domenica 31 marzo 2019

Antitrust multa Facebook

[Non prendere mai una decisione che puoi fare prendere a qualcun altro. Arthur Bloch] L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l'istruttoria, nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo, irrogando alle società due sanzioni per complessivi 10 milioni di euro. "Stiamo esaminando la decisione e speriamo di poter lavorare con loro per fare chiarezza in merito a quanto contestato - commenta un portavoce di Facebook. Quest'anno abbiamo reso più chiare le nostre Condizioni d'uso e le nostre normative, in modo da aiutare le persone a capire meglio come utilizziamo i dati e come funziona il nostro business. Abbiamo anche reso le nostre impostazioni sulla privacy più facili da trovare e utilizzare e lavoriamo costantemente per migliorarle. Le persone hanno il possesso e il controllo delle loro informazioni personali su Facebook".  L'Antitrust ha accertato che Facebook, induce ingannevolmente gli utenti consumatori a registrarsi nella piattaforma Facebook, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell'account, dell'attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità. "In tal modo, gli utenti consumatori hanno assunto una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso (registrazione al social network e permanenza nel medesimo)". L'Autorità ha inoltre accertato che Facebook, attua una pratica aggressiva in quanto esercita un "indebito condizionamento" nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali. L'indebito condizionamento deriva "dall'applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati". In considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori, l'Autorità ha altresì imposto al professionista, ai sensi dell'art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l'obbligo di pubblicare una dichiarazione rettificativa sul sito internet e sull'App per informare i consumatori. Nel mondo circa 3,9 miliardi di persone usano internet, questo vuol dire che per la prima volta oltre la metà della popolazione globale è online. Lo rivela l'agenzia dell'Onu per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Itu), secondo cui entro la fine del 2019 il 51,2% delle persone nel mondo utilizzerà internet.

Cavalli senza biada

[Una pipa dà al saggio tempo per riflettere, all'idiota qualcosa da mettere in bocca. Arthur Bloch] Il consiglio di amministrazione di Roberto Cavalli per salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale deciso all'unanimità di presentare al Tribunale di Milano una domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità. Il cda della maison ha inoltre preso atto del proseguimento dei contatti in corso fra gli attuali azionisti e alcuni soggetti che hanno manifestato interesse "per un possibile intervento per dotare la società delle risorse necessarie al superamento dell’attuale stato di tensione finanziaria", si spiega dalla società.  Attraverso la domanda di concordato preventivo la società "intende avvalersi di uno strumento giuridico appositamente predisposto dal legislatore per poter gestire e superare fasi di criticità attraverso procedure ben definite che potrebbero anche comportare per la società la sospensione di alcune attività in Paesi esteri".  Il Tribunale nell’esaminare la richiesta stabilirà il periodo di durata del procedimento durante il quale la società manterrà aperto il confronto con tutti i soggetti e le autorità preposte per definire i dettagli delle eventuali iniziative da assumere. 

Oggi si celebra World Backup Day

[Nulla è impossibile per colui che non deve farlo. Arthur Bloch] Oltre il 65% degli utenti nel mondo ha perso dati e c'è ancora un 7% che non adotta nessun metodo di protezione delle proprie informazioni personali. E' il risultato di un sondaggio condotto dalla società tecnologica Acronis in occasione del World Backup Day, la giornata di sensibilizzazione sulla conservazione dei propri dati che ricorre ogni anno il 31 marzo. Dalla ricerca emerge una informazione positiva: quasi tutti gli utenti (il 92,7%) eseguono ormai il backup dei propri computer, con un aumento di oltre il 24,1% rispetto allo scorso anno, il più consistente su base annua. "Il World Backup day è una occasione per gli utenti per capire il ruolo sempre più importante di questa operazione", spiega il sito che promuove l'iniziativa. La giornata mondiale si celebra dal 2011 per rendere le persone consapevoli dell'importanza di fare un backup, sia su una memoria Usb, un hard disk oppure online, attraverso un servizio cloud, cioè la nuvola online in cui si possono raccogliere i nostri dati. Fare un backup significa creare una seconda o terza copia dei propri file - dalle fotografie e dai video alle email e ai documenti - in modo da non rischiare di perderli nel caso in cui il computer o il telefono in cui sono memorizzati si rompa, sia smarrito o rubato. Oppure che qualche hacker li rubi e chieda un riscatto per la restituzione. L'importanza oggi è elevata come non mai, visto l'aumentare delle minacce informatiche che prendono di mira i dati degli utenti. Il ransomware, ad esempio, è un vero e proprio sequestro dei dati, anche se virtuale: gli hacker infettano computer e smartphone, ne bloccano l'accesso o criptano i contenuti che vi sono memorizzati, lasciando i dispositivi nelle mani dei proprietari ma rendendoli di fatto inservibili.  

Corsa a 3 in Ucraina

[Non importa quanto costa qualcosa, ma quanto forte è lo sconto. Arthur Bloch] Si sono aperti i seggi - quasi 30mila - per le elezioni presidenziali in Ucraina. Gli aventi diritto al voto sono più di 29 milioni. I sondaggi mostrano che più dell'80% degli elettori sono pronti a recarsi alle urne ma gli esperti prevedono l'affluenza al 65%. Più di 135 mila unità forze dell'ordine garantiranno la sicurezza - più di 2 milioni di osservatori ufficiali di organizzazioni e Paesi internazionali sono inoltre stati registrati per monitorare le elezioni ucraine. I tre favoriti al primo turno sono il presidente in carica Petro Poroshenko, l'ex premier Yulia Timoshenko e il comico Vladimir Zelensky.

sabato 30 marzo 2019

Slovacchia al voto

[Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore. Albert Einstein] Da un lato, la necessità del cambiamento e della riconquista della fiducia nella giustizia e nelle istituzioni statali, dall'altro i tradizionali valori cattolici: gli slovacchi si preparano a scegliere tra queste due prospettive nel ballottaggio con cui decideranno chi sarà il loro presidente per i prossimi cinque anni. A sfidarsi alle urne, la new entry avvocato Zuzana Caputova e il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic: entrambi con un dichiarato orientamento occidentale e europeista ma la prima con un marcato accento liberale e il secondo, sostenuto dal più forte partito governativo Smer, che punta invece sulla tradizione. I sondaggi prevedono una vittoria convincente di Caputova, con il 60% contro il 40% di Sefcovic. "Non è soltanto una competizione per il posto del presidente, in gioco c'è molto di più ma soprattutto i principi fondamentali per il funzionamento del Paese", ha detto nell'ultimo duello televisivo con il suo rivale. Il desiderio del cambiamento, di cui Caputova è simbolo, si era manifestato in tutta la Slovacchia dopo l'omicidio del giornalista Jan Kuciak che scriveva sui legami tra il potere rappresentato dal partito Smer dell'ex premier Robert Fico e la criminalità organizzata. La 45enne Caputova è entrata in politica nel 2017. Fino al primo turno delle presidenziali era vicepresidente del partito non governativo Slovacchia progressista. E' diventata nota per le sue attività nel campo dell'ecologia e per essersi impegnata per i diritti degli omosessuali e delle minoranze. Maros Sefcovic (52 anni) ha basato la sua campagna sulla promozione della famiglia tradizionale e dei valori cristiani nonostante negli anni 80 fu membro del Partito comunista che nell'ex Cecoslovacchia comunista perseguitava le chiese. E' membro della Commissione europea dal 2009. "La campagna ha confermato che la società slovacca è polarizzata. Il mio appello alla riconciliazione è stato percepito positivamente", ha detto Sevcovic. Nel primo turno Caputova ha ottenuto il 40,57% dei voti, il suo rivale è finito secondo con il 18,66%. Il ballottaggio dipenderà dai voti del 25% degli elettori che nel primo turno hanno votato in favore dei due candidati antisistema, Stefan Harabin e Marian Kotleba, nonché dall'affluenza alle urne che nel primo turno è stata del 49%. I seggi elettorali sono aperti domani dalle 7 alle 22, il risultato del ballottaggio sarà noto domani nella notte. Il vincitore sostituirà l'attuale presidente Andrej Kiska a metà giugno.

Hapag Lloyd lascia Cagliari

[È meglio fare una fine orrenda che sopportare orrori senza fine. Arthur Bloch] "La Hapag Lloyd, la principale compagnia navale che opera nel Porto Canale di Cagliari, ha deciso di cancellare lo scalo cagliaritano dalle proprie rotte".     Lo denuncia la Uiltrasporti Sardegna citando alcune notizie di stampa sulle nuove rotazioni delle linee che fanno scalo nel Terminal Contenitori cagliaritano operate dalla Cict, unico cliente del Porto Industriale di Cagliari, controllato da Contship Italia. In particolare, secondo il sindacato, sono destinate a sparire le linee MCA col Canada, MGX con il Golfo del Messico e Stati Uniti Orientali, MPS con gli Stati Uniti Occidentali, LEX con Mediterraneo Orientale ed Egitto. Proprio per esporre la drammatica situazione dello scalo cagliaritano la Uiltrasporti Sardegna, dopo i ripetuti appelli al ministro dei Trasporti Toninelli, ha chiesto di incontrare il vicepremier Matteo Salvini in occasione della sua visita a Cagliari in programma il prossimo 2 aprile.

