martedì 19 giugno 2018

Si inizia con i rom, poi gli altri

[Che significa la vita? Sei tu che devi decidere quello che vuoi che significhi.  Anonimo] "Mai schedare un gruppo geografico, etnico o religioso. Non dimentichiamo mai questo documento. Quella bambina schedata a otto anni oggi è in parlamento anche per ricordarci questo", scrive il giornalista Enrico Mentana su Instagram pubblicando l'immagine di un documento, la denuncia di appartenenza alla razza ebraica, mostrato anche ieri sera in diretta al Tg di La7. L'Ue ribadisce che 'è super-chiaro che non è legale' espellere un cittadino comunitario sulla base della sua etnia. E il Consiglio d'Europa attacca: 'Un censimento violerebbe i diritti umani'. Ma Salvini tira dritto: 'Prima gli italiani e la loro sicurezza'. E fa sapere che a Carmagnola (Torino), amministrata dalla Lega, è stata abbattuta una casa abusiva in un campo sinti non autorizzato, commentando: 'Dalle parole ai fatti'. Conte mette i paletti: 'Schedature sono incostituzionali, l'obiettivo è contrastare l'illegalità. Una denuncia contro Matteo Salvini per istigazione all'odio razziale. È l'iniziativa che, a quanto si apprende, ha deciso di assumere Roberto Speranza (Leu). "Ora basta. Salvini insiste anche oggi con il censimento dei Rom. Per me non bastano più le parole. Per questo ho deciso di denunciare il ministro ai sensi della legge Mancino 654/75", spiega il deputato interpellato al riguardo. "Fare un censimento delle persone sulla base delle loro origini etniche violerebbe apertamente gli standard europei e internazionali sui diritti umani", ha detto  Dunja Mijatovic, commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, che ritiene le parole pronunciate dal ministro Salvini "inquietanti" perché stigmatizzano i Rom e dividono gli italiani in base alla loro origine etnica. "Confido che la ragione alla fine prevarrà", afferma Mijatovic.  Poi Salvini, negando tensioni all'interno della maggioranza, ha detto di aver "parlato con Conte, non c'è nessuna crepa nel governo, l'intesa è granitica. Gli ho spiegato che il censimento dei rom possiamo chiamarlo controllo, verifica, anche Giovanni, ma è solo una questione di rispetto del codice penale e civile. C'è con il premier una totale condivisione". "Questa del censimento nei campi rom - ha poi spiegato -, non è una priorità, quella è la sicurezza, i migranti. Ad ogni modo lavoreremo in futuro con i sindaci, sapendo che questo tipo di controlli esistono da anni, ovunque, portati avanti da amministrazioni di tutti i colori politici". "Vorrei sottolineare che non sono di carattere etnico: la razza non m'interessa. Nei campi - aggiunge - possono vivere anche esquimesi, finlandesi, controllerei lo stesso che siano in regola, che portino i figli a scuola". "Non voglio fare un discorso politico, io sono un prete e parlo ai cristiani: certe affermazioni sono contrarie alla nostra fede. Dire 'noi li respingiamo' é esattamente contrario al concetto cristiano dell'accoglienza". Così il direttore della Caritas diocesana di Roma monsignor Enrico Feroci, interpellato, a margine di una iniziativa per la giornata del rifugiato, circa le politiche del ministro Matteo Salvini. "Dio bisogna servirlo, non utilizzarlo", ha aggiunto monsignor Feroci replicando ad una domanda sul giuramento di Salvini in campagna elettorale sul rosario e il Vangelo. Il direttore della Caritas ha inoltre bollato come "superficialità spaventosa" la proposta del censimento dei rom.

1 commento:

  1. Sono sbarcati nella notte a Pozzallo i 509 migranti che erano a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera, arrivata dopo sette giorni di navigazione in mare nel porto del Ragusano. Dieci erano arrivai nel pomeriggio con un'evacuazione medica di sei bambini, tre donne e un 21enne. L'ispezione otcadaverica ha accertato che l'uomo la cui salma è stata portata in obitorio per una esame medico legale era morto per annegamento. Secondo testimonianze a bordo, era un nigeriano molto malato che viaggiava da solo. Le prime a scendere da nave Diciotti sono state 30 donne incinte, fatte salire su un piccolo pullman per essere trasferite per i controlli in diversi ospedali del Ragusano. "Non so cosa muove Salvini, non sono certo una psicologa. Spero solo sia aperto ad imparare quello che non sa, ma una cosa è certa non sono affatto d'accordo con quello che sta facendo". A parlare così è il premio Oscar Vanessa Redgrave, 81 anni, che ribadisce questo concetto a Roma, all'incontro nella sede della stampa estera e poi, in maniera più sfumata, al cinema Giulio Cesare dove ha presentato Sea Sorrow' documentario da lei diretto passato alla Festa del Cinema di Roma lo scorso novembre e precedentemente al Festival di Cannes e al New York Film Festival, in sala dal 20 giugno per Officine Ubu con il patrocinio Unhcr. Prodotto da Carlo Nero, figlio della Redgrave e di Franco Nero, il documentario affronta il dramma dei rifugiati che approdano sulle coste europee con uno sguardo particolare sui bambini, di cui l'attrice inglese si occupa da tempo nel suo impegno umanitario. La democrazia in Europa, ricorda Redgrave: "dipende anche dalla capacità di accogliere i profughi".Sono sbarcati nella notte a Pozzallo i 509 migranti che erano a bordo della nave Diciotti della Guardia costiera, arrivata dopo sette giorni di navigazione in mare nel porto del Ragusano. Dieci erano arrivai nel pomeriggio con un'evacuazione medica di sei bambini, tre donne e un 21enne. L'ispezione otcadaverica ha accertato che l'uomo la cui salma è stata portata in obitorio per una esame medico legale era morto per annegamento. Secondo testimonianze a bordo, era un nigeriano molto malato che viaggiava da solo. Le prime a scendere da nave Diciotti sono state 30 donne incinte, fatte salire su un piccolo pullman per essere trasferite per i controlli in diversi ospedali del Ragusano. "Non so cosa muove Salvini, non sono certo una psicologa. Spero solo sia aperto ad imparare quello che non sa, ma una cosa è certa non sono affatto d'accordo con quello che sta facendo". A parlare così è il premio Oscar Vanessa Redgrave, 81 anni, che ribadisce questo concetto a Roma, all'incontro nella sede della stampa estera e poi, in maniera più sfumata, al cinema Giulio Cesare dove ha presentato Sea Sorrow' documentario da lei diretto passato alla Festa del Cinema di Roma lo scorso novembre e precedentemente al Festival di Cannes e al New York Film Festival, in sala dal 20 giugno per Officine Ubu con il patrocinio Unhcr. Prodotto da Carlo Nero, figlio della Redgrave e di Franco Nero, il documentario affronta il dramma dei rifugiati che approdano sulle coste europee con uno sguardo particolare sui bambini, di cui l'attrice inglese si occupa da tempo nel suo impegno umanitario. La democrazia in Europa, ricorda Redgrave: "dipende anche dalla capacità di accogliere i profughi".

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