sabato 31 agosto 2019

A Palermo la Festa dell'Onestà

[Suol dirsi che quando parla il pazzo è segno che ha udito parlare il savio. Conte Lorenzo Magalotti]  Torna per il quarto anno consecutivo La Festa dell'Onestà, la manifestazione organizzata dall'Associazione 'Cassaro Alto' e dall'Associazione 'Ballarò', insieme con il Comune di Palermo e con l'Assessorato alle Culture, per commemorare il 37/esimo anniversario dall'omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 insieme con la moglie Emanuela Setti Carraro e con l'agente di scorta Domenico Russo nell'attentato di via Isidoro Carini.     Dall'1 al 3 settembre il Cassaro Alto sarà lo scenario delle iniziative in programma. Tra dibattiti, presentazioni di libri, incontri, esposizioni fotografiche. La cerimonia inaugurale si svolgerà domenica 1 settembre alle ore 9.30 sul piano della Cattedrale con l'esibizione della Fanfara del XII Reggimento Carabinieri Sicilia, cui seguirà un dibattito sul tema 'L'importanza del senso civico nella lotta all'abbandono dei rifiuti, un progetto di condivisione comunitaria'. Sempre domenica, alle ore 20.45, a Palazzo delle Aquile, andrà in scena 'Siamo a mare: parole e musica', un racconto della città di Palermo e dei suoi eroi, con il testo di Marcello Alessandra, una spettacolo prodotto dalla Fondazione The Brass Group con il coordinamento di Fabio Lannino.    Lunedì 2 settembre alle ore 17, alla Biblioteca Centrale della Regione, la presentazione del libro 'Casa per casa, strada per strada: la politica delle idee', a cura di Pierpaolo Farina, con la partecipazione del Sindaco Leoluca Orlando. Martedì 3 settembre, giorno dell'anniversario dell'eccidio di via Isidoro Carini, alle ore 12 sarà deposta una corona di fiori sulla lapide Dalla Chiesa di Villa Bonanno da parte dei bambini e dei cittadini, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Giovanni Nistri, e dell'Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, oltre che del Sindaco Orlando.    Mentre alle ore 18.30, alla libreria Paoline di corso Vittorio Emanuele, sarà presentato il libro di Alessandra Turrisi e Toni Mira: 'Dalle mafie ai cittadini'. Interverrà Nando Dalla Chiesa. I cento giorni di Carlo Alberto Dalla Chiesa superprefetto a Palermo raccontati dal prefetto Antonella De Miro. Si inoltra nel clima terrificante di quegli anni una testimonianza personale sulla quale è imperniata una serata in ricordo della strage di 37 anni fa. A villa Pajno l'attore Gigi Borruso, accompagnato al pianoforte da Davide Spina, interpreterà il 3 settembre il racconto "Cercate qualcosa in cui credere" scritto dal prefetto De Miro che non ha avuto rapporti con il collega Dalla Chiesa ma ne ha ricostruito la figura, l'impegno antimafia e la sensibilità civile attraverso documenti e articoli di giornali. Si tratta di un contributo in forma di racconto alla conoscenza di un caso rivissuto attraverso l'azione strategica di un servitore dello Stato, sottolinea De Miro, "la cui lealtà al giuramento sulla Costituzione ha rappresentato un faro che mi ha guidato fin dai primi anni della carriera". 

Bufala Fest

[Nella lotta alle idee muoiono gli uomini. Stanislaw J. Lec] Chef stellati, ricette gourmet, spettacoli, contest e workshop. Si annuncia ricca di eventi l'edizione 2019 di Bufala Fest,la rassegna gastronomica dedicata alla bufala e al bufalo, declinati in tutti i loro aspetti, dalla carne alla mozzarella, dalla ricotta ai dolci. Da oggi  all'8 settembre sul lungomare di Napoli torna la kermesse enogastronomica organizzata dalla Diciassette Eventi, in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che proporrà un ricco cartellone di eventi seguendo il tema del "benessere", il tema scelto per Bufala Fest 2019. "La scelta del benessere - spiegano gli organizzatori di Antonio Rea e Francesco Sorrentino - è dettata dai rapidi cambiamenti del settore food. Le abitudini alimentari e gli stili di vita stanno cambiando e siamo tutti alla ricerca di un nuovo benessere che riavvicina le persone alla natura e alla ricerca di salubrità e genuinità". In cartellone anche la seconda edizione del Contest "I Sapori della Filiera", organizzato quest'anno in collaborazione con "Fratelli La Bufala", che coinvolgerà decine di operatori del comparto food tra cuochi, pizzaioli e pasticceri. Saranno proposte ricette esclusive a base di prodotti del bufalo o della bufala, che saranno giudicate da una giuria composta da chef stellati, nutrizionisti e giornalisti, il tutto nell'Arena del Gusto, un'area di circa 300mq, che ospiterà anche gli show cooking di chef stellati. Bufala Fest ospiterà anche la quinta edizione del "Trofeo Pulcinella", la competizione, organizzata dall'Associazione Mani d'Oro, che, tra il 2 e il 3 settembre, vedrà in gara 120 pizzaioli, provenienti da diverse parti del mondo.   I visitatori potranno scoprire tutti i gusti della filiera bufalina negli stand degli oltre 40 operatori food. L'accesso al Villaggio di Bufala Fest è gratuito, così come la visione degli spettacoli e gli show coking dei chef stellati. 

venerdì 30 agosto 2019

Il Montefalco alla Mostra di Venezia

[Se ci rammentiamo della nostra comune follia, i misteri scompaiono e la vita riceve una giustificazione. Mark Twain] Sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il cortometraggio dedicato a Montefalco e ai suoi vini. Tra i corti della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ci sarà anche “Smell and Smile”, composto da tre storie – una ambientata al Nord, una al Meridione ed una terza al Centro Italia – che vede protagonista il territorio di Montefalco e i suoi vini, produzione finanziata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco e dalla Regione Umbria e curata da “A baut de film”, la cui sceneggiatura è stata curata dal pluripremiato Giuseppe Gandini. “Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa che vede protagonisti Montefalco, i suoi vini ed il suo territorio – afferma Filippo Antonelli, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco. Si tratta di un progetto nel quale abbiamo creduto sin dal principio e che abbiamo voluto sostenere con forza. La presenza del cortometraggio nell’ambito di una kermesse così prestigiosa come la Mostra del Cinema di Venezia è la conferma di una scelta giusta, operata con l’obiettivo di portare anche sul grande schermo le potenzialità del nostro territorio, i colori e la suggestione delle nostre vigne, parlando dei nostri vini attraverso il linguaggio del cinema. Come Consorzio abbiamo sposato questo progetto con entusiasmo. Siamo certi che il cortometraggio avrà un ottimo riscontro e rappresenterà un potente strumento per comunicare sempre di più Montefalco e le sue eccellenze” “Smell and Smile”, letteralmente “Gusta e sorridi”, è quanto accade ai protagonisti della pellicola dedicata al vino, Montefalco Sagrantino Docg ed al suo territorio, raccontati dall’attore Ignazio Oliva, interprete con all’attivo una vastissima filmografia ed una partecipazione alla serie firmata da Paolo Sorrentino “The Young Pope” con Jude Law, accompagnato da Claudia Coli e Luis Molteni che compaiono nelle scene iniziali. Nel cortometraggio il gusto del vino viene esaltato dalla fotografia come modalità espressiva visiva che prova a riprodurre e raccontare il gusto e il profumo di un vino. Il cortometraggio, dunque, è un vero e proprio viaggio tra i luoghi dei Sagrantino, i paesaggi di Montefalco e le cantine, in grado di evocare nel fotografo Matteo, protagonista di “Smell and Smile”, un’ispirazione possente che ha a che fare con l’arte. Il set fa tappa tra i filari, nelle cantine, nelle sale degustazione, nelle barricaie, dove Matteo è impegnato a cercare lo scatto della vita, tra scene di lavoro in campagna, dove i contadini si occupano delle vigne con fatica e passione, fino al suono delle canzoni popolari umbre, per arrivare in riva al Lago Trasimeno e tra gli splendidi vicoli medievali di Montefalco.

Paura a Punta Raisi!

[Se tu parli a Dio, tu stai pregando; se Dio parla a te, sei affetto da schizofrenia. Se i morti ti parlano, sei uno spiritista; se Dio ti parla, sei uno schizofrenico. Thomas Szasz] Periodicamente, spesso a fine estate, i sindacati di Punta Raisi vanno in depressione e chiedono un incontro con le aziende presenti in apt, congiuntamente al gestore, sensibilizzando anche l’Enac. In considerazione del fatto che lo scalo di Palermo cresce sempre, dunque si sarebbe arrivati alla possibilità, se mai ci fosse l’opportunità, di fare entrare un altro  Handling.   Tutto questo, il libero mercato, ai sindacati non piace. L’incontro chiesto dai sindacati è finalizzato a taluni vitali correttivi da mettere in atto per quanto concerne la necessaria e non procrastinabile sottoscrizione di un protocollo di intesa tra le parti per la limitazione al rilascio di ulteriori certificazioni ad aziende del settore Handling. Tale necessità trae spunto sia dalla crescita esponenziale dei movimenti giornalieri del traffico in transito presso lo scalo aeroportuale che  dalla contestuale presenza di cantieri lavorativi presso lo stesso sito. “Appare infatti alquanto anomalo - si legge nella nota sindacale- che presso altri scali si sia già da tempo proceduto a limitare attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa congiunto tra aziende e orti sociali, sulla base di valutazioni oggettive ,il numero di soggetti abilitati ad operare i servizi di assistenza ai vettori, al contrario di quanto, alla data odierna avviene presso lo scalo aeroportuale di Punta Raisi”. A Venezia (Save) e Roma Fiumicino (adr) i gestori non sono azionisti di nessuna società di Handling, dunque non devono tutelare nessuno. Il gestore controlla non vieta la libera concorrenza. Personalmente ritengo che un nuovo competitor a Punta Raisi sarebbe quanto mai auspicabile, per ripristinare la libera concorrenza, facendo così saltare tutti gli accordi che non sempre sono frutto di strategie chiare e trasparenti, dunque discutibili. Si parla di Asc Handling che in Europa già opera a Londra, che ha come Ceo Ignazio Coraci. SW Italia, fondata dall’imprenditore italiano Ignazio Coraci e guidata dal Comandante Francesco Rebaudo, è partecipata per il 43% da Silk Way Group, società dell’Azerbaijan. 

Crolla pil Germania

[Il mio cervello ragiona, ma è il mio cuore che è pazzo. Anonimo] La caduta dell'export spinge in negativo il Pil della Germania nel secondo trimestre. Secondo i dati dell'ufficio di statistica è sceso dello 0,1%, nella stima finale, a causa del calo dell'1,3% nelle esportazioni. I dati confermano così la stima preliminare diffusa a metà agosto. Anno su anno il Pil è salito dello 0,4% e la caduta dell'export è pari allo 0,8%, il maggiore declino degli ultimi sei anni. In compenso tiene meglio il mercato domestico sul fronte dei consumi delle famiglie (+0,1%) e della spesa pubblica (+0,5%). L'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, è calato ad agosto a 94,3, da 95,7 di luglio. Il calo è peggiore di quanto previsto dagli analisti, che stimavano una diminuzione a 95,1. Il livello raggiunto ad agosto dall'indice Ifo è ai minimi da sette anni, dal novembre 2012. Il dato di luglio è stato rivisto a 95,8 (da 95,7). In calo ad agosto anche il sottoindice che misura le aspettative per i prossimi mesi, che si attesta a 91,3 (da 92,1 di luglio), e quello che misura le condizioni attuali, a 97,3 (da 99,6). Entrambi i dati sono peggiori delle attese. L'economia italiana è ferma. Nel trimestre tra aprile e giugno, la crescita del Pil è stata pari a zero, sia nel confronto con il primo trimestre dell'anno che con gli stessi tre mesi del 2018, registrando la peggiore performance tra i Paesi del G7, molto inferiore alla media Ocse e a quella europea. A certificarlo è l'Ocse, che ha messo in fila i dati provenienti da tutti i Paesi dell'organizzazione ma che, nonostante i numeri poco lusinghieri per il nostro Paese, mentre a Roma si infittiscono le trattative per la formazione di un possibile nuovo governo, lancia comunque un segnale di fiducia. Dal G7 di Biarritz, il segretario generale Angel Gurria ha definito gli italiani "i più esperti al mondo nel correggere le loro differenze politiche nel corso del tempo". "Abbiamo fiducia nelle istituzioni italiane, sono abbastanza forti. - ha sottolineato in un'intervista - Il presidente della Repubblica prenderà la decisione più giusta per formare il prossimo governo". 

