizioni nette corte. Nel frattempo, a Piazza Affari, si muove in avanti il general contractor, che sta portando a casa un modesto +0,87%. Salini Impregilo  guarda agli States. La società, attraverso la sua controllata americana Lane Construction Company, ha infatti chiuso un contratto Design-Built con la Texas Central, società di sviluppo del treno ad alta velocità. Nel dettaglio, l'accordo prevede che Salini-Lane realizzi la parte riguardante i lavori di ingegneria civile del nuovo servizio ad alta velocità tra Houston e Dallas.  La definisce un'"opportunità unica nel suo genere", Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo, "che ci consente di apportare la nostra vasta esperienza e il nostro know-how". "Fare parte di questo progetto che porterà l'alta velocità su rotaia in Texas e in America, in qualità di leader dei lavori di progettazione e costruzione, è un'esperienza unica di cui siamo onorati", conclude poi il manager. Nei lavori sono inclusi la progettazione e costruzione del viadotto e delle sezioni in rilevato lungo l'intero tracciato, l'installazione del sistema di binari e l'allineamento e la costruzione di tutti gli edifici e servizi per la manutenzione e per lo stoccaggio del materiale ferroviario. 

Torna Caseifici Aperti

[Dato che un politico non crede mai in ciò che dice, resta sorpreso quando gli altri ci credono. Charles De Gaulle] Sabato 5 e domenica 6 ottobre torna nei territori d'origine 'Caseifici aperti', la festa dei produttori del 'Re dei formaqgi', il Parmigiano Reggiano. I visitatori avranno la possibilità di partecipare alla produzione della Dop più importante d'Italia, con visite guidate al caseificio e al magazzino di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni, uniti alla passione dei casari. Un viaggio alla scoperta della culla geografica del parmigiano reggiano, delle sue terre ricche di storia, arte e cultura. I visitatori avranno l'opportunità di assistere alla nascita della forma del formaggio, oppure potranno passeggiare nei magazzini di stagionatura e acquistare il parmigiano direttamente dalle mani di chi lo produce. Sul sito del Consorzio (www.parmigianoreggiano.it) la lista dei caseifici aderenti. 

Il "Siani" a Cirrincione

[Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell'irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli. Henri Kissinger] Dario Cirrincione, giornalista palermitano e autore del libro "Figli dei boss - Vite in cerca di verità e riscatto" (Ed. San Paolo) ha vinto il premio giornalistico intitolato a Giancarlo Siani. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato nella rinnovata "Sala della Mehari di Giancarlo Siani-Sala della Memoria", al Palazzo delle Arti di Napoli, nel giorno del 34° anniversario della morte del giovane cronista del Mattino, ucciso dalla Camorra a soli 26 anni per le sue inchieste sulla criminalità organizzata, il traffico di droga e i legami tra Camorra e lavori pubblici. La consegna delle Targhe del Premio Siani, giunto alla XVI edizione, quest'anno assume un valore particolare poiché coincide con la presentazione della "Fondazione Giancarlo Siani" fortemente voluta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo. Oltre a Dario Cirrincione sono stati premiati Maria Franco per il libro "Esercizi di stile per un congedo". Guida editori Angela Mallardo per "Giancarlo Siani, il bambino che vivrà per sempre". Ed. Buk Buk; Raffaele Sardo per la trilogia "Al di là della Notte". Tullio Pironti editore; "Come Nuvole nere".   Melampo editore; "La sedia vuota". IODedizioni Federica Angeli per il libro "A mano disarmata". Ed.    Baldini+Castoldi; Nello Trocchia per il libro "Casamonica", viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma.Ed.    UTET; Paolo Borrometi per il libro "Un morto ogni tanto", la mia battaglia contro la mafia invisibile.E d. Solferino; Associazione "Opportunity Onlus" per il filmato "Una grande comunità contro la camorra". Una sala della memoria, in un museo, il Pan di Napoli, per ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata. E una Fondazione dedicata a chi, come Giancarlo Siani, dalla camorra è stato ammazzato. E' così che a 34 anni dalla sua morte sarà ricordato il giornalista de Il Mattino, Siani, ucciso il 23 settembre del 1985.    "Già nel 1986, 33 anni fa, nacque l'associazione Giancarlo Siani perché capimmo che subito dovevamo dare una risposta organizzata a questo evento drammatico che ci aveva colpito - dice il fratello Paolo Siani, parlamentare del Pd - dopo tanti anni abbiamo ormai le gambe forti per poter fare una Fondazione.    La presiederanno mio figlio Gianmario e mia figlia Ludovica, sono loro che in qualche modo porteranno avanti da oggi in poi questa battaglia in ricordo di uno zio mai conosciuto".