Domani di vota in Turchia

[Torna a eterno merito della scienza l'aver liberato l'uomo dalle insicurezze su se stesso e sulla natura agendo sulla sua mente. Albert Einstein] Ultime ore di campagna elettorale in Turchia per il voto amministrativo di domani in tutto il Paese. Alle urne saranno chiamati 57 milioni di elettori per eleggere sindaci, consiglieri comunali e altre figure di amministratori locali. Si tratta di un test cruciale per il presidente Recep Tayyip Erdogan - alle prese con una difficile situazione economica - che nelle ultime settimane si è speso in prima persona con decine di raduni di piazza. In queste ore continuano in modo serrato i comizi a Istanbul.     Sono sei i raduni cui partecipa oggi Erdogan in altrettanti quartieri della megalopoli sul Bosforo a sostegno del suo candidato, l'ex premier Binali Yildirim, che nei sondaggi appare in leggero vantaggio su Ekrem Imamoglu. Finale intenso di campagna elettorale anche nella capitale Ankara, dove il candidato dell'opposizione Mansur Yavas - sconfitto di misura 5 anni fa dopo uno scrutinio molto contestato - parte leggermente favorito sull'ex ministro Mehmet Ozhaseki. Mansur Yavas, candidato sindaco dell’opposizione ad Ankara, potrebbe aggiudicarsi la poltrona di primo cittadino della capitale. La posizione è occupata dai politici dell’AKP da 25 anni e sarebbe una svolta storica per la città. E una vera e propria sconfitta per il presidente Recep Tayyip Erdogan. Per questo sia il presidente che l’alleato Devlet Bahçeli, leader del nazionalista MHP, hanno investito tutte le energie per evitare un simile scenario. Secondo i più recenti sondaggi effettuati da 6 società, Mansur risulta in vantaggio rispetto al rivale Mehmet Ozhaseki, sostenuto dal blocco AKP-MHP, di almeno 5 punti percentuali. Per l’amministratore della società Metropoll, Ozer Sencar, “il presidente Erdogan sta conducendo la campagna elettorale come se fosse lui il candidato sindaco. Ma assisteremo ad un forte calo dei voti dell’AKP”. Secondo Sencar “Mansur Yavas ha già vinto”. Yavas, supportato dal blocco dell’opposizione formato dal kemalista Partito repubblicano del popolo (CHP) e da Iyi Parti, guidato dalla nazionalista Meral Aksener, è un avvocato entrato in politica verso la fine degli anni ’80 tra le fila dei partiti nazionalisti MÇP e MHP, per poi passare nel 2013 nel CHP. È conosciuto per l’onestà e la laboriosità con cui ha amministrato il distretto Beypazari di Ankara. I trascorsi nella destra nazionalista hanno attirato a Yavas anche i voti del MHP in passato. Nel 2014 aveva infatti sfidato Melih Gokçek, longevo sindaco AKP della capitale, venendo sconfitto per un soffio, con un margine dell'1%, che Yavas aveva attribuito a brogli. Ma i dubbi sulla sua vittoria restano, dopo che nelle ultime due settimane gli sono state rivolte accuse di frode, falsificazione ed estorsione da una persona con cui diversi anni fa aveva effettuato una transizione economica. Il candidato si è difeso con prove alla mano andando in televisione, mentre gli oppositori politici, tra cui il presidente Erdogan in primis, hanno sottolineato che seppure Yavas venisse eletto ci sarebbero “pesanti conseguenze”. Tuttavia sono in tanti a credere che le accuse non influenzeranno la decisione di voto degli elettori. Per Ibrahim Uslu, direttore della società di indagini Anar, l’elettorato turco è più incline a prendere le parti della vittima e “le accuse non possono influenzare negativamente il risultato”.

Ricavi 9 mesi oltre 45 mln per Masi

[Se qualcosa può andar male, lo farà. Arthur Bloch] Masi Agricola, quotata su Aim, il Mercato Alternativo dei Capitali di Piazza Affari, ha chiuso i primi 9 mesi dell'anno con ricavi in crescita dell'1% (a cambi correnti, +4% a cambi costanti) a 45,1 milioni di euro. Il margine operativo lordo è rimasto invariato a 9 milioni di euro mentre l'indebitamento finanziario netto, rispetto allo scorso 31 dicembre, è salito da 9 a 11,4 milioni. La Casa vinicola domiciliata a Sant'Ambrogio di Valpolicella (Verona) è presente in oltre 120 Paesi, con una quota di esportazione di oltre l'80% del fatturato complessivo. Nel 2017 il Gruppo ha fatturato oltre 64 milioni di euro con un margine operativo lordo pari a circa il 20% dei ricavi.

venerdì 29 marzo 2019

La cigs secondo Aviapartner

[Il duro lavoro stanca, la noia uccide. Anonimo] In data due marzo è stata diramata una informativa sindacale e firmato un verbale di accordo tra le organizzazioni sindacali e l’azienda. I temi affrontati sono stati la chiusura estiva dello scalo di Linate,  e le relative misure per affrontare la problematica. Al sindacato usb questo accordo non piace. Le perplessità nascono nell’utilizzo del monte ore il quale ipotecherebbe tutte le ore di straordinario dei lavoratori fino al massimo di 12 mesi è che verrebbero utilizzate per sopperire alla chiusura dello scalo nel trimestre estivo. Usb propone di rimettere in discussione l’accordo attraverso una raccolta firme per indire un referendum tra i lavoratori al fine di capire la reale volontà di tutti i lavoratori. Ulteriore misura per mitigare l’effetto della chiusura potrebbe essere la deroga ad anticipare le ferie maturande, su base volontaria. Usb condivide la richiesta di attivazione della cigs per crisi aziendale, quindi coprirebbe l’80% della forza lavoro e di programmare la forza lavoro su mxp, a delle condizioni chiare è non con la premessa di qualche spicciolo in buoni pasto.  Aviapartner dichiara di non avere necessità di lavoratori a mxp, ma non spiega come gestirà l’emergenza della summer dopo la chiusura di Linate. A Palermo, a ottobre, Aviapartner riaprirà gli ammortizzatori sociali, anche se ufficialmente l’azienda sostiene che non ci sono i presupposti, ma alla fine i sindacati firmeranno uno stato di crisi improvviso che purtroppo mette a rischio i posti di lavoro. Dunque, pur di salvare l’occupazione, si preferisce sfruttare gli ammortizzatori sociali. Insomma la solita truffa ideologica gestita dalle organizzazioni sindacali.

Land Day compie un anno

[Buona parte di ciò che chiamiamo management consiste nel rendere difficile il lavoro della gente. Peter Druker] "Tenetevi lontani dal confine e state distanti almeno 300 metri dalla barriera difensiva".    Questo l'appello che l'esercito israeliano ha rivolto nel pomeriggio ai residenti di Gaza in vista delle manifestazioni di domani per il 'Land Day' ad un anno di distanza dall'inizio delle 'Marce del Ritorno'. "Lo Stato di Israele - ha detto il colonnello Iyad Sarhan - è determinato a continuare a proteggere i suoi cittadini e non tollererà alcun lancio di razzi o atti di terrorismo. Ognuna di queste violazioni innescherà una severa reazione". Nel primo anniversario dell'inizio delle proteste della cosiddetta Grande Marcia del Ritorno con cui Hamas tenta di forzare il blocco di Gaza un funzionario dell'Onu, Jamie McGoldrick, ha fatto oggi appello ad israeliani e palestinesi affinché si sforzino di evitare una escalation di violenze. Da parte sua Amnesty International ha lanciato oggi un appello per un embargo internazionale delle vendite di armi ad Israele.    Fra il 30 marzo 2018 e la settimana passata, afferma Amnesty citando un rapporto dell'Onu, almeno 195 palestinesi che dimostravano sul confine sono rimasti uccisi e altri 29 mila sono stati feriti. Di questi, aggiunge Amnesty, 6.000 sono stati colpiti da armi da fuoco e 122 hanno subito amputazioni di arti.
    

Dilettanti allo sbaraglio/45

[Il lavoro è una droga che sembra una medicina. Tennessee Williams] L'Italia è scivolata in recessione e questo trimestre l'economia potrebbe registrare una nuova contrazione. Lo ha detto il vice direttore generale del Fmi, David Lipton, a Lisbona - riferisce Bloomberg - sottolineando le "evidenti vulnerabilità" che hanno lasciato il Paese impreparato a fronte dei rischi che gravano sulla Ue, dal rallentamento della crescita all'impatto del protezionismo e della Brexit. L'Europa deve fare di più, ha aggiunto Lipton, "deve superare le carenze politiche che potrebbero esacerbare la prossima crisi quando arriverà". Lipton ha avvertito che l'Europa potrebbe non essere in grado di fare affidamento sugli strumenti utilizzati nel 2008 per combattere la crisi finanziaria, perché le banche centrali hanno scarso o nessun margine di manovra per interventi di stimolo, mentre la maggior parte dei governi è già gravata dal debito. Ad aggravare la situazione, il rischio che ci possa essere "resistenza politica" a ulteriori salvataggi dopo le critiche secondo cui l'ultima recessione ha avuto un impatto non uniforme sulla società. Lo spread Btp-Bund chiude in rialzo a 253 punti base dai 246 punti della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è al 2,50%.  Il Centro studi di Confindustria vede una "Italia ferma" e azzera le previsioni per il Pil 2019 (già ribassate a ottobre al +0,9%). Pesano anche "una manovra di bilancio poco orientata alla crescita", "l'aumento del premio di rischio che gli investitori chiedono" sui titoli pubblici italiani, "il progressivo crollo della fiducia delle imprese" rilevato "da marzo, dalle elezioni in poi". E gli investimenti privati sono per la prima volta in calo (-2,5%, escluse costruzioni) dopo 4 anni di risalita. Nel 2019 "per ora non si vede un'inversione di tendenza nei contratti", i lavoratori dipendenti "sono tendenzialmente fermi, c'è un calo del lavoro a termine ma non è ancora compensato dai contratti a tempo determinato". Così il Centro studi Confindustria definendo il 2018 "a due velocità" visto che nei primi 6 mesi l'occupazione è cresciuta di 198.000 unità mentre nel II semestre è calata di 84.000. Nel 2019 l'occupazione resterà "sostanzialmente stabile (+0,1%)" e aumenterà dello 0,4% nel 2020.  "Nel 2019 la domanda interna risulterà praticamente ferma e una recessione potrà essere evitata solo grazie all'espansione, non brillante, della domanda estera. A meno che - avverte il rapporto del Centro studi di Confindustria con le nuove previsioni degli economisti di via dell'Astronomia - non si realizzi l'auspicato cambio di passo nella politica economica nazionale". Il reddito di cittadinanza e Quota 100 "daranno un contributo, seppure esiguo, alla crescita economica" concentrato nel 2019 ma, avverte il Centro studi Confindustria "queste due misure, realizzate a deficit, hanno contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita". "Il Governo ha ipotecato i conti pubblici e non ci sono scelte indolori", avverte il Centro studi di Confindustria, sottolineando il "bivio" tra "rincaro Iva" o "far salire il deficit pubblico al 3,5%". Per annullare il primo e fare la correzione richiesta sui conti "servirebbero 32 miliardi di euro senza risorse per la crescita". Così appare "inevitabile un aumento delle tasse". "L'Italia - dice il capoeconomista di Confindustria Andrea Montanino - deve evitare di andare oltre il 3% nel rapporto deficit-Pil: sarebbe un segnale molto negativo per i mercati. Il fatto che lo spread non si è richiuso significa che continuiamo ad essere un paese sotto osservazione. Verremmo puniti dai mercati". [segue]