Si cerca il porto di Selinunte

[Semel in anno licet insanire (Una volta l'anno è lecito fare pazzie). Proverbio latino] Al via una nuova campagna di scavi a Selinunte, all'interno del più grande Parco archeologico d'Europa, per portare alla luce i resti dell'antico porto orientale della città greca che nel suo momento di massimo splendore arrivò ad avere fino a 100 mila abitanti. Una polis così grande da essere autonoma, organizzata e in una posizione strategica nel Mediterraneo. La missione, curata dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma, dall'Università di Bonn e da quella di di Bochum in stretta collaborazione con il Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, è diretta dal professor Jon Albers ed ha lo scopo di indagare l'estensione dell'antico bacino portuale nella valle del Gorgo Cotone, tra la collina di Manuzza e la collina orientale. L'obiettivo principale è quello di individuare i limiti perimetrali dell'antico porto, datarne le strutture e definire la relazione tra lo scalo e l'impianto urbanistico. Per tornare alla città di Selinunte, costruita in riva al mare tra due fiumi, indagini geofisiche preliminari hanno evidenziato le tracce di una strada già parzialmente scavata dall'archeologo Dieter Mertens e indizi dell'esistenza di grandi strutture rettangolari che, per dimensioni e posizione, potrebbero essere riconducibili al porto. Gli scavi archeologici ancora in corso, supportati dalle prospezioni geologiche, hanno consentito l'identificazione di un ulteriore tratto della massiccia strada che conduce alla piccola porta est e dei resti di un grande edificio più a sud. Le indagini geologiche hanno inoltre rilevato la presenza, di materiale marittimo a una profondità di 4,60 metri. "Ci auguriamo adesso - conclude Agrò - che il prosieguo delle indagini possa contribuire ulteriormente alla conoscenza di una delle più importanti colonie greche d'Occidente disegnando una nuova museografia con rinnovati percorsi all'interno del Parco".

La vendemmia dei Fenici

[Noi deriviamo la nostra vitalità dal magazzino della pazzia. Émile M. Cioran] Al via la vendemmia di Tasca d'Almerita in Sicilia, con la raccolta dei preziosi grappoli di Grillo della Tenuta Whitaker sull'isola di Mozia al centro dello Stagnone di Marsala dove il fascino dell'archeologia si fonde in un vino ricco di storia. Il recupero dei vigneti storici di Mozia è stato affidato ad Alberto Tasca; un progetto che racconta la storia di due famiglie - Whitaker e Tasca - e che incrocia cultura e viticoltura tra archeologia, storia e natura. "Si tratta di un vero e proprio museo all'aperto dove vigna e rovine convivono, creando un ecosistema unico e affascinante. Da qui, agli inizi del Novecento è ripartita la viticoltura siciliana dopo l'infezione della fillossera - spiega Alberto Tasca - qui è stato probabilmente impiantato il primo vigneto sperimentale di una varietà, ibrido di Catarratto e Zibibbo, che successivamente verrà battezzata con il nome 'italianizzato' di Grillo (dal siciliano 'ariddu', frutto con un solo seme)". L'isola di Mozia, oggi ormai disabitata, vanta un microclima particolare in cui il vitigno Grillo esprime tutta la sua forza. Durante le ultime e recenti campagne di scavi numerosi vinaccioli sono stati ritrovati negli strati più antichi della colonia fenicia: lo studio di questi reperti rivela il ruolo di questa "bevanda" nella società e nella cultura dei "Fenici d'Occidente". La Fondazione Whitaker (custodi dell'isola dal 1940) ha affidato dal 2007 ad Alberto Tasca la realizzazione di un progetto per la promozione e il recupero dei vigneti storici di Grillo sull'isola di Mozia. Oggi sono in produzione dodici ettari di vigna; il terreno è sabbioso, di origine marina, molto drenante. La coltivazione ad alberello è l'unica forma di allevamento possibile poiché il suo modesto sviluppo aereo richiede meno risorse idriche rispetto ad altri sistemi colturali (l'isola non dispone di acqua per l'irrigazione). Le viti sono allevate con una potatura alla marsalese, che consiste nell'intrecciare due lunghi tralci per formare una coppia di piccoli archi, che protegge l'uva dai venti marini e dal sole. Le uve vengono raccolte all'alba e immediatamente trasferite sulla terraferma con piccole imbarcazioni a fondo piatto che attraversano lo Stagnone fino alla costa: qui le attendono camion refrigerati a bordo dei quali viaggiano fino alla Tenuta Regaleali.

Cagliari Beer Festival

[Ci sono più pazzi che savi, e nel savio stesso c'è più pazzia che saggezza. Nicolas-Sébastien Roch de Chamfort] Birra da sorseggiare con un cono o coppetta gelato, o abbinata a una selezione di formaggi o per stare nel super classico, alla pizza. I tre laboratori di degustazione sono tra i momenti clou di "Calaris - Cagliari Beer Festival", tre giornate, dal 30 agosto all'1 settembre al Lazzaretto, dedicate alla birra artigianale di qualità. Ruben Pili di ChocoGioia, Michele Cherchi dei Fratelli Cherchi e Davide Bonu di Impasto proporranno i loro prodotti accostati a bionde e rosse. La manifestazione, organizzata dall'associazione Brasseria dei Giudicati e Lazzaretto in collaborazione con Le Strade della Birra, vedrà protagonisti nove birrifici e beerfirm sardi e due nazionali: il Birrificio di Cagliari e il Birrificio Gattarancio, sempre del capoluogo sardo, Terrantiga di San Sperate , Brew Bay Beer di Quartu Sant'Elena, il Brewpub Trulla di Nuoro, P3 Brewing Company di Sassari, La Volpe e il Luppolo di Simaxis, il Birrificio Lariano di Sirone, in provincia di Lecco, e il Birrificio Muttnik di Pavia. Cinque i food corner per lo street food made in Sardinia e oltre 50 le tipologie di birre in degustazione, più uno spazio per la birrificazione casalinga. Birra ma anche energia elettropunk con il progetto "Ride Gorilla" di Luca Martelli, batterista di Litfiba, Giorgio Canali & Rossofuoco e Mezzosangue. Sarà inoltre allestita "Mattoncini a Lazzaretto", mostra di opere realizzate con i famosi Lego, organizzata dall'associazione KalarisbriK. Ingresso gratuito. 

mercoledì 28 agosto 2019

Continuano gli sbarchi/8

[Nell'essere pazzi, c'è un piacere che soltanto i pazzi conoscono. John Dryden] "Molti morti" in un naufragio al largo delle coste libiche (secondo l'Oim almeno 40 tra cui anche bambini) vengono segnalati dal servizio telefonico Alarm Phone, che nella notte aveva raccolto una richiesta di soccorso da un barcone in difficoltà con un centinaio di migranti a bordo. Alarm Phone riferisce di aver parlato con le autorità libiche che sono intervenute e hanno recuperato circa 90 persone. "Non è ancora chiaro - spiega in un tweet - quanti sono morti e quanti sopravvissuti. Questi sono i tuoi morti Europa. La tua politica di deterrenza uccide". La Guardia Costiera libica ha recuperato cinque corpi, tra cui una donna e un bambino. Secondo quanto si apprende, sul barcone si trovavano decine di persone, anche se il numero non è ancora chiaro. La Marina riferisce che 65 migranti sono stati salvati mentre proseguono le ricerche per eventuali sopravvissuti o cadaveri, fa sapere ancora la Guardia Costiera.  Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave Eleonore, battente bandiera tedesca. Il provvedimento è già stato trasmesso ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti. È quanto si apprende dal Viminale. Ieri la nave Eleonore, della Ong Lifeline, ha riferito di aver soccorso 101 persone a bordo di un gommone che stava affondando al largo della Libia. Dopo il ministro dell'Interno anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha firmato il divieto di ingresso e, secondo fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche il ministro Danilo Toninelli. La polizia di frontiera sta controllando alcuni stranieri clandestini trovati nell'intercapedine di una nave portacontainer, la Adelheid S, che batte bandiera di Antigua e Bermuda, nel porto della Spezia.    Lo si apprende da fonti della questura. Sono ancora in corso le operazioni di identificazione. La nave ha attraccato alla Spezia, al molo Fornelli, stamani dopo aver toccato il porto di Casablanca, in Marocco. Caos a Lampedusa, dove l'hotspot esplode, i cittadini sono insofferenti e dove non funziona nemmeno la macchina per prelevare le impronte digitali dei migranti. "Come fa il governo a non accorgersi di quello che accade sull'isola?", si chiede il sindaco Totò Martello. Che si dà una risposta: "Siamo abbandonati e temo che questa sia una scelta ben precisa, così si crea il caos e poi si scarica la colpa su di noi". Per dare l'idea del disordine e dell'improvvisazione che vige a Lampedusa, Martello mette insieme la situazione dell'hotspot (che ospita 182 persone, compresi 21 minori, il doppio di quanto ne può contenere una struttura che, dopo alcuni incendi, nel 2017 era in procinto di chiudere per decisione del precedente governo), dove non funziona l'apparecchio che serve a registrare le impronte digitali - spiega - e l'incendio, nella notte, di un furgone della Polizia, avvenuto per cause accidentali (un corto circuito). Poco dopo arriva la notizia che un diciannovenne tunisino - da poco giunto nell'isola - è stato denunciato per aver scippato un telefonino a una turista piemontese. Identificato dai carabinieri, che dopo tre ore lo hanno bloccato, trovandogli in tasca lo smartphone della donna, il migrante e i suoi connazionali - che non nascondono la paura di poter essere rimpatriati e per questo chiedono di lasciare Lampedusa al più presto - sono presi di mira dal segretario locale del Pd, stesso partito di Martello, Peppino Palmeri, marito dell'ex sindaco Giusi Nicolini, anche lei dei dem. Palmeri ha una sua idea: "È risaputo - dice - che i tunisini non possono rimanere per giorni e giorni sull'isola, perché commettono atti di violenza e delinquono. Cosa si aspetta per trasferirli? Lo chiedo alle istituzioni locali e al prefetto di Agrigento". A stretto giro Salvini pubblica su facebook la frase del segretario dem e aggiunge: "Cosa ne penseranno i ministri del nuovo governo Pd-5 Stelle? Porti aperti per tutti?". E lo fa poco dopo aver firmato il divieto d'ingresso nelle acque italiane per la nave Eleonore della Ong Lifeline, che ha a bordo 101 persone soccorse ieri al largo della Libia. Intanto, da qualche giorno a Lampedusa vengono segnalati, soprattutto sui social, casi di tunisini ubriachi che infastidiscono isolani e turisti. Ma nessun episodio, a parte la denuncia di oggi, è stato riscontrato dalle forze dell'ordine. Che la situazione dell'hotspot sia esplosiva, l'ha verificato ieri anche il senatore del gruppo misto Gregorio De Falco, che ha effettuato un'ispezione nella struttura: "La situazione dentro e fuori il centro è assolutamente insostenibile", ha detto, segnalando la scarsità di kit per l'igiene, telefoni pubblici guasti, i pasti consumati all'aperto perché mancano zone destinate a mensa. [segue]

