domenica 2 luglio 2017

George W. Bush attracca ad Haifa

[Facciamo quello che ci dicono. Che ci dicono di fare. Peter Gabriel] La portaerei statunitense George
W. Bush è attraccata ieri al porto di Haifa nella sua seconda visita dall'anno 2000. Lo ha reso noto il portavoce militare secondo cui la sua presenza in Israele ''simboleggia la forte cooperazione fra le forze armate israeliane e quelle statunitensi, una cooperazione che - ha precisato - è basata su valori ed interessi comuni''. Questa portaerei, ha rilevato il portavoce, ''partecipa agli sforzi della coalizione contro lo Stato Islamico''. La George W. Bush è lunga 333 metri ed ha un equipaggio di 5.000 militari, fra marinai, militari e piloti.  Nei prossimi giorni vi faranno visita comandanti delle forze armate israeliane. Dopo un nuovo tiro di mortaio lanciato dalla Siria nella parte israeliana delle Alture del Golan, l'esercito dello stato ebraico ha colpito la notte scorsa una postazione dell'esercito siriano da cui era partito il fuoco. Lo ha detto il portavoce militare. Secondo media libanesi, riferiti da quelli israeliani, la postazione colpita dell'esercito di Assad si trova vicino alla base di Naba'a al-Fawar. Nell'ultima settimana sono stati numerosi i proiettili arrivati dalla parte siriana in territorio israeliano.  In seguito alla decisione dell'Anp di Abu Mazen di non pagare più l'elettricità per la Striscia di Gaza a causa di forti divergenze con Hamas, Israele ha iniziato a ridurre gradualmente l'erogazione di corrente elettrica alla Striscia. Secondo la radio militare questo provvedimento riguarda per ora solo due delle dieci linee che riforniscono Gaza. Fonti di Gaza precisano che si tratta di quelle che alimentano Khan Yunes (nel Sud della Striscia) e Sajaya (nel settore centrale) dove l'erogazione è calata oggi da 12 a 8 Megawatt. L'Egitto da parte sua continua ad alimentare la città di Rafah (nel sud della Striscia) con 13 Megawatt. Fonti della compagnia elettrica di Gaza stimano che adesso la popolazione potrà disporre di energia elettrica solo per tre ore continuative seguite da un'interruzione di 12 ore.   L'esercito israeliano, in un'operazione congiunta con lo Shin Bet (Servizio sicurezza interno), ha arrestato la notte scorsa nei pressi di Ramallah in Cisgiordania Kalida Jarrar, membro del Consiglio legislativo palestinese. Lo ha annunciato l'esercito stesso spiegando che Jarrar - fermata insieme a Khitam Khatib del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) ed altri dello stesso gruppo - è stata arrestata "nel sospetto di coinvolgimento in attività terroristiche e violenti disordini pubblici". Jarrar era stata rilasciata dalle carceri israeliane un anno fa dopo aver passato in prigione un lungo periodo di detenzione amministrativa, un procedimento che consente l'arresto senza indicare le accuse e passare in giudizio. Il Fplp - di cui Jarrar fa parte e per cui è stata eletta con Consiglio legislativo palestinese - è considerato da Israele "organizzazione terroristica". La magistratura israeliana esige un risarcimento dalla vedova di un assalitore palestinese che nel gennaio scorso, a Gerusalemme, travolse mentre era alla guida del suo camion un gruppo di militari uccidendone quattro. L'uomo fu ucciso sul posto dalla reazione di altri militari e gli accessi della sua casa sono stati poi sigillati. Adesso, scrive Haaretz, la magistratura esige dalla vedova risarcimenti per le famiglie dei quattro militari uccisi: complessivamente otto milioni di shekel, cioè due milioni di euro. Il giornale cita inoltre il ministro degli interni Arye Deri (del partito ortodosso Shas) secondo cui si tratta di una nuova politica verso i congiunti di assalitori palestinesi. "D'ora in poi - ha scritto Deri, in un comunicato - chiunque progetti o accarezzi l'idea di compiere un attentato deve tenere a mente che i familiari pagheranno un duro prezzo per il suo gesto".

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