sabato 16 giugno 2018

Chi ci salverà da Salvini?

[Preferirei che gli uomini mi chiedessero perché non ho una statua che perché ne ho una.  Catone il Censore]  I conti segreti di Salvini. Così titolava L'Espresso l'inchiesta di copertina sui soldi della Lega. Per la prima volta una sconosciuta associazione dal curioso nome “Più voci” usciva dall'anonimato. Fino ad allora nessuno poteva immaginarne l'esistenza. Anche perché non ha mai pubblicizzato alcuna attività politica, culturale, sociale. E non ha una sede aperta al pubblico, come le più classiche delle associazioni che lavorano sul territorio. Si trova, infatti, in via Angelo Maj 24, in un anonimo condominio di Bergamo, presso lo studio dei commercialisti che compongono il cerchio strettissimo del segretario, oggi ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Sulla Più voci scovata dall'Espresso e fondata nel 2015 dal tesoriere della Lega scelto da Matteo Salvini, qualcuno dei protagonisti mente. Chi? Luca Parnasi, da poco in carcere per l'indagine sul nuovo stadio della Roma, cioè uno degli imprenditori che hanno finanziato con 250 mila euro la sconosciuta associazione leghista? O Giulio Centemero, il cassiere del partito, braccio destro del neo ministro dell'Interno? Vedremo, insomma. Intanto sull'asse Roma-Genova si sta instaurando una collaborazione investigativa tra le due procure. Un coordinamento tra i pm che indagano sull'affare stadio-Parnasi e i loro colleghi che scavano sul tesoro della Lega. Gli inquirenti, dunque, hanno acceso un faro sui contributi svelati dall'Espresso e ora finiti al centro della cronaca.  Nel mirino dei servizi segreti americani, ora, ci finisce anche la Lega Nord di Matteo Salvini. È quanto emerge da un retroscena pubblicato dal britannico Sunday Telegraph. In breve, il Congresso Usa avrebbe dato mandato alla National Intelligence di indagare sui presunti finanziamenti russi per alimentare le casse dei partiti euroscettici. E il Telegraph ipotizza che tra i destinatari dei rubli, appunto, ci sia anche la Lega Nord. Tra gli altri partiti segnalati il Front National di Marine Le Pen (e questa è una storia vecchia), Jobbik in Ungheria (il partito che sta più a destra di Orban) e Alba Dorata in Grecia. Secondo il Telegraph, Washington sarebbe preoccupata per la "determinazione di Mosca nello sfruttare le divisioni europee in modo da minare la Nato, bloccare i programmi di difesa missilistica e revocare le sanzioni economiche imposte dopo l'annessione della Crimea". Le fonti citate dal quotidiano britannico parlano senza peli sulla lingua di una "nuova Guerra Fredda", nella quale l'obiettivo di Vladimir Putin è quello di "rompere il tessuto dell'unità europea su tutta una serie di questioni strategiche di vitale importanza". L'ipotesi di un aiuto economico di Putin ai movimenti euroscettici era già emersa circa un anno fa, quando si parlò di un prestito di 9 milioni di euro al FN della Le Pen, in vista delle presidenziali del 2017. Per quel che riguarda il Carroccio, nel novembre 2014 una fonte rivelò all'agenzia AdnKronos che Salvini si sarebbe recato a Mosca per chiedere aiuto economico a Putin, una circostanza che lo stesso Salvini, però, ha più volte categoricamente smentito.  Si parte dalla Russia: delle simpatie per Putin, Salvini infatti non ne ha mai fatto mistero. L'ufficiale di collegamento si chiama Sergey Zheleznyak, 47 anni, delegato del Cremlino ai rapporti con i partiti europei. È lui l'uomo che per conto di Vladimir Putin ha sancito l'alleanza ufficiale con Matteo Salvini lo scorso marzo a Mosca. Un patto raggiunto dopo quattro anni di corteggiamenti, visite, prove di fedeltà. Gianluca Savoini è, invece, il delegato italiano a mantenere i rapporti con la Russia. Ex giornalista de La Padania, 54 anni, per qualche tempo suo portavoce personale, per raccogliere imprese-amiche Salvini ha scelto proprio lui, che vanta parecchie conoscenze nel mondo russo, e negli ultimi anni si è recato di continuo nella Federazione. Insieme ad altri leghisti ha creato l'associazione Lombardia-Russia, il cui presidente onorario è Aleksey Komov, dell'associazione ultracattolica World Congress of Families, responsabile internazionale della Commissione per la Famiglia del Patriarcato ortodosso di Mosca e grande amico dell'oligarca Konstantin Malofeev, già molto attivo nei rapporti tra il Cremlino e i francesi del Front National. E' in fuga, ricercato dalla polizia, il deputato del partito filo-nazista greco Alba Dorata Constantinos Barbarousis, che in aula - durante il dibattito sulla sfiducia presentata dal partito di opposizione Nuova Democrazia contrario all'accordo sul nome della Macedonia - aveva chiesto all'esercito di ribellarsi ed attuare un golpe, arrestando il premier Alexis Tsipras, il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos ed anche il ministro della Difesa Panos Kammenos. Il violento attacco verbale di Barbarousis - raccontano i media greci - ha provocato l'espulsione del gruppo di Alba Dorata dall'aula, e poi l'espulsione dello stesso deputato dal partito. E' stato Kammenos a chiedere che Barbarousis fosse accusato di alto tradimento e la magistratura intende ora incriminarlo per "atti preparatori al tradimento". Secondo la polizia, Barbarousis, dopo un inseguimento con la polizia sulla Atene-Patrasso, si nasconderebbe nella regione Aetolia-Acarnania (Grecia occidentale), dove è stato eletto.