Az salta incontro con i sindacati

[Sono sempre con me stesso, e sono io che sono il mio torturatore. Leone Tolstoj] Rinviato a data da definirsi l’incontro inizialmente previsto per oggi tra i commissari straordinari di Alitalia e i sindacati, in attesa degli sviluppi sul fronte del Governo. Sfuma dunque per i rappresentanti dei lavoratori l’occasione per avere risposte e chiarimenti sulle molte incognite che riguardano il futuro della compagnia.  Intanto prosegue il lavoro della compagine composta da Fs, Mef, Delta e Atlantia, per arrivare pronti alla scadenza del 15 settembre con l’offerta vincolante e il piano industriale. Fondamentale sarà la verifica con il partner americano, che dovrebbe avvenire in un incontro ad Atlanta nei prossimi giorni, ma la cui data non è ancora stata fissata. In cima alle preoccupazioni dei rappresentanti dei lavoratori, che avrebbero dovuto incontrare oggi i commissari Stafano Paleari, Daniele Discepolo ed Enrico Laghi per un incontro informale, c’è il livello della cassa, ovvero l’ossigeno rimasto alla compagnia, in amministrazione straordinaria da oltre due anni. A fine luglio, secondo fonti vicine alla società, la liquidità, pari a 413 milioni più i depositi, era ad un livello “superiore a quanto programmato”. Ma i sindacati vogliono chiarimenti in “termini di prospettive, per capire per quanto tempo si può reggere, dal momento che i tempi di risoluzione della crisi del Governo non sembrano così brevi”, spiega il segretario generale della Fit Cisl Salvatore Pellecchia. A preoccupare c’è poi il delicato nodo degli esuberi, con voci che circolano di tagli superiori alle 2 mila unità: la compagnia ha invece bisogno di un “piano industriale di sviluppo”, dice il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito. Un altro nodo su cui i sindacati chiedono chiarezza è l’alleanza transatlantica, che secondo quanto trapelato penalizzerebbe la compagnia italiana: in base a quello che è filtrato fino ad oggi, “servono modifiche sostanziali, altrimenti sarebbe penalizzante”, osserva il presidente dell’Anpac Antonio Divietri. Fonti della compagnia, però, precisano che questo tema “è parte del confronto in atto” tra i partner che stanno lavorando alla nuova Alitalia, “poiché rappresenta un elemento rilevante del piano industriale”. I prossimi giorni si prospettano caldi anche per lo sciopero di 24 ore dei piloti e assistenti di volo del 6 settembre, mentre il 23 settembre finisce la cigs che coinvolge 830 dipendenti. C’è poi la scadenza chiave del 15 settembre, ma già si comincia a pensare ad un nuovo slittamento. “Mi aspetto che verrà prorogata – osserva il segretario della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi – visto che la situazione è ancora fluida: mi sembrano ancora indietro con i lavori”.

martedì 27 agosto 2019

Soyuz MS-14 non prende fuoco

[È facile ammettere la follia in un ragazzo. Anonimo] Putin può festeggiare l’avvenuto aggancio, il primo era fallito, senza che il   Skybot F-850 prendesse fuoco.  La navetta spaziale Soyuz MS-14 decollata due giorni fa da Baikonur con a bordo il robot umanoide russo Fyodor (o Skybot F-850) non è riuscita ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Lo riportano le agenzie di stampa russe. Secondo una fonte ben informata citata dall'agenzia Interfax, ci sarebbe stato un problema con il sistema automatizzato di aggancio Kurs. L'aggancio della navetta con l'Iss era in programma alle 7.30 italiane. Un altro tentativo di attracco, secondo la Tass, potrebbe essere messo in programma tra 48 ore, cioè il 26 agosto, ieri.   La navicella spaziale russa senza equipaggio che trasporta il primo robot umanoide in orbita ha attraccato con successo alla Stazione spaziale internazionale. Lo rende noto la Afp. Nei giorni scorsi la navetta Soyuz Ms13 con a bordo il primo robonauta russo della storia, Fedor (Skybot F-850) e alcuni esperimenti tra cui il telescopio italiano MiniEUSO realizzato da Asi e Infn in collaborazione con Roscosmos, aveva fallito l’attracco a causa del mancato funzionamento dell’antenna del sistema di attracco automatico Kurs sulla Iss.

Chi succede a al Baghdadi

[Se questa è pazzia, pure in essa c'è metodo. William Shakespeare] Il leader dello Stato islamico (Isis), Abu Bakr al Baghdadi “malato” avrebbe designato il suo “successore” per la guida del Califfato nero. È quanto scrive oggi il sito “Baghdad Today News” citando fonti di sicurezza di Diyala, provincia orientale irachena dove tutto oggi sono attivi gruppi jihadisti. “Abbiamo informazioni che rivelano l’entità del prossimo califfo dell’organizzazione terroristica di Daesh (acronimo in arabo dello Stato Islamico) ed è noto all’interno dell’Isis come ‘Il Professore'”, ha detto a Baghdad News, Sadeq al Husseini, capo della Commissione Sicurezza del governatorato di Diyala. Secondo al Husseini, “Il professore era un’alto ufficiale dell’esercito di Saddam Hussein”, il defunto dittatore iracheno. “Il cosiddetto ‘Professore’, ha assunto alti incarichi nella struttura dell’Isis negli ultimi cinque anni ed è uno dei più importanti consiglieri militari di al Baghdadi”, ha detto la stessa fonte sottolineando che “tutte le informazioni in nostro possesso indicano che al Baghdadi lo ha scelto come suo successore per guidare l’organizzazione”. “Il Professore”, il cui nome non viene indicato, sarebbe stato “detenuto assieme ad al Baghdadi in Camp Bucca”, gestito dagli americani nel sud del Paese dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003. “Al Baghdadi è ormai arrivato verso la fine e non è più in grado di svolgere il suo ruolo e l’annuncio della nomina del Professore alla cima della piramide dell’Isis è solo una questione di tempo”. Sempre secondo la stessa fonte “Con questa sua scelta, al Baghdadi, cerca di impedire lo smantellamento di Daesh lacerato da vaste divisioni tra varie anime, in particolare tra i comandanti di nazionalità araba e irachena”. Lo scorso 29 luglio, Abu Ali al Basri, citato dai media di Baghdad come “alto ufficiale dell’esercito iracheno”, ha affermato che al Baghdadi “si trova ora in Siria ed ha una gamba paralizzata”. Lo scorso 7 agosto, il sito Amaq, megafono mediatico sui social del gruppo terroristico, aveva annunciato che al Baghdadi “ha indicato Abdullah Qardash” come suo successore. Qardash, è stato indicato da diversi media iracheno, come un iracheno di origine turkmena originario della regione di Telafar, vicino Mosul.

Israele invita alla calma

[Nasciamo tutti quanti matti. Qualcuno lo rimane. Samuel Beckett] "Jet da combattimento israeliani hanno colpito una serie di obiettivi terroristici ad Aqraba in Siria, a sudest di Damasco". Lo ha annunciato l'esercito israeliano spiegando che gli attacchi di sabato sera hanno avuto come obiettivo "operativi delle guardie rivoluzionarie iraniane e delle milizie sciite che negli ultimi giorni si stavano preparando a piani di attacco avanzati su siti israeliani dalla Siria". "L'attacco sventato - ha proseguito l'esercito - comprendeva il lancio di diversi droni armati per colpire siti israeliani". "L'Iran non ha alcuna immunità da nessuna parte. Le nostre forze operano in ogni settore contro l'aggressione iraniana", ha detto il premier Benyamin Netanyahu. "In un grande sforzo operativo, abbiamo sventato - ha aggiunto - un attacco contro Israele da parte delle guardie rivoluzionarie iraniane e delle milizie sciite". "Se qualcuno si alza per ucciderti, uccidilo tu per primo. Ho dato disposizioni alle nostre forze di essere pronte a ogni scenario", ha concluso. Un drone israeliano è caduto sulla capitale libanese Beirut e un altro è esploso in aria. Lo rende noto oggi Hezbollah.    I residenti del sud della roccaforte del gruppo appoggiato dall'Iran hanno riferito di una grande esplosione che ha scosso la zona stamattina, provocando un incendio. Aerei da guerra di Israele sorvolano regolarmente il Libano e colpiscono la vicina Siria attraverso lo spazio aereo libanese. Poche ore prima l'aviazione militare israeliana aveva attaccato obiettivi vicino alla capitale siriana Damasco.   "Un'aggressione israeliana".    Così il primo ministro libanese Saad Hariri ha definito la caduta di due droni armati, attribuiti ad Israele, questa mattina a Beirut nei pressi di postazioni Hezbollah. Hariri - citato dai media israeliani- ha parlato di "minaccia alla stabilità regionale e tentativo di far aumentare la tensione".    Il bilancio è di due miliziani Hezbollah e uno iraniano uccisi.    L'esercito israeliano, in un raro annuncio di ieri sera, ha confermato gli attacchi aerei contro forze iraniane e degli Hezbollah che si preparavano a lanciare droni esplosivi nel territorio dello stato ebraico.  Il governo libanese ha annunciato oggi che non intende rispondere militarmente a Israele dopo l'attacco, attribuito allo Stato ebraico, compiuto con aerei droni nella periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento armato Hezbollah. Durante la riunione odierna del consiglio dei ministri, il premier Saad Hariri, che guida un esecutivo di cui fanno parte anche esponenti del movimento filo-iraniano, ha sollecitato le forze e le istituzioni libanesi a "ricorrere alla saggezza, alla calma" e a "evitare ogni escalation". "Ho sentito le parole di Nasrallah: gli consiglio di calmarsi. Sa molto bene che Israele sa difendersi al meglio e rispondere adeguatamente ai suoi nemici". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu riferendosi all'intervento del leader Hezbollah dopo i raid israeliani in Siria e l'uccisione di 2 miliziani sciiti."Voglio dire a lui, al Libano (che ospita questa organizzazione che anela a distruggerci) e anche a Kassam Suleimani (capo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran,): fate attenzione a ciò che dite e ancora di più a ciò che fate", ha concluso Netanyahu.

lunedì 26 agosto 2019

I talebani hanno vinto

[Signore, quanto sono pazzi questi mortali! William Shakespeare]  Le delegazioni di Washington e quella del movimento radicale islamista dei talebani afgani avrebbero raggiunto nei negoziati in corso nella capitale del Qatar, Doha, un’intesa per “una fase di transizione della durata di 14 mesi” e la “formazione di un governo provvisorio” con la partecipazione degli studenti coranici. È quanto rivela la tv satellitare qatriota al Jazeera che, citando fonti vicine ai colloqui, riferisce che le due delegazioni sarebbero orientate alla firma di “un accordo definitivo” durante questo round di trattative. “I colloqui proseguono sul rifiuto dei talebani che Washington prosegui ad offrire sostegno al governo di Kabul anche durante la fase di transizione”, hanno detto le fonti dell’emittente sottolineando che “l’accordo comprenderà la formazione di governo provvisorio a Kabul con la partecipazione dei talebeni che occuperanno ministeri chiave”. Secondo le stesse fonti “il clima delle trattative tra le due parti è positivo e non è escluso che si vada verso la firma dell’accordo definitivo durante questo round”. Martedì scorso il presidente americano Donald Trum aveva ribadito di sostenere il raggiungimento di un’accordo sull’Afghanistan: “Siamo lì da 18 anni (…) è ridicolo”, ha detto Trump definendo “buoni” i negoziati tra Kabul e i talebani. Stando a quanto riferisce al Jazeera, l’accordo prevede “il ritiro di oltre 13.000 soldati americani dall’Afghanistan secondo un calendario chiaro, come chiedono i talebani; e un cessate il fuoco tra il movimento islamista e le truppe Usa. Se si raggiungerà davvero un’accordo sarebbe di portata storica dopo 18 anni di presenza militare americana in Afghanistan per cacciare gli studenti coranici dal Paese dopo gli attacchi dell’11 settembre del 2001. L’attuale round di colloqui sono iniziati lo scorso giovedì a Doha un giorno dopo l’uccisione di due soldati Usa in Afghanistan.

