domenica 30 settembre 2018

Open Arms verso la Libia

[Il coraggio è molto importante. Come un muscolo, si rinforza con l'uso. Ruth Gordon] Almeno 1.733 migranti e rifugiati hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo dall'inizio dell'anno al 26 settembre, con tre nuovi decessi segnalati sulla rotta del Mediterraneo occidentale rispetto ai dati aggiornati allo scorso 23 settembre. Lo rivelano le ultime statistiche sui flussi di migranti che giungono in Europa via mare, resi noti oggi dall'Oim, l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni.    La rotta del Mediterraneo occidentale verso la Spagna ha registrato 362 morti dall'inizio dell'anno, quella del Mediterraneo centrale verso l'Italia e Malta 1.260. Sono invece 111 i migranti e rifugiati morti in mare mentre tentavano di raggiungere la Grecia e Cipro.  Il veliero 'Astral' della ong spagnola Proactiva Open Arms è nuovamente diretto verso il Mediterraneo centrale, la rotta utilizzata dai migranti in partenza dalla Libia. Lo rende noto la stessa organizzazione non governativa. "Niente è più importante che denunciare l'impunità di chi condanna a morte così tanti invisibili - scrive l'ong sul suo profilo Twitter -. Salvare vite umane in pericolo in mare è un obbligo, non una scelta". Oltre al veliero Astral, l'ong dispone anche dell'imbarcazione 'Open Arms'. La 'Astral', un veliero di 33 metri, è salpata dal porto di Badalona e svolgerà "una missione di osservazione e denuncia", spiega su Twitter il fondatore dell'ong Proactiva Open Arms, Oscar Camps. A bordo della Astral, oltre a cinque persone dell'equipaggio, ci sono anche giornalisti di Reuters, Bbc e della televisione spagnola Tve. Lo stesso Camps ha reso noto che è partita da Barcellona anche la nave Open Arms, diretta invece verso il porto di Motril, in Andalusia, dove collaborerà con lo statale 'Salvamento Marítimo' nel soccorso dei migranti diretti verso le coste spagnole. Quest'ultima missione, sottolinea Camps, dovrebbe durare diversi mesi.  I 58 migranti a bordo della nave Aquarius, gestita dalle ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, sono ancora sull'imbarcazione nelle acque internazionali al largo di Malta, "in attesa di poter essere trasferiti in un luogo sicuro". Lo rende noto la stessa Sos Mediterranee. È g di quattro giorni fa, il 25 settembre, l'accordo raggiunto tra cinque Paesi europei in base al quale i 58 dovrebbero essere portati a Malta e poi ridistribuiti tra Francia, Germania, Spagna e Portogallo. Due giorni fa le due ong avevano motivato con le cattive condizioni meteorologiche il ritardo nell'operazione di sbarco.

5/10 assemblea soci Soaco

[Discutere quanto si è vecchi è il massimo della noia. Ruth Gordon] Giorgio Cappello, presidente della Piccola Industria di Sicindustria, è stato eletto a Roma nel Consiglio generale di Confindustria per il prossimo biennio, in rappresentanza della Piccola industria. Per Cappello si tratta di una riconferma “a dimostrazione del fatto che quando si lavora con passione e soprattutto quando la squadra lavora in modo compatto i risultati per il bene delle imprese arrivano sempre. Far parte del Consiglio generale – aggiunge Cappello – è una garanzia di adeguata rappresentanza a livello nazionale per le piccole e medie imprese siciliane, ossatura del sistema economico dell’Isola che merita di essere sostenuta con ogni mezzo”. Giorgio Cappello, 47 anni, è al vertice della “Cappello Group spa” di Ragusa, il gruppo industriale di famiglia, leader nel settore dei profilati in alluminio per serramenti, dei trattamenti superficiali dei metalli e nella produzione di pannelli fotovoltaici e impianti ibridi. È stato presidente dei Giovani Industriali della Sicilia, già membro della Giunta nazionale Confindustria e presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Ragusa. “Gli ultimi dati Istat – conclude Cappello – parlano di una industria che vuole reagire. Adesso la sfida è quella della crescita, che passa attraverso un ruolo significativo della manifattura e delle pmi. Sono tante le realtà siciliane pronte a spiccare il salto dimensionale e culturale indispensabile per crescere e noi lavoreremo affinché ciò avvenga.  L’assemblea dei soci ha dato il nulla osta al piano industriale 2018/2021 dell’aeroporto di Comiso, già approvato dal CdA lo scorso 20 settembre. I lavori dell’assemblea sono stati aggiornati al prossimo 5 ottobre con l’obiettivo di esitare il Piano di risanamento, in fase di ultimazione. Presenti all'incontro, i liquidatori di Intersac spa - Salvatore Nicolosi (Presidente), Giuseppe Daniele e Alberto Leone - il Sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, accompagnata dall'Assessore al Bilancio, Manuela Pepi, il CdA e il Collegio Sindacale di SOACO spa. SOACO in una nota ha espresso apprezzamento e ha descritto un "clima cordiale e di positiva collaborazione fra i soci, il Collegio dei liquidatori Intersac e il Comune di Comiso, che hanno ribadito l’impegno a superare le criticità e individuare soluzioni che permettano il rilancio dell’infrastruttura aeroportuale ritenuta di fondamentale importanza per lo sviluppo e la crescita del Sud-Est siciliano

S. Girolamo, dottore della Chiesa

Nato intorno al 347 da genitori cristiani, dopo gli studi fatti a Stridone nel 360 si reca a studiare a Roma frequentando la scuola di Elio Donato, noto commentatore di Terenzio e di Virgilio. A Roma riceve il battesimo nel 366. Matura una scelta di vita ascetica e dedica la sua preparazione letteraria al servizio del testo biblico. Muore il 30 settembre del 420. Dopo un biennio passato in Siria nel deserto della Calcide, accetta di essere ordinato presbitero dal Vescovo di Antiochia, che poi accompagna egli stesso a Roma. Qui frequenta molto papa Damaso, l'incontro col quale è decisivo per la sua definitiva conversione all'attività biblica. Sotto l'influsso di Damaso infatti Girolamo inizia a rivedere nell'anno 384 le antiche versioni latine dei vangeli e poi quelle del Salterio. Alla morte di Damaso, nel 384, ritorna in Oriente e si stabilisce a Betlemme. Gli anni 386-393 segnano per lui un periodo di intensa attività letteraria, soprattutto nel campo del commento alla Sacra Scrittura: alle lettere paoline a Filemone, ai Galati, agli Efesini e a Tito; all'Ecclesiaste. Altri santi: S. Sofia, S. Gregorio, S. Onorio, Sant'Amato, Sant'Antonino di Piacenza.

sabato 29 settembre 2018

Italiani più infelici

[La felicità è nascosta dappertutto: basta scovarla.  Anonimo] Aspettative in calo, diseguaglianze sociali, rancore, chiusura e repressione, sullo sfondo di una società che ha rinunciato a consumi e investimenti. Sono queste le caratteristiche dell'eredità lasciata all'Italia dalla crisi del 2008 secondo la ricerca 'Miti del rancore, miti per la crescita: verso un immaginario collettivo per lo sviluppo' condotta dal Censis in collaborazione con Conad. L'analisi sull'Italia mostra un Paese che nutre un forte disagio per il presente, ha una grande nostalgia del passato (7 italiani su 10 sostengono che si stava meglio prima) ed è incapace di investire nel proprio futuro. Le ragioni sono tante: dalla bassa natalità (dal 1951 a oggi si sono persi 5,7 milioni di giovani), alla progressiva scarsità di reddito (rispetto alla media della popolazione, le famiglie giovani, con meno di 35 anni, hanno un reddito più basso del 15% e una ricchezza inferiore del 41%), dalla crisi sociale allo smarrimento della cultura del rischio personale.   Il 60% dei giovani disoccupati italiani, contro una media Ue del 50%, non è disposto a muoversi per trovare lavoro e il 98% di quelli che già lavorano (la quota più grande registrata tra i Paesi dell'Unione dove la media è del 90%) hanno trovato occupazione senza bisogno di cambiare residenza. Questa la fotografia della mobilità dei giovani italiani tra i 20 e i 34 anni scattata da Eurostat in base ai dati del 2016. L'Italia non è un Paese per giovani (laureati):a 30 anni infatti, 4 su 10 sono senza lavoro o sottoccupati. E’ quanto risulta dai dati dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro secondo il quale nel 2017 degli oltre 1,7 milioni di trentenni con la laurea, il 19,5% (344.000) è privo di occupazione, e un ulteriore 19% (circa 336.000) opera in posizioni professionali che non richiedono laurea. Fra i giovani laureati della Penisola, invece si evidenzia nel dossier c'è un 61,5%, che riesce a lavorare mettendo a frutto il titolo di studio conseguito. Nel 2017, il tasso di occupazione dei trentenni laureati (81,3%) è superiore di 8 punti percentuali rispetto ai giovani diplomati di pari età ed arriva a 24 punti percentuali rispetto ai trentenni con la sola licenza media. Le prospettive d'inserimento nel mercato occupazionale, spiega quindi lo studio, "migliorano per coloro che hanno raggiunto almeno un titolo secondario superiore", e si rivelano "massime per chi giunge a conseguire un titolo universitario". Il vantaggio nel possedere un livello di istruzione più elevato (e poterlo 'spendere', esercitando un'attività professionale) è più marcato, si legge, "per le donne trentenni, specie nel Mezzogiorno". Il titolo di studio 'pesa' in busta paga: la retribuzione mensile media dei laureati dipendenti, infatti, "è pari a 1.632 euro, ovvero il 30% in più di un occupato con la licenza media (1.139) e del 20% di un diplomato (1.299)". Lo fa sapere l'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, segnalando, però, come "un trentenne psicologo guadagni mensilmente 1.351 euro (solo 52 euro in più di un coetaneo diplomato), mentre un ingegnere (1.850), un medico (1.869) percepiscono come retribuzione oltre 550 euro in più rispetto ad un diplomato".

