venerdì 31 agosto 2018

Coca Cola sfida Starbucks

[Più si campa e più si n'impara. Più si vive e più se ne imparano di cose. Anonimo] Coca Cola ha deciso di acquistare la catena Costa Coffee per 5,1 miliardi di dollari, circa 4,4 miliardi di euro. L'azienda britannica è la seconda catena di caffè più grande del mondo dopo Starbucks e la più grande del Regno Unito. Whitbread ha accettato di vendere Costa ad un prezzo che è 16 volte più alto dei guadagni lordi - prima di interessi, tasse, svalutazione e ammortamenti - realizzati quest'anno.

S. Paolino di Treviri, vescovo e martire

Originario di una nobile famiglia aquitana (Francia), nasce verosimilmente intorno al 300 e nel 346 succede a Massimino nella sede episcopale di Treviri, dal quale è stato ordinato in precedenza sacerdote. Muore in esilio il 31 agosto 358. Quando l'imperatore Costanzo chiede al concilio di Arles di condannare Atanasio, patriarca di Alessandria, Paolino è l'unico vescovo ad opporsi. Costanzo allora lo esilia in Frigia, approssimativamente l'odierna Turchia occidentale, dove Paolino, dopo cinque anni carichi di stenti, di privazioni e di umiliazioni, muore. Si dice che il vescovo Felice, uno dei successori di Paolino, abbia fatto traslare a Treviri le spoglie del predecessore, contenute in una bara di legno di cedro, verso la fine del IV secolo, perche’ fossero seppellite nella chiesa originaria. Altri santi: S. Raimondo Nonnato, S. Aristide, S. Domenico, S. Abbondio. 

Primato vini bianchi italiani

[L'amori hé cecu. L'amore è cieco. Anonimo] Italia batte Francia e si afferma sui mercati mondiali quale primo paese esportatore di vini bianchi fermi, per volume e valore. E’ quanto emerge da un'indagine Nomisma Wine-Monitor presentata oggi al convegno 'Bianco come il vino', organizzato dall'Istituto Marchigiano Tutela (Imt) vini nell'ambito di Collisioni Jesi e dei festeggiamenti per i 50 anni del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Il vino bianco fermo italiano, con un valore di 1,287 miliardi di euro l'anno, è il più venduto al mondo e fa meglio della Francia, al secondo posto con 1,276 miliardi di euro, ma che ci sovrasta per vendite di rossi e bollicine. Seguono Nuova Zelanda (688 milioni), Spagna (323 milioni), Germania (317 mln) e Australia (273). Crescono in generale nel mondo i consumi di vino bianco, trainati dalle consumatrici e dai giovani che prediligono un gusto più leggero e fruttato. Secondo il focus di Nomisma, negli ultimi 5 anni i bianchi fermi italiani sono cresciuti nell'export del 26% contro +16% dei rossi.In crescita le bollicine dell'88%. Stati Uniti (36,6%), Germania (16,5%) e Regno Unito (14,2%) sono i 3 principali buyer su cui si concentrano i due terzi delle vendite del bianco Made in Italy.

Apocalisse Siria

[U più beddu ceppu, teni lu par maghju. Il più bel ceppo, tienilo per maggio. La legna bisogna consumarla ma con giudizio.] L'escalation sul campo lascia pensare che l'offensiva a Idlib - dove sono presenti 2 milioni di sfollati secondo le stime Onu - verrà lanciata senza aspettare il trilaterale tra i capi di Stato dei grandi attori regionali della crisi siriana: Russia, Iran e Turchia. Vladimir Putin, Hassan Rouhani e Recep Tayyip Erdogan hanno in programma di vedersi a Tabriz il 7 settembre. Attualmente sono i jihadisti di Hayat Tahrir al Sham, gruppo nato dalla fusione di diverse sigle islamiste e costola di al Qaeda, a controllare il 60% del territorio di Idlib, mentre la gran parte del restante 40% è in mano a diverse milizie, tra le quali prevalgono gli uomini del Fronte di liberazione nazionale, un gruppo sostenuto dalla Turchia che, secondo altre indiscrezioni, sarebbe in trattativa con Mosca, che intende evacuarli per concentrare l'assalto contro i jihadisti ed evitare pericolose frizioni con Ankara. Anche la Turchia ha rafforzato la presenza militare nella zona con l'invio di altri uomini e blindati. Non è tuttavia chiaro quale sarà il ruolo di Ankara in un'operazione militare che potrebbe riversare un'ondata di centinaia di migliaia di profughi verso il confine turco. La settimana scorsa il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva avvertito il Cremlino che un attacco diretto a Idlib si sarebbe risolto in "una catastrofe". L'Onu ha ribadito l'allarme sul rischio di "catastrofe umanitaria" in caso di attacco e ha chiesto l'apertura di un corridoio per far uscire i civili. Lo scorso 27 agosto il ministero della Difesa russo aveva fatto sapere di aver notato alcuni movimenti militari da parte delle forze statunitensi in Medio Oriente in preparazione di un possibile attacco alle forze governative siriane. Secondo diverse agenzie di stampa russe, tra cui TASS, il generale Igor Konashenkov ha detto che la USS Ross, un cacciatorpediniere della Marina statunitense, è entrata nel Mediterraneo il 25 agosto armata con 28 missili da crociera Tomahawk in grado di colpire qualsiasi obiettivo in Siria.Due giorni prima il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Knashenkov, aveva asserito che la formazione ribelle Hayat Tahrir al-Sham stesse preparando un attacco chimico nella provincia di Idlib per poter poi accusare il regime di Assad di essere il responsabile e usarlo come pretesto per un attacco delle potenze occidentali contro Damasco.  Secondo Knashenkov, i jihadisti hanno trasferito "otto cisterne di cloro" nella città di Jisr al-Shughur per "simulare" un attacco e queste sono state poi portate 8 chilometri fuori dal villaggio. Nello stesso luogo, il giorno prima sarebbe arrivato un gruppo di militanti "addestrati in sostanze tossiche sotto la supervisione di specialisti della compagnia privata britannica 'Oliva'". L'accusa lanciata arrivava pochi giorni dopo che il Consigliere per la sicurezza nazionale americano, John Bolton, aveva assicurato che gli Usa avrebbero risposto "con grande forza" nel caso Assad usasse di nuovo armi chimiche in un'offensiva per riconquistare Idlib. "In merito alle accuse secondo le quali la Siria usa armi chimiche, confermiamo che non ne abbiamo, non le stiamo usando e, di fatto, non abbiamo bisogno di usarle perché stiamo vincendo", ha replicato il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem dopo un incontro a Mosca con il collega russo Serghei Lavrov.

Cuore piccante a Rieti

[Nipoti allevati soldi ghjittati. Nipoti allevati soldi buttati. I legami tra zii e nipoti sono comunque sempre meno solidi. Anonimo] Torna Rieti Cuore Piccante. Non è un caso che la più importante fiera campionaria si tenga nel Centro d’Italia, ovvero Rieti, è qui infatti che c’è la più grande coltivazione d’Europa di peperoncini, al Campo-Catalogo del Centro Sperimentale Carlo Jucci. Cultura, tradizione e gastronomia: 3 elementi che hanno un unico comun denominatore, il peperoncino. La manifestazione più hot dell’estate torna a far battere forte il cuore del centro Italia. “Oltre 100 stand e ben 400 varietà di peperoncini provenienti da tutto il Mondo”. “Rieti Cuore Piccante” attenderà i visitatori fino al 2 settembre per la sua ottava edizione. La manifestazione rappresenta un’occasione unica per scoprire il mondo del peperoncino e tutto ciò che lo circonda; stand, degustazioni, convegni ed esposizioni saranno all’insegna di questa prelibatezza e del concetto di “piccante” visto da molteplici prospettive.

Sagra del fagiolo a Sustri

[A chi cummanda face lége. Chi comanda fa la legge. Ovvero adatta la legge ai suoi bisogni o alle sue necessità. Anonimo] La ‘regina’ di Sutri torna a indossare la corona in due imperdibili fine settimana dedicati al gusto e alle antiche tradizioni. Già, il legume tipico della splendida cittadina in provincia di Viterbo ha un nome nobile, un gusto inconfondibile e in cucina si presta ai più svariati accoppiamenti. Non a caso Carlo Magno fu uno dei primi estimatori del fagiolo regina che appartiene alla famiglia dei borlotti, ha grandi dimensioni e un colore bianco crema con screziature rosse: un’occasione per scoprirlo la darà la Sagra del Fagiolo, in programma l’1/2 settembre con la sua 44esima edizione. Negli stand gastronomici i visitatori potranno gustare questa delizia condita con un filo d’olio della Tuscia ma anche con salsicce, cotiche, gnocchetti e insalata nelle tipiche ciotole di terracotta, insieme a gustose specialità alla brace e all’ottimo vino della zona. Musica dal vivo, folclore e spettacoli vari faranno da divertente contorno ai 4 giorni di festa, per onorare al meglio la “regina” di un intero territorio.

