martedì 18 luglio 2017

Antitrust contro Vueling

[Lu guadagnari 'nsigna a spenniri. Il guadagnare insegna a spendere. Frase siciliana] Costi beffardi sul check-in online, promesse di sconto poco chiare, ostacoli alla richiesta di rimborso e all'assistenza clienti: l'Antitrust ha punito la linea area Vueling con una multa da 1 milione di euro per alcune pratiche commerciali scorrette. Ne dà notizia un comunicato. Con la prima pratica, spiega una nota dell'Autorità, la compagnia aerea risulta aver ingannato i consumatori sulla gratuità del check-in online, servizio promosso ampiamente come gratuito sul sito internet e nelle comunicazioni inviate dopo la prenotazione di un volo, in quanto in presenza di alcune condizioni - l'esaurimento di posti disponibili - richiedeva ai consumatori un importo di circa 15 euro per poter procedere ad effettuare il check-in on line e ottenere la carta di imbarco. Inoltre, il vettore non informava che il check-in in aeroporto era comunque sempre gratuito. Inoltre, Vueling promuoveva l'acquisto di un buono sconto pari al 25% del costo del biglietto aereo in modo ambiguo e fuorviante, in quanto non consentiva al consumatore di capire esattamente la reale convenienza dell'acquisto e in particolare l'entità dello sconto di cui avrebbe beneficiato in quanto relativo solo ad una parte del biglietto, ovvero la tariffa base al netto di tasse, spese amministrative e altri oneri. L'Autorità, infine, ha sanzionato Vueling anche per gli ostacoli che frapponeva ai passeggeri nell'esercizio dei diritti contrattuali in quanto, per la richiesta di assistenza e di reclamo, induceva il consumatore a rivolgersi ad una numerazione a pagamento, il cui costo poteva arrivare a 15 euro a telefonata, senza informare dell'esistenza nel sito internet di una web form che peraltro, per le sue modalità di utilizzo - specificamente una struttura a percorsi pre-obbligati - non consentiva una completa assistenza. La multa arriva per altro nel giorno in cui la Corte Ue dice che la Trasparenza dei prezzi implica che, nel pubblicare le loro tariffe, le compagnie aeree precisare separatamente gli importi dovuti dai clienti per le tasse, i diritti aeroportuali nonché gli altri diritti, tasse e supplementi e non possono, pertanto, includere, nemmeno parzialmente, tali elementi nella tariffa passeggeri", in una causa che ha coinvolto la compagnia aerea tedesca Air Berlin relativa alle spese di annullamento chieste ai consumatori.

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