domenica 30 giugno 2019

Benetton inadempiente!

[L’amore è la vita ed il principio vivificante della natura, come l’odio il principio distruggente e mortale. Giacomo Leopardi] Il crollo del ponte ha comportato la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l'Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Ci configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione. É questa, a quanto la sintesi a cui è giunta la relazione della commissione del Mit sul Ponte Morandi. Sul conflitto Benetton probabilmente cadrà il governo, infatti la lega vorrebbe la famiglia Benetton anche nel nuovo cda Alitalia.  Il crollo - recita un passaggio dell'abstract della relazione - lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale (molti ponti hanno stesso livello di rischio di quello di Genova!) e che pertanto giustificano che lo Stato abbia perso fiducia nell’operato di Aspi (da tenere conto che Autostrade per l'Italia ha già iniziato un forte intervento di manutenzione straordinaria dopo il crollo). Secondo la commissione sono inoltre nulle (o comunque non applicabili al caso) alcune clausole della convenzione che prevedono risarcimenti per risoluzione anticipata, anche se comunque aspi lo chiederà in sede contenziosa e non si può escludere che li ottenga. L'articolo 9 bis della convenzione prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste "nel rispetto del principio dell'affidamento". A quanto leggiamo dalla stampa la relazione del Mit ha evidenziato invece gravi inadempienze da parte di Aspi. Ciò significa che lo Stato nel caso di revoca non dovrà pagare ad Aspi i soldi per i mancati guadagni, come qualcuno ha provato a dire in questi giorni". Lo sottolineano fonti di governo M5S. "Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Perché chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali", concludono. "A quanto stiamo apprendendo sarebbero emerse gravi inadempienze da parte di Autostrade (e dunque i Benetton). Nessuna aumento dei pedaggi autostradali fino al 15 settembre sulla rete di Autostrade per l'Italia. Il Cda della società ha deciso di bloccare gli aumenti che sarebbero dovuti scattare a partire da lunedì prossimo, primo luglio, "con l'obiettivo di favorire gli spostamenti degli italiani verso le mete di vacanza, che impegneranno nei mesi estivi la rete in concessione di Autostrade per l'Italia".     Confermate le esenzioni già in vigore a Genova.  Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l'Italia - è scritto nel comunicato - ha deliberato di prolungare la sospensione degli adeguamenti tariffari già decisa lo scorso primo gennaio 2019. Per effetto della decisione della Società i pedaggi sulla rete gestita da Autostrade per l'Italia non aumenteranno a partire dal primo luglio, come era previsto, ma rimarranno invariati fino al 15 settembre 2019. "Confermando la massima attenzione e vicinanza alla comunità genovese - prosegue la nota - il Consiglio di amministrazione di Autostrade per l'Italia ha inoltre deciso di mantenere le esenzioni totali attualmente in vigore sulle principali tratte che interessano la città di Genova. Nelle rimanenti tratte liguri individuate, non ci sarà alcun aumento di pedaggio almeno fino alla fine dell'anno". La società ha comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti "tale autonoma decisione, ricordando la necessità di giungere, entro la prima metà del mese di settembre 2019, a soluzioni condivise in relazione ai programmi d'investimento futuri e a quelli in corso da parte della Società (in primis la Gronda di Genova, il Passante di Bologna e altri importanti investimenti riguardanti l'ampliamento di tratte autostradali di accesso alle aree metropolitane)". 

sabato 29 giugno 2019

#freeCarola

[Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene o scritti male. O. Wilde] Sono sbarcati a Lampedusa i 40 migrati a bordo della Sea Watch, che era ferma da tre giorni al largo di Lampedusa. La capitana della nave Sea Watch, Carola Rackete, andrà ai domiciliari: è stata arrestata dopo aver violato l'alt della Guardia di Finanza ed essere entrata nel porto di Lampedusa speronando una motovedetta delle Fiamme Gialle nel tentativo di arrivare in banchina. I domiciliari sono stati decisi dalla Procura di Agrigento che la accusa di resistenza e violenza a nave da guerra e tentato naufragio. Per la Sea Watch, con il dl Sicurezza bis, scatteranno il sequestro amministrativo e una sanzione pecuniaria da 20mila euro che, in caso non venisse pagata nei termini, potrà arrivare fino a 50mila euro. "Comportamento criminale della comandante della Sea Watch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza. Ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l'ex ministro dei trasporti: incredibile", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Quando si arriva a questi punti si è veramente andati oltre, perché obiettivamente quelle persone rischiano la vita. Trovo veramente disdicevole che ce la si prenda con 40 persone". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la vicenda dalla nave Sea Watch e quanto fatto dal capitano, a margine dell'iniziativa organizzata per i 25 anni di Emergency. "In questo caso la capitana l'ha fatto per salvare delle vite umane. Ma non elaborerei tanto sulla capitana, che ha fatto il suo dovere e che si è presa i suoi rischi", ha aggiunto.    Duro anche il fondatore di Emergency, Gino Strada, che ha espresso la sua "completa e totale solidarietà alla nave Sea Watch". "La disobbedienza civile è da perseguire di fronte a queste istituzioni che si comportano in modo che non potrei altro che definire fascista - ha detto -. Noi ci impegneremo per cercare di risolvere con la pressione di massa questo problema drammatico, perché oggi sul banco degli imputati c'è chi vuole aiutare".   È partito dal Molosiglio, a Napoli, il corteo di barche promosso dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, per ribadire che il Mediterraneo "deve essere un mare di pace". Il sindaco è salpato a bordo del veliero Pilgrim messo a disposizione dalla Lega navale di Napoli. Sull'imbarcazione a prua sventola una bandiera azzurra con scritto 'Napoli un mare di pace'. Secondo i numeri riferiti, alla manifestazione in favore dell'accoglienza si sono iscritte 125 imbarcazioni di cui il 42 per cento a vela, il restante a motore e 6 water bike. Le barche arrivano dal Molosiglio, dall'isola di Procida, da Baia, da Castellamare di Stabia, da Nisida. Si calcola che a bordo dovrebbero esserci circa 700 persone. La manifestazione, programmata da tempo, cade tuttavia in concomitanza con l'arresto a Lampedusa della comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete. Le imbarcazioni, secondo il programma, arriveranno a Castel dell'Ovo per poi tornare indietro verso Posillipo e Palazzo Donnanna per poi rientrare al Molosiglio. "Salvare le vite umane è un dovere umanitario. Soccorrere vite umane in mare non può essere criminalizzato. Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse". Lo afferma il ministro degli Esteri della Germania Heiko Mass, riferendosi all'arresto a Lampedusa del capitano della Sea Watch, Carola Rakete.  Carola Rackete sia rimessa in libertà. È l'appello che rivolge all'Italia il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn. In un post su Facebook indirizzato all' "amico" e collega Enzo Moavero Milanesi, Asselborn scrive che "salvare vite è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è". "Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera, ecco. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario": lo ha detto il Segretario di Stato della Santa Sede, il Cardinale Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti, a Potenza. Parolin ha risposto ai giornalisti a conclusione della Messa celebrata nell'ultima giornata della Festa del quotidiano cattolico "Avvenire". Le sue parole si riferiscono alla vicenda della nave Sea Watch. "Disobbedienza alle leggi ingiuste #freeCarola". È il teso di uno striscione appeso stamane a Verona sul portone di un palazzo del centro storico, in solidarietà con la capitana della Sea Watch, arrestata la notte scorsa dalla Guardia di Finanza per aver violato il divieto di ingresso al porto di Lampedusa. Ieri sera a Verona un centinaio di persone aveva manifestato solidarietà alla nave ancora ormeggiata al largo di Lampedusa, con un sit-in sul ponte Pietra, vicino al Teatro Romano.

Il turismo di Fs

[Pazzia d’amore!Pleonasmo. L’amore è già in sé una pazzia. Heinrich Heine] Nasce il Polo del Gruppo FS dedicato allo sviluppo del turismo in Italia, per rendere più accessibili le città d’arte e i luoghi di vacanza, valorizzando le bellezze del nostro Paese, anche in prospettiva delle Olimpiadi2026. In linea con il Piano industriale 2019-2023, che prevede di intercettare venti milioni di turisti in più partendo dagli attuali 100 milioni, il Gruppo FS Italiane ha infatti avviato una serie di azioni per la redistribuzione dei flussi turistici e per una migliore accessibilità alle destinazioni turistiche del Belpaese. Il Polo per lo sviluppo del turismo è stato presentato a Roma da Gian Marco Centinaio ministro del Turismo, Danilo Toninelli ministro dei Trasporti e Gianfranco Battisti ad del Gruppo FS Italiane e Renzo Iorio, ad di nugo. Il Polo per lo sviluppo del turismo coinvolge le società del Gruppo FS Italiane impegnate nei servizi di trasporto per le persone e nella gestione e sviluppo delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare. Otto le azioni previste: offerta commerciale, intermodalità, treni storici, turismo dolce, turismo esperienziale, cultura e musica, patrimonio immobiliare e infrastruttura digitale. Azioni dedicate ai turisti italiani e stranieri che, grazie a un’offerta multimodale, avranno a disposizione un sistema di prodotti e servizi tagliati su misura, integrati, digitali e sostenibili, per raggiungere le località di mare, di montagna e le città d’arte del Belpaese. In particolare, per i turisti stranieri, Trenitalia ha studiato un pass dedicato per girare l’italia con un unico biglietto in tasca, flessibile, personalizzabile e digitale. Acquistabile nelle biglietterie Trenitalia, agenzie di viaggio e tour operator italiani ed esteri, e sul sito web trenitalia.com, il pass deve essere attivato entro 11 mesi dall’acquisto e consente di viaggiare con l’obbligo di prenotazione del posto a sedere sui treni Frecce, FrecciaLink, servizi letto e cuccette degli InterCity Notte e gli EuroCity fra Italia e Svizzera (tratte domestiche italiane). Il Pass permette di esplorare l’Italia a bordo di Frecce, FrecciaLink, InterCity e InterCity Notte ed EuroCity Italia–Svizzera con un unico biglietto in tasca. Il viaggiatore potrà scegliere il pass che più si adatta alle sue esigenze con carnet da 3, 4, 7 e 10 viaggi, e tre opzioni Easy (2a classe), Comfort (1a classe) o Executive. Il pass, con tariffe lancio a partire da 129 euro, può essere acquistato e utilizzato solo dai cittadini stranieri residenti all’estero che, in fase di acquisto, dovranno esibire un documento estero di riconoscimento. Sono previsti sconti per giovani under 28 e senior con più di 60 anni. Viaggiano gratis i bambini fino a quattro anni e inoltre il viaggio con prenotazione è gratuito per due bambini under 12 che viaggiano con un adulto con il pass di Trenitalia. Con un unico biglietto sarà possibile raggiungere città d’arte, località balneari e montane del Belpaese con un viaggio comodo ed ecologico. Inoltre, sarà possibile redistribuire i flussi turistici, non solo nelle grandi città, ma anche nelle località di medie e piccole dimensioni ad alta attrattività culturale e paesaggistica. 