giovedì 30 agosto 2018

I poteri forti di Foer

[U mittiticciu va da a porta à u balconu. La superficialità va da porta a balcone.Anonimo] Alla vigilia di una nuova discussione della direttiva sul copyright in programma a Bruxelles nei prossimi giorni, esce 'I nuovi poteri forti', il saggio di Franklin Foer inserito dal "New York Times" tra i libri dell'anno, segnalato tra i più inquietanti ma necessari da Hillary Clinton, pubblicato in Italia da Longanesi. Il libro mette in luce il percorso che ha garantito ai colossi della Silicon Valley posizioni monopolistiche, mettendo a dura prova il sistema dell'informazione, ma anche le stesse istituzioni civili e democratiche. Foer che sarà al Festivaletteratura di Mantova l'8 settembre, ci mostra come Google, Apple, Facebook e Amazon pensino per noi, come la rivoluzione nella gestione della conoscenza e dell'informazione, strettamente connessa alla crescita dei monopoli tecnologici abbia avuto effetti enormi sulla società. Il libro spiega come le Big tech stiano facendo a pezzi i principi che proteggono l'individuo, offrendo dispositivi e siti web che annientano la privacy. Inoltre, mentre a parole le società tecnologiche promuovono l'individualità, Foer sottolinea come il loro reale obiettivo sia automatizzare le scelte degli utenti, anche le più quotidiane. I loro algoritmi suggeriscono le notizie da leggere, gli articoli da acquistare, il tragitto da seguire e le persone da invitare nella cerchia di amici. Il risultato per gli utenti è quello di vivere in una bolla, parlare solamente con le persone che la pensano come loro, vedere solo i prodotti che già corrispondono ai loro gusti, leggere solo gli articoli che corrispondo alle loro aspettative. Il risultato è una nuova, imprevedibile cultura della disinformazione, un mondo senza pensiero. Tutelare il diritto d'autore per continuare a offrire una copertura giornalistica dalle zone di guerra: è l'appello contenuto in una lettera inviata ai parlamentari europei dal responsabile dell'ufficio di Baghdad dell'Afp, Sammy Ketz. Lettera sottoscritta finora da oltre 40 inviati, tra cui gli italiani Lorenzo Cremonesi e Alberto Negri. L'iniziativa arriva in vista del nuovo voto sulla riforma del copyright, in agenda all'Eurocamera il prossimo 12 settembre. Lo scorso luglio la plenaria di Strasburgo aveva votato contro l'avvio dei negoziati fra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla proposta di direttiva. Uno stop contro il quale si era scagliata tra gli altri l'associazione degli editori europei (Enpa), il cui presidente Carlo Perrone aveva stigmatizzato "l'intesa attività di lobby" svolta dai giganti della rete. "Non possiamo più mandare giù la menzogna diffusa da Google e Facebook - sostiene ora Sammy Ketz nella sua lettera-appello - secondo cui la direttiva minaccerebbe la possibilità di accedere a Internet gratuitamente. Il libero accesso al Web durerà perché i giganti di Internet, che ora usano contenuti editoriali gratis, possono rimborsare i media senza chiedere ai consumatori di pagare. La posta in gioco è la libertà di stampa perché quando finiranno i giornalisti quella libertà, che è sostenuta dai membri del parlamento di ogni schieramento politico, se ne andrà". Non modificare il testo dell'articolo 11 della riforma Ue del copyright che tutela il diritto d'autore del materiale giornalistico online, ma approvarlo così com'è stato formulato a inizio luglio dalla commissione affari giuridici dell'Europarlamento. 

Putin in crociera

[U mari accoglii i vadini. Il mare accoglie i ruscelli.] Le forze navali russe dall'1 all'8 settembre svolgeranno una mega esercitazione nel Mediterraneo con 25 battelli e circa 30 aerei: lo riferisce il ministero della Difesa russo. I media nei giorni scorsi avevano riferito di una crescente presenza di navi russe nel Mediterraneo, dove cresce la tensione attorno alla Siria. L’Esercito Arabo Siriano sta preparando i piani di attacco per liberare il nord-ovest del Paese, ossia la regione d’Idleb, dove si sono rifugiati gli jihadisti in rotta. In Siria c'è il rischio di una nuova catastrofe umanitaria alla vigilia dell'annunciata offensiva militare russo-iraniano-governativa contro l'ultima roccaforte anti-regime nella parte occidentale del paese in guerra: il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato questo appello ai belligeranti, mentre l'inviato speciale per la Siria, Staffan De Mistura, ha proposto l'apertura di corridoi umanitari per mettere in salvo circa tre milioni di civili presenti nella zona. La Russia, che da anni sostiene il governo siriano nel conflitto in corso, è pronta a lanciare l'offensiva su Idlib offrendo piena copertura aerea alle forze di terra, composte da truppe regolari di Damasco e da milizie ausiliarie, incluse quelle filo-iraniane già posizionate ai confini della regione nord-occidentale di Idlib. Per il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, la proposta dei corridoi umanitari avanzata da De Mistura "va studiata nel dettaglio". Sia Damasco che Mosca considerano terroristi gran parte dei miliziani asserragliati a Idlib. In questo angolo di Siria al confine con la Turchia sono stati ammassati nel corso degli anni moltissimi civili. Ma anche gli insorti che si sono via via arresi all'avanzata russa, iraniana e governativa. Tra le varie fazioni presenti a Idlib spiccano gruppi qaidisti e jihadisti.
Il comando militare ritiene che la maggior parte dei combattenti sia pronta ad arrendersi; 10.000 uomini soltanto sarebbero invece disposti a battersi fino alla morte. Tuttavia, secondo la stampa siriana, una colonia di uiguri [etnia turcofona che vive nel nord-ovest della Cina] avrebbe trasformato la città di al-Zanbaki, proprio alla frontiera con la Turchia, in un campo trincerato. Non si sa pressoché nulla di quel che sta accadendo in questa città, dove a nessuno è permesso entrare e dove potrebbero trovarsi 18.000 persone. Parlando turco invece che cinese, gli uiguri hanno beneficiato finora dell’appoggio dei servizi segreti turchi. Gli uiguri di questa comunità rivendicano l’appartenenza ad Al Qaeda e non vogliono tornare in Cina, dove sarebbero processati; ora però la Turchia si rifiuta di ospitarli. La presenza di quest’importante colonia cinese disturba i piani di liberazione della regione. Il 13 agosto 2018 il segretario di Stato per gli Affari Esteri del Regno Unito, Jeremy Hunt, ha dichiarato alla camera dei comuni  di rimpiangere il voto del 2013, quando il Parlamento si oppose a un intervento militare contro il regime Assad (sic!). Però, secondo il Times del 21 agosto, il governo britannico sta per ridurre i programmi di sostegno alle zone “ribelli” della Siria. Finora il Regno Unito ha finanziato le comunità locali della regione d’Idleb. In realtà questa zona è occupata da jihadisti, che vi affluiscono da tutto il Paese. Ogni località è gestita da gruppi armati diversi, che spesso si combattono tra loro. Turchia, Regno Unito e Francia li riforniscono di tutto. Segnatamente, l’esercito turco e le SAS britanniche (forze speciali dell’aeronautica militare) occupano, di fatto, la zona. Siria e Russia si stanno comunque preparando ad assaltare gli jihadisti.


Localizzata Uss Indianapolis

[Soli siamo incompleti, ecco perché si cerca un'altra anima. Anonimo] E’ stata localizzata nei fondali dell'Oceano Pacifico una parte del relitto dell'incrociatore americano USS Indianapolis, affondato durante la Seconda Guerra mondiale dai siluri giapponesi, e che ebbe un ruolo fondamentale nel bombardamento atomico di Hiroshima. Novecento persone dell'equipaggio morirono nell'affondamento. La maggior parte di loro riuscì a buttarsi in mare e perse la vita nei giorni successivi per disidratazione, per annegamento o a causa degli squali. A sopravvivere furono in 316. Uno dei ricercatori della spedizione di ricerca, Vessel Petrel ha annunciato di avere identificato il luogo del ritrovamento nel nord dell'Oceano Pacifico a 5.500 metri di profondità. A bordo dell'incrociatore vi erano 1.196 marinai e marines. La nave venne colpita il 30 giugno del 1945 da un sommergibile giapponese nel mare delle Filippine tra Guam ed il golfo di Leyte. Per affondare impiegò circa 12 minuti. Attimi fatali durante i quali non ci fu neanche il tempo di inviare un segnale di soccorso. Solo quattro giorni dopo un nave di passaggio nelle acque individuò i sopravvissuti e i rottami. Nei numerosi resoconti pubblicati nel secondo Dopoguerra sulla tragica avventura della USS Indianapolis si parla del ruolo che ebbe l'incrociatore nel fornire alcuni componenti chiave di 'Little Boy', la bomba atomica che venne poi sganciata a Hiroshima il 6 agosto nella missione Enola Gay. I giorni di orrore dell'equipaggio in mare sono rievocati nel film "Uss Indianapolis: Men of Courage" del 2016 con Nicolas Cage. Per quasi 75 anni, la poppa del cacciatorpediniere USS Abner Read è rimasta da qualche parte sotto la scura superficie del Mare di Bering, al largo dell’isola Alei di Kiska, dove affondò dopo essere stata strappata da un’esplosione mentre la nave era in una missione anti-sottomarino durante la Seconda guerra mondiale. Settantuno marinai della marina statunitense persero la vita. L’equipaggio salvò la nave, ma per le famiglie dei marinai condannati, l’ultima dimora dei propri cari morti nelle ore di prima dell’alba del 18 agosto 1943 è rimasta sconosciuta finora. Il 17 luglio, un team di scienziati NOAA dell’Ufficio esplorazione e ricerca finanziato dalla Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California di San Diego e l’Università del Delaware aiutati da quattro marinai della Marina statunitense assegnati al Naval Special Warfare Group hanno scoperto la sezione di poppa al largo di Kiska, uno degli unici due territori degli Stati Uniti ad essere occupato da forze straniere negli ultimi 200 anni dando loro l’ultimo tanto atteso saluto.

B. Ildefonso Schuster, vescovo

Nasce a Roma il 18 gennaio 1880 da Giovanni Schuster, uno zuavo pontificio bavarese, e da Anna Maria Tutzer, proveniente da Bolzano. Entra nel monastero benedettino di San Paolo fuori le mura a Roma e nel 1904 è ordinato sacerdote. Diviene maestro dei novizi nel 1908, procuratore generale della congregazione cassinense nel 1915, priore dell'abbazia di S.Paolo nel 1916 e, infine, nel 1918 abate dello stesso monastero. È  uomo di profonda pietà; coltiva le ricerche sul monachesimo italiano, si applica allo studio e al commento della Regula Benedicti, testo fondamentale del monachesimo occidentale. Nel 1929 Pio XII lo nomina vescovo di Milano. Da arcivescovo di Milano sente la liturgia come momento centrale nella vita della Chiesa, dando anche un impulso al movimento liturgico. Rappresenta per venticinque anni un riferimento pastorale forte nella più grande diocesi italiana. La sua attività di pastore è instancabile, con una particolare attenzione al clero. Non mancano i conflitti con il fascismo, con il quale viene in aperto dissenso. Muore il 30 agosto 1954 nel seminario di Venegono. Il ritorno della sua salma a Milano è accompagnato da una folla immensa. Il 12 maggio 1996 Giovanni Paolo II lo dichiara beato. Altri santi: S. Felice, S. Fantino, S. Adautto, S. Pietro di Trevi.

