domenica 29 ottobre 2017

Cresce gruppo Lufthansa

[Essere invidiato è un pregio.] Eurowings ha pubblicato offerte per oltre 1000 posti di lavoro: 300 piloti, 500 assistenti di volo e 200 assistenti di terra. Si tratta del 60% in più rispetto al primo bando di settimana scorsa e del 50% solo per quanto riguarda il personale di cockpit. “La corsa ai posti offerti è elevata – ha detto Jörg Beißel, ad e capo del Personale di Eurowings -Abbiamo già ricevuto oltre 1500 domande”. L’esperienza di ciascun candidato sarà valutata nella retribuzione. “Tutti i candidati avranno buone opportunità di avanzamento nella compagnia aerea in più rapida crescita in Europa” ha detto Beißel. Per gli equipaggi di Air Berlin è prevista una “procedura abbreviata ‘per buoni motivi” – ha commentato Michael Knitter, ad e capo Operativo di Eurowings – Gli equipaggi attivi di Air Berlin sono considerati candidati qualificati per l’inserimento nel Gruppo Eurowings a seguito dell’elevato livello di sicurezza e della riconosciuta buona qualità della formazione e dell’aggiornamento del personale di cockpit e di cabina della compagnia. I candidati di altre compagnie aeree sono altrettanto benvenuti”. È iniziata anche sui social media una vasta campagna di selezione per personale di cockpit, di cabina e di terra, soprattutto sui canali Twitter e Facebook di Eurowings. La compagnia si aspetta di ricevere molte altre domande. I candidati possono trovare le domande per personale di cockpit, cabina e terra al seguente link: www.eurowings.com/karriere www.eurowings.com Il 2017 segna un decisivo cambio di marcia per il Gruppo Lufthansa in Italia, primo mercato in Europa al di fuori dei mercati domestici. Lo si legge in una nota dell'aviolinea tedesca, in cui si precisa che da gennaio ad agosto le compagnie del Gruppo Lufthansa (Austrian Airlines, Brussels Airlines, Lufthansa, Swiss e Eurowings) hanno registrato un incremento del 12% del numero dei passeggeri trasportati nel nostro Paese. Mai così bene negli ultimi cinque anni, puntualizza la nota. Sono oltre 6 milioni i passeggeri che hanno volato a bordo di una delle compagnie del Gruppo, incluse Brussels Airlines ed Eurowings (4,5 milioni se si considerano solo gli hub carrier Austrian, Lufthansa e Swiss). E guardando ai prossimi mesi la situazione è altrettanto promettente: le prenotazioni fino a fine anno, infatti, presentano percentuali di crescita doppie rispetto a quelle della domanda di mercato, considerando ad esempio importanti destinazioni come Usa e Giappone. 


Assad è un criminale

[Ringhiare? Non serve, se non mordi.] Il governo siriano ha respinto le accuse contenute in un rapporto dell'Onu pubblicato questa settimana di avere usato armi chimiche. "Non abbiamo mai usato gas velenosi e non li useremo mai, semplicemente perché non li possediamo, e condanniamo il loro uso in ogni circostanza", ha affermato il ministero degli Esteri di Damasco in un comunicato diffuso dall'agenzia Sana. La commissione Onu di inchiesta sui crimini di guerra in Siria aveva affermato in un rapporto che Damasco aveva usato armi chimiche in oltre 20 attacchi, tra cui quello a Khan Sheikhun, nel nord-ovest del Paese, nell'aprile scorso. In reazione a tale episodio gli Usa avevano bombardato con missili una base aerea governativa. È  di almeno otto civili uccisi e diversi feriti il bilancio di bombardamenti governativi siriani sulla periferia di Damasco, secondo quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). L'Ondus, che è basato all'estero ma che si avvale da anni di una fitta rete di attivisti e ricercatori sul terreno, ha precisato che i bombardamenti governativi hanno oggi colpito con intensità il sobborgo di Duma, a nord-est di Damasco. Si tratta di un'area densamente abitata da civili e militarmente controllata da diversi gruppi armati locali anti-governativi con tendenze radicali. Il bilancio non può essere verificato in maniera indipendente sul terreno. I media governativi non smentiscono e non confermano la notizia dell'Ondus. Il governo siriano di Bashar al Assad è responsabile dell'attacco con il gas sarin di Khan Sheikhoun dell'aprile scorso, che ha ucciso oltre 90 persone. Lo ha stabilito un'inchiesta congiunta di di Onu e Opac: è quanto si legge nel rapporto degli esperti reso noto in questi giorni. Il rapporto di Onu e Opac "è la conferma indipendente dell'uso delle armi chimiche da parte di Damasco. E nonostante questo, ci sono ancora alcuni Paesi che cercano di proteggere il regime". Lo ha detto l'ambasciatrice Usa all'Onu, Nikki Haley. "Questo deve finire, adesso - ha tuonato -. Ignorare l'enorme quantità di prove in questo caso dimostra una deliberata mancanza di rispetto per le norme internazionali".

sabato 28 ottobre 2017

Meridiana avrà più fortuna di Alitalia?

[La fortuna si può convocare] Quello che non è riuscita a fare Etihad con Alitalia, che nelle intenzioni del gruppo dirigente doveva trasformarsi nella "compagnia più sexy del mondo", forse riuscirà a Qatar Airways. Il colosso del Golfo, secondo il suo numero uno Akbar al Baker, metterà il turbo al vettore sardo appena acquisito (col 49% per non superare i limiti imposti dall'Ue): invece delle belle intenzioni dei concorrenti di Abu Dhabi che non si sono mai avverate, Qatar è pronta a mettere mano all'anziana flotta di Meridiana sostituendo alcuni gloriosi aerei, come gli energivori Md82 e 83, con dei nuovissimi Boeing 787, Airbus 330 e 737MAX con uno sguardo ancora più attento allo sviluppo delle rotte "leisure", quelle turistiche. Una "crescita massiccia del vettore", secondo lo stesso al Baker, che la farà presto diventare "la compagnia numero uno in Italia". Alla faccia di Alitalia che ha ancora un inverno di sacrifici davanti con cigs e rotte da tenere in vita nel periodo dell'anno peggiore per le compagnie aeree e della stessa Ryanair, la numero uno di Europa. Gli irlandesi, infatti, saranno costretti a rivedere (al ribasso) parte del loro network, Italia compresa, per sopperire alla carenza di piloti e all'errato calcolo dei riposi esploso nelle scorse settimane e che ha portato alla cancellazione dei voli per oltre 715mila passeggeri in Europa, un terzo dei quali in Italia. Meridiana oggi è impegnata su diversi collegamenti nazionali ed europei oltre a Caraibi, Stati Uniti, Africa e Oceano Indiano.   Qatar Airways ha acquisito il 49% di AQA Holding, il nuovo azionista di controllo di Meridiana Fly. Ad esito del closing dell'operazione, Alisarda, prima unico azionista, deterrà il 51% di AQA Holding. Il Ceo di Qatar Air, Akbar Al Baker, ha dichiarato: "Siamo lieti di aver completato questa importante partnership, che supporterà la crescita di competitività di Meridiana nel mercato europeo. Siamo impazienti di lavorare insieme per rafforzare la posizione della Compagnia, per offrire ulteriori connessioni con l'Italia, l'Europa, gli Stati Uniti ed altre ancora".

Turchia senza ora solare

[I mansueti fanno coppia con gli idioti. ] La Turchia resterà con il 'fuso orario di Erdogan'. Nonostante lo stop deciso  dal Consiglio di Stato alla norma che prevede il mantenimento dell'ora legale per tutto l'anno, il vicepremier Bekir Bozdag ha fatto sapere che nei prossimi giorni verrà emanato un decreto per superare la decisione del tribunale. In Turchia le lancette non saranno quindi spostate indietro nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre, come accadrà invece in Europa. Il massimo tribunale amministrativo aveva accolto il ricorso presentato dal genitore di uno studente, che si era opposto al mantenimento dell'ora legale, in vigore dal 2016, perché costringeva il figlio a recarsi a scuola con l'oscurità durante i mesi invernali. Ma l'esecutivo, che motiva la scelta con la volontà di risparmiare energia, ha deciso di tirare dritto. Uno degli effetti del ritorno all'ora solare, che in Italia avverrà questo fine settimana, è un aumento delle aggressioni del 3% nel primo giorno dopo il cambio. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dal Journal of Experimental Criminology dell'università della Pennsylvania, che ha trovato anche la relazione inversa, con un calo dei crimini, nel giorno in cui invece si passa all'ora legale. I ricercatori sono arrivati al risultato consultando i dati del National Incidence Based Reporting System americano, a cui hanno aggiunto quelli delle città di Philadelphia, Los Angeles, Chicago e New York, alla ricerca di eventuali effetti del maggiore o minore sonno sui reati violenti. Il risultato è stato che, rispetto al lunedì precedente, le aggressioni diminuiscono del 2,9% quando si dorme un'ora in meno, quando cioè entra l'ora legale, mentre è stata notata anche la relazione inversa, con un aumento di questi crimini del 2,8% il giorno dopo il ritorno all'ora solare. La relazione, spiegano gli autori, è difficile da spiegare, ed è contraria alle altre già trovate, con l'ora in meno di sonno che causa un aumento degli incidenti stradali, degli infortuni sul lavoro, dei crolli in borsa. "Una persona può pensare che se dorme meno sarà nervosa e aggressiva - scrivono -. Probabilmente si ha la propensione ad agire più aggressivamente, ma il comportamento non la riflette  perché  si è stanchi, troppo letargici e assonnati per agire".