L’inquietudine di Santa Rosalia

[Che l’amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore. È. Dickinson] "Viva Palermo e viva Santa Rosalia". Anche quest'anno risuonerà in strada il grido di esultanza per la Santa patrona della città durante il 395esimo festino in suo onore che si svolgerà dal 10 al 13 luglio. Si stanno già attrezzando i venditori di "babbaluci cunsati" (le lumache condite) di "muluni" (l'anguria ghiacciata), di " scacciu" (calia e semenza), e di "purpu" (il polpo), che per tradizione fanno da sempre corollario gastronomico ad una festa che quest'anno ha come tema "L'inquietudine". Il programma è stato presentato  nel salone Filangeri della Curia Arcivescovile.    "L'inquietudine che ci dobbiamo portare tutti dentro è che non prevalga la paura che esclude e che fa accadere tutto ciò che stiamo vivendo proprio in queste ore, mi riferisco a Lampedusa che in questo momento è un luogo che deve suscitare l'inquietudine, non la paura, perché da essa possono esserci intelligenza lucida e cuore che resta umano", afferma don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo.    In conferenza stampa è stato svelato il modellino del Carro Trionfale, in scala 1 a 10, ideato dallo scenografo Fabrizio Lupo e realizzato, per la prima volta, all'interno della casa di reclusione Ucciardone, in collaborazione con le maestranze dell'organizzazione VM Agency Group, i detenuti e gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti di Palermo, con il coordinamento della tutor Alessia D'Amico. Novità assoluta di questa edizione, al gruppo di volontari extracomunitari che tradizionalmente traina il Carro Trionfale durante il corteo si uniranno anche i detenuti che parteciperanno alla performance artistica che si svolgerà nei pressi di Porta Felice.    "Un Festino, quello del 2019, - aggiunge il sindaco Leoluca Orlando - che testimonia più che mai come la Santuzza sia la patrona di tutti i palermitani, di tutti coloro che vivono a Palermo, nessuno escluso, anzi a partire proprio da coloro che spesso sono esclusi o posti a margine della società.    Per questo ho voluto invitare a Palermo, in questa occasione, anche il ministro della giustizia".    Tra i momenti salienti per i festeggiamenti della Santuzza spiccano l'evento inaugurale: l'"Offerta della Cera" coordinato dalla Diocesi di Palermo, che da Piazza Pretoria, riunendo in un unico corteo tutte le 120 confraternite invitate, giungerà fino alla cattedrale. Il 14 luglio, al piano di Palazzo Reale, andrà in scena uno spettacolo che rievocherà, in chiave simbolica, la nascita di Rosalia, con la partecipazione della compagnia catalana Fura dels Baus che sarà protagonista, anche, ai Quattro Canti con una performance aerea inedita in Italia, che verrà presentata a Palermo dopo la prima mondiale in Corea. Spazio anche ai Transe Express, pionieri dell'arte di strada che, dal loro esordio nel 1982, si sono esibiti in 50 paesi nei diversi continenti, con una performance che sarà un "dialogo tra cielo e terra". L'edizione 2019 secondo gli organizzatori "vuole rivolgere particolare attenzione anche alle donne": in quest'ottica è stato lanciato il concorso fotografico "Festino e dintorni", ideato da Letizia Battaglia, direttore artistico del festino insieme a Lollo Franco, che, il 4 settembre, premierà l'immagine più significativa scattata durante i festeggiamenti del 2019.

venerdì 28 giugno 2019

No tav? Si tav!  

[È quella la mia ombra? È intanto sbirciano furtive le foglie morte. Haiku] Giornata storica: autorizzata la pubblicazione dei bandi per i lavori del tunnel in Italia. Il cofinanziamento dell'Unione europea sale al 55% per la parte internazionale. Ottenuto il finanziamento al 50% anche per la tratta nazionale da Bussoleno al nodo di Torino". Lo annuncia il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, al termine del consiglio d'amministrazione di Telt riunitosi a Parigi alla presenza dello stesso governatore e della coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova.    L'avvio della procedura per il lotto italiano del tunnel di base segna il completamento del percorso degli affidamenti dei lavori per la realizzazione dei 57,5 km del tunnel di base.    L'importo stimato complessivo per l'affidamento dei lavori del tunnel di base della Torino-Lione, lato Italia, è di circa un miliardo di euro.    "Domani scriverò al premier Conte, perché l'Ue sollecita una parola chiara dal governo italiano - aggiunge Cirio - sulla volontà di proseguire con l'opera".
   

Revolut arriva in Italia

[Il fiore che sei, non quello che dai, voglio. Perché mi neghi che che non ti chiedo? F. Pessoa]  Revolut arriva in Italia e la sceglie come headquarter per il Sud Europa da cui verranno guidate le operazioni e la crescita nella regione (Spagna, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Slovenia e Croazia) e nomina di Elena Lavezzi come Head of Southern Europe. La banca digitale, nata nel luglio 2015, è stata fondata da Nik Storonsky, ex trader di Credit Suisse e Vlad Yatsenko, ex system engineer di Deutsche Bank. Da allora l'azienda ha attratto oltre cinque milioni di clienti in Europa e processato più di 50 miliardi di dollari di transazioni; ha raccolto oltre 336 milioni di dollari di investimenti da venture capitalist come Index Ventures, Ribbit Capital, Balderton Capital e DST Global. Attualmente é valutata 1,7 miliardi di dollari. La FinTech londinese è stata scelta da oltre cinque milioni di clienti in Europa e registra l'apertura di 12.000 nuovi account ogni giorno.

Giggino contro tutti

[Il disino è in fiore, l’usignolo canta, è io sono solo! Haiku] "Vorremmo evitare di alimentare polemiche" ma "in merito a società quotate e non solo servirebbe una valutazione più a freddo del linguaggio da usare" ribadisce il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, rispondendo a una domanda sul caso Atlantia-Alitalia:  "Proprio per questo non abbiamo intenzione di elevare la polemica con il governo e speriamo che prevalga sempre di più il buon senso e la visione di futuro, ricordando che dietro queste imprese ci sono lavoratori e famiglie".  Le parole di ieri del vicepremier Luigi Di Maio sul gruppo autostradale compattano sullo stesso fronte anche i sindacati:  "Basta con dichiarazioni che rischiano di danneggiare la stabilità di una delle poche aziende solide del Paese" scrivono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti con una posizione unitaria: "Di Maio si occupi invece di risolvere le centinaia di crisi aziendali già in atto, per salvaguardare economia ed occupazione del Paese, come ad esempio Alitalia, che da oltre due anni è in amministrazione straordinaria".  Intanto il leader del M5s alza ancora i toni contro la famiglia Benetton, azionista di Atlantia: il crollo del ponte Morandi "è stata una pagina tristissima della nostra storia e grazie all'abbattimento ora possiamo costruire. Ma soprattutto dobbiamo fare giustizia. Quelle persone che sono morte sono morte perché qualcuno non ha fatto manutenzione per questo ponte. E quel qualcuno sono Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton, inutile che si dica Atlantia per non capire di chi stiamo parlando. Sono la famiglia Benetton".   Ed il premier Giuseppe Conte dal G20 di Osaka dice: rischio fuga degli investitori dall'Italia? "Questa è veramente una boutade a cui non rispondo". Il ministero dello Sviluppo Economico ha convocato per il 9 luglio alle ore 16 il tavolo con i sindacati sulla situazione dell'ex Ilva di Taranto, l'acciaieria oggi gestita da ArcelorMittal. La riunione sarà presieduta dal ministro Luigi Di Maio. "Nessuna chiusura, nessun disimpegno e la piena occupazione dei lavoratori coinvolti in questa vicenda: questi sono i capisaldi che abbiamo ottenuto e sui quali possiamo ricostruire. Oggi abbiamo avuto delle conferme importanti che fanno segnare uno step decisivo per la situazione del sito di Napoli". Così in una nota il vicepremier Luigi Di Maio, dopo l'incontro al Mise del tavolo Whirlpool con l'azienda, le Regioni coinvolte, i rappresentanti sindacali e le figure apicali della multinazionale. "Il risultato dell'incontro è positivo. Abbiamo ribadito la strategicità dell'Italia e che investiremo 250 milioni. Abbiamo confermato come richiesto dal ministro Di Maio lo scorso incontro che non chiudiamo il sito di Napoli e che garantiremo l'occupazione". Lo afferma l'amministratore delegato di Whirlpool per l'Italia, Luigi La Morgia. "Adesso grazie anche all'aiuto del ministro - aggiunge - ci muoveremo su un tavolo di discussione di merito per andare a analizzare tutte le possibili soluzioni con il supporto delle parti sociali e le istituzioni". Intanto sotto al Ministero dello Sviluppo economico si è svolto un presidio di circa 300 lavoratori della multinazionale di elettrodomestici e dell'indotto che scandiscono slogan come "Dignità dignità" e magliette con scritto "Whirlpool Napoli non molla".  "La gente come noi non molla mai", cantano suonando trombette e vuvuzelas in attesa del tavolo sul futuro dello stabilimento con il vicepremier e ministro Luigi Di Maio. L'incontro, previsto inizialmente per il 21 giugno, è stato rimandato per permettere al vicepremier di incontrare l'azienda, che ha nello stabilimento campano 420 dipendenti. I sindacati aziendali intanto hanno denunciato la spedizione di lavatrici in magazzini in Polonia ed altri depositi, diversi da quelli ordinari, una mossa che confermerebbe, secondo le Rsi, "la volonta' di disimpegnare definitivamente il sito di Napoli e successivamente di spostarsi dall'Italia" nonostante l'accordo sottoscritto con il governo a ottobre.

