lunedì 31 luglio 2017

Trapani sfida colossi Usa

[Cu haviputia, havi a fari facci a tutti. Chi tiene bottega deve fare buon viso a tutti. Frase siciliana] L'ex-amministratore delegato di Bulgari Francesco Trapani, ora a capo della divisione orologi e gioielli di Lvnh rileva il 53% di Briscol-Pizza e sfida i colossi Usa della Pizza (Pizza Hut e Domino's). Già socio di Bulgari, Tiffany e Tages Holding, Trapani è entrato tramite Argenta Holding nel capitale di Foodation, la holding delle catene Briscola-Pizza, Mariù e Polpa-Burger Trattoria. Il piano di sviluppo di 'Briscola - Pizza Society', che attualmente conta 3 punti vendita a Milano e Firenze, si concentrerà sia sullo sviluppo del marchio sia sull'incremento dei locali, nuove aperture di proprietà a Milano e a Londra con l'obiettivo di diventare in breve tempo punto di riferimento della pizza napoletana dapprima sul mercato UK e poi in Europa.

Gulem fiducioso

[Prima ti manciu, dipoi ti chianciu. Prima ti mangio, poi ti piango. Frase popolare siciliana] Un aereo dell’AtlasGlobal Airlines ha dovuto effettuare un atterraggio d’emergenza giovedì allo scalo Ataturk di Istanbul dopo essere stato colpito da grandine durante una tempesta. Danni importanti sono visibili sulla parte anteriore dell’apparecchio, decollato da Cipro, causati chicchi di grandine grandi come palline da golf. Gli stessi che hanno colpito la città sul Bosforo nelle ultime ore, durante la devastante tempesta. Recep Tayyp Erdogan sta pensando seriamente di dare la colpa della tempesta a Fethullah Gülen, nemico del califfo turco. Dopo tutto i chicchi di grandine sono una prova inconfutabile al contrario della farsa del cosiddetto golpe di un anno fa.  Il  predicatore turco Fethullah Gülen – residente negli Stati Uniti e indicato da Ankara come il cervello del fallito colpo di stato dello scorso 15 luglio contro il presidente turco Recep Tayyp Erdogan – ha dichiarato di non temere la sua estradizione verso la Turchia. In un’intervista alla rete televisiva France 24, Gulen ha detto: “Non prendo sul serio questa minaccia, perché quale che sia le opinioni personali (sul presidente americano Donald Trump) non credo che lui prenderà il rischio di rovinare la reputazione degli Stati Uniti nel mondo piegandosi alle richieste insensate del presidente turco. Quindi questa eventualità non mi preoccupa”, ha dichiarato Gülen.

Condanna farsa per Bova

[A 18 anni penserai a sposarti, 20 li hai per correre, 30 farti forte, 40 per farti furbo. Yehuda Ben Tena] Condanna ad un anno e 6 mesi di reclusione per Raul Bova a conclusione di un processo che lo ha visto imputato per un reato di natura fiscale. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Roma ed all'attore sono stati concessi la non menzione e la sospensione della pena. "La sentenza di oggi ha escluso che Raoul Bova abbia mai emesso fatture per operazioni inesistenti, quindi l' accusa relativa a presunte operazioni fittizie, che costituiva il cuore del processo, è stata sbriciolata dalla sentenza di assoluzione", ha detto il difensore di Raoul Bova, Giulia Bongiorno.

sabato 29 luglio 2017

AA ANNULLA ACCORDI CON QATAR ED ETIHAD

[La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo. Jim Morrison] Il vettore americano annuncia che da marzo del prossimo anno cesserà gli accordi con Qatar Airways ed Etihad. I motivi? L'offerta fuori mercato delle sorelle del Golfo, i piani di acquisizione e le offese alle hostess americane E’ guerra dei cieli tra Stati Uniti e Golfo Persico. Lungi dall’essere un remake del doppio conflitto bellico tra Usa ed Iraq, la notizia coinvolge stavolta i giganti dell’aviazione. American Airlines ha infatti annunciato che dal 25 marzo 2018 metterà fine agli accordi di codeshare con Qatar Airways ed Etihad. Il motivo? L’espansione fuori da ogni regola delle tre compagnie del Golfo (Qatar Airways, Etihad ed Emirates), che offrono tariffe fuori mercato e con aerei nuovi di zecca grazie ai petroldollari dei propri governi in violazione degli accordi “Open Skies” tra i vari Stati coinvolti. “Vista la nostra presa di posizione nei confronti delle tre compagnie mediorientali, American Airlines ritiene che ogni genere di accordo con loro non abbia più senso», spiegano dall’azienda statunitense. La decisione è stata accelerata dalle improvvide dichiarazioni dell’a.d. di Qatar Airways Akbar Al Baker, delle quali in seguito si è scusato: “Il nostro equipaggio offre un servizio eccellente e la sua età media è di soli 26 anni: non sarete serviti dalle nonne che si trovano sui vettori americani”. Ma nella disputa tra American Airlines e Qatar Airways c’è anche l’intenzione della compagnia di Doha di acquisire "fino al 10%" di quella statunitense, contro la volontà di quest'ultima.  “Siamo dispiaciuti per la decisione di American Airlines nonostante i benefici per entrambe le parti dal 2009 - ha spiegato in una nota Etihad Airways - perché riteniamo che la loro sia una scelta anti-competitiva e anti-consumatori: in questo modo i passeggeri avranno meno possibilità di scelta e dovranno pagare tariffe più alte”. Sul piano politico, Trump starebbe ripensando gli accordi in materia di trasporto aereo che Washington ha siglato con gli Emirati Arabi Uniti (dove sono basate Emirates ed Etihad) e il Qatar (dove si trova Qatar Airways). Gli accordi attualmente vigenti grazie a "Open Skies" consentono ai vettori di muoversi a livello internazionale liberamente tra gli aeroporti degli Stati che li firmano: se dovessero saltare, potrebbe diventare molto difficile per i vettori mediorientali volare dal Golfo Persico (e dall’Italia) verso gli Usa.

Ryanair contro Google

[Possa io fare della mia vita qualcosa di semplice e diritto, come un flauto di canna che il Signore riempie di musica. Rabindranath Tagore] Il direttore marketing del vettore irlandese Jacobs si scaglia contro la politica dei risultati sponsorizzati sul motore di ricerca numero uno al mondo: "Vanno fermati, i player del mercato turistico smettano di alimentare questo nonsense" Google? E’ “arrogante” e l’industria del turismo dovrebbe essere “più coraggiosa” e “non regalare soldi” al motore di ricerca. A parlare è il direttore marketing di Ryanair Kenny Jacobs, che ha spiegato come “noi di Ryanair non spendiamo un solo centesimo per l’indicizzazione su Google”. I motivi di tale atteggiamento? Jacobs ha spiegato che “se si cerca Ryanair su Google, i primi risultati di ricerca riportano ai portali di eDreams e Opodo ‘travestiti’ da Ryanair”, grazie ai risultati sponsorizzati. “E’ un vero e proprio nonsense – ha continuato Jacobs - e Google deve essere fermata: è solo questione di tempo prima che una corte in Europa agisca e costringa il motore di ricerca a cambiare modello di business, e i tribunali di Amburgo e Berlino stanno indicando la via, con le loro decisioni contro il gigante di Mountain View. Abbiamo anche un ricorso pendente all’Alta corte irlandese”. “Tutti continuano a inserire monete dentro la macchinetta di Google – ha continuato Jacobs - e questa mancanza di coraggio da parte dei player del travel business mi confonde e mi sconforta: e se chiedi conto a Google di questo atteggiamento, ti rispondono ‘non siamo noi, è il Mago di Oz’, come se si trattasse di una religione. Invece non lo è, è solo un algoritmo  codificato in modo da massimizzare i ricavi per loro”. Cosa si può fare? “Smettere di alimentare economicamente questo modello, e non dipendere da Google per alimentare il proprio traffico web”. Infine, Jacobs fa un esempio significativo: “L’altra sera ho cercato ‘cibo Thai’ su Google dal mio telefono: ebbene, tra i primi 10 risultati non c’era un solo ristorante thailandese".

venerdì 28 luglio 2017

Venerdì di protesta a Gerusalemme

[Mattarella: “Sui migranti fermezza come su banche”. Quindi bisogna aiutare le colf della famiglia Boschi. www.forum.spinoza.it]  Manifestazioni contro Israele e Myanmar, per "condannare i recenti crimini contro i musulmani", si sono svolte oggi a Teheran. Numerose persone sono scese in piazza dopo la preghiera del venerdì urlando slogan e issando cartelli di protesta. A conclusione della manifestazione è stato diffuso un comunicato nel quale i manifestanti hanno rimarcato il loro "sostegno all'Intifada palestinese" e hanno "condannato la violenza della moschea di Al-Aqsa da parte dei sionisti". Nel comunicato viene inoltre criticato l'atteggiamento degli organismi internazionali "per il loro silenzio verso l'uccisione brutale dei musulmani in Myanmar".  Il corrispondente della sede Rai di Gerusalemme Carlo Paris è stato ferito a Gerusalemme alla Porta dei Leoni della Città Vecchia durante gli scontri di oggi pomeriggio tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana. Secondo quanto ha spiegato lui stesso, Paris è stato colpito da una granata assordante lanciata dalla polizia che gli ha procurato una ustione alla gamba destra. Paris è stato ricoverato in ospedale dal quale è stato poi dimesso. Con lui è stato ricoverato, e poi dimesso, l'operatore tv israeliano mentre la producer palestinese è ancora in ospedale. Incidenti dopo le preghiere islamiche del dvenerdì in diverse località della Cisgiordania. Fonti palestinesi precisano che scontri sono in corso alla periferia di Betlemme, nel centro di Hebron, a Qalandya (a sud di Ramallah) e a Huwara, presso Nablus. Le stesse fonti aggiungono che l'esercito israeliano fa ricorso a gas lacrimogeni e a proiettili rivestiti di gomma. La radio militare israeliana fa sapere che un palestinese armato di un coltello ha cercato di attaccare soldati nell'incrocio di Gush Etzion, vicino Betlemme ed è stato ucciso. Il giovane è stato poi identificato in Abdallah Taqatqa, 24 anni, originario di Beit Fajar, presso Betlemme. Nel frattempo i servizi di emergenza della Mezzaluna Rossa palestinese hanno riferito che nel corso degli incidenti avvenuti nel pomeriggio in Cisgiordania una cinquantina di persone hanno necessitato cure mediche. Intanto in un ospedale di Ramallah (Cisgiordania) è deceduto la scorsa notte il 26/enne Mohammad Kanaan che era stato ferito alla testa lunedì a Hizme (Gerusalemme) durante scontri con la polizia israeliana. Con la sua morte sale a cinque il bilancio dei dimostranti palestinesi rimasti uccisi da venerdì scorso nelle manifestazioni di protesta contro le misure di sicurezza israeliane nella Spianata delle Moschee. Restano incerte le circostanze in cui Mohammed Kanaan è stato colpito. Alcuni media israeliani citano fonti militari secondo cui il giovane è stato ferito in una ''lite fra vicini'', e non in scontri con la polizia. Ma sul web è stato intanto diffuso un annuncio funebre di al-Fatah, con le effigi di Yasser Arafat e di Abu Mazen, che lo presenta come ''martire'. Un portavoce del premier israeliano Benyamin Netanyahu accusa il presidente palestinese di aver utilizzato la morte del giovane Mohammed Kanaan per ''incitare alla violenza'' a Gerusalemme. Oggi a Hizme i funerali del giovane sono stati accompagnati da una accesa manifestazione nazionalistica palestinese. Incidenti si sono verificati al termine delle preghiere del venerdì in diverse località della Cisgiordania. Fonti palestinesi precisano che scontri sono in corso alla periferia di Betlemme, nel centro di Hebron, a Qalandya (a sud di Ramallah) e a Huwara, presso Nablus. Le stesse fonti aggiungono che l'esercito israeliano fa ricorso a gas lacrimogeni e a proiettili rivestiti di gomma.


giovedì 27 luglio 2017

Grillo e Nero D'Avola solo Doc

[Hai bon tempu s’ ‘un ti lu jochi. Hai buon tempo se non te lo giochi. Detto siciliano] Arriva il via libera definitivo alla modifica del disciplinare della Igt "Terre Siciliane" che esclude la possibilità, dalla vendemmia 2017, di produrre ed etichettare vini Igt Grillo e Igt Nero D'Avola, varietà che troveremo esclusivamente in bottiglie a Denominazione di origine controllata (Doc). Sul sito del ministero delle Politiche Agricole è stato pubblicato il provvedimento che completa l'iter di approvazione della modifica richiesta da circa 3.000 viticoltori della Igt "Terre Siciliane", riunitisi in associazione e appartenenti a più di 15 cantine cooperative e a piccole e grandi aziende del mondo vinicolo siciliano. Il ministero delle Politiche Agricole ha anche approvato il provvedimento di modifica del disciplinare del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che sarà la principale Denominazione che accoglierà sotto il proprio marchio i vini Grillo e Nero D'Avola. Un testo unico  sul vino si taglia del 50% il tempo dedicato alla burocrazia, difatti ad oggi sono 100 le giornate di lavoro che ogni impresa vitivinicola è costretta a 'sacrificare' per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore. Il Testo Unico oltre a semplificare comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori, rivede il sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine ed indicazione geografica con contenimento dei costi, riforma inoltre il sistema sanzionatorio e introduce sistemi di tracciabilità anche per i vini a IGT e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall'estero.  