Ritorna l’art.18

[Morire di fatica è sempre meglio che morire di noia.] “Ci auguriamo che le proposte di legge in tema di licenziamenti illegittimi, che riprendono quanto contenuto sul tema nella 'Carta dei diritti universali del lavoro', possano essere discusse presto in Aula". Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in merito alle proposte presentate  da Mdp e Si. "Abbiamo criticato la disciplina prevista dal decreto legislativo n.23 del 2015, sin dalla sua definizione, contestandone sia i presupposti sia la legittimità costituzionale. L'Art. 18 - sottolinea la segretaria confederale - era ritenuto un ostacolo alla crescita dimensionale delle imprese, ma la sua eliminazione non ha determinato nessun effetto in questo senso, così come non ha prodotto un aumento dell'occupazione. Ad essere certa e acclarata, invece, è la grave penalizzazione per i lavoratori, che vedono ridursi le possibilità di tutela e di libertà sul luogo di lavoro, come dimostra la crescita dei licenziamenti". "Nonostante la non ammissibilità del nostro quesito referendario, abbiamo continuato a contrastare la normativa, sia - ricorda Scacchetti - attraverso il reclamo alla Corte europea per la violazione dell'art. 24 della Carta sociale europea, sia intervenendo nei singoli casi, come con la vertenza da noi promossa per il licenziamento illegittimo con contratto a tutele crescenti e arrivata a luglio al Tribunale di Roma, che ha poi sollevato la questione di costituzionalità e rinviato alla Corte Costituzionale".  "È necessario quindi rimettere mano alle norme sul licenziamento illegittimo, ripristinando la reintegra, modificando il regime dei licenziamenti collettivi e garantendo la giusta tutela processuale", ciò, conclude Scacchetti, "significa ricostruire un sistema di giusto equilibrio fra poteri diversi, riconsegnando diritti e dignità al lavoro, dopo anni di politiche sbagliate". Assunzione a tempo indeterminato con le tutele del vecchio articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, cancellato dal Jobs Act: è quanto dice il contratto di una ventina di nuovi addetti della società 'Qualità&Servizi', partecipata pubblica dei comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa incaricata di gestirne i servizi mensa (partecipazione 43,18% Sesto, Campi Bisenzio 39,50%, Signa 17,32%). Grazie ad un accordo sindacale siglato dalle amministrazioni con la società, l'articolo 18 'resuscita' con una particolare clausola inserita nei contratti: in sostanza, viene ripristinata la garanzia antilicenziamento con obbligo di reintegro nel caso di assenza di giusta causa prevista dall'articolo, eliminato con l'entrata in vigore della riforma del lavoro varata nel 2014 dal governo Renzi. L'accordo sindacale siglato  fa inoltre sì che anche i già assunti dall'azienda dopo l'entrata in vigore del Jobs Act beneficino della protezione dell'articolo 18.


venerdì 27 ottobre 2017

Salgado a Milano

[La furbizia è meglio della bontà.] Era il 1991 e la crisi in Medio Oriente e la Guerra del Golfo erano al centro del dibattito mondiale. Quando in Kuwait i soldati iracheni incendiarono oltre 600 pozzi di petrolio per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli statunitensi, Salgado fu tra i primi fotografi a intuire la reale portata e la gravità di questa situazione. La guerra si era conclusa da solo un mese e nelle fotografie di Salgado ritroviamo vivido il paesaggio infernale che stava letteralmente bruciando davanti ai suoi occhi. Era in corso un disastro ambientale e decise di documentarlo seguendo l'operato dei vigili del fuoco e dei tecnici specializzati chiamati da tutto il mondo per limitare i danni e arginare le perdite. Le immagini saranno esposte, a Milano, per la prima volta a Forma Meravigli: il bianco e nero tipico del fotografo brasiliano racconta di una luce apocalittica causata dal contrasto dei pozzi in fiamme e dalla coltre scura di petrolio che copriva il deserto, le persone e le cose. Gli occhi increduli e stanchi dei vigili del fuoco, lo sforzo fisico nel cercare di domare le fiamme, il fumo divagante: nei ricordi e nelle impressioni di Salgado, "era come affrontare la fine del mondo, un mondo intriso di nero e di morte". Passati 25 anni da quella tragedia, Sebastião Salgado ha sentito che il suo lavoro non fosse ancora del tutto completo e ha deciso infatti di tornare su queste fotografie, oggi ancora attuali, e di ampliarne la selezione arricchendola di immagini inedite. In mostra c’è il frutto di questa sua nuova sistemazione, un reportage che è un monito per il presente e il futuro, per non dimenticare i drammi del passato.

giovedì 26 ottobre 2017

Povera Rita

[C'è un solo angolo dell'universo che puoi esser certo di poter migliorare, e questo sei tu. Huxley]Fra le misure a cui il Governo sta lavorando per correggere in corsa la riforma pensioni nella legge di stabilità 2017  c’è il potenziamento della RITA: la rendita integrativa temporanea anticipata permetterà (una volta entrata in vigore) di utilizzare il capitale come rendita a chi ha i requisiti per accedere all’APE volontaria. E’ aperto un tavolo di lavoro, si legge sul sito delle piccole-medie imprese pmi.it. “Oggi bisogna essere a tre anni e sette mesi dalla pensione, stiamo lavorando per aumentare questo numero di anni” – ha detto in proposito Vincenzo Galasso, consigliere economico della Presidenza del Consiglio. Secondo Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, l’ipotesi più probabile è che si arrivi a cinque anni. Significa che potranno chiedere la RITA i lavoratori che hanno almeno 63 anni, 20 anni di contributi versati, una pensione pari ad almeno 1,4 volte il minimo, e un periodo più lungo dei tre anni e sette mesi attualmente previsti dall’età pensionabile. Il Governo ritiene che questa soluzione possa andare incontro a un’esigenza precisa, quella di assicurarsi contro il rischio di aumento dell’età pensionabile. I lavoratori che oggi sono vicini alla pensione, e si ritireranno a 67 – 68 anni (in base alle attuali regole sull’età pensionabile), in generale avranno un buon assegno previdenziale. Quindi, per loro, non è necessariamente appetibile il cosiddetto secondo pilastro (la pensione complementare), mentre invece visto il continuo aumento dell’età pensionabile (anche in considerazione degli scatti relativi all’aumento delle speranze di vita), potrebbe essere una soluzione appetibile quella di poter utilizzare il capitale accumulato con i contributi versati a un fondo di previdenza privato. In base alla norma, il lavoratore può chiedere la RITA indipendentemente dall’adesione all’APe volontaria. Il paletto è costituito dal fatto che ci vogliono gli stessi requisiti (per cui, fino a quando non partirà l’APe volontaria, è ferma anche la rendita integrativa temporanea anticipata). Allungare il periodo massimo dall’età pensionabile significa potenziare lo strumento, consentendo a un numero maggiore di lavoratori di accedere. Si tratta di un’ipotesi su cui, come detto, sta lavorando il Governo: nel frattempo, le regole sono quelle previste dalla manovra 2017. Il premier Paolo Gentiloni ha appena firmato il decreto attuativo dell’Ape volontaria, la cui entrata in vigore è quindi molto vicina. Bisogna però attendere ancora le convenzione con gli istituti bancari e le assicurazioni che finanzieranno e garantiranno il prestito pensionistico.

mercoledì 25 ottobre 2017

Cerberus punta su Alitalia

[Every really new idea looks crazy at first.  Ogni idea veramente buona sembra pazza all'inizio. Alfred North Whitehead] Il fondo statunitense Cerberus Capital Management ha manifestato ad Alitalia l'interesse di acquistare l'intera compagnia, ma non ha presentato alcuna offerta all'interno del bando di gara, considerando i termini dello stesso troppo restrittivi. E' quanto si legge sul Financial Times online, secondo il quale il fondo Usa, al momento quindi fuori dalla contesa, sarebbe disposto ad acquistare Alitalia se questa potesse venire ristrutturata profondamente.  Cerberus si fa avanti una settimana dopo che i potenziali acquirenti di Alitalia, fra cui EasyJet e Lufthansa, hanno presentato offerte vincolanti per il gruppo o parti di questo. Al momento Cerberus è rimasto fuori, nonostante abbia studiato il dossier negli ultimi mesi e abbia avuto contatti con i commissari dell'ex compagnia di bandiera. Cerberus, prosegue il Ft, sarebbe disposto a investire fra 100 e 400 milioni di euro per il controllo di Alitalia, con un piano che prevede anche il ruolo del Governo, con una quota nella compagnia, e quello dei sindacati, con una sorta di 'condivisione degli utili'. Cerberus si sarebbe addirittura detta disponibile ad un ingresso immediato per ottenere "un vantaggio" nella riorganizzazione anche prima di fare il suo investimento, per sfruttare gli ampi poteri che i commissari hanno per rilanciare la compagnia durante il processo di amministrazione controllata. "Ci sono le regole e vanno rispettate", ha spiegato una fonte italiana al Financial Times, sottolineando che l'offerta di Cerberus non può essere considerata a meno che non venga cancellata l'asta già effettuata.Lufthansa conferma l'interesse per una "nuova Alitalia" ed esclude l'ipotesi di un'acquisizione della compagnia allo stato attuale. Lo ha ribadito il direttore finanziario del gruppo tedesco, Ulrik Svensson. "E' fuori questione" acquisire Alitalia per come è oggi, ha detto durante la conference call sui risultati del terzo trimestre, aggiungendo di ritenere "molto interessante" il mercato italiano. "Dobbiamo guardare e negoziare le (sette) proposte arrivate: sarà molto dura". Così Carlo Calenda parlando nella cessione di Alitalia. A proposito del nuovo prestito da 300 milioni (e siamo a 900 milioni di euro) Calenda ha detto che la decisione è stata presa "considerando i tempi necessari ai numerosi passaggi" per finalizzare la vendita "anche in sede di Antitrust europea". Il prestito è "fondamentale per garantire alla società di poter continuare a operare nei prossimi mesi, e per presentarla forte sul tavolo dei negoziati con i potenziali compratori". Sciopero di 24 ore venerdì 27 ottobre nel settore aereo. Lo ha proclamato l’organizzazione sindacale Cub Trasporti, confermando una manifestazione all’aeroporto di Fiumicino per denunciare la situazione di Alitalia e la ventilata ipotesi dei tagli del personale di terra e di volo previsti dai piani di Lufthansa e di Easyjet, tra i vettori che hanno manifestato l’interesse all’acquisto della compagnia italiana. “Sono poche le indiscrezioni sulle proposte contenute nelle buste recapitate ai commissari Alitalia – si legge in una nota della Cub – ma da quanto trapela si conferma la irresponsabilità del Governo nell’avviare l’amministrazione straordinaria di Alitalia e nel preparare un bando mirato a favorire lo spezzatino e i licenziamenti: una scelta non obbligata, ma che da subito ha puntato a colpire i lavoratori e a penalizzare i cittadini del nostro paese. La proposta formulata da Lufthansa, pretendente di Alitalia in pole-position, non lascia nulla all’immaginazione: è interessata al solo Lotto Aviation, puntando a ridimensionare drasticamente il network della ex-compagnia di bandiera (ovviamente funzionale agli interessi del vettore tedesco!) e a dimezzare i lavoratori. Anche la proposta avanzata da EasyJet, peraltro per nulla ‘convinta’ di partecipare alla gara – si legge ancora nel documento della Confederazione Unitaria di base – non offre alcuna prospettiva ad Alitalia e al nostro Paese: pretende di fare la spesa degli assett più significativi del Lotto Aviation, pur di assicurare l’espansione del suo network”. Uno sciopero 'virtuale' di 24 ore dei piloti della Mistral Air, la compagnia aerea delle Poste Italiane: a proclamarlo, per venerdì 27 ottobre, l'Associazione Nazionale Piloti che indica tra i motivi della protesta la reiterata esternalizzazione di attività di volo a compagnie straniere. Con questa forma di protesta - spiega l'Anp - i piloti, sebbene in sciopero, lavoreranno regolarmente il 27 e i corrispettivi derivanti dalle trattenute saranno devoluti alla Fondazione Bambino Gesù. L'Anp ha anche già richiesto con una lettera al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, e ai ministri Delrio e Calenda, di "intervenire per porre fine a questa drammatica vicenda": "Mistral Air ha aperto una procedura per licenziare 19 comandanti, invece di creare occupazione finora ha prodotto solo esuberi di piloti, assistenti di volo e personale di terra, dilapidando una flotta di 6 Boeing 737, che coprivano una buona parte del settore charter, cargo e servizio postale di Stato". Giornate difficile quella di venerdì prossimo per i trasporti, con scioperi a raffica proclamati in tutti i settori del comparto. L'intervento del Ministero delle infrastrutture  ha permesso di calmierare gli effetti dell'astensione dal lavoro, grazie ad un'ordinanza che ha ridotto la durata degli stop (in alcuni casi anche di un'intera giornata) a 4 ore, ma soprattutto in mattinata i disagi potrebbero farsi sentire. AEREI: nel trasporto aereo, lo sciopero generale è stato proclamato per venerdì 27 ottobre in tutti i settori pubblici e privati dalle organizzazioni sindacali Cub, SGB, SI-Cobas, Usi-Ait, Slai Cobas. Su input del Mit, l'agitazione è ora prevista dalle ore 10 alle ore 14. Il fermo dei lavoratori del comparto aereo, aeroportuale ed indotto degli Aeroporti della Regione Lombardia previsto anche in questo caso da Cub per 24 ore (dalle ore 00.01 alle ore 23.59 del 27 ottobre) è ridotto dalle 10 alle 14 di venerdì. TRENI E NAVI: per il trasporto ferroviario e marittimo, l'astensione è fissata lo stesso giorno, il 27 ottobre, in questo caso dalle 9 alle 13. TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: la mattinata sarà complicata anche nel trasporto pubblico locale. Ferma restando l'osservanza delle fasce orarie di garanzia di pieno servizio, lo sciopero è previsto dalle 9 alle 13. SERVIZI CONNESSI: per i servizi connessi al trasporto passeggeri, lo stop del personale appartenente alle Aziende ferroviarie Gruppo FSI, Serfer Servizi Ferroviari, Trenord, Nuovo Trasporto Viaggiatori, inizialmente previsto per i giorni 26 e 27 ottobre e di durata 24 ore (dalle ore 21 del 26 ottobre alle ore 21 del 27 ottobre) proclamato da Cub Trasporti, è ridotto a 4 ore dalle 9 alle 13 del 27 ottobre.

