mercoledì 31 luglio 2019

Rinasce villa Adriana a Palermo

[Lavorare, mangiare, bere, dormire, amare: tutto deve essere fatto con misura. Ippocrate]  Torna a rivivere villa Adriana, dimora storica della piana dei Colli tra Monte Pellegrino, Monte Gallo e Monti Billiemi a Palermo, grazie alla cooperativa "Sicilia Isola dei Tesori" che l'ha avuta affidata dalle suore francescane dell'Eucaristia e che è stata inaugurata, per cominciare a proporre alla città un ventaglio ampio di proposte artistiche, culturali e sociali. Il deus ex machina è Gacomo Callari, collezionista d'arte ma anche editore, talent scout, un po' anche mecenate, che sta dando corpo e vita a uno dei suoi più grandi desideri, coltivato per oltre 10 anni: un luogo in cui potere concentrare quanto di più bello possano esprimere l'arte e l'artigianato siciliani.    Praticamente un "museo della sicilianità" che racconta un pezzo di storia della nostra bella e ricca terra. Chi entra a Villa Adriana viene senza ombra di dubbio investito dalla magnificenza che le fu propria sin dal 1750, anno della sua fondazione.

Dilettanti allo sbaraglio/60

[Ho cominciato con questa idea in testa: "Ci sono due cose a cui ho diritto: la morte o la libertà." Harriet Tubman] L'Italia resta vulnerabile alla volatilità di mercato nonostante la politica monetaria della Bce. Lo afferma il Fmi, sottolineando che la volatilità è legata alle necessità di rifinanziamento e a potenziali condizioni più stringenti di credito dovute agli ancora elevati stock di NPL nel settore bancario. Al Sud "la disoccupazione giovanile raggiunge il tasso record del 51,9%: in pratica, più di un giovane meridionale su due non lavora". E' quanto emerge dall'analisi Check-up Mezzogiorno di luglio 2019, realizzato da Confindustria e Srm-Studi e ricerche per il Mezzogiorno (gruppo Intesa SanPaolo), secondo cui i disoccupati totali "sono circa 1 milione e 500mila, mentre molti di più sono gli inattivi. Il tasso di attività si ferma al 54% e quello di occupazione al 43,4%". Gli occupati sono tornati sotto la soglia dei 6 milioni.  Al momento per l'Italia non c'è "uno scenario da crisi del debito pubblico. Tuttavia in uno scenario alternativo in cui i policymaker perseguano soluzioni non ortodosse - come l'introduzione di una valuta parallela o di misure di bilancio senza copertura finanziaria, per eludere i vincoli fiscali stabiliti dai trattati Ue - l'adesione dell'Italia all'area Euro potrebbe essere messa in discussione.    In extremis, potrebbe verificarsi una nuova crisi di fiducia come quella avvenuta in Grecia nel giugno 2015". Cosi S&P in un report sull'andamento dei rating dei Paesi Ue. "Dopo aver vinto le elezioni parlamentari del marzo 2018 - scrive S&P nel suo report sui Paesi dell'Eurozona - l'attuale coalizione di governo ha velocemente congelato le modeste iniziative di riforma e ha iniziato a contrastare la Commissione Europea nel suo mandato di vigilare sull'osservanza da parte degli Stati membri della regolamentazione fiscale dell'Unione". "Una controversia aperta tra il governo di un paese e le istituzioni europee" prosegue il report, ha effetti 'a catena' anche "sul settore privato dell'economia, comprese le basi di finanziamento del sistema bancario di un paese. Questo è stato il caso della Grecia, un'economia molto più piccola (meno del 2% del Pil della zona Euro) nel giugno 2015. La questione è se sarà lo stesso anche per un'economia molto più grande come l'Italia, che rappresenta il 15% del Pil dell'Eurozona". Dopo avere ricordato l'alto debito italiano e il fatto che all'interno dell'Unione monetaria non è possibile utilizzare la svalutazione per garantirne la sostenibilità, ma solo la leva della crescita, S&P osserva quindi che "la crescita debole e l'incapacità dei policymaker di affrontarla spiegano le prospettive negative per il rating sovrano italiano. Perché la crescita in Italia è stata così bassa? In primo luogo, i prestiti bancari hanno subito un forte rallentamento a partire dal 2010. In secondo luogo, la propensione del settore privato italiano al risparmio piuttosto che all'investimento è diventata ancora più marcata". Quindi "anche se l'economia italiana è molto più ricca di quella greca, le rigidità che caratterizzano il mercato del lavoro e il tessuto produttivo sono simili e frenano l'ingresso di nuovi attori e gli investimenti, con un impatto negativo sulla crescita". "Nei prossimi anni prevediamo un lento aumento del debito pubblico italiano, accompagnato da un'ulteriore riduzione della leva finanziaria nel settore privato. Riteniamo che l'economia ristagnerà nel 2019 prima di riprendersi l'anno prossimo (0,6%). A nostro avviso, questo non è uno scenario da crisi del debito pubblico". Ma se si perseguissero "soluzioni non ortodosse" si potrebbe materializzare anche per l'Italia un 'rischio Grecia', "una nuova crisi di fiducia" come quella di Atene "nel giugno 2015, ma in un paese membro dell'Unione Europea molto più grande e con maggiore rilevanza sistemica". [segue]

Pupi Avati al Mgff

[Le idee stanno alla letteratura come la luce alla pittura. Paul Bourget] A Pupi Avati la "Colonna d'Oro alla Carriera" della XVI edizione del Magna Graecia Film Festival. Il 4 agosto, nel corso della serata conclusiva della manifestazione dedicata alla promozione dei registi emergenti del cinema italiano, Avati riceverà il premio realizzato dal maestro orafo Michele Affidato.    Nella sua lunga carriera Avati ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui quello per la Migliore sceneggiatura per "Storia di ragazzi e di ragazze"; il premio David Luchino Visconti e il premio al Migliore regista per "Il cuore altrove" ai David di Donatello del 1990, 1995 e 2003. Il 22 agosto sarà nelle sale il suo ultimo lavoro, "Il signor diavolo", un horror tratto dal suo romanzo pubblicato dalla casa editrice Guanda.    "Avati - afferma il direttore artistico del Magna Graecia Film festival, Gianvito Casadonte - è un pilastro del cinema italiano, un maestro da cui c'è molto da imparare. Averlo con noi conferisce maggior prestigio alla città e alla nostra manifestazione".

Il grano degli dei

[Le idee migliori sono proprietà comune. Seneca] Nel parco archeologico di Selinunte torna il "grano degli dei". Giovedì 1 agosto, dalle 9:30, si rinnova infatti la mietitura del grano coltivato all'interno dell'area archeologica e con il quale saranno prodotti pasta, cous cous e altri prodotti ceralicoli con il logo sia del Parco sia del consorzio "Gian Pietro Ballatore", l'organismo che fa capo all'assessorato regionale all'Agricoltura. Quest'ultimo ha lavorato alla semina e alla raccolta dei cerali e dei legumi (lenticchie e ceci) in 10 dei 270 ettari del parco archeologico, puntando in particolare sui grani antichi con le varietà Perciasacchi, Bidì, Tumminia e Hammurabi. Al "rito" della trebbiatura, che sarà illustrato dall'etnoantropologo Antonino Frenda, potranno assistere i visitatori del Parco, partecipando così a un evento unico che si ricollega alla storia della città di Selinunte caratterizzata da un contesto sociale in cui furono i rappresentanti della aristocrazia terriera a porsi alla testa della polis e di un mondo dedito all'artigianato e al commercio.    "Si tratta di un passo ulteriore verso l'apertura del Parco archeologico a nuove iniziative finalizzate alla sua piena fruizione - sottolinea il neo direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria Bernardo Agrò -. Dopo i Cantieri della conoscenza, che nei giorni scorsi hanno consentito ai visitatori di rendersi conto direttamente dei risultati ottenuti dalla ultima missione di scavi condotta dalla New York University e dalla Statale di Milano, adesso è la volta dei Cantieri del gusto, con i grani antichi e i legumi coltivati dal Consorzio Ballatore o il vino prodotto dal vigneto impiantato all'interno del Parco dalla cantina Settesoli in collaborazione con la Strada del vino Terre Sicane".    I cereali hanno sempre rappresentato uno dei punti di forza della civiltà selinuntina, come è dimostrato dai numerosi reperti archeologici. Il termine deriva da Cerere, la dea romana delle messi e del pane che rendeva la terra fertile ed era perciò connessa con la crescita dei cereali. Il mondo dei cereali rappresenta quindi un possibile ambito culturale da utilizzare come modello di riferimento per l'implementazione di percorsi culturali per la promozione dell'intero sito archeologico. Alcune colture cerealicole, come il grano duro, rappresentano inoltre ancora oggi una componente fondamentale per la nostra cultura agroalimentare e della dieta mediterranea, che l'Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale culturale dell'umanità. E parte di questo patrimonio culturale è stato certamente forgiato proprio nel territorio di Selinunte.    "Quest'anno nonostante l'andamento climatico non favorevole - osserva Dino Messina del consorzio Ballatore - siamo riusciti a seminare in tempo utile e ci aspettiamo di avere delle buone produzioni dal punto di vista quantitativo e anche sotto il profilo qualitativo. Oltre al grano duro viene coltivata una specie, oggi non presente negli ordinamenti colturali delle aziende cerealicole italiane, il grano monococco Hammurabi che è stato il primo grano coltivato dall'uomo nella mezza luna fertile, circa 10 mila anni fa. Resti di questo cereale sono stati ritrovati durante alcuni scavi effettuati presso la grotta dell'Uzzo nella Riserva Naturale dello Zingaro in provincia di Trapani". Insomma non solo il "grano degli dei", ma anche quello dei nostri antenati della preistoria.

martedì 30 luglio 2019

Via Coats, arriva Ratcliffe

[Il matrimonio è una promessa di felicità e una accettazione di martirio. Giovanni Papini] Il capo degli 007 americani, Dan Coats, lascia l'incarico dopo mesi di 'battaglia' con Donald Trump. Il presidente americano nomina al suo posto il fedelissimo John Ratcliffe, repubblicano del Texas che ha incalzato l'ex procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, durante le sue audizioni in Congresso. "Sono lieto di annunciare che il rispettato Joh Ratcliffe sarà nominato direttore dell'intelligence nazionale. Dan Coats, l'attuale direttore, lascerà il 15 agosto. Voglio ringraziare Dan per il suo grande servizio al paese" twitta Trump confermando le indiscrezioni. L'addio di Coats arriva al termine di mesi di scontro innescati dalle ripetute critiche all'intelligence di Trump. Coats si è battuto a spada tratta in difesa dei suoi uomini. Fra i due non è mai scattato nulla: il loro rapporto è stato caratterizzato da battaglie e incomprensioni e Trump non gli hai risparmiato critiche.   Trump attacca Robert Mueller e i democratici che hanno convocato l'ex procuratore speciale per una testimonianza mercoledì al Congresso in merito al suo rapporto sul Russiagate. "Non dovrebbe essere data un'altra occasione a Robert Mueller, che è pieno di conflitti di interesse. Alla fine sarà negativo per lui e per i falsi democratici al Congresso che non hanno fatto nulla se non sprecare tempo su questa ridicola caccia alle streghe. Il risultato del rapporto è nessuna collusione, nessuna ostruzione", ha twittato. Donald Trump potrebbe essere incriminato dopo che lascia la Casa Bianca: lo ha detto al Congresso l'ex procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller.  L'ex procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller ha respinto l'affermazione di un "totale esonero" del presidente Donald Trump nelle sue indagini. "Non è quello che il mio rapporto dice", ha affermato. Nella sua testimonianza al Congresso, l'ex procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller ha detto di aver trovato prove insufficienti della colpevolezza di Donald Trump nella cospirazione con i russi e ha sottolineato che cospirazione e collusione non sono sinonimi. Trump - ha fatto sapere Mueller - rifiutò di farsi interrogare dal suo team.  "La nostra indagine - ha detto ancora Mueller - ha scoperto che il governo russo interferì nelle nostre elezioni in modo vasto e sistematico". 

