venerdì 29 dicembre 2017

Qatar svela Meridiana

[Quando l’albero cade, tutti corrono a far legna] Meridiana, compagnia controllata col 49% da Qatar Airways, presenta il network estivo per il  2018 e annuncia il primo importante passo verso il completo rinnovamento della propria flotta. Da oggi sono in vendita migliaia di posti a tariffe promozionali su 17 destinazioni da Milano Malpensa e 11 da Olbia. A partire dal 1 giugno 2018 la compagnia opererà sette nuovi collegamenti da Milano Malpensa, fra i quali due nuovi voli intercontinentali verso gli Stati Uniti: New York con frequenza giornaliera e Miami quattro volte alla settimana. Da maggio verranno inaugurati cinque nuovi collegamenti nazionali, con frequenze pluri-giornaliere, fra Milano Malpensa e Roma, Napoli, Palermo, Catania e Lamezia Terme. Da tutti questi aeroporti sono stati programmati orari e tariffe studiati per rendere semplici e convenienti le connessioni, via Malpensa, con tutte le destinazioni internazionali di Meridiana: le nuove New York e Miami, ma anche la Russia, la Cina, Cuba e l’Africa, con Mosca, Shenzhen, L’Avana, Zanzibar, Mombasa, Cairo, Dakar, Lagos e Accra. Le tariffe in Economy e in Business Class, di andata e ritorno, per volare da Milano Malpensa a New York partono rispettivamente da 358 euro e 1.518 euro, mentre per Miami da 368 euro e 1.568 euro. I nuovi voli nazionali da e per Milano Malpensa sono in vendita a partire da 40 euro in economy e da 213 euro in business. Le tariffe per New York e Miami relative ai voli in connessione con stop a Malpensa (da Roma, Napoli, Palermo, Catania e Lamezia Terme) partono da un minimo di 441 euro in economy e 1.601 euro in business. Olbia è collegata tutto l’anno con Bologna, Roma Fiumicino e Milano Linate. Il Bologna – Olbia, che in inverno è offerto il venerdì e la domenica, dal 25 marzo 2018 salirà a quattro frequenze settimanali e a due voli giornalieri dal prossimo giugno. Sempre a partire dalla primavera 2018 Meridiana collegherà il Costa Smeralda con Torino, Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Verona, Napoli, Londra Gatwick, Mosca. Le tariffe per tutta l’offerta estiva partono da 23 euro per un volo nazionale e 32 euro per un volo internazionale (tariffa light, solo andata, a persona). Nella stagione estiva 2018, grazie alle nuove destinazioni servite da Milano Malpensa e all’estensione dell’offerta stagionale su Olbia Costa Smeralda, Meridiana offrirà oltre due milioni di posti suddivisi fra Milano Malpensa ed Olbia. Per il vice presidente di Meridiana, Marco Rigotti “questa crescita si inserisce nel contesto di una strategia progressiva di espansione, che vede l’introduzione di due importanti voli per New York e Miami da Milano e connessioni di meno di due ore da cinque città del Centro e Sud Italia, oltre al mantenimento dei collegamenti annuali e stagionali verso Olbia Costa Smeralda. Grazie ai nuovi B737-MAX e Airbus A330 – ha aggiunto – gradualmente verrà rinnovata la nostra flotta, a tutto vantaggio del comfort, della qualità del servizio che intendiamo offrire ai nostri clienti e della redditività della Compagnia”.  I nuovi collegamenti intercontinentali fra Milano e New York e Miami verranno operati da Airbus 330-200, mentre sui voli di corto-medio raggio verranno introdotti i nuovissimi Boeing 737 MAX 8. Meridiana sarà il primo vettore italiano ad avere in flotta il Boeing 737 MAX 8, aeromobile che presenta una serie di innovazioni tecnologiche e di design che si riflettono significativamente sia sul livello qualitativo percepito dai passeggeri, sia sui consumi di carburante, che sul livello di emissioni ambientali. Si tratta di un’importante primo step, dopo l’uscita degli MD80 avvenuto lo scorso 31 ottobre, verso il completo rinnovamento della flotta di Meridiana previsto nei prossimi anni. I prossimi passaggi dovrebbero essere la firma del nuovo contratto di settore, secondo il modello nazionale, per piloti e assistenti di volo, seguita dalla unificazione del Coa, il certificato di operatore aeronautico che attualmente è diviso fra quello di Airitaly e di Meridiana. 

mercoledì 27 dicembre 2017

Il prode Achille della Gesap

[Salvini sospetta che lo stupro di Firenze sia servito a distogliere l’attenzione da quello di Rimini. Quindi si trattava di carabinieri buonisti. spinoza.it] Achille e’ molto stanco. Ha ottenuto la reperibilità che non voleva, ma dietro insistenza del suo padrone ha dovuto obbedire. Un componente della segreteria e del protocollo hanno accettato senza alcun tentennamento è dubbio alcuno. L’avv. Petrigni, che non avrebbe condiviso questa decisione,  sarebbe stato convocato dall’ad, che crede di essere anche dg, invitando il capo del personale all’obbedienza. Oggi i dipendenti della Gesap si sono accorti che tanti dipendenti con la reperibilità non c’èl’hanno più. Insomma è in corso una guerra tra ad è il responsabile del personale, Achille potrebbe mediare e trovare una soluzione. Poco importa se ingegneri ph e addetti alla manutenzione e progettazione non avrebbero  la reperibilità, sempre controllati e contestati non vedono l’ora che venga nominato il nuovo dg. Oggi ci doveva essere l’incontro con i sindacati, ma è saltato, Ambrogio ha mangiato troppi rocher e non sta bene. La riunione è stata fissata per il 29, ma la uil molto probabilmente non ci sarà sarebbero tutti in crociera.   I sindacati, compresa anche  la Cgil, riusciranno a spiegare all’ad che la Gesap, partecipata del comune di Palermo, al momento non è gestita nel migliore dei modi? Probabilmente discuteranno ancora del premio di produzione non dato è dei livelli. Passeggiano con il livello, con il premio produzione ... perché non dare loro un fine settimana in una spa quando sono troppo stressati?  Infine, il codice della strada stabilisce che il prode Achille, in quanto cane, non può viaggiare come un qualsiasi passeggero disteso nel sedile posteriore, ma in un apposito alloggiamento. 

martedì 26 dicembre 2017

L’ultima cena di Az

[Finche’ si è inquieti, si può tranquilli. Julien Greene] Il menu' di bordo di Alitalia è  il migliore al mondo. A stabilirlo sono stati oltre 22.000 frequent flyer consultati dal mensile americano "Global Traveler", che ha premiato la Compagnia italiana con il titolo di "Best Airline Cuisine" 2017. Ancora una volta Alitalia riceve il riconoscimento da parte dei passeggeri che, per l'ottavo anno, hanno voluto premiare la  qualità  dei pasti offerti a bordo, gli abbinamenti con i migliori vini italiani e l'impegno nell'ideare un menu che sia espressione della migliore tradizione enogastronomica del Paese. "Siamo molto orgogliosi di aver ricevuto questo premio di grande valore per Alitalia. E' la dimostrazione di quanto i nostri passeggeri apprezzino la cucina italiana che serviamo a bordo, famosa nel mondo per qualità  e varietà delle sue ricette che si ispirano alle diverse Regioni italiane", ha dichiarato in una nota Fabio Maria Lazzerini, Chief Commercial Officer di Alitalia.  Per conoscere l'esito finale della procedura di vendita di Alitalia si potrebbe dover aspettare fino a dopo le elezioni del prossimo marzo: ad affermarlo è "Milano Finanza", secondo cui i negoziati con Lufthansa proseguono e si starebbe adesso parlando di tempi e modalità di restituzione del prestito ponte di novecentomila Euro concesso dal Governo italiano al vettore aereo in amministrazione straordinaria, e che dovrà essere rimborsato al termine della procedura di cessione. Intanto in occasione di un incontro informale con le rappresentanze sindacali dei lavoratori avvenuto  in un hangar dell'aeroporto di Roma-Fiumicino, il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi ha spiegato -secondo quanto riportato da altre fonti-stampa- che i negoziati sono ancora in corso, con l'obiettivo di creare i presupposti per un piano industriale di lungo termine. Gubitosi avrebbe inoltre annunciato l'intenzione di riportare all'interno dell'azienda la manutenzione degli aerei e rivederne i costi, insieme ai contratti di fornitura relativi ai motori ed ai componenti. Ci sarebbe inoltre la volontà di mettere le competenze interne a disposizione anche di altri vettori. Per Alitalia ci sono tre offerte da valutare e da gennaio potrebbero iniziare i negoziati in via esclusiva con il miglior offerente per la cessione del vettore aereo italiano: lo ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in una intervista pubblicata su "Il Sole 24 Ore" in cui si affronta anche la questione della crisi dell'industria siderurgica Ilva a Taranto e del mercato dell'energia.  In merito alla situazione di Alitalia Calenda ha confermato che l'obiettivo suo e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio è di arrivare ad una conclusione della vicenda entro le prossime elezioni. Su questa possibilità si era espresso nei giorni scorsi il vicepresidente della Camera dei Deputati e candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che in occasione degli "Stati generali del trasporto aereo" sulla eventualità di una cessione di Alitalia a Lufthansa: secondo Di Maio il Governo "non è legittimato" a portare avanti il piano del vettore tedesco, posizione analoga a quella espressa nella stessa occasione da Paolo Nicolò Romano (M5S) per il quale questo Governo "è ormai arrivato alla scadenza, il 27 scioglieranno le Camere, quindi non è assolutamente legittimato a portare a termine un accordo così importante, bisogna aspettare le elezioni". 

Patagonia nuova terra promessa?

