sabato 30 settembre 2017

Varoufakis a Palermo

[Chi ti da la mano nasconde il coltello.]  Yanis Varoufakis sarà a Palermo domenica primo ottobre, alle 18.30, ai Cantieri culturali della Zisa (Cinema De Seta), per dialogare con la città su temi quali Europa, Accoglienza, Migranti e Interazione. Sarà l'unica tappa siciliana di un breve tour che lo vedrà in Italia per 4 giorni, passando dalla Fondazione Feltrinelli di Milano al Festival Internazionale di Ferrara. Con Varoufakis, il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e Lorenzo Marsili, coautore (con lo stesso Varoufakis) de "Il terzo spazio" (Laterza). Tra gli ospiti Andrea Cusumano, Davide Camarrone, Antonella Leto e Veramor. Previste anche delle testimonianze video di Noam Chomsky e Bifo. Al termine dell'evento, si terrà un dibattito aperto alle domande del pubblico. L'obiettivo? Una sfida alla politica nazionale, ormai logora. Con questa voglia di rinnovamento e di unità transnazionale, nasce la sfida di DiEM25, il neo movimento politico transeuropeo lanciato nel 2016 (che conta già oltre 70.000 iscritti, tra i quali, numerosi sindaci - da Ada Colau a Luigi de Magistris - e personalità della cultura quali Brian Eno e Noam Chomsky) che guarda con interesse anche l'appuntamento delle politiche europee del 2019. Da citare, la collaborazione di Diem25 su questo evento con il Festival delle Letterature Migranti, felice esempio di impegno culturale in favore dell'interazione e del dialogo tra culture diverse. 

mercoledì 27 settembre 2017

I sub appalti del Saracino

[Chiunque salva prima se stesso] Lo scalo di Palermo, che fino a pochi mesi fa veniva definito da alcuni sindacalisti il migliore scalo del Saracino, non riesco a immaginare gli altri scali. Dopo la retorica del premio produzione, non si capisce secondo quale logica economica, pur avendo il 100% dei vettori di linea non riesca a fare utili, forse il Saracino dovrebbe fare autocritica, in tutti questi anni non ha fatto altro che chiedere soluzioni ai sindacati e aiuti allo stato. Nel documento congiunto  si parla di necessità aziendale per  conseguire livelli di efficienza economica ben più elevati, per le finalità competitive e concorrenziali. Concorrenziali a chi? Aviapartner Palermo può essere considerato un competitore? Siamo seri … è più realisti. I vertici di Gh a Palermo non sono, pur avendo i presupposti, in grado di raggiungere quell’efficienza economica tanta sbandierata in sede sindacale, ma mai perseguita. Aurelio avrebbe cambiato già allenatore.  Oggi  nel corso dell’incontro sindacati - Gh Palermo la Rappresentanza sindacale  evidenzia e da chiarimento al tavolo di aver già provveduto a segnalare, anticipatamente rispetto alla data odierna, quale argomento esclusivo di disamina, le ipotesi di economicità che l’azienda volesse percorrere attraverso eventuali forme di esternalizzazione, a mezzo di ricorso a soluzioni di subappalto; l’azienda, assumendone il chiarimento in questa sede, esprime la piena disponibilità a discuterne in sede di disamina, non essendone un aspetto distinto o disgiunto; in particolare si chiarisce sin d’ora che l’azienda non può escludere, anzi ricercherà, ipotesi di servizio, in pieno rispetto e ottemperanza di previsioni contrattuali e regolamentari, che possano contribuire ad apportare benefici di economicità complessiva, in modo da ridurre il rapporto tra costi fissi e risultato d’impresa. Come già indicato nel documento di mobilità, l’azienda ha già escluso qualsiasi eventuale interferenza tra ipotesi di ricorso a forme di servizio e le criticità di assetto organico che riguardano la procedura di cui alla presente. L’azienda rinnova i contenuti del documento di apertura della procedura di mobilità, quanto anche l’entità degli esuberi denunciati, ad ogni evidenza inferiore a quella di cui alla procedura ultima del 16/05/2016, nonché più contenuta e limitata, rispetto al dato reale ritenuto, per delimitare la criticità stessa, entro cui ricercare soluzioni perseguibili, alla luce delle intese e dei percorsi di gestione degli esuberi fin qui attuati. Premesso quanto sopra, le OO.SS., pur contestandone l’entità del problema denunciato, si dichiarano responsabilmente presenti ad esaminare a fondo le ragioni della procedura e la dimensione esatta del problema, al fine di individuare, se ed ove possibile, le migliori ipotesi, per la migliore condizione praticabile di salvaguardia aziendale. L’azienda rinnova in questa sede di disamina la propria disponibilità, già dichiarata nel documento di mobilità, a valutare la prosecuzione del ricorso all’ammortizzatore sociale del contratto di solidarietà; tuttavia, date le vigenti condizioni di fruizione dell’ammortizzatore sociale, non appare sostenibile dare corso a tale strumento, indipendentemente dalla ricerca e dall’attuazione di altre ipotesi che favoriscano il conseguimento di presupposti di maggiore efficienza organizzativa, ai fini del recupero di maggiore competitività concorrenziale e tenuta nel mercato e dei livelli occupazionali. Discusso tutto quanto sopra, le parti determinano la chiusura, con accordo, della procedura, come segue: la stipula di un contratto di solidarietà, per applicazione dell’ammortizzatore sociale a copertura del periodo ottobre 2017 fino al 31/05/2018, secondo accordo dedicato, tenuto conto della verifica dei numeri idonei a determinare l’entità più esatta della riduzione oraria, rispetto agli esuberi denunciati dall’azienda: le parti si danno impegno ad incontrarsi giorno 04/10/2017, alle ore 11,30, presso la sede aeroportuale. 

Ryanair molla Alitalia

[Se salvi qualcuno lo sapranno in cento.] Ryanair ha fatto sapere inoltre che non porterà avanti l'interesse per Alitalia. La società "eliminerà tutte le distrazioni per il managemet a partire dal proprio interesse per Alitalia. Abbiamo notificato ai commissari che non porteremo avanti l'interesse in Alitalia né presenteremo alcuna ulteriore offerta per l'aviolinea", si legge in una nota. Ryanair ha annunciato che rallenterà la crescita prevista per la stagione invernale, facendo volare 25 aerei in meno a partire da novembre e 10 in meno da aprile 2018. Lo si legge in una nota della low cost irlandese, in cui si precisa che riducendo il programma dei voli in maniera controllata sarà possibile "eliminare ogni rischio di ulteriori cancellazioni, perché un rallentamento della crescita crea molti aerei e equipaggi di riserva nelle 86 basi" della compagnia previste per quest'inverno. Questa misura, si spiega nella nota, porterà ad una "leggera riduzione" del traffico per la compagnia per quest'anno e il prossimo: la crescita mensile dal 17 novembre al 18 marzo rallenterà dal 9% al 4%, mentre il traffico annuale attualmente di 131 milioni di passeggeri si ridurrà a 129 milioni, che rappresenta un +7,5% dallo scorso anno. Per la stagione estiva 2018, con la flotta che si ridurrà da 445 a 435 aerei, Ryanair prevede che il traffico al marzo 2019 rallenterà da 142 a 138 milioni di passeggeri (con un tasso di crescita del 7%). La revisione dei voli annunciata da Ryanair coinvolge "meno di 400mila persone" che hanno effettuato la prenotazione, precisa la compagnia aerea, ricordando che i passeggeri coinvolti hanno già ricevuto una email che offre "voli alternativi o un pieno rimborso del biglietto. Hanno anche ricevuto un voucher da 40 euro (80 col ritorno) che gli permetterà di prenotare un volo Ryanair fino a marzo 2018".In particolare, saranno sospese 34 rotte. Di queste, 11 sono provenienti o dirette verso aeroporti italiani. È quanto emerge dalla lista delle 34 rotte pubblicata da Ryanair. In particolare 7 rotte interessano lo scalo di Trapani (di cui 3 con città europee e 4 collegamenti nazionali con Parma, Genova, Roma e Triste). Saltano anche le rotte tra Venezia e Amburgo e Sofia; il collegamento tra Pisa e Sofia e quello tra Palermo e Bucarest. Il costo totale delle cancellazioni di voli effettuate da Ryanair la scorsa settimana dovrebbe essere inferiore ai 25 milioni di euro. Lo si legge in una nota della low cost irlandese, che non prevede che le cancellazioni "alterino le attuali guidance per l'anno". Un completo aggiornamento su questi dati, precisa la nota, verrà fornito agli azionisti durante la presentazione dei risultati semestrali prevista il 31 ottobre.

Depotenziati i pretoriani Aviapartner Pmo

[Riconosciuta la santità di Madre Teresa. Ha vissuto per anni in India senza sparare a nessun pescatore. spinoza.it] Se accetti la sconfitta hai già vinto la prossima sfida. Se poi hai dato il massimo, in questi lunghi anni, hai la certezza che non hai colpe. Se, poi, aggiungi che chi non ti vuole non ti merita non ti resta che partire. Alla fine solo due non hanno conciliato. I nove che resteranno penseranno di essere stati scelti perché capaci, ma sono solo furbi, e i furbi non durano. Hanno conciliato ieri, come da accordo, percepiranno il 70% dello stipendio, fino all’ultimo si erano illusi che loro erano intoccabili. Mario Longo resterà a Palermo perché ritenuto esperto nel fare i turni, dunque dovrà gestire il nulla. Pizzo (responsabile della  sefty), Musto (istruttore accademy) Sassano (trainer) Patti,Pecorella (coordinatore dei ros), Cannella i meccanici (2) sono indispensabili per tenere efficienti i mezzi che poi userà, in inverno, la concorrente Gh. Dimenticavo, in inverno Aviapartner ha zero voli, deve solo gestire il presidio notturno. Dal primo di ottobre dovrebbe pulire gli aeromobili, che pernottano a Palermo,  clienti della Gh. Gh che oggi incontrerà i sindacati per discutere la mobilità per 68 unità. Il collegamento Palermo-Londra Heathrow di British Airways sarà operato anche d’inverno. La compagnia di bandiera inglese ha infatti deciso di continuare a proporre ai propri ospiti la rotta, che fino ad oggi era attiva solo nei mesi estivi, anche d’inverno. Dal 29 ottobre i voli British Airways opereranno due volte a settimana, il venerdì e la domenica, tra la capitale inglese ed il capoluogo siciliano.