Candy ai cinesi

[L'uomo è geloso se ama, la donna anche se non ama.  Anonimo] Il gruppo cinese Qindao Hayer compra per 475 milioni di euro gli elettrodomestici Candy. Quotato a Shangai acquisirà il 100% dell'azienda dai due soci italiani. La società della famiglia Fumagalli è l'ultimo dei marchi italiani che passa in mani estere. In allarme i sindacati, preoccupati per il futuro dei mille lavoratori italiani della società di elettrodomestici nell'unico sito rimasto aperto, a Brugherio, provincia di Monza.     In azienda, sottolinea una nota della Fiom Cgil Brianza, "si è diffuso un clima di grande apprensione, siamo in attesa di ricevere le informazioni dovute". "Abbiamo visto nelle scorse settimane i cinesi di Haier in azienda, e abbiamo chiesto spiegazioni. Ma la direzione aziendale ha negato che ci fossero, nel breve, intenzioni di vendere. Nella giornata del 26 abbiamo incontrato l'azienda in Assolombarda e nulla ci hanno detto rispetto a questo scenario. Siamo molto amareggiati di aver acquisito la notizia dai giornali. Siamo altrettanto preoccupati del nostro futuro", afferma Paolo Mancini, delegato sindacale della Candy di Brugherio. "Chiediamo alla nuova proprietà di farsi carico degli impegni assunti sia sul versante degli investimenti che, soprattutto, sul versante della tutela occupazionale. Facciamo appello a tutte le istituzioni, a partire dal territorio, perché promuovano, insieme a noi, un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico, affinché il gruppo cinese dia tutte le garanzie sul futuro dello stabilimento di Brugherio", aggiunge Angela Mondellini, Segretario Generale della Fiom Cgil Monza e Brianza.

Nasce EssilorLuxottica

[L'alcol è una delle principali cause dell'impotenza maschile, soprattutto se a bere sono le donne.  Anonimo] Lunedì nascerà EssilorLuxottica, colosso da oltre 16 miliardi di fatturato e 55 di capitalizzazione, nato dall'unione del gruppo italiano dell'occhialeria di Leonardo Del Vecchio e quello francese delle lenti. Lunedì infatti è in programma il cda a Parigi che dovrà avallare il conferimento delle azioni Luxottica di Delfin (la finanziaria di Del Vecchio) in Essilor, e la società francese cambierà appunto nome in EssilorLuxottica. Dal giorno successivo sarà scambiata a Parigi con quel nome. Poi, l'11 ottobre la società invierà alla Consob il prospetto relativo all'offerta pubblica di scambio obbligatoria sulle restanti azioni Luxottica (Delfin ha il 62,5%). Il via libera della Consob è atteso entro il 26 ottobre e l'offerta si terrà tra il 29 ottobre e il 27 novembre. Dopo l'ok degli antitrust Usa, Ue, Brasile, Canada e Cina manca la Turchia, non vincolante. Ma la società è fiduciosa sull'esito e andrà avanti con il closing.

S. Michele, Gabriele, Raffaele, arcangeli

Con la riforma del calendario seguita al Concilio Vaticano II nel 1969, Gabriele, Michele e Raffaele sono venerati insieme in questo giorno. Nel 1951 Gabriele è stato proclamato protettore degli operatori delle telecomunicazioni; Michele è il protettore di tutti i luoghi contro le insidie demoniache. Raffaele è colui che presiede agli spiriti degli uomini. Nei Vangeli Gabriele è colui che annuncia le nascite sia di S. Giovanni Battista a Zaccaria che di Gesù alla vergine Maria. E’ l'angelo da Dio incaricato per preannunciare i tempi messianici e la nascita sia di colui che conclude l'antica alleanza sia del Figlio che instaura quella nuova e definitiva. E' il rivelatore dell'evento centrale della storia della salvezza. Michele è il perenne oppositore di Satana. E' patrono di chi usa spade e bilance, della Pubblica Sicurezza italiana e dei radiologi. La descrizione che il libro di Tobia fa di Raffaele ha dato alla pietà giudaica e cristiana l'immagine più nota e amata dell'angelo, quella dell' 'angelo custode'. E' un essere spirituale e invisibile, ma vicinissimo all'uomo, che prende nota del bene e del male e giudica con verità, ma soprattutto guida con fraterna fermezza verso la salvezza e suggerisce le giuste soluzioni in ogni circostanza. E' l'amico che consolida la bontà dei giusti e li preserva da ogni male. E' patrono dei pellegrini e dei viaggi. Altri santi: S. Giovanni da Dukla, S. Grimoaldo.

venerdì 28 settembre 2018

Licenziato whistleblower

[La statistica non pone limiti alla sfiga. Anonimo] La Reset, società consortile del settore rifiuti del Comune di Palermo, ha disposto il licenziamento di un proprio dipendente che aveva presentato un esposto alla Corte dei conti sull'attività dell'azienda e sull'affidamento di alcuni incarichi, oggetto anche di servizi televisivi su reti nazionali, ed era stato ascoltato dalla commissione Aziende del consiglio comunale. Nella lettera di risoluzione del rapporto di lavoro, si legge che il licenziamento è dovuto "all'intento di pregiudicare l'immagine, il decoro, l'onore e la reputazione del Consiglio d'amministrazione". "Si tratta di una decisione gravissima e illogica, di cui chiediamo l'immediata revoca - dice Gianluca Colombino, segretario della Cisal Palermo - La normativa più recente, a livello nazionale, incita i dipendenti a segnalare presunte anomalie alle autorità competenti perché si effettuino le verifiche del caso. La Reset, anziché dirsi pronta a dimostrare la correttezza del proprio operato in tutte le sedi, ha deciso invece di punire un lavoratore che ha solo tentato di fare gli interessi della città, visto che l'azienda è pagata con soldi pubblici". "Gli amministratori della Reset - continua Colombino - hanno deciso di punire il dipendente, la cui unica colpa è quella di aver chiesto alla magistratura contabile e al Consiglio comunale di effettuare verifiche: un messaggio devastante, che nei fatti mette un bavaglio ai lavoratori che hanno a cuore il futuro della propria azienda e che chiedono il rispetto delle regole. La Reset revochi immediatamente il licenziamento. Chiediamo all'Amministrazione attiva e al Consiglio comunale di far sentire la propria voce a tutela dei dipendenti.”Le indicazioni arrivano dall’Anac, che ha messo in consultazione (osservazioni fino al 30 settembre)il regolamento sulle sanzioni nella tutela dei whistleblower e ha fornito una serie di istruzioni operative ai segnalanti di presunti illeciti e alle amministrazioni pubbliche per il corretto utilizzo della piattaforma informatica, al fine di garantire al meglio la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante, contenuto della segnalazioni e della documentazione allegata. Con un Comunicato del Presidente, l’Autorità Nazionale Anticorruzione fornisce alcune indicazioni ai segnalanti di presunti illeciti – whstleblowers – ed alle amministrazioni pubbliche per il corretto utilizzo della piattaforma informatica, al fine di garantire al meglio la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante, del contenuto della segnalazione e della documentazione allegata.

S. Venceslao, duca

Nasce intorno al 907-908 a Stochov. E’ figlio di Vratislav, duca di Boemia. Dalla nonna paterna, Ludmilla, riceve una buona educazione religiosa, apprendendo sia le lettere latine sia le lettere slave. Alla morte del padre, regna fino alla maggiore età sotto la reggenza della madre, Drahomir, molto severa. Viene ucciso, intorno al 929, da sicari mandati dal fratello minore Boleslav, per gelosia. Nei suoi anni di regno Venceslao cerca di consolidare e allargare i confini della Boemia e di resistere alla pressione del mondo germanico, respingendo le ingerenze bavaresi e instaurando buoni rapporti con la dinastia sassone, in particolare con il re di Germania, Enrico I. Oltre che per l'amministrazione imparziale della giustizia e l'attenzione ai poveri, il giovane duca si distingue per il suo zelo religioso e l'appoggio incondizionato al clero nell'opera di evangelizzazione delle popolazioni. In occasione della festa dei santi Cosma e Damiano, su invito del fratello, Venceslao si reca al castello di Starà Boleslav, la cui chiesa era dedicata ai fratelli taumaturghi. Il giorno seguente, mentre si reca in chiesa per la celebrazione del mattutino, il duca viene assalito da sicari e ucciso. Dopo la sua morte le sue reliquie vengono traslate a Praga, nella chiesa di S. Vito. Altri santi: Ss. Lorenzo Ruiz e compagni, S. Marina, S. Zama.

Le cifre dell’odio

[In amore si scrive "per sempre", si legge "fino a quando". Anonimo] Sono 6 i manifestanti palestinesi morti negli scontri con l'esercito israeliano alla barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico per la Marcia del Ritorno appoggiata da Hamas. A dare il nuovo bilancio è stato il ministero della sanità della Striscia - riferito dai media palestinesi - che parla anche di oltre 500 feriti, di cui 90 da colpi d'arma da fuoco. Dal settembre 2015 Israele ha subito quasi 450 attacchi terroristici, per la maggior parte ad opera di giovani individui aizzati dalla propaganda di odio verso ebrei e israeliani. Dall’ottobre 2015 ad oggi, sono 69 le persone innocenti che sono state uccise in attacchi terroristici in Israele e Cisgiordania (Giudea e Samaria), e oltre 1.000 quelle ferite o mutilate. In tutto si sono registrati 195 attentati all’arma bianca, 202 attentati con armi da fuoco, 68 attentati compiuti con veicoli stradali. Inoltre, dal settembre 2015 almeno 730 razzi sono stati lanciati dalla striscia di Gaza contro Israele, di cui più di 350 solo tra luglio e agosto di quest’anno. Dall’inizio delle violenze della cosiddetta “marcia del ritorno” indetta da Hamas al confine fra Gaza e Israele, i terroristi sono riusciti ad appiccare quasi 1.400 incendi in territorio israeliano mediante il lancio oltre confine di aerostati incendiari. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che svelerà  il suo piano per la pace in Medio Oriente entro quattro mesi. Lo ha detto al'Onu dove a margine dei lavori dell'Assemblea generale ha incontrato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. 

giovedì 27 settembre 2018

Oggi la Giornata del ciclamino

[Chi ama non teme la tempesta, teme solo che l'amore si spenga. Anonimo] Giovedì 27 settembre Giornata del Ciclamino in cento piazze italiane che per un giorno faranno fiorire l'informazione sulla Sclerosi sistemica grazie al supporto dei volontari. Il Gils (Gruppo italiano per la lotta alla Sclerodermia) scende in campo per il ventiquattresimo anno consecutivo non solo per raccogliere fondi per la ricerca, ma anche per diffondere conoscenza sulla malattia, in modo da favorire una diagnosi precoce che in molti casi, può davvero salvare la vita.    L'Istituto Dermopatico dell'Immacolata -Irccs di Roma (Idi) prende parte all'iniziativa ed effettuerà su appuntamento controlli gratuiti ai pazienti che soffrono di sclerosi sistemica. Per poter accedere o ricevere informazioni sulle visite all'Idi sarà sufficiente contattare il numero unico di prenotazione. "Abbiamo aderito - ricorda Annarita Panebianco, direttore sanitario Idi - a questa iniziativa promossa da Gils mettendo a disposizione le nostre professionalità scientifiche perché crediamo nel grande valore e nell'opera delle associazioni che operano su temi così importanti". Il ricavato della giornata permetterà di avviare due progetti: il primo da 30.000 euro sulla Sclerosi sistemica riservato ad un giovane ricercatore, il secondo da 20.000 euro finalizzato ad un progetto che coinvolga almeno tre strutture operative della rete italiana e che abbia ricaduta su i pazienti. 