Macron, mon ami

[U ghjacaru chi suvita, un ha bisognu di dà li u bucconu. Al cane che ti segue, non è necessario dar da mangiare. Anonimo] In visita in Danimarca, il presidente francese Emmanuel Macron ha risposto agli attacchi di Viktor Orban e Matteo Salvini affermando che i due "hanno ragione" a vederlo come il loro "principale avversario" in Europa sul capitolo migranti. "Non cederò niente ai nazionalisti - ha rincarato rispondendo ai giornalisti al seguito - e a quelli che predicano odio. Se hanno voluto vedere nella mia persona il loro principale avversario, hanno ragione". "Tutti gli stati dell'Ue si sono assunti l'obbligo di pagare i contributi nei tempi stabiliti.    Tutto il resto sarebbe una violazione dei trattati che comporterebbe penalità": così il commissario Ue al bilancio, Guenther Oettinger a Die Welt, rispondendo sulla minaccia italiana di bloccare l'approvazione del bilancio Ue. "L'Italia ha conquistato il nostro appoggio nell'affrontare la crisi migratoria e le sue conseguenze, posso solo mettere in guardia Roma dal mischiare la questione migratoria con il bilancio Ue".

Salinadocfest il 13/9

[Ah, se non fossi re, andrei in collera, attribuito a Luigi XIV] Il tema della dodicesima edizione del SalinaDocFest - Festival del documentario narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani che si svolgerà dal 13 al 15 settembre nell'isola eoliana, è la riflessione sul valore della comunità e sull'urgenza di ricostruire un orizzonte comune di valori condivisi. Da ciò sono stati selezionati i titoli in concorso e l'intero programma del festival. Saranno 6 i documentari del concorso internazionale premio Tasca D'Almerita - Premio Signum del Pubblico. A decretare il vincitore la Giuria composta da Giorgio Gosetti, Felice Laudadio e Gianfilippo Pedote. Si comincerà il 13 settembre con Beautiful Things di Giorgio Ferrero e Federico Biasin (Italia, 2017) in anteprima siciliana.    A presentare il doc i due registi. Sempre il 13 settembre sarà presentato Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017) che incontrerà il pubblico di Salina. L'attenzione al Mediterraneo e ai suoi conflitti sarà al centro di tre documentari in concorso che saranno presentati dai rispettivi registi il 14 e 15 settembre. Primo in ordine di programmazione La strada dei Samouni di Stefano Savona (Italia, Francia, 2018). Sempre venerdì 14 settembre sarà proiettato, in anteprima siciliana, Amal di Mohammed Siam (Danimarca, Francia, Germania, Egitto, Libano, Norvegia 2017). Un doc sulla disillusione della gioventù araba mostrata da una prospettiva tutta femminile. Il 15 settembre arriva Iuventa di Michele Cinque (Italia, 2018). Il documentario racconta l'emozionante avventura della nave Iuventa, che ha salvato migliaia di persone dal mare. Ultimo dei documentari in concorso, il 15 settembre, La Spartenza di Salvo Cuccia (Italia, 2018). Il documentario si ispira alla autobiografia di Tommaso Bordonaro "La Spartenza", edito da Einaudi, che vinse il premio Pieve 1990 per il miglior diario inedito. 

Più bullo che sbirro

[U corbu dici chi u più beddu piulaconu hè u soia. Il corvo dice che i più bei figli sono i suoi. Anonimo] La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per "conoscere il tentativo di ingresso" di migranti "avvenuto il 16 agosto scorso al largo dell'isola di Lampedusa, tratti in salvo dalla motonave Diciotti. L'indagine "punta a individuare scafisti e "a conoscere le condizioni dei 177 migranti a bordo della unità navale militare". Lo rende noto il procuratore Luigi Patronaggio. ''L' indagine - spiega il procuratore - affidata alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle e alla Squadra Mobile di Agrigento, oltre ad individuare scafisti e soggetti dediti al favoreggiamento della immigrazione clandestina, tende altresì a conoscere le condizioni dei 177 migranti superstiti a bordo della predetta unità navale militare". I pm di Agrigento, che hanno iscritto il ministro dell'Interno Matteo Salvini nel registro degli indagati per la vicenda della nave Diciotti, hanno trasmesso ieri il fascicolo d'inchiesta alla procura di Palermo che dovrà poi "girare" gli atti al tribunale dei ministri, competente visto il coinvolgimento di un membro dell'esecutivo. I reati contestati a Salvini, coindagato col suo capo di gabinetto, il prefetto Matteo Piantedosi, sono sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio. La trasmissione degli atti al tribunale dei ministri dovrà avvenire entro 15 giorni dalla ricezione della carte dalla Procura di Agrigento. Intanto, il ministro dell'Interno ostenta tranquillità e sul suo profilo Facebook pubblica una foto con una birra mentre si trova a pescare e scrive: "Sempre più determinato a difendere gli italiani, un brindisi a chi indaga, insulta o ci vuole male!". E poche ore su Twitter Salvini ha scritto: "Qualche mese fa il procuratore di Agrigento (quello che mi sta indagando) diceva: 'Il rischio di terroristi a bordo dei barconi è alto'. Ha cambiato idea? Per me il problema rimane lo stesso anche oggi".  Una denuncia nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in cui si ipotizza il reato di istigazione all'odio razziale (legge Mancino), aggravata dalla posizione di responsabile di una pubblica funzione, è stata presentata da alcuni cittadini alla Procura della Repubblica di Treviso. Per i firmatari il reato si sarebbe consumato attraverso una serie di affermazioni pubbliche rese dal ministro - tra giugno e luglio - tra le quali citano: "per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie, in maniera educata e tranquilla, ma se ne devono andare". Il ministro degli interni ha contestato la scorta a Saviano perché non la pensa come lui, potrebbe avere dei dubbi perché alcuni magistrati sono scortati. Da lui ci dobbiamo aspettare di tutto. 
   


mercoledì 29 agosto 2018

Boeri scettico

[U cuccu, s'ellu un canta lu diciottu, o ellu hè persu o ellu hè mortu. Il gallo, se non canta il diciotto, o si è perso o è morto.] Una nuova struttura per valutare l'impatto delle norme varate dal Governo. E’ l'ultima idea dell'Inps, guidato da Tito Boeri che ha allo studio la riorganizzazione della direzione Studi e ricerche, istituendo una nuova area manageriale. Il progetto è contenuto in un documento inviato dal direttore dell'Ufficio studi Massimo Antichi al direttore generale dell'Istituto Gabriella Di Michele. In pratica si chiede l'istituzione di una nuova area manageriale denominata 'Analisi e valutazioni di impatto della normativa'. L'obiettivo -si legge nel documento- è quello di "svolgere attività di analisi dei provvedimenti normativi e delle proposte di legge sulle tematiche del lavoro e della protezione sociale che impattano sul fabbisogno previdenziale". In particolare la nuova struttura dovrà effettuare analisi sulla normativa in materia di povertà, in materia di anticipo pensionistico, sulle norme riguardanti l'adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita con particolare riferimento all'individuazione delle esenzioni derivanti dallo svolgimento di particolarità attività e alle riforme del mercato del lavoro. Inoltre dovrà effettuare valutazioni di impatto della normativa al fine di pervenire effetti inattesi e fornire il necessario supporto alle iniziative dell'Istituto in ordine all'opportunità dell'intervento normativo e predisporre la documentazione richiesta dalle istituzioni pubbliche per la valutazione delle proposte normative e dei loro effetti. Nel documento si chiede anche di istituire una nuova posizione dirigenziale da affidare con apposito interpello finalizzato alla ricerca di una professionalità la cui specificità di funzioni richiede "approfondita conoscenza della normativa sulle tematiche del lavoro e della protezione sociale che impattano sul fabbisogno previdenziale in particolare della normativa in materia di contrasto alla povertà, in materia di anticipo pensionistico e di adeguamento dei requisiti previdenziali alla speranza di vita". Inoltre il nuovo dirigente dovrà vantare una "comprovata esperienza nell'attività di coordinamento e di reporting" e capacità di "interrelazione con enti e istituzioni pubbliche". Se il progetto andrà in porto sarà comunque interessante vedere a chi sarà affidata la nuova struttura.

Scontro per le pensioni d’oro

[U fretu di marzu ghjentri in u corru di u boiu. Il freddo di marzo entra nelle corna dei buoi.] La Lega boccia il ricalcolo contributivo delle pensioni d’oro sopra i 4 mila euro netti al mese, 80 mila euro lordi all’anno, proposto dal Movimento 5 Stelle in una proposta di legge depositata alla Camera a inizio agosto. Secondo uno studio di Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Lavoro dei governi Berlusconi e ora consigliere economico di Matteo Salvini, il piano dei 5 Stelle sarebbe “iniquo e arbitrario”: il taglio delle pensioni d’oro  penalizzerebbe chi ha lavorato per 40 anni o più, i lavoratori precoci, le donne che fino al 2011, prima della riforma Fornero, dovevano andare in pensione per legge 5 anni prima degli uomini. E colpirebbe soprattutto gli assegni del Nord: un problema per gli elettori del Carroccio. Dallo studio emerge anche un significativo dato territoriale: il 70% dei tagli alle pensioni d’oro, in base alla proposta arrivata a Montecitorio, cadrebbe al Nord, dove prevalgono gli assegni di anzianità. Certamente questo divario tra differenti aree geografiche potrebbe causare un problema all’elettorato della Lega. “Le categorie più colpite sarebbero i pensionati di anzianità che hanno contribuito di più (Italia del Nord e in parte al Centro), i lavoratori precoci e le donne la cui età legale di vecchiaia è sempre stata, fino al 2011, di 5 anni inferiore a quella degli uomini”, riporta uno dei passaggi del dossier di 37 pagine circa la proposta di legge dei 5 Stelle (originariamente firmata anche dalla Lega, ma poi messa in forse). Brambilla sostiene che sia meglio chiedere ai pensionati con assegni alti un contributo di solidarietà   invece di procedere con un taglio secco e permanente. Lega e 5 Stelle quindi al momento sembrerebbero essere distanti in merito alla sforbiciata agli assegni previdenziali più pesanti. Il tempo però inizia a stringere visto che in autunno dovrà essere presentata la manovra, con un accordo tra i due partiti della maggioranza che appare essere al momento più distante.

