venerdì 30 novembre 2018

S. Andrea, apostolo

Nato a Betsaida in Galilea, nel periodo della nascita di Cristo, vive a Cafarnao assieme al fratello Simone, chiamato poi Pietro. A parte i pochi ma significativi tratti della vita dell'apostolo che ci offre il Vangelo, sembra che dopo il ritorno di Gesù al Padre, Andrea abbia iniziato un viaggio missionario. Secondo le fonti più accreditate si stabilisce a Patrasso, dove continua ad annunziare il Vangelo. Intorno all'anno 60 viene arrestato e, a causa del suo rifiuto di offrire sacrifici agli dei, è condannato alla crocifissione su una croce che, per la sua forma particolare a braccia uguali, è detta tradizionalmente 'Croce di S. Andrea'. È  il primo discepolo ad essere chiamato dal Cristo. Assieme a lui aderisce Giovanni. Andrea presenterà poi Simone a Gesù. È ancora Andrea che indica a Gesù il ragazzo provvisto di cinque pani e due pesci, con i quali il Signore sfama una folla intera. L'Apostolo Andrea è una figura di fedele e silenzioso 'operaio della vigna', che desidera solo offrire il proprio servizio. Incerte sono le vicende che riguardano le sue reliquie. Esse passano da Patrasso a Costantinopoli, poi ad Amalfi. La sua testa, giunta a Roma nel 1462, è stata restituita alla Grecia, il 23 settembre 1964, dal papa Paolo VI. Altri santi: Sant'Everardo, S. Maura, B. Federico da Ratisbona.

Fb trova accordo con AdE

[È a causa del basso ventre se l'uomo ha qualche difficoltà a credersi un dio. Friedrich Nietzsche] Facebook Italy fa la pace con il fisco italiano. La società ha appena firmato un accertamento con adesione chiudendo così le controversie con l'Agenzia delle Entrate che riguarda alcune annualità del periodo 2010-2016. Facebook pagherà per questo oltre 100 milioni di euro. Con l'adesione all'accertamento - sottolinea una nota dell'Agenzia delle entrate - Facebook Italy chiude la controversia relativa alle indagini fiscali condotte dalla Guardia di finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, per il periodo tra il 2010 e il 2016. "Il percorso di definizione tra Agenzia delle entrate e Facebook - prosegue la nota - si è basato su una parziale riconfigurazione delle contestazioni iniziali, senza alcuna riduzione degli importi contestati, e darà luogo ad un pagamento di oltre 100 milioni di euro complessivamente riferibili a Facebook Italy S.r.l.". "Agiamo in conformità alle leggi locali in Italia e in tutti i paesi in cui operiamo e continueremo a collaborare con tutte le autorità italiane. Siamo orgogliosi del nostro impegno verso l'Italia a sostegno della crescita delle imprese locali e dell'ecosistema digitale nel suo complesso", commenta un portavoce di Facebook. L'accordo con Facebook è l'ultimo dei successi del fisco italiano nei confronti dei giganti del web. Nel 2017 Google ha accettato di pagare 306 milioni di euro; nello stesso anno Amazon ha versato 100 milioni di euro. Mentre Apple, a fine 2015, ha pagato al fisco italiano 318 milioni di euro.

Dilettanti allo sbaraglio/15

[Alcuni parlano un istante prima di pensare. Jean de La Bruyère] Via libera degli sherpa dell'Ecofin all'opinione della Commissione Ue sulla manovra italiana, cioè una bocciatura, nella quale si ritiene giustificata l'apertura della procedura per deficit eccessivo. Lo fanno sapere fonti del Consiglio Ue.   “Eviterei proprio di accogliere consigli da Tsipras". Così, intervistato da Radio Radicale, il vicepremier Luigi Di Maio ha commentato l''invito' del premier greco all'Italia impegnata nella trattativa con Bruxelles: "Cedete subito, o dopo sarà peggio", ha detto Tsipras. Di Maio ha invece osservato che al di là dei fondamentali, "la Grecia  non se la passa per niente bene. Ha problemi seri sulla sanità e sulla qualità della vita dei greci ed evidentemente il Pil non spiega più il benessere del Paese". Non solo, ma il premier greco per primo "ha chiesto ai cittadini una cosa e poi ha cambiato idea. E quel cambio di idea sta impattando sulle fasce deboli della popolazioni. Noi invece stiamo facendo una manovra espansiva da 30 miliardi che rilancerà l'economia, che aiuterà le persone e gli imprenditori". "Di recente Alexis Tsipras ha avvicinato alcune personalità italiane perché, come premier greco, aveva delle scuse da presentare e un consiglio da dare", leggiamo sul corriere,  "prima le scuse, o almeno la spiegazione, per non aver creato neanche un po’ di attrito nell’ingranaggio dell’area euro che sta mettendo il bilancio di Roma sotto accusa". "Non posso far nulla perché sarei il primo a destare sospetti", ha detto Tsipras, che, prosegue il quotidiano di via Solferino, "senz’altro ricorda come l’Italia non fece nulla quando lui cercò disperatamente di ammorbidire le condizioni — allora draconiane — poste dall’area euro alla Grecia". "È meglio che facciate oggi quel che comunque vi faranno fare domani", è il consiglio del primo ministro di Atene, "se invece avete un’altra idea, beh, allora buona fortuna". Il riferimento, molto probabilmente, è all'ipotesi di un'uscita dall'euro. [segue]

giovedì 29 novembre 2018

Amazon corriere

[Non si può godere a fondo dell'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare. Jerome K. Jerome] Amazon ha ottenuto la licenza per svolgere il servizio di corriere postale. Il colosso americano dell'e-commerce compare infatti sull'elenco degli operatori postali aggiornato al 16 novembre e pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico, sotto le diciture Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport. Amazon aveva chiesto la licenza alcune settimane fa, dopo che l'Agcom (l'Autorità per le tlc che ha competenza anche in materia postale), il 2 agosto scorso, l'aveva sanzionata con una multa da 300mila euro proprio per lo svolgimento di attività postali, quali la logistica e la consegna di pacchi o la gestione dei centri di recapito, senza il necessario titolo autorizzativo. Stando all'elenco, sono ben 4.463 (molti dei quali compaiono però più volte sotto diverse diciture e con più di una licenza) i soggetti autorizzati al servizio. L'autorizzazione è valida 6 anni (anno solare), è rinnovabile presentando almeno 45 giorni prima della scadenza la richiesta con la documentazione aggiornata e non può essere ceduta a terzi senza preventiva informazione al Ministero. Avendo ottenuto l'autorizzazione a operare in questo mercato, Amazon, come spiega su Twitter il commissario Agcom Antonio Nicita, "sarà sotto la lente" dell'Autorità, nel senso che sarà sottoposta al controllo dell'organo di vigilanza. Amazon ha annunciato di aver stretto un accordo che consentirà al colosso dell'e-commerce di vendere un maggior numero di prodotti Apple, in tempo per la stagione di acquisti natalizi. L'intesa, annunciata nei giorni scorsi, prevede che nelle prossime settimane diversi prodotti col marchio della Mela entrino nei siti Amazon in Usa, Giappone, India e Paesi europei tra cui l'Italia. Amazon metterà in vendita i nuovi dispositivi hi-tech di Apple, dagli iPhone Xr e Xs all'iPad Pro, passando per l'ultima edizione dell'Apple Watch. Escluso dall'accordo è invece lo speaker da salotto HomePods, di cui Amazon produce e vende un diretto rivale, l'altoparlante Echo. Al momento sul portale di Jeff Bezos i prodotti di Apple sono presenti solo tramite venditori di terze parti, mentre la vendita diretta è limitata ad alcuni computer Mac e alle cuffie Beats.    "Siamo costantemente al lavoro per migliorare l'esperienza del cliente, e uno dei modi in cui lo facciamo è aumentare la selezione dei prodotti che i clienti desiderano", ha commentato un portavoce di Amazon.

S. Saturnino, vescovo e martire

Non si hanno molte notizie sulla nascita di questo santo, popolare in Francia e Spagna e vissuto nel III secolo. Giunto probabilmente dall'Africa in Spagna, passa nella Gallia meridionale e fissa la sua sede a Tolosa nel 250. Svolge attività di predicatore e, per il rifiuto di convertirsi al paganesimo, viene incolpato di scarso favore degli dei e ucciso. Il corpo straziato trova sepoltura ad opera di alcune donne. Ritrovata la sua tomba nel VI secolo da un nobile francese, viene da questi fatta erigere sul luogo del ritrovamento la chiesa dedicata al santo: Saint Sernin du Taur. Saturnino, vescovo missionario, inizia la sua evangelizzazione nell'Europa meridionale, dove ancora molto diffuso è il paganesimo. Purtroppo, il silenzio degli dei viene interpretato contro di lui, che sempre si era mostrato noncurante verso di loro. La testimonianza del santo sta proprio nell'aver affermato che gli dei erano inesistenti. Per questo non li temeva. Ciò suscita l'ira della folla che esegue l'atroce condanna sul vescovo. Altri santi: B. Dionigi della Natività, S. Biagio, S. Bernardo, S. Demetrio, S. Fedele.

La mafia dopo Riina/25

[Noè era il prediletto del Signore: viveva nel deserto divorato dalla sete e dai pidocchi. Giobbe Covatta] La polizia e la guardia di Finanza di Trapani hanno confiscato 52 appartamenti, 9 villini, 11 magazzini, 8 terreni, 19 garage, autovetture, conti correnti e società, per un valore stimato di circa 21 milioni di euro, a carico di due imprenditori ritenuti essere stati collusi con esponenti delle "famiglie mafiose" della provincia, attivi nell'edilizia, che hanno operato nel settore dei lavori appaltati da enti pubblici in Sicilia su mandato del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il provvedimento è stato emesso a conclusione di analisi condotte dai poliziotti della Divisione Anticrimine svolte congiuntamente dalla Divisione Anticrimine e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani. Le indagini hanno evidenziato l'appartenenza dei due ad un gruppo di imprenditori che "Cosa nostra" ha utilizzato, su mandato del "rappresentante provinciale" Matteo Messina Denaro per esercitare, per oltre un decennio, il condizionamento nelle fasi di aggiudicazione di appalti, nell'esecuzione delle opere e nelle forniture. In particolare, il vertice mafioso, gestiva tramite gli imprenditori, i meccanismi di controllo illecito sull'aggiudicazione dei lavori pubblici e sulla esecuzione dei lavori, prevedendo che l'impresa aggiudicataria versasse una percentuale ai funzionari pubblici corrotti ed alla famiglia mafiosa di Trapani. Il sequestro di beni riguarda gli imprenditori Francesco e Vincenzo Morici. Nei loro confronti era stata proposta la sorveglianza speciale: il Tribunale ha rigettato la richiesta nei confronti di Vincenzo Morici non ritenendolo soggetto pericoloso, mentre quella per il padre, Francesco, non è stata comminata per la sopravvenuta morte dell'uomo.  La direzione investigativa antimafia di Palermo sta eseguendo un decreto di sequestro e confisca, emesso dal Tribunale di Trapani su proposta del direttore nazionale della Dia nei confronti degli eredi dell'imprenditore Carmelo Patti, originario di Castelvetrano (TP) ex proprietario della Valtur (ora in amministrazione straordinaria), deceduto il 25 gennaio 2016. Il procedimento - che la Dia definisce 'uno dei più rilevanti nella storia giudiziaria italiana' - ha riguardato un patrimonio stimato, per ora, prudenzialmente in oltre un miliardo e mezzo di euro e ha disvelato interessi economici riferibili alla famiglia mafiosa di Castelvetrano, guidata dal latitante Matteo Messina Denaro. [segue]