[La Terra Santa è segnata da 2 laghi, il primo è quello di Genesaret, detto anche di Tiberiade, che riceve e dona acqua attraverso il Giordano. Il secondo, invece, riceve soltanto, accumula è nulla da ed è per questo  che... il suo nome è mar morto. Detto rabbino] Il bar di famiglia si è trasformato in una catena di locali e in un richiestissimo servizio di catering, che fu venduto per trenta milioni nel 1979 e contribuì a fondare l’impero di Lewis. Dopo aver incassato il suo compenso, infatti, il magnate si è trasferito alle Bahamas e ha iniziato l’attività di commerciante di valuta, o currency trader per i puristi dell’economia, accrescendo molto in fretta la sua fortuna. In particolare, dall’interno del mercato monetario, ha fiutato grandi affari scommettendo nel 1992 sulla caduta della sterlina inglese nel famoso Black Wednesday e tre anni dopo con la stessa dinamica che ha riguardato questa volta il peso messicano.Il miliardario britannico Joe Lewis sta acquistando immensi territori nel sud dell’Argentina e anche nel vicino Cile. Le sue proprietà si estendono ormai su una superficie più volte multipla dello Stato d’Israele. Si trovano nella Terra del Fuoco, all’estremo sud del continente. In particolare, circondano il Lago Escondido, cui impediscono l’accesso nonostante un’ingiunzione della magistratura argentina. Joe Lewis fondò il fondo d’investimento English National Investment Company. In questo modo Lewis si pose in una posizione di super partes, guardando dall’alto l’operato di Charlie nel settore della ristorazione e di Levy nel mondo del calcio. La ENIC entrò nell’ambiente con diverse partecipazioni: acquistò quote di minoranza dello Slavia Praga in Repubblica Ceca, del Vicenza in Italia, dell’AEK Atene in Grecia e dei Rangers in Scozia. La ciliegina sulla torta fu l’investimento più oneroso e importante: l’acquisto delle quote di maggioranza del Tottenham Hotspur, storico club della Premier League inglese. E’ proprio in Inghilterra che Joe Lewis e Daniel Levy hanno puntato forte: oltre ad aver iniziato i lavori per un nuovo stadio, con un esborso maggiore di ottocento milioni di sterline, il duo ha migliorato le strutture di allenamento e la rete di collegamento con le società minori del paese, ponendo le basi per l’acquisto di giovani calciatori ed il conseguente miglioramento delle squadre giovanili del club, che sta facendo, come detto, notevoli passi avanti anche in classifica grazie ai tanti investimenti fatti per migliorarne la rosa. Parlando di Joe Lewis “The Boxer”, infine, non si può non nominare il suo celeberrimo yatch da quasi cento metri e dal valore di più di centocinquanta milioni di dollari. L’enorme imbarcazione, tra l’altro, è ormeggiata sulle rive del Tamigi, nel cuore di Londra, come a dire io sono qua.   Il miliardario ha costruito un aeroporto privato con una pista di due chilometri su cui possono atterrare aerei di trasporto civile e militare. Dalla fine della guerra delle Malvine l’esercito israeliano organizza in Patagonia “campi di vacanza” (sic) per i suoi soldati. Ogni anno, da 8.000 a 10.000 soldati trascorrono due settimane nelle proprietà di Joe Lewis. Se egli anni ’70 l’esercito argentino lanciò l’allarme per 25.000 nuovi alloggi rimasti inabitati, dando vita al mito del piano Andinia, oggi ne sono stati costruiti centinaia di migliaia. È impossibile verificare lo stato di avanzamento dei lavori perché, essendo proprietà privata, Google Earth oscura le fotografie satellitari della zona, così come fa per le istallazioni militari dell’Alleanza Atlantica. Il vicino Cile ha ceduto una base di sottomarini a Israele, dove sono stati scavati tunnel per sopravvivere al rigore dell’inverno polare. Gli indiani Mapuche, che abitano la Patagonia argentina e cilena, sono rimasti sorpresi nell’apprendere che a Londra è stata riattivata la Resistencia Ancestral Mapuche (Resistenza Ancestrale Mapuche – RAM), misteriosa organizzazione che rivendica l’indipendenza. Inizialmente accusata di essere una vecchia associazione rispolverata dai servizi segreti argentini, la RAM è ora considerata dalla sinistra un movimento secessionista legittimo e dai leader Mapuche un’iniziativa finanziata da George Soros. Un giudice federale argentino ha incriminato l'ex presidente e ora senatrice Cristina Fernandez de Kirchner nell'ambito dell'inchiesta su un memorandum d'intesa firmato fra il suo governo e l'Iran e ha chiesto alla camera alta di autorizzare il suo arresto preventivo. Lo ha reso noto il sito news Infobae. Il magistrato, Claudio Bonadio, ha già fatto arrestare l'ex segretario di Kirchner durante la presidenza, Carlos Zannini, e il leader peronista Luis D'Elia, per le stesse ragioni.  Il 15 novembre 2017 la Marina argentina ha perso ogni contatto con il sottomarino ARA San Juan che alla fine è stato dichiarato inabissato in mare. È uno dei due sottomarini diesel-elettrici TR 1700, fiore all’occhiello del piccolo esercito argentino. La commissione preparatoria dell’Organizzazione del Trattato per il Divieto Totale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO) ha dichiarato di aver registrato un fenomeno acustico non abituale nell’Atlantico, in prossimità della zona da cui il San Juan ha inviato l’ultimo segnale. Alla fine il governo ha dovuto ammettere che il sottomarino era in “missione segreta”, non meglio specificata, di cui Londra era a conoscenza. L’esercito statunitense ha partecipato alle ricerche e la Marina russa ha inviato un drone in grado di scandagliare i fondali marini a 6.000 metri di profondità, che però non ha trovato nulla. Probabilmente il San Juan è esploso. La stampa argentina è convinta che abbia urtato una mina o sia stato distrutto da missile nemico. La Marina argentina ha reso noto di avere "rilevato un nuovo contatto" nell'area dove lo scorso 15 novembre si sono perse le tracce del sottomarino Ara San Juan nella acque del sud dell'Oceano Atlantico. Lo scrive il quotidiano La Nacion nella sua versione online precisando che sarà "esaminato" da un sommergibile russo presente nell'area delle ricerche. Per il momento è impossibile stabilire se Israele abbia avviato un programma di sfruttamento dell’Antartide o se stia costruendo una base in cui ripiegare in caso di disfatta in Palestina.

Ap Torino chiede aiuto

[C’è’ un prezzo da pagare se non si vuole avere un prezzo. Andrea Franzoso] Aviapartner Palermo manderà a Torino un ros che, a quanto dicono i bene informati, dovrà organizzare i charter invernali, il fine settimana. Non sappiamo se lo scalo di Torino si occupa di AF che ha sette tipologie di bagagli. Quando ha preso AF Aviapartner ha chiesto aiuto al politecnico di Torino (in alternativa la Normale di Pisa)?  I charter sono dei voli semplici ma con tanti bagagli dunque assumi stagionali è chiedi al personale effettivo di fare straordinario. Controlli i mezzi se sono sufficienti. Speriamo che  il pretoriano mandato a Torino si porterà, a seguito, i carrelli con pendenza unilaterale. Torino, dopo che la gdf ha visitato gli uffici di Aviapartner, non è riuscita a gestire l’emergenza neve. Adesso non sarebbe in grado di gestire una serie di voli charter? Se non dovessero riuscire nei turni potremmo, da Palermo, mandare il mago delle turnazioni. Se poi volete un coordinatore dei ros Palermo vi potrebbe mandare anche una pecorella smarrita. Spesso quando apprendo fatti che riguardano la mia azienda mi viene in mente Alessandra Agola.   Turpiloquio e mantra del linguaggio palermitano, la parola “Suca” diventa il tema di una tesi di laurea. Alessandra Agola, neolaureata in Scienze della Comunicazione a Palermo traccia la storia e l’evoluzione del termine nel suo studio “"S-word. Segni urbani e writing". La notizia ha avuto molta attenzione mediatica, ma lo studio si fonda su indagini semiotiche e linguistiche. 

sabato 23 dicembre 2017

Azienda cerca 70 dipendenti ...

[Gli investigatori: “Il racconto delle giovani presenta alcune imprecisioni”. Non c’è neanche un negro. spinoza.it] ...  e non li trova. Una azienda di Campodarsego, la Antonio Carraro, cerca 70 dipendenti, tra operai, tecnici e ingegneri, proponendo un contratto a tempo indeterminato, ma la ricerca è risultata fino ad oggi vana. Lo racconta la responsabile relazioni esterne, Liliana Carraro. "Offriamo un contratto base di terzo livello che fa riferimento al contratto nazionale del settore metalmeccanico - spiega dalle pagine del Gazzettino - con una retribuzione di 1.590 euro lordi mensili". L'azienda, specializzata nella produzione di trattori compatti per agricoltura, ha effettuato grossi investimenti per inserire nuovi robot alla catena di montaggio e ha necessità urgente di trovare manodopera specializzata che li faccia funzionare. Pur di risolvere il problema, la Carraro ha pensato di organizzare il 16 dicembre una giornata "porte aperte" nella speranza che qualche giovane in cerca di lavoro varchi la loro soglia. Attualmente l'industria occupa 380 dipendenti.

Tripla B per San Marino

[La ministra Pinotti: “Atto inaudito se commesso in uniforme”. Per certe cose c’è il tempo libero.spinoza.it] Fitch conferma per la Repubblica di San Marino il rating "BBB -" con outlook "stabile". La Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio prende atto con soddisfazione i risultati del rapporto pubblicato. "Pur inserendosi in un quadro macroeconomico generale altamente complesso e articolato, dal report di Fitch emerge una valutazione incoraggiante che certifica la consistenza dell'attività condotta fino ad ora dall'esecutivo per assicurare al Paese un adeguato livello di stabilità finanziaria", sostiene Simone Celli, Segretario di Stato alle Finanze. "Con consapevolezza e realismo -rileva il ministro dell'Economia della Repubblica del Titano - va sottolineato che permangono significativi problemi sistemici in termini economici e finanziari; problemi che da un lato non devono essere sottovalutati e che dall'altro lato richiedono un'azione politica coraggiosa e determinata attraverso la realizzazione delle riforme strutturali divenute a questo punto improcrastinabili".