B. Maria della Croce, religiosa

Giovanna Jugan, questo il nome di battesimo, nasce il 25 ottobre 1792 in Bretagna. Nel 1817 entra a far parte del Terz'Ordine del Cuore della Madre Ammirale fondato da S. Giovanni Eudes. Più avanti fonda le Piccole Sorelle dei Poveri. Muore il 29 agosto 1879. Ancora giovane capisce che Dio le chiede di dedicarsi agli anziani poveri. A Dinan i Fatebenefratelli avevano fondato nel 1836 un ospedale per malati di mente. Un religioso di quella casa, incontrata Giovanna, la incoraggia a unirsi ad altre tre ragazze e nel 1842 è nominata superiora della piccola comunità, che prende il nome di 'Serve dei poveri' ed elabora un regolamento ispirato alla regola di S. Giovanni di Dio, che prevede anche il voto di ospitalità. 'Compatire è soffrire-con, guardare e accettare l'altro con tutto quello che è...': così Giovanna intende e vive l'ospitalità. Nel 1856 si ritira a La Tour-St-Joseph, sede della casa madre e del noviziato e lì rimane fino alla morte. Il 3 ottobre 1982 Giovanni Paolo II la proclama beata. Altri santi: Martirio di S. Giovanni Battista, S. Sabina, S. Alberico, S. Giusto, B. Teresa Bracco.

martedì 28 agosto 2018

27esimo anniversario Libero Grassi

[L'Etat c'est moi. Lo stato sono io. Luigi XIV]In occasione del 27esimo anniversario della morte di Libero Grassi, il 29 agosto, Addiopizzo e la famiglia dell'imprenditore assassinato da Cosa nostra promuovono una giornata d'iniziative in suo ricordo e della moglie Pina Maisano. L'imprenditore - che nel 1991 fu assassinato perché lasciato solo nella sua scelta di ribellione contro il racket delle estorsioni - oggi - sono convinti gli organizzatori - avrebbe a fianco diversi commercianti che in questi anni si sono finalmente liberati da ogni forma di taglieggiamento". Tuttavia, avvertono, "le denunce rimangono poche rispetto alle dimensioni del fenomeno". Per questa ragione la giornata sarà anche un momento per interrogarsi su cosa sia rimasto dell'esempio di Libero Grassi, su come cambiano le dinamiche criminali attraverso cui si perpetra il racket delle estorsioni, sul perché ci sia ancora chi continua a pagare e sulle ragioni che inducono alla scelta di denunciare.Inoltre, in occasione della giornata si svolgerà la II edizione della "Vela per l'inclusione sociale". I ragazzi di piazza Magione usciranno in barca accompagnati da Addiopizzo e Lega Navale Italiana nell'ambito di un percorso, dentro e fuori il quartiere Kalsa, finalizzato alla prevenzione e alla riduzione del disagio sociale e a favorirne l'inclusione. I ragazzi saliranno a bordo delle imbarcazioni dei soci della Lni, tra cui Azimut, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla Guardia di finanza in seguito a una operazione di lotta all'immigrazione clandestina. La traversata in barca si concluderà al Parco intitolato a Libero Grassi dove, tra cittadini, associazioni e istituzioni, si svolgerà un confronto sulla riapertura dell'area e sull'avvio di un percorso di progettazione e gestione partecipata. La riappropriazione e la valorizzazione di beni pubblici rimangono infatti uno degli strumenti per sottrarre spazio al malcostume, all'illegalità diffusa e a Cosa nostra, e la riapertura e la fruizione del Parco Libero Grassi si inseriscono in questa strategia. Questo il programma: alle 7.40, in via Vittorio Alfieri, ricordo di Libero Grassi a ventisette anni dalla morte; alle 10, nella sede Addiopizzo di via Lincoln 131, tavola rotonda su "Cosa è rimasto dell'esempio di Libero Grassi?", con Alice e Davide Grassi, il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e Domenico Cuttaia, commissario nazionale Antiracket. Nel corso del dibattito saranno presentate strategie e testimonianze di denuncia; alle 15.30, al porto Porto della Cala, seconda edizione della "Vela per l'inclusione sociale" Veleggiata in barche d'altura con i ragazzi di piazza Magione accompagnati da Addiopizzo e Lega navale italiana; alle 17.30, nel Parco Libero Grassi confronto tra cittadini, associazioni e istituzioni sulla riapertura del parco intitolato a Libero Grassi e sull'avvio di un percorso di progettazione e gestione partecipata.

S. Agostino di Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

Aurelio Agostino nasce nel 354 e vive la sua adolescenza a Tagaste (l'odierna Souk-Ahkras in Algeria), nella Numidia dell'Africa proconsolare. Il padre, Patrizio, pagano, di professione fa l'esattore delle tasse. La madre, Monica, è cristiana. Agostino dopo gli studi primari compie il suo curriculum prima nella vicina Madauros e poi a Cartagine. Nel 384 cerca a Roma, attraverso l'insegnamento, maggior guadagno e notorietà. Ottiene poi l'insegnamento di retorica a Milano. Qui si converte al cristianesimo e riceve il battesimo dal vescovo Ambrogio nella veglia pasquale del 24 aprile del 387. Nel 388, a 33 anni di età, abbandona l'Italia e ritorna in Africa. Da una vita di ricerca di Dio o della Sapienza, Agostino passa a percepire l'importanza della dimensione ecclesiale di tale ricerca. Vede la necessità di una formazione morale e teologica per il ministero presbiterale. Divenuto vescovo di Ippona, trasforma l'episcopio in un monastero di chierici. Agli anni dopo il 396 appartiene la maggior attività di Agostino, sia di ministero sia di scrittore. A tale periodo risalgono tra l'altro le 'Confessioni' e il 'De civitate Dei'. Altri santi: S. Adelina, S. Alessandro I, S. Giuliana, S. Restituto di Cartagine, S. Mosè di Scete.

Summit Putin-Erdogan-Rohani il 7/9

[3 pignatte à u focu, è festa! Tré donne in casa è gran'timpesta! Tre pentole sul fuoco, è festa! Tre donne in casa è gran tempesta!] I presidenti di Russia, Turchia e Iran si riuniranno il prossimo 7 settembre a Tabriz, nell'Iran nord-occidentale, per il terzo incontro a livello di leadership del terzetto di Astana sulla Siria. In precedenza, vertici analoghi tra i presidenti Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan e Hassan Rohani si erano svolti a Sochi e Ankara. Lo riferiscono fonti della presidenza turca. Tra le questioni principali in agenda ci sarà la delicata situazione a Idlib, ultima roccaforte dei ribelli filo-Ankara contro cui Damasco prepara un'offensiva. Si apre all'Aja l'udienza della Corte internazionale di giustizia sulla denuncia presentata lo scorso luglio dall'Iran contro le sanzioni Usa. Teheran chiede che "gli Stati Uniti vengono posti davanti alle loro responsabilità per aver reintrodotto illegalmente le sanzioni unilaterali" contro la Repubblica islamica.    Washington ha violato - secondo gli iraniani - diversi articoli del Trattato di Amity del 1955 (firmato ben prima della rivoluzione islamica del 1979) e incentrato sulle relazioni economiche e consolari tra Usa e Iran. Nella denuncia, l'Iran chiede che le sanzioni siano sospese. Il ministero della Difesa e le Industrie militari israeliane (Imi) hanno firmato un accordo di centinaia di milioni di shekel per missili di alta precisione.    Alcuni di questi hanno - secondo i media - un raggio tra i 30 e i 150 chilometri. "Stiamo acquistando e sviluppando sistemi di alta precisione - ha detto il ministro Avigdor Lieberman - che aumentano le capacità di offesa dell'esercito israeliano. In pochi anni potremo coprire il corto e il lungo raggio nell'area". L'amministrazione Trump annuncerà nelle prossime settimane, nel piano di pace per il Medio Oriente che sta elaborando, un cambio di politica radicale verso il dossier del 'Diritto al ritorno' in Israele dei profughi palestinesi e loro discendenti. Lo ha rivelato la tv israeliana 'Hadashot' secondo cui gli Usa renderanno noto a breve una decisione che di fatto riduce del 90% il numero di chi è considerato ad oggi dall'Unrwa (agenzia dell'Onu per i rifugiati) "un legittimo profugo palestinese" passando da circa 5 milioni a 500 mila. Il 'Diritto al Ritorno' è da sempre, in ogni trattativa di pace, uno dei punti chiave delle richieste palestinesi secondo cui profughi e loro discendenti devono tornare in Israele da dove fuggirono o furono allontanati ai tempi della nascita dello stato e della successiva guerra di indipendenza. Israele ha da sempre rifiutato la richiesta palestinese sostenendo che è un tentativo di distruggere lo stato alterandone la maggioranza ebraica. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che intende discutere la crescita della cooperazione tecnico-militare bilaterale con il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu, in un incontro in programma a Mosca. "Abbiamo sempre qualcosa da discutere dal nostro programma bilaterale: le relazioni nel settore commerciale, l'economia, la cooperazione umanitaria e la cooperazione tecnico-militare si stanno sviluppando molto, molto attivamente", ha detto Lavrov parlando prima dell'incontro con Cavusoglu. Lo riporta Interfax. I ministri degli esteri di Russia e Turchia, Sergei Lavrov e Mevlut Cavusoglu, hanno concordato di creare le condizioni per il ritorno dei rifugiati in Siria. "Abbiamo discusso di problemi internazionali, con particolare attenzione alla situazione in Siria", ha detto Lavrov dopo il suo incontro con Cavusoglu a Mosca. "Non c'è dubbio che la Russia e la Turchia sono interessate a mettere in comune i loro sforzi per permettere il ritorno sicuro dei cittadini siriani nella loro terra d'origine: lavoreremo insieme affinché questi processi contribuiscano alla stabilizzazione e risolvano i problemi nella preparazione di un processo politico", ha affermato Lavrov. "Abbiamo anche in programma di lavorare insieme per sradicare il terrorismo sul suolo siriano e stabilire una pace e una stabilità durature in Siria", ha concluso il ministro degli Esteri russo. Lo riporta Interfax.