Strike BA a settembre

[Se una persona non capisce un'altra persona, pensa che quest'ultima sia pazza. Carl Gustav Jung] Disagi in vista a settembre per i passeggeri di British Airways, con le tre giornate di sciopero previste il prossimo mese che stanno portando a cancellazioni per almeno cinque giornate. I piloti della BA – riporta la Bbc – hanno annunciato tre giorni di scioperi – che si svolgono il 9, 10 e 27 settembre – per una vertenza salariale. Nonostante i primi scioperi siano indetti per il 9 e il 10 settembre, ad alcuni clienti che volano tra l’8 e il 12 è stato detto che il loro volo è stato cancellato con l’opzione di riprenotare o ottenere un rimborso. Un cliente ha dichiarato alla BBC che il suo volo il 25 settembre è stato cancellato. British Airways attualmente trasporta 145.000 clienti ogni giorno – con una flotta di oltre 280 aeromobili – e un aereo BA decolla in qualche parte del mondo ogni 90 secondi. “Stiamo facendo assolutamente tutto il possibile per impedire che questa azione ingiusta abbia luogo e rovini i piani di viaggio dei nostri clienti”, si legge in un comunicato della compagnia britannica che sottolinea come “le compagnie aeree hanno un funzionamento molto complesso e durante i periodi di interruzione diffusa, ci possono essere effetti a catena sui voli anche in altri giorni.” I clienti hanno riferito di aver ricevuto email di Ba che annunciavano la cancellazione del loro volo il venerdì sera tardi e nelle prime ore del sabato mattina. Molti si sono rivolti ai social media per lamentarsi di non essere stati in grado di riprenotare tramite il sito Web o di accedere alle linee telefoniche di BA. Il feed Twitter dell’azienda è stato inondato di messaggi da parte di clienti frustrati, secondo alcuni che i loro voli cancellati erano ancora in vendita. La British Airline Pilots Association (Balpa) aveva dichiarato venerdì che gli scioperi sono stati “l’ultima istanza” scaturita da una “enorme frustrazione” con la gestione delle compagnia aerea. I piloti hanno rifiutato un aumento di stipendio dell’11,5% in tre anni, che la compagnia aerea ha presentato a luglio.

sabato 24 agosto 2019

Rifiuti europei

[Tutti al mondo sono pazzi, tranne te e me, e anche tu sei un po’ svitato. Robert Owen] Gli italiani producono 489 chili di rifiuti urbani l'anno, dato di poco superiore alla media europea di 486. Lo rende noto Eurostat, ricordando che il dato è riferito al 2017 e non è cambiato in modo sostanziale dal 2016, mentre è in calo del 7% rispetto al picco di 525 chili di rifiuti per cittadino europeo registrato nel 2002. I danesi producono più rifiuti di tutti (781 chili), mentre tra le grandi economie europee solo il Regno Unito (468 chili) ne produce meno della Penisola. Romania, Polonia e Repubblica ceca sono i paesi in cui si producono meno rifiuti urbani pro-capite. Eurostat ha raccolto dati, tutti abbondantemente sopra la media Ue, anche in Norvegia (748 chili), Svizzera (706) e Islanda (656).

L’archistar Calatrava condannato

[Solo chi è sano di mente può impazzire. Stanislaw J. Lec] L'architetto catalano Santiago Calatrava è stato condannato dalla Corte dei conti di Venezia, in appello dopo l'assoluzione in primo grado, a pagare 78 mila euro per danno erariale nella realizzazione del Ponte della Costituzione: il discusso quarto ponte sul Canal Grande a Venezia. La multa - nell'ambito della realizzazione di un'opera costata 11 milioni e 600 mila euro di fronte ai 7 milioni previsti, riguarda una "macroscopica negligenza" - scrivono i giudici contabili nella sentenza - perché l'architetto viene ritenuto responsabile di un aggravio di costi legati alla sottostimazione delle dimensioni di alcuni tubi ma anche dei tempi di usura dei gradini, in parte in vetro. Quest'ultimi dovevano durare almeno 20 anni, ma da subito si è dovuto ricorrere a costose sostituzioni e rattoppi che continuano ancor oggi. Nella sentenza, si legge anche che la negligenza è "tanto più grave e meritevole di essere stigmatizzato in quanto proveniente da uno stimato professionista".

Dilettanti allo sbaraglio/62

["Non sei normale." "Si, ed è bellissimo". Anonimo] La crisi di governo complica la già difficile partita delle nomine. Le soluzioni da trovare nell'immediato riguardano in particolare l'Agcom guidata dal presidente Angelo Maria Cardini nominato nel 2012 e il cui mandato scade a settembre, il Garante per la privacy il cui presidente Antonello Soro è stato nominato nel luglio 2012 e l'Autorità anticorruzione dopo l'annuncio delle dimissioni di Raffaele Cantone e il cui mandato sarebbe scaduto a luglio 2020. Restano da sciogliere anche i nodi dei vertici delle tre società controllate da Cdp: Sace, Ansaldo Energia e Cdp immobiliare. Poi la partita si sposterà sulle grandi partecipate pubbliche i cui vertici - in particolare quelli di Eni, Enel, Leonardo, Terna, Poste e Enav - scadranno con l’approvazione del bilancio 2019. Insomma una strada tutta in salita sulla quale pesa l'incognita politica. Il prossimo consiglio di amministrazione di Cdp che potrebbe riunirsi il 27 agosto avrebbe tutti i presupposti per sciogliere il primo nodo che riguarda la Sace. Dopo un'impasse durata mesi i tempi sembrano maturi, anche se per un tema di rispetto istituzionale dovuto alla delicata situazione politica attuale potrebbe andare verso un nuovo slittamento. Il presidente Beniamino Quintieri dovrebbe essere riconfermato alla presidenza della società pubblica per il sostegno delle imprese all'estero, come auspicato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, mentre sembra ormai scontata la sostituzione dell'ad Alessandro Decio che, dati i non buoni rapporti con la struttura di Cdp già dal precedente mandato, non sembra la figura adatta per lavorare all'integrazione dei prodotti di gruppo prevista dal piano industriale di Cassa. Dopo la selezione degli head hunter, in pole position per guidare la società sembra esserci Marco Siracusano, l'ad di Postepay. Per quanto riguarda la partita Ansaldo Energia in pole per l'incarico di ad ci sarebbe Giuseppe Marino, senior vice president di Hitachi Rail Italy. L'attuale amministratore delegato Giuseppe Zampini dovrebbe andare a ricoprire l'incarico di presidente della società. In Cdp Immobiliare dovrebbe essere confermata la permanenza anche per Salvatore Sardo, che attualmente riveste il ruolo di amministratore delegato. Sulla partita delle nomine pesano la direttiva introdotta nel 2013 dall'allora ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni nella quale si sottolinea "la necessità e l'urgenza di procedere tempestivamente al rinnovo" dei Cda delle società controllate "al fine di assicurare la piena funzionalità di queste società a tutela degli interessi dell'azionista pubblica" e quella sul disbrigo degli affari correnti del 20 agosto scorso del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Sulle nomine, scrive Conte ai ministri, vice ministri e sottosegretari, si "potrà procedere soltanto a nomine, designazioni e proposte strettamente necessarie perché vincolate nei tempi da leggi o regolamenti, ovvero derivanti da esigenze funzionali, non procrastinabili oltre i termini di soluzione della crisi, per assicurare pienezza e continuità all'azione amministrativa". Ogni nuova iniziativa in merito, si rileva, "dovrà essere preventivamente sottoposta all'assenso del presidente del Consiglio al fine di assicurare uniformità di comportamenti. Ciascun ministro dovrà curare che enti, aziende e società dipendenti, vigilati o direttamente controllati, si attengano agli anzidetti criteri, anche per quanto riguarda le procedure. Il ministero dell'Economia e delle Finanze eserciterà i diritti dell'azionista nelle società partecipate, previo assenso del presidente del Consiglio. Resta salva l'autonomia di soggetti disciplinati da statuti e regole privatistiche che lì sottraggono a direttive o ad indirizzi del Governo". Tra i nodi da sciogliere, che probabilmente saranno affrontati solo da un nuovo esecutivo in carica, ci sono quelli che riguardano anche l'Inps, Inail e Aifa. L’Agenzia del farmaco è attualmente retta in via provvisoria dal governatore emiliano Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza Stato-Regioni, dopo le dimissioni del numero uno Stefano Vella. Per Inps e Inail si devono invece chiudere le nomine dei consigli di amministrazione. [fine]

Taxi in apt

[La convinzione che gli altri siano pazzi. Ambrose Gwinnett Bierce] Con 36 euro in media per percorrere 30 km, Roma è tra le capitali europee più care per i viaggi in taxi aeroporto-centro città. Ed è comunque economica se paragonata a Amsterdam, dove un taxi per i 20 km da Schiphol al centro costa oltre 52 euro, o Londra, dove per Heathrow (25km) ci vogliono in media 50,6 euro. I conti li ha fatti www.Taxi2Airport.com, sito specializzato in trasferimenti dai centri urbani agli aeroporti, che ha realizzato una classifica con 15 capitali europee. Roma occupa il nono posto, mentre ai primi ci sono le città dove in media si spende meno: Lisbona (5,8 euro per 5,4 km), Madrid (19 euro per circa 15km) e Berlino (20,1 euro per 10,8 km). 

20 appuntamenti per Milano

[Non è facile distinguere chi è pazzo e chi no. Dio ci protegga dall'essere smascherati! Knut Hamsun] "A Milano pensiamo al 2020". Il sindaco, Giuseppe Sala, ha presentato sulla sua pagina Instagram il palinsesto di iniziative promosse dall'amministrazione, insieme ai privati, per animare la città nel 2020. Si tratta di 20 appuntamenti diffusi in tutta Milano che si terranno per una settimana (le Week) o per un weekend (le City).    Si parte con la Milano Fashion Week, in occasione della presentazione delle collezioni autunno-inverno 2020/2021, fino a Museo City (marzo) e alla Digital Week. Ad aprile riflettori accesi sul Design, in occasione del Salone del Mobile, con la settimana dedicata, a cui seguirà la Milano Art Week, omaggio all'arte moderna e contemporanea. A maggio largo alla musica con concerti in tutta la città, grazie a PianoCity.    Ma maggio sarà anche il mese del cibo con la Milano Food City. A settembre anche gli animali avranno la loro settimana dedicata, la Pet Week. Milano chiuderà l'anno in bellezza con due appuntamenti tradizionali come Bookcity e Milano Music Week.

