giovedì 28 febbraio 2019

Carnevale sempre più ricco

[Ho scoperto qualcosa che fa il lavoro di dieci uomini: dieci donne. Tony Randall]  Carnevale 2019 è arrivato. Una folla colorata di principesse, supereroi, maghetti, animali di ogni tipo, dalla coccinella al leone, è pronta a invadere per le strade italiane in mezzo a coriandoli e stelle filanti. Oggi è giovedì grasso e il 5 marzo si chiuderanno le danze con il martedì grasso seguito dal mercoledì delle ceneri, inizio della Quaresima. Il carnevale è collegato alla Pasqua che è una festa mobile. Per calcolare la Pasqua si parte dal giorno d'equinozio di primavera, il 20 o il 21 di marzo. Si prende il primo giorno di luna piena dopo l'equinozio (o il giorno stesso, regola maggiore o uguale) e la prima domenica successiva al giorno di luna piena viene eletta come giorno di Pasqua. Quest'anno sarà domenica 21 aprile. In diverse città italiane il carnevale è festeggiato con sfilate di carri e maschere. A Venezia, quest'anno per la prima volta per il tradizione volo dell’angelo dal campanile di San Marco che apre la stagione del carnevale è stato applicato il numero chiuso delle presenze.Il Carnevale è sempre più ricco. Il giro d'affari arriverà a 228,5 milioni di euro nel 2019, 8 milioni e mezzo più dell'anno scorso (+3,7%) e 28,5 milioni più del 2017, secondo un'indagine del centro studi Cna. Venezia resta la regina italiana di questa festa, con un movimento economico di circa 65 milioni (erano 60 nel 2018) nonostante l'introduzione del numero chiuso. Seguono Viareggio (30 milioni) con i suoi carri, Ivrea (3,5 milioni) dove infuria la battaglia delle arance e gli antichi carnevali di Cento e Putignano (risalente al 1394). Anche al di fuori degli appuntamenti più famosi, il Carnevale si festeggia da un capo all'altro dell'Italia con quasi cento eventi caratteristici e storici. Questo numero è in aumento rispetto al recente passato sulla scia della riscoperta delle tradizioni e della ripresa di festeggiamenti abbandonati nel tempo. Per esempio, a Verona il Venerdì grasso si tiene la distribuzione degli gnocchi (che ricorda una rivolta del Cinquecento). È presieduta dal Papà dello gnocco, che impugna un forcone con uno gnocco infilzato. Una tendenza registrata in maniera crescente dalle imprese per il Carnevale 2019 è il turismo esperienzale. I visitatori sono sempre più interessati a partecipare e "sporcarsi le mani" con attività come la realizzazione di maschere e di costumi o la produzione di piatti tipici, dolci e salate. Le frappe sono il dolce più caratteristico di questo periodo, e vengono chiamate, nelle diverse parti d'Italia, anche chiacchiere, bugie, ciarline, fiocchetti, cenci, galani e crostoli. Tanti nomi per queste dolci strisce a base di farina, uova e zucchero, fritte o cotte al forno.  A lunga distanza si piazzano i tortelli di carnevale (in Lombardia e altre aree del Nord), gli strufoli o struffoli (in tutto il Sud, chiamati pignolata in Sicilia e in Calabria), le castagnole (nel Lazio, nelle Marche e in altre zone del Centro) e le ravioline fritte (Emilia-Romagna). C'è una minore varietà nelle pietanze salate, che vedono un trionfo delle lasagne e dei piatti a base di maiale. Non si sa da dove derivi il nome 'carnevale': c'è chi dice da car navalis, il rito della nave sacra portata in processione su un carro; secondo altri significa carnem levare ("togliere la carne") o carne vale ("carne, addio") e allude ai digiuni quaresimali, dato che il Carnevale si conclude con il martedì grasso, il giorno che precede, nei paesi cattolici, il mercoledì delle Ceneri. Nel Medioevo il Carnevale era il tempo delle scorpacciate comunitarie e delle danze infinite. Come a Capodanno, semel in anno licet insanire: si può ben essere folli una volta l'anno. I ruoli sociali si invertivano: gli uomini si vestivano da donne e viceversa, i poveri da ricchi, i ricchi da accattoni o da giullari. Le maschere italiane - come si spiega nell'enciclopedia Treccani - nacquero a Venezia e sono già ricordate verso la fine del Tedicesimo secolo. Erano usate per diversi scopi. Da Venezia si diffusero in Italia e in Europa e furono adottate dal teatro dell'arte. Ebbero la massima diffusione nei festini di Carnevale del Settecento, in cui conobbero grande fama personaggi come Rosaura la dama, Florindo l'innamorato, Lelio il bugiardo, inseriti da Goldoni nelle sue commedie. Le maschere celebrano le tradizioni delle città e delle regioni d'Italia: il Piemonte con Gianduia, Bergamo con Arlecchino, Venezia con Pantalone e Colombina, innamorata di Arlecchino, Milano con Meneghino, la Toscana con Stenterello, Roma col Sor Tartaglia, con Rugantino e Capitan Spaventa, Napoli con il mitico Pulcinella, la Sicilia con Peppe Nappa e i personaggi della tradizione dei paladini.

Nessun commento:

Posta un commento