giovedì 31 gennaio 2019

Veline contro Gh Palermo

[Molti uomini sono lodati per il loro riserbo e per la loro presunta timidezza, mentre sono solo troppo orgogliosi per rischiare di fare una brutta figura. John Boynton Priestley] In questi giorni le segreterie territoriali sono state convocate dal Presidente della GH Palermo Fabio Giambrone (ancora per poco visto che molto probabilmente dovrà andare a risolvere tutti i problemi creati da Orlando al comune di Palermo) e dalla Station Manager Michela Carlisi e dal responsabile delle relazioni industriali della GH Palermo Maurizio Bonaccorsi. La convocazione riguardava prettamente una comunicazione, sotto forma di informativa, per quanto concerne la soppressione dell’ufficio “amministrativo“ a decorrere da domani. La decisione sembra sia maturata sulla base della attivazione di una nuova procedura attraverso cui gli Area Manager e persino gli officer potranno trasmettere i dati relativi alla rilevazione delle presenze e alla rilevazione  delle prestazioni straordinarie nonché svolgere il resto delle semplici mansioni fino ad oggi effettuate (i primi tempi potrebbero non mancare le incomprensioni e lo straordinario si perderà in qualche server ...).  Le stesse dipendenti, hanno avuto rassicurazione dai sindacati, non saranno  licenziate e   dal 1 febbraio sembra  si aggiungeranno, previa una breve formazione lavorativa,  al personale  addetto di scalo rimpinguando di due unità il personale in forza  e alleggerendo seppur in misura minima  i carichi di lavoro dello stesso personale. Certo, molto probabilmente, il carico di lavoro delle due colleghe subirà un incremento dell’80%, ma purtroppo bisogna soffrire, lavorare stanca. E i bene informati nei corridoi sottolineano che “ loro seppure grazie a qualche amicizia l’opportunità di farsi valutare la hanno avuta .... e nonostante tutto non hanno saputo sfruttarla .  I colleghi sembra anche che  chiamino affettuosamente le due vittime “le veline”, sfottono cinicamente dimenticando il loro travaglio interiore. Sembrerebbe che le due impiegate avrebbero addirittura  intenzione di fare causa alla Gh. A che titolo non si capisce visto che avrebbero già il terzo livello . Forse volevano rimanere in un ufficio chiuso? Con tutta la buona volontà sembra impossibile. Nel corso dello stesso incontro i sindacati hanno chiesto , passando a cose assai più serie in termini di ricadute sui lavoratori con urgenza di dare seguito al protocollo di sito da sottoscrivere con ENAC GESAP Aviapartner per “ blindare “ i livelli occupazionali e limitare , qualora necessario, per motivi di sicurezza la possibilità che abbiano accesso ulteriori società di Handlers nello scalo di Palermo anche per allontanare le voci che danno per certi nuovi “pirateschi tentativi“ di società vicine a vecchi ambienti politici di fare ingresso a punta Raisi. Il presidente della Gh ha rassicurato che ha sollecitato  in tal senso per la sua parte la vicenda. E la GESAP che dirà . Vedremo. Nel frattempo si racconta che il neo presidente di GESAP  si vocifera (ma saranno illazioni) sia solito sedere  dietro nelle macchine con autista  e che elargisca pochi sorrisi, e riceva di contro   gente e forse tante facce vecchie nel suo ufficio fresco di nuova scrivania imperiale e televisore di ultima generazione  (si vocifera anche qui che siano  mirabolanti ma non ne abbiamo le prove e la cattiveria delle gole profonde  non ha limiti). Tutti questo va comunque  aggiunto a un comunicato della sigla maggiormente rappresentativa , che  rassicura anche a proposito dell’incontro in GH che li , sulla scorta della fresca approvazione del decreto sulla quota cento pensionistica (opzione possibile  per andare in pensione anticipata) ci sarà a breve  un tavolo tecnico per effettuare una ricognizione su possibili nuovi incentivi all’esodo pensionistico, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalle leggi per alleggerire ulteriormente i costi e rimodulare le diverse esigenze del personale.


2020 probabili ingerenze russe

[Gli uomini di fatica, di affari, di pensieri, nello stato di riposo, su una spiaggia, per esempio, sembrano di quelle belve in cattività dei giardini zoologici. Corrado Alvaro] È probabile che la Russia rafforzi i suoi sforzi sui social media per aggravare le tensioni sociali e razziali in Usa per influenzare le elezioni presidenziali del 2020: lo ha affermato in una audizione al Senato Dan Coats, direttore della National Intelligence, la massima autorità dell'intelligence americana. Roger Stone, l'ex consigliere elettorale informale di Donald Trump, si è presentato oggi davanti ad un giudice federale e ha reso una dichiarazione di non colpevolezza nell'ambito dell'inchiesta del procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller. Nei giorni scorsi Stone era stato arrestato, e poi rilasciato su cauzione, con l'accusa di aver mentito al Congresso, manipolato testimoni e ostacolato la giustizia nelle indagini sulla possibile collusione tra la campagna del tycoon e i russi. L'ambasciata bielorussa a Mosca "sta esaminando" le informazioni sulla detenzione dei cittadini bielorussi Anastasia Vashukevich (Nastya Rybka) e Alexander Kirillov (Alex Lesley) all'aeroporto di Mosca Sheremetyevo. Vashukevic è stata espulsa dalla Thailandia dopo essere stata arrestata a febbraio in una retata contro un presunto "guru del sesso" russo. La donna aveva sostenuto di essere a conoscenza di segreti che proverebbero un coinvolgimento russo nelle operazioni per influenzare le elezioni statunitensi che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca. Vashukevich, che si firma 'Nastya Rybka' sui suoi profili social, sostiene di essere entrata in possesso di queste informazioni grazie alla sua frequentazione dell'oligarca russo Oleg Deripaska, in passato socio d'affari di Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Trump coinvolto nel Russiagate. Donald Trump ordinò al suo ex avvocato Michael Cohen di mentire al Congresso sulle trattative per costruire una Trump Tower a Mosca.

Juventus 11/a

[Io abito nei sobborghi così lontano dalla città, che il postino mi spedisce le mie lettere. Henry Youngman] Il Real Madrid torna ad occupare il vertice della classifica dei 20 club più ricchi del mondo, posizione che mancava dal 2014-'15, con un fatturato pari a 750,9 milioni di euro nella stagione 2017-'18. È quanto emerge dal report Deloitte Football Money League, giunto alla 22/a edizione. Sul podio anche Barcellona (690,4 milioni) e Manchester United (666). Quattro (una più dell'anno scorso) le squadre italiane: Juventus, Inter, Roma e Milan, con i bianconeri che retrocedono dalla 10/a all'11/a posizione ed un fatturato di poco inferiore ai 400 milioni. Nonostante la discesa dello United (da primo a terzo), la Premier League domina con sei squadre nella Top 10: Manchester City (5/o), Liverpool, Chelsea, Arsenal e Tottenham dal 7/o al 10/o posto. Il Real registra una crescita superiore ai 75 milioni, anche grazie alla terza vittoria consecutiva in Champions League. Ma soprattutto ringrazia l'aumento dei ricavi commerciali (+54,8 milioni) inclusi gli aumenti di sponsorship, merchandising e gli incassi per le partite amichevoli. Con 356,2 milioni, il Real attualmente ha i ricavi commerciali più elevati al mondo. Le 20 società con i fatturati più alti hanno generato in totale ricavi pari a 8,3 miliardi (+6%). La classifica evidenzia come i primi tre club più ricchi dell'ultima stagione abbiano generato ricavi per 2,1 miliardi, più che raddoppiando il dato delle prime tre squadre in classifica 10 anni fa (stagione 2007-2008). I diritti radiotelevisivi sono la voce principale del fatturato, pari al 43%, anche se, in proporzione, aumenta la percentuale derivante dagli accordi commerciali (ora rappresentano il 40% rispetto al 38% dell'anno passato). Per la prima volta dal 2011-'12 la Juventus non compare tra le prime 10, con un fatturato sotto i 400 milioni (394,9). In termini finanziari - sottolinea lo studio - non si vedono ancora gli effetti dell'operazione Cristiano Ronaldo. Al 14/o posto sale l'Inter, che migliora di una posizione e mantiene il trend in crescita degli ultimi tre anni. Il cambio di proprietà nel 2016 e la conseguente maggiore visibilità del marchio nel continente asiatico, abbinati alla qualificazione alla Champions League 2018-'2019, hanno dato un impulso al fatturato del club, cresciuto di 18,7 milioni (280,8). Le prestazioni in campo europeo si confermano una spinta chiave: è il caso della Roma, che grazie alle ottime prestazioni nella passata Champions (eliminazione in semifinale ad opera del Liverpool) ritorna in classifica (l'anno passato non figurava tra le Top 20) e si posiziona alle spalle dell'Inter al 15/o posto con 250 milioni di fatturato e un sostanzioso +78,2 milioni. Nel 2017-2018 la campagna d'Europa ha infatti fruttato alla Roma ben 83,8 milioni. Torna nella Money League il Milan (18/o posto) con un miglioramento di 16 milioni (totale 207,7). Assente il Napoli che lo scorso anno occupava il 19/o posto e che, complice la riduzione di ricavi, scivola al 21/o.