Intervista a Angelo Piccirillo della segreteria Filt Cgil Lombardia

Il Presidente dell'Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, ha chiesto informazioni urgenti alle società AGS Handling, Alpina, Enac e ai Prefetti di Milano e Varese, sull'agitazione negli scali di Malpensa e di Linate. In particolare, il Garante - si legge in una nota - intende accertare, al fine di valutare profili sanzionatori di propria competenza. se l'agitazione sia stata o meno ritualmente proclamata, se sia riferibile a una organizzazione collettiva di lavoratori, ovvero a iniziative di singoli, e il numero dei voli in ritardo. All'origine della protesta, l'arrivo di una cooperativa che lavorerà in subappalto. A provocare ritardi e disagi è stata un'assemblea dei dipendenti delle società che si occupano dei servizi a terra, convocata a stretto giro in poche ore. Secondo quanto si è appreso, all'origine dell'agitazione c'è l'arrivo della cooperativa Alpina, che lavora in subappalto per l'handling di Ryanair a Malpensa. " Il prefetto di Varese aveva chiesto ad Alpina di rimandare l'ingresso di un mese e loro hanno detto no- ha spiegato Angelo Piccirillo, della segreteria Filt Cgil Lombardia- I lavoratori si sono così riuniti in assemblea per discutere della "mancata risposta delle istituzioni a seguito dell'incontro  in prefettura".  A metà 2016 i sindacati, hanno fatto un accordo con Ags per evitare subappalti, ma "questo è stato disatteso".  Come vanno i rapporti con Aviapartner? Per quale motivo a Linate non vengono riconosciuti i livelli contrattuali? Sono in via di ricostruzione dopo anni di conflitti che hanno avuto  l’apice con la clausola sociale non applicata del tutto. Alla fine abbiamo raggiunto un buono accordo che ha portato all’erogazione di un premio produzione l’anno scorso, quest’anno Malpensa ha ottenuto il premio, Linate ancora no.  AH vorrebbe entrare a Fco rilevando Az handling. Mossa lungimirante, azzardata? Non dimentichiamo che handling perde sempre, raramente chiude i bilanci in utile. Non abbiamo notizie in tal senso. Riteniamo che le aziende che hanno manager seri, capitali da investire che garantiscano una continuità operativa sia ben accetta in qualsiasi scalo. Per anni le aziende di handling hanno abbassato il costo del lavoro senza fare ragionamenti che andassero nell’ottica del consolidamento del mercato.  Bilanci separati fra handling e gestore, ma se handling perde e’ sempre il gestore a ripianare i debiti. Cosa è cambiato in Sea dopo la multa inflitta dall’Ue? Anche prima i bilanci erano separati. Oggi l’handling della Sea (AH) ha un socio privato di minoranza (dnata) che amministra la società. Dnata pur avendo il 30% ha la governance, dunque la Sea oggi è in regola con le disposizioni europee.  Cosa si può fare contro l’arroganza, l’illegalità, armai acclarata, di Ryanair? Ryanair è in realtà il fallimento della politica dei trasporti di molti governi italiani. In Europa hanno trovato è applicato delle contromisure contro Ryanair, in Italia non si è fatto niente. Enac, emanazione del ministero, ha grosse responsabilità ... Alitalia dovrebbe essere venduta a Lh. Non crede che per la Sea potrebbe essere la peggiore soluzione possibile? Leggiamo vari ipotesi, i tempi si sono allungati, la politica non manca di interferire aspettando le elezioni politiche. Speriamo che questa sia l’ultima crisi di Az, si spera che venga venduta in blocco, ma qualora non sia possibile, evitare lo spezzatino. Speriamo che venga favorito chi da più garanzie di sviluppo. Siamo, purtroppo, al terzo fallimento che probabilmente è quello più devastante.   Esistono speranze per un rilancio di Wfs in Italia? Non abbiamo novità alcuna, noi siamo informati dopo che gli accordi sono firmati. Tante voci e basta, nient’altro. Il mondo del lavoro in apt è sempre più precario. Se entrano le cooperative sarà la fine. Un fronte comune fra aziende e sindacati è ipotizzabile? A Mxp ,purtroppo, sono entrate le cooperative. Una battaglia  che è durata un anno e mezzo, abbiamo ritardato di molto  l’ingresso ma Alpina è entrata. Noi riteniamo che le cooperative rappresentano un chiaro segnale di damping sociale: non applicano il contratto assohandling, attraverso l’assemblea dei soci possono derogare qualunque aspetto del contratto,abbiamo avuto delle cooperative, con più di 1000 dipendenti, che a Mxp hanno evaso tasse,operando nella più totale illegalità. Noi siamo stati sanzionati dalla commissione di garanzia sullo sciopero contro l’ingresso delle cooperative che si è svolto il primo di agosto. 

giovedì 21 dicembre 2017

Japan Post in vendita

[Se cadi rialzati all’istante.]Il governo giapponese punta ad incassare oltre 11,6 miliardi di dollari dalla vendita della seconda tranche del capitale del gigante postale di Stato Japan Post. Questo è  quanto emerge dalla documentazione depositata dallo stesso governo al regolatore del mercato in cui viene fissato a 1.322 yen il prezzo per ciascuna delle 914 milioni di azioni che saranno messe in vendita. Nel caso di esercizio integrale del collocamento l’incasso previsto è, appunto, di 1.300 miliardi di yen (11,6 mld $). L’ipo di Japan Post ha portato nelle casse dello stato giapponese 1.430 miliardi di yen nel 2015 rappresentando la più grande privatizzazione compiuta nel Paese da quella del 1987 della Nippon Telephone & Telegraph. Il titolo Japan Post, la più grande banca al mondo per depositi con 290.000 miliardi di yen di asset (circa 2.200 mld di euro), ha chiuso in calo dell’1,03% a 1.349 yen. Tokyo, 25 set. (askanews) – Il Primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato lo scioglimento della Camera bassa per il 28 settembre, una misura che comporta automaticamente la convocazione di elezioni entro i 40 giorni successivi che saranno quindi anticipate. “Scioglierò la Camera dei rappresentanti il 28 settembre”, ha dichiarato Abe ai reporter. Shinzo Abe non ha fornito una data per le elezioni anticipate ma, secondo l’agenzia di stampa Kyodo, i piani della coalizione di governo sono di portare i giapponesi alle urne il 22 ottobre. Era da tempo che Abe si preparava ad andare al voto anticipato, cercando di approfittare del momento di grande fragilità delle opposizioni con la speranza di garantirsi una maggioranza funzionale alle sue riforme specialmente in tema di sicurezza e difesa sullo sfondo della crisi nordcoreana. A lungo il governo di Abe ha avuto difficoltà nel mantenere un consenso, ma in suo aiuto è corso il leader nordcoreano Kim Jong Un. I suoi test nucleari e balistici, a partire da quello di metà agosto con un missile che ha sorvolato il Giappone, hanno di fatto riportato fiducia attorno a un leader e a un governo che punta a fornire al Sol levante una maggiore capacità di reazione militare. I giapponesi approvano la linea dura adottata da Abe sulla Corea del Nord. Stando ad un sondaggio apparso lo scorso fine settimana sul quotidiano economico Nikkei, il 44% degli elettori voterebbe per il partito Liberal democratico di Abe, mentre solo l’8% è a favore del Partito democratico, principale formazione d’opposizione.

Barcellona recidiva?

[Il boss di Corleone si è spento alle 3 e 37. Mi piace pensare che sia stato un timer. spinoza.it] Alta affluenza alle elezioni catalane di oggi, dove alle 18 il 68,24% degli aventi diritto aveva già votato. Il dato supera del 5% quello registrato (63,12%) alla stessa ora alle precedenti elezioni del 2015, vinte dagli indipendentisti. L'affluenza due anni fa aveva toccato il 75% alla chiusura delle urne. Si vota fino alle 20, oltre 5.554.394 di persone sono chiamate a votare per eleggere i 135 nuovi deputati del parlamento regionale di Barcellona. In lizza ci sono 38 liste. Le elezioni sono state convocate dal premier spagnolo Mariano Rajoy, con poteri speciali che gli ha conferito il senato di Madrid, dopo che all'indomani della proclamazione della 'repubblica' catalana il 27 ottobre ha dichiarato destituiti il presidente Carles Puigdemont e il suo governo e sciolto il Parlamento. Diciotto candidati indipendentisti alle elezioni sono incriminati per 'ribellione' e 'sedizione' per avere portato avanti il progetto politico dell'indipendenza, Puigdemont è in esilio in Belgio con 4 ministri, il vicepresidente Oriol Junqueras, capolista di Erc, secondo i sondaggi probabile vincitore delle elezioni, è in carcere a Madrid con altri tre dirigenti secessionisti.Madrid ha commissariato la Catalogna proponendo al Senato la destituzione del presidente catalano Carles Puigdemont, del vicepresidente Oriol Junqueras e di tutti i membri del Governo. Lo ha detto il premier Mariano Rajoy aggiungendo che le competenze del presidente e dei membri del governo di Barcellona saranno assunte da autorità designate da Madrid sotto il controllo dei ministri del governo spagnolo. Con queste iniziative "non si sospende l'autonomia né l'autogoverno della Catalogna ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla legge". Le misure decise dal governo spagnolo prevedono anche il divieto per il parlamento catalano di eleggere un sostituto di Puigdemont.