Ue modifica copyright

[Lavorare per una grande azienda è come prendere il treno. Che sia tu ad andare a novanta chilometri all'ora, o che sia il treno a farlo, tu te ne stai sempre seduto. Jean Paul Getty]  La plenaria del Parlamento europeo ha approvato,  a Strasburgo, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti, il controverso accordo con il Consiglio Ue sulla direttiva sul copyright online, volto a sottoporre le grandi piattaforme di Internet (Youtube, Facebook, Google, etc., e in particolare gli aggregatori di notizie o i servizi di monitoraggio dei media), al pagamento dei diritti d’autore per i contenuti (video, musica e articoli giornalistici) diffusi e condivisi sulle loro piattaforme. Prima di questo voto nettissimo, tuttavia, la direttiva sul copyright ha rischiato seriamente di essere messa a rischio da un contesto insidiosissimo. Il voto della Plenaria riguardava l’accordo in “trilogo” già raggiunto, a metà febbraio, fra i rappresentanti dell’Europarlamento (il relatore e i relatori ombra), il Consiglio Ue e la Commissione. Gli eurodeputati  dovevano votare innanzitutto il testo integrale dell’accordo, senza la possibilità di emendarlo: in caso di rigetto, sarebbero passati al voto degli emendamenti, cosa che però non avrebbe più permesso di rinegoziare con il Consiglio Ue un nuovo accordo prima delle elezioni europee di maggio. Tuttavia, una mozione presentata all’ultimo momento da un gruppo di eurodeputati di diversi gruppi (superiore alla soglia minima prevista di 38) ha chiesto e ottenuto di votare prima gli emendamenti, e successivamente il testo finale. E la Plenaria ha bocciato questa mozione con solo cinque voti di scarto: 312 favorevoli, 317 contrari e 24 astenuti. Se fosse passata, questa mozione avrebbe rischiato di equivalere a una bocciatura preventiva del testo dell’accordo, a meno che tutti gli emendamenti fossero stati bocciati, uno dopo l’altro. La direttiva copyright prevede che le piattaforme digitali negozino accordi di licenza con gli editori in modo da remunerare i creatori dei contenuti online. Questa disposizione aveva sollevato forti critiche perché gli oppositori temono la predisposizione di “filtri di upload”, una sorta di “censura preventiva”, che a loro dire metterebbe a rischio la libertà di espressione e la libera circolazione delle idee su Internet. La direttiva, tuttavia, esclude chiaramente dal suo campo di applicazione i “collegamenti ipertestuali” agli articoli di notizie e “singole parole o estratti molto brevi” (ad esempio “frammenti”), nonché le enciclopedie online senza scopo di lucro, come Wikipedia, e le piattaforme di sviluppo e condivisione “open source”. Le nuove piattaforme online di Pmi beneficeranno di un regime più leggero nel caso in cui non ottengano un’autorizzazione dai titolari dei diritti. Manca ora un solo passaggio all’adozione finale dell’accordo: la conferma, a maggioranza qualificata, da parte del Consiglio Ue. Sulla carta, una pura formalità. Ma niente è scontato con la direttiva copyright: nella posizione presa precedentemente, cinque Paesi (Italia, Polonia, Olanda, Finlandia e Lussemburgo) si erano opposti e due (Slovenia e Belgio) si erano astenuti. Ma recenti contrasti in seno al governo tedesco potrebbero mettere a rischio il voto favorevole della Germania, facendo mancare  la maggioranza qualificata.

Italo contro fs

[Il lavoro mi uccide: mi tirano giù dal letto a tutte le ore della notte per accogliere le dimissioni dei primi ministri. Vincent Auriol] È scontro tra Italo e Rfi, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria del Gruppo Fs. L’operatore ferroviario privato sostiene che Rfi non stia agendo in maniera terza e indipendente e si apprende che sarebbe pronta ad avviare azioni legali nei suoi confronti per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Il gestore ha “inopinatamente e all’ultimo minuto” negato l’incremento di capacità chiesto da Italo da circa un anno, ha detto l’ad di Italo Giambattista La Rocca in un’audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato. “Al momento ci troviamo nella paradossale situazione per cui Italo”, a causa delle scelte di Rfi, “non solo non riesce ad estendere il proprio network e a dar seguito agli ingenti investimenti messi in campo per accrescere la quantità e qualità del servizio Av, ma addirittura rischia di essere esclusa dal mercato”, ha spiegato La Rocca. La decisione di Rfi di negare ad Italo l’aumento di capacità, nonostante l’infrastruttura non sia satura e nonostante ci fosse una soluzione condivisa – ha evidenziato il manager – mette ora la società privata “nell’impossibilità di richiedere gli slot per l’anno prossimo e di far circolare 10 treni già acquistati”. Ma il gestore ribatte a stretto giro alle accuse di Italo-Ntv. “Rfi conferma che le proprie scelte operative sono sempre improntate a valori di terzietà verso tutte le imprese ferroviarie”, afferma, sottolineando che “nelle scorse settimane ha inviato a Trenitalia e Italo-NTV, nel pieno rispetto dei principi di equità e non discriminazione, alcune proposte per i nuovi orari, contenenti tra l’altro misure per ridurre le interferenze di circolazione e migliorare così gli indici di puntualità, incrementando al contempo la capacità a disposizione delle imprese”. La situazione è comunque già sul tavolo dell’Autorità di regolazione dei trasporti, cui Italo ha inviato una segnalazione. E sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, presentando un esposto all’Antitrust “per accertare eventuali comportamenti di Rfi in violazione delle normative vigenti” sulla concorrenza.Fs ha chiuso il 2018 con un risultato netto di 559 milioni, in crescita dell'1,3%, un ebitda di 2,5 miliardi (+7%), e ricavi record di 12,1 miliardi (+30%). Lo ha annunciato l'a.d. Gianfranco Battisti precisando che per la prima volta i ricavi "superano il muro dei 10 miliardi", mentre l'utile, "senza partite straordinarie è il dato più performante della storia di FS". Il dossier su Alitalia "è in corso di valutazione e quando saremo pronti lo diremo". Lo ha detto l'a.d. di Fs Gianfranco Battisti sottolineando che ci sono "due condizioni fondamentali: facciamo un'operazione se c'è un ritorno sull'investimento e deve essere un operazione di carattere industriale". "L'importante è che facciamo operazioni che contribuiscano a creare valore. Questa è la condizione essenziale perché si possa definire un progetto", ha detto Battisti a margine della presentazione dei risultati 2018 del gruppo. A chi gli chiedeva delle ipotesi di possibili partner come China Eastern, il manager ha risposto: "parliamo con tanti operatori. Il dossier è ancora blindato e aspettiamo di chiuderlo. Noi riteniamo che sia un'operazione di mercato: questa è la cosa fondamentale". Sul tempi del piano, ha aggiunto: "aspettiamo la definizione di cosa fare con Alitalia. Per la parte ferroviaria siamo pronti". Migliora la puntualità dei treni di Ferrovie dello Stato: "Già nei primi mesi dell'anno, abbiamo recuperato 20 punti percentuali". Lo ha detto l'a.d. del Gruppo Gianfranco Battisti, che nel novembre scorso ha deciso di intervenire per migliorare questo aspetto. "Questo significa - ha aggiunto in occasione della presentazione dei risultati del 2018 - treni più puntuali e più soddisfazione per i clienti".

A che punto è il processo Montante

[Dopo il di viene la notte, dopo la notte il di  e dopo i rimpianti tornano i rimpianti che avevo. Fernando Pessoa]  È confermato che Antonello Montante possa essere ritenuto il capo di un'associazione a delinquere che quindi è configurabile, così come è certificata la correttezza della misura cautelare emessa dal gip nell'operazione 'Double Face'. È quanto sostiene il Tribunale del Riesame di Caltanissetta che ha confermato l'ordinanza emessa dal gip Maria Carmela Giannazzo sfociata nell'arresto dell'ex leader di Confindustria Sicilia e di altre persone, ora a processo per associazione per delinquere finalizzata, tra l'altro, alla corruzione. La notizia è stata pubblicata stamane dal quotidiano La Sicilia. "Ieri - si legge sul quotidiano - è stato il giorno delle speranze che, per il momento, svaniscono: la difesa dell'ex leader di Confindustria Sicilia confidava molto nella pronuncia del Riesame di Caltanissetta, dopo che la Cassazione aveva accolto con rinvio il ricorso, limitatamente alla sussistenza del capo d'imputazione sul reato associativo". La Suprema Corte nelle motivazioni della sentenza emessa lo scorso 21 novembre aveva in pratica confermato l'esistenza del "sistema Montante", descrivendo "l'assoluta centralità" dell'imputato "in grado di creare dal nulla un'allarmante e pervasiva rete illecita, giunta a penetrare non solo nei vertici delle forze dell'ordine in ambito locale, ma anche a livelli apicali di organismi istituzionali operanti a livello centrale".    Ma la Cassazione aveva chiesto al Tribunale di fornire "risposta adeguata" ai "salti logici" e agli "indistinti automatismi", stabilendo appunto se il sistema costruito dall'ex leader confindustriale "si sia strutturato sotto forma di associazione" e, "in caso di risposta affermativa, quale sia stata la sua effettiva estensione".E ieri il Riesame ha dato la sua risposta.    Sciogliendo la riserva dopo l'udienza camerale. I giudici del Riesame hanno invece annullato l'ordinanza del Gip, limitatamente al capo d'imputazione associativo, per il colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, ex capo centro della Dia di Palermo già ai vertici dei servizi segreti dell'Aisi. L'ufficiale, che era agli arresti domiciliari, è stato scarcerato sia pure con l'obbligo di dimora. Due processi, uno con rito abbreviato e uno con rito ordinario, 23 imputati complessivi e l'accusa di aver fatto parte - con ruoli diversi - del cosiddetto 'sistema Montante', una sorta di rete di spionaggio messa in piedi dall'ex leader di Confindustria Sicilia per ottenere informazioni relative alle indagini a suo carico. Sono i procedimenti scaturiti dall'inchiesta della Polizia che a maggio dello scorso anno portò in carcere l'ex paladino della legalità.    Nel processo con il rito abbreviato - la prossima udienza è in programma lunedì davanti al Gup di Caltanissetta Graziella Luparello - gli imputati sono 6 e sono accusati, a vario titolo, di corruzione, favoreggiamento, rivelazioni di segreto d'ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. Oltre allo stesso Antonello Montante sono alla sbarra l'ex comandante provinciale della Gdf di Caltanissetta Gianfranco Ardizzone, il sostituto commissario Marco De Angelis, il questore Andrea Grassi, il capo della security di Confindustria Diego Di Simone Perricone e il dirigente regionale Alessandro Ferrara.    Con il rito ordinario, davanti al tribunale di Caltanissetta, verranno processati in 17: l'ex presidente del Senato Renato Schifani, l'ex direttore dell'Aisi Arturo Esposito, il caporeparto dell'Aisi Andrea Cavacece, Massimo Romano, Massimo Cuva, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Cali', Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta (tre dipendenti di Montante), il poliziotto Salvatore Graceffa; il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo.