136 soldati israeliani in Brasile

[Quando mia moglie, guidando, sterza in corrispondenza di una curva, è una coincidenza. Henry Youngman] L'aereo con 136 soldati israeliani inviati da Tel Aviv per supportare le attività di recupero delle vittime della tragedia del crollo della diga di Brumadinho, nello stato brasiliano di Minas Gerais, è atterrato domenica sera all'aeroporto internazionale di Belo Horizonte. I soldati sono stati accolti dal governatore di Minas Gerais, Romeu Zema, e dal segretario alla Pubblica Sicurezza dello stato, il generale Mario Araujo. Lo riporta la stampa locale. I militari aiuteranno nella ricerca delle vittime della rottura della diga della società mineraria Vale. Insieme al gruppo, sono arrivate circa 16 tonnellate di equipaggiamento: il sonar, usato nei sottomarini per localizzare esseri umani a grandi profondità, e attrezzature utilizzate per valutare la situazione delle altre dighe nel complesso di Vale a Brumadinho. Il team è composto da medici, soccorritori e specialisti del soccorso. L'operazione è stata coordinata dal presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, e dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Dopo aver appreso del disastro Netanyahu aveva parlato al telefono con il presidente mettendo a disposizione uomini e tecnologia. Dopo aver sorvolato l'area dell'incidente sabato mattina, 26 gennaio, il presidente ha deciso di accettare l'aiuto di Israele per la ricerca delle vittime. Nel frattempo è salito a più di 60 il numero di morti per l'inondazione causata dalla rottura della diga. La ricerca di vittime e sopravvissuti della tragedia, riporta la stampa locale, è ripresa stamattina. Secondo il tenente colonnello dalla Protezione civile di Minas Gerais, Flavio Godinho, mancano all'appello ancora 305 persone. Il numero di dispersi è cresciuto nel corso delle ultime ore perché molte persone hanno comunicato alle autorità di non aver più notizie dei propri parenti che si trovavano nell'area al momento dell'inondazione. Secondo quanto riferisce Godinho, solo domenica 192 persone sono state tratte in salvo, mentre sono stati recuperati 21 cadaveri. Il portavoce del Corpo dei vigili del fuoco, il tenente Pedro Aihara, ha riferito che nelle ultime ore è stato localizzato, completamente immerso nel fango, un autobus pieno. Non si sa per certo quante persone viaggiassero sul mezzo al momento del disastro. Non ci sono sopravvissuti, e i vigili del fuoco stanno lavorando per stabilire un canale di accesso al bus per rimuovere i corpi. Secondo quanto riferiscono i vigili del fuoco, 14 punti di ricerca sono stati identificati come prioritari dai soccorritori. Uno di questi è un refettorio, dove il fango ha raggiunto i 15 metri e dove si trovavano molte persone al momento della sciagura. Nelle vicinanze, c'è una residenza con tre vittime senza vita. Il lavoro di salvataggio continua anche di notte e, fanno sapere le autorità, non c'è il rischio di una nuova rottura. La diga della compagnia mineraria Vale ha ceduto lo scorso venerdì 25 gennaio, a Brumadinho, nella regione metropolitana di Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais. Secondo il presidente di Vale, Fabio Schvartsman, sono fuoriusciti 12 milioni di metri cubi di fango di scarto della lavorazione per l'estrazione del ferro. La diga che si è rotta non veniva usata da tre anni. Non sono ancora note le cause all'origine della rottura. 

Il procuratore Zuccaro che farà?

[Le peggiori cricche sono quelle composte da un uomo solo. Georg C. Lichtenberg] La Sea Watch 3 ha lasciato la rada di Santa Panagia, dove era ancorata da venerdì scorso ad un miglio dalle coste siracusane, poco dopo le 5:30. Intorno alle 2 era stato riparato il guasto al verricello dell'ancora che aveva ritardato la partenza, prevista inizialmente per le 21 di ieri. Il capo missione SeaWatch3 avrebbe chiesto di partire più tardi per fare riposare l'equipaggio, ma la capitaneria di porto ha ribadito l'ordine di levare le ancore e di dirigersi verso Catania. "Stiamo creando una norma che inibisca l'ingresso delle Ong per ordine pubblico". Lo dice il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, chiarendo che "non si tratta di un blocco navale". "La Sea Watch - sostiene a Radio Anch'io - non ha rispettato il diritto marittimo. È normale che una ong vada nel mare libico decidendo a cavoli propri e invece di portare i migranti in Tunisia dove si trova il porto sicuro più vicino si diriga verso nord in Sicilia per cercare pubblicità? Ti devi coordinare con la Guardia costiera". Toninelli si dice quindi d'accordo al sequestro della Sea Watch. Il principale accusatore delle ong è il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. Il procuratore ha mosso le sue prime accuse in una audizione parlamentare circa due anni addietro. Le ong si finanziano in gran parte tramite donazioni: all’epoca Zuccaro disse di avere dei sospetti su chi fossero i reali finanziatori delle ong e che dietro l’anonimato di alcuni donatori potessero nascondersi gli stessi trafficanti di esseri umani. Al momento non sono emersi elementi controversi o anche solo sospetti sulle modalità con cui le ong si procurano le risorse necessarie alla loro attività. Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, Zuccaro ha precisato le sue accuse nel corso di una decina di interviste e dichiarazioni alla stampa. Zuccaro ha quasi sempre specificato di non avere prove utilizzabili in un procedimento giudiziario, ma ha sottolineato di essere “certo” che ci siano o ci siano stati collegamenti tra ong e gruppi di scafisti. Per sostenere questa sua conoscenza, Zuccaro ha detto in maniera sempre estremamente vaga di aver avuto accesso a documenti e rapporti, tra cui alcune intercettazioni, raccolti da agenzie non meglio specificate. "L'esperienza acquisita nel contrasto al traffico umano è vasta, e le Procure siciliane e del sud Italia sono state in grado di portare avanti indagini particolarmente significative. Quello che rende difficile il contrasto alle organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti è il 'disordine' negli interventi. Questo determina l'impossibilità di avere appartenenti alla polizia giudiziaria sulle nave che vanno a recuperare i migranti". Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho. I giornali hanno parlato di altre indagini svolte da procure siciliane sul caso, come quella di Trapani, ma fino a questo momento non ci sono state dichiarazioni pubbliche in questo senso. Altre magistrati hanno invece chiaramente detto di non avere né prove né sospetti sul comportamento delle ong. Il 2 maggio, durante la sua audizione al Senato, il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano ha detto  che non possiede “alcuna evidenza” di legami tra ong e trafficanti, nonostante abbia sentito «centinaia di persone» per ottenere informazioni. Giordano ha sotto la sua giurisdizione il porto di Augusta, che con 28 mila sbarchi nel 2016 è il porto più trafficato dai migranti di tutto il Mediterraneo. Pochi giorni prima Salvatore Vella, pubblico ministro della procura di Agrigento, aveva detto di non aver aperto alcuna indagine: “Non abbiamo mai avuto il sentore che le organizzazioni non governative facevano affari con i trafficanti di esseri umani libici”. Intervenuto all’audizione del 3 maggio, anche Donato Marzano, ammiraglio comandante della Squadra Navale impegnata nel Mediterraneo Centrale, ha detto che non ci sono prove di complicità tra ong e scafisti: “Non esiste alcuna evidenza di manovre delle navi delle ong che abbiano costituito intralcio per le operazioni del dispositivo Mare sicuro della Marina Italiana”.



mercoledì 30 gennaio 2019

Gdf in Caf Cgil

[Più conosco gli uomini e meno li amo. Ah, se potessi dire altrettanto delle donne! Lord George Gordon Byron] "Questo che abbiamo beccato, come vedete dalla foto, sembra che fosse un consigliere comunale del Pd". Lo scrive su Facebook il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, postando un'immagine 'anonima' in cui si legge "Reddito cittadinanza, il dipendente del Caf denunciato da Di Maio è un consigliere Pd". Di Maio aggiunge: "Chi fa il furbo paga! Il dipendente del Caf che avevo denunciato è stato sospeso per aver consigliato ad un cittadino come aggirare i paletti sul Reddito di Cittadinanza. Pensava di farla franca... povero illuso!". "Abbiamo ricevuto segnalazioni da altri Caf. Siamo al lavoro. Avanti il prossimo!", scrive Di Maio. Dipendente Caf, io raggirato da giornalista - "Sono stato raggirato dal giornalista di La7 che venerdì si è presentato come dirigente della Cgil. Mi ha chiesto - alla luce dei noti fatti di cronaca - di casi di gente che cerca di raggirare la legge e se vi fossero realmente delle falle nella nuova norma. Gli ho quindi spiegato come era possibile eluderla. Per me era un collega che chiedeva informazioni, non un cittadino che domandava come fare il furbo per eludere la legge e intascare il reddito. Tra l'altro, noi al Caf non ci occupiamo di reddito di cittadinanza se ne occupano i patronati". Lo dice Sandro Russo, dipendente del Caf di Palermo che domenica scorsa è finito sotto i riflettori della trasmissione "Non è l'Arena". Russo è capogruppo del Pd al Comune di Monreale. Il dipendente, ripreso da una telecamera nascosta, avrebbe spiegato al suo interlocutore come fare per ottenere, lui e la compagna, il reddito di cittadinanza, consigliandogli, tra l'altro, di avere due residenze diverse.  I finanzieri di Palermo questa mattina sono stati in via Salita Partanna, nei pressi di Piazza Marina a Palermo nella sede del Caf Cgil e nella sede dell'Alpaa. Hanno sequestrato la documentazione per risalire all'impiegato ripreso dalle telecamere della trasmissione Non è l'Arena di Massimo Giletti mentre suggeriva i 'trucchi' per ottenere il reddito di cittadinanza. Le strutture hanno la sede nello stesso stabile. "Noi abbiamo solo la colpa di condividere l'immobile con il Caf della Cgil - dice Franco Colletti responsabile regionale dell'Alpaa, struttura che fa capo sempre alla Cgil - Noi ci occupiamo di pratiche legate all'agricoltura. Nulla a che fare con il reddito di cittadinanza. L'impiegato ripreso è del Caf della Cgil che si trova nella stessa sede. Tra l'altro abbiamo già trovato un'altra sede a San Giuseppe Jato visto che assistiamo gli agricoltori in provincia di Palermo. Piazza Marina è una strada che rientra nella Ztl e non era più consona per i nostri assistiti". Per Colletti la scelta di prendere di mira la Cgil non è casuale. "Denunceremo il ministro Luigi Di Maio. Questa cosa non finisce qui. Anche perché è tutto strumentale".