I furbetti di Ryanair

[Di tutte le trentasei alternative, scappare è la migliore. Proverbio cinese] Dopo 8 mesi di trattative l'Anpac ha sottoscritto il primo Contratto Collettivo di Lavoro per i Piloti di Ryanair basati in Italia. Lo annuncia il sindacato in una nota. Si tratta, afferma l'associazione, di "un avvenimento storico per il vettore irlandese in quanto il contratto collettivo di lavoro di diritto italiano sottoscritto è anche il primo contratto collettivo di lavoro del personale navigante di Ryanair siglato in Europa". "Siamo lieti di annunciare la stipula di questo primo contratto collettivo di lavoro con i nostri piloti italiani e ci auguriamo che sia presto seguito da un simile accordo con i nostri piloti irlandesi". Lo afferma il capo del personale di Ryanair, Eddie Wilson, in una nota sul sito della compagnia aerea. "Abbiamo invitato - prosegue Wilson - il sindacato britannico, tedesco e spagnolo a un incontro nei prossimi giorni per negoziare e, speriamo, di concordare contratti collettivi di lavoro simili in questi altri mercati. Gli accordi raggiunti dimostrano i reali progressi compiuti da Ryanair nelle negoziazioni con i suoi piloti e i loro sindacati nei diversi mercati dell'Ue". Nella nota Ryanair ricorda che l'Italia Rappresenta il 20% della flotta e dei piloti della compagnia. "Più che un contratto si tratta di un regolamento aziendale". Lo affermano unitariamente Filt Cgil e Uiltrasporti, in merito alla notizia della firma da parte di Anpac del primo contratto collettivo di lavoro per i piloti di Ryanair, basati in Italia, aggiungendo che "siamo ben lontani da un contratto collettivo, in quanto non è regolato dal diritto italiano ma da quello irlandese". Le due sigle hanno così inviato una comunicazione di diffida alla compagnia e all'Anpac ad applicare tale contratto nei numerosi punti che risultano peggiorativi dello status quo e della normativa nazionale di riferimento, e nei prossimi giorni proclameranno, dopo quello dello scorso 25 luglio, un nuovo sciopero di piloti ed assistenti di volo di Ryanair, basati in Italia, "contro questo accordo e per l'avvio, finalmente, di una trattativa seria con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori Ryanair".Ryanair cambia ancora la politica sui bagagli. Dal primo novembre non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. Le soluzioni saranno due: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l'imbarco del secondo bagaglio, anche se di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Se il trolley verrà registrato al momento dell'acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per imbarcare valigie di massimo 20 chili. L'obiettivo è quello di convincere i passeggeri a spedire il bagaglio per ridurre il più possibile i tempi di imbarco ed evitare ritardi nella partenza dei voli. Secondo quanto afferma la compagnia in una nota, il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti.

lunedì 27 agosto 2018

E vissero (Gh - Ap) felici e contenti

[Caratteristica del lavoro scientifico è lo scegliere. Giorgio Pasquali] Da indiscrezioni di corridoio apprendo che la prm sarebbe stata vinta dalla Gh Palermo. Non avevo dubbi. Dopo tutto è stato meglio così anche perché gli accordi si rispettano e i tradimenti fanno sempre male. Inizialmente anche Aviapartner aveva pensato che forse poteva partecipare alla gara, ma al protocollo della Gesap non è mai arrivata nessuna richiesta. A convivere i fiamminghi a stare sereni hanno pesato i 22 della clausola sociale ancora in bilico, che se avesse vinto un terzo è non Gh scattava il ugualmente il  passaggio. Domani (ventottesimo giorno del quinto mese) ci sarà tutto nero su bianco: il capo scalo Ap potrà festeggiare lo scampato pericolo di avere altri 22 campioni, e già satura dei suoi, gli sfortunati resteranno con il Saracino. In tutta questa vicenda conta che ancora una volta l’impianto dell’accordo sindacale ha tenuto.  Ovviamente il merito (ma questo lo sanno anche loro) non è della Cgil, uil,cisl e ugl che in apt hanno solo sindacalisti effe effe. Dopo tutto già il 15 settembre, dello scorso anno, il Chiattone aveva detto chiaramente a Baywatch che se voleva recuperare lo scalo di Palermo doveva parlare con chi la palla la gioca di prima, avendo una visione complessiva. Tutto il resto è noia.

Povera Italia

[Dio ha dunque dimenticato quello che ho fatto per lui? attribuito a Luigi XIV]. Moody's ha abbassato le sue stime di crescita del Pil italiano dall'1,5% all'1,2% per il 2018 e dall'1,2% all'1,1% per il 2019 alla luce della "forza inferiore alle attese" manifestata dall'economia nel secondo trimestre del 2018. Per Moody's, si legge nell'aggiornamento del suo 'Global macro outlook', l'economia globale "resta solida" ma potrebbe aver raggiunto "il suo picco" anche perché "le tensioni commerciali degli Usa con la Cina peggioreranno quest'anno, pesando sulla crescita globale nel 2019".   "L'autunno sarà caldissimo, se l'estate è stata così non potete immaginare cosa sarà l'autunno, con i poteri forti che ci stanno facendo la guerra in questo momento". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Sky Tg24, aggiungendo che il governo intende fare una "legge di bilancio coraggiosa che mette al centro i cittadini, ma se in Europa ci hanno trattato così sull’immigrazione mi immagino cosa faranno sui conti". Viene da ridere pensando che un movimento che non riesce a gestire i comuni possa gestire uno stato sgangherato come l’Italia. La democrazia è bella perché anche  i mediocri possono governare, con la scusa di fare gli interessi degli italiani saranno i primi a pagare le loro cazzate, è dio solo sa quante faranno. "Se l'Unione europea ci desse dei segnali di aiuto" non solo sui migranti, ma "anche sulla lotta alla povertà e alla disoccupazione, con il reddito di cittadinanza, con la possibilità di eliminare la legge Fornero, noi potremmo ravvederci", ha aggiunto il vicepremier, tornando a 'minacciare' il blocco dei fondi all'Ue e la bocciatura del bilancio europeo. "Invece - ha proseguito - il loro atteggiamento è veramente inspiegabile". "Confido nel fatto che questi commissari e burocrati europei prendano coscienza del fatto che loro politicamente hanno le ore contate, perché alle prossime elezioni europee saranno spazzati via. Questa gente non vedrà mai più il ruolo di commissario nella propria vita, quindi è meglio che lasciano un ricordo positivo adesso, perché le prossime elezioni europee saranno ancora di più un terremoto rispetto a quelle italiane del 4 marzo", ha detto parlando delle questioni che oppongono l'Italia all'Europa. L'Italia è l'unico Paese del G7 che nel secondo trimestre dell'anno ha registrato un rallentamento della crescita. È  quanto sottolinea l'Ocse negli ultimi dati sul Pil. Tra aprile e giugno 2018 la crescita dell'area è stata dello 0,6% contro lo 0,5% del primo trimestre. L'accelerazione si è sentita negli Usa, con un balzo dallo 0,5% all'1%, in Giappone (+0,5% da -0,2%). In Germania (+0,5% da 0,4%) e nel Regno Unito (+0,4% da +0,2%). Il Pil è stato stabile in Francia (+0,2%), mentre in Italia ha rallentato da +0,3% a +0,2%. Il dato del Canada non è ancora disponibile. La crescita del Pil, evidenzia ancora l'Ocse, è rimasta stabile allo 0,4% sia nell'Unione europea che nell'eurozona. Su base annua, l'economia nell'area dell'organizzazione, ha rallentato marginalmente, passando dalla crescita del 2,6% del primo trimestre al +2,5% del secondo trimestre (rispetto allo stesso periodo del 2017). Tra i Paesi del G7, gli Stati Uniti hanno segnato un picco di +2,8%, mentre per il Giappone la crescita è stata la più bassa su base annua, pari a +1,0[Dio ha dunque dimenticato quello che ho fatto per lui? attribuito a Luigi XIV]. Moody's ha abbassato le sue stime di crescita del Pil italiano dall'1,5% all'1,2% per il 2018 e dall'1,2% all'1,1% per il 2019 alla luce della "forza inferiore alle attese" manifestata dall'economia nel secondo trimestre del 2018. Per Moody's, si legge nell'aggiornamento del suo 'Global macro outlook', l'economia globale "resta solida" ma potrebbe aver raggiunto "il suo picco" anche perché "le tensioni commerciali degli Usa con la Cina peggioreranno quest'anno, pesando sulla crescita globale nel 2019".   "L'autunno sarà caldissimo, se l'estate è stata così non potete immaginare cosa sarà l'autunno, con i poteri forti che ci stanno facendo la guerra in questo momento". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Sky Tg24, aggiungendo che il governo intende fare una "legge di bilancio coraggiosa che mette al centro i cittadini, ma se in Europa ci hanno trattato così sull’immigrazione mi immagino cosa faranno sui conti". Viene da ridere pensando che un movimento che non riesce a gestire i comuni possa gestire uno stato sgangherato come l’Italia. La democrazia è bella perché anche  i mediocri possono governare, con la scusa di fare gli interessi degli italiani saranno i primi a pagare le loro cazzate, è dio solo sa quante faranno. "Se l'Unione europea ci desse dei segnali di aiuto" non solo sui migranti, ma "anche sulla lotta alla povertà e alla disoccupazione, con il reddito di cittadinanza, con la possibilità di eliminare la legge Fornero, noi potremmo ravvederci", ha aggiunto il vicepremier, tornando a 'minacciare' il blocco dei fondi all'Ue e la bocciatura del bilancio europeo. "Invece - ha proseguito - il loro atteggiamento è veramente inspiegabile". "Confido nel fatto che questi commissari e burocrati europei prendano coscienza del fatto che loro politicamente hanno le ore contate, perché alle prossime elezioni europee saranno spazzati via. Questa gente non vedrà mai più il ruolo di commissario nella propria vita, quindi è meglio che lasciano un ricordo positivo adesso, perché le prossime elezioni europee saranno ancora di più un terremoto rispetto a quelle italiane del 4 marzo", ha detto parlando delle questioni che oppongono l'Italia all'Europa. L'Italia è l'unico Paese del G7 che nel secondo trimestre dell'anno ha registrato un rallentamento della crescita. È  quanto sottolinea l'Ocse negli ultimi dati sul Pil. Tra aprile e giugno 2018 la crescita dell'area è stata dello 0,6% contro lo 0,5% del primo trimestre. L'accelerazione si è sentita negli Usa, con un balzo dallo 0,5% all'1%, in Giappone (+0,5% da -0,2%). In Germania (+0,5% da 0,4%) e nel Regno Unito (+0,4% da +0,2%). Il Pil è stato stabile in Francia (+0,2%), mentre in Italia ha rallentato da +0,3% a +0,2%. Il dato del Canada non è ancora disponibile. La crescita del Pil, evidenzia ancora l'Ocse, è rimasta stabile allo 0,4% sia nell'Unione europea che nell'eurozona. Su base annua, l'economia nell'area dell'organizzazione, ha rallentato marginalmente, passando dalla crescita del 2,6% del primo trimestre al +2,5% del secondo trimestre (rispetto allo stesso periodo del 2017). Tra i Paesi del G7, gli Stati Uniti hanno segnato un picco di +2,8%, mentre per il Giappone la crescita è stata la più bassa su base annua, pari a +1,0

