martedì 3 luglio 2018

No a riforma Ue su copyright .

[La birra e il tè sono molto zen anche perché dopo averli bevuti hai un impellente tendenza alla minzione che esclude ogni altro pensiero.  Anonimo] La riforma del copyright rappresenta "un grave pericolo" che arriva "direttamente dall'Ue", si tratta di "due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete". Così il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, dicendo no alla cosiddetta 'link tax' e aggiungendo: "Ci opporremmo con tutte le nostre forze, a partire dal Parlamento europeo" e, se la direttiva dovesse rimanere così com'è, "siamo anche disposti a non recepirla". La rete, ha detto Di Maio intervenendo all'Internet day organizzato dall'Agi alla Camera e in un post poi pubblicato sul Blog delle stelle, "sta correndo un grave pericolo. Il pericolo arriva direttamente dall'Europa e si chiama riforma del copyright. La scorsa settimana, nonostante i nostri eurodeputati abbiano provato ad opporsi in tutti i modi, è passata una linea che maturava dopo almeno due anni di contrattazioni". Wikipedia Italia si oscura per protestare contro la direttiva sul copyright che verrà votata il prossimo 5 luglio dal Parlamento europeo in seduta plenaria. La protesta, secondo il portavoce Maurizio Codogno, sarà in piedi fino a giovedì, giorno del voto. Wikipedia e le enciclopedie online sono "automaticamente escluse" dai requisiti imposti dalle nuove regole Ue sul copyright in via di discussione. E' quanto precisato in un comunicato stampa dell'Europarlamento. La stessa eccezione è ugualmente prevista dalla posizione adottata dagli stati membri al Consiglio. Una portavoce della Commissione Ue sottolinea poi che, anche con l'utilizzo di contenuti di parti terze come foto, "Wikipedia e altre enciclopedie online non ricadrebbero nell'ambito della proposta della Commissione". Proprio ieri la popolare enciclopedia online si era attivata con un banner per difendere la libertà di espressione sul web. La direttiva Ue - spiega ancora Wikipedia - ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e di Wikimedia Foundation. Denis Verdini è stato condannato a 6 anni e 10 mesi al processo d'appello a Firenze per il crack della Banca Credito cooperativo fiorentino di cui è stato presidente. La corte ha ridotto la pena inflitta in primo grado, che era stata di nove anni. Gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, condannati oggi a 5 anni e 10 mesi ciascuno. La Corte d'appello di Firenze ha inoltre accolto patteggiamenti per l'ex dg Pietro Italo Biagini a 3 anni e 10 mesi (in primo grado aveva avuto 6 anni per bancarotta fraudolenta) e per numerosi membri del cda e del collegio dei revisori dei conti a 1 anno e 8 mesi

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