martedì 24 ottobre 2017

Afghanistan 16 anni dopo

[I rimorsi sono zavorre.]  Il segretario di stato americano Rex Tillerson, in visita a Kabul e alla base Usa di Bagram, apre alla presenza dei talebani in un futuro afghano. "Se rinunceranno alla violenza e al terrorismo e si impegneranno per la stabilità  del Paese c'è  spazio per elementi moderati del talebani", ha spiegato, lanciando anche un monito al Pakistan: deve fare di più contro i terroristi nelle aree di confine.I talebani hanno attaccato una base dell'esercito nella provincia meridionale di Kandahar uccidendo almeno 40 soldati afghani. Lo riferisce la tv Tolo di Kabul. Secondo fonti ufficiali citate dall'emittente l'offensiva è cominciata con l'intervento di due kamikaze che hanno fatto esplodere altrettante autobomba nel distretto di Maiwand, causando, oltre le vittime fatali, anche 24 feriti. La guerra in Afghanistan è costata 900 miliardi, 7,5 per l'Italia. Il costo sostenuto per gli Stati Uniti dal 2001 a oggi è di 827 miliardi di dollari (attualmente circa 45 miliardi l'anno) ma se si sommano questi costi aggiuntivi - accuratamente stimati da analisti delle università americane Harvard e Brown la cifra raddoppia. Lo afferma il rapporto ''Afghanistan, sedici anni dopo'' dell'osservatorio MILeuroX secondo il quale "si tratta della più lunga e costosa campagna militare della storia d'Italia". ''Rimanendo alla sola spesa ufficiale - prosegue il Rapporto - 16 anni di guerra in Afghanistan sono costati complessivamente a tutti i Paesi che vi hanno partecipato all'incirca 900 miliardi dollari: circa 28 mila dollari per ogni cittadino afgano - cifra enorme se confrontata al reddito annuo medio afgano di circa 600 dollari''. Per quanto riguarda l'Italia, rileva l'osservatorio, il costo ufficiale della partecipazione alle missioni militari in Afghanistan a partire dal novembre 2001 (Enduring Freedom fino al 2006, ISAF fino 2014, Resolute Support dal 2015) è di 6,3 miliardi di euro, vale a dire oltre un milione di euro al giorno in media. A questo costo ''va aggiunto l'esborso di 360 milioni a sostegno delle forze armate afgane (120 milioni l'anno a partire dal 2015) e circa 900 milioni di spese aggiuntive relative al trasporto truppe, mezzi e materiali da e per l'Italia, alla costruzione di basi e altre infrastrutture militari in teatro, al supporto operativo della Task Force Air (Emirati, Qatar e Bahrein) e degli ufficiali di collegamento distaccati presso Comando Centrale USA di Tampa, Florida, al supporto d'intelligence degli agenti AISE, della protezione attiva e passiva delle basi, al supporto sanitario del personale della Croce Rossa Italiana, alla protezione delle sedi diplomatiche nazionali e alle attività umanitarie militari strumentali (CIMIC, classificate all'estero, con più realismo, come Psy Ops, cioè guerra psicologica: aiuti in cambio di informazioni). Si arriva così a oltre 7,5 miliardi, a fronte di 260 milioni investiti in iniziative di cooperazione civile''. L'osservatorio tira le somme delle vittime civili ''in aumento, soprattutto bambini. Secondo le stime più attendibili, rileva il rapporto, ''sono oltre 140 mila morti dall'inizio dell'intervento occidentale in Afghanistan, per metà combattenti talebani (o presunti tali), l'altra metà quasi equamente divisa tra giovani afgani delle forze di sicurezza e civili, almeno 26 mila — secondo uno studio condotto dalla Brown University — i civili uccisi nel corso della missione ISAF (2001-2014), cui si aggiungono quasi 9 mila morti — secondo i dati pubblicati dalla missione ONU in Afghanistan (UNAMA) — dall'inizio della missione RS (2015). A questi si aggiungono oltre 3.500 soldati NATO (di cui 53 italiani, più 650 feriti), almeno 1.700 contractor di varie nazionalità e oltre 300 cooperanti 17 stranieri''. A fronte di questi dati, l'osservatorio si chiede quali siano stati i progressi nei sedici anni? ''A parte un lieve calo del tasso di analfabetismo (dal 68% del 2001 al 62% di oggi) e un modestissimo miglioramento della condizione femminile (limitato alle aree urbane maggiori), attribuibili al lavoro delle organizzazioni internazionali e delle ONG, non alla NATO), l'Afganistan ha ancora oggi il tasso più elevato al mondo di mortalità infantile (su mille nati, 113 decessi entro il primo anno di vita ), tra le più basse aspettative di vita del pianeta (51 anni, terzultimo prima di Ciad e Guinea Bissau ) ed è ancora uno 22 dei Paesi più poveri del mondo (207° su 230 per ricchezza procapite ). Politicamente, il regime integralista islamico afgano (fondato sulla sharìa e guidato da ex signori della guerra dell'Alleanza del Nord espressione della minoranza tagica) è tra i più inefficienti e corrotti al mondo ed è lontanissimo dallo standard minimo di una Stato di diritto democratico: censura, repressione del dissenso e tortura sono la norma''. Insomma, ''la cartina al tornasole dei 'progressi' portati dalla presenza occidentale in Afghanistan è il crescente numero di afgani che cerca rifugio all'estero: tra i richiedenti asilo in Europa negli ultimi anni, gli afgani sono i più numerosi dopo i siriani'', conclude il rapporto di MILeuroX.

Apt di Palermo al via nuove piste

[A thousand words will not leave so deep an impression as one deed. Mille parole non lasciano una impressione così profonda come una azione Henrik Ibsen] Via libera ai lavori sulle piste dell’aeroporto di Palermo. È appena arrivata la firma sul contratto d’appalto che dà l’avvio alla riqualifica della pavimentazione delle piste di volo 07/25 e 02/20, il cui progetto esecutivo prevede un impegno di spesa interamente a carico di Gesap per un importo complessivo di oltre 23 milioni di euro. Il prossimo 31 ottobre è previsto l’inizio dei lavori, che si concluderanno in un tempo stimato in 42 giorni. Speriamo bene. Durante i lavori, l’aeroporto rimarrà sempre operativo. L’appalto è stato aggiudicato, dopo una complessa procedura di gara aperta, in favore dell’RTI Raggruppamento Temporaneo di Imprese – Capogruppo Impresa Bacchi srl. con un ribasso del 33,63% sull’importo a base di gara al netto degli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d’asta. L’ingresso in air side delle maestranze (in aree non aeronautiche) sarà immediato. Inoltre lo scalo è il primo della Sicilia a ottenere la nuova certificazione europea rilasciata dall’Enac. Il direttore Centrale Vigilanza Tecnica di Enac Roberto Vergari ha consegnato a Fabio Giambrone e Giuseppe Mistretta, presidente e amministratore delegato della Gesap, il nuovo certificato di aeroporto. Il documento attesta che l’organizzazione della società di gestione, le procedure delle operazioni a terra, le infrastrutture e gli impianti aeroportuali rispondono ai requisiti contenuti nel regolamento europeo 139/2014, che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative relativi agli scali comunitari. Dopo gli aeroporti di Roma Fiumicino, Venezia, Bergamo, Napoli, Milano Malpensa e Milano Linate, certificati tra dicembre 2016 e gennaio 2017, tra fine luglio e inizio agosto l’Enac ha consegnato i certificati anche agli aeroporti di Bari, Bologna, Roma Ciampino, Torino, Treviso, Verona. A seguire quelli di Alghero, Cagliari e Palermo. Con questa tornata l’ente ha ormai completato la conversione di oltre il 40% degli aeroporti, ovvero di tutti gli scali principali che gestiscono circa l’84% del traffico aereo nazionale.