S. Monica, madre

Nasce nel 331 ca. a Tagaste, nella Numidia (attuale Algeria). Ha tre figli, ma uno più degli altri la preoccupa: Agostino. Infatti proprio per amore lo segue quando lui viene a Roma e poi a Milano e, con tante lacrime, prega Dio perché conduca questo suo figlio sulla retta via. Le sue preghiere saranno esaudite. 'Il figlio di tante lacrime non può perdersi', dice una volta a Monica Ambrogio, vescovo di Milano, quando la donna torna ancora una volta da lui, disperata per la vita dissoluta e senza meta condotta dal figlio Agostino. Monica, tra le lacrime, implora il figlio, all'epoca seguace della dottrina eretica dei manichei, di convertirsi e di ricevere il battesimo. E’ inoltre sempre accanto al figlio sulla strada che lo porterà a divenire una delle figure di maggior rilievo della cristianità. Monica muore a Ostia nell'ottobre del 387. Altri santi: S. Cesario, S. Narno.

Modigliana, stella dell’Appennino

[Chi ha 2 donne perde l’anima,  a chi ha 2 case perde il senno. Proverbio corso] Sull’appennino tosco-romagnolo brilla la stella di Modigliana. A settembre 3 giorni dedicati ai vini e all’identità territoriale, tra degustazioni, banchi d’assaggio, cena stellata, conferenza sul Sangiovese e visite guidate. L’8, il 9 e il 10 settembre si svolgerà la seconda edizione di “Modigliana, stella dell’Appennino”, l’evento nel quale i produttori locali presentano i vini Modigliana 2017 e i Modigliana riserva 2015. Le aziende che aderiscono all’evento sono: Agrintesa, Torre San Martino, Villa Papiano, Il Pratello, Il Teatro, Casetta dei Frati, Castelluccio, Balia di Zola, Mutiliana, Lu.Va. Il programma dell’edizione 2018 – si legge in una nota – è molto ricco e farà di Modigliana un vero e proprio laboratorio culturale nel quale verranno affrontati e sviluppati temi cari a questo gruppo: l’identità territoriale costruita su una diversità geologica dei terreni, un linguaggio moderno ed elegante dei vini e il coinvolgimento di tutta la comunità di abitanti di questo piccolo paese sulle colline forlivesi dell’Appennino tosco-romagnolo. Si parte sabato 8 settembre alle ore 16 al Borghetto di Brola dove avverrà la presentazione dei vini e del territorio, a cura di Giorgio Melandri, wine writer e degustatore e curatore dell’evento modiglianese. A seguire visita guidata al territorio (ripetuta anche domenica e lunedì alle 16) con Alessandro Liverani, forestale ed esperto di Modigliana, e Francesco Bordini, agronomo e wine maker. In collaborazione con Accademia degli Incamminati. Evento gratuito. La giornata si chiuderà con la cena che vedrà protagonista lo chef Gianni D’Amato, uno dei cuochi tra i migliori d’Italia, già due stelle Michelin a Reggiolo con il Rigoletto (poi chiuso a causa dei danni del terremoto del 2012) e oggi stella della ristorazione di Reggio Emilia con il caffè Arti e Mestieri. La cena sarà dedicata ai prodotti del territorio (carni, formaggi, selvaggina, funghi, erbe spontanee, grani antichi, marroni) in un omaggio a questa filiera di “montagna” sempre in bilico tra agricoltura e bosco. Ad accompagnare le pietanze ci saranno i vini delle cantine aderenti al gruppo Stella dell’Appennino. Introdurrà la cena il giornalista Mario Russomanno. Appuntamento alle ore 20 al Mercato Coperto. Costo della cena 50 euro.

domenica 26 agosto 2018

S. Zefirino, papa

È vescovo di Roma agli inizi del III secolo. Il 'Liber Pontificalis' ci segnala che papa Zefirino muore probabilmente il 25 agosto e viene sepolto nel cimitero sulla Via Appia. Le testimonianze antiche sull'attività di papa Zefirino si collocano nel contesto di quelle sulle controversie dottrinali che allora agitano la comunità di Roma: l'evoluzione delle vicende istituzionali e teologiche pongono ormai il vescovo romano al centro del conflitto tra correnti di pensiero divergenti sul tema della divinità di Cristo, tra le soluzioni diverse predicate da adozionisti, modalisti e seguaci della teologia del 'Logos'. Nel clima generale di dibattito il confronto di dottrine assume pertanto il carattere di scontro tra il papa e un eretico, mentre il vertice ecclesiastico viene investito della paternità delle opzioni della chiesa romana, e si configura come conflitto tra comunità rivali nella persona dei rispettivi capi. Un tempo non facile quello di papa Zefirino, che lo vede comunque impegnato a difendere la dottrina e la Parola di Dio. Altri santi: S. Alessandro, S. Bonifacio, S. Liberato, S. Giovanna, S. Oronzo.

Crisi politica in Iran

[Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.  Proverbio cinese] Il comandante delle forze speciali Qods delle Guardie rivoluzionarie (Pasdaran) iraniane, gen. Qassam Soleimani, ha detto, rivolto al presidente Usa, Donald Trump, che l’Iran è pronta al "confronto militare" con gli Stati Uniti. "Siamo più vicino a voi di quanto non possiate immaginare. Siamo pronti. Non dimenticate che siamo le Forze Qods", ha scritto il gen Soleimani su Twitter, rispondendo a un tweet di Trump che metteva in guardia Teheran 'non minacciate mai più gli Stati Uniti". "Come soldato è mio dovere rispondere. Come osi minacciarci? Se voi comincerete una guerra, noi la termineremo", scrive il leader della forza d'élite iraniana.  Il Parlamento iraniano ha votato il licenziamento del ministro delle finanze del governo moderato di Hassan Rohani, Masud Karbasian, accusato di non aver fatto abbastanza per aiutare l'economia e la valuta nazionale dopo il varo delle sanzioni americane contro Teheran. Il presidente del Parlamento, Ali Larijani, ha dichiarato che 137 dei 260 deputati hanno votato contro Karbasian. È  il secondo attacco dell'assemblea al governo Rohani, che affronta in patria una crisi di credibilità, aumentata dopo l'uscita degli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare del 2015. I primi di agosto fu licenziato, per via parlamentare, il ministro del lavoro Ali Raniei. Il ministro della difesa iraniano, Amir Hatami, è in visita in Siria per due giorni, impegnato in colloqui per promuovere la cooperazione tra le due nazioni, e dovrebbe incontrare il presidente Bashar Assad. Secondo la tv iraniana In inglese Press tv, Hatami auspica che l'Iran possa giocare "un ruolo produttivo" nella ricostruzione della Siria postbellica. Nella guerra civile che sta martoriando la Siria da sette anni, Teheran ha offerto un sostegno chiave ad Assad, inviando migliaia di consiglieri militari e milizie a sostegno delle forze armate. Israele ha espresso più volte preoccupazione per la crescente influenza dell'Iran in Siria. La visita del ministro della Difesa arriva mentre la Siria si prepara a un'offensiva militare nella provincia settentrionale di Idlib, ultima roccaforte dei ribelli e con una vasta presenza di Al Qaida.
   


Addio McCain

[La felicità è come un raggio di sole che qualsiasi ombra nasconde, mentre le avversità sono come le piogge di primavera. Proverbio cinese] Il senatore repubblicano John McCain è morto all'età di 81 anni. Il decesso è avvenuto in Arizona, alle ore 16.28 minuti. McCain combatteva da tempo contro un aggressivo tumore maligno al cervello e aveva annunciato solo lo scorso venerdì di aver deciso di sospendere le cure.  Il presidente americano Donald Trump esprime in un tweet il suo "più profondo rispetto per la famiglia di McCain. I nostri cuori e le nostre preghiere sono con voi". Fra Trump e McCain i rapporti non sono stati dei migliori, con il senatore che ha inflitto al presidente uno schiaffo pesante sull'Obamacare e Trump che non l'ha mai dimenticato. Ma le tensioni risalgono anche a prima: alla campagna elettorale in cui Trump lo ha accusato di non essere un eroe visto che era stato catturato dai vietcong. "Grazie senatore McCain - twitta la First Lady Melania Trump - per il suo servizio al Paese". Nell'esprimere le proprie condoglianze alla famiglia McCain, l'ex presidente Obama ricorda la loro sfida alle elezioni presidenziali del 2008. "Eravamo molto diversi ma condividevamo la fedeltà a qualcosa di più alto, ovvero agli ideali per cui generazioni di americani e immigrati hanno combattuto, manifestato e fatto sacrifici" afferma, definendo il senatore repubblicano un "coraggioso", che "ci ispira". Il senatore repubblicano è definito un "patriota del livello più alto" dall'ex presidente George W. Bush: "Mi mancherà" dice Bush, che ha battuto McCain nel 2000 per poi appoggiarlo nel 2008, quando correva contro Obama. John Sidney McCain III era nato il 29 agosto 1936 in una base navale a Panama, figlio e nipote di ammiragli a quattro stelle e erede di una famiglia in cui la tradizione militare risale alla guerra d'Indipendenza. Da padre, nonno e bisnonni, ma anche dalla madre Roberta che gli è sopravvissuta, John non aveva ereditato solo la passione per la divisa, ma anche quella per la battuta graffiante e la polemica. In gioventù amava le donne e l'alcool. All'Accademia navale di Annapolis era noto per essere sempre in punizione. In Florida, dove si addestrò al volo, si lanciò in una torrida relazione con una spogliarellista nota come "Marie the Flame of Florida". Il fatto che nel 2008, a 72 anni, fosse ancora un vigoroso aspirante presidente ha del miracoloso, guardando al passato di pilota di caccia della Navy. Da allievo, sopravvisse alla caduta di un jet in addestramento. Nel 1967 in Vietnam il suo aereo prese fuoco mentre si preparava al decollo da una portaerei. Pochi mesi dopo fu abbattuto dai nordvietnamiti nel cielo di Hanoi. McCain, ripescato da un laghetto nel centro della città dove ancora oggi una lapide ricorda l'evento, sopravvisse di nuovo, con le gambe e un braccio a pezzi. I vietnamiti lo catturarono, lo colpirono ripetutamente con le baionette e lo chiusero nell'ex prigione francese, dove trascorse anni da incubo.  Al ritorno negli Usa entrò in politica, ma negli anni '70 ebbe difficoltà a costruire una seria carriera. Solo negli anni Ottanta, al tempo di Ronald Reagan, John cominciò a farsi conoscere, anche come protagonista di iniziative spesso non condivise dal suo stesso partito come le leggi di riforma del finanziamento elettorale e contro le torture. Nel 2000 tentò una prima volta la corsa alla Casa Bianca, con una campagna fuori dagli schemi. Dato politicamente per morto dopo la sconfitta alle primarie contro George W. Bush, era resuscitato a sorpresa come candidato GOP nel 2008: al suo fianco Sara Palin come vice, ma alla fine Barack Obama risultò un osso troppo duro.