martedì 29 gennaio 2019

Dietrofront Salvini

[Ci sono due categorie d'uomini: quelli che sono in prigione, e quelli che dovrebbero esserci. Alphonse Allais] Cambio di linea per il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che sul caso della nave Diciotti in una lunga lettera al 'Corriere della sera' spiega di aver agito 'nell'interesse pubblico' e perciò chiede che venga negata l'autorizzazione a procedere dalla giunta del Senato. 'La mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all'attività di Ministro dell'Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale', evidenzia Salvini. 'Sono convinto di aver agito sempre nell'interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo'. Una scelta che rischia di creare imbarazzo in casa M5s con i pentastellati che sembrano mettere in dubbio la linea finora sempre seguita del sì all'autorizzazione a procedere: "È evidente - dice a Radio Anch'io il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano - che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato... Noi M5S lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l'autorizzazione a procedere", detto questo "Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perché sono scelte collegiali di tutto governo".  Stessa linea dal ministro Danilo Toninelli: sul caso Diciotti, "abbiamo preso insieme, io, lui, il presidente del Consiglio e l'intero governo italiano del cambiamento la decisione: se processano Salvini, devono processare anche me e tutto il governo". Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Mattino cinque, ribadendo che "la scelta è stata di tutto il governo". "Io adesso - dice invece ad Agorà il parlamentare M5s Emilio Carelli - non so se voteremo sì o no, perché le cose son cambiate in queste ultime ore. Ripeto, a mio parere dobbiamo aspettare quello che si diranno poi Salvini e Di Maio in queste ore". "Penso che - aggiunge il senatore M5S - noi dobbiamo innanzitutto prendere nota di questo cambiamento di opinione. È giusto e anche lecito che una persona possa cambiare opinione. Quindi Salvini chiede ora di non dare l'autorizzazione a procedere. Devo ricordare che il M5S non ha mai negato in passato l'autorizzazione a procedere. Quindi c'è una prassi del Movimento. Detto questo dobbiamo ricordare che la decisione fu collegiale, non fu solo di Salvini. Quindi Conte e Di Maio si dovrebbero ricordare di essersi associati a questa decisione e chiedere a loro volta di essere processati".  "Salvini ha chiesto libertà di coscienza che però non è la nostra posizione - spiega la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti (M5S) -. Avete già visto quello che ha dichiarato il vicepremier Di Maio domenica sera: la nostra posizione sulle autorizzazioni a procedere credo sia risaputa". "Poi che questo sia un caso particolare nessuno lo mette in dubbio", "è stata una scelta condivisa anche con altri ministeri e con il governo", aggiunge. La presa di posizione del leader della Lega causa la reazione dell'opposizione. Il Pd con Maurizio Martina attacca via twitter: "Sequestrare persone in mare o in un porto non ha nulla a che fare con l'interesse pubblico. È contro la Costituzione. Salvini gioca allo sceriffo, si sente sopra la legge, ma poi vuole lo scudo del Senato. Si difenda nel processo e non dal processo". 

Olio di oliva in Italia ai minimi storici

[Quando un uomo sposato ha una relazione con una donna con il doppio dei suoi anni, può essere vero amore, ma quando ce l'ha con una donna della metà dei suoi anni, è solamente lussuria. Anonimo] Cala del 57% la produzione di olio di oliva in Italia rispetto al 2017, raggiungendo i minimi storici. A rilevarlo sono ultime elaborazioni dell'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) che definisce la stagione come "una delle peggiori annate di sempre per l'olivicoltura nazionale". Il report economico di settore, realizzato su base dei dichiarativi di dicembre, collocano la produzione di olio di oliva del 2018 - spiega una nota - a 185 mila tonnellate, in ulteriore ribasso rispetto alle stime - già poco ottimistiche dice Ismea - presentate a ottobre, a frantoi ancora chiusi. Ad accusare le perdite maggiori sono le regioni del Mezzogiorno con la Puglia, che da sola - emerge dall'analisi dei ricercatori - rappresenta circa la metà della produzione nazionale, colpita da una flessione stimabile attorno al 65%, a causa delle gelate e dei problemi fitosanitari che hanno colpito gli uliveti. L'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare sottolinea inoltre che "negli ultimi sei anni è già la terza volta che le campagne di "scarica" si presentano con flessioni produttive che vanno oltre la fisiologica alternanza, a causa della frequenza con cui si manifestano eventi meteorologici avversi". Infine si segnala che dal punto di vista dei riflessi sul mercato la scarsità di prodotto non ha tardato a manifestarsi: i listini dell'extra vergine hanno raggiunto a dicembre i 5,60 euro al kg (+40% rispetto a giugno), con valori superiori ai 7 euro al chilo in Sicilia e vicini ai 6 euro nel Barese. Resta negativo, nonostante i recuperi, il confronto dei prezzi su base annua anche per la pressione determinata dal mercato spagnolo che, di contro - spiega Ismea - può contare su una campagna produttiva abbondante: secondo le ultime stime la produzione iberica sfiora 1,6 milioni di tonnellate (24%) sul 2017, determinando- sostengono i ricercatori - una flessione dei listini spagnoli e condizionando anche il mercato greco e tunisino, dove invece la produzione è prevista in calo di oltre il 30%.

Turkish 1/a tra linee aeree

[Meglio essere povero sulla terra che ricco in mare. Diogene il Cinico] Turkish Airlines seguita da Emirates e Aegean Airlines: sono le regine della top ten delle migliori compagnie aeree di linea dell'anno, almeno secondo eDreams che si basa sulle recensioni di oltre 74.000 passeggeri stilate tra fine novembre 2017 e fine novembre 2018.    Per la compagnia turca si tratta di una conferma rispetto allo scorso anno, mentre Emirates sale di 4 posizioni e i greci scendono di un posto.    Le altre compagnie in classifica sono: Air Corsica al quarto posto, AerolinasArgentinas al quinto, Finnair al sesto, Swiss International Airlines al settimo, Middle East Airlines all'ottavo, Aeroflot al nono e Etihad Airways al decimo.    E gli italiani? Quando si tratta di volare, le preferenze dei viaggiatori dello stivale rispecchiano quasi totalmente quelle della classifica europea, ma con un tocco di patriottismo.    Infatti, la maggior parte dei passeggeri mette al primo posto Emirates e al secondo Turkish Airlines, ma Alitalia, in terza posizione, resta comunque tra le compagnie più amate.

Az-Fs ancora niente

[Tutti gli uomini sono uomini d'affari. Josephine Baker] Alitalia ha chiuso il 2018 con un Ebitda negativo per -154 milioni (dimezzato da -312 milioni del 2017) e al 31 dicembre 2018 la liquidità è pari a 703 milioni, di cui 506 milioni in cassa e 197 milioni di depositi (di cui 103 alla Iata). Lo hanno riferito i sindacati al termine dell'incontro con i commissari straordinari di Alitalia oggi a Fiumicino. Salta il cda di Ferrovie che avrebbe dovuto occuparsi del dossier Alitalia. Ieri Fs ha tenuto un consiglio di amministrazione “nel quale non è stato affrontato il tema del dossier Alitalia”, ha spiegato il gruppo, smentendo anche voci, circolate nei giorni scorsi, circa un cda che si sarebbe dovuto svolgere oggi. Il gruppo ferroviario guidato da Gianfranco Battisti deve scegliere un partner con cui creare una newco per portare a termine il progetto di acquisizione e rilancio dell’ex compagnia di bandiera.  E dopo che la settimana scorsa Lufthansa ha ribadito che non investirà con il Governo italiano o in una società controllata dal Governo italiano, in prima fila c’è l’americana Delta in tandem con Air France-Klm. Intanto col Dl semplificazioni è stato prorogato fino al 30 giugno prossimo il prestito ponte ad Alitalia. Oggi invece i commissari straordinari della compagnia vedranno i sindacati a Fiumicino per fare il punto sull’andamento della società. 

lunedì 28 gennaio 2019

Af anche da Palermo

[In qualche cosa siamo certamente superiori agli animali; ma nell'animale non c'è niente che non possa essere anche in noi. Ludwig Börne] In vista della prossima Summer 2019, Air France annuncia l’avvio di un nuovo collegamento stagionale con la Sicilia. E così dopo quello inaugurato l’estate scorso con Catania, da luglio anche Palermo sarà collegata con l’aeroporto di Parigi CDG quattro volte a settimana. I voli, secondo le anticipazioni pubblicate su italiavola.com, saranno operati con Airbus A319 dal 18 luglio al 1 settembre dal giovedì alla domenica. Da Parigi partenza fissata alle 9.10 con arrivo alle 11.40 mentre da Palermo il volo parte alle 12.30 e atterra alle  15.10 al Charles de Gaulle.

Via dall’Afghanistan

[Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo. Thomas Kempis] "Il ministro Trenta ha dato disposizioni al Coi (il Comando operativo di vertice interforze) di valutare l'avvio di una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan". Lo riferiscono fonti della Difesa, aggiungendo che "l'orizzonte temporale potrebbe essere quello di 12 mesi". Plaude all'iniziativa il M5S: "La decisione del ministero della Difesa Elisabetta Trenta di affidare al Comitato operativo di vertice interforze la pianificazione per il ritiro del nostro contingente in Afghanistan è molto positiva". Così in una nota i parlamentari 5 Stelle nelle commissioni Esteri al Senato e alla Camera dei deputati. "La pianificazione dovrebbe coprire circa 12 mesi. In questo modo si potrà analizzare la posizione dell'Italia nell'orizzonte più ampio delle varie missioni internazionali in cui il nostro Paese è impegnato", concludono i parlamentari. "Lo apprendo adesso che lo avrebbe detto oggi. Non ne ha parlato con me". Così il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha risposto ad una domanda sull'annuncio della Difesa di aver avviato una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan entro l'anno. "Non appena torno a Roma - ha aggiunto il titolare della Farnesina in visita a Gerusalemme - o non appena dovessi sentire il ministro Trenta, ne riparleremo".  Stati Uniti e talebani hanno raggiunto un'intesa di principio per un accordo quadro sulla pace in Afghanistan. Lo ha reso noto l'inviato Usa al New York Times al termine di una lunga serie di colloqui con i talebani in Qatar. In base all'intesa, ha spiegato Zalmay Khalilzad, i talebani si impegnano a impedire che l'Afghanistan "diventi una piattaforma per gruppi terroristici internazionali". Questa base, ha aggiunto, potrebbe portare al ritiro delle truppe americane e all'avvio di negoziati diretti talebani-Kabul.    Il Nyt rileva che dopo nove anni di sforzi per ottenere un accordo di pace con i talebani, l'intesa di principio appena raggiunta, sebbene preliminare, è il più tangibile passo verso la fine di una guerra che in due decenni che è costata la vita di decine di migliaia di persone ed ha cambiato profondamente la politica estera americana.