giovedì 27 giugno 2019

FATTORIA AUGUSTALI

Fattoria Augustali è l'azienda di Vincenzo Bambina, adrenalinico enologo alcamese. Con l'attivo diverse consulenze, dall'Alto Adige all'Etna, Vincenzo nel 2012 ha dato vita al suo progetto personale: un'azienda vitivinicola in primis, ma anche una fattoria didattica in cui la moglie Finella si occupa dell'accoglienza. Siamo a cavallo tra i territori Alcamo e Partinico, in contrada Bosco Falconeria. In azienda si producono anche olio e miele. Dietro la fattoria si allungano i vigneti a nord in cui Vincenzo coltiva il catarratto. Qui troviamo sabbie rosse e terreno sciolto, ricco di ferro e sali minerali che conferiscono ai vini freschezza, eleganza e sapidità. Siamo 200 metri di altitudine. Inoltre Vincenzo può attingere dai terreni in affitto dal padre in zona Camporeale, a 400 metri di quota su suoli tendenti all'argilloso: qui ci sono uve di grillo, nero d'Asola e syrah.  Perché dopo varie consulenze, dopo molti anni, lei ha deciso di mettersi in proprio? Io sono nato vignaiolo come mio padre. Per 25 anni ho sempre lavorato per altri, negli ultimi sei anni mi sono messo in proprio. Quando le radici tirano fanno veramente male, i miei risparmi sono finiti in questa cantina.  Però ha realizzato qualcosa di bello … Ho sbagliato i tempi di realizzazione. Proprio quando il vino ha iniziato a soffrire del mercato ormai saturo. Siamo qua e siamo solo all'inizio dell'opera. Il mercato, però, anche se da segni di sofferenza, sembra dare ottimi risultati … Una volta, comunque, era più semplice si era in meno e pochi eravamo bravi, oggi siamo tutti più bravi. Il mascalese perché riscuote tanto successo? Riesce ad essere un'isola all'interno di un isola. Solo un migliaio di ettari può produrre il mascalese, contro 128.000 ettari di superficie vitata in Sicilia. Questa piccola zona aggrappata all'Etna ha delle caratteristiche particolari, uniche .. che permettono la realizzazioni di questo vino. Vero è che nel mondo si scoprono i vini prodotti in zone vulcaniche, di nicchia, tutto questo abbinato con imprenditori bravi locali hanno permesso questo successo. Realizzando vini diversi dai nostri, con un gusto accattivante. Se non ho capito male lei pur essendo diventato imprenditore continua a fare il consulente …Solo per la Tornatore  dell'Etna; la seconda, è molto piccola, in Valle d'Aosta. Professionalmente io mi sono formato nella cantina Donnafugata, la vendemmia di notte è una mia trovata. Questa mia scommessa dovrebbe essere la mia pensione. Voi fate anche agriturismo e siete anche fattoria didattica. Di cosa si tratta?  Noi cerchiamo di inculcare ai bambini il ciclo della natura, usando anche gli animali che abbiamo in fattoria, dando tante emozioni che una fattoria può regalare ai bambini piccoli. Non a caso l'aspetto interattivo che i bambini hanno con gli animali, la mungitura per esempio, come un insetto può generare il miele. La sua azienda produce vino, olio, agrumi, miele. Il miele viene usato esclusivamente per le attività didattiche, anche perché oggi è veramente difficile produrre miele. Ma siamo anche fattoria sociale, didattica e agriturismo. Progetti per il futuro? Creare un indotto in azienda a 360 gradi: dall'attività didattica a una occasione di soggiorno che dia la possibilità di vivere una realtà rurale in maniera interattiva.

A Catania Wondertime 2019

[Sapete cosa significa rientrare in casa e trovare una donna che vi dà un po' d'amore, d'affetto e di tenerezza? Che siete entrati nella casa sbagliata.  Henry Youngman] Prenderà il via a Catania domenica prossima 30 giugno la rassegna Wondertime, che fino al 29 luglio proporrà arte diffusa alla riscoperta della città. Il tema portante di Wondertime 2019, giunta alla terza edizione, ideata da Rossella Pezzino De Geronimo - coofondatori Daniela Arionte e Pierluigi Di Rosa - sarà "Eros che non si trova su Wikipedia".    Tra le location scelte quest'anno il cinema Sarah, Largo XVII Agosto, nel quartiere Civita, i palazzi Scammacca, Pedagaggi e Gravina di Reburdone, il convitto Cutelli, la fermata della metropolitana di piazza Giovanni XXIII. Tra gli ospiti l'artista francese Sophie Nicole Culiére con la sua opera "Touch Your Nose, Pull Your Tongue Out", Anna Aiello, Viola Lupoi, Ilenia Maccarrone e Carmen Panarello con "Proserpina", per la regia di Francesca Ferro, il collettivo giovanile Etna Culture Fest. A chiudere la rassegna il 27 luglio saranno nel porto l'Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini al completo, diretti dal maestro Luigi Piovano.

A Palermo culture diverse

[In guerra, gli eventi importanti sono il risultato di cause banali. Giulio Cesare] Approda a Palermo il "Festival delle culture", due giorni di musica, mostre e dibattiti per parlare di inclusione e diritti civili. Nell'ambito del progetto "Hostis-Hospes. Connecting people for a Europe of Diversities", finanziato dal programma europeo: Diritti, Uguaglianza, Cittadinanza, nasce l'idea di regalare alla città un fine settimana di suoni, danze, colori e sapori dal mondo.    Il Festival sarà ospitato il 29 e il 30 giugno in via Ponte di mare 49, all'interno della Casa della Cooperazione, un bene confiscato alla mafia affidato al Ciss (Centro di Cooperazione Internazionale sud sud) e sarà organizzato con la collaborazione dell'Associazione Quarto Tempo. Un viaggio interattivo e coinvolgente attraverso i sapori, i colori e le tradizioni dei popoli del mondo. Tanti i concerti, le mostre fotografiche, le danze, le degustazioni gratuite dei cibi dal mondo e gli spettacoli per ragazzi che animeranno gli spazi della Casa, di fronte al porticciolo di Sant'Erasmo. Il programma, fitto di eventi, prevede per il 29 giugno tra gli altri il concerto live di Doudou Diouf, attraverso le melodie, da lui composte, della cultura africana, passando dal Senegal al Mali, alla Guinea alla Costa D'Avorio. Il 30 giugno sarà la volta di Alessio Alessandra in un duo di teatro e canzone, a seguire i Mantropìa, una realtà musicale che ama giocare con l'orecchio di chi li ascolta proponendo in chiave del tutto originale arrangiamenti che sono delle vere e proprie chicche: dallo Swing al Jazz, dal Funky al Rockabilly passando anche per il Soul. L'ingresso al Festival delle culture è libero.

La capitana Carola Rakete contro BimboMinchia

[La vita di una nazione è sicura solo finché la nazione è onesta, sincera, e virtuosa. Frederick Douglass] Mentre la Sea Watch è ancora ferma davanti alla costa di Lampedusa, all'alba di stamane sono approdati direttamente in porto altri dieci migranti, presumibilmente tunisini, con un barchino. A bordo della piccola barca anche una donna e un minorenne. I dieci sono arrivati al molo della madonnina, sotto gli uffici della capitaneria di porto. L'appuntamento è alle 22, ogni sera, quando don Carmelo La Magra e gli esponenti del Forum Lampedusa solidale si riuniscono davanti al sagrato della chiesa, a Lampedusa, e avvolti nelle coperte termiche tirano fino a notte fonda parlando con turisti e isolani che portano loro sostegno e solidarietà, prima che si faccia ora di dormire, ciascuno sul proprio gradino. La prossima è la settima notte di protesta nell'Isola, inscenata per chiedere che i 42 migranti salvati 12 giorni fa dalla Sea Watch siano autorizzati a sbarcare.    "Nessuno delle istituzioni ci ha fatto visita. La politica se ne sta a distanza; fa accezione un appello lanciato sabato scorso da Emma Bonino, che ha invitato i parlamentari a recarsi a Lampedusa", dice uno dei "veterani" della protesta, il quale racconta del recente arrivo a Lampedusa di Silvio Berlusconi, nella sua villa Cala Francese, acquistata nel 2011: "Un paio di sere fa abbiamo visto la sua macchina transitare, probabilmente non sapeva neanche della nostra protesta".  "Dopo avere lasciato la gente in mare per settimane, l'Italia non dovrebbe aggravare questo abuso perseguendo il capitano della Sea Watch per gli sforzi salvavita della nave". Lo ha detto Judith Sunderland, direttrice per l'Europa e l'Asia centrale di Human Rights Watch.    "È tempo - afferma in una nota - che le istituzioni e i membri dell'Unione europea inizino a considerare la propria responsabilità per una politica senza cuore che preferirebbe vedere la gente morire in mare o torturata in Libia piuttosto che essere portata in sicurezza in Europa".    Secondo l'ong, "la politica deliberata e inumana dell'Italia di lasciare migranti e richiedenti asilo sulle navi di salvataggio mette tutti a rischio e mette in luce il più ampio fallimento dell'Europa nel Mediterraneo centrale". "Ieri sera la Commissione ha ricevuto una richiesta di sostenere in maniera proattiva gli Stati membri che cercano soluzioni di ricollocamento per le persone che si trovano a bordo della Sea Wacht una volta sbarcati". Lo ha detto una portavoce dell'esecutivo Ue rispondendo a chi le chiedeva se Bruxelles possa svolgere un ruolo di coordinamento sulla Sea Watch 3. "Stiamo agendo su questa richiesta e siamo in contatto con vari Stati membri", ha aggiunto. Come apprendiamo è stato autorizzato l'ancoraggio della nave Sea Watch 3 alla fonda di Lampedusa, poco fuori il porto dell'isola. A bordo ci sono 47 migranti che annunciano di volersi togliere la vita. La nave aveva deciso di infrangere la diffida del Viminale e di superare le acque territoriali a circa 12miglia da Lampedusa. Ribadisce il suo no all'ingresso in acque italiane il ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini, ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali" ribadisce. "Non cambiamo idea: porti chiusi per chi non rispetta le leggi, mette in pericolo delle vite, minaccia. Una Ong, peraltro straniera, non può decidere chi entra in Italia''. Dal palco di Milano, poi, il vicepremier spiega: "Abbiamo fatto scendere neonati e malati, perché mai, mai io dirò a qualcuno voltati dall'altra parte, mentre un bambino rischia la vita. La vita è sacra e quindi bimbi, ustionati e malati da quella nave sono scesi però quella nave fino a che il ministro dell'Interno sono io in un porto italiano non entra". A seguire l'evolversi della situazione è anche il Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella che ha interrogato l'armatore e il capo missione della nave Mare Jonio che nei giorni scorsi è sbarcata a Lampedusa. Sulla nave la situazione è al limite. Alcune delle 47 persone, rimaste a bordo, a 15 miglia da Lampedusa, dopo che sono stati fatti scendere i bambini con i genitori e i casi più gravi, hanno minacciato il suicidio. A denunciarlo è il medico di bordo, Carolin, come annuncia l'Ong su Twitter. "Siamo molto preoccupati perché alcune delle persone rimaste a bordo di #SeaWatch parlano di suicidio", si legge.  Il medico parla di "una condizione psicologica negativa: si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro. Una situazione che, assieme al mal di mare e all'assenza di speranza e prospettive sta rendendo le persone davvero vulnerabili".  "Alcuni di loro dicono di voler auto-infliggere delle ferite o addirittura suicidarsi - denuncia ancora il medico - pur di far finire questa situazione. Dal punto di vista medico la situazione non è affatto buona, stiamo mantenendo un equilibrio molto fragile e precario in questo momento".