Sardex per Roma

[Lu vinu sia bonu e li calici sia di crita. Il vino sia buono e il calice sia pure di creta. Frase popolare siciliana] "L'Italia deve uscire dall’euro". Il mantra populista che tanto piace ai grillini viene ora riproposto, in chiave soft, dalla sindaca di Roma Virginia Raggi la cui giunta ha in programma di sperimentare, entro fine anno, la moneta complementare – da affiancare all’euro e non sostituirlo - nei mercati rionali di un municipio (il candidato sembra sia il III). Le parole riportate venerdì dal corriere della seria dell’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo (“Non si tratta di euro e neanche di moneta elettronica, ma di moneta alternativa. Il vantaggio sta nel creare fidelizzazione tra i soggetti appartenenti alla rete che si scambiano beni o servizi”) e la vasta eco mediatica trovano un po disorientati gli utenti dei social che, al di là della simpatia o meno per una ‘moneta complementare’, in linea di massima ne ignorano il significato. Il progetto così esposto, in effetti, è abbastanza fumoso anche se l’assessore ha indicato un modello  esistente, il sardex. Eppure questo modello, si legge sul foglio,    si riferisce a un circuito commerciale consolidato, che permette agli iscritti di aumentare la propria capacità di liquidità scambiando beni e servizi con le altre aziende della rete. È qualcosa che funziona, scrive Luciano Capone, in un contesto dove già ci sono scambi di filiera territoriali, ed è soprattutto un’iniziativa privata che, negli stessi termini, potrebbe nascere spontaneamente a Roma se se ne sentisse il bisogno e ci fosse mercato. Il concetto alla base è semplice. Un euro di beni e servizi è sempre un euro. Anche se la moneta non c’è materialmente, il valore di quel bene è lo stesso. Quindi, in teoria, è scambiabile anche senza il contante. Per esempio attraverso un sistema che gestisca le transazioni dei beni legando il valore al prezzo corrente delle merci. sardex.net    ha messo in pratica questa teoria. Né più né meno. È una moneta virtuale creata da Mancosu, Piero Sanna e i fratelli Gabriele e Giuseppe Littera, 28 e 33 anni. Tutti con studi umanistici alle spalle, ma appassionati di temi economici. E soprattutto della loro terra, che volevano aiutare nel momento più acuto dello tsunami finanziario che ha vessato l’Occidente negli ultimi 6 anni. La sensazione, si legge ancora sul giornale fondato da Giuliano Ferrara,  è che il problema della giunta Raggi sia la liquidità del comune più di quella delle aziende, e che quindi serva più una moneta intesa come emissione di debito. Una soluzione simile a quella offerta a livello nazionale dal M5s, la “moneta fiscale”, per creare una valuta parallela all’euro, in modo da uscire ma non troppo dalla moneta comune. In tal caso l’idea della giunta Raggi, compatibilmente con l’ordinamento giuridico, potrebbe essere un modo per superare i vincoli di bilancio e sconquassarlo (il bilancio).

mercoledì 26 luglio 2017

Lh più voli per l'Italia

[Chi lascia la per troppo tempo, poi non pianga … si sa ogni cagna ha freddo. Abramo Lehmann] Catania sarà tra le città raggiungibili da Francoforte a partire dalla fine di ottobre con i voli Lufthansa. La città siciliana fa parte delle sette nuove destinazioni invernali. I voli, tre volte a settimana, partono da 29 ottobre e si aggiungono ai collegamenti già esistenti da Monaco. Le nuove destinazioni introdotte nell’orario invernale sono già disponibili per prenotazioni, a tariffe a partire da 119 euro per un volo di andata e ritorno. È stato messo in vendita il nuovo volo di linea diretto Genova-Francoforte di Lufthansa. Il collegamento verrà attivato già con la stagione invernale, a partire dal prossimo 31 ottobre, e sarà operato con aeromobili Crj-900 da 86 posti tre volte alla settimana: martedì, giovedì e sabato. Il nuovo volo Genova-Francoforte si affianca al collegamento bigiornaliero Genova-Monaco di Baviera, sempre operato da Lufthansa e attivo da diversi anni. "Si tratta di un annuncio estremamente importante per diversi motivi. - commenta Paolo Sirigu, Direttore generale di Aeroporto di Genova S.p.A. - Collaboriamo da tempo con Lufthansa, uno dei principali vettori a livello mondiale, e siamo felici di avere raggiunto questo risultato. Francoforte è la capitale economica della Germania e rappresenta un bacino molto promettente sul fronte del turismo: questo significa che le aziende liguri avranno un importante strumento in più per sviluppare i loro business, mentre grazie al collegamento diretto migliaia di turisti tedeschi potranno raggiungere comodamente la Liguria. Si tratta di una bella opportunità anche per le crociere in partenze dai porti liguri, che grazie a questo nuovo volo saranno ancora più attrattivi per il mercato tedesco".

Vineyard Tour di Mandrarossa

[Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo. Pablo Picasso] Il 26 e 27 agosto torna a Menfi il Mandrarossa Vineyard Tour: una due giorni di degustazioni ed attività all'aria aperta dedicata a turisti ed appassionati di enogastronomia, cultura, sport e ottima musica. Come nelle precedenti edizioni, Mandrarossa aprirà il suo territorio, sulla costa sud occidentale della Sicilia, regalando un'esperienza unica che permetterà di conoscerne l'anima e le eccellenze attraverso un ricco programma di attività. Dalla raccolta manuale dei grappoli con la magnifica spiaggia delle Ciache Bianche sullo sfondo, alle degustazioni dei vini Mandrarossa accompagnati dai piatti della tradizione preparati dalle signore della Cucina Mandrarossa; dagli show cooking e degustazioni tecniche guidate nella Pineta Pelella agli aperitivi serali accompagnati da musica dal vivo e spettacoli; dalle attività di escursionismo alla quiete della Pineta Molinari dove sarà possibile godere della natura e del mare: tutto questo è il Mandrarossa Vineyard Tour, focalizzato per l'edizione 2017 sui temi della sostenibilità, del bien vivre e del rispetto dell'ambiente.  Il punto d'inizio di questo viaggio alla scoperta del territorio di Menfi sarà il Welcome Point presso il Wine Shop di Cantine Settesoli; qui, sabato 26 agosto e domenica 27 agosto sarà possibile accreditarsi e ricevere tutte le informazioni per vivere un'esperienza unica tra mare, vigne ed i vini Mandrarossa. Sempre al Welcome Point sarà possibile ritirare il programma completo del Vineyard Tour per poi raggiungere Casa Mandrarossa, cuore dell'evento; il Welcome Point sarà il punto di partenza anche per le visite guidate a Cantine Settesoli.  L'ingresso al Mandrarossa Vineyard Tour è gratuito ed aperto a tutti; alcuni eventi sono esclusivamente su prenotazione.

PREMIO LMP A PAMUK

[Cinque anni è la giusta età per studiare le scritture, dieci per studiare la Mishina, a 13 anni inizi a rispettare le mitzvot, 15 anni e studierai la Ghemara. Yeruda Ben Tema] Orhan Pamuk, Nobel per la Letteratura nel 2006, è il vincitore della XIV edizione del Premio letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Lo scrittore turco si è aggiudicato il riconoscimento per La donna dai capelli rossi (Einuadi), un romanzo d'amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un'ossessione capace di cambiare il corso di un'intera esistenza. La cerimonia di premiazione si terrà sabato 12 agosto (ore 21) a Piazza Matteotti a Santa Margherita di Belìce. "Pamuk - spiega Gioacchino Lanza Tomasi, presidente della giuria del Premio Lampedusa - è al momento un autore al vertice degli interessi accademici. L'ultimo romanzo ci riserva ancora una volta una operazione culturale e letteraria sorprendente. La crudeltà del testo di Sofocle è al centro della rappresentazione dell'uomo istintuale presso i maggiori tragici del mondo, da Racine a Nietzsche, da Max Reinhardt a Hugo von Hofmannstahl, questi ultimi, coevi di Sigmund Freud".

Planeta presidente Assovini

[Le aziende hanno spesso un rifiuto immotivato verso la realtà è tendono di evitare di affrontare le conseguenze della diffusione della rete. Veni, vidi, web] È Alessio Planeta il nuovo presidente di Assovini Sicilia, l'associazione di cui fanno parte 76 aziende vinicole siciliane. Alessio Planeta, nato nel 1966, è amministratore delegato di Planeta, azienda familiare che è presente in diverse zone vitivinicole della Sicilia. Planeta subentra a Francesco Ferreri, che ultima il suo mandato alla presidenza durato tre anni. "Continuerò a portare avanti il brand Sicilia, ruolo che Assovini si è dato fin dalla sua costituzione nel 1998", ha detto Alessio Planeta subito dopo la nomina a presidente decisa dal nuovo consiglio di amministrazione che si è riunito a Radicepura di Giarre. "Non sarà facile - ha aggiunto Planeta - fare di meglio rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi sei anni da Assovini e non c'è motivo per intraprendere una linea diversa da quella finora seguita. La Sicilia sta vivendo un momento in cui si stanno liberando energie positive, e il mondo del vino ha forse fatto da apripista". Continuando sul tracciato del presidente uscente Ferreri, Planeta metterà al centro della sua presidenza il lavoro di squadra e lo scambio di opinioni. Del nuovo consiglio di amministrazione di Assovini fanno parte: Alessio Planeta (Planeta); Mariangela Cambria, vicepresidente (Cottanera); Josè Rallo (Donnafugata); Lilly Ferro (Fazio); Francesco Ferreri (Valle dell'Acate); Laurent Bernard de la Gatinais (Rapitalà); Alberto Tasca (Tasca); Michele Faro (Faro); Federico Lombardo (Firriato).