Via dall’Onu

[Chi si limita si amputa.] Gli Stati Uniti  lasciano l'Unesco, la decisione sarà effettiva dalla fine del 2018 e gli Usa resteranno osservatori. A riferirlo per prime fonti americane all'Associated Press, secondo le quali a decisione è stata presa in seguito alle recenti risoluzioni dell'Unesco contro Israele e gli insediamenti e che Washington considera anti-israeliane. La decisione Usa di ritirarsi dall'Unesco - rende noto il dipartimento di Stato Americano - entrera’ in vigore il 31 dicembre 2018. Gli Usa intendono diventare poi un osservatore permanente della missione per "contribuire alle visioni, prospettive e competenze americane su alcune delle importanti questioni affrontate dall'organizzazione inclusa la tutela del patrimonio dell’umanità , la difesa della libertà  di stampa e la promozione della collaborazione scientifica e dell'educazione. È dal 2011, quando la Palestina divenne membro dell' organizzazione dell'Onu, che gli Stati Uniti hanno smesso di finanziarla pur mantenendo un ufficio nel quartier generale di Parigi. Intanto a Parigi si sta votando in questi giorni per eleggere il nuovo direttore generale. Per ora sono rimasti in lizza due soli candidati che sono pari a livello di preferenze: l'ex ministro della cultura francese Audrey Azoulay e il suo omologo del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari su cui Israele ha già espresso le proprie preoccupazioni. La decisione degli Usa di ritirarsi dall'Unesco è "una triste notizia": lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Il ritiro Usa dall'Unesco "a causa delle relazioni con Israele è una decisione "da apprezzare". Lo ha detto via twitter, in una prima reazione da parte israeliana, l'ex ministro degli esteri,e negoziatore capo, Tizpi Livni. Testa a testa Francia-Qatar per la direzione generale dell'Unesco: al quarto giorno di votazioni, la candidata francese Audrey Azoulay e il candidato del Qatar (che preoccupa Israele) Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari sono a pari merito con 18 voti per succedere all'attuale direttrice generale dell'organismo Onu, la bulgara Irina Bokova. Seguono altri candidati, tra cui l'egiziana Moushira Khattab, ancora non esclusi dalla corsa. L'avvio del voto interno a scrutinio segreto è cominciato lunedì e durerà fino a quando un dei candidati non avrà ottenuto la maggioranza. L'esito potrebbe arrivare entro questa sera oppure domani. Dal 1945, la poltrona di leader dell'Unesco è stata occupata da europei, americani, un asiatico e un africano, e ora i Paesi arabi ritengono che sia arrivato il loro turno, tanto da schierare quattro pretendenti in lizza: oltre a Qatar ed Egitto, anche Libano e Iraq, che però alla fine ha ritirato la sua candidatura. L'Unesco è la prima organizzazione Onu ad aver ammesso la Palestina come Stato membro, nell'ottobre 2011, suscitando l'ira e lo stop dei finanziamenti da parte di Usa e Israele. Per l'organismo internazionale, il ritiro di Washington è stato un duro colpo finanziario, tanto che durante la gestione di Irina Bokova si è reso necessario un drastico taglio degli effettivi. Da soli gli Usa rappresentavano il 20% del bilancio dell'Unesco. Senza contare la ritorsione del Giappone, il secondo finanziatore più importante, che ha rifiutato di pagare la sua quota 2016 in seguito all'iscrizione, nel 2015, nel registro della memoria mondiale, del Massacro di Nankin, perpetrato dall'esercito imperiale giapponese nel 1937. "La mia personale raccomandazione al premier Benyamin Netanyahu è quella di restare incollati agli Usa e lasciare immediatamente l'Unesco". Lo ha detto, citato da Ynet, l'ambasciatore israeliano nell'organismo, Carmel Shama-Hacohen. "Negli anni recenti l'Unesco - ha proseguito - si è trasformato in una bizzarra organizzazione che ha perso le sue orme professionali a favore di interessi politici di certi paesi".  "La casa delle bugie". Così il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito l'Onu dove oggi l'Assemblea generale voterà una Risoluzione contro la decisione di Donald Trump su Gerusalemme. "La città - ha spiegato parlando all'inaugurazione di un ospedale nel sud di Israele - è la capitale di Israele, che l'Onu la riconosca o no. Ci sono voluti 70 anni prima che gli Usa la riconoscessero come tale, e ci vorranno anni anche per l'Onu". Netanyahu ha quindi ribadito che altri Stati riconosceranno Gerusalemme capitale del paese.


mercoledì 20 dicembre 2017

Worldwide easyJet

[La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere correttamente sia inutile. Corrado Alvaro] EasyJet lancia il primo servizio globale di voli intercontinentali low cost: grazie a un accordo di collaborazione con altre compagnie a basso costo si potrà volare verso il Nord e il Sud America e anche Singapore a prezzi molto convenienti. Con il servizio "Worldwide by easyJet" i viaggiatori potranno prenotare i viaggi di lungo raggio. Unico inconveniente - riferisce il sito della Bbc -: il viaggiatore dovrà trasbordare il proprio bagaglio da un aereo all'altro. Al momento easyJet parte con i collegamenti in connessione con WestJet, Norwegian e Loganair che offrono, le prime due, voli verso il Nord e Sud America e Singapore a partire dall'aeroporto di Londra Gatwick, mentre Loganair collega Londra con diverse destinazioni in Scozia. Le mete raggiungibili al momento sono New York, Los Angeles, Orlando, Toronto e Singapore.

BA low cost?

[Totò Riina era malato da anni. Esattamente 87.spinoza.it] I passeggeri della British Airways che comprano i biglietti alle tariffe più basse saranno fatti salire a bordo per ultimi: la novità è inclusa in un nuovo sistema di “imbarchi per gruppo” che scatterà a  dicembre, rivela The Independent, che ha visionato un documento interno della compagnia di bandiera britannica. Al momento del check in, che sia in aeroporto oppure on line, ai passeggeri dei voli europei verrà assegnato un numero di gruppo, da uno a cinque. In base ai numeri – che compariranno sulla carta d’imbarco – chi ha pagato meno per il biglietto dovrà attendere che tutti salgano prima di imbarcarsi a sua volta. I passeggeri con problemi di mobilità o che viaggiano con bambini saranno esentati dall’attesa, anche se hanno acquistato un biglietto versione light, che prevede solo il bagaglio a mano. Idem per i frequent-flyer del programma Oneworld Alliance
   


domenica 17 dicembre 2017

Buon natale mammolette

[La sfortuna si può licenziare.]Buon Natale, felice anno nuovo principalmente alla Gesap che continua a brillare nella gestione dello scalo di Palermo. La prm è andata deserta perché la gara, in fin dei conti, non era  per i due competitor remunerativa. Gh non si è presentata, Aviapartner Palermo pure. Servizio che dovrebbe essere gestito  dal gestore visto che è il gestore che incassa. Gestore che ha personale in esubero, è che purtroppo non licenziare come tutti i carrozzoni politici, potrebbe, a costo zero, gestire la prm. Auguri al Saracino che inizia, finalmente,  a parlare di costi e ricavi. Dal 2005 la Gh ha vissuto in simbiosi con la Gesap vendendo, ricomprando quote azionarie da indurre un sindacato a presentare un esposto denuncia alla procura, quest’anno un altro esposto, questa volta a firma del vice presidente della  Gesap, porterà  i distratti magistrati a fare chiarezza? Gesap che ancora non riesce a nominare un nuovo dg, che prenda, finalmente, il posto di Richelieu. Sono convinti male gli stanziali di Aviapartner dello scalo di Palermo, pretoriani e mammolette. Questi ultimi hanno preso ottimi è abbondanti stipendi, grazie ai turni di notte. Talmente abbondanti che non hanno più pensato, ultimamente, al fondo volo.  Dunque non hanno rotto i testicoli al sottoscritto che, tra l’altro, non ha mai lavorato all’INPS, ne tanto meno ha amici. Il giorno 20 settembre 2017 il sottoscritto ha firmato, presenti un rappresentante dell’azienda Aviapartner e del sindacato, un verbale di conciliazione in sede sindacale dove si prospetta il distacco dal primo di ottobre al 31 marzo dei prossimi due anni. In quella sede si era parlato se era possibile fare diventare i sei mesi nove, Tamburri di Aviapartner disse che non c’erano problemi. Riuscirà Tamburri a mantenere gli impegni? Aspettiamo con fiducia gennaio. Insomma, se volevi salvare il tuo contratto dovevi partire è così abbiamo fatto. Un gruppo ha dato la disponibilità, malgrado pentimenti in corso d’opera, ripensamenti, rimpianti ... i soliti bamboccioni, mammolette ... che si atteggiano uomini di mondo ma fuori dal loro cortile non sono niente. 

La lista grigia dei paradisi fiscali

[Rinvenuto liquido seminale nell’appartamento delle ragazze, sulle scale e nell’androne. Per poter ritrovare la strada al buio. spinoza.it]L'Ecofin ha approvato la sua prima lista nera dei paradisi fiscali: contiene 17 Paesi terzi, i cui impegni restano insoddisfacenti dopo 10 mesi di dialogo. C'è poi una lista grigia di 47 Paesi, che si sono impegnati a cambiare la loro legislazione fiscale dopo le pressioni Ue. E' quanto si apprende al termine della riunione. Nella lista ci sarebbero Samoa e Samoa americane, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Nord, Macao, isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Santa Lucia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Emirati Arabi. Ci sono poi 8 Paesi, toccati dagli uragani di quest'anno, che saranno riesaminati a febbraio. Spinta dai continui scandali fiscali che hanno lasciato sempre più indignata l'opinione pubblica, l'Unione europea ha deciso di fare ciò che non aveva mai osato finora: compilare una lista dei 'paradisi fiscali', cioè quelle giurisdizioni che favoriscono l'evasione ai danni dei cittadini di tutto il mondo. Nella speranza che, esponendoli alla pubblica gogna e forse anche al rischio di future sanzioni, comincino a collaborare con le autorità fiscali europee smettendo di aiutare gli evasori. Per il commissario europeo bisogna ora lavorare a sanzioni vere, e soprattutto assicurarsi che i 47 della lista grigia facciano quanto promesso. Stessa preoccupazione di Oxfam, che voleva "sin da subito una blacklist Ue più lunga" e che non escludesse i Paesi Ue, perché secondo l'ong almeno 4 "consentono oggi a grandi corporation di minimizzare il proprio carico fiscale". Archiviata la black list, si passa ora al lavoro sulla riforma dell'Unione economica e monetaria (EMU). La Commissione ha finalizzato il documento che illustra le prossime tappe, cercando un difficile equilibrio tra Nord e Sud, socialisti e popolari, austerità e crescita. Ci sarà la linea di bilancio dell'Eurozona che voleva Macron, e l'incorporamento delle regole di bilancio del Fiscal Compact nei Trattati, come segale ai rigoristi. Ma per accontentare i Paesi del Sud, il fondo salva-Stati Esm aprirà un 'paracadute' sul salva-banche, e diventerà anche un Fondo monetario Ue, pronto a intervenire in caso di choc economici o per aiutare gli investimenti.