mercoledì 28 novembre 2018

Castellucci lascia Autostrade per l'Italia

[Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente commossi di cose molto più belle. Jean de La Bruyère] L'a.d. di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci lascerà la guida della società. "Per il ruolo importante a livello mondiale che Atlantia ha assunto negli ultimi tempi il processo di riduzione delle mie responsabilità in Autostrade che era iniziato prima della tragedia è ripreso", ha spiegato il numero uno della concessionaria autostradale di proprietà della famiglia Benetton. La decisione - spiegano fonti della società - non è maturata oggi ma è stata presentata dallo stesso Castellucci nel cda della capogruppo Atlantia del 3 agosto, prima dei fatti di Genova, in cui era stato presentata la riorganizzazione del gruppo. L'obiettivo infatti sarebbe quello di concentrarsi sulla guida di Atlantia, sullo sviluppo del gruppo e Abertis. L'uscita dalla guida della società dovrebbe concretizzarsi nelle prossime 2-3 settimane o comunque entro fine anno. Ancora incertezza sulle successione per la quale al momento non ci sono nomi in corsa. Il 21 dicembre è attesa anche la sentenza di primo grado sull'incidente avvenuto al bus precipitato il 28 luglio 2013 dal viadotto Acqualonga dell'Autostrada A16, in merito al quale per Castellucci è stata chiesta una condanna a 10  anni   per omicidio colposo plurimo.È arrivato in procura l'amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, indagato nell'ambito dell'inchiesta sul ponte Morandi. Il manager è il sedicesimo, su 21 indagati, a essere sentito dai pubblici ministeri. Le accuse per tutti sono omicidio colposo plurimo aggravato dalla colpa cosciente, disastro colposo, omicidi stradale colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti.    Castellucci è arrivato insieme al suo legale, l'avvocato ed ex ministro della Giustizia Paola Severino. L'interrogatorio di Castellucci era stato fissato per il 23 novembre ma era slittato per l'astensione degli avvocati che protestavano contro la modifica della prescrizione.    Finora solo in tre, su 15 interrogati, avevano risposto alle domande dei pubblici ministeri. Alla fine dell'interrogatorio, che sarà condotto dai magistrati Massimo Terrile e Walter Cotugno, anche se il manager dovesse avvalersi della facoltà di non rispondere, Castellucci e Severino, secondo quanto appreso, parleranno con i giornalisti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere l'amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, interrogato dai pm nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Il manager, indagato insieme ad altre 20 persone e le due società Aspi e Spea, ha rilasciato spontanee dichiarazioni ai magistrati. Castellucci è rimasto davanti i magistrati circa un'ora.

Guai argentini per Rocca

[Le donne tendono agli estremi: o sono migliori degli uomini, o sono peggiori. Jean de La Bruyère] L'ad di Tenaris Paolo Rocca è coinvolto nell'inchiesta in Argentina sul sistema di tangenti messo in piedi, secondo l'accusa da Nestor e Cristina Kirchner.    Il titolo soffre in Borsa lasciando l'8% a 10,79 euro ma il cda del gruppo "conferma il pieno supporto al suo presidente e ceo" accusato di pagamenti fatti dal gruppo nel 2008 a un funzionario di governo argentino. Il giudice Claudio Bonadio, riferisce la stampa locale argentina, ha inoltre 'bloccato', con un embargo, 4.000 milioni di pesos. Secondo il magistrato, il pagamento di tangenti da parte del gruppo Techint serviva a risolvere la situazione di Sidor in Venezuela. "Nella risoluzione di 127 pagine - scrive il giornale argentino Clarín - il giudice ha anche deciso di estendere l'accusa contro l'ex ministro della Pianificazione, Julio De Vido e il suo vice, Roberto Baratta" il cui ex-autista ora pentito, Oscar Centeno, sarebbe l'autore delle memorie che hanno permesso l'avvio delle indagini. La ex presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner è entrata recentemente  nell'edificio del tribunale di Buenos Aires per testimoniare davanti al giudice Claudio Bonadío nell'ambito di una vasta causa riguardante il pagamento di tangenti da parte di impresari ad ex funzionari della sua amministrazione presidenziale per ottenere appalti di opere pubbliche. Lo riferisce la tv C5N. La ex capo dello Stato è giunta nell'edificio di Comodoro Py accompagnata dal dirigente sociale vicino a papa Francesco, Juan Grabois, e all'ex ambasciatore presso la Santa Sede, Eduardo Valdés. Il processo istruito da Bonadío contempla la presenza di otto imprenditori 'pentiti', 15 detenuti e 38 imputati. A quanto si è appreso la Fernández de Kirchner presenterà al magistrato un suo documento scritto.

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO/14

[La Bibbia può essere la verità, ma non è tutta la verità e nient'altro che la verità. Ralph Samuel Butler] In Italia "l'incertezza politica ha riacceso l'attenzione sul legame fra banche e debito sovrano".    Ne è convinto il Fondo Monetario Internazionale, che scrive nel suo Global Financial Stability Report: i "recenti eventi in Italia suggeriscono che il legame fra banche e debito sovrano resta un importante canale di trasmissione di rischio".    "Se dovessero riemergere preoccupazioni sul mercato sulla politica di bilancio, il rischio è quello di riaccendere il legame fra banche e debito sovrano. In tale scenario, le tensioni sul mercato potrebbero diffondersi ai mercati dei bond in Europa, così come è accaduto durante la crisi dell'area euro e, in modo più limitato, in maggio", sottolinea il Fondo.    Intanto, il responsabile del Global Financial Stability Report, Tobias Adrian, mette in guardia: "Gli spread italiani si sono ampliati. Dobbiamo guardare al processo politico per vedere se si arriva a un compromesso che il mercato reputa sostenibile". Con l'Italia "cerchiamo insieme soluzioni comuni ma per fare questo c'è bisogno che le cose si muovano e quindi servono evoluzioni necessarie, perché le nostre regole sono regole, possiamo essere flessibili nel quadro delle regole ma non possiamo ignorarle", ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. "Non è una questione di cifre, non si tratta di fare una media, ci sono delle regole che vanno rispettate", ha risposto Moscovici a chi gli chiede se un deficit italiano a 2,2% fosse sufficiente. "Possiamo essere flessibili, lo siamo sempre stati, possiamo dialogare, è sempre il mio atteggiamento, possiamo essere contrari alle sanzioni, e io non sono mai stato favorevole. Ma c'è una cosa che non posso fare: ignorare le regole". Sul bilancio italiano "ci sforziamo per trovare delle soluzioni": aveva detto in mattinata ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della manovra italiana in conferenza stampa a Parigi. "Non sono mai stato un partigiano delle sanzioni. Penso che le sanzioni siano sempre un fallimento". "Sono sempre stato un commissario favorevole alla flessibilità - ha aggiunto Moscovici - aperto al dialogo tra Roma e Bruxelles, legato a un'Italia che rimanga al centro della zona euro". Per l'Italia "la porta resta aperta, la mano tesa. Dobbiamo cercare con tutte le forze delle soluzioni condivise nell'interesse degli italiani e della zona euro", ha sottolineato.  L'incontro di sabato scorso a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, si è svolto in un clima "utile, costruttivo, amichevole e disteso", ha detto Moscovici sottolineando, tra l'altro, che la riunione ha permesso di "capirsi meglio per cercare di progredire insieme". La procedura d'infrazione contro l'Italia? "Allo stato attuale, per quanto riguarda il debito, sarebbe necessaria...". Ma "non siamo ancora a questo punto", il dialogo con le autorità italiane "continuerà" fino all'ultimo. Moscovici ha ricordato che gli Stati membri hanno ora una settimana "per decidere se avviare o meno" le raccomandazioni dell'esecutivo Ue sulla manovra italiana, anche se "non ho dubbi sul fatto che la confermerebbero". [segue] 

S. Caterina Labourè, religiosa

Nasce nel 1806. Dopo la prematura scomparsa della madre deve badare ad una famiglia numerosa e manifesta il desiderio di farsi suora; desiderio contrastato dal padre, che la manda a lavorare in un ristorante parigino, frequentato soprattutto da operai e ragazzi. Caterina a ventitrè anni entra tra le Figlie della Carità. Nel 1830, dopo un'apparizione della Vergine, riceve l'invito a diffondere la nota giaculatoria 'O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te'. Dopo una vita tutta dedicata ai poveri, agli anziani abbandonati, ai ragazzi della strada, muore nel 1876. Ella rappresenta la figura di una santa, vissuta nell'ombra, nel silenzio del proprio cuore e in un'operosa ed instancabile attività al servizio dei poveri. Non interrompe mai il suo servizio, nonostante l'apparizione della Vergine che la invita a diffondere attraverso una medaglietta l'invocazione che ancora oggi i cristiani recitano. Esortata dalla Vergine a svolgere serenamente la missione che Dio le affida, Caterina vive accanto alla povertà, al disagio, nell'amore verso le persone, conducendo un'esistenza umile e silenziosa, ma assidua ed attiva. Altri santi: S. Giacomo della Marca, S. Fausta Romana, S. Gregorio III, S. Sostene.