Più italiani in Israele

[Camminare è la migliore medicina dell’uomo. Ippocrate] Secondo le ultime statistiche dell'ufficio nazionale israeliano del turismo, nel solo mese di maggio gli arrivi di turisti italiani in Israele sono stati 14mila, il 40% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  L'Italia rappresenta il 7° mercato mondiale nel turismo verso la Terra Santa e da inizio anno a ora sono 72.800 gli italiani che hanno deciso di visitare la destinazione. E confrontando questi dati con quelli dello stesso periodo del 2018, la crescita è stata del 34% “Continua a crescere l’interesse dei viaggiatori italiani verso Israele, attirati sempre di più dalle bellezze dei luoghi, dallo sport e dai numerosi eventi che ogni anno animano le città di Tel Aviv e Gerusalemme", ha affernato Avital Kotzer Adari, direttrice dell’ufficio nazionale israeliano del turismo. Nel 2018 l'Italia si è confermata un mercato chiave per la destinazione con 150.600 arrivi, in aumento del 40%. Dall'Italia verso Israele sono oltre 90 i voli diretti a settimana in partenza dagli scali di Milano Malpensa e Bergamo Orio Al Serio, Venezia, Roma, Napoli e con la novità del volo bisettimanale da Catania a Tel Aviv, operato da Sun d'Or - El Al. 

LA MAFIA DOPO RIINA/52

[Se ti udrà un medico di schiavi, ti rimprovererà: “Ma così tu rendi medico il tuo paziente!” proprio così dovrà dirti, se sei un bravo medico. Ippocrate] La guardia di Finanza, col coordinamento della Procura di Palermo, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale ha notificato la confisca dei beni al costruttore e immobiliarista Francesco Paolo Alamia, 84 anni, originario di Villabate (Pa). Passano allo Stato numerosi immobili e terreni, imprese, rapporti finanziari (con disponibilità di circa 900 mila euro) e autovetture, ''per un valore di oltre 15 milioni di euro''. L'indagine è stata condotta di finanzieri del Gico che nell'arco di tre anni hanno sottoposto al setaccio atti giudiziari e informazioni patrimoniali che riguardano Alamia per un arco temporale di oltre 50 anni. Secondo gli inquirenti il costruttore agiva per conto della mafia ed era vicino all'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. I beni di Alamia e dei suoi familiari erano stati sequestrati nel 2016. Gli investigatori hanno sentito decine di collaboratori di giustizia, tra i quali Gioacchino Pennino, e hanno analizzato gli atti del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia e di quello sulla speculazione edilizia di Peschiera Borromeo (MI). Pur non essendo mai stato condannato per reati di associazione mafiosa, Alamia è considerato, oltre che socio di Ciancimino negli anni ’70 e ’80, imprenditore di riferimento dei boss Riina e Provenzano e socio dell'ex senatore di Fi Marcello Dell'Utri. Considerato “vicino” ad uno dei più spietati killer di Ciaculli, Pino Greco, è stato l’azionista di controllo e il rappresentante legale della “INIM - Internazionale Immobiliare S.p.A.”, costituita a Palermo nel 1976 e poi trasferita a Milano, allora considerata potenzialmente il terzo gruppo italiano in campo immobiliare. La società si occupò dell’acquisto di grandi aziende fallite (e dei relativi terreni, resi edificabili) in Lombardia, Piemonte e Lazio, allo scopo di fare grandi operazioni di speculazione immobiliare. Nell’operazione Dell’Utri era mediatore tra l’imprenditoria milanese e la mafia. Coimputato di Alamia era Alberto Rapisarda che, per evitare l’arresto, si nascose in Venezuela dal clan Caruana-Cuntrera. Recentemente Alamia è stato indagato per la scomparsa degli imprenditori palermitani Antonio e Stefano Maiorana, spariti ad agosto del 2007. Dalle prime luci dell'alba la Polizia di Stato di Trapani sta eseguendo una serie di perquisizioni a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, e Campobello di Mazara, finalizzate a colpire la rete di fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro e a raccogliere ulteriori elementi utili alla sua cattura. Sono impegnati nell'operazione 130 uomini del Servizio Centrale Operativo di Roma e delle Squadre Mobili di Palermo e di Trapani coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. 19 risultano gli indagati. [segue]

mercoledì 26 giugno 2019

Siamo sempre meno

[Più l’animo è assorto in un umore dominante, più il paesaggio interiore si arricchisce è svaria. Bisogna cercare una cosa sola per trovarne molte. Cesare Pavese] La recessione demografica che sta colpendo l'Italia, ormai dal 2015, appare "significativa" e si sta traducendo in "un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d'Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un'epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell'epidemia di 'spagnola'". Così il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, presentando il Rapporto annuale. Per trovare una situazione comparabile occorre tornare indietro di circa un secolo. "Secondo i dati provvisori relativi al 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita oltre 439 mila bambini, quasi 140 mila in meno rispetto al 2008". Lo rileva l'Istat nel Rapporto annuale, parlando del "declino demografico" o "recessione demografica" che sta colpendo l'Italia. D'altra parte il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni, qui i dati si fermano al 2016, non ha ancora avuto figli. Ma coloro che dichiarano che l'avere figli non rientra nel proprio progetto di vita sono meno del 5%. "Se fino al secolo scorso la componente demografica ha mostrato segnali di vitalità e ha spesso fornito un impulso alla crescita del Paese anche sul piano economico, oggi potrebbe svolgere, al contrario, un effetto frenante", ha aggiunto Blangiardo, "Viene da chiedersi se siamo (e saremo ancora) un popolo che guarda avanti e investe sul suo futuro o se invece dobbiamo perlopiù sentirci destinati a gestire il presente". Insomma la questione demografica c'è e mette il Paese davanti a un bivio. Sono i migranti ad attutire il calo demografico. "Il saldo migratorio con l'estero, positivo da oltre 40 anni, ha limitato gli effetti del calo demografico": nel 2018 si stima un saldo positivo di oltre 190 mila unità. Lo rileva l'Istat nel Rapporto annuale. I cittadini stranieri residenti in Italia al gennaio 2019 sono di 5,2 milioni (l'8,7% della popolazione). I minori di seconda generazione sono 1 milione e 316 mila, pari al 13% della popolazione minorenne; di questi, il 75% è nato in Italia (991 mila). I giovani escono dalla famiglia sempre più tardi sperimentando percorsi di vita "meno lineari del passato", che spostano in avanti le tappe di transizione allo stato adulto. Lo rileva l'Istat, spiegando che più della metà de 20-34enni (5,5 milioni), celibi e nubili, vive con almeno un genitore. Ma c'è anche chi direttamente espatria. Il saldo migratorio con l'estero degli italiani è negativo dal 2008 e ha prodotto una perdita netta di circa 420 mila residenti. Circa la metà (208 mila) è costituita da 20-34enni. E quasi due su tre hanno un'istruzione medio-alta. In compenso però gli italiani invecchiano più tardi. l processo di invecchiamento è "caratterizzato da un'evoluzione positiva": tra gli over65 "si osserva una maggiore diffusione di stili di vita e abitudini salutari". Lo rileva l'Istat. Aumenta la pratica di sport, dall'8,6% del 2008 al 12,4% del 2018. Anche la partecipazione culturale (cinema o teatro) cresce. Se si dovesse confermare la tendenza, le generazioni del baby boom, che avranno beneficiato di migliori condizioni, "diventeranno 'anziane' sempre più tardi". Intanto aumentano i 'grandi anziani': a inizio 2019 gli over85 sono circa 2,2 milioni. C'è il rischio che il Prodotto interno lordo torni a calare. A dirlo è l'Istat, in occasione del Rapporto annuale. L'Istituto ha infatti presentato una nuova stima, secondo cui "la probabilità di contrazione del Pil nel secondo trimestre è relativamente elevata". 

Le Olimpiadi della corruzione?

[Non cercare di essere una ragazza assolutamente perfetta, mia cara. Fai del tuo meglio ma senza stancarti o preoccuparti troppo. Jesse Barnard] Giochi olimpici invernali del 2026 si terranno a Milano-Cortina che ha battuto Stoccolma-Are. Lo hanno deciso delegati del Cio. Un grande entusiasmo farà sentire a casa tutti gli atleti e gli spettatori che interverranno, confermando lo sport come veicolo di amicizia, pace e fratellanza tra i popoli” ha aggiunto, sottolineando anche che “l’Italia ha molto apprezzato” le riforme introdotte dal Cio con l’Agenda 2020 e “la candidatura ne è una valida testimonianza”. Il giorno dopo l'annuncio di Milano-Cortina 2026, sede dei Giochi Invernali, il sindaco di Milano Beppe Sala pensa alle priorità da affrontare ora, a partire dalla governance: "Bisogna capire con che formula societaria, come si selezioneranno le persone che si occuperanno di questo percorso. Quindi questa è per me la cosa più importante e qui la politica - dice - deve avere la capacità di fare un passo indietro e affidarsi a persone capaci. La procura di Milano si tenga pronta perché se ne vedranno delle belle. Poi il mondo pubblico è complesso, non inventiamoci che andiamo a prendere l'uomo o la donna del marketing da azienda privata con poca esperienza delle regole pubbliche, però la politica non deve invadere terreni altrui, e lo dico a me stesso. Io insistevo che sulla candidatura il nome di Milano fosse all'inizio non per chissà quale orgoglio ma perché oggi - continua Sala - è un prodotto che si vende bene nel mondo.    Quindi è chiaro che ci sentiamo responsabili e che portiamo il nostro valore all'Italia, ora bisogna non sbagliare". "Mi interessa - spiega il sindaco di Milano - che la politica continui in questo patto, perché adesso comincia una parte altrettanto difficile. Vuol dire mettersi d'accordo sulla governance. Dico solo che non tollererò che vengano chiamati a gestire una cosa così gli amici degli amici. Devono essere chiamati i più bravi". Detta così non fa una grinza, discorso perfetto ma vallo a spiegare a Matteo Messina Denaro e ai suoi soci in affari. La ‘Ndrangheta, già presente in tutto il nord, ha già individuato le proprie zone di investimento, stesso discorso per la camorra. 