TAMBURRI A PALERMO OGGI

[Verba volant, scripta manent. / Le parole svaniscono, lo scritto rimane. Anonimo] Alessio Tamburri oggi, forse, ringrazierà tutte le organizzazioni sindacali per il loro comportamento responsabile che è consistito nel non fare nulla, tranne che condividere la strategia di gc10. Molti fanno finta di non ricordarlo, ma Aviapartner a Palermo è salva non perché i manager della multinazionale belga hanno intrapreso strategie commerciali aggressive, ma grazie a gc10 che ha convinto tutti che la sua visione era vincente. Gh si è  tenuta le 17,7 zavorre reali, si è dimenticata di presentarsi per partecipare alla gara per il presidio notturno, Aviapartner, ha rispettato gli accordi (onorati perché verbali), e non si è presentata per la prm. Il vettore russo che avrebbe scelto Aviapartner è stato ceduto a Gh. Ma a che titolo? Tutti contenti? Certo poco importa come ottieni i risultati. Villa, occhi belli, Nerone, brexit,  il nano ... non partono grazie a gc10. Non dimentichiamo che la uil (il sindacato dello spezzato), pur di non partire, voleva tutti a sei ore l’anno scorso.    Ci sarà qualche sindacalista che vorrà parlare di sicurezza? Dei mancati riposi fisiologici, delle 11 ore di stacco tra un turno e l’altro, per legge obbligatori (si narra che questa estate Brexit abbia fatto un turno di appena 31 ore consecutive). Ma purtroppo in Italia non sempre esiste lo stato di diritto. Tamburri avrebbe portato anche dei croccantini in offerta, prossimi alla scadenza, che distribuirà ai 5 effe effe, anche loro prossimi alla scadenza.  Vengo a sapere che il capo scalo di Palermo non sarebbe entusiasta dei 5 effe effe, come dargli torto, ma sbagliate è umano, perseverare è diabolico. Per la verità non è soddisfatta nemmeno degli effettivi ros, ma in questo caso non ha colpe.   Tamburri di sicuro ha letto le opere di Leonardo Sciascia (Nerone lascia perdere, poi ti spiego) sa benissimo che esistono 4 categorie di uomini Uomini ( mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà), a Punta Raisi abbondano i piglia in culo, e sembrano pure contenti. Cosa dirà e vorrà ancora proporre  Aviapartner a Palermo  non lo sappiamo, ma di sicuro, malgrado la stabilizzazione di 10 stagionali storici (tra questi un capo squadra esagerato), chiederà flessibilità  e tutto quello che riterrà opportuno. Firmeranno tutto, senza leggere, l’importante è non fare arrabbiare il padrone. 

Riapre Cappella Sindone

[Bacio: amore, fedeltà, amicizia, affetto, adorazione, dolcezza. Anonimo] A 21 anni dal devastante incendio, a fine settembre riaprirà al pubblico la Cappella della Sindone a Torino. Dopo un lungo e difficile restauro, tornerà si potrà di nuovo ammirare il capolavoro di architettura barocca di Guarino Guarini. Il percorso di visita farà parte dei Musei Reali di Torino. La cerimonia di apertura è prevista giovedì 27 settembre alle ore 9, al Teatro Regio di Torino alla presenza del Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli. La Cappella della Sindone sarà aperta al pubblico venerdì 28 a domenica 30 settembre al prezzo speciale di 3 euro. Da martedì 2 ottobre l'accesso sarà compreso nel biglietto dei Musei Reali.    Il restauro è stato finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, IREN e Performance in Lighting.

Barak presidente di InterCure

[Non cercate un amico perfetto, cercate un amico.  Anonimo] L'ex premier laburista ed ex ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, è stato nominato presidente della società InterCure, che a sua volta controlla la Canndoc-Pharma, da dieci anni specializzata nella ricerca, nella produzione e nel commercio di cannabis medica.    "La cannabis medica - ha detto Barak al quotidiano economico Marker - ha dimostrato di poter migliorare la qualità della vita di malati in tutto il mondo. Questa società è ben posizionata per aprirsi una breccia nei mercati mondiali. E' mia intenzione - ha aggiunto Barak, che è un generale della riserva - di guidare una strategia di crescita internazionale e di partecipare attivamente al suo sviluppo commerciale nell'intento di trasformare Canndoc-Pharma in una leader mondiale nel suo genere".    Israele cerca da tempo di inserirsi fra i Paesi in prima fila al mondo nella produzione di cannabis medica. Il suo uso è legale in Israele, mentre la questione delle esportazioni è ancora oggetto di verifiche da parte del governo. Da quando si è ritirato dalla vita politica nel 2012, Barak è entrato nel settore tecnologico e finanziario israeliano attraverso una serie di investimenti. Barak è uno dei primi investitori e presidente del consiglio di amministrazione della startup israeliana di risposta alle emergenze Carbyne (quotata come Reporty Homeland Security Ltd.), che è stata sostenuta dal fondatore di Peter Thiel Founders Fund in agosto.

Bergamo capitale dei formaggi

[Fare affari senza fare pubblicità è come ammiccare a una ragazza nel buio: tu sai quello che stai facendo ma nessun altro lo sa. Anonimo] Dopo il grande successo dello scorso anno, dal 28 settembre al 1 ottobre, torna a Bergamo: “Forme, Bergamo capitale europea dei formaggi”, la manifestazione dedicata all’arte casearia, giunta alla terza edizione. Per quattro giorni si alterneranno, nelle vie e nei luoghi più affascinanti della città conferenze, mostre, eventi aperti al pubblico e agli addetti ai lavori. Il tema dell’edizione 2018 è “Le origini. Dal buon latte, l’eccellenza casearia”, un viaggio alla scoperta di uno dei prodotti agroalimentari più caratterizzanti e legati ai territori d’appartenenza, risultato di tradizioni secolari e filiere di produzione uniche. Quest’anno il focus sarà sulle 50 D.O.P casearie italiane. Di queste ben 9 vengono prodotte nella provincia di Bergamo che è così la provincia europea che può vantare sul proprio territorio il maggior numero di formaggi D.O.P. Protagonista del palinsesto denso di appuntamenti mira a far conoscere e valorizzare le produzioni di alta qualità, sarà la mostra “Le Forme alle Origini – L’eccellenza casearia italiana in 50 D.O.P.”, a ingresso gratuito, che proporrà al pubblico tutte le D.O.P italiane, per la prima volta riunite, con un allestimento museale di grande effetto, nella Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione. Nella loggia porticata del Palazzo, invece, si terrà la mostra-mercato “Piazza Mercato del Formaggio” dedicata alle D.O.P lombarde, dove sarà possibile acquistare le eccellenze casearie del progetto Formaggi Principi delle Orobie. Altro momento dedicato agli appassionati del genere, i “Cheese Lab”, incontri del gusto organizzati nelle sale di Palazzo Terzi, in collaborazione con i maestri assaggiatori di ONAF – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio, e con Gaetano Ragunì, chef e general manager della NIC – Nazionale Italiana Cuochi, che proporranno uno spettacolare giro d’Italia caseario con abbinamenti studiati dai sommelier del Consorzio Tutela Valcalepio e della Fondazione Birra Moretti. Sabato 29 settembre, spazio all’evento “Buono come il Formaggio”, la serata di gala con asta benefica di grandi formaggi, il cui ricavato sarà devoluto ad ARMR, Fondazione Internazionale Onlus “Aiuti per la Ricerca sulle Malattie Rare”, per sostenere l’opera del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Daccò, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Durante la serata si terrà il concerto del cantautore David Riondino e del musicista-filosofo Massimo Donà.
   

TRIA TRABALLA

[L'ansia è come una sedia a dondolo: sei sempre in movimento, ma non avanzi di un passo.  Anonimo] Si alza la tensione in seno al governo sulla nota di aggiornamento al DEF – con tutta probabilità rimandata all’inizio di settimana prossima – e quindi sui numeri della legge di Bilancio. Il ministro dell’Economia Giovanni tria avrebbe posto l’asticella all’1,6% del rapporto deficit-pil con una ‘tolleranza’ fino all’1,9%, ma Salvini e Di Maio insistono con una manovra espansiva che sfori oltre il 2%. E a questo punto Tria è davanti ad un bivio: accettare il diktat della maggioranza o dimettersi. Sono passate da poco le 8 di mercoledì quando Di Maio annuncia che il 2% del rapporto deficit-pil nel 2019 “non è un tabù”. Sia chiaro, sottolinea il vicepremier, “voglio affrontare questo tema con la massima responsabilità”. Ma in serata è evidente che l’intenzione è quella di sfondare il muro del 2%. E infatti, la richiesta che i 5 Stelle e la Lega vorrebbero sottoporre al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è quella di allentare i vincoli di bilancio portando il rapporto deficit/Pil al 2,4%. A confermarlo è il leader del Carroccio, Matteo Salvini: “L’accordo c’è, poi lo zero virgola in più o in meno è l’ultimo dei problemi – spiega arrivando alla festa de ‘La Verità’ -. Nessuno fa o farà gesti eclatanti, anche perché altri paesi badano al sodo e non ai decimali e quindi facciamo lo stesso”. Da New York, il premier Giuseppe Conte ribadisce: “dobbiamo chiudere questa manovra e fare le riforme”. Come andrà a finire si vedrà oggi durante il vertice economico convocato nel pomeriggio, che si preannuncia durissimo. Subito dopo – salvo slittamenti – è previsto il Consiglio dei ministri che dovrà varare la Nota di aggiornamento del Def. Col titolare del Tesoro, però, il braccio di ferro va avanti. Ieri, intervenendo a un convegno della Confcommercio, il ministro Tria ha lanciato una stoccata: “Ho giurato nell’esclusivo interesse della nazione e non di altri, e non ho giurato solo io, ma anche gli altri – ha rimarcato -. Ovviamente ognuno può avere la sua visione ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato”. In serata, la replica di Salvini non è tardata ad arrivare: “Anche io sono fedele agli interessi della nazione e che la gente torni a lavorare e pagare meno tasse”. E mentre Tria snocciola gli interventi chiave in vista della legge di bilancio, (tra cui la disattivazione delle clausole di salvaguardia e gli interventi di riduzione fiscale) restano saldi i paletti fissati da M5S e Lega: flat tax, reddito e pensioni di cittadinanza e superamento della legge Fornero. Il restyling della legge sulle pensioni varata dal governo Monti, in particolare, sarebbe al centro di una prova di forza con il titolare del Tesoro. Tria, per tenere salvi i vincoli di bilancio, vorrebbe tenere fuori dalla manovra la revisione, lasciando che la questione venga affrontata più avanti, avrebbe spiegato Di Maio nella riunione di martedì sera con i ministri M5S, raccontando di presunte “resistenze” da parte del ministro dell’Economia e da parte della squadra dei tecnici a lavoro a modificare la Fornero. La partita si gioca quindi su due fronti. Da un lato M5S e Lega decisi a portare a casa i principali punti del contratto di governo, dall’altro il responsabile di via XX Settembre e i tecnici che vorrebbero tener fede all’impegno preso in Europa, tenendo l’asticella del rapporto deficit/Pil all’1,6%. Con un disavanzo superiore al 2,1% il rischio è quello di vedere lo spread volare a 400 punti base con tutte le conseguenze del caso. Compreso l’ arrivo della troika e un’ ondata di aumenti di capitale da parte di banche e assicurazioni, che con la crescita dello spread non rispetterebbero i requisiti patrimoniali previsti dalla normativa europea. A sostenerlo è Luigi Belluti, presidente di Assiom Forex, l’associazione degli operatori finanziari che, in un incontro svoltosi ieri a Milano, precisa: “Con un rapporto deficit-Pil dal 2,3% in su, arriveremmo a un differenziale tra Btp e Bund pari a 300 punti, che poi sbanderebbe direttamente a 400. E questo sarebbe l’inizio della fine”.