Manafort ha mentito

[Siamo arrivati troppo tardi per dire qualcosa che non sia già stato detto. Jean de La Bruyère] L'Fbi ha perquisito la casa di Paul Manafort, l'ex presidente della campagna di Donald Trump. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali la perquisizione è avvenuta in luglio. Il mandato prevedeva la raccolta di documenti e altri materiali nell'ambito delle indagini sul Russiagate. Gli agenti federali si sono presentati a casa di Manafort senza preavviso il 26 luglio, il giorno dopo l'incontro di Manafort con la commissione di Intelligence del Senato. Il mandato di perquisizione - riporta il Washington Post - ''potrebbe essere un messaggio all'ex manager della campagna di Trump perché non si aspetti nessun trattamento di favore da parte della squadra'' di Robert Mueller, il procuratore speciale per le indagini sul Russiagate. Mueller sta aumentando la pressione legale di Manafort, raccogliendo sotto la sua autorità  tutta una serie di indagini in vari aspetti della vita professionale e privata di Manafort. L'entourage di Manafort teme che Mueller possa costruire un caso contro l'ex manager della campagna di Trump non legato alle elezioni del 2016, nella speranza che Manafort ceda alle pressioni e fornisca informazioni su Trump.  E Donald Trump Jr., il figlio maggiore del presidente Usa Donald Trump, ha consegnato oltre 250 pagine di documenti alla commissione giustizia del Senato americano che indaga sul Russiagate. Lo riportano i media. Due giorni fa la commissione - che sta cercando di fare luce sulle possibili interferenze di Mosca sulle elezioni presidenziali americane - aveva già  ricevuto 20.000 pagine dalla campagna del tycoon. Paul Manafort ha violato l'accordo siglato due mesi fa con cui si impegnava a cooperare con il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller. E lo ha fatto mentendo ripetutamente agli investigatori. Lo riporta il New York Times, citando documenti depositati dallo staff di Mueller. Manafort avrebbe mentito nel corso di interrogatori con la squadra di Mueller e con l'Fbi. Paul Manafort incontrò in segreto Julian Assange all'interno dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra mesi prima che Wikileaks pubblicasse le e-mail hackerate dai russi a esponenti dei democratici Usa. Lo rivela il Guardian.    I colloqui tra Manafort e Assange risalirebbero al 2013, al 2015 e alla primavera del 2016, pochi mesi prima le elezioni presidenziali. Questo sarà "ricordato come il giorno in cui il Guardian ha permesso a un falsificatore seriale di distruggere totalmente la reputazione del giornale". Così Wikileaks in un tweet nel quale si dice pronto "a scommettere un milione di dollari e la testa del suo direttore" sul fatto che Paul Manafort "non abbia mai incontrato (Julian) Assange".    In un secondo tweet Wikileaks bolla il presunto scoop co-firmato dal reporter Luke Harding come "il più infame disastro giornalistico da quando Stern pubblicò i (falsi) Diari di Hitler“.

618 mln i debiti Piaggio Aero

[Ridere degli uomini di buon senso è privilegio degli sciocchi. Jean de La Bruyère] Ammontano a oltre 618,8 milioni i debiti al 30 settembre di Piaggio Aero, la società dell'aeronautica di Savona che il 22 novembre ha presentato dichiarazione di insolvenza al tribunale chiedendo al ministero dell'Economia l'immediata ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. È quanto emerge dalla scheda della società sul sito del Mise. I dati sul debito vengono desunti dall'elenco dei creditori al 30 settembre.    Piaggio Aero, per il 75% in capo all'emiratina Mdc Pa Cooperatief e per il 25% di Mubadala Development Company Pjsc (con sede nei Paesi Bassi), risulta avere un attivo di 494,2 milioni di euro, in base alla situazione patrimoniale aggiornata al 30 settembre. Il fatturato nel bilancio del 2016 è stato pari a 104,4 milioni, con una perdita di 79,52 milioni.    Al 31 ottobre 2018 Piaggio Aero risultava avere un organico 1.117 dipendenti. Il Mise ha avviato la raccolta di candidature per l'incarico di commissario, che scade il 30 novembre: la scelta avverrà per sorteggio.

Sanzioni contro Putin

[Se la povertà è madre del crimine, la stupidità ne è il padre. Jean de La Bruyère] La Russia dislocherà in Crimea un'altra batteria di S-400, i sistemi anti-missilistici capaci di abbattere 36 aerei nemici in un raggio di 400 chilometri oltre ad altri obiettivi, come i missili balistici. Lo ha detto il ministero della Difesa russo, citato da Interfax.     In Crimea sono presenti già tre batterie di S-400. I nuovi sistemi saranno operativi "entro la fine dell'anno". Presto sapremo se queste armi sono un problema per la NATO, a dirlo sarà l’aviazione israeliana quando, dopo il loro arrivo, sarà costretta a intervenire in Siria. Un tribunale di Simferopoli, in Crimea, ha disposto l'arresto, fino al 25 gennaio 2019, per due marinai della Marina militare ucraina con l'accusa di "aver attraversato illegalmente il confine" russo "con l'uso o la minaccia di usare violenza". Lo riportano i media russi. A Simferopoli è in corso l'udienza sul futuro dei marinai ucraini fermati e oggi è previsto che siano trattati 12 casi su 24. La pena massima prevista per il crimine contestato è di sei anni di carcere. Lo sostiene Radio Liberty. Continua intanto lo scambio di reciproche accuse tra Mosca e Kiev sulla responsabilità dell'incidente nello stretto di Kerch nel Mar Nero. Secondo gli 007 russi le navi della Marina ucraina sono entrate nelle acque territoriali della Russia su esplicite istruzioni delle autorità di Kiev e due agenti dell'Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, erano a bordo per coordinare la provocazione. Inoltre, secondo la Russia l'imposizione della legge marziale in Ucraina costituisce una minaccia per il sud-est del Paese e pone il rischio di una escalation del conflitto. Putin ha parlato con la cancelliera tedesca Merkel addossando a Kiev la 'piena responsabilità dell'incidente' L'Ue valuta nuove sanzioni verso la Russia e invita tutte le parti alla "massima moderazione per un allentamento" della tensione dopo quanto avvenuto nel mar d'Azov. Lo afferma un portavoce della Commissione europea esprimendo grande preoccupazione per la situazione. Secondo quanto spiegato, prosegue il lavoro in seno alla Ue per valutare l'eventualità di nuove sanzioni con l'aggiunta di persone o entità alla lista nera che vieta i viaggi e prevede il congelamento dei beni per le pressioni della Russia sull'Ucraina.

martedì 27 novembre 2018

Un secolo di Negroni

[Cosa amata e’ di poco durata. Frase siciliana] Campari, gin e vermouth rosso, tre ingredienti per uno dei cocktail più amati: il Negroni. Ma probabilmente Salvini chiederà che venga cambiato il nome, propongo Bianconi. E a vederlo non si direbbe che si appresta a spegnere le 100 candeline nel 2019, infatti il suo successo non è mai calato rendendolo di fatto una delle bevande più apprezzate dall’ora dell’aperitivo in poi. Cento anni e non sentirli, ma anche 100 lustri da festeggiare. E l’appuntamento si celebrerà proprio a Firenze, location che non è stata scelta in maniera casuale. Per questa speciale occasione, infatti, ospiterà la finale della sesta edizione della “Campari barman Competition” che è in programma il 15 gennaio presso il cinema Odeon. Un evento tra i tanti che si svolgeranno in città. Ma perché proprio Firenze città ricca di storia e di luoghi da visitare? Perché fu proprio nel capoluogo toscano che per la prima volta venne servito un Negroni, il cocktail composto dai tre ingredienti principali che abbiamo citato e che va sempre servito con ghiaccio, accompagnato da una fetta di arancia. Ma come nacque? Sembra che sia stato preparato la prima volta a Firenze nel 1919 al Caffè Casoni in via de’ Tornabuoni dal barista Fosco Scarselli. In questo locale, infatti, sedeva spesso al tavolo il Conte Camillo Negroni. E il cognome la dice tutta: fu sua l’idea, a quanto pare, di modificare la ricetta dell’Americano inserendo, al posto della soda, il gin. Un piccolo ma significativo cambio che ha fatto nascere il Negroni, uno dei cocktail più apprezzati al mondo oggi grande classico nelle proposte dei locali. E così la sede per la finale della sesta edizione della competizione firmata da Campari verrà ospitata nella città che ha gli ha dato i natali. Ma non si tratta dell’unica iniziativa. In calendario per celebrare i cent’anni di Negroni sono previsti altri eventi. Come quello che vedrà apporre una targa celebrativa in via Tornabuoni a giugno 2019, occasione alla quale prenderà parte anche Luca Picchi tra le altre cose autore del libro “Negroni Cocktail: una leggenda italiana”. Inoltre in programma vi è anche la “Negroni week”  (settima edizione) che si terrà sempre nel corso del mese di giugno e poi il “Campari Academy Truck” che avrà lo scopo di far conoscere in tutta la Penisola il bartending e che farà tappa anche da Firenze. 

S. Francesco Antonio Fasani, francescano

Nasce a Lucera il 6 agosto 1681, da famiglia di agricoltori. Il 23 agosto 1695 entra nel convento dei Frati Minori conventuali a Monte S. Angelo sul Gargano. Terminati gli studi e completata la sua formazione, diviene presbitero il 19 settembre 1705. Il 27 giugno 1709 si laurea in teologia. Dopo varie esperienze come superiore, dal 1720 al 1723 svolge l'incarico di provinciale. Alternando l'impegno nella predicazione con quello dello studio per la pastorale, svolge efficacemente il suo ministero per tutto il resto della sua vita. Muore a Lucera il 29 novembre 1742. È  considerato l'Apostolo della sua terra, per aver svolto la propria efficace opera di predicazione soprattutto nella Capitanata e nelle zone confinanti. Scrive anche varie opere destinate per lo più ai confratelli. Caritatevole verso i poveri e i sofferenti, si dedica anche all'assistenza spirituale dei carcerati e dei condannati. Già in vita gode della stima popolare ed è chiamato 'il santo dei poveri'. Aperto il processo di beatificazione nel 1746, è beatificato da Pio XII nel 1951 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 13 aprile 1986. Altri santi: S. Virgilio, S. Teodosio, S. Valeriano, Sant'Apollinare, S. Giacomo, S. Primitivo.

