giovedì 19 luglio 2018

La mafia dopo Riina/12

[Se c'è uno spazio, piccolo o infinito che sia riempiamolo di noi. Anonimo] Su richiesta della Procura di Palermo, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria hanno disposto gli arresti domiciliari e la misura interdittiva nei confronti dei soci e amministratori sia delle società fallite che hanno gestito il Bar Alba di piazza Don Bosco e di Mondello sia dell'attuale s.r.l., che detiene ad oggi la titolarità delle attività commerciali, nonché il sequestro preventivo delle attività e di somme di denaro. In particolare, le indagini delle Fiamme Gialle hanno riguardato, inizialmente, le precedenti società che, a partire dal 2009, hanno condotto i due noti bar di Palermo, piazza Don Bosco n. 7 e viale Margherita di Savoia n. 2. Successivamente, l'attenzione investigativa degli inquirenti si è spostata nei confronti del nuovo soggetto giuridico che, ad oggi, è proprietario delle citate attività commerciali.  La Direzione investigativa antimafia di Trapani ha sequestrato beni per circa mezzo milione di euro ai figli e alla moglie di Mariano Agate, boss mafioso di Mazara del Vallo deceduto nel 2013. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, su proposta del direttore della Dia. Agate, detto il "Papetto" è stato uno dei più pericolosi boss mafiosi siciliani, condannato per traffico di droga, associazione mafiosa, omicidi (tra questi quello di Giangiacomo Ciaccio Montalto e la strage di Capaci). Tra i beni sottoposti a sequestro, una villetta nel villaggio turistico Kartibubbo di Torretta Granitola, a Campobello di Mazara (TP), e un appartamento a Mazara del Vallo che una figlia del boss avrebbe acquistato ''utilizzando gli stipendi che le venivano elargiti, a fronte di una vaga attività di collaborazione, dalla Calcestruzzi Mazara spa, oggi definitivamente confiscata e simbolo del potere di Agate'' dice la Dia.[segue]

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