S. Vincenzo de' Paoli, sacerdote

Nasce a Pouy, nelle Lande francesi, il 24 aprile del 1581, terzo di sei figli. Vive nell'ambiente rurale e fa il pastore fino a quando viene orientato allo stato ecclesiastico. Diviene sacerdote e, toccato da alcune forti esperienze quali l'abbandono spirituale dei poveri e l'estrema indigenza di alcune famiglie, nel 1625 fonda la Congregazione della Missione e nel 1633 le Figlie della Carità. Si sente interpellato a rispondere alle 'due grandi povertà': quella spirituale e quella materiale. Conosce anche S. Francesco di Sales e Giovanna Francesca de Chantal, che gli affidano la direzione dei monasteri della Visitazione di Parigi. Comincia poi l'epoca delle grandi fondazioni. Vincenzo ottiene di potersi dedicare alle missioni popolari e ad altre iniziative, come l'assistenza ai condannati alle galere. Trova in S. Luisa de Marillac una collaboratrice intelligente e preparata per interpretare gli orientamenti della sua intuizione delle Figlie della Carità. Queste lavorano negli ospedali e accolgono gli orfani. Molte sono le difficoltà che Vincenzo deve superare, ma presto diviene una figura conosciuta, stimata e ricercata. Muore a Parigi il 27 settembre 1660. Altri santi: S. Diodato, S. Fidenzio, S. Gustavo, Sant'Ilario, S. Terenzio. 

Parla Antonio Gerardi, viticoltore

Con oltre quattro milioni di ettolitri annuali, la Sicilia, insieme alla Puglia, è una delle regioni italiane che più producono vino in assoluto. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta in particolare, la vitivinicoltura della Grande Isola ha vissuto uno sviluppo esponenziale importante, dovuto sia alla valorizzazione dei vitigni autoctoni - leggi nero d’Avola in primis, ma poi anche grillo, catarratto, insolia ecc.. - sia all’impianto di vitigni internazionali, che in alcune aree dell’isola hanno incontrato un habitat accogliente e favorevole. Nel palermitano, il territorio del comune di Contessa Entellina è uno dei più vocati alla viticoltura, e questo è ben chiaro ad Antonio Gerardi, giovane agronomo e imprenditore agrigentino, che da poco meno di un decennio sta portando avanti una realtà aziendale dinamica e intraprendente. La sede in cui si incontra il quartier generale dell’“Azienda Agricola Antonio Gerardi” è a Sciacca, in provincia di Agrigento, ma il punto di partenza da cui arrivano le uve è proprio a Contessa Entellina, dove sono situate le tenute di Contrada Arcera e di Contrada Costiere. Partiamo allora da dati certi, come 37°42’49.33”N 13°03’43.44”E e 37°43’17.23”N 13°05’49.12”E: queste le coordinate esatte delle due proprietà, che si trovano a un’altitudine variabile tra i 260 e i 280 metri sul livello del mare, e che vedono piante allevate a controspalliera e potate a Guyot. Ma facendo un passo ancora più indietro, non c’è niente di meglio delle parole di Antonio Gerardi per farci capire quali sono le origini della sua azienda vitivinicola: “Serenità, freschezza, spensieratezza, sono i sentimenti che vivevo da piccolo, mentre accompagnavo mio nonno lungo i filari della nostra proprietà. Diventare vignaiolo non è stata solo una scelta, ma un’eredità che, quotidianamente, vivo e rivivo nel rispetto della natura”. Una realtà, quindi, che affonda le radici su solide basi, e che oggi si traduce nelle due (al momento) etichette a firma “Antonio Gerardi”. Un Grillo, per ritornare a quelli che chiamavamo vitigni autoctoni, e un Cabernet Sauvignon, per gli internazionali. Un Bianco e un Rosso, pure espressioni di un territorio che, se parliamo di vino, è capace di offrirci più di quanto riusciamo a immaginare. L'azienda si trova in agro di Contessa Entellina (PA) e di Santa Margherita di Belice (AG), a cavallo delle le due province (sulla Palermo-Sciacca accanto a Donnafugata, per intenderci), si estende su una superficie di circa 60 ettari (dai 250 ai 500 m s.l.m.)  di cui: circa 10 ettari a vigneto (Cabernet Sauvignon - Grillo - Catarratto - Inzolia); circa 6 ettari a oliveto (Nocellara del Belice- piccolissima percentuale di Varietà minori); il resto a seminativo con rotazione Frumento (varietà Simeto e Tumminia) - Sulla - Favino - Pisello proteico.  L'azienda è in regime convenzionale, anche se le particolari condizioni pedoclimatiche collinari (terreni argillosi, terreni molto calcarei che riducono molto il vigore delle piante - esposizione a sud della maggior parte degli appezzamenti - elevata ventosità) e la conduzione in asciutto delle colture (poco vigore - basse rese per ettaro), ne permettono di fatto da sempre una gestione biologica (un pò per scelta non ancora certificata ): concimazione organica: semina e sovescio di favino, sulla, trifoglio, avena ed essenze naturali (in vigna e in oliveto); gestione fitosanitaria: zolfo e rame in soluzione acquosa ed in polvere (zolfo triventilato).  Ho rilevato l'azienda familiare (gestita in modo hobbistico) nel 2007, mentre studiavo Scienze Agrarie a Palermo, facendone la mia palestra ed il mio laboratorio, un luogo in cui sperimentare ed applicare la "spesso" lontana, ma importantissima ed indispensabile,  teoria accademica universitaria. Solo nel 2012, dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Agrarie con tesi in Viticoltura con 110 e Lode e menzione della tesi, aver preso il titolo di sommelier AIS e aver fatto diverse prove di vinificazione, ho deciso che era arrivato il momento di valorizzare le mie produzioni ed il mio territorio. Mi sono così dedicato anima e corpo alla mia azienda, partecipando a tutte le operazioni, importando nuove tecniche di potatura (potatura conservativa della vite - vaso policonico dell'ulivo), migliorando l'efficienza degli interventi con un unico obiettivo "equilibrio delle piante e degli impianti per l'ottenimento di produzioni di elevata qualità".  Il raggiungimento di tale equilibrio, in particolare nel Cabernet S. e nel Grillo, mi ha spinto a vinificare appoggiandomi alla Cantina Vaccaro di Salaparuta che mi ha messo a disposizione l'intera struttura e le professionalità di Carmelo Vaccaro (enologo e titolare dell'azienda) e Davide Zarzana (enologo) per il raggiungimento del "mio" obiettivo enologico: produrre un vino che sia espressione unica del vitigno, del vigneto, del terreno e del territorio di produzione  (motivo per il quale utilizzo solo acciaio)  nel massimo rispetto della natura (gestione biologica delle colture - stabilizzazione fisica del vino, quindi raffreddamento e filtrazione a membrana larga, senza correzione chimica di alcun genere  - aggiunta di 20 mg/l circa di solfiti all'atto dell'imbottigliamento, in modo da ottenere vini con una solforosa totale di circa 50/60 mg/l),  con la convinzione che il vino si fa in vigneto e non in cantina (spinta selezione in vigna - produzione di 5000 bottiglie, equamente ripartite).  Al momento solo due etichette: un bianco (autoctono) e un rosso per gli internazionali. Ma quali sono i progetti futuri? Sono ad oggi gli unici due vigneti in cui ho trovato un eccellente equilibrio vegeto-produttivo, gli unici vigneti che mi fanno brillare gli occhi.  Il grillo è un vitigno che mi è sempre piaciuto, in cui ho creduto fin dall'inizio, che ho deciso di studiare ed approfondire nella tesi di laurea. Impiantato su marna gessoso-solfifera (terre bianche con calcare attivo molto elevato per intenderci) riesce a dare una grande espressione di freschezza e mineralità. Il Cabernet Sauvignon è il primo vigneto da me impiantato nel 2003, quando ancora poco ne capivo di vigne e vini, ma avevo già una grande passione per il mondo agricolo che vivevo giornalmente in famiglia e per quello del vino che già esercitava una forte attrazione come fosse un magico amuleto. Ricordo ancora quando con papà ed il nonno lo scegliemmo tra la rosa di varietà proposte dalla cantina cooperativa, scelta azzeccatissima. Su suolo argilloso, in asciutto (non irrigato) con bassissime produzioni per ettaro, ci regala un vino di grande eleganza e bevibilità. Progetti futuriiii.......una piccola cantina in cui poter sperimentare e vinificare in totale armonia con l'ambiente ed il territorio- un vigneto ad alberello di nero d'avola e perricone- vinificare anche catarratto ed inzolia- spumantizzare il grillo con metodo classico. Hai mai pensato di riproporre i vitigni impiantati dagli Elimi, secoli fa, proprio nei territori di Contessa Entellina? Assolutamente si, credo tantissimo nei vitigni autoctoni siciliani e soprattutto in quelli della nostra Sicilia Occidentale: catarratto, inzolia, grillo e perricone. Quale migliore espressione territoriale? Le strade del vino secondo Lei hanno dato un contributo reale allo sviluppo dell'enologia locale? Quali strade del vino?ahahahah.....!!! ad oggi sono semplicemente dei cartelli affissi in stradine di campagna molto dissestate e disastrate (certe aziende sono raggiungibili solo con i trattori) dietro cui non c'è nessuna programmazione nessun sistema virtuoso di amministrazioni, enti, associazioni ed aziende capace di farle funzionare. Aldilà della polemica, penso siano un validissimo strumento enoturistico sempre più richiesto e ricercato dagli enonauti e non solo, purtroppo non ancora ben compreso, pubblicizzato ed utilizzato nel nostro territorio.  Dopo anni di promesse, mai mantenute, cosa si aspetta da questa nuova classe politica regionale?   L'agricoltura è un settore perennemente in crisi, sia per motivi climatici (siccità dello scorso anno- grandinate diffuse in tutta la regione in primavera- eccessive piogge primaverili-estive che hanno favorito la propagazione di muffe e marciumi) che economici: basti guardare ai prezzi di vendita di grano, agrumi, pomodoro, olive ed uva. Molti agricoltori non riescono più a sopportare la fatica economica dell'attività agricola, i terreni abbandonati sono soggetti ad erosione, incendi, frane, smottamenti. Viene meno il presidio del territorio, la cura del paesaggio, la BELLEZZA che caratterizza la nostra meravigliosa e tanto amata Sicilia..........e con essa la speranza di tanti, troppi giovani che si vedono costretti ad emigrare in cerca delle opportunità e certezze negate.  Concludendo, non ho aspettative ma solo grandi speranze: spero che questa nuova classe politica regionale possa amministrare con la diligenza del buon padre di famiglia  facendo dell'agricoltura, del paesaggio, dell'enogastronomia e del turismo il volano di una solida ripresa economica.    