lunedì 26 novembre 2018

La mafia dopo Riina/24

[Un uomo che conosce solo la Bibbia non conosce nemmeno la Bibbia. Arnold Matthew] Regge in appello l'impianto accusatorio che in primo grado portò a pesantissime condanne a boss, gregari, estortori e spacciatori della famiglia mafiosa di Pagliarelli. Dall'inchiesta emerse che il mandamento era guidato da una sorta di triumvirato: Vincenzo Giudice (condannato a 18 anni), Alessandro Alessi (a 14 anni), Giuseppe Perrone (a 14 anni e 4 mesi). Si erano divisi un "mandamento" ricco, quello di Pagliarelli, centimetro per centimetro. Ognuno aveva la propria area di influenza. E controllava racket delle estorsioni, business in disgrazia nell'era della crisi, ma soprattutto il traffico della droga, attività a cui Cosa nostra sta tornando a dedicarsi. L'indagine ha ricostruito i vertici delle cosche e i loro affari. Emblematica in questo senso la scelta di tornare agli stupefacenti che, stavolta, ha come protagonista una donna, Concetta Celano. Beccata con 5 chili di stupefacente in auto mentre tornava da un'udienza e tramite coi "cartelli" sudamericani. Al Comune di Corleone vince il centrodestra: è Nicolò Nicolosi con 3.587 voti il nuovo sindaco del paese del Palermitano sciolto per mafia. E' il dato ufficiale pubblicato dal sito dell'Ente dopo lo scrutinio di tutte le 12 sezioni. Maurizio Pascucci, candidato inizialmente dal M5s e poi disconosciuto da Luigi Di Maio per avere postato su Facebook una foto con il nipote di Bernardo Provenzano, è arrivato secondo con 1.830 voti, poco più della metà dei voti del neo sindaco. Il terzo candidato, Salvatore Antonino Saporito, ha ottenuto 1.006 consensi. Ieri alle urne si sono recati 6.611 elettori dei 10.814 aventi diritto, facendo registrare un'affluenza del 61,13%.    "L'esito delle elezioni è una vittoria per la città. I corleonesi si sono svegliati affidando a noi il compito di condurre Corleone verso nuove mete. Lo faremo con la squadra di consiglieri e assessori che abbiamo designato, lo faremo con tutti i corleonesi", ha commentato a caldo il neo sindaco Nicolò Nicolosi. Nicolò Nicolosi, 76 anni, politico di lungo corso, ex Dc, è stato sindaco di Corleone dal 2002 al 2007, più volte deputato regionale e per una legislatura è stato eletto alla Camera dei deputati. E' stato parlamentare dell'Ars dal 1986 al 2001, prima con la Democrazia cristiana, poi con una lista civica, ricoprendo anche la carica di assessore al Bilancio, dal 2000 al 2001, nella giunta Leanza dal 2000 al 2001. Nel 1992 da vice presidente dell'Ars fu arrestato, ma poi assolto da tutte le accuse e risarcito dallo Stato per i 40 giorni di ingiusta detenzione. È stato leader e fondatore del movimento regionalista Patto per la Sicilia. Alle elezioni politiche italiane del 2001 è stato eletto con il centrodestra alla Camera dei deputati nel collegio maggioritario di Termini Imerese (Palermo), ed è rimasto in carica fino al 2006. Dal 2002 al 2007 è stato sindaco della città di Corleone, eletto al primo turno da una coalizione di centro destra con il 64,34% dei voti di preferenza. Nel 2007 si è ricandidato, sostenuto da cinque liste civiche, riuscendo ad andare al ballottaggio con Antonino Iannazzo, sostenuto dal Polo delle libertà, e non fu eletto per tre voti. In passato è stato con Udeur, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia, Udc e Movimento per le Autonomie. 

B. Don Giacomo Alberione, fondatore

Nacque il 4 aprile 1884 a San Lorenzo di Fossano (CN). Ancora giovane seminarista, la notte di passaggio dal secolo XIX al XX, nel corso di una lunga adorazione eucaristica, visse una intensa esperienza spirituale. In essa percepì con chiarezza la sua futura missione: vivere e dare al mondo Gesù Cristo Via Verità e Vita, utilizzando, a tal fine, tutti i mezzi più celeri ed efficaci che il progresso umano offre per la comunicazione tra le persone. Per realizzare questa missione, fondò la 'Famiglia Paolina', composta da cinque Congregazioni religiose, quattro Istituti di consacrati secolari e una Associazione di Laici. Concluse la sua esistenza terrena il 26 novembre 1971, dopo aver ricevuto la visita del Papa Paolo VI. Il beato Alberione, nella sua vita perseguì con tenacia due ideali. Il primo fu la ricerca di una profonda intimità con Dio. Per questo coltivò una intensa vita spirituale, alimentata alle sorgenti della Scrittura e della Eucaristia. Il secondo grande ideale che animò il beato Alberione fu l'amore per le anime. Le numerose fondazioni, l'assunzione dei mezzi più celeri ed efficaci della comunicazione sociale nell'apostolato, le molteplici iniziative intraprese ebbero un unico obiettivo: far pervenire a tutti la Parola di Dio e suscitare in essi l'amore per Cristo. Altri santi: S. Corrado, S. Silvestro Guzzolini - S. Leonardo da Porto Maurizio, S. Silicio, Sant'Umile.

Petralia Soprana borgo più bello Italia

[Il Libro dei Libri inizia con un uomo ed una donna in paradiso, e finisce con l'Apocalisse. Oscar Wilde] Petralia Soprana (Pa), sulle Madonie, è il borgo più bello d'Italia: il paesino ha vinto la sesta edizione del concorso nazionale promosso dall'associazione "I Borghi più belli d'Italia" in collaborazione con la trasmissione di Rai3 "Alle falde del Kilimangiaro". Nelle sei edizioni 4 borghi vincitori erano siciliani: Gangi (Pa), Montalbano Elicona (Me) Sambuca di Sicilia (Ag). A Petralia soprana c'è stata una grande festa con la banda musicale e brindisi in piazza. Il sindaco Pietro Macaluso dice: “E’ un riconoscimento meritato da una intera comunità e da tutte le Madonie. Ora tutta Italia sa che può venire a vistare un paese dove arte e cultura sono di casa". Esprime soddisfazione il commissario dell'ente Parco delle Madonie, Salvatore Caltagirone: "Un successo merito dell'amministrazione comunale, dei comuni e dei cittadini madoniti che ne hanno sostenuto la candidatura e di quanti hanno permesso con il proprio voto che tutto ciò accadesse. Petralia Soprana è un bel borgo antico, avvolto dalla macchia mediterranea e da boschi. La sua una storia straordinaria che affonda le radici nel IX secolo quando Batraliah, dopo essere stata conquistata dai Normanni ad opera di Ruggero conte di Altavilla, fu fortificata assumendo l'attuale connotazione urbanistica, che l'eleva a superba cittadina madonita”.

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO/13

[Il Nuovo Testamento, e in gran parte anche il Vecchio, è l'anima dell'uomo. Non lo puoi criticare: è lui che ti critica. John Jay Chapman] L'Italia è il Paese europeo con il numero più alto di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale: lo rileva Eurostat da dati del 2017. In Italia a rischio sono 17,4 milioni di persone, ovvero il 28,9% della popolazione. Rispetto al 2008, dopo la Grecia è il Paese con l'aumento maggiore di rischio, salito del 3,4%. Se si guarda alla percentuale delle persone a rischio rispetto alla popolazione, l'Italia scende al quinto posto: prima ci sono Bulgaria (38,9%), Romania (35,7%), Grecia (34,8%) e Lituania (29,6%). Vigilia di dialogo con Ue, ma scatta allarme Bankitalia  Spread vanifica manovra. Moscovici apre. La vigilia è lastricata di buone intenzioni. A cena a Bruxelles, per aprire la via a un negoziato tutto politico, siederanno oggi Giuseppe Conte e Giovanni Tria con Jean-Claude Juncker, Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis. Nessun tecnico al seguito. A preparare il terreno, c'è l'impegno del premier a "garantire stabilità finanziaria" e ci sono toni un po' più concilianti dei due vicepremier italiani Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E l'assicurazione di Moscovici che la porta della commissione Ue è "aperta" per provare a imboccare la via, "impegnativa", che porti a evitare le "sanzioni" di una procedura d'infrazione.  I capitali esteri in fuga dai Btp, la ricchezza delle famiglie già ridotta del 2%, i mutui in aumento e il maggior rischio di aumento del debito: il quadro è a tinte assai fosche. E lo spread "rischia di vanificare l'impulso espansivo" di una manovra per la quale il governo stima moltiplicatori della crescita "piuttosto elevati". Non solo. Nelle riunioni tecniche di governo in vista della trattativa con Bruxelles, al termometro del differenziale si somma la preoccupazione per il rallentamento della locomotiva di Germania e Stati Uniti, che ha impatto sull'export. E' il quadro che porta Tria a paventare una "terza recessione devastante". Un quadro cui per ora il governo risponde con due diverse ricette. Da un lato c'è chi, in testa Paolo Savona, spinge per correggere subito e portare il deficit più vicino al 2%: il governo, è il ragionamento del ministro all'Ue si è impegnato a verifiche trimestrali sui conti per garantirne la tenuta ma già ora, rispetto al varo della manovra il quadro è cambiato in peggio. L'unico modo di prenderne atto è abbassare le stime del Pil e ridimensionare l'impatto di reddito di cittadinanza e "quota 100", facendole partire più tardi. Sul punto però i leader di M5s e Lega non sono pronti a cedere. Non ancora. Perciò Conte porterà in dote a Bruxelles non una correzione dei saldi ma la rassicurazione che il deficit si fermerà sotto il 2,4%, per effetto di investimenti e contenimento della spesa. Per toccare le misure invece servirebbe un "disarmo bilaterale" tra Salvini e Di Maio, per condividere il peso di una marcia indietro dalle promesse elettorali. Ma i leader non si muovono, almeno finché non si capirà cosa l'Ue chiede in concreto: un aggiustamento di più di 10 miliardi, osservano nel governo, si mangerebbe tutti i soldi per reddito e pensioni. Ecco perché Di Maio invoca "dialogo a oltranza", ma aggiunge che "i punti cardinali della manovra non cambiano". [segue]

Enrique Peña Nieto narcotrafficante?

[Contra la morti nun vali armatura. Frase siciliana] Le dichiarazioni di apertura nel processo a New York contro l'ex signore della droga messicano Joaquin 'El Chapo' Guzman sono iniziate, e la difesa sostiene che lui non è il leader e la mente del cartello Sinaloa, ed è in realtà solo un "capro espiatorio". Secondo l'avvocato Jeffrey Lichtman la vera mente criminale è Ismael 'El Mayo' Zambada, attuale numero uno del Sinaloa, che ha descritto come "il più grande trafficante di droga messicano". "Zambada è stato autorizzato a operare negli ultimi 55 anni perché paga per farlo", ha aggiunto Lichtman: "Corrompe l'attuale presidente del Messico e ha corrotto in buona misura anche quello precedente". I pubblici ministeri hanno descritto ai membri della giuria alcuni degli atti più feroci di Guzman, insieme alle sue armi preferite. "C'è per esempio una pistola incastonata di diamanti con le sue iniziali e un AK-47 placcato in oro", ha detto il procuratore federale Adam Fels. All’apertura del processo negli Stati Uniti a “El Chapo”, il suo avvocato ha dichiarato che il vero capo del cartello di Sinaloa non è il suo cliente, bensì “El Mayo”, che è in libertà, sotto la protezione del presidente del Messico, Enrique Peña Nieto. Un fatto che in Messico nessuno contesta. Questa versione ha stupito il tribunale ma in realtà non ha nulla di originale. È un’ipotesi che i messicani evocano spesso. Ce ne sono altre. L’economia messicana si fonda sul commercio illegale della droga, che rappresenta incontestabilmente la principale fonte d’entrata. Negli ultimi quindici anni oltre 200.000 persone sono state uccise o sono sparite a causa della guerra tra i cartelli o contro i cartelli. È quindi impossibile fare politica senza il sostegno dell’uno o dell’altro cartello. Questa situazione potrà finire solo con la liberalizzazione dell’insieme del mercato della droga, com’è avvenuto in passato.

