lunedì 4 giugno 2018

Domani si ricorda la guerra dei 6 giorni

[There is no squabbling so violent as that between people who accepted an idea yesterday and those who will accept the same idea tomorrow. Non c'è litigio così violento come tra persone che accettavano una idea ieri e coloro che accetteranno la stessa idea domani Christopher Morley] Una "manifestazione popolare" contro "l'occupazione israeliana" è stata indetta domani a Gaza in occasione dell'anniversario della Guerra dei 6 giorni del 1967. Lo riferiscono fonti locali secondo cui grandi poster sparsi in città chiamano la popolazione a partecipare alla dimostrazione che alle 11 (ora locale) da una piazza centrale di Gaza arriverà fino al valico di Erez con Israele dove è prevista una conferenza stampa. Per venerdì è confermata la 'Marcia del Ritorno' - sponsorizzata da Hamas - che da 10 settimane si svolge in più punti della Striscia lungo la frontiera con Israele. In questa occasione - hanno riferito le stesse fonti - gli organizzatori sperano di portare un milione di persone. In tutte le occasioni precedenti si sono registrati scontri violenti con l'esercito e un alto numero di morti da parte palestinese. L'esercito israeliano ha sventato un tentativo di infiltrazione nel paese di "due terroristi" da Gaza, uccidendo uno dei due palestinesi. Lo ha detto il portavoce militare israeliano secondo cui "i due erano armati di una scure ed hanno danneggiato il reticolato di confine". Il secondo palestinese - ha aggiunto - è riuscito a rientrare nella Striscia. Secondo il quotidiano israeliano di centro-destra Maariv, la scorsa settimana, in Giordania, Israele e Iran hanno trattato in segreto. Gli incontri sarebbero avvenuti in un grande albergo di Amman. La delegazione israeliana sarebbe stata composta da diversi ufficiali superiori e dal vice-direttore del Mossad. La delegazione iraniana sarebbe stata guidata dall’ambasciatore locale. Un negoziatore giordano avrebbe fatto la spola tra gli alloggi degli iraniani e degli israeliani. Maariv non precisa se alle trattative ha partecipato una delegazione siriana. Si sarebbe prefigurato un accordo che prevede il ritiro delle truppe iraniane e dello Hezbollah dal sud della Siria; la Siria dovrebbe farsi garante della non-ingerenza iraniana attorno a Israele; la Giordania dovrebbe fermare l’ingresso in Siria dal proprio territorio degli jihadisti; Israele dovrebbe mettere fine agli interventi in Siria. Il 29 maggio 2018, da Gaza, sono stati tirati 25 proiettili di mortaio su Israele. L’operazione è stata preparata con cura e non è stata preannunciata dall’intelligence israeliana. I tiri sono avvenuti in modo coordinato, alle 6.59 precise, da diversi punti lungo il confine. I tiri erano di portata molto debole, e ciò ha reso molto aleatoria la loro intercettazione da parte della Cupola di Ferro. Tuttavia, non ci sono state vittime. È la più importante operazione militare a Gaza dall’”Operazione piombo fuso”, risalente a una decina d’anni fa. Benché Israele ritenga responsabile Hamas, in quanto amministrare della Striscia di Gaza, l’autore dell’attacco sembra invece essere la Jihad Islamica, gruppo armato e finanziato dall’Iran. Sembra che alcuni membri della Jihad Islamica siano preoccupati per i negoziati segreti tra Teheran e Tel Aviv, in corso in Giordania. L’operazione del 29 maggio potrebbe essere il mezzo col quale il gruppo ha voluto esibire le proprie capacità e sollecitare l’aiuto della Turchia, che desidera intromettersi maggiormente in Palestina.

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