CONDANNATA IBERIA

[Il nostro obiettivo è la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica, la democrazia diretta senza leader. Gianroberto Casaleggio] Susanna Lodato, Giudice di Pace di Caltagirone, ha condannato la Iberia per aver bloccato nell’aeroporto di Buenos Aires una donna paraguayana residente in Italia sposata con un italiano che, dopo un viaggio con la famiglia in Argentina si è vista costretta ad acquistare un biglietto aereo di ritorno in Argentina perché, essendo in possesso di passaporto extracomunitario, non sarebbe potuta entrare in Europa se non avesse avuto anche un biglietto di ritorno in Sud America. A renderlo noto la Confconsumatori, alla quale la famiglie si è rivolta. Il giudice ha ritenuto arbitrario il comportamento della compagnia aerea, che avrebbe anche violato il Regolamento Comunitario, condannandola al rimborso integrale del biglietto che la donna si è vista costretta ad acquistare e al pagamento per tutta la famiglia della compensazione pecuniaria prevista in caso di ritardo e del risarcimento dei danni non patrimoniali e esistenziali. La donna, insieme con il marito, aveva acquistato i biglietti per un viaggio a/r Roma – Buenos Aires via Madrid e i biglietti Catania-Roma per prendere il volo internazionale. La compagnia aerea, senza informare gli interessati, cancellò anche il volo previsto da Madrid a Roma, sostituendolo con un altro, che partì oltre 2 ore dopo, causando la perdita della coincidenza per Catania. I viaggiatori furono costretti a trascorrere l’intera notte nell’aeroporto di Roma senza nessuna assistenza, né informazione e al mattino successivo presero il treno per Catania non avendo più disponibilità economica per acquistare altri biglietti aerei.

lunedì 24 luglio 2017

Italia ostaggio di Alitalia

[Cui troppu spremi fa nesciri sangu. Chi troppo spreme fa uscire sangue. Frase siciliana] É stata fissata ad ottobre la nuova deadline nel processo di vendita di Alitalia. Finora la road map è stata rispettata, ma si fa sempre più insistente l’impressione che l’autunno non sarà il momento della verità: la necessità di trattare il più possibile per evitare il rischio ‘spezzatino’ e le ragioni politiche fanno pensare che i tempi possano allungarsi. Uno scenario al quale il Governo ha già pensato e, nel caso non ci fossero offerte che mantengono l’integrità di Alitalia, una delle alternative è il prolungamento dell’azione commissariale, mettendo altro denaro pubblico. A fare un po’ di luce sarà l’analisi delle buste con le offerte non vincolanti, che verranno aperte nei prossimi giorni: tra i pretendenti, oltre alle compagnie ammesse fino a questa fase (Etihad, Delta, Lufthansa, British Airways, Ryanair ed Easyjet), secondo quando si apprende, ci sarebbero anche da un paio di altre grandi aviolinee i cui nomi non sarebbero finora ancora trapelati. Sulla base delle proposte arrivate ora i commissari definiranno l’indirizzo del programma dell’amministrazione straordinaria (vendita in blocco, ristrutturazione o cessione di beni e contratti), ma secondo molti osservatori, la trattativa per arrivare alla scelta dell’acquirente potrebbe richiedere più tempo del previsto. “L’impressione è che siamo ancora molto indietro, è molto difficile che si arrivi alla vendita di Alitalia nel prossimo autunno: serve tempo per una trattativa complessa, per evitare che chi arriva detti le condizioni”, osserva Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil – Ora l’egregio lavoro svolto fino ad oggi dai commissari si fa più difficile, devono trovare la soluzione per ricondurre il potenziale acquirente ad acquistare la compagnia in blocco”. La preoccupazione dei sindacati resta quindi alta ed è possibile che nei prossimi giorni chiedano ai commissari un incontro per fare il punto sulla situazione. Un’occasione di confronto, intanto, ci sarà già lunedì quando i sindacati di categoria incontreranno l’azienda per proseguire il confronto sulla formazione e riconversione dei circa 300 addetti in cig a zero ore. Sono quattro i cavalieri bianchi per Alitalia. Disposti a rilevare in blocco o quasi la compagnia. E a farlo senza stravolgere l'assetto attuale. Lo scrive "Il Messaggero" specificando che si tratta di: EasyJet, Lufthansa, Ryanair ed Etihad. "Delle prime analisi di Rothschild, che da ieri studia le offerte presentate dai pretendenti in gara, emergerebbe un quadro tutto sommato positivo, certamente migliore delle aspettative. Perché i quattro cavalieri bianchi, sempre che tutto venga confermato nelle offerte vincolanti da presentare ad ottobre - scrive il quotidiano romano - hanno intenzioni serie che mirano a tenere complessivamente unito, o comunque a non smembrare eccessivamente, l'ex vettore tricolore". “Abbiamo un interesse sincero per la sopravvivenza di Alitalia”. È quanto ha affermato in occasione della presentazione dei conti trimestrali il chief financial officer della low cost irlandese, Neil Sorahan. “È importante che l’attività di lungo raggio continui”, ha affermato precisando che Ryanair “è pronta ad offrire la sua collaborazione”. La low cost ha partecipato alla gara per Alitalia con un’offerta non vincolante. “Siamo soddisfatti di questa crescita degli utili del 55% nel primo trimestre ma è necessaria cautela perché le entrate sono distorte dalla presenza delle vacanze pasquali”, ha affermato Michael O’Leary, numero uno di Ryanair presentando i conti trimestrali.

domenica 23 luglio 2017

Russia e Iran sotto embargo

[La cacocciula si mancia a fogghia a fogghia. Il carciofo si mangia foglia a foglia. Frase siciliana] L'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni nei confronti di 18 in tutto fra individui e gruppi iraniani per attività non legate al programma nucleare. Lo scrive la Associated Press. Fra le nuove sanzioni imposte dall'amministrazione americana a individui e gruppi iraniani, il dipartimento di Stato in particolare individua due gruppi associati con il programma balistico di Teheran. Il dipartimento del Tesoro include invece sette gruppi e cinque individui associati ai militari iraniani e in particolare alla Guardia Rivoluzionaria, oltre a tre individui che segnala vicini a un gruppo dedito alla criminalità organizzata. La Casa Bianca cambia idea e indica il suo sostegno ad un irrigidimento delle sanzioni verso la Russia, come previsto da un disegno di legge su cui è stato raggiunto un accordo bipartisan. Lo conferma la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. Parlando alla Abc News, Sanders ha precisato che gli aggiustamenti apportati al testo hanno fatto sì che il presidente Donald Trump superasse le sue perplessità. Ieri leader repubblicani e democratici al Congresso avevano reso noto di aver raggiunto un accordo su un pacchetto di nuove sanzioni verso Mosca da adottare come punizione per le presunte interferenze nelle elezioni americane del 2016 e per le sue aggressioni militari in Ucraina e Siria, con il rischio di innescare uno showdown con l'amministrazione Trump determinata alla cautela (e particolarmente rischioso per il presidente Trump in un momento di particolare pressione dovuta agli sviluppi sul 'Russiagate' ndr). Per questo l'apertura espressa dalla portavoce della Casa Bianca costituisce un rapido e inatteso cambiamento di scenario: "L'amministrazione è d'accordo con l'essere duri verso la Russia, particolarmente nell'adozione di sanzioni - ha detto Sarah Huckabee Sunders - il testo originario era scritto male, ma siamo stati capaci di lavorare con Camera e Senato per apportare i cambiamenti necessari".

Impeachment Trump

[Grapiti l’occhi a l’accattari agugghi. Apri bene gli occhi nel comprare aghi. Frase siciliana] Altro capitolo del Russiagate: il figlio maggiore del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump Jr., sarà ascoltato dalla commissione Giustizia del Senato il prossimo mercoledì mattina insieme all’ex direttore della campagna Trump, Paul Manafort. Al centro dell’audizione, pubblica, i contatti con i russi durante la campagna per le presidenziali finalizzati a danneggiare la sfidante democratica Hillary Clinton. Anche il genero e consigliere di Donald Trump Jared Kushner sarà udito nell’ambito del Russiagate, lunedi a porte chiuse in commissione intelligence al Senato. In un momento così delicato il presidente rilascia un’intervista al New York Times, e si scaglia contro il ministro della giustizia Jeff Sessions. Dice che non lo avrebbe mai nominato se avesse saputo che si sarebbe tirato fuori dall’inchiesta sul Russiagate. Fatto che concretamente ha aperto le porte alla nomina del procuratore speciale Robert Mueller  a capo dell’indagine. Trump ne ha avuto anche per lui dicendo che sue eventuali ricerche sulla situazione finanziaria della famiglia, “al di là dell’inchiesta”, sarebbero una “violazione’‘. Rivela poi che il procuratore è al centro di “conflitti” di cui a un certo punto Trump riferirà.Donald Trump ha ingaggiato un nuovo avvocato, un peso massimo che va ad allargare la squadra legale del presidente Usa, sempre più seriamente nel mirino delle indagini sui rapporti con la Russia, il cosiddetto “Russiagate”. L’avvocato che va a rafforzare la squadra di esperti assunti da Trump è John Dowd, un veterano del foro, con esperienza di cause connesse al dipartimento di Giustizia, sottolinea il Washington Post. Intanto, mentre si allarga la trama del Russiagate, anche un avvocato personale di Trump, Michael Cohen, ha deciso di assumere un legale, in vista della sua comparsa davanti al Comitato Intelligence della Camera il prossimo 5 settembre. Un uomo d’affari americano, il repubblicano Peter W. Smith, dopo aver parlato con la stampa Usa dei suoi tentativi di entrare in contatto con gli hacker russi, sospettati di aver hackerato le e-mail di Hillary Clinton, si è suicidato in una stanza d’albergo in Minnesota. La notizia apparsa sul “Chicago Tribune” è rimbalzata sui media russi questa mattina. Il tutto è successo 10 giorni dopo un’intervista con “Wall Street Journal” dove l’uomo ha rivelato la sua indagine. Anche il WSJ in un articolo ha scritto che l’uomo d’affari 81 enne è morto, ma l’argomento non è stato approfondito. L’edizione di Chicago invece pubblica particolari sulla morte del signor Smith, sostenendo che il corpo sarebbe stato trovato in una stanza di albergo, vicino al Mayo Hospital in Minnesota, con un sacchetto in testa attaccato a una fonte di elio.  La Cia accertò che Vladimir Putin fu coinvolto direttamente nella campagna di hackeraggio per screditare le presidenziali Usa sulla base di fonti interne al governo russo. Lo rivela il Washington Post che ricostruisce con decine di fonti anonime dell'intelligence Usa le reazioni di Obama per fermare le interferenze russe. La Cia sarebbe venuta in possesso di specifiche istruzioni di Putin per sconfiggere o almeno danneggiare la candidata dem Hillary Clinton e aiutare il suo rivale Donald Trump.

25 boss di Hamas arrestati

[Lu ferru s’ardi, e nun pari d’arrassu. Il ferro s’arroventa, eppure non sembra da lontano. Frase siciliana] Nella notte, in Cisgiordania, blitz dell'esercito israeliano. Sono stati arrestati 25 alti esponenti di Hamas, nel contesto di misure straordinarie adottate dopo le violenze degli ultimi giorni. Fra gli arrestati, secondo fonti palestinesi, figurano un deputato e 5 miliziani di Hamas liberati anni fa da Israele nel contesto di uno scambio di prigionieri. Ieri il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha telefonato alla famiglia al-Abed di Kobar (Cisgiordania) per congratularsi con l'attentato condotto dal figlio che ha pugnalato a morte 3 civili israeliani ad Halamish.  "Sarà demolita al più presto la casa dello spregevole assassino" che venerdì ha accoltellato a morte tre israeliani nella loro abitazione di Halamish, un insediamento ebraico in Cisgiordania. Lo ha anticipato oggi al governo israeliano il premier Benyamin Netanyahu. "Yosef, Haya ed Elad Solomon - ha aggiunto - sono stati uccisi da una belva umana, aizzata da odiatori di ebrei". I loro funerali sono in programma oggi. Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato per oggi il gabinetto di difesa del governo israeliano per esaminare la situazione creatasi a Gerusalemme dopo la installazione di metal detector agli accessi della Spianata delle Moschee. Lo riferiscono i media locali secondo cui fino al termine della seduta - che dovrebbe iniziare in serata - i varchi elettronici non dovrebbero essere rimossi. In una intervista alla radio militare il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan ha detto che vengono presi in esame anche altri sistemi di sicurezza, ma almeno per ora la polizia ritiene che i metal detector diano la maggiore affidabilità. La scorsa notte, alla Porta dei Leoni della Città Vecchia sono anche state installate telecamere di sorveglianza. Tutto ciò non cambia però la posizione dei palestinesi secondo cui la calma potrà tornare solo quando ai fedeli islamici sarà garantito l'ingresso nella Spianata delle Moschee senza alcun controllo.  Bulldozer israeliani hanno demolito in Cisgiordania un monumento eretto in memoria di un palestinese autore di un attacco anti-israeliano, provocando dei disordini in cui sei palestinesi sono rimasti feriti. Lo ha reso noto l'esercito israeliano e un responsabile locale. Un memoriale per Khaled Nazzal, combattente palestinese che orchestrò un attacco in cui morirono 26 israeliani - di cui la maggioranza bambini - nel 1974, è stato eretto di recente dal comune di Jenin. Israele aveva chiesto il ritiro del memoriale. Oggi prima dell'alba ruspe e soldati sono entrati in questa città situata nel Nord della Cisgiordania. "Le nostre forze hanno abbattuto un monumento eretto in memoria del terrorista Khaled Nazzal", ha dichiarato una portavoce di Tsahal. Scontri sono scoppiati poco dopo nei quali sei persone sono rimaste ferite, ha detto all'Afp Mohammed Abu Ghali, capo della municipalità di Jenin. Un giovane si troverebbe in condizioni gravi dopo essere stato colpito al petto. Numerosi palestinesi considerano Nazzal e altri combattenti eroi della lotta contro l'occupazione israeliana mentre gli israeliani al contrario li considerano dei "terroristi".

