sabato 5 agosto 2017

Kuwait contro Iran

[Non risparmiare al nemico ciò che non risparmierebbe a te.] Nel contesto della rottura delle relazioni diplomatiche di Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrein con il Qatar, a sua volta sostenuto da Iran e Turchia, nel Golfo è scoppiata una nuova crisi diplomatica, questa volta tra Kuwait e Iran. La Corte suprema del Kuwait ha condannato a pesanti pene di reclusione una ventina di persone accusate di preparare attentati per conto dell’Iran. Il governo del Kuwait ha espulso 15 diplomatici iraniani e ridimensionato le attività autorizzate dell’ambasciata iraniana. Il governo iraniano ha negato ogni responsabilità e, per ritorsione, ha convocato l’incaricato d’affari kuwaitiano senza tuttavia per il momento adottare misure. L’emiro del Kuwait Sabah IV al-Ahmad al-Jabir al-Sabah è il decano dei capi di Stato del Consiglio di Cooperazione del Golfo e ha fama di moderato. È la personalità maggiormente accreditata per negoziare un’uscita dalla crisi diplomatica tra Arabia Saudita e Iran. Il suo Paese è abitato per due terzi da sunniti, soprattutto salafiti, e per un terzo da sciiti. La stampa del Kuwait si è perciò astenuta dal descrivere i condannati come sciiti, qualificandoli unicamente come criminali. La polizia del Kuwait ha arrestato un gruppo di agenti del Qatar accusati di voler rovesciare l’emiro al-Sabah IV. I documenti sequestrati attestano l’organizzazione del complotto da parte dell’Emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al-Thani. Copie di questi documenti nonché procedimenti giudiziari, sono stati immediatamente trasmessi dal Kuwait all’Arabia Saudita. L’emiro al-Sabah IV ha chiesto una riunione d’emergenza del Gulf Cooperation Council, di cui il Qatar fa parte. L’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani si è preso il potere nel suo paese rovesciando il padre, l’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, ora rifugiatosi in Svizzera. Nel 2008, ha impedito l’elezione a presidente da parte del Parlamento libanese del generale Michel Aoun, e ha negoziato con successo quella del generale Michel Sleiman. Poco dopo, ha intronizzato il Parlamento libanese, non senza aver avuto cura di tenere fuori dalla cerimonia il presidente uscente Emile Lahoud. Il monarca wahabita ha avuto un ruolo centrale nel rovesciamento della "Guida" Muammar el-Gheddafi in Libia, e più recentemente nel tentativo di rovesciare il presidente Bashar al-Assad in Siria.

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