Infiorata agli Skunk Anansie

[Due ore ti ho aspettato, due anni ti aspetterei. Dimmi: devo aspettare ancora? O non vieni perché è ancora giorno? Fernando Pessoa]  "Non raccontiamo solo di Noto, patrimonio Unesco e gioiello barocco, ma raccontiamo di un luogo dell'anima, di uno stile di vita, di un'identità. Non possiamo far conoscere la luce, i profumi, l'atmosfera di Noto se non invitando a venire". Lo ha detto Francesco Terranova, assessore ai Beni Culturali, alla presentazione di Noto città d'Arte 2019, nella sede della Stampa Estera a Roma. Il fitto calendario di eventi organizzati nella cittadina in provincia di Siracusa sarà inaugurato l'11 aprile con la mostra "L'Impossibile è Noto" nel Convitto delle Arti Noto Museum. Sarà aperta fino al 10 novembre e dedicata a 100 capolavori unici, di maestri del Novecento, come Dalì, Boccioni, Kandinskij, Mirò, De Chirico, Picasso, Klee, provenienti da fondazioni e collezioni private. Tanta anche i concerti, con il palco dinanzi la splendida scalinata della Cattedrale di San Nicolò: Skunk Anansie (10 luglio), Negrita (9 agosto) e Max Gazzè.

mercoledì 27 marzo 2019

Morto l’eroe Michel Bacos

[Chi non vuole lavorare, si adatti a mendicare. Proverbio] È morto a 95 anni Michel Bacos, il comandante francese del volo 139 dell'Air France dirottato nel 1976 ad Entebbe (Uganda) in un attentato del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). Lo ha annunciato su Twitter Dani Dayan, Console generale di Israele a New York, titolando "morte di un eroe". Bacos "si rifiutò - ha ricordato Dayan - di lasciare i passeggeri ebrei del volo" e restò con loro fino a quando furono salvati da una memorabile impresa di un commando dell'esercito israeliano guidato da Yonatan Netanyahu - fratello dell'attuale premier Benyamin Netanyahu - che restò ucciso. "Ti salutiamo capitano", ha scritto Dayan. La storia comincia il 27 giugno del 1976, quando due palestinesi appartenenti al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) e due tedeschi aderenti alla Banda Baader-Meinhof, si impadronirono, poco dopo il decollo ad Atene, del volo 139 dell'Air France proveniente da Tel Aviv con destinazione Parigi. A bordo 244 passeggeri e 12 persone di equipaggio. Al comandante dell'airbus A300 fu subito ordinato di dirigersi verso Bengasi in Libia dove l'aereo rimase a terra per sette ore durante le quali venne rifornito e fu rilasciata una donna. L'Airbus decollo’ nuovamente, per dirigersi verso Entebbe, in Uganda. Il commando, infatti, si aspettava appoggi dal governo del dittatore ugandese Idi Amin che simpatizzava per la causa palestinese. Appoggi che, puntualmente, Amin offri , e l'aereo atterrò così ad Entebbe alle 03:15 del 28 giugno. I dirottatori, ai quali si aggiunsero ben presto altri tre terroristi, chiese la liberazione di 40 palestinesi detenuti in Israele, oltre a quella di altri 13, che si trovavano nelle prigioni di Kenya, Francia, Svizzera e Germania. I responsabili del sequestro rilasciarono la maggior parte degli ostaggi, trattenendo nel terminal solo i cittadini israeliani e gli ebrei, che minacciavano di uccidere se le loro richieste non fossero state accolte. Il capitano del volo, Michel Bacos, insieme a tutto l'equipaggio del volo, chiese di restare con gli ostaggi rinchiusi nel vecchio terminal dell'aeroporto, costruito anni prima proprio da tecnici e maestranze israeliane. Israele rifiutò subito di trattare con i terroristi e, dopo alcuni giorni, quattro aerei da trasporto C-130 Hercules atterrarono di notte ad Entebbe. Ne scesero oltre 100 soldati di Tsahal, in gran parte del reparto speciale 'Sayeret Matkal'. Insieme a loro sbarcò anche una Mercedes nera, affiancata da alcune Land Rover al seguito: tutto per simulare la visita di un alto ufficiale, o forse dello stesso Amin, per distrarre l'attenzione degli ugandesi e dei terroristi. Il finto corteo presidenziale riusci ad arrivare al terminal ed entrò all'interno: in breve gli ostaggi furono liberati e i dirottatori uccisi. Tornando agli aerei, gli israeliani e gli ostaggi cominciarono ad essere bersagliati dai cecchini ugandesi, riavutisi dalla sorpresa: fu in quell'occasione che morì il comandante del gruppo, Yoni Netanyahu, fratello del futuro leader del Likud e primo ministro Benjamin Netanyahu. Sistemati i cecchini, il commando distrusse i caccia ugandesi fermi sulla pista. Poi il decollo verso Tel Aviv: l'operazione 'Jonatahn' era durata circa 30 minuti. Degli ostaggi, ne morirono tre, il primo ucciso per errore dagli israeliani, gli altri due colpiti dagli ugandesi. Il colonnello Netanyahu fu l'unico soldato israeliano ucciso.

Sac in vendita

[Il lavoro è la cura suprema di tutte le miserie e i mali che hanno mai afflitto l'umanità. Thomas Carlyle] L’Assemblea dei soci insieme al cda di Sac, la società che gestisce lo scalo internazionale di Fontanarossa, ha confermato l’intento di proseguire il processo di privatizzazione dell’aeroporto di Catania. Un percorso più volte illustrato su grandi linee, ma che ora fa un passo avanti, con la scelta della modalità di cessione delle quote da parte dei soci. Tra le varie possibilità esposte dall’ad Nico Torrisi è stata preferita quella del ‘trade sale’: la cessione di una quota di maggioranza a un partner privato selezionato con procedura ad evidenza pubblica. Ipotesi, questa, vista favorevolmente da tutti i soci, previe le opportune verifiche ai fini di un approfondimento legislativo. All’assemblea erano presenti tutti i soci e i membri del Collegio sindacale. “La nostra CamCom – ha detto il presidente della Camera di Commercio del SudEst Sicilia Pietro Agen – ha dato disponibilità a vendere una quota della propria partecipazione fino a un massimo del 70% e io ho mandato di procedere in questo senso”. Più prudente il rappresentante di Irsap Giovanni Pierino. “Siamo favorevoli al processo di privatizzazione – ha detto – ma, ovviamente, occorrerà un confronto con la Regione, alla quale l’ente che rappresento deve rispondere”. Sulla stessa linea d’onda la consigliera Carmela Florena (Libero consorzio Siracusa), che ha evidenziato la volontà di procedere con la privatizzazione previa valutazione di alcuni elementi ancora da approfondire. Di “strada obbligata” ha parlato il sindaco Salvo Pogliese.  “Innanzitutto – ha detto – plaudo ai grandi risultati raggiunti dalla governance dell’aeroporto di Catania negli ultimi anni. Lo scalo cresce da tutti i punti di vista e proprio per questo necessita di investimenti aggiuntivi che in questo momento i soci non sono in condizioni di poter garantire. Credo che la privatizzazione, portata avanti con trasparenza e salvaguardia degli interessi del territorio – ha concluso – sia una strada coerente con quanto fatto in altri grandi aeroporti”.

La guerra di GC10

[Io suono al conservatorio. Sì, ma non mi aprono mai. Groucho Marx]Con la Cina serve "molta attenzione", avverte il capoeconomista di Confindustria, Andrea Montanino, che sottolinea un modus operandi nei Paesi dove ha fatto accordi "non con investimenti in equity, con prestiti che spesso non riescono ad essere ripagati perché le condizioni non sono ottimali, spesso non trasparenti". Accordi rivolti a "Paesi in una situazione debole economicamente. E se noi siamo considerati così dobbiamo stare particolarmente attenti". Il rapporto del Centro studi di Confindustria, presentato oggi, commenta le opportunità legate all'accordo sulle nuove vie della seta ("in posizione privilegiata" perché "il 60% degli scambi europei con la Cina avviene via mare" ma avverte che "le tensioni strategiche Cino-americane, anche in caso di accordo bilaterale, si riverseranno in territorio europeo", dal tema degli investimenti cinesi al "5Gg di Huawei". E sottolinea: "Una maggiore cooperazione con la Cina è necessaria ma senza rotture con il principale alleato atlantico e soprattutto costruendo una posizione negoziale forte".  "Operiamo per un futuro di crescita e sviluppo e il memorandum con la Cina offre preziose opportunità per le nostre imprese", dice il premier Giuseppe Conte al Corriere della Sera sull'intesa con Pechino: il testo, "imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso", in una cornice "trasparente". È "perfettamente compatibile" con la nostra collocazione nella Nato e nel Sistema integrato europeo: "Nessun rischio di colonizzazione", precisa Conte. "Il testo, che abbiamo negoziato per molti mesi con la Cina, imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un'intervista al Corriere della Sera in apertura di prima pagina, nello spiegare le ragioni dell'intesa con la Cina e difenderne gli obiettivi. Il premier esclude che alla fine possa non arrivare la firma: "Non ci sono ragioni ostative per non finalizzare il lavoro compiuto in questi mesi". "L'Italia - precisa Conte sulla questione - formalizza in modo trasparente la cornice entro cui avviare questa collaborazione", "senza mettere minimamente in discussione la sua collocazione euroatlantica". Ai timori del vice Salvini sull'accordo, il premier risponde: "Nessun rischio di colonizzazione. Le ragioni della prudenza sono pienamente condivise all'interno del governo: la tutela della sicurezza nazionale, anche sul piano economico, è un valore fondamentale che intendiamo rafforzare". E agli Usa, per i quali potrebbe risultare 'opaco': "Nessun rischio del genere, come si potrà constatare dalla lettura dell'accordo". Non è singolare rinviare sulla Tav e poi dire sì al progetto Via della Seta?, gli viene chiesto. "La Tav ormai è un'ossessione nazionale. Ci sono centinaia di cantieri sul territorio che possiamo far ripartire grazie al decreto legge che anticiperà la riforma del codice degli appalti. Già in settimana apriremo un tavolo con le Regioni, con Anci e con Ance per sbloccare le opere ferme in tutta Italia. Operiamo per un futuro di crescita e sviluppo e - aggiunge - il memorandum con la Cina offre preziose opportunità per le nostre imprese". Ma la Cina in Italia, in Europa è venuta anche, se non principalmente, per investire. Se investe nei porti va tutto bene, ma se volesse investire negli apt ci sarebbe il veto dei sindacati spalleggiati dai grullini. I comunisti cinesi hanno le idee confuse. I comunisti storicamente sono statalisti, vorrà dire che gli italiani sono fuori dal mondo. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, si dice "favorevole" alla privatizzazione degli aeroporti siciliani e dai sindacati si sollevano le prime obiezioni. "Gli aeroporti sono dei siciliani e a servizio della nostra regione, diciamo no a svendite frettolose che non fanno gli interessi dei cittadini ma rischiano solo di arricchire i privati: il governo Musumeci ci convochi immediatamente o siamo pronti davvero a bloccare i voli", dicono il segretario generale della Legea Cisal Gianluca Colombino e il segretario della Ugl Trasporto Aereo Domenico De Cosimo. Se vedi troppo tg alla fine credi di essere in Francia, ma siamo italiani patria dei grullini con un ministro degli interni che giustamente pif ha soprannominato “bimbominchia”. Stiamo sereni ragazzi.  "La norma contenuta nel Collegato sulla cessione delle quote nelle società aeroportuali ci aveva già messo in allarme - continuano Cisal e Ugl - ma adesso siamo davvero arrivati : chiediamo una immediata convocazione dei sindacati e un chiarimento sul destino degli aeroporti siciliani, altrimenti siamo pronti ad azioni eclatanti a difesa di una proprietà che è dei cittadini e non di qualche compagine politica e a tutela dei lavoratori".