Formigoni senza pensione

[Dove l’informazione non è nominata non esiste. Dove esiste, non là si nomina. Guy Debord] Stop a partire da agosto al vitalizio e ai trattamenti pensionistici per Roberto Formigoni. Il consiglio di presidenza di palazzo Madama oggi ha infatti preso atto della sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna per corruzione nei confronti dell'ex governatore della Regione Lombardia e ha dato atto alla delibera del 2015 che prevede la sospensione delle erogazione di pensioni e vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva. Lo comunica ai cronisti la senatrice M5s Laura Bottici, questore del Senato. Esce dal carcere e va ai domiciliari Roberto Formigoni, l'ex governatore della Lombardia finito in cella lo scorso febbraio dopo la condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi per corruzione. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Milano.   Roberto Formigoni ha "riletto la sua vicenda comprendendone gli sbagli" a partire dalla sua "amicizia con Daccò", comprese le "vacanze in yacht", e per lui, condannato in via definitiva per il caso Maugeri, anche se volesse, non c'è più "spazio" per collaborare. Lo scrive il Tribunale di Sorveglianza nel provvedimento con cui gli ha concesso i domiciliari a casa di un amico. I giudici valorizzano il "basso profilo" da lui tenuto in carcere con i detenuti che, in quanto ex politico, gli hanno fatto molte richieste. I difensori di Formigoni, gli avvocati Mario Brusa e Luigi Stortoni, avevano sollevato la questione della irretroattività della 'spazzacorrotti', legge che ha imposto una stretta sulle misure alternative al carcere per i condannati per corruzione. Formigoni, che ha voluto essere presente lo scorso giovedì in udienza davanti al collegio presieduto da Giovanna Di Rosa, avrebbe detto di avere accettato la condanna, requisito indispensabile per ottenere i benefici penitenziari. La Corte d'Appello di Milano, lo scorso marzo, aveva respinto la richiesta della difesa del politico di dichiarare l'inefficacia del provvedimento firmato dal sostituto procuratore di Milano Antonio Lamanna. "L'ordine di carcerazione - avevano scritto i giudici - è stato legittimamente eseguito".

Daimler più cinese

[Ci sono milioni di facce della verità, ma una sola verità. Oscar Wilde] Il gruppo cinese Baic ha acquistato una quota del 5% del colosso automobilistico tedesco Daimler. Lo ha annuncia una nota del costruttore tedesco. "Accogliamo con favore il fatto che il nostro partner di lunga data, Baic, sia diventato anche un investitore a lungo termine", sostiene il ceo della Daimler, Ola Kallenius. Cresce così la presenza cinese nel colosso automobilistico cinese: dal 2018, infatti, il 9,69%, è in mano della cinese Geely. Baic Group e Daimler sono partner in Cina dal 1984, dalla creazione della joint venture Beijing Benz. Già nel 2015 Baic aveva espresso interesse in merito a una partecipazione in Daimler. "Questo passaggio - spiega Kallenius - rinforza la nostra partnership di successo ed è un segnale di fiducia nella strategia e del potenziale futuro della nostra azienda. Il mercato cinese è e rimane un pilastro fondamentale del nostro successo, non solo per le vendite ma anche per lo sviluppo della nostra produzione". Prima perdita in quasi dieci anni per Daimler. Il colosso automobilistico tedesco nel secondo trimestre 2019 chiude con un rosso di 1,2 miliardi. La perdita scaturisce principalmente dai costi legati al caso del dieselgate e del richiamo di alcuni veicoli. "I nostri risultati sono stati influenzati soprattutto da voci straordinarie per 4,2 miliardi di euro", ha spiegato il presidente Ola Kallenius, che di recente aveva annunciato l'aumento della partecipazione cinese nella compagine azionaria.

lunedì 29 luglio 2019

Sicilia Film Fest a Terrasini

[Se tu sei lo sciacallo, io sono la tua coda. Proverbio iracheno] Prende il via domani per concludersi il 27 agosto l'edizione zero del Sicilia Film Fest. Ideata e organizzata dalla società cinematografica Altre Storie, che con la sua divisione Altre Storie Laboratorio, interamente dedicata a progetti di ricerca sperimentali e innovativi, ne dà il via in collaborazione con la Regione Sicilia e il Comune di Terrasini. Il Sicilia Film Fest nasce per celebrare l'immaginario visivo e poetico di un terra che, nel corso dei secoli, ha rappresentato un vero e proprio punto d'incontro tra culture differenti. Già per la prossima edizione del 2020, il festival amplierà infatti i propri orizzonti, coinvolgendo anche la città di Cefalù e, per il 2021, l'isola di Ustica. Un progetto che mira ogni anno ad aggiungere una tappa, ad espandersi con l'obiettivo di illuminare, come il faro cinema, prima le coste di tutto il Mediterraneo e poi le coste degli Oceani e dei mari più grandi del mondo. L'edizione zero del Sicilia Film Fest si svolgerà a Terrasini, al Palazzo d'Aumale. Si parte il 30 luglio con "Momenti di Trascurabile Felicità" di Daniele Luchetti; si prosegue il 6 agosto con "Wonder" di Stephen Chbosky alla presenza dell'attore Alessio Vassallo, introdotto dallo scrittore e giornalista Salvo Toscano, e il 13 agosto con "Il Bene Mio" di Pippo Mezzapesa, mentre il 20 agosto sarà la volta di "Green Book" di Peter Farrelly, presentato dal regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Daniele Ciprì. Il 27 agosto si chiude con "Una Storia Senza Nome" di Roberto Andò. Ogni film sarà introdotto dal direttore artistico del festival Vincenzo Sacco: "È per me un grande piacere - ha dichiarato - accettare la direzione artistica del Sicilia Film Fest, un autentico e inedito 'faro di cinema' fortemente voluto dalla società Altre Storie, per la quale già dirigo la divisione di distribuzione cinematografica, e che ancora una volta dimostra di avere in cantiere nuovi orizzonti da sperimentare. Sono certo che insieme al Presidente del Festival Cesare Fragnelli, alla squadra di Altre Storie, ai partner siciliani e di Terrasini riusciremo ad accendere una nuova luce che possa attrarre e orientare il cinema da e verso nuove frontiere".    In occasione della prima e dell'ultima serata, le proiezioni saranno precedute da un dibattito con il pubblico moderato da Ivan Scinardo, giornalista e direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema, durante il quale, alla presenza del cast o artistico o tecnico dei film in programma o di eccellenze siciliane, si discuterà sul tema "Sicilia ultima frontiera!", messaggio che sarà al centro delle prossime edizioni del festival. 

Panettone d’estate

[Se uno è stronzo, non je puoi dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo! Gianfranco Funari] Con la mission di promuovere la destagionalizzazione del panettone torna il 2 agosto "Il Panettone d'Estate", manifestazione dedicata a uno dei levitati più amati con la finalità di poterlo fare degustare 365 giorni l'anno e non solo per le festività natalizie. L'appuntamento, dopo l'edizione del 2018, è allestito a Sorrento ed è organizzato dalla Fiera nazionale del panettone e del pandoro presso il Grand Hotel Europa Palace.  La rassegna propone il panettone in versione estiva e in molte varianti. La kermesse prevede quest'anno il contest "Il Miglior Panettone sotto l'ombrellone". A decretare il vincitore del contest sarà il pubblico attraverso i propri voti. Nel corso della serata verranno conferiti riconoscimenti ad aziende di produzione di lievitati e ad aziende di produzione di liquori in abbinamento al panettone.

Peperoncino Day

[Non è un perfetto idiota solo perché nessuno è perfetto. Groucho Marx] Realizzare il record mondiale per la collezione più grande di peperoncini mai esposta. È l'obiettivo dell'ottava edizione del 'Peperoncino day', in programma il 3 agosto a Viareggio (Lucca). Ad organizzare la manifestazione, presentata nella sede della Regione Toscana a Firenze, è l'azienda agricola Carmazzi, in collaborazione con la città di Viareggio.  Al centro della manifestazione un'esposizione lunga oltre 100 metri, con centinaia di varietà di peperoncini, dalle più conosciute e consumate alle più rare e introvabili. Una giuria di esperti dell'Università di Pisa, membri dell'Accademia italiana del peperoncino e della Wca (World chilli alliance) verificherà l'effettivo raggiungimento del record mondiale e, in caso di esito positivo, assegnerà ufficialmente l'attestazione per la collezione esposta di peperoncini più grande del mondo. A chiudere la giornata la gara di mangiatori di peperoncino con in palio il titolo di campione del peperoncino day e una fornitura di prodotti piccanti Mr Pic. "C'è grande passione - ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - e voglia di seguire questo mercato. Si tratta di una bella iniziativa: il Peperoncino day diventa un'opportunità per far conoscere territori e imprenditori agricoli, con uno stimolo magari a visitarli". "Il peperoncino - ha detto Marco Carmazzi, dell'azienda che organizza l'evento - è versatile, si usa in più modi. E ha risvolti anche dal punto di vista medico".

domenica 28 luglio 2019

Israele più sicura

[La tristezza chiude le porte del paradiso, la preghiera le apre, la gioia le abbatte. Proverbi ebraici e yiddish]  L'ala militare di Hamas ha ormai a sua disposizione migliaia di razzi mediante i quali da Gaza può colpire il sud ed il centro di Israele, per un periodo prolungato ed in maniera significativa. Lo ha affermato la radio militare israeliana.    La emittente ha precisato che Hamas ha oltre 5.000 razzi e decine di migliaia di colpi di mortaio. Dispone inoltre di razzi con testate che hanno centinaia di chilogrammi di esplosivo, le quali rappresentano una "minaccia severa" per le retrovie di Israele a ridosso della Striscia. Nelle ultime settimane Israele ha segretamente condotto in Alaska (Usa) tre test del missile 'Arrow-3', in cooperazione con le autorità statunitensi. "Quei test - ha rivelato oggi il premier Benyamin Netanyahu - sono riusciti oltre ogni immaginazione. 'Arrow-3' ha intercettato con pieno successo missili balistici oltre l'atmosfera, ad altitudini e a velocità senza precedenti. L'esecuzione è stata perfetta, i bersagli sono stati centrati in pieno".  "Adesso - ha aggiunto Netanyahu - Israele dispone della capacità di agire contro missili balistici se fossero lanciati contro di noi dall'Iran o da altre località. Si tratta di un successo formidabile per la sicurezza di Israele". "Sappiano i nostri nemici - ha concluso - che avremo il sopravvento su di loro, sia nella difesa sia nell'attacco".  Il presidente Usa Donald Trump si è felicitato per il successo del test del missile Arrow-3 in Alaska. "Si tratta di una componente critica per la difesa anti-missilistica di Israele. Il risultato - ha aggiunto Trump, citato dall'ambasciatore Usa in Israele David Friedman - è stupefacente. Siamo molto fieri della nostra cooperazione con Israele, dei finanziamenti che abbiamo garantito, delle specializzazioni tecniche che abbiamo offerto e per aver messo a disposizione di questo test lo spazio aereo dell'Alaska". Friedman ha aggiunto che questo "è uno splendido esempio, senza precedenti, della nostra cooperazione".
   

