giovedì 27 dicembre 2018

Meno soldi a Gaza

[L'amore è solo una debolezza dell'animo se non è intrecciato all'ambizione. William Congreve] Il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Pam) ha annunciato tagli ai suoi interventi in Cisgiordania e a Gaza a causa di "una grave mancanza di fondi". Dal 1 gennaio del prossimo anno - ha spiegato Stephen Kearney, direttore regionale del Programma in un comunicato sul sito dell'organizzazione - l'assistenza sarà sospesa per 27 mila persone in Cisgiordania mentre per altre 165 mila, sia a Gaza sia in Cisgiordania, sarà ridotta del 20%. L'agenzia ha detto di essere preoccupata per il fatto che i tagli "possano avere effetti devastanti nella sicurezza del cibo, nel livello di vita e nel benessere della gente che viene assistita in Palestina". Per continuare anche nel 2019 l'attuale impegno il Wfp ha detto di aver bisogno di 57 milioni di dollari (quasi 50 milioni di euro) e quindi ha invitato "la comunità dei donatori internazionali a rafforzare il proprio impegno e ad aiutare per impedire ulteriori tagli". Alla vigilia di nuove manifestazioni palestinesi al confine della Striscia di Gaza, un ufficiale dell'esercito israeliano ha avvertito oggi in arabo su Facebook che i militari non tollereranno "alcun tentativo di colpire i nostri soldati o di violare la nostra sovranità".    Riferendosi alla morte di quattro dimostranti durante incidenti avvenuti venerdì scorso, l'ufficiale ha aggiunto: "Anche noi vogliamo che le vostre manifestazioni del venerdì si concludano senza vittime. Volete terminare la giornata in famiglia oppure con sgradevoli incidenti ai reticolati di confine? Dipende tutto da voi". Da parte sua Hamas ha ribadito che domani, malgrado le intemperie, dimostranti torneranno ad ammassarsi sul confine nel contesto della cosiddetta Marcia del Ritorno.    Intanto Hamas distribuisce 100 dollari a ciascuno dei dimostranti rimasti feriti in modo grave negli incidenti con Israele. Oggi a Gaza vengono inoltre ricordate le vittime della 'operazione Piombo Fuso' che iniziò il 27 dicembre 2008.  "Qualsiasi attività di insediamento" di colonie ebraiche in Cisgiordania "è illegale in base al diritto internazionale e mina la fattibilità di una soluzione a due stati e le prospettive di una pace durevole". Così una portavoce dell'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini sui nuovi piani delle autorità israeliane per oltre 2mila nuovi alloggi nella Cisgiordania, denunciati ieri da Peace Now. "La posizione dell'Unione europea" sulla questione "è chiara e immutata", ha ricordato la portavoce.

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