giovedì 6 luglio 2017

Nitto comanda a Messina

[Bedda 'n vista, spissu dintra è trista. Bella alla vista, spesso dentro è triste. Frase siciliana] Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Messina sono impegnati nell’esecuzione di un provvedimento cautelare, emesso dalla locale procura distrettuale, nei confronti di 30 indagati per associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, esercizio abusivo dell’attività di giochi e scommesse, riciclaggio e reati in materia di armi. le indagini dei carabinieri, diretti dalla procura peloritana, hanno consentito di accertare, per la prima volta, l’operatività su Messina di una cellula di cosa nostra catanese, diretta emanazione della famiglia mafiosa dei Santapaola. C'è anche l'ex presidente dei costruttori di Messina, Carlo Borella, tra i trenta arrestati dell'operazione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Messina che all'alba ha portato in carcere imprenditori e pubblici funzionari in un'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita. Tra gli arrestati anche Raffaele Cucinotta dell'ufficio urbanistica del comune di Messina. Per l'accusa era la talpa dei clan nelle gare per gli alloggi popolari. Per i magistrati quella che è stata sgominata è una vera e propria cellula catanese di Cosa nostra che per anni ha condizionato la vita pubblica di Messina. Un blitz che ha portato in carcere anche funzionari del Comune ed esponenti della società che conta affiliati tra di loro anche da un vincolo di segretezza della massoneria. Dunque mafia, politica e massoneria è il leit motiv dell'indagine estesa anche alle città di Catania, Siracusa, Milano e Torino. Professionisti, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune, tutti connessi, spiegano gli investigatori, "a un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilità". Documentati gli interessi del sodalizio nel settore immobiliare e degli appalti pubblici, in particolare le collusioni con funzionari dell’amministrazione comunale messinese per l’acquisizione di immobili da adibire successivamente ad alloggi popolari. Evidenziati anche illeciti interessi nel settore delle scommesse calcistiche, dei giochi on line e delle corse clandestine dei cavalli. Dalle prime ore del mattino è in corso a Catania una imponente operazione del Comando Provinciale che vede impegnati oltre 100 Carabinieri. I militari stanno passando al setaccio due interi agglomerati del centro e della periferia nord della città, i popolari quartieri San Cristoforo e San Giovanni Galermo, considerati tra i più redditizi “supermarket” della droga, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale etneo, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone per i reati di associazione mafiosa, armi e traffico di stupefacenti ed estorsione, ritenute appartenenti al clan Santapaola, capeggiato negli anni 2015 e 2016 da Francesco Santapaola e da Marcello Magrì. L’operazione di oggi si inquadra in un’ampia strategia di contrasto della Procura della Repubblica e dei carabinieri del Reparto Operativo che ha consentito, dal gennaio 2015 fino ad oggi, di eseguire numerosi provvedimenti cautelari e disarticolare completamente il gruppo dei fratelli Nizza, capeggiato da Nizza Andrea Luca, irreperibile dal dicembre 2014 ed inserito nell’elenco dei “latitanti più pericolosi” del Ministero dell’Interno, tratto in arresto il 15 gennaio 2017 dai militari del Reparto Operativo di Catania, che negli ultimi anni era riuscito a creare un vero e proprio “cartello” della droga con il monopolio delle “piazze di spaccio” in diversi quartieri della città acquisendo notevole consenso all’interno della famiglia Santapaola, poiché in grado di reclutare centinaia di affiliati, acquistare ingenti quantitativi di stupefacente da immettere sul mercato, garantendo così rilevanti flussi di denaro in contanti da reinvestire in settori economici e finanziari. Emersa, ancora, l'influenza di Vincenzo Romeo sulla Primal srl, società titolare di una concessione con diritti su 24 sale e 71 corner ed è stato proprio Romeo, nel corso di alcune intercettazioni ambientali, a spiegare di aver preso parte a Roma a un incontro con i finanziatori della società e che sarebbero stati presenti numerosi rappresentanti di diverse cosche della Sacra corona unita e della 'Ndrangheta, i quali avrebbero riconosciuto il ruolo di Romeo.

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