domenica 27 gennaio 2019

Russiagate dilaga

[Ci sono tre principali gruppi di uomini: selvaggi, barbari inciviliti, europei. Friedrich Nietzsche]  "Le accuse contro di me sono false": queste le prime parole di Roger Stone, consigliere storico di Donald Trump accusato di ostruzione della giustizia, dopo essere stato rilasciato su cauzione. "Mi dichiarero' non colpevole e non testimoniero' contro il presidente", ha aggiunto. Gli agenti dell'Fbi hanno bussato alla sua porta prima dell'alba. Roger Stone, da sempre uno dei più fedeli consiglieri di Donald Trump, era nella sua abitazione in Florida, nella zona più lussuosa della località turistica di Fort Lauderdale. "Apra", gli hanno intimato i federali, che indossavano giubbotti antiproiettile e avevano in mano le pistole di ordinanza, come da procedura. Un arresto spettacolare, la cui notizia è piombata sulla Casa Bianca quando ancora era buio e che ora fa tremare il presidente, che vede le indagini sul Russiagate arrivare sempre più vicine alla sua persona.    Sette i capi di accusa spiccati dal procuratore speciale Robert Mueller contro Stone, tra cui ostruzione della giustizia, falsa testimonianza e corruzione e intimidazione di testimoni. La tesi è che nel 2016 i vertici della campagna del tycoon gli diedero un ordine ben preciso: entrare in possesso delle famigerate email rubate dagli hacker russi al partito democratico e finite in mano a Wikileaks. Email che sarebbero potute tornare utili per danneggiare la campagna di Hillary Clinton e la candidata stessa. Una ricostruzione quella degli investigatori che confermerebbe anche come gli uomini di Trump sapessero delle email rubate già prima che fossero pubblicate da Wikileaks. Ma c'è di più: nelle carte con cui Mueller mette in stato di accusa Stone non si nomina mai Trump, ma si afferma come il consulente e lobbista sia stato diretto da una persona che - si sottolinea - resta senza nome. Quel che basta per lasciare il dubbio che quella persona possa essere il tycoon in persona.    Intanto si cerca la verità in tutte le residenze e le dimore di Stone, con perquisizioni a tappeto a partire dalla sua casa di Harlem, a New York. Passano poche ore, comunque, e Roger Stone dopo una breve apparizione davanti alla corte federale di Fort Lauderdale viene rilasciato dietro una cauzione di 250 mila dollari e dopo il ritiro del passaporto per evitare una eventuale fuga all'estero.    Ma la sua vicenda rappresenta una nuova svolta per il Russiagate, perché rende sempre più chiaro quello che sembra essere stato un legame diretto tra la campagna elettorale di Donald Trump e gli sforzi di Mosca per danneggiare Hillary Clinton e influenzare l'esito delle elezioni presidenziali del 2016. Sullo sfondo resta un'incognita che mette ancora più in ansia il presidente: il coinvolgimento nel Russiagate di familiari come il genero Jared Kushner o il figlio Donald Junior, già da tempo nel mirino degli investigatori e che potrebbero i prossimi ad assurgere agli onori della cronaca giudiziaria.

Ha inizio l’era Landini

[Gli uomini sono come un buon vino. Cominciano tutti come uva, ed è il tuo compito metterli sotto i piedi e tenerli al buio fino a quando non maturano in qualcosa con cui ti piacerebbe cenare assieme. Anonimo] "Questo governo non si confronta con il sindacato, non si confronta con nessuno. Anche il Parlamento è diventato un passacarte. Ma non si può tenere conto che abbiamo 12 milioni di iscritti, con noi ci si deve discutere". Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a In Mezz'ora su Raitre. "Si sono definiti il governo del cambiamento, ma un Paese così complesso non si cambia da soli, devi coinvolgere i soggetti che rappresentano le persone, deve esserci un confronto e una discussione. Abbiamo bisogno di unire, non di dividere e di esasperare i toni", ha aggiunto. Guardando ai governi passati, da Monti a Renzi all'attuale che hanno minimizzato il ruolo del sindacato Landini ha precisato che "tutti hanno preso batoste, tutti sono andati a sbattere, il sindacato invece c'è ancora". "Siamo riusciti con senso di responsabilità a ricostruire una condizione unitaria ricompattando il sindacato attorno alla figura di Maurizio Landini. La Cgil conta 5 milioni di iscritti, riflette punti di vista differenti e un mondo del lavoro frastagliato, ma deve essere unita". A parlare è Emilio Miceli, neo eletto nella segreteria nazionale della Cgil, primo siciliano a farne parte dai tempi di Giacinto Militello, all'indomani del congresso che ha indicato lo storico ex leader della Fiom alla  'successore' dell'uscente Susanna Camusso.    "Quello giallo-verde è un governo di destra, che scivola sul versante della democrazia - afferma - o sono lo forze sociali che hanno i piedi ben radicati nel Paese o non lo ferma nessuno. E per questo siamo una forza fondamentale". "La sensazione è che col combinato disposto 'decreto Dignità e parte fiscale della manovra' si vada nella direzione di indebolire il mondo del lavoro dipendente ". Miceli si appresta a lasciare la carica di segretario nazionale della Filctem Cgil, una categoria di lavoratori che operano nei comparti chimico, tessile e manifatturiero e conta oltre 200 mila iscritti. "La farmaceutica italiana - dice - ha superato quella tedesca e anche la chimica è forte nel nostro Paese e parte della metalmeccanica ha punte di eccellenza.    L'Italia ha un patrimonio da curare, servono però politiche pubbliche capaci di valorizzare eccellenze con investimenti". E sul 'ruolo' che ricoprirà nel sindacato dell'era Landini , infine, dice: "le deleghe saranno distribuite nei prossimi giorni".

Oggi ricordiamo l'Olocausto

[Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime. Albert Einstein] Incontri, mostre, commemorazioni. La Giornata della memoria, ricorrenza internazionale che celebra il 27 gennaio di ogni anno le vittime dell'Olocausto, prevede numerose iniziative da nord a sud. Filo conduttore, come è stato ricordato anche dal presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Francesco Minisci, che proprio in questi giorni ha accompagnato un gruppo di studenti nella loro visita ad Auschwitz, la necessità di "rimanere vigili e attenti di fronte all'odio e alle discriminazioni di ogni natura, da rigettare in ogni loro forma". Numerosissime le iniziative in ogni città. Queste alcune che si terranno nelle maggiori città. A Roma più di 170 gli appuntamenti. Tra questi, alle 14, alla Casina dei Vallati si inaugura la mostra 'La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938-1943'. Al Palazzo delle Esposizioni ci sarà la prima mostra "esperienziale" nata dalle impressioni e dalle idee degli studenti romani che hanno partecipato ai Viaggi della Memoria. S'intitola 'Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz' ed è appunto stata ideata da un gruppo di ragazzi di Roma che ha partecipato ai viaggi organizzati dal Campidoglio per portare gli studenti in visita ai campi di sterminio. A Milano, sulla facciata del Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, apparirà la scritta 'Binario 21'. Alle 20, al Conservatorio Giuseppe Verdi si terrà una Serata culturale in memoria di Primo Levi con letture di poesie e concerto di musiche di Leonard Bernstein eseguito dai musicisti e solisti del Conservatorio diretti da Cristina Frosini. Run for men, una corsa sportiva non competitiva organizzata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) per ricordare le vittime della Shoah, si correrà a Torino. Parteciperanno come testimonial il podista campione olimpionico Shaul Ladany (sopravvissuto sia alla Shoah che alla strage degli atleti israeliani delle Olimpiadi di Monaco), Luciana Littizzetto e Luca Argentero. Alle 18 ai Giardini di Castello di Venezia, ci sarà l'incontro con Moira Mion e letture delle memorie di guerra. A Firenze domattina alle ore 8 bandiere a mezz'asta in Palazzo Vecchio. Ricchissima di iniziative anche Napoli. Tra gli eventi più significativi la mostra "1938-1945- La Persecuzione degli Ebrei in Italia. Documenti per una storia". Al Circolo Ufficiali della Marina Militare è previsto un evento dal titolo "Note e versi per la shoah al femminile a cura di Suzana Glavas", promosso dall'associazione Mozart Italia-Napoli e che illustrerà le vicende di tre poetesse ebree dell'Europa Centro-Orientale uccise dalle persecuzioni razziali in Ungheria, in Ucraina-Polonia e Romania. Lo stesso giorno, alle 11, in via Luciana Pacifici c'è la cerimonia in ricordo di Luciana Pacifici vittima delle leggi razziali nel corso della quale il sindaco di Napoli Luigi de Magistris deporrà una corona di alloro. Il Comune di Palermo, invece, apre al pubblico il Rifugio Antiaereo di Palazzo delle Aquile.

Chiude Ultima Tv

[Talvolta uno paga di più le cose che ha avuto gratis. Albert Einstein] Chiude, a due anni dall'apertura, Ultima Tv, emittente televisiva regionale del gruppo Russo Morosoli di Catania.L'annuncio è stato dato dall'ultimo Tg andato in onda alle 14 con la conduzione della direttrice, Valeria Maglia.   "Ultima Tv - si legge in una nota aziendale - comunica che l'assemblea dei soci ha dato mandato all'amministratore di avviare la procedura di liquidazione della società che pertanto, a partire da oggi interromperà le trasmissioni. Nonostante l'impegno ed i grandi sforzi economici sostenuti dall'avvio delle trasmissioni, le attuali contingenze legate alla situazione di perdita economica della società determinano la necessità di scelte prudenti ed indifferibili. Un sentito ringraziamento - conclude la nota aziendale di Ultima Tv - va a tutti coloro che a vario titolo hanno sostenuto l'iniziativa imprenditoriale e collaborato con l'emittente, ed in particolare ai giornalisti, ai tecnici ed al personale amministrativo". "La redazione giornalistica di Ultima Tv, il comparto tecnico e di segreteria, alla luce di quanto comunicato dall'azienda, si vedono costretti a concludere un'esperienza che ha visto lavorare fianco a fianco, in questi due anni di informazione televisiva regionale, ottime e diversificate professionalità giornalistiche e tecniche. Ci siamo misurati - si legge nella nota - con innovazioni che hanno segnato, e avrebbero potuto continuare a segnare in positivo, l'informazione siciliana, grazie alla sperimentazione dei live e della formula All news sulla quale l'azienda ha investito notevoli risorse economiche in un contesto difficile e seguendo un trend decisamente controcorrente. Ma prima di tutto abbiamo puntato alla qualità dell'informazione pensando al pubblico siciliano. Lo abbiamo fatto consapevoli di poter migliorare giorno per giorno, ma sempre e solo nel rispetto di un unico obiettivo: lavorare per informare il pubblico dell'Isola, confrontando tutte le voci, rispettando le opinioni e cercando ove possibile di approfondire. Da Catania a Palermo, lo abbiamo fatto insieme, da giornalisti e tecnici e per il giornalismo. Grazie - conclude la nota letta durante il Tg - a chi ha creduto, a vario titolo, nella nostra informazione. Grazie per averci seguito".