Perché l'Enac non sanziona Ryanair?

[There are two levers for moving men: interest and fear.  Ci sono due leve per muovere  gli uomini: interesse e paura. Napoleon Bonaparte] L’Enac ha deciso di non punire Ryanair per la soppressione di migliaia di voli. “Al momento non ci sono gli estremi per applicare sanzioni a Ryanair, ma restiamo vigili e pronti ad intervenire se ci saranno segnalazioni”, ha detto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, dopo aver incontrato l’amministratore delegato del vettore irlandese, Michael O’Leary. “La crisi è stata affrontata benino”, ha aggiunto Riggio, sottolineando che “il 97% dei passeggeri è stato riprotetto”. Il presidente dell’Enac ha spiegato nel dettaglio che ciò che interessava sapere dall’incontro con O’Leary era innanzitutto “l’applicazione del regolamento, e su questo abbiamo avuto tutte le garanzie”. Poi “che non c’è una crisi strutturale, quindi che non c’è un disinvestimento” dall’Italia. E infine “che si applichi al più possibile una legislazione comunitaria che non mortifichi in nessun modo i diritti e interessi dei lavoratori”. Uscendo dall’incontro con Riggio e col direttore generale dell’Ente, Alessio Quaranta, O’Leary ha sottolineato che “cresceremo in Italia del 6% questo inverno e ci sono nuovi piani di crescita e nuove rotte per l’estate”. E nel frattempo, dopo il caos delle cancellazioni, “i voli operano in orario e le prenotazioni stanno tornando alla normalità”. O’Leary ha quindi annunciato che la compagnia sta assumendo piloti. “I nostri piloti sono pagati benissimo e al momento stiamo conducendo dei colloqui di lavoro con i piloti Alitalia che vogliono venire da noi”, ha detto, precisando che in Ryanair “lo stipendio è migliore, le condizioni sono migliori, la sicurezza del posto di lavoro è migliore” rispetto ad Alitalia. Circa un possibile ripensamento sulla ex compagnia di bandiera, dopo aver abbandonato la corsa all’acquisto a causa proprio della vicenda dei voli cancellati, O’Leary ha messo le mani avanti. “Continuiamo a parlare con i commissari, ma abbiamo detto loro che non possiamo essere coinvolti in Alitalia, non possiamo distrarci, dobbiamo risolvere i nostri problemi prima di occuparci di quelli degli altri”, ha affermato. Ma “siamo disposti a dare un sostegno per quanto riguarda il feederaggio e a mettere in vendita sul sito Ryanair i voli a lungo raggio di Alitalia”, ha concluso O’Leary. E intanto i sindacati sono stati convocati per il 30 ottobre al ministero del Lavoro per la procedura di cigs decisa dai commissari straordinari di Alitalia. La decisone di Enac di non sanzionare Ryanair è stata “contestata” dal Codacons, che esprime “grande delusione” perché “esistevano tutti i presupposti per una maxi-sanzione”. Trovato l’accordo tra Ryanair, Google e eDreams per porre fine ai procedimenti giudiziari tra le tre parti, che sono in corso fin dal 2015. I procedimenti di Ryanair, presso l’Alta Corte Irlandese, nei confronti di Google e di eDreams riguardavano gli annunci online di eDreams sulla piattaforma AdWords di Google. L’annuncio è arrivato con un comunicato congiunto in cui però non sono specificati i dettagli. “Le condizioni di questo accordo – si legge – sono riservate tra le parti”. “Accogliamo con favore queste misure – commenta Kenny Jacobs, portavoce di Ryanair – che garantiranno la trasparenza rispetto alla pubblicità online delle tariffe aeree, per il progresso dei nostri clienti. Siamo lieti di aver risolto questo problema e accoglieremo questi impegni per una pubblicità consumer-friendly sulla piattaforma AdWords di Google”. “Siamo lieti di aver raggiunto un accordo con Ryanair e eDreams. Abbiamo politiche chiare sul tipo di annunci consentiti sulle nostre piattaforme e siamo ancora impegnati a farle rispettare per servire meglio i consumatori”, ha aggiunto un portavoce di Google. “Siamo soddisfatti di questa risoluzione – ha concluso Robert McNamara, portavoce di eDreams – e speriamo che questo accordo permetterà a tutti coloro che sono coinvolti di concentrarsi nel fornire un valore e un servizio ancora migliori per i viaggiatori europei”. L’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary “può cercare i nominativi dei piloti cassintegrati di Alitalia nei centri dell’impiego, dove dovrebbero essere disponibili, non all’Enac”. Lo sostiene il presidente dell’Osservatorio sulle liberalizzazioni e sui Trasporti (Onlit) Dario Balotta, in merito ai colloqui annunciati da O’ Leary con piloti Alitalia in cassa integrazione. “Adesso poi che il Governo ha pronto uno sgravio contributivo per chi attinge cassintegrati dai centri per l’impiego – sottolinea – questa dovrebbe essere la via maestra per risolvere la crisi di piloti di Ryanair”. “Lo scorso 12 settembre – aggiunge Balotta – il Fondo del Trasporto Aereo ha autorizzato prestazioni integrative pari all’80% degli stipendi lordi, comprensive di superminimi e altre voci a decorrere dal 2 maggio scorso”. Secondo il presidente Onlit si tratta di una “Cig di lusso di 8mila euro medi mensili, che risulta inconcepibile sia per l’iniquità di trattamento con tutti gli altri lavoratori, che percepiscono 1.200 euro al mese, sia perché il mercato richiede proprio questo profilo professionale”.

domenica 22 ottobre 2017

Toys chiede il chapter 11

[Truth springs from argument amongst friends. Dalle discussioni tra amici si diffondono verita'. David Hume] Toys R' Us in bancarotta. Il colosso dei giocattoli americano deposita la documentazione per il Chapter 11, la bancarotta assistita, divenendo così l'ultima vittima del boom delle vendite online che ha mandato in crisi il commercio al dettaglio. La riorganizzazione tramite il Chapter 11 della maggiore catena di giocattoli americana è l'ultimo segnale, in ordine temporale, della crisi dell'industria delle vendite al dettaglio che risente dell'ascesa di Amazon. Con il Chapter 11 Toys R' Us punta a ristrutturare i suoi 400 milioni di dollari di debito in scadenza il prossimo anno. L'ipotesi di una bancarotta aleggia da giorni e ha spinto le agenzie di rating a tagliare la loro valutazione sulla società, riflettendo le attese del mercato. Nelle ultime ore Standard & Poor's e Fitch hanno rivisto al ribasso il rating di Tots R' Us in seguito alla crescente possibilità di una ristrutturazione del debito.

Record Eurowings

[If you want to make enemies, try to change something.  Se vuoi farti dei nemici ,prova a cambiare qualcosa.Woodrow Wilson] Tutto esaurito anche dalla Baviera. Oltre 100 voli trasporteranno circa 15.000 passeggeri durante la prima settimana di vacanze. Eurowings sta certamente raccogliendo i frutti del lancio di 30 voli da Monaco alla fine di marzo. Per i prossimi 6 mesi la compagnia ha già venduto oltre 340.000 biglietti per voli da Monaco. Destinazioni mediterranee come Kos, Rodi e Lamezia Terme stanno già andando molto bene, tanto da essere al completo per tutta l’estate. L’intento di Eurowings, ad ogni modo, non è solo di volare da Monaco verso destinazioni europee, bensì volare in tutto il mondo. I voli a lungo raggio partiranno nell’estate del 2018 e il primo volo decollerà il 16 aprile e avrà come destinazione Las Vegas. Le seguenti destinazioni sono già prenotabili sul sito www.eurowings.com: Bangkok, Las Vegas, Fort Myers, Windhoek, Mauritius, Varadero, Montego Bay, Puerto Plata, Cancun e Punta Cana – a partire da 199,99 euro a tratta. Las Vegas, Fort Myers e Mauritius si dimostrano destinazioni particolarmente attraenti considerando che le prenotazioni sono aperte da poche settimane. Dalle basi per il lungo raggio di Colonia/Bonn e Monaco, Eurowings offrirà circa 1.2 milioni di posti a prezzi particolarmente attraenti per il lungo raggio dell’estate 2018. Eurowings e il sindacato degli assistenti di volo UFO hanno raggiunto un accordo su un “contratto di sviluppo”. La compagnia in forte crescita ha da poco pubblicato un bando per 600 posti per assistenti di volo in Eurowings e ha già iniziato le selezioni. Il contratto ‘Sviluppo’ permette a Eurowings di assumere personale esterno a tempo determinato e non solo: tramite il riconoscimento della qualifica di assistenti di volo, concordato con UFO, Eurowings può ora offrire a tutti i candidati esterni condizioni di remunerazione giuste e competitive. Allo stesso tempo non vi sono svantaggi per il personale in organico. Durante lo scorso fine settimana Eurowings e UFO hanno raggiunto una soluzione comune per tutti i contratti aperti di circa 1400 assistenti di volo di Germanwings e Eurowings. Un documento basilare, sottoscritto da entrambe le parti, che comprende oltre ad aumenti salariali per tutti gli assistenti di volo anche una partecipazione agli utili e l’introduzione di una previdenza aziendale di anzianità finanziata dal datore di lavoro. Entrambi gli accordi, quello relativo a tutti i contratti pendenti e il contratto ‘Sviluppo’, andranno in commissione per approvazione nelle prossime settimane. www.eurowings.com www.martinengocommunication.com Eurowings con il prossimo orario estivo offrirà 22 nuove mete da Monaco, Hannover, Colonia, Salisburgo, Stoccarda, Amburgo e Palma di Maiorca. Tutti i voli sono già prenotabbili sul sito www.eurowings.com o tramite l’app di Eurowings. Con lo stazionamento di tre Airbus A330 per i voli a lungo raggio, Monaco offre partenze per Bangkok, Las Vegas. Montego Bay, Mauritius, Puerto Plata, Punta Cana, Fort Myers, Varadero e Windhoek. Fort Myers in Florida è servita anche da Colonia con un volo tutti i venerdì. A partire dall’estate 2018, i passeggeri Eurowings potranno raggiungere mete costiere del sud Europa come Corfù, Rodi e Kos, direttamente da Hannover. I voli per Corfù e Rodi saranno operati di martedì. Kos è stata inclusa nell’operativo della domenica. Anche Monastir è parte delle nuove destinazioni. I voli verso la città tunisina partiranno di martedì. Nell’estate 2018, un totale di 5 nuove rotte saranno aggiunte all’offerta di Eurowings da Stoccarda: le destinazioni sono Alicante in Spagna, Newguay in Inghilterra, Venezia e Palermo in Italia e Zante in Grecia. I voli per Alicante saranno operati martedì, giovedì e sabato. L’isola greca di Zante sarà aggiunta all’operativo del sabato. L’offerta da Stoccarda includerà anche Palermo, tratta che sarà operata di domenica e Newguay operata di sabato. Da Salisburgo, i passeggeri potranno volare con collegamento diretto a Creta. I voli per la bella isola del Mediterraneo saranno operati ogni venerdì. Corfù sarà raggiungibile anche da Düsseldorf dove il volo è previsto di sabato. Anche da Amburgo si potrà raggiungere Corfù. Sono previsti 2 voli a settimana di martedì e sabato. I passeggeri in partenza da Amburgo potranno beneficiare del nuovo collegamento di Eurowings con Jersey operato di sabato. Anche per Palma, la terza base internazionale dopo Vienna e Salisburgo, ci sono nuove destinazioni in programma. In futuro. Eurowings connetterà la popolare destinazione con Memmingen in Baviera. La sussidiaria di Lufthansa ha in programma voli complementari il giovedì, venerdì e domenica.