Sea Watch verso Lmp

[Tu quoque, Brute, fili mi? (Anche tu, Bruto, figlio mio?) Giulio Cesare] Sfida della Sea Watch che entra in acque italiane e fa rotta verso Lampedusa. "Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo", dice la comandante della Sea Watch, Carola Rackete. In 14 giorni, lamenta la ong, "nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta".  "Sappia che l'autorizzazione allo sbarco non c'è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra, replica Matteo Salvini annunciando che non consentirà alla Sea Watch di approdare a Lampedusa. "Se in Europa esiste qualcuno ora lo dimostri, se c'è governo ad Amsterdam con un pò di dignità lo dimostri", ha aggiunto il ministro.  Motovedette della Guardia di finanza hanno lasciato il porto di Lampedusa per dirigersi verso la Sea Watch, che sta navigando in direzione dell'isola con 42 migranti a bordo.La Corte europea dei diritti dell'uomo ieri ha respinto il ricorso presentato dalla comandante della nave, Carola Rackete e dai 42 migranti a bordo, che chiedevano lo sbarco in Italia. Ed il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato: "confermata la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell'Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici". Possibile ora che - come da lei stessa annunciato - il capitano decida di fare rotta verso il porto di Lampedusa, andando incontro alle sanzioni previste dal decreto sicurezza bis: multe fino a 50mila euro e confisca dell'imbarcazione. I ricorrenti avevano invocato gli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, chiedendo di essere sbarcati subito con un provvedimento provvisorio d'urgenza per poter presentare una richiesta di protezione internazionale."Purtroppo le tragedie accadono continuamente, stiamo facendo colpevolmente morire delle persone in mare che cercano di salvarsi dall'orrore libico e lo stiamo facendo dal punto di vista istituzionale, quindi chi è il criminale? Ci sono donne e bambini soli senza che nessuno dia loro aiuto. Mi chiedo: chi è il criminale?". A parlare è Luca Casarini,  capo missione della nave Mare Jonio, che ha lasciato il Palazzo di giustizia di Agrigento, dove è stato interrogato per questo sette ore dal Procuratore aggiunto Salvatore Vella e dalla pm Cecilia Baravelli nell'ambito dell'inchiesta che lo vede indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, insieme con il Comandante della nave Pietro Marrone. "Noi crediamo molto in questa indagine della magistratura di Agrigento, e io spero che si vada fino in fondo. Perché è molto importante che su temi come la legittimità della Sar libica o il fatto che in Libia non esistano porti sicuri, si possa costruire giurisprudenza che sia valida per tutti - afferma Casarini -. Io, in ogni caso, affronto questa indagine con la massima serenità, ma fornendo tutti gli elementi possibili perché si faccia chiarezza e si vada fino in fondo". "Il tema non è solo affermare che salvare vite sia un atto meritorio - dice ancora prima di lasciare Agrigento - ma capire chi sta compiendo dei crimini facendo anche affogare le persone e facendole riconsegnare ai carcerieri che le tengono nei campi di concentramento, fornendo motovedette a milizie armate". Per Casarini "bisogna andare fino in fondo e fare in modo che possa diventare il vero argomento da approfondire e non l'assurdità dei porti chiusi e la colpevolizzazione delle ong. Mi aspetto che si vada fino in fondo, questa volta, su questo tema e mi aspetto che chi salva le vite in mare non sia più criminalizzato e osteggiato, che è ciò che sta avvenendo in questo momento". E ancora, prosegue, "spero che questa inchiesta possa dimostrare che la Guardia costiera libica non fa soccorsi ma cattura i fuggitivi dai campi di concentramento e li riporta lì. Ripeto, la guardia libica non ha nessun porto sicuro riconosciuto da nessuna istituzione, e dire che la guardia costiera libica fa soccorsi è un paradosso". "E' come dire che se i prigionieri di Auschwitz scappano e viene dato alle SS il compito di salvarli..." dice Casarini. Quindi sottolinea: "Sia chiaro che io non scappo dai processi, come fanno altri. E non faccio nomi. Io credo in questa indagine che potrò fare luce su come siano andate le cose in quei giorni sulla mare Jonio".

Gli hacker preferiscono Huawei

[Un uomo saggio dovrebbe considerare la salute come la più grande delle gioie umane, ed imparare come, col suo stesso pensiero, trarre beneficio dalle sue malattie. Ippocrate]  Le apparecchiature per le telecomunicazioni prodotte da Huawei hanno molte più probabilità di contenere difetti sfruttabili dagli hacker, rispetto a quelle delle società concorrenti. Emerge da una ricerca condotta da esperti di sicurezza informatica, di cui dà notizia il Wall Street Journal. Lo studio, condotto dalla società americana di cybersicurezza Finite State e presentato a funzionari di alto livello di diverse agenzie governative americane e britanniche, documenta i numerosi difetti delle apparecchiature Huawei ma non "accusa la società di crearli deliberatamente nei suoi prodotti". "Senza dettagli, non possiamo commentare l'analisi", ha spiegato al Wsj un funzionario di Huawei. Ci sono dei tentativi di "spingere Huawei fuori dal mercato globale senza cerimonie" e "in alcuni circoli sono definiti come prima guerra tecnologica della imminente epoca digitale": lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin condannando i provvedimenti dell'amministrazione Trump contro il colosso cinese. Putin è intervenuto alla assemblea plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, a cui il leader cinese Xi Jinping partecipa come ospite d'onore. Scontro aperto tra Usa e Cina, in seguito alla decisione del presidente Trump di vietare l'acquisto di apparecchiature Huawei e ZTE da parte di società di telecomunicazione americane. L'azienda cinese, finita nella lista nera del commercio Usa, ha replicato spiegando che la norma danneggerà imprese e consumatori frenando gli sforzi per sviluppare il 5G. Scattato alla mezzanotte di Washington (le 6 in Italia) l'aumento dei dazi Usa su 200 miliardi di dollari di beni 'made in China', dal 10% al 25%. E la Cina assicura l'adozione delle "necessarie contromisure".    Ma nella capitale statunitense si continua a trattare e nelle prossime ore torneranno a vedersi le due delegazioni guidate da una parte dal responsabile Usa al commercio Lighthizer e dal segretario al Tesoro americano Mnuchin, e dall'altra dal vicepremier cinese Liu He. Liu ha detto di essere andato a Washington "con sincerità" e che altri rialzi dei dazi "non sono la soluzione del problema".    Il vicepremier cinese ha aggiunto di puntare con i colloqui a porre fine alla guerra commerciale e ai contrasti, riconoscendo l'esistenza di "alcuni problemi" ed esprimendo l'auspicio di potersi impegnare "in scambi razionali e sinceri" con i negoziatori americani che continueranno domani. "I colloqui con la Cina proseguono in modo cordiale, non c'è assolutamente bisogno di affrettarsi poiché dazi del 25% su beni e prodotti per 250 miliardi di dollari ADESSO vengono pagati dalla Cina agli Stati Uniti. Questi enormi pagamenti vanno direttamente al Tesoro degli Stati Uniti": lo scrive in un tweet il presidente Usa Donald Trump. Il quale, sempre attraverso via twitter, torna a minacciare ulteriori dazi al 25% sui restanti 325 miliardi di beni 'made in China' importati negli Usa. "I dazi renderanno il nostro Paese molto più forte, non più debole", aggiunge quindi il presidente americano replicando a chi dice che l'escalation finirà per danneggiare l'economia e i consumatori americani. E sotto il perso della nuova escalation sui dazi,  Wall Street affonda. Dopo oltre un'ora di contrattazioni il Dow Jones perde l'1,02%, il Nasdaq l'1,20% e l'indice S&P500 l'1,49%.

martedì 25 giugno 2019

Torino Startup Week

[La bellezza non è pazzi, benché i miei errori e relitti Mentana su di me. Ezra Pound] Dal 25 al 28 giugno, alle Officine Grandi Riparazioni arriva la Torino Startup Week (#SWeekTorino) di Techstars, l'evento per startup più famoso al mondo, già organizzato in più di 60 città del mondo come Los Angeles, Sydney, Taipei, Bangkok, Città del Messico e Dublino. Imprenditori, startup, aziende e istituzioni internazionali si riuniscono alle Ogr per valorizzare il nuovo hub dell'innovazione, nato dalla collaborazione tra Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Techstars. Attesi migliaia di partecipanti, la maggior parte under 35, in programma ci sono oltre 100 incontri. Alle Ogr vengono presentate storie di successo, con discussioni e panel internazionali sull'innovazione, accanto a focus group e workshop su temi quali smart mobility, blockchain, big data e intelligenza artificiale. Organizzati anche momenti di confronto B2B. Tra i relatori sono attesi i fondatori e il top management di oltre 60 aziende provenienti da Europa, America e Asia. 