Vendemmia -26%

[Sono nato giornalista e voglio morire da giornalista. Leo Valiani] Una vendemmia scarsa, mediamente in calo del 26,1% lungo i filari di tutta la Penisola, e complessa nella gestione in cantina. Quest'anno fare il vino non sarà un gioco da ragazzi ma ''nonostante il calo produttivo, con previsioni di raccolta poco al di sopra sopra i 40 milioni di ettolitri, l'Italia conferma il primato produttivo mondiale del nostro Paese davanti a competitor del calibro di Spagna (38,4 mln) e Francia (37,2 mln)''. È il quadro della campagna vinicola - elaborato da Unione Italiana Vini e Ismea per l’Osservatorio del Vino, ed illustrato, presso la sede del Mipaaf, da Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini (Uiv). ''La flessione produttiva - ha detto il neo presidente Uiv - ci sprona a lavorare con maggior decisione per incrementare il valore del prodotto e delle nostre esportazioni. I primi mesi del 2017 - precisa Ernesto Abbona - segnano un recupero del prezzo medio a litro che, però , ancora non basta: dobbiamo cogliere il trend di ripresa di questi mesi (+6,4% in valore) per migliorarlo ulteriormente, anche per rispondere in maniera adeguata al generale aumento dei prezzi dei vini all'origine registrato nelle diverse aree del paese, che aiuta a stabilizzare la sostenibilità economica di tutti gli anelli della filiera. È chiaramente presto per fare proclami, ma mantenendo questo ritmo di crescita a fine anno si potrebbe arrivare alla soglia dei 6 miliardi di euro per un volume superiori ai 21 milioni di ettolitri''.

martedì 26 settembre 2017

La 'ndrangheta in Lombardia

[Tutti sanno che una cosa è impossibilie da realizzare, finché  arriva uno sprovveduto che non sa e la inventa. Albert Einstein] L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Monza e dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano ha portato a  27 misure cautelari: 21 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 interdittive. Arrestato, fra gli altri, il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza (FI). Indagato per corruzione l'ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani (FI), attualmente consigliere regionale. A Mantovani, già arrestato due anni fa in un'altra inchiesta, non vengono contestati reati di mafia. I soggetti colpiti dalle 27 misure cautelari sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale. L'inchiesta dei carabinieri, partita nel 2015, e che porta la firma dei Pm monzesi Salvatore Bellomo, Giulia Rizzo e del Procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti e dei Pm della DIA Alessandra Dolci, Sara Ombra e Ilda Boccasini, rappresenta una costola dell'indagine "Infinito", che nel 2010, sempre coordinata dalle procure di Monza e Milano, aveva inferto un duro colpo alle "Locali" 'ndranghetiste in Lombardia. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, nel corso della conferenza stampa, ha osservato che "in Lombardia c'è un sistema fatto di omertà e di convenienza da parte di quelli che si rivolgono all'anti Stato per avere benefici. Con il maxi blitz di oggi contro la 'ndrangheta in Lombardia "è stata individuata una delle persone che era rimasta fuori" dagli arresti dell'operazione 'Infinito' del 2010 e che partecipò in quell'anno al noto summit in un centro intitolato alla memoria di Falcone e Borsellino. Lo ha spiegato il procuratore aggiunto della Dda Ilda Boccassini in conferenza stampa precisando che un altro dei dati emersi dalle indagini "purtroppo è la violenza gratuita" manifestata dagli affiliati alle cosche. Nell'ambito della maxi inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Brianza e in Lombardia è stato arrestato anche il sindaco di Seregno (Monza) Edoardo Mazza, di Forza Italia.  E' accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti. A legare a "doppio filo" politica e 'ndrangheta, secondo l'inchiesta della Procura di Monza e della Dda di Milano, sarebbe stato un imprenditore edile di Seregno il quale avrebbe intrattenuto rapporti con politici del territorio, e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità organizzata. Il suo ruolo sarebbe stato "determinante" per l'elezione del sindaco arrestato, secondo le ricostruzioni degli inquirenti. Il suo interesse era quello di ottenere dai politici una convenzione per realizzare un supermercato nel monzese.  I presunti esponenti della 'ndrangheta arrestati stamane erano, secondo le indagini, dediti al traffico di droga ed alle estorsioni. Le indagini hanno portato all'identificazione del sodalizio legato alla Locale della 'ndrangheta di Limbiate (Monza) composto da soggetti prevalentemente originari di San Luca (Reggio Calabria), che secondo l'accusa aveva avviato in provincia di Como un ingente traffico di cocaina, ed è ritenuto responsabile di alcuni episodi di violente estorsioni nella zona di Cantù (Como). Il sindaco di Seregno Edoardo Mazza invitava la popolazione "a non aiutare gli accattoni. Basta dare soldi a chi chiede l'elemosina. Chi ha davvero bisogno è già aiutato dal Comune. Gli accattoni sono una delle piaghe che affliggono la nostra città. Sono ovunque - aggiungeva - e non sappiamo più come trovare una soluzione". Sul suo profilo Facebook campeggia lo slogan "serietà, concretezza e passione" e anche un post che segnala che "ogni giovedì alle ore 12:30 in diretta streaming" il sindaco si fa trovare "a tu per tu" con i cittadini. Nella diretta del 31 agosto il sindaco Mazza si era presentato con una forbice, dopo lo stupro e l'aggressione avvenuti a Rimini. "Questo è lo strumento che molti vorrebbero utilizzare per punire gli animali che hanno compiuto questo efferato delitto. Non è rappresentativo del mio stato d'animo ma se fossi il genitore di quella ragazza" - ha aggiunto - "altro che forbice utilizzerei...". L'ultima diretta è stata dedicata al tema della sicurezza e del bisogno dei cittadini di essere "supportati da uomini in divisa", di cui ha detto di aver parlato con carabinieri e polizia locale. "Sono un avvocato di 38 anni, da sempre appassionato di politica, a cui mi sono dedicato per 10 anni", si descrive sul social network definendosi anche un "moderato".

lunedì 25 settembre 2017

Vittime del job act in Gh Palermo?

[Fissare degli obiettivi è il primo passo per trasformare l'invisibile nel visibile.Anthony Robbins] Il presidente Scalia, dopo l’entusiasmo per l’utile riportato nei conti della Gh Palermo (ben 50 mila euro), oggi ha firmato l’apertura della mobilità a Punta Raisi, scalo che sembrerebbe tra i migliori del Saracino. Mercoledì, alle ore 12,30 l’azienda incontrerà i sindacati. Dopo la vertenza Aviapartner è la volta di Gh, meno male (Ambrogio) che lo scalo di Palermo è in crescita. La  Gesap cosa farà visto che, con il suo 20%, è azionista di minoranza in Gh Palermo? Fotocopia del documento, anche qui di sei pagine, già presentato a Catania, non si parla di Wind jet e Meridiana, ma di Alitalia che dovrebbe dare a Gh solo un milione e mezzo di euro. Su un totale di 313 teste,  68 sarebbero di troppo. È solo una coincidenza se l’esubero coincide con il numero degli stabilizzati, gli ex stagionali? A Punta Raisi con il job act sono stati assunti, oltre agli ex stagionali, i figli dei dipendenti che sono andati via volontariamente, ma anche gli scappati che con la clausola sociale sono andati da Aviapartner in Gh. Elevatissimo sarebbe l’assenteismo che raggiungerebbe il 25%. Gli esuberi potrebbero aumentare se Alitalia dovesse fallire, possibilità che il Saracino non esclude. Davanti a questi numeri il sogno dei dipendenti Aviapartner di Palermo è diventato un incubo, può una azienda licenziare e poi, contemporaneamente, affidare ad altri i lavori che non riesce a fare? Purtroppo sì se il sindacato è complice!



Gh Catania:192 esuberi

[Non c’è niente che non abbia costo.] Profeta in patria, ieri anche Gh Palermo ha dichiarato lo stato di crisi, con relativi esuberi e l’immancabile mobilità. Sembra un copia e incolla del documento già precedentemente presentato a Catania. Dello stato di crisi di Palermo ne parleremo nel prossimo post. Convocati i sindacati per mercoledì alle ore 12,30 presso lo scalo di Palermo Punta Raisi. In attesa della deflagrazione  della bomba a Palermo Punta Raisi, dove i bene informati parlano di circa 40 esuberi in Gh Palermo, il Saracino ha già dichiarato che a Catania i conti non tornano e siccome è sempre la somma che fa il totale … Tra Catania e Comiso la Gh Catania ha 496 lavoratori, pari a 417,57 FTE. A seguito delle dinamiche commerciali, in particolare, ma non solo, con riferimento ad alcuni vettori, tra cui: Wind jet, air one e Meridiana; gli sviluppi e gli esiti della crisi Alitalia che coinvolge tutto il network Gh (il Saracino avanzerebbe sei milioni di euro), il contratto di servizio a favore del gestore dello scalo catanese, in via di scadenza, anch’esso non poco rilevante nell’ambito dei servizi aziendali resi nel sito … La Gh Catania, in un documento del 22 settembre, comunica che avrebbe, nelle varie figure, 192 esuberi. La Gh Catania si riserva di valutare qualsiasi ipotesi di incentivazione alla fuoriuscita senza opposizione al licenziamento, senza escludere la disponibilità alla modifica del rapporto contrattuale in termini di maggiore flessibilità e risparmio economico; nel caso di accordi, anche individuali, tesi alla modifica del rapporto contrattuale in senso e nella direzione di un accrescimento delle capacità aziendale di generare condizioni di flessibilità operativa, utile e necessaria per accrescere il livello di efficienza competitiva a vantaggio dell'assistenza delle compagnie aeree e, più in generale, dell’utenza aeroportuale. 

La mafia delle pari opportunità

[Esigere è meglio di chiedere.] "Donne d'onore", a Gela, che "gestivano aziende" familiari con polso fermo e deciso nel traffico della droga e nelle estorsioni, al posto dei mariti detenuti in carcere. I carabinieri hanno sgominato la banda eseguendo sette provvedimenti cautelari. Quattro gli ordini di custodia cautelare. Riguardano Nicola Liardo, 43 anni, il figlio, Giuseppe, di 20, e il genero, Salvatore Raniolo, di 27, nonché Salvatore Crisafulli, di 39, di Catania. Arresti domiciliari invece per due delle tre donne coinvolte nell'inchiesta, Monia Greco, 40 anni, di Gela, moglie di Nicola Liardo, e Maria Teresa Chiaramonte, 44 anni, di Catania, moglie di Crisafulli. La terza donna, Dorotea Liardo, di 22, figlia di Nicola e moglie di Raniolo, è stata sottoposta all'obbligo di firma. Ai sette, a vario titolo, vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso, estorsione aggravata e danneggiamento a colpi di arma da fuoco.