lunedì 23 settembre 2019

Anche Condor nei guai

[Non c'è sciocco che non trovi un altro sciocco che l'ammiri. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Guai anche per Condor, controllata tedesca del TO britannico Thomas Cook che ha dichiarato bancarotta. Per motivi legali, infatti, la compagnia non può far partire i vacanzieri verso le destinazioni prenotate. A renderlo noto l’agenzia tedesca Dpa citando fonti ufficiali della stessa compagnia aerea ‘leisure’ di Francoforte. I voli di ritorno comunque non sono interessati dal blocco. Sono circa 140 mila le persone in viaggio al momento con la controllata tedesca di Thomas Cook. In media meno di un quinto dei passeggeri della Condor sono clienti dei marchi del TO britannico (Thomas Cook, Neckermann, Öger Tours, Air Marin und Bucher Reisen). Intanto però il ramo d’azienda belga di Thomas Cook prosegue nelle sue attività previste, ma non accetta nuove prenotazioni. Nel caso il tour operator venisse dichiarato fallito anche in Belgio – cosa che per il momento non è avvenuta – i turisti vittima di annullamenti o interruzioni potrebbero far ricorso al Fondo di garanzia per i viaggi, che interviene in questo caso nel Paese. Anche dalla sussidiaria olandese di Thomas Cook fanno sapere di non accettare più prenotazioni e che si stanno studiando opzioni per attenuare l’impatto del fallimento per clienti e impiegati. Thomas Cook, il tour operator britannico con 178 anni di storia alle spalle, chiede la liquidazione giudiziaria. Lo annuncia la società in una nota, sottolineando che "sono cancellati tutti i futuri voli e le future vacanze". Nonostante le trattative serrate, Thomas Cook non è riuscita a raggiungere un accordo con i creditori e questo ha innescato la richiesta di bancarotta. Con la liquidazione Thomas Cook mette a rischio 22.000 posti di lavoro a livello globale, di cui 9.000 in Gran Bretagna. E' al via il ponte aereo organizzato dal governo britannico e dalla Civil Aviation Authority (Caa) per rimpatriare i turisti bloccati all'estero. In totale vi sono quasi 600.000 clienti del tour operator attualmente in vacanza, 150.000 dei quali britannici inclusi 16.000 il cui rientro nel Regno era previsto per oggi. Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha detto che sono pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook e la Caa prevede per stasera il rimpatrio d'almeno 14.000 persone. La liquidazione giudiziaria chiesta da Thomas Cook blocca all'estero circa 600mila cittadini britannici che stanno svolgendo le loro vacanze con i pacchetti turistici del gruppo. E' quanto riporta Bloomberg secondo cui il governo britannico, si è rifiutato di partecipare a un salvataggio pubblico ma avrebbe annunciato di voler coprire i costi del rimpatrio dei clienti. Il gruppo cinese Fosun, che controlla Thomas Cook, si è detto deluso della decisione di procedere alla liquidazione dopo aver proposto un piano da 1,1 miliardi di sterline che prevedeva, fra l'altro, la conversione del debito da 2 miliardi in azioni e il passaggio del controllo delle linea area ai creditori. Un progetto che non si è concretizzato per i timori che la situazione fosse oramai compromessa presso la clientela che ha cancellato in massa le prenotazioni già effettuate. 

36 compagnie fallite in due anni

[La coscienza è un cane che non ci impedisce il transito, però noi non possiamo impedirgli di abbaiare. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Sono 36 le compagnie aeree fallite in due anni. Migliaia di passeggeri lasciati a terra, dimenticati. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la compagnia aerea francese  Aigle Azur,  che ha sospeso tutte le operazioni, voli compresi, il 7 settembre scorso, bloccando negli scali oltre 13mila passeggeri, mentre altre migliaia di persone si sono trovati in mano un biglietto inutilizzabile. Questo, in estrema sintesi, il quadro poco edificante del settore aereo e situazioni che evidenziano, ancora una volta, la mancanza di un'adeguata protezione del consumatore contro il fallimento delle compagnie aeree.  “Quando un vettore fallisce si assiste sempre alla medesima dinamica: passeggeri bloccati, che devono acquistare nuovi biglietti per raggiungere la destinazione finale e privi di reali prospettive per chiedere il rimborso di quei biglietti non utilizzati. E, ancora oggi, non esiste un’adeguata protezione per chi ha acquistato il solo biglietto aereo”, ha affermato Pawel
Niewiadomski, presidente dell'European Travel Agents and Tour Operators Associations (Ectaa). Così mentre i passeggeri che hanno acquistato un pacchetto turistico sono protetti da eventuali fallimenti dei vettori ai sensi della Direttiva pacchetti valida per tutti i paesi dell’Unione europea, tale meccanismo non si estende però ai passeggeri che hanno acquistato il solo volo. Gli agenti di viaggio e gli operatori turistici devono fornire costose garanzie finanziarie e/o avere un'assicurazione contro la propria insolvenza. E nonostante due importanti studi sui fallimenti delle compagnie aeree europee, che hanno valutato l'impatto su passeggeri e le opzioni possibili per la loro riprotezione, a oggi i legislatori europei non hanno ancora deciso di emanare nuove leggi in questo settore. Considerando che uno studio del 2011 ha dimostrato che la soluzione più efficace e fattibile era quella di introdurre un fondo di riserva generale per proteggere i passeggeri in caso di fallimento di vettori.  Da molti anni, infatti, l'Ectaa chiede l'istituzione di un meccanismo obbligatorio a carico dei vettori aerei per proteggere i passeggeri da eventuali fallimenti. "Abbiamo bisogno di condizioni di parità per tutti i passeggeri e di fornire a chi viaggia la sicurezza che siano in atto accordi per un eventuale rimpatrio e rimborso", ha concluso Niewiadomski.