sabato 27 luglio 2019

Fuga dal m5s

[Non ho altro che rispetto per te. E neanche molto. Groucho Marx] La consigliera comunale di Palermo Giulia Argiroffi è stata espulsa dal Movimento Cinque Stelle.    Secondo i probiviri, "non collabora col gruppo". Stesso provvedimento è stato comunicato all'ex candidato sindaco grillino Ugo Forello informato della decisione un'ora dopo aver espresso solidarietà alla collega.    Nei mesi scorsi Forello aveva annunciato di voler lasciare i 5Stelle dopo le polemiche seguite alle sue prese di posizione critiche verso la linea del movimento nazionale su temi come quello dell'immigrazione. L'ex candidato sindaco, che continuava ad avere un seguito nel movimento non ha però di fatto lasciato il Gruppo. Dopo aver appreso che la Argiroffi era stata espulsa le ha espresso solidarietà e ha annunciato di voler passare al misto. A stretto giro il Movimento gli ha notificato l'espulsione sostenendo che il suo comportamento avrebbe leso l'immagine dei 5Stelle. Forello aveva preso  le distanze nettamente dalla politica della Lega: "La verità è che di questo clima salviniano non se ne può più. E non si può continuare a rincorrerlo sul suo terreno. Perché le sue non sono banali semplificazioni, ma pericolose mistificazioni che rischiano seriamente di rendere incendiaria la stessa aria che respiriamo. Contando sulla mancanza di un confronto dialettico interno al Governo, Salvini continua imperterrito a sviluppare la sua azione di governo dando addosso alle Organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo. Cioè governa attraverso una retorica che individua un semplice capro espiatorio da sacrificare all’altare di un nazionalismo inconcludente". L’ex capogruppo del Movimento a Palazzo delle Aquile ricorda anche la recente archiviazione delle indagini sulle Ong: "È notizia recente quella dell’archiviazione disposta dai giudici di Palermo dell’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata al traffico di uomini, che vedeva coinvolte la Ong spagnola Proactiva, con il natante Golfo azzurro, e quella tedesca Sea Watch, con Iuventa.  Un fatto che fornisce un’ulteriore ragione per non fare generalizzazioni a discapito delle Ong che dovrebbe, come minimo, indurre a ripensare a come lo stesso Movimento rappresenta e comunica il fenomeno, a non brandire frasi come “chiusure dei porti”, che è una scelta al di fuori dei limiti della legalità nazionale e internazionale (come ha precisato il Comandante De Falco). 

Mediazione dell’Oman incerta

[Stronzo! A chi ‘o dici ‘o dici, cogli sempre nel segno. Gianfranco Funari] Accordi bilaterali e le grandi questioni inerenti alla regione. Sono questi i temi discussi nell'incontro che si è tenuto a Teheran tra il ministro degli Esteri dell'Oman, Yusuf bin Alawi bin Abdullah, e il collega iraniano, Mohammad Javad Zarif.    La visita del ministro dell'Oman, che era già andato a Teheran il 20 maggio scorso, è di grande importanza vista l'escalation delle tensioni tra Iran e l'Occidente, in particolare con gli Usa. Mercoledì scorso, il presidente Hassan Rohani ha detto che sono in corso negoziati tra l'Iran e l'Occidente e che alcuni Paesi hanno portato avanti mediazioni per ridurre le tensioni. L'Oman è un Paese che tradizionalmente svolge una funzione di facilitatore di negoziati fra gli Usa e la Repubblica islamica. La Gran Bretagna lancia una missione a guida Ue per proteggere le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt parlando alla Camera dei Comuni della crisi con l'Iran dopo che la petroliera britannica Stena Impero è stata sequestrata dai Pasdaran. Hunt ha anche ribadito di non volere uno scontro con Teheran pure definendo il blocco della nave come un "atto di pirateria di stato". Quella di Hunt è in effetti per ora solo una proposta, in attesa che la missione venga definita con Bruxelles. "Cercheremo di mettere in piedi una missione marittima diretta dagli europei per garantire il passaggio sicuro di navi cargo ed equipaggi in una regione vitale" come quella del Golfo, ha detto il ministro degli Esteri conservatore rispondendo alle interrogazioni della Camera dei Comuni sulla vicenda della 'guerra delle petroliere' con Teheran. Hunt ha poi ribadito che il Regno Unito "lo scontro con Teheran". Ma nel botta e risposta con l'opposizione laburista ha pure sottolineato che "non vi saranno compromessi" sul diritto alla "libertà di navigazione". Rispondendo invece alle sollecitazioni della destra Tory, il ministro ha ammesso che "la Royal Navy è diventata troppo piccola" per assicurare la protezione di tutto il commercio navale britannico nella aree sensibili. E si è detto a favore di "un incremento delle spese" per la Difesa, in particolare in favore della Marina militare. Nel frattempo possiamo solo immaginare la intensa attività di intelligence in atto da parte del Mossad per informare i colleghi di altri servizi segreti europei, ovviamente noi siamo sempre tre passi avanti. 

Obama a Selinunte

[Non solo è pesante; è la causa della pesantezza degli altri. Samuel Johnson] A Selinunte e dintorni cresce l’attesa per il Google Camp 2019 i cui lavori inizieranno lunedì 29 luglio. La cena di gala sarà allestita, per il secondo anno consecutivo, davanti al tempio di Hera e che, per l’occasione, il parco archeologico chiuderà per un giorno le sue porte ai turisti. Inoltre anche a Birgi fervono i preparativi. “Siamo orgogliosi di essere stati scelti per il quarto anno di fila come partner aeroportuale di riferimento di The camp – dice Paolo Angius, presidente di Airgest – per i servizi di aviazione generale che forniamo ai massimi livelli in Italia. Per rispetto della privacy, non possiamo fornire dettagli su velivoli e passeggeri”. Stessa procedura per il Verdura Resort di Sciacca blindato come ogni anno per una settimana mentre sarà un nuovo hotel deluxe di Marinella di Selinunte ad ospitare gli artisti che allieteranno le serate di gala sulla scia di Sting lo scorso anno. Tra le certezze vi è l’assenza dello chef palermitano pluristellato Tony Lo Coco che per quattro anni ha preparato i menù all’insegna della sicilianità: stavolta potrebbe toccare a un collega napoletano perché l’idea degli organizzatori è quella di offrire specialità del resto d’Italia in questo scorcio di Sicilia. E, nella settimana di Google, tour operator di lusso offriranno come ogni anno visite speciali tra le bellezze siciliane. “Proporremo passeggiate tra i borghi sicani, tra Castronovo, Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano di Quisquina e Cammarata- dice Pierfilippo Spoto, esperto di turismo – come lo scorso anno quando abbiamo accompagnato coppie di vip tra i paesini più suggestivi”. Circa 300 euro a persona per tour d’eccezione con degustazioni di vini e piatti preparati dai locals. I vip sono attesi lunedì per la prima delle tre giornate del meeting e secondo le indiscrezioni, sarebbe Barack Obama l’ospite più atteso come confermerebbero le imponenti misure di sicurezza avviate in questi giorni con le forze dell’ordine americane. Intanto sono già arrivati in Italia Diane von Fustenberg con il marito Barry Diller, proprietario di Tripadvisor ed Expedia.

La mafia dopo Riina/56

[Vincere o per forza o per fraude. Nicolò Machiavelli] Ci sono anche esponenti della ndrangheta e della camorra, tra i 10 arrestati nell'ambito di una operazione contro il narcotraffico condotta dalle forze dell'ordine della Costa d'Avorio e che ha coinvolto anche le polizie di Francia, Italia, Brasille. Secondo gli investigatori ci sarebbe questo gruppo dietro la spedizione dei 1200 chili di cocaina sequestrati a settembre dell'anno scorso nel porto di Santos, in Brasile, e diretti ad Abdjan nascosti in un container con attrezzature da cantiere. In seguito il carico - comprato in America latina per 2,5 milioni di euro ma dal valore di 250 milioni di euro una volta giunto sui mercati dello spaccio - avrebbe dovuto prendere la rotta dell'Europa e finire in Calabria. L'operazione, battezzata "Spaghetti connection", è stata illustrata in una conferenza stampa ad Abdjan. "Gli arresti sono stati compiuto lo scorso 6 giugno", ha detto Adorno Bonaventure, direttore dell'Unità di lotta al crimine transnazionale organizzato, " e hanno riguardato 10 sospetti: 6 italiani, un franco-turco e tre cittadini ivoriani, tra i quali due donne". Per Silvain Couè, ufficiale di collegamento francese, "la roba era destinata a gruppi di ndrangheta e camorra", "con gli italiani residenti in Costa d'Avorio qualcuno da lungo tempo, all'origine del traffico". Si tratta della terza grande operazione contro il narcotraffico portata a termine in Costa d'Avorio in meno di tre anni. Da almeno 20 anni i paesi dell'Africa occidentale si sono trasformati in un punto di passaggio privilegiato per i carichi di cocaina in partenza dal Sud America e diretti in Europa. [segue]