venerdì 23 agosto 2019

Continuano a sbarcare/7

[Non ci sono più false pazzie di quelle che talvolta fanno i saggi. Pietro Aretino] Mentre la nave Ocean Viking con 356 migranti a bordo è ferma al largo del Mediterraneo in attesa di avere assegnato un porto sicuro, proseguono mini sbarchi e arrivi "fantasma", in Sicilia. Oggi sono giunti venti tunisini, a bordo di una piccola imbarcazione nel porto di Porto Empedocle (Ag), mentre altri migranti, che sarebbero riusciti a disperdersi sulla terraferma, sono arrivati sulla spiaggia che si trova all'interno del Parco archeologico di Selinunte. Un barcone utilizzato dai migranti per la traversata dalle coste nordafricane è stato trovato abbandonato sul litorale di Triscina in contrada Gaggera. La nave Open Arms, dell'omonima ong spagnola, è giunta a Porto Empedocle (Ag). Resterà alla banchina sotto sequestro, un provvedimento preventivo, che dovrà essere convalidato dal gip del tribunale, firmato dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. Nei prossimi giorni, non è escluso che la nave venga sottoposta ad accertamenti. Il Viminale rinnova la richiesta alla Spagna di farsi carico degli immigrati sbarcati dalla Open Arms. Il ministero dell'Interno auspica che la Commissione Ue in accordo con il governo spagnolo, che si era reso già disponibile all'approdo della nave nei suoi porti e all'accoglienza, metta in atto i meccanismi per la redistribuzione degli immigrati, e chiede al Presidente del Consiglio dei ministri e alla Farnesina di condividere questa posizione e di assumere iniziative in tal senso. "Le funzioni psichiche sono fortemente sollecitate da condizioni emozionali estreme in un clima di altissima espressione dove la percezione di 'morte' rispetto all'eventuale rimpatrio e la speranza di 'vita', anche affrontando a nuoto lo specchio di mare che li separa dall'isola di Lampedusa, non lascia più possibilità di valutazione del rischio individuale e collettivo, né, da parte di terzi, la possibilità di arginare o contenere una ulteriore estensione di situazioni psicopatologiche di 'dissociazione nevrotica e/o psicotica'". Questo è stato scritto dai consulenti nominati dalla Procura dopo l'ispezione realizzata ieri pomeriggio. La Open Arms era arrivata in serata nel porto di Lampedusa: profughi e volontari hanno cantato"Bella Ciao" dal ponte mentre la nave stava attraccando. Dal molo gli attivisti hanno applaudito e urlato "benvenuti". Ci ha pensato la magistratura a sbloccare il caso. Diciannove i giorni vissuti in condizioni disastrose sul ponte della nave spagnola, ferma a 800 metri dalla costa di Cala Francese a Lampedusa. Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, lo stesso pm che aveva sbloccato il "caso Diciotti", rientrato dalle ferie, ha preso in mano l'inchiesta, coordinata fino a quel momento dal sostituto Salvatore Vella, e si è subito precipitato a Lampedusa con un elicottero e uno staff medico al seguito.
"Finalmente l'incubo finisce, le persone rimaste riceveranno assistenza immediata in terra", ha scritto Open Arms su twitter commentando la decisione della Procura di Agrigento che ha disposto lo sbarco immediato di tutte le persone a bordo. "La situazione è esplosiva, devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male, l'impegno e l'attenzione sono massimi per l'incolumità delle persone", aveva detto il pm prima di prendere il volo per l'isola. Un'ora d'ispezione sulla nave della Ong è bastata al magistrato per assumere la decisione tanto attesa dai migranti. E così, a conclusione di un vertice nella Capitaneria di porto, Patronaggio ha disposto il sequestro preventivo della Open Arms, che dovrebbe poi essere portata a Licata, e l'evacuazione immediata dei profughi. Secondo quanto, si è appreso, oltre all'inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i magistrati hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d'ufficio. Il reato, previsto dall'articolo 328 del codice penale, punisce "il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni". E così il sequestro è stato disposto "per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze". I magistrati ora stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi. Ma il ministro dell'Interno, Salvini, non ci sta. E, allontanandosi dall'aula del Senato, in un video su Fb attacca: "Il sequestro impone lo sbarco degli immigrati: ricordo che non c'era allarme sanitario, finti malati e finti minorenni. Qualcuno si sta portando avanti già nel nome del governo dell'inciucio che vuole riaprire i porti. Finché campo è mio dovere difendere i confini e la sovranità del Paese". E ancora: "Molto probabilmente mi arriverà una denuncia dalla stessa Procura che mi indagò per sequestro di persona, reato che prevede 15 anni di carcere: stavolta il reato è omissione di atti d'ufficio. Io non mollo".  Trovato l'accordo sul destino dei 356 migranti a bordo della nave Ocean Viking. Lo annuncia il premier maltese Joseph Muscat su Twitter: "Malta trasferirà queste persone su navi militari maltesi in acque internazionali e le porterà a terra. Tutti i migranti saranno distribuiti in altri Paesi europei: Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania. Nessuno resterà a Malta". L'accordo, aggiunge Muscat, è stato trovato in seguito a "discussioni con la Commissione europea e un certo numero di Stati membri, soprattutto Francia e Germania". [segue] 

22 a processo ponte A14

[La pazzia è la mia caratteristica più accattivante. Anonimo] Per il crollo del ponte 167 lungo l'autostrada A14, avvenuto il 9 marzo 2017 tra i caselli Ancona sud e Loreto nel Comune di Camerano, che costò la vita a due persone e il ferimento di altre tre, la Procura di Ancona ha chiesto il processo per 22 indagati: 18 persone fisiche e quattro società coinvolte a vario titolo per aver commissionato i lavori, averli appaltati e poi subappaltati. Nella richiesta di rinvio a giudizio il pm Irene Bilotta contesta agli indagati anche l'omicidio stradale oltre all'omicidio colposo, il crollo colposo e la violazione delle norme in materia di sicurezza sul luogo di lavoro già emersi in fase di apertura del fascicolo.    Sul ponte crollato era in corso una manovra di innalzamento quando l'impalcato obliquo finì sulla sede stradale provocando la morte dei coniugi Emidio Diomede e Antonella Viviani, originari dell'Ascolano (Spinetoli), che sopraggiungevano in auto, e il ferimento di 3 operai. L'udienza preliminare si terrà il 9 dicembre davanti al gup di Ancona Francesca De Palma.

Er Viperetta vende

[Nel passato, gli uomini creavano le streghe, ora creano malati mentali. Thomas Szasz] Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, e il gruppo che fa a capo a Gianluca Vialli interessato all'acquisto della società blucerchiata, hanno firmato una lettera di intenti in cui si impegnano ad una trattativa "in esclusiva" fino a settembre per il passaggio di proprietà del club. "Holding Max srl, il veicolo di investimento della famiglia Ferrero, - sottolinea il gruppo del presidente della Samp - ha firmato una lettera di intenti con il consorzio CalcioInvest, LLC (guidato da Gianluca Vialli, James Dinan ed Alex Knaster) in relazione all'acquisto di U.C. Sampdoria spa, prestigioso club di serie A". - "Ai sensi della lettera di intenti - prosegue la dichiarazione - è stata concessa in questa fase a CalcioInvest, LCC l'esclusiva per la prosecuzione della trattativa sino al mese di settembre. Le parti lavoreranno con il fine auspicato di concludere l'operazione a settembre, una volta che siano preventivamente smarcati i punti ancora non definiti, nonché negoziati e convenuti i testi contrattuali definitivi". Il presidente Massimo Ferrero "sottolinea di nutrire grande stima e simpatia per il consorzio CalcioInvest, LLC e in particolare per Gianluca Vialli, persona di spessore e indiscussa leggenda della storia blucerchiata".  "Accogliamo con entusiasmo questo importante passaggio di una trattativa che, vista l'importanza anche finanziaria dell'oggetto, non può risolversi in tempi brevi. La conferma di entrambe le parti è sicuramente un passo avanti rispetto a tutte le voci di corridoio dei ben informati", così Emanuele Vassallo, presidente della Federclubs che riunisce la tifoseria organizzata della Sampdoria, dopo la notizia della lettera d'intenti firmata dal presidente della Sampdoria Massimo Ferrero e dal gruppo di Gianluca Vialli. "Ora auspichiamo che si guardi agli ultimi giorni di calcio mercato con maggiore incisività - aggiunge - per fornire al mister la completezza richiesta e poi dedicarsi a chiudere la trattativa nei tempi da loro stessi indicati". Colpo di scena nella vicenda giudiziaria che coinvolge il patron della Sampdoria, Massimo Ferrero, e che ha portato il 28 novembre scorso il gip di Roma ad emettere un provvedimento di sequestro di beni per circa 2,6 milioni di euro. Il tribunale del Riesame, a circa un mese di distanza, ha parzialmente annullato quel decreto disponendo la restituzione dei beni agli indagati. I giudici della Libertà, accogliendo una istanza degli avvocati difensori tra cui Giuseppina Tenga legale di Ferrero, hanno dissequestrato sia beni mobili che immobili tra cui un appartamento a Firenze che torna nella disponibilità di Manuela Ramunni, compagna del proprietario del club genovese. Nell'inchiesta i reati ipotizzati, a vario titolo, sono appropriazione indebita, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

giovedì 22 agosto 2019

11-12/9 Procida Sud Festival

[Niente ci garantisce che la letteratura dia immortale. Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma ancor meglio   può fare a meno dell’uomo. J. Paul Sartre] Si svolgerà l' 11 ed il 12 Settembre a Procida, in piazza Marina Grande, la prima edizione di "Procida Sud Festival", organizzata dall'associazione culturale "Rareca Antica", presieduta da Antonio Visaggio, per la valorizzazione della Storia, della cultura e dei prodotti del Sud Italia.    Nell'ambito della manifestazione il 12 Settembre sarà presentato il "Progetto CompraSud" per la promozione delle piccole e medie imprese meridionali.    La "Fondazione il Giglio" presenterà il libro di Lucio Militano "La Marina Mercantile delle Due Sicilie". Un omaggio alla grande tradizione marinara di Procida. Sarà presente l' autore.

Non solo vino in Veneto

[La Natura è solo un nome per un effetto / La cui causa è Dio. William Cowper] L'università di Padova, con il Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente (Dafne), collaborerà con la Direzione agroalimentare della Regione Veneto per promuovere e sperimentare nuove coltivazioni e nuove varietà di luppolo, ingrediente base della filiera della birra. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell'assessore all'agricoltura Giuseppe Pan, ha dato il via libera all'accordo di collaborazione che vede la Regione impegnare 30 mila euro e l'Università di Padova altri 19.050 euro al fine di approfondire la possibilità di produrre varietà autoctone del luppolo, pianta che conferisce l'inconfondibile aroma alla birra. "A tutt'oggi nel territorio nazionale non risulta iscritta nel registro delle varietà alcun tipo di luppolo. La produzione nazionale è limitata a poche centinaia di ettari, ma il consumo di luppolo da parte dei birrifici artigianali è crescente - spiega l'assessore Pan - Sinora i birrifici hanno utilizzato perlopiù luppolo europeo, prodotto pressoché esclusivamente in Germania, Francia, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia e Regno Unito, in areali limitati. Il Veneto è la terza regione in Italia per numero di birrifici artigianali: se ne contano almeno 74 degli 850 censiti nella penisola da Assobirra, tra imprese di produzione diretta e brew pab. Si tratta di un settore in grande espansione, sia produttiva che commerciale, che vede la presenza determinante di giovani imprenditori. La Regione ha inteso sostenere la produzione locale varando lo scorso anno una apposita legge 'Promozione e valorizzazione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale" (legge 7/2018). La scelta di materie prime di qualità è il primo passo per garantire la produzione locale di birre artigianali di successo, originali e apprezzate dagli estimatori". L'accordo Regione-Università consentirà di attrezzare una struttura per la conservazione del materiale genetico prevenendo eventuali virus, e di analizzare campioni di germogli di luppolo per valutarne le componenti aromatiche individuando in anticipo le qualità organolettiche, al fine di poter selezionare le miglior varietà da mettere in produzione per ottenere ottime birre ' made in Italy'.

