giovedì 7 giugno 2018

Eurovision a Gerusalemme

[Trova un amico e troverai un tesoro", dice il proverbio e son parole d'oro, ma io credo sia meglio si dica "Trova un tesoro e troverai un'amica". Anonimo francese]  Il giorno dopo la cancellazione dell'Argentina dell'amichevole di calcio con Israele, il ministro dello sport e della cultura Miri Regev ha minacciato di ritirare lo stato ebraico come paese ospite del prossimo Eurovision Song Contest se la competizione non si svolgerà a Gerusalemme per "considerazioni politiche". "Raccomanderò al governo - ha detto alla radio Regev, che i palestinesi considerano responsabile dello spostamento "politico" da Haifa a Gerusalemme della partita di calcio - che se la gara musicale non si svolgerà a Gerusalemme, allora sarà giusto non ospitarla". Il ministro ha spiegato che la gara "avrà un costo di 50 milioni di shekel (circa 12 milioni di euro) e ha lo scopo di lanciare sul mercato il Paese. Per questo dico a titolo personale che se l'Eurovisione non si terrà a Gerusalemme, non è giusto investire quella somma di fondi pubblici". "Israele - ha concluso - ha una capitale che si chiama Gerusalemme e di questo non si deve vergognare". Benyamin Netanyahu insiste: le decine di palestinesi uccisi nelle proteste recenti nella Striscia di Gaza, al di là della barriera che chiude il confine con Israele, sono stati colpa di Hamas e solo di Hamas, che - nelle sue parole - "voleva che morissero".  Impegnato in un incontro pubblico a Londra dopo i colloqui di ieri con Theresa May e Boris Johnson al termine d'una missione europea incentrata soprattutto sul dossier Iran, il premier israeliano è stato oggi pressato sui fatti di Gaza da alcune persone dell'uditorio. Ma ha rivendicato alle forze israeliane di aver cercato di usare mezzi non letali contro i manifestanti prima delle armi da fuoco. "Noi abbiamo provato con i cannoni ad acqua, coi lacrimogeni e niente ha funzionato", ha detto, sostenendo che a protestare non erano "dimostranti pacifici, ma militanti di Hamas". Quindi, di fronte un'altra contestazione, ha tagliato corto: "Abbiamo provato con altri modi e non ha funzionato. Hamas voleva che morissero".

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