mercoledì 5 luglio 2017

Alitalia muove contro Ryanair

[Cu havi gelosia mancia favi. Chi è geloso mangia fave. Frase siciliana] Anche Alitalia parteciperà alla gara da venti milioni di euro per il co-marketing territoriale dell’aeroporto di Birgi, sinora appannaggio di Ryanair. Ora però c’è una novità. Nei giorni scorsi Luigi Gubitosi, uno dei tre commissari di Alitalia, ha annunciato che la compagnia parteciperà a tutti i bandi degli aeroporti italiani che dispongono di incentivi per attrarre i vettori ad attivare nuove rotte. E tra questi c’è appunto l’aeroporto di Trapani. Airgest ha lanciato un bando di gara per l’acquisizione di servizi di marketing territoriale, ossia per la individuazione dei vettori che dovranno operare nell’aeroporto fino al 2020, con contributi pubblici pari a venti milioni di euro, per 28 mesi, come scrive www.tp24.it. Il bando è diviso in tre lotti. Il primo: collegamenti con mercati nazionali già consolidati è da 13.136.500 euro. Il secondo: collegamenti con mercati internazionali già consolidati è da 6.428.500 euro. Il terzo: collegamenti internazionali da sviluppare è da 715.000 euro. Lotti unici ed indivisibili. Il bando indica anche i mercati da prendere in considerazione per l’azione di promozione territoriale. Quelli nazionali sono Milano, Bologna, Pisa, Roma, Ancona, Cagliari, Cuneo, Genova, Parma, Perugia, Trieste, Bari, Lamezia Terme, Torino, Venezia, Treviso, Verona mentre quelli internazionali sono Bruxelles, Eindhoven, Francoforte, Barcellona, Malta, Bratislava, Cracovia, Karlsruhe, Baden, Kaunas, Varsavia, Praga, Rzeszow, Billund. Tra l’altro, il bando prevede un incremento dell’attuale traffico di circa un milione e mezzo di passeggeri l’anno a Birgi. La premessa è che non ha nulla contro Alitalia, ma Carlo Stradiotti, amministratore delegato di Neos, non nega la rabbia: “Dovremmo lavorare tutti con le stesse regole, ma non è così”, esordisce, segnalando l’invio di una lettera all’Enac per chiarimenti in base al comportamento commerciale del vettore in amministrazione straordinaria. “I 600 milioni finanziati ad Alitalia andrebbero gestiti con precisi vincoli – prosegue il manager – e il debito va restituito, ma il caso è anomalo”. Il manager si riferisce ad un comportamento particolare, per il quale l’azienda ha chiesto spiegazioni all’Ente nazionale dell’aviazione civile: “Il vettore sta operando con una licenza provvisoria, ma al tempo stesso vende biglietti oltre la sua scadenza – dichiara Stradiotti -. A questo punto dovrebbe avere una licenza a tempo indefinito, altrimenti la vendita di biglietteria oltre lo spazio temporale previsto mette a rischio clienti e agenzie di viaggio, che pagherebbero lo scotto in prima persona in caso di eventuale inadempienza”. Per ora l’Enac non ha risposto alla sollecitazione. Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, commenta così la scelta di operare sulle Maldive con tre voli a settimana: “Alitalia dovrebbe essere una compagnia aerea di linea e invece sta puntando alle tratte leisure facendo concorrenza alle aziende italiane, piuttosto che ad altri vettori aerei suoi diretti concorrenti”. Intanto il gruppo, che in passato aveva contratti con Alitalia per rotte verso la Russia e il Nord America, ha deciso di non rinnovare gli accordi. 

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