Il papà di Giggino

[Attenti a voi, o vi pisceranno sulla tomba. Louis Mayer]  "Ho lavorato due anni in nero, mi pagava Antonio Di Maio". Lo denuncia alle 'Iene' un ex operaio, Salvatore Pizzo (di Pomigliano d'Arco), che punta il dito sul padre del vicepremier e capo politico del MoVimento 5 Stelle, Antonio Di Maio. Il servizio, che andrà in onda questa sera, racconta anche di un incidente sul lavoro subito dall'operaio e per il quale - sostiene Pizzo - il padre di Di Maio gli avrebbe chiesto "di non dire che mi ero fatto male nel suo cantiere. Mi consigliò di dire che mi ero fatto male in casa".I fatti, viene precisato nel servizio, risalgono a "un periodo antecedente di due anni a quando Luigi Di Maio è diventato proprietario al 50% dell'azienda di famiglia". Di Maio, incalzato dall'inviato delle Iene, assicura l'intenzione di fare luce su quanto denunciato. "Io non gestisco direttamente l'azienda. E tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò", afferma il vicepremier. Nel servizio Di Maio spiega che "io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati, non c'è stato un bel rapporto, adesso è migliorato un po'. Non sapevo di lavoratori in nero. A me non risulta ma il fatto è grave, non mi ricordo di questo operaio ma ce ne sono stati tanti. A quell'epoca avevo 24-25 anni, io nell'azienda di famiglia ho aiutato mio padre come operaio ma non gestivo le cose di famiglia. Devo verificare questa cosa, verifichiamo tutto assolutamente". "Se è andata così - conclude il leader del M5S - mi dispiace per quella persona. Sono sempre andato avanti nella convinzione che nella mia famiglia si rispettassero le regole, se è successo qualcosa sul luogo di lavoro con mio padre questa persona ha il dovere di dirlo, non solo a voi ma a tutte le autorità. Gli chiederò spiegazioni e vi farò sapere". “Emerge una brutta storia sul padre di Luigi Di Maio. Una storia fatta di lavoro nero, incidenti sul lavoro, abusi edilizi e condoni (tanto per cambiare). Volevo evitare di parlarne ma il pensiero dei quintali di fango contro mio padre mi ha portato a scrivere una lunga riflessione su Facebook. Spiego perché se Di Maio è un uomo oggi deve chiedere scusa. Secondo voi lo farà? ” Lo ha affermato nella sua newsletter settimanale l’ex premier Pd Matteo Renzi. “I grillini – ricorda Renzi- hanno detto di essere quelli dell’onestà.E hanno fatto tutta la campagna elettorale spargendo odio in quantità industriale e fango sugli avversari e sulla mia famiglia. Ma adesso non solo viene condannato due volte Marco Travaglio (senza che la notizia susciti particolare indignazione: i condannati si attaccano solo se sono del Pd, evidentemente) ma emerge anche questa brutta storia”. 'Caro signor Di Maio: le auguro di non vivere mai quello che suo figlio e i suoi amici hanno fatto vivere a mio padre e alla mia famiglia'. Lo dice in un video l'ex ministro Maria Elena Boschi rivolgendosi al padre del leader M5s Luigi Di Maio,coinvolto in una polemica dopo la denuncia delle Iene di un ex operaio della sua ditta che avrebbe lavorato in nero.   "Mio padre è stato tirato in mezzo ad una vicenda più grande di lui per il cognome che porta e trascinato nel fango da una campagna di odio: caro signor Di Maio, il fango fa schifo" dice ancora riferendosi a Banca Etruria. 

Shin Bet in azione

[Il libro numero uno di tutte le ere è stato scritto da un comitato, e si chiama La Bibbia. Louis Mayer] La polizia israeliana ha arrestato la scorsa notte a Gerusalemme Est 32 palestinesi sospettati di essere inquadrati nei servizi di sicurezza palestinesi. Nelle ispezioni nelle loro abitazioni - ha precisato la polizia - sono state trovate somme di denaro, sia in valuta locale sia straniera. Nelle abitazioni sono stati inoltre reperiti documenti di appartenenza ai servizi palestinesi, nonché uniformi, munizioni e oggetti "di uso militare". Secondo alcuni media, fra gli arrestati figurano esponenti locali di Al-Fatah. Ieri la polizia israeliana aveva arrestato anche Adnan Gheit, il 'Governatore palestinese di Gerusalemme': un incarico che peraltro Israele non riconosce. A quanto pare il suo arresto è collegato a indagini su pressioni che, secondo Israele, l'Anp eserciterebbe a Gerusalemme Est per impedire la vendita a israeliani di immobili palestinesi. Un ex ministro israeliano dei tempi di Yitzhak Rabin, Gonen Segev, è stato accusato di essere una spia al soldo dell'Iran. Lo hanno annunciato lo Shin Bet (Servizio sicurezza interna) e la polizia secondo cui Segev è sospettato, tra l'altro, di aver fornito a Teheran informazioni sull'industria energetica, sui siti di sicurezza del paese, su differenti strutture e su personalità politiche e militari. Segev (62 anni)- ministro dell'energia e delle infrastrutture negli anni 1995/1996 nel governo di Rabin - negli ultimi anni viveva in Nigeria ed è stato arrestato mentre tentava di entrare in Guinea Equatoriale. In Israele in passato era stato condannato per contrabbando di droga.

La quiete prima della tempesta

[Cartoni animati con un topo? Che idea orribile: terrorizzerà tutte le donne incinte. Louis Mayer] "In nessuna circostanza potremmo consentire la presenza iraniana sul territorio siriano, e i russi lo sanno, e speriamo possano essere nostri partner in questo sforzo". Lo ha dichiarato Yuli-Yoel Edelstein, presidente della Knesset israeliana, in occasione dei Med Dialogues a Roma, ricordando che "quando i siriani hanno abbattuto un aereo russo, le cose sono diventate più complicate", tuttavia "degli incidenti possono verificarsi. Stiamo cercando di fare sì che le acque si calmino". “È responsabilità di ogni governo proteggere i propri confini. Noi continueremo a fare tutto il necessario per proteggere i nostri confini e per non consentire la presenza iraniana" in Siria, ha sottolineato. Una capacità nucleare iraniana "sarebbe una vera catastrofe, un pericolo terribile per il mondo intero", ha proseguito. Il loro obiettivo - ha sostenuto - "è diffondere un'ideologia di odio, di antisemitismo nella regione e in tutto il mondo: sono figlio di due sopravvissuti all'Olocausto e quando mi minacciano ci credo", e "l'atteggiamento antisemitico dei leader iraniani va preso sul serio". La minaccia di Teheran "è un fatto da contrastare", sostenendo "dialogo, collaborazione, tolleranza" per creare "un fronte che garantisca in Medio Oriente libero e prospero", ha aggiunto Yuli-Yoel Edelstein. L'Iran "non è un pericolo solo per noi". Grazie a "sanzioni efficaci", l'Iran "ha meno risorse per finanziare terrorismo", e la "leadership iraniana si lamenta della mancanza di risorse finanziare per le milizie in Siria". "Il nostro incubo è che l'Iran disponga di armi nucleari", ha sottolineato.  Entro due settimane la Federazione Russa consegnerà alla Siria batterie di difesa antiaerea S-300, nonché sistemi di controllo automatizzati moderni per le postazioni di comando della difesa antiaerea, presenti unicamente nell’arsenale delle forze armate russe. Il modello degli S-300 non è stato specificato. Nel 2013 la Federazione Russa aveva promesso alla Siria degli S-300-V4, che però non aveva consegnato per non mettere a repentaglio il dominio aereo israeliano. Il ministro della Difesa russo, Sergueï Choïgou, ha dichiarato: sarà garantita soprattutto la gestione centralizzata di tutti i mezzi e istallazioni di difesa antiaerea siriana, la sorveglianza dei cieli e la rapidità delle decisioni. Fatto ancora più importante, sarà altresì garantita l’identificazione di ogni aereo russo da parte dei mezzi di difesa antiaerea siriani”. Questa decisione fa seguito all’attacco britannico-franco-israeliano del 17 settembre 2018 a Laodicea, nel corso del quale un Ilyuscin Il-20 è stato abbattuto con 15 uomini a bordo. La Siria è il 17° Paese a essere equipaggiato di S-300. Queste apparecchiature, che hanno una portata di 300 km, rendono impossibile alle forze aeree nemiche, tra cui quelle britannica, francese e israeliana, di sorvolare la Siria o avvicinarvisi dal Mediterraneo o da un Paese vicino. Quando saranno in funzione in Siria, queste apparecchiature metteranno fine al dominio aereo israeliano sul Medio Oriente. La consegna di S-300 prevista cinque anni fa era stata annullata su richiesta degli Stati Uniti per proteggere le prerogative israeliane sullo spazio aereo. Evidentemente questo veto non vale più. Tuttavia il consigliere USA per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, ha definito la decisione russa un’escalation, palesemente per proteggere il presidente Trump durante la campagna elettorale per le elezioni legislative. “Siamo convinti che l’adozione di queste misure consentirà di raffreddare le “teste calde” e di scoraggiare le azioni insensate che minacciano i nostri militari. Altrimenti dovremo rispondere conformemente alla situazione in atto”, ha dichiarato Choïgu, riferendosi chiaramente allo Stato Ebraico. 

domenica 25 novembre 2018

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO/12

[La Bibbia... è una lezione nella quale nulla è scritto per il cinema. Raymond Chandler] La dinamica della finanza pubblica italiana "mi dà molte preoccupazioni" ma "non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l'Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi". Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker incontrando la stampa audiovisiva italiana annunciando che  avrà un colloquio telefonico con il premier Giuseppe Conte.    Juncker ha anche chiesto di "non mettere l'Italia sotto accusa al vertice" e sottolineato che "l'Europa non sopravviverebbe a un'uscita dell'Italia". Nella trincea degli imprenditori della Piccola Industria "c'è indubbiamente una preoccupazione che sta salendo ogni giorno in maniera esponenziale". Il presidente, Carlo Robiglio, descrive così il clima nelle aziende, dove alla sfida quotidiana del fare impresa si aggiunge oggi l'attenzione sulle mosse del Governo e la manovra economica: "l'imprenditore non ha paura delle difficoltà, ha paura dell'incertezza, delle cose non chiare. E mai come in questo momento vede incertezza quindi blocca gli investimenti". E chi già lottava "per difendere la trincea" ora "ha paura che finisca in una Caporetto". Novarese, imprenditore di prima generazione, Carlo Robiglio è da un anno il leader di una dorsale dell'economia italiana e del sistema di via dell'Astronomia (rappresenta il 98% delle aziende associate a Confindustria), respira la vita concreta delle imprese. Ha fatto un percorso che "dopo 14 tappe" approda per un primo bilancio al Forum della Piccola Industria, il primo dicembre a Bologna. Ha una mission: "cultura d'impresa al centro: vuol dire la possibilità di aiutare moltissimi piccoli imprenditori. Mai come in questo momento c'è bisogno di un cambio di testa per un cambio di passo", con "tre baluardi: cultura d'impresa, ruolo sociale dell'imprenditore, crescita". C'è "il grande tema della resilienza, che tratteremo a Bologna, perchè una azienda resiliente in un territorio fragile continua a dare lavoro e rende forte anche il territorio", come nelle aree del terremoto. Ed "il filo rosso è la persona al centro, e mai come oggi, con le sue capacità, le sue competenze". [segue]

S. Caterina d'Alessandria, vergine e martire

Nasce e vive ad Alessandria agli inizi del IV secolo, conducendo una vita ricca e piena d'orgoglio: è una giovane bella e intelligente. Rifiuta sdegnosamente la mano di ogni uomo, perche’ non ritenuto alla sua altezza, ma dopo l'incontro con un eremita che le parla di Gesù, inizia una profonda riflessione, si converte e viene battezzata. Recatasi ad Alessandria per rendere omaggio all'imperatore, non esita a dichiarare pubblicamente che non agli dei, bensì a Dio era doveroso rendere omaggio. Nel 306 l'imperatore la fa decapitare. Caterina d'Alessandria si segnala per la sua forte personalità e per il modo leggendario con cui si è convertita e ha testimoniato la fede nel Signore. Colpisce per la sua bellezza, per le sue ricchezze, per la sua intelligenza, per la sua fervida arte oratoria, per il coraggio con cui ha sopportato le torture, per le modalità miracolose con cui il suo corpo ha resistito agli attacchi dei suoi torturatori. Per tutto ciò essa è stata indicata come patrona dei fabbricanti di ruote e di coltelli. Gli angeli avrebbero poi portato il suo corpo sul Sinai dove successivamente sarebbe sorto un monastero a lei intitolato. Altri santi: Sant'Audenzio di Milano, S. Mercurio di Cesarea.