S&P declassa Cina

[Le monete hanno sempre due facce.] Il taglio del rating da AA- ad A+, con outlook stabile, annunciato  da Standard & Poor's sulla Cina è una "decisione sbagliata": il ministero delle Finanze cinese, in una nota sul sito web, accusa la mossa di "trascurare solidi fondamentali economici della Cina e sviluppo potenziale". Il focus di S&P "su crescita di credito e debito è in prevalenza frutto di vecchie discussioni. È un peccato che le agenzie di rating internazionali abbiano letto male l'economia cinese con vecchie mentalità ed esperienze prese dalle economie sviluppate. Il taglio di S&P, il primo dal 1999, nasce dal forte aumento di rischio economico e finanziario per la prolungata fase di crescita dei prestiti all'economia. Il downgrade è il secondo deciso da un'agenzia internazionale quest'anno dopo l'analoga mossa presa a maggio da Moody's, al ribasso per la prima volta dal 1989, che provocò una reazione altrettanto piccata del ministero delle Finanze. Nonostante tutto, il ministero rilevò nell'occasione che la Cina era riuscita comunque ad assicurare la stabilità al suo sistema finanziario. Proprio la prevenzione dei rischi e la stabilità dei mercati finanziari sono stati due temi molto importanti trattati a  luglio nella National Financial Work Conference, organismo che si riunisce a porte chiuse ogni cinque anni con l'obiettivo di definire indirizzi di policy in materia finanziaria. Hong Kong perde la tripla A di Standard & Poor's, scivolando ad AA+, all'indomani del taglio ad A+ (da AA-) deciso dall'agenzia internazionale di rating sulla Cina, in base ai rischi collegati ai stretti legami bilaterali.


Le donne del governatore

[Abituati a considerare con estrema attenzione le parole degli altri, e per quanto puoi entra nell'anima di chi sta parlando. Marco Aurelio]  I giudici d'appello della Corte dei conti per la Regione siciliana hanno condannato Anna Rosa Corsello, dirigente regionale da un anno in pensione, a pagare alla Regione siciliana 163.730 euro. La Corte (presieduta da Giovanni Coppola, relatore consigliere Tommaso Brancato) ha ritenuto l'ex dirigente, nominata liquidatrice delle società partecipate Multiservizi spa e Biosphera spa, responsabile del danno arrecato alla Regione per avere liquidato e pagato a se stessa la somma che ora dovrà risarcire, per i compensi di liquidatrice delle società. I giudici hanno respinto sia l'appello principale presentato dall'ex dirigente che quello incidentale della Procura della Corte dei conti e, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato Corsello per aver violato, a proprio beneficio, il principio della onnicomprensività della retribuzione dei dirigenti pubblici che non possono cumulare la propria retribuzione con ulteriori compensi provenienti da altri incarichi, ancorché autorizzati. La Corte dei conti condanna la segretaria generale di Palazzo d'Orleans Patrizia Monterosso per i fondi extra budget erogati agli enti di formazione. La sentenza è definitiva, perché la Monterosso era stata già condannata in primo grado. I magistrati contabili hanno dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla principale collaboratrice, dentro l'amministrazione, di Rosario Crocetta. E hanno rigettato integralmente quelli del deputato regionale Santi Formica, dell'ex assessore Luigi Gentile, dell’ex dirigente generale Alessandra Russo e dei burocrati Maria Carmela Di Bartolo e Nino Emanuele. Per tutti, dunque, confermata la sentenza di primo grado. Accolto invece il ricorso di Raffaele Lombardo e del dirigente Salvatore Di Francesca che vengono assolti. Aurora Notarianni meriterebbe  il 10, per il solo fatto di non aver prodotto guai, di non aver fatto danni. Un punto in meno per essersi resa disponibile ad accettare questo incarico: una manovra che rischia di apparire puramente “elettorale”: in 40 giorni e in una fase in cui il governo potrà occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione, la sua presenza non cambierà il corso di questa legislatura. A Luisa Lantieri (Autonomie locali e Funzione pubblica) Le va riconosciuto il pregio di aver resistito. Dopo l’esperienza del primo assessore alla Funzione pubblica Patrizia Valenti, quell’assessorato è stato una specie di “porto di mare”: da Marcella Castronovo a Ettore Leotta a Giovanni Pistorio, le avventure degli assessori responsabili di quel ramo duravano spesso pochi mesi. Luisa Lantieri ha retti, poi, anche alle pressioni giunte fin dal suo insediamento, quando qualcuno – dimenticando altre e più spinose situazioni in giunta – sollevò un possibile conflitto di interessi. Chi ha avuto a che fare con lei le ha riconosciuto competenza in materia, in un settore complicato e dove ancora molte cose vanno risolte: dalla vicenda delle ex Province alle stabilizzazioni dei precari. Qualche punto in meno per essersi prestata a qualche operazione: come la chiamata nel suo ufficio di gabinetto di un consulente del governatore per facilitarne la nomina al vertice di Ircac. Carmencita Mangano (Famiglia e lavoro) arriva in pieno “ciclone disabili”, dopo le dimissioni di Gianluca Micciché. E si mette a lavorare. Anche ad altre emergenze come quelle riguardanti i lavoratori di quelli che furono gli sportelli multifunzionali. Parti sociali e diretti interessati le riconoscono di essersi impegnata anche durante il periodo estivo. Ora cerca l’approdo all’Ars. Serviva più tempo per “testarne” le reali capacità amministrative. Vania Contrafatto (Energia) arriva  su una poltrona scomoda, anzi scomodissima. Dentro i gineprai delle riforme dei rifiuti e dell’acqua, dentro il caos sui termovalorizzatori e sulle discariche. Lei prova a schivare i colpi che nel frattempo si danno di santa ragione il suo “sponsor” in giunta Davide Faraone (in rappresentanza del governo nazionale) e Rosario Crocetta (che piazza come dirigenti generali sempre dei fedelissimi). Il risultato alla fine è magro. Ma lei attraverso lo sfacelo con relativa leggerezza, riuscendo a evitare di finire fuori dal governo all’ultimo rimpasto. Resiliente. Mariella Lo Bello (Attività produttive e vicepresidente) a differenza di molti colleghi in giunta a lei si deve dare atto di essere stata tra le più fedeli al governatore. Un dato che va sottolineato, a prescindere dalla valutazione sull’operato del presidente. Donna per tutte le stagioni, ha rappresentato anche, però, il caso delle giunte di Crocetta: assessore al Territorio, poi segretaria particolare di Crocetta, quindi assessore alla Formazione, poi brevemente alle Infrastrutture, quindi alle Attività produttive oltre al ruolo di vicepresidente. Non lascia grossi segnali, ma piace ai “padroni” di Palazzo d’Orleans: quanto basta per guadagnarsi una nuova candidatura col Megafono.

Moody's boccia Regno Unito

[Scegli sempre dove stare.] L'agenzia di rating sostiene che la decisione del governo britannico di lasciare il mercato unico europeo dal 29 marzo 2019 "sarà negativo per le prospettive di crescita di medio termine del Paese. A parte l'impatto diretto sul profilo creditizio del Regno Unito, la perdita della forza economica esacerberà ulteriormente le pressioni sul consolidamento fiscale". Moody's inoltre "non è più ottimista che il governo britannico sia capace di garantirsi un piano sostitutivo all'accordo di libero scambio con la Ue che mitighi sostanzialmente l'impatto negativo della Brexit". La decisione sull'outlook si basa sul fatto che anche se i negoziati in corso porteranno a un livello alto di incertezza sulle prospettive economiche della nazione, Moody's si aspetta che "qualche sorta di accordo di libero scambio sia nell'interesse di ambo le parti e sia alla fine raggiunto. Un simile scenario mitigherebbe almeno in parte le implicazioni economiche negative dell'uscita del Regno Unito dalla Ue".

