sabato 28 luglio 2018

Tav della discordia

[La saggezza delle persone istruite a metà è più dannosa per la scienza dell'ottusità degli ignoranti.  Anonimo] Pressing di Matteo Salvini perché il progetto Tav vada avanti, mentre Palazzo Chigi frena sullo stop di cui riferiscono invece retroscena dei giornali che segnalano intenzioni attribuite al M5s. In Francia le voci di uno stop suscitano la reazione del Comitato promotore, secondo cui 'in Italia c'è confusione'. E si fa presente che in caso di no 'gli Italiani dovranno rimborsare tanti tanti soldi'. Per la Tav sono stati spesi 1,5 miliardi, lo stop costerebbe 2 miliardi. 'È importante per tutta la Ue che si mantenga l'impegno di finire la Tav', dicono dalla Commissione. Gli industriali di Torino sono 'allibiti dal valzer di posizioni'. Secondo fonti del governo, sul dossier lavora il ministro Toninelli per la valutazione costi-benefici, che poi sarà condivisa con il premier e il governo.  "Dal mio punto di vista sulla Tav occorre andare avanti, non tornare indietro". Così il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, ospite di Radio 24, sull'ipotesi di blocco dell'opera. E aggiunge: "C'è da fare l'analisi costi-benefici: l'opera serve o no, costa di più bloccarla o proseguirà?". Occorre "bloccare questa deriva anti-piemontese e contraria agli interessi del Nord-Ovest e dell'intero Paese". Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, interviene così nel dibattito sulla Tav. "Convocherò entro settembre un incontro di tutte le rappresentanze economiche, sociali, istituzionali e politiche per far risuonare chiare e forti voci della società piemontese a favore dell'opera. È  indispensabile un moto d'orgoglio che impedisca che la nostra regione venga messa ai margini". P.Chigi fanno notare che il dossier sulla Tav al momento non è ancora giunto sul tavolo del Presidente del Consiglio, dunque nessuna decisione è stata ancora presa e soprattutto non ci sono state valutazioni al riguardo. Il dossier è in fase istruttoria presso il ministro competente Toninelli, il quale è impegnato in una valutazione costi-benefici che poi sarà sottoposta e condivisa con il premier e con l'intero governo.Ad ogni modo la soluzione sarà in linea con quella contenuta nel contratto di governo. "Non commentiamo le voci" sul possibile stop dei lavori della Tav, ma "la Lione-Torino è un progetto importante non solo per la Francia e per l'Italia ma per tutta l'Europa, ed è importante che tutte le parti mantengano gli impegni per completarla in tempo": così un portavoce della Commissione Ue rispondendo a una domanda sulla Tav. Il co-finanziamento della Ue per questi lavori è il 41%, ha ricordato, "ovviamente i fondi vanno a lavori che devono essere fatti, non in qualcosa che non viene fatto, questo è logico".  "Stamattina, siamo venuti a sapere delle posizioni italiane. Seguiamo la situazione con grande attenzione, ma onestamente facciamo fatica a vederci chiaro, perché c'è tanta confusione. Lunedì, su radio 1, il ministro Toninelli dice che la Tav va migliorata, ora dicono che la vogliono bloccare. Mi chiedo come sia possibile cambiare idea così nel giro di 4 giorni?". Lo dice all'ANSA Stephane Guggino, delegato generale del comitato francese Transalpine, che promuove la linea ad alta velocità Lione-Torino.  "Osservo che in seno alla coalizione di governo" i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio, "non sono per niente d'accordo". E però a un certo punto, se davvero verrà presa, la decisione di bloccare la Tav "dovrà passare da un voto del parlamento: qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità", afferma. "Siamo allibiti di fronte al valzer di posizioni sul futuro della Tav, portato avanti dagli esponenti dell'Esecutivo. Siamo fortemente preoccupati dall'inquietante piega che sta prendendo la situazione, a fronte anche delle ultime dichiarazioni del premier Conte, che annuncerebbero uno stop al progetto". Lo afferma il presidente degli industriali di Torino, Dario Gallina. "Bloccare la Tav sarebbe un gesto autolesionistico, una disgrazia. Tornare indietro non si può e non si deve".

3 commenti:

  1. "Con riguardo alla linea ad Alta Velocità Torino-Lione, riporto quanto sottoscritto nel contratto di Governo: ci impegniamo a ridiscutere integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia". Lo ha detto il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli in question time, precisando: "Ciò che è notorio è che su questa direttrice non si sia verificato il previsto incremento dei traffici di merci che era il presupposto fondamentale dell'opera, come ha recentemente confermato anche il Commissario di Governo". Immediato arriva il sostegno della viceministra all'economia Laura Castelli: "Massimo sostegno al ministro Danilo Toninelli che ha ribadito in Aula l'impegno del governo a ridiscutere integralmente il progetto visto che nel tratto non si è verificato il previsto incremento del traffico merci presupposto fondamentale di questa opera", scrive su twitter. Non ci sta invece il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: la riduzione delle merci sulla direttrice Torino-Lione è "dovuta sia al fatto che nell'attuale tunnel passano solo treni che, per lunghezza e dimensione, sono sempre più marginali nel trasporto merci, sia alla rilevante questione di sicurezza: le vie di fuga sono a distanza di 7 km l'una dall'altra, e mancano anche gli impianti di aerazione".