Eterno duello

[Se tu mi amassi, se io ti amassi, dio, come ci ameremmo. P. Geraldy] Niente avvio domani della procedura per eccesso di deficit a carico dell’Italia, in base alla regola del debito: secondo il Financial Times la Commissione europea, alla riunione del collegio dei commissari, non farà scattare il procedimento. Il quotidiano cita due fonti anonime dell’esecutivo comunitario, senza specificare meglio quali potrebbero essere le tempistiche della vicenda. Il governo Conte avrà quindi altro tempo per negoziare e “studiare piani di spesa alternativi”. Secondo il quotidiano da un lato l’esecutivo comunitario è sotto pressione da parte di chi vorrebbe una linea intransigente con la Penisola, dall’altro gli stessi Paesi “falchi” dell’Unione sarebbero poco propensi a far scattare questa procedura in questa fase, appena dopo una vittoria elettorale del leader della Lega Matteo Salvini e in piena trattativa sulle nomine chiave della stessa Ue. E' duello totale tra Italia e Ue sui conti pubblici. Il premier Conte ribadisce che 'dobbiamo riuscire ad evitare la procedura, confido in una soluzione'. Il capo del Governo, che ha avuto un lungo colloquio con Macron, Merkel ed il lussemburghese Bettel, sottolinea di attendersi 'fair play' dalla Commissione Ue uscente verso l'Italia e sostiene che la richiesta di una manovra correttiva sarebbe 'ingiusta e inaccettabile'. Quello sulla procedura "è un negoziato molto complesso e difficile, non ho mai pensato che ci fosse una strada spianata, anzi mi sono anche meravigliato che a fine anno c'era una particolare sensibilità da parte della pubblica opinione, oggi sembra esserci una valutazione di strada spianata". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Consiglio Ue. "L'obiettivo è di condurre in porto il negoziato, siamo in una fase in cui vi invito a non isolare singole considerazioni", aggiunge. "Se la domanda è avete raggiunto un accordo sulle nomine la risposta è non ancora". Lo afferma il premier al termine del consiglio Ue a chi gli chiede se anche alla luce degli incontri durati fino alle prime ore del mattino con gli altri leader europei si sia raggiunto un accordo sulle nomine. "I numeri reali o quantomeno una proiezione molto più rispondente alla realtà perché aggiornati a giugno ce li abbiamo noi" sui conti. "Io non ho mai avuto atteggiamento di chi si presentava con un cappello in mano, l'Italia non ha nulla di cui farsi scusare". Lo afferma il premier in conferenza stampa al termine del Consiglio Ue.  "Non possiamo mettere in campo qui pubblicamente le misure" che si hanno in mente sulla trattativa sulla procedura d'infrazione, "a me interessa che ci sia un approccio costruttivo da parte di tutte le parti che siedono attorno al tavolo e siccome io rappresento l'Italia, coadiuvato dal ministro Tria, sono certo di avere un approccio costruttivo. L'interesse dell'Italia è l'interesse dell'Europa". Sull'apertura della procedura per debito eccessivo all'Italia "sta alla Commissione europea muovere i prossimi passi. Si tratta di un percorso molto preciso. Sono certo che la Commissione garantirà che l'Italia attui in modo rapido ciò che deve essere fatto o procederà". Lo afferma il premier olandese Mark Rutte a chi chiede se l'Italia riuscirà ad evitare la procedura per il debito eccessivo. "Conte è li a trattare su un binario indicato dal Parlamento, evidentemente evitare l'infrazione è obiettivo di tutti ma non a ogni costo". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini al Festival del Lavoro a Milano. Salvini ha ribadito che l'infrazione sarebbe "un atto politico e non economico". Ci sono "ottime possibilità per scongiurare la procedura d'infrazione europea", dice il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di 'Un giorno da pecora' su Rai Radio Uno. "Dobbiamo essere uniti, crederci, e combattere", sottolinea: "Siamo forti delle nostre convinzioni", dice, "nei conti pubblici l'Italia sta incassando più del previsto". La cancelliera Angela Merkel ha detto di aver parlato con il premier Giuseppe Conte, ma non della procedura d'infrazione contro l'Italia. Lo ha reso noto alla conferenza stampa alla fine del vertice europeo rispondendo ad una domanda dei giornalisti. Al termine della prima giornata del Consiglio europeo restano le divergenze tra Italia e la Commissione Ue sulle stime sui conti pubblici. La trattativa del premier Giuseppe Conte, che nel corso della giornata ha avuto diversi colloqui informali con i leader Ue, resta in salita e a tarda sera resta nel governo italiano la preoccupazione per la riuscita del negoziato. Con la convinzione che le stime della Commissione sui conti e sul deficit italiano siano lontane da quelle reali sui cui si basa la posizione italiana.

I sogni di Kushner

[O venerabili ombre remote, che nelle ore notturne guizzare sopra questo lago, addormentateci e fate che in sogno ci appaia ciò che sarà fra 200 anni. A.P. Cechov] I politici e i commentatori arabi hanno già ampiamente bocciato il piano economico da 50 miliardi di dollari per il Medio Oriente anticipato dall’amministrazione di Donald Trump, che sarà presentato oggi in Bahrein in un forum che si preannuncia fallimentare. A introdurre il progetto “pace per prosperità”, che prevede la creazione di un fondo d’investimento globale a sostegno delle economie della Palestina e dei Paesi circostanti, sarà il genero del presidente Jared Kushner. Il fondo dovrebbe essere il pilastro economico su cui poggia il piano di pace Usa per Israele e Palestina, ma è già stato bollato come “irrealistico e illusorio” dalle autorità palestinesi. “Non abbiamo bisogno di una riunione in Bahrein per costruire il nostro Paese, abbiamo bisogno di pace, e la sequenza prevista dal piano, ripresa economica seguita dalla pace, è irrealistica e illusoria” ha detto il ministro delle Finanze palestinese Shukri Bishara. Concetto ribadito dal presidente dell’Autorità palestinese Mahmud Abbas. “Abbiamo bisogno di denaro e abbiamo davvero bisogno di assistenza” ha detto  Abbas. “Ma prima di tutto abbiamo bisogno di una soluzione politica”. “Dopo potremmo dire, caro mondo vieni ad aiutarci, siamo pronti a ricevere aiuto”. Ma il piano di Kushner è stato bocciato anche dai Paesi arabi vicini, con i quali Israele vorrebbe riallacciare relazioni normali. Dal Sudan al Kuwait, commentatori e gente comune hanno usato toni molto simili per condannare la proposta: “una colossale perdita di tempo”, “destinato al fallimento”, “già morto”. I partiti di sinistra e liberali egiziani hanno condannato il forum come un tentativo di “consacrare e legittimare” l’occupazione israeliana delle terre arabe e in una nota congiunta hanno detto che una partecipazione araba “supererebbe i limiti della normalizzazione” con Israele. Se i dettagli della parte politica del piano Usa sono avvolti nel più grande segreto, alcune fonti Usa hanno detto che Kushner ha accantonato la soluzione dei due stati, la storica formula globale che prevede la creazione di un stato indipendente palestinese in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e a Gaza, accanto a Israele. L’autorità palestinese boicotta il forum di Manama, dicendo che solo una soluzione politica potrà sciogliere il nodo e che le “promesse astratte” di Kushner sono un tentativo di corrompere i palestinesi per far loro accettare l’occupazione israeliana. La Casa Bianca non ha invitato Israele al forum. Il ministro israeliano Tzachi Hanegbi, vicino al premier Benjamin Netanyahu, ha descritto il no palestinese al piano come “una tragedia”. Su Radio Israele, Hanegbi ha detto che Washington ha tentato di creare “un po’ più di fiducia e positività”, ma ha toccato un nervo scoperto palestinese. “Sono ancora convinti che la pace economica sia un complotto per piegarli con il denaro per progetti e altri beni così che dimentichino le loro aspirazioni nazionaliste. Naturalmente è solo paranoia, ma è un’altra tragedia per i palestinesi”. I paesi del Golfo alleati degli Usa, come Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti, parteciperanno alla riunione in Bahrein insieme a Egitto, Giordania e Marocco. Il ministro degli Esteri saudita Adel Jubeir ha detto che qualunque cosa migliori la situazione dei palestinesi è benvenuta, ma che affrontare la questione politica è “estremamente importante” per risolvere il conflitto con Israele. “Sono i palestinesi ad avere l’ultima parola, perché è il loro problema e credo che qualunque cosa vada bene ai palestinesi, sarà accettata anche dagli altri” ha detto ieri a France 24. Libano e Iraq non parteciperanno al forum. “Chi pensa che agitare miliardi di dollari possa convincere il Libano, che è sotto il peso di una soffocante crisi economica, a soccombere al baratto sui suoi principi si sbaglia” ha detto il presidente del parlamento Nabih Berri. Il movimento sciita filoiraniano Hezbollah, che ha grande influenza sul governo libanese, ha definito il piano “un crimine storico”. Ieri migliaia di persone hanno sfilato nella capitale marocchina Rabat in solidarietà con i palestinesi e contro il piano Kushner. Gli analisti arabi ritengono che il piano Kushner sia un tentativo di comprare gli oppositori all’occupazione israeliana delle terre palestinesi con una mazzetta miliardaria che pagherebbe l’accoglienza per milioni di rifugiati palestinesi nei Paesi vicini. Dopo la creazione dello stato d’Israele nel 1948, la Giordania, la Siria e il Libano, hanno accolto la maggior parte dei rifugiati palestinesi, che sarebbero cinque milioni secondo le stime. Ma negli ultimi anni la lotta tra l’Iran sciita e i Paesi arabi sunniti guidato dall’Arabia Saudita ha messo in secondo piano la questione palestinese. Riad e i suoi alleati hanno salutato la linea dura di Trump contro Teheran, che si pone a difensore dei diritti dei palestinesi, ma i critici accusano l’Arabia Saudita, custode dei luoghi santi dell’Islam, di aver abbandonato i palestinesi. I religiosi musulmani nella regione, che in passato avrebbero lanciato appelli a sostegno dei palestinesi, sono rimasti silenziosi dopo l’annuncio del piano Kushner, un segnale della stretta sul dissenso in vari paesi arabi.

lunedì 24 giugno 2019

Solo Iran al g20

[Pensandoci, una delle cose che ho dovuto imparare è concedere a me stessa di essere amata. Isha McKenzie-Mavinga]  "Non ho bisogno dell'approvazione del Congresso" per un attacco all'Iran. Ne è convinto il presidente americano Donald Trump che, in un'intervista a The Hill, spiega: "Mi piace l'idea di avere il Congresso a fianco" ma non serve la sua autorizzazione a procedere in caso di attacco. Un via libera che invece secondo la speaker della Camera, Nancy Pelosi, è necessario. "Sono in disaccordo", dice secco Trump. Trump parlerà di Siria e Iran con il suo omologo russo Vladimir Putin al G20, in programma il 27 e 28 giugno a Osaka in Giappone. Lo riferisce un funzionario dell'amministrazione Usa. Stavolta Donald Trump punta al bersaglio grosso, colpendo la Guida Suprema della Repubblica Islamica. Nel mirino delle nuove sanzioni Usa all'Iran c'è infatti l'ayatollah Ali Khamenei, visto a Washington come la figura più minacciosa di Teheran e il vero ostacolo a qualunque tipo di dialogo con l'attuale Casa Bianca. L’Iran deve rinunciare al suo sogno della bomba atomica e deve smetterla di sostenere il terrorismo."Non cerchiamo un conflitto e ci piacerebbe di essere in grado di siglare un nuovo accordo", ha affermato il presidente americano nel firmare le nuove sanzioni. Queste ultime riguardano l'ayatollah Khamenei, accusato di essere il responsabile della condotta ostile dell'Iran, ma in generale sono rivolte all'intera leadership iraniana, a cui sarà impedito - ha spiegato il segretario al Tesoro Usa Steve Mnuchin - di accedere ai servizi finanziari che rientrano nella giurisdizione americana. Ed entro la fine della settimana, ha aggiunto Mnuchin, ad essere raggiunto da sanzioni specifiche potrebbe essere il ministro degli Esteri Javad Zarif, insieme all'ex segretario di Stato Usa John Kerry il vero artefice dell'accordo sul nucleare iraniano del luglio del 2015.  "Non sappiamo proprio quali possano essere" le possibili nuove sanzioni americane contro l'Iran "e cosa vogliano prendere ancora di mira, e inoltre non riteniamo che avranno alcun impatto". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, rispondendo a una domanda nella sua conferenza stampa settimanale a Teheran.