Israele alleato del Kurdistan

[Vuoi fare da alleato ai tuoi nemici?] È un referendum che non vogliono in tanti: oltre all’Iraq, Turchia, Siria e Iran hanno entro i propri confini le comunità curde, non lo vogliono gli Stati Uniti e l’Onu che parla di minaccia alla stabilità della regione.Si riunirà oggi un atteso Consiglio di sicurezza nazionale in Turchia, anticipato dal presidente Recep Tayyip Erdogan, per deliberare le misure con cui Ankara intende reagire al referendum di oggi sull'indipendenza da Baghdad del Kurdistan iracheno. Il vertice sarà seguito da un Consiglio dei ministri, anch'esso presieduto da Erdogan, dopo il quale verranno annunciate le iniziative prese dalle autorità turche. Secondo quanto anticipato nei giorni scorsi, potrebbero essere introdotte diverse sanzioni contro il governo di Erbil. "Questo referendum riguarda la sicurezza nazionale della Turchia. La Turchia è pronta a far valere i suoi diritti naturali che derivano dalle convenzioni internazionali e bilaterali e non esiterà a farlo", ha ribadito stamani il premier Binali Yildirim. Da lunedì scorso sono inoltre in corso esercitazioni dell'esercito turco a pochi chilometri dal valico di confine di Habur con l'Iraq, dove sono stati inviati un centinaio di mezzi militari, tra cui numerosi tank. Secondo la rivista Israel-Kurd, che ha sede a Erbil, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente autodesignatosi del futuro Kurdistan indipendente, Masoud Barzani, hanno stipulato un accordo segreto.  Si sono aperti stamani alle 8 (le 7 in Italia) i seggi in tutta la regione autonoma del Kurdistan per il controverso referendum consultivo sull'indipendenza dal resto dell'Iraq, al quale si oppongono in maniera netta quasi tutte le potenze regionali (tranne Israele) e internazionali. Si vota anche nella regione contesa di Kirkuk, ricca di petrolio e in parte controllata dalle milizie curdo-irachene. Si vota anche in altre zone contese, come alcuni distretti di Ninive, di cui Mosul è capoluogo, e altri della regione orientale di Diyala, confinante con l'Iran. In tutto sono chiamati al voto più di cinque milioni di abitanti della regione autonoma, tra cui turcomanni, assiri e arabi. La Turchia ha rafforzato i controlli al valico di frontiera di Habur con il nord Iraq, a seguito dell'apertura delle urne per il referendum consultivo sull'indipendenza del Kurdistan iracheno. Si tratta della prima delle reazioni ripetutamente minacciate da Ankara. Il confine resta "al momento" aperto, ha precisato il ministro per le Dogane, Bulent Tufekci. In una nota di stamani, la Turchia ribadisce inoltre di non riconoscere la consultazione, invitando la comunità internazionale a fare altrettanto. Ankara si dice pronta a prendere "qualsiasi misura" di fronte a eventuali minacce alla sua "sicurezza nazionale" derivanti dal voto, sottolineando il rischio che "elementi radicali e terroristi" entrino in azione. Tel Aviv si è impegnata a insediare in Kurdistan 200.000 israeliani di origine kurda.
La notizia è stata ampiamente ripresa dalla stampa turca, iraniana e araba. Il progetto di creare gli Stati indipendenti Sudan del Sud e Kurdistan ha rappresentato per Israele un obiettivo militare dal potenziamento missilistico della fine degli anni Novanta: questi territori, largamente amministrati da israeliani, devono permettere di prendere alle spalle Egitto e Siria. Degli 8,5 milioni d’israeliani che vivono in Israele, circa 200.000 sono di origine kurda. A marzo 1951, l’Operazione Esdra e Neemia (dal nome dei personaggi biblici che organizzarono la fuga degli ebrei da Babilonia) consentì a 11.000 ebrei kurdi di migrare dall’Iraq in Israele. Quest’operazione fu finanziata dall’American Jewish Joint Distribution Committee di New York. I mezzi utilizzati per il ponte aereo furono messi a disposizione dal dittatore cubano Fulgencio Batista. La famiglia Barzani, che governa il Kurdistan iracheno con pugno di ferro, è storicamente legata a Israele. Il padre dell’attuale presidente Masoud Barzani, Mullah Mustafa Barzani, era un alto ufficiale del Mossad. Il primo ministro israeliano è l’unico capo di governo a essersi pronunciato pubblicamente a favore della creazione di un Kurdistan indipendente fuori del territorio storicamente kurdo (dunque a scapito delle popolazioni autoctone).

domenica 24 settembre 2017

Fine CIG Ap Punta Raisi

[Unni cc’ è oru, cc’ è stolu. Dove c’è oro, c’è affollamento. Frase siciliana] Ieri ultimo giorno disponibile per i dipendenti Aviapartner Palermo di CIG, da oggi lavori ti pago, non lavori non ti pago. Qualcuno parte, altri restano, altri ancora sparano minchiate. Si sostiene che non si parte più, che andando a lavorare in Gh verrebbero meno le condizioni per partire. Vorrei ricordare che abbiamo  firmato una conciliazione, dove ogni dipendente ha deciso cosa fare senza ma, forse, probabilmente. 

sabato 23 settembre 2017

Se Atene (Aviapartner) piange … Sparta (GH)  non ride!

[Ne pri morti chianciri, ne pri vivi desulari. Ne per i morti piangere, né per i vivi affliggersi. Detto siciliano] Trascorrendo una giornata in aeroporto .... salta subito agli occhi una considerazione: non si sono ancora dissolti i fumi delle masturbazioni cerebrali dei dipendenti Aviapartner che probabilmente non hanno ben capito i contenuti dell'accordo sindacale sottoscritto l'altro ieri.  In tanti sembrano credere alla tavoletta di GH che cede lavoro ad Aviapartner in quantità tale da potere consentire a tutti di non partire. Peccato che non sia assolutamente così. La logica che ha portato i responsabili nazionali delle due aziende (avversarie sulla carta ma ormai da parecchio impegnate a mantenere la pace sociale in ogni scalo) è chiara ed evidente e magari qualche " illuminato "ha pure provato a spiegarla ai lavoratori durante le concitate fasi dell'accordo. A volte dei servizi da svolgere, se non si ha personale in turno, costa molto di più doverlo chiamare (in notturno o straordinario) che non cedere qualche briciola di ora lavoro. Se poi cedendo queste poche ore si mette una sorta di respiratore a un avversario moribondo si è nei fatti decretata la tranquilla esistenza di uno e la sopravvivenza dell'altro. Forse sembrerà più chiaro spiegando che GH ha perso il presidio notturno  e nelle turnazioni in rampa tra gli operai ha la fascia scoperta dalle 00,00 alle 5 del mattino. La contestuale chiusura dello scalo di trapani per un paio di mesi (scommettiamo saranno almeno 3?), porta al conseguente spostamento di una ventina di movimenti su Palermo con relativa base notturna in cui effettuare delle pulizie di bordo. Con quale personale dovrebbe farlo GH che ha (e li dichiarerà a breve) una 40 ina di esuberi CERTI tra le proprie fila e che dopo il mancato pagamento di un milione e mezzo di euro da Alitalia chiuderà il bilancio nuovamente in grossa perdita?  È semplice . Da mezzanotte alle 5 Aviapartner deve fare il presidio e GH non ha personale, per cui, qualche ora di pulizia per tutti. E tutti contenti. Peccato però che i bene informati parlano di una bomba che entro questo lunedì pioverà su GH Palermo causando qualche patema d'animo ai dipendenti con il contratto Job act. Vero è che Gh a Palermo può contare su un presidente esperto che riesce a risolvere situazioni molto ingarbugliate, non a caso il nostro è ingegnere gestionale. Ma sarebbe meglio mettere in allerta gli artificieri. I dati della recente estate parlano infatti di un tasso di malattie elevatissimo tra gli ultimi arrivati ed in particolare tra il personale stabilizzato . E questa cosa al feroce saracino sembra non sia andata affatto giu’. Per cui con buona pace di tutti: altro che lavoro ad Aviapartner per garantire ai colleghi sognanti (che hanno firmato per farlo) la permanenza . La lettera di chiama 223/91 e cita una legge che apre le danze al licenziamento di una quarantina di persone. Certamente tra i figli del job act (cui appartengono gli scappati e gli stabilizzati) e magari da prendere proprio tra chi ha un po' di salute cagionevole nonostante la giovane età. La notizia è certa. Riparliamone a breve , anche perché altre fonti danno qualche sindacalista da sempre storicamente a loro difesa , infastidito da troppe chiacchiere e pochi attestati di affetto per chi li ha sempre garantiti . E se la partita si gioca senza chi la sa giocare ... il risultato può essere davvero scontato. 

La Cina contro Pyongyang

[‘Ntra la vucca chiusa non cci trasinu muschi. Nella bocca chiusa non entrano mosche. Frase siciliana] La Cina taglia l'export di greggio verso la Corea del Nord, seguendo le sanzioni dell'Onu decise a causa dei test nucleari e di missili balistici. Le esportazioni di prodotti raffinati - ha reso noto il ministero del Commercio cinese - saranno limitate a 2 milioni di barili annui, mentre la vendita di gas liquefatto sarà bandita. Azzerato, inoltre, l'import di tessile, tra le voci principali dell'interscambio con Pechino, che vale circa il 90% dei flussi complessivi di Pyongyang. l bando di gas naturale liquefatto o condensato è immediato, mentre su greggio e derivati sarà seguito il percorso più articolato a partire dal primo ottobre, in linea con la risoluzione 2375 dell'11 settembre approvata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu in risposta al test nucleare di Pyongyang del 3 settembre. In base allo schema, le esportazioni di greggio sono limitate a 500.000 barili (o 60.000 tonnellate) dall'1 ottobre al 31 dicembre, per salire a 2 milioni di barili (o 240.000 tonnellate) a partire dall'1 gennaio 2018. Sul tessile il bando è immediato, mentre c'è tempo fino al 10 dicembre per completare le transazioni definite prima del via libera alla risoluzione Onu. Nel 2016, Pyongyang ha esportato nel settore beni per 750 milioni di dollari, con circa l'80% finito in Cina, secondo le stime della Korea Trade-Investment Promotion Agency, l'agenzia del commercio estero di Seul. La statunitense Energy Information Agency ha quantificato le importazioni quotidiane di greggio nordcoreane dalla Cina in 15.000 barili di petrolio grezzo e in 6.000 barili di prodotti raffinati che equivalgono nel calcolo annuale, rispettivamente, a circa 5,5 milioni e a 2,2 milioni di barili.  La Corea del Nord potrebbe condurre il più potente test di bomba all'idrogeno nel Pacifico, tra le "azioni di più alto livello" contro gli Usa. È l'ipotesi espressa dal ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho in merito alle affermazioni del leader Kim Jong-un, che sta considerando iniziative in risposta al presidente americano Donald Trump e alla sua minaccia di "distruzione totale" del Paese asiatico. La Cina invita tutte le parti a esercitare autocontrollo dopo l'ipotesi di test di bomba all' idrogeno nel Pacifico ventilata a New York dal ministro degli Esteri di Pyongyang Ri Yong-ho. Il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang ha ribadito in conferenza stampa l'opposizione di Pechino alle sanzioni unilaterali fuori dalla schema generale risoluzioni delle Nazioni Unite, a stretto giro dal nuovo ordine del presidente Usa Donald Trump su nuove misure contro la Corea del Nord per i suoi programmi nucleari e missilistici.

Israele ha convinto Trump?