venerdì 26 luglio 2019

La quiete prima della tempesta

[Spesso le idee si accendono l'una con l'altra, come scintille elettriche. Franz Kafka] L'Iran condanna gli Usa come "il governo più malvagio del mondo", artefice di "guerre e massacri". Lo ha detto la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, nel suo primo intervento pubblico dopo essere stato personalmente colpito delle nuove sanzioni Usa. Khamenei ha assicurato che l'Iran non farà passi indietro di fronte agli insulti e alle false accuse degli americani: "Gli iraniani hanno mostrato la loro dignità e forza non solo negli ultimi mesi ma negli ultimi 40 anni della rivoluzione islamica", ha aggiunto riferendosi alle "sanzioni tiranniche" degli Usa. Se ci sarà una tregua nella "guerra economica" all'Iran costituita dalle sanzioni Usa, "si potrà preparare il terreno per negoziati che raggiungano una conclusione". Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, parlando in una riunione del suo gabinetto. "Ci sono Paesi che stanno mediando tra l'Iran e le altre parti, scambi di contatti e di lettere, così che tutti sappiano che l'Iran non perderà l'opportunità di colloqui giusti e legali per risolvere i problemi. Ma non ci sederemo   al tavolo della capitolazione in nome dei negoziati", ha aggiunto Rohani, accusando Israele e gli avversari regionali della Repubblica islamica - tra cui l'Arabia Saudita - per la crisi creata dal ritiro americano dall'intesa sul nucleare. La petroliera britannica Stena Impero, sequestrata dai Pasdaran, è arrivata nel porto di Bandar Abbas, nella provincia iraniana di Hormozgan. Lo ha annunciato il direttore generale dell'autorità portuale Allahmorad Afifipour precisando che il cargo è stato fermato "per essersi scontrato con un peschereccio e per non aver risposto alla richiesta di spiegazioni". Indicando le ragioni del sequestro, le autorità di Teheran avevano parlato di una generica violazione delle leggi della navigazione. L'equipaggio è composto dal 23 persone.  Inoltre è stata sequestrata e poi rilasciata una seconda petroliera, MV Mesdar, battente bandiera liberiana ma di proprietà della società armatrice britannica Norbulk Shipping, basata a Glasgow. Lo ha fatto sapere la stessa Norbulk Shipping, precisando di aver ripreso i contatti con il comandante e di aver appreso che l'equipaggio "è al sicuro e sta bene". La nave era stata bloccata attorno alle 17,30, ma dopo i controlli a bordo ha già potuto riprendere la navigazione. La notizia viene denunciata a Londra come un segnale di "escalation", emerge dai primi commenti politici e da quelli del numero uno dello UK Chamber of Shipping, Bob Sanguinetti, secondo il quale i mercantili stranieri hanno diritto di transitare nello Stretto "per il loro legittimo business" e l'azione iraniana rappresenta "una violazione delle regole internazionali" della navigazione. Sanguinetti lancia poi un appello al governo di Londra a fare "tutto quanto sia necessario" per garantire la sicurezza dell'equipaggio e un rapido rilascio della petroliera.  La Stena Impero è una nave relativamente moderna, secondo quanto riporta il Guardian online, e ha una stazza di 30.000 tonnellate. Appartiene alla società Stena Bulk. La vicenda segue di pochi giorni il sequestro a Gibilterra, territorio britannico d'oltremare, di una petroliera iraniana, la Grace 1, bloccata da unità dei Royal Marines e che secondo Londra era destinata a trasportare petrolio verso la Siria a dispetto delle sanzioni Ue. Un sequestro denunciato fin da subito come "atto di pirateria" da Teheran, che aveva minacciato ritorsioni in caso di mancato rilascio. Le autorità di Gibilterra hanno viceversa esteso il provvedimento di stop della Grace 1 per 30 giorni.    Gli Usa parleranno con Londra per il sequestro, ha annunciato Donald Trump. Anche gli Usa hanno denunciato "l'escalation della violenza" da parte dell'Iran. "E' la seconda volta in poco più di una sola settimana che il Regno Unito è preso come obiettivo dall'escalation della violenza del regime iraniano", ha detto in una nota Garett Marquis, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa. Il governo di Londra ha messo in guardia le sue navi dall'avvicinarsi allo stretto di Hormuz, dove ieri i Pasdaran hanno sequestrato una petroliera britannica. Lo riporta Sky news. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammed Zarif è tornato ad attaccare gli stati Uniti da Caracas, dove si trova in visita. "La presenza degli Stati Uniti nel Golfo, in Medio Oriente e in Sud America mette a rischio la sicurezza", ha dichiarato il ministro iraniano aggiungendo: "Non esiste un posto al mondo nel quale la presenza degli Usa abbia portato stabilità". Lo Stretto di Hormuz,  rappresenta il più importante e strategico passaggio per i flussi petroliferi mondiali: quello che lo scià Reza Pahlavi chiamava la "vena giugulare" dell'antica Persia, lo è diventato per l'approvvigionamento energetico del pianeta. Per questo motivo non è stato mai chiuso alle petroliere neanche per i primi tumulti della Rivoluzione islamica, tra il 1978 e il 1981, o durante la guerra con l'Iraq tra il 1980 e il 1988. Situato tra il Sultanato dell'Oman e la Repubblica Islamica di Iran, mette in connessione il Golfo Persico con il Golfo di Oman e, quindi, con il Mar Arabico e l'Oceano Indiano. Di fatto, grandi produttori come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar ed Iran usufruiscono dello Stretto per la maggior parte delle proprie esportazioni. Vi transitano quotidianamente milioni di barili al giorno, pari grosso modo al 35% di tutto il greggio commerciato via mare ed al 20% del totale. Il petrolio è in gran parte diretto verso i mercati asiatici, in particolare Giappone, India, Sud Corea e Cina. Nel suo punto più stretto il passaggio raggiunge 34 km, tuttavia la larghezza dei corridoi di navigazione in entrambe le direzioni è di poco superiore ai 3 km, separate da una zona "cuscinetto" di altri 3 km. Recentemente, la Repubblica Iraniana ha minacciato di sfruttare la propria posizione strategica e la propria potenza navale per chiudere lo Stretto e bloccare i flussi petroliferi come forma di ritorsione nel caso in cui le venissero imposte ulteriori sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti. Una eventualità che molti esperti escludono: vuoi per l'incapacità pratica dell'Iran di chiudere lo Stretto e bloccare le enormi navi-cisterne; vuoi per i danni che una tale scelta produrrebbe sulla sua stessa economia (il commercio via mare costituisce il 99% dell'export iraniano che a sua volta rappresenta il 65% delle entrate governative). Una nave battente bandiera britannica ha attraversato nelle scorse ore lo stretto di Hormuz per la prima volta dopo il sequestro venerdì scorso da parte dei Pasdaran della petroliera del Regno Stena Impero, tuttora sottoposta a fermo dalle autorità iraniane. Il passaggio della BW Elm, che risulta essere attraccata senza problemi in Qatar, è stato monitorato da vicino - ma non tecnicamente scortato - dalla nave da guerra HMS Montrose della Royal Navy, che già era intervenuta in uno scambio verbale con i Pasdaran in occasione del fermo della Stena Impero. L'Iran ha testato il lancio di un missile a medio raggio all'interno dei suoi confini. Lo riferisce un funzionario dell'amministrazione Trump, precisando che il test è stato condotto mercoledì senza alcuna minaccia per le forze americane nell'area.   Il test arriva in un momento di alta tensione fra Teheran e Washington, che chiede all'Iran di smantellare il suo programma nucleare se vuole un alleggerimento delle sanzione. Il segretario di Stato Mike Pompeo si è detto disponibile nelle ultime ore a volare a Teheran per spiegare alla popolazione la politica di massima pressione americana.

I pupi siciliani a Contessa Entellina

[Non c'è niente come sigillare la busta per farsi venire nuove idee. Anonimo] Sarà un Calici di Stelle ricco di suggestioni e poesia quello che Donnafugata celebrerà a Contessa Entellina, la notte di sabato 10 Agosto, nella tenuta di famiglia. L'azienda siciliana, con questa 22esima edizione dell'evento più importante del Movimento Turismo del Vino, prosegue il suo dialogo con l'arte. Dopo la danza tra i filari, le percussioni dal vivo nel cuore della notte siciliana e la performance audiovisiva sulla vendemmia notturna delle Orchestre Invisibili, Calici di Stelle sarà teatro di una nuova contaminazione del Vino con l'Arte, questa volta quella dell'Opera dei Pupi Siciliani.    "E' un mondo che sentiamo vicino perché alcuni dei nostri vini richiamano la tradizione dell'Opera dei Pupi nell'iconografia o nel nome che portano, come Angheli, Tancredi, Floramundi, - spiega José Rallo, titolare di Donnafugata insieme al fratello Antonio - Ciò che ci accomuna sono i valori, il fare artigianale, i colori e il linguaggio fantastico straordinariamente identitario. Donnafugata vuole così rendere omaggio ad un'arte popolare raffinatissima, Patrimonio Immateriale dell'Umanità Unesco, che apre infinite suggestioni e che può unire la cultura al vino alle tradizioni di una comunità". Sarà la compagnia marionettistica dei Fratelli Napoli - leggenda dell'Opera dei Pupi Siciliani alla quarta generazione - a interpretare questa volta il dialogo fra arte e vino. Il 10 agosto i winelovers brinderanno al chiaro di luna, seguendo le gesta della bellissima principessa Angelica in abbinamento alle note dello Chardonnay La Fuga e quelle della coraggiosa paladina Bradamante sui sentori floreali e speziati del rosso Floramundi, Cerasuolo di Vittoria.

PUTIN HA PERSO IN SIRIA

[Un uomo con una nuova idea non è tranquillo finché non la realizza. Mark Twain] Sei civili sono morti e nove sono rimasti feriti ad Aleppo, nel nord della Siria, in seguito al lancio di razzi da parte di gruppi jihadisti e ribelli. Lo scrive l'agenzia siriana Sana. Due quartieri di Aleppo - città controllata da Damasco - sono stati colpiti da un "da un attacco terrorista" riporta la Sana. Dal 1° al 5 luglio 2019, all’Aia, si è svolta la sessione plenaria del Gruppo Egmont. Per la prima volta dopo nove anni vi ha partecipato anche la Repubblica Araba Siriana. Il Gruppo Egmont è stato creato nel 1995 a Bruxelles per iniziativa del Tesoro statunitense. Riunisce 164 unità d’intelligence finanziaria, il cui compito è combattere il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento del terrorismo. Sono stati eletti co-presidenti l’olandese Hennie Verbeek-Kusters e l’argentino Mariano Federici. L’incarico durerà un anno. Il 28 marzo 2019, con la risoluzione 2462, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ingiunto agli Stati membri di perseguire gli obiettivi del gruppo Egmont. Sono stati eletti co-presidenti l’olandese Hennie Verbeek-Kusters e l’argentino Mariano Federici. L’incarico durerà un anno.   Almeno 103 persone, tra cui 26 bambini, sono morte in attacchi messi a segno negli ultimi 10 giorni dalle forze di Damasco su ospedali, scuole e mercati, nell'”apparente indifferenza della comunità internazionale rispetto all’aumento del numero di vittime civili causato da una serie di raid a Idlib a in altre zone nel Nord-Ovest della Siria”. E’ quanto ha denunciato oggi il Commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet. “Nonostante i ripetuti appelli delle Nazioni Unite a rispettare il principio di precauzione e distinzione nel corso delle ostilità, quest’ultima incessante campagna di attacchi aerei da parte del governo e dei suoi alleati ha continuato a colpire strutture mediche, scuole e altre infrastrutture civili come mercati e panetterie – ha detto oggi Bachelet – si tratta di siti civili e sembra altamente improbabile, dato lo schema ripetuto di questi attacchi, che siano stati tutti colpiti per caso”. Bachelet ha ricordato che “gli attacchi intenzionali contro i civili sono crimini di guerra”, denunciando quindi il “fallimento di leadership da parte delle nazioni più potenti del mondo”. Sono “diverse centinaia di migliaia i bambini, le donne e gli uomini rimasti uccisi in Siria dal 2011, così tanti che non è neanche più possibile dare una stima credibile”, ha rimarcato il Commissario Onu. E se “nei primi anni di questo conflitto, quando le vittime erano decine, poi centinaia, poi migliaia, il mondo ha dato prova di grande preoccupazione, ora gli attacchi aerei uccidono e mutilano un numero significativo di civili più volte alla settimana, e la risposta sembra essere una scrollata di spalle collettiva”, ha aggiunto. Bachelet ha quindi deplorato un “Consiglio di sicurezza paralizzato dall’incapacità dei cinque membri permanenti di usare il loro potere e la loro influenza per fermare i combattimenti e le uccisioni una volta per tutte”.