Gilet gialli in Italia?

[Di solito la gente è infastidita da quei passi della Bibbia che non comprende, mentre i passi che infastidiscono me sono quelli che comprendo. Mark Twain] E’ nato il 'Coordinamento italiano gilet gialli Italia' con tanto di pagina Facebook. il coordinamento si batte contro la direttiva Bolkestein e la tassazione troppo elevata per le imprese ma chiede anche "la revoca della concessione a Autostrade e la riduzione dei pedaggi". Proprio ieri sulla pagina Fb è stata lanciata la proposta: "Facciamo partire la prima protesta dei gilet gialli in Italia. Non paghiamo più le autostrade se i pedaggi non scendono di prezzo e se a gestirle rimane Autostrade spa". "Nasciamo per affrontare problematiche di categoria, in primis la Bolkestein e le tasse" ha detto Giancarlo Nardozzi, presidente del Goia, Gruppo organizzato indipendente ambulanti di Torino, promotore del Coordinamento. "Al momento abbiamo una pagina sui social, ma non c'è ancora una data per una possibile mobilitazione. Vogliamo vedere se passa la legge sul bilancio. Non siamo contro il governo, che abbiamo sostenuto, ma contro l'Europa".Nardozzi se non sbaglio Salvini aveva promesso meno tasse sui carburanti, solo promesse che non saranno mai mantenute. In Italia quando gli sbirri caricheranno i manifestanti con il gilet tutti a casa. Se il sindacato non esiste questo è il risultato, troppo politicizzati per protestare. Dopo quasi 8 ore di guerriglia nel centro di Parigi, gli Champs-Elysees sono stati evacuati e c'è un graduale ritorno alla calma: lo ha annunciato poco dopo le 18 la portavoce della prefettura, Johanna Primevert. Il bilancio parla di 20 feriti fra i manifestanti, il più grave di quali è rimasto gravemente colpito a una mano, 4 fra i poliziotti. I fermi sugli Champs-Elysees sono stati 34. Diversi manifestanti in gilet giallo erano riusciti ad arrivare nella rue du Faubourg Saint-Honoré dove, al numero 55, sorge il palazzo dell'Eliseo. La strada e i suoi dintorni erano stati blindati dalla polizia, ma molti sono riusciti ad entrare togliendo il gilet giallo per rimetterlo poco dopo. Intanto, dalla vicina Champs-Elysees, continuano a levarsi nuvole di fumo nero per gli incendi di cassonetti e veicoli di cantiere, dati alle fiamme dai casseur. La polizia ha respinto centinaia di gilet gialli che hanno invaso la zona vietata degli Champs-Elysees con lacrimogeni e getti d'acqua. Importanti i danni alle vetrine, alle pensiline e alle strade dove alcuni 'casseur' hanno divelto sampietrini con sbarre di ferro per lanciarli contro la polizia. @@ Appena una cinquantina di gilet gialli, sperduti, si trovano sul luogo indicato dalla prefettura, Champ de Mars, vicino alla Tour Eiffel. Tutto il resto dei manifestanti, 8.000 secondo il ministero dell'Interno, si trovano in zona "vietata" nei dintorni degli Champs-Elysees. Insieme ai 'casseur' "almeno un centinaio di esponenti dell'estrema destra" è presente sulla parte più bassa degli Champs-Elysees, verso la Concorde, stando a informazioni raccolte sul posto dalla tv BFM. Una quarantina di gilet gialli, con il volto coperto da passamontagna o caschi, ha fatto irruzione ieri sera nella casa di famiglia di una deputata LREM (La Republique en Marche, maggioranza di governo), Mireille Robert, nel sud-ovest della Francia, vicino a Tolosa. La proprietà viticola della deputata sorge a Limoux, in una zona molto isolata, è stata invasa dai gilet gialli che hanno gridato delle minacce contro i presenti e hanno poi dato fuoco ad alcune tavole prima di fuggire e dell'arrivo dei gendarmi. "Un gesto ignobile", ha twittato Benjamin Griveaux, portavoce del governo, che ha espresso "condanna senza ambiguità per questi comportamenti inaccettabili". Il bilancio della settimana di manifestazioni è di due morti e 620 feriti fra i manifestanti e 136 fra i poliziotti. In tutta la Francia ci sarebbero 23.000 manifestanti, una cifra in netto ribasso rispetto ai 282.000 di una settimana fa.

La mafia dopo Riina/23

[La Bibbia è letteratura, non dogma. George Santayana] La strada di Corleone dove sorge la casa dei Riina, via Scorsone, da oggi si chiama via Cesare Terranova: prende così il nome del magistrato ucciso nel '79 proprio dai boss corleonesi, insieme al suo collaboratore Lenin Mancuso. L'asilo nido comunale di via Punzonotto, da poco ristrutturato, ora porta il nome di Caterina e Nadia Nencioni, nove anni la prima, neonata l'altra, morte a Firenze il 27 maggio '93 nella strage di via dei Georgofili.     Le cerimonie d'intitolazione si sono svolte alla presenza, tra gli altri, di alcuni parenti delle vittime e del prefetto di Palermo Antonella De Miro. La decisione è stata presa dalle tre commissarie che da quasi due anni guidano il Comune sciolto per mafia: Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola. Il loro mandato si è praticamente concluso: tra otto giorni, il 25 novembre, a Corleone si voterà per le amministrative.  Luigi Di Maio cancella il suo appuntamento a Corleone dopo che il candidato sindaco M5s, Maurizio Pascucci, ha affermato di voler "aprire il dialogo con i parenti dei mafiosi". "Lo Stato deve stare attento a non avvicinarsi mai, neppure con la propria immagine, a quella gente" afferma il vicepremier dopo aver visto anche la foto dello stesso candidato con il nipote del boss Provenzano.    Di Maio ha chiesto ai probiviri di avviare il procedimento disciplinare per Maurizio Pascucci: "secondo me, vista la gravità, merita il massimo della sanzione cioè l'espulsione dal Movimento 5 Stelle". [segue] 

Fb contro Soros

[I giornali sarebbero ansiogeni? Ma la Bibbia non comincia forse con un delitto? Enzo Biagi] Mark Zuckerberg rifiuta di testimoniare a un'audizione congiunta di politici di sette Paesi, che rappresentano in tutto 368 milioni di persone. Lo riporta il Washington Post citando una lettera inviata da Facebook a Argentina, Brasile, Canada, Irlanda, Lettonia, Singapore e Gran Bretagna. I sette paesi sono preoccupati da come Facebook ha gestito la disinformazione online. Al posto di Zuckberg sarà sentito Richard Allan, vicepresidente del gruppo.Il Congresso Usa deve indagare su Facebook, dopo che il social network ha confermato di aver 'reclutato' una società di pubbliche relazioni per screditare George Soros. Lo sostiene Patrick Gaspard, presidente di Open Society Foundations, molto vicino al finanziere americano. Il capo della rete di ong del magnate di origini ungherese denunciato che Facebook ha danneggiato l'immagine del filantropo e ha aggiunto che ha bisogno di una supervisione indipendente e a livello di Congresso". Anche Sheryl Sandberg, numero due del social network, ha chiarito la sua posizione. Ha detto che fu informata della società di pubbliche relazioni, ma che se ne dimenticò il nome. Gli ultimi sviluppi seguono la decisione del social network di pubblicare un memorandum del suo capo della comunicazione (in uscita), Elliot Schrage. Il documento conferma che Facebook aveva indotto la società di pr Definers a indagare sui collegamenti di Soros con la campagna Freedom from Facebook, che punta alla disgregazione della società. Schrage ha aggiunto che i documenti relativi furono poi inviati ai giornalisti per conto di Facebook.

Ss. Martiri del Vietnam

Ieri si festeggiava San Martiri del Vietnam. Intorno al 1800 una persecuzione più dura delle precedenti colpisce i cristiani di Tonchino e si contano molte vittime. Molti muoiono per sostenere la causa del Vangelo e difendere i diritti della persona umana. Nella Pasqua del 1615 giungono a Tourane, nel Vietnam, due gesuiti, seguiti più tardi da Alessandro de Rhodes, ritenuto l'autentico fondatore della Chiesa nel Vietnam. Dopo un breve periodo di tranquillità, iniziano le persecuzioni contro i cristiani per motivi sia economico-politici sia a causa della loro dottrina, così differente dalle tradizioni locali. Passati nel 1627 più a nord, i cristiani si diffondono nel Tonchino ma, a causa dell'invito alla monogamia e con l'accusa di distruggere le statue sacre, devono nel 1644 lasciare il Paese. Inizia quindi un'aperta persecuzione contro i cristiani che, nonostante una rilevante espansione, dovranno contare trentamila vittime fino al 1802 e, nel periodo successivo al 1820, altre settantamila. La libertà religiosa viene reintrodotta solo con l'intervento della Francia nel 1862. Vi sono state nel tempo varie beatificazioni di questi martiri: nel 1766 da Clemente XIII, nel 1809 da Pio VII, nel 1843 e nel 1857 da Pio IX. E infine, il 19 giugno 1988, il papa Giovanni Paolo II ha canonizzato altri centodiciassette martiri del Vietnam. Fra loro vi sono dieci appartenenti alle Missioni Estere di Parigi, undici domenicani spagnoli, trentasette sacerdoti vietnamiti e otto vescovi. Altri santi: S. Firmina, Ss. Flora e Maria, S. Francesco, S. Girolamo, S. Marta, Sant'Ignazio.



venerdì 23 novembre 2018

S. Michele Agostino Pro, gesuita

Nasce il 13 gennaio 1891 a Guadalupe e nel 1911 entra nella Compagnia di Gesù. Gli avvenimenti politici del suo Paese lo obbligano a proseguire gli studi negli Stati Uniti e in Spagna. Inviato nel 1924 in Belgio, riceve l'ordinazione sacerdotale nel 1925. Rientrato in Messico nell'estate del 1926, all'inizio della guerra religiosa, esercita clandestinamente il proprio ministero. Il 13 novembre 1927, dopo un fallito attentato contro il presidente Obregón, viene arrestato e - pur essendo estraneo alla vicenda - il 23 novembre fucilato. Il suo ingresso nella Compagnia di Gesù e gli avvenimenti politici del suo tempo portano Miguel Agostino Pro a viaggiare, soprattutto in Europa, dove può conoscere da vicino la realtà del cattolicesimo sociale dell'area franco-belga, partecipando all'attività di associazioni locali. Il rientro in Messico è caratterizzato dall'esercizio clandestino del suo ministero, alieno dalle attività dei 'cristeros'. Ciononostante subisce il martirio e per questo, moltissimi vescovi dell'America Latina chiedono l'apertura della causa di beatificazione, avvenuta l'11 gennaio 1952. Padre Pro è riconosciuto martire e il 25 settembre 1988 viene beatificato. Altri santi: S. Clemente, S. Colombano, S. Lucrezia di M., S. Spes di Spoleto.