martedì 12 dicembre 2017

Aviapartner Torino sotto accusa

[Il popolo egiziano ha fatto sentire la sua voce, la sua voce è stata ascoltata, e l'Egitto non sarà mai più lo stesso. [... ] Sono veramente pochi i momenti, nelle nostre vite, in cui abbiamo il privilegio di testimoniare il compiersi della storia. Questo è uno di quei momenti. Barack Obama] Ritardi fino a 2 ore questa mattina all'aeroporto di Torino a causa del ghiaccio. "Una vergogna in una città olimpica. Chi dirige questo aeroporto andrebbe licenziato", afferma il senatore Pd Stefano Esposito. La replica della Sagat, la società che gestisce lo scalo, punta il dito contro il ritardato avvio delle operazioni di de-icing, previste all'interno del contratto di handling tra Aviapartner e Alitalia. Tali ritardi sono stati causati dal ritardato avvio delle operazioni di de-icing, previste all'interno del contratto di handling stipulato tra Aviapartner e Alitalia. Aviapartner ha acquisito come cliente Alitalia attraverso un'offerta commerciale aggressiva in termini di prezzo, a discapito della qualità dei servizi erogati e, come i fatti di stamattina dimostrano,  non in grado di assicurare la puntualità dei voli. Per limitare i disagi subiti dai passeggeri e andando oltre i propri compiti, Sagat SpA  ha chiesto a Sagat Handling di affiancare Aviapartner nel de-icing dei voli in ritardo, assicurandosi che questa attività non impattasse sulle altre operazioni di volo. Si precisa inoltre che la pista è ed è sempre stata perfettamente agibile". Sagat annuncia l'intenzione di "tutelare in tutte le sedi il nome e l'immagine della Società, lesi da chi non conosce le regole di funzionamento di un aeroporto". Chi contesta, tra questi i passeggeri, non conosce che il gestore non ha mai colpe, le responsabilità sono sempre da ricercare altrove.



I sindacati contro Ryanair

[Le coppie dello stesso sesso devono avere la possibilità di sposarsi. Barack Obama] Per il giorno 15 dicembre 2017 le organizzazioni sindacali Fit-Cisl e Ugl-Ta hanno indetto uno sciopero nazionale dell'Enav dalle ore 13.00 alle ore 17.00. Lo fa sapere l'Ente per l'assistenza al volo in una nota.  Nella stessa fascia oraria - si legge nella nota - sono previsti anche due scioperi locali: sul Centro di Controllo d'Area di Ciampino, indetto da Fit-Cisl e Ugl-Ta e sul Centro Aeroportuale di Bari, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Ugl-Ta e Unica. Saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo normativa vigente, precisa l'Enac.  Ai piloti italiani di Ryanair è stata recapitata una lettera con la quale vengono invitati ad astenersi dallo sciopero atteso per il 15 dicembre, a meno che non vogliano incorrere in sanzioni. Fra queste "la perdita di futuri aumenti in busta paga secondo l'accordo" oppure "trasferimenti o promozioni". La lettera è siglata dal capo del personale Eddie Wilson ed è indirizzata a 'All Italian based Cabin Crew': "per favore continuate a lavorare secondo i vostri turni già previsti", conclude Wilson. "Sarete a conoscenza che il sindacato dei piloti Alitalia Anpac sta provando a incoraggiare i piloti Ryanair a non lavorare" il prossimo 15 dicembre, quando lo sciopero è previsto fra le 13.00 e le 17.00 locali. "Ci aspettiamo che tutti i nostri piloti lavorino normalmente e lavorino con noi per minimizzare gli inconvenienti per i nostri clienti", si legge nella lettera, che però poi assume toni più duri. "Tutti i piloti di Ryanair e l'equipaggio di cabina devono fare rapporto come sempre il 15 dicembre nella sala equipaggio", perché "ogni azione intrapresa da ogni dipendente risulterà nella perdita immediata del roster 5/3 (la turnazione che prevede cinque giorni di lavoro e tre di riposo) per tutto l'equipaggio di cabina". Il primo round di scioperi a Ryanair rischia di diffondersi dall'Italia all'Irlanda e alla Germania, mentre i sindacati di tutta Europa intensificano il pressing affinché la compagnia aerea riconosca la rappresentanza sindacale indipendente. L'azione del 15 dicembre da parte di piloti e assistenti di volo in Italia sarebbe il primo sciopero per Ryanair. I dipendenti hanno anche formato consigli di lavoro locali in Spagna, Svezia, Portogallo e Paesi Bassi. I membri dell'Irish Airline Pilots' Association hanno avvertito la compagnia aerea che si fermeranno per un giorno il 20 dicembre dopo che Ryanair si è rifiutata di riconoscere i gruppi sindacali e l'equipaggio italiano ha già pianificato uno sciopero di quattro ore, appunto il 15 dicembre. E in Germania il sindacato dei piloti tedesco Cockpit ha annunciato lo sciopero con stop delle attività che potranno partire "in qualsiasi momento", fatta eccezione per il periodo clou delle feste natalizie, dal 23 al 26 dicembre. Per la sigla sindacale tedesca "l'obiettivo è iniziare i negoziati salariali con Ryanair" dopo gli intensi sforzi compiuti lo scorso mese per ottenere il riconoscimento dalla compagnia aerea. E così se Ryanair ha tentato finora di aggirare il problema istituendo fra i dipendenti gruppi di discussione sulle questioni di lavoro, i piloti di tutta Europa "sono unanimi - spiega il sindacato tedesco - vogliono una propria rappresentanza"

domenica 10 dicembre 2017

Natale digitale a Fontanarossa

[Nel corso degli anni ho potuto parlare e conoscere gente del mio staff con partner dello stesso sesso, che ha cresciuto i figli insieme. Quando penso ai nostri soldati, ai nostri aviatori, ai nostri marinai che hanno dovuto lottare tanto per i loro diritti. Sì, a un certo punto ho concluso che per me personalmente è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto di sposarsi. Barack Obama] In occasione delle festività natalizie, fino al 6 gennaio, l’Aeroporto di Catania si accenderà di luci ed emozioni “live” per accogliere i 500mila passeggeri in transito a dicembre. Dalle prime luci della sera e fino all’alba, infatti, ogni notte la torre degli uffici del Terminal A si trasformerà in una sorta di totem a tema natalizio grazie alla tecnologia digitale del videomapping che, sulla superficie circolare dell’edificio, proietterà divertenti animazioni dedicate alla magia del Natale e visibili anche a distanza. All’interno dell’aerostazione, poi, saranno collocati due selfie-point dove passeggeri e visitatori in transito potranno scattarsi foto e condividerle sui social con gli hashtag #ctaairport #ctanatale e #ctaxmas. Le immagini saranno riprodotte anche su una serie di monitor sparsi tra arrivi e partenze, land side ed air side: un gioioso “bentornati” in Sicilia fissato in uno scatto al volo dentro l’Aeroporto di Catania. Gli scatti più simpatici saranno pubblicati anche sul profilo Instagram dell’aeroporto. Inoltre, proprio sotto Natale l’Aeroporto di Catania raggiungerà la quota record di 9 milioni di passeggeri durante il 2017. Per il Ponte dell’Immacolata (7-10 dicembre) SAC prevede una crescita passeggeri di circa il 10,54%. Se infatti nello stesso periodo del 2016 sono stati registrati 70.604 utenti in transito, per quest’anno le stime sono di 78.044 viaggiatori. Aumentano poi i movimenti degli aeromobili: 543 oggi, contro i 509 del 2016 e cresce il load factor con una media dell’86% dei posti venduti rispetto all’83% dello scorso anno. I dati, non ancora definitivi, di novembre vedono ancora una crescita di passeggeri di quasi 8% rispetto al novembre 2016. Nel mese appena trascorso sono stati registrati 591.562 transiti (circa 50 mila in più dello scorso anno, quando furono 547.887). Complessivamente, da gennaio a novembre 2017, i passeggeri sono stati 8.506.057. Area Partenze, zona Gate: sulle note di Jingle Bells in versione swing, 16 coppie di ballerini mescolati ai passeggeri in partenza, hanno cominciato a danzare tra lo stupore e il divertimento del pubblico. E' successo nell'aeroporto di Catania, nel tardo pomeriggio di ieri. I ballerini indossavano abiti da lavoro del settore aeroportuale: hostess, steward, piloti, addetti alle manutenzioni e alle pulizie ma anche semplici passeggeri. L'iniziativa, che rientra nell'abito del progetto Natale Digitale organizzata da Sac, è stata accolta con grande entusiasmo dai passeggeri che si sono riuniti in cerchio attorno ai ballerini, canticchiando e battendo il tempo. In molti hanno ripreso la scena e l'hanno poi postata sui social, rendendo la performance natalizia un piccolo evento social. Al termine del Flash Mob, che a grande richiesta ha avuto anche un bis, si è accesa l'animazione sulla Torre uffici dell'aeroporto di Catania.

