lunedì 24 luglio 2017

Italia ostaggio di Alitalia

[Cui troppu spremi fa nesciri sangu. Chi troppo spreme fa uscire sangue. Frase siciliana] É stata fissata ad ottobre la nuova deadline nel processo di vendita di Alitalia. Finora la road map è stata rispettata, ma si fa sempre più insistente l’impressione che l’autunno non sarà il momento della verità: la necessità di trattare il più possibile per evitare il rischio ‘spezzatino’ e le ragioni politiche fanno pensare che i tempi possano allungarsi. Uno scenario al quale il Governo ha già pensato e, nel caso non ci fossero offerte che mantengono l’integrità di Alitalia, una delle alternative è il prolungamento dell’azione commissariale, mettendo altro denaro pubblico. A fare un po’ di luce sarà l’analisi delle buste con le offerte non vincolanti, che verranno aperte nei prossimi giorni: tra i pretendenti, oltre alle compagnie ammesse fino a questa fase (Etihad, Delta, Lufthansa, British Airways, Ryanair ed Easyjet), secondo quando si apprende, ci sarebbero anche da un paio di altre grandi aviolinee i cui nomi non sarebbero finora ancora trapelati. Sulla base delle proposte arrivate ora i commissari definiranno l’indirizzo del programma dell’amministrazione straordinaria (vendita in blocco, ristrutturazione o cessione di beni e contratti), ma secondo molti osservatori, la trattativa per arrivare alla scelta dell’acquirente potrebbe richiedere più tempo del previsto. “L’impressione è che siamo ancora molto indietro, è molto difficile che si arrivi alla vendita di Alitalia nel prossimo autunno: serve tempo per una trattativa complessa, per evitare che chi arriva detti le condizioni”, osserva Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil – Ora l’egregio lavoro svolto fino ad oggi dai commissari si fa più difficile, devono trovare la soluzione per ricondurre il potenziale acquirente ad acquistare la compagnia in blocco”. La preoccupazione dei sindacati resta quindi alta ed è possibile che nei prossimi giorni chiedano ai commissari un incontro per fare il punto sulla situazione. Un’occasione di confronto, intanto, ci sarà già lunedì quando i sindacati di categoria incontreranno l’azienda per proseguire il confronto sulla formazione e riconversione dei circa 300 addetti in cig a zero ore. Sono quattro i cavalieri bianchi per Alitalia. Disposti a rilevare in blocco o quasi la compagnia. E a farlo senza stravolgere l'assetto attuale. Lo scrive "Il Messaggero" specificando che si tratta di: EasyJet, Lufthansa, Ryanair ed Etihad. "Delle prime analisi di Rothschild, che da ieri studia le offerte presentate dai pretendenti in gara, emergerebbe un quadro tutto sommato positivo, certamente migliore delle aspettative. Perché i quattro cavalieri bianchi, sempre che tutto venga confermato nelle offerte vincolanti da presentare ad ottobre - scrive il quotidiano romano - hanno intenzioni serie che mirano a tenere complessivamente unito, o comunque a non smembrare eccessivamente, l'ex vettore tricolore". “Abbiamo un interesse sincero per la sopravvivenza di Alitalia”. È quanto ha affermato in occasione della presentazione dei conti trimestrali il chief financial officer della low cost irlandese, Neil Sorahan. “È importante che l’attività di lungo raggio continui”, ha affermato precisando che Ryanair “è pronta ad offrire la sua collaborazione”. La low cost ha partecipato alla gara per Alitalia con un’offerta non vincolante. “Siamo soddisfatti di questa crescita degli utili del 55% nel primo trimestre ma è necessaria cautela perché le entrate sono distorte dalla presenza delle vacanze pasquali”, ha affermato Michael O’Leary, numero uno di Ryanair presentando i conti trimestrali.

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