Le medaglie di Salvini

[Non usare un'accetta per togliere una mosca dalla fronte del tuo amico. Proverbio cinese] Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, torna a rispondere su Facebook alle accuse della procura di Agrigento per il caso del mancato sbarco dei migranti dalla nave Diciotti della Guardia costiera: "Ogni inchiesta o minaccia perché difendo la sicurezza per me è una medaglia"; e sui social ringrazia e sprona i suoi followers: "Siamo più di tre milioni", festeggia pubblicando anche un video-claim di ringraziamento. "Amici, da ieri notte siamo più di 3 milioni su questa pagina, una splendida comunità che cresce. Il vostro entusiasmo in Rete e il vostro affetto nelle piazze mi fanno capire che stiamo andando nella giusta direzione: gli altri attaccano e litigano, noi lavoriamo e risolviamo problemi", posta Salvini, aggiungendo: "Ogni inchiesta, bugia, insulto o minaccia perché difendo la sicurezza, i confini e il futuro degli Italiani, sono per me una medaglia. Grazie: se voi ci siete, IO CI SONO e non mollo". Il magistrato Armando Spataro continua nella sua lotta personale contro il ministro Salvini. Nella veste di procuratore capo a Torino ha formalmente chiesto al ministro della giustizia Alfredo Bonafede di pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione a procedere da lui inoltrata nel 2016, contro Matteo Salvini per vilipendio all’ordine giudiziario. L’attuale Ministro dell’Interno il 14 febbraio del 2016 durante un comizio a Collegno parlò di magistratura schifezza e il procuratore aveva aperto un fascicolo. Per il reato di vilipendio all’ordine giudiziario è necessaria l’autorizzazione a procedere da parte del Guardasigilli e il precedente ministro, Andrea Orlando (Pd), nonostante tre sollecitazioni, non ha mai risposto. La pronuncia del ministro della giustizia è indispensabile per stabilire quale deve essere la sorte del procedimento. Ma, nonostante  le non risposte del governo amico, adesso il procuratore, che si occupa anche di altre questioni certo più importanti quali le azioni dei no tav e dei centri sociali tipo Askatasuna, insiste nella sua personale lotta contro Salvini. Resta una domanda: i magistrati fanno politica? Per arrivare al giudizio di un ministro - o di un presidente del Consiglio - si passa attraverso una procedura laboriosa e ricca di garanzie che prevede anche un voto parlamentare. Il tribunale dei ministri è una sezione specializzata del tribunale ordinario competente per i reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai ministri nell'esercizio delle loro funzioni. L'articolo 96 della Costituzione stabilisce infatti che "Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale". Secondo le due leggi che disciplinano la materia, un'eventuale indagine sull'operato del ministro dell'Interno diventa subito di competenza del "Tribunale dei ministri". I rapporti, i referti e le denunzie per i reati ministeriali sono trasmessi al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello competente per territorio, il quale, senza compiere nessun tipo di indagine, deve entro quindici giorni trasmettere gli atti al tribunale dei ministri e darne immediata comunicazione ai soggetti interessati, affinché possano presentare memorie o chiedere di essere ascoltati. Ricevuti gli atti, il tribunale dei ministri entro 90 giorni, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, può decidere l'archiviazione - nel qual caso il decreto non è impugnabile - oppure la trasmissione degli atti con una relazione motivata al procuratore della Repubblica, affinché chieda l'autorizzazione a procedere. L'autorizzazione è chiesta alla Camera di appartenenza degli inquisiti, anche se alcuni di loro non sono membri del parlamento. La Camera competente - sulla base dell'istruttoria condotta dall'apposita giunta - può negare, a maggioranza assoluta, l'autorizzazione ove reputi, con valutazione insindacabile, che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico. Una volta ottenuta l'autorizzazione a procedere, il giudizio di primo grado spetta al tribunale ordinario del capoluogo del distretto di corte d'appello competente per territorio. Non, però, al tribunale dei ministri; anzi, i componenti di quest'ultimo, al momento in cui ha svolto le indagini, non possono partecipare alle ulteriori fasi del procedimento. Per le impugnazioni e gli ulteriori gradi di giudizio si applicano le norme del codice di procedura penale.

sabato 25 agosto 2018

S. Giuseppe Calasanzio, sacerdote

Nasce l'11 marzo 1557 nel castello di Calasanza, nella Spagna settentrionale. Dopo gli studi di filosofia e teologia diventa sacerdote. Nel 1592, alla morte del padre, dona tutta la sua eredità e si trasferisce a Roma dove trova molti derelitti, bambini senza tetto, che hanno perso i genitori nelle epidemie e che ora vagano per le strade. Decide di occuparsi di loro e insieme ad altri compagni dà vita alla prima cellula di quelli che saranno gli Scolopi, Congregazione dedita all'insegnamento. Nel 1597 decide di fondare la prima scuola pubblica e gratuita d'Europa. Sono sempre di più i religiosi e gli insegnanti che si uniscono a Giuseppe, tanto che presto i loro bambini superano il migliaio. La scuola si trova nella casa parrocchiale di Santa Dorotea, nel quartiere romano di Trastevere. Nel 1621 la comunità che si era man mano costituita viene riconosciuta da Papa Gregorio XV come Ordine religioso, e Giuseppe ne è il primo superiore generale. Muore il 25 agosto 1648 ed è canonizzato da Clemente XIII nel 1767. Altri santi: S. Ludovico, S. Genesio, S. Erminia, Ss. Giulio e Ermete, S. Eusebio di Roma.

Quinto giorno per la Diciotti       

[Tutto è amore: l'universo non è che amore. Anonimo] Sono iniziate da alcuni minuti negli uffici della Procura di Roma le audizioni del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, nell'ambito dell'inchiesta sulla nave Diciotti della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Il capo dei pm agrigentini sta ascoltando, come persone informate sui fatti, alcuni funzionari del ministero dell'Interno.   Tutto apparentemente tranquillo, sotto un sole già caldo, nel porto di Catania, dove da cinque giorni è ormeggiata nave Diciotti con a bordo 150 dei 190 migranti soccorsi al largo di Lampedusa. Dal pattugliatore della Guardia costiera tre giorni fa sono stati sbarcati 27 minorenni non accompagnati. A bordo ci sono ancora 130 eritrei, 10 migranti delle Isole Comore, sei bengalesi, due siriani, un egiziano ed un somalo. . Oggi alle 17 nel porto è in programma un presidio di un cartello di associazioni regionali per chiedere la 'liberazione' di "persone stremate e in precarie condizioni di salute". Anche stamane sul molo di Levante è presente solamente personale della Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di finanza e carabinieri. Nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l'assistenza allo sbarco. "È giunto il momento di porre fine al botta e risposta che ha visto i paesi competere in una corsa al ribasso su chi può assumersi la responsabilità minore per le persone soccorse in mare. È pericoloso e immorale mettere a rischio la vita dei rifugiati e dei richiedenti asilo, mentre gli Stati sono impegnati in un braccio di ferro politico per soluzioni a lungo termine". Cosi' l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi in una dichiarazione resa nota oggi a Ginevra sul caso della nave Diciotti. Nella nota l'agenzia Onu per i rifugiati, torna ad esortare gli Stati membri dell'Ue ad offrire urgentemente posti di ricollocamento alle circa 150 persone soccorse in mare che sono tuttora a bordo della nave della guardia costiera italiana "Diciotti". L'Unhcr esorta poi le autorità italiane a consentire lo sbarco immediato di coloro che sono a bordo della barca ormeggiata a Catania dal 20 agosto.Forte calo di arrivi di migranti in Italia, a luglio: sono circa 1.900, ovvero -83% rispetto a luglio 2017. Il numero totale di migranti intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale, nei primi sette mesi del 2018 è calato a circa 18.200, -81% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si legge in una nota di Frontex. In generale, nei primi sette mesi dell'anno, il numero di arrivi nell'Ue attraverso le principali rotte è calato del 43%, a 73.500, soprattutto per la diminuzione della pressione nel Mediterraneo centrale. Si è invece quadruplicato il numero degli arrivi di migranti in Spagna, sempre a luglio, sulla rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto allo stesso mese del 2017. Oltre la metà dei 14.900 migranti giunti nell'Unione europea a luglio, ovvero 8.800, sono arrivati nella penisola iberica. Si legge in una nota di Frontex. Nei primi sette mesi del 2018 sono stati 23.100 i migranti arrivati in Spagna, ovvero, il doppio dell'anno precedente. "C'è la politica della comunicazione pura, la demagogia stile Salvini. C'è la politica delle emozioni sulla quale non si costruisce nulla. Poi c'e' l'azione, quella voluta dalla Francia, in cui l'Europa assume il suo ruolo e il nostro paese la sua solidarietà". Così il leader di En Marche, Cristophe Castaner, commenta in un tweet la soluzione del caso della nave dei migranti Aquarius. La Francia ha annunciato che accoglierà 60 dei 141 migranti a bordo in base all'intesa raggiunta oggi che prevede la ripartizione in 5 paesi europei. Lo fa sapere l'Eliseo in una nota.  La crisi migratoria in Venezuela potrebbe eguagliare quella del Mediterraneo. È  l'allarme lanciato dall'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Molti venezuelani hanno scelto di lasciare il Paese a causa della recessione che dura da 5 anni. Secondo l'Onu, dal 2015 a oggi, 1,6 milioni di venezuelani sono fuggiti dal Paese, il 90% dei quali in altri Stati del Sud America. "Questo sta determinando una crisi che abbiamo già visto in altre parti del mondo, in particolare nel Mediterraneo", sostiene l'Oim.

