martedì 24 aprile 2018

'Ndrangheta in Piemonte

[Il giorno più bello della tua vita è quello in cui decidi che la tua vita è tua. Nessuna scusa né giustificazioni. Nessuno a cui appoggiarsi, su cui contare o a cui dare la colpa. Il dono è tuo – è un viaggio incredibile e solo tu sei il responsabile della sua qualità. Questo è il giorno in cui la tua vita comincia davvero! Bob Moawad] "Ala deviata del Pd". Ha usato questo termine il procuratore generale del Piemonte Francesco Saluzzo per parlare dei rapporti fra almeno un paio di esponenti torinesi del partito e un boss della 'ndrangheta, Salvatore De Masi detto Giorgio. L'occasione è stata la requisitoria del processo d'appello bis dell'inchiesta Minotauro, terminato nei giorni scorsi con sette condanne. De Masi, che secondo gli investigatori fu a capo della locale di Rivoli, sono stati inflitti nove anni di reclusione. Nessuno degli appartenenti al Pd è mai stato imputato in Minotauro. Nelle carte dell'inchiesta Minotauro figurano dei contatti, risalenti al 2010, finalizzati alla ricerca di voti per le primarie locali. Gli interessati, quando furono sentiti dagli investigatori, dissero che non sapevano che De Masi fosse legato alla criminalità organizzata. "In realtà - ha spiegato Saluzzo, che De Masi fosse un personaggio di altissimo livello. Al punto che era addirittura destinato a ricoprire il ruolo di capo della cosiddetta 'casa di rappresentanza' (un organismo intermedio di raccordo fra i clan locali e la casa madre in Calabria) che l'organizzazione stava progettando di insediare in Piemonte. Il fatto che fosse lui a tenere questo genere di contatti non era una casualità". "Ovviamente - ha precisato il procuratore generale - io non ho parlato del Pd nel suo complesso. Il Pd non è questo. E queste persone non rappresentano tutto il Pd. Senza contare che il fenomeno della ricerca di serbatoi di voti è vasto e ha una portata più generale. Parliamo però di persone che facevano cattiva politica. Senza farsi troppe domande". Nel caso Minotauro il procuratore generale Saluzzo non ha preso parte alla fase delle indagini preliminari ma è intervenuto solo in occasione del processo d'appello insieme alla collega Monica Abbatecola.

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