sabato 22 luglio 2017

Petrolchimico di Siracusa nocivo

[Avrai 50 anni per farti saggio, ne avrai 60 per farti sapiente. Yehuda Ben Temà ] Il gip di Siracusa, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di due impianti industriali: lo stabilimento Esso e gli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud del polo petrolchimico siracusano. Provvedimento senza precedenti, se si considera che il polo petrolchimico siracusano resta uno dei più importanti d'Europa. L'inchiesta scaturisce dai numerosi esposti e dalle denunce di cittadini, movimenti ambientalisti ed enti e istituzioni che lamentavano la cattiva qualità dell'aria. Un pool di sostituti, coordinati dal capo della Procura Francesco Paolo Giordano, al termine di un'indagine scattata due anni fa, ha accertato un "significativo contributo al peggioramento della qualità dell'aria dovuto alle emissioni degli impianti". Nel suo provvedimento il gip subordina la restituzione degli impianti "all'imposizione di prescrizioni per consentirne l'adeguamento alle norme tecniche vigenti". Il gip ha dato 15 giorni di tempo alle società per decidere se aderire alle prescrizioni. Sia la Esso, che la raffineria impianti Sud dovranno ridurre le emissioni provenienti dall'impianto "con la copertura delle vasche costituenti l'impianto di trattamento acque". Dovrà essere presentato un progetto che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria. Gli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud dovranno effettuare il monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; realizzare impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico; adeguare i sistemi di monitoraggio delle emissioni, attraverso l'adozione di sistemi di monitoraggio in continuo, mettendo a disposizione i dati registrati per via telematica all'Arpa di Siracusa. Solo lo stabilimento Esso dovrà ridurre il livello delle emissioni in atmosfera sino al rispetto dei livelli previsti delle migliori tecnologie disponibili, in particolare la riduzione degli ossidi di zolfo in due camini, e degli ossidi di azoto in 21 camini.

venerdì 21 luglio 2017

Etihad Regional venduta

[L'amore non ci vede, ma l'odore dei soldi lo fiuta anche un cieco. Abramo Lehmann] Alle ore 18 di oggi è scaduto il termine per la presentazione di proposte non vincolanti per Alitalia. Lo si legge in una nota della compagnia, in cui si precisa che, in base all'analisi delle proposte ricevute, i Commissari Straordinari entro la prossima settimana provvederanno a definire e sottoporre all'approvazione del Mise l'indirizzo del Programma dell'Amministrazione Straordinaria nonché i contenuti del bando di gara recante termini, finalità e modalità di svolgimento delle prossime fasi della procedura. Cambiamento di proprietà per Darwin Airline, compagnia aerea ticinese che opera con il marchio "Etihad Regional" in vari paesi europei. La stampa ticinese riferisce che gli azionisti attuali, tra cui il partner strategico Etihad, hanno concordato la vendita delle proprie azioni ad una nuova società svizzera sussidiaria di Adria Airways, il vettore sloveno leader nella regione dell’Europa sudorientale e membro di Star Alliance. Darwin continuerà ad operare con l'attuale nome legale Darwin Airline ed il proprio certificato di operatore aereo (Aoc). Il brand commerciale invece cambierà da Etihad Regional ad Adria Airways Switzerland. Lugano rimarrà la sede principale e lo scalo di Ginevra sarà la seconda base operativa.  Come si sa, tra i possibili nomi dei vettori interessati c'era quello di Ryanair, che proprio oggi fa sapere di non prendere parte alla corsa, ma conferma la disponibilità a subentrare nelle rotte gestite dalla compagnia se ce ne fosse necessità, si legge su fonti di stampa. I pretendenti che potrebbero farsi avanti? Dovrebbero essere le compagnie rientrate nella data room e quindi Lufthansa, Etihad, Delta, British Airways, EasyJet e Ryanair, che però ha detto che non parteciperà. Secondo fonti di stampa non è escluso che l'apertura delle buste possa svelare i nomi dei fondi di private equity interpellati dall'advisor finanziario Rothschild, come Indigo Capital e Cerberus. Potrebbero esserci anche altre compagnie aeree, come società di handling e fondi. Come più volte detto l'obiettivo resta quello di vendere la compagnia per intero, evitando lo spezzatino. "L'asset di Alitalia va mantenuto integro", ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

mercoledì 19 luglio 2017

Ok Riina resta in carcere

[Se ci fosse qualcosa da dire, capra e cani imparerebbero a parlare. Abramo Lehmann] "Io non mi pento...a me non mi piegheranno" e "Io non voglio chiedere niente a nessuno... mi posso fare anche 3000 anni no 30 anni". Così Totò Riina si è rivolto alla moglie Antonietta Bagarella in un colloquio video-registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio. Le parole del dialogo, "nel contesto di uno scambio di frasi su istanze da proporre", scrivono i giudici, sono nell'ordinanza con cui la Sorveglianza ha rigettato l'istanza del boss di Cosa Nostra. Per i giudici è "degno di nota" il fatto che Riina asserisca che "non si piegherà e non si pentirà mai". E "altrettanto significativo" è un passaggio durante il quale i coniugi "giungono ad affermare che i collaboratori di giustizia vengono pagati per dire il falso". Di seguito è riportata la trascrizione del dialogo. Riina: 'sono stato io... non è che siamo! Facciamo finta che eravamo insieme... non e che non lo sanno!... Lo sanno che eravamo sempre qua con questo direttore! Io non ho fatto niente e non so niente e quello... Brusca...' Bagarella: 'ma tu lo sai che quelli prendono soldi quando dicono queste cose?' Riina: 'certo' Bagarella: "e allora... più se ne inventano e più sono pagati' Riina: 'hanno... esatto...' Bagarella: 'Non è che è gratis quando lui dice queste cose che non esistono e perciò! Eh perciò ci vivono tutti! È così'.
Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali di Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci che per anni ha lavorato a Palermo. Salvatore Riina "non potrebbe ricevere cure e assistenza migliori in altro reparto ospedaliero ossia nel luogo in cui ha chiesto di fruire della detenzione domiciliare". Lo scrivono i giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna, concludendo il ragionamento sulle condizioni di salute del boss di Cosa Nostra, nell'ordinanza con cui rigettano le istanze di differimento della pena. Per i giudici è "palese", a Parma, "l'assoluta tutela del diritto alla salute sia fisica che psichica del detenuto". Salvatore Riina appare "ancora in grado di intervenire nelle logiche di Cosa Nostra", nonostante le sue condizioni di salute e l'età ormai avanzata e "va quindi ritenuta l'attualità della sua pericolosità sociale". È un passaggio cruciale dell'ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Bologna, nel rigettare l'istanza di differimento pena del boss. "La lucidità palesata" da Riina e "la tipologia dei delitti commessi in passato (di cui è stato spesso il mandante e non l'esecutore materiale) - proseguono i giudici - fanno sì che non si possa ritenere che le condizioni di salute complessivamente considerate, anche congiuntamente all'età, siano tali da ridurre del tutto il pericolo che lo stesso possa commettere ulteriori gravi delitti (anche della stessa indole di quelli per cui è stato condannato)". I Carabinieri del R.O.S. coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Palermo e Trapani, stanno eseguendo un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale – sezione misure di prevenzione – di Palermo nei confronti del capo di Cosa nostra Salvatore Riina e del suo nucleo familiare per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Le indagini patrimoniali hanno consentito di individuare e colpire il patrimonio occulto riconducibile a Salvatore Riina, alla moglie Ninetta Bagarella e ai figli, Giuseppe, Salvatore, Maria Concetta e Lucia. I beni sequestrati sono localizzati prevalentemente nelle province di Palermo e Trapani, e sono costituiti da 3 società, una villa, 38 rapporti bancari e, soprattutto, numerosi terreni. Punto cruciale dell’indagine patrimoniale è rappresentato dalla evidente sperequazione tra i redditi dichiarati negli anni da Riina e dai suoi congiunti, da cui è stato possibile ipotizzare l’utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite.In tale quadro, è emersa la significativa e continuativa disponibilità di denaro contante della famiglia, ed in particolar modo della moglie che, malgrado i molteplici sequestri di beni mobili subiti nel tempo ed a fronte dell’assenza di redditi ufficiali, è riuscita a emettere nel periodo 2007-2013 assegni per un valore di oltre 42.000 mila euro a favore dei congiunti detenuti.