Evaso il boss Rocco Morabito

[Nel tuo cuore sono le stelle del tuo destino, dice Semi a Wallenstein, il che dovrebbe soddisfare ogni astrologo, solo se si sapesse qualcosa, dei segreti del cuore. Carl Gustav Jung] Il boss della 'Ndrangheta calabrese Rocco Morabito è evaso la notte scorsa insieme ad altri tre reclusi dal carcere centrale di Montevideo, dove era in attesa di definizione del suo processo di estradizione verso l'Italia. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno uruguaiano. Morabito, 53 anni, era stato arrestato nel 2017 in un hotel della capitale urugaiana dopo 23 anni di latitanza e alla fine dello scorso marzo un tribunale penale d'Appello aveva confermato l'autorizzazione all'estradizione verso l'Italia. Secondo quanto si è appreso, Morabito, che era stato condannato in Italia a 30 anni in contumacia, era ricoverato con i suoi complici in osservazione nell'infermeria del carcere. La loro fuga è avvenuta attraverso un passaggio creato nel tetto, da dove si sono calati in una fattoria confinante, dove hanno rubato denaro alla proprietaria. Dopo la conferma dell'estradizione concessa in Appello, i legali di Morabito hanno presentato, come ultima opzione, un ricorso alla Corte suprema di giustizia. Il boss ha cercato di evitare in ogni modo il suo trasferimento in Italia, giungendo perfino ad insultare durante il dibattimento in tribunale la giudice per far sospendere il processo. Le autorità uruguaiane hanno diramato un allarme a livello nazionale indicando un numero di telefono a cui rivolgersi in caso di informazioni utili. "È sconcertante e grave che un criminale come Rocco Morabito, boss della 'ndrangheta, sia riuscito a fuggire da una galera dell'Uruguay mentre era in attesa di essere estradato in Italia". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che annuncia: "mi prendo due impegni. Primo: fare piena luce sulle modalità dell'evasione, chiedendo spiegazioni immediate al governo di Montevideo. Secondo: continueremo a dare la caccia a Morabito, ovunque sia, per sbatterlo in galera come merita".

Suca Erdogan

[Ora è necessario che gli uomini smettano di consentire, attraverso il loro silenzio, allo stupro, agli abusi sessuali, alla violenza. Byllye Avery] È stata una lunga notte di festeggiamenti a Istanbul per l'elezione bis di Ekrem Imamoglu a sindaco, dopo l'annullamento della sua vittoria alle scorse amministrative. Caroselli di auto e sit-in spontanei, tra fumogeni da stadio, canti e balli sono proseguiti per ore in molte zone della megalopoli sul Bosforo, in particolare nelle roccaforti dell'opposizione di Besiktas e Kadikoy, dove il neo-sindaco dell'opposizione Chp ha vinto con percentuali sopra l'80%. Imamoglu ha invece celebrato il successo a Beylikduzu, la municipalità alla periferia europea della città che ha governato negli ultimi cinque anni. Decine di migliaia di persone si sono radunate nella piazza principale per accogliere il suo ritorno a casa da sindaco di tutta Istanbul. 

Sea Watch chiama Strasburgo

[Lontani dal formare un nuovo gruppo dominante, scienziati è tecnici sono servi di apparati di potere esistenti (in fondo ne fanno parte) e questi apparati sfruttano e opprimono. Cornelius Castoridis] La Corte di Strasburgo ha ricevuto una richiesta di 'misure provvisorie' da parte della Sea Watch 3 per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco dei migranti a bordo della nave. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro il pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all'Italia di adottare quelle che vengono definite "misure urgenti" e che "servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani". Intanto l'arcivescovo di Torino, mons. Nosiglia, fa sapere che la sua diocesi 'è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato i migranti della Sea watch'. La Commissione Ue fa appello agli Stati membri per 'trovare una soluzione'. "Pur apprezzando il fatto che l'Italia abbia proceduto all'evacuazione di un numero di persone dalla Sea Watch 3 per ragioni mediche", la Commissione Ue fa appello "agli Stati membri" per trovare "una soluzione per le persone che sono rimaste a bordo". Lo afferma una portavoce parlando di "imperativo umanitario" e ribadendo che l'esecutivo comunitario "continuerà a fare tutto il possibile, nell'ambito delle nostre competenze, per sostenere e coordinare eventuali sforzi di solidarietà". "L'Unione Europea vuole risolvere il problema Sea Watch? Facile. Nave olandese, ong tedesca: metà immigrati ad Amsterdam, l'altra metà a Berlino. E sequestro della nave pirata. Punto". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.  L'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, "in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sollecita gli Stati europei a richiamarsi ai principi di umanità e compassione" e a consentire al gruppo di migranti da otto giorni a bordo della Sea Watch di sbarcare. L'appello arriva dopo che dieci persone sono state evacuate a Lampedusa per ragioni mediche lo scorso fine settimana. "Otto giorni dopo essere stati salvati dalla nave della ONG, Sea Watch 3, un gruppo di 43 persone, tra cui tre minori non accompagnati, rimangono bloccate in mare e hanno urgente bisogno di un porto sicuro", afferma l'Unhcr in una nota. "L'Europa - ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale UNHCR per il Mediterraneo Centrale - ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione dell'architettura legale che sorregge il diritto internazionale in materia di asilo" ed "è giunto il momento di invocare quella storia gloriosa di assistenza alle persone in fuga".

domenica 23 giugno 2019

Dilettanti allo sbaraglio/59

[La natura è il medico delle malattie. Il medico deve solo seguirne gli insegnamenti. Ippocrate] “Landini chi??? Quel sindacalista che fa politica andando contro un governo che difende i lavoratori. Paradossale ma vero!” Si legge in un post pubblicato sul Blog delle Stelle. “Non ci sono più parole – prosegue l’articolo – per descrivere Maurizio Landini, il segretario della Cgil invece di tutelare i diritti dei lavoratori e portare avanti battaglie serie a sostegno dei cittadini, sapete cosa fa? Si oppone alle politiche del MoVimento 5 Stelle che, fatti alla mano, sta mettendo al primo posto i lavoratori. Abbiamo già realizzato due punti importanti del contratto di governo mantenendo alcune delle promesse fatte: reddito di cittadinanza e quota 100. Ma non ci fermiamo, siamo già concentrati sul salario minimo e ci piacerebbe sapere: Landini lo sa o fa finta di non sapere che ci sono italiani che vengono sfruttati dai propri datori di lavoro? Landini lo sa o fa finta di non sapere che ci sono italiani che percepiscono uno stipendio da fame da 2-3 euro l’ora? Noi vogliamo mettere la parola fine a questo schifo con una nuova legge sul salario minimo: stop a stipendi inferiori a 9 euro l’ora. Un sindacalista che ci tiene veramente ai diritti dei cittadini dovrebbe sostenere con il massimo impegno questi provvedimenti e invece Landini urla e fa comizi”. “La cosa più assurda – conclude il post – è che certi sindacalisti non sanno nemmeno come si vive in difficoltà. E poi diciamolo chiaramente: per troppi anni i sindacati hanno avuto un potere infinito. Se ti iscrivevi al sindacato avevi spesso la possibilità di fare carriera. E non per meriti. Adesso sapete perché si oppongono al Movimento e a tutto quello che sta facendo Luigi Di Maio tramite il suo ministero? Perché hanno paura di perdere il potere che hanno detenuto in tutti questi anni. Un potere che è servito a mantenersi poltrone e privilegi. Comunque cari sindacalisti andate pure in vacanza, ci pensiamo noi a tutelare i diritti dei lavoratori. Avanti con la legge sul salario minimo!”. Anticipare la manovra economica all'estate. Matteo Salvini rilancia la sua sfida all'Unione europea. E propone a Giuseppe Conte e Luigi Di Maio di lavorare subito a quello "shock fiscale" che ritiene sia l'unica soluzione per "non dare il sangue all'Europa". La mossa non è concordata: fino a sera non risultano contatti con i partner di governo. E il rilancio, in piena trattativa sulla procedura d'infrazione, suona ai vertici del governo e nel M5s più come una forzatura, che fa crescere tra i pentastellati il sospetto che il vero obiettivo sia far saltare l'esecutivo. Perché la linea di Bruxelles è assai dura: senza correzioni cospicue, questa volta la procedura scatta. Salvini sembra non curarsene. Conte, che in mattinata si reca in visita al Gran Sasso, torna da Bruxelles con un messaggio di prudenza e grande preoccupazione. Definisce la situazione "molto complicata" ma si dice "fiducioso" in un "approccio costruttivo di tutte le parti che siedono intorno al tavolo" per "evitare una procedura d'infrazione che farebbe male all'Italia". "L'interesse dell'Italia è l'interesse dell'Europa", avverte il premier, che in vista della Commissione Ue del 2 luglio è pronto a fare "qualsiasi cosa serva" (come Draghi fece per l'Euro), anche mischiare i tavoli e condizionare il voto italiano sulle nomine Ue al via libera ai conti del nostro Paese. Ma è in casa che Conte gioca la partita più difficile. Mercoledì in Consiglio dei ministri Giovanni Tria porterà la legge di assestamento di bilancio, cui si dovrebbe accompagnare la proposta di destinare le risorse avanzate da quota 100 e reddito di cittadinanza al taglio del deficit. Ma è qui che il meccanismo si inceppa. Perché una norma che cambiasse la destinazione di quelle risorse potrebbe essere additata come una "manovrina". E anche perché, nel vertice politico che il premier e i suoi vice potrebbero avere martedì, Salvini alzerà la posta. Ancora. I Cinque stelle - che lasciano alla Lega il boccino della manovra e non vogliono fornirle pretesti per rompere - si dicono pronti a sostenere un taglio delle tasse in deficit. Di Maio, a testimoniare la persistente tensione attacca Salvini per aver usato i voli di Stato in campagna elettorale, dichiara che chiederà all'Ue "flessibilità per abbassare il cuneo fiscale".[segue]