Al via processo Popolare Vicenza

[Se qualcuno spedisse razzi nella mia casa dove dormono le mie due figlie la notte, farei tutto per fermarlo, e mi aspetto che Israele faccia lo stesso. Barack Obama] Si apre una settimana di fuoco per le banche, tra commissione d'inchiesta e processo contro i vertici della Popolare di Vicenza. Proprio per questo motivo Gianni Zonin non sarà il 15 dicembre a Roma per l'audizione davanti alla commissione guidata da Pier Ferdinando Casini. Ad annunciarlo l'avvocato, Enrico Ambrosetti, parlando di "legittimo impedimento" per l'ex presidente BpVi, che lo comunicherà lunedì a San Macuto. "C'è un evidente, legittimo impedimento - spiega alla stampa - visto che venerdì è fissata l'udienza preliminare a Vicenza". "Questo non significa - aggiunge - che non sia intenzionato a essere sentito, semplicemente che occorrerà fissare una nuova data".  Le audizioni degli ex vertici, anche Vincenzo Consoli e Pietro d'Aguì, saranno libere, con diretta tv e sul sito. Slittata l'audizione del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, dal 15 al 19 dicembre. Il giorno prima sarà il turno del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Il 20 toccherà invece all'ex a.d di Unicredit Federico Ghizzoni per capire le presunte pressioni del sottosegretario Elena Boschi a salvare dal crac Banca Etruria. Udienza dei record in arrivo a Vicenza: è quella che vedrà migliaia di ex risparmiatori della Banca Popolare cittadina costituirsi come parti civili al processo contro Gianni Zonin e gli altri ex vertici dell'istituto finito in default, che inizierà martedì 12 dicembre. Dopo tanta attesa, un tempismo quasi perfetto con l'altra inchiesta portata avanti dalla Commissione parlamentare guidata da Pierferdinando Casini, che riprenderà le audizioni a Roma lunedì 11 dicembre, sentendo Angelo Apponi, dg Consob. In questi giorni sul sito del Tribunale di Vicenza sono comparsi gli avvisi che suddividono per iniziale del cognome coloro che intendono presentarsi all'udienza preliminare già fissata per martedì 12, giovedì 14 e venerdì 15 dicembre. L'auspicio è che molti ex azionisti si costituiscano per il tramite delle associazioni che li riuniscono, e tutti con gli stessi legali. Solo in questo modo il numero dei partecipanti alle udienze potrà essere tenuto sotto controllo. Sarà proprio la procura berica a poter proseguire nelle indagini relative ad una ipotesi di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob. "In questo modo - commenta Cappelleri - si è riportato ordine nell'inchiesta". Era stato il giudice delle indagini preliminari Barbara Maria Trenti a spostare la competenza a Milano al momento di dover decidere sulla richiesta di sequestro da 106 milioni di euro avanzata dalla Procura di Vicenza. Ora quella parte di indagine torna a Vicenza, ma non è detto che i sequestri siano ancora possibili: in mezzo c'è stato il decreto del Governo che ha suddiviso fra 'good bank' e 'bad bank' e pare che non vi sia più nulla da aggredire con i sequestri, come lo stesso Cappelleri aveva spiegato davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare. Le misure di sicurezza in tribunale a Vicenza saranno rafforzate: nessuno potrà entrare in aula senza essere identificato e perquisito. Da settimane la Digos sta cercando di capire se i comitati degli azionisti intendano portare tutti i loro iscritti a palazzo di giustizia, e se saranno inscenate forme di protesta. L'indagine che ora arriva al dibattimento è iniziata nel giugno 2015, e deflagrata a settembre dello stesso anno con le perquisizioni eseguite dalla Gdf. Dopo due anni di indagini preliminari, i pm Gianni Pipeschi e Luigi Salvadori hanno depositato oltre un milione di pagine chiedendo il processo a carico di 7 persone: l'ex presidente Zonin, 79 anni, l'ex dg Samuele Sorato, l'allora consigliere di amministrazione Giuseppe Zigliotto, e i tre ex vicedirettori Emanuele Giustini, Andrea Piazzetta, e Paolo Marin 55 anni. Con loro anche il dirigente che stendeva materialmente il bilancio, Massimiliano Pellegrini. Alla sbarra la stessa BpVi, in liquidazione amministrativa coatta, per rispondere della responsabilità amministrativa dei propri dirigenti. Le ipotesi di reato sono di ostacolo alla vigilanza - di Banca d'Italia e Consob - aggiotaggio, e falso in prospetto.

sabato 9 dicembre 2017

Honeywell chiude fabbrica

[Il momento americano non è passato. Respingo quei cinici che dicono che questo nuovo secolo non possa essere un altro in cui, con le parole di Franklin Roosevelt, guideremo il mondo nella battaglia contro il male e nella promozione del bene. Io credo ancora che l'America sia l'ultima e migliore speranza sulla terra. Barack Obama] La direzione aziendale della Honeywell ha comunicato ai sindacati la chiusura dello stabilimento di Atessa (Chieti) che produce turbo diesel e dove sono impiegati 420 lavoratori. L'azienda ha sostenuto che, a conclusione della procedura di solidarietà che scade il prossimo 2 aprile, verrà aperto il percorso di mobilità. I sindacati hanno immediatamente convocato un'assemblea nella sala polifunzionale di Atessa. I lavoratori Honeywell stanno attuando da 60 giorni il presidio permanente dello stabilimento. Il Ministro dello Sviluppo Carlo Calenda "ha ricevuto ieri come previsto i vertici della Honeywell ed ha rinnovato la disponibilità piena del governo a sostenere programmi di investimento in innovazione e ricerca per mantenere l'attività produttiva nello stabilimento di Atessa. I vertici di Honeywell hanno ritenuto di non accogliere la proposta avanzata dal Ministro e hanno comunicato la decisione di cessare l'attività. Si tratta di una decisione estremamente grave".

SAN DOMENICO CHIUDE

[È facile cantare in tempi felici. Ma è duro farlo di fronte agli insulti, alle paure, alla minaccia della violenza, in mezzo all'odio o al silenzio dell'inazione: gli inni dei diritti civili aiutarono la causa di un popolo. Barack Obama] I timori sono stati confermati. L’hotel San Domenico di Taormina chiude per ristrutturazione e licenzia tutto il personale. La procedura è stata avviata dalla “Taormina hotel Management”, che si occupa della gestione dello storico albergo: il licenziamento riguarda 35 dipendenti a tempo indeterminato. Altri 11 impiegati, assunti da “Nuove Tecnologie”, società che presta servizi allo stesso albergo, termineranno il proprio impiego già giovedì, come scrivono alcuni quotidiani locali. La notizia è arrivata con la comunicazione del legale rappresentante della società che gestisce l’ex convento, Massimo Negrini, che è stata inviata alle Rsu dell’albergo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs, assessorato regionale della Famiglia delle Politiche sociali e del Lavoro, Ispettorato territoriale del lavoro e Direttore centro per l’impiego di Messina. Nei giorni scorsi la proprietà della struttura, che fa riferimento all’imprenditore Giuseppe Statuto, aveva anche incontrato l’amministrazione comunale per spiegare le proprie intenzioni. La società che si occupa dell’antico complesso è subentrata nella gestione aziendale il 26 ottobre e vuole procedere alla ristrutturazione dell’edificio allo scopo di renderlo capace di intercettare più interessanti flussi turistici nel mercato degli hotel di lusso. I lavori dovrebbero durare circa un anno.

martedì 5 dicembre 2017

Gerusalemme senza confini

[In una occasione come questa (consegnando un premio a Bruce Springsteen)  mi piace ricordare che io sarò anche il presidente, ma lui è e resta il Boss. Barack Obama] Il presidente americano Donald Trump farà un annuncio su Gerusalemme domani, mercoledì 6 dicembre. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. L'ambasciata americana in Israele non sarà spostata a Gerusalemme prima di sei mesi. Lo riportano fonti dell'amministrazione Usa, sottolineando come Donald Trump firmerà una proroga che lascerà la rappresentanza diplomatica almeno per un altro semestre a Tel Aviv. Donald Trump ha informato il presidente palestinese Abu Mazen "della sua intenzione di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme". Lo scrive la Wafa riferendo della telefonata tra i due. Abu Mazen ha ammonito Trump "dei pericoli di una tale decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo". Sulla questione dello spostamento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, il presidente Donald Trump "è stato chiaro sin dall'inizio, non è questione di se, ma di quando", aveva fatto sapere il vice portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley, aggiungendo che "una decisione" verrà resa nota "nei prossimi giorni".  Quest'ultima potrebbe rappresentare un atto di riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Stati Uniti dovrebbe essere annunciato dal presidente americano Donald Trump nella giornata di domani, mercoledì 6 dicembre. Lo riporta il New York Times. Invece secondo la Cnn, che cita fonti dell'amministrazione Usa, la decisione potrebbe slittare. A provocare un rinvio rispetto ai tempi previsti sarebbe la discussione apertasi all'interno della Casa Bianca in seguito alle pressioni degli alleati, dalle cancellerie europee a quelle dei paesi arabi. In particolare si starebbe valutando come controbilanciare la decisione tenendo conto anche delle istanze dei palestinesi. I palestinesi hanno annunciato "3 giorni di collera" da mercoledì a venerdì per protesta contro la volontà di Donald Trump di trasferire l'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato Trump definendo la sua politica "un ricatto". "Chiamiamo tutto il nostro popolo in Israele e nel mondo - hanno detto - a raccogliersi nei centri delle città e di fronte alle ambasciate e consolati israeliani con l'obiettivo di portare la generale rabbia popolare". Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha espresso l'auspicio che papa Francesco possa essere in Israele ad aprile del prossimo anno per i festeggiamenti in occasione del 70/0 anniversario dello stato ebraico. "Sarei felice se il pontefice - ha detto Rivlin ricevendo il nuovo nunzio apostolico Leopoldo Girelli - potesse visitare di nuovo Israele, specialmente per le celebrazioni del 70/0 anniversario dello stato ebraico", Rivlin ha detto di apprezzare l'impegno del papa contro l'antisemitismo nel mondo. Il Giro d’Italia 2018 partirà il prossimo 4 maggio in Israele. La prima tappa è programmata a Gerusalemme e sul sito ufficiale del Giro fino alla tarda mattina del 29 novembre era riportata la dicitura “Gerusalemme Ovest”. Questa espressione aveva scatenato il 29 stesso una durissima reazione da parte del governo israeliano. Il ministro dello Sport e della Cultura, Miri Regev, e il ministro del Turismo, Yariv Levin – entrambi del Likud, il partito israeliano di destra che esprime anche il presidente del Consiglio Benjamin Netanyahu – avevano infatti diramato una nota congiunta di protesta. Qui si sosteneva “a Gerusalemme, la capitale di Israele, non c’è est o ovest. C’è un’unica e unita Gerusalemme”, e se la dicitura non fosse stata cambiata – questa la minaccia – il governo avrebbe ritirato il suo sostegno alla manifestazione sportiva. Per evitare polemiche, e ribadendo la volontà di stare lontani da qualsiasi faida ideologica, gli organizzatori del Giro (Rcs Sport) hanno fatto rimuovere la dicitura incriminata, sostituendola con “Gerusalemme”. La precedente versione dipendeva, secondo quanto sostiene Rcs Sport in una nota, dall’utilizzo di “materiale tecnico contenente la dicitura 'Gerusalemme Ovest', imputabile al fatto che la corsa si svilupperà logisticamente in quell’area della città. Si sottolinea che tale dicitura, priva di alcuna valenza politica, è stata comunque subito rimossa da ogni materiale legato al Giro d’Italia”.