AMMAZZIAMOLI TUTTI

[Un'idea che non è pericolosa non è degna di essere chiamata tale. Elbert Hubbard] Potrebbero essere 150 i morti nel naufragio di due barconi davanti alla Libia. L'allarme dell'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati. Altre 150 persone sono state soccorse. Il barcone sarebbe partito da Khoms, oltre 100 chilometri a est di Tripoli. Secondo i sopravvissuti, a bordo si trovavano circa 300 migranti. Settanta i cadaveri che galleggiavano. Il comandante della motopesca bloccata in mare aperto: 'Non li avremmo mai lasciati alla deriva, torneremo a casa dalle nostre famiglie dopo che avremo conosciuto la loro sorte. Salvini ha chiarito che non indicherà alcun "porto prima che ci sia sulla carta una redistribuzione in tutta Europa dei 140 migranti a bordo". "Abbiamo seguito quello che è accaduto" ieri nel Mediterraneo "e per la Commissione è un terribile promemoria del rischio che affrontano i migranti in questo viaggio pericoloso per l'Europa". Così una portavoce della Commissione europea a chi le chiedeva commenti sul naufragio avvenuto ieri al largo della Libia. "Anche una sola vita persa è troppo - ha aggiunto - e il nostro obiettivo è prevenire la perdita di vite umane in mare". Sono decine i corpi recuperati dalla Guardia costiera libica all'indomani del naufragio di due imbarcazioni al largo delle coste libiche. Lo riferiscono le autorità di Tripoli, secondo le quali sono ancora 116 i dispersi nel naufragio di ieri. Intanto, l'Unhcr denuncia che 84 sopravvissuti al disastro sono stati trasferiti nel centro di detenzione di Tajoura, nei pressi di Tripoli, lo stesso del bombardamento aereo di inizio mese in cui rimasero uccisi almeno 50 rifugiati. "La sofferenza di queste persone è difficile persino da immaginare. Non ci sono parole per descrivere quanto stiano soffrendo", racconta intanto Anne-Cecilia Kjaer, di Medici senza Frontiere, che ha assistito i superstiti del naufragio. "Un uomo originario del Sudan, recuperato in mare, ci ha detto di aver visto sua moglie e i suoi figli affogare. Era totalmente disorientato". Altri hanno raccontato di aver lasciato le coste libiche la sera di mercoledì, al tramonto, a bordo di tre barconi legati l'uno all'altro.All'indomani del tragico naufragio davanti alle coste della Libia, l'Unhcr ribadisce in una nota "l'urgenza impellente del nostro ripetuto appello ai governi europei e ad altri governi di ripristinare il soccorso in mare e contribuire ad alleviare la sofferenza delle migliaia di rifugiati e migranti coinvolti nel conflitto in Libia".    Nella nota l'alto commissariato Onu per i rifugiati ricorda che, nel 2019, 669 persone avevano già perso la vita nel Mediterraneo. A ciò si aggiungono le circa 150 vittime di ieri.    Sul tema interviene anche Amnesty internationale che sollecita i leader europei ad una "risposta coraggiosa".  Sono almeno 144 i migranti senza regolari documenti morti in Turchia dall'inizio di quest'anno.    Lo indicano i dati della Direzione generale delle migrazioni del ministero dell'Interno di Ankara. La maggior parte (64) ha perso la via in incidenti stradali, avvenuti spesso durante trasferimenti su mezzi non sicuri e sovraffollati. Una cifra in aumento rispetto allo scorso anno, quando furono 43. Altre 52 persone sono morte assiderate durante gli spostamenti all'interno del Paese o nel tentativo di attraversare le frontiere. Nello specifico, 39 sono state le vittime del freddo nella provincia orientale di Van, al confine con l'Iran, e altre 13 in quella di Edirne, alla frontiera tra Turchia e Grecia.    Infine, le autorità di Ankara hanno registrato almeno 28 morti in mare nell'Egeo a seguito di naufragi nel tentativo di raggiungere le isole greche dalle coste turche. In tutto lo scorso anno, le vittime secondo la Turchia furono 93.

ALITALIA DECOTTA

[Al ristoranti, Mimì fici un tentativo di mittiri il parmigiano supra alla pasta con le vongole ma Montalbano gli affirrò il vrazzo affirmanno che glielo avrebbi tagliato di netto con un cuteddro se osava committiri quel sacrilegio.” Dal libro: UN COVO DI VIPERE, Andrea Camilleri] Lo sciopero dei piloti e assistenti di volo di Alitalia proclamato da Anpac, Anpav e Anp per 26 luglio è stato differito al 6 settembre, con una durata di 24 ore. Lo hanno deciso le sigle professionali dei piloti e assistenti di volo, alla luce dell'invito del Garante degli scioperi e dell'Ordinanza del Ministero dei trasporti. Ieri il Dicastero aveva già ridotto l'astensione a 4 ore, dalle 24 indette dai sindacati.C'è un doppio conflitto di interessi su Alitalia, con un piano di rilancio ''sbagliato'' messo a punto dal governo e che rischia di essere ''un gelato al veleno'', alimentare politiche protezionistiche e con una cordata di cui ''c'è poco da stare sereni'' per una compagnia, quella sì, ''decotta''. A denunciarlo è Marco Ponti, l'esperto di trasporti di recente a capo della commissione incaricata di redigere l'analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione.  Della nuova Alitalia e della cordata Mef-Fs-Delta-Atlantia Ponti ne pensa "tutto il peggio possibile". Per il tipo di soggetti coinvolti nel consorzio, per le strategia industriale a suo dire sbagliata e per gli scenari "anticoncorrenziali" che si delineano all'orizzonte. La scelta giusta? ''Vendere la compagnia e poi riorientarla sulle tratte intercontinentali, in modo da bypassare le low-cost. Ai soggetti coinvolti nella cordata ''faccio loro i migliori auguri – dice all'Adnkronos – ma non c’è da stare sereni. Nessuno di loro si occupa di trasporto aereo, tranne Delta che però ha solo il 15%''.   E poi ''c’è un doppio conflitto di interessi, con Ferrovie dello Stato e Aeroporti di Roma (controllata da Atlantia). Viene da pensare che dietro ci possa essere un tentativo di proteggere Alitalia proprio attraverso questi conflitti di interesse". Ponti le definisce politiche protezionistiche e anticoncorrenziali”: il rischio, secondo l’esperto, è che le tariffe vengano manipolate appositamente per massimizzare i ricavi in una situazione di semi monopolio. "Si creerebbe una situazione di posizione dominante – dice Ponti – che non è auspicabile". Ma questo, secondo lui, non avrà ripercussioni sulla tratta Roma-Milano, uno dei punti da chiarire vista la concorrenza 'interna' dell'alta velocità ferroviaria. "Su quella tratta il mercato dei treni è già consolidato – dice ancora Ponti – e grazie alla presenza di Italo le tariffe scenderanno ancora".   In Europa, data la concorrenza delle compagnie low cost ormai difficile da battere, Alitalia dovrebbe puntare piuttosto sulle lunghe distanze. “Occorrerebbe spostare tutto il progetto industriale su questo – continua l’ex commissario Tav –, ma per farlo bisognerebbe non avere pressioni politiche che spingano per mantenere le tratte nazionali, oltre a parecchi soldi per adeguare la flotta di Alitalia che al momento non è attrezzata per i voli intercontinentali. Eppure è questo l’unico vero modo per rilanciare la compagnia”. Margine di crescita ce n’è, dato che gli italiani volano ancora poco rispetto ad altri Paesi con pari reddito.  Detto ciò, per Ponti il peccato originale di Alitalia resta il sostegno incondizionato dello Stato, sia in termini di soldi sia di garanzie. Quel "gelato al veleno", come lo definisce lui, che fa sì che quando si tratta di Alitalia si è consapevoli che in qualche modo ce la si caverà. "La causa della sua malattia – dice ancora il professore – è stata proprio la certezza politica che la compagnia non sarebbe mai fallita. Tutti gli stakeholder sapevano che non potevano fallire e, contando su questo, sul fatto che lo Stato li avrebbe salvati, hanno fatto quello che volevano. Alitalia sarebbe dovuta essere venduta normalmente, senza riservarle un trattamento di favore".   I lavoratori, specifica Ponti, vanno tutelati "come quelli di tutti le altre categorie", non in modo privilegiato. Anche alla luce delle migliori possibilità di ricollocamento degli occupati del comparto aereo rispetto ad altri lavoratori. "E tutto questo – conclude Ponti – per tenere in piedi una società che, questa sì, si può ben definire 'decotta'. La si considera ancora compagnia di bandiera, anche se serve una piccola quota di mercato italiano e estero. È una compagnia di bandiera solo di nome, non di fatto".  

mercoledì 24 luglio 2019

Fratello Vladimir ...