mercoledì 26 settembre 2018

La mafia dopo Riina/17

[Rumores fuge, ne incipias novus auctor haberi: / nam nulli tacuisse nocet, nocet esse locatum. Fuggi le chiacchere, per non essere reputato un loro fomentatore: / a nessuno nuoce aver taciuto, nuoce aver parlato. Catone il Censore] La Dia di Palermo ha eseguito la confisca di beni mobili e immobili per oltre 400 milioni di euro, dopo la decisione presa qualche giorno fa dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale, nei confronti dell'ex deputato regionale Giuseppe Acanto, 58 anni, ritenuto legato ai vertici di Cosa nostra a Villabate (Pa). La confisca riguarda rapporti bancari, capitale sociale e relativi compendi aziendali e quote societarie. Acanto, inoltre, è stato ritenuto dal Tribunale di Palermo 'socialmente pericoloso' e per questo sottoposto a sorveglianza speciale per quattro anni, a partire dal 2018. Secondo la Dia, Acanto negli anni '90 era socio in affari illeciti con Giovanni Sucato, il cosiddetto 'mago dei soldi' che, dopo aver truffato migliaia di persone tra cui anche alcuni appartenenti a Cosa nostra, sparì poi con un ingente capitale e il cui cadavere, nel 1996, fu trovato carbonizzato all'interno della propria auto. Nel novembre del 2011 il signor Lena è stato assolto e il Consiglio di Amministrazione è decaduto. Tuttavia, per effetto del sequestro di prevenzione nel frattempo disposto dal Tribunale di Palermo, sezione Misure di prevenzione, allora presieduto dalla dottoressa Silvana Saguto, è stato nominato un nuovo amministratore giudiziario, il dottor Scimeca, che ha inaugurato nei confronti di tutti i dipendenti un vero e proprio regime del terrore. Scimeca ha cercato di estorcere da me dichiarazioni su inesistenti atti illeciti compiuti da Lena in seno all’azienda, finendo col notificarmi una contestazione disciplinare, all’evidente scopo di licenziarmi. “Quali intrecci devo riferire? ”, rispondevo. Replicavo che in azienda non si era mai svolto lavoro in nero; che l’azienda rispettava tutte le norme in materia di sicurezza; che possedeva tutte le autorizzazioni indispensabili per esercitare una attività avviata con risorse economiche tracciate nei conti correnti bancari. L’amministratore giudiziario, appena insediatosi, assunse un coadiutore che, senza alcuna esperienza, organizzava e gestiva l’attività con l’autorità di un padrone. Fu assunto anche un agronomo che, a differenza del suo predecessore – il quale percepiva emolumenti non superiori 12mila euro annui, spese incluse – incassava 29mila euro all’anno, oltre al vitto ed all’uso dei mezzi aziendali. Lo stesso ha arrecato un grave danno alle colture. Non eseguendo sui vigneti le lavorazioni necessarie, ha dimezzato la produzione. Ciononostante, gli veniva corrisposto un “premio di produzione” di 12mila euro. Venne assunto anche un soggetto che avrebbe dovuto occuparsi della vendita del vino, cui fu corrisposto uno stipendio di 28mila e 800 euro. Quest’ultimo si dimostrò da subito incompetente: banchettava e ospitava i suoi amici a spese dell’azienda. Venne assunto inoltre un “esperto del turismo” con uno stipendio di 15mila e 600 euro che si recava in azienda non più di una volta a settimana portando con sé, alla stessa stregua del collega responsabile delle vendite, amici che mangiavano a spese della azienda. Oltre all’assunzione di figure professionali non adeguate, l’amministrazione giudiziaria ha messo in atto scelte gestionali antieconomiche che vanno dalla produzione di grappa ( mai finita né commercializzata) alla creazione di altre linee di vino e di spumanti, noncurante delle reali esigenze di mercato e della difficoltà di immissione dei prodotti nei vari segmenti commerciali. Il signor Lena adesso si ritrova tra le mani una serie di prodotti estranei alla linea storica aziendale. A dicembre del 2016 il nuovo collegio della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha revocato l’incarico al dottor Scimeca che, come si evince da alcune intercettazioni telefoniche, aveva ordito insieme alla Saguto una “truffetta” per fare fallire le società del signor Lena. A gennaio del 2017 si è insediato un altro amministratore giudiziario con il compito di verificare l’operato del suo predecessore. A maggio del 2018, dopo otto anni di processo, ciò che rimane dell’azienda è stato riconsegnato al signor Lena, a seguito della revoca del sequestro disposta dal nuovo collegio della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.  "Lo abbiamo visto nei giornali, no?, quando la Madonna si ferma e fa l'inchino davanti alla casa del capomafia. Quello non va, non va assolutamente". Lo ha detto il Papa tra gli applausi incontrando il clero a Palermo. "Vorrei dire qualcosa sulla pietà popolare, molto diffusa in queste terre. È un tesoro che va apprezzato e custodito, perché ha in sé una forza evangelizzatrice, ma sempre il protagonista deve essere lo Spirito Santo. Vi chiedo perciò di vigilare attentamente, affinché la religiosità popolare non venga strumentalizzata dalla presenza mafiosa, perché allora, anziché essere mezzo di affettuosa adorazione diventa veicolo di corrotta ostentazione", ha detto Bergoglio. "Sulla pietà popolare abbiate cura, aiutate siate presenti - ha continuato - Un vescovo italiano ha detto questo: la pietà popolare è il sistema immunitario della Chiesa. Quando la Chiesa comincia a farsi troppo ideologica, troppo gnostica, o troppo pelagiana, la pietà popolare la protegge, porta tutta questa difesa".[segue]

La mafia in Toscana

[Le Brave Ragazze vanno in Paradiso. Le Cattive... dovunque! Anonimo ] La criminalità organizzata pare aver imparato a fare squadra. E' una della conclusioni a cui arriva il secondo rapporto annuale sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana: un'analisi, condotta anche stavolta dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione, che approfondisce i contenuti della prima edizione presentata nel 2017 e traccia i contorni assunti in Toscana da mafie e corruzione, dando conto delle nuove dinamiche di espansione. Le mafie in Toscana, secondo il rapporto della Normale e a guardare le carte dei tribunali, non sembrano manifestarsi con una presenza stabile e organizzata sul territorio. Pochi e sporadici casi insomma da articolo 416 bis, anche nel 2017, ma ben più numerose attività criminali a sostegno di associazioni di stampo mafioso. Se negli ultimi quindici anni il numero di condannati in Toscana per associazione resta molto limitato, diverso è il caso per i reati di favoreggiamento di organizzazioni criminali di stampo mafioso. Negli ultimi tre anni il distretto toscano è infatti il primo in Italia, dopo le tre regioni a presenza storica delle mafie (ovvero Campania, Calabria e Sicilia) per arresti o denunce con questa aggravante: 223 le persone coinvolte, oltre il 30 per cento del totale nazionale al netto delle tre regioni. Quattro sarebbero le province toscane a più elevato rischio di penetrazione criminale: Grosseto, Livorno, Prato e Massa Carrara, l'unica peraltro che registra un aumento dei fenomeni di intimidazione e violenza criminale. Crescono nella regione, negli ultimi anni, anche i danneggiamenti a seguito di incendio, gli attentati e le rapine in banca (queste ultime soprattutto in provincia). Per denunce di estorsione Livorno è tra le prime in Italia per tasso di crescita annuale. Prato svetta invece in assoluto per riciclaggio. La Scuola Normale prova a tracciare anche una mappa della presenze delle quattro mafie tradizionali che hanno sviluppato attività e scambi di tipo economico, in mercati illeciti o meno, in Toscana. Si contano 78 clan: il 48 per cento legato a gruppi della 'ndrangheta calabrese, il 41 per cento affiliati alla camorra e il resto, con il 5 per cento ciascuno, a Cosa Nostra e Sacra Corona Unita pugliese. Otto sarebbero di origine prevalentemente autoctona, in cinque casi riconducibili ad una matrice campana e negli altri tre calabrese. Mercato degli stupefacenti (23%), estorsioni (13%), sfruttamento della prostituzione e riciclaggio (11%), contraffazione e usura (6%) risultano le loro attività più frequenti, assieme al traffico di rifiuti. Nello spaccio della droga gli stranieri arrestati doppia nel 2016 quello degli italiani. Per quanto riguarda la proiezione criminale nell'economia legale della Toscana, i dati parrebbero evidenziare una preferenza per il riciclaggio ed occultamento di capitali, l'utilizzo di imprenditori e professionisti del posto ed un'infiltrazione ed azione più nel settore privato che nel mercato degli appalti pubblici.