A gennaio processo Windjet

[The less confident you are, the more serious you have to act. Meno sei sicuro più serio devi agire. Tara Ploughman] Confconsumatori rende noto che "Si è svolta innanzi alla Prima sezione penale del Tribunale di Catania l’udienza del caso Wind Jet, il vettore aereo low-cost catanese, che nell’estate del 2012 ha cessato la propria operatività causando danni e disservizi a migliaia di passeggeri. L’udienza è stata rinviata al 9 gennaio 2018 a causa di un difetto di notifica.  Confconsumatori ha preannunciato la richiesta di costituzione di parte civile come associazione di consumatori, nonché nell’interesse di tutti i passeggeri che hanno già conferito mandato. I passeggeri danneggiati che non hanno ancora provveduto ad inviare la richiesta di costituzione di parte civile potranno ancora farlo prima della prossima udienza.  Oltre ai danni patrimoniali sono evidenti i danni non patrimoniali subiti dai passeggeri a causa di tutti i disagi conseguenti ai disservizi causati dalle cancellazioni dei collegamenti aerei. Molte persone hanno visto rovinate le proprie vacanze perché, come si ricorderà, all’epoca dei fatti si era in estate, nel mese di agosto; ma anche chi non si spostava per vacanza ma per altri motivi, ad esempio lavoro o altro, ha subito un altrettanto danno non patrimoniale.  Pertanto, tutti gli interessati potranno rivolgersi agli sportelli dell’associazione o scrivere direttamente a disserviziaerei@confconsumatori.it per la predisposizione di tutto quanto necessario entro il 20 dicembre 2017. 'Continueremo la nostra battaglia a fianco dei passeggeri così come fatto sin dal 2012 valorizzando tutte le opportunità esistenti affinché i passeggeri ottengano giustizia per tutti i torti ed i soprusi subiti in occasione della triste vicenda Wind Jet', ha dichiarato l’avvocato Carmelo Calì, responsabile nazionale Trasporti Confconsumatori". Un marchio stimato 319 euro nel 2004 che l'anno successivo viene venduto per 10 milioni a una società dello stesso gruppo. Presunte fatture gonfiate per creare fondi occulti. Relazioni retrodatate dei revisori dei conti. Erano queste, secondo la procura di Catania, le caratteristiche della gestione "allegra" di Wind Jet, la compagnia aerea low cost rimasta a terra nel 2012. Rinviate a giudizio, con l'accusa di bancarotta fraudolenta, 17 persone. Il gup, Gaetana Bernabò Distefano, ha accolto le richieste dei pm Alessandro Sorrentino e Alessandra Tasciotti, nei confronti di tutti gli indagati. L'operazione "Icaro" della Guardia di Finanza, all'inizio del 2016, aveva fatto scattare gli arresti domiciliari (poi revocati a giugno) anche per l'allora presidente della compagnia aerea, Antonino Pulvirenti, ex patron del Calcio Catania.  Un altro esempio riguarda l'acquisto di un pezzo di motore, che aveva un prezzo esposto di 1,5 milioni di dollari, con tanto di fattura retrodatata, mentre il prezzo reale era di 700 mila dollari. Agli atti dell'inchiesta pure la sopravvalutazione, operata da due imprenditori stranieri, dei rottami dell'aereo incidentato nel 2010 durante l'atterraggio all'aeroporto di Palermo: danni stimati in oltre 21 milioni di euro, a fronte di un valore riconosciuto dalla società assicuratrice di circa 600 mila euro. Fari accesi anche su un mutuo acceso da Wind Jet per pagare 1,8 milioni di debiti con Finaria. I vertici della compagnia all'epoca dei fatti, tramite i loro legali, hanno sempre negato "condotte distrattive del bilancio". La pressione dei debiti è emersa con forza nell'agosto del 2012, sette mesi dopo in naufragio di un'accordo di vendita della compagnia ad Alitalia. Aerei a terra, a fronte di 20 milioni di euro incassati con biglietti già emessi, e 500 dipendenti a casa. 

sabato 21 ottobre 2017

Trump contro l’Iran

[Mai fare passi indietro.] L'Iran non vuole vedere fallire l'accordo sul suo programma nucleare del 2015, e avverte gli Usa a non minarne il futuro, mettendo così a rischio gli sforzi internazionali per la non proliferazione nucleare come la credibilità e statura politica degli stessi Stati Uniti. Lo ha detto il capo dell'Agenzia Atomica Iraniana Ali Akbar Salehi, intervenendo alla Conferenza Amaldi sulla cooperazione internazionale per la sicurezza nucleare, il terrorismo e la non proliferazione. "Non possiamo effettuare questa certificazione" per l'accordo con l'Iran sul nucleare "e non lo faremo". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, sottolineando che da' istruzione alla sua amministrazione "a lavorare con il Congresso e con gli alleati, in modo che il regime iraniano non minacci il mondo con armi nucleari". Donald Trump ha annunciato che prenderà "misure per assicurarsi che l'Iran non acquisisca mai armi nucleari". L'Iran non rispetta "lo spirito" dell'accordo sul programma nucleare. Lo ha sottolineato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'accordo raggiunto con l'Iran sul suo programma nucleare e' "una delle peggiori e piu' sbilanciate transazioni che gli Stati Uniti abbiano mai intrapreso". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump. L'Iran e’ sotto il controllo di un regime fanatico: lo ha detto Donald Trump, sostenendo che l'aggressione della dittatura iraniana continua anche oggi. Come presidente degli Stati Uniti, "il mio maggiore obbligo è garantire la sicurezza del popolo americano". Lo ha detto Donald Trump nel discorso alla nazione sull'accordo nucleare iraniano.Donald Trump firmerà un ordine esecutivo contro le guardie della rivoluzione iraniane (Pasdaran), sollecitando sanzioni. Lo ha anticipato il segretario di Stato Rex Tillerson. Gli Usa lavoreranno con gli alleati per contrastare le attività destabilizzanti dell'Iran e per mettere nuove sanzioni a Teheran. Lo ha detto Donald Trump illustrando la sua nuova strategia sull'Iran. Donald Trump ha annunciato "sanzioni dure" contro i guardiani della rivoluzione iraniani, illustrando la sua nuova strategia contro Teheran. Se l'amministrazione americana non riesce a raggiungere un accordo con il Congresso e con gli alleati su una nuova intesa con l'Iran "allora l'accordo verrà cancellato". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottolineando quindi che può "revocare l'accordo in qualsiasi momento". Tra le attività nel mirino Usa anche il sostegno iraniano al regime di Assad, l'ostilità verso Israele, la minaccia alla liberta’ di navigazione, in particolare nel Golfo Persico, i cyber attacchi contro Usa, Israele ed altri alleati e partner degli americani in Medio Oriente. L'amministrazione Trump "non ripeterà gli errori" di quella Obama. Lo sottolinea la Casa Bianca nell'anticipazione della nuova strategia Usa per l'Iran. La nuova politica del presidente affronterà quindi non solo il nucleare ma "la totalità delle minacce derivanti dalle attività maligne del governo iraniano e cercherà di determinare un cambiamento del comportamento del regime" di Teheran.Germania, Francia e Regno Unito "prendono atto" della decisione del presidente Usa, Donald Trump, di non certificare l'accordo con l'Iran sul nucleare, ma restano per parte loro "impegnate" a rispettarlo e a favorire una sua "piena attuazione da tutte le parti". Lo si legge in una dichiarazione congiunta di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May diffusa da Downing Street, nella quale si definisce il mantenimento dell'intesa nel "comune interesse nazionale" di Berlino, Parigi e Londra. L'accordo sul nucleare con l'Iran "non è un accordo bilaterale e non appartiene a nessun singolo Paese, e non è facoltà di nessun singolo Paese mettergli fine", perché questo è stato "unanimemente approvato dall'Onu". Così l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini dopo gli annunci del presidente Usa Donald Trump. "Una decisione coraggiosa di cui mi congratulo con il presidente Trump". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu. Il presidente americano "si è misurato - ha aggiunto - con determinazione con il regime terroristico iraniano ed ha creato un'opportunità per aggiustare questo cattivo accordo, per respingere le aggressioni iraniane e per confrontarsi con il suo sostegno al terrorismo". In precedenza, il segretario di stato Usa Rex Tillerson aveva chiamato Netanyahu per anticipargli i contenuti dell'intervento di Trump. Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha confermato al suo omologo di Teheran, Javad Zarif, che la Russia resta impegnata nel rispetto dell'accordo sul nucleare iraniano. Lo fa sapere il ministero degli Esteri russo riferendo di una conversazione telefonica tra i due ministri. "L'Iran ha appena testato un missile balistico capace di raggiungere Israele. E stanno anche lavorando con la Corea del Nord. Non è un granché di accordo quello che abbiamo": così il presidente americano, Donald Trump, commenta il test su un nuovo missile balistico eseguito da Teheran. L'Iran ha disposto l'invio di nuovi missili lungo le frontiere occidentali del Paese per potenziare il sistema di difesa aereo. Lo ha riferito il comandante della base di difesa aerea di Khatam al-Anbia, generale Alireza Elhami.    "Nuove attrezzature missilistiche sono state dispiegate nelle aree occidentali per rafforzare la copertura della difesa aerea delle regioni frontaliere", ha detto Elhami a Tasnim, aggiungendo che "la difesa dell'aria ha migliorato la propria preparazione per una risposta decisiva a qualsiasi atto di aggressione".