A picciridda nuovamente in carcere

[Ho parlato con lui [Hosni Mubarak] subito dopo il suo discorso, e gli ho detto che ha la responsabilità di dare un senso a quelle parole, di compiere passi e azioni concrete che adempiano a questa promessa. La violenza non è il modo per farsi carico delle lamentele del popolo egiziano. Il soffocare le idee non è mai riuscito a eradicarle. [... ] Questo momento di instabilità deve risolversi in un momento di promessa. Barack Obama] C'era una donna alla guida del mandamento mafioso palermitano di Resuttana: Maria Angela Di Trapani, figlia di un capomafia e moglie dello storico boss Salvino Madonia. Emerge dall'indagine dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Palermo, che ha portato all'arresto di 25 persone accusate di mafia, estorsione, favoreggiamento e ricettazione. I pentiti hanno già in passato parlato del ruolo di Mariangela Di Trapani, tanto che la donna venne arrestata nel 2008. Per gli inquirenti reggeva le sorti del clan mentre il marito, pluriergastolano, era detenuto al 41 bis, riuscendo a portare all'esterno gli ordini che il boss mandava ai suoi dal carcere. Condannata a 8 anni, ha scontato la pena. Figlia del boss Ciccio Di Trapani, sorella di un altro boss, Nicola, era soprannominata in famiglia "a picciridda", (la piccolina ndr). In una intercettazione il fratello ne parla con tenerezza: "Mariangela ha sofferto da picciridda" perché - raccontava - durante la latitanza del padre "a scuola non c'è più andata per amore di mio padre e di me... perché se ne è voluta venire con noi". Moglie di Salvino, killer dell'imprenditore Libero Grassi, sfruttava i colloqui in carcere col marito e i cognati Nino e Giuseppe, entrambi capimafia ergastolani, per mantenere i contatti dei familiari col mandamento di Resuttana, guidato dai Madonia dai tempi in cui a comandare era il suocero di Mariangela, Francesco. Dall'inchiesta dell'Arma viene fuori il ruolo attuale della donna, che avrebbe preso le redini del clan, e il peso che la famiglia Madonia continua ad avere in Cosa Nostra. Tra le decisioni veicolate all'esterno grazie al contributo della Di Trapani, secondo gli inquirenti che l'arrestarono nel 2008, ci sarebbe stata quella di eliminare l'allora reggente di San Lorenzo Giovanni Bonanno, che, oltre a  fare la cresta sulle casse del clan,  avrebbe messo in giro la voce che il figlio di Mariangela e Salvino Madonia, Francesco, fosse frutto di un tradimento e non di un concepimento in provetta. Un affronto che non poteva restare impunito. "La risposta che tu devi dare a Salvo è che quello non c'è più" diceva Nino Madonia a Mariangela, che poi avrebbe trasmesso il messaggio al marito. Bonanno scomparve nel gennaio 2006 e un mese dopo il boss Salvatore Lo Piccolo scriveva un pizzino a Bernardo Provenzano, ancora latitante: "Purtroppo non c'è stato modo di scegliere altre soluzioni. E a questo punto abbiamo dovuto prendere questa amara decisione". Mariangela Di Trapani non è la prima boss in gonnella di Cosa nostra: l'ultimo caso è quello di Patrizia Messina Denaro, sorella del boss latitante Matteo Messina Denaro, arrestata nel 2013. Per gli inquirenti, "svolgeva un ruolo di raccordo con il fratello per scambi d'informazioni e per il coordinamento delle risorse economiche". Cosa nostra stava per tornare a uccidere: nel mirino Giovanni Niosi, uomo d'onore già arrestato in passato. Mestiere ufficiale vigile del fuoco, fedelissimo del boss Salvatore Lo Piccolo con la passione per il cinema, Niosi doveva morire perché aveva deciso di patteggiare una condanna: scelta ritenuta dai mafiosi disdicevole. Questo è uno dei particolari dell'inchiesta della Dda di Palermo che ha portato oggi a 25 arresti. A salvargli la vita sarebbe stata la mediazione dei vertici mafiosi del clan di Porta Nuova. Niosi nel 2002 aveva interpretato il ruolo di un mafioso in una delle puntate di Blu Notte di Carlo Lucarelli dedicata alla strage di Capaci.

lunedì 4 dicembre 2017

Per fortuna c’è l'Antitrust

[Gli accusati dichiarano di “non avere percepito contrarietà” da parte delle studentesse. Sono i vantaggi del coma etilico. (D’altronde come fa un carabiniere a capire un NO se glielo dici in americano?). spinoza.it] L’Antitrust avvia un procedimento di inottemperanza contro Ryanair perché continua a non informare i passeggeri sui loro diritti dopo la cancellazione di voli. La compagnia low cost rischia sanzioni fino a 5 milioni. Ryanair - spiega l'Antitrust - non ha dato seguito "a quanto prescritto nel provvedimento cautelare dello scorso 25 ottobre con la quale a seguito delle cancellazioni dei voli nei mesi di settembre e ottobre" si imponeva alla low cost "di fornire informazioni chiare, trasparenti e immediatamente accessibili sui diritti dei consumatori italiani". In particolare, l'Antitrust, con il precedente provvedimento cautelare di ottobre, aveva ordinato a Ryanair - sia attraverso una comunicazione specificamente diretta ai consumatori italiani che attraverso informazioni facilmente reperibili a partire dalla home page del sito internet in lingua italiana della compagnia - di informare i consumatori italiani, con chiarezza, dei diritti nascenti dalla cancellazione dei voli, in modo da consentire loro di acquisire piena ed adeguata consapevolezza in relazione a una serie di diritti. In particolare: alla immediata accessibilità e comprensione dell'informazione circa la sussistenza non solo del diritto al rimborso e/o alla modifica gratuita del volo cancellato ma anche alla compensazione pecuniaria, ove dovuta. Quindi: all'elenco completo delle date, delle tratte e del numero di ogni volo cancellato in relazione al quale è sorto non solo il diritto al rimborso e/o alla modifica gratuita del volo ma anche alla compensazione pecuniaria, ove dovuta. Infine: alla connessa e immediata fruibilità della procedura da seguire per richiedere il rimborso e/o la modifica gratuita del volo e la compensazione pecuniaria ad essi spettante. Scaduto il termine di 10 giorni previsto dalla delibera, Ryanair non ha comunicato l'avvenuta esecuzione di quanto prescritto dal provvedimento cautelare e le relative modalità di attuazione. Tale comportamento si è protratto anche dopo che il TAR del Lazio, con ordinanza del 22 novembre 2017, ha respinto la domanda incidentale di sospensione dell'esecuzione del provvedimento cautelare dell'Autorità presentata da Ryanair; infatti, la compagnia irlandese non ha trasmesso all'Autorità alcuna comunicazione al riguardo, né risulta che abbia posto in essere azioni volte a ottemperare al provvedimento dell'Autorità.

Ap Palermo festeggia cosa?

[Il viceministro dell’Interno: “Un fatto isolato”. Bei tempi quelli della Diaz quando si faceva baldoria tutti insieme.spinoza.it]Non comprendo cosa si appresta a festeggiare Aviapartner a Palermo il 18 cm. Forse abbiamo preso vettori? Abbiamo vinto la gara della Prm? Assolutamente no, ci mancherebbe altro dare dispiaceri al Saracino. Forse si festeggia il lavoro di pulizia fatto per conto del concorrente Gh? Probabile. Ricordo anni fa che il collega cane morto, non ancora rsa della CISAL, si rifiutò di lavare i nostri mezzi sostenendo che lui non era un dipendente di un auto lavaggio. Ora, sindacalista, si ritrova a svolgere compiti di uomo delle pulizie per conto di scupazza. Dunque, mai parlare troppo. Spero che a Palermo non si festeggeranno i reduci di Venezia, che non pochi problemi hanno dato a mamma Nadia. Linate, malgrado la struggente tristezza di Nerone, che, per nostra fortuna, sta finendo la missione in terra longobarda, tiene. Invece, Brexit sembra sempre più confuso, ma resiste. 