Inycon 23sima overture  

[Il maiale è un animale del buon Dio come tutti gli altri, al quale si fa l'atroce torto di paragonarlo a certi uomini. Anonimo Sarà un’anteprima dell’edizione 2019, Inycon 2018, la manifestazione che celebra la vite e il vino, in programma in una data inedita il 29 e 30 settembre, anche se pur sempre a Menfi. Uno spostamento della data usuale a causa delle elezioni amministrative. Con “Inycon Overture – Menfi e la sua terra” l’edizione di quest’anno, la 23sima, sarà un’anteprima che annuncerà il #ProfumoDiFesta già a partire dal logo, fiorito con le piante tipiche delle contrade menfitane, che per la prima volta approdano in piazza con la loro terra e insieme al vino, indiscusso protagonista della più antica manifestazione di Sicilia dedicata al alla tradizione vitivinicola. “Vogliamo dare valore a ciò che dà valore alla nostra terra – dice il sindaco di Menfi, Marilena Mauceri – e siamo felici che la Regione continui a credere nelle potenzialità di Menfi che quindi, anche quest’anno, mantiene la sua storica continuità nel celebrare questa festa, che guarda già avanti, all’estate 2019”. “Abbiamo concepito questa edizione – spiega Nadia Curreri, assessore al Turismo e alla Cultura – come anteprima della prossima, alla quale abbiamo già iniziato a lavorare con ampio anticipo grazie anche al supporto della Regione e alla manifestazione di interesse di diverse aziende che vogliono supportare l’evento, promuovendo la nostra terra, i vigneti e il vino attraverso la bellezza e il potenziamento dei nostri valori rurali, tradizionali e le proposte innovative di qualità”. La direzione artistica è affidata a Francesco Bondì, che firmerà anche la regia dello spettacolo del 30 settembre: “Sarà una vera e propria overture dello spettacolo del 2019: come la sinfonia iniziale di un’opera – a sipario chiuso – che anticipa i temi caratterizzanti che poi avranno pieno compimento nella prossima edizione”. Tutti i dettagli del programma sul sito www.inycon.it.

Ibla buskers

[Se spaccherai il cuore di un atomo vi troverai l'Universo. Anonimo] Le strade e le piazze del quartiere barocco di Ragusa torneranno ad essere il palco per tantissimi artisti di strada nell'Ibla Buskers, il festival giunto alla 24esima edizione, in programma dal 4 al 7 ottobre. Acrobati, mangiafuoco, musicisti, clown sono pronti ad invadere gli spazi più suggestivi per proporre gli spettacoli più divertenti al tempo stesso affascinanti. Ma come ogni anno "Ibla Buskers", organizzato dall'associazione "Edrisi", farà riscoprire alle migliaia di visitatori alcuni dei luoghi della memoria. Per l'edizione 2018 si è scelto di andare indietro nel tempo per valorizzare il quartiere della Giudecca, uno dei due quartieri ebraici di Ragusa Ibla, una zona poco nota anche ai ragusani, ma la cui storia è scritta sulle mura dei palazzi e delle chiese che si trovano all'interno del vecchio perimetro. Racchiuso tra le stradine via Orfanotrofio, largo Camerina e via Pietro Novelli, il quartiere della Giudecca si trova vicinissimo alla famosa e visitatissima piazza San Giorgio e trova il suo punto di riferimento nella chiesa Santissima Annunziata sorta intorno al 1500. Alcuni degli spettacoli multidisciplinari si svolgeranno intorno a questo antico quartiere che è inglobato nel più ampio quartiere barocco, rendendo magica l'atmosfera durante il festival. Gli occhi dei bimbi brilleranno dinnanzi ai salti acrobatici o ai numeri di magia o agli spettacoli di equilibrismo che non mancheranno nemmeno in questa ventiquattresima edizione. Oltre ai "classici" spettacoli, che ricreeranno la magica alchimia tra artisti e pubblico nel palcoscenico naturale delle strade e piazze di Ragusa Ibla, ritorneranno i laboratori per i più piccoli. Spazi dedicati in cui bambini e ragazzi entreranno in contatto con l'arte circense e ne conosceranno i rudimenti utili anche ad apprezzare gli spettacoli organizzati. Non mancheranno altre sorprese e novità che saranno annunciate anche sul sito web www.iblabuskers.it.

Oggi si ricorda Rostagno

[Amicizia è ascoltare gli altri come vorresti che gli altri ascoltassero te. Anonimo] Dietro l’uccisione di Mauro Rostagno c'era il suo "esemplare lavoro giornalistico" che aveva sollevato il velo sulla ragnatela di interessi di Cosa nostra a Trapani. Il sigillo sulla matrice del delitto è arrivato con le sentenze di condanna degli esecutori materiali. E viene ora ripreso come tema conduttore nelle iniziative organizzate fra Trapani e Palermo a 30 anni dall’agguato al sociologo-giornalista. A Trapani e Valderice un cartello di associazioni - tra cui Articolo 21, Libera e Anpi - ha organizzato vari momenti: un incontro sul luogo del delitto, l’inaugurazione di murales, la proiezione del documentario "La rivoluzione in onda", realizzato dal regista Alberto Castiglione con il materiale video recuperato negli archivi di Rtc, la tv di Rostagno. A Palermo altro ricordo organizzato al teatro Biondo da Ordine dei giornalisti e Unci, unione nazionale cronisti. Come i processi hanno stabilito, Rostagno era impegnato in una attività giornalistica che aveva acceso i riflettori sui traffici di Cosa nostra, sui suoi intrecci con i poteri occulti e sulla sua penetrazione nella pubblica amministrazione. Con i suoi interventi dagli schermi di Rtc, il giornalista era diventato una "camurria", un rompiscatole. Questo era stato il giudizio indispettito di Francesco Messina Denaro, il padre del superlatitante Matteo che a quel tempo governava il vertice di Cosa nostra a Trapani.  Con i suoi servizi Rostagno aveva svelato il volto nuovo della mafia in una città avvolta nelle trame di un’organizzazione diventata moderna e dinamica, collegata con la massoneria deviata e in grado di controllare le grandi scelte amministrative e il giro degli appalti. Mafia, dunque, ma non solo mafia. Eppure per molto tempo le indagini sul delitto Rostagno sono state frenate da omissioni, sottovalutazioni e depistaggi. Al punto che, messa da parte la pista mafiosa, si è cercata un’altra improbabile verità con l'amplificazione di presunti contrasti e rivalità all’interno della comunità Saman, di cui Rostagno era stato uno dei fondatori. Il convegno in programma oggi, mercoledì 26 settembre, nella suggestiva cornice del teatro Biondo, nato per ricordare Rostagno a 30 anni dalla sua uccisione per mano mafiosa, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dall’Unione nazionale cronisti, potrà essere seguito in diretta su facebook su Radio100passi. I ragazzi della IV H, del liceo scientifico “Galileo Galilei” di Palermo, impegnati nel percorso ASL webradio, realizzeranno le riprese guidati da Danilo Sulis. Dopo gli interventi d'apertura andrà in scena l’opera teatrale “Mauro Rostagno, un uomo vestito di bianco”, un'elaborazione drammaturgica a cura della regista Adriana Castellucci con la partecipazione dei ragazzi del liceo “Galilei”. Subito dopo si terrà il convegno con la partecipazione del giornalista Salvo Palazzolo, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, del presidente dell’Assostampa siciliana, Alberto Cicero, e del presidente nazionale dell’Unci Alessandro Galimberti. Le conclusioni saranno affidate all’on.le Claudio Fava, giornalista e presidente regionale della Commissione antimafia. L'incontro sarà moderato da Leone Zingales, Vice-presidente nazionale dell’Unci. 

Fotografia e Pop Art a Torino

[L'uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.  Anonimo] Dal documento fotografico all’opera d’arte: è la strada che si percorre grazie a “Camera pop. La fotografia nella Pop Art di Warhol, Schifano & co.”, mostra che si tiene fino al 13 gennaio a CAMERA – Centro Italiano per la fotografia di Torino dove saranno esposte oltre 150 opere tra quadri, fotografie, collages e grafiche. La trasformazione della fotografia in arte ha raggiunto il suo culmine negli anni Sessanta, proprio con il fenomeno mondiale della Pop Art che in quel periodo è esploso negli Stati Uniti e in Europa. La mostra inizia con “What is it that makes today’s homes so different, so appealing?” di Richard Hamilton, considerata la prima opera Pop della storia, che di fatto è un collage fotografico. Lungo il percorso si potrà ammirare anche lo storico portfolio di 10 grandi immagini del 1967 di Andy Warhol a evidenziare come la Pop Art debba alla fotografia una parte centrale della propria natura, e anche del proprio successo. Basti pensare che la sua Marilyn, una delle opere più note, nasce da una fotografia. Sarà visibile anche la tela “Divertiamoci” di Rotella nata da una fotografia e riprodotta meccanicamente, che rappresenta la realtà vista dal finestrino di un’automobile. E ancora la fotografia di Ugo Mulas che documenta la Biennale del 1964  e gli studi degli artisti Pop newyorkesi. Quaranta scatti che raccontano il rapporto tra fotografia e questa corrente. Tra gli altri artisti in mostra si trova anche Michelangelo Pistoletto che fa entrare lo spettatore dentro l’opera grazie agli specchi, come succede ammirando la “Ragazza che cammina” del 1966 che proviene dalla collezione di Intesa Sanpaolo. Non manca una sezione dedicata alla riproduzione con la macchina fotografica intesa come strumento riconosciuto e magari anche contestato. Tra gli artisti presenti in questa parte della mostra si può citare Robert Rauschenberg, del quale è esposta, tra le altre, una eccezionale grande tela realizzata a quattro mani con il fotografo italiano Gianfranco Gorgoni. “La mostra, curata da Walter Guadagnini, grande esperto di Pop Art oltre che di fotografia – spiega il Presidente Emanuele Chieli – si inserisce a pieno titolo tra le grandi mostre prodotte da CAMERA e segue quelle precedenti di successo, come le rassegne ‘L’Italia di Magnum’ (2017) e ‘Arrivano i Paparazzi!’ (2017): mostre di indagine che intendono analizzare e approfondire un particolare momento storico attraverso lo studio di un movimento o di uno stile fotografico, illuminandone contemporaneamente l’aspetto artistico e quello sociale. Questa, come le precedenti, offre quindi diversi livelli di lettura e approfondimento che il visitatore avrà modo di cogliere e apprezzare”. La mostra si tiene presso CAMERA a Torino ed è aperta, tranne  il martedì, dalle 11 alle 19. Il giovedì dalle 11 alle 21. Fino al 13 gennaio.