lunedì 25 marzo 2019

Sauvignon premia l’Italia

[Per anni ho continuato a pensare che il mio lavoro fosse innanzi a me, mentre ora è dietro di me: in nessun momento è stato in me. Simone de Beauvoir] L'Italia sale sul podio dei migliori Sauvignon del mondo arrivando terza dopo Francia e Austria, con 35 medaglie vinte. Sono questi i risultati della decima edizione del Concorso mondiale Sauvignon che si è tenuto dal 7 al 9 marzo scorsi a Udine e diffusi oggi al ProWein di Dusseldorf (Germania). La competizione, organizzata dall'agenzia belga Vinopres, ha visto 1.010 vini in gara, valutati da una giuria composta da una settantina di esperti internazionali, che ha assegnato 122 Medaglie d'Oro e 180 Medaglie d'Argento a Sauvignon provenienti da Francia, Austria, Italia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Spagna, Cile, Bulgaria, Germania, Stati Uniti, Slovenia, Slovacchia, Romania, Svizzera, Repubblica Ceca, Turchia, Grecia e Argentina. In testa alla classifica una volta ancora, la Francia, con 157 medaglie vinte (il 24% in più, rispetto al 2018). Con 45 medaglie, l'Austria si è assicurata il secondo posto. L'Italia, con le sue 35, si è classificata terza, con un incremento del 66% rispetto all'anno scorso. Due terzi delle medaglie del Belpaese sono state assegnate a Sauvignon provenienti dal Friuli Venezia Giulia che si è aggiudicato in tutto 26 riconoscimenti, 12 d'oro e 14 d'argento. Con il 31% in più di medaglie rispetto all'anno precedente, la Nuova Zelanda è salita al quarto posto (21), seguita dal Sudafrica (14). Oltre alle 302 medaglie, la giuria internazionale ha assegnato anche 6 trofei Rivelazione ad altrettanti vini che hanno ottenuto il più alto punteggio, distinguendosi per l'eccellenza del Sauvignon bianco nelle diverse categorie. Unica 'Rivelazione' italiana è stato il Sauvignon 2018 Braida Santa Cecilia della Cantina Pitars di San Martino al Tagliamento (Pordenone). Nel 2020, il Concours Mondial du Sauvignon tornerà in Touraine, che ha ospitato con successo la competizione nel 2013.

Rapporto Mueller sarà pubblicato

[Il sangue di Gesù cristo, suo figlio, ci purifica da ogni peccato. Giovanni 1:7] Donald Trump non ha problemi con la pubblicazione del rapporto del procuratore speciale Robert Mueller. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders. ''Non ritengo che abbia nessun problema. È una completa e totale assoluzione'' dice Sanders a NBC. I democratici chiedono a gran voce la pubblicazione dell'intero rapporto e di tutto il materiale allegato per poter fare le loro valutazioni. Il presidente democratico della commissione Giustizia della Camera Usa Jerrold Nadler ha diffidato la Casa Bianca da ogni tentativo di impedire “la pubblicazione integrale in ogni sua parte” del rapporto consegnato due giorni fa al Dipartimento della Giustizia dal procuratore speciale Robert Mueller sulla possibile interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016. Per ottenere la quale sono pronti a ricorrere anche alla Corte Suprema. E, più in generale, ha messo in guardia il presidente Donald Trump da contrastare il lavoro di accertamento sul Russiagate avviato dal Congresso che “sarà assai più ampio” del solo rapporto Mueller e “andrà avanti comunque”. Nadler, in un report oggi alla stampa, ha fatto presente che i Democratici sono pronti a ricorrere fino alla Corte Suprema per ottenere in tempi brevi e senza omissis il rapporto di Mueller. “È fondamentale – ha sottolineato fra l’altro- che tutto in quel rapporto sia pubblico e pubblicato. Tutte le prove raccolte devono essere fatte conoscere al popolo americano. La trasparenza è l’unica possibile chiave: l’America ha bisogno di risposte su ciò che sta succedendo”. Perché “come abbiamo appreso grazie alla trasparenza del caso Nixon, così il privilegio esecutivo non potrà essere utilizzato per nascondere irregolarità”. “Non potrà essere accettato – ha ammonito ancora Nadler all’indirizzo di Trump- una semplice sintesi del rapporto. Il lavoro che il Parlamento deve fare è molto più ampio del lavoro del procuratore speciale che è soltanto quello di cercare crimini. Mentre a noi sta di proteggere il diritto dagli abusi di potere, dall’ostruzione di giustizia, dalla corruzione del potere. Il lavoro del Congresso andrà avanti comunque e non può essere ostacolato”. Anche “se – ha sottolineato il presidente della commissione Giustizia – è certamente ancora troppo presto per parlare di impeachment”.

Gaza sotto tiro

[Io sono dell’amico mio; e l’amico mio, che pascola il gregge tra i gigli, è mio. Cantico dei cantici 7:3] L'esercito israeliano ha cominciato a colpire Gaza in risposta al razzo di questa mattina. Ad essere colpite - ha reso noto - "obiettivi terroristici di Hamas". Fonti locali della Striscia riportano esplosioni. Un casa è stata colpita stamane a nord di Tel Aviv da un razzo sparato da Gaza, poco dopo che nella zona era risuonate le sirene di allarme. Lo ha riferito la radio militare israeliana, secondo cui sul posto ci sono sette feriti.    È la prima volta che la zona viene raggiunta da razzi palestinesi provenienti dalla Striscia. Secondo la polizia, il razzo è caduto in una zona agricola a nord della città di Kfar Saba. L'edificio colpito ha preso fuoco.    "Un attacco criminale contro Israele al quale reagiremo con tutta la forza". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu commentando l'attacco. "Vista la situazione di sicurezza - ha aggiunto - ho deciso di accorciare la visita negli Usa. Tra poche ore vedrò Trump e subito dopo tornerò immediatamente in Israele per seguire la situazione da vicino". Il presidente americano Donald Trump, parlando con Benyamin Netanyahu alla Casa Bianca, ha detto di riconoscere il diritto di Israele di avere la sovranita' sulle Alture del Golan.    ''Un razzo sparato da Gaza è esploso stamane a nord di Tel Aviv, ferendo israeliani. Questo è un atto di aggressione deliberato e pericoloso condotto da terroristi palestinesi, incoraggiati indubbiamente dalla compiacenza del Consiglio delle Nazioni unite per i diritti umani'', afferma su Twitter il portavoce del ministero degli esteri israeliano Emmanuel Nachshon, riferendosi ad una recente condanna ad Israele giunta appunto dall'organizzazione dell'Onu. Jair Bolsonaro compirà una visita in Israele fra il 31 marzo e il 3 aprile. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri israeliano. Il presidente del Brasile restituirà così la visita compiuta dal premier israeliano Benyamin Netanyahu, in occasione dell'insediamento di Bolsonaro alla fine dell'anno scorso.    Con l'elezione di Bolsonaro i rapporti fra i due Paesi si sono stretti e, secondo i media locali, non è casuale che Bolsonaro arrivi adesso a Gerusalemme, a pochi giorni dalle elezioni israeliane in cui è fra l'altro in gioco il futuro politico di Netanyahu.

domenica 24 marzo 2019

La solitudine di Az

[Niente va mai così male che non possa andare peggio. Arthur Bloch] “Abbiamo già deciso circa 12 mesi fa che abbiamo abbastanza crescita, stiamo crescendo abbastanza rapidamente e crediamo che non ci sia un ruolo per noi nel rifinanziamento di Alitalia”. Lo ha detto il ceo di Ryanair Michael O’Leary a margine della Conferenza nazionale del trasporto aereo. “Ma continuiamo a offrire collaborazione ad Alitalia nelle attività di feederaggio”, ha detto O’Leary. A chi gli chiedeva se ci fosse qualche possibilità per un altro ruolo per la low cost nell’operazione per l’ex compagnia di bandiera, ha risposto: “Non credo”. “Tutte la nostra attenzione al momento è dedicata a crescere fortemente negli aeroporti regionali italiani e di superare questa folle regolazione” ha detto. A chi gli chiedeva se avesse avuto qualche contatto con Fs, O’Leary ha risposto “no”.Al centro del confronto la dimensione del dialogo sociale e della contrattazione collettiva quale strumento privilegiato per l’individuazione tempestiva di soluzioni efficaci. Tutto ciò ha fatto emergere la necessità di regole in grado di governare il dialogo sociale definendo, in modo chiaro, chi sono i soggetti e come si articola la dinamica negoziale. Tra le proposte principali emerse: un modello di nuove relazioni industriali attraverso un sistema di governance che riveli una capacità di guardare oltre la contingenza con una strategia di lungo periodo sviluppata in un confronto inclusivo tra stakeholder; il rafforzamento dell’agenda sociale e la creazione di posti di lavoro di alta qualità, con l’assunzione di profili professionali in aree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics); salvaguardare il fondo di settore; favorire l’evoluzione della regolamentazione in materia di appalti e subappalti, anche con particolare riferimento al coinvolgimento delle cooperative; realizzazione di un polo manutentivo che faccia sistema tra i soggetti attivi per rispondere, in termini di occupazione e sviluppo, all’elevata dispersione di know-how verificatasi all’esito delle crisi Alitalia. “È imprescindibile un miglioramento quantitativo e qualitativo della connettività aeroportuale, garantendo uno sviluppo reale dell’intermodalità: questo vuol dire che va assicurato un serio sistema di collegamento tra aerei, porti e ferrovie”. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli intervenendo alla Conferenza nazionale del trasporto aereo. “A livello nazionale, il settore aeroportuale vale oggi il 3,6% del Pil. In particolare, l’impatto diretto è di 18 miliardi, mentre quello indiretto arriva a 53 miliardi di euro. E le previsioni di crescita per il futuro prevedono di raggiungere 150 miliardi”, ha spiegato Toninelli, sottolineando come “ogni investimento realizzato nel trasporto aereo in Italia ha un rilevante effetto moltiplicatore sull’economia del Paese e genera benefici per l’intero settore e per l’indotto. La crescita del trasporto aereo sulle rotte internazionali traina gli investimenti diretti esteri”. “La crescita esponenziale del traffico aereo prevista nei prossimi anni è una grande opportunità – gli ha fatto eco il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona. Si calcola che 4000 mila persone lavorino in più ogni milione di passeggeri. È necessario fare sistema, creare sinergie, come abbiamo fatto faticosamente in questi anni e i risultati si vedono. Ora è arrivato il momento di vincere la scommessa della competitività nel mercato globale. Abbiamo bisogno di regole certe, che tengano conto del mercato, degli operatori e del passeggero che è al centro di tutto. Per questo – ha concluso – abbiamo bisogno di un momento come quello di oggi dove tutti gli operatori si incontrano, si confrontano e condividono linee strategiche”. Durante la Conferenza l’ad di Fs Gianfranco Battisti si è soffermato su Alitalia spiegando che “può essere un’opportunità. È necessario che la compagnia di bandiera rimanga una compagnia di bandiera. Il Paese non può non avere un presidio soprattutto sul lungo raggio”, ha aggiunto. “Su Alitalia c’è una grande aspettativa. Aspettiamo di finire gli incontri che stiamo portando avanti con gli operatori. Crediamo in una operazione industriale per intercettare tutti i flussi di traffico”, ha aggiunto annunciando che il piano industriale di Fs per Alitalia arriverà “sicuramente prima di Pasqua”. Il commissario straordinario di Alitalia Stefano Paleari ha invece reso noto che “le prospettive per le prenotazioni di marzo, aprile e della stagione estiva sono molto buone”.  Viste le grandi opportunità che si prospettano per il settore, è stato evidenziato che occorre creare le migliori condizioni per accogliere il traffico crescente dando agli operatori economici certezze sulla programmazione degli investimenti da orientare all'ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali e al miglioramento dei servizi offerti. Risulta pertanto necessario semplificare la normativa economica e tecnica, identificando meglio il ruolo degli attori in campo; snellire ed accelerare la procedura di rilascio delle concessioni; evitare “asimmetrie competitive” prodotte da fattori geografici, normativi o tecnici; favorire la razionalizzazione del mercato dell’handling. Occorre quindi proseguire con il processo di liberalizzazione dei cieli definendo anche regole comuni in materia di aiuti di Stato, con massima trasparenza nell'erogazione dei contributi alle start up e grande attenzione affinché tutti gli operatori possano beneficiare di tali opportunità di crescita. È necessario migliorare e rendere più efficace il sistema di tutela del passeggero, reale fruitore del servizio.