venerdì 20 ottobre 2017

3mila case in Cisgiordania

 [La paura fa vittime e basta.] Israele si appresta a dare il via alla costruzione di oltre 3.000 case in Cisgiordania: non solo negli insediamenti ebraici maggiori, ma anche in quelli più isolati e in quello all'interno di Hebron. Lo dice la Radio militare che cita una prossima riunione del Comitato di programmazione civile. La decisione, secondo Ynet, avrebbe l'avallo di principio dell'amministrazione Usa in base ad un accordo che scadenza gli annunci di nuove case ogni 3/4 mesi e non più ogni poche settimane. Alcune migliaia di donne israeliane e palestinesi hanno dato vita ad una manifestazione per la pace nella zona compresa fra la oasi di Gerico (Cisgiordania) e la città di Gerusalemme dove hanno poi eretto una 'Tenda della pace' che nei prossimi giorni ospiterà  dibattiti e tavole rotonde. L'iniziativa e’ giunta da una organizzazione denominata 'Donne fanno la pace' che ha  iniziato il mese scorso una marcia a tappe verso Gerusalemme partendo da Sderot (la città del Neghev colpita a ripetizione in passato da razzi palestinesi lanciati dalla vicina Gaza) per passare poi dagli insediamenti beduini del Neghev, e raggiungere quindi anche citta’ della Galilea, come Nazareth e Tiberiade. Una manifestazione si è svolta anche in un insediamento ebraico della Cisgiordania, Gush Etzion. Per questa ragioneassociazioni palestinesi hanno invocato un boicottaggio della manifestazione. Ma, secondo le organizzatrici, a Gerico si e' egualmente avuta una spiccata presenza di attiviste palestinesi. Il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha annunciato che la sua organizzazione ha raggiunto l'intesa con Fatah (il partito del presidente Abu Mazen) negli incontri al Cairo, grazie alla mediazione egiziana, sulla riconciliazione palestinese. "Fatah e Hamas - ha detto Haniyeh, citato dai media - hanno raggiunto un accordo all'alba di oggi grazie alla generosa mediazione egiziana". I dettagli dell'intesa saranno spiegati in una conferenza stampa quest'oggi, secondo il capo delegazione di Fatah Azzam al-Ahmad.

giovedì 19 ottobre 2017

Mafiosi e jihadisti in affari

[Le parole sono solo aria.] La guardia di finanza ha sgominato un'associazione a delinquere internazionale che riciclava gasolio libico rubato dalla raffineria libica di Zawyia, a 40 km ovest di Tripoli,trasportato via mare in Sicilia e successivamente immesso nel mercato italiano ed europeo. Militari del comando provinciale di Catania, con la collaborazione del Scico, a conclusione di un'indagine coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, hanno eseguito un'ordinanza del Gip effettuando sei arresti (3 in carcere e 3 ai domiciliari): due sono maltesi, due libici e quattro italiani. Altri tre libici sono ricercati. Uno è detenuto nel suo Paese. Dopo il furto il gasolio veniva scortato da milizie libiche e portato in Sicilia e poi immesso nel mercato italiano e europeo mediante una società maltese. Il traffico è stato monitorato con mezzi del Comando operativo aeronavale della Gdf. Nel report della Finanza si parla anche della rotta turca. "I gruppi jihadisti trasportano il greggio su camion al confine con la Turchia, dove broker e trader lo comprano pagando in contanti". Da qui il carico parte via mare o terra, seguendo in quest'ultimo caso una rotta che negli ultimi mesi sembra essere stata abbandonata. Certo è che la Turchia - sostiene l'intelligence italiana - ha sempre avuto un atteggiamento morbido nei confronti dei trafficanti siriani. Un anno fa i servizi russi accusarono il figlio del presidente turco Erdogan, Bilal, di essere "il ministro del petrolio di Daesh", indicando alcune società di sua proprietà attraverso le quali lo avrebbe commercializzato in Europa. Accuse che in Italia, dove Bilal ha vissuto e dove è stato indagato dalla procura di Bologna per riciclaggio, non hanno trovato alcun fondamento tant'è che il fascicolo, nel gennaio scorso, e’ stato archiviato.Qualsiasi sia la rotta, è un fatto che il greggio libico sia finito illegalmente via mare in Italia, in Turchia e a Malta, e via terra in Tunisia. Lo hanno dichiarato gli ispettori dell'Onu a giugno, in occasione dell'ultima risoluzione. Anche loro fermandosi al primo passaggio, cioè le raffinerie, senza però investigare se gli intermediari siano, o siano stati, collegati ai gruppi fondamentalisti. Come ha più volte spiegato il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, esistono "due potenziali punti di contatto " tra "terrorismo islamico e criminalità organizzata": la droga e il petrolio. Alcune indagini a Venezia e in Puglia hanno dimostrato l'interesse delle mafie per l'oro nero, secondo uno schema tipo: creano società fasulle all'estero, con oggetto sociale la commercializzazione di benzina; si accreditano, falsamente, come esportatori abituali; vendono direttamente ai gestori di pompe di benzina a prezzi ribassati; chiudono subito dopo la società. "Così raggiungono due obiettivi perché evadono l'Iva e riciclano denaro: due miliardi lo scorso anno in Italia", spiega Andrea Rossetti, presidente di Assopetroli.

Un commissario per Barcellona

 [Temere il mutamento? Ma che cosa potrebbe mai prodursi senza mutamento? Che cosa v’è di più caro e familiare alla natura universale? Tu stesso, potresti forse farti il bagno caldo senza che la legna si trasformi? O nutrirti, senza il metabolismo degli alimenti? E quali altre operazioni utili potrebbero mai compiersi senza il mutamento? Non vedi, allora, come anche il tuo stesso mutare sia della stessa specie e ugualmente necessario alla natura universale? Marco Aurelio] Il governo spagnolo si riunirà sabato a Madrid per attivare l'articolo 155 della costituzione dopo quella che considera una 'risposta negativa' del presidente catalano Carles Puigdemont all'ultimatum del premier Mariano Rajoy. Il governo spagnolo ritiene che il presidente catalano Carles Puigdemont "non abbia risposto" alle richieste di Madrid e andrà avanti nell'applicazione dell'art. 155, ha detto il portavoce dell'esecutivo spagnolo Inigo Mendez de Vigo. Un Consiglio dei ministri straordinario sabato approverà l'attivazione del 155, che sarà sottoposta al voto del Senato, per "ristabilire l'ordine costituzionale in Catalogna".Nella risposta all'ultimatum di Madrid il presidente catalano Carles Puigdemont invia un duplice messaggio: da un lato risponde implicitamente che l'indipendenza non è stata ancora dichiarata ricordando che il parlamento di Barcellona ancora non l'ha votata, ma minaccia anche di farlo, se Madrid non "fermerà la repressione" e applicherà il 155. Per il dirigente indipendentista Joan Tardà questa risposta dovrebbe "rendere più facile per il governo spagnolo fermare la macchina". Intanto agenti della Guardia Civil spagnola in borghese stanno effettuando una perquisizione nel commissariato di Lleida dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, riferisce Tv3. Gli agenti spagnoli, che agiscono su mandato di un giudice istruttore, intendono sequestrare le registrazioni delle comunicazioni interne del 1 ottobre, durante le operazioni di voto del referendum di indipendenza. Oggi alle 10 è scaduto l'ultimatum del premier spagnolo Mariano Rajoy al President Carles Puigdemont. Rajoy ha avvertito che altrimenti applicherà l'art. 155 della costituzione, che gli consente di commissariare la Catalogna. Con il rischio però di provocare un sollevamento catalano. Giornata di festa nazionale  in Spagna all'ombra del conflitto catalano, la crisi istituzionale più grave vissuta dal paese dalla fine della dittatura franchista. Re Felipe VI e il premier Mariano Rajoy assistono dalle 11 in Paseo de la Castellana a Madrid alla tradizionale sfilata militare, cui parteciperanno 3.800 soldati e uomini della Guardia Civil e della Policia Nacional, e 78 aerei. Il palco delle autorità è stato spostato quest'anno all'altezza dello stadio Santago Bernabeu del Real Madrid. Al ricevimento a Palazzo Reale erano presenti fra gli altri tutti i presidenti delle comunità autonome (regioni) spagnole, meno il catalano Carles Puigdemont e il basco Inigo Urkullu. Oltre 100 comuni catalani non hanno chiuso oggi per la festa nazionale spagnola della Hispanidad, riferisce Tv3. La festa nazionale spagnola interviene nel pieno della crisi fra Barcellona e Madrid. Fra i principali centri che non aderiscono alle celebrazioni spagnole le città di Girona e Badalona. Potrebbe avere i giorni contati il governo secessionista del presidente catalano Carles Puigdemont dopo la dichiarazione di indipendenza 'sospesa', che ha scatenato l'ira di Madrid. Il premier Mariano Rajoy ha attivato oggi la procedura per l'applicazione dell'articolo 155 della costituzione, che consente di sospendere di fatto l'autonomia catalana e destituirne il presidente e i ministri. Rajoy ha lanciato un ultimatum. Entro lunedì alle 10 del mattino Puigdemont deve chiarire se ha effettivamente dichiarato o meno l'indipendenza, attentando all' unità della Spagna. Entro giovedì dovrà "rettificare". Altrimenti Rajoy chiederà al senato di attivare 'l'arma atomica' del 155.  La procura spagnola ha chiesto l'arresto per sedizione per il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, Josep Lluis Trapero. La decisione del giudice è attesa dopo le 18. L'arresto di Trapero è stato chiesto dalla procura - riferisce Efe - per la presunta 'inazione' dei Mossos durante la repressione attuata dalla polizia spagnola il primo ottobre contro la folla ai seggi del referendum catalano. In mattinata era stata interrogata come imputata pure per presunta "sedizione" l'intendente dei Mossos Teresa Laplana, che il magistrato aveva lasciato in libertà imponendole però di non uscire dal territorio nazionale con ritiro del passaporto e l'obbligo di firmare ogni 15 giorni