[Lu tronu li casi aiuta aiuta rumpi e scala. Il tuono le case alte rompe e atterra. Detto siciliano] Una delegazione israeliana è stata ricevuta alcune settimane addietro  alla Casa Bianca per discutere della Siria. La delegazione composta da:  Yossi Cohen, direttore del Mossad (intelligence per l’estero); Generale Herzl Halevi, direttore di Aman (intelligence militare);  Colonnello Zohar Palti, direttore, al ministero della Difesa, per gli Affari politico-militari. La delegazione incontrerà: Generale H.R. McMaster, consigliere per la Sicurezza nazionale; Dina Powell, vice-consigliere per la Sicurezza nazionale;  Jason Greenblatt, rappresentante del presidente per le negoziazioni internazionali. Israele, che già ha ottenuto l’interdizione del sud della Siria alle truppe iraniane e di Hezbollah, vuole convincere gli Stati Uniti della necessità di sbarrare la via della seta. Secondo Israele questa via di comunicazione permetterebbe a Teheran di rifornire Hezbollah di armi. I tre membri della delegazione israeliana e il rappresentante del presidente Trump sono ebrei ortodossi. Dina Powell è implicata nell’assassinio di Rafic Hariri e nella pianificazione delle “primavere arabe”. "Ho deciso". Lo ha scandito a chiare lettere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo a domande di giornalisti sulle sue intenzioni circa il futuro dell'accordo sul nucleare iraniano. Lo ha ripetuto tre volte: "Ho deciso", ha detto Trump quando, a margine del bilaterale con il presidente dell'autorita' palestinese Abu Mazen, reporter gli hanno chiesto se fosse giunto ad una decisione. Non ha però fornito dettagli, ne sui contenuti della decisione ne' sui tempi, "vi faro' sapere", ha detto. Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, dopo una riunione dei 5+1 a margine dell'assemblea Onu, ha confermato che Trump ha preso la sua decisione se certificare o meno l'accordo su nucleare alla prossima scadenza prevista ma non l'ha condivisa con nessuno "esternamente", neppure con Theresa May che glielo aveva chiesto ieri: lo ha detto il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, dopo la riunione. In attesa che Trump sciolga la riserva, la Guida suprema dell'Iran, ayatollah Sayyed Ali Khamenei, ha accusato il presidente di usare "un linguaggio di gangster e cowboy", facendo riferimento all'intervento del presidente all'Onu. Le "l'élite americana dovrebbe vergognarsi di avere un tale presidente", ha aggiunto, spiegando che le parole di Trump "non portano alcun motivo di orgoglio alla nazione americana". L'accordo con l'Iran è un imbarazzo per gli Stati Uniti aveva detto Trump all'Assemblea Generale.

Curdi in fuga dall’Iran

[Nun po truzzari fu la petra la quartara. Non può cozzare con la pietra la caraffa. Frase siciliana] Oltre 500 curdi convertiti al cristianesimo sono scappati dall’Iran.Secondo loro, il governo d’Hassan Rohani, se da un lato tollera senza problemi i cristiani di lunga data, dall’altro reprime duramente quelli di recente conversione, considerati alla stregua di traditori dell’islam che si sono lasciati influenzare dall’Occidente. È un fatto che molti curdi, che hanno scelto di abiurare l’islam sunnita, ritenuto una religione intollerante e crudele, sono svogliati dall’aderire a un islam sciita indurito dal nuovo corso politico. Così si convertono a quella che considerano come un’altra confessione locale: il cristianesimo.Questi curdi hanno varcato la frontiera verso la Turchia, un Paese dove non si capisce perché dovrebbero trovarsi meglio. Su iniziativa del presidente turco Erdogan, lo Stato sta infatti confiscando uno dopo l’altro tutti i monasteri e le chiese del Paese. La Giustizia iraniana si atteggia ormai come un potere capace di sfidare qualsiasi partito politico.
Hossein Fereydoun, fratello dell’attuale presidente, lo sceicco Hassan Rohani, è stato arrestato il 16 luglio scorso, per corruzione. È accusato d’aver incassato 18 milioni di dollari per collocare qualcuno nel consiglio d’amministrazione della banca Mellat. È stato liberato l’indomani, dietro versamento d’una cauzione di 10 milioni di dollari. L’ex vice-presidente di Mahmoud Ahmadinejad, Hamid Baghaei, venne arrestato e incarcerato nel 2015, senza alcuna spiegazione; fu detenuto sei mesi prima di essere liberato, sempre senza spiegazione alcuna. Già nel 2013 a Baghaei era stato vietato di candidarsi alla presidenza della repubblica perché ritenuto un “cattivo mussulmano” (sic) dal Consiglio dei Guardiani della Costituzione. Ed ecco che Baghaei viene di nuovo arrestato, sempre senza spiegazioni, indi incarcerato per 18 giorni e poi rilasciato previo versamento d’una cauzione di 6 milioni di dollari. Durante la detenzione è stato ricoverato in ospedale, dove ad Ahmadinejad è stato impedito di andarlo a trovare. E quando l’ex presidente si è lamentato di questo trattamento, il procuratore gli ha ventilato l’imputazione di “insulto al magistrato”. I partiti di Rohani e di Ahmadinejad sono su posizioni contrapposte, mentre i magistrati sono neutrali, ritenendosi “al di sopra della mischia”. Tuttavia non sfugge ad alcuno che il capo della magistratura islamica, Sadeq Larijani  è fratello del presidente del parlamento, Ali Larijani, leader di un terzo schieramento politico che, a differenza degli altri due, non è mai stato oggetto delle attenzioni della Giustizia.

La CISAL contro Richeliu

[Cu havi cchiu sali, conza la minestra. Chi ha più sale condisce la minestra. Frase siciliana] Il giudice ha accolto la costituzione di parte civile del sindacato Legea Cisal nel processo per 11 indagati nella vicenda delle mazzette alla Gesap, l’azienda che gestisce l’aeroporto di Palermo, per la costruzione della nuova hall arrivi. Il sindacato sarà assistito dall’avvocato Claudio Gallina Montana. “Il pronunciamento odierno del giudice che ammette la stessa organizzazione sindacale a costituirsi parte civile dimostra nei fatti la piena titolarità delle motivazioni espresse a supporto di questa nostra richiesta - affermano il segretario nazionale della Legea Cisal, Gianluca Colombino, e il presidente, Giacomo De Luca - La Legea Cisal, organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa presso lo scalo grazie al consenso di centinaia di associati, dimostra ancora una volta nei fatti la propria volontà di garantire i propri associati e i lavoratori, dando continuità alle azioni svolte in quel buio periodo in cui ha denunciato più volte ai media e ai soci azionisti le logiche e le dinamiche in atto con la piena consapevolezza e con fiero orgoglio per la decisione intrapresa a tutela del personale di Gesap”. L'udienza preliminare è stata rinviata al 27 settembre. Il giudice ha fissato udienze ravvicinate per evitare che si arrivi alla scadenza dei termini di custodia cautelare prevista per il 30 settembre. 




mercoledì 20 settembre 2017

Grullini a Bagheria

[Amuri è tuttu leggi e ‘un voli liggi. Amore è legge e non ammette legge. Frase siciliana] Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque (M5S) è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i carabinieri, su disposizione del Gip, hanno notificato la misura cautelare dell'obbligo di firma.  A sedici indagati è stata notificata la misura dell'obbligo di firma. L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio. Dopo aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia, il sindaco, riferiscono le stesse fonti, s'è recato in municipio, dove la notizia dell'indagine, che coinvolge una ventina di dipendenti comunali, è stata accolta con stupore. Patrizio Cinque si è chiuso nel suo ufficio con alcuni impiegati per tentare di calmare quelli più scoraggiati. Tra il personale ha destato scalpore la portata dei provvedimenti della Procura che ha disposto l'obbligo di firma per 16 indagati e due divieti di dimora per altrettanti dipendenti comunali. Oggi si sarebbe dovuto riunire il Consiglio comunale ma la seduta sarebbe saltata per l'assenza dei consiglieri dei 5stelle. 

Lo Bosco condannato

[A terra d’orvi, bisturi cu navi un occhio. Nel paese dei ciechi, beato chi ha un occhio. Frase siciliana]  Il gup di Palermo Wilma Mazzara ha condannato l'ex presidente di Rfi, Dario Lo Bosco,a 4 anni e due mesi di carcere, e i funzionari del Corpo Forestale Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca rispettivamente a 4 anni e 6 mesi a 4 anni e due mesi. Erano accusati a vario titolo di concussione e induzione indebita a promettere utilità. L'inchiesta, coordinata dal pm Claudio Camilleri, ruota attorno a due distinte vicende che vedono protagonista l'imprenditore agrigentino Massimo Campione. Lo Bosco avrebbe ricevuto da Campione 58mila 650 euro per spingere Rfi ad acquistare un sensore per il monitoraggio dell'usura delle carrozze ferroviarie affittate a terzi. Quattrocchi e Marranca invece, avrebbero ricevuto complessivamente circa 250mila euro: in cambio avrebbero evitato intoppi nei lavori di ammodernamento della rete di radiocomunicazioni della Forestale che Campione si era aggiudicato, vincendo un appalto di 26 milioni bandito dal Corpo forestale.    Campione, titolare di una società di costruzioni, fu fermato, nel 2015, dalla polizia con una lista di nomi, con accanto delle cifre: una sorta di libro mastro delle tangenti. L' imprenditore ha collaborato con gli inquirenti e poi ha chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali, misura che estingue il reato. In questo modo è uscito dal processo che è stato celebrato in abbreviato. 

Pompa o non pompa noi … arriveremo a Lin, malgrado voi.

[Amuri di labbra, sapuri di mmerda. Amore di labbra, sapore di merda. Frase siciliana] Alla fine si è raggiunto l’accordo a Palermo, tutti salvi i dipendenti di Aviapartner, tranne due. Che a quanto mi è stato detto non si sono presentati per la conciliazione, probabilmente vittime della loro arroganza e presunzione. I sindacati si sono comportati in maniera competente, hanno letto l’accordo ai lavoratori presenti all’incontro- assemblea sindacale, è stato modificato, l'ha dove era possibile, alla fine, sottoposto al voto dei lavoratori che hanno votato. Se ti vuoi salvare devi partire: Milano, Venezia. Fiumicino, con l’incognita Alitalia, esclusa. I sindacati hanno voluto tutelare chi parte togliendo qualcosa ai pretoriani che non si sono presentati per le conciliazioni, tranne uno. Chi resta e rifiuta di partire avrà ridotte le ore da contratto e potrà usufruire del monte ore. Dunque è stata applicata un minimo di giustizia sociale, in un contesto dove molti di Aviapartner sono ancora convinti che in inverno andranno a lavorare in Gh, anzi per conto di Gh, restando Aviapartner. Non invidio nessun sindacalista, dal migliore (uno) a tutte le altre comparse, che devono gestire, nel migliore dei modi, tanta beata ignoranza. 