S. Teresa Couderc, religiosa

Maria Vittoria (questo il nome di battesimo) nasce in una modesta famiglia contadina il 1° febbraio 1805, da Claudio Michele e Anna Mèry. All'età di vent'anni si consacra al Signore, e segue P. Jean-Pierre-Etienne Terme nella nuova fondazione religiosa dedita all'istruzione delle ragazze povere di campagna. Prende il nome di Teresa e dà forma a un'altra istituzione che, dopo molte peripezie e sofferenze, avrà il nome ufficiale di Nostra Signora del Cenacolo. Nel giugno del 1827 viene inviata a Lalouvesc dove, con altre due suore, organizza un ostello per accogliere le pellegrine che si recavano alla tomba di S. Francesco Règis, santo dal quale l'istituzione assume il nome. Questa casa diviene ben presto un'oasi di preghiera, segnando così l'inizio del 'cenacolo ' da lei fondato. Più tardi alcune religiose vengono mandate in un villaggio di montagna per insegnarvi la dottrina cristiana. Si ha così all'interno della stessa congregazione una netta distinzione: religiose insegnanti, sotto il nome di S. Francesco di Règis, e suore dedite all'Opera dei ritiri, sotto il nome di dame del Ritiro. Ma, con la morte del padre Jean-Pierre-Etienne Terme, molte cose cambiano e subentrano parecchie difficoltà. Nonostante tutto però, i cenacoli si moltiplicano in tutta la Francia e nel 1870 l'Istituto viene approvato definitivamente.Teresa muore il 26 settembre 1885. Il 10 maggio 1970 il papa Paolo VI la dichiara santa. Altri santi: Ss. Cosma e Damiano, S. Nilo, S. Giustino, S. Greca.

Confindustria Boccia il governo

[I peggiori esseri sono i vigliacchi mascherati da cattivi. Anonimo] "Se parli ti fanno la legge per far uscire le aziende pubbliche da Confindustria, se un giornale critica ti fanno la legge contro i giornali, se qualche tv critica ti fanno una legge per il tetto della pubblicità.    Siamo nella logica punitiva che non appartiene all'idea di un grande paese democratico in cui il confronto deve essere un valore". Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, lo ha detto alla convention 'L'Italia e l'Europa che vogliamo' organizzata dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.    "Non immagino un Paese senza, giornali, senza tv e senza opposizione. E se questa è la disintermediazione per fare tutto ciò che vuoi senza un'opposizione non è il Paese ideale, almeno per molti noi", avverte il leader degli industriali. Che aggiunge: "Al governo siamo ancora alla fase adolescenziale. Un ministro deve tutelare i suoi elettori o l'interesse nazionale? E' che non c'è più pazienza, si vuole tutto e subito ma così non si fanno gli interessi del Paese" L'Ordine dei giornalisti della Lombardia ha avviato l'iter per la trasmissione al Consiglio di disciplina territoriale del file audio registrato dal portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, "nell'esercizio delle sue funzioni". Ne dà notizia in un comunicato il presidente dell'Ordine lombardo, Alessandro Galimberti. Il Consiglio di disciplina territoriale - spiega l'OdG della Lombardia - dovrà verificare, "nell'ambito dell'autonomia riconosciutagli dalla legge 138/2011, se le dichiarazioni del giornalista professionista Casalino", il loro tenore e l'uso del linguaggio "siano pertinenti, continenti e compatibili" con gli articoli 2 e 11 della legge professionale n. 69 del 3 febbraio 1963.    "A cosa serve l'ordine dei giornalisti se non sanziona la diffusione delle notizie false e i comportamenti antietici di giornalisti mossi solo da interessi di partito e non dal desiderio di informare i cittadini? A niente. Quindi aboliamolo. Il provvedimento è già sul tavolo del governo". Così il M5s sul blog delle Stelle dove condanna l'apertura dell'istruttoria su Rocco Casalino: "Non una parola invece sui giornalisti che hanno diffuso il suo audio privato andando contro la deontologia professionale".

martedì 25 settembre 2018

La mafia in redazione

[La dermatologia è la migliore specializzazione. Il paziente non muore mai e non guarisce mai. Anonimo] Mario Ciancio Sanfilippo ha imposto "la linea editoriale della testata giornalistica con più lettori in Sicilia Orientale improntata alla finalità di mantenere nell'ombra i rapporti tra la famiglia mafiosa e le imprese direttamente o per interposta persona controllate dalla medesima". Lo dice la Dda Catanese spiegando il sequestro e la confisca dei beni dell'imprenditore. Il procuratore Carmelo Zuccaro, in conferenza stampa, ha sottolineato che "il giudice ha accertato la pericolosità sociale qualificata da parte di Mario Ciancio Sanfilippo fondata sulla verifica del fatto che vi é stato un apporto costante e di rilievo nei confronti di Cosa nostra".Tra i beni dell'imprenditore catanese Mario Ciancio, di cui il Tribunale di Catania ha decretato di sequestro e confisca, su richiesta della Dda, vi è l'intero gruppo editoriale che fa capo all'editore tra cui il quotidiano 'La Sicilia', la maggioranza delle quote della 'Gazzetta del Mezzogiorno' di Bari e due emittenti televisive regionali, 'Antenna Sicilia' e 'Telecolor'. Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell'attività del gruppo. Il decreto riguarda conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili. Mario Ciancio Sanfilippo è attualmente sotto processo per concorso esterno all'associazione mafiosa. “Investire nell’editoria, per le mafie, significa indirizzare l’informazione. Intervenire è fondamentale, perché la stampa possa continuare ad essere libera”. Il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, commenta in un’intervista al Sole 24 Ore il sequestro ordinato dal di Catania che ieri ha messo i sigilli a 150milioni di beni dell’editore Mario Ciancio Sanfilippp.  Sotto sequestro è finito il quotidiano. E poi alla società Etis, che stampa quotidiani siciliani e nazionali, e la Simeto Docks, concessionaria di pubblicità e affissioni, conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili. Un’operazione che per il numero uno di via Giulia ha aperto “un nuovo corso, per approfondire sacche di sospetti”. “A mia memoria, gli editori non hanno mai costituito oggetto specifico di indagini, ma a volte il silenzio dei giornalisti spinge ad interrogarsi”, dice Cafiero de Raho. “Qui sono stati sequestrati beni, strumentali anche a determinate attività connesse con la stampa. Molti affermano che non interessa parlare di mafia. Forse, invece, se non se ne parla non è perché il cittadino non è interessato, ma ci sono altre spinte”. Cioè? “Le mafie si proiettano nei settori in cui riescono a trovare maggiore consenso. E la stampa fa particolarmente gola“, dice il procuratore che è  favorevole alla proposta, avanzata dal presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava, di affidare le testate, in caso di confisca, ai giornalisti siciliani che hanno cercato di raccontare le collusioni mafiose. “Va nella direzione auspicabile: assegnare l’impresa sequestrata a cooperative di lavoratori, giornalisti liberi che possano lavorare in modo libero”. Ieri in serata l’87enne Ciancio ha fatto sapere di essersi dimesso dalla carica di direttore responsabile  mentre il figlio Domenico ha lasciato l’incarico di condirettore. L’assemblea dei soci della Domenico Sanfilippo editori ha nominato nuovo direttore Antonelo Piraneo, attuale caporedattore del quotidiano.

Versace diventa yankee

[Chiunque può eliminare un nemico idiota, ma bisogna essere artisti per eliminare quelli svegli. Anonimo] La maison Versace passerà in mani americane ma è lunga la lista dei marchi della moda italiana finiti all’estero. Direzione prescelta: Parigi. Lvmh ha in pancia simboli del Made in Italy come Bulgari, Loro Piana, Fendi, Emilio Pucci. Ma non solo moda: il colosso francese del lusso possiede anche Acqua di Parma e Cova, lo storico caffè-pasticceria di via Montenapoleone. Risale al 1999 l’acquisizione del 42% di Gucci da parte del colosso francese Pinault-Printemps-Redoute (oggi Kering), che ha in pancia anche le italiane Bottega Veneta, Brioni e Pomellato. Matrimonio francese con Essilor per il big dell’occhialeria Luxottica. La maison Valentino dal 2012 è in mano alla società del Qatar, Mayhoola for Investment, riconducibile allo sceicco Hamad bin Kahlifa al Thani. Krizia è finita sotto il controllo della cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion. Coccinelle, il brand di borse e piccola pelletteria, è stato acquisito dal retailer coerano E-Land. Il marchio di lingerie La Perla è controllato dalla società d’investimento olandese Sapinda Holding. La Yoox (poi Yoox Net-A-Porter) dell’imprenditore Federico Marchetti fa oggi parte della multinazionale Richemont. In direzione Usa è andato invece un altro marchio del Made in Italy: Poltrona Frau nel 2014 è stata venduta al gruppo Haworth, con sede a Holland (Michigan). Fuori dal comparto della moda, negli Stati Uniti è andata anche l’azienda Ntv-Italo, venduta lo scorso febbraio al fondo Global Infrastructures Partners. Nell'articolo, il New York Times paragona le condizioni di lavoro in Italia a quelle in India, Bangladesh, Vietnam e Cina. "'Made in Italy', ma a che prezzo?" si chiede il quotidiano. Con testimonianze anche anonime, viene ricostruito il contesto in cui operano migliaia di donne che ricevono dal laboratorio locale un euro per ogni metro di stoffa cucita o ricamano paillettes per 1.50-2 euro l'ora. Di questa manodopera si servirebbero grandi marchi. Non è la prima volta che il prestigioso quotidiano statunitense attacca la moda italiana. Lo scorso settembre il quotidiano americano definiva Milano periferica nel mondo della moda internazionale, nel 2007 bollava la sua moda come volgare, nel 2009 la definiva roba da velineVersace va agli americani di Michael Kors. Accordo fatto tra la casa di moda italiana e il gruppo Usa che rileverà il controllo della società fondata Gianni Versace. Le parti stanno firmando i documenti dell'intesa. E' atteso un comunicato.    Il marchio sarebbe stato valutato circa 2 miliardi di dollari.    La famiglia Versace, che oggi ha l'80% della società, manterrebbe un ruolo in azienda, a fronte di una uscita del fondo Blackstone (dal 2014 ha il 20% del capitale). Versace, contattata, "non può confermare nulla". Michael Kors a Wall Street ha aperto in perdita, fino al -7,4%, mentre indiscrezioni di stampa davano per raggiunto l'accordo.

Aquarius avanti tutta

[Un amore senza baci è come un colloquio senza parole.  Anonimo] La nave Aquarius è di nuovo in acque internazionali dopo un lungo scalo tecnico a Marsiglia ed è diretta verso la zona di ricerca e soccorso internazionale nel Mediterraneo centrale, dove prevedono di arrivare in tre giorni.    Lo rendono noto su Twitter Medici senza frontiere e Sos Méditerranée, le ong che operano sulla nave. La Aquarius, già al centro di un duro braccio di ferro con il governo italiano a metà agosto, sarà dunque l'unica nave di ong impegnata al momento nel soccorso dei migranti che cercano di raggiungere l'Europa. L'imbarcazione, che trasportava 141 migranti, era stata fatta sbarcare a Malta il giorno di Ferragosto, dopo che diversi Paesi europei, in coordinamento con la Commissione Ue, avevano trovato un'intesa per accoglierne ciascuno una quota. La Francia accoglierà 18 dei 58 migranti presenti a bordo della nave Aquarius: è quanto riferiscono fonti del governo francese, aggiungendo che nel quadro di questa nuova ripartizione europea la Germania ne accoglierà 15, altri 15 la Spagna mentre il Portogallo ne prenderà 10, come già annunciato in precedenza.