In attesa di giustizia

[Dove ci sono 2 ebrei c’e già un tempio. Abramo Lehmann]Il pm Nino Di Matteo lo dice chiaro, alla vigilia dell'anniversario della strage di via D'Amelio: "Bisognerebbe riaprire l'indagine dei mandanti esterni delle stragi". All'incontro organizzato lunedì sera da AntimafiaDuemila in collaborazione con Contrariamente e il Movimento delle Agende rosse, il magistrato del Processo Trattativa ha elencato alcuni degli episodi dai quali emerge la presenza di soggetti esterni a Cosa nostra dietro le stragi del '92. "Non sono d'accordo - ha spiegato Di Matteo, recentemente alla Direzione nazionale antimafia - con chi sostiene che non si sappia nulla della strage di via d'Amelio" a fronte di "una ventina di condanne per strage" che "in Italia non è un risultato da poco". Ma allo stesso tempo, ha ammonito, "chi conosce quegli atti sa che quelle sentenze devono, o dovrebbero, costituire un punto di partenza per rilanciare le sempre più evidenti responsabilità di ambienti e uomini estranei a Cosa nostra". E invece di "moltiplicare le risorse e l'impegno per proseguire le indagini sulle stragi" ha aggiunto Di Matteo, di fronte alle intercettazioni in carcere del boss Giuseppe Graviano "c'è stata una minimizzazione pregiudiziale". "Per non tradire e calpestare la memoria di Borsellino - ha detto ancora Di Matteo - abbiamo davanti una sola strada, dura e tortuosa" ossia "pretendere il massimo sforzo da parte delle inchieste", in particolare "dalla Procura nazionale antimafia e dalle Direzioni distrettuali di Caltanissetta, Firenze e Palermo" ma anche "pretendere e valutare l'opportunità di un'inchiesta politica da parte della Commissione parlamentare antimafia" e "la massima attenzione dell'opinione pubblica". Le celebrazioni per l'anniversario di via D'Amelio proseguono con l'iniziativa, oggi, che coinvolge i bambini, "Coloriamo via D'Amelio" alla quale saranno presenti la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi e la ministra dell'Istruzione Fedeli. Sono trascorsi 25 anni da quando il pomeriggio del 19 luglio 1992 un’autobomba piazzata in via D’Amelio uccise il giudice Paolo Borsellino, e gli agenti di scorta Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli. Una strage avvenuta appena 57 giorni dopo quella di Capaci, in cui morì il giudice Giovanni Falcone insieme alla moglie e tre agenti di scorta. Una strage i cui contorni, al di là della matrice mafiosa, restano tutt’ora avvolti dal mistero. Un iter giudiziario tra i più ingarbugliati di sempre, con dieci processi, condanne, ergastoli, assoluzioni e revisioni; imputati finiti al 41-bis ingiustamente, pentiti “finti” e collaboratori di giustizia “veri”, che con le loro parole hanno disegnato lo scenario in cui il giudice Borsellino agiva, ma che non sono stati sufficienti 25 anni per definire chiaramente. Il ricordo della strage di via D’Amelio è imprescindibile dalla ricerca della verità per una delle pagine più oscure della storia del Paese. Tutti i dubbi, timori, angosce sono stati assemblati, raccontati da Enrico Deaglio in un libro dal titolo Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino una storia di orrore menzogna. La lettura racchiude, sintetizza 25 anni di indagini condotte male, di processi poco credibili.  Numerosi gli eventi in programma per ricordare il sacrificio del magistrato e dei suoi “angeli” di scorta. In città sarà presente il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che sarà prima in via D’Amelio e poi alla scuola Falcone dello Zen, dove pochi giorni fa un raid vandalico ha distrutto la statua dedicata al giudice ucciso il 23 maggio 1992; così come sarà in città anche la presidente della Commissione nazionale Antimafia Rosi Bindi che onorerà i magistrati tra le altre cose con un minuto di riflessione al Giardino della memoria di Ciaculli. Alle 16,58, orario della strage, via D’Amelio si raccoglierà in silenzio per ricordare il giudice, quindi alle 20,30 sarà la volta della fiaccolata tradizionale che attraverserà via Libertà, via Autonomia Siciliana e arriverà in via D’Amelio dove verrà deposto un tricolore e intonato l’inno nazionale. Le Agende rosse in mattinata organizzano la salita a Castello Utveggio e due dibattiti in via D’Amelio nel pomeriggio.Paolo Borsellino sarà ricordato anche in tv, con la fiction “Paolo Borsellino – Adesso tocca a me”, che ricostruisce i 57 giorni che separarono le due stragi.  "Bisogna rispettare la memoria di Paolo Borsellino e il dolore dei familiari, io so e tanti sanno fuori e dentro la mafia e fuori e dentro le istituzioni chi in questi anni ha continuato a cercare la verità sulla strage e si è esposto e ha esposto la propria famiglia a rischi gravissimi sacrificando la propria libertà e anche la carriera": così il pm Nino Di Matteo risponde alla figlia di Paolo Borsellino che ha parlato dei depistaggi delle indagini sulla strage di Via D'Amelio e dei pm, come Di Matteo, che avevano svolto le indagini. "Credo che questo sia giusto ricordarlo - ha aggiunto il magistrato - per evitare che certe parole possano essere strumentalizzate da chi non vuole che si vada avanti nel completare il percorso di verità sulle stragi. Anche cercando di capire con gli elementi nuovi che sono stati scoperti in questi anni chi eventualmente assieme agli uomini di Cosa nostra ha ucciso Paolo Borsellino".

martedì 18 luglio 2017

NUOVI CONSIGLIERI ALLA GESAP

[Megghiu 'na festa chi 100 festicchi.  Meglio una festa che 100 festicciole. Frase siciliana] Il Comune di Palermo ha bandito una manifestazione di interesse di soggetti disponibili alla designazione/nomina dei rappresentanti del Comune in enti, aziende ed istituzioni da esso dipendenti o controllati. Cosa dovranno rappresentare in Gesap è tutto da scoprire.  Andranno a occupare posti in cda già completo, oppure dovranno sostituire chi? Ambrogio è inamovibile, dove lo trovi un altro così? Scalia, ingegnere gestionale, impegnato anche in Gh, esageratamente riservato da indurre a pensare che, probabilmente, la sua timidezza è il suo limite. Mistretta (e il prode Achille), la Li Calzi sono a rischio. Il troppo indipendente Todaro, vice presidente, in quota Camera di commercio non può essere toccato, anche perché se avesse avuto questa possibilità, il sindaco, l'avrebbe già sostituito.  Tra questi, ci sono Gesap, Fondazione Teatro Massimo, Associazione Teatro Biondo e il Consorzio Distretto Turistico Palermo Costa Normanna. I professionisti da designare e/o nominare devono essere in possesso di Laurea (vecchio ordinamento) o Laura Specialistica o Laurea Magistrale (nuovo ordinamento) e, in più, di una esperienza almeno quinquennale scientifica, ovvero di tipo professionale o dirigenziale o di presidente o amministratore delegato maturata in enti o aziende pubbliche o private di dimensione economica e strutturale assimilabile a quella dell’ente interessato dallo svolgimento dell’incarico, oppure qualifica di magistrato ordinario, amministrativo o contabile in quiescenza o di docente universitario di ruolo anche in quiescenza. Gli interessati dovranno presentare esclusivamente on line la propria manifestazione di disponibilità entro il 5 agosto 2017, attraverso una procedura dedicata sul sito web del Comune di Palermo.

Antitrust contro Vueling

[Lu guadagnari 'nsigna a spenniri. Il guadagnare insegna a spendere. Frase siciliana] Costi beffardi sul check-in online, promesse di sconto poco chiare, ostacoli alla richiesta di rimborso e all'assistenza clienti: l'Antitrust ha punito la linea area Vueling con una multa da 1 milione di euro per alcune pratiche commerciali scorrette. Ne dà notizia un comunicato. Con la prima pratica, spiega una nota dell'Autorità, la compagnia aerea risulta aver ingannato i consumatori sulla gratuità del check-in online, servizio promosso ampiamente come gratuito sul sito internet e nelle comunicazioni inviate dopo la prenotazione di un volo, in quanto in presenza di alcune condizioni - l'esaurimento di posti disponibili - richiedeva ai consumatori un importo di circa 15 euro per poter procedere ad effettuare il check-in on line e ottenere la carta di imbarco. Inoltre, il vettore non informava che il check-in in aeroporto era comunque sempre gratuito. Inoltre, Vueling promuoveva l'acquisto di un buono sconto pari al 25% del costo del biglietto aereo in modo ambiguo e fuorviante, in quanto non consentiva al consumatore di capire esattamente la reale convenienza dell'acquisto e in particolare l'entità dello sconto di cui avrebbe beneficiato in quanto relativo solo ad una parte del biglietto, ovvero la tariffa base al netto di tasse, spese amministrative e altri oneri. L'Autorità, infine, ha sanzionato Vueling anche per gli ostacoli che frapponeva ai passeggeri nell'esercizio dei diritti contrattuali in quanto, per la richiesta di assistenza e di reclamo, induceva il consumatore a rivolgersi ad una numerazione a pagamento, il cui costo poteva arrivare a 15 euro a telefonata, senza informare dell'esistenza nel sito internet di una web form che peraltro, per le sue modalità di utilizzo - specificamente una struttura a percorsi pre-obbligati - non consentiva una completa assistenza. La multa arriva per altro nel giorno in cui la Corte Ue dice che la Trasparenza dei prezzi implica che, nel pubblicare le loro tariffe, le compagnie aeree precisare separatamente gli importi dovuti dai clienti per le tasse, i diritti aeroportuali nonché gli altri diritti, tasse e supplementi e non possono, pertanto, includere, nemmeno parzialmente, tali elementi nella tariffa passeggeri", in una causa che ha coinvolto la compagnia aerea tedesca Air Berlin relativa alle spese di annullamento chieste ai consumatori.

lunedì 17 luglio 2017

Soldi Uil in Svizzera   

[Mentri  cunti l’uri, lu tempu si nni va. Mentre conti le ore, il tempo se nega. Frase popolare siciliana] Alla fine ha fatto il passo indietro. Francesca Ticca ha deciso di autosospendersi dalla carica di segretaria generale di Uil Sardegna. Lo ha comunicato  durante il comitato esecutivo del sindacato sardo, al quale hanno preso parte una ventina tra segretari regionali e generali delle categorie, convocato per la prima volta due giorni fa a seguito dell'inchiesta della Procura di Sassari sui trasferimenti di denaro dai conti del sindacato a due banche in Svizzera e Slovacchia. Si è autosospesa anche la tesoriera, Angela Lobrano, che con la Ticca avrebbe disposto le transazioni per un totale di 300mila euro, nei quali sarebbero compresi anche 76mila euro della raccolta fondi per l'alluvione del 2013. La richiesta di autosospensione era stata avanzata già lunedì da una decina di membri dell'esecutivo, ma inizialmente Francesca Ticca si era mostrata restia a questa soluzione. Sostituto pro tempore di Francesca Ticca alla segreteria di Uil Sardegna è stato nominato Andrea Lai, già segretario regionale con delega a Servizi e Turismo, Terziario e Trasporti. Prima di autosospendersi dalla carica, Francesca Ticca ha chiesto al segretario nazionale Carmelo Barbagallo che venisse attivata una procedura di verifica in relazione alla vicenda delle transazioni all'estero. Il numero uno della Uil si è subito attivato mandando a Cagliari il tesoriere Benedetto Attili, che stamattina ha convocato la segreteria regionale. È in questa occasione che Ticca ha ufficializzato l'autosospensione con effetto immediato. Le verifiche del tesoriere e del suo staff sono già iniziate.

domenica 16 luglio 2017

PREMIO PRODUZIONE IN GH PMO?

[Nun fuj cani chi a la casa ‘un torna. Non vi fui mai cane che a casa non torna. Frase siciliana]  I sindacati vogliono sempre stare al centro dell’attenzione, come le belle donne capricciose,  adesso, si sono inventati anche il premio produzione in Gh Palermo, precedentemente in Gesap, azionista di minoranza di Gh. Un premio di produzione, ancora da quantificare, perché lavori. Vero è che l’Enac ha convocato la Gh Palermo perché sono state riscontrate anomalie: sbarchi internazionali autorizzati come nazionali (e viceversa), pesanti ritardi nella riconsegna bagagli …. È visto che state lavorando così male il sindacato, si inventa il premio produzione. Poco importa come verrà applicato è con quale metodologia verrà applicata. Fortunati quei figli che come genitori hanno dei sindacalisti: vai male a scuola, fumi, ti droghi … avrai come premio il motorino, un nuovo cellulare … In Gh qualcuno ha fatto meglio, anticipando le intenzioni dei sindacati,  si sarebbe   raddoppiato il compenso, non era mai accaduto con Richelieu.    Il Saracino non riesce a dire di no a nessuno, neanche a chi lo meriterebbe. Quest’anno la Gh a Palermo ha ottenuto utili esigui, pur avendo il 100% del traffico di linea, cosa eclatante visto che dal 2005 ha sempre presentato bilanci rosso sangue. Grazie alla solidarietà (circa 60 unità), alla mobilità (circa 25 unità), alla stabilizzazione di 68 precari. Si sa per il Saracino si fanno sacrifici, si trovano soluzioni che nemmeno i manager strapagati  erano a conoscenza, Allah è grande e i sindacalisti pregano cinque volte al giornMa le preoccupazioni non mancano, basta leggere i dati Alitalia per tenere sveglio il Saracino. Il gruppo Gh Italia avanzerebbe da Alitalia circa sei milioni di euro. Rosso da duecento milioni di euro nei primi due mesi dell’anno e per Alitalia si aprirono le porte dell’amministrazione controllata. È quanto emerge dalla situazione contabile consolidata al 28 febbraio pubblicata nella domanda di ammissione all’Amministrazione straordinaria, pubblicata sul sito della compagnia per volere dei commissari  straordinari e sentito il ministero dello Sviluppo economico. Nel dettaglio, si legge sempre nella relazione, alla fine di febbraio 2017 Alitalia aveva accumulato perdite per 203,3 milioni di euro, con un totale di passività pari ad oltre 3,5 miliardi (2,3 miliardi di passività correnti, che la società contava di rimborsare entro la fine dell’anno, e 1,2 miliardi di passività non correnti).  Il valore delle perdite nel primo bimestre dell’anno equivale a poco meno della metà di quanto accumulato nell’intero 2016 (491 milioni). Tuttavia va considerata la stagionalità del dato, a partire dal fatto che gennaio e febbraio sono tradizionalmente mesi di scarso afflusso turistico. A fine febbraio il patrimonio netto risultava comunque negativo per 87 milioni di euro. Con l’ingresso in amministrazione controllata Alitalia ha ricevuto un prestito ponte dallo Stato pari a 600 milioni di euro. Intanto la chiusura della data room per il bando Alitalia resta confermata al 21 luglio. “Tutto procede secondo il nostro calendario”, ha detto il commissario straordinario, Stefano Paleari. “Siamo sempre impegnati a garantire la piena operatività dei voli. Resta il termine al 21 luglio per la chiusura della data room. Poi ci saranno delle offerte che non saranno vincolanti in senso stretto, ma delle proposte che aiuteranno i commissari a formulare il programma che conterrà anche indicazioni industriali”. Parlando quindi dell’andamento della stagione estiva, il commissario ha spiegato che Alitalia è “in piena operatività. I voli hanno ottimi coefficienti di riempimento”. La stessa Meridiana, che al momento paga regolarmente, se non dovesse concludersi l’accordo con la Qatar Airways potrebbe aver problemi di liquidità.  Meridiana, di cui il vettore di Doha, come si sa, ha rilevato il 49 per cento con l’obiettivo di trasformarla in una grande compagnia, come rivelato più volte da Al Baker, che ha già messo in campo una commessa imponente per aumentare la flotta e partire all’attacco con un network forte. Il traguardo sembrava ormai dietro l’angolo (qualche giorno, aveva detto poco più di un mese fa il ceo), poi si è levato un lungo silenzio, che permane tutt’ora. Dal quartier generale di Olbia fanno trapelare voci volte a tranquillizzare il mercato e di massima concentrazione sui piani per il futuro di Meridiana. Anche se qualcuno, a partire dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ammette che la situazione è inevitabilmente delicata, ma si confida che un dietrofront ora non sia pensabile. Anche se ora per Qatar Airways (e tutto il Qatar) le priorità sono altre. E sarà necessario attendere ancora.

