domenica 1 luglio 2018

Thyssenkrupp chiede grazia

[Dire caso è dire bestemmia. Niente al mondo è caso. Gotthold Ephraim Lessing] Ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica uno degli ex manager della Thyssenkrupp condannato per l'incendio che, il 6 dicembre 2007 a Torino, uccise sette operai. Marco Pucci sta scontando dal maggio 2016 la pena di sei anni e tre mesi di carcere. Nel giugno dello scorso anno aveva ottenuto la possibilità di svolgere un lavoro esterno con obbligo di rientro in cella alle 18.30. La notizia è stata confermata anche da uno dei legali che assistono Pucci a Terni. Nessun errore nella sentenza di condanna definitiva per il rogo avvenuto allo stabilimento torinese della Thyssenkrupp, in cui, nel dicembre 2007, persero la vita 7 operai. Con questa motivazione la terza sezione penale della Cassazione ha bocciato, dichiarandoli inammissibili, i ricorsi straordinari presentati dall'amministratore delegato della Thyssen Harald Espenhahn (condannato a 9 anni e 8 mesi), dai dirigenti Gerald Priegnitz, Marco Pucci (entrambi condannati a 6 anni e 10 mesi) e Daniele Moroni (condannato a 7 anni e 6 mesi) contro il verdetto che la Suprema Corte - quarta sezione penale - pronunciò il 13 maggio 2016. La Cassazione il 13 maggio aveva confermato le condanne dell’appello-bis nei confronti dei sei imputati per il rogo alla Thyssen. Ad avviso della Suprema Corte, quella dell'ex ad e degli altri dirigenti è una "colpa imponente" tanto "per la consapevolezza che gli imputati avevano maturato del tragico evento prima che poi ebbe a realizzarsi, sia per la pluralità e per la reiterazione delle condotte antidoverose riferite a ciascuno di essi che, sinergicamente, avevano confluito nel determinare all'interno" dello stabilimento di Torino "una situazione di attuale e latente pericolo per la vita e per la integrità fisica dei lavoratori". I supremi giudici affermano inoltre che quella commessa è stata una "colpa imponente" anche per "la imponente serie di inosservanze a specifiche disposizioni infortunistiche di carattere primario e secondario, non ultima la disposizione del piano di sicurezza che impegnava gli stessi lavoratori in prima battuta a fronteggiare gli inneschi di incendio, dotati di mezzi di spegnimento a breve gittata, ritenuti inadeguati e a evitare di rivolgersi a presidi esterni di pubblico intervento". I due principali condannati, tuttavia, sono tuttora in libertà:per l'amministratore delegato Espenhahn e il direttore generale Priegnitz, entrambi di nazionalità tedesca, è stato emesso un mandato di cattura europeo che finora non ha avuto esecuzione. Nei primi mesi del 2017 l'Italia ha quindi chiesto all'autorità giudiziaria tedesca di riconoscere la sentenza e fare scontare in Germania la relativa pena a carico delle due persone coinvolte. L'indiana Tata Acciai e la tedesca ThyssenKrupp hanno siglato un accordo definitivo "per creare un campione europeo dell'acciaio". Con una nota le due società annunciano che  la creazione di una nuova società, una joint venture al 50% che verrà chiamata 'Thyssenkrupp Tata Steel', che riunirà le rispettive attività europee nel settore dell'acciaio. L'accordo concretizza il memorandum d'intesa siglato dalle due società a dicembre 2017. Sarà il secondo gruppo europeo dell'acciaio.



Nessun commento:

Posta un commento