venerdì 14 luglio 2017

Arresti Pubbliservizi Catania

[Quanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino. Marco Aurelio] Militari del comando provinciale di Catania, a conclusione di un'indagine coordinata dalla locale Procura Distrettuale, in esecuzione di un provvedimento cautelate emesso dal Gip, hanno eseguito  sei arresti, due in carcere e quattro ai domiciliari, per presunti appalti pilotati gestiti dalla Publiservizi di Catania, società "in house" della Città Metropolitana etnea, per fatti accaduti nel 2015 e 2016. Sequestrati beni per oltre 200.000 euro, equivalenti al presunto profitto corruttivo. Agli indagati è contestata la corruzione continuata con il vincolo associativo. Tra le persone destinatarie della misura in carcere anche l'ex presidente della Publiservizi, Adolfo Messsina. La giudice Francesca Cercone punta l'attenzione sul fatto che Messina “nell'immediatezza della sua investitura in Pubbliservizi, riusciva ad imprimere alla società l'assetto necessario per addivenire alla realizzazione dei propri progetti con ciò dimostrando, oltre, che la spregiudicata strumentalizzazione della carica, l'indubbia capacità, certamente non improvvisabile, di determinare taluni funzionari, evidentemente sensibili ai vantaggi conseguenti a eventuali progressioni in carriera, a operare seguendo un percorso condizionato non già dall'attenta e imparziale comparazione degli interessi da considerare, ma dalla percezione di indebiti compensi nonché il fatto di poter fare affidamento su soggetti fedeli per ciò solo disposti ad assecondarlo nelle strategie elaborate”. Il tribunale ritiene Adolfo Messina “soggetto dedito all'agire antigiuridico che ben sarebbe in grado di reiterare, per tutte le argomentazioni sopra rassegnate, modalità comportamentali del tutto corrispondenti a quelle in disamina”. Il carcere, dunque, sarebbe “l'unica misura idonea” ma, al di là delle manette, la responsabilità è ben più in alto di Messina, per esempio, di chi lo ha nominato, beffandosi delle migliaia di giovani costretti a scappare da questa terra perché non accettano di dire di sì alle regole degli apparati.

Nessun commento:

Posta un commento