Il Napoli contro Salvini

[Questo eroismo a comando, questa violenza insensata, questo maledetto e ampolloso patriottismo - quanto intensamente li disprezzo! Albert Einstein] Il Napoli conferma la linea della fermezza e l'intenzione di prendere iniziative, anche clamorose in campo, se si ripetessero cori razzisti durante le partite. Lo si apprende da fonti del club, dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sull'intenzione di non fermare le partite in caso di cori razzisti. Dalle stesse fonti del club si apprende che le parole del ministro dell'Interno hanno suscitato grande perplessità tra i vertici della società partenopea, che conferma la linea illustrata dall'allenatore Carlo Ancelotti, per uno stop da parte dei giocatori. Il dibattito è seguito anche dal presidente del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, che viene informato in questo periodo in cui è a Los Angeles per impegni cinematografici. "L'Italia si sta un po' alla volta desalvinizzando. L'Italia non è quella di Salvini che ha fatto venir fuori il rancore che cova sotto la cenere". Queste le parole di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, a margine della manifestazione al teatro Augusto. "Noi - ha aggiunto - con tanti altri proviamo a far scattare la fiamma della solidarietà e della giustizia. Questa è una battaglia prepolitica perché purtroppo oggi l'Italia è percepita come un Paese razzista e invece bisogna far comprendere che l'Italia non è quella rappresenta da Salvini". Il sindaco ha affermato: "Io non mi sento rappresentato da questo Governo ed è grave perché è il Governo della Repubblica italiana". "Noi - ha aggiunto - siamo sempre gli stessi e non ci interessa se questa iniziativa ci produce o meno consenso. Noi non siamo come Salvini che a seconda dell'utilità se la prende prima con i meridionali e ora con i migranti". "Noi non ci schieriamo per ragioni di opportunismo".

Dal sud parte la disubbidienza

[Scopo di ogni attività dell'intelletto è ridurre il mistero a qualcosa di comprensibile Albert Einstein] Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, e i parlamentari Stefania Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+Europa) e il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, sono a bordo della Sea Watch. "Abbiamo fatto un blitz - annuncia Fratoianni telefonicamente - utilizzando un gommone. Con noi ci sono anche un avvocato e uno psicologo. Ci sentiamo dopo..."."La città di Siracusa è pronta ad accogliere i migranti, continuo a ricevere messaggi e chiamate di persone che intendono sostenere queste persone". Lo ha detto il sindaco Francesco Italia presente alla manifestazione alla rada di Santa Panagia a sostegno dei migranti sulla Sea Watch. "Non si può tenere la Sea Watch in questa condizione a 15 minuti dalla costa- aggiunge - non conosco le ragioni per cui é stato impedito alla nave di entrare nel porto di Siracusa. Nella sede della Capitaneria di porto è presente il difensore dei diritti dei bambini del comune di Siracusa l'avv. Carla Trommino per verificare la documentazione relativa ai minori a bordo della Sea watch che potrebbero sbarcare". Alta tensione tra governo e toghe dopo i casi Diciotti e Sea Watch.  Il tema dei migranti e dei diritti, già emerso tra quelli centrali all'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione, è ritornato con insistenza anche nelle cerimonie che si sono svolte nelle varie corti d'appello, in giro per l'Italia: nessun riferimento diretto, ma molti gli accenti esplicitamente critici rispetto alla linea Salvini. Intanto il vicepremier va all'attacco. "Sceglierà il Senato - dice - sull'evidente invasione di campo di qualche giudice di sinistra che vuol fare politica. Ho il cellulare pieno di messaggi di magistrati, avvocati, giudici e uomini di chiesa liberi. Andiamo avanti a testa alta con coraggio ed onestà". Il vicepremier, in ogni caso, si mostra tranquillo: "Abbiamo tanto da fare, tanto da lavorare, tante tasse da abbassare, quindi non ci sono crisi, problemi dietro l'angolo, io sono assolutamente tranquillo", dice Salvini replicando a Milano a una domanda sull'ipotesi che il M5S voti sì alla sua messa in stato d'accusa. "Sono l'uomo più tranquillo del mondo - sottolinea - nel senso che sto facendo il Ministro e sto facendo quello che dovrebbe fare ogni buon italiano: ovverosia difendere i confini, difendere la sicurezza del mio Paese. Giudicherà il Senato se sto facendo bene". "Prendete le arance perché se mi portano a San Vittore...", ha detto, scherzando il leader della Lega, improvvisando un breve comizio in piazzale Oberdan vicino a un gazebo del partito, riferendosi alla richiesta di processarlo del Tribunale dei ministri di Catania per la vicenda della nave Diciotti. Militanti e simpatizzanti lo hanno sostenuto a gran voce e lui ha ribadito di voler "tener duro".

venerdì 25 gennaio 2019

Catania supera Linate

[Gli uomini che preferisco sono le bambole e i gatti. Josephine Baker] Con 9.933.318 passeggeri, l’aeroporto di Catania chiude il 2018 facendo registrare una crescita rispetto all’anno precedente del +8,91%. Nel dettaglio, secondo i dati elaborati dall’ufficio traffico della Sac, si assiste a un notevole incremento dei passeggeri internazionali, che sono stati 3.449.695 (1.723.305 in arrivo e 1.726.390 in partenza) con una crescita percentuale a doppia cifra del +17,91% rispetto al 2017. Dei 3.449.695, 3.179.070 sono provenienti o diretti verso paesi Ue (+17,35%), e 270.625 extra Ue (+25,06%). Con il 4,15% in più, cresce anche il segmento dei passeggeri nazionali. Grazie a questi numeri, l’aeroporto di Catania si conferma il primo scalo del Sud Italia, superando Napoli e quinto in assoluto a livello nazionale, precedendo Milano Linate. “I dati registrati nel 2018 confermano un trend di crescita sotto ogni punto di vista. L’avvio di nuove tratte, il numero di passeggeri crescente, sia nazionali che internazionali – afferma la presidente della Sac, Daniela Baglieri – rendono la Sicilia ancora più centrale nel Mediterraneo e in Europa. Tutti risultati  importanti che dobbiamo anche a coloro che operano all’interno dello scalo e agli utenti che ci stimolano a migliorare costantemente”. “Si è chiuso un anno che ci ha visti raggiungere risultati davvero importanti – commenta Nico Torrisi, amministratore delegato di  SAC – frutto di un grande lavoro di squadra che ha permesso di dare risposte concrete alle necessità degli utenti, e di rendere contestualmente l’aeroporto più funzionale, innovativo e competitivo”.

Blogger Hengjun arrestato

[Nessuno può servire due padroni: o odierà uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro. Matteo evangelista] Le autorità cinesi hanno deciso di trattenere in una sorta di arresti domiciliari Yang Hengjun, scrittore, blogger ed ex diplomatico cinese in possesso ora di un passaporto australiano, con le accuse di "rischi alla sicurezza statale". Lo ha chiarito la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, precisando che Pechino ha "ufficialmente informato" l'Australia che Yang è stato sottoposto a misura "coercitiva". I suoi diritti e interessi sono "tutelati" nel rispetto delle leggi, ha aggiunto Hua in conferenza stampa. 

Oggi si ricorda Mario Francese

[Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro perdonerà anche voi. Matteo evangelista] Una mostra che racconta "Una vita in cronaca (per non dimenticare)" sarà inaugurata oggi ed è tra le iniziative collegate al premio intestato a Mario Francese (e al figlio Giuseppe), il cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia 40 anni fa. La mostra, composta da 28 pannelli, sarà ospitata fino al 24 febbraio da "No mafia memorial" di Palermo. L'allestimento è stato curato dagli studenti del liceo artistico Damiani Almeyda di Palermo, uno degli istituti che ha partecipato alla sezione scuola del premio Francese. Delegazioni di alunni delle scuole che hanno aderito presenti all'inaugurazione. Immagini e parole della mostra si ricollegano a un'analoga esposizione andata organizzata nel 2000 dopo un lungo silenzio sulla vicenda del giornalista ucciso. Francese è stato uno dei più autorevoli e ultimi testimoni del giornalismo d'inchiesta. Il suo omicidio inaugurò la strategia di morte dei corleonesi contro gli uomini liberi (giornalisti, magistrati, politici) che si opponevano allo strapotere mafioso. Sempre oggi, a cura dell'Unione cronisti italiani, si terrà alle ore 16 nella sede dell'Assostampa siciliana un convegno ("Mario Francese e il coraggio di raccontare la mafia. Da Siracusa a Palermo, 40 anni dopo") al quale interverranno tra gli altri il presidente dell'Ordina nazionale dei giornalisti Carlo Verna, Franco Nicastro, Roberto Ginex, Felice Cavallaro. Le conclusioni sono affidate al presidente nazionale dell'Unci, Alessandro Galimberti. L'attore Salvo Piparo leggerà un articolo del cronista ucciso. Giornalismo, il premio Mario e Giuseppe Francese a Goracci, Borrometi eBozzo. "Con Mario Francese - dice il figlio Giulio presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia - si intendono ricordare i valori del mestiere di giornalista, fatto di sudore, sacrifici, impegno civile, voglia di sapere”.