Evviva Fethullah Gülen

[Lu diavulu è suttili e fila grossu. Il diavolo è sottile e fila grosso. Frase siciliana] L'organizzazione del predicatore Fethullah Gülen, ritenuta terroristica dalle autorita' di Ankara, conta sulle proprie strutture in 150 paesi nel mondo, compresa la Bulgaria. Lo ha dichiarato l'ambasciatore della Turchia a Sofia Süleyman Gökçe nel corso di una conferenza stampa in occasione del primo anniversario del tentato colpo di stato in Turchia. Il diplomatico ha ribadito che secondo Ankara proprio questa organizzazione avrebbe ordito il golpe. Süleyman Gökçe ha aggiunto che la Turchia, superata la crisi, si aspettava maggiore solidarietà da parte degli altri paesi. Migliaia di persone hanno iniziato la 'Marcia di unità nazionale' sul primo ponte che collega le sponde asiatica ed europea di Istanbul per commemorare l'anniversario del colpo di stato fallito in Turchia. Il cammino simbolico sull'ex ponte del Bosforo - ribattezzato dei Martiri del 15 luglio dopo il putsch - rientra nel fitto programma di eventi organizzati oggi in tutto il Paese. Alla marcia partecipa il presidente Recep Tayyip Erdogan, che terrà un discorso alle 22:30 locali (le 21:30 in Italia), prima di inaugurare il 'Memoriale dei martiri'. Dalla mezzanotte, Erdogan darà inizio alle simboliche "ronde di guardia della democrazia", che si svolgeranno per 24 ore in tutta la Turchia, per poi tornare ad Ankara e rivolgersi al Parlamento alle 02:32, l'ora esatta in cui iniziarono i bombardamenti dell'aviazione golpista sull'edificio. Nuova ondata di purghe. Oltre 7mila, tra poliziotti, personale dei ministeri e accademici, sono stati cacciati dai posti che occupavano con l'accusa di avere "agito contro la sicurezza dello Stato" o perché "membri di una organizzazione terrorista". Lo scrive la Bbc online citando un decreto del 5 giugno, pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale governativa. Tra le persone che figurano nell'elenco e sospese dalle loro funzioni figurano tra gli altri 2.303 ufficiali di polizia e diverse centinaia di accademici universitari. Le maxi-purghe decise con lo stato d'emergenza dal presidente Recep Tayyip Erdogan, hanno già portato a 50mila arresti e 150mila epurazioni nei mesi passati. Ma in galera ci sono anche giornalisti e deputati. Le autorità di Ankara hanno accusato il predicatore Fethullah Gulen, che vive negli Usa, di essere l'istigatore del fallito golpe, e hanno chiesto più volte a Washington l'estradizione. Ma Gulen si dice estraneo ai fatti. La Turchia vuole impedire una visita di parlamentari tedeschi, programmata per il prossimo lunedì alla base Nato di Konya. Il ministero degli Esteri ha informato i rappresentanti della Commissione Difesa, del fatto che Ankara abbia chiesto un differimento della visita, a causa dello stato delle attuali relazioni bilaterali. Stando al ministero degli Esteri, nei giorni scorsi sarebbe arrivata a sorpresa una nota verbale della Turchia. Ankara avrebbe constatato che le relazioni diplomatiche al momento sono così cattive da non poter permettere una visita dei parlamentari alla base Nato. Berlino non vuole rinunciare però alla missione dei parlamentari, e ha già protestato alla Nato, a Bruxelles. Nei mesi scorsi ai parlamentari del Bundestag fu impedito di visitare la base aerea di Incirlik, dove erano stazionati i soldati tedeschi, e il ministro degli esteri Sigmar Gabriel, in un difficile negoziato con la Turchia, aveva ottenuto come compromesso il consenso turco almeno ad una visita alla base di Konya.
 

sabato 15 luglio 2017

easyJet dopo brexit

[Chi ha visto le cose del presente ha visto tutto, sia tutto quello che ha avuto luogo dall'inizio dell'eternità, sia tutto quello che avrà luogo per un tempo senza fine; perché tutte le cose sono di un solo genere e di una sola forma. Marco Aurelio] Nasce EasyJet Europe, nuova compagnia di bandiera con sede a Vienna, voluta dal gruppo aereo britannico per tutelare i propri diritti di volo in vista della Brexit. EasyJet ha infatti scelto l'Austria come Paese dove richiedere il certificato di volo e dove fissare il quartier generale della nuova società. Per EasyJet è infatti necessario un certificato di volo (Aoc) in un Paese Ue per poter volare fra i Paesi membri dopo la Brexit. "Il processo di accreditamento è in corso e speriamo di ricevere l'Aoc a breve", dichiara la società in una nota. easyJet, compagnia aerea leader in Europa, continua a investire sul territorio siciliano, annunciando oggi un piano di investimenti sui collegamenti da e per Catania. easyJet è la compagnia che investe maggiormente su Catania in termini di connettività con l’Europa e conferma per il 2017 un incremento dell’investimento del 18% rispetto al 2016. La compagnia è operativa con 13 collegamenti tra nazionali e internazionali e collega Catania a 5 Paesi europei (Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Olanda), oltre all’Italia. easyJet, presente all’aeroporto Fontanarossa dal 2007, ha trasportato ad oggi oltre 5,5 milioni di passeggeri, attraverso una crescita media annua dell’investimento pari al 20% dal 2010, che ha portato al traguardo record di un milione di passeggeri trasportati da e per l’aeroporto di Fontanarossa nel 2016. Indicatori numerici che denotano l’impegno di easyJet verso il territorio, a supporto del turismo, dell’economia locale e della connettività verso l’Europa. Consolidata la posizione di primo operatore per investimenti verso i collegamenti internazionali, il piano di prevede una crescita di 28 voli settimanali sui collegamenti domestici ed internazionali. In particolare per volare tra Catania e Milano Malpensa ci sono 14 voli settimanali in più e 6 voli settimanali in più tra Catania e Napoli Capodichino. Più opportunità anche per chi vuole raggiungere le principali destinazioni del Regno Unito (Manchester, Londra Luton, Londra Gatwick, Bristol), dell’Olanda (Amsterdam) e della Svizzera (Ginevra). Nella stagione estiva, con particolare attenzione ai periodi di grande concentrazione turistica sull’isola, la compagnia mette a disposizione fino a 174 voli a settimana, rendendo così l’area di Catania sempre più connessa con l’Italia e l’Europa. Non solo turismo, ma anche viaggi d’affari: easyJet risponde alle esigenze del segmento business ampliando le opportunità di mobilità di coloro che viaggiano per lavoro, potenziando i collegamenti tra gli aeroporti di Catania Fontanarossa e di Milano Malpensa. In particolare, a partire dal 30 ottobre – con 5 frequenze giornaliere – gli orari sono costruiti in modo tale da offrire la possibilità di viaggiare in giornata: due voli la mattina – di cui uno alle ore 7:00 – due alla sera e un volo a metà giornata.

LANDINI IN CGIL

[Veramente saggio è chi vive ogni giorno come se fosse l'ultimo della sua vita. Marco Aurelio]Inizia l'era di Maurizio Landini all'interno della segreteria della Cgil. Con 166 voti favorevoli (95%) l'assemblea generale, su proposta del segretario generale Susanna Camusso, in seconda votazione ha dato il via libera all'ingresso del leader fiom uscente nella segreteria confederale del sindacato di Corso d'Italia. L'assemblea generale, riunita presso il centro congressi di Via dei Frentani, si è così espressa: su 329 aventi diritto, sono stati 174 i presenti e 174 i votanti. I voti favorevoli all'ingresso nella segreteria confederale del leader della Fiom sono stati 166 (pari al 95%), 7 quelli contrari e un astenuto. Secondo le regole statutarie del sindacato, alla prima votazione dovevano partecipare 219 persone, i 2/3 degli aventi diritto; cifra che però non è stata raggiunta e si è quindi dovuto procedere con una seconda votazione. Alla seconda consultazione è invece bastato raggiungere il 50% + 1 degli aventi diritto purché l'elezione fosse valida. La proclamazione di Landini è stata accolta da un applauso dell'assemblea. Con l'ingresso di Landini in segreteria, l'organismo dirigente di Cgil passa da nove a dieci membri ma si sbilancia in termini di parità di genere, per questo si provvederà all'ingresso di una donna in occasione del congresso. Francesca Re David è stata proclamata nuovo segretario generale della Fiom. A eleggerla, prima donna in questo ruolo, è stata l'assemblea generale dei metalmeccanici della Cgil su proposta del segretario uscente Maurizio Landini. I voti a favore sono stati 221 su 246, il 90%. I no sono stati 23 e 2 gli astenuti. In totale l'assemblea conta 265 componenti. "Non ti salutiamo, noi ci aspettiamo molto ancora da te", ha detto la nuova segretaria generale della Fiom al suo precedessore Maurizio Landini, nel suo intervento all'assemblea dopo la proclamazione. "Non è un saluto", ha ribadito "ma la Fiom ha suoi riti fondamentali e quindi ti consegno il nostro regalo. È nella tradizione". Re David ha quindi consegnato a Landini un orologio con il simbolo della Fiom e un corno portafortuna. Re David ha parlato di oggi come di un "momento straordinario". "So qual è il mio mandato, è preciso, ed è costruire insieme una linea contrattuale" considerando "quali nuove modalità di lavoro mettiamo in campo".

Xu Zhiyong libero

[Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato. Marco Aurelio] L'attivista e avvocato Xu Zhiyong è stato rilasciato questa mattina dopo aver scontato la pena a 4 anni di reclusione per disturbo all'ordine pubblico del 2013 avendo creato un network di persone "socialmente consapevoli". Xu, noto per le campagne sulla trasparenza degli asset dei funzionari governativi come modo per stroncare la corruzione, ha aiutato a fondare il Movimento dei nuovi cittadini, attraverso cui ogni mese teneva eventi in cui si discuteva di costituzione cinese e altri temi legali. La scarcerazione, per combinazione, è giunta nel giorno di funerali e cremazione di Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace 2010 morto giovedì in ospedale, pur restando in detenzione, per un cancro al fegato. Secondo il suo avvocato Zhang Qingfang, Xu si è detto "colpito" per la morte di Liu. Tra le battaglie di Xu figurano quelle del 2003 sulle vittime dello scandalo del latte avvelenato per bambini e dei lavoratori migranti privi di accesso a cure sanitarie e istruzione.