[Sua madre avrebbe dovuto buttarlo via e tenersi la cicogna. Mae West] Sulla Russia "la nostra linea è sempre stata coerente, non ci sono elementi che mi facciano dubitare circa un indebito scostamento di uno o più membri del governo dalle linee stabilite. Mai alcuna forza del governo avrebbe potuto avere la possibilità di intrattenere rapporti di parte con altri Paesi". Così il premier Giuseppe Conte al Senato. "Ciascuna forza politica è libera di coltivare rapporti.    Mi sono sempre adoperato affinché gli interessi di parte fossero vagliati al filtro degli interessi nazionali - ha aggiunto -. Su questo sono esigente".   "Assolutamente no" così ha risposto ai cronisti il procuratore di Milano Francesco Greco alla domanda se ci sia la necessità di sentire il segretario della Lega Matteo Salvini sui presunti fondi russi. "Sono indagini complesse, difficili, lunghe, laboriose e internazionali", ha aggiunto il procuratore il quale ha spiegato che "oggi non è previsto nulla, se non un confronto di idee", in relazione a possibili attività investigative o audizioni di testimoni. La posizione di Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, i due italiani che hanno ammesso di aver partecipato insieme a Gianluca Savoini all’incontro nell’hotel Metropol di Mosca del 18 ottobre scorso, è al vaglio degli inquirenti milanesi che indagano sui presunti fondi russi alla Lega. L’inchiesta, condotta dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, ha portato già  all’iscrizione di Savoini, fondatore e presidente dell’associazione Lombardia Russia, per corruzione internazionale. Gli inquirenti effettueranno una serie di accertamenti per verificare l’effettiva presenza di Meranda e Vannucci al vertice di Mosca dove sarebbe stata avviata una trattativa per la compravendita di petrolio russo con la garanzia di un finanziamento illecito da 65 milioni di euro alla Lega. Una volta concluse queste verifiche, i due potrebbero finire sotto indagine ed essere convocati in procura per un interrogatorio. La guardia di finanza ha perquisito l’abitazione di Francesco Vannucci a Suvereto, in provincia di Livorno. Vannucci, 62 anni, è uno dei tre partecipanti all’incontro del 18 ottobre scorso all’Hotel Metropol di Mosca dove si sarebbe avviata una trattativa per una compravendita di petrolio russo con la garanzia di un finanziamento illecito da 65 milioni di euro a favore della Lega. Al vertice di Mosca era presente anche Gianluca Savoini, fondatore e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, nonché ex portavoce di Matteo Salvini, ora indagato per corruzione internazionale nell’inchiesta avviata dalla Procura di Milano a febbraio scorso dopo le rivelazioni del settimanale “L’Espresso”. Stando alle poche informazioni trapelate in ambienti giudiziari milanesi (gli inquirenti mantengono il massimo riserbo) Vannucci e Gianluca Meranda, il terzo italiano presente al vertice moscovita, non sarebbero indagati. Sono comunque in corso accertamenti per valutare la loro posizione alla luce delle ultime novità emerse in questi giorni.  Sul caso Lega-Russia "non ho ricevuto informazioni dal ministro competente", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell'informativa al Senato, facendo riferimento alla mancata risposta di Matteo Salvini alle richieste di Palazzo Chigi. "Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo - ha detto Conte -. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini". Gianluca Savoini, presidente dell'associazione Lombardia-Russia e leghista di lunga militanza, è indagato per corruzione internazionale dalla procura di Milano a seguito dell'incontro all'Hotel Metropol del quale è trapelato un audio.    "Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l'incontro con le controparti russe", ha riferito il premier.

martedì 23 luglio 2019

India contro criptomonete

[Non posso farti fesso perché lo sei già. Totò] L'India si appresta a mettere definitivamente al bando le criptomonete. Il divieto riguarderà sia le valute private delle imprese digitali straniere, come Bitcoin o come quella annunciata da Facebook, sia quelle indiane: ogni tipo di attività connessa a questi circuiti sarà punita come criminale, con multe severe e pene fino a dieci anni di carcere. È quanto emerge dal documento presentato ieri al governo dal Comitato Interministeriale nominato alla fine del 2017. Secondo il quotidiano EconomicTimes, tuttavia, il Comitato suggerisce al governo e alla Rbi, la Banca Centrale indiana, di sviluppare un modello di moneta digitale ufficiale da introdurre nel paese, sotto il controllo della Rbi, e con l'istituzione di uno speciale ente regolatorio

CazziAmari per BimboMinchia

[Non ha nemici, ma è profondamente sgradito dai suoi amici. Oscar Wilde] Sta collaborando con i pm di Palermo Vito Nicastri, imprenditore alcamese delle energie rinnovabili, ritenuto tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro, finito al centro di una inchiesta su un giro di mazzette che coinvolge anche il consulente della Lega Paolo Arata. Due nuovi arresti nell'inchiesta che ha portato in manette il consulente della Lega Paolo Arata, accusato di essere socio occulto dell'imprenditore dell'eolico Vito Nicastri, ritenuto vicino al latitante di Cosa nostra Matteo Messina Denaro. Si tratta di Giacomo Causarano, ex funzionario dell'assessorato regionale all'Energia, e dell'imprenditore milanese Antonello Barbieri. Causarano, il cui nome era già venuto fuori nei mesi scorsi, è accusato di corruzione. Barbieri di intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e corruzione: sarebbe socio occulto di Arata e Nicastri. Sia Causarano che Barbieri sono ai domiciliari. Una ricerca spasmodica di sponde politiche per ottenere provvedimenti utili al loro business: il mini-eolico e le fonti rinnovabili. Dalle carte dell'inchiesta romana che coinvolge l'imprenditore Paolo Arata e l'ex sottosegretario Armando Siri, emerge un quadro in cui la politica diventa "come una banca": va "usata". Le intercettazioni citate in una informativa della Dia di Trapani, depositata dai pm della procura in vista dell'incidente probatorio, mettono in luce lo spregiudicato piano di Arata per ottenere il massimo dal nuovo quadro politico in Italia. "Un po' i politici li conosciamo - ammette candidamente l'imprenditore in una intercettazione - ma i politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non è che c'è l'amico politico, non c'è l'amicizia in politica". Il riferimento, neanche troppo velato, è a quella promessa di denaro, circa 30 mila euro, che Arata avrebbe fatto all'ex sottosegretario alle Infrastrutture in cambio di favori. Favori che si possono ottenere - è l'ipotesi degli inquirenti - solo se Siri riesce ad avere un ruolo di primo piano a livello governativo. E proprio in questo ambito è ostinato il tentativo dell'imprenditore di trovare sponsorizzazioni in favore dell'esponente leghista, come da lui stesso sollecitato. Chiedere aiuto a 360 gradi: questo l'imperativo per cercare di "piazzare" nell'esecutivo Siri. Politici, ambasciatori, alti prelati fino al tentativo, fallito, di arrivare al Quirinale: per gli Arata nulla deve restare intentato. In una intercettazione Arata dice al figlio Francesco (indagato anche lui a Roma) di avere 'sponsorizzato' tramite Gianni Letta, Siri a Silvio Berlusconi che lo aveva addirittura chiamato". L'informativa prosegue affermando che "a dire dell'Arata, Gianni Letta si sarebbe anche adoperato per 'intervenire' (non si sa in che termini) su Giancarlo Giorgetti in favore del figlio Federico Arata". Viene citato anche Salvini, il quale, sempre a detta di Arata "non sa dove mettere Armando. Poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega dell'energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri". Ma non risultano, annota la Dia, telefonate tra Arata e Salvini. E ancora: nei giorni precedenti "alla formazione dell'attuale governo, l'imprenditore si prodiga (su richiesta esplicita di Siri) affinché quest'ultimo ottenga un importante incarico" e chiede aiuto al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, importante esponente della Chiesa cattolica. L'imprenditore dell'eolico "auspicava in particolare un intervento dell'alto prelato - è detto nell'informativa - direttamente su Giancarlo Giorgetti in favore di Siri. Nella medesima conversazione, Arata chiedeva al cardinale di intervenire anche in favore del figlio Federico, per fargli ricoprire l'incarico di viceministro al ministero degli Esteri". Sul punto Arata non ha dubbi: "..sarebbe una cosa importante per tutti... perché rischia di andare agli esteri Di Maio... e ora capisce... e allora gli mettiamo a fianco Federico... beh è una bella garanzia... ecco per tutti...".

Cantone lascia l'Anac

[Tutti gli uomini moderni derivano da creature che somigliavano a dei vermi, ma in qualcuno si nota di più. Will Cuppy] Raffaele Cantone lascia l'Anac. Dopo oltre cinque anni alla presidenza dell'Anticorruzione, lo annuncia lui stesso in una lettera sul sito dell'Autorità. "Sento che un ciclo - si legge nel testo - si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell'Anac e del suo ruolo". Cantone ha fatto richiesta per rientrare in magistratura, "che ho sempre considerato la mia casa". "Tornerò all'Ufficio del massimario presso la Cassazione". Lo annuncia Raffaele Cantone nella lettera in cui rende note le dimissioni dall'Anac. Nel testo Cantone ricorda come nei mesi scorsi avesse già presentato al Csm la candidatura per un incarico direttivo presso tre uffici giudiziari. Ma "nelle ultime settimane le dolorose vicende da cui il Csm è stato investito hanno tuttavia comportato una dilazione dei tempi tale da rendere non più procrastinabile una decisione". Per questo, annuncia, "nella mattina di oggi, con alcuni mesi di anticipo, ho dunque avanzato formale richiesta di rientrare nei ruoli organici della magistratura: un atto che implica la conclusione del mio mandato di Presidente dell'Anac, che diverrà effettiva non appena l'istanza sarà ratificata dal plenum del Csm. Tornerò pertanto all'Ufficio del massimario presso la Corte di Cassazione" dove Cantone prestava servizio prima di essere designato alla guida dell'Anac. La magistratura vive una fase "difficile", che "mi impedisce di restare spettatore passivo". Così Cantone nella lettera in cui annuncia che lascia l'Anac e rientra in magistratura. "È una decisione meditata e sofferta" ma "credo sia giusto rientrare in ruolo in un momento così difficile per la vita della magistratura".  "Assistere a quanto sta accadendo, senza poter partecipare concretamente al dibattito interno - scrive Cantone - mi appare una insopportabile limitazione, simile a quella di un giocatore costretto ad assistere dagli spalti a un incontro decisivo: la mia indole mi impedisce di restare uno spettatore passivo, ancorché partecipe". L'autorità anticorruzione non serve a niente, dice in sostanza Piercamillo Davigo al quotidiano La Stampa che lo ha intervistato. "È difficile scoprire la corruzione con gli strumenti, pur penetranti, riservati all'autorità giudiziaria. Un'autorità amministrativa non ha possibilità di scoprire alcunché. Far credere che l'Anac sia il rimedio è fumo negli occhi".L'ex pm di Mani Pulite, oggi membro del Consiglio superiore della magistratura non usa mezzi termini. L'Anac è inutile?, chiede il giornalista. "La definirei un'arma di distrazione di massa". Va abolita? "Radicalmente cambiata: un centro di ricerca culturale, in raccordo con le Università". Per Davigo l'attività di prevenzione "non serve a niente. I piani anti-corruzione sono per lo più copiati, talvolta non cambiano nemmeno il nome sul frontespizio. Una vergogna".Il Codice degli appalti? "Fantascienza, un film di Star Trek. Nel mondo reale più le gare sono truccate e corrono le tangenti, più le pratiche sono ineccepibili". Per il magistrato esiste una sola cosa da fare: "Mandare un ufficiale di polizia giudiziaria sotto copertura a partecipare alla gara. Quando gli propongono un accordo tira fuori le manette e li arresta". "Si fa per droga, terrorismo e pedopornografia. Ci si pone dilemmi etici solo per i ladroni, non per il fatto che la polizia postale mette in rete, come esca, foto di bimbi nudi". 

