lunedì 4 giugno 2018

IL NUOVO GOVERNO TUTELA I CICLISTI

[Credulity is the man's weakness, but the child's strength. La credulità  è la debolezza dell'uomo,ma la forza del bambino. Charles Lamb] "Mi sono insediato al ministero del Lavoro e come primo atto ho voluto incontrare i rider, una categoria di lavoratori che fa parte dei nuovi lavori, simbolo di una generazione abbandonata che non ha né tutele e a volte nemmeno un contratto". Così il neoministro del Lavoro, Luigi Di Maio, incontrando i giornalisti e sottolineando la necessità di dare loro diritti come "l'assicurazione ed una paga minima dignitosa". "Li ho voluti incontrare perché iniziamo un percorso che passa attraverso un modello di lavoro meno precario, più dignitoso e che abbia salario orario minimo", ha detto ancora Di Maio. "E' un primo piccolo passo ma vogliamo dare un segnale a chi ha un lavoro e chiede un pò di dignità. Lo possiamo fare con le leggi, con una paga minima oraria e soprattutto favorendo un confronto tra i grandi gruppi internazionali e i ragazzi che chiedono i diritti minimi e non chiedono la luna". Di Maio incontra i rider e rilancia il salario minimo: "Il lavoro non può essere sfruttamento" Nella sua prima giornata di lavoro da neoministro, Luigi Di Maio rilancia l’idea del salario minimo, misura che peraltro è presente anche nel contratto di governo. Di Maio ha spiegato su Facebook di aver voluto iniziare l'insediamento al dicastero di via Veneto incontrando i così detti "rider", ovvero "quei ragazzi che lavorano nell'ambito della gig-economy e che banalmente nel caso del food portano il cibo a casa delle persone". "Conoscete molte di queste app ma dietro di esse - ha aggiunto - ci sono ragazzi che a volte con un lavoro a cottimo girano le città in bici e per pochi euro al giorno portano pietanze a casa nostra". Il ministro del lavoro ha definito i rider "il simbolo di una generazione abbandonata vittima di tante leggi del precariato insieme al fatto che i lavori cambiavano", e ha promesso che le cose cambieranno a breve. Come? Con il salario minimo garantito.  In Italia le retribuzioni minime vengono fissate dai contratti collettivi. Si stima però che circa il 15% dei lavoratori non abbia nessuna tutela sotto questo punto di vista. Il salario minimo assicurerebbe dunque una paga minima stabilita per legge a quei lavoratori che oggi dipendono solo dalle leggi del mercato. Benché il salario minimo sia diventato dopo le elezioni una bandiera dei 5 Stelle, il partito che ha insistito di più in campagna elettorale sulla necessità di introdurre una paga oraria minima è stato il Pd. L’idea di Renzi era di assicurare a tutti un salario non inferiore ai nove-dieci euro l'ora. Una cifra che però molti economisti hanno descritto come troppo generosa, in quanto proporzionalmente tra le più alte al mondo.

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