Rivolta piloti Ryanair

[Lu fuori è vriogna, ma è sarvamento di vita. Fuggire è vergogna, ma è salvamento di vita. Frase siciliana] I piloti di Ryanair respingono la proposta del bonus in cambio della rinuncia a 10 giorni di ferie e danno all'azienda un ultimatum a venerdì mattina per accettare le loro richieste. Queste includono contratti di assunzione locali e non più irlandesi dal primo gennaio 2018 e un miglioramento delle condizioni di lavoro. È quanto preannuncia la stampa belga che ha preso visione di una lettera dei rappresentanti dei piloti delle 17 basi europee della compagnia aerea, incluse quelle di Zaventem e Charleroi. Intanto l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha appena ricevuto da Ryanair la comunicazione sull'impossibilità del vettore a partecipare alla riunione convocata domani dall'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, a "causa degli impegni correlati alla gestione delle recenti cancellazioni e alla tutela dei diritti dei passeggeri". Ryanair ha confermato disponibilità all'incontro per i primi giorni di ottobre e ha assicurato che adempirà a tutti gli obblighi previsti dal Regolamento Comunitario a tutela dei passeggeri.  L'Autorità Antitrust ha aperto oggi un procedimento istruttorio nei confronti del vettore aereo irlandese Ryanair per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo. In particolare, l'Antitrust contesta che "le numerose cancellazioni dei voli effettuate o da effettuarsi nelle prossime settimane, secondo quanto riportato da notizie stampa, potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza di cui all'art. 20 del Codice del consumo, nella misura in cui sarebbero in larga misura riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note al professionista, quindi non a cause occasionali ed esogene al di fuori del suo controllo, causando notevoli disagi ai consumatori che avevano da tempo programmato i propri spostamenti e già prenotato e pagato il relativo biglietto aereo". A ciò si aggiunge "un secondo profilo di contestazione, riguardante il tenore e le modalità delle informazioni con le quali Ryanair ha informato i passeggeri della cancellazione dei voli e ha loro prospettato le possibili soluzioni (rimborso o modifica biglietto), che potrebbero essere idonei a indurre in errore i consumatori circa l'esistenza e quindi l'esercizio del loro diritto alla compensazione pecuniaria previsto dal Reg. CE 261/04 proprio in caso di cancellazione dei voli".

Cina finanzia l’Iran

[Amari e disamari, non sta a cui li voli fari. Amore è disamore non sta a chi lo vuol fare. Frase siciliana] Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa di Gerusalemme, Avigdor Lieberman, non sono d'accordo con i capi dell'intelligence israeliana sulla possibilità di chiedere agli Stati Uniti di annullare l'accordo nucleare con l'Iran. Se gli Usa decidessero che l'Iran sta violando gli impegni sottoscritti nel 2015, questo porterebbe a un ritiro degli Stati Uniti dall'accordo e all'imposizione di nuove sanzioni. Secondo quanto riferito dalla stampa israeliana, le posizioni di Netanyahu e Lieberman, secondo cui un'uscita di Washington dall'accordo sarebbe nell'interesse di Tel Aviv, sono in contrasto con quelle della maggior parte degli esperti e analisti israeliani del Mossad e del Comitato per l'energia atomica, secondo cui non sussiste al momento nessuna prova di un eventuale violazione degli accordi da parte dell'Iran. L'accordo sul nucleare dell'Iran, conosciuto come Piano globale d'azione comune (Jcpoa), è stato firmato nel luglio 2015 a Vienna dai delegati di Teheran e dei paesi del gruppo 5+1 (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti più la Germania). Una società d’investimento pubblica cinese ha concesso una linea di credito da dieci miliardi di dollari alle banche iraniane, ha detto il presidente della banca centrale iraniana. Il contratto è stato siglato a Pechino tra il fondo d’investimento cinese CITIC e una delegazione di banche iraniane guidate dal capo della banca centrale Valiollah Seif. Secondo l’Iran Daily il denaro finanzierà progetti idrici, energetici e di trasporto. L’Iran è fondamentale per le ambizioni commerciali della Cina che ha una strategia da migliaia di miliardi di dollari “One Belt, One Road” mirata a rafforzare i legami con Europa e Africa. Oltre alla linea di credito la China Development Bank ha firmato un’intesa preliminare con l’Iran del valore di 15 miliardi di dollari per altri progetti infrastrutturali e produttivi, ha detto Seif. I contratti riflettono “una forte volontà di proseguire la cooperazione tra i due Paesi” ha detto Seif.

lunedì 18 settembre 2017

Giustizia Ue contro RyanAir

[Le armi sono al servizio del furore. VIRGILIO] Tegola su Ryanair: la Corte di Giustizia Ue ha dato torto alla low cost stabilendo che il personale navigante della compagnia irlandese di base operativa nell’hub di Charleroi, in Belgio, potrà adire i tribunali belgi per tutte le vertenze contro la compagnia irlandese anche se i contratti sono disciplinati dal diritto irlandese e prevedono la competenza dei giudici irlandesi. Nella sentenza emessa dalla Corte in seguito alla richiesta di chiarimenti sul diritto Ue presentata dal tribunale di Mons – a cui si erano rivolti gli assistenti di volo Ryanair – si precisa innanzitutto che le norme europee sulla competenza giurisdizionale hanno lo scopo di tutelare la parte contraente più debole. Il lavoratore può quindi citare il suo datore di lavoro dinanzi al giudice che egli considera più vicino ai suoi interessi scegliendo legittimamente tra quello competente in base alla sede dell’azienda e quello competente in base al luogo dove il dipendente svolge abitualmente la sua attività. Nel caso specifico, secondo la Corte, gli assistenti di volo Ryanair di base a Charleroi possono presentare ricorso davanti ai giudici belgi poiché partono e tornano da lì, è lì che ricevono le istruzioni operative ed è in quell’aeroporto che stazionano gli aeroplani su cui svolgono il loro servizio. E questo indipendentemente dalle clausole contenute nel contratto di lavoro sottoscritto.

Turbolenza Ryanair

[La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta. Isaac Asimov] Le cancellazioni di voli decisa da Ryanair coinvolgerà circa 400 mila passeggeri. Lo ha detto il ceo della low cost irlandese Michael O'Leary secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. La compagnia inoltre stima che le richieste di rimborso arriveranno fino a 20 milioni di euro, ha detto ancora O'Leary in conference call con gli analisti, precisando che non c'è una carenza di piloti e annunciando che introdurrà un bonus fedeltà per i piloti per non lasciar scappare gli equipaggi. La compagnia ha detto che pubblicherà tutte le cancellazioni fino ad ottobre entro fine giornata.  La soppressione di centinaia di voli fa da zavorra al titolo di Ryanair. La compagnia aerea è arrivata a sfiorare una perdita del 5% sulla piazza di Londra, per poi riprendersi lievemente e al momento si aggira su una flessione del 2,5%. Ryanair aveva annunciato venerdì sera l'intenzione di annullare 40-50 voli al giorno per le prossime sei settimane (fino a 2.100 fino alla fine di ottobre) "per migliorare la puntualità", scesa al di sotto dell'80% "per una combinazione di ritardi e scioperi dei controllori di volo, del maltempo e dell'impatto crescente delle assegnazioni di ferie a piloti ed equipaggio di cabina". La decisione ha fatto infuriare i clienti, anche italiani, preoccupati per i biglietti già acquistati, e ha indotto le associazioni dei consumatori a chiedere rimborsi e risarcimenti. "Ci aspettiamo che Ryanair rispetti le regole sui diritti dei passeggeri". Così un portavoce della Commissione Ue rispondendo sui voli soppressi da Ryanair. "Le decisioni operative spettano alle compagnie aeree, ma quante operano nell'Unione devono rispettare le regole europee. Quindi, i passeggeri che si vedono cancellare i voli hanno diritto a rimborsi, riprogrammazione su altri voli o rientro, a seconda delle condizioni, così come il diritto alla cura e a seconda delle circostanze, alla compensazioni - ha detto il portavoce -. Ci aspettiamo che Ryanair rispetti le regole sui diritti dei passeggeri". "Ma i diritti che derivano da queste regole europee vengono esercitate a livello nazionale, quindi nel caso in cui la compagnia non rispetti questi diritti, il consumatore si deve rivolgere" all'Ente nazionale per l'aviazione civile "e chiederne il rispetto. L'intensità di queste regole è così forte e ampia, che le compagnie ci pensano due volte prima di non rispettarle", aggiunge il portavoce. Salvo il ricorrere di circostanze straordinarie, i passeggeri hanno diritto alla compensazione a meno che siano informati della cancellazione almeno due settimane prima dell'orario di partenza previsto; che siano informati della cancellazione tra due settimane e sette giorni prima della partenza prevista e gli venga offerto un re-routing, che li faccia partire non più di due ore prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale in meno di quattro ore dopo l'orario di arrivo previsto; che siano informati della cancellazione meno di sette giorni prima dell'orario delle partenze previsto e venga offerto loro il re-routing, che permetta loro di partire non più di un'ora prima dell'orario previsto e di raggiungere la destinazione finale in meno di due ore dall'arrivo previsto. La compensazione è di 250 euro per tutti i voli di 1500km o meno; 400 euro per tutti i voli intra-comunitari di oltre 1500 chilometri, e per tutti gli altri voli tra i 1500 ed i 3500 chilometri; e 600 euro per tutti i voli che non ricadono sotto i punti precedenti.

Schiavi del Saracino?

[Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante… Superarle è ciò che le dà significato. Joshua J. Marine] A poche ore dall'incontro risolutore che giorno 20 dirà dove andranno chi ha deciso di partire, ai pretoriani che restano quanto prenderanno… sempre in queste ore irrompe, nella confusione più totale, l'ipotetica possibilità di lavorare per contro della Gh, nel periodo invernale, per quattro ore. Per Aviapartner questa è una alternativa per restare a Palermo. Diventare schiavo del Saracino non è il massimo della vita, gli zeloti avrebbero una soluzione, ma la terra promessa è lontana. Pensate, se fino ad ora, il colosso belga a Palermo non riesce a prendere compagnie di linea, scacciando la crisi invernale, se accetta l'aiuto del Saracino … muore anche la speranza. Se il capo scalo invia a tutti i ros, coordinatori e capi turno i ringraziamenti per gli obiettivi raggiunti e per la passione nel lavoro che ogni giorno ci mettiamo. Ap è orgogliosa di un gruppo di lavoro che dal profondo sud ha dimostrato professionalità e dedizione. Email che, secondo me, doveva essere stampata e mostrata a tutti. Un pretoriano, che per carità cristiana non sveleremo il nome, risponde al capo scalo con entusiasmo sostenendo che se fosse un film potrebbe avere il titolo di "Ap … benvenuta al sud. Ma è pura realtà … per questo ne sono fiero… e penso che tutti noi siamo fieri … fieri di te … soprattutto per la collaborazione, la fiducia ed il sostegno che in ogni cosa ci dai … e che prima non avevamo assaporato … Questa email è bene cestinarla anche perché il pretoriano che l'ha scritta meriterebbe di vivere in schiavitù.  