Cyber attacco all'Iran

[La guerra è la sola vera scuola per un chirurgo. Ippocrate] Gli Stati Uniti hanno lanciato giovedì una cyber offensiva contro un gruppo di intelligence iraniano che gli 007 Usa credono sia dietro all'attacco alle petroliere nel Golfo del'Oman. Lo riporta il New York Times. L'operazione dello Us Cyber Command è avvenuta lo stesso giorno in cui il presidente Donald Trump ha fermato i raid aerei contro stazioni radar e batterie missilistiche in Iran.   Il cyber attacco ha "disabilitato" i sistemi informatici di controllo dei lanciamissili iraniani, riferiscono i media internazionali. Secondo gli esperti, è tuttavia difficile stimare l'entità dei danni prodotti.  Ma se attacchi il sistema missilistico iraniano lo fai perché ti appresti a sganciare missili. Invece no, molto probabilmente il sindaco di Londra ha ragione. Nuovo capitolo nella guerra di parole tra il sindaco di Londra Sadiq Khan e il presidente Usa Donald Trump, che il primo cittadino ha descritto come "un bambino alto un metro e 90 che sta alla Casa Bianca". Il sindaco - scrive l'Evening Standard - ha fatto la battuta davanti ad una platea di insegnanti. Khan ha scherzato con l'audience, dicendo aver spento il telefono, ma chiedendo: "Se qualcuno di voi lo lascia acceso, se qualcuno inizia a twittare su di me - tipo, un bambino alto 1 e 90 che sta alla Casa Bianca - mi avvertite?".    Lo scontro tra i due a base di critiche e insulti va avanti da mesi: quando Trump è atterrato a Londra, per la sua recente visita in Gb, ha subito definito Khan "un assoluto perdente", prendendolo in giro per la sua altezza e sbagliando la grafia del cognome. Khan lo aveva attaccato in precedenza affermando che Trump rappresentava l'opposto dei valori di apertura e tolleranza della città di Londra e definendolo il "ragazzo immagine" per i razzisti.  I deputati iraniani hanno cantato lo slogan 'morte all'America' ('marg bar Amreeka' in farsi) durante una sessione odierna del Parlamento iraniano. Lo riferiscono i media internazionali. "L'America è il vero terrorista che diffonde il caos, fornisce armi avanzate ai gruppi terroristici, e ancora dice 'venite, negoziamo'", ha detto il vicepresidente del Parlamento, Masoud Pezeshkian, scatenando la reazione di molti dei parlamentari presenti. John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ritiene che l’Iran non dovrebbe “confondere la prudenza e la discrezione degli Stati Uniti per la propria debolezza”. Parlando al fianco del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, Bolton ha aggiunto che nessuno ha concesso all’Iran una “licenza di caccia in Medio Oriente”. Le parole di Bolton , riportate dalla Afp, giungono pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato di aver interrotto gli attacchi militari contro l’Iran dopo aver appreso che circa 150 iraniani sarebbero stati uccisi, aggiungendo che tale passo sarebbe stato sproporzionato rispetto all’abbattimento di un drone di sorveglianza americano senza pilota da parte dell’Iran. Bolton, un falco di vecchia data sull’Iran, preannuncia che le sanzioni continueranno contro Teheran e che gli Stati Uniti si riservano il diritto di attaccare il Paese in un secondo momento.  L'Arabia Saudita ha annunciato di aver colpito e distrutto oggi alcune barche-bomba allestite nel Mar Rosso dagli insorti Huthi vicini all'Iran e pronte per essere usate contro imbarcazioni lungo la costa occidentale yemenita e saudita. Lo riferisce il portavoce della Coalizione araba a guida saudita anti-Huthi, il colonnello saudita Turki al Maliki. Le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente sul terreno. Ma la notizia si inserisce nel quadro di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran e i loro rispettivi alleati nella regione del Golfo e della Penisola araba. Nell'ultimo mese si sono verificati diversi incidenti e attacchi contro interessi energetici, militari e civili sauditi e americani. Gli attacchi sono stati attribuiti all'Iran e ai suoi alleati ma da Teheran hanno sempre smentito ogni responsabilità. Citato dalla tv panarabo-saudita al Arabiya, Maliki ha detto che stamani l'aviazione di Riad ha eseguito raid contro il porto yemenita di Hudayda, in parte controllato dagli Huthi. Nel bombardamento sono state colpite e distrutte alcune barche-bomba preparate dagli insorti. 

sabato 22 giugno 2019

Festa di Teatro Eco Logico

[Dal cervello, e dal cervello solo, sorgono i piaceri, le gioie, le ri­sate e le facezie così come il dolore, il dispiacere, la sofferenza e le lacrime. Il cervello è anche la dimora della follia e del delirio, delle paure e dei terrori che ci assalgono di notte o di giorno. Ippocrate] Al via la sesta edizione della Festa di Teatro Eco logico, nove giorni di teatro, musica, danza e altri incontri che animeranno l'isola di Stromboli dal 22 al 30 giugno, tutti rigorosamente "a spina staccata" ovvero senza l'ausilio della corrente elettrica per riportare al centro della performance la naturale relazione fra artista, spettatore e ambiente. Dopo l'inaugurazione del 22 giugno, la Festa entra nel vivo con uno degli appuntamenti più attesi Un sogno nella notte di San Giovanni ovvero il Midsummer night's dream di Shakespeare, allestito proprio nella "notte di mezza estate" ossia il 23 giugno: la celebre notte di San Giovanni con i suoi riti misteriosi e antichissimi che ispirarono il Bardo. Lo spettacolo diretto da Alessandro Fabrizi sarà allestito in più parti e a più riprese nelle ore del giorno e della notte previste dal play originale. Una messa in scena unica nel suo genere dove attori e natura avvolgeranno lo spettatore nell'ambientazione lussureggiante dell'isola. Lo spettacolo verrà replicato con le stesse modalità il 26 giugno.    Ma le avventure Oberon e Titania non sarebbero le stesse senza le magiche pozioni di cui tutti i protagonisti della commedia sono di volta in volta vittime, ecco quindi l'appuntamento La notte delle erbe, dedicata alle piante di San Giovanni svelate con sapienza da Luca Morari di Ricola e poi le stelle, da quelle nominate da Shakespeare a quelle che illuminano la notte, che verranno indicate dall'astrofisico Ettore Perozzi. Dopo aver inseguito le fate nei boschi e aver ammirato le stelle di Stromboli il 24 giugno alle ore 19 il pubblico salirà in barca per sentire le voci delle pescatrici di Stromboli raccolte nel monologo Mare di Francesca Pica allestito nella frazione di Ginostra (replica 27 giugno). Sempre in barca, sarà possibile ammirare dal mare lo spettacolo della Sciara di fuoco.    Il 24 giugno alle 19 alla Casa del Sole una delle protagoniste della Festa: la luna, raccontata dalla suadente voce di Vittorio Continelli in Astolfo e la luna da Ludovico Ariosto, mentre lo stesso giorno alle ore 17 Fernando Masullo è protagonista con Luisa Bianchi e Salvatore Anzaldo dell'incontro Storie che non puoi smettere di raccontare sulla vicenda di Casa Sirio Editore.     Tornano poi le Chiacchiere da bar, momento di riflessione informale sugli eventi in scena, preceduto quest'anno dalla diretta su Radio Capital della trasmissione Cactus. Basta poca acqua di Concita De Gregorio (dal 24 al 28 giugno ore 11, Bar Ingrid) a cui parteciperanno gli artisti in programma. Dal 24 giugno partirà poi il laboratorio per bambini.  La bambina e il vulcano a cura di Chicca Cosentino e Gabriella Fiore.

Mosca ancora contro Tbilisi

[Descrivere il passato, comprendere il presente, prevedere il futuro: questo è il compito della medicina. Ippocrate] Almeno 240 persone, tra cui 80 poliziotti, sono rimaste ferite a Tbilisi negli scontri davanti al Parlamento georgiano e in viale Rustaveli: lo riferisce il Primo Canale della tv georgiana citando il ministero della Salute. La presidente georgiana Salomé Zurabishvili ha accusato la Russia 'nemica e occupante' e una non meglio specificata quinta colonna filorussa' di essere dietro i disordini scoppiati ieri. Per Mosca invece responsabili sono 'le forze politiche radicali georgiane'. Il presidente del Parlamento georgiano Irakli Kobakhidze si è dimesso in seguito alle proteste esplose per l'intervento di un deputato russo al Parlamento georgiano. Lo ha annunciato Kakha Kaladze, uno dei leader del partito di maggioranza 'Sogno Georgiano'. Le dimissioni di Kobakhidze erano una delle richieste dei manifestanti. L'ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, adesso cittadino ucraino, ha invitato i suoi sostenitori a scendere ancora in piazza per "rimuovere il regime di Ivanishvili", l'oligarca leader del partito di maggioranza Sogno Georgiano. "E' inaccettabile - ha affermato Saakashvili - che un sostenitore del feudalesimo medievale governi un Paese che aspira a essere parte dell'Europa". A provocare le proteste è stata la presenza in Parlamento del deputato comunista russo Serghiei Gavrilov per la riunione dell'Assemblea dei deputati dei Paesi cristiano-ortodossi. I manifestanti ritengono un oltraggio che si sia seduto sullo scranno del presidente dell'organo legislativo georgiano. Russia e Georgia hanno rotto le relazioni diplomatiche dopo la guerra lampo del 2008, che vide le truppe russe arrivare alle porte di Tbilisi. Da allora, Mosca riconosce l'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, due repubbliche separatiste della Georgia divenute ormai di fatto degli Stati satellite della Russia. La presidente georgiana Salomé Zurabishvili ha interrotto la sua visita in Bielorussia, dove stamattina avrebbe dovuto incontrare il premier di Minsk, Serghiei Rumas: lo sostiene l'agenzia Interfax citando una fonte. Nella notte si sono registrati disordini con decine di feriti davanti al Parlamento a Tbilisi per la presenza di un deputato russo nell'edificio che ospita l'organo legislativo georgiano. L'ufficio stampa del governo bielorusso non ha commentato la situazione ma ha confermato che Zurabishvili non era presente all'incontro in programma stamattina.  I voli delle compagnie aeree georgiane verso la Russia saranno sospesi dall'8 luglio: lo ha detto il ministero dei Trasporti russo. "Il motivo della sospensione dei voli è la necessità di garantire un livello di sicurezza aerea sufficiente", ha dichiarato il ministero.   Mosca ha inoltra ricordato la questione dei "debiti arretrati per le attività di navigazione aerea verso la compagnia statale russa ATM", riporta la Tass.     Ieri il presidente Vladimir Putin aveva ordinato per decreto il divieto temporaneo alle compagnie aeree russe di effettuare voli dalla Federazione Russa verso la Georgia in seguito ai disordini scoppiati al Parlamento di Tblisi.