Liu Xiaobo deceduto

[A una sola cosa tendi, e cerca col tuo volere: essere a te stesso bello in ogni cosa che fai. Marco Aurelio] Il premio Nobel per la Pace cinese e oppositore Liu Xiaobo è morto a 61 anni. Era malato di un cancro al fegato. Il dissidente era ricoverato al First Hospital of China Medical University di Shenyang. Stati Uniti e Germania avevano espresso preoccupazione sulla sorte dello scrittore che era rimasto in stato di detenzione pur se in ospedale. L'ufficio giudiziario di Shenyang ha reso noto in serata, dopo una lunga giornata senza bollettini medici, che Liu è deceduto a causa dell'insufficienza di diversi organi primari. L'ultima sua battaglia era di fatto cominciata a maggio quando gli fu diagnosticato un cancro al fegato in fase molto avanzata tanto da motivare in seguito il trasferimento dal carcere, dove stava scontando una pena di 11 anni inflitta nel 2009 per "incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato", al First Hospital of China Medical University sempre di Shenyang. A favore di Liu, 61 anni, al quale fu assegnato il premio Nobel per la Pace 2010 "per la sua lunga e non violenta battaglia per i diritti fondamentali dell'uomo in Cina", si sono spesi nelle ultime settimane con insistenza amici, attivisti e anche governi stranieri affinché potesse essere trasferito all'estero per ricevere cure mediche, trovando però il secco diniego di Pechino. Il governo cinese ha una "responsabilità pesante" per la morte "prematura" del dissidente Liu Xiaobo. L'atto di accusa è arrivato dal comitato per il Premio Nobel. Lo riferisce la Deutsche Welle su Twitter. La morte di Liu Xiaobo, oppositore e intellettuale cinese scomparso a 61 anni, è la prima di un Nobel per la Pace avvenuta in stato di detenzione da quella del pacifista tedesco Carl von Ossietzky, deceduto in un ospedale nazista nel 1938. Le ceneri del Nobel per la Pace Liu Xiaobo sono state disperse in mare "secondo una usanza locale comune". Lo ha annunciato un funzionario della municipalità di Shenyang, in una conferenza stampa in streaming alla quale partecipa Liu Xiaoguang, fratello maggiore del dissidente morto giovedì per un cancro al fegato. Il funerale e la cremazione di Liu si erano svolte poche ore prima. Intanto si è appreso che sua moglie, Liu Xia, "potrebbe essere ricoverata" a causa della debolezza del suo stato fisico. Lo ha affermato Liu Xiaoguang motivando in conferenza stampa la ragione della sua assenza. “È troppo debole e io la rappresento", ha aggiunto avendo alla destra una traduttrice per l'inglese. La conferenza stampa, durata poco più di 20 minuti, si è chiusa senza la sessione di domande.

Hamas presto Teheran?

[A ogni cosa tendi, e cerca col tuo volere: essere a te stesso bello in ogni cosa che fai. Marco Aurelio] Il movimento islamico Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha lanciato un appello a tutti i palestinesi affinché attacchino le forze israeliane, dopo che lo stato ebraico ha imposto la chiusura della Spianata delle Moschee. Il luogo sacro - che gli ebrei chiamano Monte del Tempio - è stato ieri teatro di un attacco terroristico da parte di arabi israeliani, che ha causato la morte di due agenti israeliani e il ferimento di un terzo. I tre aggressori sono stati uccisi. In un comunicato Hamas - che ha espresso il suo plauso per l'attacco - ha definito "guerra di religione" la chiusura della Spianata, mentre il portavoce Fawzi Barhoum ha invitato i palestinesi all’insurrezione e a prendere di mira l'esercito israeliano e i coloni ebrei in Cisgiordania. Israele ha detto che il sito non verrà riaperto prima di domani. In un episodio senza precedenti, tre assalitori palestinesi hanno aperto il fuoco stamani dall'interno della Spianata delle Moschee. Secondo la polizia israeliana l'attacco è avvenuto nei pressi della Porta dei Leoni della Città Vecchia di Gerusalemme. ''I terroristi sono stati neutralizzati'', ha aggiunto una portavoce della polizia.Secondo i servizi di emergenza ''due israeliani sono adesso in condizioni gravi''. Alcuni media sostengono che i feriti sarebbero agenti di polizia. Ancora non è  noto come le armi siano state trafugate all'interno della Spianata. Secondo la portavoce della polizia Luba Samri ''tre terroristi che erano arrivati sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee) si sono diretti armati verso uno degli ingressi. Hanno notato la presenza di agenti e hanno sparato in loro direzione e quindi hanno cercato riparo all'interno di una moschea. C'è stato un inseguimento e i tre terroristi sono stati eliminati dai poliziotti. La polizia ha chiuso la Spianata delle Moschee. Il 6 giugno scorso a Parigi il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Joubeir, ha dettato le condizioni per il ripristino delle relazioni diplomatiche con il Qatar. Tra le richieste c’è l’espulsione di Hamas, la cui direzione politica si è improvvisamente trasferita nel 2012 da Damasco a Doha, appena prima di dichiararsi “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani” (denominazione che in seguito ha abbandonato). Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha appoggiato immediatamente la pretesa dell’Arabia Saudita. Alla fine, il Qatar ha chiesto ad alcuni leader di Hamas – ma non a tutti – di lasciare il Paese. Il discorso che il presidente degli Stati Uniti ha tenuto il 21 maggio scorso a Riad è stato interpretato dal mondo arabo come il permesso di farla finita con i terroristi, quindi anche con la loro casamadre, i Fratelli Mussulmani. Dunque, la stampa araba ha improvvisamente capovolto il proprio giudizio su Hamas, ritenuto fino a quel momento un movimento legittimo della resistenza palestinese. Ora invece i media lo presentano come un’organizzazione terrorista che del popolo palestinese manipola e sfrutta le sofferenze. Soltanto i media finanziati dall’Iran non prendono parte alla campagna. Khaled Mechaal e una delegazione dell’Ufficio politico di Hamas si sono recati a Teheran. Sembra che l’Iran abbia deciso di accordare asilo politico all’organizzazione palestinese. La storia di Hamas è complessa. Fu creato nel 1987, per iniziativa del Regno Unito, da tre membri dei Fratelli Mussulmani. Non metteva in discussione il colonialismo occidentale, bensì sosteneva che, secondo il Corano, un territorio mussulmano non può essere governato da non-mussulmani. Incarnava dunque la resistenza religiosa a Israele. Per contrastare l’influenza di al-Fatah, l’organizzazione laica di Yasser Arafat sostenuta da Stati Uniti e Francia, Tel Aviv aiutò per anni Hamas a espandersi. Progressivamente, l’Iran esercitò un influsso sempre maggiore sul suo braccio armato, cui fornì grossi quantitativi di armi. Nel 2012, nel quadro dell’illusorio trionfo del progetto britannico delle “primavere arabe”, Hamas si proclamò “Ramo palestinese dei Fratelli Mussulmani”. Nonostante i legami tra Hamas e l’MI6 e malgrado l’ideale antimperialista dell’imam Khomeini, Teheran decise di considerare il gesto come atto interno alla Palestina. Oggi in Medio Oriente stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma. La questione della lotta all’imperialismo sta cedendo il posto alla lotta contro il clericalismo. I partigiani dell’islam politico sono rappresentati, tra i sunniti, principalmente da Hamas e, tra gli sciiti, dal governo dello sceicco Hassan Rohani.

Jalaluddin al-Tunisi sostituisce al Baghdadi

[La morte ti sovrasta: fin tanto che vivi, fin tanto che puoi, sii buono. Marco Aurelio] Colpo all'Isis in Afghanistan. Il capo del cosiddetto Stato islamico nel paese asiatico, Abu Sayed, è stato ucciso l'11 luglio in un attacco delle forze Usa contro il quartier generale del gruppo nella provincia di Kunar: lo ha annunciato il Pentagono. La portavoce Dana White ha spiegato che altri membri dell'Isis sono stati uccisi nel corso dell'azione, che "ha inflitto un duro colpo ai piani del gruppo terroristico di espandere la propria presenza in Afghanistan".  Sayed era considerato il nuovo capo del Khorasan, la sezione dell'Isis in Afghanistan e Pakistan dall'aprile scorso, quando il leader precedente, Abdul Hasib, era rimasto ucciso in un'azione delle forze americane e come lui anche il suo predecessore, Hafiz Sayed Khan. Si stima che lo Stato islamico in Afghanistan possa contare su circa tremila combattenti. Continua, invece, il giallo sulla morte di al-Baghdadi. Il capo del Pentagono Jim Mattis ha affermato ancora una volta che gli Stati Uniti non hanno le prove per confermare con certezza che il leader dell'Isis sia stato ucciso. "Se lo sapessimo lo diremmo. Al momento non posso né confermare né smentire. - ha detto Mattis - Il nostro approccio è che supponiamo sia vivo fino a quando non viene provato il contrario. E, al momento, non posso provare il contrario". Jalaluddin al-Tunisi, attuale leader Isis in Libia, sarà il successore di Abu Bakr al-Baghdadi alla testa dell'organizzazione terroristica dello Stato islamico (Isis). Lo scrive la tv saudita Al Arabiya, sottolineando che "tra i pochi leader rimasti, Jalaluddin al-Tunisi è il più qualificato a prendere il posto di al Baghdadi". Nei giorni scorsi la notizia della morte di Abu Bakr al Baghdadi era stata confermata dalla stessa organizzazione che annunciava a breve anche la nomina di un successore. "Il vero nome di Jalaluddin al-Tunisi, tunisino come indica il nome, è Mohamed Ben Salem Al-Ayouni nato nel 1982 nella regione di Msaken nei pressi di Sousse. Emigrato in Francia negli anni '90, ottenne la cittadinanza francese prima di rientrare in Tunisia nei giorni della rivoluzione. Nel 2011 dalla Tunisia partì per la Siria per partecipare alla guerra". Secondo Al Arabiya, "nel 2014 annunciò di essersi unito all'Isis... di cui divenne uno dei più importanti leader, molto vicino ad Abu Bakr al-Baghdadi".

venerdì 14 luglio 2017

Arresti Pubbliservizi Catania

[Quanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino. Marco Aurelio] Militari del comando provinciale di Catania, a conclusione di un'indagine coordinata dalla locale Procura Distrettuale, in esecuzione di un provvedimento cautelate emesso dal Gip, hanno eseguito  sei arresti, due in carcere e quattro ai domiciliari, per presunti appalti pilotati gestiti dalla Publiservizi di Catania, società "in house" della Città Metropolitana etnea, per fatti accaduti nel 2015 e 2016. Sequestrati beni per oltre 200.000 euro, equivalenti al presunto profitto corruttivo. Agli indagati è contestata la corruzione continuata con il vincolo associativo. Tra le persone destinatarie della misura in carcere anche l'ex presidente della Publiservizi, Adolfo Messsina. La giudice Francesca Cercone punta l'attenzione sul fatto che Messina “nell'immediatezza della sua investitura in Pubbliservizi, riusciva ad imprimere alla società l'assetto necessario per addivenire alla realizzazione dei propri progetti con ciò dimostrando, oltre, che la spregiudicata strumentalizzazione della carica, l'indubbia capacità, certamente non improvvisabile, di determinare taluni funzionari, evidentemente sensibili ai vantaggi conseguenti a eventuali progressioni in carriera, a operare seguendo un percorso condizionato non già dall'attenta e imparziale comparazione degli interessi da considerare, ma dalla percezione di indebiti compensi nonché il fatto di poter fare affidamento su soggetti fedeli per ciò solo disposti ad assecondarlo nelle strategie elaborate”. Il tribunale ritiene Adolfo Messina “soggetto dedito all'agire antigiuridico che ben sarebbe in grado di reiterare, per tutte le argomentazioni sopra rassegnate, modalità comportamentali del tutto corrispondenti a quelle in disamina”. Il carcere, dunque, sarebbe “l'unica misura idonea” ma, al di là delle manette, la responsabilità è ben più in alto di Messina, per esempio, di chi lo ha nominato, beffandosi delle migliaia di giovani costretti a scappare da questa terra perché non accettano di dire di sì alle regole degli apparati.