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  2. Danneggiamento, resistenza aggravata, oltraggio, inottemperanza ai provvedimenti dell'Autorità: sono i reati contestati dalla Questura di Torino per le tensioni in Valle di Susa, durante il cosiddetto campeggio No Tav, del 7 e 8 settembre. Denunciati 76 manifestanti, tra cui numerosi esponenti del centro sociale torinese Askatasuna già sottoposti a un avviso orale del Questore.    I primi incidente la sera del 7 settembre, quando un centinaio di manifestanti ha appiccato un fuoco al varco 1 del cantiere della Torino-Lione, a Chiomonte, e hanno cercato di tagliare la rete metallica. Ne è seguito un lancio di razzi, bombe carte e fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Il giorno successivo, durante un corteo, i manifestanti hanno cercato di nuovo di danneggiare la rete metallica, sul sentiero Gallo-Romano. I manifestanti sono stati identificati dagli agenti della Digos e ora le posizioni di alcuni sono al vaglio della Divisione anticrimine.

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  3. A Torino è il giorno del sì: sì alla Torino-Lione, sì a politiche di crescita e di sviluppo del territorio. L'appuntamento in piazza Castello, davanti al palazzo della Regione Piemonte, è per le ore 11. Lì sono annunciati imprenditori, sindacati, professionisti e politici, questi ultimi senza bandiere. E tanti cittadini. "Sarà una manifestazione in tono civile, positivo e pacifico, ma fermo", è la promessa degli organizzatori. "Torino scende in piazza per dire tanti sì - a partire da quello per la Tav - che sappiano interpretare i bisogni della gente e che riscrivano il futuro di una città e di una regione", spiegano gli organizzatori. Un camion scoperto sarà il palco della manifestazione. Vi saliranno le sette donne del Comitato Sì, Torino va avanti, Mino Giachino, promotore del Sì Tav- Sì Lavoro, Gianmarco Moschella, studente di Economia, e Guglielmo Nappi, studente di Ingegneria dell'AutoVeicolo.  La Torino sì Tav scende in piazza, sabato 10 novembre, per chiedere che la Torino-Lione venga realizzata. Imprenditori, sindacati, professionisti e società civile uniti come mai si era visto finora dal no all'infrastruttura del Consiglio comunale a guida pentastellata. Ci sarà anche la Lega alla manifestazione: il via libera è arrivato in serata dal capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che del Carroccio è anche il segretario piemontese.  "Sono contraria, ma la mia non è una posizione ideologica", sottolinea la sindaca Chiara Appendino, finita nel mirino della protesta per i troppi no della sua amministrazione. "Ritengo corretto - aggiunge - che si decida in base a costi e benefici", l'analisi finita nella bufera. Alla vigilia della manifestazione, il ministero dei Trasporti smentisce che la commissione incaricata di realizzarla non sia ancora entrata in carica, come sostenuto dal parlamentare Pd Davide Gariglio sulla base di una richiesta di accesso agli atti.  Ad alimentare il giallo arrivano però le parole del vicepremier Luigi Di Maio. "Una sola opera entra nel contratto di Governo senza passare per la clausola dell'analisi costi-benefici, che è la Tav Torino-Lione", afferma il ministro allo Sviluppo economico. Per il governatore Sergio Chiamparino - a Biella col presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i 50 anni 'dell'alluvione dimenticato' ma "in spirito" con la piazza - delle due l'una: le parole di Di Maio o vogliono dire che la Torino-Lione non ha bisogno dell'analisi costi benefici perché si farà, e allora è un "miracolo anticipato della manifestazione"; oppure vogliono dire che non c'è bisogno dell'analisi perché "comunque la Tav non si farà". E allora "basta balle", insiste Chiamparino. Sui numeri della mobilitazione sì Tav nessuno si sbilancia, ma la sensazione è che in piazza Castello si ritroveranno in tanti. La petizione online per l'opera lanciata da Mino Giachino sfiora le 60 mila adesioni; la pagina Facebook 'Si, Torino va avanti' - iniziativa di sette donne manager che hanno deciso di organizzare l'evento - ha raccolto oltre 35mila like.  Secondo quanto appreso, per la Lega saranno presenti i parlamentari eletti in provincia di Torino - Maccanti, Benvenuto, Caffaratto e Casolati - e il segretario torinese Fabrizio Ricca. La posizione della Lega a sostegno della Tav, del resto, è cosa nota, e lo stesso Salvini si è sempre detto a favore, nonostante il rinvio all'analisi costi benefici del contratto di governo con i 5 Stelle.

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