B. Giuseppe Benedetto Dusmet, vescovo

Nasce a Palermo il 15 agosto 1818 da Luigi Dusmet, dei marchesi de Smours, originari delle Fiandre, e da Maria Dragonetti-Gorgone. Riceve la sua formazione presso il monastero benedettino di S. Martino delle Scale in provincia di Palermo. Diviene sacerdote, poi abate e, dal 1867, è arcivescovo di Catania. Nominato cardinale nel 1889, è intransigente sostenitore di Pio IX e delle definizioni dogmatiche di quel pontificato. Di vasta cultura e profonda conoscenza dei problemi della Chiesa nel Mezzogiorno, Dusmet , fedele al modello di vescovo parroco di tutta la diocesi, pratica costantemente il ruolo di tutore dei poveri e di guida spirituale del popolo. Vuole la Chiesa vicina ai sofferenti; si adopera per creare una vasta rete di opere sociali a sostegno di orfani, anziani abbandonati, ammalati. L'imponente azione caritativa che caratterizza il suo episcopato ne favorisce la popolarità. Muore nel 1894. Il 25 settembre 1988 Giovanni Paolo II lo dichiara beato. Altri santi: S. Cleofa, S. Aurelia, Sant'Alberto di Gerusalemme, S. Sergio, S. Nicola da Flue.

Moody's rating Ue ad AAA

[Un bacio mentre dormi, perché i tuoi sogni siano più dolci. Anonimo] Moody's ha confermato il rating a lungo termine sull'Unione europea ad Aaa, con outlook stabile.    La decisione, si legge in una nota dell'agenzia, rispecchia in primo luogo "il forte sostegno dei Paesi membri, che riflette la notevole capacità di credito degli Stati più quotati e il loro impegno a garantire la continuità delle finanze dell'Ue". In secondo luogo "la gestione conservatrice del bilancio dell'Unione e molteplici livelli di protezione del servizio del debito, compreso il potenziale ricorso al sostegno aggiuntivo dei membri in modo tempestivo se e quando necessario".

lunedì 24 settembre 2018

Putin non si dà pace

[Voce di popolo, voce di Dio. Anonimo] Il premier israeliano ha ribadito  la sua fiducia nella versione dello Stato ebraico sull’abbattimento dell’aereo russo in Siria nei giorni scorsi. Lo ha fatto chiamando al telefono il presidente russo Vladimir Putin mettendo in guardia dai rischi per la pace nella regione dell’invio in Siria, annunciato  da Mosca, di batterie dei missili anti-aerei russi S300. “Il primo ministro Netanyahu ha parlato  con il presidente russo Putin esprimendo la sua fiducia nella veredicità dell’indagine condotta dall’esercito di Difesa israeliano e dei suoi risultati spiegando ancora una volta che la responabilità dell’increscioso incidente è dell’esercito siriano che ha abbattuto l’aereo russo e dell’Iran che con la sua aggressione destabilizza la sicurezza”, si legge in un tweet postato sull’account dell’ufficio di Netanyahu. In un secondo posto, il premier israeliano, riferendosi all’annuncio di Mosca del prossimo invio di S-300 ai siriani, ha detto che “trasferire armi sofisticate in mani irresponsabili aumenterà i pericoli regionali” aggiungendo che “Israele continuerà a difendere la propria sicurezza e i propri interessi”. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di essere in disaccordo con la versione israeliana degli eventi riguardanti l’abbattimento di un aereo russo sulla Siria la scorsa settimana: lo ha detto il Cremlino. “Le informazioni fornite dall’esercito israeliano … sono in contrasto con le conclusioni del ministero della Difesa russo”, ha detto il capo del Cremlino durante la sua conversazione telefonica di ieri l’altro, aggiungendo che sono state le azioni dei piloti israeliani a portare l’aereo nel mirino dei sistemi di difesa aerea siriani. Le forze armate russe stanno svolgendo al largo della Siria una vasta esercitazione militare che durerà fino al 26 settembre 2018. Di conseguenza, le vie aeree e marittime sono state temporaneamente chiuse. L’esercitazione segue l’abbattimento, il 17 settembre 2018, di un aereo militare russo durante un attacco congiunto britannico-franco-israeliano. Al termine dell’esercitazione la Russia potrebbe proporre alla Siria l’adozione di nuove regole di esclusione aerea e marittima.I caccia di Israele "hanno utilizzato l'Ilyushin Il-20 per nascondersi dalla contraerea siriana. L'aereo non ha potuto lasciare l'aerea perché Israele ci ha fuorviato". Lo afferma il ministero della Difesa russo in una nota sull'abbattimento dell'aereo russo in Siria, il 17 settembre scorso. Nel testo, Mosca sottolinea di "non aver mai violato gli accordi con Israele e di non aver mai utilizzato i sistemi di difesa antiarea dispiegati in territorio siriano". Il ministero della Difesa ricorda poi che Mosca "ha aiutato le forze filo-iraniane a lasciare le Alture del Golan, tra le quali 1.050 combattenti e 24 lanciarazzi anti-aerei" e di aver compiuto una operazione per il recupero dei resti di un soldato israeliano in Siria.

S. Gerardo Sagredo, vescovo e martire

A Budapest esiste ancora oggi il colle di San Gerardo: prende il nome da Gerardp che, nel 1030, divenne il primo vescovo della diocesi di Csanad, fondata dal re Stefano nell'Ungheria sud-orientale, e organizzata con l'aiuto dei benedettini. Nell'arte Gerardo è sempre raffigurato con l'abito vescovile; in mano ha perlopiù il pastorale e, talvolta, un cuore trafitto da una freccia. In diverse rappresentazioni è in ginocchio davanti a un'immagine della Vergine. Monaco benedettino originario di Venezia, prima di andare in Ungheria aveva guidato come abate il monastero di San Giorgio. Nel 1046, durante una sollevazione di pagani a Budapest, viene raggiunto da lanci di pietre e colpi di giavellotto e muore martire il 24 settembre 1046. Viene proclamato patrono degli educatori perché è stato l'apprezzato precettore del re Stefano. Altri santi: S. Pacifico, B. Vergine Maria della Mercede, S. Copriox.

domenica 23 settembre 2018

S. Pio da Pietrelcina, cappuccino

Francesco (questo il nome di battesimo) nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in Campania. Figlio di contadini, cresce in un ambiente modesto, in una famiglia piena d'amore e di fede. A 16 anni entra nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini a Morcone e nel 1910 a Benevento viene ordinato sacerdote. Riceve il dono delle stigmate e la sua vita è costellata di sofferenze fisiche e morali, che egli accoglie con amore ed eroismo. Nei suoi cinquant'anni e oltre di vita sacerdotale, Padre Pio acquisisce una larga fama, prima in Puglia, poi nel resto dell'Italia e nel mondo. Il suo carisma, il dono delle stigmate, della bilocazione, la straordinaria santità di vita, fondata sulla Messa, sul sacramento della Riconciliazione e sulla direzione spirituale fanno di lui un eccezionale uomo di Dio. Si impegna molto anche sul piano sociale per alleviare dolori e miserie di tante famiglie, principalmente con la fondazione della 'Casa Sollievo della Sofferenza', inaugurata nel 1956. Sul piano spirituale fonda i 'Gruppi di preghiera', da lui stesso definiti 'vivai di fede e focolai d'amore'. Padre Pio muore presso il Convento Francescano di S. Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968. Il 2 maggio 1999 Giovanni Paolo II lo proclama beato. E' canonizzato nel 2002. Altri santi: S. Lino, S. Tecla - S. Costanzo, S. Rebecca.

Toninelli, Toninelli ...

[Talvolta, piuttosto che cercare la risposta giusta, è meglio cercare una domanda diversa.  Anonimo] Sull’aereo sarebbe un’inchiesta penale. A rivelarlo al quotidiano La Verità è Gaetano Francesco Intrieri, esperto di aeronautica e voluto da Danilo Toninelli al Ministero. Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Daniele Ranieri ha difeso a spada tratta Gaetano Intrieri, consulente del ministro Toninelli condannato per bancarotta, sostenendo una versione completamente diversa dei fatti che hanno portato alla pena confermata dalla Cassazione.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Intrieri al Fatto, che non ha evidentemente ritenuto opportuno effettuare verifiche su quanto detto dall’esperto, lui per salvare l’azienda e rilanciarla fu “costretto a pagare 420 mila euro a una società americana, la Aws, che per Gandalf aveva effettuato una mediazione con i lessor di alcuni aerei e curato l’ingresso di altri Boeing 737 necessari per dare un futuro alla compagnia. Gli americani non volevano essere pagati ufficialmente da Gandalf, perché temevano fallisse e non volevano perdere i soldi. Non avevo scelta se volevo salvare l’azienda e tutelare lavoratori e azionisti”. La stessa versione è data dalla senatrice Giulia Lupo del M5S. Giacomo Amadori sulla Verità, che per primo ha sollevato il caso, conclude il percorso facendo piena luce sulla vicenda: è la Corte d’appello di Bologna a mettere in luce nel dettaglio le contraddizioni della difesa di Intrieri e a informarci che l’allora presidente della Gandalf, Giovanni Laterza, e l’ad Intrieri si dimisero dopo pochi mesi “per irregolarità dovute ad alcune operazioni da loro effettuate”. Trasporti. Intrieri in passato è stato condannato per bancarotta. La Guardia di Finanza si sarebbe avvalso della sua esperienza di affari illegali per studiare a fondo il contratto da 150 milioni di euro da pagare in leasing alla compagnia aerea Ethiad e scoprire quello che non doveva essere scoperto. “Mi sono accorto della truffa relativa all’aereo di Stato Airbus 340-500 ed ho smontato il contratto in essere tra la Difesa e Alitalia, poi non contento ho verificato che manca qualche milioncino di euro e sto quindi attivamente collaborando con la Guardia di finanza che indaga a riguardo, nel fornire tutto ciò che ho scoperto” ha detto Intieri a La Verità ed ha aggiunto: “Tutto ciò che ho fatto con l’avallo e l’appoggio del ministro Di Maio e del ministro Toninelli ha fatto risparmiare ad oggi allo Stato circa 110 milioni di euro e conto che alla fine della storia i milioni risparmiati saranno anche qualcosa in più”. Secondo Intrierl starebbero investigando sull’Air force Renzi due diverse articolazioni del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, la sezione che si occupa dei reati societari e fallimentari che indaga penalmente sulla bancarotta e quella che è delegata agli accertamenti dei danni erariali su mandato della Corte dei Conti.