Una flotta contro l’Iran

[Una signora venne da me un giorno e disse: “Signore! Lei è ubriaco “, al che ho risposto “Oggi sono ubriaco, ma domani sarò sobrio. Lei invece resterà brutta”. Winston Churchill] La Gran Bretagna lancia una missione a guida Ue per proteggere le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt parlando alla Camera dei Comuni della crisi con l'Iran dopo che la petroliera britannica Stena Impero è stata sequestrata dai Pasdaran. Hunt ha anche ribadito di non volere uno scontro con Teheran pure definendo il blocco della nave come un "atto di pirateria di stato". Quella di Hunt è in effetti per ora solo una proposta, in attesa che la missione venga definita con Bruxelles. "Cercheremo di mettere in piedi una missione marittima diretta dagli europei per garantire il passaggio sicuro di navi cargo ed equipaggi in una regione vitale" come quella del Golfo, ha detto il ministro degli Esteri conservatore rispondendo alle interrogazioni della Camera dei Comuni sulla vicenda della 'guerra delle petroliere' con Teheran. Hunt ha poi ribadito che il Regno Unito "lo scontro con Teheran". Informazioni preziose saranno fornite alla coalizione da parte dell’agenzia israeliana, che praticamente non darà il supporto logistico con propri natanti. Le regole di ingaggio sono differenti, così come la determinazione. Ma nel botta e risposta con l'opposizione laburista ha pure sottolineato che "non vi saranno compromessi" sul diritto alla "libertà di navigazione". Rispondendo invece alle sollecitazioni della destra Tory, il ministro ha ammesso che "la Royal Navy è diventata troppo piccola" per assicurare la protezione di tutto il commercio navale britannico nella aree sensibili. E si è detto a favore di "un incremento delle spese" per la Difesa, in particolare in favore della Marina militare.   "L'accordo sul nucleare" iraniano "non è morto. C'è ancora una piccola finestra per mantenere viva l'intesa", ma "si sta chiudendo". Così il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt al suo arrivo al Consiglio Ue, riaffermando il pieno impegno a "mantenere il Medio Oriente denuclearizzato". "Nonostante le affermazioni degli europei sui tentativi di salvare l'accordo nucleare, l'Iran non ha finora visto alcuna mossa da parte loro e dovrebbero investire nell'accordo per raggiungere questo obiettivo", ha detto il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Zarif ha fatto questa osservazione parlando all'Irna, all'arrivo a New York per partecipare all'annuale Forum politico ad alto livello sullo sviluppo sostenibile (Hlpf) del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc). Ha anche invitato gli Stati Uniti a tornare al tavolo delle trattative: "Spetta a loro prendere la decisione dopo il loro ritiro unilaterale dall'accordo. Non abbiamo lasciato il tavolo delle trattative ed è ancora lì. Ci siamo seduti al tavolo e abbiamo discusso l'accordo con le altre parti ", ha aggiunto. 

lunedì 22 luglio 2019

Reggio Emilia capitale della Ndrangheta

[“Signore, o morirai sulla forca o di qualche malattia indicibile” “Dipende, signore, se abbraccio le tue politiche o la tua signora” Risposta di Benjamin Disraeli] Vincenzo Iaquinta, ex calciatore campione del mondo condannato a due anni per una irregolare custodia di armi, è ritenuto dai giudici estraneo all'associazione mafiosa, di cui invece è parte il padre, Giuseppe. Così i giudici nel motivare la sentenza.    "L'estraneità" di Iaquinta "alla associazione mafiosa e lo strettissimo rapporto personale con il padre lasciano il dubbio che egli non abbia agito nel perseguimento della finalità tipica contestata bensì al solo scopo di aiutare il padre", una figura "strategica all'interno del sodalizio criminoso".    La Procura aveva contestato a Iaquinta l'aggravante di aver agito per agevolare l'associazione 'ndranghetistica. Il padre Giuseppe Iaquinta è stato condannato a 19 anni. Secondo il tribunale l'imprenditore "rappresenta una delle figure maggiormente importanti, strategiche, all'interno del sodalizio criminoso". Una 'ndrangheta che per fare sempre più affari al nord e conquistare nuovi spazi nell'economia ha cambiato veste, "ha vestito un abito nuovo", "presentabile", di fatto imprenditoriale, pur rimanendo fedele alla sua "consolidata fama criminale". È questa la descrizione della cosca emiliana che emerge con maggior forza dalle 3.200 pagine della sentenza del processo Aemilia, che si è concluso a Reggio Emilia a ottobre con 118 condanne per 1.200 anni di carcere. All'inizio delle motivazioni, i giudici hanno scelto di apporre, come citazione, alcune frasi emblematiche del pentito Antonio Valerio: "Signor presidente, a Reggio Emilia siete tutti, nessuno escluso, sotto uno stadio di assedio e assoggettamento 'ndranghetistico che non ha eguali nella storia reggiana, nemmeno i terroristi erano arrivati a tanto", disse in udienza l'11 ottobre 2018. Le regioni del Nord primeggiano per la quantità di operazioni sospette delle mafie, con il 46,3%. Al Sud la percentuale è del 33,8% e al Centro del 18,7%. È quanto emerge dall'ultima relazione della Dia. Secondo il documento, "il maggior numero di operazioni finanziarie sospette di 'interesse istituzionale', emerse con riferimento alle regioni del Nord, può essere indicativo di una mafia liquida che investe in questa parte del Paese in maniera occulta, utilizzando per i propri scopi criminali delle teste di legno. Una mafia latente che potrebbe, in prospettiva, manifestarsi con caratteri più evidenti". Il maggior numero di operazioni finanziarie sospette riguardanti il nord Italia "può essere indicativo di una mafia liquida che investe in questa parte del paese in maniera occulta, utilizzando per i propri scopi criminali delle teste di legno. Una mafia latente che potrebbe, in prospettiva, manifestarsi con caratteri più evidenti". È quanto emerge dall'ultima relazione della Dia, riferita al secondo semestre 2018. Sempre più spesso - si legge nel documento - si individuano soggetti esterni alle organizzazioni criminali, professionisti che "prestano la loro opera proprio per schermare e moltiplicare gli interessi economico-finanziari del gruppi criminali". La Dia li definisce "facilitatori", "artisti del riciclaggio", capaci di gestire transazioni internazionali da località off shore, offrendo riservatezza e una vasta gamma di servizi finanziari. Queste nuove modalità d'intervento consentono ai mafiosi di radicarsi nelle altre regioni italiane e nel mondo, "legando i propri interessi con quelli della realtà economica locale". "A fronte di uno scenario sicuramente complesso, la legislazione antimafia sembra scontare ancora i limiti legati alla competenza territoriale in cui vanno a radicarsi i procedimenti penali e di prevenzione. I fascicoli processuali tendono, infatti, ad essere attratti dai Distretti giudiziari in cui la consorteria mafiosa si è storicamente sviluppata. Conseguentemente vi è una limitata possibilità di perseguire l'azione illecita da parte dei Distretti del Centro-Nord, in cui oggi invece si manifestano con sempre maggior forza le attività economico-finanziarie delle mafie". E' quanto si legge nell'ultima relazione della Dia, riferita al secondo semestre 2018.

Babbo di Renzi colpevole?

[Guardate quest’uomo: sembra un deficiente e parla come un deficiente, ma non lasciatevi ingannare: è veramente deficiente! Groucho Marx] È prevista per il 7 ottobre prossimo la sentenza del processo per emissione di presunte fatture false che vede imputati a Firenze i coniugi Tiziano Renzi e Laura Bovoli e l'imprenditore pugliese Luigi D'Agostino.    Lo ha annunciato in aula il giudice Fabio Gugliotta. Nel corso dell'udienza in aula c'era D'Agostino ma non i coniugi Renzi che hanno però depositato tramite i loro legali delle memorie scritte, si è conclusa l'istruttoria.    D'Agostino, nel corso di dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice, ha detto che quando vide l'importo delle fatture rimase "perplesso, ma i coniugi Renzi erano i genitori del Presidente del Consiglio, ho subito la sudditanza psicologica e ho ritenuto di non contestare le fatture". Il 7 ottobre sono previste la requisitoria della pm Christine Von Borries, che parlerà per circa un'ora, e gli interventi dei difensori e delle parti civili, al termine dei quali è prevista la camera di consiglio.

World Pasta Day

[I critici non leggono da cima in fondo i libri di cui devono parlare. Per riconoscere le qualità di un vino non c’è bisogno di bere tutta la botte. Oscar Wilde] È passato da 9 a circa 15 milioni di tonnellate annue il consumo di pasta in dieci anni. Il dato emerge con la presentazione della 21ma edizione del "World Pasta Day" che con il nuovo appuntamento pone al centro l'interrogativo di come sarà la pasta fra 30 anni all'insegna di #Pasta 2050.  Il "World Pasta Day", ideato e curato da Unione Italiana Food (già Aidepi) e Ipo-International pasta organization con la celebrazione del piatto simbolo della dieta Mediterranea per il 25 ottobre, proporrà, dal 18 al 25 ottobre, la manifestazione "Al Dente".  L'evento coinvolge chef italiani e internazionali che presenteranno nei ristoranti una ricetta ispirata al tema dell'edizione: #pasta2050. Nella giornata del 25 ottobre blogger e pasta lover potranno postare foto e video della loro idea di #pasta2050 con gli hashtag #pasta2050 e #WorldPastaDay. Intanto, in attesa del "World Pasta Day", Unione Italiana Food, riunendo pastai, sociologi, esperti di consumo, sostenibilità e food, ha tracciato le sei principali tendenze che caratterizzeranno il consumo dell'alimento nei prossimi 30 anni e che sono tradizione, menu etici, ricette glocal, ingredienti innovativi, attenzione a salute e ambiente. Infine dal punto di vista economico il settore continua a parlare italiano con un piatto su 4 nel mondo e 3 su 4 in Europa prodotti con pasta italiana. L'Italia si conferma nel 2018 leader mondiale del mercato della pasta, davanti a Usa, Turchia e Brasile a fronte di 3,3 milioni di tonnellate di pasta prodotte (+0,3%).  Approda per la prima volta all'estero il Barilla "Pasta World Championship". Parigi, infatti, è la città scelta per ospitare la gara culinaria tra 14 giovani chef provenienti da tutto il mondo che si svolgerà il 10 e 11 ottobre 2019. Tema portante dell'ottava edizione della manifestazione è "The Art of Pasta" dove, accanto ai talenti della gastronomia, artisti di fama internazionale mostreranno come anche qualcosa di semplice, come un piatto di pasta, può essere reinterpretato e trasformato per diventare un vero e proprio capolavoro, un'opera d'arte.  Gli chef si confronteranno in tre sfide, Il Capolavoro, La Tela Bianca e Il Gran Finale per ottenere il titolo di "Master of Pasta", vinto lo scorso anno dall'americana Carolina Diaz grazie ad una impeccabile rivisitazione di un grande classico come gli spaghetti al pomodoro. L'evento parigino al Pavillon Cambon, sarà un punto di incontro per foodies e appassionati di arte, che potranno ammirare la bellezza nei piatti e nel processo creativo delle ricette, tra cooking show, conferenze e spettacoli sull'Arte della pasta. Il fatto di scegliere la capitale francese, inoltre, è dovuto anche al fatto che quest'anno ricorre il 50° anniversario di Barilla in Francia, dove, negli ultimi 6 anni, il Gruppo ha investito oltre 150 milioni di euro. Terzo mercato per volumi della pasta italiana, in Francia il consumo di spaghetti è raddoppiato rispetto a 25 anni fa fino a toccare gli 8 kg procapite; e se 9 su 10 mangiano pasta italiana, i Millennials la sanno cucinare al dente, cimentandosi in ricette più elaborate e innovative. 

domenica 21 luglio 2019

Wold series di kite surf a Gizzeria

[I tri quarti di quelli che accattano i giornali, si leggino sulo i titoli che spisso, e questa è ’na bella usanza tutta taliàna, dicino ’na cosa opposta a quello che dici l’articolo.  Dal libro: UNA VOCE DI NOTTE, di Andrea Camilleri ] Un centinaio di atleti di tutto il mondo si ritroveranno a Gizzeria dal 24 al 28 luglio per il "2019 Porsche Kite Foil World Series". Una manifestazione, affermano gli organizzatori del Circolo Velico Hang Loose, che presenta "il suo carico di sport, marketing territoriale e atmosfera internazionale e lancia in orbita uno dei siti più belli e suggestivi della Calabria". Da dieci anni il parco sportivo balneare Hang Loose Beach ospita eventi sportivi internazionali legati al kite surf. Gizzeria, tra l'altro, sostengono gli organizzatori, "è uno degli spot per la pratica del kite surf più conosciuti al mondo, grazie alle caratteristiche della spiaggia, dello specchio d'acqua e del vento termico che si presenta tutti i giorni regolare e con la stessa intensità". La Kite Foil World Series è un mondiale che si articola in 4 tappe. La prima a Gizzeria e poi in Cina, Australia e America. La manifestazione ha come partner istituzionali Regione Calabria, Coni e Federazione Italiana Vela.