domenica 3 dicembre 2017

FALLITI MA CON L’ABITO NUOVO

[Trovate tracce biologiche anche nell’ascensore. Vabbe’, ma chi non ha mai provato a premere il 4 col pisello? (In quella casa ci sono così tante tracce biologiche che un fulmine potrebbe creare esseri viventi).spinoza.it]  Alberta Ferretti disegna le nuove divise Alitalia. Lo si legge in una nota di Alitalia. La celebre stilista ha accettato di collaborare per rinnovare l'immagine della compagnia italiana, con una collezione che coniughi eleganza e praticità per garantire a tutto il personale, di volo e di terra, comfort e benessere in ogni occasione lavorativa e in tutte le stagioni. La casa di moda curerà il disegno e la progettazione delle nuove uniformi.    "Alitalia è un simbolo iconico e istituzionale del nostro Paese. Per questo ho subito accettato con entusiasmo la proposta di disegnare le nuove divise della compagnia. Mi piace l'idea di portare la creatività, l'eleganza e la qualità del nostro Paese nel mondo", ha affermato Alberta Ferretti. "Siamo orgogliosi del fatto che Alberta Ferretti abbia accettato di disegnare le nuove divise Alitalia. Sono tradizionalmente un'icona di stile e vogliamo che siano un simbolo dell'italianità", affermano i commissari di Alitalia, Gubitosi, Laghi e Paleari. Era già stato annunciato nelle scorse settimane, ma ora è ufficiale: il finanziamento concesso ad Alitalia è stato prorogato al 30 settembre 2018, con un incremento di 300 milioni che saranno erogati il prossimo anno. La misura è contenuta nel decreto legge fiscale (ovvero il Dl 148/2017), che ha incassato l’ultimo via libera.  Ma quella relativa al prestito ponte non è l’unica misura contenuta nel testo che riguarda la compagnia aerea: il documento, infatti, prolunga ufficialmente anche i termini per la vendita. La triade dei commissari, come precisa ilsole24ore.com, avrà tempo fino al 30 aprile 2018 per completare le procedure relative alla cessione. La notizia arriva nella settimana in cui i vertici della compagnia sono impegnati negli incontri con i possibili acquirenti: lunedì è toccato a Lufthansa, martedì al fondo Cerberus; nei prossimi giorni, invece, è attesa la riunione con easyJet. 

sabato 2 dicembre 2017

Trump rischia grosso

[Il Codice Penale specifica che “il reato si consuma anche solo abusando dell’inferiorità psichica altrui”. Quindi per le studentesse si mette male. spinoza.it] Le indagini sul Russiagate compiono un salto di qualità e per la prima volta irrompono nella cerchia più ristretta di Donald Trump. Il procuratore speciale Robert Mueller ha infatti interrogato Stephen Miller, consigliere politico del presidente e figura di primissimo piano alla Casa Bianca. Miller è il personaggio più di alto livello finora mai ascoltato nell'ambito delle indagini. Il suo ruolo nel siluramento del capo dell'Fbi James Comey sarebbe stato uno dei temi centrali nel corso dell'interrogatorio. Uno degli obiettivi degli investigatori è capire se dietro alla gestione del caso Comey ci sia stato un tentativo da parte della Casa Bianca di ostacolare le indagini sul Russiagate. Il procuratore Mueller, inoltre, sarebbe interessato all' incontro che si svolse nel marzo del 2016, in piena campagna elettorale, dove il consigliere di politica estera del tycoon, George Papadopoulos si propose per organizzare un incontro tra Trump e Vladimir Piutin. A quell'incontro era presente anche Miller. Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale di Doanld Trump, si dichiara colpevole di false dichiarazioni all'Fbi sui suoi contatti con l'ambasciatore russo. Lo ha detto lo stesso Flynn apparendo in tribunale. Flynn assicura la sua "massima cooperazione" al procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller. Lo riporta Abc citando alcune fonti. Flynn è pronto a testimoniare che il "candidato Donald Trump lo ha incaricato di avviare contatti con i russi". Sono due i colloqui tra l'ex consigliere per la sicurezza nazionale dell'amministrazione Trump, Michael Flynn, e l'ex ambasciatore russo Sergei Kislyak finiti nel mirino del procuratore speciale che indaga sul Russiagate. Due incontri avvenuti il dicembre scorso durante la transizione presidenziale e sui quali Flynn avrebbe mentito all'Fbi. Nel primo colloquio incriminato l'ex generale avrebbe fatto pressioni sull'ambasciatore russo per aiutare gli Usa e Israele ad 'uccidere' in Consiglio di sicurezza una risoluzione di condanna degli insediamenti in territorio palestinese. Nella seconda conversazione Flynn avrebbe invece chiesto a Mosca di evitare una escalation nei rapporti con Washington, in risposta alle sanzioni verso la Russia annunciate dalla amministrazione Obama. Sanzioni legate alle interferenze del Cremlino sulle elezioni presidenziali americane. "Le mie azioni sono state sbagliate. La mia dichiarazione di colpevolezza e la volontà di cooperare con il procuratore speciale riflettono la decisione che ho preso nel miglior interesse della mia famiglia e del mio paese. Accetto la piena responsabilità delle mie azioni". Lo afferma Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump che si è dichiarato colpevole di dichiarazioni false all'Fbi nell'ambito delle indagini sul Russiagate.  Nei capi di accusa e nella dichiarazione di colpevolezza di Flynn non c'è nulla che coinvolga altre persone. Il caso riguarda solo lui: questo il commento a caldo della Casa Bianca sulla svolta del Russiagate legata all'incriminazione dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. 

Banca Italia sotto accusa

[Le ragazze non avrebbero opposto resistenza. Per non commettere un reato. spinoza.it] "Ci è sembrato un poco strano" che venisse incentivata da Bankitalia l'aggregazione di Banca Etruria con Popolare di Vicenza, la quale, "leggendo le ispezioni" di Via Nazionale "era in condizioni simili" alla banca toscana. Lo afferma il procuratore di Arezzo Roberto Rossi alla Commissione d'inchiesta sulle banche rievocando la mancata fusione fra il 2014 e il 2015. La mancata operazione portò poi Bankitalia a censurare e sanzionare i vertici e al commissariamento dell'istituto a febbraio 2015. Il procuratore di Arezzo ha ricordato come la Banca d'Italia chiese nel dicembre 2013, a seguito di ispezioni e azioni di vigilanza, "ad Etruria di integrarsi in gruppo di elevato standing con 'le necessarie risorse patrimoniali e professionali'. E qui - spiega il pm - abbiamo tracce documentali di tentativi di ricerca di un gruppo che possa risollevare le sorti di Etruria, vengono investiti diversi organi e advisor come Mediobanca per un'operazione che Bankitalia definisce operazione 'prioritaria'.Gli ex vertici della Popolare di  Vicenza allo scoppio della crisi delle banche venete avrebbero  cercato di liberarsi o occultare i propri patrimoni elargendo  donazioni, trasferendo proprietà  e quote in fondi patrimoniali.  Lo rileva  il Corriere della Sera sottolineando che la  ricerca di mettere al sicuro i propri beni 'eventualmente  'aggredibili' dalla magistratura, sarebbe avvenuta tra il 2015 e  quest'anno.  L'elenco delle 'donazioni' ricostruito dal quotidiano e’   piuttosto corposo e sono tutte successive al 22 settembre del  2015 quando l'indagine della procura di Vicenza per aggiotaggio   e ostacolo alla Vigilanza emerge con una perquisizione alla  Popolare vicentina e l'iscrizione sul registro degli indagati  del presidente Gianni Zonin. Il 4 dicembre dello stesso anno il  consigliere Marino Breganze dopo aver ceduto le sue abitazioni  di Verona avrebbe venduto anche i suoi terreni sempre nella  provincia scaligera.  L'antivigilia di Natale il consigliere Andrea Monorchio  avrebbe donato ai figli beni che possedeva a Roma. Il 30  dicembre Maurizio Stella avrebbe venduto un immobile all'Ulss di  Vicenza rendendo beneficiari del patrimonio i figli e la moglie.  Il 1 gennaio del 2016 sarebbe proprio Zonin che dona al figlio  parte dei beni immobili cedendo il restante il 13 maggio alla  moglie. Strade che seguono sempre piu' frequentemente anche altri  consiglieri tra cui, Roberto Zuccato che il 9 agosto 2017  avrebbe posto un'ipoteca da 250 mila euro sugli immobili di  proprieta’ a Schio e Venezia. In precedenza, il 16 marzo 2016  Maria Carla Macola avrebbe donato due appartamenti di Belluno ai  figli e avrebbe successivamente venduto tra agosto e ottobre la  sua parte di un'azienda agricola. Tutte scelte che probabilmente potrebbero non bastare,  secondo gli inquirenti, a salvare gli interessati poiche' nella  cessione delle banche venete a Intesa San Paolo, firmata il 26  giugno scorso, si specifica che restano esclusi dalla cessione  stessa 'i diritti e le azioni di responsabilita' e risarcitorie  promosse promosse dagli organi sociali' delle banche stesse.  Tocca ora ai liquidatori della BpiVi, chiedere il sequestro  cautelativo dei beni dei 32 amministratori di Vicenza. Per ora  non hanno chiesto tuttavia sequestri cautelativi che sventino i  tentativi di disfarsi di grandi patrimoni

Parte Joon di AirFrance

[Prende corpo l’ipotesi che le due americane fossero ubriache e drogate. Altrimenti come avrebbero potuto pensare di venire a studiare in Italia?spinoza.it] Tra una compagnia low-cost e una compagnia classica. Dopo mesi di preparativi, il gruppo Air France-Klm ha presentato oggi a Parigi le prime tratte di 'Joon', la sua nuova filiale a 'costo ridotto' per rispondere alla concorrenza dei vettori aerei a prezzi stracciati. Tra le prime destinazioni in partenza da domani dall'aeroporto parigino di Roissy Charles-de Gaulle - prima delle tratte di lungo raggio annunciate per il 2018 - Roma, Napoli, Barcellona, Porto, Oslo, Istanbul, Berlino. Per questi voli a bordo di Airbus A320, la compagnia annuncia 25.000 posti a 39 euro per un'andata semplice tranne Istanbul a 99 euro. Dalla primavera Joon volerà anche più lontano, a Fortaleza (Brasile) e Mahé (Seychelles). La rete punta inoltre ad estendersi verso destinazioni come il Cairo, Città del Capo e Teheran. Air France dichiara inoltre di non essere preoccupata per l'arrivo a Parigi di Level, la filiale low-cost di British Airways, che propone tratte di lungo raggio a prezzi competitivi.