giovedì 10 agosto 2017

Situazione difficile per Netanyahu

[Se cadi rialzati all’istante.] Netanyahu ha posto al suolo la “prima pietra” del nuovo insediamento ebraico di Amichai, in Cisgiordania, il primo da 25 anni a questa parte. La nuova aerea ospiterà le famiglie che vivevano nell’avamposto illegale ebraico di Amona in Cisgiordania sgomberato dalle forze di sicurezza israeliane nel febbraio scorso.“Abbiamo incontrato tutte le autorità, i titolari dei ministeri della difesa, dell’edilizia e della finanza, per far partire i lavori che daranno agli sfollati di Amona la casa che meritano nel più breve tempo possibile. Nessun altro governo ha fatto tutto quello che ha fatto il mio per gli insediamenti”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Era stata la Corte Suprema, dopo una lunga battaglia legale, a decidere lo sgombero dell’avamposto di Amona, perché era stato edificato illegalmente sui terreni di privati cittadini palestinesi, il governo ha poi raggiunto un accordo per ricollocare le famiglie che fino ad ora hanno vissuto negli insediamenti di Ofra e Shiloh, in Cisgiordania. L’Onu ha condannato la decisione del nuovo insediamento, un’azione unilaterale che minaccia la pace sociale e mina la soluzione dei due Stati. Sono 621.000 i coloni israeliani che risiedono nei Territori palestinesi occupati, 200.000 dei quali a Gerusalemme Est, in violazione del diritto internazionale. La politica israeliana di insediare civili in territori occupati costituisce un crimine di guerra come ricorda Amnesty internation. Si complica la posizione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, indagato in due procedimenti giudiziari; per la stampa israeliana potrebbe anche finire a processo. Il suo ex capo di gabinetto Ari Harow ha infatti sottoscritto un accordo di cooperazione con la giustizia: parlerà e in cambio non andrà in carcere, ma avrà pene alternative. 
Lo stesso Harow infatti, nel 2015 è stato indagato per frode. Netanyahu ha commentato su Facebook: ‘‘Non mi curo dei rumori di sottofondo (…) Continuo a lavorare per voi’‘; ma la sua posizione è difficile: l’opposizione chiede le dimissioni. La stampa parla di inchieste ‘a un punto di svolta’.  Nel dettaglio il primo ministro israeliano è indagato per corruzione, una storia di regali ricevuti, e per fronde: avrebbe rivelato informazioni a un giornale in cambio di articoli favorevoli.

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