mercoledì 21 agosto 2019

Continuano a sbarcare/6

[Ma la sofferenza ancor ama scoprire / La propria immagine nei casi altrui. William Cowper]  La nave della Marina militare spagnola partita ieri per Lampedusa per recuperare i migranti a bordo della Open Arms rimarrà vicina all'isola siciliana, pronta a portare in Spagna i profughi che Madrid ha accettato di accogliere nell'ambito di un accordo di distribuzione sottoscritto con altri cinque Paesi europei. Lo ha riferito la vicepremier spagnola, Carmen Calvo, parlando all'emittente iberica Cadena Ser.    Ieri, la Spagna aveva annunciato la partenza della nave militare Audaz per recuperare i migranti, prima che la vicenda si sbloccasse con l'autorizzazione a sbarcare sull'isola italiana ieri sera.    "L'Open Arms non ha il permesso di realizzare salvataggi, il capitano della nave lo sa. Ma per via delle circostanze, Pedro Sanchez ha deciso che c'era bisogno di trovare una via umanitaria per uscire da quella situazione", ha dichiarato Calvo. In merito a possibili sanzioni di Madrid contro Open Arms, Calvo non si è sbilanciata, ma ha chiarito che "siamo tutti soggetti alla legge".    "Caro Matteo, il tuo tentativo di screditare non solo me ma l'intera Difesa è inqualificabile". Comincia così il duro post del ministro Elisabetta Trenta nei confronti del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nel quale gli ricorda "che le istituzioni non sono le nostre e che noi diamo solo l'indirizzo". "Impara a rispettare il ruolo delle istituzioni e a non appropriartene", la conclusione. In una lettera - datata 19 luglio  - del capo di Gabinetto del Viminale al suo omologo della Difesa si legge: "Mi corre l'obbligo di trasmetterti la preoccupazione, condivisa anche dalle Forze di polizia competenti, che l'ipotizzato incremento del pattugliamento aeromarittimo in acque internazionali possa fungere da fattore di attrazione, piuttosto che di deterrenza, per le partenze dalle coste libiche, qualora non risulti consolidata la possibilità di sbarchi in quel Paese".  "Un conto è contestare l'utilizzo delle navi militari come veri e propri taxi del mare al servizio delle Ong (da qui l'esigenza di un approccio diverso, sollecitato dal ministero dell'Interno), un altro modificare il tipo di attività delle navi della Marina", sottolineano fonti del Viminale, spiegando che "il cambiamento voluto dalla Difesa non c'entra con le indicazioni del ministero dell'Interno. La Trenta ha addirittura fatto accompagnare la Open Arms verso l'Italia".    Fonti dello Stato Maggiore della Difesa "rassicurano" sul fatto che "nulla cambia per quanto riguarda compiti e struttura dell'operazione Mare Sicuro rispetto a quanto disposto in sede di Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica ". Così le fonti dello Stato Maggiore - che coordina Mare Sicuro - replica a quanto sostenuto dal ministro dell'interno Matteo Salvini.  Mentre è ancora in fase di stallo la vicenda della Open Arms, alla fonda davanti alle coste di Lampedusa con 107 migranti, proseguono senza sosta i cosiddetti "sbarchi fantasma". Sempre a Lampedusa sono approdati nella notte 16 extracomunitari, provenienti dalla Tunisia, che erano stati intercettati da un pattugliatore della Guardia di Finanza a poche miglia dall'isola su un barchino.    Un'altra piccola imbarcazione con a bordo 37 migranti è stata soccorsa in mattinata sempre da una motovedetta della Fiamme Gialle. Un mini sbarco la notte scorsa si è registrato anche a Sciacca (Ag), sulla spiaggia dell'Arenella. Alcuni passanti hanno notato alcune persone che si disperdevano sulla terraferma.  I carabinieri hanno fermato 11 migranti che hanno dichiarato di essere di nazionalità tunisina. Nessuna traccia della barca utilizzata per la traversata. I carabinieri non escludono che altri migranti siano riusciti a far perdere le proprie tracce. [segue] 

A Clooney piace il pecorino

[Dio creò la campagna e l'uomo creò la città. William Cowper] Non c'è solo George Clooney ad apprezzare il pecorino negli Stati Uniti, dove le esportazioni Made in Italy del tipico formaggio volano con un aumento record del 46% nel 2019. È quanto emerge da una indagine Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell'anno. "Appare quindi giustificato - sottolinea la Coldiretti - l'interesse economico da parte del famoso attore, due volte premio Oscar, che secondo le indiscrezioni del Daily Star sarebbe pronto ad aprire una attività legata al formaggio sardo dopo averne spedito 32 chili a Los Angeles per offrirlo ad amici e possibili clienti". "Gli Stati Uniti - continua la Coldiretti - sono di gran lunga il principale mercato di sbocco all'estero del pecorino e del fiore sardo tanto che finiscono negli Usa quasi 2 pezzi su 3 del famoso formaggio esportati dall'Italia. Nel mondo - spiega la Coldiretti - sono stati spediti quasi 8,5 milioni di chili nei primi cinque mesi del 2019 con un aumento del 31% rispetto allo scorso anno".  "Un successo che ha favorito sul mercato americano il proliferare delle imitazioni di bassa qualità", - precisa la Coldiretti che aggiunge: "Non è quindi un caso che siano proprio gli industriali del falso formaggio made in Italy negli Usa a spingere affinché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attui le minaccia di dazi anche su questi prodotti provenienti dall'Europa". "Nonostante il calo della produzione nazionale e l'aumento delle esportazioni del pecorino il prezzo del latte pagato agli allevatori rimane al di sotto delle aspettative a causa della scarsa trasparenza e delle distorsioni all'interno della filiera che - conclude la Coldiretti - impediscono una giusta retribuzione per il lavoro dei pastori e mettono a rischio una tradizione millenaria". 

Troppi alla Corte dei conti

[Dorme dolcemente l'infermiera assunta per vegliare il malato / Che disturba col suo russare. William Cowper] La Regione Siciliana paga troppi dipendenti poco qualificati e assunti con criteri non meritocratici. L'ennesima denuncia arriva dalla sezione Autonomie della Corte dei conti in un capitolo della Relazione 2019 sulla spesa per il personale degli enti territoriali nel triennio 2015-2017 ora diffuso dal Centro Pio La Torre. "La Corte dei Conti segnala una riduzione complessiva della spesa netta che tuttavia avviene in misura meno che proporzionale rispetto alla riduzione della consistenza del personale, con un conseguente aumento della spesa media specie nelle posizioni apicali - spiega l'economista Franco Garufi - .    Alla fine del 2017 gli impiegati erano 14.921, un esercito più numeroso dell'intera area Nord che ne contava 14.418. La denuncia, mai ascoltata: assunzioni clientelari e non di merito.    Risultato: uffici pieni e inefficienti". Nell'isola tra il 2015 e il 2017 i dirigenti regionali sono scesi da 1692 a 1350, mentre il personale non dirigenziale è diminuito da 15.365 unità a 13.571. In totale nel 2017 la Regione siciliana contava 14921 dipendenti, con una variazione in negativo del 12,52 % rispetto al 2015 (la diminuzione media del personale nelle RSS è stata del 6,76%). La Sicilia conta 2,97 dipendenti regionali ogni 1000 abitanti; un dato leggermente superiore alla Sardegna (2,37), ma distante anni luce dalla Lombardia che ne ha appena 0,33. La spesa per il personale è scesa da 661.362.000 di euro nel 2015 a 577.641.000 nel 2017, pari al -12,66%; in tale ambito la spesa per i dirigenti è diminuita da 135.131.000 euro a 115.876.000, mentre quella per il personale non dirigenziale è passata da 507.744.000 a 443.740.000 euro. L'impegno di spesa per il personale con contratti flessibili, che ha una consistenza media pari a 598 unità si è mantenuto sostanzialmente stabile: 17.747 000 euro nel 2017 a fronte di 17.786 nel 2015. La contrazione della spesa per il personale della Regione è stata pari a 4,5 punti percentuali, cioè 37 milioni di euro, di cui 29 per retribuzioni e 7 per oneri sociali. La Corte tuttavia rileva che "la spinta alla contrazione della spesa appare già in via di esaurimento ed i risparmi conseguiti sui redditi di lavoro dipendente per effetto delle cessazioni, pur significativi nel più recente trend storico, si rivelano, in gran parte, compensati poiché a fronte del decremento della spesa per retribuzioni si registrano, ora, importanti incrementi di spesa per le pensioni".

martedì 20 agosto 2019

Le Feste Saracene a Sambuca

[La chiesa è l'unico luogo in cui, se qualcuno mi parla, io non sono obbligato a rispondere. Charles De Gaulle] Giungono alla terza edizione "Le Feste Saracene nel Borgo dei Borghi", un percorso a ritroso nella storia per riscoprire le origini arabe di Sambuca di Sicilia, che si svolgeranno mercoledì 21 e giovedì 22 agosto dalle ore 21 alle 23. L'evento mette insieme oltre 200 tra figuranti ed attori, con un quartiere che si anima, torna a vivere e a raccontare se stesso grazie ai testi di Marisa Mulè, le scene di Ida Maggio e i vestiti di Antonella Salvato. Le feste nascono in un contesto storico, quello della storia di Sambuca, fondata negli anni successivi allo sbarco in Sicilia dei Saraceni intorno all'830. La rievocazione prende spunto proprio dalla storia della fondazione del "borgo" ad opera di un manipolo di Saraceni guidati dall'emiro Al Zabut. Nella parte alta della città, nel cuore del Quartiere Saraceno, in quello che fu lo scenario originario delle vicende storiche rievocate da numerosi attori in un teatro a cielo aperto. La rievocazione è stata realizzata attraverso la creazione di scene, ognuna delle quali si sofferma a "raccontare" un episodio storico, mentre in altri vengono messe in scena momenti di vita quotidiana nel borgo saraceno. Fino a giungere sul poggio più alto ai piedi della Matrice, edificata sulle vestigia del Castello dell'Emiro Al Zabut, che diede il nome a questo Borgo.    E c'è un dedalo di cunicoli sotto la città antica, un labirinto di vie sotterranee. Tutto intorno, il castello è circondato dai vicoli Saraceni fra strade tortuose, viuzze e splendidi cortili.    "Le Feste Saracene - dicono il sindaco Leo Ciaccio e il vicesindaco assessore alla Cultura e il Turismo Giuseppe Cacioppo - hanno il grande merito di avere risvegliato questo aspetto, di aver incuriosito non solo i residenti ma anche le centinaia di visitatori, attirando l'attenzione su questa misteriosa parte della storia di tanta parte della Sicilia occidentale, con Sambuca al centro". 

Tragedia greca e mafiosa

[Solo gli imbecilli non si sbagliano mai. Charles De Gaulle] Una messa in scena classica, senza contaminazioni o attualizzazioni, né sul testo né sulla scenografia e costumi. Mercoledì 21 e giovedì 22 agosto, alle 19,45, in scena Aiace, la più antica tragedia di Sofocle, nel teatro del parco archeologico di Segesta, nell'ambito del Calatafimi Segesta festival Dioniasiache 2019, direzione artistica Nicasio Anzelmo. Il ruolo del protagonista è affidato a David Coco con la regia di Giovanni Rizzuti. Per "Conversazioni d'autore", giovedì 22, alle 21.30, sulla collina del tempio, "Storie di sangue, amici e fantasmi", con il senatore Pietro Grasso, e Francesco la Licata, giornalista e scrittore. Letture di Turi Morrica, attore. Introduce Rossella Giglio, direttore del parco archeologico di Segesta. Una vita passata a lottare contro la mafia accanto ad amici carissimi, che sono anche simboli di impegno civile, e a contatto con boss sanguinari, che possono diventare preziosi collaboratori per la ricerca della verità. Venticinque anni dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, Pietro Grasso - oggi senatore della Repubblica e già presidente del Senato dal 2013 al 2018, allora magistrato in prima linea nella lotta alla mafia - torna a percorrere le strade di Palermo, l'aula del Maxi processo, le campagne rifugio dei latitanti e le tante, troppe scene del crimine in cui ha dovuto scorgere il cadavere di uomini dello Stato trucidati dalla mafia, di amici portati via troppo presto.

L’eterna guerra in Galilea

[Un uomo che fa chiasso ha sempre ragione. William Cowper] La fazioni palestinesi della Striscia, Hamas compresa, hanno avvisato che "Gaza è un vulcano in ebollizione che esploderà in faccia al nemico e ai suoi soldati". In un comunicato congiunto - riferito da Safa News - hanno sottolineato di aver avvisato "il nemico sionista dei suoi persistenti crimini, ma la sua leadership ancora gioca con il fuoco". "I crimini dell'occupazione contro il popolo palestinese e i luoghi santi non resteranno senza risposta", hanno aggiunto riferendosi ai recenti scontri sulla Spianata delle Moschee (il Monte del Tempio per noi) a Gerusalemme. Poi hanno sottolineato che le infiltrazioni di giovani - come quella di domenica sera scorsa verso Israele - "sono i segnali precursori di una più larga esplosione". Infine le stesse fazioni hanno chiamato i palestinesi in Cisgiordania a "mettere a fuoco il territorio". I militari israeliani hanno ucciso almeno tre palestinesi sulla barriera di confine che divide la Striscia di Gaza da Israele, ferendone in modo grave un quarto, dichiara il ministero della salute di Gaza. Il portavoce dell'esercito israeliano ha confermato che ieri sera un gruppo di "uomini armati sospetti" è stato avvistato vicino al confine fra Gaza e Israele e che un carro armato e un elicottero gli hanno sparato. I media riferiscono di un possibile tentativo di infiltrazione in Israele. Secondo fonti locali, i tre sono del campo profughi di Jabalya e della Jihad islamica. Dopo settimane di relativa calma, i militanti palestinesi hanno ripreso gli attacchi contro Israele, fra cui il lancio di razzi. Israele accusa Hamas, che invece dà la colpa all'iniziativa di singoli individui contro il blocco che attanaglia il territorio palestinese.