Export vino Romagna bene

["Ho fatto questo" dice la mia memoria. "Non posso aver fatto questo" dice il mio orgoglio, e resta zitto. Infine, la memoria si arrende. Friedrich Nietzsche] L'export di vino romagnolo nel mondo va bene ma potrebbe fare meglio, mentre sta cambiando la geografia dei mercati di destinazione. È la fotografia scattata  da Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma, alla presentazione forlivese del volume "Wine marketing 2018" di Nomisma Wine Monitor su scenari, mercati internazionali e competitività del vino italiano.  Le stime di Nomisma evidenziano un export delle cantine della Romagna per circa 151 milioni di euro di vino nel 2017, così distribuito: in Germania il 29,5%, negli Usa il 23%, nel Regno Unito il 10,1% e in Francia il 5,6%. Seguono Cina (4,3%), Canada (3,8%), Giappone (3,2%) Spagna (3,1%) e Russia (2,3%). Nel primo semestre 2018 non mancano andamenti in controtendenza, che tuttavia si riferiscono ai quei mercati che rappresentano solo il 12% dell'export romagnolo. E appare preoccupante la flessione registrata nell'export verso la Germania (-7%). Dal report emerge che negli ultimi 5 anni la Svezia ha incrementato del 182% il valore degli acquisti di bottiglie dalla Romagna e gli Usa del 173%. Seguono Spagna (+87%), Cina (+86%), Giappone (+37%), Regno Unito (+23%) e Canada (+13%).

Internet sempre meno libero

[Nessuno muore oggi per una terribile verità: ci sono troppi antidoti ad essa. Friedrich Nietzsche] Internet è sempre meno libero, c'è un peggioramento sul fronte dei diritti e delle libertà della rete con il modello Cina sempre più diffuso anche in altri paesi. Lo dice l’ultimo rapporto dell’organizzazione non governativa freedom house che evidenzia un aggravamento in buona parte dei 65 paesi valutati. Al vertice della nazioni con il maggior numero di violazioni si trova la Cina con un punteggio di 88 su 100, seguita da Iran (85/100) e Siria (83/100). Negli Stati Uniti, la libertà di internet è diminuita nel 2018 a causa dell'abrogazione della neutralità della rete. L'Italia viene considerata una nazione con un buon livello di libertà della rete: la valutazione è di 25 su 100. Secondo la Ong i governi stanno intensificando il controllo sui dati dei cittadini utilizzando normative formalmente introdotte per eliminare le fake news. La politica restrittiva cinese si è diffusa negli ultimi due anni con il governo che ha addestrato in questo senso i paesi dei mercati emergenti. "Il tema chiaro in questo rapporto è che Internet viene sempre più utilizzato per distruggere le democrazie in contrasto con le dittature destabilizzanti", spiega Mike Abramowitz, presidente di Freedom House. "Propaganda e disinformazione - aggiunge - stanno sempre più avvelenando la sfera digitale, e autoritarismo e populisti usano la lotta contro le notizie false come pretesto per imprigionare giornalisti e critici dei social media".

Mafie su scommesse online

[Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. Friedrich Nietzsche] Le mafie si sono spartite e controllano il mercato della raccolta illecita delle scommesse online. È quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre un miliardo. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, è superiore ai 4,5 miliardi.    I destinatari dei provvedimenti cautelari sono tutti importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome. Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri stanno inoltre eseguendo una ottantina di perquisizioni in diverse città. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione mafiosa al trasferimento fraudolento di valori, dal riciclaggio all'autoriclaggio, dall'illecita raccolta di scommesse on line alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con  modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il denaro accumulato illegalmente, il cui percorso è stato monitorato dalla Guardia di Finanza, veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all'estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome. E proprio per rintracciare il patrimonio accumulato ed effettuare i sequestri è stata fondamentale la collaborazione di Eurojust e delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Curacao, Serbia, Albania, Spagna e Malta.

La terra torna a crescere

[Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla Terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali! Sono avvelenatori, che lo sappiano o no.  Friedrich Nietzsche] Per la prima volta dopo 5 anni il prezzo della terra nel 2017 torna a crescere rispetto all'anno precedente, mettendo a segno +0,2%. Il valore medio nazionale è di 20mila euro ad ettaro, con una forte la differenziazione delle compravendite a seconda delle zone. Se nel Nord Est il prezzo è stabile sopra i 40mila euro/ha, nel Mezzogiorno si va dagli 8 ai 13mila euro/ha. È  quanto emerge dall'indagine annuale sul mercato fondiario curata dal Crea con il suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, che segnala una crescita leggermente superiore dei valori fondiari nel Mezzogiorno (+0,7% nelle Isole) rispetto al Nord, ma ancora troppo debole per ridurre il differenziale.  Il confronto con il tasso di inflazione, segnala il rapporto, rende però meno positivo l'andamento che evidenzia un ulteriore calo dell'1%. Segnali positivi vengono dalle compravendite aumentate del 2%, che vanno a consolidare la crescita già riscontrata nei due anni precedenti, come anche dal credito con +2% per il quarto anno consecutivo, che riporta il volume delle erogazioni sopra ai 500 milioni di euro all'anno. In aumento anche le superfici agricole affittate, compresi gli usi gratuiti, per un totale di 5,7 milioni di ettari, il 46% della Superficie agricola utilizzata (Sau). Si conferma quindi il trend positivo da oltre 20 anni con un incremento netto di oltre 860mila ettari (+18%) rispetto al 2010; e questo soprattutto nelle regioni meridionali e in quelle del nord-est (+21%), seguite da quelle centrali (+18%) e da quelle del nord-ovest (+9%). L'affitto rimane più diffuso sopratutto nell'Italia settentrionale, seguono le zone centrali (45%) e il Mezzogiorno (37-44%). L'affitto, segnala il rapporto, si conferma il principale strumento per gli imprenditori per ampliare la propria azienda con maggiore flessibilità senza gli impegni finanziari che comporta l'acquisto. A volare, secondo il rapporto, è la domanda di acquisto per i terreni più fertili, con infrastrutture irrigue e vicinanza a reti stradali e legati a particolari produzioni agricole, a partire dai vigneti, il cui interesse non accenna a diminuire.  Di fatto i terreni migliori non hanno mai smesso di suscitare l'interesse di potenziali compratori, portando i valori a livelli non sempre compatibili con l'effettiva redditività delle imprese agricole. Il rapporto segnala poi gli sforzi delle istituzioni ad aumentare la mobilità fondiaria attraverso agevolazioni per l'acquisto della terra da parte degli imprenditori, con particolare riguardo ai giovani. Dopo il decreto Terre vive del 2014, che ha messo a disposizione terreni demaniali, in larga misura ubicati in zone marginali, ora è stata avviata la Banca della terra nazionale curata dall'Ismea che ha messo in vendita all'asta 7.700 ettari. A spingere il mercato degli affitti, spiega ancora il Crea, sono la scarsa liquidità e le incertezze dei redditi aziendali, che nell'insieme disincentivano gli investimenti in capitale fondiario a favore degli affitti. Una strada percorsa per lo più dai giovani imprenditori, usufruendo anche dei premi di primo insediamento offerti dai Programmi di Sviluppo Rurale (Psr). Rispetto al passato si attenua l'interesse per i terreni da destinare a colture energetiche, mentre i contoterzisti rimangono attori importanti. Dal punto di vista contrattuale, infine, prevalgono fortemente gli affitti in deroga con una durata media inferiore rispetto al passato, mentre sono ormai in estinzione gli accordi verbali, sebbene in qualche caso resistano forme spurie di contratti atipici.

giovedì 22 novembre 2018

S. Cecilia, martire

Nasce intorno al 200 a Roma. Data in sposa a Valeriano, ottiene che egli si faccia battezzare dal papa Urbano. Anche il fratello di Valeriano, Tiburzio, si converte. La persecuzione però non risparmia nessuno dei tre, condannati alla decapitazione. Cecilia resiste miracolosamente sia al rogo sia alla mano del carnefice e muore solo tre giorni dopo aver professato la fede in Dio uno e trino.  È l'anno 230. Rinvenute nelle catacombe le sue spoglie (immortalate da Stefano Maderno con una celebre statua) esse furono trasportate nella chiesa a lei dedicata in Trastevere. La storia di Cecilia e del suo martirio è fra le più belle della cristianità antica. Si offre segretamente a Gesù fin da piccola. Pertanto, nonostante fosse stata data in sposa a Valeriano, ella desidera restare vergine. Lo sposo, colpito dalle parole di Cecilia e dalla gran forza che questa dimostra, si converte e collabora con zelo per il bene dei cristiani perseguitati. Valeriano e suo fratello vengono presto condannati al martirio e Cecilia, con coraggio e determinazione, affronta la stessa sorte, senza che in un primo momento la morte potesse colpirla. Completamente abbandonata al Signore, dopo aver rivisto papa Urbano, continua a professare l'unità e la trinità di Dio con le mani (non poteva più parlare) fino alla morte. Cecilia è patrona dei musicisti. Altri santi: B. Salvatore Lilli, Sant'Appia, S. Filemone.