Domani sciopero del trasporto aereo

[Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza. Arthur Bloch] Cancellazione di molti voli e conseguenti disagi per i passeggeri delle linee aeree a causa dello sciopero nazionale in tutto il settore del trasporto lunedì 25 marzo. L’agitazione riguarda i lavoratori aderenti a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, che si fermeranno dalle 10 alle 14 mentre, nella stessa fascia oraria, Anpac e Anpav hanno confermato lo sciopero di quattro ore per piloti e assistenti di volo Alitalia. Per Alitalia, secondo le informazioni reperibili sul sito della compagnia, sono già stati cancellati 97 voli. Anpac e Anpav, in rappresentanza dei Piloti e degli Assistenti di volo di Alitalia SAI e Alitalia Cityliner nei giorni scorsi hanno infatti confermato che “in considerazione del fatto che l’atteggiamento del management in amministrazione straordinaria non ha consentito di superare le attuali criticità, sono quindi costrette a confermare lo sciopero di quattro ore previsto per domani”. Sempre per il 25 marzo è stato indetto uno sciopero del personale navigante Air Italy proclamato da Filt-Cgil/Uilt-Uil/Ugl-ta. Stavolta si tratta di una protesta di 24 ore anche se la compagnia dal suo sito internet fa sapere che “le fasce orarie garantite sono dalle 07.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00”. Lo sciopero di Alitalia e Air Italy si svolgerà in tutti gli aeroporti italiani. In una nota i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno spiegato che “Lunedì 25 Marzo 4 ore di sciopero nazionale nel trasporto aereo. La protesta coinvolgerà, ad eccezione dei controllori di volo, tutti gli addetti del settore, piloti e assistenti di volo, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie aeree e gli addetti all’Handling, al Catering e delle gestioni aeroportuali. Alla base dello sciopero c’è la situazione Alitalia, il cui esito non è affatto scontato, con circa 1500 addetti ancora in Cigs e la mancanza di un riscontro su alcune criticità gestionali e altre legate al costo del lavoro. Inoltre denunciamo – si legge ancora in una nota – la mancanza di certezze e di risorse adeguate al Fondo di solidarietà del settore che ha permesso di gestire le crisi passate e che deve servire per accompagnare quelle in atto, causate dalla mancanza di regole che sta determinando crisi aziendali in tutti i comparti, mettendone a rischio l’occupazione”.Sciopero del personale della vigilanza privata degli aeroporti anche in Sicilia. I lavoratori si asterranno per l’intero turno lavorativo del 25 marzo a partire dalla mezzanotte di stasera. I segretari regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, comunicano che domani effettueranno un sit-in davanti ai locali della prefettura dalle 9 alle 13. Lo sciopero è stato indetto a sostegno della trattativa con le associazioni imprenditoriali per la mancanza di una intesa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto nel 2015, applicato ai circa 70 mila addetti al settore. Tra i nodi irrisolti anche quelli legati al trattamento economico e ai cambi di appalto.

sabato 23 marzo 2019

Il Golan è israeliano

[Chi non vuol lavorare, non mangi. (Tessalonicesi II, 3, 10) San Paolo] L'Iran, assieme all'Isis e ad al Qaida, è la principale minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione: lo ha detto Mike Pompeo, Segretario di Stato americano appena giunto in Kuwait per un tour regionale che coinvolge anche Libano e Israele.    Parlando con le autorità dell'emirato del Golfo, Pompeo ha affermato: "Soffriamo tutti delle stesse minacce, da al Qaida, dall'Isis, dall'Iran". Non è un caso che il premier israeliano esulti per la decisione: “Hai fatto la storia“, ha detto in una conversazione telefonica il premier israeliano – come riferisce il suo ufficio – al presidente americano. Netanyahu ha anche diffuso un tweet in cui afferma: “In un momento in cui l’Iran cerca di usare la Siria come piattaforma per distruggere Israele, il Presidente Trump coraggiosamente riconosce la sovranità israeliana sulle alture del Golan. Grazie Presidente Trump! @realDonaldTrump“. Netanyahu in un incontro con Pompeo a Gerusalemme ha poi definito la decisione di Trump “il miracolo di Purim” facendo riferimento alla festa che si celebra in Israele e che ricorda la salvezza degli ebrei nell’antica Persia, oggi Iran, da parte della regina Esther. “Ho ringraziato per telefono il presidente Trump a nome del popolo di Israele – ha detto Netanyahu – Ha di nuovo fatto la storia. Prima ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, poi ha lasciato il disastroso accordo nucleare con l’Iran ed ora ha preso forse la decisione più importante”. "Non permetteremo in nessun caso la legittimazione dell'occupazione del Golan". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in merito all'annuncio del riconoscimento Usa della sovranità di Israele. "La disgraziata dichiarazione di Trump sulle Alture del Golan porta la regione alle porte di una nuova crisi", ha aggiunto Erdogan. Da parte sua anche la Siria - Paese di cui facevano parte le Alture del Golan fino al 1967 - denuncia con forza le dichiarazioni del presidente Usa, riferisce l'agenzia governativa Sana, che cita un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco. "Le dichiarazioni di Trump - si afferma - non cambiano la verità, perché il Golan è e rimarrà siriano". La Siria ha denunciato le affermazioni di Trump come "una violazione delle risoluzioni internazionali" circa l'illegittimità della presenza israeliana. "La legittimità di Gerusalemme e del Golan sono determinate dal popolo palestinese e da quello siriano", ha detto Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente palestinese, Abu Mazen. "Qualsiasi decisione presa dagli Usa - ha aggiunto - è contro la legge e la legittimità internazionale. Non ha alcun valore, non darà legittimità all'occupazione israeliana e rimarrà lettera morta". Ma - ha concluso - accrescerà solo "la tensione nella regione" L'Egitto "ha confermato la propria posizione che considera il Golan siriano come un territorio arabo occupato", scrive l'agenzia Mena citando un comunicato del ministero degli Esteri. La posizione del Cairo è basata sulla "legittimità internazionale" creata da varie risoluzioni dell'Onu con "in testa" la numero 497 del 1981 contro l'annessione israeliana.  La decisione del presidente americano "porterà nuove crisi" in Medio Oriente, secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, che ha sottolineato come si tratti di una posizione contraria alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Non c'è altra soluzione possibile se non la fine dell'occupazione" del Golan da parte di Israele e la difesa della "sovranità della Siria", ha aggiunto Ghashemi. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle alture del Golan possono "destabilizzare la regione" e dunque è opportuno che restino "solo una proposta". Lo dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. "Cambiare lo status delle Alture del Golan scavalcando il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è una diretta violazione delle decisioni delle Nazioni Unite", ha detto dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri in un'intervista a Radio Kommersan, Maria Zakharova, che ha sottolineato che la posizione della Russia, secondo cui le Alture appartengono alla Siria, resta invariata. “Oggi abbiamo assistito all'ennesima occasione in cui il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha tradito il suo mandato, cedendo alla manipolazione di Hamas": lo dichiara l'Ambasciatore d'Israele in Italia, Ofer Sachs, commentando la risoluzione di condanna per le violenze al confine tra Gaza e Israele. Nella nota, l'Ambasciatore esprime "amarezza rispetto all'astensione italiana", accanto a quella di altri stati membri, nel voto del Consiglio. 

Artista israeliano boicottato

[Il cliente che paga di meno è quello che si lamenta di più. Arthur Bloch] E' bufera sul festival jazz Musica sulle Bocche, in programma ad agosto, dopo che il musicista israeliano Eyal Lerner ha accusato il direttore artistico della manifestazione, Enzo Favata, di discriminazione. La segnalazione è arrivata anche al Comune di Santa Teresa di Gallura, partner dell'evento e il sindaco Stefano Ilario Pisciottu ha deciso di sospendere ogni iniziativa legata alla realizzazione del Festival Jazz Musica sulle Bocche 2019, "in attesa delle necessarie e opportune valutazioni in merito alle decisioni da intraprendere". La vicenda è stata segnalata su Fb dallo stesso Lerner: "Per la prima volta dopo 23 anni in Italia un messaggio di BOICOTTAGGIO artistico perché sono israeliano - scrive - Devo sottolineare che probabilmente non mi avrebbe accettato al suo festival per altri ragioni MA dalla SUA volontà ha sottolineato COMUNQUE la sua posizione nel boicottare tutti gli israeliani e i sionisti". Quindi ha pubblicato la risposta di Favata datata 1 marzo. "'Buongiorno. Il festival ha chiuso il programma. Ma le devo dire che la politica di Musica sulle Bocche, boicotta qualsiasi artista israeliano o sionista per via dell'atteggiamento di Israele su Gaza e sui territori palestinesi occupati'". La replica di Favata è affidata a una nota: "Ho già presentato le mie scuse formali al musicista Eyal Lerner e a tutti coloro che si sono sentiti offesi da mie affermazioni in una conversazione privata. Mi assumo le responsabilità dell'errore commesso e spero di poter incontrare personalmente il musicista israeliano. Tutta la mia vita di privato cittadino, di artista e direttore del Festival Musica sulle Bocche sta a testimoniare che mai in nessun modo ho discriminato qualcuno e anzi ho sempre operato per l'incontro tra le culture più diverse attraverso la musica. Perciò rigetto con forza e mi difenderò in ogni sede dalle accuse diffamatorie e calunniose di antisemitismo e razzismo che mi vengono rivolte a causa di questa vicenda. Se c'è un modo per rimediare a questo mio errore, è quello di riaffermare ancora più forte i valori del dialogo e della pace. Non abbiamo bisogno di altro odio".