Intercity si rompe 2 volte

[ Eureka! Archimede] Odissea per i passeggeri dell'Intercity 35662 Livorno-Milano. Il convoglio, partito dalla stazione di Genova Principe alle 9.15 ha subito un guasto al primo locomotore a Genova Pontedecimo, locomotore che è stato sostituito facendo accumulare al convoglio quasi due ore di ritardo. Ripartito da Genova Pontedecimo, il locomotore 'nuovo' si è rotto anch'esso e attualmente il treno è fermo a Arquata Scrivia (Alessandria). A quel punto il capotreno è stato aggredito da un passeggero. Sul posto 118 e Polfer. Anche ieri c'erano stati ritardi sulla rete a causa di un tir che aveva perso il carico sui binari.     Venerdì, invece, erano stati cancellati 23 convogli a causa di malattie e congedi del personale.

Inizia vendemmia in Lombardia

[L'idea non appartiene all'anima; è l'anima che appartiene all'idea. Charles Sanders Peirce] Con un ritardo di una decina di giorni rispetto al solito è scattata anche quest’anno l’ora della vendemmia in Lombardia che secondo le previsioni vedrà a livello regionale un calo medio nei raccolti di circa il 20% rispetto allo scorso anno, anche a causa delle incertezze a livelle meteorologico. E’ quanto ha spiegato la Coldiretti Lombardia in occasione del distacco dei primi grappoli di uva in Franciacorta. Nei prossimi giorni le operazioni entreranno nel vivo anche in Oltrepò Pavese, mentre gli ultimi a partire saranno i viticoltori della Valtellina tra settembre e ottobre. A lasciare il segno sulla stagione – ha precisato la Coldiretti regionale – sono stati il freddo del mese di maggio e le grandinate che hanno colpito nelle ultime settimane. Il clima favorevole di inizio estate ha però esaltato la maturazione dei grappoli, facendo ben sperare per un’annata di elevata qualità. “Con i nostri vini raccontiamo le peculiarità che contraddistinguono e valorizzano i nostri territori – ha commentato Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia. Si tratta di un patrimonio di cultura, conoscenza e biodiversità sempre più apprezzato anche a livello internazionale come dimotra anche l’export delle etichette lombarde nel mondo che ha raggiunto il record storico di circa 271 milioni di euro”. In Lombardia – hanno aggiunto dall’associazione – ci sono oltre 20mila ettari a vigneto, quasi tutti dedicati a nettari di alta qualità. Le province più “vinicole” sono Pavia con più di 12.500 ettari e Brescia con oltre 6.800 ettari. A seguire: Mantova (più di 1.700 ettari), Sondrio (circa 800 ettari), Bergamo (640 ettari), Milano e Lodi (circa 200 ettari), ma zone viticole più ridotte si contano anche fra Como, Lecco, Varese e Cremona. In Italia per quest’anno – ha concluso la Coldiretti – si stima una produzione di vino fra i 47 e i 49 milioni di ettolitri, che permette al nostro Paese di vincere la sfida con i cugini francesi e conquistare il primato mondiale nonostante un calo medio di circa il 10% a livello nazionale rispetto allo scorso anno. In Italia le condizioni attuali fanno ben sperare per un’annata di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo.

Oggi il mosquito day

[È stato detto che questo manifesto è più di una mera teoria, ma un vero e proprio incitamento. Ogni idea è un incitamento. Oliver Wendell Jr. Holmes] È tra gli animali più piccoli, ma è di gran lunga il più pericoloso per l'uomo, con diverse centinaia di migliaia di vittime ogni anno. Il 20 agosto è il World Mosquito Day, giornata istituita su iniziativa soprattutto di istituzioni e Ong contro la malaria. La data scelta per la ricorrenza commemora Sir Ronald Ross, che proprio in questo giorno del 1897 scoprì che è la zanzara femmina a trasmettere la malaria. Proprio questa malattia è la principale causata dall'insetto, e secondo l'Oms ha causato nel 2017 435mila morti e 215milioni di casi nel mondo, concentrati in 11 paesi, dieci in Africa più l'India. "Quale direste che sia l'animale più pericoloso sulla Terra? I serpenti? Gli squali? - sottolinea Bill Gates in un blog sul sito della sua Fondazione - La risposta è 'nessuno di questi. Sono le zanzare". Secondo una stima dei ricercatori della Fondazione infatti le zanzare uccidono ogni anno 725mila persone, molte di più rispetto a serpenti (50mila) e cani (25mila), che seguono in classifica. Tra le varie armi contro questi insetti, che oltre alla malaria veicolano decine di altre malattie, dalla dengue al Virus del Nilo che è ormai endemico anche in Italia, recentemente si sono aggiunte le zanzare stesse: in tutto il mondo sono in corso esperimenti che prevedono l'introduzione in natura di esemplari resi sterili con modifiche al Dna o attraverso radiazioni o l'esposizione a batteri per controllare le popolazioni.

lunedì 19 agosto 2019

Hogg lascia Cathay Pacific

[Le donne hanno un uomo nel cuore, è un altro in bocca è un altro ancora tra le braccia. Testo sacro giainista 550 a.c.] Il ceo di Cathay Pacific, Rupert Hogg, si è dimesso. Lo ha annunciato la compagnia di Hong Kong, spiegando che il manager ha lasciato l'incarico "per assumersi la responsabilità in quanto leader dei recenti avvenimenti".  Hogg sarà sostituito da Augustus Tang, un veterano di Swire Group, la conglomerata che è la principale azionista di Cathay.  La mossa è necessaria, ha spiegato il presidente del board, Shi Leshan, per ricostruire la fiducia nella reputazione delle compagnia, dopo gli "eventi recenti". Dietro all'addio di Hogg c'è il pressing di Pechino, che nei giorni scorsi - nel pieno delle proteste che hanno paralizzato lo scalo della città - aveva chiesto sanzioni nei confronti dei dipendenti che avevano sostenuto la mobilitazione. L'avvertimento era contenuto in un messaggio allo staff dello stesso Hogg, che aveva intimato ai dipendenti di non sostenere o partecipare alle nuove proteste all'aeroporto internazionale dell'ex colonia britannica. Sempre nei giorni successivi alle proteste la compagnia aerea aveva deciso di licenziare quattro lavoratori.

Banca cancella debito clienti

[Di quando in quando uno sciocco deve pur azzeccarci, per combinazione. William Cowper] JPMorgan realizza il sogno di milioni di persone. La banca cancella il debito delle carte di credito dei suoi clienti in Canada: "Prendetelo come un regalo".  La decisione di JPMorgan Chase è legata alla chiusura delle sue attività relative alle carte di credito in Canada. "Chase ha deciso di uscire dal mercato canadese delle carte di credito. E ha deciso di cancellare il bilancio esistente per completare la sua uscita" spiega Maria Martinez, portavoce di Chase. Chase ha smesso di accettare nuove domande per le carte di credito in Canada da due anni, riporta il New York Times. Nel marzo 2018 la banca ha deciso di chiudere i conti esistenti e bloccare la possibilità per i clienti esistenti di incorrere in nuove spese, continuando però ad accettare i loro pagamenti per ripianare il debito contratto.

Jobs Act bocciato!

[Slower, older, smarter. Più lento, più vecchio, più intelligente.] Il Tribunale di Milano ha rinviato alla Corte di giustizia dell’Unione Europea la parte del Jobs Act che disciplina i licenziamenti collettivi, chiedendo che valuti se l’esclusione della reintegra nel posto di lavoro è compatibile con i principi di parità di trattamento e di non discriminazione e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Nell’ordinanza datata 5 agosto non mancano giudizi netti sull’impianto della legge, che secondo il giudice non ha raggiunto i risultati sperati in termini di aumento dei posti stabili e non realizza “alcun equo contemperamento tra diritto al lavoro e interesse dell’impresa, o tra la tutela del posto di lavoro e l’interesse all’occupazione quale fine di interesse generale che giustifica la riduzione delle tutele“. Secondo la Cgil e la Filcams nazionale – categoria che rappresenta commercio, turismo e servizi – si tratta di “un ulteriore passo in avanti nella messa in discussione del sistema di protezione contro i licenziamenti illegittimi costruito dal Governo Renzi nel 2015″ e della “conferma della negatività di un provvedimento. In caso di licenziamenti ingiustificati spetta al giudice determinare l’indennità risarcitoria. È quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato “incostituzionale il criterio di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato ancorato solo all’anzianità di servizio” previsto dal Jobs Act e confermato dal cosiddetto “decreto dignità” del 2018. “Il meccanismo di quantificazione, un importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio – si legge nella sentenza – rende infatti l’indennità rigida e uniforme per tutti i lavoratori con la stessa anzianità, così da farle assumere i connotati di una liquidazione forfetizzata e standardizzata del danno derivante al lavoratore dall’ingiustificata estromissione dal posto di lavoro a tempo indeterminato”. Pertanto, il giudice, “nell’esercitare la propria discrezionalità nel rispetto dei limiti, minimo (4, ora 6 mensilità) e massimo (24, ora 36 mensilità), dell’intervallo in cui va quantificata l’indennità, dovrà tener conto non solo dell’anzianità di servizio, criterio che ispira il disegno riformatore del 2015, ma anche degli altri criteri desumibili in chiave sistematica dall’evoluzione della disciplina limitativa dei licenziamenti (numero dei dipendenti occupati, dimensioni dell’attività economica, comportamento e condizioni delle parti)”. L’articolo 30 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ricorda il giudice, recita che “Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali”. E l’articolo 24 della Carta sociale europea sancisce “il diritto dei lavoratori licenziati senza un valido motivo, ad un congruo indennizzo o altra adeguata riparazione”. Il Comitato europeo dei diritti sociali ha fornito un’interpretazione, ritenendo che costituisce “adeguata compensazione” quella che include il rimborso delle perdite economiche subite tra il licenziamento e la decisione del ricorso, la possibilità di reintegrazione e una compensazione economica “di livello sufficientemente elevato da assicurare la reintegra del danno e dissuadere il datore di lavoro dal reiterare l’illecito”. Inoltre, per citare un precedente, ha ritenuto che “la legislazione finlandese, nel prevedere un limite di 24 mesi di retribuzione quale soglia risarcitoria massima onnicomprensiva del danno”, esattamente come il Jobs Act, “integri una violazione dell’art. 24 della Carta in quanto inidonea ad assicurare che la compensazione economica del danno sia in ogni caso commisurata alla perdita effettivamente sofferta”.

Ichnusa vuoto a buon rendere

[Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osservi arresta il proprio sviluppo. Il bruco che cercasse di "conoscersi bene" non diventerebbe mai farfalla. Connais-toi toi-même. ] Ichnusa rilancia l'impegno sulla difesa e il rispetto dell'ambiente inaugurando la linea dedicata "Vuoto a buon rendere". Il nuovo impianto è stato presentato in anteprima alla stampa nello stabilimento di Assemini, il più antico birrificio della Sardegna. A guidare la visita Luigi Paciulli, mastro birraio, e Alfredo Pratolongo, direttore Comunicazione e Affari istituzionali di Heineken Italia. Il progetto che ha permesso di ridurre sempre più la quantità di vetro utilizzato e di rispettare l'ambiente fa un passo avanti. Lo storico marchio di birra sardo mantiene la tradizione e propone una nuova linea di confezionamento. Si riconosce dal tappo verde e dalla scritta "rispetto, riuso e impegno", nel collarino della bottiglia da 66 cl, il formato più venduto in Italia, ma anche da 33 e 25 cl. E' destinato ancora per lo più ai bar e alla ristorazione. Il "Vuoto a buon rendere" permette il riutilizzo della stessa bottiglia per oltre vent'anni, si riduce sostanzialmente la quantità di vetro e si tagliano di oltre un terzo le emissioni di gas a effetto serra. Un passo avanti in direzione della filosofia sostenibile che sempre più sposa il brand. "Con una ricaduta anche in termini di occupazione - spiega Alfredo Pratolongo - il Birrificio Ichnusa ha incrementato del 20% la forza lavoro, con l'assunzione di 16 persone a tempo indeterminato, a cui si affiancano ulteriori 30 risorse nel periodo di alta stagione. In totale lavorano oggi nel birrificio Ichnusa 97 dipendenti, con l'indotto si arriva a oltre 2000 lavoratori coinvolti". "Ichnusa è una birra che caratterizza una regione. Dal 1912 il brand unisce tradizione e innovazione, cogliendo il meglio del passato ma con lo sguardo sempre volto al futuro", sottolinea Luigi Paciulli.  Le aziende sarde diventano sempre più sostenibili: è il caso di Ichnusa che ha creato un nuovo bicchiere di vetro riciclato, nel segno del rispetto del Birrificio di Assemini verso il territorio. E' stato realizzato con l'utilizzo anche di scarti e rimanenze di bottiglie provenienti dall'azienda il cui marchio è legato da oltre cent'anni alla Sardegna.   Il vetro è ambrato e spesso, il fondo riporta le parole chiave "riuso, impegno e rispetto" che incorniciano la silhouette dell'Isola. Un altro tassello dell'attenzione che il Birrificio ripone verso l'ambiente e una produzione più sostenibile.   

