lunedì 23 luglio 2018

AAA cercasi benefattori per Gaza

[Ceterum censeo Carthaginem esse delendam. Comunque penso che Cartagine è da distruggere. Catone il Censore] Mentre sono al lavoro per completare il piano di pace americano per la zona intorno a Israele, i rappresentanti speciali del presidente Trump, Jared Kushner e Jason Greenblatt, hanno sollecitato gli Stati del Golfo a investire 800 milioni di dollari a Gaza. La popolazione di Gaza è la principale forza che potrebbe respingere il piano USA (laddove Hamas ne ha già accettato le grandi linee). Washington starebbe cercando di dimostrare la propria buona volontà per la risoluzione dei problemi ricorrenti d’acqua e di elettricità del Territorio Palestinese. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è recato di sorpresa ad Amman, accompagnato dal capo del Mossad, Yossi Cohen. La delegazione è stata ricevuta dal re Abdallah II. Gli incontri hanno riguardato l’installazione di forze pro-iraniane nel sud della Siria, nonché il piano di pace statunitense, prima dell’arrivo della delegazione composta da Jared Kushner e Jason Greenblatt. Israele e Giordania osservano con preoccupazione la preparazione di un’offensiva nel sud della Siria da parte dell’Esercito Arabo Siriano e dei suoi alleati. Pur avendo ammesso che in Siria non ci sono truppe iraniane, ma solo consiglieri militari, Israele e Giordania temono tuttavia che nella regione s’insedino Hezbollah e milizie sciite afgane e irachene, pro-iraniane. Israele e Giordania tentano di far convergere i loro punti di vista per fare blocco al cospetto del piano di pace degli Stati Uniti. I due Paesi si sarebbero accordati sul principio della "soluzione dei due Stati", in cui lo Stato palestinese sarebbe la Giordania allargata alla Cisgiordania. In tale ottica, i due leader avrebbero anche esaminato le possibilità di facilitare trasporti e commercio tra Giordania e Cisgiordania e affrontato la questione della sovranità della Giordania sui santuari religiosi ebrei, cristiani e mussulmani di Gerusalemme. Jared Kushner e Jason Greenblatt stanno per iniziare un viaggio in Medio Oriente che li porterà in Israele, Giordania, Egitto, Arabia Saudita e Qatar, ma non nei Territori Palestinesi, né in Siria. Kushner e Greenblatt, collaboratori di lunga data di Donald Trump ed entrambi ebrei ortodossi, hanno l’incarico di preparare il piano di pace per il Medio Oriente, senza però riferirne al dipartimento di Stato. Mentre saranno in viaggio, David Friedman, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, sarà a Washington per consultazioni di routine. Il piano USA dovrebbe basarsi sulla "Soluzione a due Stati"; la Giordania allargata alla Cisgiordania potrebbe diventare lo Stato Palestinese con capitale un quartiere di Gerusalemme (Abu Dis e, eventualmente, Jabel Mukaber, Issawiya e Shuafat). Il piano USA è finalizzato a migliorare la situazione dei palestinesi, non a soddisfare tutte le loro aspettative. Già ora vi si oppone Mahmud Abbas, ma non la maggior parte delle fazioni palestinesi (inclusi un’ala di Fatah e Hamas, che invece lo sostengono). Francia, Svezia e Regno Unito stanno già cercando di sabotarlo. Il piano dovrebbe essere reso pubblico integralmente a fine luglio. Il movimento islamico palestinese di Hamas ha annunciato che è stato raggiunto un accordo sul cessate il fuoco con Israele per mettere fine alla più grave spirale di violenza tra le parti dalla guerra del 2014. A dare l'annuncio è stato un alto esponente di Hamas, il numero due del movimentoislamico a Gaza, Khalil al-Haya, riferendo di mediatori egiziani intervenuti"dopo che la resistenza è riuscita a scongiurare l'aggressione". Ma Israele smentisce. Il ministro dell'Intelligence israeliana, Yisrael Katz, ha detto alla radio che "Israele non vuole che la situazione peggiori, ma chi ha iniziato le violenze deve fermarle. Israele farà sì che Hamas paghi per tutte le violenze contro Israele". Anche il ministro israeliano di Gabinetto Naftali Bennett ha detto alla radio dell'esercito che non era ancora stato raggiunto alcun accordo. Nella notte, intanto, i caccia con stella di David avevano colpito 25 obiettivi militari legati ad Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta ai lanci di razzi e colpi di  mortaio esplosi dall'enclave palestinese. Tra gli obiettivi, fabbriche di razzie "infrastrutture militari". Martedì, nel primo giorno dell'operazione, Israele ha dichiarato di aver colpito più di 35 obiettivi militari di Hamas e del Jihad islamico. Un comunicato delle forze armate ha precisato in serata che circa 70 razzi e colpi di mortaio sono stati esplosi verso Israele nella giornata, in parte intercettati dai sistema di difesa aerea. L'emittente al-Jazeera ,però, continua a confermare che i fondamentalisti di Hamas e Israele hanno raggiunto un accordo sul cessate il fuoco, e spiega le ragioni dietro l'annuncio e la smentita da parte israeliana. Innanzitutto, il corrispondente di al-Jazeera da Gaza conferma che funzionari della sicurezza egiziana hanno contribuito a mediare l'accordo dopo che Israele ha minacciato "misure d iritorsione più severe" contro i leader dei gruppi palestinesi. "La tregua è nata dopo che Israele ha mandato un messaggio agli egiziani che, se le fazioni palestinesi non si fossero fermate, Israele avrebbe reagito in modo più forte e contro la leadership di quei gruppi", spiega al-Jazeera, secondola quale "il cessate il fuoco è entrato in vigore alle 4, ora locale". I palestinesi stanno diffondendo la notizia che hanno negoziatoil cessate il fuoco, ma Israele non ammetterà che ne hanno concordato uno. Inogni caso è successo comunque, sta funzionato e ha mantenuto le cose tranquille per il momento", prosegue il giornalista Bernard Smith di al-Jazeera. I colloqui di pace tra Israele e palestinesi sono in fase di stallo dal 2014. Proprio nel 2014 si è registrato il conflitto più grave tra Israele e Hamas,quando almeno 2.251 palestinesi, molti dei quali erano civili, furono uccisi nella Striscia di Gaza. Sono almeno 66 i soldati e sei i civili israeliani che sono stati uccisi.

Nessun commento:

Posta un commento