Sciopero Gh Catania

[Quando fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra. Matteo evangelista] Disagi in vista per chi viaggerà in aereo il 28 gennaio, a seguito della protesta del comparto aereo indetta dai sindacati. Come si legge su fonti di stampa, a fermarsi saranno Alitalia, Air Italy e Vueling.  Per quanto riguarda Alitalia, lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 13 alle 17, nel caso di Air Italy e Vueling sarà, invece, di 24 ore e coinvolgerà il personale navigante della compagnia aerea Air Italy e i piloti Vueling secondo iniziativa del sindacato Anpac. Nella medesima giornata, sono previsti anche degli scioperi a livello locale, riguardano la cooperativa Alpina Service all’interno dell’aeroporto di Verona, con uno stop dalle 13.00 alle 17.00, e della società Gh presso l’aeroporto di Catania, con uno stop della durata di 8 ore. Anche febbraio porterà degli scioperi aerei, in particolare il 15 del prossimo mese. Un aumento della tassa di imbarco, che passa da 3 a 5 euro. È questa una delle misure contenute nel decreto sulla previdenza approvato la scorsa settimana dal Governo. Il provvedimento, contenuto nell’articolo 25 del decreto, ha l’obiettivo di “rifinanziare il fondo volo del trasporto aereo (Fsta) – come spiega Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti - e permettere a piloti e assistenti, di Alitalia in particolare, che già possono andare in pensione sette anni prima delle altre categorie, di avere una cospicua integrazione delle indennità di disoccupazione o di Cig fino alla maturazione del diritto a pensione”. Il fondo era stato istituito provvisoriamente nel 2004 per finanziare gli ammortizzatori sociali del settore aereo, tra cui anche la cassa integrazione dei naviganti. “Si tratta di una scelta priva di equità – rimarca Balotta – perché nessun settore può disporre di simili ammortizzatori sociali, ma anche corporativa, perché il fondo viene alimentato da una tassa sui passeggeri (unica al mondo) e dai contribuenti”. Balotta espone le sue perplessità anche guardando all’andamento del mercato aereo: “Quel che sorprende è che dal 2004 il settore si è sviluppato passando da 126 milioni di passeggeri-anno a 176 milioni del 2018: è paradossale che un comparto in crescita debba ricorrere ad un simile dispiegamento di ammortizzatori sociali, visto che la tassa porterà 450 milioni di incassi per il fondo. La spiegazione dell’inefficienza del settore e degli alti costi gestionali va ricercata nella mai risolta crisi di Alitalia e nella proliferazione di inutili scali aeroportuali che ne riducono la massa critica. Un sistema clientelare, consociativo e corporativo si è incuneato in un  comparto che, anziché creare ricchezza, la distrugge”.

Italia fattore di rischio Ue

[Nemici dell'uomo saranno i suoi familiari. Matteo evangelista] La situazione finanziaria dell'Italia, assieme a Brexit, è al primo punto fra i principali fattori di rischio globali indicati dal Fondo monetario internazionale nella versione aggiornata del World Economic Outlook. "In Europa continua la suspence su Brexit, e il costoso intreccio fra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia", ha detto il direttore della Ricerca del Fmi Gita Gopinath presentando il rapporto. Il fondo monetario internazionale taglia allo 0,6%, dall'1% di ottobre, la previsione di crescita per l'Italia nel 2019, mantenendola allo 0,9% per l'anno successivo. Lo si legge nell'aggiornamento del World Economic Outlook presentato a margine del Forum economico mondiale di Davos. L'Italia - nel documento - è individuata con la Germania come uno dei fattori la cui frenata a fine 2018 ha fatto rivedere in peggio le stime di crescita per l'Eurozona e comportato un calo dell'euro del 2% fra ottobre e gennaio. Meno crescita per l'economia globale nel 2019 e 2020, e con più incognite fra cui una possibile escalation nello scontro Cina-Usa sui dazi e un 'atterraggio duro' dell'economia cinese. È il quadro delineato dall'aggiornamento del World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale, presentato oggi prima del via al Forum economico mondiale. Le nuove stime del Fmi prevedono una crescita globale del 3,7% nel 2018, come tre mesi fa, ma peggiorano il 2019 (3,5% da 3,7%) e il 2020 (3,6% da 3,7%). L'economia globale fronteggia "rischi significativamente più alti, alcuni dovuti alle politiche" intraprese dai governi. L'allarme arriva dal direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, che ha aggiunto: "significa che una recessione globale è dietro l'angolo? No". Lagarde, facendo un'analogia con lo sci da fondo dove "è desiderabile avere visibilità, una leggera discesa, stabilità, pochi rischi e pericoli", ha notato che oggi sciare è diventato più impegnativo invitando le autorità a "tenersi pronte se rischi dovessero materializzarsi". "Risolvere con la cooperazione, e velocemente, le dispute commerciali": è l'imperativo, pronunciato da Gopinath, a margine del Forum economico mondiale, avvertendo dei rischi di una crisi finanziaria e di un'economia globale già indebolita dalla guerra dei dazi. Gopinath si è soffermata anche su Brexit: "è imperativo risolvere immediatamente" lo stallo, se non si vuole continuare a creare incertezze che pesano sulla crescita. Il Fondo monetario internazionale mantiene una previsione di crescita per gli Usa del 2,5% quest'anno e dell'1,8% il prossimo. Ma riduce le attese per l'Eurozona nel 2019, portandole a 1,6% (da 1,9%) e mantiene il 2020 a 2,7%. Negli Usa, la crescita "è attesa in calo" con il venir meno dello stimolo fiscale e con i tassi Fed in rialzo, ma è sostenuta da "forte domanda interna". Nell'Eurozona pesano, invece, la frenata del Pil italiano e tedesco (1,3% per il 2019) e quella della Francia (1,5%) fra le proteste dei gilet gialli.

WEare safety in Aviapartner Pmo

[È più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli. Matteo evangelista] Dal mio ritorno da Israele scopro che i ros seguono la segnaletica in apt, si fermano dando la precedenza, danno dei consigli stringenti su come comportarsi sotto bordo. Insomma, i ros, si dimostrano meno insicuri del solito. Nulla di nuovo per molti di noi allievi di Ivan Massi. Dal primo di gennaio Aviapartner ha aderito al weare safety, estrema sicurezza sotto bordo. In pochi abbiamo anticipato involontariamente l’applicazione di queste procedure, dunque chi veniva accusato di ostruzionismo, ti ricordi subumano, in definitiva aveva ragione. È forse qualcuno tra i ros era troppo superficiali. Niente più fb sotto bordo, riposo fisiologico tassativo, numero di persone adeguato sotto bordo ... sarà ma non ci credo. Acqua passata, ma queste sono le piccole soddisfazioni che non hanno prezzo, che dimostrano che, in definitiva, alcuni  ros non hanno carattere. Chi invece veniva criticato era nel giusto. Ora è tutto facile ma questa estate avrò un obiettivo strategico in più, ci sarà da ridere. 

giovedì 24 gennaio 2019

Chiesto processo per Salvini

[Beati gli affamati di giustizia, perché saranno saziati. Matteo evangelista] Nel 2018 a Lampedusa il numero complessivo degli sbarchi "è stato superiore all'anno precedente, anche se con minori arrivi di extracomunitari, circa 3.400. Ma, con buona pace del ministro dell'Interno Matteo Salvini, il porto rimane aperto e anche il centro d'accoglienza, che doveva essere chiuso due anni fa per decisione del precedente governo". Lo dice il sindaco delle Pelagie, Totò Martello, spiegando che nell'isola "le cose vanno all'opposto di come le descrive Salvini". "Qualche giorni fa - aggiunge Martello - la Guardia costiera ha soccorso 68 extracomunitari, altri 13, tunisini, sono arrivati su una barca. Tutti quanti si trovano ora nel centro d'accoglienza, nell'unica ala agibile dopo i danni subiti da vari incendi". "Ci riprovano, torno ad essere indagato per sequestro di persona e di minori, con una pena prevista da 3 a 15 anni. Manco fossi uno spacciatore o uno stupratore. Ora la parola passa al Senato e ai senatori che dovranno dire si o no, libero o innocente, a processo o no. Ma lo dico fin da ora, io non cambio di un centimetro la mia posizione". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato in una diretta Facebook la decisione del tribunale dei ministri di Catania di chiedere l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti. La decisione del tribunale dei ministri arriva dopo la richiesta motivata di archiviazione avanzata dalla procura di Catania.  "Non si può ignorare l'arrivo di questi disgraziati, gente che scappa da una situazione tremenda, e lasciarli morire in mare". Miriam Toaff, figlia di Elio Toaff (1915-2015), che fu rabbino capo ad Ancona dal 1941, ha partecipato al Consiglio regionale delle Marche aperto in occasione del Giorno della Memoria, a cui partecipano anche studenti di diverse scuole primarie, secondarie e superiori delle Marche. "Qualche cosa bisogna fare - ha risposto la Toaff a una domanda dei giornalisti su un possibile collegamento tra memoria della Shoah e migranti - o s'impedisce che partano, dando loro la possibilità di vivere dove sono o bisogna aiutarli. Se gli italiani non avessero aiutato gli ebrei... - ha aggiunto -, anche se gli ebrei non erano migranti: hanno fatto passare le linee, li hanno aiutati in vari modi. Non tutti, ma molti degli italiani hanno aiutato gli ebrei e noi dobbiamo aiutare questa gente"."Riunione il 7 dicembre e comunicazione il 24 gennaio", e poi applausi verso la telecamera. "In un'azienda qualunque qualcuno dovrebbe dare le dimissioni". Così il ministro dell'Interno, in diretta Facebook, commenta il documento della procura di Catania che lo indaga per sequestro di persona aggravata nei confronti dei 174 migranti della nave Diciotti. Il ministro viene accusato di "aver abusato dei suoi poteri". "I giudici facciano i giudici, i ministri fanno i ministri ed esercitano i loro poteri", aggiunge Salvini. "Ennesime provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi, la nave olandese Sea Watch3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso l'Italia. Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire ma i porti italiani sono e resteranno chiusi". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini. La nave trasporta 47 persone soccorse alcuni giorni fa e si trova in acque internazionali al largo di Lampedusa, in condizioni meteorologiche sfavorevoli. "Sul nostro mare si sta abbattendo un ciclone mediterraneo, fenomeno meteo piuttosto raro con onde di 7 metri, pioggia e vento gelido. #SeaWatch sta navigando in questa tempesta cercando un riparo con a bordo 47 naufraghi soccorsi sabato scorso". Lo scrive Sea Watch su twitter, motivando così gli spostamenti della nave nelle ultime ore.


3 cda Airgest sotto inchiesta

[Chi non è con me è contro di me. (§ 12, 30) Matteo evangelista] Malversazione di fondi pubblici e falso in bilancio. Con queste ipotesi di reato sono indagati dalla procura di Trapani quindici persone che hanno ricoperto incarichi negli ultimi tre Cda dell’Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Trapani Birgi. Secondo quanto scrive repubblica.it, tra i destinatari dell’avviso di garanzia ci sono i manager Franco Giudice, Salvatore Castiglione, Salvatore Ombra, nonché Paolo Angius, attuale amministratore delegato dell’Airgest. Secondo gli inquirenti – le indagini sono condotte dalla guardia di finanza e sarebbero partite da un esposto di alcuni esponenti del Movimento 5Stelle – i reati sarebbero stati commessi nell’ambito della gestione di co-marketing, che ha consentito alla compagnia irlandese Ryanair i collegamenti aerei da e per lo scalo trapanese. Le accuse riguardano il periodo che va dal 2010 al 2016 e principalmente i rapporti tra la società di gestione dell’aeroporto di Birgi e Ryanair. A finire sotto la lente d’ingrandimento è stato l’accordo di co-marketing siglato nel gennaio 2014 tra Airgest, ventiquattro Comuni del trapanese e il vettore irlandese: un accordo triennale per 7 milioni di euro. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha incontrato a Palazzo d’Orleans il presidente del cda di Airgest, Paolo Angius, a seguito dell’inchiesta giudiziaria che vede coinvolti, per fatti risalenti agli anni passati, 15 ex amministratori della società che gestisce lo scalo aeroportuale di Trapani Birgi. Dopo aver relazionato sull’attività svolta quest’anno, Angius – anche lui indagato – ha messo a disposizione del governatore la propria carica. Musumeci, nell’apprezzare lo stile e nel ringraziarlo per il gesto e per il lavoro fin qui svolto, ha invitato l’avvocato Angius a rimanere al proprio posto ancora per qualche settimana per definire gli affari correnti, in attesa dell’imminente nomina del nuovo direttore.

