domenica 6 agosto 2017

Veneto colpito dal fallimento bancario

[La sancisuca quann’e’  china si spiccica. La sanguisuga quando è piena si stacca. Frase popolare siciliana] L'ultimo Bollettino di Bankitalia, quello che pone l'accento sul rafforzamento della crescita, parla in termini positivi anche del settore del credito. Annota infatti via Nazionale che l'espansione del credito erogato al settore privato prosegue, sostenuta dai prestiti alle famiglie. Anche nei finanziamenti alle aziende c'è qualcosa che si muove, anche se l'andamento resta differenziato tra settori e dimensione di impresa: bene i prestiti nei servizi, lieve miglioramento nella manifattura, continua contrazione nelle costruzioni. La qualità del credito - ferita aperta per le banche - migliora grazie alla più favorevole fase congiunturale: i crediti deteriorati si riducono e il flusso di nuove sofferenze torna alla fase antecedente la grande crisi. Ma proprio il lascito della stagione di recessione è ancora pesante e ben presente nel sistema produttivo, come d'altra parte testimoniano alcuni rilievi della stessa Bankitalia. A quantificare il danno per le aziende è la Cgia di Mestre, secondo la quale "in questi ultimi 3 anni di grave crisi del nostro sistema creditizio (aprile 2017 sullo stesso mese del 2014), la contrazione degli impieghi bancari alle imprese italiane ha continuato ad aumentare: -62,4 miliardi di euro". Gli artigiani veneti denunciano che proprio la loro regione, culla dei dissesti di PdV e Veneto Banca, è stata quella che ha pagato il conto più caro anche considerando l'esposizione all'area di Mps (via Antonveneta) e le crisi di alcune Bcc locali. La stretta sul credito veneto è stata "senza precedenti: -10,7, contro una media nazionale del -6,8 per cento. In termini assoluti, alle aziende venete sono stati 'tagliati' 10,8 miliardi di prestiti (pari al 17,3 per cento del dato nazionale): solo la Lombardia ha registrato una diminuzione in valore assoluto superiore (-15,9 miliardi di euro), anche se va ricordato che in quest’ultima realtà territoriale è ubicato un numero di imprese attive pari al doppio di quello presente in Veneto". "Sebbene in questi ultimi 3 anni i rubinetti del credito siano stati progressivamente chiusi – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - il sistema economico veneto ha comunque tenuto". Secondo il report, una situazione altrettanto difficile si è registrata nelle Marche: la diminuzione è stata del 10,4 per cento (pari a -2,7 miliardi di euro), in Calabria, dove la riduzione dei prestiti è stata del 9,7 per cento (-857 milioni di euro) e in Emilia Romagna che ha segnato una variazione percentuale del -9,1 per cento (pari a 9,2 miliardi di euro).

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