Dilettanti allo sbaraglio/45

[Non possiamo disperare nell'umanità, dal momento che noi stessi siamo esseri umani.  Albert Einstein] Vincere al gioco potrebbe non essere una buona notizia per chi ha ottenuto il reddito o la pensione di cittadinanza. Con una novità introdotta durante l'esame alla Camera è ora previsto che ''la perdita dei requisiti si verifica anche nel caso di acquisizioni di somme'' sopra gli importi previsti ''a seguito di donazione successione o vincite''. L'importo è di 6.000 euro e sale di 2.000 euro per ogni componente della famiglia, fino ad un massimo di 10.000 euro. Il superamento della soglia deve essere comunicato entro 15 giorni. La novità, che ovviamente non riguarda solo i giochi ma tutti gli incrementi di 'ricchezza' che porta sopra le soglie definite, era già nella logica del provvedimento ma durante il passaggio alla Camera è stato introdotta una ulteriore formulazione che precisa chiaramente che non si può superare la soglia anche nel caso in cui questi denari siano stati regalati, ereditati o vinti al gioco. Quest'ultimo aspetto non è sfuggito all'Agenzia Agipro, specializzata nei giochi. Ovviamente il meccanismo scatta anche se la vincita è minore ma, sommandola a quanto già si possiede, si superano le soglie previste per i requisiti patrimoniali. Questi sono articolati a seconda delle tipologie di famiglia. Così se il valore base da non superare è di 6.000 euro, è previsto un incremento di 2.000 euro per ogni familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. Ci sono poi ulteriori incrementi dal terzo figlio in poi e per eventuali familiari con disabilità. Dal terzo figlio la somma si incrementa di 1.000 euro mentre per ogni disabile di 5.000 euro. Arriva il decreto sulla Brexit, con le nuove norme che alla vigilia dell'intesa sulla Via della seta rafforzano la golden power per il G5. E arriva il via libera al decreto "Sblocca cantieri", ma solo "salvo intese". Quindi nei fatti ancora tutto da definire. L'intesa politica ancora non c'è. La tensione a Palazzo Chigi è palpabile. Anche il testo sulla Brexit è "salvo intese", non blindato. I ministri di M5s e Lega già litigano anche sul decreto per la crescita, che il premier Giuseppe Conte annuncia per la prossima settimana. "Rischiamo di approvare un decreto Blocca cantieri, senza la s", lamenta la Lega. E Matteo Salvini, che al Cdm giunge assai irritato, elenca le cose che "mancano" nel testo preparato da Danilo Toninelli con la supervisione di Conte. Il premier media, smussa. "Si parte divisi per colpire uniti", dice. Ma il braccio di ferro tra M5s e Lega è durissimo e lo scontro minaccia di proseguire per giorni. Non c'è l'atteso vertice a tre di Conte con Salvini e Luigi Di Maio per sciogliere i nodi politici. E questo non aiuta in Cdm. I nodi sono tanti e tali, che la riunione inizia dopo pranzo per essere quasi subito sospesa e poi aggiornata (anche causa impegni di Conte) alla serata. Il governo approva, con un sostanziale accordo nella maggioranza ma "salvo intese", il decreto per parare i colpi del "No deal" sulla Brexit. Lì vengono inserite le norme sul golden power che rafforzano la tutela sull'infrastruttura G5 prevedendo l'obbligo di notifica anche per gli acquisti per la realizzazione e gestione delle reti, quando posti in essere da soggetti extra-Ue. Una norma erga omnes, ma che serve a placare i timori emersi anche in ambienti Usa su Huawei, in vista del memorandum di intesa con la Cina che sarà firmato sabato a Roma. Il decreto Brexit è una "corsia preferenziale" scelta per la golden power, rispetto al più travagliato "Sblocca cantieri", che potrebbe richiedere, sottolineano i leghisti, ancora molte giornate di lavoro. E la formula "salvo intese" lascia aperto lo spazio di inserire in quel testo alcune norme per la crescita che i leghisti avrebbero voluto introdurre già nel decreto cantieri. Se ne parla brevemente in Cdm: Giovanni Tria spinge perché prima del Def venga varata una serie di misure su investimenti e fisco in grado di dare impulso a un'economia in forte rallentamento. Fitch abbassa la stima del Pil nel 2019 di un intero punto, dall'1,1% all'0,1%: bisogna reagire. Ma pure Luigi Di Maio sta lavorando a un suo pacchetto crescita. Le misure dovrebbero essere fuse in un unico, "corposo", decreto. Ma dal primo confronto in Cdm emergono nodi, secondo il M5s, su misure come Pir (Piani individuali di risparmio) e superammortamento. Da una parte Tria e ministri leghisti, dall'altra i pentastellati. Si discute sulle proposte di Di Maio sul venture capital. E, extra Cdm, Massimo Garavaglia rilancia: bisogna "mettere altri 450 milioni per gli enti territoriali e ampliare la semplificazione degli appalti. Per le aziende si può fare di più, ampliare la deducibilità dell'Imu, sistemare la mini-Ires", afferma. Tutta aperta, secondo la Lega, è la partita dello Sblocca cantieri. Salvini fa ingresso in Cdm visibilmente irritato. "Così non si sblocca niente", lo sentono dire. Davanti alle telecamere lo dice chiaro e tondo: "Mancano tante opere da sbloccare. E manca un sostanzioso incentivo alla ripartenza dell'edilizia privata". E' il pacchetto per la "rigenerazione urbana" che secondo il M5s conteneva un condono: "Nessun condono ma devono ripartire manutenzioni, messe a norma, adeguamenti ambientali e antisismici, con sconti alle famiglie. Se non riparte l'edilizia, non riparte l'Italia". Fino all'ultimo si cerca una mediazione su punti come i commissari per le opere, con l'ipotesi di due supercommissari per Anas e Fs. E anche sull'elenco delle opere da sbloccare (potrebbe non esserci, per lasciare maglie più ampie alle norme). Il testo approvato in Cdm, difeso dal M5s e attaccato dalla Lega, potrebbe ancora cambiare.[segue]

Trump verso l'impeachment

[È meglio fare una fine orrenda che sopportare orrori senza fine. Arthur Bloch] Ivanka Trump è una donna molto ambiziosa e sarebbe convinta di poter diventare un giorno presidente degli Stati Uniti.  Emerge dal libro 'Kushner Inc.' di Vicky Ward, uscito in queste ore in America, dove si ricostruisce l'ascesa al potere della coppia formata dalla figlia del tycoon e dal genero Jared Kushner.    Secondo le testimonianze raccolte da Ward fu l'ex consigliere economico di Donald Trump, Gary Cohn, a parlare delle aspirazioni presidenziali di Ivanka: "Il fatto che suo padre governi ora a Washington le fa credere che sia l'inizio di una grande dinastia americana, come i Kennedy o i Bush", avrebbe affermato Cohn, che lasciò la Casa Bianca non solo per la divergenza di vedute con Trump ma anche per i cattivi rapporti con la first daughter. Robert Mueller consegna il rapporto sulle indagini sulle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016, chiudendo un'inchiesta durata 22 mesi. E Donald Trump a Mar-a-Lago attende di conoscerne i contenuti, ovvero se il procuratore speciale ha rinvenuto - fra l'altro - collusione e ostruzione di giustizia. La palla passa ora al ministro della Giustizia, William Barr, che ha ricevuto il plico e al quale spetta decidere quanto condividere del documento con il Congresso e quanto rendere pubblico.   L'annuncio della consegna dell'atteso rapporto Mueller arriva mentre Donald Trump è a Mar-a-Lago, la Casa Bianca d'inverno. Il primo commento dell'amministrazione è affidato alla portavoce Sarah Huckabee Sanders: "I prossimi passi stanno ora ministro della Giustizia Barr. La Casa Bianca non ha ricevuto e non è stata informata sul rapporto del procuratore speciale" twitta Sanders. Del rapporto e dei suoi contenuti si sa per ora ben poco. Le uniche informazioni trapelate sono arrivate dal Dipartimento di Giustizia, che ha definito il rapporto "ampio": "pochi" lo hanno visto, fra questi il vice ministro Rod Rosenstein. La consegna del rapporto termina un'inchiesta che ha messo in difficoltà l'amministrazione fin dall'inizio del mandato di Trump e che ha portato all'incriminazione di 34 persone, inclusi sei ex consiglieri di Trump. Cinque persone vicine al presidente si sono dichiarate colpevoli, fra queste l'ex legale personale del presidente Michael Cohen. "Questa è una illusione di collusione, non c'è alcuna pistola fumante qui. Ad oggi, dopo tutto quello che è successo, dopo aver speso milioni, non abbiamo alcuna collusione russa. Non c'è nulla da impeachment qui": cosi' Donald Trump dopo gli ultimi sviluppi del Russiagate. Si mette male per Michael Cohen, l'ex avvocato di Donald Trump invischiato nel Russiagate. I procuratori federali che da tempo indagano sulla sua persona, tra cui il procuratore federale che coordina le indagini del Russiagate Robert Mueller, hanno chiesto "un periodo sostanzioso di detenzione" per colui che fino a poco tempo fa era uno degli uomini più vicini al tycoon. Questo nonostante Cohen si sia dichiarato colpevole e abbia collaborato con gli investigatori, attirandosi le ire del presidente americano. Ma la sua collaborazione - spiegano i procuratori in una serie di documenti depositati presso la corte di Manhattan che dovrà emettere la sentenza la prossima settimana - non può cancellare i reati commessi: la violazione delle leggi sui finanziamenti elettorali durante la campagna del 2016 e aver mentito al Congresso nell'ambito dell'inchiesta sulle interferenze della Russia sulle elezioni presidenziali del 2016. Inoltre Cohen è ritenuto colpevole di aver mentito sul pagamento di due donne per metterle a tacere sulle presunte relazioni con Trump: l'ex pornostar Stormy Daniels e l'ex modella di Playboy Karen McDougal. In tutto Cohen rischia una pena che dovrebbe aggirarsi sui quattro anni di carcere. Per i procuratori si sarebbe in particolare coordinato con la campagna di Trump per tentare di influenzare il voto del 2016. Avrebbe inoltre mentito sul progetto ambizioso della costruzione di una Trump Tower a Mosca, con tanto di penthouse da dare in dono allo zar del Cremlino Vladimir Putin. Un investimento che avrebbe potuto portare nelle casse della Trump Organization - sottolineano i procuratori - centinaia di milioni di dollari dalla Russia. Mueller ha comunque definito "utili e rilevanti" le informazioni fornite da Cohen, che fanno risalire i primi tentativi dei russi di contattare la campagna di Trump già al 2015. Per questo il procuratore speciale raccomanda di tenere conto anche di questo nella sentenza di condanna. Mueller, a differenza di Cohen, ha invece chiesto nei giorni scorsi di non punire con il carcere Michael Flynn, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca anch'egli invischiato nel Russiagate. Flynn, come Cohen, ha deciso di collaborare con la giustizia. "La nomina del procuratore speciale (del Russiagate) è totalmente incostituzionale! Nonostante questo, stiamo al gioco perchè io, a differenza dei democratici, non ho fatto nulla di sbagliato!", twitta Donald Trump chiedendosi: 'ho l'assoluto diritto di concedermi l'assoluzione, ma perché dovrei farlo se non ho fatto nulla di sbagliato?'.