24 e 26/7 si ferma tutto

[Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell’esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili. Ippocrate] Sciopero nazionale di tutti i trasporti, dal tpl alle ferrovie, dalle autostrade agli aerei, i prossimi 24 (tutti settori ad esclusione trasporto aereo) e 26 luglio (solo trasporto aereo). Lo hanno annunciato i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia e Claudio Tarlazzi, al termine degli esecutivi unitari delle tre organizzazioni, in cui hanno anche varato una piattaforma di proposte indirizzate al Governo.  In tutti questi anni scioperare in questo modo è servito a poco. Le proposte al governo si mandano dopo una serie di scioperi selvaggi.  La stesura delle linee guida per il decollo della compagnia si preannuncia come il primo test per la compagine azionaria. Il piano finora tratteggiato da Fs e Delta si prepara infatti ad una serie di modifiche su cui nei prossimi due mesi i partner dovranno trovare la quadra. In particolare, secondo fonti finanziarie vicine alla trattativa, sul tema dei ricavi, la necessità di intercettare il traffico e i margini sui mercati più ricchi (Usa e Asia) può essere sviluppata in maniera più significativa rispetto a quella attuale; inoltre, le criticità del settore dei servizi a terra, di cui l’attuale bozza di piano non si occupa, potrebbero essere risolte sul modello di quanto fatto a Fiumicino. Temi, questi relativi al network, che permetteranno successivamente di prendere le decisioni su flotta e organico. I sindacati, infine, confermando lo stop del trasporto aereo del 26 luglio, tornano a chiedere un coinvolgimento nella stesura del piano e avvertono la necessità di fare presto, visto anche il progressivo esaurimento della cassa. È Atlantia il partner scelto da Ferrovie dello Stato per affiancare Delta e Tesoro nell’operazione per la nuova Alitalia. Lo ha deciso il cda del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, che ha scartato invece le altre tre offerte sul tavolo presentate dal gruppo Toto, Claudio Lotito e dal patron di Avianca German Efremovich. Una scelta che certo non è quella auspicata fin dall’inizio dal M5s, da sempre freddo sulla società dei Benetton, finita nel mirino dopo il crollo del Ponte Morandi. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia comunque la scelta come una vittoria e, non senza lanciare una stoccata al collega leghista Matteo Salvini (“un grande risultato mentre qualcuno oggi si prendeva il caffè al tavolo”), non molla la presa e assicura che comunque sulla revoca della concessione di Autostrade non si indietreggia.  Atlantia, da mesi considerata come la strada più percorribile, ma fattasi avanti ufficialmente solo pochi giorni fa (giovedì il mandato del cda all’ad ad approfondire e poi la presentazione dell’offerta) è stata scelta nel corso di una riunione fiume di oltre 4 ore del consiglio di amministrazione di Fs, che ha passato in rassegna le offerte arrivate all’advisor Mediobanca da quattro soggetti. Solo Atlantia è stata però ritenuta adatta ad andare avanti nella prossima fase, che servirà a “condividere un piano industriale” e a definire gli “altri elementi dell’eventuale offerta”, spiega Fs, assicurando che il lavoro con i partner inizierà “quanto prima”. Critiche le opposizioni (Zingaretti parla di confusione e opportunismo, Fassina chiede a Di Maio di riferire), mentre i sindacati attendono al più presto una convocazione dal Mise. Sul tavolo sono aperti temi delicati, dalla messa a punto del piano industriale, alle quote azionarie alla governance. La newco dovrebbe partire con una dotazione di circa un miliardo: quello che al momento è certo è che il Mef parteciperà con il 15%, Delta con un altro 15%, Fs potrebbe arrivare al 35% e una pari quota è attesa da Atlantia, con un esborso di circa 350 milioni. Ma può  il gestore di un apt essere anche azionista di una compagnia aerea? La famiglia Benetton che è la padrona di Fiumicino, hub principale  di Alitalia, può anche essere interessata alla gestione di un grosso vettore come Alitalia? Per questo governo si, ma non a caso questo è un governo composto da sprovveduti. I Benetton, che non sono sprovveduti, e che sono i titolari di Atlantia, gestori in buona parte delle autostrade in Italia, finiti nell'occhio del ciclone con il crollo del ponte Morandi a Genova, dopo avere fatto finta di non essere interessati hanno detto di si. Diventeranno azionisti di Alitalia in cambio del rinnovo della concessione autostradale. Poco importa se la concessionaria ha il compito di gestire e amministrare, secondo criteri di trasparenza e non di discriminazione, le infrastrutture aeroportuali e di coordinare controllare le attività dei vari operatori  privati presenti in apt.  La concessionaria gestisce l'apt quale complesso di beni, attività e servizi organizzati, finalizzati direttamente o indirettamente alla regolarità del trasporto aereo …    "Sciopero nazionale il 24 luglio in tutti i settori dei trasporti e il 26 luglio nel trasporto aereo". Lo ricordano Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti che hanno proclamato unitariamente la protesta "per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte 'Rimettiamo in movimento il Paese' indirizzata al Governo, per avviare un confronto su trasporti, infrastrutture per renderle efficienti ed efficaci, su regole chiare che impediscano la concorrenza sleale tra le imprese e che diano priorità alla sicurezza dei trasporti e sul lavoro, nonché alla tutela ambientale e sul diritto di sciopero".     In particolare, si legge in una nota, il 24 lo stop interesserà tutti i settori: il trasporto pubblico locale (che sarà di 4 ore secondo modalità locali), ferroviario (fermi i treni per 8 ore dalle 9 alle 17), merci e logistica, trasporto marittimo e i porti, le autostrade, i taxi, l'autonoleggio. Il 26 toccherà al trasporto aereo, ad esclusione dei controllori di volo di Enav, per 4 ore dalle 10 alle 14.

Estate a casa Berto

[Le cose sacre non devono essere insegnate che alle persone pure; è un sacrilegio comunicarle ai profani prima di averli iniziati ai misteri della scienza. Ippocrate] Prenderà il via martedì prossimo "Estate a Casa Berto", rassegna culturale che dal 2015 accende i fari su Capo Vaticano, luogo in cui Giuseppe Berto scrisse "Il male oscuro", capolavoro della letteratura italiana del '900. La quinta edizione dell'evento, ideato da Antonia Berto, figlia dello scrittore, insieme a Jo Lattari e Marco Mottolese, proporrà incontri, reading, proiezioni e musica dal vivo in un festival in grado di esaltare il territorio e di riprendere l'intuizione di Berto, che aveva l'abitudine di ospitare artisti e intellettuali che omaggiassero in varie forme la straordinaria bellezza del Capo. L'edizione 2019 proporrà novità e ritorni in un programma che vedrà sfilare firme come Lirio Abbate, vicedirettore dell'Espresso, che racconterà i martiri del giornalismo, Paolo Conti, del Corriere della Sera, che intervisterà Nicola Gratteri, e Stenio Solinas. Spazio anche per Diego De Silva, Anna Della Rosa, Franco Arminio, Checco Pallone e i suoi Cumededè e Massimo Garritano.

San Luca a Venezia

[Era l’insonnia della vecchiaia, quella che notte dopo notte ti condanna a stare vigliante, a letto o in poltrona, a ripassarti la tua vita minuto per minuto, a ripatirla sgranandola come i grani di un rosario.” Dal libro: LA PAURA DI MONTALBANO, di Andrea Camilleri] "Speriamo che il film 'Terra Mia' venga valutato come una preziosa testimonianza di un'evoluzione in senso positivo di una terra martoriata come la Calabria. Una terra che ha voglia, il desiderio, di ribellarsi alla criminalità". Così, in una nota, il regista Ambrogio Crespi commenta l'iscrizione alla prossima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del lavoro della casa di produzione Index Production dedicato al caso del comune di San Luca in Aspromonte tornato ad eleggere un sindaco dopo 11 anni. Gli autori del docufilm sono Klaus Davi, Luigi Crespi e Giorgio Amato. Nel corto, della durata di 60 minuti, le testimonianze, tra gli altri, di Klaus Davi (candidato sindaco), del testimone di giustizia Benedetto Zoccola, del giornalista Michele Inserra e il Comandante dei carabinieri Cosimo Sframeli. Nel film è presente la canzone inedita "Terra Mia" dei rapper Michele Sbam e Kiaman con la partecipazione dell'attrice Ludovica Pedetta. Il boss della 'ndrangheta Francesco Pelle detto "Ciccio Pakistan" si è reso irreperibile, ed è attualmente latitante, dopo la conferma della condanna in Cassazione quale mandante della strage di Natale del 24 dicembre 2006 in cui fu uccisa Maria Strangio, moglie del capoclan avversario Giovanni Luca Nirta. Episodio, che nella faida di San Luca tra i Pelle-Vottari ed i Nirta-Strangio, determinò la strage di Ferragosto a Duisburg con 6 morti. La notizia è stata confermata in ambienti investigativi. Pelle, che è sulla sedia a rotelle dopo essere stato ferito in un agguato il 31 luglio del 2006 ad Africo, era sottoposto all'obbligo di dimora a Milano. Dopo il rigetto del suo ricorso - come ha riferito Klaus Davi e hanno confermato gli investigatori - si è reso irreperibile prima di finire in carcere.  Secondo quanto si è appreso, l'allontanamento risale ad una quindicina di giorni fa.  Pelle era stato arrestato dai carabinieri nel settembre 2008 in una clinica di Pavia dopo un anno circa di latitanza.  Nell'agguato del Natale 2006, la vittima predestinata era Gianluca Nirta, ma sotto i colpi dei sicari morì la moglie ed altre quattro persone, tra le quali un bambino, rimasero ferite.  Fu quell'episodio, secondo l'accusa, a scatenare la reazione di Giovanni Strangio, cugino di Maria, condannato all'ergastolo in quanto ritenuto ideatore e uno degli esecutori della strage di Duisburg.