Il vile agguato senza colpevoli

[La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando. Marco Aurelio] La corte d'appello di Catania, che celebrava il processo di revisione delle condanne, alcune delle quali all'ergastolo, emesse a Caltanissetta a carico di 9 persone coinvolte ingiustamente nell'attentato al giudice Paolo Borsellino, ha assolto tutti gli imputati dall'accusa di strage. Restano senza risposte le domande che Enrico Deaglio si pone ml libro Il vile agguato. Dopo l’assoluzione di Contrada, anche il processo di revisione alla strage di via d’Amelio ha assolto tutti gli imputati. Ci furono depistaggi? Chi allora condusse le indagini resta al di sopra di ogni sospetto? Purtroppo, al momento non lo sappiamo. Il processo di revisione è stato chiesto, inizialmente, dalla procura generale di Caltanissetta ed è stato celebrato a Catania, come prevede la legge. A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza. Dopo le dichiarazioni di Spatuzza, che ha riscritto la storia della fase esecutiva della strage, smentendo le menzogne raccontate da pentiti come Vincenzo Scarantino, per nove persone, ingiustamente condannate a vario titolo per l'eccidio, tra cui lo stesso Scarantino, è stata chiesta la revisione del processo. Per quelle che erano detenute è stata anche sospesa l'esecuzione della pena che era ormai definitiva. Il giudizio di revisione riguarda Gaetano Murana, difeso dall'avvocato Rosalba Di Gregorio, Giuseppe Orofino, Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Salvatore Profeta, Giuseppe La Mattina, Gaetano Scotto, assistito da Giuseppe Scozzola, Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura. Quest'ultimo era stato condannato solo per il furto della macchina che venne imbottita di tritolo e non per il reato di strage, mentre Orofino era stato ritenuto responsabile di appropriazione indebita, favoreggiamento e simulazione di reato. Tomassello aveva avuto una condanna per associazione mafiosa e non per strage. Le pg di Catania avevano chiesto per tutti la revisione tranne che per Tomasello, sostenendo che a suo carico non ci fossero elementi per una valutazione nuova. La corte d'appello, invece, ha assolto anche lui. Resta per chi ne rispondeva, tranne per Tomasello, la condanna per mafia già abbondantemente scontata da tutti tranne che da Scotto. Sarà ora la corte d'appello di Caltanissetta a dover rideterminare la pena, passaggio fondamentale per quantificare i risarcimenti dei danni che chi è stato condannato ingiustamente chiederà. Da risarcire, infatti, saranno solo i danni derivanti dalla ingiusta condanna per strage, visto che quella di mafia è definitiva. I risarcimenti potranno essere richiesti quando la sentenza di oggi diventerà definitiva.

giovedì 13 luglio 2017

Malvasia Day

[Tieniti sempre pronto a cambiare idea se trovi qualcuno capace di convincerti che la tua è sbagliata. Marco Aurelio]  I profumi e l'evoluzione dei vini delle Eolie, quale terra di dolcezza e vulcani, saranno il tema della settima edizione del Malvasia Day, in programma sabato 15 a Capofaro, una delle Tenute di Tasca d'Almerita, a Salina. Il pubblico potrà incontrare 14 produttori-narratori che racconteranno le diverse interpretazioni del vitigno, degustandole con gli ospiti. Si inizia con una lectio magistralis sul prato di Luigi Moio docente di Enologia dell'Università Federico II di Napoli su "I profumi della Malvasia e la metamorfosi olfattiva della dolcezza". Un format itinerante che diventa una vera e propria scoperta tra le diverse interpretazioni delle piccole isole: la nascita di un Consorzio che coordinerà le attività di controllo, gestione e promozione sono la prova di come si possa, attraverso la volontà di "fare squadra", creare dei momenti di alta valorizzazione del territorio, a beneficio delle comunità locali e della loro economia, anche in situazioni "estreme" come quelle eoliane. Le aziende partecipanti alla settima edizione sono Barone di Villagrande, Tenuta di Capofaro, Caravaglio, Tenuta Castellaro, Cantine Colosi, D'Amico, azienda agricola Fenech, Cantine Florio, Hauner, La Vigna di Casa Pedriani, Lantieri, Gaetano Marchetta, Punta Aria, Virgona. Nato nel 2010 nelle Isole Eolie, terre di vulcani, vento, eccellenze gastronomiche e viticoltura estrema su iniziativa di uno piccolo gruppo di produttori, tra cui la famiglia Tasca d'Almerita, il Malvasia Day si è imposto oggi, anno dopo anno, come uno degli appuntamenti imperdibili per i cultori di uno dei vini più antichi ed evocativi della storia del Mediterraneo, introdotto dai greci sulle Isole Eolie nel 580 a.C.


mercoledì 12 luglio 2017

Cresce Doc Sicilia

[All'uomo non capita nulla che dalla natura non sia stato formato a sopportare. Marco Aurelio] Continua la crescita positiva dei dati dell'imbottigliamento dei vini Doc Sicilia, trainati dall'exploit del Grillo. "I primi sei mesi di produzione confermano che la Doc Sicilia si avvia al traguardo di 30 milioni di bottiglie prodotte nel 2017 con un incremento di poco superiore al 10% rispetto all'anno scorso" dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia, commentando i dati che prendono in esame il periodo che va da gennaio a giugno.    "A trainare la crescita - aggiunge - il Grillo Sicilia Doc che nei primi 6 mesi dell'anno ha visto un'impennata di quasi il 50% dell'imbottigliato rispetto allo stesso periodo del 2016. Il Grillo Sicilia Doc ha superato i 2 milioni di bottiglie: nei primi sei mesi dell'anno scorso la produzione è stata di 1,3 milioni di bottiglie. Più stabili i numeri dell'imbottigliamento del Nero D'Avola, che comunque vede un incremento di 200 mila bottiglie raggiungendo nei primi sei mesi dell'anno 3,9 milioni di bottiglie". "La scelta di proteggere i vitigni autoctoni più rappresentativi come il Grillo e il Nero d'Avola, che stanno acquisendo maggiore valore, ci permette di dire che abbiamo imboccato la strada giusta - commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia - Una decisione condivisa da tutta la filiera, dal mondo della cooperazione a quello delle piccole e grandi aziende, che ci ha consentito di tracciare per il vino siciliano una strategia unica".

Alitalia di male in peggio

[Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause. Marco Aurelio] Alla fine di febbraio 2017 Alitalia aveva accumulato perdite per 203,3 milioni di euro, con un totale di passività pari ad oltre 3,5 miliardi (2,3 miliardi di passività correnti, che Alitalia contava di rimborsare entro la fine dell'anno, e 1,2 miliardi di passività non correnti). È quanto si evince dalla situazione contabile consolidata al 28 febbraio pubblicata nella domanda di ammissione all'Amministrazione straordinaria, pubblicata sul sito della compagnia. Il valore delle perdite dei primi due mesi dell'anno equivale a poco meno della metà di quando accumulato nell'intero 2016 (491 milioni). Tuttavia va considerata la stagionalità del dato, a partire dal fatto che gennaio e febbraio sono tradizionalmente mesi di scarso afflusso turistico. A fine febbraio il patrimonio netto risultava negativo per 87 milioni di euro. Nei primi due mesi dell'anno l'Alitalia ha messo insieme una perdita di poco superiore ai 200 milioni di euro.  Ma le voci di costo per il carburante, i servizi, il personale e le svalutazioni hanno portato nettamente in rosso i conti e confermato le difficoltà  a far quadrare i conti emerse nei mesi scorsi. Alitalia, al momento, ha congelato le fatture pregresse. Si parla che solo a Gh Italia dovrebbe dare sei milioni di euro. La compagnia - che è ora affidata alle cure dei tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari - ha incassato un prestito ponte dallo Stato del valore di 600 milioni, che i commissari (che hanno attivato altre azioni di contenimento dei costi) sperano sia sufficiente per arrivare a coprire l’intero 2017.  Ma la cruda realtà dei numeri di inizio anno dice quanto l'impresa sia complicata. Quanto agli aspetti commerciali, Alitalia ha trasportato nei primi 2 mesi dell'anno 2,9 milioni di passeggeri a fronte di 4,2 milioni di posti offerti, in flessione del 2,5% rispetto ai primi due mesi del 2016.  Alitalia Sai in amministrazione straordinaria comunica che al fine di dare piena trasparenza alle circostanze che hanno condotto alla richiesta di amministrazione straordinaria da parte dell'azienda, acquisito l'orientamento favorevole del ministero dello Sviluppo economico, ha reso pubblica sui siti corporate.alitalia.it e www.amministrazionestraordinariaalitaliasai.com la domanda di ammissione alla procedura predisposta dalla società ante ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, con la relativa situazione economica e patrimoniale pro-forma, nella prospettiva della continuità, riferita al 28 febbraio 2017, e con indicazione anche dei risultati economico, patrimoniali e finanziari pro-forma al 31 dicembre 2016, anch'essa predisposta ante ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria.

Alitalia molla la Sardegna

[Nessuno è così favorito da non avere accanto a se, al momento della morte, qualcuno che gioisca del triste evento. Marco Aurelio] Alitalia non presenta offerte per la continuità territoriale da e per la Sardegna ed in particolare nei collegamenti su Cagliari. Secondo fonti vicine alla compagnia le condizioni del bando erano "economicamente insostenibili". Meridiana si è candidata per Olbia-Roma e Olbia-Milano, già operate con oneri di servizio pubblico sino alla prossima stagione invernale. La vera novità è rappresentata da Blue Air, la compagnia smart flying che vola già sull'Alghero-Torino a si propone per Alghero-Fiumicino e Alghero-Linate. Per la nuova continuità aerea sono disponibili circa 51 milioni di euro il primo anno e 205 milioni di euro dal 2017 al 2021. Il bando prevede una tariffa unica per 10 mesi l'anno di 37 euro per le singole tratte da e per Roma e di 47 per quelle da e per Milano (tasse escluse), mentre nei due mesi estivi di maggior traffico, il costo dei biglietti per i non residenti salirà rispettivamente a 70 e 80 euro, al netto delle tasse aeroportuali.

Chi sarà il prossimo?

[Ricordati che l'uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento, né perde altra vita che quella che perde adesso. Marco Aurelio] La televisione irachena Al Sumariya ha detto di avere saputo da "una fonte nella provincia di Ninive' che la morte di Abu Bakr al Baghdadi, capo dell'Isis, è confermata. La stessa emittente aveva dato altre volte in passato, fra cui nel 2016, notizie, poi smentite, sul ferimento del 'Califfo'. La televisione afferma che la "fonte", non precisata, riferisce che la conferma arriva dall'Isis. Il califfo come il saraceno. Più volte dato per spacciato, ma sempre risorto. Dal fronte orientale arrivano voci che il saraceno è in grosse difficoltà, sarà poi vero? Inutile chiedere conferme nel mondo sindacale, sembrano ormai tutti infedeli intenti a pregare Maometto. L'Isis si appresterebbe ad annunciare il nome del successore di Baghdadi. È quanto afferma "una fonte" nella provincia irachena di Ninive citata da Al Sumariya. "Le autorità di Daesh a Tel Afar, diventata la 'capitale' provvisoria dell'Isis dopo la caduta di Mosul, hanno annunciato la morte di Baghdadi, senza fornire dettagli, e hanno detto che il nome del nuovo 'Califfo' verrà annunciato presto", ha detto la fonte.   Questo è quanto afferma la fonte citata dalla televisione irachena Al Sumariya, secondo la quale l'Isis ha confermato in un comunicato la morte del suo leader Abu Bakr al Baghdadi, aggiungendo che presto sarà annunciato il nome del suo successore. "Le autorità di Daesh a Tel Afar, che è diventata ufficiosamente la capitale provvisoria dopo la caduta di Mosul - afferma la fonte, non precisata - hanno annunciato in un comunicato molto breve diffuso attraverso la loro macchina della propaganda la morte del loro leader Baghdadi, ma senza fornire dettagli".