venerdì 22 marzo 2019

#iostoconSaviano

[Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore. Albert Einstein] Uno scrittore rinviato a giudizio per le sue opinioni. È qualcosa di inedito in Europa. La notizia del processo che dovrà affrontare Roberto Saviano dopo la denuncia per diffamazione del ministro Salvini provoca reazioni al di là dell'Italia. Il primo a mandare un messaggio di solidarietà è l'editore francese Antoine Gallimard. "Sostengo Saviano di fronte all'attacco di cui è oggetto", commenta l'erede dell'antica maison, dove nessuno ricorda di aver mai visto un autore coinvolto in una vicenda legale di questo tipo. "Non esiste uno scrittore francese che, come Saviano, ha un'opera che descrive l'azione di un'organizzazione criminale", dice Gallimard. "Lui incarna al tempo stesso la battaglia per denunciare la porosità di alcune società corrotte e per diffondere un messaggio di libertà e verità". Lo scrittore spagnolo Javier Cercas esordisce: "Non mi piace Matteo Salvini. Più esattamente, mi sembra il politico più inquietante dell'attuale Europa, leader dell'internazionale nazionalpopulista, mi si consenta l'ossimoro". Il romanziere riconosce che anche il capo della Lega ha "il diritto di ricorrere alla giustizia se ritiene che qualcuno lo abbia diffamato". "Quello che non ha il diritto di fare", precisa, "è usare la sua carica di ministro dell'Interno per intimidire un cittadino di cui non gradisce le opinioni, come ha fatto quando ha insinuato, con un insopportabile tono da teppista, la possibilità di togliere la protezione a Saviano. Spero solo", conclude Cercas, "che la magistratura italiana ammetta che chiamare il ministro dell'Interno Ministro della Mala Vita è quello che sembra: un modo legittimo di criticare il potere". Lavora anche come colonnista per il quotidiano spagnolo el pais, e per anni è stato anche insegnante universitario di filologia. La sua opera è principalmente narrativa, e si caratterizza per la mescolanza di vari generi letterari, l'uso del cosiddetto romanzo non-fiction e l'unione di cronaca e saggio con la finzione. Ha anche realizzato varie traduzioni di opere di altri autori. A partire dal suo romanzo di successo soldados de salamina,  le sue opere sono state tradotte in più di venti paesi ed in più di trenta lingue.Per Manuel Vilas la denuncia di Salvini è "persecuzione politica". "Da Madrid mando tutto il mio appoggio e la mia solidarietà a Saviano" dice l'autore di In tutto c'è stata bellezza. "La persecuzione politica che sta subendo è un attacco alla libertà d'espressione, alla democrazia, alla cultura". Vilas parla di "un grande scrittore, un uomo libero". "È inaccettabile e intollerabile utilizzare la macchina legale dello Stato per perseguitare e demonizzare il libero esercizio della letteratura e della critica". L'autore spagnolo lancia: "Siamo tutti Saviano". Anche negli Stati Uniti, dove lo scrittore italiano vive ormai da tempo, ci sono reazioni. È stato un collaboratore di Heraldo de Aragon  ed el mundo, e oggi lo è per il gruppo vocento, così come i supplementi letterari Magazine (La Vanguardia), Babelia (el pais) e ABC Cultural (ABC). Attualmente è collaboratore di "El País" (2019). Collabora anche Cadena Ser. Vive tra Madrid e Iowa city.  Considerato uno dei più grandi poeti spagnoli della sua generazione, il suo stile si integra naturalmente nel discorso realistico con immagini visionarie. Come narratore ha sviluppato un importante lavoro critico della cultura, e le sue opere abbondano in parodia, miti pop e la riflessione sul capitalismo. Il suo ultimo romanzo In tutto c'è stata bellezza ("Ordesa", Alfaguara, 2018) è diventato un fenomeno letterario in Spagna, con 14 edizioni in meno di un anno e oltre centomila copie vendute. È stato nominato nel 2018 libro dell'anno da "El País", "La Vanguardia", "El Mundo", "el correo", e molti altri. In tutto c'è stata bellezza è stato tradotto in diversi paesi, tra cui Stati uniti, Francia, Italia Portogallo, Germania, Polonia e Gb.  Nel gennaio 2019  sono state pubblicate le traduzioni in italiano (edito da Guanda) e portoghese. "Ordesa" è il tema universale del rapporto tra genitori e figli ed è stato in questo romanzo un esempio di autobiografia  moderna dove la vita dell'autore è narrata con l'intenzione di trovare la verità e il mistero della vita. Nathan Englander prende spunto dalla battaglia di Saviano contro chi fomenta l'odio come Salvini: "Quante volte ancora nella Storia chiuderemo i nostri porti a coloro che hanno più bisogno del nostro sostegno? Quanti di noi resteranno ancora in silenzio?". Englander ha deciso di mandare un messaggio di solidarietà perché è "sbalordito dal coraggio di Saviano e dalla sua ferma volontà di dire la verità della sua mente e della sua coscienza, di dire la verità al potere". Lo scrittore americano conosce Saviano, ha osservato la sua vita blindata da quasi dieci anni. "Nessuno vorrebbe essere messo alla prova in quel modo", commenta. "E tuttavia, invece di esserne spezzato, continua a parlare forte e chiaro. Voglio dire a Saviano che ci siamo. Noi siamo qui. E ti stiamo ascoltando".

Finlandia più felice

[La vera pietra di paragone del merito è il successo. Albert Einstein] La Finlandia si conferma per il secondo anno consecutivo il paese più felice del mondo, secondo il World Happiness Report dell'Onu: è riuscita a generare felicità non soltanto grazie alla propria ricchezza. Il rapporto, elaborato dal Sustainable Development Solutions Network dell'Onu, ha preso in esame 156 paesi, indagando su quanto si sentano felici i loro cittadini. Nella classifica, si è tenuto conto di fattori come prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale.  Anche gli altri paesi scandinavi si sono piazzati in cima alla lista: Danimarca, Norvegia e Islanda. Retrocedono invece gli Stati Uniti, dal 18esimo al 19esimo posto. Nei bassifondi della classifica c'è il Venezuela, alla posizione 108, con un crollo verticale degli indici di felicità negli ultimi 10 anni, ed una situazione aggravata dalla perdurante crisi politica.

Ultima pasqua per Alitalia?

[Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi. Albert Einstein] Il piano industriale di Fs per Alitalia arriverà "sicuramente prima di Pasqua". Lo ha detto l'a.d. di Fs Gianfranco Battisti a margine della Conferenza nazionale del Trasporto aereo, mentre il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli ha assicurato: "riusciremo a rilanciarla, non solo a salvarla". Battisti ha precisato che "è possibile" uno slittamento del piano "di qualche giorno, ma sicuramente prima di Pasqua lo presenteremo" ha aggiunto sottolineando che "è necessario che la compagnia di bandiera rimanga una compagnia di bandiera. Il Paese non può non avere un presidio soprattutto sul lungo raggio". Su Alitalia "c'è una grande aspettativa - ha concluso Battisti - Aspettiamo di finire gli incontri che stiamo portando avanti con gli operatori. Crediamo in una operazione industriale per intercettare tutti i flussi di traffico". Un intervento su Alitalia da parte di Cdp sarebbe "pericoloso" e per questo "gli amministratori di Cdp con il pieno nostro consenso si sono rifiutati di intervenire". Lo ha detto il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, a margine di un convegno. "Quello che la Cdp ha effettuato in Telecom Italia - ha spiegato Guzzetti - non è un investimento pericoloso, un investimento pericoloso da non fare sarebbe investire in Alitalia o in altre operazioni in cui la parte pubblica ha tentato di far intervenire la cassa". Per Guzzetti "l'intervento in Tim è un disegno industriale che attiene alla realizzazione della rete nel nostro Paese ed ad evitare sovrapposizione di investimenti. Quindi l'investimento di Tim da parte di Cdp è stato dichiarato chiaramente che è in funzione di un progetto industriale che è importante per il paese. Le fondazioni non solo sono d'accordo ma ritengono che la Cassa debba svolgere questo ruolo importante".Accordo raggiunto tra azienda e sindacati per un nuova proroga di 6 mesi della cassa integrazione straordinaria per 830 dipendenti, di cui 700 del personale di terra, 70 comandanti e 60 assistenti di volo. La nuova Cig scatta il 24 marzo e dura fino al 23 settembre. L'accordo e' per un numero di dipendenti inferiore ai 1.010 chiesti dall'azienda e ai 1.360 della precedente cassa. "Ancora una volta il sindacato si assume le proprie responsabilità firmando la proroga della Cassa integrazione, benché Alitalia continui ad essere in una fase di grande incertezza". Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA al termine del confronto sulla proroga di sei mesi della cassa. "La trattativa in sede ministeriale - proseguono i sindacati - ha portato ad una significativa riduzione delle persone coinvolte nel percorso di Cigs. E anche ad una rilevante riduzione della Cigs a zero ore, e di impegni che si è assunta l'azienda commissariata, su cui misureremo presto la attendibilità, per la gestione e tutela dei dipendenti di Alitalia". "Le ragioni dello sciopero di lunedì restano comunque tutte impregiudicate e sulle quali chiediamo un intervento del Governo per risolvere le problematiche che attengono al quadro regolatorio del settore". E il ministro del lavoro e vicepremier Luigi Di Maio ribadisce "massima attenzione verso l'attuale fase finalizzata a rilanciare il ruolo di Alitalia, anche nell'ottica di garantire lo sviluppo della Compagnia e la tutela dei livelli occupazionali".   Si è concluso in serata - è scritto in una nota del Ministero del lavoro - il nuovo incontro per l'esame della situazione occupazionale e il ricorso agli ammortizzatori sociali in Alitalia. Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti del Dicastero, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell'azienda e delle organizzazioni sindacali di categoria. Sul fronte del ricorso agli ammortizzatori sociali, la parti firmatarie hanno concordato di prorogare il periodo di Cassa Integrazione Straordinaria dal 24 marzo al 23 settembre 2019. Di notevole entità la riduzione del numero dei dipendenti da collocare in CIGS a rotazione, in consistente miglioramento rispetto all'accordo dello scorso 31 ottobre 2018: scendono a 700 unità per il personale di terra, a 70 per il personale navigante tecnico comandanti e a 60 per il personale navigante di cabina. Il tavolo ha offerto l'opportunità ai rappresentanti del Dicastero di ribadire "la disponibilità, già espressa dal Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico nel corso dell'incontro sul rilancio di Alitalia del 14 febbraio 2019 presso il MISE, a monitorare con attenzione la capienza del Fondo affinché, ove necessario, possa essere garantito il suo finanziamento a tutela dell'intero settore". Un'assunzione di responsabilità che andrà di pari passo con il dedicare il massimo impegno verso "l'attuale fase finalizzata a rilanciare il ruolo di Alitalia anche nell'ottica di garantire lo sviluppo della Compagnia e la tutela dei livelli occupazionali". Dal punto di vista dell'azienda, Alitalia ha dichiarato che "l'utilizzo dell'ammortizzatore sociale è sempre avvenuto e proseguirà nel pieno rispetto della normativa vigente in materia".