giovedì 6 luglio 2017

Domiciliari per Alfredo Romeo

[Amuri troppu, presti sdegna. Troppo amore, presto nausea. Detto siciliano] Disposti i domiciliari per Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano arrestato il primo marzo scorso con l'accusa di corruzione assieme all'ex dirigente Consip, Marco Gasparri. In base a quanto si apprende Romeo allo stato è ancora detenuto nel carcere romano di Regina Coeli in attesa che sia disponibile il braccialetto elettronico. E' in corso una perquisizione nell'abitazione romana del giornalista del 'Fatto Quotidiano' Marco Lillo in merito alla fuga di notizie sul caso Consip. La perquisizione, effettuata dalla Guardia di Finanza, sarebbe stata disposta dalla Procura di Napoli dopo la denuncia dell'imprenditore Alfredo Romeo.  Secondo quanto riportato dal sito del Fatto Quotidiano, Marco Lillo non sarebbe indagato e la Procura di Napoli avrebbe disposto la perquisizione per rivelazione del segreto d'ufficio avvenuta attraverso la pubblicazione del libro "Di Padre in Figlio" di cui il giornalista -attualmente in vacanza - è autore. Uomini del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli stanno eseguendo la perquisizione alla ricerca di tracce informatiche sull'origine dei suoi scoop sull'inchiesta Consip nel computer e nei cellulari del giornalista. Al momento, riporta il FattoQuotidiano.it, si indaga contro ignoti, e in particolare contro "un pubblico ufficiale al momento non identificato che, avvalendosi  
illegittimamente di notizie non comunicabili in quanto coperte dal segreto investigativo, riferibili ad atti depositati presso l'Autorità Giudiziaria di Napoli, le abbia indebitamente propagate all'esterno". "Il decreto - si legge ancora sul sito del quotidiano - è firmato dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino e dal pm Graziella Arlomede, e l'inchiesta per la presunta violazione del segreto d'ufficio è nata sulla base di una denuncia-querela degli avvocati di Alfredo Romeo, l'immobiliarista napoletano al centro del caso Consip. Secondo l'ipotesi accusatoria di Napoli - prosegue il quotidiano - nel lavorare al libro uscito in edicola il 18 maggio scorso Lillo avrebbe attinto a notizie contenute nell'informativa del Noe del 9 gennaio 2017, dall'informativa del febbraio successivo, e da atti di indagine relativi all'inchiesta della Procura di Napoli su Romeo. La Finanza - conclude il quotidiano - sta cercando questi atti, e le tracce informatiche che potrebbero documentare in che modo e tramite quale fonti Lillo se li è procurati". Consip, Marco Lillo contro Matteo Renzi: “Accordo di riservatezza? Mente sapendo di mentire. Cialtrone” (Di giovedì 18 maggio 2017) Marco Lillo torna all’attacco di Matteo Renzi durante la trasmissione Attenti a noi due su Radio24. Tema della telefonata tra Lillo e i conduttori Alessandro Milan e Oscar Giannino, la questione dell’intercettazione tra l’ex premier e il padre Tiziano legata all’inchiesta Consip. L'articolo Consip, Marco Lillo contro Matteo Renzi: “Accordo di riservatezza? Mente sapendo di mentire. Cialtrone” proviene da Il Fatto Quotidiano.  Il Fatto Quotidiano, invece, ha riportato il contenuto dell’atto solo in un secondo momento: proprio per questo motivo non si comprende il motivo della perquisizione ai danni di Lillo e non di chi ha pubblicato per primo le notizie riguardanti il Noe nel giorno dell’interrogatorio di Tiziano Renzi (indagato per traffico illecito di influenze).  “A lui però non hanno sequestrato nulla, mentre a breve sarò costretto a consegnare il mio telefono così come è accaduto a federica Sciarrelli", dice il giornalista, riferendosi a quanto accaduto la scorsa settimana, quando la conduttrice di Chi l’ha visto? è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per concorso in rivelazione di segreto d’ufficio. Marco Lillo, invece, non risulta indagato dalla Procura di Napoli, che in seguito a un esposto dei legali di Alfredo Romeo in merito al contenuto del libro Di Padre in figlio scritto dal giornalista ha disposto non solo il sequestro del cellulare del vicedirettore del Fatto Quotidiano, ma anche la perquisizione delle sue due case a Roma e della sua postazione in redazione.

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