Benyamin l'americano

[Felice  chi ha potuto conoscere le ragioni delle cose.  VIRGILIO]  Nell'incontro di domani con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il premier israeliano Benyamin Netanyahu si concentrerà sulla questione iraniana. Lo anticipano i media israeliani secondo cui il premier continua a ritenere che l'accordo sul nucleare di Teheran sia negativo: se non fosse possibile annullarlo del tutto, occorrerebbe almeno emendarlo. In particolare, secondo la radio militare, Netanyahu ritiene necessario estendere il congelamento dei programmi iraniani da 10 ad almeno 25 anni. Il premier, ha aggiunto l'emittente, punta anche alla demolizione delle centrifughe più avanzate ed al congelamento dei progetti iraniani relativi a missili di lunga gittata (che non figura nell'accordo originale delle potenze mondiali con Teheran). Netanyahu chiederà che gli Usa si adoperino contro il sostegno iraniano a "formazioni terroristiche, come Hamas e Hezbollah". "La nazione iraniana manterrà saldamente le sue posizioni onorevoli e dignitose per quanto riguarda l'accordo sul nucleare e reagirà a ogni mossa sbagliata da parte del sistema egemonico". Lo ha detto oggi a Teheran la Guida suprema dell'Iran, ayatollah Sayyed Ali Khamenei, partecipando alla cerimonia di laurea dei cadetti della polizia iraniana.  Le parole di Khamenei arrivano alla vigilia dell'incontro di domani tra il presidente americano Donal Trump, e il premier israeliano Benyamin Netanyahu che, secondo quanto si è appreso, si concentrerà sulla questione iraniana e sull'accordo nucleare in particolare. Hamas, che dal 2007 controlla la Striscia di Gaza, ha dichiarato di aver accettato per intero le condizioni chiave poste dalla rivale Autorità nazionale palestinese (Anp), controllata da Al-Fatah del presidente Abu Mazen, per una riconciliazione palestinese a dieci anni dalla clamorosa rottura. Fra queste, si legge in una nota di Hamas, c'è anche la luce verde a elezioni generali palestinesi, che comprendano sia Gaza che la Cisgiordania. Il processo di riconciliazione è mediato dall'Egitto. La svolta annunciata da Hamas "dischiude forse all'orizzonte una vera riconciliazione" con Al-Fatah, secondo l'ex ministro palestinese Ashraf al-Ajrami, secondo il quale per nuove elezioni "occorre ancora tempo. Prima va ricostruita la fiducia reciproca". 

sabato 16 settembre 2017

13 pretendenti per Alitalia

[Tintu cu si scanta di l’ummira sua. Misero chi si spaventa della sua stessa ombra. Frase siciliana] Alla mezzanotte di ieri è scaduto  il termine ultimo fissato per presentare le manifestazioni di interesse per l'acquisizione della compagnia aerea. Una deadline ormai soltanto formale dal momento che i potenziali acquirenti si sono mossi per tempo e non hanno aspettato l'ora x per inviare la propria documentazione all'advisor Rotschild. Gli aspiranti sarebbero 13, secondo fonti vicine all'operazione. La fase due, che si è aperta con la pubblicazione del nuovo bando di gara il primo agosto scorso, è quindi già nel vivo. Nella data room sarebbero già entrati, secondo le stesse fonti, Lufthansa, Ryanair, EasyJet e fondi di private equity Elliot, Cerberus e Greybull Capital. Della partita dovrebbe essere anche Etihad, azionista per quasi tre anni con il 49 per cento del capitale di Alitalia. Si parla anche di un interesse di una compagnia cinese, Hainan. Superato il giro di boa della scadenza di oggi, la strada della cessione di Alitalia ha già di fronte, a breve, un'altra scadenza quella presentazione delle offerte vincolanti entro il 2 ottobre prossimo. È questo il termine ultimo fissato dal bando per tutti i soggetti, indipendentemente dalla rispettiva data di accesso alla data room. Seguirà poi una successiva fase in cui potranno essere migliorate le offerte vincolanti e che si concluderà entro il 5 novembre prossimo.

RyanAir senza trombetta

[Scupetta ch’un spara all'urano, sfasciala. Lupara che non spara subito, sfasciarla. Frase siciliana] La compagnia aerea irlandese Ryanair ha annunciato il taglio di circa 50 voli al giorno per sei settimane fino alla fine di ottobre per "migliorare la sua puntualità". La compagnia low-cost, che nei giorni scorsi ha fatto sapere di essere interessata adAlitalia, ha dichiarato che il suo tasso di puntualità era arrivato "al di sotto dell'80 per cento nelle prime due settimane di settembre" dovuto al combinarsi di scioperi, condizioni meteo sfavorevoli e agli obblighi di congedo per piloti ed equipaggio. Il livello di puntualità a cui si è scesi "è inaccettabile per ryanair e i suoi passeggeri", recita una nota. Secondo la società la riduzione programmata equivale a "meno del 2 per cento dei voli totali, quasi 2.500 Al giorno". "Ci scusiamo con sincerità con i pochi utenti che saranno coinvolti dalle cancellazioni - ha affermato Robin Kiely, capo della comunicazione - faremo del nostro meglio per trovare voli alternativi a tutti o risarcirli". Le scuse della compagnia non sono bastate a calmare la rabbia dei clienti colpiti dalla misura che hanno scelto Twitter per manifestare la propria indignazione.

2 anni e mezzo ad Agnelli

[Mentri semu ‘ntra lu ballu  cci abballamu. Mentre siamo nel ballo, balliamo. Frase tipica siciliana] Dovevano essere richieste "severe" e così è stato. Il procuratore Figc, Giuseppe Pecoraro, non fa sconti e nel processo davanti al Tribunale federale nazionale (svolto a porte chiuse), usa il pugno duro con Andrea Agnelli per la vicenda 'ultrà e biglietti': due anni e mezzo di inibizione per il presidente della Juventus per i suoi presunti rapporti non consentiti dal regolamento con gli ultrà. Tanto potrebbe costare al numero uno bianconero, nel caso i giudici di primo grado (presidente Cesare Mastrocola) ritenessero fondati i capi d'accusa e congrua la richiesta di pena. Non ne resta fuori la Juventus che per responsabilità diretta si è vista richiedere dal capo della Procura Figc l'ammenda di 300 mila euro oltre a due turni da scontare a porte chiuse (eventualmente, possibile la sospensiva in attesa della sentenza di secondo grado) e una terza partita con la sola Curva Sud chiusa. "La procura fa il suo mestiere, in genere non siamo abituati a fare previsioni, se un mese o l'ergastolo. Importante qui è contrastare gli argomenti dell'accusa", ha precisato l'avvocato di Agnelli, Franco Coppi, coadiuvato nel suo team dal legale bianconero Luigi Chiappero. La difesa bianconera ha prodotto oggi una seconda memoria per scardinare gli argomenti di Pecoraro che puntano il dito contro Agnelli sulla presunta autorizzazione della fornitura di abbonamenti e biglietti in numero superiore al consentito, favorendo così il bagarinaggio, e sui presunti incontri con ultras, tra cui Rocco Dominello, coinvolto nel processo 'Alto Piemonte' per legami con la criminalità organizzata."Certo che puntiamo all'assoluzione completa", fa sapere Coppi al termine del processo durato circa 80 minuti.Nelle richieste di Pecoraro si propone per Agnelli anche l'estensione delle sanzioni in ambito Uefa e Fifa, un passaggio che se confermato dai giudici, qualsiasi essa sia la durata, potrebbe costringere il numero uno bianconero a saltare le assemblee del Comitato Esecutivo della Uefa in qualità di presidente dell'Eca (l'Associazione dei club europei). In caso di inibizione superiore alla durata di un anno (articoli 29 dello statuto Figc e 19 del Codice di giustizia sportiva), si vieta a un presidente di club di svolgere gran parte delle attività dirigenziali ma anche in caso di condanna superiore a un anno Agnelli "non è tenuto alle dimissioni e dunque non ha alcuna intenzione di presentarle", fanno sapere da giorni fonti juventine, mentre in campo internazionale l'estensione dell'inibizione sarebbe comunque valutazione degli organi competenti di Uefa e Fifa. Per la sentenza i giudici hanno tempo dieci giorni, il dispositivo sarà emesso con motivazioni, poi scatteranno sette giorni di tempo per presentare eventuale ricorso in secondo grado. Quanto alle altre persone coinvolte nel procedimento, è stata chiesta l'inibizione per sei mesi e 10mila euro di ammenda per Francesco Calvo, all'epoca direttore commerciale della Juventus, l'inibizione per due anni e un'ammenda di diecimila euro per Alessandro Nicola D'Angelo, security manager, l'inibizione di un anno e sei mesi e uguale ammenda per Stefano Merulla, responsabile del ticket office. Anche per questi ultimi, si chiede l'estensione delle sanzioni in ambito Uefa e Fifa.