La pupìata di Montante

[Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono. Galileo Galilei] Il padrino dell'antimafia è l'ultima fatica letteraria di Attilio Bolzoni, il giornalista di Repubblica scopre una nuova mafia non più violenta, ma molto più pericolosa, quella dei notabili che si è inventata l'antimafia delle mafia, che fa i cortei contro se stessa, che fa dell'illegalità un tutt'uno con la presunta legalità. Proprio nella città che ha dato i natali a Bolzoni si svolge la pupìata di Calogero Montante, detto Antonello.   Uno dei primi ad attaccare il padrino dell'antimafia è il figlio del procuratore Costa, ucciso dalla mafia nel 1980, Michele parlava di Montante sostenendo che un tavolo di regia era stato istituito all'interno dell'agenzia dei beni confiscati alla mafia, probabilmente con metodi mafiosi si gestivano i beni sequestrati ai boss.  L'intervista pubblicata sul sito del Fatto nisseno è stata cancellata dopo poche ore per ordine dell'editore Michele Spena. Ma Balzoni non riserva critiche nemmeno ai colleghi Filippo Astone, Nino Amadore che hanno dedicato dei libri alla falsa lotta alla mafia.  Magistrati, poliziotti, giornalisti, politici  hanno avuto piena fiducia in Montante. Nessuno di questi ha mai potuto pensare che il mafioso Arnone era stato testimone alle sue nozze, che Montante era stato in affari con la figlia di Carmelo Patti, uomo di Matteo Messina Denaro. Claudio Fava, Attilio Bolzoni, la redazione di Report … non erano del tutto convinti sull'onestà di "al cafone".  I fan di Montante sono numerosi: Tano Grasso, Giuseppe Catanzaro, Giorgio Cappello, Rosario Amarù, Alessandro Albanese, Rosario Crocetta, Salvatore Cuffaro, Lombardo, Lumia, … Il libro ci lascia con la speranza che Bolzoni ritornerà su questa storia torbida, esclusivamente per parlare di Banca nuova.

Il Venezuela preoccupa la mafia

[Le idee sono fatali per la produzione di caste. Edward Morgan Forster] Il 23 marzo 2019 un Ilyushin Il-62 e un Antonov An-124 delle forze armate russe, con a bordo rispettivamente un centinaio di militari e 25 tonnellate di materiale, sono atterrati all’aeroporto Simon Bolivar di Caracas. Gli aerei provenivano dall’aeroporto militare russo di Chkalovsky (Mosca) e avevano fatto scalo alla base militare russa di Hmeimim (vicino Laodicea, in Siria). Secondo l’agenzia Reuters, la delegazione russa è comandata dal capo di stato-maggiore dell’esercito, generale Vasily Tonkoshkurov. A dicembre 2018 la Russia aveva mandato due bombardieri nucleari a fare scalo in Venezuela. La presenza militare russa fa da contrappeso agli sforzi degli Stati Uniti per mettere insieme un esercito sudamericano contro il Venezuela.La comunità internazionale si spacca: Gran Bretagna e Francia sposano la linea Trump, contestando la legittimità dell'elezione di Maduro; il presidente del Consiglio dell'Unione Europea, Donald Tusk, esprime sostegno al presidente del Parlamento venezuelano, Guaidò; la Turchia si schiera invece a fianco di Maduro; Russia e Cina sono per la non interferenza e su questo Mosca mette in guardia gli Stati Uniti. All'Organizzazione degli Stati americani (Osa), presente il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, solo 16 Paesi su 35 hanno appoggiato una mozione di sostegno a Gaidò. Mentre il prezzo del petrolio sale a 53,80 dollari per la crisi in Venezuela. Il premier Giuseppe Conte si è detto preoccupato per i rischi di un'escalation di violenza e vicino al popolo venezuelano. Più esplicito il vicepremier Matteo Salvini, che su Twitter ha auspicato la fine rapida del regime di Maduro, ricevendo il ringraziamento di Guaidó "per il riconoscimento della volontà di tutto il popolo venezuelano"."Un bambino che si diverte a giocare con la politica". Così lo definì Maduro il 5 gennaio quando quel ragazzo di 35 anni, ingegnere dal fisico snello e la voce bassa divenne il più giovane presidente dell’Assemblea nazionale. In meno di tre settimane, è “cresciuto” e, guidando i manifestanti a Caracas, è diventato il volto nuovo dei venezuelani, autoproclamandosi presidente ad interim. Due giorni dopo l’investitura all’Assemblea nazionale, il vicepresidente Usa, Mike Pence, ne aveva sottolineato la "leadership coraggiosa". Rieletto presidente nel maggio dello scorso anno – dopo essere succeduto nell’aprile del 2013 a Hugo Chávez – il 10 gennaio Nicolás Maduro ha giurato per il suo secondo mandato. Una rielezione non riconosciuta dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa), e contestata dalle opposizioni che, dopo l’imprigionamento e l’esclusione di molti suoi candidati, invitò a boicottare le urne. L’opposizione controlla l’Assemblea nazionale, i cui atti sono ignorati da Maduro che invece ha il controllo dell’Assemblea costituente nazionale.Un investimento di 5 milioni di dollari in Venezuela. Un allevamento di pollame e un legame tra il boss Matteo Messina Denaro e il paese sudamericano svelato da “un piccolo pentito di mafia”. Questo il retroscena portato alla ribalta da un articolo de La Repubblica, firmato dal giornalista Salvo Palazzolo. Storia di pizzini, soldi e mafia, sull’asse Castelvetrano-Caracas. Il Venezuela dunque, ancora una volta. Ancora una volta teatro di operazioni economico-finanziarie all’ombra di Cosa nostra. Il paese sudamericano che, per anni, è stato il regno assoluto di altri mafiosi, anche loro con pedigree di assoluto livello criminale ma agrigentini.: i Caruana-Cuntrera di Siculiana. I boss dei due mondi, i “padroni”, per diversi decenni, del traffico internazionale di droga. Una “fotografia” dell’importanza dei siculianesi è data da un articolo del 1989, sempre pubblicato dal quotidiano La Repubblica, firmato da Giuseppe D’Avanzo. Uno spaccato eloquente, l’articolo. Un documento vero e proprio che testimonia la potenza economica-mafiosa dei Caruana-Cuntrera. "I Cuntrera, e con loro i cugini Caruana, sono apparsi così, quasi per caso, sulla grande scena criminale appena illuminata dagli investigatori. Per anni sono stati una misteriosa meteora. Si sapevano che esistevano, si sapeva che erano mafiosi, potenti e soprattutto ricchi come Paperon de’ Paperoni. Ma quanto potenti e quanto ricchi? E come quella ricchezza si era accumulata, in un solo breve decennio, nelle tasche delle due famiglie di ex-campieri emigrati da Siculiana, Agrigento, negli anni ‘ 60; rientrate in Italia negli anni ‘ 70; definitivamente espatriate agli inizi degli anni ‘ 80 in tre diversi angoli del mondo, Inghilterra, Canada, Venezuela? Chi sono, quanti sono, in quali faccende sono stati (e sono) affaccendati i Caruana e i Cuntrera? … le piste percorse in tre anni di indagini disegnano già i contorni dell’attività dei Caruana e dei Cuntrera nella piramide di Cosa Nostra. Definiscono con nettezza il ruolo di trasportatori d’ eroina (prima), di trafficanti (poi). Chariscono la loro funzione al tavolo delle cosche palermitane e newyorkesi di grandi riciclatori sistemati negli snodi delle principali rotte di commerci illegali, nei centri offshore dei capitali caldi e del danaro sporco. I profitti sono da capogiro, la quantità di eroina e di hashish trafficate è industriale  …ogni anno le due famiglie di Siculiana maneggiano 165 milioni di dollari. Un volume d’ affari che spiega il giudizio dei funzionari della Drug Enforcement Agency: I Cuntrera e i Caruana sono i maggiori fornitori di eroina, hashish e cocaina del mercato statunitense; conferma la dichiarazione di un chiaccherino mafioso italo-americano Paul Violi: quei cugini contano più dei corleonesi di Liggio.  Un fiume di danaro il loro patrimonio alla luce del sole viene valutato 500 milioni di dollari che rende comprensibile l’ immunità di cui ancora godono nella loro roccaforte, il Venezuela, dove sono fortemente legati ai maggiori partiti politici del Paese e vivono indisturbati nel quartiere di El Marquès a Caracas, nelle fattorie dell'isola di Margarita a nord-est, nelle fazendas con hangar e aeroporto tra S. Cristòbal e Mérida, ai confini della Colombia. “. Potenti dunque i Caruana-Cuntrera, l’articolo riporta che …. “Quando a Montreal gli impiegati della Banque d’ Epargne de la Citè et du District de Montreal al 4057 di St Jean Boulevard, vedevano Gerlando Caruana scaricare dall’ auto le sue gonfie valigie di pelle sapevano che un lungo straordinario li attendeva. Per tutta la notte, avrebbero dovuto contare milioni di dollari in biglietti di piccolo taglio, cinque, dieci, addirittura fogli da un dollaro”. Ora Messina Denaro, con i suoi investimenti. Un legame strettissimo, dunque, quello tra la Sicilia e il Venezuela, terra che ha dato lavoro moltissimi emigrati che hanno potuto così sfamare le loro famiglie, che hanno potuto dare un futuro ai loro figli, almeno in passato. Oggi il Venezuela è in crisi profonda, una crisi sociale, politica, ma soprattutto economica che sta diventando quasi una catastrofe umanitaria. Dal 2014 il Venezuela vive una crisi economica  che ha messo in ginocchio il paese. L’inflazione oscilla tra il 700 e il 1.100% annuo (anche se ci sono economisti che si spingono in numeri che vanno ben oltre quelli ufficiali) e il bolivar, la moneta nazionale, è ormai carta straccia. Alla base di questa crisi è stata la caduta del prezzo del petrolio, risorsa su cui il Venezuela basa il 95% della sua economia. Tantissimi i venezuelani che stanno emigrando in cerca di lavoro. L’inflazione è esplosa. Uno stipendio medio serve praticamente a comprare un chilo di carne. Mancano generi di prima necessità e medicine. La gente si arrangia e “traffica” al mercato nero dove un euro è quotato circa 500.00o bolivares (il bolivar è la moneta nazionale), laddove uno stipendio di un impiegato statale è di circa 1 milione di bolivares. La crisi economica e sociale è legata a una crisi politica acuta. A marzo dell’anno scorso, il governo di Nicolás Maduro ha esautorato il parlamento controllato dalle opposizioni. Il 16 luglio, circa 7 milioni di venezuelani hanno votato in un referendum simbolico contro il presidente, ma i risultati sono stati ignorati. Violentissime proteste hanno provocato più di cento morti e centinaia di feriti e arresti. Insomma, il Venezuela, pur rimando sempre una terra bellissima, ricca di giacimenti di petrolio, oro e argento, non è più la terra dei sogni. Nè quella degli affari, o forse sì, almeno per la mafia.