martedì 17 ottobre 2017

Decalogo 41 bis

[L'anima si sbigottisce a ricordare. VIRGILIO]A 25 anni dalla introduzione del regime carcerario duro per i boss arriva per la prima volta una circolare che regolamenta la quotidianità della vita dei detenuti. Il provvedimento, una sorta di decalogo, mira a rendere omogeneo il trattamento dei carcerati al 41 bis di tutti gli istituti di pena. E' stato sottoscritto dal Direttore Generale dei Detenuti e del Dipartimento, Roberto Piscitello, vistato dal capo del Dipartimento Santi Consolo e condiviso con il Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo Franco Roberti. I diritti ed i doveri dei detenuti a 41 bis sono dunque ora stabiliti a livello centrale attraverso una serie di regole valide per tutti i detenuti in modo da evitare differenze nel trattamento carcerario che possano anche creare posizioni di potere. Finora la vita dei boss in regime di detenzione speciale era disciplinata genericamente dalla norma del 41 bis che nel tempo, proprio perché generica, ha richiesto l'intervento dei tribunali di sorveglianza per una specificazione. Il presidente Sergio Mattarella ha firmato e promulgato la legge chemodifica il codice antimafia.  Contemporaneamente ha però scritto al premier Paolo Gentiloni per segnalargli dei "profili critici" del provvedimento nonché per sottolineare la necessità che "il Governo proceda a un attento monitoraggio degli effetti applicativi della disciplina". Nella lettera al premier il presidente premette di aver "promulgato la legge non ritenendo che vi fossero evidenti profili critici di legittimità costituzionale".  La riforma che punta a velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale; rende più trasparente la scelta degli amministratori giudiziari; ridisegna l'Agenzia per i beni sequestrati; include corrotti, stalker e terroristi tra i possibili destinatari dei provvedimenti. Punto contestato, quest'ultimo, su cui però è passato anche un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere l'equiparazione mafioso-corrotto. Sono quasi 20 mila i beni confiscati alle mafie, tramite sequestro preventivo, a cui si aggiungono 2.876 aziende. Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale. Immenso il valore: quasi 30 miliardi, ma oltre il 90% oggi fallisce. Queste in dettaglio le misure previste dalla nuova norma. Per ragioni di salute, slitta di una settimana il processo in corso a Milano a Totò Riina imputato per minacce di morte al direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano. Lo ha deciso il Tribunale in seguito a una comunicazione del carcere di Parma in cui si spiega che il boss, detenuto al 41 bis, "non può essere al momento trasferito al di fuori della sezione detentiva" dell'ospedale della stessa città dove è ricoverato per via delle sue condizioni fisiche. Secondo fonti del Dap, Riina non è stato sottoposto ad alcun intervento chirurgico, come ipotizzavano alcune indiscrezioni. Questa mattina, spiegano le fonti, per un lieve malore, determinato pare da un calo di pressione, i sanitari del carcere non hanno autorizzato il suo trasferimento nella sala delle videoconferenze per il collegamento col tribunale di Milano dove era in corso il processo a suo carico. Riina ha allora rinunciato a partecipare al dibattimento che dunque è stato rinviato.

lunedì 16 ottobre 2017

Blogger uccisa a Malta

[Meglio mentire che confessare] La blogger Daphne Caruana Galizia è morta in circostanze ancora da accertare a Bidnija, nell'isola di Malta. Sarebbe rimasta vittima dell'esplosione della propria auto, una Peugeot 108, avvenuta intorno alle 15. Galizia aveva fatto un'inchiesta sui MaltaFiles.  L’isola dei cavalieri di Malta da sempre porto franco per per avasori, mafiosi e narcotrafficanti. Ricordo che negli anni 90 un noto imprenditore calatino aveva l’abitudine di portare ingenti somme, miliardi di vecchie lire a  Malta. Tanto da costituire una holding. Accusato, poi, nel 2000, di bancarotta fraudolenta, viene assolto dieci anni dopo perché il fatto non sussiste. La deflagrazione è avvenuta in una strada non molto distante dall'abitazione della giornalista. Quindici giorni fa la reporter aveva presentato denuncia alla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte.Il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, ha detto che si è trattato di un "barbaro attacco" e che "non riposerò fino a che giustizia non sia stata fatta. Tutti sanno - ha proseguito - che Caruana Galizia mi ha criticato fortemente sia a livello politico che personale. Ma nessuna rivalità - ha concluso il premier maltese - giustifica una morte del genere". Caruana Galizia stava indagando su scandali di corruzione che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie di Muscat, che sarebbe implicata nel caso dei Panama Paper. Il premier laburista ha sempre respinto le accuse a carico suo e dei propri familiari. La blogger era nota perché, in passato, aveva fatto luce su altri scandali dell'isola.   La giornalista Daphne Caruana Galizia, 53 anni, era uscita di casa da Mosta, una cittadina vicino alla capitale La Valletta. "Ci sono criminali ovunque si guardi adesso, la situazione è disperata". E' la frase finale dell'ultimo post pubblicato sul suo blog dalla giornalista, mezz'ora prima di rimanere uccisa.

A Lh interessa Az

[Meglio un nemico vero che un amico presunto.] Lufthansa ha presentato oggi una offerta per Alitalia, indicando il proprio "interesse nella creazione di una 'Nuova Alitalia'". Lo si legge in un comunicato della compagnia tedesca a poche ore dallo scadere dei termini per le offerte vincolanti per l'azienda italiana. "Lufthansa - si legge nella nota - ha ritenuto di non fare un'offerta per l'intera compagnia ma ha manifestato l'interesse solo per alcune parti" del traffico globale della compagnia e per l'attività point-to-point domestica ed europea. L'offerta, si legge nella nota, "comprende una proposta per una nuova struttura di Alitalia con modello di business focalizzato ("Nuova Alitalia"), che potrebbe dare origine a prospettive economiche nel lungo termine". Sono 7 i plichi recapitati oggi presso lo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. I Commissari Straordinari di Alitalia procederanno ora alla valutazione dei plichi stessi. E' quanto si legge in una nota. Interessata, invece, solo ad alcuni asset è il vettore low cost Easyjet. L'offerta è "coerente con l'attuale strategia" della compagnia inglese per l'Italia. "Considerata la natura del processo, il contenuto della proposta è soggetto a riservatezza", precisa il comunicato di Easyjet. Al momento, aggiunge, "non c'è certezza sul fatto che si vada avanti con una transazione e EasyJet fornirà un ulteriore aggiornamento a tempo debito se e quando sarà ritenuto idoneo". Lh ha pochi giorni fa ufficializzato l'acquisizione di Air Berlin, la compagnia tedesca low cost in amministrazione straordinaria: se l'è aggiudicata per un miliardo e mezzo di euro, dopo una gara che ha visto la partecipazione di easyJet. In ballo c'erano 140 velivoli e 8.500 lavoratori. Per il momento il colosso dei cieli tedesco ha optato per l'acquisizione di 81 aeromobili e 3mila persone.

domenica 15 ottobre 2017

Al Saracino interessa Az Airport

 [Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, 10.000 cani ne fanno una realtà. Cioran] La gara per la vendita dell'Alitalia entra nel vivo. Lunedì, infatti, alle 18 scadono i termini per la presentazione delle offerte vincolanti per Alitalia. In pole position appare essere Lufthansa che nei giorni scorsi ha dichiarato di essere interessata. C'è però un problema: la compagnia tedesca molto probabilmente presenterà un'offerta solo per la parte volo, mentre la gara per la parte terra della compagnia rischia di andare deserta. Anche se prenderebbe corpo l’interesse da parte della Gh Italia a rilevare Alitalia airport, società di handling di Alitalia a Fiumicino. Il Saracino vuole entrare a Fco, più volte ci ha provato ma con successi deludenti.  Prima con Groundcare tento’ l’ingresso al Leonardo Da Vinci qualche anno addietro, ma lo sbarco fallì miseramente. Con Consulta, per qualche mese, ha operato a Fco ma,poi, l’Enac ha deciso che il Saracino non poteva stare a Roma. Da allora, dopo avere metabolizzato l’affronto, il Saracino non si è dato pace tornando recentemente alla carica per, eventualmente, acquisire Az airport. Degli altri pretendenti, Ryanair si è già sfilata, alle prese con le migliaia di cancellazioni dei voli, mentre easyJet, che cambierà ceo alla fine dell'anno non appare interessata a portare avanti il dossier. In gara anche Etihad che però entrerebbe in gioco con Lufthansa, non potendo prendere più del 49,9% dell'Alitalia. A questo punto, avendo la parte volo dell'Alitalia 4.634 dipendenti, contro i 5.872 della parte terra, si porrebbe un problema di opportunità, anche politica. I commissari che dovranno poi esaminare le offerte ricevute, per le quali gli offerenti avranno tempo fino al 5 novembre per perfezionarle, non è detto che decidano di non ritenerle soddisfacenti e bandire una nuova gara. Intanto il Governo ha deciso di prorogare il prestito ponte alla compagnia. La norma fa parte del dl fiscale collegato alla manovra approvato dal Consiglio dei ministri. Il prestito ponte prevedeva una dotazione di 600 milioni messi a disposizione della compagnia alle prese con la ricerca di un nuovo proprietario. La scadenza era fissata all'inizio di novembre. Anche i commissari straordinari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, stanno lavorando su un orizzonte temporale che va oltre la possibile riuscita della gara in corso, con lo studio di nuove rotte sul lungo raggio per il 2018, in particolare verso il Nord America. Intanto si inasprisce lo scontro tra i sindacati e Ryanair. La Fit Cisl ha proclamato uno sciopero di 4 ore per il 27 ottobre prossimo a sostengo dei diritti dei lavoratori della compagnia aerea low cost, mentre la Filt Cgil ha annunciato l'avvio di azioni legali nei confronti del vettore irlandese a sostengo del diritto del sindacato di svolgere la propria attività all'interno della compagnia. Martedì prossimo, Filt, Fit e Uilt, saranno ricevuti al ministero dei Trasporti dove porteranno le loro istanze sul diritto di svolgere attività sindacale tra i dipendenti Ryanair. Bene che vada, la vendita si farà in primavera. Ma non è detto che succeda davvero: dopo la primavera arriva l'estate che per tutte le compagnie aeree del mondo è la stagione d'oro. E’ vero che di lì a poco i commissari dovrebbero restituire al governo italiano quasi 1 miliardo di euro, ma come insegna anche la concessione del nuovo prestito, i soldi pubblici, quando si parla di Alitalia sono una variabile indipendente del dl fiscale approvato in consiglio dei ministri prevede anche la proroga del prestito ponte per Alitalia al 30 settembre 2018. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. Perché di questo si tratta quando si parla della vendita Alitalia: nessuno vuole comprare tutta la compagnia in blocco, parte aviation cioè gli aerei, gli slot e i voli, più la parte handling, i servizi di terra, il carico dei bagagli, il chek in etc… Paradossalmente la parte di terra è la meno difficile da vendere perché più competitiva rispetto a quella dei voli. Il Saraceno sa benissimo che l’handling  è già stato abbondantemente bastonato dalle passate gestioni, soprattutto dieci anni fa al momento del passaggio dall’azionariato pubblico ai “patrioti” di Silvio Berlusconi. Il settore è stato ristrutturato, gli stipendi drasticamente ridotti e ora l’handling Alitalia non serve solo la compagnia di riferimento, ma i due terzi dei movimenti di Fiumicino, aeroporto destinato a un grande sviluppo nei prossimi anni.