Salvini salva i Bossi

[Non osservare la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello se non vedi la trave che è nel tuo. Matteo evangelista] La Corte d'Appello di Milano ha disposto il "non doversi procedere (...) per mancanza di querela" per Umberto Bossi e il figlio Renzo imputati per appropriazione indebita con l'ex tesoriere Francesco Belsito. Per quest'ultimo ha rideterminato la condanna a un anno e 8 mesi e 750 euro di multa pena sospesa. La Lega aveva presentato querela nei confronti di Belsito ma non dei Bossi. "Sicuramente grazie a Salvini e alla Lega - ha commentato Renzo Bossi - i quali hanno valutato i documenti delle indagini e hanno visto che le spese a me imputate non sono state pagate dal partito". "Sono rimasto con il cerino in mano. Io pago lo scotto di essere stato il tesoriere che ha eseguito determinati ordini. In questo caso paga l'esecutore ma non il mandante. Speriamo che la Cassazione faccia chiarezza". Sono le parole a caldo di Francesco Belsito, l'ex tesoriere del Carroccio e il solo condannato - 1 anno e 8 mesi, pena sospesa - al processo in appello a Milano nel quale risponde di appropriazione indebita insieme a Umberto Bossi e il figlio Renzo. Per i Bossi è stato dichiarato il "non doversi procedere" in quanto nei loro confronti la Lega non ha sporto, come vuole una recente norma, le querela. Querela presentata solo nei confronti di Belsito, il quale si è visto alleggerire la condanna inflitta in primo grado per via dell'assoluzione e della prescrizione di una cinquantina di capi di imputazione. "Francesco Belsito, prima di andarsene, ha lasciato nelle casse della Lega la bellezza di 49 milioni di euro. Perché non era solo impegnato a sottrarre fondi, come vorrebbero i giudici che lo hanno condannato in primo grado, ma ha fatto anche del buon governo: non ha lasciato la cassa vuota e ha fatto una serie di investimenti proficui". Sono le battute conclusive dell'arringa dell'avv. Rinaldo Romanelli, legale dell'ex tesoriere del Carroccio, imputato in appello a Milano con Umberto Bossi e il figlio Renzo per appropriazione indebita.

Gruppo Lima appoggia Guaidò     

[Lo spirito è forte, ma la carne è debole. Matteo evangelista]  Undici paesi del Gruppo di Lima hanno diffuso oggi un comunicato comune nel quale riconoscono la legittimità di Juan Guaidò come presidente del Venezuela e auspicano che questo segni l'inizio di "un processo di transizione democratica" a Caracas.    "Il processo - si legge nel testo - deve partire dalla convocazione, nei termini della Costituzione e in tempi brevi, di elezioni con la partecipazione di tutti gli attori politici e con le garanzie e gli standard internazionali che caratterizzano il voto democratico".    I Paesi firmatari, inoltre, condannano "gli atti di violenza avvenuti in Venezuela" e chiedono che "siano garantiti i diritti fondamentali delle persone e la pace sociale" durante "la transizione al governo".    Il comunicato è stato firmato dai governi di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Paraguay e Perù. "Fratello Maduro, resisti, siamo al tuo fianco". Sono queste le parole dette in una telefonata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Nicolas Maduro, dopo l'autoproclamazione a presidente del leader dell'opposizione in Venezuela, Juan Guaidó. Lo ha riferito su Twitter il portavoce del leader di Ankara, Ibrahim Kalin, condividendo anche l'hashtag #WeAreMADURO(Noi siamo Maduro). Tra ieri e l'altro ieri sono stati 14 i morti, di cui nove mercoledì e cinque martedì, nella repressione messa in atto dalla polizia e dai militari contro le proteste antigovernative in Venezuela. Lo riferisce l'ong Observatorio Venezolano de Conflictos Sociales y de Provea su Twitter. Dall'inizio delle proteste contro Nicolas Maduro, lunedì scorso, sono stati 218 i manifestanti arrestati, secondo quanto riporta El Mundo. Il bilancio dei morti rischia di crescere perché oggi si temono nuovi scontri. "Non ho parole per esprimere il dolore che sento nell'apprendere dei venezuelani che sono stati uccisi durante le proteste nelle ultime ore". Così su Twitter il leader dell'opposizione e presidente ad interim Juan Guaidó, "Alle loro famiglie - conclude - posso solo garantire che nel nostro paese regneranno la giustizia e la pace".  Gli Usa non ritireranno i propri diplomatici da Caracas, come chiesto da Nicolas Maduro, perché non lo riconoscono come legittimo presidente e quindi "non considerano che abbia l'autorità legale per rompere le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti o dichiarare persona non grata i diplomatici" americani. Lo afferma il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ricordando che Juan Guaido, riconosciuto come presidente ad interim, "ha invitato la nostra missione a restare in Venezuela".  Il popolo "agguerrito e combattente" rimanga in allerta, pronto alla mobilitazione per difendere la patria. Lo scrive su Twitter Nicolas Maduro dopo che il leader dell'opposizione, Juan Guaidò, si è autoproclamato presidente del Venezuela ricevendo il riconoscimento dagli Stati Uniti e da molti altri Paesi del mondo. "Nessun colpo di stato,nessun interventismo - conclude Maduro - il Venezuela vuole la pace".

mercoledì 23 gennaio 2019

Erdogan e Putin divisi in casa

[La gente è sempre disponibile per i lavori già fatti. Arthur Bloch] Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco hanno concordato di coordinare le operazioni di terra in Siria dopo annuncio a sorpresa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump del mese scorso del ritiro delle truppe americane dalla Siria. Erdogan è arrivato oggi a Mosca per discutere con Putin proprio sulla Siria in particolare sulla cosiddetta “zona di sicurezza” che Ankara vuole creare lungo la sua frontiera con la Siria con il dichiarato intento di contenere l’autonomia dei curdi siriani. All’inizio del loro incontro al Cremlino, Putin ha parlato con Erdogan di “caro amico”, dicendo che i loro paesi “lavorano su questioni di sicurezza regionale e collaborano attivamente con la Siria”. Erdogan ha usato lo stesso termine di Putin nei commenti tradotti e ha affermato che “la nostra solidarietà apporta un contributo importante alla sicurezza della regione”. La calda retorica è arrivata nonostante il fatto che i due leader si trovino da parti opposte del conflitto siriano: la Russia fornisce un sostegno fondamentale al governo siriano, mentre la Turchia ha appoggiato i gruppi ribelli che combattono le forze del presidente Bashar al-Assad. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è giunto oggi all’aeroporto di Mosca in visita di lavoro in Russia dove incontrerà il suo omologo russo Vladimir Putin per discutere della Siria. In particolare, Erdogan cercherà di convincere il capo del Cremlino della sua proposta per una “zona di sicurezza” nel nord della Siria, per evitare che l’autonomia curda possa prendere corpo. La Russia sostiene militarmente il regime di Damasco mentre la Turchia appoggia e finanzia i ribelli che vogliono rovesciare il presidente Bashar al-Assad anche se entrambi i paesi sostengono di cercano una soluzione politica ad un conflitto che dura ormai da quasi otto anni. Mosca e Ankara, nel frattempo, hanno convenuto di coordinare le loro operazioni a terra dopo l’annuncio a sorpresa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel mese di dicembre, di voler ritirare suoi 2.000 soldati impegnati nel Norest siriano. In un discorso tenuto lunedì, Erdogan ha dichiarato di voler invocare Putin per la creazione della “zona sicura” lungo la frontiera turca con la Siria di cui aveva parlato Trump due settimane fa. I curdi, che controllano gran parte della zona indicata, e che sono alleati con gli americani, sono estremamente ostili alla proposta, temendo un’offensiva turca. Da parte sua, la Russia è ferma sulla sua posizione annunciata fin dall’inizio del conflitto, che il regime siriano deve riconquistare la sua sovranità su tutto il suo territorio. “Siamo convinti che l’unica soluzione corretta ed ottimale sarebbe quella di lasciare questi territori sotto il controllo del governo siriano (…), rendendosi conto che devono essere garantite ai curdi tutte le condizioni necessarie (per la vita) nei loro tradizionali luoghi di residenza”, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov la scorsa settimana.
L’annunciato ritiro americano ha rafforzato i piani del Cremlino e di Damasco. Al punto che i curdi, i più esposti dalla partenza degli americani, hanno chiesto al regime siriano di aiutarli ad affrontare la prospettiva di un attacco turco.



La summer di Ernest Airlines

[Ciò che Dio ha unito, l'uomo non lo separi. Matteo evangelista]Si aprono oggi le vendite di Ernest Airlines per l'estate 2019. La compagnia low cost ha da poco accolto nella propria flotta un nuovissimo aeromobile Airbus A320Ceo da 180 posti, e riconferma per i mesi estivi i collegamenti già attivi durante la stagione invernale tra Italia e Albania e Ucraina, aumentandone le frequenze e aggiungendo nuove rotte. Fra le novità, Ernest annuncia i voli da Genova e Roma Fiumicino per Tirana. L’espansione continua anche nel mercato Italia e Ucraina, dove Ernest aumenta le frequenze per la stagione estiva e aggiunge nuove tratte che prima non erano servite da alcun altro vettore. La compagnia inizierà infatti ad operare nuovi voli da Milano Malpensa e Roma Fiumicino per Kharkiv come anche da Genova verso Kiev. In totale saranno 11 le rotte operate dall'Italia verso l'Ucraina da sette aeroporti italiani: Bologna, Genova, Milano Bergamo, MilanoMalpensa, Napoli, Roma Fiumicino e Venezia e verso l’Albania da otto aeroporti italiani: Bologna, Genova, Milano Bergamo, Milano Malpensa, Pisa, Roma Fiumicino, Venezia e Verona.