Quitaly

[Tutto ciò che soddisfa la fame, è buono da mangiare.Proverbio cinese]  Dimenticate la Brexit, il prossimo scossone si chiamerà Quitaly. A dirlo non è un movimento populista o un giornale euroscettico, bensì il rinomato e tendenzialmente progressista the Guardian, che giocando sul verbo quit (lasciare) indica l’Italia come prossima defezione dall’Eurozona con conseguente collasso della moneta unica.  Il prossimo ‘big problem’ per l’Unione, secondo l’autorevole quotidiano britannico, è la possibilità che l’Italia possa decidere di averne abbastanza dell’euro e tornare alla lira, visti i numeri che indicano come negli ultimi due decenni non vi sia stato alcun segnale di crescita nel Belpaese, con le merci italiane divenute sempre meno competitive sui mercati d’esportazione. La crescita pressoché nulla e gli alti livelli di disoccupazione si riflettono sull’alto livello di crediti ‘non performing’, che stanno azzoppando le banche italiane. I potenziali crediti inesigibili sono quasi raddoppiati passando a circa 360 miliardi di euro negli ultimi cinque anni, e ora rappresentano il 18% di tutti i prestiti in essere. Ciò che è chiaro, però, è che i crediti non performing riflettono un’economia non-performing. Essi sono il sintomo del problema e non la sua causa. A differenza di Grecia, Irlanda o Spagna, l’Italia non è passata attraverso un periodo di boom economico prima della grande recessione del 2008-09. Ora la sua economia si è ristretta del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, e di conseguenza la disoccupazione è alta e destinata a salire ancora. Prima di entrare a far parte dell’euro, l’Italia era sempre in grado di farsi più competitiva svalutando la lira. Tale facoltà non è più disponibile. I rischi previsti dal Guardian sono consequenziali: l’Europa subisce un rallentamento come risultato dello shock impartito dal Brexit, una già debole Italia soffre più di tutti e le sue banche iniziano a fallire, i piccoli investitori subiscono le conseguenze del bail-in. In questo scenario il governo già indebolito di Matteo Renzi rischia di perdere ulteriore forza e venire sostituito dall’emergente Movimento 5 Stelle, che ha promesso a suo tempo di indire un referendum per lasciare l’euro (comunque costituzionalmente non previsto). Dato lo stato dell’economia, Quitaly non potrebbe essere escluso. E se così fosse, sarebbe il crollo della moneta unica. ”L’Italia si prepara ad imboccare l’uscita. Anche se l’ipotesi di uscire dall’Euro può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c’è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un PIL inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l’Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l’economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un’economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali".  Così il quotidiano inglese The Guardian apre un breve articolo  sulla situazione dell’Eurozona in generale e dell’Italia in particolare.  "C’è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un’uscita dell’euro – si legge sempre nell’analisi del Guardian -. Grazie all’Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L’uscita dell’Euro avrebbe portato ad un’enorme calo della ricchezza. Questa paura sembra essere evaporata oggi. Più in generale, le mancate promesse di crescita hanno fatto mancare sostegno di Bruxelles e della Banca centrale europea all’Italia".  "Gli italiani hanno aspettato tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta coma la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve – prosegue l’analisi del quotidiano britannico -. Draghi parla all’infinito di immettere liquidità nelle economie in difficoltà della zona euro, per poi tirarsi indietro. La settimana scorsa è successo di nuovo. Ma anche quando una spinta di Draghi viene messa in pratica, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E’ l’unica via di salvezza. I giapponesi lo hanno fatto. Questo può essere un buon modello di riferimento, a differenza di quanto stanno facendo gli altri Paesi più importanti creando un enorme debito nel settore pubblico. Non si possono commettere errori, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra che gli elettori siano disposti a contemplare questa possibilità per fermare la deriva dell’economia italiana."

La mafia dopo Riina/15

[Chi non ricorda non vive. Giorgio Pasquali] Beni per 150 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Palermo, in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale nei confronti di Angelo e Giuseppe Ingrassia, entrambi di 61 anni, ritenuti vicini a Cosa nostra. Il provvedimento scaturisce dalle indagini su infiltrazioni della mafia nel mercato ortofrutticolo di Palermo, sia direttamente, che attraverso prestanome, tramite l'influenza della famiglia dell'Acquasanta, retta clan dei Galatolo. Secondo gli investigatori ci sarebbe stata una vera e propria "regia occulta" in grado di prestabilire il prezzo dei beni in vendita nel mercato, controllare il trasporto su gomma da e per la Sicilia occidentale e i principali centri di approvvigionamento. La confisca riguarda numerosi beni immobili tra cui fabbricati, appartamenti, terreni, negozi e magazzini, quote di partecipazione societaria, autocarri, auto e moto veicoli e diversi rapporti bancari e prodotti finanziari. Dal 2006 al 2016 il numero delle denunce per estorsione è aumentato del 77,2%. Lo ha calcolato la Cgia di Mestre che segnala "un vero e proprio boom". Se in termini assoluti nel 2006 c'erano state 5.400 segnalazioni alle forze dell'ordine, nel 2016 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati) hanno raggiunto quota 9.568. Soglia, quest'ultima - secondo la Cgia -, comunque in diminuzione di 2,7 punti percentuali rispetto al risultato registrato nel 2015. "Le estorsioni - afferma il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - sono reati spesso compiuti dalle organizzazioni di stampo mafioso nei confronti degli imprenditori. Oltre ad acquisire illecitamente del denaro attraverso soprusi, ritorsioni o minacce, l'obbiettivo di questi soggetti è di esercitare un forte controllo del territorio. Il deciso aumento delle denunce, comunque - aggiunge -, presenta diverse chiavi di lettura. Una di queste è ascrivibile anche alla ritrovata fiducia delle vittime nei confronti delle forze dell'ordine".  [segue]

venerdì 24 agosto 2018

I segreti del National Enquirer

[Un fabbricante di idoli non è mai un idolatra. Proverbio cinese] Il tabloid scandalistico National Enquirer teneva una cassaforte dove custodiva materiale potenzialmente dannoso per Donald Trump mai pubblicato. Lo riferisce la Associated Press citando fonti informate. Il dettaglio emerge dopo che diversi media in Usa hanno reso noto che le autorità federali hanno concesso l’immunita’ all'editore del National Enquirer, David Pecker -noto per il suo legame di amicizia con Donald Trump- nell'ambito dell'inchiesta sull'ex avvocato del tycoon, Michael Cohen. La AP fa riferimento anche a 'pagamenti sottobanco' documentati nelle carte riguardanti Donald Trump custoditi dal National Equirer, insieme con altri simili riguardanti altri vip, per i quali venivano acquistati i diritti esclusivi per evitare che le storie venissero pubblicate. Di un accordo simile scrisse nei mesi scorsi il Wall Street Journal, a proposito della vicenda della modella di Playboy Karen McDougal che sostiene di aver avuto una relazione con Donald Trump. Ieri il presidente Usa in un'intervista tv aveva affermato: "Se fossi sottoposto ad impeachment, penso che i mercati crollerebbero. Penso che tutti diventerebbero più poveri".

S. Emilia De Vialar, religiosa

Nasce a Gaillac, in Francia, il 12 settembre 1797, da famiglia aristocratica e borghese. A diciotto anni decide di servire il Vangelo dedicandosi ai poveri. Donna dal carattere estremamente forte, le cui capacità corrispondono alle necessità per la Chiesa francese di riorganizzarsi dopo l'età napoleonica. Rende disponibili i suoi beni e la sua casa ai tanti poveri e anziani della Parigi post rivoluzionaria, con grave disappunto di una sua governante. Costretta a lasciare l'Algeria, dove aveva aperto un ospedale, Emilia sceglie Marsiglia come sede di una congregazione tutta rivolta alle missioni e fonda le Suore di S. Giuseppe dell'Apparizione. Qui incontra l'appoggio del vescovo, Eugenio de Mazenod, noto per la sua sensibilità e l'interesse per le terre extraeuropee. La capacità di lavoro, di relazioni e di dialogo si accompagnano in Emilia ad una profondità spirituale che le fa incontrare il Signore: in mezzo alle preoccupazioni, ai viaggi faticosi, mai perde il contatto col divino. Muore il 24 giugno 1856, dopo aver superato molti momenti difficili. Altri santi: S. Bartolomeo, S. Tolomeo, S. Audoeno.

Pizzarotti contro gli spara palle

[Chiamar le cose con il loro nome è l'inizio della saggezza.  Proverbio cinese] "Venditore di fumo" e  "spara palle". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex grillino, torna all'attacco del vicepremier e capo politico del M5s Luigi Di Maio. Lo fa partendo dal caso della nave Diciotti e dalla minaccia di Di maio di non versare più i contributi italiani all’Ue. Per il primo cittadino parmigiano, al secondo mandato alla guida della città dopo aver fondato una lista civica e pronto a sostenere Italia in Comune alle prossime elezioni Regionali in Emilia-Romagna, un "venditore di fumo può solo minacciare cose impossibili, tipo non dare 20 miliardi di contributi all’Ue. Una persona seria, invece, può solo farlo tornare sulla Terra tra le persone reali". Pizzarotti, in riferimento alle receti accuse di Paolo Giordana, ex capo di gabinetto della sindaca Chiara Appendino, nei confronti dei 5s, ricorda: "Sono cose che noi abbiamo sempre provato a far capire, e per cui siamo stati puntualmente ignoranti". Allora, conclude, "prepariamoci, in modo pacato ma netto, perché di fronte agli spara palle che nutrono la paura della gente non serve gridare più forte. Servono nuove idee, nuovi progetti, nuova passione".