sabato 14 ottobre 2017

CIG all’Airgest

 [Esagera te stesso e sminuisci il resto.] Il direttore generale Airgest Giancarlo Guarrera ha parlato chiaro: la riduzione dei voli previsto per quest’inverno che si aggira intorno al 70% all’aeroporto “Vincenzo Florio” non può non avere ripercussioni su tutto, a cominciare dal personale ovviamente. Si tratta dunque di una “condicio sine qua non”, una tappa obbligata quasi, date le difficili condizioni in cui si trova l’aeroporto di Birgi. “Ieri c’è stato un primo incontro con i sindacati – ha precisato Guarrera, e stiamo lavorando per un piano di solidarietà aziendale. I numeri di chi usufruirà degli ammortizzatori non sono ancora definiti e stiamo cercando di capire quanto e come incideranno sulla struttura. Il calo di traffico è un dato assodato e ci troviamo in imbarazzo perché è la prima volta che Airgest si trova ad affrontare un problema simile, è la prima volta cioè che Airgest si trova costretta eventualmente a ricorrere agli ammortizzatori sociali. E’ l’azienda tutta che rischia in questo momento e non c’è un distinguo fra azienda e lavoratori. Mi auguro che i pesi saranno proporzionati e proporzionali alle reali necessità di presidio e di mantenimento di obblighi di gestore aeroportuale. E’ ovvio che non si possono sguarnire alcune aree e va fatto un discorso globale. E’ una decisione difficile perché da un lato dobbiamo tenere conto che siamo sia fornitori di un servizio e dall’altro che siamo gestori di infrastrutture. Senza allarmismi ma con un sano realismo per non fare ancora del male ad un territorio provato dal problema sempre attuale della disoccupazione”. Un lungo inverno buio e freddo l’aveva già previsto il Presidente Franco Giudice in una nostra intervista qualche settimana fa.

venerdì 13 ottobre 2017

PROTESTA A LINATE

 [Fa violenza, sì, fa violenza a te stessa, anima mia!Non avrai più occasione di riscattarti: è breve la vita per ciascuno. E questa tu l'hai quasi interamente consumata senza portarti rispetto, ma anzi hai riposto nelle anime di altri la tua felicità... Quelli che non seguono i moti della propria anima, è inevitabile che siano infelici. Marco Aurelio] La CGIL, CISL,UIL, Ugl,flai,usb,adl…hanno indetto per oggi,dalle 14 alle 16,30 un presidio davanti alla zona arrivi di Linate. Dopo due anni di lotte e mobilitazioni, le decisioni dell’enac e i pronunciamenti di TAR e consiglio di stato hanno permesso alla Cooperativa di atterrare negli scali milanesi. Gli enti regolatori e di controllo hanno così lasciato ancora una volta soli i lavoratori a combattere questa battaglia di diritto ,civiltà e sicurezza. Il 17 ottobre il sindacato cub,presso saletta sindacale secondo piano,affronterà le problematiche dei dipendenti Aviapartner di Linate. Livelli non dati, ros determinati part time, senza acqua da bere se non a pagamento, spogliatoio vetusto … insomma, le cooperative sono già presenti.


Storia di Serpico palermitano

 [Nella storia non c’ è posto per i quesiti.] Se non fosse stato per la caparbietà e il rigore investigativo del giudice Giovanni Falcone, e anche per l'ostinazione dei familiari di Emanuele Piazza, la verità sulla misteriosa scomparsa di questo ragazzo - ex poliziotto sparito da Palermo a 29 anni, nel 1990 - non sarebbe mai venuta fuori. Sarebbe rimasto uno dei misteri d'Italia, tanto più che dietro a questo caso sarà svelato, moltissimo tempo dopo, un intrigo di servizi segreti, mafia, omertà, amicizia tradita e quanto di più oscuro si possa immaginare. Lo scrittore palermitano Giacomo Cacciatore ricostruisce questa vicenda drammatica e inquietante nel libro-verità "Uno sbirro non lo salva nessuno" (p. 192; 18,00 euro), che ha come sottotitolo "La vera storia di Emanuele Piazza, il Serpico palermitano" Dario Flaccovio Editore. Questa "non fiction novel", basata su atti giudiziari e testimonianze dei familiari di Emanuele, ha la prefazione di Giuseppe Pizzo, autore e inviato della trasmissione "Chi l'ha visto?" di Rai 3, nonché ex poliziotto dello Sco di Roma. Perché Emanuele Piazza andava in giro con una lista di nomi di 136 sanguinari latitanti di Cosa nostra? Perché accanto a ogni nome era segnata una taglia milionaria? Chi lo aveva incaricato segretamente di dare la caccia ai boss? Come mai, quando Emanuele sparì, nessuno si assunse la responsabilità di quell'incarico, addirittura negandolo? Concedendo soltanto qualche brano a una divagazione letteraria su Frank Serpico, un eroe dell'adolescenza di Emanuele, Giacomo Cacciatore, in questo libro, risponde a tutte queste domande. E le risposte sveleranno la verità su una vicenda che ancora oggi viene accostata al fallito attentato alla villa di Falcone all'Addaura, all'omicidio dell'agente di polizia Nino Agostino e di sua moglie Ida e a tanti altri casi tuttora irrisolti.  

Il suicidio imperfetto

 [Chi lasciala tana per troppo tempo, poi non pianga… si sa ogni cagna ha freddo.] Il 6 marzo 2013, dopo aver avvisato la moglie che stava rientrando a casa, David Rossi, il capo della comunicazione di Mps e da dieci anni braccio destro di Giuseppe Mussari, viene trovato morto nel vicolo sotto la finestra del suo ufficio. Per i magistrati di Siena titolari del fascicolo, Nicola Marini e l’aggiunto Aldo Natalini, è sin da subito un suicidio. Due anni dopo una nuova inchiesta, avviata dal pm Andrea Boni, ha reso evidenti tutte le falle, le carenze, i buchi della prima indagine con atti ritenuti dagli stessi periti nominati dalla procura al limite della sciatteria. Il libro “Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto” (in libreria da giovedì 12 ottobre per Chiarelettere) ricostruisce l’intera vicenda proprio attraverso le carte delle inchieste per scoprire che il suicidio, come ipotizzato dai magistrati, non è l’unico scenario plausibile. Sono troppe le cose che non tornano nella ricostruzione compiuta dalla magistratura. Sia per quanto riguarda il prima, sia il durante sia il dopo la morte di David Rossi. Reperti spariti o addirittura distrutti dagli stessi magistrati prima ancora di analizzarli, elementi fondamentali come tabulati e video registrati dalle 12 telecamere mai acquisiti, persone presenti in Mps non convocate né sentite, analisi scientifiche nell’ufficio e nel vicolo dove è stato trovato il cadavere mai compiute.
La Procura della Repubblica di Siena, ha deciso di pubblicare integralmente sul proprio sito l'ordinanza di archiviazione del gip Roberta Malvasi depositata in data 4 luglio 2017. La scelta arriva per soddisfare le esigenze di una completa informazione dopo la richiesta, "da più parti", di fornire "chiarimenti in merito alle asserite criticità ed anomalie dell'indagine relativa alla morte di David Rossi"."Conoscevo David, la sua moralità, la sua voglia di vivere, il suo amore per la famiglia. E questo mi dà la forza di dire: andiamo avanti senza tralasciare alcuna pista, anche quella del più odioso pettegolezzo. Io ho la certezza che mio marito sia stato ucciso, che qualcuno l'ha gettato dalla finestra del suo ufficio. Spero si torni a indagare". Lo dice al Corriere della Sera Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi."Ricordando quegli ultimi giorni oggi ho la sensazione che David fosse minacciato", aggiunge. "Era un uomo che aveva paura di essere ucciso. Anche una situazione di stress come quella non poteva giustificare la sua agitazione. Non lo avevo mai visto così, a fargli così tanta paura non poteva essere solo preoccupazione lavorativa e un'inchiesta nella quale oltretutto lui non era neppure indagato". 

CIG alle poste(Sda)

 [Accontentarsi è umiliarsi.] "Apriamo una procedura per la cassa integrazione, non vogliamo penalizzare i lavoratori con i licenziamenti". Così l'amministratore delegato di Sda, Paolo Rangoni, al termine del tavolo al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza relativa alla società, controllata da Poste, che si occupa della distribuzione dei pacchi. L'azienda, che ha 1500 lavoratori diretti, sta infatti subendo le conseguenze dei blocchi dell'attività in particolare nel sito di Milano dove lo stallo prosegue da settimane, sostenuto dal sindacato di base. Rangoni spiega che l'obiettivo dell'avvio della procedura per gli ammortizzatori sociali non ha come fine i licenziamenti: "ci vorranno 75 giorni per attivarla. Lo facciamo per senso di responsabilità, per non lasciare nulla di intentato, per non privarci di alcuno strumento visto che ancora non conosciamo l'impatto sui volumi". Oggi la cig è già attiva per i lavoratori indiretti (8.500) a breve potrebbe quindi estendersi anche ai diretti.