venerdì 4 agosto 2017

Trump costretto a firmare

[Prudenza e dubitare di tutti.]  All’indomani della firma del testo delle sanzioni contro la Russia approvate dal Congresso una settimana prima, il presidente americano Donald Trump è tornato alla carica. Su Twitter ha scritto: “La nostra relazione con la Russia non ha mai raggiunto livelli così bassi ed è molto pericolosa. Potete ringraziare il Congresso, la stessa gente che non ci può dare sanità!”. La firma delle sanzioni contro la Russia da parte di Donald Trump rappresenta "la fine della speranza di migliorare i rapporti" tra Mosca e "la nuova amministrazione americana" e indica anche che "alla Russia è stata dichiarata una guerra commerciale a pieno titolo": lo ha affermato il premier russo Dmitri Medvedev in un post pubblicato su Facebook. Secondo Medvedev, inoltre, "l'amministrazione Trump ha dimostrato una totale impotenza, passando nel modo più umiliante i poteri dell'esecutivo al Congresso, cosa che cambia l'equilibrio delle forze nei circoli politici americani. Donald Trump, con riluttanza, ha firmato il pacchetto di sanzioni alla Russia approvato dal Congresso che comprende misure verso l'Iran e la Corea del Nord. Lo faccio "in nome dell'unità del Paese", ha detto il presidente degli Stati Uniti, manifestando il suo disappunto per il testo uscito da un accordo bipartisan al Congresso e approvato a vastissima maggioranza che dispone nuove sanzioni contro la Russia. Così nel firmare il provvedimento, che giaceva da giorni sul suo tavolo, si abbandona a commenti tanto poco ortodossi quanto chiari, descrivendo la misura come "significativamente imperfetta" a tratti perfino incostituzionale. Ma soprattutto sferra un duro attacco al Congresso, accusandolo di inefficacia e rigira il coltello nella piaga quando ricorda che non è stato nemmeno in grado di approvare una legge sulla riforma della Sanità dopo averne parlato per sette anni. In particolare Trump condanna i limiti che il provvedimento impone al ramo esecutivo (quindi all'azione del presidente), affermando che ciò rende più difficile raggiungere accordo fruttuosi per il popolo americano. Quindi sottolinea che nonostante queste mancanze ha comunque deciso di firmare il testo "in nome dell'unita' nazionale". Agli Stati Uniti risponde l'Unione europea: "Dobbiamo difendere i nostri interessi economici rispetto agli Usa. E lo faremo", ha dichiarato in serata il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. Esprimendo soddisfazione per l'ammorbidimento delle sanzioni Usa a Mosca e l'impegno del Congresso "ad applicarle solo previa consultazione degli alleati", auspicando che si tengano in considerazione gli interessi Ue, Juncker avverte che se le sanzioni Usa dovessero penalizzare gli scambi Ue-Russia nel settore dell'energia, l'Unione è pronta a reagire nel giro di giorni. Trump ha anche presentato oggi alla Casa Bianca una proposta, elaborata da alcuni senatori repubblicani, per cambiare il sistema di immigrazione legale. "La riforma più significativa in mezzo secolo", ha detto Trump, affermando che "ridurrà la povertà, incrementerà i salari e farà risparmiare miliardi in tasse ai contribuenti". La legge prevede nuovi limiti e nuovi criteri per gli ingressi legali negli Usa, favorendo chi parla la lingua inglese e ha mezzi di sostentamento

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