martedì 26 giugno 2018

Gli incubi del m5s

[Parto per il gusto di tornare. Anonimo] Il reddito di cittadinanza si farà entro la fine del 2018? "Subito, subito: ci sto lavorando notte e giorno", dice il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, rispondendo a margine dell'Assemblea di Confartigianato sulle dichiarazioni del ministro dell'Economia, Giovanni Tria. "Il reddito di cittadinanza - sottolinea Di Maio - è la mia priorità più grande. La lotta burocrazia e la lotta alla povertà decideranno futuro di questo governo. Quindi ce la devo mettere tutta". "Domani alle 8.30 ho convocato l'ufficio di Presidenza di Montecitorio dove presenterò la delibera per il superamento dei vitalizi". Lo annuncia il presidente della Camera Roberto Fico. "Vogliamo finalmente abolire le pensioni d'oro che per legge avranno un tetto di 4.000/5.000 euro per tutti quelli che non hanno versato una quota di contributi che dia diritto a un importo così alto. E cambiano le cose in meglio anche per chi prende la pensione minima, perché grazie al miliardo che risparmieremo potremo aumentare le pensioni minime". Lo scrive il vice-premier Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook, dove definisce le pensioni d'oro finanziate da "tutta la collettività" uno "sfregio a quei tre milioni di italiani che non hanno neppure i soldi per fare la spesa, perché sono stati abbandonati dalle istituzioni. Sia chiaro: chi si merita pensioni alte per avere versato i giusti contributi ne ha tutto il diritto, ma quest'estate per i nababbi a spese dello Stato sarà diversa". Il merito alla tempistica del provvedimento, Di Maio scrive che "quest'estate non ci sono i mondiali, ma presto avremo qualcosa da festeggiare: la fine delle pensioni d'oro e l'inizio di un'Italia più giusta". L'idea di Luigi di Maio di stagliare le pensioni d'oro per rimpolpare quelle minime non è nuova, ma secondo alcuni economisti servirebbe a poco. In un post su Facebook il ministro del Lavoro ha annunciato di voler mettere un tetto alle pensioni - massimo 4/5.000 euro - anche per chi ha versato contributi che gli permetterebbero di avere un assegno mensile più alto; una misura che, secondo i suoi calcioli, garantirebbe un gettito di un miliardo da usare per alzare le pensioni minime. Una misura di equità, riconoscono gli economisti di lavoce.info, ma che, a meno di provvedimenti draconiani, non garantirebbe una cifra tale da far migliorare in modo cospicuo i conti pubblici. Né sarebbe sufficiente per un’efficace politica redistributiva. in pratica un provvedimento eticamente condivisibile, che però si scontra con due ordini di problemi. Il primo costituzionale (non si possono aggredire i cosiddetti 'diritti acquisiti'); il secondo sull’entità del possibile risparmio per le casse previdenziali.

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