lunedì 3 luglio 2017

48 ore per Qatar

[Cui nun havi chi fari, pettina cani. Chi non ha che fare, pettina i cani. Detto siciliano] Secondo il New York Times, il principe Mohammed ben Nayef Al Saud, che fino alla scorsa settimana era l’erede al trono, sarebbe agli arresti domiciliari. Diversi responsabili ufficiali hanno fermamente smentito che il principe sia stato arrestato. Questo sembra indirettamente confermare che il principe non sia stato oggetto di un provvedimento giudiziario, bensì amministrativo. Nel palazzo di ben Nayef Al Saud, le guardie del corpo sono state sollevate dalle loro funzioni e sostituite da fedeli del nuovo principe ereditario, Mohammed ben Salmane Al Saud. Le istituzioni saudite stanno per avviare una svolta laica che presuppone, in particolare, la dissoluzione del “Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio" (polizia del buoncostume). Conformemente all’accordo dell’11 aprile 2016, alla fine l’Egitto ha consegnato le isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita. Riad è ora tenuta a rispettare gli accordi di Camp David, secondo cui il Paese proprietario di queste due isolette non può intralciare la circolazione dello stretto e deve consentire libero transito alle navi israeliane. La decisione del presidente al-Sissi era stata molto contestata e il governo egiziano, pur di acquisire il consenso della popolazione, aveva accampato la scusa di non essere mai stato proprietario delle due isole. I fatti sono però inoppugnabili: Tiran e Sanafir appartengono al Cairo sin dalla Convenzione di Londra del 1840. Per costringere l’Egitto a rinunciarvi, l’Arabia Saudita bloccò dapprima le forniture di petrolio, poi un prestito di 12 miliardi di dollari. Alla fine, il parlamento egiziano ha convalidato l’accordo alla chetichella. Il riconoscimento, di fatto, degli accordi di Camp David del 1978 (ossia la pace separata di Egitto e Israele) dovrebbe portare a un ammorbidimento nei rapporti tra Arabia Saudita e Israele. Già a giugno 2015 i due paesi collaboravano in Yemen e dell’acquisto da Israele, da parte della famiglia dei Saud, di bombe atomiche tattiche.  Il riconoscimento dell’Arabia Saudita degli accordi di Camp David dovrebbe avere importanti ripercussioni sulla questione palestinese.Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Bahrain hanno fatto slittare di 48 ore il termine fissato perché il Qatar accetti le 13 richieste formulate dagli stati del Golfo, tra cui la chiusura di al Jazira. Lo scrive la Bbc. L'iniziale scadenza era stata fissata a ieri. Il Qatar, che respinge le accuse mossegli, tra cui quella di finanziamento del terrorismo, ha detto che avrebbe inviato una risposta formale al Kuwait con la sua risposta. Ma sabato a Roma il ministro degli esteri di Doha Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani aveva preannunciato il no alle richieste degli Stati del Golfo. Nella giornata di oggi, scrive la Bbc, il ministro andrà in Kuwait per consegnare la risposta. In una conferenza stampa al Cairo, il vicepresidente iracheno, Iyad Allawi, ha accusato il Qatar e l’Iran di aver tentato di dividere il suo Paese: una zona sciita controllata da Teheran, una sunnita da Doha.
Durante le elezioni del 2010, il partito d’Iyad Allawi ottenne il maggior numero di deputati, senza tuttavia conquistare il potere. Sciita ma laico, Allawi accusò l’Iran di aver interferito nella politica irachena per emarginarlo.

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