Pop art e Warhol a Perugia

[Il peggio mestiere è quello di non averne alcuno. Cesare Cantù] Il mito di Marilyn Monroe, il fascino di Liz Taylor e Liza Minnelli, il carisma di Mao Zedong e Che Guevara, ma anche le storiche bottiglie di Coca Cola, le leggendarie lattine di zuppa Campbell's, i Flowers e tante altre installazioni grafiche ideate dal padre della pop art: tutto questo potrà essere ammirato dal 26 gennaio al 17 marzo a Perugia con la mostra antologica dedicata ad Andy Warhol.    "Andy Warhol in the City", il titolo dell'esposizione presentata alla Galleria del Barton park di Perugia (una delle sedi espositive), prevede oltre 120 tra grafiche storiche, litografie, serigrafie e offset. Si tratta di un ritorno (a distanza di 10 anni dalla prima proprio a Perugia) e di "un nuovo punto di partenza", come hanno commentato gli organizzatori dell'agenzia Pubbliwork eventi e dell'associazione nazionale New factory art, che raccoglie l'adesione di numerosi collezionisti italiani di Warhol e sul tema pop art.    L'evento - ha spiegato Angelo Ciliani di Pubbliwork - vuole infatti legare ancora il capoluogo umbro al pittore, scultore, fotografo e regista statunitense scomparso a New York nel 1987 a 59 anni. Dopo l'esposizione perugina nel 2009, "la mostra itinerante ha infatti toccato numerose città italiane ed europee staccando in tutto otto milioni di biglietti". Con "Andy Warhol in the City" sarà soprattutto proposto - ha commentato Gino Capitò di New Factory Art - un excursus delle radici europee di Warhol sia attraverso quelle estrose creazioni che negli anni hanno saputo raggiungere una notorietà che sfiora il mito sia con opere poco conosciute ma molto importanti, come gli Space fruits o il Gold book, realizzato da Warhol in occasione della sua prima mostra personale nella Bodley Gallery di New York. 

I figli, a volte, riscattano i padri

[Un manager passa il venti per cento del suo tempo con il lavoro e l'ottanta per cento a difendere la propria poltrona. Götz Hohenstein] Hilde Schramm, la figlia dell'architetto di Hitler Albert Speer è stata premiata a Berlino, nell'ambito della consegna del German Jewish History Award, per l'impegno profuso con la sua fondazione "Zurueckgeben" ("Restituire") nel promuovere le giovani donne ebree, nell'arte e nella scienza, in Germania. Il capitale iniziale della sua fondazione arrivò dalla vendita di tre opere, che la donna aveva ereditato e che probabilmente erano state rubate dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale. La fondazione, nata nel 1994, ha promosso 150 donne dalla sua nascita, secondo quanto si legge su un comunicato pubblicato nel portale della 'Abgeordentenhaus', dove si svolgerà la premiazione. "Zurueckgeben" ha promosso la riscoperta di artiste e artisti ebrei, la ricerca di storie di famiglia, mostre, balletti, libri e film.  L'antisemitismo preoccupa per il 58% degli italiani e il 31% pensa che sia aumentato negli ultimi 5 anni. A rivelarlo è l'ultimo Eurobarometro presentato dalla Commissione Ue al museo ebraico di Bruxelles e condotto nel dicembre 2018 su un campione di oltre 27mila europei. Il sentimento italiano ricalca quello dell'Europa intera, dove il 50% dei cittadini ritiene che l'antisemitismo sia un problema. I picchi si registrano in Svezia (81%), Francia (72%), Germania (66%), Paesi Bassi (65%), Regno Unito (62%).

La mafia dopo Riina/34

[Non la fortuna, bensì il lavoro fa l'uomo. Detto] La Dda di Palermo ha emesso un decreto di fermo nei confronti di 7 persone accusate di far parte della ricostituita Commissione di Cosa nostra. Il progetto di ridare vita alla Cupola era stato scoperto a dicembre e aveva portato al fermo di 47 tra boss e gregari. Tra i fermati di oggi ci sono due personaggi con cognomi noti: Leandro Greco, nipote del 'papa' di Cosa Nostra Michele Greco, e Calogero Lo Piccolo, figlio del boss ergastolano Salvatore Lo Piccolo: entrambi avrebbero partecipato alle riunioni della Commissione provinciale. Leandro Greco, 29 anni, si faceva chiamare come il nonno. Il padre Giuseppe, invece, morto negli anni scorsi, aveva interrotto la 'tradizione' familiare e faceva il regista. Del 'Papa' si ricorda l'augurio, che suonò come una minaccia, fatto da dietro le sbarre dell'Ucciardone alla corte d'Assise che doveva decidere il maxiprocesso.    I fermi sono scattati anche grazie a due nuovi pentiti: Filippo Colletti, capomafia di Villabate fermato il 4 dicembre dai carabinieri con l'accusa di far parte della nuova commissione di Cosa nostra, e Filippo Bisconti, al vertice del mandamento di Belmonte Mezzagno finito anche lui in manette nella stessa indagine.   Colletti e Bisconti hanno rivelato ai magistrati il loro ruolo di vertice dei 'mandamenti' di Villabate e Belmonte Mezzagno. Entrambi hanno inoltre confermato la riorganizzazione della Commissione provinciale di Cosa nostra svelando le dinamiche interne alla stessa e hanno fornito elementi importanti a carico di Leandro Greco, Calogero Lo Piccolo e Giovanni Sirchia. Tra i fermati anche Giovanni Sirchia, affiliato alla famiglia mafiosa di Passo di Rigano: secondo le indagini è colui che si occupava di consegnare ai boss le convocazioni per i summit. In cella anche Giuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola ai quali è stato contestato il reato di associazione mafiosa e alcuni episodi di estorsioni commesse nel territorio del mandamento mafioso di San Lorenzo. [segue]

No fusione Renault-Nissan

[Tra pochi anni un robot sarà in grado di fare il lavoro di dieci robot. Antonio Amurri] Una fusione tra Renault e Nissan per dare stabilità ed equilibrio al gruppo automobilistico dopo la vicenda dell'arresto di Carlos Ghosn, l'ex presidente considerato il principale artefice del consolidamento dell'alleanza. A fare pressing in questa direzione, secondo la stampa giapponese, è Parigi, che avrebbe chiesto al Giappone di valutare la possibilità di un 'merger', anche se il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha smentito con decisione. L'ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn - in stato di fermo a Tokyo da oltre due mesi per le accuse di illeciti finanziari - è pronto a dimettersi dal suo ruolo di presidente e amministratore delegato della casa auto francese. Lo anticipa il canale pubblico Nhk, che cita fonti a conoscenza del dossier. Le immatricolazioni di auto nell'Europa dei 28 più Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono stabili nel 2018 rispetto all'anno precedente: 15.624.486, lo 0,04% in meno del 2017. L'anno si chiude però con un nuovo dato negativo: a dicembre sono state vendute 1.038.984 vetture, l'8,7% in meno dello stesso mese dell'anno precedente. I dati sono dell'Acea, l'associazione delle case automobilistiche europee.   Il gruppo Fca ha immatricolato 1.021.311 auto nel 2018, il 2,3% in meno del 2017. La quota è pari al 6,5% a fronte del 6,7%. Tra i brand del gruppo registra un balzo del 55,6% Jeep (168.674 unità vendute). A dicembre le auto vendute da Fca sono 60.926, con una flessione del 2,5% e la quota è pari al 5,9% (era 5,5%).   La flessione delle vendite di auto in Europa nel 2018 (-0,04% rispetto al 2017) è il primo segno negativo registrato dal 2013.   Tra i principali mercati europei crescono quello spagnolo (+7%) e quello francese (+3%), mentre chiude sui livelli del 2017 quello tedesco (-0,2%).

La Pasqua di Melegatti    

[Quando Giovanni mi sfotte vorrei fare il boia. Io sono sicuro che se farei il boia riuscirei bene. Da "Io speriamo che me la cavo"] Salvato all'asta dopo il fallimento, il pandoro Melegatti riparte da Natale per la sua 'seconda vita', e commercialmente l'operazione si dimostra subito un successo. Sono arrivati da tutto il Veneto in questi giorni nello spaccio aziendale della ditta di San Giovanni Lupatoto - che può fregiarsi del brevetto del dolce a forma di stella, datato 1894 - per comprare quello che per molti è 'il pandoro'. I primi pandori della 'ripartenza' industriale di Melegatti sono stati prodotti da terzisti, in altri stabilimenti, ma la nuova proprietà ha raggiunto l'obiettivo di essere presente con i suoi dolci in alcune catene della grande distribuzione, oltre che nello spaccio aziendale e nel temporary shop aperto nel centro di Verona, proprio di fronte all'Arena. "Abbiamo sfornato 500mila pezzi, è stata una corsa contro il tempo, ma volevamo comunque essere presenti per questo Natale" ha detto Gianluca Cazzulo, ad area commerciale di Melegatti.  Melegatti procede nel segno della tradizione dolciaria italiana e nella fase di rilancio industriale introduce nuovi prodotti che ampliano la platea dei possibili clienti. Lo storico marchio alimentare - secondo una nota - ha l'ambizione di accompagnare anche nella quotidianità i consumatori con prodotti riconoscibili per qualità delle materie prime, sicurezza dei processi produttivi e bontà.    A Pasqua, oltre ai prodotti tradizionali, sarà presente in tutta l'Italia anche con alcune novità tra cui la Colomba Cereali antichi che utilizza cereali unici, di antica discendenza, caratterizzati da una lenta maturazione del chicco capaci di attribuire sapori originari. Melegatti, nel suo piano industriale, punta a selezionare e impiegare materie prime di qualità e i più avanzati processi di lavorazione per assicurare, nel rispetto della tradizione, l'adesione alle moderne tendenze salutistiche.    Sul lato dell'imballaggio si sta perfezionando una maggiore integrazione produttiva visto che la Melegatti è all'interno di un Gruppo alimentare assieme a tre importanti società di packaging, Eriplast, Fucine Film e Albertazzi G.    Lo sviluppo della produzione richiederà, in questo primo semestre del 2019, cinque nuove assunzioni portando a 40 il dato occupazionale.