giovedì 14 settembre 2017

Turchia fuori da Ue

[Essi sono capaci perché essi pensano di essere capaci. VIRGILIO] La Germania potrebbe rivedere le sue politiche nei confronti di Ankara dopo l'arresto di altri due cittadini tedeschi. Parola di Angela Merkel. I due arresti portano a 12 in totale il numero dei prigionieri "politici" tedeschi nelle carceri turche. La cancelliera tedesca - riporta l'agenzia stampa Dpa - ha detto che non vi è "alcuna base legale" per la detenzione della maggior parte dei tedeschi che sono stati arrestati. "Per questa ragione reagiremo in modo deciso", ha detto la cancelliera, aggiungendo che il governo potrebbe "forse ripensare" le sue politiche nei confronti della Turchia. "Le nostre richieste alla Turchia sono molto molto chiare", ha detto il portavoce Steffen Seibert: "Ci aspettiamo che la Turchia rilasci i cittadini tedeschi che sono stati arrestati senza alcuna ragione giustificabile". Dei 55 tedeschi in carcere in Turchia, 12 sono stati fermati per ragioni politiche, di questi due hanno la doppia cittadinanza. Fra le persone arrestate vi è anche il corrispondente della Welt, Deniz Yucel, ormai da 200 giorni in carcere; un altro giornalista, Mesale Tolu, in carcere da maggio; e un attivista per i diritti umani, Peter Steudtner, arrestato a luglio. La Turchia si appresta ad annettere, di fatto, la città d’Al-Bab (Siria), sul modello della non riconosciuta Repubblica Turca di Cipro del Nord. Dopo aver creato a inizio agosto una Camera di Commercio, Ankara ha installato ad Al-Bab la rete di telefonia mobile Turkcell e, per mantenere l’ordine, vi ha mandato 1.500 poliziotti. Al-Bab è essenziale per la Turchia, che ne ha bisogno per installarvi i laboratori di contraffazione, senza violare formalmente il diritto internazionale. La Grande Assemblea Nazionale di Turchia il 20 luglio 2017 ha adottato una nuova legge che impedisce ai parlamentari d’insultare la gloriosa storia del Paese pronunciando le parole genocidio armeno, Kurdistan e regioni kurde. È noto, ma solo ai membri dell’AKP e dell’MHP (Partito d’Azione Nazionalista), che gli “avvenimenti del 1915” non sono durati dal 1895 al 1896 e dal 1915 al 1916. Non hanno coinvolto tutti i non mussulmani, ma solo pochi traditori che si erano alleati con la Russia e, collateralmente, talvolta le loro famiglie. Non sono costati la vita a 1.200.000, forse 1.500.000 di persone, ma a pochissimi. E tutti i parlamenti del mondo che hanno osato riconoscere un preteso genocidio sono nemici del popolo turco, discendente dal lupo delle steppe. Allo stesso modo, il preteso Kurdistan, riconosciuto al termine della prima guerra mondiale con il Trattato di Sèvres, non è mai esistito. Del resto, la conferenza di Losanna l’ha abbandonato dopo pochi anni e oggi esiste, non in Turchia, bensì in Iraq. Ed è assurdo parlare di regioni kurde in Turchia, perché i kurdi presenti in alcuni governatorati sono innanzitutto di nazionalità turca. Quando i turchi colonizzarono gli arabi, per evitare sollevamenti popolari chiusero le scuole. E non c’era da dubitarne: il sultano Erdoğan si mette al riparo da ogni contestazione parlamentare nello stesso modo, epurando la lingua turca e il cervello dei deputati. Bisogna "evitare gli strappi" tra l'Unione europea e la Turchia, che resta in ogni caso un "partner essenziale" per la risoluzione di numerose sfide come quella delle migrazioni o del terrorismo: è quanto afferma il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato dal quotidiano greco Kathimerini in occasione della sua visita di due giorni ad Atene.  Dopo 7 mesi e mezzo di detenzione cautelare in carcere con accuse di "terrorismo" per presunti legami con il Pkk, in Turchia è stato rilasciato stamani Ayhan Bilgen, deputato del partito filo-curdo Hdp. Lo riportano media locali. Il suo arresto, convalidato il 31 gennaio scorso, seguiva quelli di una decina di altri parlamentari curdi, tra cui il leader dell'Hdp, Selahattin Demirtas, in prigione da 10 mesi. Con il rilascio di Bilgen, che prima di finire in manette era portavoce del partito, i deputati curdi attualmente detenuti scendono a 9.  Ancora arresti di massa con accuse di "terrorismo" in Turchia. Nell'ultima settimana 601 persone sono finite in manette, secondo il ministero dell'Interno di Ankara. La maggior parte (451) è sospettata di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 117 sono state arrestate nel corso di operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono inoltre stati "neutralizzati" 57 militanti, di cui 39 uccisi. Detenuti anche 27 sospetti affiliati all'Isis e 6 a gruppi illegali di estrema sinistra. Sotto lo stato d'emergenza dichiarato in Turchia dopo il putsch fallito la scorsa estate, sono oltre 50 mila le persone arrestate per presunti reati di "terrorismo". Gli Usa "non sostengono" il referendum curdo sull'indipendenza indetto per il 25 settembre: lo ha detto Heather Nauert, portavoce del dipartimento di stato Usa, spiegando che gli Stati Uniti in questo momento "vogliono mantenere il focus sull'Isis" per cacciarlo dall'Iraq e riconquistare i territori perduti. Il presidente Recep Tayyip Erdogan non vuole che in Turchia vengano erette statue in suo onore. Lo ha detto lo stesso capo dello Stato, in un discorso ad Ankara a un gruppo di sindaci del suo Akp, dopo le polemiche per un busto che lo rappresentava nella provincia nordoccidentale di Kocaeli, rimosso anche perché ritenuto non abbastanza somigliante. "È contro i nostri valori. Non voglio che vengano costruite statue di me stesso o busti o cose del genere. Abbiamo chiesto noi che fossero rimosse. Le nostri amministrazioni municipali non devono più fare questo errore", ha detto Erdogan, invitando i sindaci a "costruire piuttosto monumenti ispirati al servizio" pubblico.

La pietà del Saracino

[È noto di che cosa sia capace una donna infuriata. VIRGILIO] Fonti della legge islamica sono generalmente considerate il Corano (190 versi su 6236 totali), la Sunna (ovvero gli ʾaādīth del Profeta), il consenso dei dotti (ijmāʿ) e l'analogia giuridica (qiyās). La sharīʿa accetta solo le prime due fonti in quanto divinamente prodotte o ispirate. Il Saracino sa essere feroce e spietato con gli infedeli, ma se questi si sono sottomessi alla Shariʿah o sharia (in arabo: شريعة‎, sharīʿa) sa essere riconoscente e clemente. I dipendenti di Aviapartner a Palermo conoscono memoria il corano e non è escluso che pregano 5 volte al giorno.  Anche Aviapartner ha un capo scalo donna, visto che il Saracino ha nominato una donna a capo delle proprie truppe, dimostrando di essere moderno  e non obbligando le sue donne a indossare il chador,  hijab, niqab, burqa e khimar. Si parla di lavori concessi da Gh  alla "controllata" Aviapartner Pmo, ci sarebbe un'apertura da parte dei napoletani per tenere in vita la multinazionale belga. Oggi ufficialmente si  è aperta la mobilità per tutti dipendenti di Aviapartner a Palermo.  Il 20 ci sarà l'esame congiunto e ne sapremo di più, infatti per quella data, sapremo che cosa e in che modo potrebbe nascere una collaborazione tra le due aziende. Nascerà, probabilmente,  un'associazione di scopo. Se tutto andrà secondo i piani le conciliazioni potranno partire senza problemi. Ma la collaborazione commerciale tra Gh e Ap durerà solo nel periodo invernale   o per due anni? Con il presidio notturno e qualche voletto, il contentino concesso dal Saracino dovrebbe appattare la settanta della multinazionale belga.  Dunque tutto a posto? Per niente visto che Aviapartner nel periodo invernale vorrebbe dimezzare l'orario di lavoro.    Un accordo del genere come verrebbe visto dai 68 stabilizzati della Gh che in inverno stanno a casa grazie alla banca ore? Sicuramente non bene, crederanno che i sindacati li hanno abbandonati e giustamente la cancellazione diventerebbe obbligatoria.    

mercoledì 13 settembre 2017

Ora d’aria per Richeliu

[La reputazione è implicita nel concetto di comunità: chi fa parte di una comunità aiutagli altri membri ed è trasparente con loro, chi si sottrae a questo obbligo viene espulso o emarginato. Gianroberto Casaleggio] In aula erano presenti tra gli altri Carmelo Scelta (dopo circa sette mesi di arresti domiciliari oggi ha avuto l’illusione della libertà), l'ex dirigente della società di gestione dell'aeroporto, Giuseppe Liistro, anche lui ai domiciliari, e Stefano Flammini, imprenditore romano del settore degli appalti, che è stato sottoposto alla misura interdittiva della sospensione per un anno da qualsiasi carica societaria. C'era anche Dario Colombo, l'ex amministratore delegato di Gesap. Tra gli indagati, sottoposto a una misura cautelare anche Giuseppe Giambanco, professore di Ingegneria dell'università di Palermo, al quale è stato applicato il divieto di dimora a Palermo. Gli indagati, che in tutto sono 15, rispondono a vario titolo di associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata libertà di scelta del contraente e corruzione. Hanno chiesto di costituirsi parte civile la Gesap (con l'avvocato Enrico Sorgi), il Comune di Palermo,  Sicindustria (con l'avvocato Ettore Barcellona), la Camera di commercio (con l'avvocato Francesco Greco) e il sindacato dei lavoratori di Gesap (con l'avvocato Claudio Gallina Montana).  Le agenzie non citano il sindacato che ha chiesto di costituirsi parte civile, lo immaginiamo. Dovrebbe essere lo stesso che aveva fatto richiesta nel processo contro l’ex presidente della Gesap, condannato per estorsione. Allora la richiesta era stata respinta, se anche questa volta non verrà accettata ve ne dovete fare una ragione. Chi ritiene di essere parte lesa ha diritto di costituirsi parte civile. Per l'accusa rappresentata dai pm Luca Battinieri e Claudia Ferrari c'era un’associazione a delinquere e contestano a Scelta di aver spacchettato il grande progetto della sala arrivi in 117 mini progetti, in modo da non fare scattare la soglia dei 40 mila euro, sotto quel tetto è possibile fare gli affidamenti diretti ed evitare la gara d’appalto. In questo processo manca, visti gli appalti, la mafia. Qualcuno potrebbe pensare che cosa nostra non conta più un cazzo, invece molte imprese in odore di mafia hanno lavorato in questi anni a Punta Raisi, dipendenti Gesap sono parenti di assassini condannati in via definitiva al 41 bis. Sergio Gaudiano (presidente dell’omonima società di progettazione), Renato Chiavaroli (amministratore della Tecnogeco), Filippo Capuano (amministratore di fatto della Cometa srl), Carlo Vernetti e Alessandro Mauro (amministratore delegato e dirigente della società Quick No Problem Parking). Chiesto il rinvio a giudizio anche per Raimondo Giammanco, dirigente dell’Unità operativa Edilizia Privata del Genio Civile, accusato di aver rivelato l’esistenza dell’indagine sulla grande abbuffata dei fondi per la progettazione. L'udienza è stata rinviata al 18 settembre per le 11,30 e il giudice deciderà sulle costituzioni di parte civile.