giovedì 24 gennaio 2019

Gruppo Lima appoggia Guaidò     

[Lo spirito è forte, ma la carne è debole. Matteo evangelista]  Undici paesi del Gruppo di Lima hanno diffuso oggi un comunicato comune nel quale riconoscono la legittimità di Juan Guaidò come presidente del Venezuela e auspicano che questo segni l'inizio di "un processo di transizione democratica" a Caracas.    "Il processo - si legge nel testo - deve partire dalla convocazione, nei termini della Costituzione e in tempi brevi, di elezioni con la partecipazione di tutti gli attori politici e con le garanzie e gli standard internazionali che caratterizzano il voto democratico".    I Paesi firmatari, inoltre, condannano "gli atti di violenza avvenuti in Venezuela" e chiedono che "siano garantiti i diritti fondamentali delle persone e la pace sociale" durante "la transizione al governo".    Il comunicato è stato firmato dai governi di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Paraguay e Perù. "Fratello Maduro, resisti, siamo al tuo fianco". Sono queste le parole dette in una telefonata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Nicolas Maduro, dopo l'autoproclamazione a presidente del leader dell'opposizione in Venezuela, Juan Guaidó. Lo ha riferito su Twitter il portavoce del leader di Ankara, Ibrahim Kalin, condividendo anche l'hashtag #WeAreMADURO(Noi siamo Maduro). Tra ieri e l'altro ieri sono stati 14 i morti, di cui nove mercoledì e cinque martedì, nella repressione messa in atto dalla polizia e dai militari contro le proteste antigovernative in Venezuela. Lo riferisce l'ong Observatorio Venezolano de Conflictos Sociales y de Provea su Twitter. Dall'inizio delle proteste contro Nicolas Maduro, lunedì scorso, sono stati 218 i manifestanti arrestati, secondo quanto riporta El Mundo. Il bilancio dei morti rischia di crescere perché oggi si temono nuovi scontri. "Non ho parole per esprimere il dolore che sento nell'apprendere dei venezuelani che sono stati uccisi durante le proteste nelle ultime ore". Così su Twitter il leader dell'opposizione e presidente ad interim Juan Guaidó, "Alle loro famiglie - conclude - posso solo garantire che nel nostro paese regneranno la giustizia e la pace".  Gli Usa non ritireranno i propri diplomatici da Caracas, come chiesto da Nicolas Maduro, perché non lo riconoscono come legittimo presidente e quindi "non considerano che abbia l'autorità legale per rompere le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti o dichiarare persona non grata i diplomatici" americani. Lo afferma il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ricordando che Juan Guaido, riconosciuto come presidente ad interim, "ha invitato la nostra missione a restare in Venezuela".  Il popolo "agguerrito e combattente" rimanga in allerta, pronto alla mobilitazione per difendere la patria. Lo scrive su Twitter Nicolas Maduro dopo che il leader dell'opposizione, Juan Guaidò, si è autoproclamato presidente del Venezuela ricevendo il riconoscimento dagli Stati Uniti e da molti altri Paesi del mondo. "Nessun colpo di stato,nessun interventismo - conclude Maduro - il Venezuela vuole la pace".

Nessun commento:

Posta un commento