Onu accusa il governo

[Chi scrive aforismi non vuole essere letto, ma imparato a memoria. Friedrich Nietzsche] L'Alto Commissariato dell'Onu torna a bacchettare il governo italiano sulle politiche di accoglienza dei migranti. E non a caso lo fa all'indomani dell'inchiesta con sequestro della nave Aquarius per lo smaltimento di scarti e vestiti infetti dei migranti come rifiuti ordinari.  L'organismo, a questo proposito, esprime preoccupazione "per le continue campagne diffamatorie contro le organizzazioni della società civile impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, così come la criminalizzazione del lavoro dei difensori dei diritti dei migranti". Il governo italiano - denuncia l'Onu - ha reso quasi impossibile per le navi delle Ong continuare a salvare i migranti nel Mar Mediterraneo. Questo ha comportato un aumento dei migranti che muoiono in mare o che scompaiono. Gli esperti dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani hanno contattato il governo italiano in merito alle loro preoccupazioni e "attendono una risposta". "Il governo deve rispettare i valori sanciti dalla Costituzione italiana e gli impegni internazionali sottoscritti", avverte l'Alto Commissariato dell'Onu per i diritti umani, secondo cui "l'Italia ha proposto un inasprimento delle norme sull'immigrazione che avrà un grave impatto sulla vita dei migranti e sono di grave preoccupazione". L'Onu sollecita il governo italiano a invertire la rotta. Per l'Alto Commissariato "l'abolizione dello status di protezione umanitaria, l'esclusione dei richiedenti asilo dall'accesso ai centri di accoglienza incentrati sull'inclusione sociale e la durata prolungata della detenzione nei Cie minano fondamentalmente i principi internazionali dei diritti umani e condurranno certamente a violazioni di diritti umani internazionali". "Da quando è entrato in carica nel giugno 2018 - prosegue l'Alto Commissariato dell'Onu per i diritti umani - il nuovo governo italiano ha attuato le misure anti migranti per cui si batteva. Il Decreto legge sicurezza arriva mentre in Italia c'è un clima di odio e discriminazione, sia nei confronti dei migranti e di altre minoranze, sia nei confronti della società civile e dei privati che difendono i diritti dei migranti. Durante la recente campagna elettorale, alcuni politici hanno alimentato discorsi che abbracciavano spudoratamente la retorica razzista e xenofoba anti-immigrati e anti-stranieri. Le persone di origine africana e Rom sono state particolarmente colpite. Durante e subito dopo la campagna elettorale, le organizzazioni della società civile hanno registrato 169 episodi di matrice razzista, 126 dei quali riguardano l'incitamento all'odio razziale, anche in manifestazioni pubbliche. In 19 casi si sono registrati episodi di violenza".

Bagna cauda day

[L'essere confutabile non è certo la minore attrattiva di una teoria; proprio per questo attira i cervelli più sottili. Friedrich Nietzsche] Quindicimila posti a tavola, in 150 locali, la maggioranza in Piemonte ma anche in ristoranti di metropoli all'estero, come New York e Berlino, in Argentina, Costa Rica e a Tonga, nell'Oceano Pacifico. Sono i numeri del 'Bagna cauda day', in realtà 3 giorni, dal 23 al 25 novembre, organizzato dall'associazione culturale Astigiani, per celebrare uno dei più noti piatti della tradizione piemontese, la salsa calda di aglio, olio e acciughe nella quale si intingono le verdure di stagione. Ogni pasto costa 25 euro, 10 le bottiglie di vino doc e docg, fornite direttamente dai produttori. Novità di quest'anno, il 'finale in gloria', la cottura di un uovo direttamente nel 'fujot', il recipiente per la bagna cauda, e 'spolverato' da una grattata di tartufo bianco d'Alba. Sarà assegnato il premio Testa d'aj (aglio in piemontese) a chi avrà dimostrato nella vita di sapere andare controcorrente. Le prime edizioni sono state vinte dal filosofo Guido Ceronetti e dall'autore televisivo Antonio Ricci.

Scatto K M Asad vince Sipa

[Queste persone si astengono, è vero: ma la Sensualità, quella cagna, invidiosa e torva, guarda in fuori da tutto ciò che fanno. Friedrich Nietzsche]  È  il fotografo bengalese K M Asad con lo scatto 'Battle Victim', il vincitore del Siena international photo Awards (Sipa), alla quarta edizione e organizzato da Art Photo Travel. La foto di Asad è stata scelta tra oltre 48 mila scatti, giunti a Siena da ogni parte del mondo. La cerimonia di premiazione si è tenuta al Teatro dei Rozzi.    "L'immagine di K M Asad - si legge nella motivazione della giuria -, all'inseguimento di Asmal Ara, una giovane rifugiata Rohingya appena arrivata in un campo profughi del Bangladesh, è un esempio perfetto di narrazione visiva e del potere della fotografia nella sua forma di linguaggio universale. L'immagine è stata scattata con estrema attenzione cogliendo, perfettamente a fuoco, il volto della ragazza bagnato di lacrime con la gente sfumata sullo sfondo. Un'immagine di una ragazza che sembra aggrapparsi disperatamente, alla ricerca di un sostegno, ad un sottile tronco d'albero".

Falascia protestano

[La donna non è capace di amicizia, conosce solo l'amore. Friedrich Nietzsche]  Centinaia di ebrei etiopi sono scesi in piazza ad Addis Abeba per protestare contro la recente decisione del governo israeliano di ammetterne come migranti solo mille: decisione che divide le famiglie di chi è già migrato nello Stato ebraico e contraddice l'impegno israeliano del 2015 di accoglierli. Si stima che in Etiopia siano rimasti circa 8.000 ebrei Falascia. I dirigenti della comunità hanno oggi rivolto un appello agli ebrei etiopi che vivono in Israele a non votare per il Likud, promotore della stretta. "Faccio appello agli ebrei etiopi a pensarci due volte prima di votare il Likud, perché il premier espresso dal partito, Benyamin Netanyahu non sta tenendo fede alla parola data di aiutarci a emigrare in Israele", ha detto all'Associated Press Neggousa Zemene Alemu, coordinatore della comunità ebraica per Addis Abeba e Gondar. Gli ebrei in Etiopia lamentano di vivere in povertà, di essere marginalizzati, mentre "Israele la tira per le lunghe invece di venire in nostro soccorso". Non sono piaciute al premier israeliano, Benyamin Netanyahu, secondo Maariv, le dichiarazioni belligeranti rilasciate  da alcuni ministri ad una conferenza organizzata dal Jerusalem Post.    Fra queste, le parole del ministro dell'edilizia, Yoav Gallant (un generale delle riserva), secondo cui il leader di Hamas, Yihia Sinwar "ha i giorni contati e non finirà la vita in un ospizio" e quelle del ministro per le questioni strategiche, Gilad Erdan, secondo cui è prevedibile "la esecuzione mirata dei leader terroristici dell'ala militare di Hamas". Netanyahu, precisa Maariv, ha chiesto ai ministri di non esulare più per quanto concerne Gaza dalle posizioni ufficiali stabilite dal governo.

Muore killer di Putin

[Mussolini era davvero un grande ipnotizzatore, come il mio Mandrake. Peccato non leggesse i fumetti: forse avrebbe preso la vita con più humour. Lee Falk] Igor Korobov, il capo del Gru, l'intelligence militare russa, è morto a 62 anni "a causa di una lunga e grave malattia". Lo ha fatto sapere un portavoce del ministero della Difesa a Ria Novosti. Korobov, stando a quanto riporta Meduza, ha iniziato a stare male in seguito a una sfuriata di Vladimir Putin, a metà dello scorso settembre, dopo che il Gru era stato indicato come il responsabile dell'operazione contro gli Skripal a Salisbury. Korobov ha servito nelle forze armate sovietiche e russe dal 1973 ed è nell'intelligence militare dell'URSS nel 1985, diventando direttore nel GRU nel 2016. Il suo predecessore, Igor Sergun, è morto improvvisamente il 3 gennaio 2016. Ufficialmente, è deceduto nella sua casa fuori Mosca in seguito a un infarto. Ma secondo la società di intelligence geopolitica americana Stratfor, Sergun è morto il primo dell'anno in Libano. Da quando è scoppiato il caso Skripal, nel marzo del 2018, diverse indiscrezioni indicavano Korobov come sulla via delle dimissioni. Uno dei possibili sostituti - scrive ancora Meduza - è il generale del GRU Sergey Gizunov, originario di San Pietroburgo (come Putin) e noto per essere "gli occhi e le orecchie" dello zar all'interno dell'intelligence militare.

Perplesso Savona

[Una passeggiata in un manicomio mostra che la fede non prova nulla. Friedrich Nietzsche] Savona appare disilluso. Mercoledì, durante un convegno a poche ore dalla bocciatura Ue, prima ha citato Cossiga per dire che “l’ economia è un grande imbroglio politico”, poi ha puntato l’indice contro i “sovranismi” che “quasi certamente” danneggeranno lo sviluppo globale. Una visione che fa il paio con il giudizio espresso riservatamente sul governo a margine dell’ultimo Consiglio dei ministri, e riportata dal Corriere della Sera: “Non si può più andare avanti così, non ha senso. E la manovra com’è non va più bene: è da riscrivere”. Ma gli eventi delle ultime ore stanno avendo riverberi anche di natura strettamente politica. La tesi del “non reggeremo a lungo” emerge con chiarezza dai resoconti dei conversari riservati di Di Maio come da quelli di Salvini. Al di là del pericoloso scontro con la Ue, il capo di M5S – pressato dai grillini attestati a difesa del reddito di cittadinanza – ritiene che i “numerini” non vadano cambiati, che sullo spread il peggio è passato e che basterà offrire degli “impegni aggiuntivi” all’Unione per aggirare l’ostacolo. Il capo del Carroccio – incalzato da Giorgetti e dall’elettorato produttivo del Nord – è invece preoccupato per la sorte dei titoli di Stato e dal fatto che uno spread costante a 300 punti “l’Italia non lo regge”. Gli ordini dagli investitori istituzionali per l'ultima emissione del Btp Italia sono stati pari a 1,3 miliardi. Le vendite ai clienti retail si erano attestati nei tre giorni passati a 864 milioni. Sommando gli acquisti degli investitori istituzionali e retail, gli ordini registrati dal Btp Italia si sono attestati quindi a 2,16 miliardi. È   il secondo peggior risultato dopo l'emissione, la seconda della serie, del giugno 2012, che si attestò a 1,73 miliardi. Il record di richieste ci fu nel novembre 2013: 22,2 miliardi. L'emissione di Btp Italia del giugno 2012, che resta la peggiore con soli 1,73 miliardi raccolti a fronte dei 2,1 di quella chiusa oggi, si svolse in un clima dei mercati e dell'economia difficile. Pesava la crisi della Grecia e del debito sovrano europeo con la Spagna che aveva chiesto aiuto alla Ue per salvare le banche, l'Italia in recessione e sotto pressione dei mercati (lo spread era a oltre 400 punti) che minacciavano la stessa sopravvivenza dell'euro. Una situazione risolta solo, alla fine di luglio, con il celebre intervento del presidente della Bce Mario Draghi in cui affermò che l'istituto centrale avrebbe fatto "tutto il necessario per sostenere l'euro" ("whatever it takes"). In quella situazione il Tesoro italiano, che pure aveva realizzato un buon successo (7,3 miliardi) nella prima operazione di Btp Italia, mise le mani avanti sul risultato, dicendo di attendersi un collocamento di ammontare minore. L'allora direttore generale del Tesoro per il debito pubblico Maria Cannata spiegò come "la situazione è un po' difficile adesso, sia come sentimento del mercato sia perché a giugno ci sono le scadenze fiscali''.