3 commenti:

  1. “La verità è che abbiamo finito di fare gli zerbini”. Quindici giorni al governo, per molti nell’immaginario collettivo il vero premier dell’esecutivo, Matteo Salvini ha le idee chiarissime su come risolvere alla radice l’emergenza immigrazione. Dopo aver respinto la nave Aquarius, arrivata a Valencia in queste ore, il vicepremier ha spiegato che “dopo le navi delle ong, potremmo fermare anche quelle che arrivano nei nostri porti cariche di riso cambogiano. Io sono assolutamente a fianco della Coldiretti”. I toni più stridenti sono stati senz’altro quelli tra Roma e Parigi, poi risolti dalla telefonata chiarificatrice e l’incontro bilaterale tra Macron e Conte, ma l’esecutivo gialloverde si è fatto notare per aver avuto già frizioni anche con Tunisia, Malta, Germania e Spagna.  E poi con la Nato e con gli Stati Uniti sul tema delle sanzioni alla Russia di Putin, nonostante i complimenti di Trump al nostro primo ministro. L’ultima polemica però è arrivata da un violento botta e risposta tra il ministro dell’Interno e la Lifeline, una delle organizzazioni che sta trasportando migranti verso il nostro Paese.

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  2. Il gip di Palermo, accogliendo la richiesta della Dda del capoluogo siciliano, ha archiviato l'indagine sulle ong Golfo Azzurro e Sea Watch escludendo legami tra le due organizzazioni e i trafficanti di esseri umani libici e che le associazioni umanitarie abbiano commesso il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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  3. Una nave cargo, la Alexander Maersk, battente bandiera danese, con a bordo più di 110 migranti soccorsi nel Mediterraneo, è da ieri davanti al porto di Pozzallo. Secondo quanto si è appreso la nave è stata rifornita di viveri e di beni di prima necessità in attesa di ricevere l'autorizzazione a entrare nel porto.  Gli ultimi naufragi al largo della Libia hanno portato il bilancio delle vittime lungo la rotta del Mediterraneo centrale ad oltre mille nel 2018, un numero "scioccante" per l'Unhcr, che sollecita una "azione internazionale urgente" per i salvataggi in mare. "Considerando che siamo all'inizio della stagione estiva, si prevede che aumenterà il numero di rifugiati e migranti che tenteranno di attraversare il mar Mediterraneo", afferma in una nota l'Agenzia dell'Onu con base a Ginevra.

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