mercoledì 6 giugno 2018

CONTRO MATTEO

[Se la luna ti ama che cosa ti importa se le stelle si eclissano?  Anonimo greco] Il prossimo 16 giugno, alle 18, un gruppo di associazioni terrà un corteo nella città del boss latitante Matteo Messina Denaro che ha come slogan "Io sono di Castelvetrano e non sono mafioso". La decisione è stata assunta ieri sera, nel corso di un incontro che si è tenuto per iniziativa dell'associazione Codici e arriva nel giorno in cui un'altra operazione antimafia condotta dalla polizia cerca di stringere il cerchio attorno a Messina Denaro. Oltre a rappresentati di Codici, alla riunione di ieri sera erano presenti esponenti del Tribunale per i diritti del malato, Confcommercio, Ora Basta, Pro Loco Selinunte, Corteo Santa Rita, Arcadia, Diritti del cittadino, Spa Music, Kiwanis club Selinunte, Rotary, Lions e Progetto Triscina. L'incontro era stato indetto dopo le polemiche sorte, in particolare sui social, in seguito ad alcune affermazioni fatte alla trasmissione televisiva "Uno Mattina" nei giorni scorsi da Salvatore Caccamo, uno dei commissari alla guida di Castelvetrano (Comune sciolto per mafia da un anno) e dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.  Blitz della Polizia contro la rete di fiancheggiatori che protegge la latitanza del boss Matteo Messina Denaro: dall'alba sono in corso una serie di perquisizioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo in diversi comuni della provincia di Trapani. Complessivamente sono 17 gli indagati nella nuova inchiesta. Le perquisizioni sono scattate a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara nei confronti di soggetti che nel corso degli anni sono stati arrestati per associazione mafiosa o che hanno avuto collegamenti con personaggi riconducibili a Cosa Nostra. Tra i 17 indagati anche persone che storicamente hanno avuto stretti rapporti con Messina Denaro. Oltre 150 uomini del Servizio centrale operativo (Sco), delle squadre mobili di Trapani e Palermo e del Reparto prevenzione crimine stanno perquisendo abitazioni, terreni, attività commerciali e imprenditoriali - anche con strumenti in grado di individuare covi o bunker nascosti - con l'obiettivo di raccogliere ogni possibile elemento utile alla cattura del boss. Il blitz arriva a poco più di un mese da un'altra indagine della Dda che ha portato in carcere 21 persone tra boss e gregari dei clan di Castelvetrano, Partanna e Mazara del Vallo. A dicembre altri 30 presunti mafiosi erano finiti indagati dalla Dda sempre per aver favorito la latitanza di Messina Denaro.

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